Possiamo partecipare anche noi alla cordata?

27 agosto 2008 michele boldrin e andrea moro

È stato difficile scrivere questo articolo perché l'elenco di sconcezze che si leggono sulla vicenda Alitalia è enorme. Ancora una volta, paga il contribuente, si salvano i privilegiati, e lucrano le grandi famiglie imprenditoriali. Le associazioni dei consumatori, invece di preoccuparsi di chi sta pagando queste scelte scriteriate, pensano a chi ha sbagliato ad investire. Davvero un bel paese di ...

1. Fino a pochi giorni fa, non la voleva nessuno, questa Alitalia. Il Sole 24 ore ci informa che ora, invece, rispetto agli investitori resi noti Lunedì, ne sono emersi ufficialmente altri cinque. Possiamo accodarci anche noi, per favore? È bene menzionarli, questi geni dell'imprenditoria, che ricevono un marchio a costo zero, sapendo che se andasse male ci sarebbe comunque un governo prossimo venturo pronto a salvarli: Roberto Colaninno, attraverso Immsi, il gruppo Benetton attraverso Atlantia, il gruppo Aponte, Riva, il gruppo Fratini attraverso Fingen, i Ligresti con Fonsai, Equinox, Clessidra, il gruppo Toto, il gruppo Fossati attraverso Findim, Marcegaglia, Caltagirone Bellavista attraverso Acqua Marcia, il gruppo Gavio con Argo, Davide Maccagnani con Macca, Tronchetti Provera e la stessa Intesa Sanpaolo. 

2. Settemila dipendenti verranno esuberati alle poste ed al catasto o in qualche altro ufficio pubblico. Come al solito, paga il contribuente, ossia il produttore privato vero del centro-nord. Certo, è triste che così tante persone possano perdere il posto di lavoro, ma il garzone del panettiere sotto casa che ha chiuso bottega il "posto alle poste" non gliel'hanno dato. Perché?

3. Codacons e altre associazioni dei consumatori pensano ad una class action per proteggere i piccoli azionisti. Ora, non sappiamo chi sia stato a convincere questi piccoli azionisti ad investire in Alitalia. Forse sono stati convinti con dolo. Ma se non fosse così, resterebbe il fatto che hanno investito in un'azienda fallimentare. Davvero sono meritevoli di tutela? Ci voleva tanto a capire che l'azienda era in stato di fallimento occulto? La vicenda chiarisce, ancora una volta, che il famoso marchio "Alitalia", con o senza i nuovi slogan berlusconiani, vale zero. Zero, perché senza l'annullamento dei debiti ed il posto da ministeriale per i dipendenti, nessuno si sognava di attaccarsi alla famosa cordata. Ora invece c'è un free-for-all.

4. Adesso il tutto si gioca in realtà a Bruxelles, perché le ragioni per cui questa operazione non è accettabile nel quadro europeo di politica industriale sono tante e tali da far paura. Ma l'astuto BS (che sin dai tempi della campagna elettorale andava cucinando la truffa a danno del paese) ha piazzato un obbediente romano a commissario dei trasporti. Quindi il problema ora consiste nel seguente: quanto cederà l'Italia, sottobanco, su decine di altri tavoli negoziali per ottenere il beneplacito o al più una simbolica multa della Commissione? In altre parole, oltre agli evidenti costi visibili dell'operazione salvataggio parassiti&fighetti romani (circa un miliardino di euro, forse più) quanti e quali saranno i costi sommersi?

5. Ah, complimenti a Marcegaglia, vero esempio di imprenditoria moderna, competitiva e non assistita. Dimettersi da presidente Confindustria per l'evidente conflitto d'interessi non è che le verrebbe in mente, graziosa signora? Allora glielo suggeriamo noi spiegando anche il perché: da quando in qua la presidente di un'associazione imprenditoriale che si siede a trattare con il governo ogni due giorni è anche legittimata a fare affari, e che affari, con il medesimo?

6. Complimenti ai cittadini tutti, ai piccoli imprenditori, all'opposizione, a tutti quelli che chiaccherano che occorre cambiare: non vi vediamo in piazza a difendere le vostre tasche ed i vostri diritti contro il furto romano. In particolare, non abbiamo udito ancora nulla dai beoti leghisti! Banda di polentoni tonti: il cosidetto federalismo del piffero voi non ce l'avete ancora, mentre invece Roma-ladrona intasca allegramente qualche altro miliardo di tasse del Nord per mantenere nel lussuoso far niente migliaia dei suoi abbronzati fighetti e fighette. Diteci: ci fate o ci siete? Perché esseretonti così tanto è veramente incredibile.

7. Complimenti, infine, al vostro ministro dell'Economia. Dalle parole ai fatti: sta dimostrando in cosa consiste la sua nuova politica industriale che permetterà al paese di affrontare la concorrenza con il resto del mondo e con i paesi emergenti in particolare. Continuate così, massacratevi. Che oramai del male ve ne siete fatti abbastanza.

 

60 commenti (espandi tutti)

«Novantadue minuti di applausi!»

Roberto Colaninno, attraverso Immsi, il
gruppo Benetton attraverso
Atlantia, il gruppo Aponte, Riva, il gruppo Fratini attraverso Fingen,
i Ligresti con Fonsai, Equinox, Clessidra, il gruppo Toto, il gruppo
Fossati attraverso Findim, Marcegaglia, Caltagirone Bellavista
attraverso Acqua Marcia, il gruppo Gavio con Argo, Davide Maccagnani
con Macca, Tronchetti Provera e la stessa Intesa Sanpaolo. 

La teoria dice che quando il tipico capitalista pezzente italiano si muove in branco assieme a tutti i suoi simili è perchè ha la certezza di un grande affare senza possibilità alcuna di perdite. 

Un'altro esempio di questa teoria (che ovviamente poi diventa pregiudizio) suppongo si trovi qui: http://www.ntvspa.it/it/nuovo-trasporto-viaggiatori/7/3/ntv-trasporto-passeggeri-linee-alta-velocit%C3%A0

Certo, è triste che così tante
persone possano perdere il posto di lavoro, ma il garzone del
panettiere sotto casa che ha chiuso bottega il "posto alle poste" non
gliel'hanno dato. Perché? 

E' molto semplice. Col garzone del panettiere non ci puoi metter su un ufficio del catasto, una nuova maxi filiale delle poste o farci eleggere qualche consigliere comunale a gallarate. E poi Brunetta non avrebbe materiale umano su cui lavorare.

mentre invece Roma-ladrona intasca allegramente qualche altro miliardo
di tasse del Nord per mantenere nel lussuoso far niente migliaia dei
suoi abbronzati fighetti e fighette.

si ma quei fighetti sono anche elettori leghisti o del PDL. a quel punto roma ladrona non c'è più e vi subentra cassago magnago la salvatrice.  Comunque i leghisti hanno parlato .



