Progetto di riorganizzazione della procura di Bolzano

19 giugno 2008 Cuno Tarfusser

Il progetto pilota di riorganizzazione e ottimizzazione della procura della repubblica di Bolzano.

Nell’agosto 2004 hanno preso forma in un progetto strutturato le idee e la voglia di cambiamento che da tempo erano oggetto di discussione all’interno della Procura della Repubblica di Bolzano. Insieme ai miei colleghi e collaboratori ero, infatti, alla ricerca di soluzioni organizzative nuove, moderne e soprattutto idonee a dare uno scossone ad un Sistema Giustizia, caratterizzato da immobilismo organizzativo, da autoreferenzialità e da quella che io chiamo la sindrome del peritus peritorumin forza del quale il magistrato non è ontologicamente abituato al confronto e alla discussione, posto che la decisione finale è sempre e comunque la sua. L’intento era quindi quello di lavorare con determinazione ad una modernizzazione dell’apparato burocratico tale da poter offrire al cittadino il Servizio Giustizia migliore possibile in un rapporto di equilibrio tra qualità e costi e con l’intento ulteriore di fargli riconquistare la fiducia nella Giustizia.

Questo progetto che ho denominato “Progetto pilota di riorganizzazione e ottimizzazione della Procura della Repubblica di Bolzano” è stato sottoposto al Fondo Sociale Europeo che, dopo averlo valutato e approvato, lo ha finanziato con 200 mila €, accettando quella che allora era certamente una scommessa. Maggiori dettagli che non in questo articolo sono contenuti qui e qui.

Mi sono quindi rivolto ad una società di consulenza, la emme&erre S.p.A. di Padova, che aveva già assistito altre pubbliche amministrazioni (mai però un ufficio giudiziario) in azioni di sistema e guidati dal nostro project manager dott. Bruno V. Turra e dai suoi consulenti, ci siamo messi a lavorare sugli obiettivi del progetto che posso sintetizzare in quattro punti:

1. restituire maggiore efficacia amministrativa all’azione della Procura attraverso l’analisi e la reingegnerizzazione dei processi lavorativi;

2. analizzare i costi al fine di pervenire alla massima efficienza economica mediante l’eliminazione strutturale degli sprechi, mantenendo contestualmente inalterata la qualità dell’azione istituzionale;

3. acquisire una mentalità orientata alla cultura del “Servizio”, che mette l’utente al centro del proprio agire nell’ottica della “customer satisfaction”;

4. gestire in modo più sinergico e istituzionalmente corretto i rapporti con coloro che rispetto alla Procura della Repubblica sono portatori di interessi diretti o indiretti (“stakeholder”).

Abbiamo raggiunta la prima tappa nel giugno 2005 allorquando, primo ufficio giudiziario, abbiamo presentato al pubblico la Carta dei Servizi della Procura della Repubblica di Bolzano. Questa pubblicazione ha ottenuto grande consenso, sia in seno ad altre istituzioni nazionali e locali, sia da parte dei cittadini (e quindi dagli stessi utenti del Servizio Giustizia). Ne è stato apprezzato lo sforzo di presentare attraverso un linguaggio a misura di cittadino i compiti e la mission istituzionale della Procura della Repubblica e di dare le informazioni di ordine pratico che ogni utente vorrebbe ricevere quando si approccia a un Servizio Pubblica. Abbiamo, in altre parole, cercato di presentare al cittadino il nostro Ufficio immedesimandoci nelle sue esigenze e aspettative. A questo scopo di informazione e orientamento del cittadino si aggiunge l’ulteriore valore insito in una carta dei servizi, ovvero il rapporto di fiducia e di rispetto che si crea tra l’istituzione e l’utente che è dato dall’impegno che l’Ufficio si prende di garantire gli standard di qualità del servizio indicati nella Carta stessa.

Nel dicembre dello stesso anno la Procura della Repubblica ha raggiunto anche la seconda tappa allorquando, come primo ed unico ufficio giudiziario, ha dato la massima trasparenza alla propria azione pubblicando il Bilancio Sociale 2004 seguito dalla pubblicazione del Bilancio Sociale 2005 e 2006. Questo strumento di rendicontazione sociale ha uno straordinario potenziale perché per poter rendere conto e quindi essere trasparenti occorre innanzi tutto rendersi conto, ovvero conoscere nel dettaglio la propria organizzazione, ed è proprio questa conoscenza che consente alla dirigenza di prendere decisioni strategiche volte ad incidere in termini di miglioramento amministrativo ed economico sulle prestazioni e sui servizi erogati a tutto vantaggio dell’utente.

