Non permettere alla lingua di oltrepassare il pensiero

19 febbraio 2010 ne'elam

Il titolo di questo post riprende un aforisma di Čechov, acuto osservatore della russia zarista della seconda metà dell’ottocento e della occhiuta ma stolida burocrazia del tempo. Torna utile per descrivere i fatti che seguono, scrupolosamente veri.

Il 22 ottobre del 2009 l’Amministrazione A richiede delle informazioni all’Amministrazione B. Di seguito si riportano le ultime due lettere fatte pervenire dall’Amministrazione B.

La penultima, datata 15 dicembre 2009, così recita:

Con riferimento alla pregressa corrispondenza ed in particolare alla richiesta di informazioni prot. n. xxx del 22/10/2009, si informa che questa Amministrazione B, valutate le informazioni richieste, per fornire risposte, le più esaustive e compiute, sta completando un'approfondita istruttoria, tenuto conto anche del colloquio avuto presso questa Direzione Generale con i rappresentanti di codesta Amministrazione A.

A riguardo, si comunica che, appena possibile, verranno riscontrate adeguatamente le Vostre richieste di chiarimenti.

IL DIRIGENTE - Dott. Z

Passa del tempo senza alcun segno di vita da parte dell’Amministrazione B. L’Amministrazione A è seccata ma cerca di non darlo a vedere. Garbatamente sollecita per telefono la risposta. Qui di seguito la lettera dell’Amministrazione B del 17 febbraio.

Si fa riferimento alla pregressa corrispondenza intercorsa al riguardo ed in particolare ai solleciti telefonici qui pervenuti in data recentissima.

Al riguardo si comunica che lo scrivente con lettera prot. n. xxx del 15 dicembre 2009, che ad ogni buon fine si allega in copia, aveva rappresentato che per fornire una risposta esaustiva e compiuta stava completando l'approfondita necessaria istruttoria, tenuto conto…delle opinioni e degli orientamenti emersi nel colloquio avuto presso questa Direzione Generale con i rappresentanti di Codesta Amministrazione...

Quanto innanzi è poi stato costà rappresentato telefonicamente, con preghiera di voler pazientare, nella circostanza per il ritardo nel riscontro, avuto anche riguardo a quanto sopra indicato, che nella sostanza ha provocato situazioni di stallo contingenti, la cui risoluzione ha reso necessari ulteriori approfondimenti.

Si assicura che a breve, valutati gli ultimi elementi, si provvederà a fornire adeguata risposta alla lettera di Codesta Amministrazione prot. n. xxx del 22/10/2009.

IL DIRIGENTE - Dott. Z

33 commenti (espandi tutti)

Mi piacerebbe una traduzione in italiano comprensibile, non riesco a rintracciare nella contorta prosa l'evento "che nella sostanza ha provocato situazioni di stallo contingenti".

Si si, questo linguaggio mi irrita.

Quando ho a che fare con gli uffici amministrativi dell'università è tutto un susseguirsi di comunicazione con quel tenore demenziale e ai limiti dell'intimidazione che riporti.

Per non parlare poi di quel vezzo tipo "comunicarLe", con queste maiuscole che lardellano tutta la prosa...

In fondo che altro c'è da dire...questa è l'Italia. Montanelli ha passato la vita a lamentarsene, Prezzolini prima di lui eppure continuiamo "orgoglioni" ad essere così.

Senza contare che l'uso di quel frasario tutto involuto è considerato, anche dal più insignificante degli sportellisti ferma (passa)-carte, come un segno di professionalità, serietà, rigore....

Cosa può voler dire che specie le amministrazioni pubbliche, usino quel linguaggio anche con gli utenti o per parlare con altre amministrazioni? Che vogliono fotterti? Che non si fidano? Che ci sono dentro troppi im-piegati con una educazione giuridico-umanistica?

