Riflessioni sulla stampa italiana

24 aprile 2009 alberto bisin

In poche settimana le direzioni di stampa quotidiana e di telegiornali vari sono state ri-ordinate. Cosa significa?

Sono saltati il direttore del Corriere, della Stampa, del Sole 24 Ore. È saltato il direttore di Matrix e i soliti attacchi a Santoro hanno ripreso con più violenza del solito. È senz'altro successo altro, che ho perso o non ricordo.

Come alcuni dei lettori sanno, da qualche tempo collaboro con la Stampa. I miei rapporti col giornale sono avvenuti in via esclusiva attraverso il direttore, Giulio Anselmi. Anselmi ha sempre mostrato totale rispetto per quello che ho scritto. So che più volte mi ha difeso da telefonate da Roma - ma non mi ha mai detto di averlo fatto. Anche per questo gli sono molto grato. Nonostante la cortina di protezione eretta dal direttore, da alcuni mesi avevo la sensazione che il giornale fosse assediato. Anselmi ha oggi firmato un saluto ai lettori in cui mi pare confermi questa sensazione, notando esplicitamente " inopportune minacce contro i giornali e i giornalisti".

Molti hanno pensato che questi avvicendamenti alle direzioni di giornali e telegiornali segnassero l'arroganza di Berlusconi e del suo governo, che così si liberasse di giornalisti non allineati. Ne abbiamo parlato e discusso anche qui. Questa spiegazione è ovviamente coerente col fatto che Mieli al Corriere e Anselmi alla Stampa (e forse anche Mentana a Matrix) abbiano esplicitamente preso posizione per la sinistra e abbiano guardato con interesse alla nascita del PD. Ma questa spiegazione contrasta con le nuove nomine:

  1. De Bortoli, nuovo direttore del Corriere, non è certo noto per essere uomo di destra ed è probabilmente stato "cacciato" dal Corriere qualche anni fa per questo;
  2. Calabresi, nuovo direttore della Stampa, viene da Repubblica; non l'ho mai conosciuto ma era a New York come corrispondente e gli amici che lo conoscono non ne parlano certo come di un uomo di Berlusconi;
  3. Riotta, nuovo direttore del Sole credo non abbia dato problemi a Berlusconi al TG1, ma non si è nemmeno disteso sulle sue posizioni (così mi pare, ma vedo il TG1 solo quando sono in Italia, non abbastanza spesso per farmi un'opinione solida).

Come interpretare quello che sta accadendo? Me lo sto chiedendo da un po'. Poi ieri sera ho visto Annozero, con Mentana, Mieli, e Belpietro (direttore di Panorama) - e ho capito. O almeno mi sono fatto una opinione.

Berlusconi è così potente da non avere bisogno di fare la voce dura; ha così pochi oppositori da poter apparire magnanimo; ritiene di poter controllare la stampa per auto-controllo. Ha punito gli oppositori, così che sia chiaro chi comanda, ma adesso apre...  riabilita vecchi oppositori  e ne promuove di nuovi.

Mi sono fatto questa opinione dopo aver notato:

  1. Mieli che minimizza il potere di Berlusconi sulla stampa, che addirittura manda segnali minacciosi e inquietanti - cito a memoria: Berlusconi non ha più controllo di altri, non influisce più di altri; molti, tutti (tranne Amato) telefonano ai giornali, .... anche alcuni insospettabili, ho tutto sui miei taccuini. Ma più che la sostanza (non ho dubbi che tutti telefonino ai direttori) era il tono; non so come dirlo, faceva quasi pena, si notava quasi una sorta di disperazione... Ho realizzato che l'avevo già visto un paio di giorni fa, a Ballarò credo, a dire esattamente le stesse cose. E poi la mia senzazione era che il Corriere negli ultimi mesi della sua direzione fosse completamente piegato su Berlusconi e Tremonti, in modo anche imbarazzante.
  2. Belpietro, che credo non faccia segreto di essere un uomo di Berlusconi puro e duro, un megafono che suona la voce del padrone, ha ripetuto insistentemente la linea che le nuove nomine dimostrano il rispetto di Berlusconi per la libertà di stampa.
  3. Santoro ha mostrato un video di una conduttrice di una trasmissione per bambini che riprende con il terrore nella voce e negli occhi il mago Silvan (ero un bambino che c'era il mago Silvan; roba da pazzi; la Rai non ha limiti) che si era permesso una assolutamente innocua battuta su Berlusconi.

Spero proprio che Berlusconi si sbagli - che la sua magnanimità gli si rivolga contro.

84 commenti (espandi tutti)

Credo che prima di valutare la magnanimità di Berlusconi sia opportuno vedere cosa succede alla direzione del TG 1, che da solo ha una udienza di gran lunga maggiore della somma dei lettori di Corriere, Stampa e Sole 24 Ore. Anch'io vedo il telegiornale solo quando vado in Italia, ma l'idea che mi sono fatto è uguale alla tua. Riotta si è barcamenato, evitando di dare troppo fastidio a Berlusconi ma nemmeno sdraiandosi a tappeto. Se al suo posto va un fedele maggiordomo tipo Belpietro, il guadagno netto per Berlusconi (proprio Berlusconi, non il centrodestra) sarà enorme.

Update. Lo aveva già messo Michele il video, ma repetita juvant. Questo è il video di Lorena Bianchetti che va in panico per l'innocente battuta di Silvan. Non ho sottomano i dati degli ascolti a Domenica In, ma credo di non sbagliare se dico che sono almeno un paio di milioni di telespettatori, probabilmente parecchi di più. Comunque molto più di qualsiasi giornale. Cosa bisogna fare per restare presentatore del programma è evidente dal video. Di nuovo, altro che magnanimità. Berlusconi occupa militarmente i media che contano. Poi lascia che la sinistra si sfoghi con le ''poltrone prestigiose'' dei giornali, che sull'opinione pubblica e sugli elettori hanno un impatto infinitamente inferiore.

Ieri sera non avevo notato la presentatrice che fa segno (al regista?) con la mano che ci pensa lei dopo. Poverina. 

Beh, insomma, poverina fino a un certo punto. La signorina ha fatto carriera perché accetta di fare queste cose, profumatamente pagata con i soldi che, tramite canone, vengono forzosamente aspirati dalle tasche di operai e pensionati (among others). È una sua scelta, che indica una spiccata mancanza di senso morale e una notevole disposizione al servilismo in cambio di benefici materiali. Poverini sono quelli che pagano il canone.

Interpreto questo come coerente con la tesi nel pezzo. Solo che dici che la magnanimita' da posizione di forza che io vedo nelle nomine e' in realta' soprattutto di facciata perche' comunque si terra' il TG1. Mi par ragionevole. E coerente anche con la litania di Belpietro ieri sera. 

Si, aspettiamo di vedere come finisce al TG 1. Quello è il pezzo pregiato, il resto è contorno.

Io di Annozero ho visto solo un pezzo iniziale e devo dire che mi colpiva l'atteggiamento di minimizzazione dei direttori che davano le pressioni dei politici come inevitabili...non degli editori, dico: proprio i politici. Io me lo immagino Mieli che la mattina si prende le sfuriate per quanto scritto dai suoi colleghi, ovviamente garantendo quest'ultimi...forse così come ha difeso Carlo Vulpio? Io non so se qualcuno ha fatto l'esempio del giornalista Vulpio in seguito, ma sarebbe stato interessante chiedere a Mieli le ragioni del riposo di Vulpio.

Mentana poi, è stato fantastico. Tutta la debolezza del giornalismo italiano, la sua mancanza di indipendenza la imputa alla...opposizione! Capito? Se il governo è troppo forte e non c'è una opposizione seria è ovvio che si vedano scene come quella della sbiancata Sbianchetti. Non è Berlusconi che esonda e fa le nomine per la Rai a casa sua, no è che l'opposizione è debole. Io avrei detto se fossi stato li: proprio perchè BS è così forte e l'opposizione si è liquefatta, forse voi dovreste essere un po meno auto-indulgenti.

 

Non è Berlusconi che esonda e fa le nomine per la Rai a casa sua, no è che l'opposizione è debole. Io avrei detto se fossi stato li: proprio perchè BS è così forte e l'opposizione si è liquefatta, forse voi dovreste essere un po meno auto-indulgenti.

Oggi proprio vedo il mondo alla rovescia, penserete voi. Però così lo vedo.

Correggetemi se sbaglio (i caveat li metto alla fine) ma perché dare a BS la colpa di avere avversari che sono degli incompetenti pagliacci? L'ha scelto BS il VW come capo del Partito Democristiano? No, se lo son scelto i nouvelles demo-cretins! L'ha scelto BS il Franceschini finto-partigiano e bacia-banchi vero come novello capo dei medesimi? No, se lo son scelti loro! Cosa deve fare BS? Farsi del male perché i gruppi sociali che sostengono l'opposizione non sanno esprimere niente di decente?

Sarà mica colpa di BS se PD e paraggi hanno giocato da sempre al gioco del controllo politico della RAI (infestata di gentaglia che han messo lì loro!) e dei giornali, perdendo quindi qualsiasi legittimità come difensori della libertà di stampa e di informazione. Si son sempre fatti le loro TV, controllati i loro canali, comprati i loro giornali (facendoseli pagare dai contribuenti), foraggiato i propri altoparlanti e distorto l'informazione. Ora devono giocare contro uno che è più bravo di loro al gioco sporco e perdono. Perdono così malamente che non sanno cosa fare.

Cazzi loro, amici miei. Che si dimettano e vadano tutti a casa. Altro che lamentarsi perché BS fa di più e meglio di loro ciò che sempre han voluto fare! Sarebbe il caso che il popolo del PD si svegliasse: siete diretti da una banda di ridicoli incapaci.

P.S. Caveat: tutti i giornalisti di stampa e televisione, "tutti" nel senso in cui in teoria della misura/probabilità si parla di "almost surely", sono servi di qualche padrone, anche se fanno sfoggio di autonomia ed indipendenza. Fatte salve le solite pochissime eccezioni, hanno tutti un gruppo politico, un capetto, un partito, una combriccola di riferimento. Alcuni sono anche molto bravi a fare il lavoro che fanno, ma purtroppo non fanno informazione, fanno propaganda per questo o quel "progetto politico". Non farebbero il lavoro che fanno, almost surely, se avessero la spina dorsale e trovassero problematico vendersi al padrone più potente.