Il risultato più eclatante che abbiamo ottenuto sotto questo profilo è stato senza dubbio quello economico. Siamo infatti riusciti ad abbattere in termini strutturali le spese di giustizia di oltre il 65%. Declinando il dato percentuale in vil argent posso dire che la Procura della Repubblica di Bolzano nel 2003, prima dell’intervento di riorganizzazione e ottimizzazione, ha sostenuto spese di giustizia per circa 2 milioni di euro. Attraverso il lavoro di reingegnerizzazione dei processi lavorativi e di ottimizzazione delle risorse l’ammontare delle spese di giustizia si è di anno in anno ridotto fino a raggiungere nell’anno 2006 la cifra di ca. € 620.000. Il bilancio della procura dal 2003 al 2007 è disponibile qui.

Il risultato già di per sè molto significativo lo è ancora di più se si considera che, non solo la mole di lavoro è rimasta sostanzialmente invariata, ma che parallelamente all’abbattimento dei costi la qualità del servizio è addirittura migliorata.

Contestualmente al lavoro per la carta dei servizi e per il bilancio sociale abbiamo lavorato anche all’implemetazione del Sistema Qualità certificabile in base alle norme ISO. A tal fine abbiamo proceduto all’analisi, alla mappatura e alla riorganizzazione dei diversi processi lavorativi che sono stati quindi protocollati diventando base operativa unica per tutti i collaboratori. Il sistema qualità comprende di meccanismi di rilevazione di criticità in diversi settori nodali dell’organizzazione e quindi di monitoraggio continuo e di controllo circa l’effettiva applicazione delle procedure indicate nel sistema.. Si tratta di procedure operative elaborate da chi si occupa del servizio e quindi non di procedure teoriche ma concretamente applicabili al lavoro quotidiano. Proprio per il grande coinvolgimento e la condivisione della mission da parte di tutto il personale amministrativo, dei magistrati e degli addetti alla sezione di polizia giudiziaria, complessivamente poco meno di 100 persone, l’adozione delle procedure non solo non ha incontrato particolari resistenze in seno all’ufficio, ma anzi ci siamo resi progressivamente conto che lavorare sulla qualità non significa altro che fare il proprio dovere e che spesso erogare servizi di qualità non significa altro che applicare le regole di buon senso alla continua ricerca del miglioramento in funzione delle esigenze del cittadino.

Grazie al sistema qualità di cui si è dotato la Procura della Repubblica di Bolzano e che le ha permesso di conseguire, primo ufficio giudiziario, la certificazione ISO 9001:2000 tanto ambita nel privato, poco conosciuta nel pubblico e del tutto sconosciuta nell’amministrazione della Giustizia, siamo in grado di monitorare, valutare e migliorare l’efficacia e l’efficienza di ogni procedura amministrativa senza minimamente intaccare l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati nella gestione delle indagini loro affidate. Nell’implementazione e nella valutazione del sistema qualità questa è stata la sfida più stimolante: scindere e contemporaneamente di far convivere in un giusto e necessario equilibrio, l’attività investigativa che deve godere dell’autonomia e dell’indipendenza garantito dalla Costituzione, da un lato e l’organizzazione che altrettanto doverosamente deve rispondere ai criteri costituzionale di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione, dall’altro.

La consegna del certificato ISO 9001:2000 da parte dell’amministratrice unica della DEKRA Certification s.r.l. di Milano dott.sa Beatriz Bottner, società cui ci siamo affidati per la valutazione ai fini della certificazione, è avvenuta nel corso di una cerimonia al Palazzo di Giustizia di Bolzano il 16 giugno 2007, cui significativamente sono intervenuti l'allora Ministro della Giustizia, sen. Clemente Mastella, e rappresentanti del Consiglio Superiore della Magistratura.

Concludendo, i risultati ottenuti in termini di efficacia, di efficienza e di trasparenza, mi inducono alle seguenti sintetiche riflessioni:

  • è possibile rendere un Servizio Giustizia migliore, nonostante queste leggi (troppe e scritte male) e questi beni e servizi (pochi), intervenendo in modo organico e moderno sull’organizzazione degli uffici giudiziari;
  • è possibile dimezzare le esorbitanti e incontrollate spese di giustizia semplicemente adottando misure strutturali e diffondendo tra gli operatori della giustizia la consapevolezza che la giustizia costa;
  • è possibile sfatare lo stereotipo dello statale pigro, maleducato, assenteista e ipersindacalizzato se viene stimolato e coinvolto, se sente di essere apprezzato, se riceve il buon esempio dai superiori;
  • è possibile riconquistare la fiducia del cittadino nelle istituzioni se gli si offre ciò cui ha diritto: un servizio pubblico caratterizzato da un adeguato livello di professionalità, efficienza e trasparenza;

…. E SE SI PUO’, SI DEVE ….

36 commenti (espandi tutti)

Complimenti!

Ritengo, da cittadino, di straordinario valore quanto sopra descritto e concordo in pieno con le Tue conclusioni.