Possiamo partecipare anche noi alla cordata?

che ridere. in effetti non vedo perchè non sia data la possibilità al popolo bue di metterci dentro due euro pure lui. si poteva solo quando il titolo alitalia era classificato spazzatura? davvero, che ridere.

 

non vi vediamo in piazza a difendere le vostre tasche ed i vostri diritti contro il furto romano

Seeeeeeeee... buonanotte!

Non ci diamo una mossa per gli aumenti del pane... e non c'è nemeno la rivoluzione perchè ci tolgono il pallone sulle tv pubbliche...! Evidentemente siamo così atrofizzati che non vale neanche più la pena di garantirrci nec panem nec circenses!

[...] da quando in qua la presidente di un'associazione imprenditoriale che
si siede a trattare con il governo ogni due giorni è anche legittimata
a fare affari, e che affari, con il medesimo?

Gli associati di Confindustria che si troveranno come contribuenti a pagare il conto del bottino che Stato e cordata Alitalia stanno per spartirsi dovrebbero farsi sentire, e' inutile che si illudano di guadagnare piu' di quanto sicuramente pagheranno in termini di maggiori tasse (e anche prezzi piu' alti dei biglietti aerei per la diminuzione della concorrenza).

giavazzi sul corriere di oggi riflette sulla partita a bruxelles,

 

http://www.corriere.it/editoriali/08_agosto_27/alitalia_insidie_percorso...

 

date un okkio

... ovviamente l'ha detta il genio da Sondrio:

Tremonti: "Piccoli risparmiatori tutelati". "Il risparmio è un
bene pubblico che va tutelato". Questo ha detto, riferendosi ad
Alitalia, il ministro Giulio Tremonti, a margine di un convegno al
meeting di Rimini. Il ministro ha anche aggiunto che il precedente
Governo "ci ha lasciato due disastri, Napoli e l'Alitalia. Il primo è
stato risolto dal presidente Berlusconi a fine luglio e domani si
risolverà anche il secondo".

Ha veramente la faccia come quell'altra parte! 

Come si fa a spiegare agli italiani che tutto l'affare Alitalia è una colossale fregatura per il contribuente? Ci si può provare, ma non facciamoci illusioni: mi aspetto di veder schizzare fuori in qualche sondaggio che il gradimento del governo aumenta...

Mi chiedo se esista un'opposizione. Non mi ritengo un campione di sagacia politica, ma è dai tempi della campagna elettorale che si poteva intuire come sarebbe andata a finire questa storia. Profitti privati, perdite pubbliche. Governo ombra, prendiamo una posizione?

Governo ombra, prendiamo una posizione?

Quale governo ombra?

Quello composto dalle stesse persone e dagli stessi partiti - variamente rimescolati e gattopardescamente rietichettati - che in passato si sono sempre comportati allo stesso modo?

Ma per piacere!

Miserrimamente curioso come ci si dimentica costantemente dei misfatti commessi dalla parte politica di appartenenza e ci si straccian le vesti, sommamente indignati, per le identiche nefandezze di parte avversa!

Questi non son meglio degli altri (rifondaroli & "pecorecci scarsi" a parte, perché lì proprio non c'è partita) ma decidere dove sta la maggiore schifezza è davvero impresa titanica e senza speranza.

E ........ una bomba sotto il culo di lorsignori?

Senza alcuna passione per l'"altra" politica:

da quella sarebbe arrivato l'accordo con Air France, da questa quanto sopra scritto.

A volte anche il male minore conta...

A volte anche il male minore conta...

Certamente, ma solo se ci si limita a guardare indietro di qualche mese ed unicamente su questo caso, chiudendo entrambi gli occhi sulla condotta degli anni precedenti.

Significa che possiamo/dobbiamo scagliarci contro porcherie di tal fatta, ma non è corretto/logico invocare risibili governi ombra, composti da personaggi storicamente allergici ad ogni parvenza di pensiero liberale: qualcuno finge di dimenticare le storie personali di costoro, oppure proposte come il "salario minimo garantito" dell'ineffabile Morando, testa "pensante" (?) del PD?

La realtà, purtoppo, è che per governare (?) l'Italia sembra sia necessario essere costituiti di un materiale molto diffuso in natura e del tutto gratuito: il guano.

 

Governo ombra, prendiamo una posizione?

Quale posizione? La pecorina? Quella la prendiamo noi.

 

Chi, nel governo ombra, dovrebbe stracciarsi le vesti e' il ministro delle attivita' produttive, Matteo Colaninno, figlio di Roberto Colaninno, che la cordata la guida con la bandierina bella alta come si fa alle gite d'oratorio.

 

Sono curioso di vedere se a qualcuno verrà mai in mente che questo bel carrozzone chiamato Alitalia deve restituire alla ricerca italiana i 300 milioni di euro del famoso prestito ponte.

Già, la ricerca. In campagna elettorale sembrava una gara a chi diceva che la ricerca scientifica era più importante e sembravano tutti d'accordo nel sostenere che era la via maestra per risollevare la nostra economia. Buffo, devono esserselo dimenticato...

Non sparo sulla Croce Rossa, (M)Alitalia non mi interessa, solo i buoi e i cretini potevano pensare che sarebbe finita diversamente, anche se io starei attento alla UE.

Veniamo al mercato: Milano-Roma è una gallina dalle uova d'oro, per una serie di motivi che non ci interessano, allora se prendo l'autostrada pago il pedaggio a Benetton, se prenderò il treno dal 2010 pagherò il biglietto a Benetton (socio in NTV), mentre dal 2009, se tutto va come vuole, se voglio volare sul Milano-Roma pagherò il mio biglietto a Benetton (socio in CAI).

Mercato, dove sei ? 

Leggo :"....Complimenti ai cittadini tutti, ai piccoli imprenditori,
all'opposizione, a tutti quelli che chiaccherano che occorre cambiare:
non vi vediamo in piazza a difendere le vostre tasche ed i vostri
diritti contro il furto romano....."

Fate bene a parlare, voi che siete in USA! Ma noi che siamo qui, che magari abbiamo votato questo governo (Lega), che volevamo che Alitalia fallisse o almeno venisse venduta ai francesi, noi che vorremmo cambiare il paese (visto che non possiamo "cambiare paese"!) e farlo diventare meno "paese dei briganti", un paese più europeo e meno sud-americano,....cosa possiamo fare?

