Popolo di Losers

6 aprile 2008 michele boldrin
Di simpatia per VW ne ho, come chi mi legge ben sa, men che zero. Ma la campagna elettorale di Berlusconi e dei suoi lacché leghisti mi ha lasciato esterefatto. Sembrano solo rimestare nel torbido, facendo appello al peggio del peggio dell'elettorato. Anche se tutti i sondaggi indicano il contrario, oso l'incredibile: non è più detto che il PdL vinca.

Basta dare uno sguardo alle due schede elettorali (2006 e 2008) per rendersi conto della natura pretestuosa degli schiamazzi di BS e del suo fedele retriever che da 15 anni non fa altro che minacciare fucilate a salve. L'idea che l'elettore italiano sia un tale idiota da non riuscire a trovare il suo simbolo (in una collezione di simboli grande ma ben inferiore a quella di due anni fa) fa appello ad un paese analfabeta. Qualche nonnino/a si farà confusione? Di certo: feci il presidente di seggio varie volte quando avevo vent'anni, ed anche allora i confusi non mancavano. Ma la baillame sollevata da PdL e Lega sull'argomento vuole suggerire una truffa intenzionale che ovviamente non c'è: entrambe le "coalizioni di fatto" sono distribuite più o meno a casaccio sulle due righe.

Non si tratta solo dell'episodio "schede", bensì dell'intera campagna elettorale del PdL e della Lega. Non che il PD ed i suoi alleati abbiano detto alcunché d'interessante o rilevante; aria fresca e promesse da marinaio vestito a festa, come al solito. Di questo, dell'assoluto non dibattito e della mancanza più totale di contenuti di questa campagna elettorale, provo ad occuparmi in un articolo leggermente più serio che m'approntavo a scrivere quando ho deciso di far questo dopo aver visto i titoli dei giornali di oggi.

Che m'hanno fatto venire in mente, in un baleno, i temi sollevati dal BS e dai suoi retrievers in questa campagna elettorale. Vado a memoria, dalle cose più lontane a quelle più recenti:

- Ci hanno copiato, raccontano solo menzogne, faranno i brogli elettorali.

- Vinciamo di sicuro perché io sono meglio di tutti: me l'ha detto il mio medico.

- Giovanni donne carine: cercatevi un milionario come marito.

- L'emergenza rifiuti io la risolvo in un batti-baleno.

- Hanno ragione i sindacati, Alitalia non va venduta ad Air France-KLM ma agli amici miei ed ai miei figli.

- Se vengo intercettato lascio l'Italia; comunque io le intercettazioni le vieterò anche alla polizia.

- Non mi piaccioni i grattacieli sbilenghi degli architetti di sinistra.

- Viva la mozzarella di bufala, a me piace tanto; questo è tutto un complotto comunista.

- Mi compro Ronaldinho, altro che balle.

- Hanno truccato le schede, questi comunisti.

Il tutto mescolato a continue sceneggiate per evitare il confronto diretto e pubblico con l'avversario, allusioni a brogli elettorali da paese del centramerica, battute sulle donne d'un livello che io nemmeno faccio in privato dopo 12 pinte di birra con il mio amico TJK, e nient'altro.

BS si candida a governare sulla base di temi, criteri e promesse degni d'un reality show per analfabeti alcolizzati. In realtà ha terrore di perdere: la sua intera campagna elettorale è il frutto del panico di chi, all'improvviso, si ritrova senza terreno sotto ed agita freneticamente le gambe per non cadere, consapevole che la bolla mediatica a cui è appeso da quindici anni ha cominciato a sgonfiarsi. Lui cerca di gonfiarla con battute e provocazioni che sono una peggio dell'altra, nella speranza di produrre aria sufficiente per fluttuare sino al 13 Aprile: aspettatevi cose ancor peggiori questa settimana.

Ogni notte, da due mesi, BS si sveglia sudaticcio, in preda all'incubo umiliante che lo perseguita da due anni a questa parte e che lui tenta di esorcizzare con il suo BS. L'incubo di dover tornare a Gallarate, Busto Arsizio, o dove diavolo tiene villa con le prosperose signorine del momento, come il vecchio inutile, pomposo, vuoto di contenuti e fondamentalmente impotente che s'è all'improvviso reso conto di essere.

