I sindaci, le puttane, la tua liberta' e la mia

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L'iniziativa del sindaco di Roma di rendere le belle di giorno delle nolenti Catherine Deneuve e', a mio avviso, illibertaria. Pero' solleva due domande, rispondere alle quali non mi risulta del tutto ovvio.

I giornali ci informano che Walter Veltroni ha deciso di installare telecamere nelle zone di Roma dove la prostituzione e' piu' attiva, con la seguente intenzione: si filmano i clienti che le adescano, si cerca di riconoscere (attraverso la targa della macchina) chi siano, e poi gli si manda la multa a casa per le violazioni del codice stradale che in questi casi ovviamente si generano ( La Repubblica, Il Corriere ). Questa sembra solo la prima di una serie di mosse, per esempio: divieto di transito per i non residenti in certe zone in ore serale (Il Messaggero), tese a rendere la vita difficile alle prostitute ed ai loro clienti.

Non e' la prima volta, ne' l'ultima. Ricordo, ai tempi del suo primo mandato, Coccori' (al secolo, Massimo Cacciari) che faceva fare cose simili ai vigili veneziani tra via Piave e la stazione delle FF.SS. di Mestre, area frequentata regolarmente dalle peripatetiche locali. Di magistrati moraleggianti e poliziotti solerti che, quando non le frequentano o le tormentano, si dedicano alle retate di prostitute e clienti loro, sono piene le cronache italiane sin da quando ho cominciato a leggerle (son vecchio, ma son andato alle elementari dopo l'approvazione della legge Merlin). Il tutto e' quasi sempre motivato da proteste di cittadini e residenti per il fatto che le loro strade, piazze e quartieri vengono invasi da signorine e signorini di varia origine e di scarso vestire, e dai loro consumatori. La congiunzione di questi due gruppi ed il processo di ricerca ed accoppiamento che a tale congiunzione porta, altrimenti noto come l'incontro di domanda ed offerta, genera bordelli (sia figurati che letterali) scarsamente sopportabili da quelli che - per caso, per necessita' o per libera scelta - a tali rendez vous notturni non si dedicano.

Un'osservazione addizionale, e poi le due domande. In Europa questa sembra un'altra particolarita' italiana, almeno nell'Europa dei quindici piu' i paesi scandinavi. Negli altri paesi europei che uso frequentare e credo conoscere la cosa e' di molto minore intensita'. In Germania, Olanda, Danimarca, Svezia, Norvegia e Spagna, la prostituzione e' legale, piu' o meno regolamentata e financo tassata (in Spagna il governo Zapatero ha promesso nuova legislazione in questo senso). In Inghilterra, Portogallo e Belgio e' altamente tollerata; la Francia e' il paese che piu' si avvicina alla situazione italiana, almeno sul piano legale; la legge Merlin si ispiro' chiaramente alla loi Marthe Richard di dodici anni prima, e da allora in Italia non s'e' fatto piu' nulla, solo retate. Da cio' che mi risulta, invece, i poteri pubblici francesi hanno deciso di "cooperare" con le prostitute "accettabili" e di concentrarsi sull'aspetto strettamente criminale della faccenda: le "erruzioni" di pubblica moralita' sono molto infrequenti, per non parlare delle retate e dell'attivita' della magistratura contro prostitute maggiorenni e consenzienti. Sembra invece abbastanza piu' intensa, per quel che leggo, l'attivita' di polizia e magistratura contro la prostituzione minorile e/o forzosa, la "tratta" di donne, e gli altri delitti indotti sia dalla natura illegale del meretricio sia dal fatto che i criminali agiscono la' dove c'e' da compiere crimini.

Insomma, la mia impressione, che e' un po' piu' d'una impressione pero' non voglio tediarvi con dati e siti di documentazione, e' che l'Italia fa eccezione, che in Italia le prostitute diciamo cosi' "standard" sono molto piu' perseguitate che altrove (incluso gli USA) e che, paradossalmente, la dimensione del mercato ed il valore aggiunto dell'industria italiana della marchetta e' uguale o superiore a quella degli altri paesi europei di dimensione e reddito simili al nostro. Non solo, la prostituzione cosidetta "d'alto bordo" sembra, in Italia, assolutamente generalizzata: delle storie estive che hanno coinvolto il signor Savoia, dirigenti Rai e politici di varia statura, tutti sappiamo. Ma basta frequentare solo marginalmente gli ambienti del potere economico-politico milanese e romano (e bolognese, e torinese, ed eccetera) per capire che d'un fenomeno di massa si tratta: in Italia la graziosa accompagnatrice a tariffa e' oramai onnipresente.

Questo mi permette di porre la prima domanda, brutale e semplice: perche? Perche' se in Italia uno propone di legalizzare e regolamentare la prostituzione rischia di essere pubblicamente lapidato mentre mezzo mondo va a puttane, e chi non ci va per scelta sembra costituire sparuta minoranza? Perche' il mercato e' cosi' rigoglioso, i prezzi cosi' alti e l'offerta cosi' abbondante, se la stragrande maggioranza della popolazione sembra considerare la cosa assolutamente intollerabile, immorale, inaccettabile? Non ditemi "ipocrisia", perche' non e' una risposta ma una tautologia: la situazione che ho descritto e' la definizione di ipocrisia massificata, ovviamente. La risposta deve spiegarmi perche' gli italiani han deciso d'essere cosi' tanto piu' ipocriti degli olandesi o dei tedeschi sulla questione prostituzione. Oppure mi dovete convincere che ho preso lanterne per lucciole (non male, no?) e che i fatti son ben altri. Oppure ve ne fregate delle mie domande e mi mandate a puttane mentre voi pensate ad altro, che forse e' la cosa piu' saggia.

La seconda domanda e': dove finisce la tua liberta' e comincia la mia, in questo caso? Ovvero: e' legittima la mia reazione di automatica disapprovazione delle crociate di VW ora, Coccori' prima, e di dozzine d'altri nel frattempo, contro le prostitute che invadono strade e stradelle? Perche' non solidarizzo con i vicini che non ne possono piu' di tanti bordelli? Se ogni volta che esco da casa incontrassi cosce al vento, seni al sole, culatte all'aria fresca ed un traffico infernale di "ricercatori" (nel senso della search theory) che ci mettono grande sforzo a controllare prezzi e qualita' della merce (su questo dovrebbero testare le teorie di "ricerca direzionata", qualcuno lo dica a Shimer) giusto sulla panchina dove di solito leggo il giornale o sul marciapiede dove vorrei far due passi con la mia signora, riuscirei a fare il libertario dantesco e dirmi "non ti curar di lor ma guarda e passa"? Temo di no, temo che m'incazzerei come una bestia, chiamerei la polizia, l'assessore, il sindaco, il magistrato, insomma pianterei un casino di quelli miei.

Mi rendo ovviamente conto che la risposta alla seconda domanda e' facile facile: t'incazzeresti anche se lo stesso venisse fatto dai venditori di broccoli, asparagi, uova e pollame vario. Questi non lo fanno perche' gli si lascia esercitare la propria professione legalmente, gli si concedono licenze per aprire negozi adatti allo scopo e questo li toglie dal tuo marciapiede. Giusto, le signorine stanno sul marciapiede con frequenza perche' non gli si permette d'aprire il loro bordello, piccolo o grande che sia, in un appartamento all'uopo arredato. In Spagna, dove i bordelli abbondano e son legali, dove i maggiori quotidiani pubblicano pagine e pagine con migliaia di annunci pubblicitari ogni giorno il fenomeno delle prostitute per strada e' molto, ma molto minore. E la minoranza di prostitute che sceglie, probabilmente a causa di restrizioni creditizie, di farlo per strada viene "sollecitata" a farlo in viali di traffico tanto e viviendas pocas o nei grandi parchi.

Giusto, allora riformulo la domanda: perche' VW e tutti gli altri pensano che perseguitare le prostitute ed i loro clienti a base di costosissime telecamere (che verranno ovviamente sabotate, bruciate, rubate con grande dispendio di pubblico denaro) sia politicamente piu' conveniente di proporre invece che gli si permetta d'aprir legalmente negozio in localini con apposita licenza comunale? Ecco, questa e' la domanda giusta, credo ... eh, ora me ne rendo conto, forse e' praticamente uguale alla prima domanda che ho posto, quella sull'ipocrisia.

Lascio a voi decidere, a me sembrano leggermente diverse: la prima chiede perche' l'opinione pubblica italiana e' cosi' ridicolmente ipocrita sulla prostituzione; la seconda chiede perche' i politici italiani, persino in cose semplici e banali come questa, non riecono ad avere la capacita' di essere dei leaders e di proporre ai loro elettori di fare la cosa ovvia, anche se la cosa ovvia agli elettori puo' sembrare strana di primo acchito.

 

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Commenti

Ci sono 5 commenti

Forse bisognerebbe avere un'idea della composizione demografica delle puttane in Italia, specie quelle che esercitano per strada. La mia impressione e' che si tratti per la maggiorparte di ragazze straniere in stato piu' o meno di cattivita'. Portate  in italia con l'inganno, e costrette a prostituirsi per riscattarsi. Eta' dai 15 ai 25 anni per la maggior parte. Quando da Milano rientravo a Fano, la mia citta' di origine, alla stazione di Rimini non salivano bianche italiane cattoliche apostoliche, ma tantissime, giovanissime, e per la maggior parte bellissime ragazze africane che poi scendevano tra marotta e ancona.

Ecco, se iniziative come quelle di veltroni e cacciari *a proposito: perche' "coccori' "?Da dive viene?) servissero a proteggere queste ragazze, beh, ben vengano. Sospetto d'altra parte che la composizione demografica delle puttane sia endogena -- magari, se la prostituzione fosse legalizzata e ci fossero locali appositi etc. etc., il traffico dall'africa e dall'europa orientale si ridurrebbe.

 

Probabilmente come dice nicola, il fatto che minorenni clandestine vengano costrette a prostituirsi con l'inganno e tradotte da paesi slavi in maniera degna della tratta degli schiavi, ha molto a che fare col fatto che il mercato sia illegale. Se il mercato fosse legale, probabilmente avremmo una situazione piu' simile a quella spagnola, dove solo viados e vecchie ciccione stanno per strada (a Barcellona davanti alla Pompeu, sara' il nome dell'universita' magari che le attira ;-) ), e la tratta delle bianche e delle nere mi pare (opinione personale, ma non ho dati per dirlo) sia un fenomeno meno accentuato. Non posso parlare per gli altri paesi europei. 

 

Quello che michele dice e' interessante: perche' siamo tanti avversi a questo tipo di mercato? Non so davvero rispondere. Ho come l'impressione che tra pruderie cattolica e femminismo d'antan (per intenderci: quel femminismo che fece campagne contro i film porno perche' lesivi della dignita' della donna, vedere al proposito un bellissimo documentario intitolato "Inside Deep Throat") non potremmo trovare una risposta, visto che questi fenomeni sono presenti anche in altri paesi citati da michele. 

Quanto alla domanda sui politici: che convenienza avrebbe Veltroni (o chiunque altro politico) a scatenare un putiferio cercando di portare avanti una campagna in favore della legalizzazione della prostituzione? la mia impressione e' che la politica italiana viva per il short run, dove per short run non intendo quei quattro anni in cui vige il mandato, ma le poche settimane. Le campagne di stampa durano pochi giorni, in pochi giorni si distrugge un politico o si crea un leader. Nessuno osa rischiare, se non ha spalle ben coperte. Il ritorno d'immagine invece di questo tipo di iniziativa (telecamere, ecc.) e' elevato, politicamente corretto, e motivato da nobili intenzioni. In politica, in fondo, degli outcome non e' mai fregato a nessuno. E' lo stesso processo per cui si fanno opere pubbliche che non vengono mai concluse. 

 

un commento che non c'entra granche' ma volevo comunque fare.

articolo di repubblica di oggi: http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/cronaca/dodicenne-branco-bologna/dodice nne-sviluppi/dodicenne-sviluppi.html

A forza di specificare che nel caso tal dei tali lo supratore era rumeno o marocchino e la ragazza bella bianca cattolica romana apostolica, e a sbattere sempre questi articoli in orima pagina, ecco, a mio avviso, cosa si produce. Giusto per la cronaca, la simpatica Erika di Novi Liguri aveva detto alla polizia che la mamma e il fratello erano stati macellati dagli "albanesi" (in Italia, appena uno e' biondino e ha un accentodiciamo slavo, e' albanese. se appena appena scuretto, e' marocchino). Bella educazione ai rigazzini, e poi siamo un paese non cosi' razzista.....

 

 

sarebbe interessante sapere cosa ne pensano le dirette interessate. A questo proposito vi segnalo un vecchio articolo di Michele Serra: www.repubblica.it/2005/e/sezioni/cronaca/quartiere/rimedioserra/rimedioserra.html.