Ode al commentatore

15 settembre 2007 redattori noiseFromAmeriKa
La ragione fondamentale per cui esistono gli stati ed i loro strumenti di repressione (oltre che gli psichiatri) è che esistono individui di un certo tipo. Questi individui son sempre esistiti e sempre esisteranno, e uno di loro sembra essersi infatuato di nFA. Siamo costretti a prendere provvedimenti, e ce ne rammarichiamo assai.

Come i nostri lettori più mattinieri avranno oggi notato, il signor Severino Cicerchia (versione 1, esiste anche la versione 2) deve avere tempo da perdere. Evidentemente il settore del commercio di autoradio va male, oppure va troppo bene e per qualche strano "effetto reddito" l'improvvisa ricchezza l'ha convinto che una maniera salutare di perdere tempo sia molestare gli altri con i propri problemi. Gli altri, in questo caso, sembrano essere coloro i quali leggono nFA o ci scrivono.

Ieri mattina sono comparse alcune decine di commenti (molte, non le abbiamo contate per non perdere ulteriore tempo) di questo "signore". Tali commenti sono stati eliminati, tutti. Erano tutti identici e - a parte il fatto che il pochissimo di sintatticamente coerente che contenevano era una stupidaggine - miravano solo ad infastidire, per il puro gusto d'infastidire, chi su questo blog scrive e commenta, o lo legge.

L'evidenza liberamente disponibile in rete suggerisce trattarsi dello stesso individuo che qualche tempo fa si presentò come Boldrinomalandrino, ed ancor prima come Tremonti, ed ancor ancor prima come MicheleC. Apparse per la prima volta poco meno di un anno fa sotto il nome di MICHELE dando, per una volta, informazioni apparentemente corrette (anche se leggermente roboanti, visto che ora dichiara di dedicarsi al commercio di autoradio) sulla sua identità. I commenti scritti sotto le precedenti identità sono ancora lì a futura memoria e perché, se qualcuno è per caso interessato, si possa riscontrare la triste costanza di contenuti, oltre all'invariabile tratto stilistico, di questo individuo. 

Conosciamo l'identità esatta di questa persona, dove sta, cosa fa, e altre cose. Sappiamo anche che, nel maldestro tentativo di non identificarsi, ha usato indirizzi di email non suoi all'atto di assumere alcune delle identità sopra elencate. Non ce ne importa molto, affari suoi: ognuno fa della propria reputazione quanto la reputazione stessa si meriti. Siamo libertari, dopo tutto. Nessuno di noi lo conosce personalmente, ma essendo egli non nuovo a simili interventi terroristici su altri siti simili al nostro è riuscito ad acquisire una, non molto desiderabile a nostro avviso, fama. Diciamo così che "si parla di lui", quindi identificarlo non è risultato impossibile. Personalmente non abbiamo nulla a che fare con lui e per quasi un anno abbiamo solo sperato ci lasciasse in pace e andasse ad insultare altrove.

D'ora in poi dovrà farlo, per forza. I suoi conti con nFA sono stati bloccati, i numeri di IP da cui opera sono identificati (nei limiti di ciò che è tecnicamente consentito) e quelli da cui sembra operare con maggior frequenza sono stati bloccati. Non vorremmo dover bloccare radici di numeri di IP dinamici assegnati da server providers a migliaia di persone nel paese da dove opera, e non l'abbiamo fatto. Se dovesse insistere  saremo costretti a farlo e se dovesse poi cambiarli bloccheremo anche quelli. A meno che non voglia utilizzare altri metodi, poco raccomandabili perché punibili per legge, non dovrebbe apparire mai più. 