Mi auguro che il Vostro modello sia replicabile in altre procure virtuose che, sono certo, esistono in tutta Italia.

 

Sono commosso ed estremamente felice di verificare che, anche in un contesto gravemente degradato come l'amministrazione pubblica italiana, esistono dirigenti pubblici che interpretano correttamente e con estrema competenza la propria funzione di provvedere servizi pubblici di qualita' ai cittadini - contribuenti. In un Paese un minimo serio i risparmi e i migliori servizi della Procura di Bolzano andrebbero valutati da un punto di vista economico e lo Stato dovrebbe riconoscere in cambio ai dirigenti e ai dipendenti coinvolti un adeguato compenso economico aggiuntivo.

 

Complimenti davvero, sia per l'egregio lavoro, che per l'articolo conciso e chiaro.

Aggiungo che altre realtà istituzionali italiane stanno faticosamente cercando di seguire percorsi simili con buoni risultati. Sono sempre troppo poche però, e poco conosciute.

Se posso permettermi di aggiungere: credo che un esempio come questo sia più stimolante di tutte le minacce che il neo-ministro Brunetta ha fatto finora e continuerà a fare nel futuro. 

Mi permetto ancora: spero che il neo-ministro Brunetta la neo-ministro Gelmini voglia adottare la mia seguente proposta, di pubblicare (anche solo sul sito dei ministeri, senza stampare costose brochure) i "best-cases" nelle scuole, nelle università e nelle pubbliche amministrazioni italiane, per additarli sia ai cittadini frustrati, che alle stesse pubbliche amministrazioni come esempi positivi da seguire.

 

che dire, complimenti.  un modello da esportare in moltissime altre procure a questo punto.

Abbiamo qui un esempio di PA che riesce a funzionare, auto-costruendosi internamente un sistema d'incentivi, pur non ricevendo nessun incentivo a farlo dal centro. Sorprende che una tale mosca bianca possa esistere, e rallegra che usi nFA per comunicare che "si può fare". Non sorprende, invece, che essa sopravviva in una istanza decentrata e tanto lontana da Roma quanto fisicamente e culturalmente possibile.

Morale 1: Invece di minacciare populisticamente i giudici "rossi" per coprire i propri dubbiosi atti privati, il signor BS dovrebbe imparare da questa esperienza ed approntare (o far approntare, dal suo esperto Ministro della Giustizia) legislazione adeguata a fornire incentivi ai Procuratori della Repubblica perché questo esempio venga generalizzato. Ed a penalizzare quelle procure che non riescano a raggiungere, diciamo, un rapporto costi/servizio pari ad almeno il 125% di quello della Procura di Bolzano.

Qui, invece, abbiamo un esempio di PA che non funziona, anzi cade nel ridicolo più volgare. Succede, non a caso, nei corridoi romani del Ministero della PI, e non sorprende. Vediamo ora se il Ministro Gelmini, possibilmente in cooperazione con il Ministro Brunetta, prenderà gli adeguati provvedimenti punitivi nei confronti dei responsabili. In un'azienda normale, un quadro che fa una cosa così lo licenziano in tronco; qui ci accontenteremo di una sospensione d'alcuni mesi, senza stipendio ovviamente. Oltre all'ovvia retrocessione di livello, in modo che questi cialtroni incompetenti (qui l'insulto è sia dovuto che adeguato che motivato) non riscrivano gli esami di maturità negli anni futuri.

Morale 2: sospesa in attesa di eventi. Poiché abbiamo l'ardire di pensare che dal Ministero della PI, almeno ma forse anche da quello della PA&I, qualcuno ci legga, attendiamo pazienti i riscontri obiettivi delle loro azioni, che ci auguriamo arrivino presto. E non consistano solo d'annunci.

come non concordare con te. è altresì chiaro che, come indicato nei pdf segnalati, il tutto abbia funzionato grazie alla collaborazione e al coinvolgimento di tutti i dipendenti della procura.
trovo sinceramente la cosa notevolissima. non la collaborazione. la richiesta di collaborazione.
Se è stato fatto risulta evidente che può essere fatto ancora e in tutte le procure, anche nelle più grandi.

per la morale 2: pare che la ministra abbia rimosso il "responsabile delle scelte delle prove".

Anzitutto complimenti.

Venendo al post, il linguaggio e' molto advisorial, io ho capito che avete fatto una analisi dei processi e creato un sistema di benchmarking interno. Tutte cose interessantei, pero' a me interessa piu' la pratica della grammatica: si potrebbero fare un po' di esempi di azioni che hanno portato a risparmiare il 65% delle spese? Anche cose molto banali, del tipo "abbiamo smesso di usare la cartoleria del centro che fa pagare due euro una Bic"..

