La Piscina Comunale Europea

11 maggio 2010 lodovico pizzati

Un paio di conti e un paio di grafici per capire la nuova politica monetaria europea.

In economia il Common Pool Problem si riferisce ad un bene posseduto in comune, dove ogni singolo proprietario non ha un incentivo a preservarlo, ma a sfruttarlo prima che lo faccia qualche altro proprietario. Bene, la piscina in questione è l'Unione Monetaria Europea (EMU), ossia la zona euro composta da 16 paesi qui elencati in ordine di dimensione del proprio mercato: Germania, Francia, Italia, Spagna, Olanda, Belgio, Grecia, Finlandia, Portogallo, Irlanda, Slovacchia, Lussemburgo, Slovenia, Cipro e Malta. L'EMU è un sottogruppo dell'Unione Europea (EU), la quale include anche Gran Bretagna, Svezia, Danimarca, e otto paesi dell'Est Europeo. Inglesi, svedesi e danesi hanno optato per il mercato comune dell'EU, per via dei vantaggi dovuti al libero scambio di merci, persone e capitali, ma hanno invece rifiutato l'euro per mantenere la propria banca centrale e una politica monetaria domestica. Troppi piscioni in piscina comunale, avranno detto: meglio sguazzare nella propria vasca da bagno. Gli otto paesi dell'Est Europeo, invece, sono in fila fuori per accedere alla piscina comunale.

I proprietari della piscina sono i 16 bagnanti stessi, e per regolare periodicamente il livello del cloro hanno assunto un bagnino, la Banca Centrale Europea (ECB). Il bagnino non è il padrone della piscina, ma ha solo il mandato di mantenere un buon livello di igiene nell'acqua (controllare l'inflazione). Certo che in casi estremi può anche buttare cloro a secchiate, ma se l'acqua diventa marrone c'è poco da fare. I nostri bagnanti si erano anche dati delle regole igieniche ferree, perché non basta il bagnino con la politica monetaria, ma ognuno deve pensare alla propria politica fiscale, e quando scappa bisogna fare lo sforzo e la fatica di uscire dalla vasca, per l'igiene comune.

Ora, che sia per incontinenza o per prigrizia, la piscina comunale europea non è più quella di una volta. In un mio commento ieri avevo esagerato dicendo che con la crisi l'indebitamento medio della zona euro sarà aumentato quasi del 50%. Controllando i dati Eurostat e IMF, la media è salita da un rapporto debito/pil di 66% nel 2007, a oltre l'82% per il 2010. Con la crisi i paesi euro sono un quarto più indebitati di prima, in parte per il crollo del Pil al denominatore, e in parte per i famigerati stimulus plans. Il grafico qui sotto paragona il rapporto debito/pil per ogni paese dell'euro, prima e dopo la grande recessione:

Possiamo pensare al livello di indebitamento come al resoconto storico dell'igiene fiscale di un paese. Vediamo che prima della crisi, più della metà dei bagnanti avevano un rapporto debito/pil al di sotto del 60% di riferimento... non occorreva tanto cloro in piscina. Ora invece si sono tutti dati alla pazza gioia, con la Grecia che la fa addirittura dal bordo del trampolino. In questa situazione è comprensibile che il nostro bagnino questo weekend si sia presentato con due secchie di cloro in mano. Speriamo ancora che non le butti, e che sia tutto un bluff, ma di certo la politica monetaria è per forza influenzata dalle condizioni igieniche della propria area economica. Riguardando il grafico ora vediamo che i pesci fuor d'acqua sono i paesi al di sotto del 60% di debito/pil. Per il 2009 la Spagna era ancora sotto il 60%, ma con il deficit di quest'anno possiamo tranquillamente metterla nella maggioranza di piscioni. Cipro e Lussemburgo contano poco perché sono piccoli e spesso tacciati di essere solo dei paradisi fiscali. Slovenia e Slovacchia sono gli ultimi arrivati, e forse hanno le loro ragioni politiche per sopportare l'intorbidirsi della liquidità europea. Come pecora nera (o bianca?), come unico paese a doversi sentir scandalizzato dal comportamento mediterraneo degli altri bagnanti e del bagnino stesso, rimane solo la Finlandia. Si trova al di fuori del gruppo, e adesso dovrà subire una politica monetaria che forse è adeguata per il resto, ma non per la propria economia. Forse avevano ragione i cugini scandinavi (danesi e svedesi) a restarsene nella propria vasca da bagno.

