Super Mario

20 aprile 2009 alberto bisin e alberto bisin

...No, stavolta non stiamo pensando a Mario Draghi; abbiamo in mente proprio Balotelli.

Premettiamo che siamo tifosi dell'Inter. Premettiamo che Balotelli ci piace proprio. Premettiamo che i nostri figli sono tifosi dell'Inter, di Ibra e di super-Mario. Premettiamo infine che questo post si colloca nella più genuina tradizione del cazzeggio calcistico del lunedi.

Detto questo, vorremmo fare alcune considerazioni sui recenti episodi riguardanti Balotelli, che sono culminati con la condanna della Juventus a giocare un turno a porte chiuse.

1. Il razzismo dei cori contro Balotelli è solo l'ennesimo sintomo della situazione agonizzante in cui si trova il paese. Ok, la storia del calcio come metafora del paese è trita e ritrita - potremmo prendere una strada diversa, "the road less traveled by" dicono qui. Ma, parafrasando uno dei più grandi intellettuali amerikani di questi tempi, Jerry Seinfeld, "there is a reason why the road is less traveled", c'è una ragione per cui non la prende nessuno quella strada: il calcio è proprio metafora del paese.   Stadi fatiscenti, tifoserie violente e razziste, mancanza di trasparenza istituzionale nella relazione tra FIGC e la gestione degli arbitri, giornalisti che leccano i potenti, ... e società mediocri che non riescono ad attirare capitali. Certo non capitali stranieri, non sarà mai; non gli diamo le banche, volete che gli diamo le squadre di calcio ai perfidi stranieri? E allora continuamo a garantire che la RRRRoma sia posseduta da una famiglia di imprenditori che è si RomanaDeRoma ma si è ipotecata anche le mutande.

2. A parte il razzismo (chiaro, netto e cristallino), ci fa colpo tutto il contorno, che a noi puzza di italianissimo "si, però...". Si, è vero, ci sono stati i cori razzisti, però lo fanno tutti. Si, è vero, hanno fischiato super Mario, però se l'è cercata col suo comportamento "provocatorio". Basta leggere alcuni commenti dei lettori della Gazzetta:

La squalifica ci sta tutta, però vorrei sapere perchè viene squalificato solo il campo della juve mentre gli altri no. E comunque basta col perbenismo di Moratti.. "avrei ritirato la squadra"... basta, basta, basta...

GIUSTO per i cori razzisti, ma non mi direte che è stato fischiato, per il colore della pelle? Dato che in squadra ne abbiamo anche noi di giocatori di colore, Balotelli è uno dei giocatori più maleducati che sono mai esistiti nel campionato italiano.

Ma anche di personaggi del calcio, come Gigi Simoni:

"Nel corso della partita di sabato sera non ho sentito un solo coro razzista nei confronti di Muntari. Per questo non credo che i fischi a Balotelli riguardino il colore della pelle. Piuttosto bisogna soffermarsi sugli atteggiamenti di questo ragazzo che molte volte sono riprovevoli. Quando sbaglia un calciatore con i suoi comportamenti, di conseguenza sbagliano anche le altre persone. E Balotelli deve smetterla, una volta per tutte, di provocare tutte le persone che lo circondano, dagli avversari ai compagni, dagli allenatori ai tifosi."

... o Gigi Buffon:

"I cori razzisti sono sbagliati, a priori - dice il numero uno della Nazionale -. Anche se credo si trattasse più di cori offensivi, di scherno, non razzisti. Noi calciatori dobbiamo stare attenti a non istigare il pubblico con i nostri comportamenti. Balotelli è un ragazzo giovane, molto dotato, mi è anche simpatico, però deve fare in modo che il carattere non diventi il suo tallone d'Achille"

Ma cosa ha fatto 'sto ragazzo. Davvero è più arrogante del giovane Materazzi? O di Chiellini? Almeno non è ipocrita come Legrottaglie che mangia pane, preti, si mantiene casto,  e poi giù botte a Balotelli come fosse un picchiatore fascista. Davvero Balotelli è più arrogante di Ibra? Beh forse questo non è un buon esempio, perché a Ibra danno regolarmente dello zingaro (non lo troviamo più ma abbiamo letto un bellissimo articolo sulla stampa l'altro giorno che disperatamente argomentava che "zingaro" si riferisce al fatto che spesso Ibra ha cambiato squadra; nessun riferimento razzista al fatto che il cognome finisca "slavamente" in "vic").