Iscriverci al PD? Ma non scherziamo : sono dei briganti bolliti e confusi!

Scendere in piazza come consigliate? Cosa ha ottenuto Beppe Grillo .... oltre ai suoi 4,5 mln di reddito annuo?  

Vorrei un consiglio......

 

Per esempio io non volo alitalia, e non compro macchine italiane . I sindacati hanno spappolato la grande industria . Questi pochi enormi carrozzoni rimasti crolleranno anche loro perchè shiacciati dal mercato. Si può anche fare finta di controllare il mercato, ma alla fine bisogna farci i conti.

Bisogna  sedersi lungo il fiume ed aspettare che passino i vari cadaveri.

 

Raf,
mi dici :"Bisogna  sedersi lungo il fiume ed aspettare che passino i vari cadaveri."...ma non sono cadaveri : sono briganti veri e propri, quelli che passeranno saranno i nostri cadaveri!
Il problema è : in questo paese sono più i briganti (i malavitosi veri e propri, gli imprenditori che fanno il nero, gli amici degli amici, gli aumma aumma,...) o i cittadini normali (che lavorano da dipendenti, imprenditori etici, politici corretti, giudici giusti, giornalisti non al soldo, giovani non briatoriani,...)?

Se sono più i briganti allora è meglio allearsi con loro oppure scappare!

Io credo che siano più i cittadini onesti se no sarei andato via quando potevo . Ma il mio ottimismo nasce da una analisi  molto grossolana senza numeri e senza referenze confortata da quello che vedo intorno:

l'italia non potrà mai più fare produzioni di massa ( india e cina le fanno a minor costo ) . I prodotti cinesi e indiani fanno veramente schifo a livello di qualità ( le loro linee sono organizzate per lavorare a cottimo ) . Quindi la partita può essere combattuta nelle aree di nicchia ad alta specializzazione. E qui entra in gioco l'italia con tutte le sue piccole imprese che giocano questa partita da anni. Nelle piccole imprese imprenditore e dipendenti giocano nella stessa squadra. Se il sindacato entrerà in questa realtà allora è finita , ma essendo così autoreferenziale ed elefantiaco c'è la possibilità che collassi come le sequoia. Niente di scientifico , solo feeling

Raf,
dovevi andare via quando potevi!
In un paese dove il 40% del territorio è in mano alla delinquenza organizzata, dove - su questo 40%- c'è il voto di scambio che manda certi personaggi al parlamento (dx, sx, centro, su e giù), dove il prossimo futuro è l'argentinizzazione, dove le banche negli ultimi 25 anni sono passate da Calvi a Fiorani, dove è stato tolto il falso in bilancio, ..... dove succedono cose come questa dell'Alitalia cosa vuoi che facciano le nostre piccole imprese (media nazionale = 3 dipendenti)?
A parte qualche eccezione, sono tutte in via di chiusura o di vendita (a chi?) .... anche perchè l'agenzia delle entrate ne vuole chiudere 1.000.000 (circa il 30%!!!).
I pochi artigiani stanno insegnando il mestiere ai cinesi, le medie imprese non passano la forca di Basilea2, le grandi non sono innovative.
Dovevamo andare via quando potevamo!!!!!

 

Dovevamo andare via quando potevamo!!!!!

Please do not panic.

Ok, panic! (cit.)

Not panic, self-determination and independence: http://firmiamo.it/veneto-indipendente

Oggi siamo a quota 341, chi si vuole aggiungere...

Il problema è : in questo paese sono più i briganti [...] o i cittadini normali

Sono decisamente maggioranza i briganti wannabe, quelli che vorrebbero vivere da parassiti rubando e/o sulle spalle di quanto prodotto dal lavoro altrui, ma che fatti i conti per bene fanno comunque una vita piu' grama di quella che potrebbero onestamente.

Distribuendo gli italiani nei quadranti della teoria della stupidita' di Carlo Maria Cipolla, la maggior parte sta in due aree: quella dei briganti stupidi (che danneggiano molto gli altri ricavando pochi vantaggi per se' stessi (es. i dipendenti pubblici che vanno a fare la spesa e al bar in orario d'ufficio, o i criminali che ammazzano un anziano per 20 euro)  e nell'area degli stupidi tout-court, cioe' quelli che danneggiano gli altri e anche se' stessi.  Poi c'e' una minoranza produttiva, che dovrebbe cercare di secedere dai briganti wannabe, anche per il bene di questi ultimi.

Adesso il tutto si gioca in realtà a Bruxelles, perché le ragioni per cui questa operazione non è accettabile nel quadro europeo di politica industriale sono tante e tali da far paura. Ma l'astuto BS (che sin dai tempi della campagna elettorale andava cucinando la truffa a danno del paese) ha piazzato un obbediente romano a commissario dei trasporti. Quindi il problema ora consiste nel seguente: quanto cederà l'Italia, sottobanco, su decine di altri tavoli negoziali per ottenere il beneplacito o al più una simbolica multa della Commissione? In altre parole, oltre agli evidenti costi visibili dell'operazione salvataggio parassiti&fighetti romani (circa un miliardino di euro, forse più) quanti e quali saranno i costi sommersi?

Questo è il nucleo dello scandalo. Per come viene descritta dai giornali, l'intera operazione non avrebbe possibilità alcuna di essere accolta dalla UE.

Lasciamo stare per un attimo da parte la "bad company" la cui liquidazione sarà a spese dei contribuenti, per quale misteriosa ragione la "good company" dovrebbe andare proprio ai campioni tricolore della neonata società ?

In altri termini, se lo scopo è di rendere più appetibile quel poco che di buono Alitalia sembra poter offrire al mercato, allora che si faccia un asta per queste attività che oggi vengono invece offerte su un piatto d'argento a Colannino, Ligresti & Co.

Non solo c'è una violazione del divieto di aiuti di stato (la bad company), ma anche una macroscopica cessione di beni pubblici (la good company) a condizioni non di mercato (il miglior offerente), ma di preferenza in favore di "campioni nazionali", in realtà  amici degli amici

 

Stupenda l'intervista ad Angeletti sul Corriere:

<em>Angeletti: era meglio lo spezzatino
Ma noi sindacati fermammo Berlusconi <em>
<em>Il segretario della Uil: «Settemila tagli? Al massimo gli esuberi sono duemila»<em>

Luigi Angeletti, Uil
Luigi Angeletti, Uil

ROMA — Industriali, assicuratori, banchieri, concessionari autostradali e perfino armatori. Chiedete a Luigi Angeletti se crede che questa Armata Brancaleone salverà l'Alitalia e il capo della Uil si rifugerà in corner così: «Il presidente, Roberto Colaninno, è una persona di qualità».