Grazie.

c'è tutto nei pdf.

http://www.econ.nyu.edu/user/bisina/articolo%20su%20Giustizia%20e%20Orga...
pag 17 e 18 per esempio per quanto riguarda l'ottimizzazione dei costi delle intercettazioni.

Mi erano sfuggiti i link, grazie!

Quale e' stato il ruolo del ministero in tutto questo? I soldi sono arrivati tutti e solo dalla comunita' europea? Il ministro e' venuto solo a prendersi i meriti alla giornata di certificazione iso 9001 o ha fatto qualcosa? Avete avuto un aumento di personale a fronte dei soldi risparmiati?

 

 

Rispondo io per il Capo supremo poichè sta partendo per le ferie.

Il ministero non è stato coinvolto nel progetto, non lo ha finanziato, non ha contribuito. Và detto però che, dopo la sua pubblicazione, ha cercato di diffonderlo ed altri uffici giudiziari hanno avviato progetti analoghi. Quanto all'aumento di personale, anni fa ci furono dei concorsi, ma i vincitori non furono mai chiamati. La pratica è stata sbloccata quest'anno, ma, ormai, decorso tanto tempo, gli interessati erano pochi, mentre, nel frattempo, abbiamo perso diversi effettivi per pensionamenti e/o trasferimenti.

Axel, sai per caso anche quali altri uffici giudiziari hanno avviato progetti analoghi, quando sono partiti e se ci sono risultati paragonabili?

Di preciso lo so solo delle procure di Pescara e L'Aquila, ma gi uffici sono di più, credo 35, dovrei richiedere al capo supremo al quale hanno chiesto di fare da coordinatore dei progetti degli altri uffici. I risultati non ci sono ancora, perchè hanno appena iniziato il percorso che dura un paio di anni come hai visto nell'articolo, ma l'altro giorno erano a Bolzano quelli dell'ufficio di Pescara e, se non sbaglio, dovrebbero aver già preparato la loro carta dei servizi.

Interessante ed utile esempio.

La speranza (anche se sarebbe meglio dire la necessità) è, naturalmente, che sia celermente seguito dalla totalità delle strutture che compongono la PA, compreso il tribunale di Bolzano, della cui efficienza ho, invece, un'opinione tutt'altro che positiva, in seguito ad una esasperante ed immotivata lungaggine relativa ad un procedimento civile, sulla cui recente conclusione non poteva esserci alcun dubbio.

Il timore è, invece, che ci siano in giro troppo pochi Cuno Tarfusser: al di là delle note difficoltà strutturali e legislative, infatti, la differenza deriva sempre dall'azione degli individui che, se lo vogliono, possono incidere profondamente, come questa vicenda non manca di evidenziare.

Sembra che il Ministro della PI abbia reagito alla sequenza di demenziali gaffes nei testi degli esami di maturità con un cambio al vertice.

La persona incaricata sino ad ora di tale compito - con il titolo di "Ispettrice": qualcuno ne conoscerebbe per caso lo stipendio annuo? - è stata sostituita da un'altra persona, con il titolo di "Professore". Dice La Repubblica che

Il ministero ha ringraziato l'ispettrice Caterina Petruzzi "per aver
svolto per tanti anni con grande passione, dedizione e professionalità"
la sua funzione ...

... professionalità ...

Non vi è segno di multe o altre punizioni. Non è chiaro a quali mansioni sia stata assegnata la signora Petruzzi. Non credo che l'ispettrice in questione sia l'unica responsabile di tanti esami, e tanti errori. Che succede al resto della commissione? Insomma, qualcuno paga qualcosa o è solo un giro di musical chairs?

I funzionari incompetenti vanno licenziati. L'ha detto e promesso il Ministro della PA&I. Una/o che manda in giro esami d'inglese come quello che s'è visto stampato sui giornali è peggio che incompetente. Per non parlare degli altri errori, ugualmente imbarazzanti. Da qualche parte occorre cominciare, cari ministri.

Gli errori quest'anno sono stati davvero pacchiani. di fronte a cotanto errore, Boldrin dimentica che responsabile e' anche il Ministro in prima persona. se un ministro (Scajola) puo' essere sfiduciato per i fatti di genova, cosi la Gelmini andrebbe sfiduciata visto che gli esami di maturita' sono una delle cose di punta di quel ministero (insieme al fatto che i risultati degli studenti italiani sono i peggiori dell'Europa... ma qui sono tanti i responsabili politici e non).

Concordo che un funzionario incompetente vada licenziato. Per me non basta un errore di una volta per giustificare l'incompetenza e il licenziamento. spero che Brunetta nel suo progetto di riforma stia pensando a meccanismi piu' complessi e seri in materia.

three strikes and you are out mi andrebbe bene. uno solo no.