L'unico che non ha detto "si, però", e gliene diamo atto, è stato Cobolli Gigli:

"A nome della Juventus e della grandissima maggioranza dei suoi tifosi, esprimo una ferma condanna per i cori razzisti contro il giocatore dell’Inter Mario Balotelli. Non ci sono alibi o giustificazioni a simili atteggiamenti: il tifo calcistico può essere acceso, ma episodi come questi sono inaccettabili."

Sarà la classe, la "r" moscia dell'alta borghesia che pure abbiamo spesso preso in giro, ma onore a Cobolli Gigli: serio, preciso, diretto, ... onesto.

Perché se la prendono tutti con il carattere di super-Mario, "provocatorio", "riprovevole", "istigatore"? Noi lo abbiamo osservato in diverse partite, anche dal vivo, e davvero non riusciamo a capire. O forse capiamo anche troppo bene. Abbiamo un ragazzo di 18 anni, con un potenziale enorme, che invece di abbassare la testa e subire fallacci cori e vessazioni senza fiatare, risponde per le rime, e non ha paura di mandare a quel paese anche "mostri sacri" come Panucci o Cristiano Ronaldo. L'analogia più calzante che ci viene in mente è con l'antico servizio militare. Le reclute devono solo stare mute e subire in silenzio le vessazioni dei "nonni". Interpretiamo in questo senso i commenti di gente come Totti, che mesi fa disse, essenzialmente, che Balotelli non mostrava abbastanza rispetto verso giocatori con maggiore anzianità. Proprio come in caserma.

3. Non solo, ma già che ci siamo ci scandalizziamo quando Mario, avendo già guadagnato qualche milione, va alla Pinetina con la sua Porsche decapottabile nuova fiammante. "Si è montato la testa"; "guarda quant'è arrogante"; "bambino viziato"; eccetera eccetera. Siamo alle solite: ovvero, il solito paese cattolico-pauperista e finto-perbenista. Buon per lui, se va in giro con la sua nuova Porsche: mazal tov! Invece no, bisogna stracciarsi le vesti e far finta di scandalizzarsi.

Vai avanti così, Mario: Zittiscili, con la tecnica, la potenza, e la classe.

Ma anche con le parole. Non farti intimidire da tutti questi cori - da quelli razzisti, ma anche da quelli di tutte le galline benpensanti che ipocritamente si lamentano dei tuoi comportamenti ma sono pronti a scusare i razzisti.

Non ti curar di lor, ma guarda e passa (e mandali pure tutti affanculo!).

76 commenti (espandi tutti)

C'è una piccola contraddizione nel vostro articolo, irrilevante peraltro rispetto al punto principale. Esaltate Balotelli che ha preso a calci Cristiano Ronaldo perchè gli faceva una marea di finte irridenti. Allora dovete esaltare anche Tiago che lo ha preso a calci quando lui ha fatto lo stesso. Io invece ho trovato Balotelli un totale idiota quando se l'è presa con Cristiano Ronaldo solo perchè aveva fatto gol e mostrava di essere 10 volte più forte di lui (lo è!). E trovo Tiago un idiota per le stesse ragioni.

Sul razzismo, sono totalmente d' accordo con Cobolli Gigli. Ma la situazione è ancora peggiore, purtroppo. Ieri ero tra gli ultras del Torino a San Siro e mi sono vergognato dei cori dei "miei" granata contro Kakà che, di certo, non erano ispirati dal razzismo.

Ovviamente sono al 100% d'accordo con Alberto e Giorgio.

Fausto, la questione e' che su Balotelli tutti sparano qualunque cosa. Persino il mitico Totti, un vero esempio di comportamento. Su questo pero' ha responsabilita' pesanti la stampa (e penso la TV, ma quest'anno non sono in Italia e non lo so... ma immagino di si). Leggete l'intervista linkata. Perche' il giornalista del Messaggero lascia parlare er pupone come se fosse un santo?? Mi pare uguale a quanto accade in politica.

Dopo Inter-Roma nella stampa nessuno menziono' come un problema l'insulto continuo, ma solo il comportamento 'provocatore' di SuperMario. Solo oggi, dopo aver esagerato si accorgono del problema...

