Non è caduta la linea ...

28 aprile 2009 michele boldrin

... me ne sono solo andato.

Oggi avevo accettato di partecipare al programma televisivo Ballarò. Secondo quanto mi era stato annunciato, si sarebbe dovuto discutere di libertà, (dis)eguaglianza, come attenuare gli effetti della crisi e cose simili. Lo avevo fatto perché, svariati anni fa, avevo avuto modo di conoscere Giovanni Floris e ne avevo avuto l'impressione di un giornalista al di sopra della media.

Probabilmente lo è ancora, me lo auguro per lui, ma oggi ho avuto un'impressione diversa. Dopo due ore di solenne perdita di tempo, ho deciso di andarmene dallo studio. Sembra che io abbia eseguito la mia uscita cinque minuti prima che decidesse di farmi una domanda ... fa niente, tanto (da quanto ho appreso) avrei dovuto rispondere sul perché i "cervelli ed i lavoratori altamente qualificati lasciano l'Italia o non ci vengono". La risposta, per suprema ironia, era nella trasmissione ed in come era stata condotta.

Sono uscito per due ragioni, una personale ed una politica.

Parto dalla personale, che è più breve e molto più semplice: non sono il burattino di nessuno. Per preparare la trasmissione mi ero sciroppato un'ora e mezza buona al telefono con una (simpatica e gentile) assistente di Floris, la quale mi aveva fatto una dozzina di domande sulle varie questioni economiche che si dovevano trattare, prendendo nota delle mie vedute. La cosa mi aveva fatto ben sperare, ragione per cui avevo accettato di aggiustare il mio programma per andare in studio mentre ero a Washington per lavoro. Mi sembrava potesse essere un'occasione utile per far conoscere il mio punto di vista ad un pubblico più ampio di quello che legge nFA. Mi son reso conto che così non era: era al più una maniera per dare all'ego di Michele Boldrin sei minuti di "visibilità televisiva", nient'altro. La mia competenza era scarsamente rilevante: tre minuti iniziali e tre finali per fare da guarnizione accademica a due ore di comizi dei politici. Avendo specificato all'assistente che questo non era quanto ero interessato a fare, dopo aver cercato varie volte di comunicare con lo studio di Roma (impossibile, ed è pessima scelta da parte loro: dovrebbero tenere un microfono di servizio acceso, come altri fanno) ho tolto il disturbo e son tornato al mio lavoro con mezz'ora d'anticipo.

Fossi rimasto per l'ultima mezzora, cosa ci avrei guadagnato? L'opportunità di fare il simpaticone in TV dicendo due battute ad effetto in risposta alla domanda finale? Di fare il guitto l'occasione l'ho avuta, e passata, tanti anni fa. La "soddisfazione" di far dire ai miei conoscenti italiani "ah, guarda, c'è Michele in TV"? Spero mi vogliano bene lo stesso, perché i complessi d'inferiorità e le insicurezze di cui soffro di certo non sarebbero stati curati da tre minuti di TV in più. Assolutamente impossibile far anche solo lontanamente capire alla gente che, per esempio, la povertà non si cura redistribuendo (come TUTTI i politici in studio assumevano, in onore al modello superfisso) ma producendo ed aricchendosi. Questo non solo perché in tre-minuti-tre non riesci a dire nulla ma, soprattutto, perché venivano dopo due ore di urlate imbecillità a cui avrei solo fornito l'alibi di un commento pseudo "scientifico". Parafrasando un filosofo televisivo amico mio: grazie dell'opportunità ma mi voglio bene lo stesso.

La questione politica, invece, è più seria. Ovviamente non è che me la sono inventata stasera, ce l'avevo in mente da tempo, ma il "dibattito" (si fa per dire), il contenuto dei servizi ed il chiaro orientamento politico di Giovanni Floris l'hanno fatta, come si dice, quagliare. Parto dalla conclusione: la sinistra italiana si sta suicidando ad una velocità e con una cecità che fanno paura. Questo argomento l'ho sostenuto varie volte, specie negli ultimi tempi, in vari commenti ad altri articoli, ma ora vorrei trar vantaggio di questa opportunità per articolarlo un po' meglio. Aggiungo, più per scrupolo che per altro, che la cosa mi preoccupa non in quanto persona di sinistra o simpatizzante della medesima, che proprio non sono, ma come cittadino (ok, al 50%) e soprattutto come liberale e democratico. Insomma, questo affare sta in FLG non per caso ...

La sinistra è oggi l'unica (ahimé!) opposizione ad un fenomeno peronista abbastanza pericoloso per il paese, fenomeno i cui danni possono essere contenuti se e solo se esiste un'opposizione con un minimo di forza. Poco mi frega se vince la destra o la sinistra in Italia, da tempo son convinto che pari sono. Ma molto mi frega che maggioranza ed opposizione siano bilanciate, in modo tale da elidersi così da prevenire l'una e l'altra dall'attuazione dei propri più deleteri propositi. Mentre, finché era al governo Prodi, la forza dell'opposizione e le divisioni della maggioranza erano tali da impedire il peggio, ora questo non sembra più vero. Non vedremo presto un cavallo senatore, ma le concubine di corte già servono nel governo mentre altre novelle vengono addestrate per rappresentare gli italiani a Bruxelles. L'itinere è chiaro e solo dei poveri ignavi (o peggio) possono compiacersi di questa deriva delirante. È quindi preoccupante lo sgretolarsi dell'opposizione.

Che cosa c'entra tutto questo con Floris e Ballarò? C'entra. Come Alberto e Sandro, fra gli altri, hanno giustamente osservato la lotta per la conquista del consenso in Italia, oggi, si svolge all'80% in televisione. Ed è una lotta a tutto campo, che coinvolge i telegiornali, gli shows d'intrattenimento come Domenica in e questi contenitori di attualità tipo Ballarò o Porta a Porta i quali, infatti, pullulano di politici con una frequenza così incredibile (quando comparata all'estero) da dare la chiara impressione dell'esistenza di una casta separata, che comunica con il popolo bue attraverso la TV. Bene, attraverso operazioni come RED TV e trasmissioni come Ballarò la sinistra svolge quindi opposizione all'armata di programmi e televisioni che BS controlla. Non ho alcun dubbio che la lotta sia impari, solo dei servi in mala fede (ne spuntano anche qui) cercano di sostenere l'opposto a maggior gloria del loro dietto. Questa imparità è frutto, come ho spesso sottolineato, delle scelte dell'attuale sinistra (la RAI, non scordiamocelo, è un'invenzione della casta pre-BS) e della loro codardia mentale (han avuto svariate opportunità di legiferare senza mai trovare l'onestà per farlo, timorosi d'offendere interessi loro). Tutto questo congiurerebbe un "ben gli sta", non fosse per il fatto che l'uomo oggi al potere è potenzialmente molto dannoso anche per i terzi - come, per altro, sembra essersi resa conto persino sua moglie alla quale, però, andrebbe chiesto: perché non ha la dignità di divorziare, signora? Che sia per caso "italiana" anche Veronica Lario?

Ora, dico io, se sei in svantaggio sia numerico che di armamenti, cosa fai? Le regole più elementari della guerra suggeriscono di evitare, almeno, di combattere sul terreno e con i metodi scelti dal nemico. Banale, no? Invece, che fanno non solo i dirigenti del PD ma, appunto, persino un giornalista di trincea come Floris? Rincorrono il loro nemico, lo imitano, cercano (inutilmente e ridicolmente) di batterlo al suo stesso gioco, al gioco di cui è maestro: il populismo. Qui sta la grande follia suicida di costoro e per questo, mentre oggi stavo lì a giocare a free-cell ed a leggere amenità tipo "Our axiomatization introduces an intertemporal theory of weaning a decision-maker from her habits using the device of compensation." mi chiedevo: perché devo essere parte di una pagliacciata dannosa al paese?

Perché vendere populismo ed incazzamento puro senza alcun ragionamento propositivo dietro? Perché impostare la discussione sulla povertà e la diseguaglianza del reddito sulla base della logica del "togliere ai ricchi per dare ai poveri" invece che su quella del produrre? Perché rimestare nel torbido facendo giochetti di parole su liberazione, libertà, liberismo? Che senso ha impostare tutta la discussione sulle ingiustizie d'Italia attorno al tema della redistribuzione, ossia della carità? Come non capire che BS vince alla grande su questi terreni, infatti ha già vinto? Lui ha vinto appellandosi all'anticomunismo, lui ha vinto vendendo il miraggio dei milioni di posti di lavoro e la riduzione dell'ICI, lui ha vinto usando prima "Forza Italia" e poi "Popolo della Liberta'", lui regala i vestiti alle terremotate, mette ville a disposizione, paga cene a destra ed a manca, insomma fa la carità al popolino! Ma Lauro, il monarchico Lauro, ve lo siete scordato? Quale infernale diavolo fa pensare a costoro - anche agli intelligenti fra costoro come son certo Floris sia mentre dubito che altri lo siano - che BS si batte a botte di emozioni e non di ragionamenti pacati?

Che senso ha cercare di batterlo laddove da 30 anni batte tutti, ossia sui sentimenti più irrazionali, sulla pancia, sugli istinti, sul richiamo atavico, insomma sul reality-show urlato e sbracato? Che senso ha rifiutarsi di parlare a quella fetta d'Italia (che sarà pur minoritaria ma la tiene in piedi) che produce, che è educata, che ha conoscenze tecniche, che apprezza il discorso razionale e problem-solving oriented, che vuole argomenti coerenti, numeri, proposte e che è adulata solo a parole da BS e dalla sua combriccola? Insomma, perché mai - Giovanni Floris ossia opposizione - non vuoi che il tuo messaggio venga apprezzato dalla borghesia produttiva, professionale e manageriale?

Ecco, questo mi chiedevo: perché? Che senso ha impostare una trasmissione su un tema di così grande rilevanza come la diseguaglianza economica attorno al populismo de "i ricchi rubano ai poveri"? Per convincere le forze produttive del paese, quel 10-15% senza il quale l'Italia verrebbe davvero giù di brutto, che la sinistra è contro di loro? Che il loro posto è con BS ed il suo populismo peronista, perché a sinistra vogliono tassarti per redistribuire ai "poveri", invece di chiedersi come generare crescita economica? Perché questo, e solo questo, dovrebbe chiedersi l'opposizione in Italia: come si genera crescita economica oggi?

Per questo, soprattutto, ho alzato le tende: per segnalare (ridete, dai, ridete) che un altro messaggio è possibile ed un'altra maniera di fare informazione televisiva è possibile. E sono abbastanza convinto, paradossalmente, che Giovanni Floris, se vuole, è pure capace di farla e di farla bene. Vediamo se ci prova, noi siam qua.

144 commenti (espandi tutti)

'zo Michele, datti una calmata. Cosa ti ha fatto Floris?

Io ho un solo test per giudicare i giornalisti tv: quando fanno una domanda si aspettano una risposta a quella domanda o accettano che l'interlocutore dica quello che vuole? (Non mi riferisco a casi in cui l'interlocutore finga di rispondere alla domanda ma poi finisca per dire altro; mi riferisco a casi in cui l'interlocutore dica, "no, guardi io non vorrei parlare di x ma di y, mi permetta,..." ). Floris non passa il test!

Conosci qualcuno che lo passi? In Italia, intendo.

E' un po' che non la vedo, ma la Annunziata?

In genere anche l'insistenza rispetto a quanto un giornalista dice è tipico, ma non solo, di tutti quei servi a mezzo servizio (perchè dopo che sono diventati famosi, si fanno fare contratti a parte e cessano di essere dipendenti Rai) che sono come i meno con le parentesi davanti: cambiano di segno tutto quello che l'ospite della parte avversa sostiene, al fine di dimostrare la loro idea di emi-libertà. Alle volte penso che un giornalista del Giornale è tale solo quando parla-scrive della sinistra; come, d'altra parte, quello dell'Unità lo è solamente quando parla di Berlusconi e della sua cricca.

Ossimori

sandro brusco 29/4/2009 - 00:05

''Dibattito televisivo'' è un ossimoro. L'espressione dovrebbe probabilmente rimpiazzare ''discussione da bar'' per indicare il chiacchiericcio confuso e disinformato da parte di un gruppo di persone più o meno in stato di sovraeccitazione. Per una volta non è un problema italiano, è così ovunque. Molto semplicemente, il dibattito serio, articolato e ben informato non si adatta al mezzo televisivo. Non è questione che il conduttore sia bravo o meno, corretto o meno, indipendente o meno. È il formato che proprio non va. Devi fare interventi che durano al massimo due minuti, il ché limita drasticamente l'articolazione dei ragionamenti. Non puoi ricercare informazione per controbattere falsità dette da altri. Non puoi esporre in modo pacato numeri ed evidenza empirica a sostegno delle tue tesi. Queste cose non si possono fare non a causa di conduttori malvagi (che magari lo sono pure, ma conta poco) quanto perché se parli per 4 minuti anziché 2 o cerchi di presentare evidenza empirica in modo sistematico la gente si stufa e cambia canale. Se volete il dibattito serio, leggete la letteratura specializzata o, al più, i blog. Guardate la tivu solo se volete capire cosa pensa il cittadino medio. Ad altro non serve.

Probabilmente è vero. Ho visto la cosa, avendone avuto segnalazione via sms da un amico, giacché solitamente rifiuto di perder tempo a seguire litigi televisivi basati su slogans e corroborati da opportune clacs, ben studiate nelle proporzioni dal conduttore di turno, al fine di far risaltare le posizioni dei propri "amici".

Ciò che mi è parso evidente da subito, Michele, è stato il tuo vano tentativo di affrontare il tema in modo strutturato, iniziando con inquadrare il discorso in un contesto generale - un minimo teorico - per poi scendere negli aspetti specifici. Almeno, così pensavo. Purtoppo, non del tutto inaspettatamente, il conduttore ha iniziato a fremere quando non si è vista immediatamente servire su un piatto d'argento la prevista - da lui - contumelia liberale in chiave antiberlusconiana. Probabilmente - suppongo - avresti anche potuto soddisfarne gli appetiti in un secondo tempo ma, come ha ben dimostrato l'intervento di Diliberto (il re dei luoghi comuni leninisti, che si è persino definito - con involontaria comicità - più liberale di un'altra ospite dello studio televisivo), non serve articolare: l'importante è la frase ad effetto.

E più è vuota, sciocca ed urlata - magari col sorrisetto di chi pensa di mostrare la propria indimostrata ed indimostrabile superiorità - più è efficace.

Sono in aeroporto a Washington, dov'ero venuto per lavoro, quindi mi dedico al cazzeggio tanto per amazzare il tempo, le riflessioni che l'episodio mi ha suggerito (vecchie, ma rinfrescate e ri-passate nelle quasi due ore gettate al vento) le mettiamo stanotte che le leggete domani. Cazzeggio, dunque.

- Per me era tutto nuovo, perché da anni non ascolto questi parlare, ma è stato scioccante il livello a cui il tutto veniva condotto. Diliberto, è vero, era forse il più logicamente imbarazzante ma Alemanno non era da meno in termini di becero populismo. Non solo: era l'unico che parlava sistematicamente e ripetutamente sopra la voce degli altri, interrompendoli ed impedendo loro di cambiare. Alcuni giorni fa, dopo aver accettato, ho provato a guardare una puntata di questo programma sul web, per farmi un'idea. Avrei dovuto resistere sino in fondo, così avrei saputo cosa mi aspettava, ma non l'ho fatto perché non riuscivo a sopportare il tal La Russa, ministro della difesa apparentemente, che aggrediva continuamente tutti gli altri con la stessa tecnica, anzi peggio. Questi sono entrambi ex(?) fascisti, se non sbaglio. Sarà un caso, ma si comportano in una maniera violenta che trovo rivelatrice.