Il ministro Altero Matteoli ha fatto capire che la cordata c'è soltanto perché l'ha voluto Silvio Berlusconi.
«Alcuni credono fermamente nel progetto. Altri non hanno potuto dire di no».

A chi si riferisce?
«Mi pare che Gilberto Benetton lo abbia fatto capire... Ma è ovvio che Berlusconi ha esercitato una moral suasion ».

Anche Romano Prodi, che però ha fatto un buco nell'acqua. Come c'è riuscito invece il Cavaliere?
«Perché il governo di centrosinistra cercava solo uno che risolvesse il problema».

Che altro avrebbe dovuto cercare?
«Un giorno, mentre parlavamo di pensioni, Tommaso Padoa-Schioppa se ne uscì a bruciapelo: "A proposito dell'Alitalia, la ristrutturiamo o la vendiamo?". A quel punto la Cgil disse senza esitare: "Vendetela". Allora prevalse la scelta di liberarsene».

Obbedendo alla Cgil. Non è quello che sta pensando, Angeletti?
«Non sono un giornalista, né tantomeno sono neutrale. Ma ho avuto questa sensazione. Del resto la trattativa con Air France è fallita dopo che la Cgil e la Cisl hanno fatto la loro controproposta».

Ricordo male o è stata la Uil ad abbandonare per prima il tavolo?
«Era una trattativa falsata. Noi volevamo ristrutturare Alitalia e passare a Finmeccanica o Fintecna i servizi, convinti che la compagnia dovesse restare pubblica...»

Ah. E ora?
«Lo scenario è diverso. La situazione è precipitata».

Come prevedibile. Non era meglio risolvere la questione cinque mesi fa?
«L'unica critica che si può fare è quella di Francesco Giavazzi. Se si vendeva ai francesi, lo Stato incassava dei soldi. Ora invece li dovrà tirare fuori».

Le pare poco?
«Ma ci possiamo permettere di avere sempre meno asset nel Paese? I francesi avrebbero ridotto l'Alitalia a compagnia regionale e poi fagocitata».

Che garanzie ha che ora non accada?
«Garanzie... non so. Ma Alitalia non può essere rilanciata riducendo le rotte».

Si parla di settemila esuberi.
«Sono al massimo duemila. E devono essere tutti ricollocati».

Buona fortuna. Il sindacato non ha alcuna autocritica da fare?
«Forse potevamo accettare lo spezzatino dell'azienda, quando il precedente governo Berlusconi ce lo propose. Ma fu proclamato uno sciopero e il governo si bloccò».

Tutta qui l'autocritica?
«Che vuole che dica? Le pare possibile che all'Alitalia ci siano nove, dico nove sindacati? Più patologico di così si muore. Lo sa che questa è l'unica azienda dove non ci sono le elezioni generali dei rappresentanti ma ogni sindacato sceglie i suoi?»

Evidentemente funziona. Alla fine Pantalone tira sempre fuori i soldi.
«Proprio così. Siccome la politica si mostrava molto sensibile nei confronti dell'Alitalia, i sindacalisti puntavano a influenzare i partiti, facendo così soccombere la controparte naturale, l'azienda. Si rifiutavano di parlare con l'amministratore delegato e volevano al tavolo i politici, come hanno fatto Cgil e Cisl quando sono arrivati i francesi».

La Uil non ne sa nulla?
«Alla fine... Perché dobbiamo essere più stupidi degli altri? All'Alitalia ho il sindacato con il maggior numero di iscritti. Posso permettermi di perderli?».

Sergio Rizzo
28 agosto 2008

 

 

Però bisogna ametterlo: sarà anche la peggior classe dirigente del globo terracqueo, ma a livello di intrattenimento non li batte nessuno.

E nel frattempo il sempre pronto Brunetta dichiara:

«È assolutamente esclusa ogni forma di riassorbimento degli esuberi Alitalia nella pubblica amministrazione o nelle Poste». La precisazione sul piano Alitalia è del ministro della Funzione Pubblica Brunetta e arriva dopo il via libera del governo ai provvedimenti che modificano la legge Marzano. «Non esiste - ha assicurato Brunetta - alcuna forma di ammortizzazione sociale attraverso passaggi nella pubblica amministrazione o in aziende assimilabili come le Poste», spiega il ministro della Funzione Pubblica al termine della riunione dell'esecutivo. 

http://www.corriere.it/economia/08_agosto_28/alemanno_alitalia_d149c696-...

Ora, i casi sono due:

  1. non se ne fa niente e, per la prima volta, vince il mercato
  2. se ne va Brunetta ed al suo posto mettono un bel sindacalista

Mi vien da ridere (perché ho finito le lacrime) ........

Dicono che Brunetta sia un uomo che non si piega: speriamo non lo spezzino.

a dir poco esilarante questa intervista.

Bellissima analisi, NfA e' uno degli ultimi baluardi di lucidita' in un paese drogato. Mentre si porta a compimento il crimine Alitalia, nel silenzio generale rotto da qualche alzatina di spalle, si dibatte sulla rivoluzionaria proposta di reintrodurre i voti in pagella. Questo si' che salvera' l'Italia, la sua scuola, la sua Universita'...

io la vedo semplice: se uno segue il mercato, Alitalia andava fatta fallire o venduta a qualcuno che l'avrebbe rivoltata con la conseguenza degli inevitabili licenziamenti. se uno segue la politica, il contribuente paga in un modo o nell'altro. c'è poco da aggiungere e da meravigliarsi.

la mia indigniazione è alla fonte. il metodo scelto oggi (o 2 mesi fa) mi lascia onestamente indifferente. avrei capito una protesta 20 anni fa o 10 anni fa o 5 anni fa.

prendendo spunto dall'articolo:

Codacons e altre associazioni dei consumatori pensano ad una class action per
proteggere i piccoli azionisti. Ora, non sappiamo chi sia stato a
convincere questi piccoli azionisti ad investire in Alitalia. Forse
sono stati convinti con dolo. Ma se non fosse così, resterebbe il
fatto che hanno investito in un'azienda fallimentare. Davvero sono
meritevoli di tutela? Ci voleva tanto a capire che l'azienda era in
stato di fallimento occulto

dico quello che penso io, sebbene provocatorio: in fondo, chi ha accettato il lavoro (con o senza raccomandazione) in Alitalia non sapeva che si trattava di una compagnia prossima al fallimento, gestita male, con scenari futuri imprevedibili? certo che lo sapeva, anche se cercava di convincersi che pantalone avrebbe messo toppe ovunque. beh, secondo me anche i dipendenti in eccesso di alitalia tutto questo diritto alla tutela non lo hanno.

se un laureato in legge o economia va a lavorare in una finanziaria scalcinata che fallisce, il laureato perde il lavoro e tanti saluti a tutti. il dipendente Alitalia no?

last: ottima la stoccata alla Marcegaglia. siccome la cosa è seria, sarei felice se andaste oltre questo post e cercaste di fare più baccano. altrimenti in Italia e su FT continuiamo a fingere che il conflitto d'interessi sia un problema legato solo a SB che si risolverà il giorno in cui SB passerà a miglior vita

 

chi ha accettato il lavoro (con o senza raccomandazione) in Alitalia
non sapeva che si trattava di una compagnia prossima al fallimento,
gestita male, con scenari futuri imprevedibili? certo che lo sapeva,
anche se cercava di convincersi che pantalone avrebbe messo toppe
ovunque.

Il fatto è che tutti sapevano perfettamente di godere della massima protezione sindacal-politica del loro inutile e costosissimo posto di non-lavoro e quindi non temevano per il futuro, esattamente come avviene da sempre per tutti i carrozzoni che operano in un finto mercato assistito, secondo logiche tutt'altro che economiche.

beh, secondo me anche i dipendenti in eccesso di alitalia
tutto questo diritto alla tutela non lo hanno

D'accordissimo, anzi ti dirò che, dal momento che sono molto stanco di lavorare come un mulo per competere in un mercato vero e di sopportare il mal di fegato che queste sconcezze mi procurano, faccio appello all'esimio ministro dell'economia, in nome dell'italianità della mia piccola azienda, dell'intoccabilità dei posti di lavoro e dell'equità di trattamento:

metta in piedi - la prego - una bella cordata, ne basta una davvero piccola (sa, è un'aziendina, ma siamo tanto bravi e le garantiamo tutti il nostro voto per i prossimi decenni ....) per liberarci da quel fastidioso male che si chiama concorrenza e farci vivere senza quei brutti pensieri che ogni tanto ci tormentano ......

Ah, si ricordi, a me basta una pensione da parlamentare, mi contento di poco  io ........

Oltre alle numerose violazioni della normativa UE, all'assurdità dell'idea di trasferire gli esuberi nelle PA, al fare a pezzi la competizione nel settore del trasporto aereo, ai tanti interrogativi sollevati da Giavazzi sui diritti dei creditori dell'attuale Alitalia... ma Benetton non è già concessionario dello stato italiano per Autostrade spa??

Sbaglio io, o da qualche parte esiste una norma, in Italia, che prevede l'incompatibilità nell'assommare, direttamente o tramite controllate/collegate/controllanti, più concessioni statali? Come la risolvono questa magagna i "capitani coraggiosi" (se per "coraggio" si intende il saper accettare un regalo ricco e senza rischi d'impresa) della cordata?

Mi rispondo da solo: mi sbagliavo! Il limite di concentrazione delle concessioni è una norma speciale ed esiste solo per le televisioni, il resto è soggetto all'antitrust generale. Sorry, my fault!

Certo è stupefacente che si permetta non solo una concentrazione orizzontale (Alitalia ed AirOne), ma anche e in un sol colpo, verticale (Benetton è azionista di Fiumicino tramite Aeroporti Di Roma e, pare, sta rilevando anche l'aeroporto di Genova in cordata con l'armatore Aponte), e diagonale (la partecipazione, sempre di Benetton, in Atlantia-Autostrade; Aponte che è leader nei trasporti navali; mancano solo le ferrovie e siamo a posto).

Insomma dei veri "combattenti di terra, di mare e dell'aria"... (i tempi in cui ci si lamentava dell'IRI mi fanno quasi nostalgia)...

Aldilà del dettaglio tecnico, l'osservazione è perfettamente pertinente.

In Italia i soldi si fanno sempre più a botte di monopoli del settore servizi, monopoli garantiti dalla politica e dalle relazione che i "grandi imprenditori" con essa hanno. Peronismo, appunto.

Qui alcuni suggerimenti ulteriori (non so quanto azzeccati, ma non incredibili a prima vista) sulle possibili ricadute, per gli eroici sedici, dell'operazione Fenice. Niente di nuovo, in un certo senso. Ma dubito che, in questa fase dell'economia mondiale, il peronismo economico possa risollevare le sorti della grande maggioranza degli italiani. In compenso garantisce l'arrichimento sostanziale dei "fortunati" che i rapporti con la casta politica se li sanno gestire. 

appena letto su ansa

Il decreto varato dal Consiglio dei ministri su Alitalia prevede anche indennizzi ai piccoli azionisti
ricorrendo al fondo stanziato dalla finanziaria 2006 per far fronte
alle frodi finanziarie con i fondi dei conti dormienti. Il decreto
prevede che l'ammissione al commissariamento possa essere decisa anche
dal Presidente del Consiglio e non più solo dal ministro dello Sviluppo.

Quindi il governo ammettendo che la porcata che sta facendo è una frode , indennizza i piccoli azionisti con i fondi antifrode . Sono veramente senza parole tra poco brunetta dovrà assorbire nella pa anche i comici.

neanche in un film di toto bahhhh  

 

Domanda da povero profano: E' una cosa lecita bloccare la contrattazione delle azioni alitalia sine die come sta facendo la borsa italiana?

se sia definibile lecito non lo so, credo però che impedisca a tutti quelli tenuti fuori dalla cordata di reagire al piano fenice. non vale solo per gli azionisti: se qualcuno volesse comprare Alitalia sfruttando un ulteriore eventuale ribasso e nell'aspettativa che poi il titolo riguadagnerà, magari fra un pò di tempo, beh non può farlo (almeno in borsa...)

cerchiamo di mantenere chiari i (mis)fatti veramente importanti:

- La soluzione prospettata dal precedente governo era rabberciata e non ottimale, ma era infinitamente migliore di questa, meno costosa, meno in violazione di tutte le regole del mercato, concorrenza, anti-trust, e così via. E, cosa non banale, costava molto meno sia agli italiani in genere che agli italiani del centro-nord che pagano le tasse in particolare. Che Prodi ne avesse fatta una meglio di BS non lo rende un santo, ma i fatti meglio non scordarseli. Soprattutto i tonti leghisti non dovrebbero scordarselo: cooperando all'affossamento della soluzione di febbraio hanno causato gravi danni economici al nord Italia.