Tornando al nostro bagnino, è naturale che adotti una politica monetaria più mediterranea da ora in poi. Una banca centrale ha un certo target di inflazione e crescita per la propria economia di riferimento, e il livello del debito pubblico influisce inevitabilmente, specie se sotto influenza politica. Più alto è il debito, più sensibile è il bilancio di un governo ai tassi di interesse. Per questo verrà esercitata più pressione sulla ECB per accettare un po' più di inflazione (e svalutazione) in cambio di interessi più bassi sul debito. Il grafico qui sotto rappresenta il debito della zona euro (EMU e non EU) in valori assoluti. La torta ammonta a 7062625400000 (7 trilioni e 62 bilioni/miliardi) di euro nel 2009, ed è così ripartita:

Quasi tre quarti del debito pubblico della zona euro è targato Germania, Italia, Francia. Aggiungiamoci la Spagna e arriviamo ai 4/5 del totale. quando Francia e Germania avevano un debito/pil al di sotto del 60% ci si poteva aspettare un'ECB dura contro l'inflazione. Ora che Francia e Germania stanno rompendo la barriera dell'80% debito/pil, possiamo aspettarci un'ECB molto più mediterranea: una politica monetaria fatta più per l'Italia.

33 commenti (espandi tutti)

Che c...fortuna! Potrebbe pensare qualcuno. Scusa in più per rinviare la propria igiene personale.

con la Grecia che la fa addirittura dal bordo del trampolino

Stupenda!

Il problema a mio avviso e' molto semplice. Nel regolamento della piscina non esistono sanzioni contro chi fa i propri bisogni in acqua (o dal bordo). In teoria c'era (e c'e' ancora) il Patto di Stabilita' e Crescita, poi appena i Tedeschi ed i Francesi hanno cominciato anche loro a prendere esempio dagli altri e quindi a fare i propri bisogni a piacimento il Patto e' diventato una barzelletta a cui credono solo un po' di grulli a Bruxelles.

Se non ci sono conseguenze gravi ed immediate per chi non rispetta le regole, si crea un incentivo a trattare la piscina come la tazza del bagno. E l'intervento di 700 miliardi (o quanti saranno) deciso a inizio settimana non fara' altro che accelerare il passaggio dalla piscina alla cloaca.

Infatti non c'era solo la BCE a controllare il livello del cloro. In teoria dai mercati ci si aspettava che assumessero il ruolo di ispettori dell'Ufficio di Igiene e Profilassi (personalmente non ero convinto che fossero affidabili, ma quantomeno mi aspettavo che riconoscessero il colore marrone). Ad ogni modo i 700 miliardi sono in sostanza una mazzetta per indurre gli ispettori a chiudere gli occhi o a guardare altrove. Ma come tutti i corrotti una volta finiti i soldi ne vorranno degli altri e se non verranno messi nella bustarella, si rischia di finire male.

Spero che quando il livello dei batteri colifecali avra' raggiunto livelli epocali non salti fuori il solito gruppo di bagnanti ormai ricoperto di m... a dire che gli economisti non avevano previsto niente.

 

Nel regolamento della piscina non esistono sanzioni

Avevo in cantiere una seconda parte del post per parlare di questo (ma sarebbe diventato troppo lungo). Volevo argomentare che non servono, perche' e' a tutto vantaggio dei paesi fiscalmente responsabili avere dentro un'unione monetaria paesi con debito elevato. Il mito dell'espulsione vuole che l'Europa costringa Grecia e Italia a uscire dall'euro. Ai tedeschi invece va benissimo l'Italia indebitata dentro l'euro, perche' cosi' evitano competitive devaluations.