La logica del commento mi sembra meno che impeccabile. Vediamo se ho capito bene:

- il funzionario incompetente, che da anni (era in "prorogatio", ci viene detto) svolge malamente un lavoro fondamentale, e mai è stato punito, quel funzionario va fondamentalmente perdonato.

- il ministro, che al ministero è arrivato da meno di un mese senza mai esserci passato prima, che il funzionario incompetente (e tutti gli altri con lui) se li è trovati lì piazzati dal predecessore e da decenni di co-gestione sindacale del ministero della PI, il ministro dovrebber dimettersi!

Ho capito bene? Spero di no, dai ...

con i dovuti caveat, hai capito bene.

il ministro ha una carica politica, non tecnica. politico vuol dire (dovrebbe voler dire) responsabilita'. in fondo nessuno fa il ministro per mestiere (o almeno cosi dovrebbe essere). ho detto che si tratta di cosa molto importante per quel ministero. chi ripaga uno studente di un voto basso (che resta tutta la vita) dovuto alla confusione mentale di chi ha scritto l'esame? il ministro ha una responsabilita' indiretta enorme. e' come l'AD di una societa quotata. non puo' non sapere una cosa cosi grossa (puo' anche darsi abbia sbagliato a scegliere i collaboratori: ma questa e' sempre responsabilita' politica e il prezzo di un errore politico di questa portata sono le dimissioni).

sul funzionario sono stato vago. ho detto non so. tu dai per scontata una serie lunga di errori. se cosi fosse siamo ben oltre i tre strikes di cui parlavo ed il licenziamento ci sta tutto. anche in quello che ho detto io. se fosse il primo errore in una carriera equilibrata per me il licenziamento e' ingiusto. la pensiamo diversamente? capita... ma questo e' quello che ho detto. mi attribuisci un sostanzialmente perdonato che non ho detto.

inoltre, nel mio intervento non ho parlato di punizione. il silenzio sottende concordanza con la tua opinione. se il funzionario ha sbagliato e' chiaro che non lo promuovo neanche io, Michele. ci fossero stipendi legati alla produttivita' sarei d'accordo con una "penalizzazione" monetaria. ho scritto il contrario? non mi pare. ho solo detto che licenziare uno perche' sbaglia una volta mi pare esagerato. il ministro si perche' guadagna tanto proprio per non commettere quell'errore politico pacchiano. il funzionario va spostato, magari gli va ridotto o annullato il premio produttivita'. ma licenziato no. lo licenzio si sbaglia piu' volte. vanno anche evitati gli abusi secondo me quando si parla della vita delle persone.

 

Sul trattamento del funzionario credo che concordiamo. Da anni, se ricordo bene e credo di farlo, escono boiate di un tipo o dell'altro agli esami di maturità; quelle di quest'anno sono solo particolarmente eclatanti. La signora era in "prorogatio", ergo ...

Sul ministro invece non siamo proprio d'accordo. In Italia, sia chiaro, la tradizione e' che i politici non sono responsabili di niente, e non dimettono mai. Orrenda tradizione, che va cambiata. Ma per cambiarla occorre fare richieste ragionevoli. In Italia non c'e' lo spoil system: il ministro che arriva deve tenersi praticamente TUTTA l'alta dirigenza scelta dal suo predecessore (o dal predecessore del predecessore, in certi casi). Cambi ne puo' fare, ma non in poco tempo. Di certo non in un mese. Ritenere quindi la Gelmini responsabile, anche solo simbolicamente, delle cretinate compiute da funzionari e commissioni messi li dal precedente ministro dell'Istruzione (vi ricordate chi era?) mi sembra illogico. A meno che non si ritenga che, in un mese, la Gelmini abbia avuto il tempo materiale per controllare tutto, ipotesi che io considero assurda. Tanto per rendere chiara la mia logica: se tre giorni dopo che il governo si e' installato le FFSS collassano a causa di un'erronea scelta dei trasformatori elettrici tu che fai? Chiedi le dimissioni del nuovo ministro dei Trasporti o l'arresto del precedente? Ecco, io propendo per la seconda ipotesi. Se la cosa invece succede sei mesi o un anno dopo, il mio giudizio cambia.

e' chiaro che dipende dai casi.

nel caso della Gelmini me la prendo con lei. e' passato oltre un mese, in un mese non posso cambiare i dirigenti, e' vero, pero' posso:

1) nominare i membri del mio gabinetto che hanno il dovere di guardarsi in giro da subito e riferire,

2) leggere o far leggere a qualcuno una traccia d'esame. io ritengo che un ministro dell'istruzione non possa, e ripeto, non possa non conoscere le tracce dell'esame di maturita'. sia per una questione di prestigio, sia di opportunita' politica e sia perche' quell'esame e' troppo importante per gli studenti che lo fanno (visto che sfortunatamente il diploma ha valore legale). un ministro controlla o fa controllare da persone di sua fiducia.

e poi possibile che non ci fosse uno straccio di sotto-segretario?

 
e poi possibile che non ci fosse uno straccio di sotto-segretario?