- La cosa che mi ha lasciato più perplesso (anche solo per questo credo, Sandro, tu abbia torto) erano i servizi redazionali che han mandato. Neanche propaganda, rumore muro. Informazione assolutamente e totalmente zero. Ora, a meno che si voglia sostenere che con la camera da presa non si può informare o raccontare qualcosa di minimamente serio, la scelta di mandare questi "servizi" mi è sembrata rivelatrice. Cosa si vuole ottenere? Voci dalla piazza, scelte all'uopo per creare un'atmosfera populistica? Urla e qualunquismo? Prova ulteriore del fatto che al mondo ci sono migliaia di persone che parlano a vanvera? Sono rimasto esterefatto, mi aspettavo qualcosa di minimamente "dibattibile", mentre era puro qualunquismo urlato ... a che serve? Davvero, a che serve? Ma qui vado sul serio, per cui lasciamo stare.

- Non è per nulla vero, Sandro, che non si può dibattere con un minimo di serietà in TV. Pensa solo a Larry King, o anche ai dibattiti presidenziali, o alle vecchie tribune elettorali (incredibile, che uno debba rimpiangere le tribune elettorali di 30 anni fa!). Non si faranno i grandi dibattiti intellettuali, ma se il giornalista/conduttore vuole non solo si può dibattere in modo ordinato, ma anche in modo civile, informato e persino divertente. Se l'ipotesi è che lo span of attention dello spettatore è di 3 minuti e che il medesimo ha tre neuroni tre e vuole riprodotta davanti a lui la discussione fatta al bar due ore prima, allora va bene così. Ma non è vero che il problema è il mezzo, il problema è il messaggero.

- Non ho capito il testi di Alberto, né il senso del suo invito a "darmi una calmata". Sono calmissimo, ho davvero ben altro per la testa in questo momento ... ma quella è un'altra storia.

Il mese scorso mi sono trovato la mattina presto a Penn Station, New York, per prendere il treno e tornare a Long Island. Era il giorno prima, o la settimana prima, di un aumento delle tariffe per il metro. Sono stato avvicinato da giornalista televisiva con cameraman al seguito, che mi ha chiesto cosa pensavo dell'aumento. Quando ho chiesto ''e quali sono le alternative?'', se ne sono andati immediatamente a cercare qualcun altro. Chiaramente stavano cercando semplicemente il traveler incazzato che dicesse ''non è giusto, si paga già troppo'', oppure il traveler contento che dicesse ''si, ne vale la pena, il servizio è fantastico''. Qualunque messaggio più complicato, tipo ''quali sono le alternative per coprire i costi? quali sono i benefici delle varie opzioni?'' non trovava spazio. Questa è la natura del mezzo. La bellezza è che è estremamente diretto, manda un messaggio forte e chiaro. La maledizione è che non lascia spazio alla discussione e al ragionamento informato. La giornalista era unprofessional? Può darsi, ma secondo me ha semplicemente imparato the hard way quello che piace al pubblico. Avendo poco tempo da perdere, lo usa nel modo più efficace possibile per raggiungere lo scopo.

Certo che si può fare televisione ''meglio'', dove per meglio intendiamo come piacerebbe a noi. E certo che si potrebbe dibattere seriamente. Però non ci sarebbero molti spettatori. L'unica cosa che veramente da speranza è che i giovani la tivu la guardano sempre meno.

Anche a me e' capitato qualcosa di simile a quanto racconta Sandro. Quando le TV o i giornali vogliono intervistare un economista a New York, mandano emails agli uffici pubbliche relazioni delle varie scuole, che poi chiedono a chi e' di turno (in ufficio) se sono interessati a farsi intervistare.

Una volta avevo accettato di rispondere a domande di una giornalista CNN sugli effetti aggregati di un aumento del minimum wage. Prima dell'intervista, pero', la redattrice ha voluto sapere cosa ne pensassi. In poche parole, le ho detto che gli effetti sarebbero stati del second'ordine, e le ho pure sparato qualche cifra sul numero (esiguo) di persone che percepiscono il salario minimo negli US. Al che mi ha detto (testuale): ``... ma questo non e' il messaggio che vogliamo dare al pubblico..." e poi ha tagliato corto: ``penso che questa volta non utilizzeremo i suoi servizi" :-)

Gia, i giovani ora usano questo, prova tu a dibattere con 140 caratteri, links compresi :-)

Beh, ad occhio il contenuto informativo medio di un' intervento a Porta a Porta & c. sta in meno di 80, quelli sopra i 140 sono outliers :)

Michele, guardando la trasmissione mi interrogavo con un amico sul come facessi a resistere tra (s)ragionamenti vuoti e schiamazzi.

Era un po' che non vedevo Ballarò, e mi pare che ora i servizi si avvicinino pericolosamente allo stile "casi umani" di Santoro. Poca volontà di descrivere, molta di far passare il messaggio x, come scritto in un commento qui sotto.

Che Alemanno abbia imparato qualche malcostume da Storace lo sapevo, ma anche Sassoli quanto a interruzioni e tono ducesco non scherza...

ma anche Sassoli quanto a interruzioni e tono ducesco non scherza...

È probabilmente vero. Ho seguito con attenzione per un po', ed avevo identificato chiaramente Alemanno. Poi la noia ha avuto la meglio, ho aperto il laptop, ho giocato a free cell e letto un paper di axiomatization of habit formation ...

- Non è per nulla vero, Sandro, che non si può dibattere con un minimo di serietà in TV. Pensa solo a Larry King, o anche ai dibattiti presidenziali, o alle vecchie tribune elettorali (incredibile, che uno debba rimpiangere le tribune elettorali di 30 anni fa!). Non si faranno i grandi dibattiti intellettuali, ma se il giornalista/conduttore vuole non solo si può dibattere in modo ordinato, ma anche in modo civile, informato e persino divertente. Se l'ipotesi è che lo span of attention dello spettatore è di 3 minuti e che il medesimo ha tre neuroni tre e vuole riprodotta davanti a lui la discussione fatta al bar due ore prima, allora va bene così. Ma non è vero che il problema è il mezzo, il problema è il messaggero.

Pienamente d'accordo! Sono anni ormai che, dall'italia, guardo la tv estera, in particolare USA e UK. Da un lato per la maggiore libertà di informazione (per noi è solo un miraggio lontanissimo...), dall'altro per il livello culturale dei dibattiti e delle trasmissioni, dei toni usati, e per la pragmaticità dei confronti...da noi si parla solo di aria fritta, ci si riempe di belle parole, mai abbinate a fatti o azioni concrete (mi riferisco a molti, in particolare ieri Sassoli riguardo al sommerso in italia...500 mln? o 500 mld? boh...forse non lo ha capito nemmeno lui...).

Purtroppo ho la netta sensazione che, nella nostra italietta, basta avere una buona dizione, un discreto livello dialettico e un numero elevato di persone che ti seguono (come adepti) per fare politica... questo è il motivo per cui da noi i talk show hanno spesso gli "illustri" onorevoli o presunti tali nei dibattiti! Forse è proprio per questo motivo che nella realtà televisiva italiana non ho mai visto un confronto costruttivo e concreto; ho sempre visto dei confronti che hanno più a che fare con i litigi dei bambini delle scuole elementari...dopo tanto tempo ho rivisto Ballarò, ma soltanto perchè tra gli ospiti ho sentito pronunciare il nome di Michele Boldrin, che credo libero e coerente nelle risposte...

Io invece sono d'accordissimo con Sandro, che probabilmente ha avuto modo di approfondire il tema con qualche giornalista (o presunto tale) italiano. La visione è esattamente quella citata, ci si rivolge allo spettatore "medio", le frasi debbono essere brevi e di impatto, non si può pensare di articolare un ragionamento. Curiosamente, ne ho discusso non più tardi di un mese fa con una docente della mia facoltà che è stata ospite in una trasmissione televisiva. So perfettamente che brucia, e parecchio, ascoltare persone che spesso parlano per slogan o ripetono ad libitum gli stessi (poveri) concetti con parole diverse. Come ho detto alla prof, la televisione (italiana) non serve a fare informazione, bensì divulgazione. O ci si adatta a quel registro, altrimenti non ha senso nemmeno arrabbiarsi dal mio modestissimo pdv. Funziona così. Ho avuto modo di lavorarci da "tecnico" e sinceramente non mi stupisco per nulla di quanto è successo.    

Certamente i tempi televisi devono essere rispettati, soprattutto quando ci sono numerosi ospiti. Però in quanto a qualità stiamo messi veramente male, e non solo...io parlo anche della pragmatica degli interventi! Qui sembra che si parla solo per incasinare il cervello della gente! Non si parla mai di fatti e azioni concrete, non si spiega mai cosa si vuole fare in realtà. C'è sempre un dibattito dettato dall'anarchia dei politici...ognuno dice quello che vuole, e in molti casi si arriva alle offese, e come per magia la risposta alla domanda non c'è quasi mai. 

Re(3): Ossimori

massimo 30/4/2009 - 00:54

"Purtroppo ho la netta sensazione che, nella nostra italietta, basta avere una buona dizione, un discreto livello dialettico e un numero elevato di persone che ti seguono (come adepti) per fare politica... "

Cancella i primi due requisiti: Antonio di Pietro fa politica con discreto successo.

In questo caso hai ragione in pieno! Il riferimento comunque era al politico medio.

Re(4): Ossimori

raf 30/4/2009 - 09:40

visto il livello della scuola italiana , il seguito di dipietro è destinato ad aumentare

I nostri rappresentanti politici infatti dovrebbero rispecchiare la nostra società....in linea di massima.

In linea di massima hai ragione ma ci sono eccezioni, per esempio hardtalk sulla BBC:non lo vedo da un po, ma la regola è che l' ospite (singolo) venga sottoposto ad un set ben coordinato di domande politicamente imbarazzanti, e viene interrotto solo se svicola.Non ho idea dell' audience, ma secondo wiki campa da 12 anni.

E' chiaro che l'approfondimento vero è un mercato di nicchia, ma anche le nicchie possono essere profittevoli, anche in Italia Report è piuttosto popolare nonostante rifugga il cazzeggio.Certo la BBC in questo settore è imbattibile.

Non guardo più Ballarò da 3-4 anni ormai. Come tutti voi, odio questo tipo di spettacolino indecoroso. Ed è vero, questi programmi fanno il gioco di BS. Ed è vero, i politici si allenano a parlarsi uno sull'altro senza dirsi niente: la politica in Italia è una infinita compagna elettorale a colpi di slogan populistici e di insulti.

Ho paura però che un programma diverso, più pacato e ragionato, o semplicemente che discuta di problemi, fatti e proposte in maniera seria ed equilibrata, sia impossibile. L'esempio di Report non calza perché Report è un programma diverso. Report "ha una posizione politica" ben definita, ed è infatti apprezzato a sinistra e odiato a destra. Inoltre, alza il livello di incazzatura della gente, quindi fa polemica, quindi fa audience. Inoltre è funzionale a BS, che può dire, "vedete, c'è libertà di espressione in Italia, i comunisti hanno Report", ma non ha alcun influenza sul risultato elettorale.

Il tipo di programma che descrivete voi, invece, ho paura che in Italia sarebbe cassato con una scusa o con un'altra. Per esempio per mancanza di audience. Se anche volessimo fidarci pienamente dell'Auditel, che fornisce in monopolio i dati dell'audience senza possibilità di verifica: siete sicuri che un programma di confronto tipo "tribuna politica" degli anni 60 e 70 possa avere qualche speranza di superare il 6-7% di audience?

Senza parlare del problema politico: se togliete il giocattolino ai politici, vedrete che lo sostituiscono con un altro giocattolino uguale.

Comunque, confermo: i politici del PD devono cambiare terreno di gioco. Io farei lo "sciopero" della TV per un paio di mesi,  lasciando sulla scena da soli i politici di centro destra il giocattolino si rompe. Ma naturalmente è impossibile: Di Pietro e la sinistra extra-parlamentare non aspettano altro che di occupare tutta la scena lasciata libera dal PD ...

 

Re(2): Ossimori

Zamax 29/4/2009 - 19:15

Sarà. Cioè, non sarà affatto. In Italia tutta la TV è di BS e pure i programmi anti-BS fanno il gioco di BS. Curioso. Dunque, tra le kermesse o corride cacofoniche di attualità politica primeggia AnnoZero che ama il cavaliere alla follia, poi c'è Ballarò che lo ama quasi altrettanto caldamente; ci sarebbe il tinello volemose-bene di Vespa, dove però i politici di sinistra non si fanno mai mancare. Poi ci sono le inchieste di Report, grintose, coraggiose, democratiche ecc. ecc. che però hanno sempre la tendenza fastiodiosa, per BS, di annusare il marcio a destra. Poi c'è Rainews 24, la TV satellitare d'informazione, diretta da Corradino Mineo, ex TG3, dove il verbo progressista è declamato da mane a sera. Questo alla RAI, il cui presidente è ora Garimberti, ex vice direttore di Repubblica,  ex direttore di Repubblica TV. Riguardo a Ballarò, inoltre, vorrei ricordare, c'è stato un periodo in cui in effetti alle persone "competenti" veniva dato spazio adeguato. Erano sempre lì, ogni settimana. Erano sempre loro, Tito Boeri, economista, grande adoratore di Berlusconi, e Chiara Saraceno, sociologa, pure lei berlusconiana di ferro. A La7 c'è l' "indedele" Gar Lerner che si fa belle e profonde chiacchierate coi suoi intelligenti amici, quasi tutti di sinistra. Nelle reti Fininvest i programmi - o almeno programmi di un quache significativo seguito - di "approfondimento" politico praticamente non esistono, tranne Matrix, che non mi pare omaggi il cavaliere. E infine: questa pulp-politics televisiva chi l'ha inventata e chi l'ha portata in auge se non il milieu pseudo-culturale sinistrorso?

Re(3): Ossimori

massimo 30/4/2009 - 01:00

Non dimenticare "in mezz'ora" di Lucia Annunziata, "che tempo che fa" di Fabio Fazio e "parla con me" di Serena Dandini. Tutti berlusconiani a ventiquattro carati.

Re(4): Ossimori

Zamax 30/4/2009 - 07:25

...azz...è vero. Sto invecchiando. Com'è che mi son scordato di quanta altra brutta roba comunista c'è in RAI?

in Italia Report è piuttosto popolare nonostante rifugga il cazzeggio

Non vi preoccupate, tra un po' non ci sarà più neanche Report, quando cioè introdurranno la responsabilità penale del conduttore, come si minaccia:

http://www.italiachiamaitalia.net/news/134/ARTICLE/14907/2009-04-19.html

Re: Ossimori

Marcks 29/4/2009 - 19:08

No, Sandro, non sono d'accordo.

Basterebbe poco per confutare la supposta incompatibilità tra televisione e informazione. Ci vuole un giornalista che ponga sistematicamente al politico, se parliamo di giornalismo sull'attualità politica, tutte quelle domande e obiezioni che arrivano a quello dalla parte ideologicamente avversa o anche soltanto da quella parte che ha altre informazioni per rifiutare quanto dice il politico stesso. Su questo mi viene in mente Hard Talk della BBC.

Che poi, mi contraddico forse rispetto a un commento che ho messo un'ora fa: l'aspetto "ludico" delle trasmissioni che stiamo discutendo, nel senso di polemica da debate society, si potrebbe mantenere se questa portasse interesse a quanto si discute...cioè il punto è costruire la polemica in direzione dei fatti, assumendo che vi siano dei fatti e che se ne dabba parlare. Quindi il punto non è se la teelvisione butta tutto in piazzata con grida e battutacce, perchè se le grida e le battutacce portano a una discussione informata possono anche starci...altrimenti si finisce a pensare che l'unica televisione seria sia quella sorta di tele-università Nettuno, dove uno parla atono per un'ora con la lavagnina dietro alle spalle, e che davano in televisione a notte fonda.

D'accordo, accetto la critica, la televisione si può anche usare bene. Quello che cercavo di dire è che il buon uso non sembra essere economicamente sostenibile.

C'è un problema economico di fondo che non è eludibile. Per la tivu generalista vale una specie di teorema dell'elettore mediano, i programmi tendono a concentrarsi per qualità, contenuti e formato dove c'è più domanda. Il grosso del pubblico chiaramente non chiede il dibattito pacato e informato, e le televisioni danno al pubblico quello che chiede. Ripeto, a me non sembra un problema peculiarmente italiano. L'Italia ha l'aggiunto problema del servilismo, ma tanti dibattiti che vedo (vedevo, dopo un po' ho smesso) a Fox News, CNN o MSNBC  non mi paiono tanto diversi da quello che racconta Michele di Ballarò (che invece non ho mai visto).