Insomma: signor MicheleC.... lei su nFA s'è reso, per i suoi comportamenti, persona non grata. Poiché si tratta di un club privato, la invitiamo gentilmente ma fermamente ad astenersi da ulteriori atti molesti.  FINE

Una chiarificazione sul perché stiamo dedicando così tanto spazio ad un episodio e ad una persona fondamentalmente risibili. Non ci importa né che questo signore parli male degli economisti, né che ci insulti
personalmente. Per questo gli insulti passati son rimasti a disposizione di chi li voglia leggere. Quello che ci importa davvero è che nessuno utilizzi la libertà totale di commento che ci adoperiamo di garantire su nFA come occasione per disturbare chi lo legge e chi ci scrive e/o per danneggiare il sito. Se qualcuno,
offeso da un nostro commento, ci insulta allegramente, accettiamo. Magari insultiamo di ritorno, ma mai cancelleremmo il commento con l'insulto (e infatti non lo abbiamo fatto con questo signore per
molto tempo). Ma lo abbiamo osservato e abbiamo concluso che viene sul sito con
l'unico obiettivo di scaricare le sue ovvie
frustrazioni. Questo comporta un disturbo per tutti perché danneggia il normale
funzionamento del sito: infatti le varie decine di identici commenti messe stamane sono state determinanti nel
farci prendere la decisione di bloccarne l'accesso. Tutto questo lo diciamo non per lui, di cui non ci importa nulla, ma per gli altri lettori che non vogliamo assolutamente si sentano soggetti ad una qualche forma di controllo da parte nostra. Ancora una volta, insultateci pure liberamente quando così vi prende. Spesso almeno uno di noi se lo merita e lui sa perché, come nel caso della proverbiale moglie cinese ...

Due parole ancora, per spiegare il titolo come spesso un poco strambo. All'inizio facevamo nFA per divertirci fra noi 5, poi noi 6. Ci siamo rapidamente resi conto d'aver involontariamente riempito un vuoto. Esiste, fra le persone di lingua italiana in Italia e all'estero, una domanda per discussioni che siano al contempo aperte, non rituali, non pompose (scriviamo come mangiamo, ama dire uno di noi: con le mani) ma intellettualmente e tecnicamente rigorose sia nella logica che nella verifica della corrispondenza fra parole e fatti. Un po' alla volta nFA sta riempiendo questo vuoto e rispondendo a questa domanda. Questo sta avvenendo in parte perché dedichiamo alla cosa un po' più di tempo di quanto avessimo programmato ma, soprattutto, grazie ai lettori, ai collaboratori ed ai commentatori. Costoro contribuiscono la loro esperienza professionale, i fatti ed i dati che conoscono e la loro capacità di pensare logicamente alla comprensione delle questioni sollevate o che essi stessi sollevano. L'informazione e la conoscenza, come insegnava Adam Smith, sono diffuse fra tutti i membri di un corpo sociale; esse non sono mai controllate completamente da un singolo individuo, né da un'organizzazione, fosse anche lo stato. Per questo motivo c'è sempre da imparare, e per lo stesso motivo i mercati sono un'eccellente strumento per l'interazione economica fra individui liberi.

Siamo, se ne parlava proprio ieri, assolutamente sorpresi ed estasiati sia dalla quantità di persone che leggono nFA e commentano/criticano, sia dalla qualità intellettuale e professionale dei commenti e di chi commenta. Non avevamo mai censurato nessuna persona, sino ad oggi. In un paio di occasioni avevamo invitato due lettori ad eliminare una frase, visto che non ci sembrava il caso di fare allegramente (anche se in entrambi i casi non intenzionalmente) apologia del terrorismo o di regimi sanguinari. Piccoli incidenti di percorso rapidamente chiariti, come dovrebbe succedere fra persone intelligenti e di passabile cultura. Questa volta, dopo dieci mesi di pazienza, abbiamo dovuto ricorrere alla censura. Ce ne rammarichiamo molto e lo sentiamo come una sconfitta personale, di ognuno di noi.

Sin da quando nFA è di dominio pubblico abbiamo discusso sull'opportunità di filtrare i commenti e deciso di non farlo. Non filtrare i commenti ci sembra, assieme al rigore dell'analisi ed alla critica impietosa ma positiva, uno strumento necessario per creare una libera comunità intellettuale. Avevamo sperato che la "moral suasion" (condotta fondamentalmente ignorandolo) potesse funzionare. Non è bastato. Speriamo non si debba ripetere. Per far questo contiamo anche sulla collaborazione di tutti voi. Più alto e rigoroso manteniamo il livello del dibattito, minore è il rischio d'episodi del genere. La libertà ci piace assai e non abbiamo nessuna voglia di cederla a uno qualunque.

