La prova moviola

17 febbraio 2006 giorgio topa
Recenti episodi hanno messo in risalto come le decisioni arbitrali siano spesso soggette ad errori palesi (si pensi al clamoroso gol in fuorigioco di Del Piero in Juve-??? nel campionato corrente, oppure ai diversi gol annullati all’Italia nel corso dei Mondiali in Corea e Giappone). In questi casi, la disponibilita’ della prova-moviola sarebbe risolutiva, in quanto consentirebbe all’arbitro di ridurre di molto il margine di errore nelle decisioni sue e dei suoi collaboratori. Si argomenta spesso, in difesa della mancata adozione della prova-moviola da parte delle varie federazioni nazionali ed internazionali, che la prova-moviola si presterebbe a facili abusi, venendo invocata da ambo le squadre ad ogni minima decisione dubbia, spezzando cosi’ in modo inaccettabile il ritmo del gioco. Tuttavia, quest’obiezione puo’ essere facilmente superata qualora si diano agli allenatori delle squadre i corretti incentivi. Si puo’ pensare, ad esempio, ad uno schema in cui ogni squadra disponga di un “budget” di tre prove-moviola per partita, per ribaltare una decisione arbitrale ritenuta erronea. Qualora la decisione risultasse valida anche a seguito della prova-moviola, la squadra che ha richiesto la verifica verrebbe penalizzata con un calcio di punizione (o calcio d’angolo) a sfavore. In questo modo, ciascun allenatore razionale utilizzerebbe la prova solo in situazioni in cui la probabilita’ di un errore arbitrale a sfavore fosse sufficientemente alta.

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