C'è un problema economico di fondo che non è eludibile. Per la tivu generalista vale una specie di teorema dell'elettore mediano, i programmi tendono a concentrarsi per qualità, contenuti e formato dove c'è più domanda.

Sandro, è proprio su questo che non siamo in accordo. Il modello di fondo che tu usi è quello di Hotelling, l'intuizione di fondo del quale e che in presenza di sostanziali costi fissi e di un mercato lineare (relativamente piccolo, in proporzione ai costi fissi) vi sarà la tendenza da parte di tutte le imprese concorrenti a collocarsi nel mezzo del mercato, ovvero a produrre la stessa cosa.

Il problema con l'applicare Hotelling ai prodotti TV -ed anche alla politica ma quello è un discorso più complicato ed altamente dipendente dai sistemi elettorali in uso - è che né il costo fisso di questi show è oggi particolarmente grande, né il mercato è piccolo rispetto a questi costi. Perdippiù, il mercato nemmeno è unidimensionale, ma questa è un'altra storia.

Questo è dunque il punto: poiché il costo di produrre show televisivi di questo tipo è oggi molto più basso di anche solo vent'anni fa, ed il pubblico potenziale molto maggiore, v'è spazio per prodotti differenziati. La questione si riduce dunque a: davvero non c'è in Italia un pubblico di uno o due milioni di persone interessati a guardare programmi di "approfondimento" ben fatti, non partigiani, non urlati e tecnicamente non cialtroneschi?

La questione si riduce dunque a: davvero non c'è in Italia un pubblico di uno o due milioni di persone interessati a guardare programmi di "approfondimento" ben fatti, non partigiani, non urlati e tecnicamente non cialtroneschi?

Vorrei provare a metterla in modo un po' diverso. Assumiamo che la risposta alla tua domanda sia ottimista, ossia il pubblico per programmi fatti bene esiste. Perché non si crea l'offerta che soddisfa la domanda? Il problema non è solo italiano, io non vedo negli USA trasmissioni con grande seguito che discutano dell'attualità politica ed economica. Tanto per fare un esempio, dove hai visto una discussione seria e ben fatta in televisione dello stimulus plan? In trasmissioni popolari, intendo dire, che nelle nicchie ci può stare di tutto. La ragione per cui sono convinto che il modello di Hotelling in questo caso serve è che sembra compatibile con l'evidenza. Se veramente ci fosse un pubblico sostanziale che chiede programmi di qualità dovrei concludere che esistono profit opportunities che non vengono sfruttate, e che la cosa va avanti da parecchio tempo e in vari paesi. Non mi pare molto convincente.

Re(4): Ossimori

Marcks 29/4/2009 - 21:37

Sandro, io provo a rispondere a quello che dici con obiezioni che non so se stanno al piano in cui tu (e Michele) state discutendo...magari sono osservazioni incongrue che non rispondono effettivamente a quanto dici.

La domanda di prodotti di qualità televisivi non è del tutto assente e quella che c'è non è sempre insoddisfatta. Poniamo che i problemi economici abbiano davvero una complessità che li rende poco attraenti allo spettatore mediano. Lo stesso, dovrei aspettarmi, per argomenti altrettanto complessi come quelli inerenti la divulgazione scientifica. Da quello che so, quei programmi, come quelli del celebrato Angela hanno sempre indici di ascolto molto alti, eppure (quando non mostrano la solita gazzella sbranata dal leone) possono esserci puntate in cui discutono cose non banali o non scontate da capire (sismologia; vulcani etc...).

In più direi che la "complessità" della trasmissione televisiva non è direttamente collegata all'oggetto della discussione: si può fare pessima divulgazione di cose serissime, come accade con certe trasmissioni divulgative fatte male. Non mi ricordo quando l'ho notato, ma alle volte nelle trasmissioni sportive (in Italia, sicuramente quelle calcistiche post-domenicali) il pubblico è portato a discutere in modi molto raffinati di cose che saranno pure irrilevanti (un risultato sportivo) però lo fanno mettendo in campo analisi che tengono conto di un sacco di cose che io non so e nemmeno immagino: la performance dei giocatori nella partita in discussione; lo schema adottato dall'allenatore e così via: voglio dire, mettono in piedi un'analisi argomentata, e non parlo solo degli opinion maker, parlo della gente comune. Ecco, se tutto quello sforzo di intelligenza c'è per quella roba, in principio potrebbe esserci per argomenti più dirimenti. Se c'è un vincolo all'esistenza di trasmissioni intelligenti, questo non è banalmente nella voglia della gente comune di non pensare a cose complicate, ci sarà senz'altro  qualcosa d'altro...

Se c'è un vincolo all'esistenza di trasmissioni intelligenti, questo non è banalmente nella voglia della gente comune di non pensare a cose complicate, ci sarà senz'altro  qualcosa d'altro...

Possibile, ma cosa? Sarei la persona più felice del mondo se apparissero trasmissione ben fatte con buona audience in cui si fa dibattito seriamente. Io mi limito a osservare che, dal punto di vista empirico, questo non accade né in Italia né negli Stati Uniti. I pochi programmi fatti bene sono l'eccezione, non la regola. Sono indirizzati a nicchie di mercato. Sono spesso fatti da tivu pubbliche, come nel caso svizzero e inglese (ovviamente non nel caso italiano). Il fatto che non accada nemmeno negli USA mi fa pensare che le ragioni non siano legate alle particolarità del caso italiano, in cui si può magari argomentare che esiste un interesse diretto dei proprietari delle televisioni a distorcere la discussione (argomento che non è interamente convincente; se vuoi essere partigiano lo puoi anche fare in modo intelligente, nulla ti obbliga a farlo in modo stupido). Se non è l'assenza di domanda, cosa è?

Il modello di Hotelling anche a me sembra suggerire una diversificazione lungo l’asse dei consumatori. Come su una spiaggia, il terzo gelataio si mette lontano dal centro, altrimenti rimane schiacciato. Quindi in base a quel modello si dovrebbe avere una maggior diversificazione dell’offerta giornalistica se effetivamente i consumatori sono diversificati. Ma lo sono? Non saprei quale variabile utilizzare come determinante della domanda di giornalismo, ma se prendiamo il livello culturale/literacy italiano, questo e’ molto concentrato verso il basso rispetto agli altri paesi avanzati, sia se si prendono i titoli di studio, sia se si prendono i dati dalle survey sulla literacy della popolazione adulta dell’OCSE (verificano la capacita' di comprensione di testi, gli italiani tutti, anche quelli laureati performano male rispetto ai loro omologhi americani o norvegesi). Forse i consumatori non sono molto diversificati dopotutto, e comunque lo sono meno rispetto agli altri paesi. 

Inoltre, il giornalismo (specie investigativo) e’ molto costoso, nel caso della carta stampata negli States il prezzo del giornale non ripaga il costo per produrre la notizia e portarla al lettore, anzi non ripaga nemmeno la carta (Sull’argomento un articolo interessante del new york times scritto dal founding editor di slate magazine:
http://www.nytimes.com/2009/02/10/opinion/10kinsley.html?_r=2&scp=1&sq=micropayment&st=cseSOMEWHERE). Qualcuno allora deve pagare la differenza, normalmente questi sono gli inserzionisti pubblicitari, che quindi definiscono/condizionano il mix tra notizie e intrattenimento e all’interno delle notizie anche quali ottengono maggiore evidenza.

A parte la stampa economica, vi e’ una proliferazione di offerta che si dirige verso gli stessi target group e lo fa utilizzando lo stesso business model (la pubblicita’), e quindi i comportamenti sono simili. Ora la pubblicita’ glamour vicina a una notizia triste e noiosa non penso sia il sogno degli inserzionisti, quindi vi sono notizie che si accompagnano alla pubblicita’ e altre meno.

Business model alternativi sono quelli con finanziamento pubblico come RAI e BBC (con risultati opposti). Una giustificazione della diversa performance puo' essere che RAI e' incancrenita dall'inneficienza, ma contribuisce anche il fatto che essa segue un modello simile al suo diretto e unico concorrente.  

 

Francesco, quello che dici sulla dispersione di equilibrio nel modello di Hotelling è vero solo se la distribuzione dei consumatori è uniforme. Se invece è concentrata, il grosso dei produttori si colloca dove c'è la domanda, con magari quacuno che entra e si colloca lontano dal grosso catturando posizioni di nicchia. Io interpreto l'evidenza (quasi tutti i programmi sono di bassa qualità) come coerente con il fatto che i consumatori non sono particolarmente diversificati. Le televisioni danno al grosso dei consumatori quello che vogliono. Le frange marginali che vogliono un prodotto differente o vengono accontentate ogni tanto per miracolo, oppure si danno per perse e si lasciano ai blog come nfa.

infatti concordo sul fatto che il pubblico e' piuttosto concentrato, se le gli interessi piu' elevati li abbiamo molto diversificati, sul divano di casa davanti al video del televisore abbiamo istinti e comportamenti molto bassi e simili.

Il fatto che i programmi televisivi "ben fatti" e con buona audience non ci siano neanche negli USA non è poi così difficile da spiegare.

Da un lato non è vero: 60 minutes, 20/20 e Larry King Live sono i primi esempi che mi vengono in mente, ma son certo che ve ne sono svariati altri. Qui ammetto la mia ignoranza: purtroppo è vero che non guardo la TV da una vita e ne ho quindi una conoscenza molto episodica e per sentito dire. Ricordo però l'enorme successo di Free to Choose, tanto per dire. L'ho guardata però nel periodo delle elezioni e nei periodi più caldi della crisi finanziaria: su tutti i canali (incluso persino Fox!) ho ascoltato dibattiti di un livello che in Italia non se li sognano nemmeno. Non 24 ore al giorno, non tutti i giorni, ma spessissimo. Dibattiti brevi, tipicamente, al più 20 minuti o anche 15, ma frequenti e con gente che anche se semplificava sapeva cosa diceva. Certo, il dibattito fra me e De Long o l'audizione di Lee Ohanian al Senato non li trovi di certo sui canali normali, ma non è certo quello che sto chiedendo! Quindi, a me sembra che l'affermazione della non esistenza di tali programmi non sia sorretta dall'evidenza.

Dall'altro lato c'è una differenza culturale fondamentale: negli USA la TV serve a due cose, dare le notizie ed intrattenere. L'idea che alla TV si discuta di politica ed economia e che si possa far spettacolo discutendo di politica ed economia è tutta italiana. In Italia, per svariate ragioni  culturali, in particolare la tradizione della "discussione in piazza", esiste una domanda per questo tipo di prodotti. Programmi come quelli di cui stiamo parlando non solo non esistono negli USA ma neanche in Spagna e, che mi risulti, neanche in Francia. Non so nel resto d'Europa. Negli USA il dibattito sulle questioni politico-economiche si fa sui giornali, sia quotidiani che periodici, non in TV. Infatti, la qualità media e la varietà degli editoriali dei maggiori giornali USA è siderale rispetto a quella dei quotidiani italiani. Questa diversa della composizione della domanda potrebbe essere dovuta al fatto che gli americani han capito che la TV non si adatta all'esame di questioni serie (ma i controesempi di cui sopra sembrano negare questa ipotesi) o, invece, a tradizioni diverse.

La questione quindi diventa: visto che è possibile fare cose piacevoli e ben fatte che abbiano successo e visto che in Italia la domanda per il dibattito politico-economico fatto in TV sembra esistere, perché nessuno lo produce?

L'osservazione di Marco Boninu suggerisce, secondo me, un'ipotesi che mi convince. Marco osserva che in Italia esistono molti spettacoli "culturali" ben fatti, solo che sono tutti in campi che non attengono con la politica e l'economia. Di nuovo, questo prova che si possono fare programmi ben fatti e di successo e che alla gente non dispiace sentirsi spiegare i vulcani, i batteri o gli scavi pompeiani. Perché non la politica economica? A me pare semplice: perché le TV italiane sono controllate, in un modo o nell'altro, dalla casta e la casta non ha alcun interesse a che la gente venga adeguatamente informata sui problemi che la casta gestisce. Nella misura in cui la casta fiorisce, come abbiamo svariate volte osservato, sull'ignoranza delle grandi masse italiane per quanto concerne le questioni socio-economiche e sull'ideologizzazione populistica del dibattito, essa non solo non ha interesse a promuovere l'alfabetizzazione socio-economica degli elettori, ma ha un forte incentivo ad impedirla.

Ecco, a me la ragione sembra quella. Poiché non c'è free entry nel mercato della politica e, fino all'altro giorno, non c'era free entry in quello della TV, il prodotto non desiderato dalla casta non è stato prodotto. Se la mia teoria è corretta, dovremmo osservare presto dei prodotti di qualità venire dalle nuove TV in entrata, sempre che anche queste non vengano catturate (via la subcasta dei giornalisti italiani) dal sistema politico in essere. Vedremo.

Io penso che l'atteggiamento della maggior parte delle persone nei confronti del calcio sia paragonabile a quello dei bambini nei confronti di certi cartoni animati.

Mi spiego: il mio bambino ricorda e spiega complesse attività dei vari personaggi, per me indistinguibili, ma trova tutte le scuse per non fare i compiti. Le persone ricordano e spiegano complesse dinamiche calcistiche ma trovano tutte le scuse per non affrontare seriamente i problemi e soprattutto le proprie responsabilità in essi. Daniele prende brutti voti, noi prendiamo BS.

Per chi preferisce i Simpson a Dragonball sono tempi duri.

E' vero. Lo diceva pure Pasolini in tv millenni fa. Eppure a riguardarlo quel dibattito in Rai mi sembra quasi una lezione universitaria - paragonato ovviamente alle trasmissioni indecenti di oggi. Gente che parlava ascoltata dagli altri per più di 5 minuti (non ho cronometrato ma mi ricordo chiaramente i lunghi interventi), nessuna interruzione del moderatore o degli altri ospiti, nessuno che urlava, compostezza e richieste di chiarimenti soddisfatte. Ovviamente a domanda seguiva sempre risposta coerente, non discorsi sui cani randagi della sardegna. E comunque il moderatore si incaricava di sviscerare bene i concetti.

È il formato che proprio non va.

Bourdieu concorderebbe con te. Ora però traiamo le conclusioni: il dibattito serio non si adatta alla tv. Quindi non si può informare decentemente il telespettatore. In più la maggior parte degli italiani guarda questi programmi inconcludenti (guardare Ballarò o a volte Santoro è come vedere una telenovelas argentina) Come se ne esce? Cosa ha provocato questa caduta di qualità?

Una domanda a voi economisti praticanti: Com'è che funziona la regola che la moneta cattiva scaccia la buona? E vale solo per la moneta o per tutto, televisione inclusa?

Com'è che funziona la regola che la moneta cattiva scaccia la buona? E vale solo per la moneta o per tutto, televisione inclusa?

Per tutto, funziona ovunque contino i grandi numeri. Si chiama "democrazia", o "società di massa", fai tu. Il bottom line è che gli scarsamente allerti sono la maggioranza. Avete voluto la bicicletta? Ora pedalate ...

Seguivo Ballarò fino ad alcuni anni fa, poi mi sono stufato per le ragioni che ben evidenzia Michele. Ormai della RAI non guardo più niente, solo Report, quando lo danno, sempre che GT e BS non lo blocchino definitivamente. Il resto è spazzatura ed, ogni anno, a gennaio, mando giù litiri di bile quando pago il canone per il c.d. "servizio pubblico". Se devo guardare la TV, guardo quella tedesca, che è un vero servizio pubblico. Per seguire le vicende italiane preferisco la stampa ed, ovviamente, NFA :-).

A Michele consiglio di sintonizzarsi almeno una volta all'anno sui programmi presunti "intelligenti" della TV generalista, così non cade nelle sue trappole :-).

Per il resto chiedo che, prima di partecipare ad un programma della TV generalista la cosa venga pubblicizzata adeguatamente coram populo in modo che io possa seguire il programma che altrimenti non guarderei. Che diamine!