13 commenti (espandi tutti)

Mi dispiace leggere della censura nei confronti di un lettore del blog, anche se rileggendo i post dello stesso comprendo le ragioni che hanno portato a tanto...sembrerà strano e forse lo studieranno anche gli psicologi, ma quando ho letto che c'era stato bisogno di intervenire per censurare un lettore ho avuto la stessa sensazione che provo quando assisto ad un litigio nella vita reale: mi dispiace anche se non c'entro nulla; e comunque pensavo che questo blog fosse in qualche modo speciale, non solo per i contenuti ma anche per il grado di civismo, che a parte l'episodio commentato nel "meta", tutti dovremmo avere nel rivolgerci a persone che non conosciamo.


 


Comunque rileggendo le precedenti discussioni fra il pirandelliano Michele o Tremonti, che cambia identità alla bisogna, salvo poi dire le medesime cose, mi sono  venute alcune riflessioni che penso siano utili a valutare nel merito quanto occorso nelle conversazioni fra il nostro e la redazione di NfA.


  1. Il punto delle basse retribuzioni accademiche comparate ad una privata professione. Se il tema non è preso per sbertucciarsi vicendevolmente, in una assurda gara a chi guadagna di più (assurda non in sé, ma giusto perche questa non è Forbes e non dobbiamo fare le classifiche su chi è il più ricco del reame) esso ha una sua gravità. Il divario di retribuzioni tra accademia e settore privato non mi sembra sia nascosto da nessuno, anzi in molti lamentano che questo fatto potrà addirittura influire sulla scelta di tanti verso la carriera accademica: in UK c'è un vasto dibattito su questo. A mio parere vi sono però tutta una serie di regioni che giustifiano una minore retribuzione dell'accademico, e queste vanno dalla maggiore libertà goduta da questo nel pianificare il suo lavoro fino alla constatazione che il livello di attività esercitata nell'università detiene un tale grado di libertà, sia nelle metodologie sia negli interessi di ricerca, da avere come contropartita una minore retribuzione. Per un approfondimento vedi http://www2.warwick.ac.uk/fac/soc/economics/staff/faculty/oswald/uniteachingmarch07.pdf pubblicato da un professore di Warwick. (io invece non sono un docente , nè un ricercatore quindi la mia non è una classica posizone pro domo mea). Attualmente in Italia un infermiere professionale alla prima esperienza di lavoro, se assunto presso una struttura sanitaria pubblica arriva a guadagnare 1400 euro mensili, mentre un medico specializzando arriva a malapena a 900 euro: non vedo quali utili considerazioni poter trarre da un simile quadro, a parte l'ovvia constatazione che nel breve periodo conviene fare l'infermiere, piuttosto che il ricercatore medico o il medico. E invece se seguissi la falsa riga della discussione di cui al "meta" che commento, potrei dire che mia cugina infermiera ha azzecato la mia gastrite meglio del ricercatore in ematologia pur senza avere studiato dieci anni tra corso di laurea e specializzazione. Insomma, mi sembra che le retribuzioni le decida il mercato senza garantire una relazione certa fra l' "intrinseca " qualità del lavoro svolto e la sua retribuzione.
  2. Sul punto che l'economia non sarebbe in grado di fare previsioni; che costruirebbe modelli perfetti matematicamente  ma inapplicabili e così via. Sarebbe come dire che dal momento che un fisico non riesce a costruire un'equazione che descriva e preveda il passaggio dell'acqua nello scarico del lavandino mentre lavo i piatti in un ristorante (come dirò sotto sono laureato in filosofia e questo accresce la verosimiglianza dell'analogia che propongo), descrivendo al contempo il comportamento della schiuma sciolta nell'acqua, allora è meglio chidere ad un idraulico. Certo, se il lavandino è tappato meglio chiamare l'idraulico, scoprendo magari che stappare il lavandino è più costoso di un rimborso spese per partecipare come invited speaker ad una conferenza di teoria dei giochi,però rimane il fatto che esiste una divisione del lavoro fra chi sa stappare un lavandino e uno studioso di idrodinamica. Una breve divagazione personale. Ho fatto il liceo classico, ho una laurea in filosofia politica, ho un Dottorato (in italia) in Scienze Politiche: tutto il mio cursus honorum è stato svolto all'insegna dell'umanesimo militante, dello spirito di geometria opposto allo spirito di finezza http://it.wikipedia.org/wiki/Blaise_Pascal, conosco il greco e il latino, sono il classico italiano che sa parlare un poco di tutto...ebbene mi manca qualcosa e per questa ragione ho deciso di studiare economia in UK, seguendo un corso di due anni. E la ragione è che non ne posso più di sentire colleghi e professori filosofi che (stra)parlano dell'incapacità predittiva della teoria dei giochi applicata alla teoria politica (su questo vedi: Zolo, Il Principato Democratico, Feltrinelli), oppure della matematizzazione della conoscenza come preludio al domino dell'essere ( su questo vedi: Galimberti, Psiche e Tecne, Feltrinelli) e così via. MICHELE, quello apocrifo, scrive:


