Quando 1+1=1,5 ... (ovvero, le notizie che ti fanno pensare)

10 marzo 2017 Marco Saltalamacchia

Il gruppo PSA (al secolo Peugeot-Citroen) acquista, per 2 miliardi di euro, Opel da General Motors (GM). PSA rinuncia a competere in Cina (immagino con il marchio Opel) ed evidentemente GM rinuncia al mercato europeo. Chi ci perde realmente e chi ci guadagna? 

Conoscendo un po' la mentalità degli "automobilari" e sapendo che sono rimasti fra i pochi industriali ad avere una visione di lungo termine (per forza, visto che normalmente i loro orizzonti temporali di investimento valgono come minimo 10-12 anni) non posso fare a meno di fare alcune considerazioni che mi piace condividere qui.

La prima è che bene ha fatto GM ad aspettare 7 anni prima di rimettere Opel sul mercato, visto che l'ultima volta si era vista offrire "solo" 1 miliardo (da Magna Steyr, mentre il Sergione nazionale aveva provato a portarsela a casa "gratis et amore dei" ma l'Angelona non aveva abboccato).

La seconda è invece meno speculativa (nel senso pecuniario) ma più speculativa "filosoficamente" e non può fare a meno di vedere in questa decisione un segno dei tempi.

In sostanza gli americani stimano, correttamente, che è molto meglio portare a casa 2 miliardi di euro subito (più qualche centinaio di milioni di euro di perdite future in meno) e rinunciare al mercato europeo (ma tenendosi ben libere le mani in Cina) che non il contrario, cosa che invece fa PSA. Insomma "(lasciare) Parigi val bene una messa" e se la messa è un "de profundis" ancora meglio.

La terza considerazione, invece, cerca di comprendere le ragioni di PSA e cosa si stia comprando la famiglia Peugeot con 2 miliardi di euro (quelli subito, ma mi è meno chiara la parte dei 10 miliardi di "liabilities" relative al fondo pensione degli operai tedeschi, inglesi e spagnoli). E qui è davvero più dura.

Sotto l'aspetto commerciale, mi puzza di mezzo pasticcio. Certo, si aumenta la mitica "market share", ma a che prezzo? PSA, che aveva già sofferto enormemente per limitare la concorrenza fratricida dei marchi Peugeot e Citroen, adesso, non contenta, si mette in casa un terzo marchio (Opel in Europa continentale e Vauxhall in UK) che è in piena sovrapposizione con gli altri due. Quindi niente "trade-up" commerciale, non è l'indiana Tata che compra Jaguar & Land Rover o la cinese Geely che acquisisce Volvo.

Si dirà, non si trascurino le valenze industriali di miglior assorbimento dei costi fissi industriali... un bel par de ciufoli! 

In Europa, Opel ha un pesantissimo sistema industriale che GM ha faticato enormemente a ridurre negli anni. E' concentrato nella costosissima Germania, dove se fabbrichi BMW, Audi o Mercedes ancora puoi pensare di cavartela, ma se fai delle poverelle Opel o Ford, son cavoli amari (Opel perde circa 1 miliardo di euro l'anno e Mamma GM la vende...). E se qualcuno pensa che i francesi avranno gioco più facile degli americani a chiudere baracca in Germania (o in Francia), non conosce né i sindacati tedeschi né quelli francesi.

Quindi o hanno messo in conto ulteriori miliardi (ma tanti...)  per chiudere quelle baracche e/o creare "piattaforme industriali" comuni alle diverse marche o le sinergie te le puoi mettere in saccoccia...

In ogni caso i soldi necessari saranno certamente tanti e ben più dei due miliardi che vediamo oggi, il tempo necessario davvero lungo (diciamo dieci anni) ed i risultati limitati praticamente al solo territorio europeo. Quindi i francesi, in un trade-off di scelta di investimento osceno, scelgono l'ardua via della scalata alla leadership europea (dove, per capirci, il nemico da battere è semplicemente il leader mondiale VW, tra l'altro fortissimo dove? In Cina!) anzichè tentare la non meno ardua ma almeno più remunerativa via della "globalizzazione".