 

Questa e' l'Italia e questo e' l'italiano burocratese, erede del latino maccheronico della Chiesa e dell'italiano di Dante usato per imbrogliare i villici che parlavano tutt'altre lingue. Ora che grazie alla TV l'italiano e' piu' o meno conosciuto anche dai villici, c'e' il burocratese che e' la sua ovvia evoluzione nel contesto della cultura e della societa' italiana, finalizzate a mantenere una separazione anche linguistica tra Casta e masse.

Condivido però non mi scegliere Montanelli come campione di critica al malcostume.

Grande giornalista e grande anticomunista ma, come critico del costume si lamentava di tutto (soprattutto quello che era moderno e che non capiva) senza mai approfondire un argomento e senza mai chiedere scusa quando a posteriori era chiaro avesse preso una cantonata. Un perfetto "tuttologo". Oltretutto quando altri attaccavano i responsabili del malcostume con nomi e cognomi diventava subito garantista. E' sempre stato (tranne negli ultimi anni) dalla parte di chi rappresentava lo status quo delle cui conseguenze, poi, si lamentava tanto. A mio avviso un campione del falso anticonformismo all'italiana.

Ripeto non mi riferisco al Montanelli giornalista politico (che adoravo) ma al Montanelli "critico del mal costume italico".

Condivido però non mi scegliere Montanelli come campione di critica al malcostume.

Grande giornalista e grande anticomunista ma, come critico del costume si lamentava di tutto (soprattutto quello che era moderno e che non capiva) senza mai approfondire un argomento e senza mai chiedere scusa quando a posteriori era chiaro avesse preso una cantonata. Un perfetto "tuttologo". Oltretutto quando altri attaccavano i responsabili del malcostume con nomi e cognomi diventava subito garantista. E' sempre stato (tranne negli ultimi anni) dalla parte di chi rappresentava lo status quo delle cui conseguenze, poi, si lamentava tanto. A mio avviso un campione del falso anticonformismo all'italiana.

Ripeto non mi riferisco al Montanelli giornalista politico (che adoravo) ma al Montanelli "critico del mal costume italico".

Io, invece, Montanelli non lo prenderei ad esempio nemmeno come passacarte... da qualche anno è diventato una specie di intoccabile, ma per quello che mi riguarda resta sempre un fascista e razzista della peggior specie, falso liberale e qualunquista.

Riporto da wikipedia:

"Non si sarà mai dei dominatori, se non avremo la coscienza esatta di una nostra fatale superiorità. Coi negri non si fraternizza. Non si può, non si deve. Almeno finché non si sia data loro una civiltà. Indro Montanelli."

Solo in Italia si poteva santificare una persona che scriveva queste cose...

 

Poi ha cambiato idea, visto che si sposo con una "negra" (di 12 anni). Però non volevo entrare nel merito del Montanelli uomo altrimenti ne nasce un OT infinito.

Volevo solo dire che riguardo ai "critici del malcostume" (che in Italia abbondano) bisogna distinguere tra chi è coerente e chi parla è basta

PS

Ho messo i primi due esempi che mi sono venuti in mente

Una cosa che mi è venuta in mente leggendo il tuo post, caro Corrado, è la pertinace negazione di Montanelli dell'uso di iprite in Africa Orientale Italiana: lui disse che non ne aveva mai avuto sentore. Venne poi smentito dal ministro della difesa Corcione nei tardi anni '90.

Però vabbè le vicende della ragazza negra...boh non saprei...io ho trovato le foto di mio nonno in Africa Orientale e nella foto di gruppo (dovete vedere come sono marziali i soldati italiani, sembrano loro gli africani: vestiti di stracci) c'erano varie ragazzette...forse era un costume diffuso (non giustifico nulla eh...).

Si intuisce che fosse un costume diffuso dal fatto che il nostro esercito marciava cantando "Faccetta nera" e "Tripoli bel suol d'amore" non proprio inni guerreschi.

Tutta questa storia è un' ottima prova di quello che intendo dire: ai tempi era considerato malcostume (ci piaccia o meno) mescolarci con "le negre". Montanelli scrive, prima di partire, le "sferzanti" parole riportate da Capaneo poi, una volta in Africa, si sposa una minorenne locale. La sua carriera di fustigatore del malcostume è, a mio avviso, proseguita su questa falsariga.