BS è nudo, ed è flaccido: il BS-viagra non può compensare le nostre dita che la sua impotenza indicano al mondo. Continuiamo a puntarle quelle dita mediatiche: forse la bolla si sgonfia in tempo utile.

35 commenti (espandi tutti)

Io l'ho detto dall'inizio (in privato, che mi vergognavo) che Veltroni avrebbe vinto. Beh, forse è il Berlusca che perderà, ma fa l'istess. Le crisi isteriche di Bossi (i "fucili") pare anche a me che preludano a: "i brogli, i brogli"....

Io l'ho detto dall'inizio (in privato, che mi vergognavo) che Veltroni
avrebbe vinto. Beh, forse è il Berlusca che perderà, ma fa l'istess. Le
crisi isteriche di Bossi (i "fucili") pare anche a me che preludano a:
"i brogli, i brogli"....
So per esperienza che a vivere all'estero si ha sempre una percezione distorta delle cose. BS e Bossi fanno da sempre ste' sparate per far parlare di se'. Piu' che paura di perdere, oltre alla naturale stanchezza e alla consapevolezza che sparare cazzate troppo clamorose con congiuntura a picco non paga, c'e' che devono motivare il loro elettorato a votare, soprattutto al Nord. Proprio come Veltroni, che sta facendo una campagna fotocopia di quella di Rutelli del 2001 che parlo' di grande rimonta per 4 mesi di fila. Quanto alle probabilita' che ha Veltroni di vincere, sono prossime allo zero, e lo sa anche l'entourage di veltroni, a meno di clamorosi e irrazionali cambiamenti dell'elettorato (neppure il 1994 votato relativamente 'al buio' ebbe questo genere di swing) Ogni voto sopra il 31-32% per il PD senza Di Pietro sara' un enorme successo, visto che non e' mai praticamente avvenuto che le unioni di partiti prendessero piu' della somma delle parti.

Credo la riprova sia il fatto che VW abbia già annunciato che se perde non ci pensa proprio a lasciare la guida del PD...

Se definiamo come "vittoria per Veltroni"  l'evento "il PD prende il premio di maggioranza alla Camera e conquista almeno 158 seggi al Senato, permettendo quindi a Veltroni di diventare primo ministro" a me pare che la probabilità di vittoria sia essenzialmente zero. È vero che i siti di scommesse danno all'evento "Veltroni presidente" una probabilità relativamente alta, tra il 15 e il 20 percento, ma non ho ancora capito quanto siano spessi tali mercati e quanto affidabili quei numeri (in altre parole temo che i costi di transazione rendano poco affidabili le indicazioni) .

Se invece definiamo come "vittoria per Veltroni"  l'evento "il PdL conquista meno di 158 seggi al Senato e Berlusconi non diventa primo ministro" allora la vittoria è sicuramente possibile, anche se direi che le probabilità non è molto alta.

Se infine definiamo come "vittoria per Veltroni"  l'evento "il PdL
conquista meno di 162 seggi al Senato e Berlusconi, anche se diventa primo ministro, forma un governo debolissimo che fa la stessa fine del Prodi II"  allora direi che la vittoria è non solo possibile ma anche abbastanza probabile.

Occhio pero' a non farsi trascinare dai numeri dei sondaggi tattici. A piu' riprese si e' detto che una grossa fetta dei votanti (ho letto numeri che vanno dal 15% al 70%(!)) ancora non ha deciso. In una condizione di questo tipo ci sta qualsiasi risultato.

 

Se questi fossero veramente indecisi si. Però io faccio molta fatica a crederci.

In Italia storicamente la gente è diffidente verso i sondaggi, tende a non rispondere anche quando sa benissimo cosa vuol fare; colpa del retaggio fascista, colpa del fatto che la gente non crede che la privacy verrà preservata, colpa del fatto che gli italiani sono comunque insoddisfatti dei loro rappresentanti e si vergognano di ammettere perfino a se stessi che alla fine voteranno per quelli di sempre, colpa di quello che vuoi. Il dato di fatto è che se si guarda al comportamento elettorale storico gli italiani votano con una stabilità impressionante. Cambiamenti negli outcomes parlamentari sono indotti unicamente dai cambiamenti delle alleanze e dei sistemi elettorali. Se veramente ci fosse un 20-30% della popolazione che si fa influenzare dalla campagna elettorale osserveremmo molte più fluttuazioni nelle percentuali dei partiti.

