Notai sotto tiro

14 febbraio 2006 andrea moro
In un recente articolo sul Corriere Severgnini cerca di trovare qualche filo di speranza per la categoria dei Notai, ormai sotto il mirino di quasi tutte le fazioni politiche. All'articolo sono seguite varie lettere sul forum Italians piu' o meno critiche nei confronti di titolari di una delle rendite monopolistiche piu' assurde d'Italia. La lettera introduttiva di oggi arriva persino a ipotizzare che una eventuale liberalizzazione provocherebbe un aumento dei prezzi, visto che rogiti e testamenti verrebbero redatti da avvocati e non da semplici notai. Severgnini sembra concordare con il suo lettore. Ci si dovrebbe chiedere pero': anche se gli avvocati praticassero prezzi piu' alti, perche' i vecchi notai non potrebbero continuare a praticare i prezzi di prima?


3 commenti (espandi tutti)

Nella lettera pubblicata su Italians, con la quale Severgnini tende a concordare, si notano due argomentazioni fallaci comuni ma non per questo innocue:
1) Se gli avvocati praticano prezzi piu' elevati, permettendo ai clienti di rivolgersi a entrambi, o si abbassano le tariffe degli avvocati, o nulla cambia. (Questo e' il punti di A. Moro).
2) Se i notai fanno lavoro "migliore" degli avvocati come si sostiene (cito dalla lettera, "in grossi studi di avvocati e/o commercialisti in Italia sicuramente l'attenzione per i problemi delle persone coinvolte [...] è molto minore che nella generalità degli studi notarili") allora i notai non hanno bisogno di protezione. In altre parole, il fatto (supponiamo vero) che la Coca Cola e' meglio della Pepsi non da diritto alla Coca ad essere protetta. Sara' semmai la Pepsi a chiedere protezione, che uno stato efficiente non dovrebbe concedere. Ad esempio la Fiat ha chiesto e ottenuto protezione per decenni non perche' facesse macchine migliori dei Giapponesi ma perche' le faceva peggiori e a costi piu' elevati.

Esiste una sola ragione logicamente coerente in favore degli ordini professionali, ed e' il controllo di qualita sui membri. Sarei lieto di vedere argomentazioni solide (documentate) in questa direzione. Purtroppo gli ordini in Italia (non solo i notai) sono cartelli di protezione di enormi rendite.

[Modificato da: alberto bisin (bisin) su Marzo 19, 2006 06:21 PM]

[Modificato da: alberto bisin (bisin) su Marzo 19, 2006 06:22 PM]

Oggi a Genova, autentica notarile della firma, 950 euro. Oggi a New York, autentica notarile della firma, 5 dollari.

Pero' il notaio a Genova aveva la cravatta, parlava latino anche se non richiesto, e sono certo che (nonostante non abbia avuto l'occasione di accertarmene personalmente) sapeva mangiare a tavola in modo corretto.

Il notaio di New York sembrava un barbone e si metteva le dita nel naso.

In genere, se vai alla tua banca, l'autentica te la fanno anche gratis se glielo chiedi nicely, almeno a Minneapolis, non so a NY :-) Comunque qualche anno fa vado dal notary public per rifinanziare il mutuo, ($20 o giu' di li' ovviamente), e le chiedo con nonchalance che tipo di studi bisognava fare, e la notaia mi risponde che ha fatto un corso di un semestre in un community college, poi si e' fatta certificare... in effetti per mettere timbri persino i 6 mesi di studi mi sembrano tantini.

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