Non e' che vedi il mondo alla rovescia, lo vedi "diadico". In un altro post argomenti (parafraso) che se fa ridere non poter dire housewife (da preferirsi homeworker) o history (da preferirsi herstory) allora va bene se ogni tanto ci scappa uno "sporco negro". Qui, i giornalisti o sono santi (pochissime eccezioni) o servi (tutti). Convessificazioni proprio niente in questo mondo? :)

Homeworker suona anche peggio di housewife! No, la parola giusta e' homemaker

lo vedi "diadico". In un altro post argomenti (parafraso) che se fa ridere non poter dire housewife (da preferirsi homeworker) o history (da preferirsi herstory) allora va bene se ogni tanto ci scappa uno "sporco negro". Qui, i giornalisti o sono santi (pochissime eccezioni) o servi (tutti). Convessificazioni proprio niente in questo mondo? :)

Diadico è una parola difficile quindi non so bene di cosa mi accusi ... a base di {0,1} si possono scrivere tante cose ... si puo' persino convessificare ...

Però: quello del houswife è Andrea e nowhere ho detto/scritto/alluso che "va bene se ogni tanto ci scappa uno "sporco negro"". Idem per i giornalisti che non ho fatto santi ma molto frequentemente servi sì. Non sembro l'unico a pensarlo: un amico mio non-diadico, per esempio, ieri sera ha giusto dato del "servo" ad un tal Belpietro

Belpietro, che credo non faccia segreto di essere un uomo di Berlusconi puro e duro, un megafono che suona la voce del padrone,

E' vero che dibattere con gli uomini di paglia sia più facile che con quelli veri (in particolare, li si "brucia" più facilmente), ma non trovi che sia anche meno divertente?

Pensavo di aver parlato in entrambi i casi di una cosa diversa, ma se non mi son fatto capire devo solo prendermela con me stesso che non semplifico a sufficienza ...

Si puo' convessificare, ma lo si fa? 

Dare del servo a uno non significa argomentare che lo sono tutti. E qui sta la convessificazione.

Ogni tanto gli uomini veri sono di paglia - e non se ne accorgono nemmeno quando bruciano.

Sarà mica colpa di BS se PD e paraggi hanno giocato da sempre al gioco del controllo politico della RAI (infestata di gentaglia che han messo lì loro!) e dei giornali, perdendo quindi qualsiasi legittimità come difensori della libertà di stampa e di informazione. Si son sempre fatti le loro TV, controllati i loro canali, comprati i loro giornali (facendoseli pagare dai contribuenti), foraggiato i propri altoparlanti e distorto l'informazione. Ora devono giocare contro uno che è più bravo di loro al gioco sporco e perdono. Perdono così malamente che non sanno cosa fare.

Sante parole. Sante parole. Concordo pienamente. 

Hai ragione quando dici che Berlusconi è forte e sbaraglia tutti e non dovrà certo essere lui  a preoccuparsi di non fare soccombere i suoi avversari...io però dicevo solo che Mentana, dopo la sua diagnosi sulla forza elettorale e parlamentare di Berlusconi, avrebbe potuto anche rimarcare che in condizioni di così marcato consenso spettava proprio ai giornalisti fare i cani da guardia ringhiosi, non presentarsi in studio, dopo essere stati nominati, o in via di nomina, col metodo partitocratico tipico del giornalismo italiano, e mettersi a fare le anime belle con frasi del tipo: "io non vedo tutto questo pericolo"; "i colleghi ricevono pressioni ma resistono e sono ottimi giornalisti...". Insomma, se la sono cantata e ballata da soli.

Sulla forza di Berlusconi, e la voglia degli avversari di imitarlo, senza riuscirci mi viene in mente questo aneddotto. Ferrero, l'ex ministro di R.Comunista, ha sostenuto che per le elezioni europee lui avrebbe fatto come Berlusconi, avrebbe fatto il giro dell'Italia per sostenere il suo candidato, come ha fatto Berlusconi in Sardegna, che, parole di Ferrero: "è riuscito a far vincere uno sconosciuto legando la competizione locale a Berlusconi stesso". Questa frase Ferrero l'ha proferita dopo le elezioni regionali. Durante le stesse, lui e il PD andavano dicendo che le elezioni sarde erano truccate perchè il presidente del consiglio buttava la sua persona e le sue risorse per distorcere la gara elettorale locale, acquisendo spazi televisivi istituzionali da presidente del consiglio che diventavano propaganda e così via... Quindi anche secondo me la sinistra è allo sbando e imiterebbe tutto di Berlusconi se solo ne avesse le risorse, materiali e di immaginazione politica.

[...] non presentarsi in studio, dopo essere stati nominati, o in via di nomina, col metodo partitocratico tipico del giornalismo italiano, e mettersi a fare le anime belle con frasi del tipo: "io non vedo tutto questo pericolo"; "i colleghi ricevono pressioni ma resistono e sono ottimi giornalisti...". Insomma, se la sono cantata e ballata da soli.

Nessun dubbio, condivido pienamente la critica. Facevo solo dell'ironia sul fatto che un po' ti stupissi.

Perché potessero e volessero fare ciò che non hanno fatto e non faranno, avrebbero dovuto essere altre persone, con un'altra storia, con un'altra cultura, dignità professionale, e via cantando. Aspettarsi che lo facciano quelli lì elencati, ed i molti altri che contano, è aspettarsi l'impossibile: non sarebbero dove sono se non fossero quello che sono, ossia disposti a mentire tranquillamente in pubblico.

Il che riporta alla questione dell'essere "servi": lo sono forse solo i Belpietro, o i Feltri, che lo dichiarano apertamente? Nell'opera buffa servono tutti i personaggi e vanno recitate tutte le parti, anche quella del moderato-indipendente tanto cara alle elites italiane perché, senza che il popolo lo noti, permette di spostare sottilmente la vela per cogliere di nuovo il vento quando esso gira. A questo servono gli abili (sed aliquandum no, e quindi li mandano per un po' in purgatorio a redimersi) navigatori giornalistici dei flutti dell'oscillante potere politico. Che sono i signori in questione, ed altri membri della servitù giornalistica. A meno di credere che l'allineamento, sempre ben eseguito, della stampa italiana "indipendente" con il vento che tira a Roma sia, nella mutevolezza del medesimo, l'effetto del puro caso. Tutto è possibile, anche l'altamente improbabile.

e' vero che i giornalisti sembrano seguire tutti un "padrone" ma non sarei tanto negativo su questo punto. Quale sarebbe l'alternativa? quella del giornalista professionista indipendente e imparziale? Questa figura non esiste, l'informazione giornalistica nasce naturalmente e necessariamente distorta. I "padroni" hanno sempre fatto scattare i propri direttori ammaestrati al minimo cenno. Alcuni direttori di giornale sono meglio ammaestrati di altri e scattano senza nemmeno il minimo cenno. Il punto chiave invece e' che ci sono pochissimi "padroni".

giornalista professionista indipendente e imparziale? Questa figura non esiste

Non esiste in Italia, dove non c'e' pubblico (come spiegava Montanelli in un brano che ho riportato) e dove non ci sono editori indipendenti. Comunque anche in condizioni avverse come quelle italiane qualche eroico indipendente esiste, io per esempio considero tale Massimo Fini, che non a caso e' ultra-avversato sia a destra che a sinistra.

(e forse anche Mentana a Matrix) abbiano esplicitamente preso posizione per la sinistra

A mio parere Mentana non prendera' mai posizione per la sinistra intesa come PD e post-comunisti. Mentana appartiene alla famiglia socialista, sostanzialmente incompatibile. Ritengo che Mentana sia stato estromesso da Mediaset unicamente perche' era arrivato ad esprimere posizioni personali proprie senza rimanere sufficientemente subordinato alle esigenze commerciali dell'azienza e politiche di chi controlla l'azienda.

Riotta, nuovo direttore del Sole credo non abbia dato problemi a Berlusconi al TG1, ma non si è nemmeno disteso sulle sue posizioni

Riesco a vedere troppo poco i TG ma non mi torna il tuo giudizio.  Gianni Riotta e' un campione del CS, in particolare del PCI-PDS-DS e cosi' via, sempre organico e in prima fila dal tempo della TV dei professori del 1992-1993, e inoltre ben accetto da Confindustria come confermano i ruoli avuti nei giornali confindustriali anche prima del Sole24Ore. Riotta ha fatto al meglio il suo lavoro al Tg1 per danneggiare il CD e favorire il CS, siccome ci sa fare non si e' comportato con la faziosita' del genere di Santoro ma ha scelto una strategia piu' equilibrata e per questo piu' efficace.

Berlusconi è così potente da non avere bisogno di fare la voce dura; ha così pochi oppositori da poter apparire magnanimo; ritiene di poter controllare la stampa per auto-controllo. Ha punito gli oppositori, così che sia chiaro chi comanda, ma adesso apre...  riabilita vecchi oppositori  e ne promuove di nuovi.

Dissento sulla potenza di Berlusconi. Berlusconi dispone solamente di un elevato ma temporaneo consenso popolare, acquisito principalmente per demerito e malgoverno dei suoi oppositori, che hanno offuscato il ricordo del malgoverno di Berlusconi stesso nel 2001-2006.  Questo vantaggio di Berlusconi, va sottolineato, e' temporaneo e mutevole: come si e' visto bene nel 2006, e' bastata un'opposizione impresentabile a batterlo nonostante l'occupazione di Rai1 e Rai2 e la rimozione di Biagi e Santoro.

Se Berlusconi avesse imparato qualcosa dalla sconfitta del 2006, dovrebbe comportarsi proprio come ritieni stia facendo, cioe' dovrebbe astenersi dall'occupare "militarmente"i mezzi di comunicazione sotto controllo statale. Se Berlusconi riesce a governare ad un livello minimamente decente, ha tutto da guadagnare da un'opposizione faziosa come quella di Santoro, e non perderebbe molto da un Tg1 diretto da G.Riotta. Se invece governa da cani, non riesce a salvarsi nemmeno occupando la Rai come nel 2001-2006 e verrebbe sconfitto come nel 2006.

Quanto a Lorena Bianchetti, e' un buon esempio di quanto contro-producente possa essere per Berlusconi avere servitori di qualita' scadente...

Sul Corriere di oggi il titolo è: FIAT, scontro tra Europa ed Italia. Il Commissario Ue attacca: troppi debiti. Il governo fa muro.

Il commissario Verheugen è contrario alla possibile acquisizione di Opel da parte di FIAT. Sarà perchè è tedesco, sarà perchè ha ragione, non lo so.

Dopo il titolone in prima pagina, il Corriere a pag. 2 e 3 fornisce un ampio resoconto della faccenda, compresi gossip sul commissario Verheugen, l'intervento della Marcegaglia, ricavi, numero autovetture, dipendenti di FIAT ed OPEL.