  La mia formazione universitaria e' economica e quantitativa. Tuttavia ho maturato nel tempo un forte sentimento di miscredenza e scetticismo rispetto all'evoluzione della cd. scienza economica. Ho utilizzato le mie conoscenze quantitative per applicarle alla finanza e la scelta mi ha dato ragione. La mia posizione attuale e' la seguente: nell'analizzare i mercati finanziari l'economia e i modelli sono senz'altro utili, ma quando si tratta di analizzare scuola, famiglia, mercato del lavoro, i modelli economici sono carta straccia. Storia, politica e cultura ci aiutano molto di piu'.


Ebbene mi chiedo a chi giovi prendere posizioni con tanta nettezza in un campo come l'organizzazione degli studi e le relazioni fra discipline differenti. Come si può dire che storia cultura e politica ci aiutano di più? Seppure giovane di età ho capito che abbiamo bisogno di "cuori aperti e menti libere" non di Ayatollah che lanciano scomuniche sul valore di una disciplina, peraltro passando per la strada del dileggio personale. E comunque, per farla breve,ritengo che la matematizzazione di una disciplina sia un segno confortante del suo avere raggiunto standard di correttezza e affidabilità maggiori che se non vi fosse stata del tutto. Questo ovviamente non implica che tutto ciò che non è matematizzabile non sia importante significa solamente che ci si muove in un livello di certezza differente.


P.S.: nella discussione tra Michele, quello apocrifo, e la redazione di NfA di tanto in tanto saltavano fuori fra gli scriventi tentativi di psicanalisi non richiesta , quasi che quanto si scrive fosse una proiezione di oscuri e indescrivibili complessi trascinatisi dall'infanzia. Io precedo i critici dicendo che quando vedo articoli di Adam Meirowitz sulla trasmissione dell'informazioni sui votanti o papers del Prof. Duggan in positive political theory ho un irrefrenabile moto di invidia per la semplice ragione che scrivono in un linguaggio formale di cui intuisco l'importanza senza però essere in grado di comprenderlo. Ho un complesso di inferiorità? Si, lo ammetto e la mia formazione filosofica, i "duemila anni di pensiero che ho alle spalle" non riescono a lenirlo.


 

Marcox, grazie del commento. Siamo ovviamente ben felici di
dibattere sulle due questioni sollevate originariamente da MICHELE C. e
da te riprese, che sono davvero interessanti; persino siamo disposti ad
accettare (e a contraccambiare) insulti piu' o meno velati, durante le
discussioni. Col tempo, riprenderemo certamente quei temi (mi sto
trattenendo dal replicare agli aneddoti da te presentati sui salari).

Tuttavia
in questo caso si e' superato certamente il
limite. A far traboccare il vaso sono state le decine di messaggi
identici riversati ieri sul sito dal suddetto; i contenuti
del messaggio non solo non erano propositivi, ma nemmeno tanto sensati.
Fanno perdere tempo a noi e ai nostri lettori, che vengono qui per
leggere contenuti magari non condivisibili ma di qualita'. Nei commenti
agli articoli sul nostro sito non mancano gli
insulti tipici delle discussioni on-line, ma e' raro trovare
commenti che non valga la pena di leggere.

