La sanità come non l'avete mai vista prima: il caso Campania

17 maggio 2010 marco esposito

È notizia di questi giorni che i neo-governatori delle Regioni Meridionali si sono presentati con il cappello in mano al Governo a chiedere soldi per ripianare i loro deficit sanitari. Il Governo ha risposto con un calcio nelle parti nobili.

Innanzitutto un po' di storia (che non fa mai male) : la Sanità è stata completamente regionalizzata nel 1999 con il D.Lgs n° 229 , da allora il Governo fissa solo gli obiettivi e i “livelli di assistenza omogenei per il territorio Nazionale”. Ovviamente la Sanità costa (come i nostri amici amerikani ben sanno, in attesa che il loro Presidente gliela faccia avere gratis), per cui, è istituito il “Fondo Sanitario Nazionale” che, per il 2010, prevede uno stanziamento di 105 miliardi e passa di euro, di cui alle Regioni, per il loro “fabbisogno indistinto” vanno 102 miliardi di euro. Per chi si vuole divertire con il burocratese qui c'è il riparto, io mi soffermo solo su alcune parti, che sono i criteri adottati per la divisione , e che sono:

102,102,398 milioni di euro ripartiti prendendo a riferimento :

 

a. il criterio di ripartizione adottato storicamente (cd criterio della "spesa storica" NDR), prima della sottoscrizione del precedente Patto per la Salute 2007-2009, che si basa essenzialmente sul criterio della cosiddetta quota capitaria assoluta, utilizzando i dati stimati per classi di età dall'ISTAT al 1° gennaio di cisacun anno di riferimento, corretta con i parametri di cui allart. 1 comma 34 della L. 662/96 per tenere conto della frequenza dei consumi sanitari per età e per sesso.

b. i criteri ed i pesi per età, riportati in calce, costruiti sulla base dei dati dei consumi sanitari presenti nella banca dati del NSIS riferibili ad ogni Regione (dati SDO 2006 per l'ospedaliera e dati Tessera Sanitaria 2008 per la specialistica ambulatoriale);

c. dati della popolazione stimati per classe di età dall'ISTAT al 1° Gennaio 2009.

e poi l'effettivo ammontare, dati i criteri (soprattutto la spesa storica, quindi) di riparto:

Regione

Totale fabbrisogno indistinto e finalizzato 2010 in Euro

Piemonte

7.758.852.859,92

Valle d'Aosta

218.969.044,60

Lombardia

16.660.491.790,31

Bolzano

832.165.610,50

Trento

883.381.571,89

Veneto

8.325.695.839,90

Friuli

2.161.685.197,31

Liguria

3.023.297.623,24

Emilia Romagna

7.592.928.524,20

Toscana

6.536.096.971,79

Umbria

1.572.329.541,55

Marche

2.748.280.087,52

Lazio

9.584.918.273,11

Abruzzo

2.306.487.456,88

Molise

557.200.888,47

Campania

9.579.984.408,10

Puglia

6.840.657.838,00

Basilicata

1.022.091.068,25

Calabria

3.403.516.048,90

Sicilia

8.455.621.414,75

Sardegna

2.837.452.822,61

Totale

102.895.497.900,00

 

Chiedo scusa se ci sono erori di trascrizioni, ma il file originale è inutilizzabile, poichè è un .pdf derivante da una scannerizzazione del documento originale. Evidentemente Brunetta si deve essere dimenticato, nel suo piano sulla digitalizzazione della PA, di spiegare che “digitalizzazione” non vuol dire fotocopiare.

Quelli che leggete a fianco del nome di ogni Regione sono i soldi che tale Regione può spendere in assistenza sanitaria, chi non riesce a starci dentro va in “deficit”. Adesso, facendo un giochino facile facile, dividiamo i relativi ammontari per la popolazione residente in una Regione a caso, la Lombardia, che “vanta” un surplus nei conti della Sanità, e nella mia Regione, la Campania, che vanta un bel deficit.

Regione

Quota F.S.N. (in mln €)

Popolazione (wikipedia)

Spesa pro-capite (in €)

Lombardia

16.660.491

9.642.406

1.727,00

Campania

9.579.981

5.820.795

1.645,00

Specifico inoltre che la Lombardia “riceve” , con un fondo apposito, € 448.000.000 per “mobilità sanitaria”, la cifra è indicata a pag 14 del documento di riparto, ma è poco leggibile, per cui non l'ho reinserita qui, ma il dato (spero) è incontrovertibile. La differenza è data soprattutto dal criterio "spesa storica", considerato che la distribuzione della popolazione, specialmente nelle fasce di età di "maggiore ricorrenza" è molto simile, o comunque non tale da giustificare uno scostamento come quello visualizato nella voce "spesa pro-capite":

Campania (totale) 5.812.962 0-8 anni 569.121 (10.2%) 65 e+ 922.708 (16,0%)
Lombardia (totale 9.742.676 0-8 anni 846.604 (8,7%) 65 e + 1.943.422 (19,9%)

Qui la fonte dei dati.

A questo punto penso sia chiaro che se la Campania ricevesse pro-capite la stessa cifra della Lombardia avrebbe un finanziamento aggiuntivo di € 477.305.190,00 (82*5,890,705) tali da ripianare il deficit annuale (che è di circa 300mln) e in tre anni di azzerare il deficit sin qui accumulato e cominciare anche a guadagnare dalla Sanità (ma questo è un sogno di una notte di mezza estate, figuriamoci se un politico che può spendere soldi pensa a risparmiare...)

Fin qui l'arida aritmetica, che contraddice un documento di poca o nulla importanza e rilevanza.

Adesso veniamo alle dolenti note e il federalismo alle vongole di cui tanti blaterano, ma nessuno ci dice cos'è e come dovrebbe essere fatto.

Abbiamo quindi un Fondo Sanitario Nazionale, che dovrebbe essere, di principio, egualitario: X pro-capite e buonanotte. (nota: l' X è € 1.702,93), oppure dovremmo avere un principio per cui le “risorse” rimangono sul territorio (e la Lombardia si potrebbe permettere di spendere ben altro), con le cifre e le conseguenti proporzioni di cui alla seguente tabella:

 

Regione Proventi IRAP Proventi addiz IRPEF Integrazione statale

Piemonte

2.522.865.023,24

548.885.000,00

4.520.006865,68

Valle d'Aosta

82.070.805,79

16.645.000,00

 

Lombardia

7.792.799.128,88

1.288.303.000,00

7.314.500.737,44

Bolzano

369.392.641,58

62.947.000,00

 

Trento

303.914.122,11

63.435.000,00

 

Veneto

2.957.272.592,81

568.520.000,00

4.611.924.374,09

Friuli

767.758.433,68.

152.755.000,00

 

Liguria

758.449.404,17

196.546.000,00

2.005.572.347,07

Emilia Romagna

2.899.083.330,07

557.226.000,00

3.964.663.383,12

Toscana

2.051.761.837,40

433.124.000,00

3.912.842.038,38

Umbria

352.682.626,73

90.226.000,00

1.095.389.512,82

Marche

737.928.910,16

160.558.000,00

1.795.326.000,15

Lazio

3.879.864.948,95

640.854.000,00

4.902.006.077,16

Abruzzo

452.189.567,41

113.379.000,00

1.697.376.821,47

Molise

40.952.185,20

24.898.000,00

478.597967,27

Campania

1.482.525.313,50

383.659.000,00

7.650.584.263,60

Puglia

922.984.484,51

288.241.000,00

5.516.071.455,49

Basilicata

38.600.101,89

40.761.000,00

905.823.612,36

Calabria

119.277.399,19

125.229.000,00

3.111.990.715,71

Sicilia

1.499.399.225,53

341.549.000,00

 

Sardegna

597.778.820,53

134.563.000,00

 

Le Regioni a Statuto Speciale non sono inserite nella colonna "Integrazione Statale" (non so il perchè, non me lo domandate), secondo questa tabella la Lombardia si paga la sua Sanità ben oltre il 50%, la Campania poco oltre il 15%.

Ecco, quello che proprio non capisco è questo: o siamo tutti uguali, indipendentemente da dove residiamo, e allora l'attuale ripartizione è una profonda ingiustizia, o le risorse sono assegnate in modo proporzionale a dove sono prodotte, e allora il Servizio Sanitario, così come è attualmente concepito, la Campania, semplicemente, non se lo può permettere, indipendentemente dai famigerati “costi standard”, che già esistono (ma nessuno lo ha detto a Calderoli...) in Sanità, e si chiamano DRG (nomenclatore tariffario Bindi, anche se poi ogni Regione ha il proprio, ma non esistono differenze significative).

Allora, poiché non capisco, vorrei che qualcuno ci spiegasse i “buchi nella Sanità” come devono essere colmati, visto che i “buchi” esistono già quando ci si spartisce la torta.

Il Governo ha già risposto nel modo più italico possibile: “aumentate le tasse”. D'altronde l'Italia è un paese federale....

Secondo me un po' di geopolitica, ovvero dove e chi prende i voti, aiuterebbe a capire perchè nessuno parla di federalismo fiscale in maniera approfondita, e perchè i costi dello stesso siano un oggetto misterioso: se dovesse prevalere la logica del costo standard unitario nazionale alcune Regioni del Nord (la Lombardia su tutte) andrebbero in crisi nel campo sanitario, le Regioni del Sud riceverebbero (addirittura!) più soldi di quelli che ricevono oggi, e chi glielo spiega ai nordici?

Se invece dovesse prevalere la logica del “ricavo standard”, per cui i costi devono essere commisurati ai ricavi su base regionale le Regioni del Sud andrebbero in default immediato, dovendo pagare stipendi pubblici che semplicemente non si possono permettere, e chi glielo spiega ai "sudici" ?

Per questo il federalismo italiano deve essere alle vongole: se si facesse seriamente o scappano i politici del Sud o quelli del Nord...

66 commenti (espandi tutti)

...l'analisi numerica, a cui ho -confesso- dato solo uno sguardo sommario, mi sembra interessante. Mi domandavo se da questi dati si possa in qualche maniera trovare un indice, regione per regione, dello spreco in campo sanitario. Che esiste, e a volte è enorme (in tutte le regioni).

Avrebbe senso, che so, dividere l'"Integrazione Statale" per il numero di abitanti?

La sanità costa, e fin qui non è una novità, ma quale spazio esiste per una ottimizzazione/razionalizzazione/risparmio o,  meglio, riduzione e controllo degli sprechi (anche sotto forma di corruzione)? Quali strumenti di analisi economica potrebbero essere impiegati per evidenziare una di queste situazioni? (domanda da neofita ma alla quale potrebbe essere non facile rispondere, per cui potete mandarmi a quel paese ... :-)

quale spazio esiste per una ottimizzazione/razionalizzazione/risparmio o,  meglio, riduzione e controllo degli sprechi (anche sotto forma di corruzione)? Quali strumenti di analisi economica potrebbero essere impiegati per evidenziare una di queste situazioni? (domanda da neofita ma alla quale potrebbe essere non facile rispondere, per cui potete mandarmi a quel paese ... :-)

Ora il federalismo fiscale in preparazione e' una congerie di provvedimenti che quasi nulla hanno a che fare col federalismo e molto piu' hanno a che fare con pianificazione statalista e centralista, ma se ad ogni regione dalla cassa comune arrivano solo i finanziamenti per  le prestazioni che tali regioni devono erogare calcolate al fantomatico costo standard purche' sensato, se ogni extra-costo deve o non esserci o venir finanziato da imposte locali, se ogni sforamento rispetto a quanto detto comporta la gogna per i politici al potere (commissariamento, esclusione dall'elettorato passivo per 10 anni, carcere per i casi di frode) i margini per la corruzione si ridurrebbero molto.  Ogni spreco e corruzione andrebbe interamengte ad alzare le tasse locali e/o a ridurre le prestazioni erogate dalla regione ai sudditi locali, che potrebbero rivolgersi altrove solo se autorizzati o comunque addebitando i costi totali alla regione di provenienza, eventualmente causando ancora una volta gogna per i politici locali in caso di sforamento.  A questo punto dovrebbero essere gli elettori locali ad avviare un circolo virtuoso eleggendo politici capaci con le condizioni al contorno appena descritte, altrimenti vuol dire che i sudditi locali la corruzione la desiderano anche se ne pagano tutti i costi, e allora non c'e' nulla da fare.

Alberto Lusiani ti ha risposto, in effetti non c'è possibilità di controllo economico della Sanità (chi può dire quanto vale una vita umana?), ma c'è la possibilità di un forte "controllo politico": chi spende di più di un X va a casa, possibilmente per sempre.

Grazie per le risposte. Responsabilizzare i politici locali, e quindi in definitiva responsabilizzare la popolazione locale, tramite un nano-federalismo (nel senso delle dimensioni), può essere un metodo valido per scaricare sugli elettori un po' di responsabilità. Temo, però, che i risultati non si discosterano più di tanto da quelli nazionali.

Sono convinto (da sempre) che siano le capacità personali a fare la dfferenza più che l'appartenenza o meno ad una parte politica. Bisognerebbe dare un impulso a questo aspetto. Vedo, invece, che i "supporters" di destra o di sinistra tendono invece a comportarsi più da fan (stile calcistico) piuttosto che valutare l'operato degli amministratori pubblici.

Analisi interessante. Ci sono alcuni punti che dovrebbero essere inclusi per avere un idea piu' accurata della situazione:

1) Quante persone dal Sud si spostano al Nord per usufruire dei servizi sanitari? So che per alcune malattie (e.g. oncologia) ce ne sono tante ma a livello aggregato forse non e' un problema rilevante.

2) Qual e' la qualita' dei servizi prestati? Si puo' fare un'analisi costi/beneifici, non solo dei costi pro-capite? Magari al nord si spende di piu' per persona (input) pero' i risultati (output) sono di molto superiori

3) Una piccola osservazione sulla composizione della popolazione. 20% di anziani vs 16% non e' proprio irrilevante.

Capisco che si tratta di domande difficili da rispondere (per esempio, come si misura l'output di un sistema sanitario?) ma domandare costa poco!!!!1

 

 

Per onestà premetto che gran parte del mio lavoro è dedicato all'attività sanitaria in Regione Lombardia (e marginalmente altre regioni). Questo per dire che ho una discreta conoscenza dell'ambito, ma che il punto di vista è inevitabilmente parziale.

Detto questo, credo che i punti che segnali siano assolutamente cruciali. 

In un sistema in cui l'equilibrio di una Regione è legato al fatto di riuscire a produrre (con le proprie strutture), almeno, un volume di prestazioni pari a quelle consumate (dai propri assistiti), non si possono fare considerazioni a prescindere da valutazioni sulla mobilità extra-regionale, che in Italia è fortemente caratterizzata da una migrazione da sud verso nord. Le motivazioni sono molte, non ultima la maggiore concentrazione di centri di eccellenza nelle regioni del nord, ma è opinione tristemente diffusa che la qualità media dei servizi offerti risentano di notevoli differenze tra regione e regione.
Carmine, esistono molti strumenti per misurare la qualità dell'output di un sistema sanitario (qui trovi un esempio cui le regioni tengono molto), in letteratura esistono molti esempi in materia. Se prendiamo il più classico dei classici, il numero di parti in cui viene utilizzato il taglio cesareo, si può vedere (dati SDO 2008) che il valore della Regione Campania è 61.88%, contro una media interregionale di 36,707% (valore comunque piuttosto alto).

Chiarisco solo una cosa, non considero il "modello lombardo" un esempio da imitare, ci sono regioni che lavorano probabilmente meglio e vantandosene meno. Ma mi sembra che andare avanti facendo finta che tutte le regioni eroghino lo stesso livello di prestazioni sia poco utile per tutti.

Il dato sui parti cesarei che tu citi (e che è ben conosciuto in Campania, soprattutto in ambito AIOP), è figlio del sistema "privato" campano, visto che le cliniche della mia Regione, più che delle Case di Cura (quelle veramente tali sono 6 o 7) sono dei "partifici", difatti in ambito privato la percentuale dei cesarei raggiunge quasi l' 80% (come se tutte le mamme con problemi vanno a partorire in una clinica privata, molte volte prive di neonatologie di II livello..).

In Campania le Case di Cura o fanno fare figli o operano di  appendiciti croniche... ma questo è uno dei guasti paradossali del sistema DRG, non è l'unico, ma il sistema DRG è comunque (al momento) il migliore.

Ti rispondo sui punti da te sollevati:

1. No, ci sono dei dati spuri, ma il dato il ministero il dato lo conosce benissimo, avendo nota delle SDO (Scheda di Dismissione Ospedaliera, qui i dati aggregati) tanto che nei finaziamenti al Fondo Sanitario prevede un'apposita tabella (a parte) per finanziamenti alle Regioni con mobilità sanitaria provenienti da altre Regioni, si chiama Fondo Mobilità Sanitaria Nazionale, e prevede, per la sola Lombardia 448 mln di euro, altri soldi (molti meno, la Lombardia fa la parte del leone) li prendono il Lazio, l'Emilia Romagna e qualcun altro, ma spiccioli rispetto alla Lombardia). Da notare che da quest'anno è previsto anche un Fondo per la Mobilità Internazionale.

2. Il link di Chimo più sotto è molto utilizzato dalle Regioni, ma in sanità si dice che il cliente insoddisfatto difficilmente protesta, a meno di sedute spiritiche.

3. Su questo punto troverai la mia risposta ad Alberto Lusiani più sotto.

Temo che nella fretta il mio commento sia suonato più critico di quanto volesse esserlo nelle intenzioni. Ammetto di aver scelto per fretta e comodità l'indicatore più semplice del mazzo.

Concordo su più o meno tutte le osservazioni che fai, compreso il fatto che l'utilizzo dei DRG per la valorizzazione delle SDO produca una corsa alle prestazioni più costose (in tutte le regioni), ma che purtroppo in questo momento si vedano in giro poche alternative percorribili.

Il modello lombardo lo vivo quotidianamente da addetta ai lavori e sono tutt'altro che rose e fiori e quel link che ho postato nel commento precedente non è stato preso molto bene (quando si è convinti di essere i migliori si perde un po' il senso della misura).

analisi interessante e considerazioni finali condivisibili.

Non condivido alcune affermazioni dell'intervento.

Se gli ultra-65enni sono il 19.9% in Lombardia e il 16% in Campania non si tratta di una differenza irrilevante.  Per quanto mi risulta la spesa sanitaria e' dominata dagli anziani, per cui un tale rapporto corrisponde ad una spesa presunta che dovrebbe essere presuntivamente circa 20% piu' alta in Lombardia [(19.9-16)/16] cioe' 1645 * 120% = 1974 Euro/anno/abitante rispetto ai 1727 Euro ora attribuiti.

Se parifichiamo i bambini 0-8 anni agli anziani (ma mi risulta che contino molto meno) la maggior spesa presunta e' comunque 9.1% superiore in Lombardia [(19.9-16+8.7-10.2)/(16+10.2)] e la Lombardia dovrebbe avere 1796 Euro invece di 1727.

Comunque la si veda, anche con generose concessioni, la Lombardia prende meno.

Poi c'e' il fatto, trascurato, del nomadismo sanitario da Sud a Nord.  Secondo questo studio (pdf):

Italy: the uneasy co-existence of different social models"
by
Marino Regini and Sabrina Colombo Department of Labour and Welfare
Studies University of Milan

[...]
Why this flux of people from one region to another? Since the national health system guarantees health care for all citizens, the inhabitants of a region with outdated medical facilities can request medical services in regions that are wealthier and have better equipped medical facilities. Especially for more complex and therefore more costly medical procedures such as highly specialized surgery (6% of hospital mobility is related to specialized treatment) or therapeutic treatments using state-ofthe- art technology, therefore, there is a considerable flux of people from the Southern regions to the hospitals of the Centre-North (Istat, 2005). Therefore, the level of per capita health expenditure is only apparently analogous in the three main territorial areas. In fact, the available data (Table 6) are not adjusted to take inter-regional mobility into account, as the region where the inhabitant lives transfers the corresponding amount to the region providing the requested medical service only at a later stage. This means that the per capita expenditure of the Southern regions is actually far higher than in the North (that consequently has to manage its own health services much more effectively since it has a larger number of users than its residents alone) and therefore weighs much more on the public budgets.
[...]

Ritengo non sia vero, anzi sia vero l'opposto quindi, che i buchi della sanita' si creano con la ripartizione centralista delle risorse.  Fatti i conti correttamente, lo Stato da' alle regioni meridionali significativamente piu' di quanto da' a quelle settentrionali (con differenze, ma a tutte da' di piu'), in rapporto alle prestazioni sanitarie erogate, e nonostante questo le regioni meridionali spendono oltre quanto assegnato.

Riguardo al federalismo fiscale poi, per quanto capisco io, non c'e' assolutamente il piano di assegnare alle regioni spesa pubblica proporzionale alle tasse pagate, se fosse cosi' il Sud avrebbe piu' o meno la meta' della meta' di quanto ha il centro-nord per abitante (il Sud ha meta' del PIL pro-capite e il doppio dell'evasione fiscale) e fallirebbe in 2 mesi.  Il piano e' ben diverso, tutto rimane fiscalmente iper-centralizzato (al netto di trucchi e fumisterie varie che danno l'apparenza del federalismo), e lo Stato centrale assegnera' alle regioni soldi pubblici pari ai servizi erogati il cui costo sara' pero' quello standard (da determinare) al posto di quello tendenzialmente gonfiato senza limite da corruzione e sprechi che spesso si osserva oggi.   Il piano del federalismo fiscale e' quindi di assegnare ad ogni regione centralmente spesa pubblica per abitante esattamente uguale per tutti i servizi essenziali, indipendentemente dal PIL e indipendentemente dalle tasse pagate e indipendemente dall'evasione fiscale locale.  I servizi essenziali sono poi praticamente tutti i servizi statali (mi domando infatti cosa resti fuori se scuola, sanita', trasporti e costo delle amministrazioni viene considerato servizio essenziale).

ringrazio alberto della spiega, in effetti l'articolo di partenza contraddice completamente la mia (soggettiva per quanto volete) percezione dello stato delle cose e quello che so p.e. di dinamica dell'acquisto del prezzo dei farmaci.

e quello che so p.e. di dinamica dell'acquisto del prezzo dei farmaci.

Potresti dirmi cosa intenti? Il tema dei prezzi dei farmaci (brand o generici) mi appassiona.

Il prezzo dei farmaci è fissato dal Ministero della Salute, dalle Alpi a Lampedusa è uguale, si chiama Prontuario Farmaceutico Nazionale, qui te lo puoi anche leggere, idem per i generici: puoi trovare degli sconti maggiori o minori (ma dipende dal canale di vendita GDO o farmacie), ma il prezzo di listino è uguale in tutta Italia. Le valutazioni soggettive e le percezioni non servono a niente: occorrono dati.

la spesa farmaceutica complessiva è elevata e crescente. I  prezzi per le forniture ospedaliere  (circa il 20% della spesa), possono essere diversi da ASL a ASL perchè le forniture avvengono tramite gara.

Se gli ultra-65enni sono il 19.9% in Lombardia e il 16% in Campania non si tratta di una differenza irrilevante.  Per quanto mi risulta la spesa sanitaria e' dominata dagli anziani,

La differenza è irrilevante perchè i pesi attribuiti alle classi di età 0-8 anni e 65 e oltre sono quasi identici (ti posso garantire che i bambini hanno il pessimo vizio di ammalarsi abbastanza spesso, anche di malattie quasi-croniche) e la classe 0-8 anni in Campania supera quella lombarda  di quasi due punti percentuali, sommando abbiamo che la Campania ha il 26,2% di abitanti che hanno una rilevanza statistica ai fini della ricorrenza sanitaria e la Lombardia il 28,6%. La differenza, invece, nel riparto è del 5 %. 

Se parifichiamo i bambini 0-8 anni agli anziani (ma mi risulta che contino molto meno) la maggior spesa presunta e' comunque 9.1% superiore in Lombardia [(19.9-16+8.7-10.2)/(16+10.2)] e la Lombardia dovrebbe avere 1796 Euro invece di 1727.

Questa equazione matematica mi lascia perplesso, veramente non la capisco, o non hai letto che le classi di età hanno comunque un peso "ponderale" o non so che dire, una differenza del 2.4% diventa una rivalutazione del 120% sul pro-capite ? E il Veneto quanto dovrebbe prendere ? 4.000 euro ?

E comunque il ragionamento  non sta in piedi perchè il Veneto ha una composizione di popolazione al di sopra dei 65 anni identica a quella della Lombardia, ovvero 960.577 su 4.888.548 (19.68%), ed anche per quella in età 0-8 anni , ovvero 423.358 , pari all' 8,6% e pro capite prende euro 1.703 (media nazionale).O qualcuno si fotte i veneti, o i campani (o entrambi), ma comunque la Lombardia gode.

Su quello studio sballato e senza nemmeno il link ai dati ti ho già risposto altrove, sta di fatto che la Lombardia ha un trasferimento finanziario apposito, iscritto in un altro capitolo del Fondo Sanitario, di € 448.000.000,00 per la mobilità sanitaria interregionale, e che in Campania si effettuano un numero di interventi chirurgici e ricoveri ospedalieri inferiori solo a quelli della Lombardia, qui i dati .

Fatti i conti correttamente, lo Stato da' alle regioni meridionali significativamente piu' di quanto da' a quelle settentrionali (con differenze, ma a tutte da' di piu'), in rapporto alle prestazioni sanitarie erogate, e nonostante questo le regioni meridionali spendono oltre quanto assegnato

I conti, correttamente, li ho già fatti, e lo Stato dà di meno, almeno alla Campania, la quantità delle prestazioni erogate è quasi uguale, se vedi il numero di SDO e il numero di abitanti, fra Lombardia e Campania, sulla qualità non mi pronuncio, poichè, almeno in Campania, variano, e di molto, da Ospedale a Ospedale, da ASL ad ASL, e in sanità queste differenze rappresentano differenze non di poco.

Le tue conclusioni sono anche le mie: non ci sarà alcun federalismo fiscale, tutto rimarrà essenzialmente centralizzato, basato sui "costi standard" , che penso saranno soprattutto quelli della Sanità veneta (che fu presa anche a riferimento per i DRG del nomenclatore Bindi), per cui alcune Regioni avranno di più di adesso (la Campania) qualcuna in meno (la Lombardia). Poi i politici (Lega in primis) spiegheranno la loro "vittoria".

i pesi attribuiti alle classi di età 0-8 anni e 65 e oltre sono quasi identici (ti posso garantire che i bambini hanno il pessimo vizio di ammalarsi abbastanza spesso, anche di malattie quasi-croniche) e la classe 0-8 anni in Campania supera quella lombarda  di quasi due punti percentuali, sommando abbiamo che la Campania ha il 26,2% di abitanti che hanno una rilevanza statistica ai fini della ricorrenza sanitaria e la Lombardia il 28,6%. La differenza, invece, nel riparto è del 5 %.

Nota che 28.6% / 26.2% corrisponde a 100% + 9,1% che e' esattamente il 9.1% che ti ho calcolato in altro modo assumendo che il peso dei bambini sia uguale a quello dei 65enni.  Se tutto e' in rapporto alla popolazione e' evidente che i miei calcoli indicano quanto in piu' della Campania dovrebbe avere la Lombardia, pro-capite.  Se ha il 5% in piu' invece del 9.1% vuol dire che la Campania mette sul piatto una significativamente maggiore spesa storica.  In ogni caso rimane che la Campania e' sovra-finanziata rispetto alla Lombardia.

Alberto, ma come fai a violentare la matematica ?

se proprio vuoi, i calcoli sono i seguenti:

(28.6x2)+(71.4x1)= 128.6 Laddove 2 è il peso relativo delle età (ti avviso che è molto meno,ma ho voluto dare il massimo, se vai a pag. 9 del rapporto linkato vedi i pesi relativi)

(26,2x2)+(73.8x1)=126.2Con gli stessi criteri.

Fatta 100 la spesa sanitaria in Lombardia, la spesa sanitaria in campania dovrebbe essere 98.13, ovvero:  100/128.6=0.777, per avere la proporzione in campania 0.777x126.2=98.13 Altro che 9%...

E' la Lombardia a essere sovrafinanziata, come dimostra anche il Veneto, che ha la stessa identica ripartizione per età della Lombardia e prende molto meno (117 milioni di euro circa). E quindi la Campania è sotto finanziata.

Qui c'è anche uno studio sugli anziani lombardi, giusto per conoscenza.

Alberto, ma come fai a violentare la matematica ?

se proprio vuoi, i calcoli sono i seguenti:

(28.6x2)+(71.4x1)= 128.6 Laddove 2 è il peso relativo delle età (ti avviso che è molto meno,ma ho voluto dare il massimo, se vai a pag. 9 del rapporto linkato vedi i pesi relativi)

(26,2x2)+(73.8x1)=126.2Con gli stessi criteri.

Fatta 100 la spesa sanitaria in Lombardia, la spesa sanitaria in campania dovrebbe essere 98.13, ovvero:  100/128.6=0.777, per avere la proporzione in campania 0.777x126.2=98.13 Altro che 9%...

Marco, non ho fatto nessuna violenza alla matematica, ho solo fatto l'assunzione che la spesa sanitaria fosse dominata dalla spesa degli ultra-65enni.  Ora tu fai i conti con l'assunzione, che affermi essere fatta anche dallo Stato italiano, che i costi sanitari dei gruppi di eta' 0-8 anni e 65+ anni siano il doppio di quelle delle restanti classi di eta'.  Ovviamente come quasi ogni cosa prodotta dallo Stato italiano questo fattore 2 e' una grande corbelleria, una truffa, che come usuale avvantaggia surrettiziamente il relativamente piu' giovane Sud Italia  nella ripartizione della spesa pubblica.

Secondo questo studio sul sito della Banca d'Italia la spesa sanitaria pubblica per classi di eta' e' circa 5 volte maggiore per gli ultra-65enni rispetto alla classe 8-65 anni, mentre non appare per nulla giustificato presumere costi simili per i bambini di 0-8anni rispetto alla classe 65+.  Il sovrappeso che mi sembra piu' appropriato per i bambini e' 1.5 in Italia. Con numeri piu' realistici come questi le mie stime non sono cosi' inaccurate come i numeri truffaldini dello Stato italiano da te usati farebbero apparire.

spesa sanitaria pubblica per classi di eta'

 

Tutto questo cosa c'entra col fatto che, stanti gli attuali criteri di standardizzazione della spesa, la Lombardia dispone di risorse "addizionali" rispetto al Veneto ed alla Campania, che mi pare fosse il tema dell'articolo? Confesso che non l'ho capito: ammesso (e non concesso) che i criteri utilizzati siano sbagliati, questo non sposta di una virgola gli equilibri correnti...

In verità AL e MB contestano i dati. Io li difendo. Tutto qui.

In verità AL e MB contestano i dati. Io li difendo. Tutto qui

Lo ammetto, ho messo eccessiva foga nella mia risposta...Errare Humanum Est

Alberto, se cominciamo a non concordare sui dati buonanotte, non ne usciamo più.

Sui bambini: lo stato italiano nella classe di età 0-1 anno da un peso correttivo di 3,028, nella classe di anziani 65-74 anni da 2,095.

Qui il Veneto: con praticamente la stessa composizione per età della Lombradia, sia negli anziani che nei neonati prende meno della Lombardia: come lo spieghi ?

Io ,che sono un operatore sanitario, ho il ragionevole dubbio che la spesa sanitaria sia dominata dal costo del personale piu che da fasce d'età o quant'altro. Poichè al sud gli addetti sono in sovrannumero abnorme,va da se che l'assistenza vi ha  un sovraccosto proporzionale. Come poi vengano ripartite le risorse non l'ho mai capito.

 

Marco, ora non dire che non te l'avevo detto! :-)

Alberto, il conto che fai è un po' a spanne (assumi che siccome hanno il 20% di anziani la loro spesa pe capita debba essere il 20%  maggiore, che non è ovvio) ma mi trova consenziente. Di fatto, il palloso documento di ripartizione che Marco ha linkato contiene indicazioni dei pesi, per gruppi di età che vengono utilizzati per la distribuzione regionale dei fondi.

Un veneto che difende i lombardi! Anche io te l'avevo detto: per vedere quanto sia sballato il riparto guarda il Veneto: ha le stesse composizioni di classi di età della Lombardia e prende molto meno.

Se vi foste sfangati la palla (il documento) scoprireste che la spesa storica pesa per il 40% del riparto del Fondo, il resto è dato in base ai pesi e alle età relative. Da qui le differenze.

Marco, non è né bene né bello perserverare nei calcoli a spanne per poi trarne "sharp conclusions", specialmente quando si tratta di soldi.

Come sai che il Veneto ha la stessa distribuzione per età della Lombardia? Io non la trovo nel post e nemmeno nel documento che alleghi (sempre che non sia nell'illeggibile tavola A). Se è lì, forse bisognerebbe riprodurla. Da quanto riesco a leggere il Veneto, che ha pressappoco la metà della popolazione della Lombardia (4,9 milioni versus 9,8) ha un'assegnazione che è proporzionale. Di nuovo, la piccola differenza può essere dovuta alla struttura per età, quindi prima di dirlo meglio controllare.

Inoltre, l'affermazione tua secondo cui i bambini costano come i vecchi è contraddetta dal documento stesso che tu alleghi. Ovviamente non è così (vedi pagina 8): i vecchi costano enormemente di più dei bambini d'età superiore all'anno e sostanzialmente di più dei neonati.

Infatti, ora che ho guardato i numeri con ancor più attenzione comincio a convincermi che, nel tuo confronto fra Lombardia e Campania (you picked the examples ...) sia la Campania ad essere avvantaggiata dal costo storico, non la Lombardia. La struttura demografica lombarda è così squilibrata "a destra" rispetto alla campana ed i pesi indicati a pagina 8 sono così enormemente diversi che un calcolo egualitario su base demografica dovrebbe, a mio avviso dare alla Lombardia più soldi di quanti ricevano.

Eviterei, quindi, di persistere nell'errore metodologico (fare i conti a spanne quando non sono ovvii per nulla).

Eviterei anche di trarre conclusioni di politica (la distribuzione attuale non è egualitaria e favorisce alcune regioni del Nord rispetto ad altre del Sud e questo spiega il deficit) quando tali conclusioni non sono per niente fondate su calcoli chiari, completi e precisi.

Hai ragione, ho omesso il link. Eccolo. Controlla, e vedi che non sono spanne, ho usato la divisione per classi di età dell'Istat. Se il Veneto non ha , negli anziani e i bambini, la stessa composizione della Lombardia, mi mangio il cappello davanti a tutti a Firenze.

Più tardi (o stasera, oggi faccio lezione gratuita all'Università...) vi faccio una bella tabella con i pesi e le classi di età con i criteri usati dallo Stato Italiano e vediamo che ne esce (io già lo so, ma devo ricopiare la tabella..)

Tempo fa i costi per le prestazioni erogate fuori dall'asl di appartenenza, erano a carico di quest'ultima.

Domanda: è ancora così?

Ps: comunque le regioni che accolgono ricoveri da fuori, incassano anche l'"indotto" fatto di spese per la permanenza di familiari e ricoverati fuori dal loro comune di residenza a volte per molto tempo.

 

Tempo fa i costi per le prestazioni erogate fuori dall'asl di appartenenza, erano a carico di quest'ultima.

Domanda: è ancora così?

Sì. Se ti operi in una regione diversa dalla tua la ASl di quel luogo invierà il "conto" alla tua ASL di competenza. Il problema è che queste fatture non vengono pagate (come è del resto usanza nel mondo ASL) e le ASL delle varie regioni vantano debiti e crediti, anche ingenti, fra di loro.

Nei prossimi articoli sarebbe possibile scrivere "Friuli Venezia Giulia"? Sono pochi caratteri in più, ma quaggiù ci teniamo...

ma quaggiù ci teniamo...

"quaggiù"? Guarda che l'autore è a sud-ovest ed i redattori ... molto, ma molto più al sud!  :-)

P.S. Viva Trieste, il secondo miglior pesce del mondo dopo quello della Riviera del Brenta!

Fino a quando il concetto di sanità pubblica significherà finanziare ASL ed ospedali invece che i malati, le distorsioni esisteranno sempre.

Un metodo di natura assicurativa (più o meno finanziato da stato o regioni) funzionerebbe molto meglio. Potrebbero esistere comunque alcuni ospedali pubblici, utilizzabili come benchmark, ma anch'essi soggetti alla legge del mercato: se i pazienti non ci vanno, chiudono

Fino a quando il concetto di sanità pubblica significherà finanziare ASL ed ospedali invece che i malati, le distorsioni esisteranno sempre.

Un metodo di natura assicurativa (più o meno finanziato da stato o regioni) funzionerebbe molto meglio. Potrebbero esistere comunque alcuni ospedali pubblici, utilizzabili come benchmark, ma anch'essi soggetti alla legge del mercato: se i pazienti non ci vanno, chiudono

Questo e' il sistema canadese, il mio preferito, che funziona molto bene e con soddisfazione degli utenti,  ma costa piu' del sistema statale italiano e inglese incentrati sul razionamento e la pianificazione statale.  Siccome l'Italia ha una spesa statale eccessiva e resistente probabilmente dovremo subire ancora per molti anni il razionamento statale.  Inoltre un sistema sanitario tendenzialmente privato richiede piu' di un sistema statale una popolazione istruita e soprattutto un sistema giudiziario efficiente e funzionante.  Senza soldi, istruzione e giustizia funzionante il male minore e' probabilmente il sistema statale pur con tutti i suoi difetti.

Questo e' il sistema canadese, il mio preferito, che funziona molto bene e con soddisfazione degli utenti

Il sistema Canadese e' il peggiore che io conosca! e lo conosco! Ti dico solo una cosa: ernia inguinale, visita dal medico che mi dice bisogna operare e mi chiede: "prenotiamo l'operazione? ci vorrannotra i 9 ai 12 mesi." No grazie. Torno in Italia dopo due settimane (al tempo ero studente), mi visito, dopo una settimana mi operano, chiacchero con chirurgo e assistente durante l'operazione, mi "diverto" pure. Dopo due giorni in piedi, mai piu' problemi. Torno in Canada, rivedo il dottore per atri motivi e mi chiede: "allora per l'operazione hai deciso?" Gia' fatto rispondo io, il medico: "che???". Inconcepibile in Canada.

Ma c'e' di piu', il sistema Canadese e' totalmente in mano al pubblico anche se i servizi sono privati. E' sempre e comunque il pubblico che decide se e quando ti devi fare un RX, una TAC o un ECG, non puoi deciderlo te. Se vuoi vedere uno specialista devi chiedere al tuo medico se te lo fa vedere se dice no e' no! non puoi semplicemente pagare e farti visitare, o meglio puoi, ma devi andare negli USA. Io questa cosa la vivo come una grandissima violazione della mia liberta'.

Se la maggior parte dei Canadesi dicono di essere contenti (veramente?) e' solo perche sono ignoranti e conoscono solo l'alternativa degli USA, non i sistemi Europei. E poiche' tutto cio' che e' Amerikano e' terribile, fanno tutto l'opposto.

 

Il sistema Canadese e' il peggiore che io conosca! e lo conosco!

A me sembra che il tuo giudizio si basi solo su pochi aneddoti personali.  Il sistema canadese se non e' cambiato troppo negli ultimi anni si basa su una specie di assicurazione pagata pero' per tutti dallo Stato, e poi gli utenti possono scegliere medici e ospedali nel privato o nel pubblico.  Confrontando la soddisfazione degli utenti risulta significativamente migliore di quello USA (assicurazione e servizi privati) e di quello UK (assicurazione statale e servizi statali). E' possibile anzi e' praticamente sicuro che anche in societa' civili e avanzate come il Canada chi fornisce servizi privati tenda a fare operazioni non giustificate solo per avere i rimborsi dallo Stato Pantalone  C'e' evidenza di questo anche nella civile Svizzera.  Per questo motivo ritengo che i sistemi sanitari non statali/ pianificati/ razionati siano problematici per i Paesi come l'Italia dove c'e' un basso livello di istruzione dei cittadini e dove la giustizia non funziona efficientemente (per punire abusi medici).  Puo' essere che in Canada la necessita' di contenere le spese e di contrastare questi comportamenti disonesti del settore privato abbia condotto ad una maggiore pianificazione e razionamento dello Stato, ma a me risulta una situazione ben diversa, con i canadesi desiderosi di sprecare i soldi pubblici che per ogni raffreddore si facevano visitare da tre specialisti di loro scelta addebitando tutte le fatture allo Stato.

Non conosco il sistema canadese, ma l'assicurazione statale mi sembra un problema, perché l'unico controllo possibile sugli abusi di medici e pazienti è rappresentato proprio dall'assicurazione.

Il punto di partenza in Italia sono i fondi sanitari di categoria e le assicurazioni private, che operano tuttavia in un mercato di nicchia, con finalità prevalentemente integrative e solo parzialmente sostitutive rispetto alla sanità pubblica. Già esistono polizze con caratteristiche "vita intera" che possono rappresentare un riferimento tecnico attuariale del modello da applicare

Un sistema assicurativo privato può garantire livelli differenti di copertura, a partire da quella di base comprendente gli eventi più gravi ed un livello diagnostico e di cura "standard" (che è poi di fatto il sistema vigente oggi in Italia, salvo il fatto che lo standard non è definito)

Lo stato potrebbe fare da garante nei confronti delle assicurazioni per i cittadini che non sono in grado di pagare e sussidiare eventualmente questa fascia di persone.

I costi possono aumentare in modo significativo per l'oggettiva convergenza d'interessi di assicuratori e ospedali / medici a far crescere i prezzi (e quindi i premi), e la relativa facilità di creazione di cartelli, ma da questo punto di vista la situazione non è diversa da quella di altri contesti (RC auto, energia etc.)

 

Non conosco il sistema canadese, ma l'assicurazione statale mi sembra un problema, perché l'unico controllo possibile sugli abusi di medici e pazienti è rappresentato proprio dall'assicurazione.

L'assicurazione sanitaria privata e' negli USA un problema infinitamente superiore.  Uno Stato civile e onesto se fa l'assicuratore sanitario non si limitera' a pagare il conto ma fissera' regole e fara' dei controlli sui rimborsi.  Scommetto che il Canada si avvicina a questo ragionevolmente.  Certo, se uno Stato e' disfunzionale e corrotto come quello italiano non esiste una soluzione semplice a portata di mano come scegliere un modello di organizzazione sanitaria esistente e funzionante altrove.

L'esperienza che ho raccontato e' un aneddoto personale naturalmente, ma e' indicativo, e ne ho molti altri miei e di miei conoscenti. E' indicativo perche' il medico mi ha dato una stima del tempo che avrei dovuto aspettare, considerandolo un tempo medio per quel tipo di problematiche. Se vuoi dati piu' oggettivi, ci sono diverse relazioni sul sistema sanitario svolte per conto del goverson federale e dei governi provinciali. Ad esempio in una relazione si fa il punto delle attese per avere una visita al pronto soccorso, l'ultima relazione che mi ricordo raccomanda a tutti gli ospedali di arrivare ad attese inferiori alle 4 ORE, capito? 4 ORE di attesa al pronto soccorso per essere visitati e' un obbiettivo, neanche un fatto. Infatti, altro aneddoto, io una volta ne ha passate 7 di ore per un dito rotto. Per fortuna nei propnto soccorso c'e' il Wi-Fi, uno si porta il computer e posta su noisefromamerika, ma ammetterai che 7 ore, a anche 4 sono un'indecenza? Questo e' il frutto di un sistema totalmente pubblico, ripeto non e' possibile avere prestazioni a pagamento, che, come dici te, deve anche avere regole per evitare l'abuso. Ma insomma, non ti sembra che il fatto che io non possa "comprarmi" liberamente un RX e' un principio illiberale?

L'esperienza che ho raccontato e' un aneddoto personale naturalmente, ma e' indicativo, e ne ho molti altri miei e di miei conoscenti. E' indicativo perche' il medico mi ha dato una stima del tempo che avrei dovuto aspettare, considerandolo un tempo medio per quel tipo di problematiche. Se vuoi dati piu' oggettivi, ci sono diverse relazioni sul sistema sanitario svolte per conto del goverson federale e dei governi provinciali.

OK ci credo.  Ma hai studi che confrontino il Canada con altri sistemi sanitari esistenti nel mondo reale?  Credo che tutti i sistemi sanitari del mondo abbiano difetti: c'e' evidenza che quello canadese sia inferiore alla media, o superato nettamente da quello di alcuni Stati?  E quali, nel caso?

Il famoso rapporto del WHO del 2000 collocava il Canada al 30 posto per overall performance. L'Italia e' al secondo.

Il famoso rapporto del WHO del 2000 collocava il Canada al 30 posto per overall performance. L'Italia e' al secondo.

Quel rapporto misura l'efficienza dei sistemi sanitari (prestazioni diviso costi) non misura quindi la qualita' e stima le prestazioni con un metodo altamente discutibile, attribuendo al sistema sanitario l'aumento di vita media dal 1800 ad oggi.

Secondo quel rapporto la sanita' di San Marino, dell'Andorra, di Cipro e dell'Oman e della Colombia sono superiori alla sanita' della Germania, della Svezia, dell'Olanda. Se segui quel rapporto andrai in Oman o a Cipro a farti curare piuttosto che in Germania: auguri.  E' evidente che quel rapporto misura qualcosa di profondamente diverso sia rispetto alle prestazioni dei sistemi sanitari in termini assoluti (indipendenti dai costi) sia in termini di soddisfazione degli utenti, sia in termini di prestazioni dei sistemi sanitari a parita' di patologie.  La classifica come si vede dai Paesi nelle prime posizioni sostanzialmente premia gli Stati mediterranei arretrati con bassi costi sanitari ma con elevata vita media nonostante scadenti e disfunzionali sistemi sanitari, vita media elevata dovuta primariamente ad altri fattori come cure parentali, coesione familiare, valori religiosi cattolici, costi non contabilizzati come quelli per le badanti in nero.

Ok, te hai dati migliori? Che c'e' di male nel rapportare i benefici ai costi in un'analisi di un sistema pubblico. Di solito per valuatare il pubblico si fanno analisi costi benefici, te invece vuoi solo i benefici? allora andiamo tutti in Giappone, dove goal attainment e' ranked primo, ma evidentemente spendono un sacco per l'eccellente qualita' del servizio (conosco abbastanza bene anche il Giappone). Poi se te hai dati migliori che dicono che il Canada e number 1, come te suggerisci, perfavore fammeli avere. A proposito dove l'hai letto che i Canadesi sono tutti contenti del sistema che hanno, no perche' io vedo sempre genete abbastanza incazzata come me del servizio sanitario.

 

Ok, te hai dati migliori? Che c'e' di male nel rapportare i benefici ai costi in un'analisi di un sistema pubblico. Di solito per valuatare il pubblico si fanno analisi costi benefici, te invece vuoi solo i benefici?

C'e' di male che i benefici contabilizzati nel rapporto OMS del 2000 a mio parere hanno ben poco a che fare coi sistemi sanitari e - come ho scritto nel commento sopra - dipendono da ben altre caratteristiche "mediterranee" dei Paesi in cima della classifica (dall'Italia a Cipro all'Oman) come donne di famiglia che stanno 24 ore su 24 a seguire gli anziani abbandonati nelle brandine dei corridoi degli ospedali, fanno le notti per supplire a servizi ospedalieri di scarsa affidabilita', si portano lenzuola e cibo da casa per supplire alle carenze degli ospedali, stanno di guardia per evitare che vengano depredati dai delinquenti comuni e via.

Se vuoi dati piu' adatti a valutare le differenze qualititive dei diversi sistemi sanitari non e' necessario andare lontano, basta guardare un'altra pagina dello stesso rapporto dove viene quantificata l'efficacia dei sistemi sanitari dal punto di vista degli utenti.  Non e' tutta la storia, ma e' un indicatore molto migliore della bonta' dei diversi sistemi sanitari e il Canada si trova nelle prime posizioni:

Annex Table 6 Responsiveness of health systems

WHO indexes, estimates for 1999 
 
1 USA 8.10 7.32 8.96 
2 Switzerland 7.44 6.79 8.13 
3 Luxembourg 7.37 6.73 8.06 
4 Denmark 7.12 6.55 7.73 
5 Germany 7.10 6.52 7.72 
6 Japan 7.00 6.43 7.61 
7-8 Canada 6.98 6.44 7.54 
7-8 Norway 6.98 6.40 7.60 
9 Netherlands 6.92 6.38 7.49 
10 Sweden 6.90 6.35 7.47 
11 Cyprus 6.88 6.76 7.00 
12-13 Australia 6.86 6.34 7.40 
12-13 Austria 6.86 6.31 7.45 
14 Monaco 6.85 6.32 7.44 
15 Iceland 6.84 6.31 7.42 
16-17 Belgium 6.82 6.29 7.39 
16-17 France 6.82 6.27 7.42 
18 Bahamas 6.77 6.28 7.29 
19 Finland 6.76 6.26 7.29 
20-21 Israel 6.70 6.22 7.22 
20-21 Singapore 6.70 6.16 7.25 
22-23 Italy 6.65 6.13 7.20 
22-23 New Zealand 6.65 6.18 7.15 
24 Brunei Darussalam 6.59 6.11 7.07 
25 Ireland 6.52 6.03 7.02 
26-27 Qatar 6.51 6.02 7.00 
26-27 United Kingdom 6.51 6.01 
28 Andorra 6.44 5.97 6.93 
29 Kuwait 6.34 5.84 6.82 
30 United Arab Emirates 6.33 
31 Malaysia 6.32 6.21 6.42 
32 San Marino 6.30 5.84 
33 Thailand 6.23 6.11 6.35 
34 Spain 6.18 5.74 6.63 
35 Republic of Korea 6.12 
36 Greece 6.05 5.63 6.48 
37 Slovenia 6.04 5.62 6.48 
38 Portugal 6.00 5.58 6.44 
39 Barbados 5.98 5.57 6.41 
40 Argentina 5.93 5.53 6.34

Anche se non vivo in Canada avevo anche io delle notizie circa il sistema sanitario canadese, che è detto essere assolutamente di ottimo livello.

Comunque qui c'è un libro scritto da un'autorità nel campo economico-sanitario che elogia il Sistema sanitario Canadese, come uno dei migliori al mondo.

Sulla tua esperienza con il GP, devo dirti che funziona così anche in Italia: se il tuo Medico di Base dice che tu non hai bisogno di quella visita specialistica che chiedi, tu la visita dal SSN non la hai.

Sui tempi medi di attesa all'ER credo che quel paper si riferisca ai white code, ed è molto alto, ma non di molto di più di quello che avviene in tanti ospedali lungo la Penisola.

Infine sull'idea di finanziare i cittadini, ma non le ASL era la continuazione del programma Bindi (a mio giudizio, più volte espresso, il miglior ministro della Sanità che abbiamo mai avuto), in cui si doveva introdurre il concetto del budget per il Medico di Base, che diventava il perno del SSN, togliendo alle ASL ogni potere decisionale. Sarebbe stata la morte del potere del sottobosco politico, poi cadde Prodi, grazie a Bertinotti, e morì il progetto Bindi, che però virtualmente esiste ancora: tutt'oggi i Medici di Base "rispondono" alla ASL della spesa sanitaria a loro imputabile, ma non sono previsti nè incentivi, nè sanzioni.

Sulla tua esperienza con il GP, devo dirti che funziona così anche in Italia: se il tuo Medico di Base dice che tu non hai bisogno di quella visita specialistica che chiedi, tu la visita dal SSN non la hai.

Non ci siamo capiti, certo che ci vuole l'impegnativa per la visita specialistica con il SSN, lo so bene, ma se il medico di base non la prescrive in Italia, come credo ovunque tranne in Canada, puoi comunque farti visitare a pagamento (io ogni tanto lo faccio in Italia). In Canda e' PROIBITO, e' un REATO! e' perseguito dalla legge! Ci sono migliaia di cittadini Canadese che vanno negli USA per ricevere servizi che gli vengono negati in Canada sia gratis che a pagamento (ultimo caso noto il premier del Newfoundland: http://www.nationalpost.com/news/story.html?id=2510700). Ma insmma, non vi sembra che sia un po' poco liberale un sistema in cui e' lo Stato e solo lo Stato che decide come, dove e quant devi consumare di un bene? ed un bene prezioso come la sanita'? a quando anche la casa, l'automobile, il pane e la bistecca? Ma vi piace cosi' tanto questo sistema COMUNISTA? E Cuba? com'e' la sanita' a Cuba, io ho sentito che e' il fiore all'occhiello della famiglia Castro, poi li' fa anche caldo, forse...

Il famoso rapporto del WHO del 2000 collocava il Canada al 30 posto per overall performance. L'Italia e' al secondo.

Quel rapporto misura l'efficienza dei sistemi sanitari (prestazioni diviso costi) non misura quindi la qualita' e stima le prestazioni con un metodo altamente discutibile, attribuendo al sistema sanitario l'aumento di vita media dal 1800 ad oggi.

Secondo quel rapporto la sanita' di San Marino, dell'Andorra, di Cipro e dell'Oman e della Colombia sono superiori alla sanita' della Germania, della Svezia, dell'Olanda. Se segui quel rapporto andrai in Oman o a Cipro a farti curare piuttosto che in Germania: auguri.

Aggiungo un recente (ieri)  dettaglio aneddotico sul secondo miglior sistema sanitario del mondo (dal Corriere della Sera):

Inchiesta sul decesso del poeta in sala operatoria. «Bloccati 2 ore al pronto soccorso»
Muore Sanguineti. La moglie accusa

È morto a Genova, a 79 anni, Edoardo Sanguineti. Il poeta è deceduto in sala operatoria. La moglie accusa: due ore al pronto soccorso Indagine per omicidio colposo.

Più che il sistema sanitario l'aneddoto illustra il sistema sociale per cui, se ti chiami Sanguineti, aspettare 2 ore al pronto soccorso diventa uno scandalo ed aprono un'indagine per omicidio colposo se, invece, non appartieni a categorie VIP o assimilabili diventa una tragica fatalità

Più che sul sistema sanitario l'aneddoto illustra il sistema sociale per cui se ti chiami Sanguineti aspettare 2 ore al pronto soccorso diventa uno scandalo ed aprono un'indagine per omicidio colposo.

Ma la tua replica non sembrerebbe anche indicare che nel 2o sistema sanitario del mondo e' normale aspettare 2 ore in pronto soccorso anche quando si e' in pericolo di vita?  Rimane per altro vero anche quanto hai scritto.

Certo!

Infatti sul sistema sanitario italiano la penso come te. Anzi secondo me hai colto il punto fondamentale qui:

Inoltre un sistema sanitario tendenzialmente privato richiede piu' di un sistema statale una popolazione istruita e soprattutto un sistema giudiziario efficiente e funzionante.  Senza soldi, istruzione e giustizia funzionante il male minore e' probabilmente il sistema statale pur con tutti i suoi difetti.

 

Scusate se qualcuno ha sollevato questo problema, ma a quanto è dato di sapere

http://www.ultimenotizie.tv/notizie-di-cronaca/notizie-napoli/ecco-chi-sono-i-neo-assessori-della-giunta-regionale-della-campania.html

http://www.ilmattino.it/articolo_app.php?id=29262&sez=NAPOLI&npl=&desc_sez=   Nella nuova giunta regionale della Campania non c'è un assessore alla sanità. Eppure la sanità assorbe il grosso del bilancio regionale...

Questo vuol dire che il neopresidente Caldoro intende tenere questo ruolo per se stesso?

E questo è un bene o un male?

Credo sia solo dovuto al fatto che è commissariata.

non so chi ha vinto la discussione prima, vedo però che la voce ha appena pubblicato un analisi simile:

http://www.lavoce.info/commenti/281001724.html

da quello che posso capire, nelle loro fonti hanno tenuto conto dell'età degli assistiti e di altri proxy della salute dei residenti. la conclusione è che le regioni fuori budget hanno effettivamente una sanità peggiore e più cara rispetto a quella nazionale, con la solita cesura tra nord e sud

http://www.cermlab.it/_documents/Quaderno2_09_9_Nov_CERM.pdf

Guarda caso ... i numeri vanno sempre dallo stesso lato. Vedasi anche questi.

Poi voglia ha un altro Marco a spiegarmi che i numeri che provano il semi-secolare grande risucchio me li invento io perché sono "separatista" ...

Che ci sia un risucchio è certo, che ci siano però molti altri gorghi un po' dappertutto è altrettanto certo.

Sempre a proposito di numeri si scopre per esempio

che il defibrillatore bicamerale della Boston scientific (modello teligen 100 Dr F110) costa, a Trento, 13.500 euro, ad appena 50 chilometri di distanza, a Bolzano, 16.100 euro

oppure che

 lo "stent medicato" a rilascio di farmaco Xience V costa a Terni 594 euro, ma a Genova il prezzo misteriosamente raddoppia balzando a 1.250 euro. Per un altro modello, il Taxus Liberte-Promus Elemento, avviene inspiegabilmente il contrario: il prezzo più alto è a Terni (1.486 euro), dove costa più del doppio di quello del centro acquisti Estav-Sudest della Regione Toscana (670 euro).

Ottimo articolo di inchiesta giornalistica, che andrebbe replicato su grande scala.

Mi limito a fare un quote

Mentre per i farmaci c'è una governance, l'Aifa (agenzia italiana sui farmaci), un organo di controllo simile manca per i dispositivi. Col risultato che in questo settore il prezzo è libero con gare che si svolgono ospedale per ospedale, con un'eterogenità di prezzi enorme che possono raddoppiare o triplicare da zona a zona dell'Italia".

RR

Mentre per i farmaci c'è una governance, l'Aifa (agenzia italiana sui farmaci), un organo di controllo simile manca per i dispositivi. Col risultato che in questo settore il prezzo è libero con gare che si svolgono ospedale per ospedale, con un'eterogenità di prezzi enorme che possono raddoppiare o triplicare da zona a zona dell'Italia".

Sembra incredibile che questi amministratori pubblici non siano capaci di informarsi sui prezzi migliori spuntati in aste precedenti, evitando di farsi infinocchiare a spendere 2-3 volte il prezzo pagato in precedenza per lo stesso articolo sanitario.  Suppongo che sia all'opera il miscuglio di incompetenza e corruzione cosi' tipico e diffuso nell'amministrazione pubblica italiana.

 

Sembra incredibile che questi amministratori pubblici non siano capaci di informarsi sui prezzi migliori spuntati in aste precedenti, evitando di farsi infinocchiare a spendere 2-3 volte il prezzo pagato in precedenza

da qualche parte avevo letto che in realtà la differenza tra i prezzi dipende dai ritardi di pagamento, per cui i fornitori si cautelano nei confronti di quello che di fatto è un anticipo di soldi da parte loro ricaricando in eccesso. Quadra con la mia esperienza in biblioteca: quando la ragioneria pagava le fatture dopo due anni ci mettevano ricarichi e cambio valuta fino al 40% del prezzo di copertina, adesso che paghiamo subito ci fanno gli sconti (e in entrambe i casi il libro era catalogato e inventariato il giorno stesso, la struttura in sé era efficiente)

Ti avevo promesso i numeri pesati per l'età, l'ho fatto, e sto scrivendo il sequel di questo post, visto che quello che ne esce fuori (dai numeri) è peggio di quel che pensavo, anche se poi Lombardia e Campania ci azzeccheranno poco, ma saranno comunque interessanti.

Io contesto la ripartizione del Fondo Sanitario nazionale, non il modo in cui poi le singole regioni dilapidano i quattrini.

Io, per esempio, faccio il veggente, il costruendo "Ospedale del mare" a Napoli Est sarà una fonte di sprechi senza pari, questo perchè questo Ospedale dovrebbe assorbire cinque Ospedali cittadini, di cui però ogni divisione vuole mantenersi "viva", per cui avremo cinque chirurgie, cinque cardiologie, quattro ortopedie, etc., etc., con relativi primari, aiuti, capo-sala, infermiere, barellieri, etc., etc., altro che € 1.500 a TAC!

Io, per esempio, faccio il veggente, il costruendo "Ospedale del mare" a Napoli Est sarà una fonte di sprechi senza pari, questo perchè questo Ospedale dovrebbe assorbire cinque Ospedali cittadini, di cui però ogni divisione vuole mantenersi "viva", per cui avremo cinque chirurgie, cinque cardiologie, quattro ortopedie, etc., etc., con relativi primari, aiuti, capo-sala, infermiere, barellieri, etc., etc., altro che € 1.500 a TAC!

Esatto ! (e applausi)

[non tanto perchè ho vissuto in Campania per 6 anni e conosco la filosofia, ma perchè questa rappresenta in modo cristallino - apertis verbis, per così dire - lo schema di valori presenti in pensieri, parole, opere e omissioni incarnati un po' in tutto il popolo italiano]

Del resto quale risparmio ci sarà dalla manovra Tremonti su accorpamento e soppressione Enti? Lo scrivo nella prossima puntata.

RR

 

il costruendo "Ospedale del mare" a Napoli Est sarà una fonte di sprechi senza pari,

Non preoccuparti, al primo sputacchio del Vesuvio scomparira' senza lasciare traccia. Pare infatti che sia stato costruito a poche decine di metri dal limite della "zona rossa" relativa alla pericolosita' di una eruzione del Vesuvio.

 

il costruendo "Ospedale del mare" a Napoli Est sarà una fonte di sprechi senza pari,

Non preoccuparti, al primo sputacchio del Vesuvio scomparira' senza lasciare traccia. Pare infatti che sia stato costruito a poche decine di metri dal limite della "zona rossa" relativa alla pericolosita' di una eruzione del Vesuvio.

 

Spero di no, visto che ci vivo molto, molto vicino...

Comunque, se anche l'Ospedale del Mare non fosse al limite della zona rossa (che é vero, ma e piú di qualche decina di metri..), il vero problema é che la scelta della zona rossa é stata (per opinione diffusa, ricordo anche uno studio qualche tempo fa, ma non ho il tempo di cercare i riferimenti) molto, molto "ottimistica", confidando come sempre nello stellone italico e in San Gennaro.

P.S.: amici "informati dei fatti" mi confermano che la guerra per salvare i reparti (e soprattutto i primari) é in corso da prima che i lavori dell'Ospedale iniziassero. C.V.D.

Io non sono preoccupato per il limite "zona rossa" a dieci metri da un Ospedale (visto che poi la fascia presa in considerazione per la zona rossa è di 8-10 km..), visto che in quella famigerata "zona rossa" ci vivono circa 1.500.000 persone...

Ah, quelli che contestano la location sono gli stessi che ci volevano costruire l'inceneritore vicino all'Ospedale.... così anzichè temere un evento naturale ci pensavano gli uomini direttamente a buttare la cenere sull'Ospedale... non ti fidare dei politici!

A Brescia non l'han messo praticamente in centro città?

Ce ne sono due, ai due lati dalla tangenziale: uno dentro ed uno fuori città,ad occhio il centro è un paio di km a nord.

Decisioni discutibili, specie che poi ASM/A2A per far cassa li sovraccarica di rifiuti umidi, generando diossine (così sostengono sia gli articoli del giornalista arrabbiato ultrasinistro che le confidenze dell'amico ingegnere destrorso che lavora come consulente ambiantale).

Credo che li abbiano fatti li perchè a Brescia ASM era onnipotente, ma fuori comune c'era da litigare coi locali.

PS: secondo l' ingegnere quando brucia alla temperatura giusta è pressochè innocuo: se ha ragione per beccarli le ispezioni dovrebbero farle a sorpresa

Italy: Patients in Naples Will Have to Seek Reimbursement for Prescription Drugs Directly from Local Health Authority 
Inhabitants of Naples and the surrounding province will be required to pay for prescription medicines in pharmacies in full from 6 September, and then claim reimbursement for these purchases directly from the local health authorities (ASLs), reports Italian newspaper Corriere del Mezzogiorno. This follows a decision made by the governing council of the Naples branch of the Italian association of independent pharmacists, Federfarma. The decision was made as a result of the delayed payments by the ASLs for prescription medicines to the pharmacies in the province and the city; according to the report, the local ASL has only paid for medicines for one month so far this year. Pharmacies in the city and province are reported to be owed around 300 million euro (US$384 million) by the ASLs. The head of Federfarma Naples, Michele Di Iorio, is reported by the source as saying that the pharmacists he represents are caught between non-paying authorities and private suppliers (wholesalers), who are becoming increasingly focused on payment deadlines. It is emphasised that life-saving medicines will continue to be dispensed, and a list of these is published on the website of Federfarma Naples.
Significance: The problem of late payments by ASLs to pharmacies is certainly not a new phenomenon in Italy, particularly in the southern regions of the country, and especially in Naples (see Italy: 28 June 2010: 
Pharmacies in Naples Region of Italy Poised to Announce Temporary Closure in Protest Against Payment Delays). The situation in Naples is very bad for all groups involved in the pharmaceutical industry, from producers to retailers, as the entire supply chain is disrupted and slowed down. It is possible that some patients may even opt not to buy drugs, if the process of obtaining reimbursement from the ASL is too cumbersome.

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