La punizione per non essere fiscalmente responsabili e' gia' l'assenza di una politica monetaria indipendente. Non si puo' barare e si e' costretti a guardare in faccia le riforme. Se la Grecia fosse stata fuori dall'euro, in questi mesi non avrebbe tagliato 4% del proprio deficit, ma avrebbe svalutato il dracma. Credo che anche l'Italia con la lira non avrebbe tenuto i freni sulla spesa pubblica, e magari avrebbe partecipato anche lei con stimulus plans. Tanto con la valvola della svalutazione si tira a campare.

Ora, questo ragionamento funziona per tenere alle strette i pochi che sgarrano, ma se e' la Germania e la Francia che iniziano a pisciare in piscina, allora no.

Aspettiamo tutti di vedere il nuovo PSC proposto dalla Commissione. 

Forse le sanzioni non servono più oggi (la piscina è già marrone), ma potrebbero servire in futuro, no?

E' chiaro che il fallimento del primo e del secondo PSC, era dovuto alla rigidità formale (eccessiva attenzione al deficit rispetto alla sostenibilità del debito) e, punto cruciale, alla non credibilità delle sanzioni. Ora, capisco perché questo sistema favorisse la Germania (anche se dubito che il ragionamento fosse stato in origine così raffinato), ma ha favorito anche le classi politiche del sud a discapito dei loro cittadini e del Paese nel complesso. Una minaccia credibile richiederebbe che la violazione dei Patti e l'eccessiva spesa in deficit (senza riforme) vengano puniti con una perdita di potere all'interno dell'UE visto che le punizioni monetarie o non sono deterrenti, o peggiorano il deficit. Onestamente, non vedo come si possa arrivare ad un PSC credibile. 

 

Ai tedeschi invece va benissimo l'Italia indebitata dentro l'euro, perche' cosi' evitano competitive devaluation

non credo, per almeno 3 motivi diversi spiegabili con tre esempi diversi

1) a chi compra pezzi italici pregiati all'estero (esempio, ferrari) non gli interessa se costan di meno (ovvio, è contento di tenere a mano, ma non influisce piu di tanto), mentre le devaluation aiuterebbero a vendere merce medio-bassa (fiat punto, per esempio) ma i mercati piu interessati se li stan mangiando i vari Tata, i francesi e la Vag nonche produttori locali che con piu forza lavoro piu a buon mercato posson costruire cose simili a prezzi piu vantaggiosi (tata ne è fulgido esempio).Ecco quindi perchè i tedeschi nonostante l'euro forte vendono come dei dannati: percezione di merce venduta come premium e qualità alta associata al marchio "made in germany" e innovazione, noi: fiat fiat fiat, e se abbiamo marchi con storia gloriosa, li riduciamo a fiat

2) vendere italian in genere all'estero? la commissione ue se non sbaglio scoraggia la protezione del marchio "made in italy", e cmq se un canadese è riuscito a proteggere il marchio, in canada almeno, "prosciutto di parma", sai che chi riesce a metterci le mani difficilmente sarà un impresa italica il cui ex ministro dell'agricoltura era troppo impegnato a rovinare i marchi italici abbinandoli al mac donalds piuttosto che spendere soldini per far causa ai finti produttori italiani (si poteva poi pensare di far pagare le spese anche a rate ai consorzi ma....troppo complicato forse. esempi di prodotti storici falsi :parmesan, mortadelle bologna, passate cinesi...tutti soldi persi dall'export del "sistema italia" sia con euro forte che con lira debole, cambia niente)

3)i tedeschi son cittadini che  abitano in un paese che è abituato a tener bassa l'inflazione e l'€ è il nuovo DM.Un paese come l'italia a debito altissimo ma che non ha crescita ai tedeschi non conviene per motivi anche sistemici: se noi facessimo come la Grecia, andrebbe in default mezzo mondo, si pensi agli investimenti delle grandi banche d'affari qui, alle interconnessioni bla bla bla. la devaluation sarebbe solo inutile e dannosa per noi(le materie prime non sono in €) e per tutti

4) se usciamo dall'euro, dopo 3 giorni siamo in banca rotta, il rischio del sistema italia preso da solo è troppo alto, a meno di non vendere il colosseo -che però pare cada a pezzi come la domus aurea , ma si potrebbe vendere la sardegna!

http://www.youtube.com/watch?v=_eV0jQVWyzY

io direi che a NOI conviene avere loro, sopratutto dopo CIRIO, PARMALAT.....

