Perplessità pre-ringraziamento

21 novembre 2007 michele boldrin

La presente era iniziata come un breve commento alla discussione seguita alla nota di Sandro sulle incoerenze logiche di EGDL, ma ha preso una vita tutta sua. È diventanta una pappardella su temi vari ma non avariati: religione, etica e libertà individuale in particolare. Poiché consiste quasi solo di quesiti, ve li propongo. Leggeteli prima o dopo del tacchino da ringraziamento, non durante.

Mi chiedevo, inizialmente, quale fosse il punto. Perché, davvero, m'ero perso leggendo i commenti.

Capisco che uno segue l'onda, ma l'onda mi sembrava particolarmente ondivaga. Ad ogni commento una certezza, apparentemente ovvia, su questioni molto complicate. Le certezze asserite come ovvii truismi lasciano chi non le capisce confuso. Sono confuso, quindi alzo la mano e chiedo che mi si spieghi da dove queste certezze emergano.

Sandro ha messo in evidenza che EGDL ha pubblicato, ancora una volta, un'affermazione piuttosto incoerente (nel senso che la conclusione non segue dalle premesse) e l'ha presentata (EGDL, non Sandro) come una specie di ovvio truismo. Invece non lo è per niente. EGDL sa di cosa parla quando scrive, si chiede implicitamente Sandro? Mi sembra, a questo punto, questione risolta in negativo. Quindi tale non dev'essere la questione di cui si dibatte.

Dibattiamo se sia più opportuno/promettente fare ricerca sulle staminali embrionali, o meno? Qualcuno, per caso, è sufficientemente esperto della questione da conoscere la risposta? Faccia un passo avanti che gli diamo il premio nobel per la medicina. L'unico che mi sembra capirne qualcosa è il lettore che si firma "Barbo" e, dal link che mette, deduco che nemmeno chi lavora nel campo ha la più pallida idea. Se questo fosse il tema la conclusione sarebbe stata rapida: applicare il capitolo 7 del Tractatus e lasciare che i biologi lavorino in pace.

Discutiamo invece sull'infallibilità del capo di stato tedesco residente oltre Tevere? Mi sembrava che, per amissione dei suoi predecessori e dell'ufficio che egli prima presiedeva, l'infallibilità fosse ristretta a questioni come la virginitas in partum, e non ancora estesa all'opportunità o meno di fare ricerca su cellule embrionali. Quando è stato emesso l'editto d'estensione della papalis sapientia?

Discutiamo su come si fanno le ipotesi nella ricerca scientifica e se l'etica del ricercatore gioca, o dovrebbe giocare, un ruolo nella loro determinazione? Complicata questione normativa, i cui termini mi sembrano malamente definiti. In particolare, quale ricerca dovrei fare se la mia etica si basa su una verità rivelata secondo la quale tutte le risposte fondamentali - per esempio: perché esiste qualcosa? - hanno già avuto risposta? La regola di comportamento adeguata, in questo caso, sarebbe quella di "occuparsi d'altro". Ma anche questa regola, che a me sembra ovvia, dipende chiaramente da dei principi etici, di tipo individual-libertario, che io tendo a considerare gradevoli per la mia persona oltre che per la convivenza civile. Che fare se tali principi etici "complementari" non sono condivisi? In particolare, che fare se non condivido né l'etica complementaria del Boldrin né quella primaria fondata su verità rivelate mentre, allo stesso tempo, gli altri non condividono la mia etica primaria e vogliono fare ricerca sui temi che io ritengo aver già ricevuto adeguata e rivelata risposta? Come devo comportarmi? Lasciarli fare? Impedirglielo con la violenza? Chiedergli di discutere con me che li voglio convincere di lasciar stare? E se si stancano di discutere e continuano a quaesire?