Mercato europeo dove TUTTI i costruttori mondiali sono presenti, cinesi, giapponesi, coreani, indiani e, adesso un po' meno, gli americani.

Trascuro, per evitare di farla troppo lunga, tutte le ulteriori considerazioni che potrei fare sul fatto che in un settore così "capital intensive" PSA concentri tutti i rischi in area euro, legandosi quindi alle dinamiche di un solo mercato pur continuando a dipendere per il sourcing in buona parte dal dollaro, (per chi ne avesse curiosità ne avevo parlato qui nel lontano 2012). 

Insomma, la morale di questa storia è davvero tristina per noi europei (più per i latini che per i sassoni senza l'anglo davanti però). Ovvero che in Europa ci si stia cominciando ad azzannare come cani affamati su un osso che è sempre più spolpato piuttosto che scegliere di giocare una partita sullo scacchiere mondiale.

Last but not least, agli irriducibili filo-FCA segnalo che questa NON è una buona notizia per FCA per almeno due buone ragioni:

1) Mary Barra (la capa di GM) che di alleanza con FCA non ne ha mai voluto sentire parlare, senza Opel è finanziariamente molto più forte.

2) GM senza Opel, tenuto conto di quanto detto prima, è comunque meno interessante per FCA ed anche se facessero un accordo GM-FCA, l'Europa a questo punto ne sarebbe esclusa.

Comunque, come al solito, chi vivrà vedrà...

p.s. Nell'immediato, comunque, ci sono già ulteriori candidati "losers" e penso ai dealers di entrambi i marchi ed al fatto che come fu per Nissan con Renault, ne resterà uno solo!

4 commenti (espandi tutti)

Mi sembra una mossa disperata, quella di PSA, in assoluta controtendenza rispetto ogni ogni tentativo di delocalizzazione e differenziazione operato dagli altri produttori europei.

Addirittura Marchionne aveva accusato VW di praticare dumping sul mercato europeo, rendendolo asfittico per chiunque operasse principalmente su quello.

cavallo di troia

bonghi 11/3/2017 - 12:03

ma e' possibile che la parte cinese di psa cerchi un nuovo marchio per entrare nel mercato europeo come del resto hanno gia' fatto con volvo?

E' vero che il vecchio continente è affollato di produttori, ma è anche vero che la Cina produce oramai più auto dell'Europa, ed il mercato europeo vale pur sempre 17,5 milioni di veicoli (inclusi camion), il ragionamento può essere stato del tipo: concentro la produzione, cercando di ridurre i costi di sviluppo (che è quello che pesa sempre sui conti, alla fine) e andando a prendere dei best seller di mercato, tipo l'Opel Corsa.

Anche io penso che 1+1 non dovrebbe fare 2, ma Peugeot sono anni che cerca di uscire dagli angusti confini francesi, e Opel garantisce una buona penetrazione sui mercati dell'Est Europa, mercati che potrebbero espandersi (n.b.: il mercato russo è sceso del 3% nell'ultimo anno, letteralmente un tonfo, la crisi economica in Russia mordicchia, Putin o non Putin), per me la mossa è solo frutto di quella visione, condivisa anche da Marchionne (e io invece credo di no) per cui chi produce meno di 6 milioni di veicoli è destinato a sparire (nel mondo si producono circa 100 milioni di veicoli.

Mossa, quindi, non particolarmente stupida, del tipo 1+1= 1,5 invece inquadrata nell'ottica "cerco di diventar grosso abbastanza da non morire", fermo restando che PSA non crede nel mercato cinese (e nemmeno io, anche se i volumi sono pazzeschi, ma in Cina può andar bene solo la roba cinese o la Ferrari e la Mercedes).

https://www.youtube.com/watch?v=5NBnMbfkAqY

consiglio la visione di questa lezione .... ci son spunti di riflessione tra l'altro anche legati ad altre discussioni in atto

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