Ludovico io sono fra quelli che, non da oggi, è a favore assoluto dell'euro (non si stava meglio prima, assolutamente no, basti pensare ai costi per le aziende per cambi, assicurazioni sui cambi, valute a termine, differenziale nei tassi,  costi di bonifico transfrontaliero, etc.), ma che pensa, non da oggi, che il cambio 1:1,50 sul dollaro era, ed è, irrealistico, e da quel cambio ci guadagnavano solo, soltanto e solamente le multinazionali.

Quindi ben venga una svalutazione dell'euro, che è sopravvalutato per "colpa" della BCE che ha sempre mantenuto un tasso più alto della FED, per poi comunque beccarsi una bolla speculativa.

Anzi, io aggiungo che se i "promessi fino a " 750 miliardi di euro servissero a evitare differenziali troppo alti nei titoli di Stato fra i vari paesi potrebbero anche essere una idea "politicamente" spendibile, ma se servissero a mantenere un tasso di cambio ancora artificialmente alto con il dollaro avremmo solo rinviato la resa dei conti. Di questa analisi irrealistica del cambio se ne vedono alcune tracce, ma niente di profondo.

Concludo: la BCE ha avuto una politica di "tassi alti" per tenere sotto controllo l'inflazione (secondo loro), questo ha portato l'Euro a 1,50 (fuori da ogni logica), adesso un periodo di "bassi tassi" (anche se per evitare l'esplosione dei debiti sovrani) e di fluttuazione dell'euro verso cambi più realistici sarebbe un dispetto verso la Finlandia ? Non sono d'accordo, come non ero d'accordo a "salvare" la Grecia, perchè le due cose erano distinte e separate: moneta da un lato e debito da un altro, se la Grecia anzichè in euro avesse avuto il debito in banane, sempre banane doveva restituire.

Next stop: Portugal.

io sono fra quelli che, non da oggi, è a favore assoluto dell'euro

Anch'io sono a favore della piscina comunale, per le ragioni di transazione che hai elencato tu, ma anche per altre.

e il cambio 1:1,50 sul dollaro era, ed è, irrealistico

Grazie per l'assist, adesso schiaccio in alley-hoop. Il tuo e' il punto di vista dell'imprenditore italiano. Sei talmente oberato da costi burocratici e fiscali, che non puoi competere nel mercato mondiale con un euro cosi' alto. Hai bisogno di un cambio piu' "realistico" per compensare la scarsa competitivita' del sistema Italia in cui vivi. Ma questo non e' il punto di vista di un tuo collega finlandese (prendiamo l'altro estremo). Pagheranno tasse scandinave, ma loro i servizi li vedono. Il sistema Finlandia li permette di essere competitivi anche con un euro a 1.5 sul dollaro. Ora, fai la media degli imprenditori da tutti i 16 paesi della zona euro e vedrai che in questi anni un euro forte non ha impedito una crescita media del 2.5% annuale nell'era euro. Invece la media italiana arrancava con appena lo 0.9% di "crescita". Colpa dell'euro troppo alto? No, colpa dell'inefficente sistema Italia.

Cosa fare? "Adesso dovete fare le vostre riforme, eh eh, basta svalutazioni competitive" mi disse un crucco dell'IMF a tarda primavera 2008.

Quindi ben venga una svalutazione dell'euro

Appunto, questo e' il tuo punto di vista mediterraneo. Che la situazione francese e tedesca sia peggiorata, avvicinandosi a quella italiana, va bene per le economie abituate alla svalutazione.