O discutiamo invece della base fattuale delle ipotesi che si usano per fare ricerca scientifica? Ipotesi, nota bene, non tesi. Esempi di ipotesi con le quali sono familiare: abbiamo tutti lo stesso fattore di sconto, i mercati sono completi e la previsione è perfetta ... olé! Quale sarebbe la base fattuale delle medesime? Come decidiamo quali fatti sono utili per scegliere le ipotesi e quali per "testare" le tesi che da esse conseguono? O stiamo invece discutendo sulla credibilità ex-ante delle ipotesi? Per esempio, la terra gira intorno al sole e non viceversa; oppure, la luce si flette quando passa vicino ad una grande massa ... olé, olé, credibili da morire queste, specialmente ex-ante! O discutiamo, tanto per fare un esempio, dell'utilità pratica (alla luce del metodo "un passo alla volta") delle ipotesi di lavoro che facciamo? Anche queste, come le valutiamo ex-ante, visto che la loro utilità è verificabile solo ex-post, ossia dai risultati? Colombo, per esempio, pensava d'andare in Cina e Pasteur le galline voleva ammazzarle non vaccinarle ...

Ancora, stiamo forse invece discutendo sulle saggie tecniche di marketing degli antiabortisti che, non contenti di bombardare cliniche ed intimidire medici (magari amazzandoli), fanno vedere alle bimbe-madri i filmini pornografici dei feti? Tutto per il bene etico supremo secondo cui non siamo abbastanza su questa terra ed è buono e giusto far nascere poveri disgraziati per poi mandarli sulla sedia elettrica, o farli morire di fame? Questo dibattito, forse, potremmo ricollegarlo a quello precedente sull'etica della ricerca scientifica, facendo un bel dibattito sull'etica del fine che giustifica i mezzi ... ma anche qui andiamo su terreni complicati che sarebbe il caso di specificare chiaramente.

Per esempio, l'etica del capo di stato tedesco - e dei suoi pari che presiedono altre aziende produttrici della verità precotta e liofilizzata - mi sembra scarsamente consistente con quella del fine che giustifica i mezzi, almeno in principio. Suppongo sia, l'etica precotta e predicata, forse coerentizzabile con un'etica tipo "il fine, qualche volta, giustifica certi mezzi, ma non altri". La parte difficile consiste, dunque, nel decidere cosa significa "qualche volta" e "certi ... ma non altri". Chi decide? Sempre il tedesco? O sono elencati, i casi in questione, fra le verità rivelate? Le ponderai varie volte, e quell'elenco non lo invenni. Qualcuno me lo indica? Perché, se non si trova l'elenco, allora siamo nei guai a meno che ... a meno che non facciamo un altro editto d'estensione della papalis sapientia. Ma, di questo passo, noi chiudiamo baracca e burattini e loro decidono tutto oltre Tevere. Se vi va bene così, avanti a botte di certezze. Se invece vi piace discutere, andiamo avanti ma chiariamo prima i termini della discussione, in particolare sulla questione "mezzi-fini", che alquanto ostica mi risulta.

Questo tema dell'etica dei mezzi e dei fini spunta anche negli ultimi commenti e mi suggerisce che forse stiamo discutendo dell'etica del lobbying. Ottimo tema, che mi suggerisce almeno tre domande.

(1) Una lobby guidata da un principio etico è differente da una guidata da un principio pecuniario? Come si distinguono? Detto altrimenti, che differenza c'è fra il capo di stato d'oltre Tevere e la lobby dei notai? Possono usare entrambe gli stessi metodi? Devono godere entrambe della nostra medesima considerazione e del medesimo rispetto? Sulla base di quale criterio (sia esso etico o pecuniario) invochiamo cambiamenti legislativi che ci liberino dei notai, ma non dei preti? A me sembrano entrambe categorie artificialmente protette, non so a voi ... una volta andavano vestiti entrambi di nero e tenevano in mano i paesi, insomma qualcosa di simile ce l'hanno, ipotizzo io.

