Una sfoltita alle pensioni di invalidità

26 maggio 2009 marcello urbani

A seguito della legge 133/2008, finalmente l'INPS sta verificando i requisiti di 200.000 percettori di pensioni di invalidità. L'INPS comunica addirittura che sta cancellando il 13% degli assegni e prevede un risparmio di 100 milioni l'anno.

Va precisato che la cancellazione degli assegni non si riferisce solo a falsi invalidi ma anche a coloro cui la pensione non spetta per migliorate condizioni di salute o, più in generale, per revisione dell'invalidità riscontrata dall'ASL. Come prevedibile il fenomeno è concentrato al sud, con punte oltre il 20% nelle isole.

I controlli medici sono ancora in corso e, finiti questi, i dati INPS verranno incrociati con quelli della motorizzazione per identificare abusi conclamati - tipo ciechi con la patente.

Al solito i numeri riportati non sono chiari: il 13% si riferisce ai controllati o è una stima relativa al campione ancora da controllare? I 100 milioni si riferiscono a quanto accertato finora o sono una proiezione sui controlli ancora da fare?

Mi sembra azzardato prendere i numeri per acquisiti, visto che ci saran sicuramente dei contenziosi (alcuni dei quali probabilmente fondati, specie nei casi di revisione dei coefficienti) che verosimilmente si trascineranno per anni. Non so come venga gestito il periodo transitorio: se gli assegni verranno comunque interrotti sarà un' ingiustizia per gli invalidi non riconosciuti, altrimenti assisteremo alla beffa di truffatori conclamati che otterranno l'assegno per anni semplicemente intentando cause pretestuose.

In ogni caso i numeri forniti sono impressionanti: dimostrano che l'INPS ha trascurato questi controlli per decenni.

10 commenti (espandi tutti)

Non so se iniziare a impaurirmi di non essere meravigliato di fronte a tutto ciò o no.

Mi risulta che i controlli vengano fatti un po alla carlona, una mia amica che ha una protesi al ginocchio per un tumore osseo avuto da bambina ha perso un paio di giorni di lavoro tra visita e burocrazia varia per un controllo ovviamente inutile.....

Non direi che è inutile, è normale che il grosso dei controllati sia effettivamente invalido.Resta censurabile il dispendio di energie richiesto: per una visita/esame dovrebbe bastare una mezza giornata.

L'inutilità del controllo nel caso specifico sta nel fatto che un privato cittadino debba andare a mendicare una documentazione presso un ente pubblico ( ASL, Ospedale ) da consegnare ad un altro ente pubblico, io non sono un esperto, ma non dovrebbe essere un dovere per la pubblica amministrazione comunicare al proprio interno prima di far perdere tempo ai cittadini?

Assolutamente, come è doveroso che le invalidità vengano verificate.

Non è il controllo ad essere inutile, ma le complicazioni burocratiche annesse.Spero di essermi spiegato meglio.

 A quanto si capisce, il 13% nazionale si riferisce ai "falsi" invalidi accertati sui controlli fatti finora. L'eventuale ritiro delle pensioni a questi non aventi diritto (salvo ricorsi) permetterebbe un risparmio di 100 milioni di euro. Se la stessa percentuale di ritiri fosse valida per l'universo degli  invalidi, il risparmio totale (sempre salvo ricorsi) sarebbe di 1 miliardo 

Urbani è poco informato in materia: l'Inps non ha mai avuto competenza ad effettuare i controlli sanitari sulle invalidità civili, il compito spetta a provincie e regioni.

La verifica affidata all'Inps dalla legge 133 è, per l'appunto, straordinaria.

Grazie della precisazione.

Resto curioso di sapere perchè queste siano state meno efficienti nel farli. L' ipotesi più ovvia è che non avessero nessun buon motivo per esserlo: gli abusivi votano, l' inps no ed immagino che i bilanci degli enti locali non ne risentano.

Ne sai qualcosa?

Urbani è poco informato in materia: l'Inps non ha mai avuto competenza ad effettuare i controlli sanitari sulle invalidità civili, il compito spetta a provincie e regioni.

Non mi risulta che così sia. Avresti elementi di fatto che supportano questa tua perentoria affermazione?

Io leggo qui che la competenza è INPS da almeno il 2005. Le regioni entrano nel quadro per la semplice ragione che le USL dipendono dalle regioni, ed è all'USL di residenza che è demandata la verifica delle condizioni d'invalidità del soggetto. L'INPS è infatti dotato (sempre dal 2005, ma ci han speso un anno e mezzo prima di renderla operante) di una (ben pagata) "Commissione Medica Superiore" che, attraverso le sue articolazioni territoriali, dovrebbe attendere alle verifiche in questione, ordinarie o straordinarie che siano. Studiando, si apprende poi rapidamente che le commissioni mediche in questione, installate a livello provinciale, altro non sono che articolazioni del Ministero del Tesoro, ossia dell'amministrazione centrale dello stato, da cui pure l'INPS dipende ...

Che poi: fosse pure stato vero che la competenza era ed è tutta regional/provinciale, l'osservazione sarebbe risultata perfettamente irrilevante comunque, visto che sempre di enti pubblici che non fanno il loro dovere si tratta, o no?

L'anonimo di turno risulta essere meno informato del "poco informato" Marcello Urbani, che poco informato evidentemente non era. Che sia per questo che è anonimo?

sembra che non sia un problema solo italiano:

http://www.dailymail.co.uk/tvshowbiz/article-1187273/Britains-Got-Talents-breakdancing-pensioner-claiming-70-week-disability-benefits-bad-leg.html

(non per minimizzare, ovviamente, solo per condividere l'info curiosa)

 

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