Chiedo  a tutti , ma se la televisione fosse come chiedete voi esisterebbe NFA ? L'articolo è ineccepibile pieno di cose vere e di una piccola ingenuità : pensare che in italia sia mai esistita una opposizione vera . Il potere è sempre stato gestito in condominio. Il principio dell'alternanza in italia ha un senso diverso da quello angosassone. L'alternanza vuol dire tanto prima o poi torno li io quindi lascio le poltrone che poi le rioccupo. Mi ricorda il film di toto i 2 colonnelli dove si alternavano inglesi ed italiani alla conquista dello stesso paese . Strategicamente la sinistra ha fatto un errore , ma non oggi .L'errore è stato fatto 20 anni fa quando ha pensato di poter controllare BS e i potentati che rappresenta . In assenza di un programma andava bene il conflitto di interessi che riusciva a radunare tutto il caravan serraglio dell'ulivo. Fino a che anche gli italiani si sono rotti della solita minestra è seppur reale, il conflitto di interessi ha perso il suo appeal. Altro errore strategico è stato non privatizzare la rai quando erano loro al governo .Ingenuamente hanno pensato tanto torniamo e la rioccupiamo .Perfino saddam ( zero in strategia ) ha bruciato i pozzi . Se avessero privatizzato la rai BS sarebbe stato impegnato a combattere sul mercato libero che non ti lascia tanto spazio per cazzeggiare con politici e veline ( che sono poi la stessa cosa ). La sinistra non rincorre BS sul populismo , la sinistra ha creato il populismo ( articolo 18 , cassa integrazione , pensioni a 40 anni , dipendenti statali ) . Quindi non rincorre BS è la sola logica che conosce e la cosa drammatica è che sta perdendo sul suo campo non in quello di BS.

p.s. adesso penso che i finanziamenti pubblici siano più difficili :-)

p.s. adesso penso che i finanziamenti pubblici siano più difficili :-)

'azzo! Se mi veniva in mente, restavo!

"La sinistra non rincorre BS sul populismo , la sinistra ha creato il populismo ( articolo 18 , cassa integrazione , pensioni a 40 anni , dipendenti statali ) . Quindi non rincorre BS è la sola logica che conosce e la cosa drammatica è che sta perdendo sul suo campo non in quello di BS."

A questo proposito credo non sia casuale che alcuni dei più fidati collaboratori/sostenitori /fiancheggiatori di BS (Bondi, Pecorella, Micchichè, Feltri, Maiolo, Brandirali, Ferrara...) provengano dalla sinistra.

Se avessero privatizzato la rai BS sarebbe stato impegnato a combattere sul mercato libero.

Questa frase mi sembra davvero una banalità. A parte che in tutta Europa esiste la televisione pubblica e normalmente fornisce un ottimo servizio pubblico, ma cosa garantisce che la privatizzazione della Rai porterebbe ad un vero mercato libero e concorrenziale (poi conoscendo gli italiani!)?

mi rendo conto di essere stato un po' ermetico .Nel primo governo Prodi durato dal 1996 al 1998 fu approvata la legge maccanico, che prevedeva 2 divieti importanti

  • Divieto per un soggetto destinatario di concessioni televisive di "irradiare più del 20% delle reti televisive analogiche e dei programmi televisivi in ambito nazionale"
  • Divieto per un soggetto destinatario di concessioni televisive di raccogliere proventi in misura superiore al 30% delle risorse del settore televisivo in ambito nazionale

se successivamente a questa legge fosse stata privatizzata la rai, ( e potevano tranquillamente farlo ) si sarebbe creato un altro polo indipendente . La rai si poteva privatizzare attraverso una opv. La privatizzazione della rai poteva essere fatta da D'alema in carica dal 21 ottobre 1998 al 25 aprile 2000. D'alema e il gruppo dirigente del pds non ha privatizzato la rai perchè voleva controllarla . Pensava inoltre che lo spauracchio del conflitto di interessi fosse sufficiente a fermare BS politicamente .

casino del server

Se avessero privatizzato la rai BS sarebbe stato impegnato a combattere sul mercato libero.

Questa frase mi sembra davvero una banalità.

Non lo è, e non volerlo capire è uno dei tanti limiti incredibili dei non-BS italiani.

Anzitutto, che l'esistenza di un buon servizio pubblico negli altri paesi neghi che BS avrebbe dovuto affrontare competizione se avessero privatizzato la RAI, e' un non sequitur.

In secondo luogo, in tutti i paesi europei che conosco il servizio pubblico e' molto piu' piccolo (sia in assoluto che rispetto al mercato) di quanto non sia la RAI in Italia. Tanto per dire, cosa impediva di privatizzare due reti e terne la terza per il servizio pubblico vero?

Finalmente, la concorrenza, in alcuni settori, c'e' anche in Italia! Basta volerla.

Tutti si scordano di La7.
La7 avrebbe avuto numeri e potenzialità per essere davvero di qualità ma...
Beh, i soliti accordi tra i poteri forti l'hanno sedata.

Sui dibattiti televisivi ho recentemente osservato un nuovo format proposto alla TV svizzera (quella italiana) che consiste in dibattiti serali brevi (15 minuti) ma tutte le sere, dal lunedi' al venerdi', prima del TG delle 20 (quindi in ora di massimo ascolto. Mentre in Italia passano quiz insulsi, sulla TV svizzera invece si assiste ad un dibattito a due (tesi diverse ma non per forza contrapposte) con solo due ospiti in studio, qualificati, ed un conduttore (veramente preparato) che sa fare le domande giuste. Niente pubblico (che cosa serve se non ad appludire e perdere tempo?). Per me il dibattito migliore è quello che vede due persone competenti - politici e non - incrociare le loro opinioni in un tempo breve (il troppo stroppia) e facendolo ogni sera abbiamo la possibilità in un anno di toccare molti problemi, da quelli locali a quelli generali, ed ovviamente poi di ritornare sul tema. Poi le persone se voglioni interessarsi ulteriorente hanno altri canali (internet)

Per informazioni: http://www1.rsi.ch/Tsi1/welcome.cfm?idChannel=2338&idModule=2349&idSection=6150927&idPage=0&idContext=3#m2349

La trasmissione è disponibile anche il poscast

Un esempio di ieri: http://la1.rsi.ch/contesto/index.cfm?scheda=10026&vid=yes

(sono solo 15 minuti)

FF

il format che descrivi e' una versione soft di crossfire che andava su CNN fino a qualche anno fa e che e' stato cancellato nel 2005 (?) dalla CNN per colpa (si dice) di un comico (tal Jon Stewart http://politicalhumor.about.com/library/bljonstewartcrossfire.htm) che era stato invitato come ospite. Due conduttori (di idee opposte) intervistavano a raffica due "esperti" di opionioni opposte. A me piaceva, ma era diventato nel tempo piu' una show di intrattenimento....qualcuno ci aveva provato anche in Italia....senza successo, pare...

PBS ha un format chiamato "to the contrary" in cui ci sono esperti (solo donne) con idee varie che si confrontano in modo educato su un tema. DA quello che so, il conduttore e' molto chiaro sul fatto che non bisogna fare casino....ogni puntata e' registrata e gli eventuali battibecchi inutili vengono cancellati. Mi dicono degli insiders che gli ospiti si autocontrollano bene. Non e' da prime time, ma e' informative per quello che puo' essere la tv americana.....che che se ne dica...

ps ieri ho perso tempo con un film palloso, assaperlo avrei visto ballaro....ma che era PG15?

 

il format che descrivi ...

Qui mi pare nella versione seria, senza comici. Il format comunque ritaglia il fatto, noto anche in rete, che i contenitori di dialogo piu' seguiti ed utili (ricordo una discussione di tanti anni fa con l'amico Francesco Bollorino di Genova) sono quelli in cui due personalità forti si confrontano (meglio di 20 che che cazzeggiano). Non so se avete provato a seguire (per soli 15 min del vostro prezioso tempo) il dibattito a due che ho segnalato. Io ho il vantaggio che vivendo nel luogo conosco il tema ed il contesto ma credo che ognuno di voi anche a digiuno delle particolarità del sistama sanitario svizzero alla fine dei 15 minuti possa capire come stanno le cose. Poi altre trasmissioni possono approfondire (ed alla fine si dice anche che "Falò" lo farà giovedi'). Bene, in una trasmissione come quella un Michele Boldrin avrebbe il suo spazio molto piu' che in Ballarò, cosi' come l'ha avuta un paolo attivissimo (altro amico di lunga data) ed altri che conosco. Se date una occhiata al link che ho fornito, vedrete che sulla destra c'è un elenco per tipologia e potete predere atto che in economia ci sono state 37 micro-dibattiti su temi locali o generali.

A me pare che l'Italia tenda spesso a strafare, con grandi dibattiti (cazzeggiati) sui grandi e massimi sistemi. Nella piccola svizzera invece si affrontano piccoli problemi a piccoli passi, alla portata di tutti. Si va piu' lenti (anche Einstein diceva che in CH tutto è piu' lento e quindi è il luogo ideale per la fase finale della vita) ma forse si producono piu' fatti  sono piu' condivisi.

Ciao,

FF

 

 

 

 

 

Il Fatto di Enzo Biagi era molto simile alla cosa che tu descrivi qui: pochi  minuti ma di informazione...sappiamo come è andata a finire.

Ricordo male o era molto popolare? in termini di audience, intendo. 

Difatti, appena hanno potuto e con la scusa del digitale, hanno oscurato la TSI in tutta la fascia di confine "altopadana".

Fino a che era possibile avere un'alternativa valida come offerta informativa e, aggiungo io, formativa, trovavi ancora in giro un sacco di gente che, parlando di attualità e cronaca di qualsiasi genere, ti diceva più o meno "ne hanno parlato anche alla tv svizzera".

Dalle nostre parti (sempre fascia "altopadana") i TG della TSI competevano come ascolti con quelli Rai e Mediaset.

Adesso invece paradossalmente ci sono in giro un sacco di parabole, tutti dicono di vedere Sky e gli innumerevoli canali-marmellata digitali, ma quando parli sempre dei suddetti argomenti di attualità, il massimo dell'informazione alternativa è "Striscia la Notizia"

Posso dire la mia? Nel mio piccolo, feci un anno fa una conferenza con alcuni politici. Rimasi scioccato.

Sono un povero studente, e dunque la mia esperienza accademica non è assolutamente paragonabile a quella di Michele, ma quella conferenza fu drammatica.

1) Monologhi lunghissimi da parte dei convenuti che miravano solo a finire con la frase ad effetto per prendere l'applauso. Io mi concentravo per dire cose sensate. Questi si concentravano per dire cose ad effetto. Avendoli accanto a me a parlare vedevo come il loro discorso non terminasse quando l'argomento era stato sviluppato (impossibile, perchè non c'era un argomento, una posizione), bensì quando si riusciva a fare la chiuse da circo.

2) Retorica, retorica, retorica, ma non un argomento concreto. Per dirla popperianamente: tutte le cose dette non erano falsificabili. Se si parla di economia, per esempio, si va con "vogliamo crescita, equità, giustizia, piena occupazione, salari elevati per tutti".

3) In queste discussioni non si cerca di ragionare, di sviluppare idee, di confrontarsi. Si fa solo propaganda.

alla luce della mia piccola esperienza, dico dunque: Michele, non illuderti. Floris non farà mai quel programma che tu speri.

E' nominato dai politici. Se vuole dunque continuare a lavorare, deve fare un programma nel quale il ciarlame abbia non solo tutto lo spazio che vuole ma dove esso appaia anche come un frutto prelibato.

Il fatto che Floris, e tutti i giornalisti italiani, vengono dalla politica credo dica tutto ciò che c'è da dire.

Sono nelle stesse condizioni di Axel Bisignano: non guardo la TV, ma soprattutto quel tipo di programmi che sconfinano con la pornografia, al massimo Report (sempre) e I Cesaroni perchè piacciono alle mie figlie e vogliono che li guardiamo insieme. Per cui se ci avvisavi almeno lo registravo. Adesso per riguadagnare la stima ci metti il link su youtube del tuo intervento da tre minuti.

Beh, dissento (parzialmente) sull'ipotesi redistributiva, anche perchè se non parla di questa di che parla la sinistra ? ma ne parleremo a Firenze (spero), per il resto concordo 101%, non si batte BS sul suo campo, e soprattutto non lo si lascia scegliere il campo.

Attendo il link.

 

neanche io guardo la tv "tradizionale" guardo solo sky tra cui c'e raisat che alle 10 di stamattina fa la replica che sto registrando . Non so se riuscirò a passarlo su youtube ma almeno ci provo. Se magari qualcun altro ci prova aumentano le possibilità di averlo.

seguiranno aggiornamenti

Ehi, siamo nel Duemila, è giunta voce anche in Italia! :D

La Rai ultimamente mette quasi tutto in linea; e comunque nel caso di Ballarò lo fa già da anni.

Link

Ancora non c'è l'ultimissima puntata e il link punta a quella del 21 aprile, ma aspettate un giorno o due e la uploadano.

En passant, l'unica cosa che vale la pena guardare di Ballarò è la copertina di Crozza, e nemmeno sempre per la verità. A volte ci va giù pesante, a volte invece è sciatto.

 

En passant, l'unica cosa che vale la pena guardare di Ballarò è la copertina di Crozza, e nemmeno sempre per la verità. A volte ci va giù pesante, a volte invece è sciatto.

Concordo. Talvolta mi capita di vederlo. Devo dire che non sempre riesce a cogliere il bersaglio o a dire cose "divertenti". Mi preme solo notare che:

a. è l'unico a non essere interrotto dai politici di turno (anche se Maroni recentemente non l'ha presa bene)

b. i comici et simil. (un tempo erano i giullari) sono gli unici a cui talvolta (come insegna il caso di Vauro) è consentito  esprimere critiche pesanti forse perchè, per definizione, non si occupano di cose serie. La critica fondata ed argomentata è invece generalmente bandita. Ovviamente per evitare di mettere in evidenza la pochezza degli argomenti del politico di turno. Non si è mai visto un giornalista sbugiardare un politico/industriale/vip anche se  quest'ultimo dice delle cose che palesemente non stanno né in cielo né in terra.

Chissà, forse bisognerebbe creare un format opposto: un programma comico in cui ogni tanto ci siano dei momenti dedicati a discutere qualcosa di serio. 

Chissà, forse bisognerebbe creare un format opposto: un programma comico in cui ogni tanto ci siano dei momenti dedicati a discutere qualcosa di serio.

C'era... Era lo stile di Daniele Luttazzi... Visto la fine che ha fatto? :-)

Ecco, questo mi chiedevo: perché? Che senso ha impostare una trasmissione su un tema di così grande rilevanza come la diseguaglianza economica attorno al populismo de "i ricchi rubano ai poveri"? Per convincere le forze produttive del paese, quel 10-15% senza il quale l'Italia verrebbe davvero giù di brutto, che la sinistra è contro di loro? Che il loro posto è con BS ed il suo populismo peronista, perché a sinistra vogliono tassarti per redistribuire ai "poveri", invece di chiedersi come generare crescita economica? Perché questo, e solo questo, dovrebbe chiedersi l'opposizione in Italia: come si genera crescita economica oggi?