Next stop: Portugal.

Il next stop e' giovedi' per l'Italia. Vanno all'asta mi sembra qualche miliardo di titoli di stato a scadenza di 5 anni e di 15 anni, mi pare. Non sara' tragica, ma si potra' misurare se questa mossa della BCE ha ridotto gli spreads oppure no. A giudicare dall'asta di ieri (ma solo per BOTs di 12 mesi) sembrerebbe di no.

Grazie per l'assist, adesso schiaccio in alley-hoop

Guardati alle spalle..-)

Il discorso sull'euro over-rated non l'ho fatto solo io, se leggi il link, ma lo hanno fatto in molti senza peraltro approfondire, visto che comunque c'è il mito della "moneta forte".

Sulla competitività come imprenditore non sono preoccupato: il 100% delle mie transazioni avviene in Europa, alcune transazioni anche con UK, e quelle mi danno fastidio per l'incertezza sui costi, ma oramai ci ho fatto l'abitudine. Potrei anzi parlare dell'artificiosamente basso cambio yuan-dollaro-euro, per cui i cinesi riescono a fare prezzi molto bassi , non solo perchè hanno salari più bassi dei nostri.

Io ho, impropriamente, parlato di "svalutazione", ma la dicitura esatta è "riequilibrio", e non ci vedo niente di male, perchè è il cambio di 1,5 irrealistico, non quello, comunque elevato, di, ad esempio, 1,2. L'euro ha quotato anche 0,80, e non è che abbiamo esportato da pazzi, anzi.

Il crucco che ti parlava di svalutazioni competitive si riferiva a quelle della lira, sull'euro non sarebbe una svalutazione competitiva, ma , appunto, un riallineamento. Fra stasera e domani cercherò di essere più preciso con dati a sostegno, adesso vado, devo fare un mazzo così a dei cinesi...

Io ho, impropriamente, parlato di "svalutazione", ma la dicitura esatta è "riequilibrio"

Bella stoppata. Ok, ma in questo caso il riequilibrio vuol dire inseguire la politica di monetizzazione della Fed.

 

Quindi ben venga una svalutazione dell'euro, che è sopravvalutato per "colpa" della BCE che ha sempre mantenuto un tasso più alto della FED, per poi comunque beccarsi una bolla speculativa

Ottimo! Così ci becchiamo un'altra bella bolla che peraltro è già in giro. Con l differenza che sarà ancora piu' enorme di quella precedente visto che liquidità e tassi sono manipolati ben oltre i livelli precedenti

@phileas. Se mi permetti una cordiale osservazione, direi che mi sembra tu sia una persona competente. Sicuramente per il mio livello. Allora, al di là di liberi e legittimi commenti che hai postato qui o in altri articoli, leggerei con piacere una tua opinione più articolata che potrebbe arricchire il dibattito. Non trovi? 

io credo che angelina avesse ragione a non pagare subito per la grecia perchè credo davvero che Tremonti (per fare un nome, ma come lui tanti) non si preoccupi tanto di far ripartire l'economia e di risanare con tagli seri le finanze poichè dà una lettura al contrario del teorema del prigioniero. Ovvero, se tutti facciamo quel cacchio che ci pare, angelina (per fare un nome) paga o meglio "vinciamo" tutti noi politici che alle prossime elezioni verremo rieletti, non certi il sistema-paese. o la lettura che ne danno è questa, o son fermi a smith, se sanno chi è

Da che mondo è mondo la bolla speculativa cresce con tassi bassi e larghe diponibilità di liquidità. In giro liquidità non ce ne è molta. E i tassi "alti" non hanno evitato bolle speculative, quando la leva finanziaria garantiva comunque rendimenti elevati, come ha dimostrato il "caso" Islanda.

e' vero, riporto riassunto di quanto dice boldrin nell'intervento in streaming: la bolla la vedi quando il prezzo del bene cresce di piu di quanto uno si aspetta di guadagnare. Il che avviene se i tassi son bassi, a tassi alti uno ci pensa piu volte prima di comprare casa o quant'altro, e opta per gli affitti, ad esempio, perchè capisce prima che sarà difficile pagare tutto il mutuo piuttosto che recuperare la quota di risparmio investita

complimenti vivissimi per il post.