 

Si intuisce che fosse un costume diffuso dal fatto che il nostro esercito marciava cantando "Faccetta nera" e "Tripoli bel suol d'amore" non proprio inni guerreschi.

Tutta questa storia è un' ottima prova di quello che intendo dire: ai tempi era considerato malcostume (ci piaccia o meno) mescolarci con "le negre". Montanelli scrive, prima di partire, le "sferzanti" parole riportate da Capaneo poi, una volta in Africa, si sposa una minorenne locale. La sua carriera di fustigatore del malcostume è, a mio avviso, proseguita su questa falsariga.

Scusami Corrado, probabilmente la mia analisi è molto rozza, ma fra le tante spiegazioni possibili credo sia da preferire questa: Montanelli era semplicemente un giornalista che fin tanto che gli è convenuto ha messo la sua penna al servizio del fascismo e questo implicava anche lo scrivere pezzi infarciti di razzismo (senza poi però porsi alcun problema nello sposare una dodicenne nera, per "soddisfare le sue esigenze maschili", come lui stesso pare avere dichiarato. Confronta al riguardo la pagina di discussione di wikipedia).

L'usanza è una cosa, il razzismo è un'altra cosa... e Montanelli scriveva da razzista; parlava di "superiorità" della razza bianca su quella nera, non si limitava solo a sostenere l'inopportunità del mescolarsi di bianchi e neri. Che poi anche solo si fosse limitato a parlare di inopportunità, faccio fatica a non considerare questo come un sintomo di razzismo... mio nonno ha vissuto anche lui in quegli anni, ma io giuro che non gli ho mai sentito dire nulla nemmeno vagamente assimilabile all'inopportunità di "mescolarsi con le negre"... e mio nonno era un semplice geometra, nulla a che vedere con l'intellettualissimo e santissimo Montanelli.

 

Non so se Montanelli agì così per usanza, per razzismo o magari perchè era razzista e poi cambio idea. Quello che mi premeva sottolineare è che il moralizzatore cambia atteggiamento quando tocca a lui. L'Italia mi sembra abbondare di moralisti incorruttibili che, quando si toccano i loro interessi (o dei loro amici), allora "è diverso".

Due esempi bipartisan:

1 conservo un numero di "Venerdì di Repubblica" dove il direttore Michele Serra scrive contro "l'inaccettabile conflito di interessi Berlusconiano". Nello stesso numero una recensione positiva di Augias al libro di ...Michele Serra. Certo lui non è il presidente del consiglio ma, da un punto di vista etico non è il massimo specie se vai in giro a fare la morale agli altri.

2Il family day

Non riesco a non intervenire, in palese e ritardatario affanno, per difendere Montanelli.

Prima di tutto L'episodio Somalo della nera era nella norma, ai tempi, secondariamente Montanelli fu espulso dall'ordine dei giornalisti nel '37, mi pare in pieno consenso fascista, a causa dei suoi resoconti sulla guerra di Spagna. In terzo luogo, non mi sembra sommamente liberale non dare la possibilità di cambiare idea, altrimenti anche Platone, Socrate, Aristotele Cartesio e chi più ne ha più ne metta, non sarebbero che meri schiavisti, per esempio.

So bene che questo non è il luogo adatto e mi scuserete ma trovo molto italiano anche il gioco al massacro con notevoli figure nostrane.

P.s. Einaudi appoggiò il governo fascista nel '22 ma questo non fa di lui un fascista.

scusate la divagazione

ma soprattutto, chiamare "negri" eritrei ed etiopi, oltre che sintomo di superficiale ignoranza, è pure assai rischioso.... soprattutto se fatto di persona.....

Non devi scusarti della divagazione, ci mancherebbe, ma solo del posizionamento della risposta.

Intendo dire: hai risposto a me che, mi sembrava abbastanza chiaramente, non mi sono permesso di accusare Montanelli nè di essere fascista, nè di essere razzista e, soprattutto, gli ho concesso di aver potuto cambiare idea (molto liberalmente ;-) ).