Con la dirigenza attuale non sarebbero minimamente credibili, ed i dirigenti non hanno essuna voglia di suicidarsi per la gloria della loro parte.La cosa preoccupante è che non vedo nessuno scalpitare per toglierli di mezzo, nemmeno uno straccio di Tony Blair all'amatriciana, e credo che dipenda in parte dai metodi di selezione delle nuove leve, ma soprattutto dalla cultura dominante: persino tra quel 10-15% spesso è difficile far passare idee liberiste, almeno finchè non sono coinvolti direttamente.

queste dovebbero essere le nuove leve http://www.youtube.com/watch?v=OM1bSWRaXAY

confesso che non sono riuscito ad ascoltare fino alla fine

 

il fatto che ti possano aver invitato dipende forse dall'ascolto dei tuoi interventi su caterpillar (non dalla lettura degli articoli su NfA: sono troppo lunghi, spesso, e in redazione non hanno tempo da perdere...mah). Quindi cercavano, forse, la frasetta sapida da fare da cornice. Da veneto (veneziano) apprezzo molto la ruvida sbrigatività con cui saldi molte questioni, ma da iscritto al PD (lo dico con un misto di imbarazzo e sconforto) mi scontro ogni giorno con compagni/amici (non sappiamo più nemmeno come chiamarci) sul portare al nocciolo le questioni: ordini del giorno vaghi, decisioni nulle e assenza non tanto di critica ma almeno di "confronto"... quindi, cosa ti aspetti? forse sei più di sinistra di quanto pensi credendo nell'intelligenza critica del "popolo" o nella costruzione di un'educazione civica della massa... ma qui, da venezia, vedo ogni giorno i segni non da tanto della decadenza, quanto dell'insensibilità! ormai ci si sente inscanfibili grazie ad una patina di cinismo disperato che ci avvolge, e che abbiamo contribuito a farci avvolgere dai politici, amministratori, insegnanti che abbiamo voluto o che abbiamo lasciato al loro posto! chi si sente leso dalla tua dipartita dalla trasmissione? che rifletterà sui motivi che ti hanno spinto (senza associarti a BS dall'Annunziata)? Personalmente la tua presenza a Ballarò mi era indifferente perché so che i tuoi concetti e ragionamenti non POSSONO essere ridotti ad un intervento in mezzo ai "politici", quindi seguendo i consigli dell'artofwar studio il terreno, analizzo gli armamenti e scelgo le armi "leggere" fornite da siti come NfA per muovermi più veloce e non farmi centrare dai "grossi" leaders.

ps: sto leggendo stan strek e mi sto convincendo che non siamo tanto diversi dal turkmenistan

E ha sbagliato !

gmack 29/4/2009 - 09:21

Lei se ne è andato perché una persona intelligente e che lo può fare, in certe situazioni è logico che se ne vada (dall’Italia come da Ballarò).
Il problema è che noi, non abbastanza intelligenti o che non ce ne possiamo più andare, restiamo qui e ci tocca sorbirci l’Itaglia tutta quanta, incluso Ballarò (e cose ben peggiori).
Per cui le perdoniamo di essersene andato da questo strapaese, ma almeno un paio d’ore in trincea a lanciare qualche granata poteva resisterci. Sei minuti di passaggio in una trasmissione in prima serata sulla RAI sono un’arma che non si deve usare per suicidarsi, accidenti.

Concordo, anche secondo me hai sbagliato. Per due motivi.

Il primo, fondamentale. Me la sono sorbita tutta (!!!!!) aspettando che ti ridessero la parola, non avresti dovuto farmi questo...

Il secondo. Se hai scelto di andare dovevi approfittarne per dire la tua accettando le regole del gioco. Floris ti ha chiesto dove fossero le rendite in Italia. Era forse un'occasione per andarci giù duro, invece sei stato insolitamente morbido. Dopo 2 ore di modello super-fisso credo che anche solo 5 minuti del tuo punto di vista sarebbero potuti esser d'aiuto. E poi scusa, se proprio avevi deciso di andartene, perché non farlo in modo più eclatante, protestando per il bassissimo livello della discussione? Probabilmente ti sarebbe servito per avere più spazio magari in altra sede.

Chi è ancora qui, o ha deciso di rimanere nonostante tutto, credo lo avrebbe apprezzato.

 

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-78091cee-b3ef-4011-b602-bc51594799f6.html?p=0

io la trasmissione non l'ho vista e mi associo a quelli che "se avessero saputo...". Per il resto: da quello che mi ricordavo io (non vedo una puntata da un paio d'anni però), a Ballarò agli economisti fanno fare uno specchiettino di 2 minuti il cui obiettivo sembra essere quello di alfabetizzare il popolo tramite un botta e risposta "tecnico" con Floris; non partecipano per niente al dibattito e, se nell'intervento riescono a dire qualcosa di non troppo accomodante, il tremonti di turno li insulta.

Scusate, ma ero via e non ho seguito la vicenda. A che punto della trasmissione Michele se ne è andato? Si vede oppure semplicemente è stato ignorato?

io ho visto il pezzo in cui ha parlato michele tramite il link, poi non ho visto il seguito, ma non credo si veda quando se n'è andato (credo che quando lo volessero richiamare per il secondo intervento lui se ne fosse già andato e abbiano detto che era caduto il satellite).

Hai fatto male ad andar via.

Primo, quando si prende un impegno si va fino in fondo. Al limite si rifiutano gli inviti successivi.

Secondo, per rispetto verso chi ha guardato la trasmissione appositamente per ascoltarti.

Permettimi di non condividere.

Primo: quando entro in un accordo io faccio sempre la mia parte, finché l'altro fa la sua. Quando la viola, attendo un po', cerco di segnalare che la sta violando, poi lascio stare. Porgere l'altra guancia non è mai stato il mio forte. Tieni anche conto che, con il passare del tempo, io davo sempre meno probabilità al fatto che mi ridesse la parola e con lo studio di Roma era impossibile comunicare per verificare (ho tentato, credimi).

Secondo: nessuno rientra in questa categoria, salvo i familiari più stretti che l'avevano saputo parlando con me. Dubito che i due minuti della mia risposta al ventesimo minuto abbiano tenuto le masse inchiodate al video nella trepida attesa d'una riapparizione, non ti pare? :-)

L'unica motivazione per rimanere era di tipo pubblicitario (magari per cercare di menzionare nFA, se ne avevo l'occasione) o per fare una piazzata spiegando perché il tutto era cosa poco seria e di scarsa utilità sociale (ne ho avuto la tentazione: non escludo che l'avrei fatto se mi avesse dato la parola nei cinque minuti precedenti alla mia uscita dallo studio ... avrei ripetuto i concetti espressi in questo post, però più in fretta e con parole più taglienti) ... sarebbe servito? Forse, ma poi ho pensato che non avevo nessuna voglia di stare lì ad incazzarmi e litigare in diretta. A che pro? L'unica maniera per evitare l'incazzatura era andarmene in totale silenzio, cercando di pensare ad altro. Cosa che ho fatto. Il post l'ho poi scritto varie ore dopo, tra l'aeroporto e l'arrivo a casa.

doveva restare o doveva anarsene . E' assolutamente ininfluente ,Michele era un pesce fuor d' acqua , un professore alle elementari con una platea di cinni , dentro e fuori dalla tele . Chi guarda ballarò , report, santoro, si illude di poter approfondire o di poter capire sistemi complessi attraverso programmi che sono populisti e superficiali ( del resto se fossero di approfondimento non li guarderebbero ) . Un po come chi , prendendo la patente del computer si illude si  saperne di computer . Sicuro NFA fa molto di più dal blog che in televisione

 

p.s.   per nostalgici del genere

<em>Should I stay or should I go<em>

per inciso, non ho capito se il succo del messaggio di michele a cui dibbiamo rispondere sia:

a) ha fatto bene ... ha fatto male
b) un altro messaggio è possibile

Sul secondo ho già dato le coordinate di una realtà a pochi km da milano ed in italico vernacolo.
Una volta la TSI la vedevano fino a Roma, tramite una catena di ripetitori.
Poi SB li fece sparire, per far aparire le sua TV di nani e ballerine, tette e leccaculi.
Chi ci abbia guadagnato e chi ci abbia perso lo sappiamo, anche senza essere economisti.

Sul primo aspetto, se interessa, per me ha fatto bene.

FF

Re: Not so easy

ne'elam 29/4/2009 - 15:34

"Sul secondo ho già dato le coordinate di una realtà a pochi km da milano ed in italico vernacolo."

In effetti quella TV é incommensurabilmente migliore delle schifezze nostrane. Però per vederla é necessario avere parabola decoder e scheda d'accesso al costo modesto di 60 Fr.Sv. l'anno. Però te la danno solo se sei uno svizzero all'estero. Infatti così scrivono nelle condizioni di contratto qui

"Al di fuori della Svizzera la scheda Sat Access può essere rilasciata soltanto ai cittadini svizzeri residenti all’estero."

O cambi paese o cittadinanza, altrimenti nisba.

O cambi paese o cittadinanza, altrimenti nisba.

Oppure se un tema interessa, sulla base del palinsesto, lo vedi in streaming.
Il link che ho dato prima si riferiva alla trasmissione di ieri.

Ciao,
FF

 

A mio avviso c'e' bisogno che le idee di NFA circolino anche in altri contesti e con altri mezzi. Se si vuole veramente "incidere" sulla formazione delle idee dell'italiano medio bisogna accettare la sfida dei mezzi di comunicazione di massa (e non pretendere di trasformali). Sarebbe bastata una delle tante battute molto efficaci del prof. Boldrin gia scritte sul blog per scatenare la curiosita' di qualche tele-spettatore a digitare su google il suo nome e, quindi, scoprire NFA. Su una trasmissione di circa 3,5 milioni di spettatori, anche l'1% di incuriositi puo' portare a 35,000 nuovi potenziali lettori.

io credo sia vero il contrario la televisione si interessa di NFA perchè esiste il blog

Forse. Tuttavia, Boldrin e' stato presentato come professore universitario. Non mi pare di aver sentito alcun cenno al blog. In ogni caso, se l'obiettivo di raggiungere un pubblico piu' ampio resta valido (mi auguro di si), allora e' necessario avere una strategia di comunicazione su altri mezzi di informazione (Tv compresa).

Va dato atto a mentana di aver presentato bisin come componente di NFA in funzione dell'articolo su Brunetta.

In ogni caso, se l'obiettivo di raggiungere un pubblico piu' ampio resta valido (mi auguro di si), allora e' necessario avere una strategia di comunicazione su altri mezzi di informazione (Tv compresa).

mi sembra una affermazione di tipo religioso . Io leggo questo blog per imparare non mi interessa fare proselitismo

 

 

mi sembra una affermazione di tipo religioso . Io leggo questo blog per imparare non mi interessa fare proselitismo

raf, a volte l'individualismo esistenziale rischia di diventare la macchietta di se stesso: non è detto che tu sia l'unico che vuole imparare, no?

magari qualcuno dei tuoi conoscenti vorrebbe imparare le stesse cose che vuoi imparare tu, ma non sa che esiste nFA ...

più che proselitismo, lo chiamerei "cortesia verso amici e conoscenti".

 

magari qualcuno dei tuoi conoscenti vorrebbe imparare le stesse cose che vuoi imparare tu, ma non sa che esiste nFA ...

Secondo te perchè passo il tempo su NFA ? perchè non ho amici con cui parlare di queste cose :-) .Io credo che se uno è liberale inizia a cercare una alternativa alla informazione pre confezionata e inevitabilmente arriva ad NFA . Io ci sono arrivato tramite toqueville, credo che quello che serve è una rete liberale ( potrebbe essere il titolo del giornale elettronico ), dove chi è ineressato possa accedere . Ritengo che divulgazione sia diverso da proselitismo . L 'attuale televisione italiana fa proselitismo mentre invece c'è necessità di divulgazione , é la differenza tra rai e bbc

 

 

Ogni martedì sera devo, purtroppo, subire Ballarò perchè mio marito dice che bisogna sentirli parlare per sapere fino a che punto arrivano. Ma ieri sera a Milano (io abito in provincia) c'era il diluvio, non si poteva andare al parco a portare il nostro Tato ed io avevo l'ultimo dvd di 007, prestatomi da una mia amica. Ero felice! Ma prima si gira su Ballarò e chi vediamo? lui il mitico Michele che ho avuto il piacere di conoscere l'anno scorso a Firenze. Tutti fermi, assolutissimamente si deve sentire Michele. Ero felice! Mi sono però chiesta, ma cosa ci fa un Michele Boldrin a Ballarò? Boh ? ma ero felice sia di vederti sia di sentirti parlare, anche se io non sono un'addetta ai lavori, sono solo una mamma ed una moglie e capisco poco di economia, però mi piace leggere NFA.  Ed invece ...improvvisamente...., dopo essermi seduta sul divano, ...salta la corrente e torna dopo quasi due ore...dico due ore. E quando finalmente riappare Ballarò, per aspettare Michele, perchè non sapevo se avevi o meno parlato, mi sono sciroppata Dilib & C. Ti prego la prossima volta tu ci avvisi sul sito ed io avviso l'enel che non faccia scherzi, altrimenti me lo faccio registrare da chi ha la corrente. Grazie lo stesso! Ciao Patrizia

CAZZARO'

Marcks 29/4/2009 - 16:58

Cazzarò, si io quella trasmissione la chiamo così, tra me e me e anche davanti a chi mi dice che quella sarebbe la trasmissione intelligente: infatti, per me quella è solo Cazzarò.

Non ho visto la trasmissione perchè la evito come la peste, ma non ero neppure a casa mia.

Sull'organizzazione della trasmissione dico questo.

Pubblico. Il pubblico, la ggente, è fatto per metà da sgherri applaudenti portati in studio dai politici  (vedere tutta la mimica facciale degli ospiti stessi, a metà tra Totò (quando sono ridicoli) e Lombroso (quando annuiscono alle cazzate di politici con pendenze penali e vertebrali, visto che stanno a schiena piegata da una vita); l'altra metà della sala è composto poi da ragazzini dei primi anni di università della Roma bene, magari meridionali e magari studenti della Luiss, che vedono la politica come fine supremo, non per proclamare il Soviet coumunista, ma per far vedere ai genitori, in gran parte meridionali, che i loro figli sono davvero nel parterre che conta. In Italia conta la politica, perchè siamo statalisti, ancor più in meridione, e dunque avere la politica vicino, fisicamente o iconicamente, è già un segno di potere. Quando stavo in Luiss, c'erano alcuni professori, che non ho conosciuto, e che avevano i biglietti per quella trasmissione... o così mi è stato detto.

La regia sembra che si svegli solo al primo accenno di polemichetta. Hanno fatto storia batracomiomachie quali: Tremonti-D'Alema; Berlusconi-Rutelli; D'alema-Cicchitto e così via. Il fine principale di tutta la baracca sembra forzare gli ospiti a tirare giù la prima cazzata che possa essere letta in chiave politicista per ottenere un lancio di agenzia corrispondente che lasci intuire che davvero nella trasmissione si dicono cose che contano. In realtà la trasmissione è cazzeggio stile Transatlantico del Parlamento: solo che in questo caso è come se noi fossimo nei divanetti e giornalisti e politici si facessero, a turno, la toletta.

Infatti, le presenze in trasmissione sembrano la caricatura barocca del già noto manuale Cencelli, ovvero una lottizzazione dei posti che non fa giustizia al tempo. Perchè la trasmissione è così: per dare visibilità politica ai vari capibastone, si elide la discussione sui fatti. Se il fine fosse fare informazione, ragionevomente, non sarebbe possibile invitare tutta quella gente. I cosiddetti esperti, quanti minuti parlano? Pochissimi? Quanti minuti parlano gli ospiti? E' evidente che è una cerimonia con altri fini, con altri obbiettivi. Tutta quella gente, i politici intendo, è invitata perchè c'è una geometria di potere che vive di una visibilità che non c'entra nulla con l'argomentazione. Io direi che è uno spazio in cui ogni politico, fatte salve le battutine-smerdatine che si scambiano ad uso del popolo, che a questo punto farebbe meglio ad andare allo stadio se cerca il derby, sostanzialmente parla al suo elettorato.

Aggiungo che si dice pure che Floris decida gli ospiti in combutta con le segreterie di partito. Insomma, Michele hai fatto bene, anzi non ci dovevi proprio andare, se posso.

 

Siamo davvero sicuri che la "sinistra" sia in grado di fare discorsi "pacati e costruttivi"?

Siamo davvero sicuri che Floris saprebbe proporre una trasmissione di livello "più elevato"?

Siamo davvero sicuri che una trasmissione siffatta avrebbe un seguito nel nostro paese?

Sarà tutta questa pioggia fuori stagione, sarà che ci sono le semifinali di Champions e non c'è il Milan ma mi sto convincendo che, se la situazione italiana è quella che è, cio è dovuto al fatto che la maggioranza degli Italiani...è quello che è.