Da scompisciarsi dalle risate.

L'unica cosa che manca nella metafora mi sembra il fatto che la pipi'-debito arriva in realta' con una dose di autodisinfettante (GDP) e quel che conta alla fine e' la miscela. Con molto autodisinfettante c'e' meno bisogno di cloro. Se F e sopratutto D riescono a produrre buone dosi di autodisinfettante, quel che dici non e' necessariamente vero.

Lodovico, c'e' un passaggio che proprio non capisco:

Per questo verrà esercitata più pressione sulla ECB per accettare un po' più di inflazione (e svalutazione) in cambio di interessi più bassi sul debito. 

La pressione c'e' stata e la decisione di monetizzare e' stata gia' implementata. Trichet ha ammesso che le banche centrali hanno ricevuto mandato di comprare sovereign bonds sul mercato secondario. La monetizzazione abbassa il default risk di Paesi come Grecia e Portogallo e quindi porta ad una riduzione dello yield sui loro bonds. Allo stesso tempo, aumenta le aspettative di inflazione e quindi porta ad un aumento degli yields sui bonds di tutti gli altri Paesi.

Un altro fatto da sottolineare e' la perdita di credibilita' della BCE. Contrariamente a quanto suggerisci, nel charter della BCE l'unico obiettivo e' la salvaguardia del potere d'acquisto della moneta. Fino a questa crisi, la politica della banca era stata coerente con il dettato del charter. Ora assistiamo ad una cambiamento di strategia, che inficiera' la capacita' della banca di influenzare le aspettative di inflazione in futuro.

Re: Tassi piu' bassi?

12/5/2010 - 14:38

Credo di aver bisogno di un ripassino di economia monetaria I: normalmente la BCE acquista govies via operazioni di mercato aperto standard (1 week) o long term (<1 Year)? Di conseguenza, già adesso sopporta il rischio credito dell'emittente per un periodo che va da 1 settimana a 1 anno (o almeno cosi' funziona nelle transazioni repo). Adesso sembra che possano comprare direttamente govies (sopoprtando quindi anche il rischio mercato), ma da più parti è stato scritto che sterilizzeranno questi acquisti per non aumentare l'offerta di moneta. Quindi ridurranno le operazioni di mercato aperto? Questo non dovrebbe far crollare crescere i tassi a breve (il sistema bancario si trova con 1000 di govies a bilancio ma la ECB ne chiede solo 200 => le banche si accontentano pagano tassi piu' alti per avere la liquidità necessaria)? Sto chiedendo lumi, correggetemi se ho sbagliato qualche passaggio.

Se le operazioni vengono sterilizzate, per definizione, l'effetto degli acquisti di  bond "periferici" dovrebbe essere neutrale. In teroria la BCE dovrebbe immettere una quantità di base monetaria invariata rispetto a quanto avrebbe fatto in precedenza.

Siccome la strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni non è dato sapere esattamente cosa intendono per sterilizzazione. Tirando ad indovinare si può pensare che dovranno vendere i titoli core (bund, oat) ricevuti nelle operazioni pronti c/termine, cioè i titoli che hanno ricevuto in prestito. Qs genera un duplice rischio di mercato: sia sui titoli acquistati (che possono perdere valore) che su quelli venduti (che possono invece rivalutarsi), perchè qs ultimi non essendo di proprietà della BCE andranno prima o poi riacquistati ai prezzi correnti. C'è da aggiungere che acquistando titoli con rendimenti elevati e vendendo quelli con tassi più bassi la BCE godrà di un differenziale di rendimento positivo.

sono daccordo con quanto dici. Nella mia frase da te citata non mi riferivo solo alla recente decisione di monetizzare, ma a una politica monetaria da adesso in poi piu' rilassata verso l'inflazione (tramite, appunto, tassi relativamente piu' bassi).