Personalmente ho solo detto che la "grandezza" di Montanelli come "moralizzatore" è discutibile. Ovviamente è la mia opinione, liberi di pensarla diversamente. Per spiegare cosa intendo mi cito:

Grande giornalista e grande anticomunista ma, come critico del costume si lamentava di tutto (soprattutto quello che era moderno e che non capiva) senza mai approfondire un argomento e senza mai chiedere scusa quando a posteriori era chiaro avesse preso una cantonata. Un perfetto "tuttologo". Oltretutto quando altri attaccavano i responsabili del malcostume con nomi e cognomi diventava subito garantista.

 

Postilla:

probabilmente andare con una dodicenne di colore (dopo averla fatta "sverginare" con un bastone dal sensale) e raccontarlo pure, sarà stata la norma, come era la norma rubare ai tempi di tangentopoli, però:

1 a me fa comunque schifo "

2 non tutti lo facevano, era la "norma" ma non era obbligatorio

3 se ha farlo non fosse stato Montanelli ma il figlio del "muraro" immagino sentiremmo meno comprensione

Postilla 2

Condivido completamente  quello che dici: in Italia esiste un gioco al massacro contro le notevoli figure italiane. Però non sarà, almeno in parte, anche in contrapposizione alla tendenza alla beatificazione (es. di beatificazione: Bertolaso prima delle intercettazioni)? Cioè: Montanelli non può essere stato un grande reporter politico e un moralizzatore "trombone"? Fellini non può aver fatto dei capolavori e qualche solenne minchiata ? Benigni non può aver smesso di far ridere anni fa? Può darsi che Umberto Eco (come romanziere) sia uno che ha azzeccato un libro? Perchè in Italia tutti devono essere grandi o pessimi senza mezze misure ?

PS

Esiste anche l'opposto ovviamente la tendenza alla "dannazione". Ricordo un commento in Biblioteka in cui si affermava che Ezra Pound essendo stato fascista come poeta non valeva niente.

 

Questo tuo commento mi ha fatto pensare a una cosa che già mi saltava nella testa e che mi è venuta in mente leggendo le reazioni di alcuni alla recensione del libro sul futurismo.

Molto brevemente: mi sono chiesto perchè nel caso dei Futuristi non si perdoni loro (giustamente) l'aver appoggiato posizioni politiche abiette, come appunto l'appoggio alla RSI da parte di Marinetti, mentre invece per altri autori, più distanti nel tempo, si è sempre disponibili a distinguere il grano dal loglio.

Aristotele, difendeva la schiavitù ma viene comunque ancora studiato e anche con dovizia d'impegno e profusione di intelligenza (certo non sempre utilmente risposta, ma questo è un altro discorso); oppure mi veniva in mente che la Bibbia è commentata e letta in Chiesa anche se al suo interno vi sono forme di prosa violenta, inaccettabili per la nostra sensibilità attuale.

Allora mi sono detto. Posto che ovviamente vi è una scala di misura di cazzate per cui ve ne sono di gravi e meno gravi, quanto più una scelta ripugnante (appoggiare la RSI o deflorare giovani con bastoni) ci è prossima da un punto di vista cronologico, tanto minori saranno le possibilità di giustificarla, appunto perchè (come dici tu Corrado) si possono trovare facilmente esempi di condotta contraria a quella che ci fa saltare sulla sedia, e perchè comunque è possibile dimostrare che erano diffuse sensibilità diverse che davano luogo a condotte diverse.

E così, se non ha molto senso "criticare" la prosa violenta della Bibbia o dell'Iliade ne ha molto di più farlo per condotte risalenti a 50 o 60 anni fa.

E inoltre, la critica delle condotte abiette prossime a noi cronologicamente sembra tanto più doverosa quando chi le commetta si collochi per sua stessa ammissione nel campo dell'estetica e della politica. Infatti, mentre di Von Neumann, per esempio, possiamo criticare la sua "teoria delle relazioni internazionali" ma non possiamo ignorare i contributi scientifici obbiettivamente validi che ha impresso alla scienza del tempo, per poeti o politici siamo liberi di dare una valutazione molto più severa perchè la loro condotta si esaurisce tutta in un campo dove anche i loro meriti sembrano opinabili, mentre non sono discutibili gli errori gravissimi che hanno commesso.

