nFA goes to Rome: Idee per la politica economica

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Giovedì pomeriggio si svolgerà a Roma un convegno organizzato dall'Associazione Folder con la collaborazione di nFA, intitolato "Tornare a crescere. Idee per una nuova politica economica." La partecipazione è libera e siete tutti invitati. Nel testo dell'articolo tutti i dettagli ed i link ai documenti che accompagneranno le relazioni.

TORNARE A CRESCERE. IDEE PER UNA NUOVA POLITICA ECONOMICA.

Roma, 27 maggio 2010

Sala Cristallo Hotel Nazionale

Piazza Montecitorio 131

ore 15.00 - 19.00

L'ingresso è libero.

 

PROGRAMMA

15:00. Apertura dei lavori. Introduzione di Sandro Trento (Folder)

 

15:05—15:30. Le radici della crisi italiana. Cause reali e miti da spazzar via.

Relatore: Michele Boldrin

Discussant: Sandro Trento

 

15:30— 16:30. Un mercato del lavoro per la crescita.

Relatore Giulio Zanella (versione preliminare della relazione [pdf]).

Discussant: Franco Peracchi

 

16:30— 16:45. Pausa caffé.

 

16:45— 17:45. Il federalismo preso sul serio (versione preliminare della relazione [pdf]).

Relatore Sandro Brusco

Discussant: Giuseppe Pisauro

 

17:45— 18:00. Pausa caffé.

 

18:00— 19:00. Riforma fiscale e debito pubblico.

Relatore Aldo Rustichini (versione preliminare: pdf senza links; doc con links)

Discussant: Francesco Lippi

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Commenti

Ci sono 28 commenti

Roma è lontana e poi si lavora, purtroppo. Spero sarà possibile avere un resoconto sotto qualche forma (audio, video).

Se lo segnalate a radio radicale, ci sono buone probabilità che anche chi non può essere presente possa trarne giovamento.

Buona idea. Adesso lo facciamo

Verrò con grande piacere.

PS Prenoto già da ora i vostri autografi su "Tremonti, istruzioni per il disuso"!!

Ho letto i vostri PDF e DOC. Hanno il pregio di una chiarezza disarmante. Sono pronto a condividere la posizioni del vincolo di bilancio e le idee del federalismo fiscale.

Non trovo purtroppo un partito (più correttamente i politici) in Italia che possa rappresentare queste posizioni.

Condivido, Sarò in errore, ma è da molto tempo che mi son fatto l'idea che gli uomini sono più importanti dei partiti (almeno oggigiorno). Un tosaerba può essere dei più sofisticati di questo mondo, ma se chi lo conduce va a sbattere sistematicamente contro i fiori, rasandoli, non va bene.... meglio una vecchia e lenta falce+pietra, ma manovrata sapientemente...

Peccato che non riesca a venire a Roma.. Troppo distante ed il lavoro è oberante in questo periodo. Sono indietro da bestia e devo rispondere a dei referees...

Sono comunque molto contento di sapere che nFA sta provando a dare un contributo per dare una sveglia nazionale...

Ho sfogliato la relazione di Sandro Brusco, che, come mi aspettavo è chiara e condivisibile.

Solo una cosa volevo puntualizzare: giustamente tra le "idee confuse" mette quella dei costi standard. Il problema di approcciare questa tematica da economisti è che si rischia di aggiungere confusione alla confusione. D'altra parte anche tra gli aziendalisti, specie quelli italiani, regna la nebbia sui costi standard. E' proprio il concetto di "standard" che a noi italiani non ci entra in testa.

Io ho in mente un esperimento fatto anni fa qui in veneto per i costi di trasporto: non vi dico la confusione che c'era nelle teste dei decisori.

Perché non esplicitare il concetto in questo modo:

"Io stato erogo dei trasferimenti nella misura di p x q, dove q è un parametro quantitativo per i servizi che tu effettivamente eroghi e p è un costo (ma fra me e te svolge il ruolo di un prezzo) determinato nel modo più razionale possibile. Ora, mi potrei sbagliare nel determinare p (ma posso migliorare...), ma q mi aspetto di poterlo misurare insieme a te in modo obiettivo."

 

forse se lo chiamassero "tariffario" (e fosse tale) sarebbe più gestibile e tutto sommato un buon sistema

Al convegno faremo un "banchetto" per vendere il libro "Tremonti, istruzioni per il disuso."

Qualche gentile lettore o lettrice che non abbia precedenti penali per essere fuggito/a con la cassa (con la cassiera o il cassiere invece va bene) puo' aiutarci a gestire la vendita?

Grazie.

Posso aiutarvi io tranquillamente. Arriverò lì verso le 14:40 più o meno, se va bene fammi sapere.

L'associazione Folder e' legata ad IdV e infatti all'ingresso della sala i due loghi sono accoppiati. Magari mi ero perso l'informazione, avrei preferito che fosse riportata con maggiore evidenza.

 

Sentito stamattina Boldrin ospite di Giannino a Radio24.

Mi aspettavo che fosse segnalato il convegno...

 

Fatta. Racconteremo. Not the most successful "try" (as in "let's give it a try") of my life, so far. A far peggio c'è sempre tempo.

Ora andiamo a cena.

In questa intervista al Riformista, Alberto Bisin parla degli scenari economici futuri.

Volevo solo commentare il linguaggio di legno sulla "burocrazia europea" che starebbe "agendo male".

Ricordo alcuni fatti semplici (frammisti se del caso a valutazioni "tranquille", di larga circolazione). Le istituzioni europee sono istituzioni politiche; non sono nè una gelateria, nè un ufficio distaccato di amministrazioni diverse. La burocrazia europea a supporto di queste istituzioni è di gran lunga più competente e adeguata allo scopo di parecchie burocrazie nazionali. La Commissione Europea ha il compito di istruire ogni passo e proposta in merito al Patto di Stabilità, ma le decisioni principali sono in carico al Consiglio ECOFIN. Nel 2003 le proposte di infrazione verso due piccoli Paesi (Irlanda e Portogallo) vennero approvate dal Consiglio ECOFIN. Quando nel 2004 si trattò di cominciare una procedura di infrazione contro Francia e Germania (che avevano violato il Patto), il Consiglio ECOFIN votò contro. In quella situazione, la Commissione, allora presieduta da Romano Prodi, decise di denuciare il Consiglio ECOFIN alla Corte di Giustizia Europea. La Corte di Giustizia diede alfine ragione un po' a tutti. Comunque non dovrebbero esserci dubbi sulla storia politica e sulle responsabilità in merito al rispetto del Patto. Prima della crisi economica, nel 2007, la gran parte dei Paesi rispettava quasi tutti i parametri del Patto. In merito a come una eccezionale situazione economica si riverberi sul rispetto del Patto sarebbe opportuna una decrizione dei fatti "un pochetto" più appropriata. Un Paese come la Spagna è passato in due anni da avere un surplus del 2% ad un deficit dell'11%. La reazione dell'Unione Europea alla crisi è stata in linea con le possibilità offerte dai Trattati e dalla politica. In ogni caso un maggiore coordinamento e un rafforzamento degli strumenti di vigilanza e controllo reciproco è stato alfine accettato e/o messo in cantiere.

Spero che questa descrizione dei fatti possa utilmente complementare l'intervista di Bisin.

RR

 

 

Condivido gran parte dell'analisi e delle proposte. In particolare,

(i) è vero che lo Statuto dei Lavoratori (che cmq ha soglie diverse a seconda delle norme) è un falso problema per la crescita delle imprese italiane;

(ii) la proposta di Boeri non mi convince affatto;

(iii) va stimolata la contrattazione decentralizzata. In particolare, se proprio una contrattazione collettiva deve restare, che questa sia per macro-regioni con condizioni/standard/costi di vita simili;

(iv) è vero che bisogna ricercare una parità della contribuzione (e quindi trattamento) previdenziale-assicurativa. In particolare, suggerirei, che una volta stabilità una quota uguale per tutti, indicata con x, si dovrà agire sulla spartizione della medesima tra datore di lavoro e lavoratore, indicate rispettivamente x1 e x2 (ovviamente x1+x2=x), ponderandola al tempo di lavoro t previsto dal contratto). Al decrescere di t (maggiore precarietà), x1 deve crescere e x2 deve decrescere, questo perchè il il datore di lavoro deve “pagare” l'uso maggiore dei sussidi di disoccupazione su cui graverà e il lavoratore deve essere pagato di più in virtù della precarietà. Il problema, e la soluzione non l'ho ancora trovata, è evitare che ci sia un ri-trasferimento implicito tra i due soggetti che renda ineffettiva questa regola.

Quello che però mi pare manchi nell'analisi sono il problema della scarsa rappresentatività sindacale e dello sviluppo degli strumenti di employability (in particolare migliorare gli uffici dove domanda e offerta dovrebbero incontrarsi). Ritengo che una soluzione potrebbe essere:
a) re-introdurre il Ghent system, cioè fondi per sussidi di disoccupazione pagati dagli iscritti di un sindacato Z per gli stessi iscritti del medesimo sindacato Z. In questo modo si coinvolgono i sindacati, che hanno una capillarità enorme sul territorio, nello stimolare l'incontro tra domanda e offerta.

b) far sedere ai tavoli della contrattazione collettiva (per macro-regioni, come sopra), i sindacati Z1, Z2, ecc. che abbiano i migliori Ghent system in quell'area.

m

Si potrebbe avere pdf o video di Michele Boldrin?

 

Grazie.

Sarebbe utile avere pure i ppt dei discussant. Io ero presente. Mi servirebbero per sistemare gli appunti

grazie! 

E' la prima volta che intervengo su questo sito, non ho potuto partecipare di persona.

se ho capito bene "Not the most successful "try" (as in "let's give it a try") of my life, so far." qualcosa non è andata bene. C'entra qualcosa col fatto che il pdf dell'intervento di Boldrin non sia ancora disponibile? Io personalmente sono in partibus infidelium, da buon socialista keynesiano con qualche inclinazione al modello superfisso (sì, poi vado a Lourdes e prego s. Rita, quella degli impossibili), ma abbiamo un bisogno enorme di idee nuove, mi ricordo Bortolussi alla scuola estiva di Bertinoro spiegare cose sul Nord-Est che andavano contro tutta la nostra received wisdom...c'era qualcosa di particolarmente eretico?

Marino

Benvenuto al blog, Marino. Abbi pazienza, tra un po' mettiamo un resoconto della giornata romana. La mancanza del pdf di Michele non ha nulla a che fare, è il risultato di essere troppo occupato (versione caritatevole) o troppo pigro (versione da stronzi). Su Bortolussi: cosa ha detto esattamente che andava contro la received wisdom?

Il Riformista, 2 giugno 2010
Controfinanziaria l'Idv arriva prima  (di Ettore Colombo)

Il prof. Trento sarà anche stato un pupillo del Governatore ed ua epersona competente ma  fondare una finanziaria sul recupero teorico e sognante di quelle cifre di evasione non credo proprio sia opera di Trento. Almeno me lo auguro