(2) Torno alla discussione su mezzi e fini, implicita nelle affermazioni sul lobbying. Facciamo ora l'ipotesi che i legislatori (come l'evidenza suggerisce) siano sensibili alle righe di cocaina ed alle allegre e scosciate fanciulle che, per caso, finiscono con loro nei letti degli hotels di via Veneto. Fornire tali beni ai legislatori al fine d'ingraziarseli è un mezzo giustificabile da qualche fine, o da nessun fine? In particolare, esiste un fine che giustifica tale mezzo? Non sto suggerendo che, nel caso di specie, sia successo esattamente quanto le mie allusioni suggeriscono, ma cose non dissimili sembrano succedere ai difensori legislativi dell'etica rivelata. Di nuovo, chi decide la relazione appropriata mezzi-fini? Nel caso di specie: sarebbe legittimo lobbizzare inducendo in peccato mortale un terzo al fine d'evitare che un quarto non compia un altro, differente, peccato mortale? O anche solo permettere il peccato mortale del terzo per evitare quello del quarto? Assolverlo, il peccato del terzo? Perché non assolvere il peccato mortale del quarto e condannare invece il terzo ad una vita di spasmi morali? Ricordo che il catechismo di uno dei capi di stato d'oltre Tevere parlava di "permettere il male per realizzare (o perché ne venga) il bene" ... vale ancora la regola e, in caso affermativo, quale male e quale bene? Esempietto storico che, spero, chiarisca le difficoltà insite nel problema. Se facciamo bombardare New York City (o anche solo un paio di torri gemelle presenti nella medesima) al fine d'evitare che qualcuno a Columbia University faccia ricerca sulle staminali embrionali - o qualcun altro al Village beva allegramente del Pesquera (nel caso, raccomando Janus 1995) leggendo il Qur'an mentre s'ingozza di jamon iberico de bellota de pata negra (di nuovo: nel caso, in famiglia raccomandiamo Joselito) - stiamo nel tradeoff accettabile di mezzi-fini del lobbying o abbiamo pisciato un po' fuori dal boccale? In ogni caso, ripeto, se facciamo del lobbying, chi decide cosa fare e cosa non fare? Insomma, chi delimita il boccale? Il rivelatore dell'etica liofilizzata, i contribuenti alla lobby (solo i volontari, o anche quelli che involontariamente pagano l'ICI?), la legislazione ordinaria o quella straordinaria?

La qual cosa mi spinge alla terza, e più rilevante domanda: (3) in un paese in cui gruppi diversi di persone hanno etiche diverse, basate alcune su verità rivelate ed eterne ed altri su principi temporanei e suscettibili di aggiornamento, come la mettiamo? In particolare, decidiamo (e come? chi siamo "noi"?) che ci sono dei temi "extra territoriali" sui quali le due etiche non si confrontano e che lasciano alla decisione di organismi "a-etici"? Quali sono tali organismi, e chi li sceglie? Loro, al loro interno, come scelgono? Nel caso che quelli con le etiche temporanee cambiassero un paio di assiomi, che si fa? Gli si permette di cambiare qualche regola o gli si dice "svegliarsi prima"? E se l'assioma l'han cambiato perché uno scienziato curioso ha scoperto che non è vero che le donne hanno una costola in più degli uomini, o che l'eterno ritorno è solo la metafora d'un signore tedesco che amava i cavalli torinesi, o che le vergini che attendono i martiri sono purtroppo invecchiate nell'attesa? In questo caso, chi decide quali etiche sono buone e quali cattive? EGDL?

Simile, ma diversa questione: assumiamo che il gruppo che condivide l'etica 1 sia di gran lunga maggioritario nel paese in questione, mentre il gruppo con l'etica 2 è minoritario. Assumiamo anche (sempre ipotesi, spero accettabili) che sul tema X i due gruppi abbiano opinioni diametralmente opposte e che il tema X abbia a che fare con la libertà individuale - tipo: se ci si lava le mani prima di fare la pipì o dopo, questione che per ogni cultore di Torrente risulta essere basilare; oppure quale sia, terminata la pipì, il numero massimo di movimenti ripetitivi della mano (a contatto con l'organo) che non costituisce peccato mortale. Ecco, facciamo conto che su tale tema il gruppo 1 dica "tre" mentre il gruppo 2 dice "trentatre", entrambi sulla base di profondi convincimenti etici. Che facciamo? Adottiamo una guarentigia costituzionale, tipo 43-esimo ammendamento, che dica: "Sulle frizioni/oscillazioni post-minzione non si legifera. Ogni cittadino ha il diritto inviolabile di decidere quante frizioni/oscillazioni utilizzare, sulla base dei propri principi etici e del proproi concetto di biancheria intima pulita"? Per me va bene, ma come convinciamo quelli che da sempre han ritenuto che oltre a tre si tratti di altra cosa, non attinente alla pulizia personale? Oppure lasciamo il tema alla legislazione ordinaria e permettiamo alla lobby del gruppo 1 di far giungere la propria pastorale voce all'orecchio del legislatore, visto che anche solo "quattro" sarebbe peccato mortale ed i peccatori vanno salvati anche e soprattutto da se stessi? Voi capite che, dal punto di vista logico, fra "oscillazioni/frizioni post minzione" e "cellule staminali embrionali o non embrionali" la differenza non esiste. A meno che, di nuovo, la fonte delle verità rivelate non ci riveli che "minzione ed embrione non son la stessa questione" ...