- L'operazione in corso consiste delle seguenti tre operazioni. (1) tutti gli assets che hanno un valore positivo in Alitalia vengono venduti, senza asta d'alcun tipo ed a prezzi di favore, ad una nuova società che con gli azionisti, piccoli o grandi di Alitalia, non ha nulla a che fare. (2) Tutte le passività, che sono soprattutto il personale in esubero, verrano messe a carico dello stato, ossia di chi paga le tasse. (3) Alla nuova società di cui al punto (1) viene di fatto concesso un monopolio sulla maggioranza delle rotte interne italiane. 

- La nuova società in questione è costituita da una dozzina di personaggi che definiscono più o meno il "gotha" dell'imprenditoria sporca italiana, ossia di quell'imprenditoria che fa soldi a base di commesse pubbliche, appalti pubblici, concessioni pubbliche, sussidi pubblici, e via elencando. Ci son dentro tutti, sia quelli che simpatizzano per la destra che quelli che simpatizzano per la sinistra, così nessuno ha niente da dire. A cementare lo squallido connubio fra governo e "salotto puzzolente" dell'industria italiana abbiamo la presenza dell'attuale presidente di Confindustria nel comitato di affari: così fa anche lei due soldi a spese vostre e, allo stesso tempo, garantisce il patto scellerato.

Come conseguenza di questo squallido affare di regime, nessun quotidiano dice nulla: né il Corriere, i cui azionisti sono in torta, né la Stampa, idem, né il Sole, super-idem, né ovviamente il Giornale ... LM non è on line, quindi non ho letto cosa abbia scritto Giannino. Qualcuno ha un link? Sono curioso di vedere cosa dice sull'indegna faccenda. Ovviamente i più ridicoli, ancora una volta, sono quelli del PD: mentre il clown dichiara "missione compiuta", imitando chi sappiamo in tutti i sensi, quelli di VW dicono che non è abbastanza!

 

(ovvero: categoria Editoriali; "Le contorsioni di Scalfari" e "I conflitti del Corrierone")

Direi che con questo possiamo dichiarare terminata la parabola di Giannino, con l'arruolamento finale nelle milizie peroniste. Magari può contattare Capezzone, così fanno il club di quelli che hanno fatto finta di essere liberisti.

Letti: fanno ribrezzo ed anche una certa pena. Sì, pena: bisogna essere ridotti male ed avere veramente poca dignità per arrivare a scrivere troiate di tale livello al fine di guadagnarsi pane e visibilità.

Di Feltri non mi sorprendo: trattasi da sempre di individuo servile, prono a scrivere il falso e succube della propria ignoranza.

Di Giannino mi sorprendo di più, mi aveva dato l'impressione d'essere una persona migliore. Ma tant'è: aveva già cominciato a scomporsi nei suoi affannati tentativi di spiegare che Tremonti è un liberista che fa il bene del paese. Con questo editoriale ha passato quel limite oltre il quale non c'è più ritorno. Bon voyage.

Evidentemente ognuno ha il suo prezzo. D'altra parte, visti i nuovi editorialisti della stampa italiana, cosa c'è mai da sorprendersi?

dal servizio traduzioni del corriere.

Notevole il passaggio "..mostra la capacità del mercato italiano di fare equivoci" per "..shows the vigour of the Roman market in quid pro quos".

 

Minchia!!

sandro brusco 29/8/2008 - 18:16

Ora, capisco che i giornalisti del corriere abbiano problemi con l'inglese, ma addirittura con il latino? Una volta almeno il liceo classico lo finivano.

Aiutiamoli un po', va. Qui c'è una spiegazione di ''quid pro quo''. Ah, ma è in inglese, accidenti. Ecco allora la voce in italiano. La quale voce ci spiega anche la probabile fonte dell'errore: il prode giornalista ha scambiato ''quid pro quo'' con ''qui pro quo''. Invece, per gli anglofoni il significato dell'espressione è più vicino a quello che gli italiani rendono con ''do ut des''. Vale la pena di riportare quest'ultima voce per intero

Do ut des: frase latina, dal significato letterale: «io do affinché tu dia» e senso traslato «scambiamoci queste cose in maniera ben definita».

In un certo senso si può parlare di un "contratto" che viene siglato
con l'accettazione dell'offerta da parte del secondo attore, che si
impegna pertanto a consegnare quanto pattuito. Nel diritto privato
i contratti di scambio sono appunto indicati come "do ut des", in
contrapposizione ad esempio a quelli "do ut facies" in cui il pagamento
è a fronte di un'opera. Si noti la differenza con manus manum lavat, dove la contrattualità è assente.

La frase è ancora oggi usata anche nel discorso comune, in genere
per indicare la propria volontà di fare qualcosa solamente per un
tornaconto diretto oppure per stigmatizzare uno scambio avvenuto tra
due terze parti.

Sto ovviamente assumendo che l'equivoco nella traduzione sia dovuto a scarsa dimestichezza con le lingue straniere. Chi mai penserebbe che, nel principale giornale italiano, si possa artatamente e in malafede sbagliare una traduzione solo per favorire un padrone politico o economico? Simili abissi di mancanza di professionalità non sarebbero degni della peggiore repubblica delle banane.

se il punto è confrontare fifth and fourth best, allora il confronto Prodo vs SB lo possiamo anche fare e Prodi forse vincerebbe. resta il fatto che anche quella era soluzione politica e non di mercato, che l'asta di assegnazione ad Air France - KLM è stata davvero indecente, che gli esuberi e, quindi, il costo per il contribuente ci sarebbero stati anche li. Senza contare che anche quella privatizzazione, come questa, non aveva un piano strategico allargato che riguardasse il ruolo degli hub nazionali e dei piccoli aeroporti. si naviga a vista, come sempre in politica.

non è neanche vero che ci sia stata indifferenza totale in questi anni. Giavazzi, proprio sugli editoriali del Corriere, ripete da 10 anni che Alitalia andava fatta fallire. Forse se a lui si fosse aggiunta qualche altra voce autorevole del mondo economico per creare un forte movimento di opinione si sarebbe riusciti a far cambiare la mentalità alla gente cosicché SB non avrebbe potuto usare questa ridicola bandiera dell'italianità del gruppo per prendere i voti di qualche migliaio di dipendenti Alitalia.

Il monopolio... non è questa fusione che lo crea. La rotta Milano-Roma è sempre stata in mano ad Alitalia. Se proprio vogliamo esagerare si potrebbe parlare di duopolio (fa grossa differenza?). Regardless le fusioni, basterebbe avere una Antitrust che funziona per evitare i monopoli. nella foga della discussione è bene non perdere di vista il fatto che non è la fusione Alitalia-Air One a generare il monopolio, bensi il fatto che la liberalizzazione dei cieli è una chimera, specie in Italia, ovvero il fatto che gli slots sono concentrati, non le compagnie. Non mi sembra fair scandalizzarsi adesso e far finta che fino ad oggi ci fosse libera concorrenza sulla tratta Milano-Roma. 