Oltre alla distanza temporale penso vadano considerati altri due fattori:

1 il fatto che il soggetto abbia fatto ammenda (e quanto questo sia avvenuto in maniera reputata sincera e non di convenienza)

2 il fatto che la "nefandezza" sia stata fatta in un contesto generale percepito come positivo.

Riguardo al punto 2 non faccio esempi, per non creare ulteriori OT, per capirsi è il caso di nefandezze fatte per: la Chiesa, il Comunismo, l'anticomunismo, l'interesse nazionale, il bene dei popoli. Insomma fatte "con le migliori intenzioni".

PS

A me affascina molto il discorso opposto. Quanti filosi, economisti, anche solo rockstar, a cui tanti si ispirano hanno vissuto vite che nulla avevano a che fare con quanto teorizzavano o, peggio, applicando le proprie teorie hanno ottenuto solo fallimenti, eppure godono ancora dello loro fama senza che questi aspetti vengano presi in considerazione

Effettivamente nei riguardi di Montanelli sconto un affetto notevole, (ho cominciato a leggerlo a 12 anni e continua a piacermi moltissimo.

Il tempo passato credo possa essere usato come discriminante anche per i nati ad inizio XX secolo specie in paesi quali l'Italia: fascisti in massima parte perchè nati con esso e usi ad abitudini del tempo, (saranno passati 60/70 anni ma sembra un era geologica).

Condivido lo schifo per certe pratiche e certamente qualcuno l'avrà pensata allo stesso modo anche allora: ciò non toglie che, purtroppo la grande maggioranza pensava ai neri come ad esseri inferiori da usare e, ad essere ottimisti, da compatire.

Sicuramente quasi tutti i "grandi" personaggi a cui si possa fare riferimento, hanno avuto scheletri, anche ingombranti, nell'armadio: il più è sapere quanti e di che dimensioni sono.

Però mi chiedo: Se sapessi che Hayek, (un nome a caso), era un pedofilo, dovrei non tenere in considerazione quanto da lui teorizzato?

P.s. ora e sempre grazie per lo scambio di opinioni su questo blog...

Direi di no, però se Hayek avesse scritto trattati di pedagogia forse li guarderei con sospetto. Credo dipenda dal tipo di scheletro.

Se Berlusconi facesse un libro su come fare l'impreditore probabilmente lo leggerei se facesse un trattato sulla castita...

Ad esempio quando Woody Allen cerca di spiegare il senso della vita nei suoi film qualche domanda me la pongo. Insomma una vita tra psicanalisti e pillole, per poi lasciare la moglie e sposarsi con la propria figlia adottiva non mi pare il curriculum ideale ma non è automaticamente vero nemmeno il contrario.

Ottima la traduzione di questa corrispondenza tra due amministrazioni russe oooopps italiote.

alla faccia del Mascetti!

Ouch... la lettura dei due stralci (particolarmente il secondo) mi ha provocato un lieve sentore di nausea...

Un dubbio orrendo: ma questi soggetti hanno acquisito una tecnica per scrivere in tal modo, oppure (e la cosa sarebbe davvero più grave) PENSANO seguendo sentieri tanto convoluti? Nel secondo caso, la lingua andrebbe di pari passo col pensiero. Se così fosse, povero Checov e poveri noi.

Terribile.

La tendenza a utilizzare formalismi inutili si estende aldilà della burocrazia, e crea danni ben più gravi di fastidio e perdite di tempo per codificare. Riverenza, orpelli, etc. creano barriere che ostacolano l'interazione, e in Italia sono spesso la norma anche tra persone che non avrebbero alcun interesse ad utilizzarli. E' come se due amici si mettessero una giacca a vento prima di abbracciarsi.