Insomma, di tutto e di più salvo un dettaglio: quanti sono i debiti di FIAT? Questo il Corriere non lo dice. Eppure l'informazione è facilmente rintracciabile, in pochi secondi, su internet. Eccola:

http://www.borsaitaliana.it/borsa/quotazioni/azioni/scheda.html?isin=IT0001976403&lang=it

i debiti sono 18,8 MLD €, in crescita rispetto al 2008. L'EBITDA del 1° trimestre (anche questo un dato che il Corriere non riesce a trovare) è negativo per 0,1 MLD €. 

E' il nuovo corso di De Bortoli? O era cosi anche con Mieli?

 

E' il nuovo corso di De Bortoli? O era cosi anche con Mieli?

Varrebbe la pena di controllare se G.Riotta sul Sole24Ore e' riuscito a trovare l'ammontare dei debiti Fiat su web (magari leggendo nFA...).

Ho una mia opinione sul giro di poltrone che ha riguardato le principali testate giornalistiche italiane che fanno riferimento, più o meno direttamente, al mondo della finanza ed al salotto buono dell'industria italiana.

Credo che i cosiddetti poteri forti che hanno sostenuto, ed ancora sostengono, il governo Berlusconi, si stiano comunque cominciando a preoccupare di un potere politico che cresce ormai senza incontrare più contrappesi nel paese. Perchè, in mancanza, pressochè assoluta, di una opposizione degna di questo nome (anche sociale, se penso alla polverizzazione del fronte sindacale), credo sia evidente anche a loro che Berlusconi rischia, più per demerito altrui che per scelta propria, di imboccare una strada autocratica che, alla fine, potrebbe danneggiare anche i loro interessi, intesi nel senso più lato del termine.

Mi riferisco a tante cose anche molto diverse tra loro: dalla lotta per il controllo della proprietà del Corriere della Sera (sulla quale non si spengono le voci di operazioni azionarie riconducibili a Berlusconi) al fatto che un governo troppo forte sarebbe impermeabile alle pressioni ed ai condizionamenti di questi poteri, al fatto che potrebbe anche giungere ad "attaccare" quelli, tra questi centri di potere, che avverte come i più ostili. Il tutto con il rischio di non trovare nessuna resistenza nel paese.

Per tale ragione credo che abbiano blindato queste tre direzioni (considerando che la RAI ormai è di fatto "andata", in quanto Berlusconi nominerà chi vuole) e credo che proprio dietro a questo si potrebbe capire la ragione del gran rifiuto di de bortoli di accettare la presidenza della RAI, che ha lo stesso potere della presidenza della bocciofila dei ferrotranvieri (con tutto il rispetto per i ferrotranvieri).

Tre direzioni, non dico antiberlusconiane, ma .... con la schiena dritta, sono in questo momento il massimo che il pluralismo dell'informazione possa pensare di raggiungere come obiettivo. Anzi sono quasi un atto di ribellione!!!

la lega non ha nessuna testata di riferimento ed è quella che ha il più alto rateo di salita nei sondaggi. In questo momento oscilla fra il 9% ed il 10% . Se si considera che il 10 % su base nazionale viene fatto con 0% al centro sud , è un risultato di tutto rispetto. Neanche la polemica sui costi del referendum, dove la colpa è stata addossata tutta alla lega ,  ha scalfito questo consenso .

Allora mi chiedo siamo sicuri che i giornali servono ancora ?  magari BS lo ha capito ed in un periodo di crisi come questo ha deciso di risparmiare sui giornalisti .:-)

Neanche la polemica sui costi del referendum, dove la colpa è stata addossata tutta alla lega

Oh, poverini. Invece chi è il vero colpevole della nefandezza?

Allora mi chiedo siamo sicuri che i giornali servono ancora ?

Purtroppo non ho dati duri su cui basare le mie affermazioni, immagino sia difficile trovarne, ma se guardiano al controllo del consenso elettorale allora la mia impressione è che i giornali servano a poco se non a niente, e che sia così da parecchio tempo. Quello che conta è il controllo delle  televisioni. Per due ragioni. La prima è che c'è molta più gente che si informa guardando la  televisione che leggendo i giornali (su questo i dati ci sono e sono chiari). La seconda è che i lettori dei giornali sono in media più informati del resto della popolazione e quindi meno facilmente manipolabili (quest'ultima parte, quella sulla manipolabilità, è quella su cui non ho dati ma solo sensazioni di pancia).

I giornali servono a cose diverse, non per guadagnare voti. Servono a far circolare idee, promuovere persone nei circuiti giusti, influenzare le elites, promuovere policies, promuovere interessi aziendali. Ma se vuoi parlare alle masse e spostare voti hai bisogno della televisione. E non dei programmi di approfondimento culturale. Hai bisogno di Domenica In.

Quanto poi al trattamento della Lega, se per ''testata di riferimento'' intendi quotidiani cartacei allora no, non ne ha, anche se ovviamente gode della generale benevolenza verso il centrodestra di varie testate. Alla tv invece, che come ho detto è la cosa veramente importante, la Lega i suoi uomini di riferimento li ha piazzati eccome.

Sulla lega era una semplice constatazione . Mi piacerebbe capire qual'è il meccanismo per cui domenica in fa prendere voti a berlusconi e a questo punto vorrei anche capire Fiorello su sky a chi fa comodo

no non ci siamo . Una fighetta terrorizzata porta voti a berlusconi ? Berlusconi con le sue sortite nelle zone terremotate è cresciuto del 4 % e vedrai dopo il g8. Ogni volta che parla franceschini il pd perde dei voti . In terza media il mio libro di testo era uomini e no . Non ne posso più di sentire parlare della resistenza, sono passati 60 anni . Forse bisogna pensare al futuro forse la gente vuole un futuro buono o cattivo ma un futuro . La sinistra si è frantumata contro BS e le televisioni non c'entrano niente . La lega è quella più vicina alla gente ed è per quello che prende voti . Fino a che la sinistra non inizierà ad ascoltare invece che spiegarci quanto siamo ignoranti,  BS vincerà indipendentemente dalle televisioni.

per la cronaca sky ha un fatturato paragonabile a mediaset e più di 4 milioni di abbonati che scelgono quello che vogliono guardare dai documentari ai film. Quindi l'alibi delle televisioni non regge più

facebook silvio berlusconi 122000 fans  Dario Franceschini 2151 sarà per colpa delle televisioni ? o perchè stanno perdendo terreno anche su internet ?

Dove ho detto che le televisioni sono l'unica cosa che determina il consenso elettorale? È palese che l'incapacità del PD è una componente importantissima, se non fossero così inetti non ci sarebbe dominio dei media che tenga. Nemmeno avrebbero quasi-perso le elezioni del 2006 dopo 5 anni di governo disastroso.

Ma la fighetta terrorrizzata è la conduttrice di un programma che vedono in milioni di persone. Tu pensi veramente che di questi milioni la maggioranza ha visto una fighetta terrorizzata? Io no. L'episodio è particolarmente ridicolo, ma da' l'idea di come questi programmi vengono gestiti. L'ho guardata pochissime volte Domenica In, ma quelle poche volte il riguardo  verso i politici variamente invitati o menzionati era surreale. L'informazione c'entra eccome. Non è l'unica cosa, forse non è la più importante, ma è tra le più importanti. Sulla Lega vicina alla gente, good luck. Qua abbiamo tutt'altra impressione.

Sulla Lega vicina alla gente, good luck. Qua abbiamo tutt'altra impressione.

No, Sandro, qui sbagli.

Piaccia o meno, occorre prendere atto che non sei tu - come non sono io - a poter dare patenti di vicinanza alla gente, evitando di farsi prendere la mano dai propri legittimi desiderata politici come dalle analisi economiche, per quanto professionali siano. Ciò che conta è l'osservazione quotidiana del sentimento comune, che vien fuori chiaramente, ad esempio, dalle istruttive telefonate alle trasmissioni televisive locali dedicate al confronto politico, dai discorsi tra le persone in qualunque contesto, dall'accoglienza che ricevono i leaders leghisti ovunque si presentino (anche oggi, ad esempio, un'ovazione ha salutato il sindaco di Verona, Tosi, all'assemblea annuale del Banco Popolare).

Guarda che la Lega presidia il territorio in maniera efficacissima: i suoi esponenti ascoltano le istanze di chi espone i propri problemi e danno l'impressione di prenderli a cuore e di lavorare per affrontarli, assumendosi il compito di portarli nei consessi adatti, senza fastidiosi atteggiamenti di "superiore moralità". Lo stesso Tosi, per rimanere nell'esempio precedente, è disponibile a ricevere chiunque, dal mattino presto alla sera tardi: di quanti politici puoi dire altrettanto?

Vuoi dire che le posizioni leghiste sono retrive, denotano chiusura, palesano scarsa attenzione per il mercato e quindi non fanno l'interesse collettivo? Ok, è molto spesso vero: a precisa domanda, nel corso dell'assemblea di Confindustria Veneto che sancì il cambio al vertice tra Andrea Riello ed Andrea Tomat, il ministro Zaia rispose di essere contrario all'eliminazione di quei monopoli pubblici locali che forniscono servizi a cittadini e aziende, perchè "non si vuole essere colonizzati". Eppure, pur nella disapprovazione per tale esternazione, anche quella platea - non certo il cosiddetto "popolino" - rimaneva disponibile a riconoscergli di aver bene amministrato in regione. E, guarda caso, fu l'unico ministro veneto - dei tre in carica, tutti invitati per tempo e previsti come ospiti - a partecipare a quell'evento, dando un segnale d'interesse.

Dunque, a prescindere dal giudizio sulla qualità della proposta - che occorre comunque analizzare per discernere il grano dal loglio, perché non tutto è bianco o nero ..... - non c'è dubbio che l'attenzione al territorio caratterizzi l'azione leghista.

Franco, accetto volentieri la correzione. Si, se per ''essere vicini alla gente'' intendiamo avere presenza capillare sul territorio e militanti dediti e appassionati che sono attenti a coltivare il consenso allora si, la Lega è vicino alla gente. Non è una grossa novità nel panorama italiano, è il modus operandi standard del partito di massa. Lo faceva il PCI nelle regioni rosse, la DC nelle tante aree del paese in cui era egemone eccetera. La Lega al momento sembra essere quella che meglio conserva questa struttura e se ne sa avvalere per creare consenso.

Buon per loro, dimostrano di saper far politica meglio di tanti altri. Ma mi perdonerai se la cosa non mi impressiona particolarmente. A me interessa vedere risultati, sopratutto a livello legislativo. Le proposte della Lega non sono particolarmente retrive (tranne quando si parla d'immigrazione; la proposta di fideiussione obbligatoria di 10.000 euro per i piccoli imprenditori immigrati legali era semplicemente grottesca). Semplicemente, non sono migliori di quelle degli altri. Tu fai l'esempio dell'atteggiamento favorevole verso i monopoli pubblici locali. La difesa delle province è un altro esempio; la Lega almeno ha il coraggio di dire chiaramente che le vuole tenere, gli altri lo dicono a mezza bocca o non lo dicono e poi le tengono comunque.

La Lega non ha minacciato la crisi di governo quando il governo ha ripianato i buchi del comune di Catania. Non ha minacciato la crisi di governo per bloccare la porcata Alitalia, salvo poi svegliarsi un bel giorno l'onorevole Castelli per scorire che -- ta-dah-- i monopolisti aumentano i prezzi. L'ha minacciata per non avere il referendum il 6/7 giugno. Mi sembra che ciò la dica lunga sulle priorità dei dirigenti leghisti e su quanto stiano loro a cuore gli interessi della gente, soprattutto la gente del Nord.

Il mio libro, in terza media, era "l'Agnese va a morire", capisco il fastidio per l'uso politico della Resistenza, ma non esageriamo.

-Se parlare della Resistenza ti urta, a me pure se fatto solo per decidere come organizzare le scampagnate, sappi che BS ha costruito i primi 10 anni della sua scesa in campo parlando di comunisti che erano morti e sepolti da tempo. Non ricordi il suo anti-comunismo ossessivo? Le pubblicità dove l'altra parte era addirittura quella che, se avesse vinto avrebbe fatto macerie dell'Italia? Allora chi ha nauseato con la storia usata come clava? E il Libro Nero del Comunismo, pubblicizzatissimo?

-Può darsi che Berlusconi vinca benissimo le elezioni senza TV. Può essere non lo escludo. Due cose però tieni in mente: a) la sinistra non ha fatto nulla per limitare il suo potere mediatico,nulla che lo scalfisse veramente, e ora si ritrovano nella situazione in cui sono pur non avendo sposato una linea massimalista nei riguardi delle sue proprietà; b) se leggi nfa, e ti piace il liberalismo, sappi che quella di Berlusconi è una concentrazione monopolistica. Se non ti piaccioni i monopoli, costruiti a calci in culo con i favori della politica, non puoi tollerare quelli di chi, concessionario di licenze pubbliche, svolge funzioni politiche. Se poi vincerà anche senza televisioni, si vedrà, in tanto vediamo cosa succede togliendole a lui e ai suoi controfiguri. Lui, peraltro, è assai meno sofisticato di noi e delle nostre analisi, e così si rivolgeva a Follini in un consiglio dei ministri nel lontano 2004:

Silvio Berlusconi: "Parliamo della par condicio: se non abbiamo vinto le elezioni, caro Follini, è colpa tua che non l'hai voluta abolire". Marco Follini: "Io trasecolo. Credevo che dovessimo parlare dei problemi della maggioranza e del governo". Berlusconi: "Non far finta di non capire, la par condicio è fondamentale. Capisco che tu non te ne renda conto, visto che sei già molto presente sulle reti Rai e Mediaset". Follini: "Sulle reti Mediaset ho avuto 42 secondi in un mese". Berlusconi: "Non dire sciocchezze, la verità è che su Mediaset nessuno ti attacca mai". Follini: "Ci mancherebbe pure che mi attacchino". Berlusconi: "Se continui così, te ne accorgerai. Vedrai come ti tratteranno le mie tv". Follini: "Voglio che sia chiaro a tutti che sono stato minacciato" (colloquio durante la verifica di governo, ricostruito da alcuni quotidiani l'11 luglio 2004).

-Su Sky penso che sbagli, Sky Italia non ha ancora la capillarità di Mediaset: non penso conti molto il fatturato, ma il numero di persone che guardano Sky rispetto a Mediaset.

Che le TV siano molto utili a garantire consenso mi pare fuori discussione. La tv se manipolata permette di ottenere consenso e di mantenerlo o di presentare le idee nel modo giusto. Negli USA si parla di CNN effect e FOX effect, quest’ultimo riferito al fatto che FOX news (ma anche O’Reilly & Co.) riuscirebbe a incidere pesantemente sul comportamento degli elettori, e in modo particolare sui suoi spettatori.
http://elsa.berkeley.edu/~sdellavi/wp/foxvote06-03-30.pdf

 Sky non puo’ essere considerato un concorrente nel mercato delle idee politiche, e non lo sara’ mai, perche’ non ha una linea politica, e se mai l’avesse non sarebbe distante da quelle dell’attuale leadership televisiva. Poi per ora Sky non ha i numeri, quindi, al momento e’ potere assoluto da parte di uno solo.

Ma non e’ solo il telegiornale o l’informazione in generale che serve l’interesse del nostro lider, anche trasmissioni come Domenica In o le trasmissioni della mattina nei giorni feriali sono molto utili allo scopo, anzi di piu’. Ai tempi di Fujimori in Peru, il suo uomo di fiducia Montesinos (che faceva il capo del servizio segreto) si occupava di corrompere e influenzare giornalisti, magistrati e politici. Questo Montesinos era anche molto preciso e teneva una sua contabilita’. Se la capacita’ di influenza e’ correlata alla bustarella, le bustarelle ai giornalisti dei giornali scandalistici erano quelle piu’ alte subito dopo le TV, il che vuol dire che i giornali tabloid avevano un peso superiore a quello delle testate per l'elite. I politici di opposizione erano invece molto economici.

http://www.international.ucla.edu/cms/files/Montesinos_Peru.pdf
http://mason.gmu.edu/~atabarro/Famine,%20Corruption,%20the%20Media%20and%20Democracy.ppt

Ora che Berlusconi rappresenti meglio degli altri gli interessi degli italiani mi sembra un errore marchiano, assai. Se la politica e’ determinata dall’opinione pubblica, questa  a sua volta e’ influenzata dalla televisione. Per ottenere e mantenere consenso la televisione non e’ stata la cosa piu’ importante, e’ stata l’unica cosa!

Grazie per le indicazioni bibliografiche, Francesco. In particolare lo studio di McMillan e Zodio è abbastanza famoso. Per chi non ha voglia di leggersi tutto il paper, qui c'è un riassunto. I dati (involontariamente) forniti da Montesinos sono tra i pochi che gettano uno squarcio di luce sul fenomeno della corruzione e del controllo dei media.

Montesinos corrompeva tutti, politici, giudici, giornalisti della carta stampata e proprietari dei canali televisivi. I numeri non lasciano dubbi relativamente all'importanza relativa dei vari soggetti. I politici ricevevano tra 5,000 e 20,000 dollari al mese.  I giudici erano i più economici di tutti, costavano tra  2,500 e 10,000 dollari al mese, arrivando fino a 25,000 per i giudici della corte suprema.

Ma i media erano tutta un'altra cosa. I giornali ricevettero cifre che spaziavano tra 1 milione una tantum fino a contratti biennali di 1.5 miliioni. C'erano anche tariffe per singoli eventi, tipo 5000 dollari per articoli favorevoli di una pagina. E questo comunque era ancora niente rispetto a quanto si pagava ai proprietari delle televisioni, con pagamenti che spaziavano tra mezzo milione e un milione e mezzo di dollari al mese, escludendo l'addizionale reddito derivante dai contratti pubblicitari di origine governativa (e il governo era il principale committente pubblicitario del paese). Sono dati che lasciano ben pochi dubbi su cosa è importante e cosa no.

 

Dunque in usa contano le televisioni per vincere . Allora Obama ha vinto per le televisioni e non per il popolo di internet . Tramite internet racimolava soldi per poter fare degli spot per convincere quelli che non avevano internet ?

Mi sembra tutto molto confuso e probabilmente rispecchia la confusione che esiste nel settore dei media .

Il punto è che non esiste più il monopolio dell'informazione e sopratutto se perdi qualcosa esistono terabyte di cache. Vedo che sky è molto sottovalutato . Io personalmente sono un grande fruitore di sky. skytg24 è fatto in modo tabloid all'inglese . Peggio esiste solo studio aperto . Ma esiste il mosaico dove mandano in onda tutti i comizi e manifestazioni in diretta ( dovendo trasmettere 24 ore tutto fa brodo ) . Questo ti da la possibilità di sapere esattamente quello che qualcuno ha detto . Esiste il canale current dove mandano documentari fatti dalla bbc su temi scottanti (la gabanelli avrebbe molto da imparare ).

Per ultimo per mantenere il consenso devi essere credibile e ascoltare . La dimostrazione è stata la storia della tassa per il terremoto ( con quel pirla Di franceshini che gli ha tirato la volata ). l'hanno buttata li, ma quando il ritorno dava indicazioni negative sono tornati indietro. Non hanno usato domenica in per dire che pagare le tasse è bello

Allora Obama ha vinto per le televisioni e non per il popolo di internet . Tramite internet racimolava soldi per poter fare degli spot per convincere quelli che non avevano internet ?

Si, certo. Non solo Obama ovviamente, tutti i candidati a tutti i livelli. Internet ha reso più facile raccogliere donazioni, soprattutto quelle di piccole dimensioni, e questo ha giocato un ruolo importante. Sta iniziando (in America, non credo ancora in Italia) ad avere un impatto informativo serio. Ma le televisioni sono ancora il fattore dominante, e la gran maggioranza dei fondi che si raccolgono per finanziare le campagne va a finanziare spot pubblicitari televisivi. Non ho trovato i dati finali, qui c'è un articolo di metà ottobre 2008 con i totali per candidato. Tipicamente sono acquisti mirati agli ''swing states''. Quelli di noi che vivono nello stato di New York quindi l'hanno scampata, era scontato che lo stato andasse a Obama. Michele che vive in Missouri invece sarebbe stato inondato di commercials, ma per sua fortuna lui la televisione non la guarda mai.

In Italia come in America l'età media dei telespettatori è più alta di quella media della popolazione. È chiaro che nel futuro la televisione conterà meno, visto che i giovani tendono in maggior misura a ottenere informazione su internet, ma si tratta di un processo lento. Al momento la televisione è di gran lunga il mezzo dominante, in Italia ancor più che negli USA. Resterà così ancora per parecchio tempo.

Al momento la televisione è di gran lunga il mezzo dominante, in Italia ancor più che negli USA. Resterà così ancora per parecchio tempo.