Dibattiamo, quindi e finalmente, sui fondamenti dell'etica? O sui fondamenti dell'etica cattolica? O di quella d'origine religiosa? Nel qual caso devo chiedere: quale? Quella predicata o quella praticata? E quando? Perché se l'etica eterna è, com'è che prima li bruciavamo e torturavamo, ed ora non più? Cambiò la verità rivelata in qualche momento, o è solo la tecnica di lobbying che s'è aggiornata? Ossia, s'e' forse alterata l'antica relazione mezzi-fini? E, di grazia, perche' s'altero'? Le certezze su temi del genere mi affascinano, quindi chiedo, tanto per capire: com'è che siam tutti così sicuri che le staminali embrionali sono una strada senza uscita mentre il metodo Ogino-Knaus sì che era, ed è, una figonata?

Così chiedendo, mi preparo a ringraziare sia Squanto che il gran capo Massasoit ed i loro - probabilmente religiosi, anche se collezionavano scalpi - Wampanoag. Ad essi venne permesso di fare il bene perché ne venisse poi non solo il loro massacro, ma anche la liberazione dal nazismo e dal comunismo, la guerra in Vietnam ed ora quella in Iraq ... Misteriose le vie dell'etica, rivelata o non.

 

 

12 commenti (espandi tutti)

C' è una tonnellata di carne al fuoco, mi limito ad assaggiarne un boccone.

La questione originaria mi pareva che fosse: "quant' è costoso rinunciare alla ricerca sulle staminali embrionali?".

C' è chi diceva "molto, troppo" e c' è chi diceva "non poi così tanto".

Non importa sapere che un simile quesito nascesse da istanze etiche, si chiedeva un parere tecnico. 

Oggi dovremmo avere una parziale risposta per voce di un autorevole personaggio: i secondi avevano ragione.

EDGL si limita a spernacchiare i primi (che non gli stavano simpatici per altri motivi). Non è educato farlo ma lui non resiste.

Questione interessante sarebbe sapere se nell' ambito della ricerca scientifica, come in borsa, conviene sempre premiare con la carota chi "aveva ragione" a posteriori, sorvolando sull' eventuale fattore "c". In questo caso anche il bastone che EDGL agita dalla sua autorevole tribuna avrebbe una funzione di stimolo.

***

Non penso poi che il Papa rivendichi l' infallibilità in queste materie. Fa del sano lobbing a nome della sua ambiziosa associazione. Un' associazione che produce, anche, leggi etiche. In questo senso è un' associazione concorrente a quella statale: Torre vs. Campanile. Evviva il pluralismo.

Michele, quanta carne al fuoco.

Certo, il rischio di partire per la tangente ed iniziare a parlare dei massimi sistemi è forte.

Comunque, il succo del tuo articolo - mi sembra - è la difficoltà di avere un'etica condivisa. Proviamo a considerare la questione dal punto di vista storico: le società culturalmente omogenee, con un'etica comune ai suoi appartenenti sono storicamente  tali perchè le componenti non omogenee delle stesse sono state espunte, il più delle volte con la forza.

L'omogeinità culturale ed il conseguente comune sentire etico sono il frutto di conversioni forzate, espulsioni e/o stermini di massa, limitazioni dei diritti per le minoranze non coerenti con la maggioranza.

Gli esempi sono innumerevoli.

La cattolicissima Spagna è tale anche grazie all'espulsione di massa degli ebrei nel 1492 ed alla cacciata dei moriscos,  la sponda sud del mediterraneo è musulmana grazie alla conquista militare degli arabi nel 7° secolo, l'Italia è cattolica grazie all'Inquisizione ed alla soppressione del dissenso religioso, l'Inghilterra è protestante grazie alla confisca dei monasteri ed alla emarginazione (sino a pochi decenni fa) dei cattolici da tutti i posti di responsabilità pubblica, la Germania è cattolica o protestante a seconda della fede dei principi che ne governavano i vari stati durante il '500 e '600, l'Europa orientale è ortodossa perchè l'impratore di Bisanzio non voleva riconoscere l'autorità del Papa, il sud America è cattolico perchè gli adoratori di Queazcoatl furono sterminati dagli spagnoli ed i superstiti convertiti a forza,  il Pakistan è musulmano grazie alla pulizia etnica della partizione, la Turchia è solo turca perchè gli armeni furono sterminati and so on....