Quindi
nel caso in questione si tratta non di censura ma di eliminazione di
rumore puro. Ed infatti i commenti piu' o meno sensati del suddetto li
abbiamo mantenuti. Personalmente, sono molto restio alla cancellazione
di commenti - preferirei un sistema di moderazione dal basso (alla
"Slashdot", per chi lo conosce). Questi sistemi funzionano piu' o meno
bene a seconda dei dettagli: ci sta provando Beppe Grillo con scarso
successo, mi pare.

Vorrei
comunque, paradossalmente in commento a questo articolo, rilanciare:
cosa ne pensate, tu e gli altri commentatori, dell'idea di aprire i
commenti ad utenti non registrati? E' anche possibile una soluzione
intermedia: permettere agli utenti registrati di commentare
"anonimamente" (e cioe' senza visualizzare il nome). Propongo queste
idee senza avere una preferenza chiara, in risposta all'email di un
commentatore secondo il quale spesso i commentatori sono troppo
allineati alle nostre idee, e mancano idee contrarie. Mi
piacerebbe sapere quanto questa opinione sia condivisa e quali possano
essere le possibili soluzioni.

Aprire i commenti ad utenti non registrati sarebbe un cambiamento grosso, di cui personalmente non sento alcun bisogno. Avere una minima barriera all'entrata favorisce una partecipazione "ragionata" e minimizza il rischio di degenerare nel caos.


Quanto al permettere agli utenti registrati di commentare "anonimamente", penso si possa fare un tentativo, qualora si ritenga di andare incontro a legittime esigenze di noi commentatori...

Gentile Andrea Moro,


la ringrazio per l'attenzione data alla mia email. Nel merito della domanda, se aprire a commenti non registrati, credo davvero che non sia raccomandabile, se non altro per via dell'esperienza di alcuni miei amici, che avendo lasciato i loro blog in balia di utenti non registrati, si sono ritrovati inondati di spam, volgarità e così via.


Quanto alla "censura" o più propriamente l'eliminazione del rumore, non intendevo riaprire la discussione sulla sua opportunità, ma riprendere con voi alcune questioni che sono saltate fuori da quelle discussioni...e poi del resto il blog lo dovete gestire come meglio credete senza dover dare troppe giustificazioni.


Sui miei aneddotti salariali non si trattenga e mi dica pure che sono curioso.


PS: avevo già fatto i complimenti privatamente al Prof. Boldrin, ora che ne ho l'occasione li estendo a tutta la redazione di NfA; con risorse economiche limitate (presumo) fate informazione, economica e non, migliore dei migliori quotidiani italiani in circolazione, grazie mille...


 

cosa ne pensate, tu e gli altri commentatori, dell'idea di aprire i
commenti ad utenti non registrati? E' anche possibile una soluzione
intermedia: permettere agli utenti registrati di commentare
"anonimamente" (e cioe' senza visualizzare il nome)

Io penso sia meglio non consentire commenti senza registrazione. Se venissero consentiti, sarebbe comunque necessario prevedere una moderazione come fa lavoce.info per evitare spam. Riguardo i commenti anonimi da parte di utenti registrati (e quindi in certa misura noti ai redattori), sarebbe qualcosa di simile a quello che fanno i giornali, ma se NFA e' amministrato nel tempo libero e' probabilmente meglio evitare possibili grane, come ad esempio un hacker che riesca a rendere noti gli autori dei messaggi anonimi superando le difese del sito.

 

cosa ne pensate, tu e gli altri commentatori, dell'idea di aprire i
commenti ad utenti non registrati?

Permettimi di sconsigliarlo: vi troverete invasi da insulti, SPAM, link publicitari e scemenze varie. Si potrebbe fare solo con una moderazione da vostra parte (cioe uno di voi da una rapida scorsa ad ogni commento prima che sia publicato ed elimina quei messaggi assolutamente inutili).

Concordo al 100%

Tra l'altro MICHELE ha dimostrato ampliamente che chi vuole commentare anonimamente può farlo senza problemi: basta registrare un' utente fasullo. 

Grazie delle risposte. Anch'io sarei poco favorevole all'apertura indiscriminata al commento anonimo di utenti non registrati.

