Il Nobel a Phelps

9 ottobre 2006 alberto bisin

Giusto per provare l'eccitazione del giornalismo di frontiera e annunciarlo prima di tutti. Poi piu' tardi alcuni commenti.

Certo non e' per questo che glielo hanno dato (qui la motivazione ufficiale in forma estesa ), ma il paper Phelps-Pollak 1968, in cui studiano inconsistenza temporale e equilibri perfetti di Nash e' uno spettacolo.

6 commenti (espandi tutti)

Beh, prima di tutti proprio direi di no (nell'email della mattina avevo almeno sett o otto messagi al riguardo, dall'Europa).

Posso dire che sono sorpreso?  Non mi dispiace, anzi son contento perche' Ned Phelps e' uno che negli anni 60 e 70 ha fatto cose egrege e da alcune delle quali ho imparato parecchio. E poi e' uno dei pochi che a Colombia m'ha sempre preso sul serio :-) Ora mi leggo la motivazione. 

Ma sono sorpreso sia per il timing - pensavo non gliel'avrebbero piu' dato - sia perche', visto che son disposti ad andare a ritroso nel tempo rispetto a dove erano arrivati ed a premiare ancora gente che ha fatto grandi lavori negli anni 60, ci sarebbero alcuni dei miei preferiti (piu' vecchi di Ned) che son li' che rischiano di morire ad ogni pie' sospinto e non l'hanno ancor preso. Ed e' un peccato. 

Domanda per Alberto: perche' ti piace tanto Phelps-Pollak 1968?  

fra i primi to post it, intendo. non ho dubbi che ha te ha chiamato il re direttamente :-)

e' un po' che vari tuoi - e miei - amici spingono per Phelps (philippe, mike, jess); anch'io pensavo che ormai fosse fatta.

anche secondo me e' cosa buona e giusta (anche se a me non mi conosce e quindi non mi ha mai preso ne' sul serio ne' per scherzo). 

anch'io penso che hanno fatto molto male a dimenticare Hurwicz. se non ci pensa Per non c'e' piu'  speranza.

Perche'mi piace Phelps-Pollak: perche' e' un paper estremamente innovativo; ha fatto piu' di Laibson 30 anni prima; e lo ha fatto meglio perche' lo ha applicato a inter-personal preferences invece che non intra-personal;  perche' hanno preso un'idea interessante ma abbastanza confusa da Strotz  e l'hanno resa applicabile, nel frattempo  essenzialmente introducendo per la prima volta (ma questo non ho mai controllato, si dice) Markov Perfect Nash; perche' e'rimasto li' nascosto in semi-oscurita'per 30 anni e poi si e'scoperto di nuovo. 

Il Nobel a Phelps

luigi 9/10/2006 - 20:47

sono curioso di sapere se tra quelli che vorresti c'è Hurwicz, che ha inventato mechanism design (perchè lo penso pure io, ma non è assolutamente rilevante quello che penso io)

Ma non porta sfiga il Nobel in economia se sei a Columbia? O forse una sola osservazione non basta. È un po' che non studio teorie asintotiche...

no, ci mancherebbe, una osservazione basta e avanza, ma se ce ne sono due le devi usare entrambe (mi ha insegnato giorgio). o forse  di mundell  non te ne sei accorto. direi che non hai sostituito  teorie asintotichecon internazionale.

No, niente re ... con i re non vado molto in sintonia, mi dispiace. Semplicemente, in Spagna sono ossessionati con il Nobel, credo sia perche' son tutti li che aspettano che Andreu lo prenda (ogni anno, attorno a settembre ed inizio ottobre Andreu e' sui giornali, la gente scrive cose carine di lui, gli danno premi, insomma claramente una campanya de publicidad) e quindi un certo numero di economisti spagnoli passa la giornata dell'annuncio cercando d'essere il primo a saperlo per scriverlo urbi et orbi ... secondo me hanno l'email pronta per partire, manca solo il nome!

Si', hanno perso un altro anno utile per darlo a Leo, oramai credo che un'altra grande ingiustizia sia stata fatta dopo quella fatta a Lionel quando lo dierono tutto soletto a quel frigorifero matematico noioso di Debreu. Pensa un po', Schelling e Kahneman hanno il Nobel in economia, e Leo Hurwicz e Lionel McKenzie non ce l'hanno: ridicolo.

Phelps-Pollak [per i non adetti ma interessati ci riferiamo a:
E. S. Phelps, R. A. Pollak, On Second-Best National Saving and Game-Equilibrium Growth, Review of Economic Studies, Vol. 35,
No. 2 (Apr., 1968), pp. 185-199] prometto che andro' a rileggerlo. Ricordo d'averlo studiato in classe per il seminario del secondo semestre di Lionel, che ci faceva studiare tutte le varianti al suo modello standard di growth, insomma recursive preferences, rolling plans, hyperbolic discounting, overtaking, eccetera. Si', c'e' una nozione vagamente confusa di "perfezione" sui nodi, indipendentemente dal fatto che si raggiungano o meno. Al tempo, nel giro Carnegie-Penn, questo doveva essere il tema: avevano capito programmazione dinamica e volevano vedere dove funzionava e dove non, cosa permetteva e cosa non permetteva di scrivere comportamenti come funzioni stazionarie (nel tempo) di variabili di stato. Tieni conto che la cosa di Ed e Finn su time consistency e' di circa nove anni dopo ma, se ricordo, fu un paper che circolo' per parecchio prima d'essere pubblicato, e viene, appunto, dallo stesso ambiente intellettuale. Sono curioso di rileggere Phelps and Pollak non tanto per compararlo a Laibson ma a Kydland e Prescott: cosa c'e' di nuovo in K&P rispetto a P&P?