Estremizzando, quanto si lavora meglio dandosi del tu?

A scrive a B e gli chiede X. Risposta di B del 15.12.2009:

Mi avete quasi rotto! Prima venite a parlare con la Direzione Generale, che mi rompe i .... di continuo mentre io gioco a Prato Fiorito e salto sempre sull'ultima mina, poi mi chiedete pure i chiarimenti! Eh no, io sono impegnatissimo a non fare niente e quindi andate a rompere da un'altra parte. Quello che mi avete chiesto, poi, richiede anche che io parli con Y e W, noti fancazzisti sponsorizzati politicamente, ed io con quelli, che sono della parte opposta alla mia, non ci parlo!

Sollecito telefonico e lettera del 17.02.2010.

Allora non mi sono spiegato!    E' inutile che rompete i c...... per telefono, io con Y e W non ci parlo, anche perchè mi hanno scavalcato per soli "meriti politici", mentre io a Prato Fiorito li batto sempre! E poi la situazione è di stallo perchè il quarto che avevamo messo per giocare a Hearts in rete non vuole più giocare, e quindi siamo in attesa di un rimpiazzo.E adesso chiaro e tondo: per me approfondimento vuol dire continuare a non fare niente, e se pensate che voi riusciate a farmi lavorare avete sbagliato persona, ne parlerò personalmente con Brunetta appena possibile!

Fantastico! Dovresti curare la traduzione "Italiano- Burocratese" per Google Tranlator!

Caro ne'elam, non ci casco!

Non può esistere uno così, neppure in Italia !!!!

Penso che tu abbia preparato uno scherzo a tutti noi nell'ultimo giorno del carnevale ambrosiano.

Se invece è l'inizio di un racconto di fantascienza dove un burocrate, usando il buracratese e le procedure ai suoi fini, alla fine combina qualcosa di buono, ebbene esiste già: è del 1945, di I. Asimov e si intitola Blind Alley.

http://en.wikipedia.org/wiki/Blind_Alley

"The author utilises a turgid long-winded bureauocratic style of phraseology for the many memoranda that are a part of the story"

In ogni caso la conclusione è una sola: NON POSSO CREDERE che tutto ciò sia vero. E' troppo.

Caro ne'elam, non ci casco!

Non può esistere uno così, neppure in Italia !!!!

Penso che tu abbia preparato uno scherzo a tutti noi nell'ultimo giorno del carnevale ambrosiano.

Lo confesso: sono un tipo burlone. Però come ho già detto nel post

i fatti che seguono, scrupolosamente veri.

berlusconi

Scusate, ma BS in questa foto sembra venuto male, una roba tipo Romero...o Michael Jackson quando, tutto rifatto, stava cadendo a pezzi...Impressionante: una diapositiva di pura geriatria col mascara.

Sembra un bambolotto di plastica.

Nel 1965 Calvino scriveva (ritrovato, googlando, qui):

Il brigadiere è davanti alla macchina da scrivere. L’interrogato, seduto davanti a lui, risponde alle domande un po’ balbettando attento a dire tutto quel che ha da dire nel modo più preciso e senza una parola di troppo.

"Stamattina presto andavo in cantina ad accendere la stufa e ho trovato tutti quei fiaschi di vino dietro la cassa del carbone. Ne ho preso uno per bermelo a cena. Non ne sapevo niente che la bottiglieria di sopra era stata scassinata".

Impassibile, il brigadiere batte veloce sui tasti la sua fedele trascrizione: "Il sottoscritto essendosi recato nelle prime ore antimeridiane nei locali dello scantinato per eseguire l’avviamento dell’impianto termico, dichiara d’essere casualmente incorso nel rinvenimento di un quantitativo di prodotti vinicoli, situati in posizione retrostante al recipiente adibito al contenimento del combustibile, e di aver effettuato l’asportazione di uno dei detti articoli nell’intento di consumarlo durante il pasto pomeridiano, non essendo a conoscenza dell’avvenuta effrazione dell’esercizio soprastante".

 

 

Fantastico!