La mia idea sarebbe quella di lasciare la moderazione a un gruppo selezionato di lettori (noi non avremmo il tempo di farlo). Secondo me l'idea non funziona nel Blog di Beppe Grillo perche' (1) tutti gli utenti registrati possono votare, ed in quel blog sono veramente molti (2) la visione "di default" dell'articolo contiene tutti i commenti, compresi quelli moderati negativamente. Simile critica si potrebbe rivolgere al sistema di moderazione delle recensioni dei libri su amazon.com

Invece, vorrei che di default fossero visualizzati solo i migliori commenti; i commenti moderati negativamente sarebbero "seminascosti" e potrebbero essere visualizzati assieme agli altri al costo di un ulteriore "click". Insomma, non si censurerebbe niente, ed inoltre si potrebbe lasciare al lettore la scelta della qualita' dei commenti da visualizzare inizialmente. Inoltre, si potrebbe stabilire che I commenti di chi pubblica anonimamente o senza registrarsi
apparterrebbero, inizialmente, alla categoria dei commenti "seminascosti", e verrebbero
visualizzati assieme ai commenti migliori solo dopo moderazione
positiva.

...la prospettiva non mi alletta... perché mai cambiare l'esistente, a questo punto?? Non mi pare che il sito funzioni male... e c'è un guadagno netto in semplicità!

un suggerimento nella direzione opposta: disincentivare l'anonimato
dei partecipanti. non siamo mica pentiti di mafia o delatori che hanno
bisogno di restare anonimi. infatti molti tra noi non solo si
conoscono anche se sono formalmente anonimi sul blog, ma non hanno
nessun problema a rendere pubblica la propria indentita' (e forse e'
proprio per questo che nFa e' un blog dove le discussioni sono
interessanti e di elevata qualita'). il notaio
alberto barone a suo tempo si disse basito da tanta disinvoltura e disse a gianluca:

a Lei sembra normale , quando si interviene in un blog o in un
dibattito , sapere e chiarire chi si ha di fronte . E' giusto , appare
normale , schietto , sincero , genuino , onesto. In Italia non è vero ....

ecco: anche a me sembra normale e tutto il resto. se in italia cio'
non e' sempre vero, peggio per gli altri: se quello che pensa in
proposito barone e' quello che pensa chi tipicamente vuole restare
anonimo, vuol dire che l'anonimato puo' generare forme di selezione
avversa dei partecipanti.

in
pratica si puo' limitare l'anonimato mediante
forme di "validazione" degli indirizzi di posta elettronica, e in
generale di verifica dei nuovi utenti da parte dei redattori: se nFa e'
un club privato non c'e' nulla di male a chiedere che gli ospiti si
tolgano il cappuccio o il passamontagna prima di entrare, no?

Anch'io penso che dare la possibilita' di commentare articoli come "anonimo" non darebbe alcun vantaggio.

Soprattutto se pensate all'ipotesi di un colloquio tipo botta-e-risposta tra due anonimi: sarebbe problematico per gli altri venire a capo di chi dice cosa. Alla fine, come dice Marcello qui sopra, e' possibile registrasi con qualsiasi nome, quindi chiunque non volesse comparire ufficialmente potra' sempre scegliersi l'appellativo di Paperoga (era questo l'esempio ricorrente di un anno fa?). Lui/lei rimarrebbe anonimo/a, gli altri sarebbero facilitati nel seguire la logica (o la mancanza di logica) nei diversi post. Non e' questo il sale di nFA?

Ma Severino Cicerchia non era quello che era stato cacciato anche dal blog di Mastella?

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/08_Agosto/09/mastella_b...

Per la cronaca, spero sappiate chi è davvero Severino Cicerchia, inteso come personaggio di un noto film...

 

Decisamente contrario ai commenti anonimi. Non sembra, ma anche dover fornire solo un id e una mail, di qualsivoglia natura, limita molto gli accessi di pura molestia. Poi ci sono i casi clinici, ma è un discorso diverso.

Il problema ha, tanto per cambiare, un risvolto economico e solleva un interrogativo. Come mettere in piedi un sistema aperto, ma in grado di emarginare automaticamente chi punta alla sua distruzione? E se "Tremonti", o "Michele", o come si voleva chiamare lui, avesse voluto semplicemente provare ad intaccare il clima di libertà intellettuale creato dagli autori di NfA?

Non ho una risposta immediata, ma l'episodio mi inquieta non poco.

 


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