Prima che il maledetto editor me la tagliasse avevo messo qui tutta una pizza sul perche' l'inconsistenza temporale e' fondamentalmente un problema di istituzioni ed interpersonale, come in P&P, K&P, e molta ricerca recente (incluso B&R e B&M, se posso autocitarmi ... certo che posso!) e molto poco un problema intrapersonale. Non perche' il problema intrapersonale di "pentirsi" non ci sia ma perche' anzittutto ci pentiamo raramente, e poi, quando ci pentiamo, abbiamo le stesse preferenze e siamo le stesse persone di quando non ci pentiamo e siamo contenti d'aver mangiato il porceddu e bevuto il cannonau a cena. Ma allora, se son sempre il mio doppio, non dovrei SEMPRE avere conflitti con le mie scelte di ieri? Tutte le scelte intertemporali sono, ovviamente, scelte di consumo/risparmio! Il fatto e' che, quando si manifesta, il pentimento ha origini "cognitive" e di vero "learning" o ben delle proprie preferenze profonde o ben di stati del mondo di cui non eravamo nemmeno consapevoli e, come tale, e' molto ma molto molto meglio modellato in termini di "regret" e "un-awareness" alla Aldo-Eddie-Burt-Salvatore - l'ultimo e' Modica, meno famoso ma bravo lo stesso, e nulla ha a che fare con il nostro viceministro meno preferito. Come tu dici giustamente, Alberto, il valore innovativo di P&P sta nell'idea
di inconsistenza interpersonale, invece che della schizofrenica ed
irrilevante incosistenza intrapersonale che si capisce e modella molto
meglio con "regret". Inconsistenza
intrapersonale ha una dimensione cognitiva, di scoperta o
di fatti non aspettati o di stati emozionali/preferenze non previsti,
quindi la loro maniera di modellarlo fa luce sul problema, mentre
quella dell'occhialuto ed incoerente genio e' meccanica e priva di
"insights" (questa tradurla non so, scusami Andrea).

Gia' da P&P e'
l'inconsistenza intertemporale tra persone differenti, ed in
particolare fra generazioni, che pone il problema piu' rilevante, sia
normativamente che positivamente e su quello si soffermano. E'
il problema della politica, delle istituzioni e del perche' ce le
abbiamo, dei meccanismi che sono stabili a fronte di rinegoziazione fra
gruppi distinti e successivi nel tempo (tipo il dibattito sul "starve
the beast" che Alberto e Sandro hanno avuto qui su nFA ... ed anche
tipo le cose di me ed Ana Montes per legare vari meccanismi
d'investimento/assicurazione reciproca fra generazioni). Ma fra un po'
Laibson&co ci proporranno d'interpretare la crisi dei sistemi di
sicurezza sociale come un caso di hyperbolic discounting dell'agente
rappresentativo!

Personalmente, che abbia fatto "Laibson prima di Laibson" non mi sembra importante: il lavoro di Laibson e' intellettualmente confuso. E' sempre li' che rimesta il solito uomo di paglia troppo facile da distruggere: agente rappresentativo, utilita' log, produzione al piu' Cobb-Douglas, come see EEG finisse li'! Poi sempre gli stessi contro-esempi: quelli che fumano, quelli del gymn, quelli del cioccolato, i topi ... que noia! Costoro sembrano non essersi nemmeno chiesti (gliel'ho chiesto personalmente ad un seminario, senza ricevere risposta) quali di questi fenomeni sono consistenti con preferenze non-separabili temporalmente e fattore di sconto endogeno stile Koopmans-Uzawa ... sarei curioso di sapere, infatti, se qualcuno ha mostrato che queste poche anomalie che friggono e rifriggono sono davvero inconsistenti con preferenze un po' meno triviali di quelle separabili, e senza scomodare Faruk e Wolfgang.

A me l'intero progetto "behavioral" e soprattutto discounting iperbolico pare piu' un fenomeno sociologico che scientifico: Cambridge (MA) e la macchina della MacArthur fanno grande pubblicita' perche' non hanno nulla di meglio a cui farla che abbia l'etichetta "genii di sinistra ed alternativi". Qualcuno, sembra a loro, dev'essere contrapposto a Levitt in questa guerra di titani della scienza patinata e "un tanto al kilo", quindi ben vengano Laibson&Rabin. Perdippiu', e per ragioni totalmente ideologiche, vari gruppi che non temo chiamare di "potere accademico" hanno deciso che occorre fare la guerra, per inutile e vuota di contenuto che sia, all'ipotesi di decisione razionale e di razionalita' individuale nelle decisioni economiche. Perche' essere razionali e' di destra e passionali e' invece di sinistra (la emotional intelligence e tutte le insensatezze OB che l'accompagnano). Se siamo emozionali ed istintivi quando decidiamo come spendere i nostri soldi o come guadagnarli, non solo siamo piu' belli e speriamo d'imbarcare di piu', ma siamo anche, e soprattutto, bisognosi del grande fratello che ci guidi e ci proibisca di fumare seduti per strada finche' ci facciamo una birra a NY ... Alla fine finisce tutto li', all'agenda politica, ed e' un po' una tristezza.

Whow, quante chiacchere, taglio! Cheers to Ned Phelps, e buona notte.

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti