Rousseau, padre del modello superfisso

27 luglio 2011 alberto bisin

Da un articolo di Giuseppe Bedeschi sul Corriere qualche giorno fa riporto la seguente citazione da Rousseau.

Com'e' possibile arricchirsi senza contribuire a impoverire gli altri; e che cosa si dovrebbe dire di un uomo caritatevole il quale cominciasse con lo spogliare tutti i suoi vicini per poi avere il piacere di fare l'elemosina.

Il modello superfisso, versione XVIII secolo.

23 commenti (espandi tutti)

non va il link al modello superfisso, penso per  un complotto di gnomi ginevrini. non sanno che noi , per prudenza, lo abbiamo cmq mandato a memoria.

Grazie Bisin, finalmente un post da poter leggere (non se ne puo' piu' della diatriba di questi giorni e si rimpiangono le invettive alla Boldrin) pero' non riesco ad aprire il link modello superfisso quindi chiedo gentilmente se sono imbranata io e c'e' un problema. (l'articolo del corriere si apre) . ancora grazie per il cambio argomento

il link all'articolo funziona, il secondo no.

 

Infatti il secondo link non funziona; dovrebbe essere (come ormai gli aficionados sanno) questo.

Bisogna vedere se arrichirsi sono da intendere in termini relativi o assoluti.

Grazie e scusate.

Nell'articolo subito dopo la citazione di Rousseau c'è questo passaggio:

È evidente che, affermando ciò, Rousseau presuppone come costante la quantità di beni disponibili

Non capisco se questo è evidente agli occhi di Bedeschi o era evidente a quelli di Rousseau. E il punto di Bedeschi qual è?

Io non sono tanto preoccupato del modello superfisso di Rousseau (che era totalmente a digiuno di economia, era un filosofo, ne più ne meno come il filosofo di Treviri) quanto del fatto che qualche imbelle nostrano possa cominciare a scrivere: "così come dice Rousseau, etc., etc."

Ovvero: non temo le parole di un filosofo del '700 (che ne aveva sparate altre, tipo "il buon selvaggio"), quanto l'uso che ne può fare un contemporaneo qualunque.

Io non sono tanto preoccupato del modello superfisso di Rousseau (che era totalmente a digiuno di economia, era un filosofo, ne più ne meno come il filosofo di Treviri) quanto del fatto che qualche imbelle nostrano possa cominciare a scrivere: "così come dice Rousseau, etc., etc."

 

E' il fascino dell' ipse dixit che non tramonta mai. La risposta vincente nel dibattito pubblico italiano è puntare a squalificare la fonte, piuttosto che rispondere nel merito come si fa su Nfa.

Ma, giusto per curiosità, la citazione è corretta?

 

Ma, giusto per curiosità, la citazione è corretta?

Questo lo si dovrebbe chiedere al giornalista del Corriere, ma a naso direi di sì, Rousseau era intriso di perbenismo e di miti egualitaristici, per cui questa idea mi sembra combaciare con il tipo, che era giudicato strambo anche dai contemporanei.

Non ho un buon giudizio di Rousseau, anche l'estensore della biografia su wiki non ne pensa granchè:

Tuttavia, lo sviluppo dell'agricoltura e della metallurgia, e la conseguente creazione della proprietà privata e della divisione del lavoro, portarono a una crescente dipendenza reciproca degli individui e alla disuguaglianza tra gli uomini. L'invidia per chi aveva di più e la brama nel possedere ancora contribuirono al diffondersi di comportamenti crudeli.

La conseguente condizione di conflitto tra chi aveva molto e chi poco o nulla, fece sì, secondo Rousseau, che il primo Stato fosse inventato come una forma di contratto sociale suggerito dai più ricchi e potenti. Difatti i ricchi e i potenti, tramite il contratto sociale, sancirono la proprietà privata, lo stato di fatto e quindi istituzionalizzarono la diseguaglianza come se fosse inerente alla società umana. Rousseau concepiva la propria proposta per un nuovo contratto sociale come un'alternativa a questa forma fraudolenta.

Qui.

Sembrano gli scritti del peggior Tremonti...

 

La citazione è corretta, è tratta da un’opera “giovanile” rimasta allo stato frammentario e pubblicata postuma nel 1853, il Discours sur les richesses. Non esattamente un’opera rappresentativa dell’autore… È una lettera a tal Chrysophile (amante dell’oro) che vuole diventare ricco per aiutare gli altri. Rousseau gli elenca difficoltà e contraddizioni di questo intento. Più tardi, nell'Emile, chiederà che gli uomini imparino a contare su loro stessi attraverso il lavoro (ma il discorso è qui etico, più che economico).

 

Più in generale Rousseau, mi sembra di capire da alcune recenti letture, non vuole separare analiticamente il mercato dallo stato, e – quindi? – non lo immagina come il luogo dell’ordine spontaneo, come voleva Quesnay. È molto interessato all’economia pubblica, ai beni pubblici, al tema delle tasse, e agli effetti su libertà ed eguaglianza. Ed è quando parla di imposte che dice, nell’articolo Economie Politique dell’Encyclopédie de Diderot e D’Alembert: “Tutto ciò che il povero paga è perduto per sempre per lui, e resta o torna nelle mani del ricco”, che partecipa al governo o ne è vicino.

 

Rousseau è sempre un po' "fuori dagli schemi"...

Io non sono tanto preoccupato del modello superfisso di Rousseau (che era totalmente a digiuno di economia, era un filosofo

Bhe un po' di economia, almeno empiricamente, la capiva. Aveva calcolato che conveniva mandare i figli naturali all'orfanotrofio anziche tenerli con sè. :-)

fenomenale Sandro, roba da "top of the posts"

 

C'è da dire che i cultori del modello superfisso, i quali possono oggi fondare la propria curiosa convinzione sul prestigioso precedente qui citato - imperversano ovunque, anche tra le (forse un poco in ribasso ....) alte sfere della finanza italiota: il banchiere Pietro Modiano, nell'intervista concessa al servile giornalista de "L'inkiesta", sostiene che "a tecnologie date" sfamare i poveri del mondo non lascerebbe risorse per tutti.

Avete letto bene: a tecnologie date!

Cioè in assenza di nuovi strumenti che consentano di ottenere ulteriori risorse e miglioramenti dell'utilizzo di quanto già noto. Esattamente ciò che è sempre avvenuto nella storia dell'umanità .....

Eh si', ne avevamo discusso su fb. Quel "a tecnologie date" fa arrossire qualunque Rouseeau. Se facessimo il "premio modello superfisso" (lo dovremmo fare, annuale, su indicazione dei lettori) io credo che Modiano vincerebbe alla grande. 

Quel "a tecnologie date" fa arrossire qualunque Rousseau

ma nel brevissimo periodo le tecnologie non sono da considerare "date"?

Poi, si parla di tecnologie, cioè di conoscenze applicabili,  o di capitale fisico (macchinari, ecc.) esistente? Mi spiego, aratri e trattori sono una tecnologia esistente, ma per metterne in funzione di nuovi c'è un costo di investimento e un tempo per produrli, addestrare il personale ecc.



Certo che se prendi un intervallo temporale sufficientemente corto, tutto e' piu' o meno fisso :-)

E poi il modello superfisso e' sbagliato anche con tecnologie e risorse date: si puo' essere lontani dalla "frontiera" delle possibilita' offerte dalla tecnologia esistente (per inefficienze varie o perche' c'e' disoccupazione involontaria) o ci si puo' muovere in punto diverso della frontiera (per esempio, salari netti piu' alti potrebbero invogliare piu' persone a lavorare e ci si potrebbe spostare verso una situazione con meno beni pubblici e piu' beni privati).

Tuttavia, non darei il premio "superfisso" a Modiano: almeno lui si e' reso conto di dover fare qualche ipotesi aggiuntiva ("a tecnologie date"); altri non si pongono nemmeno il problema.

 

Nel periodo brevissimo, 10 minuti fa, avevo una fame boia...

... poi mi sono mangiato una Fiesta :-)

eh la qualita' della vita in Italia...

Rousseau ne ha dette parecchie di castronerie. Penso al suo concetto di Volontà Generale, contrapposta alla volontà di tutti, deteriore e legata agli interessi dei singoli...oltre all'abolizione della discussione pubblica prima del voto in ragione delle possibili manipolazioni da parte dei più dotti.

Sono però sempre più scettico sull'attribuzione di effetti diffusi di teorie come quella di Rousseau...si può credere a certe fesserie pure senza nobili padri culturali.

Rispondo qua al terzo punto di Sandro Bedeschi nell'articolo del 2007:

Al momento del cambio tra Lira ed Euro non ero in Italia. Al ritorno (pur sempre a Gennaio!), ho trovato alcuni prezzi enormemente cresciuti, ed ho smesso di fare determinate cose.

Ad esempio il costo della piscina a cui andavo è passato da 3000 ITL a 3 EUR, non ci sono più andato, il biglietto del cinema da 5500 ITL a 5 EUR, non ci sono più andato, un paio di pizze ed una pinta di birra da un determinato pizzaiolo da 25000 ITL a 25 EUR, non mi ha visto più, e così via.

Per alcune di queste cose ho trovato alternative, a volte anche valide (un ex impiegato del pizzaiolo ha aperto una pizzeria a fianco con i vecchi prezzi!), a volte in altre città (cinema), ma in altri casi no (pur essendomi trasferito più volte, in effetti non nuoto con costanza dal 2001!).

Anche a Milano, il biglietto dell'ATM è salito da 1500 ITL a 1936,27 ITL a fine Dicembre 2001, ed ho smesso di andare a Milano.

Nel 2005 di fronte ad un forte rincaro dei prezzi dello stadio, alcuni tifosi del Manchester hanno fondato lo United oh Manchester.

E' un club semi professionistico, non ci sono nè ci saranno mai Rooney o C.Ronaldo, ma sembra che si divertino veramente un sacco!

 

http://www.fc-utd.co.uk/waw.php

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