Non favorisce la Germania. Neanche per sogno.

Devo prendere un aereo, ma fatevi solo una domandina: oggi come oggi, negli ultimi 10 anni e nei prossimi dieci quale popolazione in Europa ha consumato meno in rapporto alle ore medie lavorate ed all'output prodotto?

Il benestare non dipenderà solo dal consumo e dal tempo libero, ma deve dipendere anche da quelli, no? E allora? Cosa ha favorito chi?

Anche secondo me l'euro ha favorito molto di piu' i paesi latini e tra questi l'Italia. In Italia per esempio non c'e' stato mai nessun aggiustamento fiscale sostanziale (a parte la temporanea "tassa per l'Europa"), nonostante tutti siano stati indotti a credere il contrario

La diminuzione del deficit fu possibile in Italia quasi esclusivamente grazie alla riduzione dei tassi di interesse sul debito, che i mercati concesserto quando fu chiaro che la decisione di far entrare l'Italia nella moneta unica era stata presa su basi politiche con l'appoggio decisivo della Francia.

Questo bonus ha permesso all'Italia di vivere per un altro decennio al di sopra dei propri mezzi. Ora la festa e' finita.

Forse questo thread e' partito per via di questo mio commento. Mi spiego meglio. Non intendevo paragonare chi ha fatto meglio/peggio in questi dieci anni di euro. Paragoniamo due universi paralleli: quello attuale, con l'Italia dentro l'euro; e uno ipotetico dove l'Italia e' restata furoi dall'euro. Ecco, io sostengo che per la Germania e' meglio questo universo anziche' quell'altro.

Italia e Germania sono molto integrate, e per i tedeschi e' stato meglio avere l'Italia sotto la stessa autorita' monetaria (filo-tedesca), che un'Italia con la lira che si svaluta. Il fatto che l'Italia e' stra-indebitata, fino alla settimana scorsa non ha inciso sui tedeschi.

Quando Prodi cercò di convincere gli italiani che dovevamo "entrare" in Europa con il cappello in mano e ringraziando lui perché era l'unico che - sia pure per quella di servizio - era in grado di aprire la porta, ero tra i pochissimi a sostenere che l'interesse dell'Italia ad adottare l'euro faceva il paio con quello di Francia e Germania a non averla fuori.

Sostenevo anche che se UK, Spagna e Italia avessero fatto la voce grossa l'euro sarebbe nato in modo più equilibrato. Ma gli inglesi non erano interessati alla faccenda, mentre italiani e spagnoli si consideravano competitor più che alleati.

Quanto ai grafici che aprono questo post mostrano in effetti una tendenza all'allineamento tra i paesi ed una ripartizione del debito tra i paesi che tende a rappresentare maggiormente il peso delle loro economie. Che poi questo allineamento si sia realizzato verso l'alto invece che verso il basso non è evidentemente positivo, ma chi è in grado di definire il livello "ottimale" o "sostenibile" del debito ? Rispetto a cosa lo compariamo, tanto più che di monete senza stato unitario non ne abbiamo molte in circolazione, né le abbiamo avute in passato?

Il problema è più la dinamica del debito (crescita - stabilità - decrescita): il caso peggiore è quando aumenta in modo costante, evidenziando un'incapacità strutturale di contenere la spesa. Il fatto che questo innalzamento del debito di alcuni paesi sia avvenuto con un gradino lo rende meno utilizzabile nella definizione del trend e può consentire di sterilizzarne gli effetti. Se Francia e Germania recupereranno rapidamente una politica di contenimento del deficit i mercati dimenticheranno in fretta l'episodio della crisi e non penalizzeranno troppo il mancato rientro del debito ai livelli pre crisi.