Ora, sino a quando il mondo - per circa 200 anni - è stato dominato dall'Europa e dalla sua costola americana, i principi etici prevalenti sono stati, pur nelle diverse sfumature, quelli di matrice giudaico-cristiana e gli altri popoli si sono dovuti adeguare, dato che erano o colonialmente occupati o economicamente dipendenti.

E' di tutta evidenza che le cose non stanno più così. Dalla decolionalizzazione in poi ogni attore recita la sua parte e mancano oggettivamente dei principi condivisi. Anche le stesse strutture sovranazionali, come l'ONU, non riescono a imporre - ad esempio - la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, perchè quei diritti sono ignorati o a piacere interpretati da molti stati.

Nè può essere considerata un'etica condivisa quella scientifica, che è solo un metodo di indagine basato sulla verificabilità dei dati, ma non impedisce un diverso approccio ad alcuni tipi di ricerca, vedi ad esempio le staminali, nè che il dott. Mengele conducesse i suoi esperimenti in maniera scientificamente corretta, ma eticamente aberrante.

Temo che dobbiamo prendere atto che così come abbiamo la globalizzazione dei servizi e delle merci, abbiamo anche la globalizzazione delle etiche per le quali occorrerebbe pensare ad una sorta di G.A.T.T., solo che mentre alla fine un accordo sul prezzo di una merce lo si trova, è enormemente più difficile accettare il punto di vista di chi fonda la sua etica su una verità rivelata diversa dalla tua.

 

Temo che dobbiamo prendere atto che così come abbiamo la
globalizzazione dei servizi e delle merci, abbiamo anche la
globalizzazione delle etiche per le quali occorrerebbe pensare ad una
sorta di G.A.T.T., solo che mentre alla fine un accordo sul prezzo di
una merce lo si trova, è enormemente più difficile accettare il punto
di vista di chi fonda la sua etica su una verità rivelata diversa dalla
tua.

In realta' il GATT (ora WTO) non si occupava di cercare accordi sui prezzi: il suo compito statutario e' sempre stato lo smantellamento delle barriere al commercio internazionale . Sull'etica, cosi' come appunto sui prezzi, le tasse etc., e' meglio che regni la massima diversita': "armonizzazione" e' quasi sempre un eufemismo per "soppressione della concorrenza".

Dunque, eccellente la confusione.

Nel giorno del ringraziamento vi riempirete i visceri. Pensate bene a dare ai piccoli un piccolo computer su www.laptopgiving.org.

Per Michele. Alcune informazioni. Il kraut d'Oltretevere non e' infallibile su questioni morali (incredibile dictu, ma questo e' parte della dottrina dell'infallibilita.)

La dottrina medesima, a modesto avviso del sottoscritto, e' un delirio in senso tecnico. Solo un pazzo inserisce tra le premese del proprio ragionare - su qualsiasi cosa, dalle cellule staminali a se sia meglio preferire Wagner a Rossini - la *premessa* che la sua conclusione e' corretta in quanto una delle premesse dichiara l'infallibilita' del ragionatore. Ovviamente chi, religioso, adotta simili fumisterie, immediatamente dichiara che e' illuminato dall'alto dei cieli, il che e' segno primo di debolezza: lo usano i genitori coi bambini quando sono a corto di argomenti veri.

Suppongo il citato Egdl sia il preside di www.unisr.it e non so bene quanto abbia pensato al problema. Sulle cellule l'unico argomento serio e' la scivolosa scivolata (se si ammette x e non si ha un limite non arbitrario per x+n proibito, allora qualunque n e' ammissibile, giusto, etc quanto x -- si veda l'argomento ripetuto ad nauseam che se si ammette lo sposalizio tra omosessuali bisogna ammettere l'incesto tra il cane e la sua padrona con certificato di nozze; che se si ammette che si possono usare embrioni, perche' non feti, perche' non bambini, perche' non adulti e si passa direttamente da Dr. Dolly a Dr. Mengele, di infausta memoria.) L'argomento e', a mio avviso, una scemenza di omerica portata: necessita della premessa che se una barriera e', sia pur arbitrariamente, tenuta per fissa, quasiasi barriera si puo' porre in qualsiasi limite.

