Obama girl

20 luglio 2007 andrea moro
Ieri ho scoperto per puro caso, guardando Fox news, un recente fenomeno a margine della campagna presidenziale americana. Pare che fra i video piu' scaricati su YouTube si trovino alcuni video-clip musicali di natura politica. Le cantanti sono vestite in abiti piu' o meno succinti (succinti meno dei bikini di una velina italiota, ma certamente piu' di quanto sia abituato a vedere il pubblico americano) ed i testi delle canzoni suggeriscono una particolare passione (politica?) dell'artista verso un candidato, senza mancare di aggiungere, en passant, alcune (poco) velate insinuazioni di natura sessuale. La prima ad apparire e' stata, circa un mese fa, Obama girl con la canzone I've got a crush... on Obama. Traduzione: "Ho una cotta... per Obama". A seguire, pochi giorni fa e' comparsa Hott4hill, che, ovviamente, tifa per Hillary. Cliccare per credere.

La campagna presidenziale del 2004 è stata la prima ad usare sistematicamnte le potenzialita' offerte dalla rete. Howard Dean, candidato democratico alle primarie, uso' internet per creare reti di supporters. L'innovazione fu quella di usare attivamente la sua homepage/blog non come un semplice cartellone pubblicitario, ma come un mezzo per creare una comunita' virtuale di sostenitori (che poi si incontravano usando meetup.com) e mantenere con essi un dialogo quotidiano. Dean riusci' in questo modo a creare un numeroso gruppo di super-fedelissimi, e a raccogliere attraverso la rete un numero enorme di piccole donazioni, che in totale superarono la raccolta degli altri candidati, Kerry ed Edwards, che usavano metodi tradizionali.

A 4 anni di distanza, quali sono le novita' su internet? Ora esistono i MMORPG, i giochi di ruolo online di massa, come Second Life, dove si dice verranno anche svolti comizi elettorali, ed esiste YouTube, che consente ai candidati di presentarsi ad un target demografico limitato ma certo non inappetibile, quello dei giovani in eta' da college, 17-22 anni. L'idea di presentarsi a questi potenziali elettori usando un video su YouTube non sembra del tutto peregrina. Obama girl parodizza il genere del video-clip musicale di musica R&B, piuttosto popolare su MTV. In un altro video uscito da un paio di giorni, dal titolo Obama girl vs Giuliani girl, la nostra eroina si confronta in botta e risposta musicali con un'avvenente supporter di Rudi Giuliani fiancheggiata da un altro paio di amazzoni.



Chi finanzia questi video? Difficile dirlo con certezza. I video di Obama girl sono collegati ad un sito, barelypolitical.com, il cui proposito dichiarato è affrontare la politica con ironia. Trovo difficile comunque pensare che le potenti macchine elettorali che stanno dietro ad Hillary ed Obama siano totalmente scollegate dal fenomeno (in una intervista Obama sostiene di non avere visto il video, ma di averne sentito parlare).

I video infatti, per quanto siano di qualita' non eccellente, sono realizzati da gente che sa fare il proprio mestiere. Non si tratta home-video fatti in casa da teenagers in cerca di popolarita' su YouTube. Nessun primissimissimo piano sfocato, ne' zoomate improbabili su telecamere traballanti. I produttori di Obama girl hanno assemblato un discreto cast&crew, utilizzando un'attrice attraente che canta lip-syncing (e cioe' in "play-back" come si dice in Italia, che pero' in inglese vuol dire tutta un'altra cosa) sulla voce di una cantante non eccellente ma intonata (evidentemente Beyonce non era nel loro budget). Per quanto il digitale abbia ridotto i costi di produrre musica e film, stimerei, sparando un po' a caso, che la produzione di uno di questi video sia costata qualche migliaio di dollari. Non esattamente una spesa che si fa per il gusto di mostrare una parodia su YouTube.



La parodia funziona ed i video sono divertenti. Obama girl passa da una rima improbabile all'altra cominciando con "So I put down the Kerry sign, knew I had to make you mine" (trad: ho abbassato il cartello di Kerry, sapevo che dovevo farti mio), e passando per "You’re into border security Let’s break this border between you and me" (Sei per la sicurezza delle frontiere, rompiamo la frontiera fra te e me), finisce per arrivare a "I like it when you get hard ... On Hillary in debate" (mi piace quando diventi duro ... nei dibattiti con Hillary) e addirittura a "Of the new oval office You’ll get your head of state" (per chi non conosce bene l'inglese basti dire che si tratta di un riferimento alle attivita' non presidenziali svolte nell'oval office dal precedente presidente democratico).



Non è da meno Hott4hillary (non capisco la seconda lettera "t", forse è stata aggiunta solo perche' il dominio hot4hillary.com, con una t sola, era gia' preso ... questi i vincoli del mondo d'oggi). Anche in questo caso il testo della canzone è un inarrestabile crescendo (mi perdonerete se tralascio in questo caso le traduzioni, casomai chiedete in commento): "I just can't sit still until I see Hill on the capitol hill", "I like your hair, the pants you wear and the shape of you derrière" (stendiamo un velo pietoso), "Put a hot chick in the oval offíce" (con accento sulla "i" di office per fare rima) e per finire in bellezza "I know you're not gay but I hope for BI...lingual" (stressando i puntini per non far sentire quanto segue).



I contenuti dunque sono poverelli. Ma magari è proprio questo che genera interesse nel target demographics. Anche se i giovani americani in college continueranno ad essere informati dalla loro fonte d'informazione principale, il Daily Show di Jon Stewart sul canale Comedy Central (per chi non lo conosce: una parodia di telegiornale, stile Striscia la notizia, ma piu' divertente), non è escluso che qualche ragazzotto non venga attirato anche da questi video. Uno scadimento del dibattito politico? Una italianizzazione dell'immagine della donna americana? Difficile dirlo, certo che, per ora, di idee concrete, dai candidati in questione se ne sono sentite poche. Tanto vale guardarsi il video.

5 commenti (espandi tutti)

Non escluderei una trovata pubblicitaria.

Per un' aspirante Oliviero Toscani americano mi sembra un buon investimento.

YouTube

Siro Pillan 23/7/2007 - 09:48

Bene.

Adesso mi piacerebbe sondare come si è modificato il livello di utilizzo di YouTube tra di voi, specie tra quelli che nel precedente articolo a riguardo dicevano di non conoscerne quasi l'esistenza o di non concepire i motivi di questa smania di andarci a vedere dei filmati e/o di condividerli.

Vi siete adattati allo standard diventando Youtubiani?

Io personalmente su YouTube ci vado mediamente 1 volta al mese e solo perchè qualche link mi segnala di andarci a vedere un certo filmato. Adesso, ad esempio ci andrò per vedere la recentissima gaffe di un ministro Belga che invece di intonare l'inno nazionale belga ha intonato quello francese.

Obama girl

Nicolas Bucci 31/7/2007 - 14:05

Alle scorse elezioni a New York invece girava un t-shirt molto divertente con scritto:"better blowjobs than no jobs"! Preferisco le t-shirt a queste canzoncine trash, banali, e pacchiane...

A me e' piaciuta molto "My Dick would have been a better Vice-President". Forse non era elettorale pero' coglieva nel segno.

segnalazione tardiva, ma visto che siamo in piena estate forse non sono l'unico a cui e' sfuggita...


http://slate.com/id/2171730/

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