Certo che c'è, trattasi dell'indimenticabile Giuseppe Pizza, l'unico e vero proprietario del simbolo scudocrociato. Come ci spiega sul sito del ministero il tizio è un ''bibliofilo è [sic] studioso di storia del medioevo e di pittura manieristica e barocca.''

Più seriamente, molto spesso i ministri non solo non scelgono i dirigenti dei ministeri ma nemmeno i sottosegretari. Pizza ha avuto il sottosegretariato come ricompensa perché non ha chiesto, pur potendolo, il rinvio delle elezioni. Dubito che la Gelmini abbia avuto gran che a che fare con la decisione.

da anni svolge malamente un lavoro fondamentale

questo esattamente dove l'hai letto? 

Concordo che un funzionario incompetente vada licenziato. Per me non
basta un errore di una volta per giustificare l'incompetenza e il
licenziamento. spero che Brunetta nel suo progetto di riforma stia
pensando a meccanismi piu' complessi e seri in materia.

ma non basta la lettera di richiamo? tre lettere e si è licenziati. nel privato in italia è così da sempre. nel pubblico penso sia la stessa cosa. se è davvero così allora è inutile cercare nuovi meccanismi e architettare chissà cosa. basta usare gli strumenti già esistenti. 

se la lettera di richiamo fosse attuata davvero, si. basterebbe.

beh allora basta che qualcuno, se lo ritiene il caso, mandi quella lettera o quelle lettere -più verosimile - a chi è implicato nella faccenda. poi ovviamente, se questi vorranno, contesteranno la lettera con i loro avvocati o attraverso i loro sindacati preferiti e nel caso porteranno il problema davanti ad un giudice.

questo perchè appunto alla terza lettera di richiamo si è licenziati. la possibilità di contestarla è ovviamente prevista per evitare abusi e vessazioni. non sono sconosciuti infatti nel privato casi di tre lettere mandate in una settimana per liberarsi di individui scomodi (non lavativi dunque, non casinisti nel lavoro, solitamente sindacalisti rompiballe). ovviamente non è questo il caso ma la possibilità di difendersi ci deve essere sempre.

questo dando per scontato che nel pubblico ci sia il meccanismo delle tre lettere=licenziamento. il soggetto in questione però pare sia un funzionario. mi dichiaro ignorante sul loro status contrattuale sia nel privato che nel pubblico quindi non saprei...
resta il fatto che comunque è stato sostituito. quindi oltre alla gogna pubblica probabilmente ha chiuso anche la carriera. magari è poco, magari è il giusto. comunque non vedo perchè chiederne addirittura la testa al primo errore anche se gigantesco. non penso tra l'altro abbia fatto tutto da solo. la ministra l'ha sostituito. forse lui (o lei) doveva fare altrettanto ma più in fretta con qualcuno più in basso nella gerarchia. lo scaricabarile è un gioco molto conosciuto in italia.

resta il fatto che comunque è stato sostituito. quindi oltre alla gogna pubblica probabilmente ha chiuso anche la carriera.

Mi sembra un'eccesso di ottimismo: tra commissioni, municipalizzate, enti inutile un posto per un amico degli amici si trova sempre.

alla fine ne l'uno ne l'altro. Se ne è andata in pensione definitivamente.
l'interessata tra l'altro si discolpa dichiarando di aver avvisato il ministero ecc su repubblica c'è tutto.

per quanto riguarda gli altri burloni - sopratutto i responsabili della prova d'inglese - invece si annunciano "sanzioni". pare di capire che nessuno sarà licenziato. mi sembra giusto. perchè non semplicemente una bella lettera di richiamo? sicuramente non sbaglieranno più, tanto più che non avranno più, a rigor di logica, quell'incarico. se invece si dimostreranno diabolicamente perseveranti al terzo richiamo saranno licenziati. non mi pare poi che tutti gli anni si verifichino scandali sulle prove della maturità. inutile fare quindi i robespierre furiosi.

 

 

Beh pietro dipende anche dall'errore. Mi pare che già negli anni scorsi ci siano state imprecisioni nelle tracce d'esame, ma la traccia d'inglese linkata da Michele aveva un che di comico, se non è una dimostrazione di incompetenza questa mi chiedo cosa possa esserlo!

Non ha alcuna attinenza con l'argomento qui trattato - e me ne scuso - ma ho una curiosità che spero Axel possa soddisfare, sempre che la sua gentile consorte gli consenta l'accesso al computer .... :-)

La Cassazione ha sconfessato la Procura di Bari nel caso Pappalardi, il quale dovrà essere risarcito per ingiusta detenzione: a me piacerebbe sapere quali provvedimenti verranno presi nei confronti dei magistrati inquirenti che, a quanto pare, hanno cercato di dimostrare il loro teorema anziché scoprire la verità dei fatti.