Sono sostanziamlemnte d'accordo , Sono però convinto che non basta la televisione , devi anche avere un messaggio da veicolare  . Se il messaggio non è quello giusto la televisione non basta

 

Direi che abbiamo raggiunto la convergenza, anch'io sono d'accordo che avere il messaggio è importante. Aggiungo anche che, almeno nel lungo periodo, sono importanti anche i risultati dell'azione di governo.  Il monopolio totale dei media non ha salvato i regimi dell'Europa dell'Est.

facebook silvio berlusconi 122000 fans  Dario Franceschini 2151 sarà per colpa delle televisioni ? o perchè stanno perdendo terreno anche su internet?

Sono passati quasi 19 mesi da questo post che mi colpì molto: questa, fra tutte le cose detto, fu quella che mi sembrava contenere un barlume di verità. Verità che, mi dicevo, serve a ben poco: anche un politico di centro sinistra o di centro destra, ma alternativo a SB, che raccoglie più consensi di Berlusconi non può batterlo. Oggi arriva questa notizia che dovrebbe servire da controprova:

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/notizie/politica/2010/19-...

(come si dice: quando il rimedio è peggio del male; o forse semplicemente poco meglio)

Mi rimane la speranza (l'ho letta qui o altrove?) che si vada ad un Governo tecnico che vari la nuova legge elettorale e una norma sul conflitto di interessi: le due insieme (ma forse anche una sola delle due) spazzerebbero il berlusconismo (ma non farebbero ripartire l'Italia: per quello c'è tempo).

Mieli è uno che da Santoro letteralmente non riusciva a dire che Andreotti fosse stato in contatto con la mafia per lungo tempo. Mieli è questo ed altro (vedi il caso Vulpio). Sugli altri non dico nulla, a parte la gente della Rai che, essendo dove sta quasi esclusivamente per nomina politica, passa il suo tempo ad obbedire agli ordini o a non infastidire potenti. Detto questo è ovvio che Berlusconi non sia il Potere tout court se non nel campo televisivo (Sky escluso). La gente che sta dietro il corriere della sera è gente che Berlusconi l'ha sempre tenuto lontano dai piedi (ricordate la tentata e stranissima scalata di Ricucci al Corriere?). Ed è gente abbastanza potente. Peccato che il monopolio televiso basti e avanzi per fare molto cose. Certo non tutte. Sarebbe interessante tracciare una mappa del potere politico, economico (Mediobanca ecc), e mediatico in Italia. Si vedrà come SB non sia ancora riuscito ad occupare tutto, anzi ne è ben lontano. Ovviamente questo non ne fa una mostruosità democratica meno preoccupante.

Considerato che Marina Berlusconi fa parte del CDA di Mediobanca e che SIlvio Belrusconi era nel CDA della cocietà HOPA di Emilio Gnutti al tempo della scalata a Telecomitalia penso che la ricerca di partecipazioni ed interessi del nostro caro Pres Del Cons sarebbe infinita......

...cambiassero i redattori? almeno quelli che scrivono nei titoli che negli USA sono morte otto persone per la swine flu...

L'atteggiamento conciliatorio della grande stampa italiana, tranne ovviamente la corazzata giacobina de La Repubblica, è cominciata all'indomani delle elezioni di un anno fa. Essa non si è arresa al potere di Berlusconi, si è semplicemente arresa alla sua "presenza". Per quindici anni non solo la sinistra, ma pure l'olimpo confindustriale e bancario, hanno visto in Berlusconi un outsider che si sperava apertamente o inconsciamente non di battere ma di espellere dal corpo della nazione. Con le ultime elezioni le illusioni sono finite. Questo lo scrissi nel mio blog un anno fa, subito dopo l'esito delle elezioni:

Le facce della sconfitta. Sono quelle, da schiaffi, dei direttori del Sole 24 Ore, del Corriere della Sera e della Stampa, gli ineffabili e inossidabili Ferruccio Serenissimo De Bortoli, Paolo Buddha Mieli, Giulio Mummia Anselmi, e del presidente uscente di Confindustria, Luca Cordero y Lopez y Gonzales y Martinez de Vallombrosa di Montezemolo. Mallevadori dell’avventura prodiana nel 2006 presso l’opinione pubblica italiana moderata; patrocinatori dei vari tentativi di scalzare dal posto di primo ministro un Prodi troppo ben disposto verso le forze politiche bolsceviche, naturalmente senza passare per le elezioni; sponsorizzatori, a nome della casta veteroindustriale della campagna mediatica contro gli ex compagni della casta politica, per dire “noi non c’entriamo”, per tirarsi fuori dal pasticcio che loro stessi avevano combinato, per schivare il fuoco dell’antipolitica, e per favorire la nascita di un governo di salute pubblica guidato dagli amici degli amici; silenziosamente àuspici, fino all’ultimo, di un pareggio elettorale, grazie anche all’ufficialmente orribile ma provvidenziale Porcellum, che avrebbe ricondotto le parti ad una debole soluzione istituzionale, permeabile a influenze extrapolitiche; questi signori, dunque, si sono acconciati con sapienza, da stagionati cortigiani d’altri tempi - verosimilmente sotto lo sguardo sbalordito del povero, sedotto, abbandonato e volenteroso Tabacci - all’esito senza discussione del voto, salutando amabilmente i miracoli della schiarita bipartitica: una possibile nuova stagione politica per l’Italia, una promettente governabilità, una costruttiva bipartisanship nelle riforme istituzionali. Bravi! Con tutta probabilità il loro nome sopravvivrà alla cronaca di questi anni, come protagonisti di un eccezionale case history di antropologia comparata.

Oh, Zamà, ma quanto te piace pigliarte sur serio, fio mio!

Ma tu l'azzecchi tutte, tutte? E nun t'ascorta nessuno? Ammazza le frustrazioni che devì soffri, il quel di Treviso.

Graziaddio che c'è er Berlusca, l'artarino del quale c'hai in casa e sporveri tutte le sere!

Ma nun te rendi conto delle fette de "sopresa trevisana" che c'hai sull'occhi?

Ma poi, Zamax, sempre questa descrizione di maniera di un Berlusconi che contro tutti si fa e contro i salotti buoni impone la sua intelligente lungimiranza...a parte che, come ti ho già detto altre volte, lui era ed è l'establishment da molto tempo, prima quello economico e poi via via anche politico. Ma poi scusa, se lui non avesse passato questa trafila della lotta per il riconoscimento con l'esaltazione finale di uomo di stato, cosa pensi, che sarebbe meno accettabile come politico? Da come descrivi la storia politica di BS sembra una favola dell'eroe che dopo tante peripezie ha la meglio sul mondo crudele che lo voleva mettere all'angolo per via delle sue umile origini...te lo dico con amicizia: il decreto che ha salvato le televisioni di Berlusconi, è del 1985. Capito? Un decreto del presidente del Consiglio che torna apposta da un viaggio a Londra, non è proprio una cosuccia che si faccia agli outsider che vogliono entrare nei salotti buoni con le scarpe grosse e la camicia a quadri di lana rozza.

Il "decreto Berlusconi", varato dopo la decisione dei pretori di Torino, Roma e Pescara di oscurare i canali televisivi della Fininvest di proprietà di Silvio Berlusconi, allora un semplice imprenditore con cui Craxi aveva una forte amicizia (fece da testimone al suo secondo matrimonio). Il decreto stabilì la legalità delle trasmissioni delle televisioni dei grandi network privati, ma suscitò aspre critiche nel Paese[11] e fu approvato dal Parlamento solo tramite il voto di fiducia

Fattene una ragione

Il sistema televisivo privato italiano si formò in assenza di alcuna legge, non diversamente da quanto successe poi con Internet nel mondo, ad esempio. In questa lotta, che cominciò negli anni '70, parteciparono, oltre a una miriade di piccoli imprenditori, molti grandi gruppi economici del paese. Berlusconi risultò vincitore di quella lotta, semplicemente sul piano commerciale. Se avessero vinto gli Agnelli o i De Benedetti volevo proprio vedere dove sarebbe arrivato lo zelo di questi bravi pretori. Ma evidentemente ad un parvenu era molto più bello & democratico & meritorio & degno di riconoscenza togliere il frutto del successo imprenditoriale. Berlusconi cercò l'aiuto politico - che altro poteva fare? - e si appoggiò a Craxi, forse per una certà affinitiva elettiva, per così dire, visto che a quel tempo pure lui sgomitava alla grande da nuovo arrivato tra democristiani e comunisti, e che certamente intravide l'utilità di avere Berlusconi dalla sua parte. E allora? In che cosa gli altri erano migliori?

Berlusconi risultò vincitore di quella lotta, semplicemente sul piano commerciale.

Dove posso trovare informazioni su questo? chi finanziava Berlusconi? si finanziava da solo? in caso contrario da dove venivano i soldi? aveva già allora la tessera P2?
tutto questo può essere complottismo. ma avere la tessera P2 significa semplicemente che non c'è unicamente il piano commerciale.

dove sarebbe arrivato lo zelo di questi bravi pretori.

stai dicendo che i pretori erano controllati dalla politica. non che berlusconi aggirava la legge con l'espediente delle videocassette spedite e trasmesse su tutte le reti nello stesso tempo.
cmq il primo decreto di oscuramento è annullato con da Craxi in 48 ore con il decreto detto Berlusconi. 48 ore. Berlusconi con Craxi evidentemente aveva rapporti da anni e anni. Non si rivolge a lui come un poveretto che chiede protezione. 

Berlusconi è stato uno strumento della P2 e del Psi poi. In cambio ha ricevuto tanti favori, protezione TOTALE ed un fiume di soldi sporchi che ha riciclato con le sue attività commerciali. Tutto questo a partire dai suoi anni come palazzinaro. I soldi li ha presi perchè ben inserito nella rete (criminale) della P2. Questo gli ha permesso inizialmente di sbaragliare il mercato - senza negare le sue indubbie doti di imprenditore e di barzellettiere. Il resto lo sappiamo già. E' diventato grande ed ha continuato a camminare con le sue gambe. Ora l'uomo nuovo, quello che negli anni 70 esprime le stesse posizioni anticomuniste di marca Gelli che esprime oggi, controlla le tv e con quelle fa quel cazzo che gli pare. Sono sue. Proprietà privata.

Soldi sporchi, palazzinaro, P2 (e ti pareva!),  Gelli, rapporti con Craxi (quale nefandezza!): vabbe', continuate così, a crogiolarvi nei vostri miti, nel pensier fingendovi bravi democratici nello stesso momento nel quale recitate la canzone dei polli di allevamento del conformismo culturale italico. E' dal 1945 in poi che per la sinistra c'è sempre un complotto che spiega tutto, c'è sempre un fascista o un mafioso o un corrotto dietro all'anomalia italiana... mentre è proprio essa l'anomalia... quel che sorprende è che tanti giovanotti credano alle balle spaziali....mi ricorda la vecchia canzone di Eugenio Bennato, quella del "falso incidente", che ridere...

Ma scusa, l'iscrizione alla P2 non è un mito; non è un mito che ci fossero, al suo interno,persone potenti e altolocate; le condanne a Craxi sono definitive: anche qui a prescindere dal giudizio sul peso politico e le intuizioni di Craxi, i soldi li prendeva...che poi li prendessero anche i comunisti; o che quello fosse un modo tutto  suo per modernizzare la società italiana sono altri discorsi.

Comunque, vedi, io a differenza tua, se anche voto a sinistra (per ora) e D'Alema patteggia una condanna per una mazzetta, io non mi metto a fare una carrellata di 60 anni di Repubblica Italiana: per me D'Alema è uno da pensionare. Se Bassolino non risolve il problema della monnezza e spende miliardi in consulenze che non risolvono il problema, lo dico...invece tu, invochi sempre circostanze attenuanti, come se fossimo su una tribuna elettorale. Ma guarda che qui nessuno ti vuole convincere di nulla.

E adesso, ti prego lasciami andare ad un ultima speculazione. La Destra italiana, moderata o meno, è vincente nel paese: consenso esteso, voti a frotte, elezioni impallinate una dietro l'altra. Dico, neanche in circostanze di così grande solidità politica ed elettorale vuoi indugiare per un attimo sui punti oscuri della carriere politico-imprenditoriale di BS? Che bisogno hai di fare quadrato intorno al leader qui, su NFA?

Ma scusa tu, e scusate voi, è proprio l'articolo di Bisin con le sue sorprendenti e tortuose dietrologie il segno che la sinistra - nel senso più lato - non è capace ancora di uscire del tutto dalla sua mentalità complottista. Ti ricordi di Moby Dick, la Balena Bianca? Beh, era una balena, bianca, e nient'altro. Ma per ognuno del'imbarcati del Pequod divenne la proiezione delle proprie fobie e follie. Alla fine fu proprio la realtà del pesce in carne ed ossa a mandare a picco la nave dei folli. Per la sinistra italiana Berlusconi è una specie di Moby Dick.

Riguardo ai "punti oscuri della carriere politico-imprenditoriale di BS": beh, proprio oscuri (ti faccio notare quell'  "oscuri", il solito lessico giacobino). Nessuno ci ha mai capito niente. Succede quello che è successo regolarmente con le pulsioni legaliste dei nostri superdemocratici: siccome è tutto oscuro e nessuno sa niente, sei tu, che sei accusato non si sa di cosa precisamente, a dover provare la tua innocenza, non gli accusatori!

Zamax,

va bene così.

Usa le metafore che vuoi, ittiche o storiche e fammi pure una perizia psico-grafica. Se quello che vuoi fare qui è difendere perinde ac cadavere le tue tesi, senza rispondere alle obiezioni, ma invocando di volta in volta complotti generalizzati; la follia altrui e la loro stupida cecità da galline ovaiole da allevamento industriale (giusto per indicare alcune delle cose che hai detto di me e di chi ha provato a ricordarti alcune cose di fatto)...beh, fai pure. Scusa, ma io mi chiamo fuori.

Vabbe', credo di dovermi difendere.  

l'articolo di Bisin con le sue sorprendenti e tortuose dietrologie [....]  mentalità complottista

Grazie per il "sorprendenti". Accetto il "tortuose". Un po' di "dietrologia" c'e' nell'articolo e anche un po' di "complottismo". 

Forse quindi non vale la pena di difendermi. Ebbene si', io credo che dietro il cambio della guardia ci siano le spinte del governo. Tra l'altro non lo avrei mai detto se non lo avesse fatto Anselmi da ben altro pulpito. Qualcuno pensa che non sia vero? Che Mieli, Anselmi, ... se ne siano andati perche' stanchi? O che gli editori abbiano agito senza l'intenzione di far un favore al governo? Possibile, ma per giustificare questa visione del mondo si' che ci sarebbe bisogno di tornanti logici da Passo dello Stelvo, dietro-dietrologie, con un bel ritorno alla teoria della classe dirigente cattiva e snob che non accetta il Berlusconi parvenu e cerca da sempre di fermarne l'ascesa - che piu' complottista di cosi' c'e' solo la CIA della Baia dei Porci. 

Il problema è che si vuole fare di questo giro di poltrone, l'ennesimo giro di poltrone, qualcosa di speciale. Sulle minacce evocate da Anselmi, sarebbe bello avere precisazioni. Vista così, sembra la solita storia molto italiana, fatta per partorire "inquietanti interrogativi": per quello, e basta. D'altronde siamo il paese del "terzo livello", del "grande vecchio", e del "concorso esterno in associazione mafiosa" ecc. ecc. E poi è noto quale brutta vita facciano i "nemici" di Berlusconi in Italia. Ripeto che è evidente che La Stampa, il Corriere, e il Sole 24 Ore hanno cambiato linguaggio subito dopo le ultime elezioni. L'ostilità della "classe dirigente cattiva" - ma non solo, di tutti i poteri sedimentati in Italia, compresi quelli di tipo culturale - nei confronti di Berlusconi non è stato un complotto. E' stata una cosa alla luce del sole, e con una sua ragione: la vittoria "definitiva" di Berlusconi segna un grosso cambiamento nella mappa del potere reale in Italia. Berlusconi si porta indietro la piccola e media industria, si porta dietro le rivendicazioni di aree geografiche importanti del paese, mette in crisi le rendite di posizione dei custodi dei valori laico-repubblicani ecc. ecc. La "classe dirigente" si è semplicemente adeguata alla nuova realtà, dopo aver a lungo tenuto duro. La peraltro imbarazzante vicenda Alitalia è stata la cartina al tornasole di questo cambiamento. Berlusconi ha chiamato ed essa ha risposto. Che il popolo di Berlusconi magari non sia migliore del resto è possibile, anzi probabile. Ma ha sbloccato la situazione e segna un riequilibrio. Anche così i paesi avanzano, mica solo con i corsi accelerati di educazione civica alle masse. Mieli è un maestro della dissimulazione, e dire oggi il contrario di quanto ha detto per tre lustri, per lui è uno scherzo da ragazzi.

Anche così i paesi avanzano, 

In che senso la vicenda Alitalia sarebbe un "avanzamento" per il paese?

Non con la vicenda Alitalia, ma col riequilibrio del potere, che rappresenta più fedelmente la realtà italiana. Fino al 2008 il centrodestra sembrava aver la maggioranza nell'elettorato, a volte in parlamento, ma sembrava sempre isolato nei centri di potere di varia estrazione, nell'economia, nei giornali, nella cultura, nel mondo sindacale ecc. ecc. del paese. Ora non è più così. Siamo solo all'inizio di una più reale democratizzazione del paese. Un paese meno avvelenato dal settarismo che la sinistra ha alimentato finora, è il presupposto anche di una sua evoluzione liberale. Il paese più coeso è anche quello più libero, perché niente è più nemico della libertà delle sfiducie e delle paure reciproche.

(Sono sempre quel cagnaccio ringhioso di Zamax, cerco di essere bravo ed educato)

(Sono sempre quel cagnaccio ringhioso di Zamax, ...

Ah Zama', ammazza la farsa coscienza! Serà che te vedi come un "cagnaccio ringhioso" nello specchio tuo!

A me me pari uno de 'sti cagnetti da salotto, quelli che leccano li piedi de su padroni e se pijano pure carci sui denti! Ma loro no, loro boni e servili en tutt'icasi, a scrive;

No, è il vecchio mondo che sta crollando. Quel vecchio mondo che proprio Di Pietro vuole tenere in vita.

Che è er mondo vecchio che crolla? Quello 'ndove li delinquenti li ficcavano en galera? Te senti un po' più tranquillo ora? Ammazzate come lavori de fantasia fio mio! Ammazzate la fantasia che c'havete a Treviso: ve danno por culo, e voi a di' che so l'eroi vostri, er vecchio mondo crolla e nasce er novo! Cacio e fica per tutti!

Eccolo qua, il Pasquino dell'epoca moderna. Canta perfettamente da servo del politicamente corretto e manco se ne accorge, povero ebete. Sono gli altri "servi", magari non più degli "amerikani", solo perché volano un po' più alto dei soliti discorsi dei buoni e dei cattivi, tipici delle mezze cartucce che strillano contro il duce di turno senza rischiare un bel nulla. Che ci vuoi fare, è la "satira" italica.

Dai ragazzi, calmini. Evitiamo gli insulti, in romenesco o in italiano. 

Oddio, il vignettista martire: l'ennesimo, noioso, bolso, inevitabile, figlio adottivo della nomenklatura che si diverte a spararle sempre più grosse e grevi; e provoca, e provoca, e provoca fino a quando qualche fesso alza il sopracciglio; e il geniale artista della vignetta, con mille medagliette sul petto offerte dalla confraternita dei suoi amici di sinistra, poveri proletari che da quando avevano i calzoni corti frequentano studi televisivi e redazioni di giornali e feste del cinema, finalmente giubilante può far conoscere al vasto mondo che ha raggiunto lo scopo della sua vita, che Egli è un dissidente del regime berlusconiano, che gli hanno addirittura dato sette giorni di consegna semplice, ma che per fortuna è tornato, perché il popolo, cioè la società civile, mica i tanti buzzurri della società incivile, s'è sollevato e l'altro ieri è riapparso, vivo, tra i suoi amici carbonari, quelli che a forza di anni e anni di serate hanno usucapito, ossia okkupato, in nome della democrazia, un pezzo di RAI, e chi glielo toglie adesso?, poveretti. Son cose sì, che fanno venir il mal di testa, tragedie da vaudeville, deliziose senzazioni che il volgo non può apprezzare.

è proprio così zamax. Nella cloaca rai i dirigenti sono così servili che si autocensurano da soli senza che il capo proferisca parola o alzi il telefono. Se poi un vignettista fa il suo dovere in un momento in cui la politica nazionale era quella dello "stringiamoci a coorte"... Che diamine dovrebbe fare un vignettista? Davvero tu non ci vedi un tentativo di censura, per quando imbecille e inetto possa essere stato (il tentativo ovviamente)?

Guarda qua: stanno succedendo cose turche.

Pure lui sotto pressione dal governo? No, è il vecchio mondo che sta crollando. Quel vecchio mondo che proprio Di Pietro vuole tenere in vita.

Zamax, lascia stare i controfattuali tipo "cosa sarebbe successo se  a fare le tv fosse stato Agnelli" e cose di questo genere. Le TV le ha fatte Berlusconi, che ha intuito le possibilità di un mezzo di comunicazione, di un mercato pubblicitario e così via. La sua bravura reale non può sminuire che abbia tratto vantaggi e altre utilità dalla consapevole frequentazione, con scambio di favori reciproci, con i gruppo dirigenti di allora. Il fatto che abbia sgomitato, e infine abbia fatto piazza pulita degli antichi sodali, non cambia di una virgola la vicenda.

La Fiat è stata oggetto di inchieste, e condanne, come Mediaset...non mi risulta che Guariniello sia stato tenero con i dirigenti di Viale Marconi.

Ma alla fin fine, francamente, cosa si vuol dire? Che nel Far West degli anni ruggenti della televisione privata Berlusconi pure lui, come gli altri, ogni tanto faceva il pistolero? Che pure lui, come gli altri, coltivava rapporti coi sceriffi, coi rancheros, coi governatori e coi politici di Washington?

E chi non si ricorda quando nel 1994, ad urne ancora calde, il governo Ciampi lì per lì per tirare le cuoia, all'ultimo giorno disponibile prima che arrivassero i barbari del Polo delle Libertà concesse graziosamente la vittoria al Consorzio Omnitel di De Benedetti nella gara per la telefonia mobile? Oh ma quelli erano l'illustrissimo Ciampi e l'illustrissimo De Benedetti, mica Craxi e Berlusconi! Ma per favore...almeno Berlusca il suo impero se l'aveva costruito... De Benedetti neanche quello...difatti dopo aver fatto scomparire l'Olivetti fece scomparire pure Omnitel... ah ah ah

 

Semplicemente il problema è che troppi sostenitori di Berlusconi lo vogliono presentare come un imprenditore che è cresciuto grazie alle sue forze, mentre è abbastanza evidente che è stato uno dei tanti parassiti della società italiana, l'aiuto dato da Craxi per salvare le televisioni dalla chiusura mi sembra secondario, ricordo che molti quotidiani avevano pubblicato negli anni 80 la piacevole notizia che solo l'intervento della Fiera di Milano ( in pratica la regione Lombardia ) che era entrata in partecipazione nel centro commerciale Il Girasole, e dell' Inps che aveva gentilmente acquistato il 60% di invenduto di Milano3 avevano salvato Berlusconi dal fallimento CON DENARO PUBBLICO.

Berlusconi risultò vincitore di quella lotta, semplicemente sul piano commerciale

Non mi sembra male per uno che si occupa di televisioni commerciali

Se avessero vinto gli Agnelli o i De Benedetti

Non è che non ci avessero provato italia 1 e reta4 , semplicemente non erano capaci

 

 

Ecchecevoffà, me piace parlà ar popolo. Nun ce vedo, nun ce sento, però parlo: ce sta Pasquino chemme sta a sentì...

Che tra Berlusconi ed i salotti buoni della finanza non corre buon sangue è un fatto arcinoto. Ma il loro rapporto problematico è dovuto in massima parte al desiderio smisurato del cavaliere di primeggiare. Per esempio ci ricordiamo di come cacciò dal ministero degli esteri Renato Ruggiero durante il suo II governo?
Francamente penso che le sue nette vittorie elettorali insieme all'attuale crisi economica-finanziaria che ha colpito e non poco i salotti buoni della finanza ha indotto quest'ultimi ad un atteggiamento più remissivo rispetto al recente passato. Insomma hanno bisogno e non poco degli aiuti dello stato e al timone attualmente, piaccia o no, c'è BS e non si può fare tanto gli schizzinosi quando si è in stato di necessità.

PS: Curioso l'accostamento tra Berlusconi e Moby Dick citato in un commento sopra. Mi ricorda il titolo di una trasmissione di Santoro nel periodo in cui trovò ospitalità a Mediaset, quando era ai ferri corti con la dirigenza RAI filo pds. Coincidenze?  

Audience

asm 27/4/2009 - 13:40

Io pure ho visto la trasmissione di Santoro. Il tuo mi sembra un ottimo spunto per capire quello che sta succedendo, non si mettono servi ai giornali, mai si cambiano i direttori per far capire che quelle posizioni non sono intoccabili, anzi.

 

Sulle minacce, la cosa più sconfortante, se posso, è che non mi sembri si parli di minacce enormemente gravi, insomma, al massimo di un licenziamento. Questo denota un conformismo e un paraculismo eccezionali per i giornalisti italiani che, poi, se facessero il loro mestiere forse sarebbero anche in grado di mantenersi senza un posto di lavoro "fisso".

A mio parere c'è anche un altro aspetto oltre il semplice licenziamento in queste minacce. Credo che i giornalisti e i direttori abbiano la sensazione di un pubblico molto ridotto per un certo tipo impegnato di informazione (è la tesi del ragazzo che è intervenuto da Santoro, quello di www.marsala.it). Quando si comincia ad informare seriamente il livello di cultura dell'ascoltatore sale tremendamente, e questo può portare ad un'audience ristretta. Io rimango semplicemente sconvolto dalle conoscenze (stupide per chi ha una laurea, certo) che richiedono certi approfondimenti della BBC, pensare di fare questo in una TV italiana o in un giornale è semplicemente folle, almeno che non succeda una delle due cose: 1) si perdono soldi, quindi deve finanziare lo Stato, ma quindi non si può andare contro i politici; 2) si creano redazioni meno costose, tipo su internet, ma non so fino a che punto possono fare buoni reportages.

 

Credo che questo aspetto del pubblico mancante influenzi moltissimo l'informazione e il comportamento dei giornali. D'altronde, se ci fosse una domanda di informazione seria, qualcuno penserebbe a soddisfarla prima o poi, soprattutto nell'era di internet.

Io rimango semplicemente sconvolto dalle conoscenze (stupide per chi ha una laurea, certo) che richiedono certi approfondimenti della BBC, pensare di fare questo in una TV italiana o in un giornale è semplicemente folle, almeno che non succeda una delle due cose: 1) si perdono soldi, quindi deve finanziare lo Stato, ma quindi non si può andare contro i politici; 2) si creano redazioni meno costose, tipo su internet, ma non so fino a che punto possono fare buoni reportages.

Beh, una soluzione alternativa ci sarebbe, che consiste nel mandare più gente all'università, magari migliorandone la qualità.

La mia non è una battuta: la connessione storica (ma veramente storica) fra ignoranza del popolo italiano, cattiva/distorta informazione e mantenimento al potere delle squallide elites che governano l'Italia dal 1860 (e prima, regione per regione) è un fatto che balza agli occhi, oltre che un tema di ricerca interessante.

Quanto dici, poi, conferma il fatto che la grande "universitarizzazione" della gioventù italiana (di cui si è discusso in passato) è ancora lungi dall'avvenire o, se avvenuta, ha prodotto solo degli ignoranti diplomati.

Aggiungo infine che la televisione e la stampa USA mostrano come si possa fare informazione relativamente usabile senza dover raggiungere i livelli intellettuali di  ... nFA!

Re(1): Audience

asm 28/4/2009 - 09:51

Io mi sono fermato alla triennale (fatta in 3 anni secchi), non è che mi senta più ignorante di chi sta facendo anche la specialistica. E mi sono fermato soprattutto per lo scarsissimo livello dell'università, è diventato impossibile discutere con interesse della propria materia, persino tra universitari, sembra un enorme parco buoi dove si va per il famoso 10+ (quello dei polli amadori).

 

Detto questo, io, al contrario di te, porrei più efforts sulle superiori che, se fatte bene, garantiscono una cultura che rimarrà per tutta la vita. Dopo i miei 3 anni di economia campo più per le conoscenze liceali (soprattutto matematica e filosofia) che per quelle universitarie. E non credo sia solo un deficit dell'Università, credo proprio che il passaggio obbligato per una "culturizzazione" del Paese siano le superiori, le università verrebbero come conseguenza. Io che l'ho vissuta sulla pelle, mi sento di dire che l'università italiana non è pronta per fare quello che dici, non lo è perché ci sono troppi interessi secondari allo studio, non lo è perché l'accademismo non lo si riesce proprio a debbellare. Insomma, almeno nelle facoltà umanistiche, vedo che si sta producendo un enorme quantità di laureati che non sanno porsi il perché delle cose. E chi non è abituato a chiedersi "perché" un programma della BBC non lo guarderà mai, soprattutto se parliamo, ad esempio, di speciali sull'India o la Cina o varie simili. Nemmeno il provincialismo si è riuscito a debbellare dalle università italiane.

Se il sistema formativo delle superiori puntasse più su una conoscenza critica, e non passiva, forse gli studenti comincerebbero a creare una domanda per università serie, invece ora la domanda è diretta verso università facili o "prestigiose" (dove prestigioso è il nome e basta).

Re(1): Audience

raf 28/4/2009 - 10:59

Aggiungo infine che la televisione e la stampa USA mostrano come si possa fare informazione relativamente usabile senza dover raggiungere i livelli intellettuali di  ... nFA!

Nei documentari americani l'unita di misura del peso è il boing747 , al posto del metro ci sono i campi da calcio, la misura di energia sono le case medie . Magari sarebbe meglio una via di mezzo :-)

 

Certo sul tema si è già parlato. La mia impressione è che non piaccia, ne a chi ha già una laurea che gli permette attività lobbistiche (professioni), ne tantomeno alla borghesia italiota che aumenti il numero dei laureati (meglio sarebbe fossero solo i lori figli a poterselo permettere).

La riforma 3+2 aveva essenzialmente lo scopo di ridurre i tempi di laurea. Risultato? Controllare su Almalaurea ma, in pratica, la riduzione è stata minima (visto che la riforma è recente, i dati non tengono ancora degli che sono abbondantemente fuori corso).  

Ci vogliono ancora 4/5 anni (dipende dai corsi e dall'università, ovviamente) per la triennale.
E altri 2/3 anni per la specialistica.
Totale 6/8 anni. Come prima.

Adesso, però, le trombe via quotidiani ed editoriali ha una sola parola d'ordine: l'università è scaduta e la qualità pessima.

Ma allora mi chiedo: ma ci prendete in giro? Volete dire che permettete (chi comanda, compresi i direttori di giornale) al sistema universitario di tenere la gente 8 anni a studiare per venirci a dire che, alla fine, non sappiamo niente?

Ok, siamo asini. Ok, non abbiamo voglia di fare niente. Ma io non conosco altro sistema al mondo che richiede scritto ed orale per la maggior parte degli esami (vedi ingegneria) e tali quantità di materiale teorico da imparare rigorosamente a memoria.

Allora, a che gioco stanno giocando?

 

Re(2): Audience

asm 28/4/2009 - 14:31

Si gioca a chi "frega" di più i professori, ecco a che si gioca. Se non impari svariati trucchetti da baraccone, ci metti anni per finire e in più prendi medie bassissime.