Mah, sinceramente non mi ricordo i calci a C Ronaldo, mi ricordo solo che Balotelli gli rispondeva verbalmente a tono, sul muso. Mi riguardero' le partite.

Fra l'altro, questa cosa delle finte irridenti proprio non la capisco. Ne ha parlato anche Ranieri, scusando in questo modo (arieccoci) il comportamento di Tiago. Davvero e' irridente se uno ti fa le finte?? Ma allora il calcio e' proprio metafora del paese: il rispetto e l'onore anzitutto!!

Guarda bene ManUtd-Inter. Cristiano Ronaldo ridicolizza con sue le finte Balotelli, il quale gli rifila un calcione. Ronaldo protesta e Balotelli gli dice di stare zitto. Ridicolo. Le finte fanno parte del gioco e trovo veramente folle che chi le fa debba essere preso a calci. Vale per Balotelli quando le fa e quando le subisce.

A me non pareva che Balotelli avesse preso a calcio Ronaldo per le finte. Riguardero'. O chiedero' a mio figlio. Se e' cosi' ovviamente concordo. 

Re: Super Mario

Mauros 20/4/2009 - 20:48

il calcio è la sintesi di tutto il peggio dell'Italia. Campionati truccati, interettazioni telefoniche abusive (queste si illegali), tifosi criminali pronti alla guerriglia, arbitri venduti, giocatori scommettitori e simbolo dell'ignoranza (sembra che in Italia se hai studiato non puoi giocare al pallone).

La soluzione: meno calcio e più sport alternativi!

Serio, preciso, diretto, onesto. E poi?

«Il giudice sportivo ha condannato la Juventus a disputare la partita di campionato contro il Lecce del 3 maggio a porte chiuse a causa dei cori razzisti nei confronti del giocatore dell'Inter Mario Balotelli. La società, preso atto della sentenza, ha deciso di presentare ricorso»

Re: Cobolli Gigli

Marcks 20/4/2009 - 20:50

Come dire, chiediamo scusa, perchè non vogliamo fare la figura di quelli che non sanno stare al mondo, però ovviamente non sanzioniamo noi stessi i nostri tifosi (potrebbero farlo, no? Perchè non lo fanno?) e dinnanzi a sanzioni, facciamo pure ricorso...le solite facce di c..o in carta bollata e protocollata.

Vabbe', dai, cattivi.  Comunque lascio i complimenti e aggiungo "ipocrita". 

Super Mario

Marcks 20/4/2009 - 20:43

Sulla vicenda del ragazzo, non so parecchio, ma se le cose sono come le raccontate voi, ovviamente sottoscrivo.

Sul fatto che il calcio sia lo specchio d'Italia, invece, non sono d'accordo. A parte le cose negative che voi sottolineate (giornalisti leccapiedi; razzismo delle curve; trasparenza), mi sembra che il mondo del calcio italiano abbia almeno alcune di quelle cose che mancano ad altri spezzoni della società italiana. La butto lì, ditemi voi in quale percentuale sto dicendo fesserie. Mi sembra che nel calcio italiano ci siano più stranieri che poniamo, all'università fra gli studenti e i professori; siamo riconosciuti come i più bravi del mondo, almeno stando ai ranking che si fanno fra le squadre (vedi campionati del mondo); gli imprenditori investono paccate di soldi in centri di ricerca come quello del Milan in medicina sportiva; si ingaggiano allenatori non italiani; i giovani pulcini sono selezionati e riescono a sfondare, e sembra funzionare una meritocrazia che altrove è assente. Insomma se, razzismo a parte, altri settori della società italiana avessero l'attenzione e il dinamismo del calcio, il paese sarebbe un po' diverso.

Se il post era sul razzismo, non solo sono off topic ma condivido.

Marco,

tutto vero - credo, non sono un esperto - ma secondo me si potrebbe fare molto di piu', e non lo si fa per gli stessi vizi che affliggono il resto del Paese. E' vero, abbiamo vinto un Mondiale, ma anche e soprattutto perche' i giocatori per una volta giocavano come se gliene importasse qualcosa: gli importava avere dei contratti e degli ingaggi decenti, dopo lo scandalo di pochi mesi prima. E' vero, alcuni giovani riescono ad emergere, ma sono comunque in minoranza rispetto ai "senatori". E' vero, ci sono allenatori stranieri, ma quando si trova uno come Mourinho che - sara' anche arrogante - ma non ha peli sulla lingua e non le manda a dire, tutti si scandalizzano e stracciano le vesti.