A parte i fattori sopre descritti ci sono altre due cose che contribuiscono all'immobilismo elettorale:

1) L'alta percentuale di votanti, rispetto ad altre democrazie; questo fa sì che normalmente vada alle urne una enorme fetta di popolazione che è quasi totalmente disinformata e quindi non varia il proprio voto in conseguenza delle policy implementate.

2) La bassissima qualità dell'informazione e del dibattito politico. Anche le persone che cercano di informarsi fanno una enorme fatica e reperire informazioni utili, dato che le televisioni e i giornali tali informazioni tendono a non darle. È equivalente a ricevere un segnale non-informativo. Se il segnale non è informativo è chiaro che è ottimo far sì che le tue azioni (il voto, in questo caso) siano indipendenti dal segnale.

Per restare informato e capire quello che succede è necessario leggersi almeno due o tre giornali e possedere un buon grado di capacità analitica per scrutare quello che le varie parti cercano di dire. Pochissimi sono in grado di farlo, e di conseguenza i comportamenti elettorali risultano ultrastabili.

 

una enorme fetta di popolazione che è quasi totalmente disinformata e
quindi non varia il proprio voto in conseguenza delle policy
implementate.

Ma tanto sono le policy a non cambiare mai per prime quindi basta che qualcuno si ricordi vagamente cosa proponeva l'ala politica anni prima e a giocare sulla conservazione ci azzecca.

 

 

Se questi fossero veramente indecisi si. Però io faccio molta fatica a crederci.

anche io non credo assolutamente a un numero che sfiori il 70%. Fatico a credere ad ogni numero che superi il 10%. Ma anche solo il 5% in una situazione di voto come quella italiana negli ultimi anni, per di piu' con questa legge elettorale, puo' fare una enorme differenza. E una delle cose che mi fa pensare che i politici siano al corrente di questa indecisione e' il fatto che le loro indicazioni di voto non seguano la politica del "voto utile" ma semplicemente insistano sul chiedere di votare per la loro lista, come se si rivolgessero con piu' attenzione proprio agli indecisi.

 

Re: Define victory

7/4/2008 - 17:36

<em>È vero che i siti di scommesse danno all'evento "Veltroni presidente" una probabilità relativamente alta, tra il 15 e il 20 percento, ma non ho ancora capito quanto siano spessi tali mercati e quanto affidabili quei numeri (in altre parole temo che i costi di transazione rendano poco affidabili le indicazioni) . <em>

Scusi prof., ma a me sembra piu' che altro un tipico esempio di sample bias (non mi ricordo il nome scientifico di questo tipo particolare, ma mi pare di averne letto somewhere). Visto che i bookmaker adattano le quote a seconda dei flussi di puntate, e' solo un indizio che che un certo tipo di elettori (diciamo IT skilled, livello culturale medio-alto, interessati alla politica) scommette sulla vittoria di VW. Un po' come Michele che in questo post azzarda addirittura l'ipotesi che BS perda!!! Tutti vittime, ahiloro, di un altro tipo di bias (anche questo non so definirlo scientificamente) che li porta a prendere se stessi come rappresentativi dell'elettore mediano (e quindi come buoni predittori del risultato finale) e a considerare la situazione attuale come "inedita" (BS a questo giro la sta facendo veramente fuori dal vaso). Io dico che rimarranno delusi! Io metto i miei 10 euro vicini a quelli di Ja, che se non ho capito male si aspetta un risultato non tanto diverso da quello del 2001, con una proiezione del risultato sulle camere differente solo a causa della differente legge elettorale. Domanda: vi ricordate se BS accetto' il faccia a faccia con Rutelli nel 2001?