Si è preferito dare credito a chi "studiasse" e non a chi pensasse. Risultato? Tutti convinti che  sia una cosa giustissima se uno che segue i corsi fa esami più facili di chi non li segue (perché, mi rispondono, quello che segue ha speso più tempo per fare l'esame).

Il problema è che il livello culturale è scarso, magari, poi, i laureati italioti sanno di più di altri, ma: 1)pensano che il mondo sia l'Italia o al massimo Europa e USA; 2)nel campo pratico sono schiappe; 3)hanno un interesse per la cultura uguale a zero.

 

Quest'è moreno, il livello è mantenuto pessimo perché ci sono troppi interessi di parti. Perché non si vuole insegnare a pensare ma a farsi inculcare i concetti. Difatti, ormai molte lezioni all'università sono impostate come la TV, più che di dibattito parlerei di messa in scena della lezione.

La mia impressione è che non piaccia, ne a chi ha già una laurea che gli permette attività lobbistiche (professioni), ne tantomeno alla borghesia italiota che aumenti il numero dei laureati (meglio sarebbe fossero solo i lori figli a poterselo permettere).

In generale e' una caratteristica tipica e costante della cultura e della societa' italiana dare poco valore all'istruzione di massa, come indica bene questo aneddoto raccontato da I.Montanelli che ho trascritto in un passato commento.

Piu' precisamente la cultura italiana e' una varieta' marginale e periferica della cultura nord-europea che ha posto le basi per il successo degli europei nel mondo piu' o meno a partire dal 1600. Come tale, la cultura italiana mantiene alcuni tratti tipici delle culture arretrate, "feudali", caratterizzate da piccole elites istruite che opprimono grandi masse analfabete che caratterizzano gran parte del mondo "perdente" a partire sempre dal 1600 circa: Africa, Medio Oriente, India, Cina, eccetera.

Pur essendo l'Italia piu' alfabetizzata e industrializzata del Nord-Africa o dell'India, le differenze tra Italia e Nord-Europa sono dello stesso genere delle differenze tra Nord-Africa e India rispetto all'Europa: maggiore analfabetismo, maggiore distanza sia materiale sia di istruzione tra elites e masse popolari, minore interesse delle elites per istruzione e benessere delle masse popolari, e come conseguenza una stessa cultura diffusa che da' poca importanza alle capacita' cognitive e molta importanza ai legami tribal-parentali per accedere ai livelli piu' elevati della societa'. Fazioni e partiti politici basati sull'appartenenza sono l'evoluzione in salsa italiana dei rapporti clientelari verso i notabili e dei rapporti tribali delle societa' piu' arretrate.

Una volta che la cultura da' meno importanza all'istruzione e piu' ai legami di parentela non c'e' quasi nulla da fare: l'istruzione di massa tendera' ad essere fallimentare.

Concordo pienamente nello stato di fatto ed è interessante l'analisi storica.

Come contro-esempi potrei dire che anche l'Austria o la Baviera siano profondamente cattoliche, il che non esclude la grande autoconsapevolezza di essere cittadini prima di tutto, e di aver delegato il comando pro-tempore ad altri cittadini: a cui solo si chiede di governare seriamente.

Nessuno in Baviera, credo, si sognerebbe di limitare il numero di laureati per proteggere gruppi di potere. Anzi. Più gente preparata c'è, più il Lander progredisce: difficile da capire oltre lo spartiacque alpino.

Re(4): Audience

asm 4/5/2009 - 17:33


"Nessuno in Baviera, credo, si sognerebbe di limitare il numero di laureati per proteggere gruppi di potere. Anzi. Più gente preparata c'è, più il Lander progredisce: difficile da capire oltre lo spartiacque alpino."

 

Ma nemmeno è vero che c'è una volontà di limitare i laureati. Semplicemente c'è la volonta di non permettere accesso a posizioni di rilievo e questo porta con sé tutta una serie di cose.

 

E se si ritorna alla stampa italiana, è il provincialismo a renderla così serva. Se in Italia ci fosse la consapevolezza di altre stampe nel mondo, forse non si farebbero gabbare così da quella nostrana. Più che di discorsi sulla cultura del '600, ragionerei sul perché l'Italia è riuscita ad avere un enorme numero di emigranti e allo stesso tempo una chiusura su sé stessa enorme.

Come anche il thread che si è sviluppato in una parte dei commenti dimostra, più che riflessioni sulla stampa italiana NFA sta diventando il riflesso di quello che è la stampa italiana.

Pessima la stampa, pessima la discussione.

La stampa vive di contributi pubblici (come l'eccellente articolo dimostra), pensare che non sia influenzata dalla politica è pura follia. Ho alcune volte letto gli articoli di AB sulla Stampa e non mi sono mai sembrati diretti come quelli che scrive su NFA, forse, Alberto dimmi se sbaglio, ci si adegua anche inconsapevolmente a certi toni.

Io non sono in grado di aggiungere granchè a questa discussione, ma mi limito a sottolineare che solo il gruppo Repubblica/L'espresso sembra essere un gruppo editoriale, gli altri o sono funzionali al padrone, o servono ad altro.

Hai perfettamente ragione, quindi eliminerò il mio commento precedente essendo evidentemente ad personam e non pertinente.

solo il gruppo Repubblica/L'espresso sembra essere un gruppo editoriale

Repubblica/L'espresso e' di proprieta' dell'imprenditore e finanziere Carlo De Benedetti (che ne ha voluto conservare la presidenza anche dopo aver lasciato le cariche di vertice, ma non la proprieta', delle molteplici altre sue attivita' NON editoriali).

Mamma mia, tutti seri e nessuno con un pò di humour ! Spaccando il capello in diciotto, il gruppo L'espresso/Repubblica fa capo alla CIR di De Benedetti (che avrà pure molteplici attività, ma a me non sembra che De Benedetti abbia più il bernoccolo della finanza, credo che la sua partecipazione a Repubblica/L'Espresso sia strategica, tolta quella non vedo molto altro), a Lucio Caracciolo (fu) e gli editori milanesi della famiglia Crespi.

Tanto che nel CDA su undici membri ben 5 sono indipendenti (ufficialmente..). Dopo aver spaccato il capello in diciotto chiarisco: ho detto sembra , non ho detto è.

Resta il fatto che il gruppo in questione non è fra quelli toccati dalla girandola di poltrone. A meno che Ezio Mauro non vada al TG1. Vero è che Mauro Calabresi, autore del bellissimo libro "Spingendo la notte più in là" è diventato direttore della Stampa, significa solo che AB avrà come Direttore uno che qualcosa ha imparato dalla vita, visto che la stessa lo ha subito preso a schiaffi. That's all.

Io non sono in grado di aggiungere granchè a questa discussione, ma mi limito a sottolineare che solo il gruppo Repubblica/L'espresso sembra essere un gruppo editoriale, gli altri o sono funzionali al padrone, o servono ad altro.

Dillo che volevi fare la battuta :)

Credo l'unico caso di editore puro in Italia sia il Quotidiano Nazionale; la famiglia Riffeser o come diamine si scrive ha interessi quasi esclusivi in ambito editoriale, almeno da quel che mi risulta.

Grazie per aver capito la differenza fra sembra ed è. Si chiama Riffeser, ma sono imparentati con i Monti, per cui il gruppo è detto Riffeser Monti

Se interessa l'unico editore puro, in Italia, è quello della "Settimana Enigmistica". La stampa è un Rebus.

"Spero proprio che Berlusconi si sbagli – che la sua magnanimità gli si rivolga contro."

Alberto condivido ma non sono ottimista. Così scriveva il Muratori a proposito di Ottaviano

 

"L'arte dunque sua fu quella di saper fare da padrone, senza mostrare d'esser tale; e di conservare il nome e il decoro della repubblica, come era in addietro, ma con ritenere per se il meglio dell’autorità e del comando. …Compariva dappertutto la stima ch'egli professava al senato;….. Ad esso parimente lasciò l'erario pubblico, la facoltà di metter imposte, di far nuove leggi, di amministrar la giustizia; con che pareva alla nobiltà di conservar tuttavia l’antico onore e dominio. Né minor fu il suo studio per guadagnarsi l'amore del popolo, col volere ch'egli continuasse a goder della facoltà di dare i suoi suffragi nelle pubbliche elezioni, col mantener sempre in abbondanza de’ viveri…, e con tenerlo allegro e divertito mediante la frequente rappresentazione di varj giuochi e spettacoli, e con magnifici congiarj o vogliam dir donativi. ….Che maraviglia è dunque, se Roma, che ne' tempi della libertà avea tante traversie patito per la disunion de’ cittadini, cominciò a gustare i vantaggi d'essere governata dipendente da un solo?....Gran possanza, insigni privilegi aveano goduto finquì i tribuni del popolo. ….Questo potere volle a se conferito, ed agevolmente ottenne…, per poter cassare, occorrendo, le leggi e le determinazioni che non gli piacessero,…Finalmente il senato già divenuto adulatore, perchè composto di gente che cercava i proprj vantaggi col promuovere quelli del principe, cercò di onorar[lo] colla giunta di un titolo glorioso, che facesse intendere la di lui possanza ed autorità quasi sovrana; ….. Salì in tal guisa ad un'ampia podestà …. per cui senza nome di re potea tutto quanto poteano i più dispotici, perchè il senato con tutta l'autorità a lui lasciata, nulla d'importante facea, che non fosse conforme all' intenzione e ai desiderj di lui. Tuttavia….di tanto in tanto dolendosi del grave peso imposto sulle sue spalle, e facea intendere l'ansietà di scaricarsene, per morir da privato. Arrivò sino a proporlo in senato ma egli dovea ben sapere, che non correa rischio d' essere esaudito. Ed in fatti così fu. S'unirono le voci de' senatori a pregarlo, per non dire a costringerlo, che continuasse nella fatica del comando, finché vivesse. Allora s'indusse ben egli con tutta modestia ad accettar questo carico, ma con impetrare che solamente per dieci anni avvenire durasse un tale aggravio. Finiti questi, e chiesta di nuovo licenza, s'accordò in cinque altri, e poscia in dieci, tanto che senza mai cessare d’essere signore…., e con apparenza di comandare, solo perché così volevano il senato ed il popolo; terminò poi felicemente nel comando i suoi giorni"

Assolutamente bellissimo. 

 

  1. De Bortoli, nuovo direttore del Corriere, non è certo noto per essere uomo di destra ed è probabilmente stato "cacciato" dal Corriere qualche anni fa per questo

una vecchia canzone di fiorella mannoia recitava "come si cambia per non morire"

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