I benefici della convergenza potrebbero quindi annullare i danni dell'aumento complessivo. Aumentano quindi le possibilità di poter emettere bond dell'Unione Monetaria, lasciando l'onere ai paesi più indebitati di finanziare la parte residua. Forse con questo meccanismo potremmo garantire un qualche livello di flessibilità alle politiche di bilancio nazionali, in un quadro nel quale il tetto all'indebitamento non sarebbe posto da un'astratta regola che qualche burocrate deve provare a far rispettare, ma dal mercato dei titoli di stato, che ne farebbe il prezzo e ne vincolerebbe perciò l'emisissione.

Non è mica detto che una forte oscillazione degli spread sui titoli sia un male assoluto, entro certi limiti (di volume) è un deterrente o una leva di bilancio di immediata comprensione

Non ho tempo di commentare ma ci tengo a ringraziare per l'ottimo articolo.

Rilevante intervento di Padoa-Schioppa, in visita alla piscina privata dei vicini di casa.

RR

Rilevante intervento di Padoa-Schioppa, in visita alla piscina privata dei vicini di casa.

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In economia il Common Pool Problem si riferisce ad un bene posseduto in comune, dove ogni singolo proprietario non ha un incentivo a preservarlo, ma a sfruttarlo prima che lo faccia qualche altro proprietario.

Problema trattato, ritengo, anche dalla teoria dei giochi (dilemma del desco comune).

Una piccola annotazione. Abbiamo due estremi della casistica.

1) i pascoli comuni che ci sono sulle Alpi (e posso interessarmi per darvi info su studi economici sul successo di queste attività comuni)

2) i pascoli comuni in Atlantico (in questo caso sardine o altri pesci in branco).

Nel primo caso è per me evidente che l'intensità di investimenti (per la creazione e per la manutenzione) che la cura di questi pascoli comuni necessita, comporta necessariamente la cura e l'incentivo a preservare.

Diverso, nel secondo caso, il razzolare in mezzo all'oceano (o piscina) cercando di arraffare piu' di quanto possibile, prima che lo facciano altri. Non esiste investimento comune nell'oceano: nessuno va a versare mangime per alimentare le sardine, nessuno deve dissodare terreni, chiamare un veterinario se la sardina ha l'occhio glauco e malaticcio. Cose che invece sono la norma un un pascolo comune e a 2000 metri sul livello del mare.

Chiarita la casistica, come è messa l'Europa? A quale delle due realtà è piu' vicina?
E visti gli inventimenti previsti per salvare il salvabile, a quale realtà si sta avvicinando?

Francesco

Chiarita la casistica, come è messa l'Europa? A quale delle due realtà è piu' vicina? 

Per fortuna siamo molto piu' vicini al pascolo alpino.

E visti gli inventimenti previsti per salvare il salvabile, a quale realtà si sta avvicinando?

Io rimango dell'idea che non occorrano grandi investimenti o punizioni per salvare il salvabile. Non capisco perche' un default o un restructuring equivalga per forza all'uscita della Grecia dall'euro. Una politica fiscale irresponsabile da parte di uno stato membro non penalizza gli altri stati (a meno che questi non decidano di far colletta per salvare la pecora nera). La punizione dovrebbe essere lasciar fare default perche' facendo colletta si creano disincentivi per il futuro e basta.

 

 

A me sembra una ingegnosa follia keynesiano-lavorista:

http://www.economiaepolitica.it/index.php/distribuzione-e-poverta/uno-standard-retributivo-per-tenere-unita-leuropa/

Ho inviato un commento critico alla rivista, definendo la proposta un modo per ''grecizzare'' l'Europa. Chissà se me lo cassano. Li vedo tutti piuttosto allineati, li' dentro. Addirittura c'è un commento positivo di un ex-sottosegretario del Governo Prodi. A volte ritornano...  

 

A me sembra una ingegnosa follia keynesiano-lavorista:
http://www.economiaepolitica.it/index.php/distribuzione-e-poverta/uno-standard-retributivo-per-tenere-unita-leuropa/
Ho inviato un commento critico alla rivista, definendo la proposta un modo per ''grecizzare'' l'Europa.

 

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