Punkt: ergo nella reale incertezza sulle cellule, meglio se non si usano le cellule umane staminali cosi' tutti stanno tranquilli e magari la si smette di rompere i cosidetti ai benemeriti che tentano di iniziare una guerra preventiva ai danni del morbo di Alzheimer sul sottoscritto e i suoi coetanei.

Sull'etica come negoziazione ... purtroppo la versione religiosa dell'etica ha nulla di interessante da dire, alas.

 

 

Per la cronaca, sulla bizzarra domanda perche' esiste qualcosa (quantificatore non limitato, ergo non vuol dire: perche' esiste la Turchia, e non, che so il Kurdistan) Bede Rundle ha se non dato una risposto, osservato come le risposte di ordine teistico sono bubbole. si veda

Why there is Something rather than Nothing, edito dalla Oxford University Press.

...che differenza c'è fra il capo di stato d'oltre Tevere e la lobby dei notai?...

La lobby dei notai è assurta ad epitome del privilegio. Si suppone più o meno a ragione che chieda privilegi finanziati da terzi.

Il Boss d' oltretevere chiede, per esempio, autonomia: autonomia territoriale (Stato del Vaticano), autonomia di coscienza in certe materie...Non riesco a prendermela con chi chiede più autonomia.

Oppure chiede una bancarella per vendere le sue leggi affianco di quelle statali: es. una scuola alternativa a quella statale, farmacie alternative, ospedali alternativi, opzioni alternative in sede di tassazione...

E io non riesco a prendermela nemmeno con chi amplia la mia scelta senza oneri aggiuntivi (esempio: il meccanismo del 5 per mille non deve incrementare il prelievo).

***

Esempio. Seguivo il recente dibattito sul fronte americano pro choice in materia di aborto. Anche lì, sebbene le decisioni federali vadano nel senso auspicato, cominciano ad essere in molti a caldeggiare un pluralismo legislativo. Finchè la presenza di un soggetto come la Chiesa Cattolica puo' condurre ad esiti del genere, ben venga.

 

 

 

E io non riesco a prendermela nemmeno con chi amplia la mia scelta
senza oneri aggiuntivi (esempio: il meccanismo del 5 per mille non deve
incrementare il prelievo).

Be', lo stato sostiene che le tasse servano a fornire servizi.  Se ha abbastanza soldi da darne un po' ad altri, perche' non li lascia nelle tasche dei cittadini, cosi' che possano loro decidere se e a chi donarli?

Se il prelievo complessivo non aumenta, allora si puo' vedere il tutto come un servizio pubblico esternalizzato. Infatti cio' che compiono i soggetti beneficiari dell' otto per mille viene considerato servizio pubblico. Difficilmente mi opporrò mai ad un servizio pubblico esternalizzato. L' alternativa è un servizio pubblico internalizzato. Oltretutto, a parità di prelievo, la loro presenza introduce un' ulteriore possibilità di scegliere.

***

Insisto comunque sulla funzione concorrenziale che potrebbe giocare un' associazione autorevole quanto quella della Chiesa Cattolica.

La Chiesa è un tribunale alternativo a quello civile, perchè non sfruttarlo (con prudenza)? Gli esempi sono molti. Ho parlato di ospedali, scuole, farmacie.

Ne faccio un altro: perchè non accettare (anche) il contratto di matrimonio (senza divorzio) che propone questa associazione? Le gamma delle scelte a disposizione non verrebbe forse accresciuta? Penso che nessuno meglio dell' economista (magari libertario) possa cogliere queste potenzialità.

perchè non accettare (anche) il contratto di matrimonio (senza divorzio) che propone questa associazione? Le gamma delle scelte a disposizione non verrebbe forse accresciuta?

In realtà la tua proposta è già in atto. Il matrimonio religioso ha già effetti ed è riconosciuto dal nostro diritto (tant'è che nessuno si risposa in comune dopo averlo fatto in chiesa - salvo casi speciali). E' poi interessante notare che anche alcune cause di annullamento del matrimonio religioso sono riconosciute in campo civile, che quindi assume e riconosce al suo interno scelte derivanti da un'altro ordinamento.