Calvin, in realtà siamo d'accordo al 100%. Il punto è che se un mercato è spesso e funziona bene allora il bias sparisce. Se veramente la probabilità che Veltroni ha di vincere è zero, allora bisogna vendere i contratti Veltroni; se questo non accade è perché il mercato non sta funzionando bene, per costi di transazione troppo alti. Se guardi per esempio intrade.com , che ha dati più chiari (o forse solo capisco meglio), vedo che lo spread sul contratto Veltroni è di 4,9 punti, un'enormità. A questo vanno aggiunte le commissioni, per cui fare arbitraggi diventa difficile. Il numero di contratti è anche ridottissimo, 12. Per comparare, lo spread su Obama è poco più di un punto (su una probabilità ben più alta) e il numero di contratti intorno al mezzo milione; dati simili per la Clinton. Questo significa che il mercato future per il candidato democratico alla presidenza è spesso, ben oliato, e ha un buon potere predittivo. Quello sul primo ministro italiano no.

Sono anche con te nel giudizio sui miei fellow noisers, che troppo spesso scambiano le proprie informazioni e le proprie preferenze per quelle dell'elettore mediano. Troppo spesso ci si dimentica che la stragrande maggioranza degli italiani considera atto di sofisticazione politica il guardare "porta a porta" o ascoltare i pastoni dei telegiornali con dichiarazioni di 20 secondo per politico. Nelle elezioni non va alle urne solo l'esigua minoranza che legge i blog e inorridisce quando Berlusconi sabota la vendita Alitalia, ci va la stragrande maggioranza che in aereo viaggia poco o mai e che trova irritante che "i francesi vengano a prendersi le nostre aziende".

Minchia, non avevo ancora letto le dichiarazioni del celodurista ammosciato.

«Se necessario, per fermare i romani che hanno stampato queste schede
elettorali che sono una vera porcata, e non permettono di votare in
semplicità e chiarezza, potremmo anche imbracciare i fucili».

Questa è la stessa gente che, con una mossa di una bassezza veramente senza eguali e che denota un rispetto per le istituzioni degno di Mugabe, ha cambiato unilateralmente a colpi di maggioranza la legge elettorale 4 mesi prima delle elezioni imponendo nientepopodimenoche il porcellum. Adesso dice che se non si può votare "in semplicità e chiarezza" la colpa è delle schede!! Questa volta me lo hai prorio tirato fuori, caro Bossi: ma vai a cagare!

Bell' articolo, nonostante un piccolo errore tipografico...

 

Shut (si dovrebbe scrivere "shit" ...) correggo subito!

Concordo in pieno con l'articolo. La cosa che non mi va giù è che da 15 anni in Italia non si vota per il migliore ma per il meno peggio! Basta con queste sparate a zero della reality-politica sui comunisti ecc. ecc., ci vuole gente seria!

Per quanto mi riguarda, BS è sconfitto - ossia: la bolla s'è finalmente sgonfiata - se (PdL+Lega) < 42%. Se poi cade al 41% o al 40% pago da bere a chiunque me lo chieda!

Al momento questa è l'unica cosa che mi interessa.

Sul resto non ho preferenze, visto che non ritengo faccia alcuna differenza sostanziale: come ho già argomentato varie volte, questo e quello per me pari sono. In particolare, e contrariamente ad alcune inferenze, io non ho nessuna intenzione di votare per VW né invito la gente a farlo.

Semplicemente, la campagna elettorale del PdL e della Lega è stata così infame ed infamante da costringermi a ritirare lo (strumentalissimo) voto a loro favore espresso prima che la medesima iniziasse. Tutto lì.

Mi scuso per l'inferenza non corretta, mi ha ingannato l'apertura del post.

Certo che di qua ad una settimana la mia inferenza scorretta potrebbe diventare anche una profezia accurata: credo infatti che il peggio di questa campagna elettorale, soprattutto da parte di Silvio-sposa mio figlio-Berlusconi, debba ancora venire. Ma riconosco che potrebbe trattarsi di wishful thinking. Stiamo a vedere. 

Define victory

bossone 7/4/2008 - 16:17

Mi sbilancio in una prediction: il punto 1 nel commento di Sandro viene smentito stavolta. Vincono (in termini relativi) quelli che appartengono al mio partito: i non votanti.

Bèh, dai, falla bene la prediction. Quali percentuali prevedi?

Un po' di background.

Nel 2006 la percentuale di votanti alla Camera fu 83,62%, quella dei voti validi espressi (escluse quindi bianche e nulle) fu 81,18%.