Forse vediamo il bicchiere mezzo vuoto, ma ci sembra di averne ampio motivo.

A proposito, la vicenda di Balotelli - mutatis mutandis - mi ricorda un po' quella di Jackie Robinson, il primo giocatore nero nella Major League Baseball americana. Certo, ci sono altri giocatori di colore in Serie A, ma Balotelli e' il primo nero cittadino italiano (se non erro). Anche Jackire Robinson dovette subire dosi pesanti di razzismo.

Ultima cosa: hai ragione che probabilmente esiste piu' meritocrazia nel calcio che in altri settori del paese. E questo implica anche che e' piu' facile superare le barriere razziali nello sport che in altri settori. Il motivo, secondo me, e' che nello sport l'abilita' e i risultati sono piu' facilmente misurabili, e quindi e' piu' facile vedere il valore aggiunto di un determinato lavoratore in una certa impresa.

Come disse Leo Durocher, manager dei Brooklyn Dodgers (la societa' che per prima fece giocare Robinson nel lontanto 1947) al resto della squadra,

"I do not care if the guy is yellow or black, or if he has stripes like a fuckin' zebra. I'm the manager of this team, and I say he plays. What's more, I say he can make us all rich. And if any of you cannot use the money, I will see that you are all traded."

[Non mi interessa se il ragazzo e' giallo o nero, o se ha le strisce come una fottuta zebra. Sono il manager di questa squadra, e dico che il ragazzo gioca. Per di piu', dico che ci puo' far arricchire tutti. E se a qualcuno di voi non interessano i soldi, faro' in modo che la societa' vi venda.]

Liverani e' cittadino Italiano ed ha anche giocato in nazionale.

Ok, diciamo "primo giocatore cittadino italiano nero-nero, dell'Africa sub-Sahariana, stereotipicamente nero"

tanto per essere politically incorrect e chiamare le cose col proprio nome.

Se l'italianissimo "sì, però" vuol dire sforzarsi di fare un po' di analisi, ben venga: se Muntari non è stato fischiato, forse è vero che i cori razzisti a Balotelli sono un (ovviamente vile) mezzo di intimidire, più che un insulto alla razza... come i cori a Kakà di cui sopra.

A parità di comportamenti provocatori, ha la sfortuna che in Italia il colore della pelle è ancora un pretesto per essere insultati, più di Materazzi (tutte voi le avete le teste calde?!).

Fossi in voi, anche per il benessere del ragazzo, mi piacerebbe Balotelli zittisse solo con i goal. Quanto al rischio che si faccia intimidire, per fortuna mi pare proprio che non ci sia...

Il problema non è solo nostro. Quando Eto'o giocava nel Maiorca gli buttavano in campo delle banane. Una volta, dopo un gol, fece l'imitazione di una scimmia per vendicarsi degli insulti. In Inghilterra non ci sono cori razzisti, mentre nulla so della situazione tedesca e francese.

Fusto, dato che chiedi della situazione in Francia, non mi sembra siano messi meglio di noi...

Super Mario

Alessio Moro 20/4/2009 - 21:38

Balotelli si sta formando esattamente come Cassano, ha lo stesso carattere e una società che lascia passare le sue bravate perchè ha talento. A una delle ultime convocazioni in under 21 è arrivato tardi perchè era in discoteca la sera prima. E Casiraghi lo ha graziato.

Ma il talento, come insegna Cassano che a 18 anni doveva spaccare il mondo, non basta. Cori razzisti a parte, che qui hanno avuto più risalto di altre partite perchè era Juve-Inter, il ragazzo sta crescendo molto male. Ma evidentemente la gestione delle risorse umane all'Inter (vedi Adriano) è lasciata al caso. Non mi sembra che gli altri 18-20 enni del campionato si comportino come lui (vedi Pato e Giovinco, per non parlare di tal Messi, titolare dai 17 anni nel Barcellona). Seedorf gioca in Italia da quando ha 18 anni (a parte parentesi al Real Madrid) e cori razzisti ne ha sentiti non pochi. Mai visto Seedorf comportarsi come Balotelli.