Ho prestato il servizio di leva nell'Arma e ..diciamo che in, questo pezzo, Calvino è più verista di Verga.

Secondo me, al di là della tristissima prosa, il bello di questa corrispondenza sta nel parziale non detto. Provo a tirarlo fuori.

Pare che l'Amministrazione A abbia bisogno di alcune informazioni che solo l'Amministrazione B le può dare.
Le vuole a tal punto che oltre ad averle chieste per scritto ha addirittura inviato alcuni propri rappresentanti presso la Direzione Generale di B.
Siccome sono già trascorsi quasi due mesi dalla formalizzazione della richiesta (dettaglio importantissimo, perché il destinatario prima poteva forse fare finta di nulla, ma da quando la richiesta è stata protocollata in arrivo si sente messo in mora), il Dottor Z. avverte la necessità di formalizzare a sua volta che i suoi uffici non stanno con le mani in mano, ed anzi stanno compiendo un'approfondita istruttoria.

Ma questa istruttoria deve portare a riscontrare le richieste di chiarimenti di A. Quindi B deve avere fatto qualcosa che ad A non torna tanto. Il Dottor Z. ha tentato di prendere tempo e probabilmente  ha chiesto a tutti i suoi collaboratori di farsi venire qualche buona idea per salvare capra e cavoli: cioè o trovare l'escamotage giuridico che consenta di rimanere fermi sulle proprie posizioni, o tornare in qualche modo sui propri passi ma senza perdere la faccia.

A però si spazientisce nell'attesa, e senza formalizzare nuovamente un sollecito (non fare agli altri ciò che non vuoi che gli altri facciano a te), alza più volte il telefono per avere notizie della pratica.

A questo punto il Dottor Z., stizzito, fa appello alle buone maniere burocratiche e, a sorpresa, risponde per scritto - protocollando - alle telefonate: cara A, come ti permetti di insistere in questo modo; guarda che hai a che fare con un tuo pari, mica con un utente. Ti ho già detto, con una lettera che ad ogni buon fine si allega in copia (come dire: forse non ci siamo spiegati), che stiamo approfondendo la questione; e ti ho anche già detto che abbiamo preso atto che non siete affatto d'accordo con noi (sono le opinioni e gli orientamenti dei rappresentanti di A che si erano recati presso la sede di B); per telefono ti ho anche chiarito che se non vi foste impuntati su certi aspetti (è la contingente situazione di stallo causata dalle opinioni espresse da A), non avremmo avuto bisogno di tanto tempo. Ormai comunque stiamo limando il testo della lettera con cui risponderemo - nota bene - alla richiesta del 22 Ottobre (e non alle ulteriori eventuali osservazioni pervenute informalmente), smettila di rompere le scatole e aspetta.

[Facciamo un'ipotesi ancora più kafkiana: in realtà l'Amministrazione A ha piena conoscenza dei fatti su cui chiede informazioni, o piena consapevolezza della correttezza della propria prospettazione giuridica, ma non può utilizzare le proprie conoscenze o interpretare le norme come ritiene corretto finché non ne acquisisca notizia o conferma formale da B, perché solo quest'ultima è legittimata a fornire certi dati o ufficializzare certe interpretazioni.]

Senza stare a fare tanta dietrologia, questi si sono persi i dati e le informazioni richieste e la stanno tirando in lunga perche' in Italia "chi la slunga la scampa".

 

esiste una direttiva del dipartimento funzione pubblica (maggio 82) per la semplificazione del linguaggio ammnistrativo. dal 1997 esiste il "famoso" manuale di stile, pubblicato dal mulino per il dipartimento della funzione pubblica (a cura di Fioritto). notevole diffusione ebbe il manuale prodotto dalla regione emilia romagna (in una parte si suggerisce come scrivere le lettere per farsi capire!). nei corsi di formazione e aggiornamento per il personale della pubblica amministrazione si insisteva molto sulla semplificazione del linguaggio. ma... la realtà è quasi sempre quella risultante dal post... perchè dovrebbe funzionare diversamente?

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