Nel 2001 la percentuale di votanti fu 81,38%, quella dei voti validi fu 75,37%. Ci furono quasi tre milioni di schede bianche e nulle.

Nel 1996 la percentuale di votanti fu 82,88%, quella dei voti validi fu
76,90%. Anche qui quasi tre milioni di schede bianche e nulle.

Come si vede, partecipazione stabile al voto; nel 2006 la novità fu la drammatica riduzione delle schede bianche e nulle.

Secondo me la percentuale dei voti validi diminuirà sicuramente rispetto al 2006, un punto di massimo storico, ma faccio fatica a credere che vada molto sotto quella del 2001. Mi sbilancio a dire che la percentuale di voti validi sarà più o meno la stessa che nel 2001, intorno al 75%.

Come si vede, partecipazione stabile al voto; nel 2006 la novità fu la drammatica riduzione delle schede bianche e nulle.

Che poi tanto drammatica non era: quando facemmo quella analisi statistica sui brogli, io e Rabbi' considerammo chiaramente che una semplice spiegazione per la drammatica riduzione delle schede non valide (bianche e nulle) e' data dal ritorno al proporzionale, che storicamente ha sempre generato piu' voti validi che al maggioritario.

Il resto della riduzione si puo' spiegare con l'ulteriore semplificazione del sistema di voto, attraverso la crocetta sul simbolo e senza neanche le preferenze (presenti nel proporzionale ante 1994).

E' per la stessa ragione che questi discorsi sulle schede che mandano in confusione fanno sorridere: se si usa una crocetta, per cannare il voto bisogna essere davvero citrulli, o decidere scientemente di annullare la scheda ampliando la crocetta a dismisura.

Giustissima osservazione Ja; la chiamo drammatica perché in Italia è veramente raro vedere uno swing del 5% (e questo fu quello che accadde: 5% in meno di schede bianche e nulle) non perché consideri plausibili le urla di brogli fatte a destra e sinistra.

Per rafforzare il tuo punto fammi osservare che nel 1992, in piena crisi della prima repubblica, la percentuale di voti validi su elettori fu 82,73%. Scese dopo l'introduzione del mattarellum. Il proporzionale porta sempre più gente alle urne.

Per curiosita', si puo' leggere da qualche parte quest'analisi sulle non valide del 2006?

Credo sia questo. Ja, correggimi se sbaglio.

letto grazie. Molto interessante.

Io andrei cauto a considerare tutto l'astensionismo come segno di disaffezione dalla politica.

Bisogna infatti avere presente il naturale invecchiamento della popolazione: il numero di ultraottantenni si accresce di elezione in elezione e ben pochi vegliardi votano: non lo fa mia madre (85 anni), anche  se vorrebbe, ma non se la sente di salire due rampe di scale per raggiungere il seggio, non vota mio suocero (88 anni) che di suo sarebbe berlusconiano convinto, ma ha problemi di deambulazione, non vota la vecchia zia di mia moglie (95 anni) che si è fratturata il femore e così via...

Isomma, considererei probabile astensionismo di protesta solo quello che interessa la fascia di età tra i 18 e i 75 anni e comunque solo parte di questo data l'esistenza di un astensionismo fisiologico (malattie, lutti, matrimoni, viaggi improrogabili ecc.).

Sarebbe quindi interessante vedere se in questo segmento del corpo elettorale (18-75 anni) gli astenuti sono costanti oppure in aumento e se si di quanto.

 

Nel 2006 gli spin doctor della CdL ritenevano di dover tenere alta la tensione fra gli schieramenti per far arrivare i votanti sopra l'80% in quanto ritenevano che sopra tale soglia avrebbero preso piu' voti.

Secondo voi puo' essere ancora valido il concetto? (Se mai lo e' stato )

Ho appena messo giu' il telefono con mia madre a cui ho confessato l'incoffessabile (gia' confessato ampiamente qui peraltro):  quest'anno non  voto. Apriti cielo...una tiritera pazzesca su come votare sia un mio DOVERE e le solite filastrocche classiche e un po contradditorie di questi casi...volevo darle un paio di references sulla letteratura del "calculus of voting", ma ho desistito. E subito passivamente sta pizza pazzesca. Ah queste mamme fatte all'antica!