Lungi da me l'idea che questa sia la norma comportamentale, ma anche altre volte si sono presentate situazioni simili e non ho mai saputo (in realtà non ho mai cercato di sapere) quali siano state le conseguenze patite dai malaccorti (incompetenti?) funzionari.

Spero vivamente che, come troppo spesso avviene, non ci si limiti a far pagare Pantalone ....

Rispondo solo adesso perché la consorte é andata a dormire e, quindi, non sa quello che faccio...

Non é previsto, in questo caso, alcuna forma di responsabilitá per il magistrato. Va detto che il PM puó solo chiedere un provvedimento di misura cautelare che viene disposto dal GIP, vagliato dal tribunale del riesame e, successivamente, ed eventualmente, dalla cassazione. La responsabilitá sarebbe dunque corale. Inoltre, quando si applica una misura cautelare generalmente manca il contraddittorio e, quindi, l´apporto argomentativo e probatorio della difesa, con la conseguenza che ci si basa di di elementi probatori spesso monchi. In altre parole, applicare una misura cautelare é sempre un rischio che é pericoloso addossare al magistrato, altrimeni viene disincentivato a richiederele ed ad applicarle. 

Nel caso specifico,  devo dire, basandomi, tuttavia esclusivamente su resoconti giornalistici letti superficialmente, visto che la vicenda non mi appassionava, che a carico di Pappalardi c´erano ben pochi indizi ed a maggior ragione, fu sconcertante la decisione di insistere con la misura cautelare allorché i due gemellini furono recuperati. 

applicare una misura cautelare é
sempre un rischio che é pericoloso addossare al magistrato,
altrimenti viene disincentivato a richiederle ed ad applicarle

Sì, Axel, capisco la tua
posizione ma, dal momento che simili decisioni possono apportare
danni - anche di grande rilievo - alle persone coinvolte, mi pare
doveroso cercar di limitare al massimo gli errori ed il modo migliore
per farlo credo sia, guarda caso, valutare i magistrati inquirenti (e
non solo quelli) sulla base dei provvedimenti richiesti e/o decisi in
relazione ai risultati ottenuti, con conseguenti ricadute, positive o
negative, che costituiscano incentivo al miglioramento e disincentivo
ad un lavoro approssimativo o non scevro da preconcetti, che talvolta
sembra evidente.

Come sempre, un servizio pubblico deve
obbligatoriamente essere in funzione del cittadino fruitore, non
dell'operatore che lo fornisce, specie quando si vanno a toccare
aspetti estremamente delicati della vita, come la libertà
personale: se un funzionario non è in grado di svolgere
correttamente il lavoro per cui è pagato (in questo caso, tra l'altro, non
pochissimo), deve rispondere individualmente dei suoi atti, fino ad
essere messo nell'impossibilità di proseguire “a far danni”,
arrivando anche al licenziamento, come punto d'arrivo di una serie di
sanzioni, con buona pace del corporativismo dell'organo di
autogoverno, sempre poco disponibile a giudicare seriamente gli
appartenenti al Club.

Nel caso preso in esame, come puro
esempio che anche a me non appassiona, la situazione di arroccamento
ieratico – da “casta” - richiede fortemente sanzioni, anche
perché deve essere chiaro che non può sempre essere la
collettività a pagare per atteggiamenti di quel tipo.

mi pare doveroso cercar di limitare al massimo gli errori ed il modo migliore per farlo credo sia, guarda caso, valutare i magistrati inquirenti (e non solo quelli) sulla base dei provvedimenti richiesti e/o decisi in relazione ai risultati ottenuti, con conseguenti ricadute, positive o negative, che costituiscano incentivo al miglioramento e disincentivo ad un lavoro approssimativo o non scevro da preconcetti, che talvolta sembra evidente.

In linea di massima condivido pienamente il tuo discorso. Sulla libertà delle persone non si dovrebbe scherzare. Ho già detto spesso su questo sito che, in Italia, si tende ad applicare la custodia cautelare con troppa facilità, spinti a ciò da una serie di motivi, tra cui l'assenza di effettività della pena, la pressione da parte degli organi di Polizia giudiziaria, la volontà di estorcere chiamate di correo, ed altro. Gli incentivi di carriera dei vertici delle polizie vengono misurati nel numero di "catture" ottenute, a prescindere dal risultato finale del procedimento. Così la polizia fa dei ricatti sottili, ma non espressi, del tipo "se tu vuoi che io faccia questa indagine, mi devi garantire le custodie cautelari, altrimenti non ho uomini da metterti a disposizione".  La magistratura, specie quella inquirente, purtroppo, con una certa frequenza, ha un approccio piuttosto facilone al problema e non esita ad applicare misure anche in assenza di elementi probatori significativi.