Siamo un paese di vecchi, con una scolarità media abbastanza bassa, magarì non razzista ma neanche cosmopolita (in molti casi la "seconda lingua" parlata è l'italiano) e gli eredi della geniale classe imprenditoriale, che ci ha dato il boom economico e prodotti rinomati a livello mondiale, vaneggia di dazi doganali per proteggere il prodotto italico.

Michele pensi veramente che ci fossero tanti disposti ad ascoltare cose che non vogliono sentirsi dire ?

caro Michele (e a proposito: cari tutti), hai fatto bene ad alzarti e andartene prima del tempo, dal mio modesto punto di vista. anch'io stimo Floris avendolo conosciuto prima del suo successo, ma il format che pratica è quello che è, tutto basato sul confronto tra politici  in studio - quasi sempre gli stessi - e in ogni caso il collegamento dall'esterno è SEMPRE esposto al rischio di mero post stamp. L'unica maniera che io conosca  per economisti seri ed esterni al grande gioco di avere qualche possibilità degna di dire ogni tanto qualcosa di sensato potendolo argomentare, in una delle non molte trasmissioni del sistema televisivo italiano, è quello italianisismo di "farsi amico" un conduttore (come  capita ad alcuni amici della voce.info con GadLerner, per dirne una). Altrimenti, ciccia: la scusa di dover evitare "cose tecniche" è sempre in agguato, per evitare considerazioni non mainstream e funzionali al giochetto politico. In radio, al contrario, tanto su radiorai che su radio24, molti spazi dignitosi esistono invce, grazie a conduttori sufficientemente preparati, rispettosi ed equilibrati. Inviterei tutti a NON pensare  che comunque nemmeno un giornalista sappia fare il suo mestiere in maniera accettabile. Non parlo affatto di me, a cui è stata appioppata l'identità tremontista (so che anche Michele lo pensa) solo per farmi fuori sia dalla stampa più becera di destra (a Libero pagavo pegno per fare ogni giorno un giornale mio e autonomo), che per oppormi un muro in qualunque altro giornale (il giro dei direttori Corriere-Sole ha come unico decisore Banca Intesa) e tanto meno in tv, dunque penso che dovrò cambiare mestiere. parlo invece di colleghi che ci provano, anche se in tv oggi sono schiacciati sia dalla destra che dalla sinistra. pensate a mentana, qualunque cosa ne pensiate, semplicemente "cancellato" dopo 17 anni di tv, come fosse mai esistito. Il mio appello resta comunque a tentare di farvi sentire sui media italiani, perché del vostro (nostro, s enon vi urtica) punto di vista c'è bisogno come il pane, e purtroppo di direttori bravi come Anselmi che diano spazio a Bisin sono eccezioni, e di sicuro infatti le cacciano dalla Stampa (anche se spero in Calabresi).   

 

Il mio appello resta comunque a tentare di farvi sentire sui media italiani, perché del vostro (nostro, se non vi urtica) punto di vista c'è bisogno come il pane,

pensi* che sia utile anche in un contesto come quello descritto da Michele?

Intendo dire: un conto è avere lo spazio per argomentare con premesse e conclusioni, un conto dover esporre concetti in "due secondi" con chi ti urla sopra e spara dati ad minchiam.

Oltretutto si tratta di concetti che il pubblico televisivo non è abituato a sentire e che, quindi, richiedono tempi di metabolizzazione più lunghi (almeno credo).

Non ritieni che possa rivelarsi controproducente per le idee che si vogliono diffondere ?  

 

*qui usano tutti il "tu" all'americana, a me piace (e facilita i congiuntivi).Non è per mancanza di rispetto.

Ore 20 italiane. Dico la mia e poi vado a giocare a basket.

E se creassimo un giornale gratuito del tipo MILANOCITY, Leggo, insomma quel genere là, con quel tipo di distribuzione, ma solo settimanale ? Quattro facciate e via ?

Le fonti di finanziamento potrebbero essere varie (compreso il famigerato contributo pubblico, ma penso che dopo "la caduta di linea" di Michele sarà più difficile-).), sia pubblicitarie (in genere ci si affida a un'agenzia che garantisca un minimo, in cambio tu garantisci una certa diffusione), sia "istituzionali" di associazioni o enti.

Lo chiamiamo: "Il liberista liberato" e i redattori di NFA  e altri liberisti ci scrivono sopra. Per par condicio proporrei pure un keynesiano (o primm' ammore nun se scorda maie). Scommetto che facciamo più tiratura dli "Libero"...

di tante  che ne scrivi una volta tanto ne dici una giusta :-) ( tono amichevole da vecchi amici )

Credo che la stampa cartacea  sia costosa, ma può esistere una condizione intermedia. Quella di fare il giornale  in pdf  a tiratura "elettronica". Si potrebbe rendere disponibile sul sito o mandare via posta elettronica tramite mailing list   o magari aprire una pagina su facebook e mandare il giornale a tutti i fan . La mailing-list e facebook avrebbero il vantaggio di contarci per sapere se siamo 4 fessi o se il tema della libertà è un tema sentito .

Ma è possibile prenderla sul serio, questa idea?

Anche solo distribuirla nella zona di Milano sarebbe un passo avanti, se ne potrebbero inondare le università.

Qualcuno si sta dimenticando che abbiamo un altro lavoro eh... nfa e' un costo netto per noi :-)

è un costo netto per noi :-)

lordo, dai! Un po' ci divertiamo ...

Però è vero, abbiamo un altro lavoro che sarebbe quello vero, anzi due in alcuni casi ... insomma, si fa quel che si può. I miracoli li fanno solo BS e Prodi (quando diventava Primo Ministro).

Comunque, l'idea è stata presa sul serio. A Firenze, VLP, 29 Giugno - 1 Luglio (speriamo qualcuno venga) magari qualcosa quaglia ...

Vero, NFA è un costo netto. Ma lo fate. Chi vi vuole seguire non ha da fare altro che avere un PC e un pò di tempo per leggere, e magari commentare. E rispondete pure ai commenti.

Facciamo finta che prendiamo i post, che comunque vi divertite a scrivere per NFA, li raccogliamo settimanalmente, chiediamo a qualche altro "accademico" (anche se non siete tutti tali) che si vuole divertire e non badi al volgare denaro (esisteranno altre mosche bianche. O no ?) ci infiliamo la pubblicità che serve per pagare il giornale e lo facciamo distribuire gratuitamente in quattro/cinque/sei città prinicipali nei soliti posti della free press (in senso di gratis).

Per pura pietà non ci metto il contributo pubblico, che se le cose vengono fatte bene spetta.

Sai che spasso ?

 

E' bello sognare, ma concretamente sai cosa significa organizzare una cosa del genere, solo di lavoro amministrativo? Facciamo fatica ad organizzare 3 giornate a Firenze (29/5-1/7 ndr) cercando di invitare i nostri amici. Nota che I contenuti sono con licenza Creative Commons... chiunque puo' fare quanto dici tu senza nemmeno chiederlo. 

Sognare è il mio mestiere, ciò nonostante non ci terrei a diventare editore solo per far vedere che tutto è possibile. Però penso che se ne può parlare di dare voce ai liberisti (da non confondere con i liberali) in maniera più consona all'italiano medio (i blog e Internet costituiscono ancora una nicchia).

Poi, come dice Michele, si può vedere se quaglia qualcosa o era un sogno di mezza estate.

Comunque è tutto uno spunto di riflessione: si può fare ? Quanto costa ? Come si ripaga, o ancora meglio si guadagna ? Chi l'organizza ?

Io, per quel che mi riguarda, ho adottato il motto latino: per aspera ad astra. Purchè non mi cadano in testa. E qui sono perennemente ottimista.

E comunque anche voi siete tutti ottimisti di natura, non si spiegherebbe altrimenti il motivo per cui tifiate Internazionale F.C., nonostante di Internazionale abbia solo il nome e la composizione della squadra, mentre di trofei internazionali non ne vedete nemmeno l'ombra da tanto. Il Milan A.C., invece..-).

Bravo Marco Esposito,

cantagliene quattro a questi realisti economicisti...anzi cantagli anche questa, vediamo se non si smuovono:

io sono solo un povero
cadetto di guascogna
pero' non la sopporto
la gente che non sogna
.

Ci smuoviamo, ci smuoviamo. Voi intanto venite a La Pietra con una valigia carica di sogni e un'altra carica di bigliettoni ... che il liberismo costa -  che per principio non si puo' nemmeno ungere i contributi statali. 

Mah, sarò un po' troppo realista ma guardate che il Sole 24 Ore ha appena chiuso il suo spinoff a distribuzione gratuita perché la pubblicità in questo periodo è ultrascarsa. Non è l'unica chiusura. E stiamo parlando di gruppi con le spalle molto, molto più larghe delle nostre.

 

Alberto io porto la prima, la seconda me l'hanno presa dei predoni che ora non sono più al governo. Quelli che li hanno sostituiti si sono dimenticati di restituirmela. Ci puoi mettere una buona parola?

Dovevi dirmelo prima. Le mie entrature passavano per Veronica..

Valigia carica di bigliettoni ? Ma non basta quella dei sogni ? Due valige ? E dove le metto ?

E poi non si dovrebbe parlare di liberismo ? che c'entra il monetarismo ?

alberto ma fare almeno una giornata in un giorno non lavorativo sarebbe impossibile?

Se ti confessassi che non ci abbiamo pensato ammetterei che noi non lavoriamo? :) Mi spiace, ma dal 2 la maggior parte di noi e' a una conferenza e prima del 29 non tutti saremo in Italia. Detto cosi' sembra che lavoriamo tantissimo. Scegli tu la spiegazione piu' appropriata.

Allora, io sogni in genere ce li ho nel cassetto e non li levo mai da lì...quanto alle valigie coi soldi, visto il rischio di default con il quale avete aperto i post di questa settimana, il posto più esotico che mi viene in mente dove mettere i soldi è il pagliericcio del gatto in cortile...e poi figurati se li metto in valigia e per venire a Firenze li faccio viaggiare con Airaglia, Aridaglie o come caspita chiameranno l'incesto Airone-Alitalia.

PS: ma qualcuno di vuoi ha viaggiato da poco con Airone-Alitalia? C'è da ridere. I biglietti li vende alitalia, dal suo sito; i mezzi possono essere Airone ma il personale è alitalia, o viceversa; i computer di Airone e quelli di Alitalia però sono del tutto scollegati: a Fiumicino il personale alitalia non mi dava informazioni perchè, benchè avessi un biglietto alitalia, il volo era operato da airone. Quando mi hanno perso i bagagli, benchè le hostess fossero alitalia e il vettore airone, ho dovuto aspettare che le mie valigie arivassero con un volo airone...benchè ci fossero diversi aerei alitalia in arrivo da roma verso catania, la mia valigia poteva volare solo con airone. Ma non sono un unica compagnia? Cai?

Oscar, perdonami il mezzo un po' troppo pubblico ed eterodosso ma ho perso la tua e-mail e volevo contattarti. Puoi scrivermi a editors@noisefromamerika.org? Grazie

Un manager risponde al consiglio di amministrazione , il CDA risponde ai soci , una azienda risponde al mercato e ai suoi clienti etc...... I giornalisti sembra che non debbano rispondere a nessuno (lettori compresi) . Ci sono stati amministratori delegati che sono stati mandati via dopo 17 anni ma Santoro non li ha invitati . Mentana ha fatto la sua scelta ( per altro molto da bella figa ) e affronterà le sue conseguenze (con un discreto parachute).  Voglio spiegare il concetto di bella figa: Mediaset aveva coperto l'evento con fede e rete4 . Dal punto di vista di mediaset la copertura dell'evento era stasa garantita , mediaset che paga lo stipendio di fede e di mentana.Se mentana fosse stato un giornalista serio, avrebbe fatto una trasmissione seria, qualche giorno dopo dove affrontare il problema con degli approfondimenti  . Invece lui voleva cavalcare l'onda emozionale per una questione di share.

P.s. Su radio24 c'e' Ferrara non Mentana

Capisco ma...

moreno b. 29/4/2009 - 18:03

Capisco che bisogni essere vaccinati alla TV locale per sopportare 2 ore di sbraiti di Alemanno (o di La Russa o di altro urlatore, fa lo stesso).

Però, per gli stessi motivi che descrivi alla fine dell'articolo, abbiamo bisogno di disontossicarci con ragionamenti pacati e di strumenti per comprendere (anche in televisione, si): e se non viene anche (o forse soprattutto) da te ed esperienze come NfA, quanti altri litri di vaccino saremmo costretti ad auto-inocularci?

Caro Michele, capisco la tua delusione, pero' se non ci provi tu (dico a te ma è valido per qualsiasi altro redattore di NFA) ad alzare il livello di certe discussioni, chi lo farà?

Altro punto: hai pensato di mandare un link a questo post alla redazione di Ballaro'?

hai pensato di mandare un link a questo post alla redazione di Ballarò?

Certo, fatto immediatamente. Spiegato per filo e per segno le ragioni della mia scelta, suggerito di dare un'occhiata a questo post ed al dibattito per una riflessione che può essere utile anche a loro e data persino la mia disponibilità futura purché in condizioni meno, come dire, gravose ...

Al momento nessuna risposta ...

Non perdonano. In TV non perdonano, se non sei un potente o un raccomandato (nessuna accezione negativa).

Comunque, non servirebbe a nulla. Rimando a questa considerazione, che mi pare azzeccata:

http://2909.splinder.com/post/20276586/Scienze+sociali+e+dibattiti+po

 

Michele,

qui in famiglia avevamo subdorato che non fosse proprio "caduta la linea", conoscendoti... la prima ad avere avuto l'intuizione è stata Francesca < 18 (incredibile!) Il raziocinio e la logica hanno fatto il resto. Ti vogliamo sempre bene uguale, anche se ci hai fatto rimanere in balìa degli sproloqui di politici policromatici per ben due ore e non è stato facile resistere, credimi. Alemanno è stato senz'altro il più sgradevole, e per quanto riguarda gli altri: solo slogan e retorica, nulla di interessante: nessun'onda ha mosso lo stagno. :-*

 

una curiosità: a quanto ammonta il gettone di presenza ?

(un'ora e mezza con la segretaria + due ore di attesa + 3 minuti di intervento)

 

a me sembra assurdo dare a Floris le risposte in anticipo. Lui prepara la scaletta e "USA" le consulenze scientifiche per "dimostrare" le sue tesi (i suoi messaggi) e lanciare i servizi ...

servizi che dovrebbero dare l'argomento alla discussione ...

molte volte mi stupisce come (nonostante la diretta) riesce ad avere esattamente la risposta che ha previsto (ad essere bravo è bravo ... non si cresce alla scuola CGIL per caso :-)

anch'io mi aspettavo una risposta alla domanda:

"ci fa alcuni esempi di parassitismo monopolista in italia ? "

... alla fine della puntata, epocale, è stato l'applauso che Alemanno ha rivolto a Diliberto !

condivido in pieno che ...

"che un altro messaggio è possibile ed un'altra maniera di fare informazione televisiva è possibile."

 ... sicuramente, non è un problema di budget :-) -

... è solo un problema di censura e/o propaganda !

una curiosità: a quanto ammonta il gettone di presenza ?

(un'ora e mezza con la segretaria + due ore di attesa + 3 minuti di intervento)

Zero, che è anche una delle ragioni per cui me ne sono andato: avevo fatto i salti mortali per spostare  un appuntamento di lavoro ed avevo poco tempo, prima dell'aereo, per salutare un caro amico.

anch'io mi aspettavo una risposta alla domanda:

"ci fa alcuni esempi di parassitismo monopolista in italia ? "

Non l'ho nemmeno sentita! L'audio faceva schifo, e NON vedevo la TV, lo schermo che avevo davanti ripeteva la mia immagine, mentre l'altra TV dava ... un canale USA di notizie economiche. Dovevo indovinare chi stava parlando ed a chi si rivolgeva dai toni, che arrivavano coperti da un notevole brusio. Davvero mi ha chiesto questo? Non sto scherzando ...

si la domanda te l'ha fatta e purtroppo la tua risposta è sembrata evasiva o politically correct

Io ho sentito solo una domanda sulle rendite e se ci sono in Italia (a parte una battuta iniziale sul fatto se mi mancava l'Italia ...). Ho risposto cercando di spiegare perché ci sono le rendite e come si mantengono, sperando si continuasse con esempi concreti. Quella frase non l'ho nemmeno sentita, altrimenti avrei risposto: "certo, per esempio i giornalisti in generale e quelli del servizio pubblico in particolare, poi i parlamentari ed ovviamente i signori notai ... via via sino alla nuova Alitalia."