 

Comunque torniamo a noi Sandro: prediction fatta col cu..cciolone: voti validi 71%.  Me lo sono sognato.

Well, we have the number on record, 71% it is. Io penso che saranno almeno 75%, l'Italia è piena di gente che pensa che votare sia comunque un dovere e con il proporzionale l'offerta politica è ampia e variegata. Appuntiamecelo che ne riparliamo la sera del 14. Vince chi è andato più vicino in valore assoluto. Chi perde paga una birra all'altro quando ci si vede a un seminario o a un convegno.

Basandomi sull' "esperienza personale", anche secondo me il numero di astenuti aumentera'.

Mi (vi) chiedo che differenza ci sia tra astenuti, schede bianche o nulle. I politici possono fare interpretazioni strumentali non solo del voto (infatti, sembra che tutti vincono dopo un'elezione!) ma anche del non voto. I non votanti si possono giustificare con l'eta' (vedi post di Sabino), con il bel tempo o dicendo che gli elettori non sono andati a votare perche' tutti i politici sono ugualmente buoni. Le schede nulle possono essere dovute ad una pioggia di insulti a BS e VW ma sicuramente saranno interpretate come prova della confusione che le schede hanno generato negli elettori. Scuse simili si possono trovare per le schede bianche: elettori indecisi per la grande qualita' dei candidati. Non mi sorprenderebbe che i politici italiani arrivino ad interpretazioni di una simile audacia.

Queste saranno le mie prime elezioni da scrutatore e da votante e molto probabilmente dovrò fare lo scrutatore non votante! EVVIVA!

Gli schiamazzi di Bossi e Di Pietro hanno una spiegazione. Le schede del 2008 sono identiche a quelle del 2006. Ma la campagna elettorale è stata diversa. Solo nel 2008 c'è stata una forte campagna a favore del voto per i due partiti maggiori. Nel 2006 il problema non si poneva perché esistevano praticamente solo due listoni. Poiché l'appartenenza alla stessa lista non è e non era chiarissima nelle schede, questa campagna potrebbe indurre qualche potenziale elettore di IdV a votare per il PD e qualche potenziale elettore della Lega a votare per il PdL. Di Pietro nelle sue critiche è stato chiarissimo: ha protestato perché le alleanze non risultano sufficientemente chiare.

Anche se tutti i sondaggi indicano il contrario, oso l'incredibile: non è più detto che il PdL vinca.

Questo presumerebbe due ipotesi di difficile realizzazione:

  • l'esistenza di un corpo elettorale diverso da quello italiano, capace di indignarsi;
  • che l'indignazione per PDL+altri sia superiore a quella contro PD+altri in misura tale da superare la logica dell'appartenenza e dell'inerzia delle opinioni politiche

Personalmente mi aspetto che la coalizione PDL et al. vinca sul PD et al. con uno scarto intorno al 6% alla Camera. Per quante boiate sparino Berlusconi e Bossi anche Veltroni e Franceschini non scherzano, e rispetto ai cinque anni insulsi dei due governi Berlusconi bruciano ancora di piu' le malefatte recenti di Prodi e TPS in materia di resa alla criminalita', tasse e immondizia in Campania. Berlusconi vincera' anche al Senato come numero di voti, ma l'assegnazione delle maggioranze regionali e la presenza delle altre coalizioni rende meno certo l'ottenimento di una maggioranza assoluta.

Secondo Luca Ricolfi (vedi la recensione del suo saggio sul Corriere):