Mancano effettivamente i disincentivi a questi comportamenti scorretti. Anche qui condvido, quindi il tuo discorso. Come diceva anche Tullio, sarebbe necessario fare tanti bilanci sociali, ed in questo valutare anche quante spese l'ufficio ha causato anche sotto questo profilo, sanzionando l'ufficio nel suo complesso con minori risorse, laddove il rapporto costi/benefici sia negativo, ed, infine, sanzionando il singolo magistrato, in caso di colpa grave e reiterata. Ciò richiede, tuttavia, una serie di interventi di ristrutturazione dell'intero sistema normativo, procedurale ed anche di mentalità della magistratura e della polizia che, allo stato, sono lontani anni luce da quelli esistenti in Italia.

 arrivando anche al licenziamento, come punto d'arrivo di una serie di sanzioni, con buona pace del corporativismo dell'organo di autogoverno, sempre poco disponibile a giudicare seriamente gli appartenenti al Club.

Ultimamente il licenziamento c'è stato, in particolare, del magistrato che, per 8 anni non ha scritto la sentenza di Gela. L'intervento sanzionatorio comincia dunque ad esserci, tuttavia, purtroppo, risulta essere estremamente casuale e, quindi, sostanzialmente arbitrario.  

 

ovviamente mi accodo all'elogio riguardo i criteri e i risultati dell' ottima iniziativa che ha dato origine alla discussione

 

 

sul problema della responsabilità dei magistrati:

 

in questi casi di cd. "accanimento giudiziario" per non intaccare il principio di autonomia (in questo caso investigativa) credo che la responsabilità debba (o potrebbe )essere essenzialmente "contabile"

ovvero se il singolo magistrato ha "sprecato" risorse dello stato per indagini rivelatesi "infruttuose" credo che in qualche modo ne debba dare conto 

cioè il procuratore capo di ogni procura (sulla scorta dei presidi delle scuole ) dovrebbe aver assegnato ad ogni anno giudiziario un budget e sulla base di questo "spalmare " le relative risorse ai propri p.m. sulla base di valutazioni di priorità

di questo alla fine dell' anno relazionare circa i rapporti tra "investimenti" (si pensi ad esempio agli altissimi costi delle intercettazioni che in italia costituiscono una voce a bilancio spropositata) e risultati ottenuti.

in buona sostanza: come per scuola e sanità anche le procure dovrebbero avere dei manager

 

è impensabile che le procure debbano essere amministrate dai procuratori capo che non hanno alcuna dimestichezza con i principi di amministrazione ed economicità

 

Innanzitutto complimenti vivissimi.

Questo è lo spirito che spero pervada presto tutta la nostra Magistratura. Abbiamo bisogno di persone che si rendano conto che le leggi (troppe e scritte male) sono una delle due facce della medaglia, l'altra è la disorganizzazione.

Come unico appunto, non sono personalmente convinto che la "customer satisfaction", la "mission" e la "certificazione ISO, siano concetti da prendere ed applicare così come escono dai manuali di organizzazione aziendale all'amministrazione della giustizia. In ogni caso, sono sicuramente di spunto.

Spero l'iniziativa si diffonda.

 

Complimenti anche da parte mia.

Avevo sentito questo progetto in una puntata di report, che lo accostava ai risultati raggiunti dal tribunale di Torino che:

In questa situazione qualcuno si è rimboccato le maniche e si è
arrangiato con i mezzi che ha per esempio il Presidente del Tribunale
di Torino che dal 2001 ad oggi ha smaltito tutto il vecchio arretrato
dei processi civili un giorno guardò l’archivio e disse: “da oggi
questo archivio è una cantina e i fascicoli vecchi sono bottiglie di
vino che stanno per diventare aceto”.

Non è ben chiaro quali siano le similitudini e le differenze tra le due iniziative, anche qui sembra un mix di innovazione organizzativa, motivazione del personale e orientamento al servizio.Anche in questo caso pare che la differenza l'abbia fatta un singolo dirigente.

Ovviamente nella stessa puntata si discutevano situazioni molto meno edificanti.

... non c'è più traccia della documentazione di Tarfusser sul sito della procura di BZ. Inoltre, nella pagina pubblicazioni, gli unici documenti (non) presenti sono proprio quelli dell'ex procuratore. L'impressione è che dopo il cambio al vertice il suo lavoro non sia stato portato avanti. Nessuna traccia di bilanci sociali dopo l'anno 2006. Qualcuno sa se esistono da qualche parte? Speriamo almeno che il pregevole lavoro di BPR portato avanti da Tarfusser non sia stato cestinato dopo la sua partenze per l'Aia.

 

Sarebbe una beffa!

 

MP

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