A questo link il testo letto da Berlusconi ieri nel corso della «conferenza stampa», cioè il luogo dove parla solo lui e nessuno fa domande.

http://www.governo.it/Presidente/Interventi/dettaglio.asp?d=40131

 

giusto per capire che oltre alla roma-milano c'è altra ciccia all'osso di alitalia. 
mi dispiace un pò inzozzare la purezza liberista della discussione con un link ad un giornale di sinistra...
ma certe (poche, pochissime, quasi mai per carità) volte può essere di qualche utilità.
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78427  
Alitalia, terreni, immobili, servizi: il grande affare è a terra di Roberto Rossi

Due osservazioni:

1) mi hanno colpito le domande piu' che le risposte dell'intervista, specialmente l'insistenza sulla evidente contraddizione tra filosofia imprenditoriale e rischio d'impresa coperto dalle tasche dei contribuenti. Domande "scomode" di questo tipo mi sembrano abbastanza rare quando gli intervistatori sono giornalisti italiani. Per una volta tanto, un'intervista con molte domande che avrei voluto fare in prima persona.

2) Con le dovute proporzioni, qualcosa di analogo sta succedendo in questi giorni con Freddie & Fannie: il bailout del governo USA *senza* nazionalizzazione farebbe in modo che, mentre il contribuente garantisce i debiti, gli azionisti privati si godono i profitti, tra l'altro gonfiati da un costo del capitale piu' basso del normale. Sara' molto interessante vedere come si muovera' Paulson se le azioni scenderanno piu' vicine allo zero (Freddie ha chiuso a 4.51, Fannie a 6.84). Tra Alitalia, F&F e oggi Sarah Palin non ci si annoia mai!

L'interesse di Colaninno nell'affare Alitalia è probabilmente legato a
un grande spin off immobiliare, come quello che lo stesso Colaninno
realizzò con successo in Telecom, e che potrebbe riguardare la grande
area della Magliana di proprietà Alitalia.

Ne sapete qualcosa ?

Aggiornamento: scusate, c'era già un post a riguardo...

Ho provato a fare il giro dell'arco parlamentare per vedere se ce n'è uno, anche solo uno che dica delle cose sensate su questa indegna faccenda. Ho trovato solo questo (IdV) che - inutili lamenti per i poveri 7000 "lavoratori" di AZ a parte: evidentemente non vola con loro - chiama le cose con quasi il loro nome. Da tutte le altre parti è un coro di scemate o, al più, di critiche pro domo loro.

Di Pietro fu anche l'unico a dire qualcosa di sensato in campagna elettorale sul duopolio televisivo, proponendo di vendere ai privati due reti Rai e di lasciare a Mediaset un solo canale. Ovviamente venne indicato a destra e a sinistra come un pericolo sovversivo. Se fossi stato residente in Italia, gli avrei dato il voto solo per questo (non era sulla scheda amerikana).

In generale l'IdV è una stranissima accozaglia dove stanno i personaggi più disparati, e il buon Tonino non sempre brilla per la chiarezza di idee in campo economico. Ma almeno di tanto in tanto qualcosa di giusto lo dice. 

Re: Voci solitarie

raf 30/8/2008 - 08:42

Premesso che sulla porcata fatta non si discute . Premesso ch leggo questo sito per
imparare e per conoscere una  visione esterna all'iltalia . Ad oggi
alitalia ha dichiarato l'insolvenza come vi comportereste ? 

Perché mai bisognerebbe fare con Alitalia qualsiasi cosa diversa che si fa con qualunque società insolvente? La si pone in amministrazione controllata, si valuta se liquidarla intera come ongoing concern oppure vendendo separatamente gli assets (criterio semplice semplice: si fa più soldi in un modo o nell'altro?), si procede alla liquidazione e buonanotte suonatori (tra l'altro: non ho studiato i  particolari, ma questo non è, più o meno, quello che è stato fatto con Sabena e Swiss Air?).

Di cosa fare con Alitalia ne parliamo praticamente da quando è nato nFA. La lista completa degli articoli la trovi qui. Ti segnalo in particolare il primo articolo, di Gianluca, datato settembre 2006. Ossia, prima ancora che Padoa Schioppa avviasse la gara. Bando che poi criticammo doverosamente, in particolare l'osceno e foriero di disastri accento posto sull'italianità. Poi abbiamo ospitato un intervento dei colleghi Gennaioli e Rossi in cui si spiegava perché la liquidazione ''a spezzatino'' andava presa in considerazione. Cito dal post: 

Una rapida procedura di liquidazione avrebbe invece l’immediato
vantaggio di evitare nuovi aiuti di Stato e quindi salassi ai danni dei
contribuenti.  Eliminare tali aiuti avrebbe anche il
vantaggio di aumentare la possibilità per un'effettiva concorrenza
sulle rotte italiane, con grandi benefici per i viaggiatori.

Facile profezia, a quanto pare. Infatti ora ci ritroviamo con un altro salasso a danno dei contribuenti e meno concorrenza, come volevasi dimostrare.  Quando, nel luglio 2007, è fallita la gara abbiamo perfino discusso il modo migliore di organizzare la vendita. E così via, fino al disastro annunciato di questi giorni.

grazie per la risposta che potrei definire esaustiva. Alcuni articoli erano antecedenti alla mia frequentazione di NFA e non li conoscevo. Il primo articolo di Gianluca mi gettato nello sconforto nel 2006 l'alitalia aveva chiuso con una perdita di 200 milioni . Alitalia ormai è più un argomento da astrofisici ( buco nero ) che da economisti

la logica del sacrificio umano di chi è fuori della coalizione: nessuna coalizione bloccherebbe un'allocazione concorrenziale, perché con le risorse a disposizione di qualsiasi coalizione non ci sarebbe modo di far star meglio almeno un membro della stessa. L'unico modo è violare gli insiemi di bilancio, cioè togliere a qualcuno che sta fuori della coalizione per far star meglio almeno uno nella coalizione e cosi bloccare l'allocazione concorrenziale. Quindi, se l'allocazione concorrenziale di Alitalia sarà bloccata, per forza di cose sarà stato tolto qualcosa a qualcuno fuori dalla coalizione. 