  • le statistiche provano la drammatica crescita dell' insicurezza sia sul versante dell' incolumità personale - la criminalità - sia su quello del tenoredi vita, il potere d' acquisto e le disuguaglianze sociali (le famiglie in difficoltà economica sono salite negli ultimi cinque anni dal 9 al 15,7 per cento). Tutto ciò si può considerare il prodotto di due vistose tendenze negative: l' aumento del carico fiscale su individui e imprese, vicinissimo al massimo storico (toccato in via eccezionale dieci anni fa, ma solo a causa della «tassa per l'Europa»); e l' esplosione del numero dei delitti, mai così tanti in tutto il dopoguerra. Ecco, la combinazione di statalismo improduttivo e indebolimento dell' azione anti criminalità sono la micidiale tenaglia che rischia di stritolarci.
  • nessuna giustificazione per il governo Prodi si può trovare - sempre secondo le argomentazioni dell' autore - di fronte alla disfatta nella guerra alla criminalità. Il «micidiale triangolo indulto-violenza-immigrazione» ha scavato «un vero e proprio baratro fra il governo e l' opinione pubblica». Carceri «non degne di un Paese civile, numero di posti insufficiente, processi troppo lenti»
    hanno contribuito a confezionare il cocktail letale. Fino alla drammatica constatazione, basata sui dati del ministero dell' Interno: «gli immigrati regolari delinquono tre volte più degli italiani, e
    quelli irregolari addirittura trenta volte di più»
  • riguardo il recupero di evasione fiscale del 2006-2007 i peana sono «falsi e spudorati» e «ammesso che sia diverso da zero, vale pochissimi decimali di Prodotto interno lordo», in ogni caso «meno
    della metà delle cifre» che ci sono state fornite ufficialmente.

Di fronte a questi fallimenti, combinati con la tragicommedia dell'immondizia e con la misera fine del secondo governo Prodi, Berlusconi e' cosi' sicuro di vincere da evitare perfino di fare troppe promesse. Oltre a sparare boiate varie, gia' anticipa lacrime e sangue per riparare i danni di Prodi & Co. Purtroppo, come e' evidente dai cinque anni in cui ha governato, Berlusconi non solo non risolvera' i problemi che gli italiani hanno oggi, ma contribuera' ad aggravarli.

Gli italiani del sud (isole + Calabria + Basilicata + Campania + Puglia) voteranno con la pancia (= quelli che promettono più aiuti al sud e/o quelli che hanno già dato = PD, ma molti non andranno a votare).

Quelli del centro-sud (Lazio + Abruzzo + Molise) voteranno con l'occhio rivolto a Piazza del Gesù (si fa per dire) Piazza S Pietro ed il loft: un voto sentimentale. Sposteranno molto poco.

Quelli del centro nord (Toscana - Umbia - Emilia/Romagna) voteranno da tifosi: cioè per far perdere l'avversario. Anche qui, però, grosso astensionismo: quelli che non hanno il coraggio di saltare il fosso.

Quelli del Nord voteranno contro Roma e la politique politicienne: cioè Lega e Berlusca.

Risultato finale? Berlusca + Lega + AN oltre il 53. PD+Di Pietro al 32. Casini fuori. Frattaglie sparite. Governo futuro? Berlusca + Lega + AN. 

Veltroni? Nella fossa lo aspettano in tanti, D'Alema in testa. 

Cambierà qualcosa? Credo di sì: infatti penso di emigrare in Sud America.

Non sopravvalutate l'elettore italiano: nella sua vana miopia è capace di tutto .non dimenticate l'esiguo  svantaggio con cui ha perso le elezioni del 2006 dopo un quinquennio di governo terrificante.

Ecco altri temi sollevati da BS (qui
e qui) e
la imperdibile registrazione che riguarda l’eroe (qui).

"Mangano non era uno stalliere ma il fattore che ad Arcore stava con tutta la famiglia. Poi ha avuto delle disavventure nella vita che lo hanno messo un po' in mano ad una organizzazione criminale ma non ci risulta siano state pronunciate sentenze definitive nei suoi confronti". Lo ha detto Silvio Berlusconi, ospite telefonico di '28 minuti' su RadioDue, a proposito di quanto affermato da Marcello Dell'Utri secondo il quale il dipendente in questione e' stato un "eroe".

Vi prego, ditemi che quest'uomo non sarà il nostro prossimo Presidente del Consiglio.

"disavventure che lo avevano messo un po' in mano ad una organizzazione criminale": una vittima delle circostanze, insomma..... sono senza parole.

Per chi ne ha voglia, ecco la voce Mangano su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Mangano

Un elogio a te, Sabino, per avere ancora voglia di combattere una battaglia persa....e non si può dire, temo, che gli Italiani non sappiano.....sanno, sanno, ma evidentemente non gli interessa....

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