Omertà accademica: qualcosa scricchiola?

23 gennaio 2008 michele boldrin
Seguendo le tracce di un articolo di La Repubblica, ho scoperto alcune crepe che forse vale la pena approfondire, magari a picconate. Quando molta gente spinge, anche i muri più improbabili, alla fine, cadono.

Tempo fa mi ero lanciato in una delle mie solite tirate sull'omertà accademica.

Chiamo omerta' accademica la tendenza di molti, troppi, colleghi a tapparsi occhi, orecchie, naso e (soprattutto) bocca a fronte delle decine di concorsi universitari palesemente ingiusti, se non apertamente truccati e manipolati da cosche baronali e politiche di un tipo o di un altro.

Dopo aver documentato l'assenza di un movimento interno all'università che denunci il malaffare nei concorsi, facevo osservare che i pochi esempi di tipo contrario suggeriscono che, in realtà, basta poco per migliorare la situazione.

Questa iniziativa, seppur di un singolo collega, mi sembra meritoria d'approfondimento e, se non ho letto male (ho letto in fretta) anche di sostegno. Il promotore è Tommaso Gastaldi, uno statistico che insegna a La Sapienza.

Qualcuno meglio informato di me può forse darci ulteriori delucidazioni.

 

6 commenti (espandi tutti)

il fatto che non vi siano commenti puo` forse farci pensare che ci sia molto scetticismo?

Io credo che non scricchioli quasi niente, tranne per il fatto che nel passato la speranza nel posto futuro faceva tacere, adesso la disperazione fa incazzare. Ma il sistema di potere baronale e` troppo forte e troppo clientelare, e la magistratura, che dovrebbe controllare, e` ancora peggio nonche` infiltrata dall'Universita`.

Sono convinto che la causa principale del basso livello dei vincitori dei concorsi "a cattedra" (di prima e seconda fascia) in Italia sia il basso livello dei concorrenti. Questo potrebbe essere non più vero nel settore della "Analisi Economica" perché, a partire dagli anni novanta, gli economisti italiani, anche utilizzando, un po' impropriamente, il dottorato di ricerca italiano, hanno promosso su larga scala la formazione di giovani economisti all'estero, e specialmente negli SU. E' però certamente vero per la Statistica. Per verficare questo fatto suggerisco agli "noisefromamerikanisti" che si trovano negli SU di visitare un buon dipartimento di statistica (ad es. Berkeley, Stanford, U. of North Carolina at Chapel Hill, Harvard, Yale) e chiedere a qualche "faculty" se conoscono statistici italiani. Come controllo analoghe domande potrebbero essere poste in dipartimenti di fisica o matematica. L'idea che per mgliorare il livello della scienza e della cultura italiana basti migliorare la selezione dei cattedratici (anziché imbarcarsi in un serio programma di formazione e primo reclutamento, tollerando anche un fisiologico "brain drain", come hanno fatto ad esempio i matematici negli anni settanta e ottanta) mi ricorda l'idea prevalente fino a qualche anno fa che bastasse ridistribuire la ricchezza in un paese sottosviluppato per eliminare povertà e sottosviluppo. Ora per fortuna si pensa che prima di distribuire ricchezza bisogna crearla.

Parziale fuori tema. Pare sia stato re-introdotto il folle meccanismo che consente di creare 2 idonei per ogni concorso di ordinario, associato, ecc. Il Sole 24 Ore analizza la situazione degli ultimi anni:

http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/080225/h98gx.tif

Proprio così un emendamento della Camera alla legge di conversione del decreto legge "mille proroghe" ha eliminato il riferimento alla disposizione che aveva introdotto un'unica "idoneità". Il Senato ratificherà il testo della Camera per non far decadere il decreto. Il termine dei sessanta giorni dovrebbe scadere il 29 febbraio.

Nell'ambito del sistema attuale è altrettanto folle una sola idoneita'.

Infatti considerando il costo e la complessità della macchina concorsuale, metterla in piedi per una sola idoneità è come far partorire un topolino da un elefante.

Poi se consideriamo che i concorsi per far avanzare le persone hanno un esito, di fatto, predeterminato la cosa diventa ridicola. Non sono sempre abusi, uno dovra' pure fare carriera ...

Il problema è che una volta appresi i "trucchi" del mestiere si applicano in ogni occasione, anche e soprattutto abusando...

Un passo importante sarebbe distinguere tra reclutamento vero e proprio (prima assunzione) e avanzamenti di carriera.

 

Tommaso

Il decreto milleproroghe è stato definitivamente convertito in legge. Come previsto l'emendamento che prevede due idoneità per ogni concorso di prima o seconda fascia è stato approvato anche dal Senato. E' però stato presentato ed "accolto" dal governo un ordine del giorno di "protesta" contro questo emendamento che era stato approvato all'unanimità dalla Camera. Sembra tanto un gioco delle parti. 

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