Riguarderò la trasmissione, ma da quanto dici credo di capire che questo sia il bofonchiare che ho udito tra la parte iniziale della mia risposta ed il resto. Mi ricordo di aver fatto una pausa durante la quale son rimasto interdetto perché non capivo se qualcuno parlava in studio. Beh, quella sì un'occasione persa!

Ho visto la trasmissione ieri sera, in replica su raisatextra, e sono riuscita a non sciropparmi alcun intervento tranne il suo, ma non ha trovato fastidioso che floris interrompesse ogni suo ragionamento con finte domande incalzanti? a metà di ogni pensiero interrompeva con una domanda rendendo il discorso poco fluido e sicuramente meno chiaro.

 

 

 

 

Io non ho ancora avuto tempo di vedere quei 5 minuti, quindi credo a quanto mi dite. Verifichero'. Ma, credetemi, io le "domande incalzanti" non le ho proprio sentite. Io ho sentito solo UNA domanda. Come ho detto l'audio faceva schifetto e non vedevo loro, vedevo solo la mia brutta faccia. Ecco, forse dovrebbero aggiustare l'audio ...

Devo dire che quando l'ho vista a Ballarò, programma che non vedo mai perchè mi ha stufato per la sua inutilità, ho pensato: vediamo quando dura prima di iniziare ad incacchiarsi!

Ero a cena da mia madre e appena ho sentito il suo nome dal corridoio mi sono detto che potevo fermarmi per un pò e cercare di sentire almeno un paio di suoi interventi prima di tornare a casa (ci metto mezz'ora di autobus per tornare a casa mia, quindi partire alle 2200 anzichè alle 2030 mi costa un pò in termini di stanchezza).

La sua prima risposta mi dava questa impressione: ecco, si sta scaldando, non risponde sulle rendite perchè vuole essere gentile ed educato, ma dopo li castiga.

Ma poi quel mare di stupidaggini dette e urlate dai soliti politici, i  servizi in esterna di tono populistico come giustamente ci fa ossevare , l'intervento di totale vuoto di contenuti della docente di Diritto Tributario che ha parlato prima di lei (a proposito, ma che cosa ha detto? come potrei riassumerla in inglese?) la circostanza che fossero le 2215  e rischiavo di  perdere il bus delle 2230 mi fatto pensare: ma io Boldrin me lo leggo su NoiseofAmerika!

Il fatto che lei se ne sia andato mi conferma che questo modo di fare televisione è inutile; troppi partecipanti, preponderanza di aria fritta, scarso utilizzo di ragionamenti logici, incapacità di ascoltare l'interlocutore, ostentazione di potere, nessuna possibilità di confronto per la mania di saltare di palo in frasca (dalle rendite al 25 Aprile e le foibe per poi ritornare alle rendite).

INSOMMA: L'INUTILITA' TOTALE

Quella non è informazione, è spettacolo di basso livello, Cabaret continuo.

Ha fatto bene ad andarsene.

Grazie,

Franco Rubuano

 

Non l'ho nemmeno sentita! L'audio faceva schifo, e NON vedevo la TV, lo schermo che avevo davanti ripeteva la mia immagine, mentre l'altra TV dava ... un canale USA di notizie economiche. Dovevo indovinare chi stava parlando ed a chi si rivolgeva dai toni, che arrivavano coperti da un notevole brusio. Davvero mi ha chiesto questo? Non sto scherzando ...

Anche questa è un'altra cosa tipica del giornalismo "professionale" del talk shock politico italico. Cioè, ditemi voi, con i presupposti logistici che hanno apparecchiato a Michele, ecco, ditemi voi, come poteva Michele essere efficace? E che cazzo, oltre quarant'anni fa ci hanno fatto vedere una suola sulla Luna, e non hanno i mezzi tecnici per permettere all'ospite dall'America di essere efficace nel 2009? Ma andiamo. Però, chissà come, le telefonate di Berlusconi, con i relativi collegamenti audio PERFETTI vanno sempre in porto...chissà com'è che succede cosi!

Un altro trucchetto su cui mi hanno reso edotto l'altra sera in una cena a Catania è questo. La ragazza che era con me mi ha raccontato il seguente aneddotto. Lei è una militante del Partito Radicale, ed era stata invitata, come pubblico, ad una delle tante piazzate sul caso Englaro, organizzate da Vespa. Vespa è quello che, per sua ammissione, come da intercettazione, cucisce le trasmissioni intorno agli ospiti prendendo accordi con l'ufficio stampa dell'allora ministro Fini: sulla sua deontologia professionale si è dunque già espresso da solo, senza lasciare dubbi di sorta. Ecco, allora, da quanto mi è stato detto Vespa manda i filmati, che noi a casa vediamo (anzi io non li vedo perchè davvero stare sveglio fino a mezzanotte per sentire il carosello conclusivo di fine giornata dei politici è qualcosa di abominevole...uno snuff movie in cui le vittime siamo noi), ma che gli ospiti alle volte non vedono, ma sono invitati a commentare... con quale contezza della cosa parlino poi, rimane un mistero.

Altro che hotteling, teoria dello spettatore mediano, Mac Luhan e altre cose peraltro serissime. Questi non sono che sicari in pantofole...e non sarà certo quest'uso esasperato dei comici a renderli meno peggio di quanto siano.

Voglio esprimere un pacato rimprovero e suscitare un barlume di speranza.

Per prima cosa dovresti accettare la realtà: la sinistra italiana è quella che descrivi e non quella che desideri. Si sono formati sul "salario variabile indipendente" ed ora sono a "anche i ricchi piangano". Il motivo per cui BS vince e rivince è molto semplicemente perchè i suoi avversari sono peggio di lui, nonostate alcuni (D'Alema, Franceschini e in un certo senso Veltroni) siano in politica ormai da due generazioni. Le "forze produttive del paese" non sono entusiate di BS, ma non hanno alternativa perchè per la sinistra erano "i padroni" e ora sono "gli evasori".

La mia speranza è che alla fine BS riuscirà a operare un cambiamento nella sinistra italiana; almeno la guarirà dal male dello statalismo. Se la carriera politica di BS durerà abbastanza a lungo, con un po' di fortuna, ogni volta che pronunceranno la parola "stato" gli apparirà il gigno di BS. Una quindicina d'anni sono passati dalla "discesa in campo" di BS; un'altra quindicina potrebbe bastare.

Il motivo per cui BS vince e rivince è molto semplicemente perchè i suoi avversari sono peggio di lui, nonostate alcuni (D'Alema, Franceschini e in un certo senso Veltroni) siano in politica ormai da due generazioni.

No, è falso. BS vince perchè è il peggiore di tutti. Moneta cattiva scaccia moneta meno cattiva (non direi buona certo). Non vale per tutto?

Le "forze produttive del paese" non sono entusiate di BS, ma non hanno alternativa perchè per la sinistra erano "i padroni" e ora sono "gli evasori".

Davvero? lo farei pure io. Però l'alternativa che scelgono è esattamente quella opposta e speculare e cioè quella dei condoni, delle depenalizzazioni, dei furbi e delle giustificazioni all'evasione. Non sono certo degli eroi.

La mia speranza è che alla fine BS riuscirà a operare un cambiamento nella sinistra italiana; almeno la guarirà dal male dello statalismo. Se la carriera politica di BS durerà abbastanza a lungo, con un po' di fortuna, ogni volta che pronunceranno la parola "stato" gli apparirà il gigno di BS. Una quindicina d'anni sono passati dalla "discesa in campo" di BS; un'altra quindicina potrebbe bastare.

E anche qui io rido a crepa pelle. Possibile che ci sia ancora gente che identifichi BS con liberalismo e liberismo? Per quanto riguarda le libertà individuali lui se ne infischia altamente e si appiattisce giorno e notte sulle posizioni del Papa (Sacconi che minaccia la clinica di Englaro...). Per il resto tende solitamente a difendere unicamente la possibilità di rubare dei colletti bianchi (i suoi dipendenti più che altro) con legge preparate allo scopo (proprio come negli USA eh! c'è gente che definirebbe la legislazione usa sul falso in bilancio, se mai fosse proposta in italia - la destra non è in grado di farlo perchè ha orrore innato di queste cosacce - come stalinista e liberticida) . A concorrenza e libertà di impresa in un mercato ben regolato lui preferisce le protezioni politiche (è il suo dna, è la sua storia italiana) e la totale occupazione del pubblico da parte dell'interesse privato (il suo). L'esempio Alitalia poi è TERRIFICANTE. Montanelli l'aveva capito, ed infatti parlava di feccia che risaliva il pozzo. Non sentite l'odore di merda tutto intorno a voi?

Il motivo per cui BS vince e rivince è molto semplicemente perchè i suoi avversari sono peggio di lui, nonostate alcuni (D'Alema, Franceschini e in un certo senso Veltroni) siano in politica ormai da due generazioni.

No, è falso. BS vince perchè è il peggiore di tutti.

Credo intendesse il migliore affabulatore.Lo è.

La mia speranza è che alla fine BS riuscirà a operare un cambiamento nella sinistra italiana; almeno la guarirà dal male dello statalismo. Se la carriera politica di BS durerà abbastanza a lungo, con un po' di fortuna, ogni volta che pronunceranno la parola "stato" gli apparirà il gigno di BS. Una quindicina d'anni sono passati dalla "discesa in campo" di BS; un'altra quindicina potrebbe bastare.

E anche qui io rido a crepa pelle. Possibile che ci sia ancora gente che identifichi BS con liberalismo e liberismo?

Leggi meglio: la sua idea è che Berlusconi, impersonando lo stato per anni, renda il concetto odioso agli avversari, come per un riflesso pavloviano.

Mi sembra un' idea assurda: ai politici piace lo stato perchè lo gestiscono loro, non c'è Pavlov che tenga.

"Mi sembra un' idea assurda: ai politici piace lo stato perchè lo gestiscono loro, non c'è Pavlov che tenga."

La mia fievole e irragionevole speranza è che ai politici (della sinistra) ma soprattutto ai suoi elettori cominci a piacere meno l'intervento statale nell'economia proprio perchè NON lo gestiscono loro, ma il loro principale avversario, e con rimarichevole spregiudicatezza. "credo quia absurdum".

"Il motivo per cui BS vince e rivince è molto semplicemente perchè i suoi avversari sono peggio di lui, nonostate alcuni (D'Alema, Franceschini e in un certo senso Veltroni) siano in politica ormai da due generazioni. Le "forze produttive del paese" non sono entusiate di BS, ma non hanno alternativa perchè per la sinistra erano "i padroni" e ora sono "gli evasori"."

Prima di prendersela solo con SB e i suoi avversari é bene meditare su quanto scriveva Ernesto Rossi

"Molte delle responsabilità che solitamente vengono attribuite alla classe politica vanno fatte risalire all’oligarchia industriale, così come la responsabilità delle ingiurie e delle bestemmie gridate da un pappagallo ricade sul proprietario che lo ha ammaestrato". 

misteri italiani

massimo 30/4/2009 - 00:41

La seconda moglie di BS si chiama Miriam Bartolini. Quando faceva l'attrice usava il nome d'arte di Veronica Lario.

Ma ora che ha smesso di fare l'attrice, perchè usa ancora il nome d'arte? Mi viene il dubbio che faccia ancora l'attrice...

Quale infernale diavolo fa pensare a costoro - anche agli intelligenti fra costoro come son certo Floris sia mentre dubito che altri lo siano - che BS si batte a botte di emozioni e non di ragionamenti pacati?

Prendo spunto per citare da "La forza del destino" di C.Duggan (p.274) alcune opinioni di F. De Sanctis:

Nella loro analisi dello scivolamento dell'Italia nella decadenza durante il Rinascimento, FDS e altri commentatori avevano attirato l'attenzione sugli effetti corrosivi dell'umanesimo letterario, con la sua accentuazione dello stile a scapito della sostanza e dell'artificio a scapito della verita'.
[...]
Per dirla con FDS, la coltivazione della retorica era sfociata in una scissione del pensiero dall'azione producento "quell'altro dire ed altro fare, quel pensare che non e' sentire, quel sentire che non e' fare, che e' stato per lungo tempo il carattere e la vergogna della razza italiana".

La sinistra - come il resto della societa' italiana - e' ancora oggi intrappolata nelle tradizione storica consolidata della cultura italiana, che privilegia la forma sulla sostanza e la retorica sul razionalismo scientifico ed empirico. Quei difetti ben percepiti 150 anni fa da FDS sono ancora dominanti.

Vorrei fare qualche "pacato ragionamento" in merito alle considerazioni svolte da Michele Boldrin nell'articolo. Innanzitutto non mi risulta ( ed è facile dimostrarlo) che il principale partito di opposizione a BS sostenga una tesi così banale come il "prendere ai ricchi per dare ai poveri".

In tutte le dichiarazioni dei dirigenti del PD, infatti, si fa riferimento proprio all'idea che Bodrin propone nel suo articolo, cioè che la povertà si vince producendo crescita, producendo, innovando (vedansi le dichiarazioni di Bersani, Rossi, Fassino, Franceschini ...).

La tesi banal-populista che richiama idee di lotta fra ricchi e poveri per la spartizione della ricchezza è piuttosto un tema cavalcato dai vari partitini della sinistra detta "radicale" ma che andrebbe più opportunamente definita "conservatrice", come quella di Diliberto, Ferrero etc etc.. (ricordate la polemica che proprio il PD sollevò contro un manifesto di Rifondazione comunista che recitava "anche i ricchi piangano" ? )

Pertanto mi sembra un'ingiusta forzatura far passare la linea di quei minuscoli partitini come quella dominante per tutta l'opposizione.

Il fatto poi che la linea del PD non riesca ad emergere con chiarezza è un problema vero , e dipende, a mio avviso, da diversi fattori: innanzitutto per mancanza di unità delle componenti del PD, che, consumando gran parte delle loro energie in una cieca lotta intestina, non hanno la forza di portare i propri messaggi fra gli italiani.

Per quanto riguarda il modo di affrontare BS (suo stesso terreno vs ragionamenti logici) sollevo un paradosso : ma un certo Di Pietro non imputa proprio al PD di essere troppo pacato e "ragionevole" nei confronti di BS, tanto da affermare che con un personaggio del genere "non basta giocare di fioretto, occorre la sciabola"?

Chiedo lumi a riguardo.

Grazie.

Guarda, forse è vero quello che dici ma mi piacerebbe averne evidenza. Nel caso specifico mio, a rappresentare il PD c'era un tale Sassoli, che mi dicono essere un giornalista televisivo. Le cose che ha detto, verificabili dalla registrazione, erano solo verbalmente e retoricamente meno ridicole di quelle di Diliberto, ma la sostanza era la stessa: populismo e richieste di redistribuzione.

Se non sbaglio il signore che ha rilanciato l'idea del "tassiamo i ricchi per superare l'emergenza" in questa fare politica è Franceschini, e l'ha fatto subito dopo esser diventato segretario del PD. Quella è la linea pubblica di quel partito.

Potrei continuare con gli esempi (per esempio, cosa chiede la CGIL?) ma chiedo invece a te di indicarmi dove e quando l'attuale dirigenza del PD abbia fatto un discorso serio di sviluppo economico indicando le riforme appropriate. Sarei veramente curioso di vederlo. Non in documenti segreti, in proposte pubbliche, atti politici, comizi e cose del genere.

Credo francamente, e vi capisco, che siate disperatamente attaccati ad un sogno, perché davanti all'incubo del peronismo berlusconiano il sogno vi dà un minimo di ristoro. Il sogno è che questo gruppo dirigente del PD vuole il "liberismo di sinistra" che Alesina e Giavazzi pensano esista. Non esiste. Il "liberismo di sinistra" (quando "sinistra" viene interpretata nel suo significato storico concreto, ossia dei politici di sinistra in Italia e delle ideologie, valori ed interessi che li muovono) è un OSSIMORO. Molto più ossimoro di "dibattito televisivo serio" su cui ironizza, forse giustamente, Sandro.