Eppure il fatto che esista una legislazione puntigliosa ad hoc ci fa capire quanto la concorrenza tra legislatori in tema di diritto di famiglia sia limitata.

Per esempio, in caso di divorzio il contratto offerto dalla CC prevederebbe senz' altro obblighi più severi.

Un' azione di lobbyng per rivendicare il diritto a fornire alternative, la vedrei con favore. E la CC è la più motivata a compierla. Io la cavalcherei, non penso sia una tigre. 

Queste dinamiche sono messe in luce chiaramente laddove il cambiamento è più realistico, per esempio nel settore scolastico. Da dove arriva l' ingiunzione più seria per un' alternativa alla Scuola Unica di Stato? Purtroppo quasi sempre e solo dalla CC.

Io questa fonte di pluralismo non riesco ancora a buttarla nel cestino con tanta disinvoltura. Bella o brutta che sia è una delle poche a disposizione in questa provincia dell' impero.

 

 

 

 

 

Un' azione di lobbyng per rivendicare il diritto a fornire
alternative, la vedrei con favore. E la CC è la più motivata a
compierla. Io la cavalcherei, non penso sia una tigre.

Alternative al matrimonio sono state proposte, ma la CC le ha combattute con le unghie e coi denti: vedi i DICO...  OK, tu intendi "alternative" nel senso di "amministrate da un'autorita' diversa da quella dello stato". Ma il punto de matrimonio e' quello di stabilire obblighi e diritti legali per quel che riguarda i rapporti con lo stato: come potrebbe farlo qualcun altro diverso dallo stato stesso? Per simmetria, lo stato avrebbe allora diritto a interferire nell'amministrazione della chiesa, cosa che quando accade (p.es. Cina contemporanea) fa comprensibilmente infuriare il Vaticano, e in passato ha portato a scismi  veri e propri (p.es. chiesa Anglicana). E all'enforcement delle norme poi chi ci penserebbe? Le guardie svizzere, ridenominate "Pasdaran cristiani"?

Diversi sono i casi di istruzione, cure mediche, charities etc., dove quel che e' fornito e' un servizio di valore intrinseco, e providers privati, alternativi a quelli pubblici, hanno una funzione preziosa. Io ad esempio sono completamente a favore di vouchers da spendere col provider che si preferisce.

La CC ha ostacolato i DICO ed altre forme di unione, ok.

Ma io, invitando a "cavalcarla", escludevo che fosse una tigre, non affermavo che fosse uno splendido purosangue che risponde prontamente al solo sfiorare le briglie.

Ammettiamo che la CC predisponga il Contratto per l' Unione Eterna in Cristo (CUEC). Un contratto che prevede, in caso di separazione, l' impossibilità da parte dei coniugi di contrarre un altro matrimonio, sia esso CUEC, sia esso Matrimonio Civile.

La bancarella che vende CUEC arricchirebbe il mercato delle leggi matrimoniali. Certo, chi ama la libertà contrattuale completa immagina facilmente mercati ben più estesi e anche questo orizzonte appare limitato. Eppure è un passo avanti. Magari, che so, si potrebbero scambiare i DICO con il CUEC! Ti ratifico il CUEC mi sdogani i DICO.

Rapporti con lo Stato? Ovviamente sarebbe lo Stato a stabilire, per esempio, come trattare le reversibilità pensionistica dei coniugi CUEC.

Enforcement? Per quanto riguarda il giudizio in senso stretto potrebbe essere appaltato a organi della CC, magari compensabili con dei voucher (viene alleggerita la giustizia civile). Il resto, ovviamente, sarebbe delegato alle istituzioni statali (era così anche ai tempi dell' Inquisizione!).

Questi sono poco più che esperimenti mentali. Eppure continuo a pensare che l' avere a portata di mano un' associazione prestigiosa e bimillenaria sia una buona occasione per creare competizione istituzionale.

Ieri il NYT rilanciava l' argomento di cui parlavamo qui. Interessante il ruolo storico giocato dalla Chiesa nella privatizzazione dei matrimoni. Proposte del genere tornano periodicamente.

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti