La situazione patrimoniale delle 10 maggiori banche popolari italiane alla fine del 2014.

9 aprile 2017 Paolo Biffis

Questo articolo ha l’obiettivo di verificare se le maggiori banche popolari italiane siano imprese che svolgono l’attività bancaria a proprio rischio come, a me sembra, dovrebbe essere. Cioè se queste banche facciano ricadere i rischi che assumono entro il perimetro dei loro fondi propri (capitale sociale + riserve + strumenti ibridi di patrimonializzazione) ovvero al di fuori di tale perimetro.

La Tabella che segue è costruita mettendo in fila i dati del rapporto % Free Capital/Capitale Netto (FC/Pn %) che  compaiono alla riga 22 degli indicatori di bilancio di ciascuna delle principali 10 banche popolari italiane, calcolati da Mediobanca per il periodo 2005-2014.

Per descrivere il contenuto della tabella è conveniente iniziare dal Patrimonio Regolamentare o di Vigilanza (Pvig): si tratta della somma fra Capitale Netto (Pn) e un Delta di `strumenti ibridi di patrimonializzazione'.

Se poniamo il Delta a livello massimo possibile, cioè uguale al Pn, il Pvig è uguale a 2Pn. Si sa che una banca può assumere rischi ponderati pari ad un multiplo di 2Pn.

Il FC, ad una determinata data, è la differenza fra il Pvig ed il Pvig assorbito dai rischi ponderati assunti. Prendiamo per esempio Pn = 50, 2Pn =100 =  Pvig. Se i rischi ponderati assunti sono < di Pvig, cioè < di 2Pn, (cioè < 100), si avrà un FC positivo (> 0) e disponibile per fronteggiare rischi addizionali. Se, invece, i rischi assunti sono > di Pvig, cioè > 2Pn (cioè > 100), si avrà un deficit di FC (< 0), cioè la banca non potrebbe più assumere rischi addizionali, non avendo fondi propri per fronteggiarli.

In Tabella, il rapporto considerato, però, non è fra FC e Pvig (= 2Pn e, nell’esempio, = 100) ma fra FC e Pvig/2 (= Pn e, nell’esempio, = 50).

Come è noto, a parità di numeratore, il risultato di un rapporto aumenta se diminuisce il valore del denominatore: il che è vero  solo se FC > 0 (FC/Pn < FC/Pvig). Ma, se FC < 0, FC/Pvig > FC/Pn

Esempio: se Pvig =100; Pn = 50 e FC = -200 segue che FC/Pn = -4 e FC/Pvig = - 2.

Nel caso di specie il rapporto FC/Pn denota dunque un deficit di FC elevatissimo per cui le banche dovrebbero cessare l'attività, non disponendo più di risorse sufficienti a fronteggiare nuovi rischi che ricadano nel perimetro dei loro fondi propri. 

Principali Banche Popolari Italiane: rapporto % Free Capital/Capitale netto
  2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014
BANCO 25,8 -9,5 -13,2 -32,7 -67,0 -76,1 -103,6 -122,7 -161,1 -185,5
BPM 21,9 34,5 33,2 17,6 1,6 -13,3 -9,3 -16,7 -49,6 -23,3
UBI 13,8 25,6 21,6 10,0 -8,5 -19,6 -42,5 -46,4 -49,6 -51,6
BPER 15,9 26,4 212,8 8,1 -28,8 -34,2 -44,4 -63 -95,3 -72,2
BpVI 35,0 29,4 19,1 0,6 -22,9 -22,8 -61,8 -68,7 -73,5 -74,3
VB 22,9 57,8 8,9 -3,9 -9,6 -19,4 -57,1 -69,3 -91,1 -76,5
BpSO 58,0 62,5 68,8 60,4 49.7 37,8 23,5 1,9 -27,8 -16,3
CreVal -19,8 -7,6 35,6 0,7 -18,6 -23,4 -61,3 -85,6 -121 -132,7
BpBA -11,5 -8 18,1 -20,7 -22,7 -19,1 -35,9 -49,3 -48,3 -68,9
BpEtruria 29,9 14,7 10 7,3 -54,7 -65,5 -128,4 -189,7 -227,3 -295,1
Tutte 9 20,9 14,9 14,8 -1,1 -25,4 -33,7 -54,4 -66 -86,7 -83,8

7 commenti (espandi tutti)

...mi sfugge qualcosa nel terzultimo paragrafo dove si dice:

"...il che è vero solo se FC > 0 (FC/Pn < FC/Pvig). Ma, se FC < 0, FC/Pvig > FC/Pn".

Non capisco, il rapporto FC/Pvig è maggiore di Fc/Pn sia nel caso in cui FC è maggiore di zero sia nel caso in cui sia minore di zero?

"Il FC, ad una determinata data, è la differenza fra il Pvig ed il Pvig assorbito dai rischi ponderati " , parta da qui. PN =Patrimonio Netto=copertura certa senza"DELTA"(o Delta=0) =50. Rischi assunti ipotizzando invece Delta max=300. Torni al virgolettato ed avra un differenza(es) FC= a -200 che equivale al 4 volte il Patrimonio Netto ipotizzando Delta=0 (ovvero senza tener conto di quegli strumenti ibridi di patrimonializzazione). Sperando di non aver generato confusione :)

si regge sulle regole, da me tirate un po' per i capelli.

Esse stabiliscono, infatti, che vi siano un patrimonio di base (Pb) e un patrimonio supplementare (Ps) e che a ciascuno di essi sia applicabile un Delta (Pb + DeltaPb + Ps + DeltaPs = Pvig), ma con alcuni vincoli; ad es. che il  DeltaPb non superiuna determinaat % di Pb, che il DeltaPs non superiuna determinata % di Ps, che Ps sia <= di Pb, ecc.

Tutto questo rende l'algoritmo di calcolo piuttosto complesso, per via del fatto che ogni banca può scegliere come formare i propri fondi propri, ma, soprattutto, perché non siamo nel mondo del continuo ma del discreto.

Io ho tirato per i capelli la norma ipotizzando che una banca porti il Delta totale alla dimensione del Pb fatto uguale al Pn, da cui 2Pn. Che però non rapppresenta, già di per sè, un massimo effettuale: bisognerebbe andare a vedere le regole con maggiore precisione.

Quindi non si può ipotizzare un Delta maggiore perché tali Delta sono variabili fortemente condizionata dalle regole e dalla storia (es. le Obbl. subordinate, una volta emesse restano in circolazione per molto tempo) e tali da diventare delle costanti.

Ad es. ora sono alle prese con i numeri grezzi delle Bcc: si osserva che moltissime di esse non hanno emesso strumenti ibridi di patrimonio, altre che ne hanno emessi relativamenet molti, ecc. Ma di Bcc censite ve ne sono ben 337, per cui risulterà abbastanza difficile trarre conclusioni gnenerali: cercherò di ragionare sulle più grandi in base al Pn...

Spero di essermi spiegato: volevo dire che non possiamo prendere un numero garnde o piccolo a piacere perchè non siamo nel campo delle variabili ma nel campo delle costanti e nel campo del discreto e non del continuo. 

ops...

Paolo Biffis 10/4/2017 - 08:46

... mi sono dimenticato di avvertire, e me ne scuso, che dietro i simboli, nel secondo caso vi sono dei numeri negativi. 

per numeri negativi nel secondo caso intende:

"...Ma, se FC < 0, FC/Pvig > FC/Pn"?

se è così ora mi torna tutto.

riguarda le popolari oggetto del coraggioso decreto di trasformazione in spa del gennaio del 2015. successivamente a tale decreto è andata in porto la fusione fra bpm e banco popolare, come risposta alla necessità di rafforzamento patrimoniale di entrambe le banche. sarebbe interessante stimare quale sia il free capital risultante dalla fusione, se cioè questo è diventato accettabile combinando rischi ponderati decorrelati. si capirebbe se questa è una via percorribile anche in altri casi.

sì,

Paolo Biffis 10/4/2017 - 09:25

dobbiamo attendere la prossima edizione dello studio, anche se, a prima vista, entrambe le pop presentavano dei deficiti negli ultimi 5 anni per non parlare del Banco che mi appare in deficit strutturale (10 anni).

Non sono sicuro che mettendo assieme due deficit di FC (dei quali uno strutturale), si giunga ad azzerarne la dimensione; o, meglio, presumo che ci vorranno una decina d'anni di durissimo lavoro selettivo sul piano del credito. Ma sarà difficile perché mi sembra che siano i corpaccioni di queste aziende ad essere malati profondamente.  

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