Io vi invito, amichevolmente, a svegliarvi e ad abbandonare il sogno. Ridefinite "sinistra" come "anti-peronismo" o anche solo "opposizione al clerico-fascismo" emergente. Cacciate l'intero gruppo dirigente del PD a pedate e provate ad elaborare una politica di sviluppo e crescita. Allora, forse, c'è qualche speranza che il liberismo diventi di "sinistra", ma solo in senso relativo. Poiché il peronismo ha deciso di chiamarsi "di destra", l'anti peronismo diventerà di "sinistra" per ragioni geometriche.

Scusi, sono Zamax. Lo so che non sono il suo tipo. Ma anche lei faccia uno sforzo per non considerarmi pregiudizialmente e un po' troppo comodamente un adoratore del Berlusca che ci guida verso le magnifiche sorti e reazionarie. Rilegga le sue ultime parole e legga quanto ho scritto io qualche tempo fa (qua sotto) e vedrà che siamo arrivati a conclusioni assai prossime. Solo che lei vede le cose in negativo, mentre io le vedo in positivo. Le pare poco che Berlusconi sia riuscito a unificare il popolo bello e brutto della destra in un partito conservatore che se non è liberale come piace a lei è però riuscito a neutralizzare e "costituzionalizzare" tutto l'estremismo residuo che ancora rimaneva da quelle parti (via, non mi dica che crede veramente al fascismo di ritorno!); e le parrebbe poco che per riflesso la stessa operazione riuscisse finalmente a sinistra? Sappiamo tutti che la creazione del  "Partito Democratico" è stato il salto triplo mortale necessario ai postcomuniti per non affrontare ancora una volta la questione socialista. Ma è inevitabile che il "popolo" di sinistra, o molto di esso, si senta orfano della propria storia. E così si spiega, elementarmente, la schizofrenia di una sinistra divisa tra veterocomunisti e giustizialisti puri e duri, da una parte, e il nulla pneumatico del PD dall'altra. Solo una scelta "onestamente" socialdemocratica può riunire la sinistra, liberandola dal quel radicalismo da cui non è mai interamente uscita nella sua storia.

"Beh, ora che le melodie neogolliste della maggioranza berlusconiana ha toccato le corde del cuore di una buona parte dell’opinione pubblica, sembrerebbe quasi che io, cui i tremontismi vanno indigesti, presagendo un bipartitismo di fatto composto da un Partito Conservatore d’impronta paternalistica e un Partito Socialdemocratico, tuttavia me ne rallegrassi. Ebbene, sì, me ne rallegro: natura non facit saltus. Di grazia, in quale altro paese dell’Europa, continentale perlomeno, esiste un quadro politico dominato da una forza Liberale-Conservatrice ed un’altra Liberale-Progressista? E perché noi - per un capriccio della storia - dovremmo essere improvvisamente pronti per il Grande Balzo in Avanti? Ma me ne rallegro perché finalmente questa è una base seria, in armonia con la realtà italiana, da cui muovere per un’evoluzione liberale del nostro paese. Perché nel passato questa non è mai dipesa, come pensa il liberalismo d’impronta illuminista, dall’imposizione di una cultura o dal diffondersi di un’istruzione orientata in tal senso***, ma dal grado di solidarietà effettivo di una società."

*** Non che la disprezzi, ma da sola non serve a nulla.

Per dare evidenza di quanto ho detto nel primo commento, e per soddisfare (spero) la curiosità preziosa dell'autore dell'articolo, riporto quello che è (o dovrebbe essere) il documento principale di democrazia, ovvero il programma politico di un partito.

Nel programma politico del PD ( http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=45315) vi è scritto :" Il progetto del PD deve assumere l'aumento della ricchezza nazionale come obiettivo principale. Non è un obiettivo confinato nella sfera economica: l'aumento della produttività (del lavoro e dei fattori) è frutto di una strategia a 360 gradi, abbraccia la cultura, la qualità dell'ambiente e l'educazione tanto quanto la riforma della Pubblica Amministrazione. E, senza crescita, non c'è politica redistributiva che tenga."

Se posso spingermi un pò oltre, vorrei dire due cose. Innanzitutto non sono un militante del PD, ma un semplice elettore sotto i 30 anni, che non sogna il liberismo di sinsitra, ma democraticamente si batte per averci una sinistra riformista  (per intenderci : a me non interessa se Blair e Brown siano liberisti, liberali, riformisti o riformatori; a me interessa che la sinistra italiana sappia portare avanti riforme di simile portata).

Concordo sull'esigenza di cacciare a pedate l'attuale gruppo dirigente, ma a meno di shock imprevedibili, credo che ciò non avverrà : persino i più giovani militanti che conosco si autodefiniscono d'alemiani o veltroniani, incorporandosi inspiegabilmente in queste categorie feudali.

Personalmente non credo che la definizione di sinistra sia una questione geometrica, e mi convince ancora meno l'idea che la parte progressista e riformista di una società abbia senso di esistere come antitesi rispetto al perinismo.

Io penso, piuttosto, che si sia un grande bisogno di riformismo ( di sinistra, aggiungo) per dare a questo Paese un pò di  mobilità sociale, un pò di principi meritocratici, un pò di maggiore sana concorrenza, la libertà di essere competitivo sia sul piano economico che su quello scientifico senza subire interdizioni vaticane ... e potrei andare avanti.

Sono sveglio, e con lucidità ritengo che se questo Paese non conoscerà una  intensa stagione di riforme , il suo futuro non potrà essere accattivante.

Grazie

Luigi, no, il programma del partito non è la cosa più importante. Il programma è un documento elettorale (o congressuale, fa lo stesso) pieno di cose general-generiche. Ma insomma, qual è il partito che non dice che vuole una riforma dela pubblica amministrazione per renderla più efficiente? E, a parte alcuni patetici residui della sinistra radicale, chi dice che è contrario alla crescita economica?

Quello che conta sono le proposte concrete e, ancor di più, quel che si fa quando si è al governo. Per il governo, l'occasione è stata persa e chissà quando tornerà. Per le proposte concrete, le occasioni si continua a perderle. Un paio di mesi fa mi ero preso la briga di provare a ragionare su come il PD potesse adottare, con proposte concrete e, a mio avviso, attraenti per l'elettorato, una linea di politica economica differente. Da allora direi che il PD è andato sempre più in direzione opposta. Da febbraio ad adesso la prinicipale proposta di poliitica economica su cui il PD ha affidato la sua visibilità mediatica è stata la tassazione extra sui redditi alti. Non è esattamente l'immagine di un partito che punta alla crescita.

Devo ìnfine ammettere che questa tua frase:

Concordo sull'esigenza di cacciare a pedate l'attuale gruppo dirigente, ma a meno di shock imprevedibili, credo che ciò non avverrà : persino i più giovani militanti che conosco si autodefiniscono d'alemiani o veltroniani, incorporandosi inspiegabilmente in queste categorie feudali.

mi ha riempito di sconforto. Speravo (la speranza è l'ultima a morire) che almeno tra i militanti più giovani stesse affiorando la coscienza, se non altro per interesse personale, che con l'attuale gruppo dirigente non si va da nessuna parte. Se le cose stanno come dici tu, devo dedurre che i giovani militanti del PD, la maggior parte comunque, non sono in grado di capire che seguendo l'attuale leadership rischiano di stare lontani dal governo assai a lungo. Oppure lo capiscono ma se ne fregano perché pensano che, finché c'è una posto alla tavola imbandita per la casta, tutto va bene. Entrambe le alternative non generano certo ottimismo.

"Speravo (la speranza è l'ultima a morire) che almeno tra i militanti più giovani stesse affiorando la coscienza, se non altro per interesse personale, che con l'attuale gruppo dirigente non si va da nessuna parte. Se le cose stanno come dici tu, devo dedurre che i giovani militanti del PD, la maggior parte comunque, non sono in grado di capire che seguendo l'attuale leadership rischiano di stare lontani dal governo assai a lungo. Oppure lo capiscono ma se ne fregano perché pensano che, finché c'è una posto alla tavola imbandita per la casta, tutto va bene. Entrambe le alternative non generano certo ottimismo."

Eppure Nanni Moretti a Piazza Navona era stato abbastanza chiaro: "con questi leader non vinceremo mai".

 

Eppure Nanni Moretti a Piazza Navona era stato abbastanza chiaro: "con questi leader non vinceremo mai".

Non vincerebbero mai in un Paese normale, in Italia hanno vinto nel 1996 e nel 2006 pur essendo impresentabili come ora, grazie al malgoverno del CD. Quello e' il loro asset principale. Se al posto di SB ci fosse M.Thatcher rimarrebbero esclusi dal governo per 20 anni di seguito, e allora certe rendite di posizione nel CS sparirebbero almeno per naturale senescenza.

"Non vincerebbero mai in un Paese normale, in Italia hanno vinto nel 1996 e nel 2006 pur essendo impresentabili come ora, grazie al malgoverno del CD. Quello e' il loro asset principale. Se al posto di SB ci fosse M.Thatcher rimarrebbero esclusi dal governo per 20 anni di seguito, e allora certe rendite di posizione nel CS sparirebbero almeno per naturale senescenza."

Verissimo. Ma al CD non è bastato il malgoverno per perdere, si sono dovuti impegnare con una gestione dei meccanismi elettorali assolutamente demenziale: in entrambe le elezioni il CD perse pur avendo raccolto più voti del CS.

Nonostante questo, anche se SB  riuscità a rimanere al potere 20 anni di seguito ( alla Thatcher basto' molto meno per cambiare la faccia del regno unito, ma SB non è la Thatcher) non farei molto affidamento sulla naturale senescanza: il capolista del Pd nel Nord-Est alle Europee di giugno è Luigi Berlinguer (classe 1932): darà il cambio al cugino Giovanni Berlinguer (classe 1924). 

"Concordo sull'esigenza di cacciare a pedate l'attuale gruppo dirigente, ma a meno di shock imprevedibili, credo che ciò non avverrà : persino i più giovani militanti che conosco si autodefiniscono d'alemiani o veltroniani, incorporandosi inspiegabilmente in queste categorie feudali."

Dovresti spiegare ai giovani militanti che conosci che Massimo D'Alema ha fatto carriera perchè era figlio dell'onorevole Giuseppe D'Alema e Walter Veltroni perchè ha sposato Flavia Prisco figlia della senatrice Pci Franca D’Alessandro.

Nella casta si entra per nascita, come ai tempi del feudalesimo, non per merito. 

Nonché figlio, Walter Veltroni, di Vittorio, "organizzatore delle celeberrime radiocronache della visita di Adolf Hitler in Italia, dal 3 al 9 maggio 1938 a Roma, Napoli e Firenze" come spiega baldanzosa Wikipedia. Ebbe la sfortuna, poveretto, di arrivare al successo presto e gli toccò un periodo di epurazione, prima di tornare in auge negli anni '50. Sfortuna che non ebbero i vari Scalfari, Bocca, Biagi & C. che nonostante lo zelo meritorio al valor fascista rimasero sempre dei giovanotti oscuri. Il nonno materno del rompimarroni ultrademocratico Franceschini fu invece prefetto fascista. Brav'uomo per il resto, a quanto pare.

Che orrore, io queste cose non le sapevo dei vari avi di Veltroni e Franceschini.

Ma che com'è che non applichi cotanta memoria storica fustigatrice per quanti sono stati essi stessi fascisti e non i loro discendenti? Mi riferisco a Fini, se non è chiaro.

Comunque il momento politico è tutto per il grand'uomo di Arcore, pardon Hardcore (come dice Travaglio), e le sue beghe familiari. Ancora penso al prossimo family day, quando racconterà di come procaci diciottenni lo chiamino papy...naturalmente al solo scopo di sottolineare l'importanza che SB, siamo certi, assegna ai ruoli familiari, che lui, come sappiamo, ricopre in maniera reiterata e plurima.

Cmque vedere la sinistra che si frega le mani per le bagatelle familiari intra-moenia di Berlusconi, oltre a vedere quell'ultimo e la sua condotta, mi fa davvero pensare al basso impero. La sinistra non sa davvero che pesci pigliare, anche cose private diventano politiche e infatti, grazie alla loro pochezza quei pesci li pigliano in faccia dagli elettori.

Poi sempre per la serie libertà e dintorni, è uno spasso leggere Libero adesso. Stanno mirando contro la moglie del capo: sono sempre in servizio permanente.

Io non fustigo proprio per niente. Li prendo per il c..., cosa che non ammazza nessuno. Gli è che dopo sessant'anni di manganellate retoriche sul capo dei renitenti alla pia e feticistica devozione della Resistenza e della Costituzione, uno, così per prova, molla un cazzotto sul muso sbalordito dei bacchettatori democratici loro sì in servizio permanente e scopre che queste mezze cartucce non ne incassano nemmeno uno senza frignare.

 

In effetti quale miglior metro di giudizio di una persona di quello che hanno fatto genitori e nonni?

Oh ecco, lo sapevo. In tutte le classi c'è sempre il solito bambino antipatico che glielo dice alla maestra, che gli dice che quel compagno birichino ha detto una cosa che non si deve dire. Mamma mia, come ironia stiamo a zero.... povera Italia ... e povera sinistra....

Evidentemente abbiamo un diverso senso dell'ironia. In ogni caso, esserti antipatico non mi dispiace.

Per forza! Vent'anni di ridicoli satiri fioriti a forza di incentivi statali politicamente corretti hanno azzerato qualsiasi senso dell'umorismo da noi. Un senso dell'umorismo che in realtà è sempre stato scarso in Italia: da noi c'è l'istinto della caricatura, che nel fondo è cosa mezzo servile.

purtroppo michele si stanno preparando per le elezioni europee per cui l'ultima cosa che ti devi aspettare e' un dibattito serio.

Mi sembra che la posizione di Michele (e di NFA nel suo complesso) sia, come si diceva un tempo, irrimediabilmente illuministica. Gli italiani non vogliono il liberismo - casomai vogliono essere lasciati liberi di fare i propri comodi, salvo poi essere aiutati dalla stato in caso di difficoltà. Quindi nessun partito politico potrà mai avere un programma coerentemente liberista - al massimo potrà fare qualche riforma parziale per colpire una lobby notoriamente favorevole alla parte politica avversa (p.es. i taxisti per Bersani). Bisogna accontentarsi o emigrare...

Piuttosto una domanda a voi "americani": cosa avreste detto, un anno fa, ad una persona che vi  avesse raccontato che il  presidente USA aveva pubblicamente  ordinato ad una grande ditta USA di farsi comperare da una ditta italiana (italiana!!) entro 30 giorni? "Quanti whisky hai bevuto stasera?"  

Sono rimasto a vedere un noiosissimo ballarò solo per risentire Michele. Ho spento quando è stato chiaro che non avrebbe più parlato. E' certamente difficile intervenire ragionevolmente in questi contesti. Tuttavia devo dire che in un brevissimo frammento di "otto e mezzo" che mi è capitato di sentire qualche giorno fa, ho sentito Oscar Giannino replicare molto efficacemente con una battuta ad un politico minore (di cui non ricordo il nome) che propugnava una generale diminuzione dei consumi (a partire dall'inutile dentifricio) per ridistribuire meglio la ricchezza. Qualche anno fa in una trasmissione di ballarò che ho seguito per ragioni "famigliari" (mia moglie aveva dovuto velocemente sostituire l'esperta dell'Istituto di Sanità, sua ex allieva, cui era stato proibito di intervenire) ho assistito al balbettio irritato di Alemanno di fronte a dati oggettivi chiari e inopugnabili sugli effetti della legislazione sull'aborto in Italia.  Insomma le cose difficili non sono sempre impossibili. C'è però un pericolo: quello di imitare, per "bucare il video", i politici. E' un pericolo che talvolta sfiora gli interventi di Tito Boeri, che si vede spesso a ballarò. 

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