Siate lieti di essere sacrificati per le imprese epiche delle cordate :D

<em>Fallire non è vietato
<em>
 

di Alberto Alesina
È stata un'estate di salvataggi.
Da Bear Stearns a Fannie Mae e Freddie Mac all'Alitalia. Uno spettacolo triste. Gli innocenti contribuenti – americani e italiani –pagheranno per gli errori di manager, per eccessi di rischio, per piloti e assistenti di volo molto ben pagati. La sinistra marxista un tempo parlava (giustamente) di privatizzazione dei profitti e pubblicizzazione delle perdite. Gli statisti odierni a cominciare dal ministro Giulio Tremonti pare non ci vedano nulla di male,anzi vorrebbero far entrare ancor di più lo Stato in gioco. Personalmente trovo la risposta sbagliata. Vanno privatizzati sia i profitti che le perdite, tenendo lo Stato (cioè tutti noi) il più possibile a debita distanza da chi sbaglia.
Continua u pagina 2

In un mondo ideale chi sbaglia ne subisce le conseguenze. Manager che fanno errorio che sono semplicemente meno abili dei concorrenti - è giusto che falliscano. Altrimenti come si motivano i loro salari stratosferici? E gli azionisti che hanno investito male è giusto che perdano: la Borsa non è una gallina dalle uova d'oro. Per le imprese inefficienti non c'è spazio sul mercato: devono per far posto a chi sa produrre meglio e creare più reddito. Questo darwinismo economico è quello che ha creato la ricchezza di cui tutti godiamo dalla rivoluzione industrale in poi. Sicuramente, i deboli vanno protetti e l'assicurazione contro la disoccupazione dei lavoratori è qualcosa di indispensabile, che noi non abbiamo. Invece siamo prontissimi ad assicurare manager, azionisti e piloti in esubero.
Certo, il mondo non è cosi semplice e qualche volta bisogna salvare. Ma c'è salvataggio e salvataggio. Se un'istituzione finanziaria fallisce, può trainare con sè imprese perfettamente sane e creare un
credit crunch. Ecco allora che un intervento dello Stato (e della banca centrale) serve alla collettività. L'interesse nazionale in questo caso è chiaro: evitare una depressione da debito. L intervento su Bear Stearns è stato per esempio molto ben congegnato e potrebbe non costare quasi nulla al contribuente americano. Gli azionisti di Bear Sterns (e il suo manangement) hanno preso una batosta. Il salvataggio di Freddie Mae e Freddie Mac costerà invece moltissimo agli americani.
Non si poteva fare altrimenti per evitare un collasso finanziario.
Salvare questi due colossi del credito edilizio è stata un scelta necessaria ma triste, uno dei giorni più neri del capitalismo americano recente. Ma non si dica che è stata la mancanza di regole, cioè troppo mercato a creare il problema finanziario americano, un'altra delle favole che ci raccontano gli "statalisti" nostrani. È stato il contrario. Regole sbagliate hanno troppo favorito il prestito edilizio e hanno creato incentivi sbagliati per le agenzie di rating ad assegnare «AAA» a tutti. Le connessioni politiche di Freddie Mae e Mac hanno consentito loro di seguire pratiche troppo rischiose evitando l'occhio del regolatore e sapendo che sarebbero state salvate in ogni caso. Il problema è stato l'eccesso di commistione pubblica, non l'eccesso di di mercato.
Anche negli Stati Uniti un bel po' di privatizzazione dei profitti ed una statalizzazione (per giunta preannunciata) delle perdite. Salvare una grande banca è quindi qualcosa che «turandosi il naso» - secondo un celebre detto di Indro Montanelli - qualche volta si deve fare. Il non averlo fatto nel 1929 fu una delle causa della Grande Depressione. Ma far pagare ai contribuenti almeno un miliardo di euro (se non più) per salvare Alitalia e favorire una cordata di imprenditori italiani non ha senso. Ed esprimo sempre un'opinione personale: a mio avviso il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, non doveva farne parte.
Sospendere le regole dell'Antitrust ha poi creato un precedente terribile che potrà essere invocato da chiunque voglia essere aiutato. Questo dettaglio è ancora più grave dei miliardi che spenderanno i contribuenti per Alitalia: apre la strada ad altri miliardi che verrebbero spesi per altre imprese mal gestite. E interessante come gli «statalisti » invochino lo Stato quando serve, quando crea vincoli indesiderati lo zittiscono.
Non c'è alcun interesse nazionale ad aiutare Alitalia. Le sue rotte verrebbero assorbite da altre compagnie e anzi l'eliminazione di posizioni di monopolio Alitalia ridurrebbero i prezzi per i viaggiatori. L'Alitalia non trascinerebbe nel fallimento altre imprese. I suoi lavoratori verrebbero riassorbiti da altre compagnie e nel frattempo andrebbero protetti con assicurazioni contro la disoccupazione. Perché salvare Alitalia e non l'impresa del piccolo imprenditore con 20 dipendenti in difficoltà che mai ha usato un euro di denaro pubblico? Che differenza c'è?
Ma si dirà, a proposito di differenze, non è ingiusto che una banca si debba salvare e una comopagnia aerea no? Una risposta tranchant sarebbe «life is unfair» («la vita è ingiusta »), ma in realtà c'è un criterio di giustizia sottostante. Una banca che fallisce può trainare con sè molti innocenti. Una compagnia aerea no, fatti salvi i dipendenti piu deboli con l'assicurazione contro la discoccupazione temporanea. Il problema è che se una banca grande sa che sarà sempre salvata ha gli incentivi sbagliati. Ecco perché serve trasparenza dei bilanci e un buon funzionamento delle agenzie di rating e della vigilanza per evitare che si giunga al momento del salvataggio.
Alberto Alesina
aalesina@harvard.edu

Mi fa piacere che "Il Sole" ospiti un intervento fortemente critico nei confronti dell'operazione Alitalia, sebbene probabilmente potesse farlo prima, senza lasciar così sospettare che ciò avvenga in relazione alla dichiarazione rilasciata oggi da Emma Marcegaglia.

Apprezzo, naturalmente, anche tale dichiarazione, che parrebbe confermare le mie precedenti valutazioni in merito al ruolo di Mrs. President nella faccenda.

Rimango, peraltro, fermamente convinto che meglio sarebbe stato evitare completamente ogni coinvolgimento nella cosa, guadagnandone immensamente in credibilità nei confronti del mondo politico-economico e, fatto ancor più importante, della base associativa.

Update: ritengo, in primis come associato a Confindustria, assolutamente necessaria la pubblicazione sul Sole anche della lettera inviata dai "redattori di nFA"  ed un vero chiarimento in merito a quanto ivi espresso, con la discussione di misure tese a risolvere i punti più inaccettabili di tutta l'operazione.

Confido vivamente avverrà.

capisco che non vogliano far entrare né michele né andrea moro nella cordata, ma questo è giusto?

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