 

Situazione del paese agonizzante? Macchè! Le nostre pattuglie tricolori conquistano i posti più fighi del pianeta: meno male che ci sono gli italiani.

Francis Bacon, Darwin e Newton hanno vinto il premio Nobel!!  Leggere l'articolo linkato da moreno b. per credere. Ma questa Ambra che lo firma, l'articolo, è quella che ballava con Gianni Boncompagni? 

Forse dovremmo iniziare a mettere assieme un bestiario del Corriere. Comunque no, non è Ambra Angiolini quella che firma il pezzo. Ed è un peccato, perché è quasi impossibile credere che avrebbe fatto peggio.

Hanno corretto l'articolo sul corriere.

Non sono d'accordo con l'analisi dell'episodio. Secondo me ci troviamo di fronte a un uso del razzismo come strumento per offendere (e in questo è sì sintomo della situazione agonizzante del paese) ma non come causa scatenante.

Per meglio argomentare, due premesse, che penso condivisibili:

- il calcio è uno di quei fenomeni che fa letteralmente impazzire le persone (di simile mi viene in mente solo il traffico). Persone pacate 6 giorni e mezzo su 7, allo stadio si trasformano in mostri urlanti e privi di senno. Non tutti, ovviamente. Ma molti.

- il tifo incide sull'andamento della partita (prova inconfutabile è la differenza di prestazioni tra partite in casa e fuori).

Posto questo, il tifoso pazzo che vuole massimizzare la propria influenza sulla partita che fa? Non si limita a incoraggiare la propria squadra, ma cerca in tutti i modi di ostacolare psicologicamente (non avendo altri mezzi) l'avversario. Un classico sono i fischi e i buuu generalizzati, ma anche l'insulto fortemente offensivo fa parte della strumentazione.

Chi e come insultare? Da sempre (e ovunque, mica solo nel calcio o in Italia) gli insultati appartengono alle stesse poche categorie, che poi sono tutte riconducibili a una: il diverso. Quindi insulti il negro, il frocio (chiedo scusa per le parole, ma in questo contesto "persona di colore" o "omosessuale" sono termini inadatti), il ciccione, lo storpio/gobbio/orbo/altrimenti menomato, lo scemo, l'ebreo e il cornuto. T'aggrappi a quel che trovi e martelli su quell'unico punto, fino allo sfinimento.

Ma non tutti gli appartenenti a queste categorie vengono insultati. In questo concordo con Simoni nel rilevare che Balotelli non è l'unico nero dell'inter eppure era l'unico, a quanto pare, a essere insultato. Però non concordo con l'analisi, non credo che l'antipatia di Balotelli sia importante. E qui devo citare due episodi del passato.

Io sono genoano. Una ventina d'anni fa, il nemico assoluto dei genoani era Mancini. A ogni derby, lo si fischiava e insultava con dei cori pesantissimi, che insinuavano che sua moglie avesse una tresca con Dossena, che addirittura sarebbe stato il vero padre di loro figlio. Non so quanto pesassero gli insulti e quanto il carattere non granitico del Mancio, ma il fatto è che per moltissimi derby abbiamo avuto la ventura di vedere una stella del calcio trasformarsi in un mediocre giocatore.

Non ricordo che quei cori siano mai stati tacciati di razzismo, e nemmeno stigmatizzati in qualche modo (sicuramente non ci hanno mai squalificato il campo). Eppure la matrice e anzi gli autori erano gli stessi che poi, contro il Milan, facevano il verso della scimmia ogni qualvolta Gullit avanzava verso la porta. In un caso era razzismo e nell'altro no, o erano invece casi analoghi, in cui semplicemente si usava lo strumento più forte a disposizione, non badando a maleducazione, scorrettezza, razzismo (tenete sempre a mente l'impazzimento).

E nota bene: il verso lo facevano a Gullit e non a Rijkard. Come mai? Non so spiegarmelo bene, ma l'antipatia non c'entra, perché Gullit era simpatico praticamente a tutti, genoani inclusi. L'unica cosa che vedo accomunare Mancini, Gullit e Balotelli è che erano giocatori fortissimi, anzi delle punte fortissime in grado di fare goal in qualunque istante, e dunque il pazzo urlante che vuole aiutare la sua squadra si focalizza su di loro e non sugli altri, per i quali pure si potrebbero trovare motivi di scherno analoghi.

E dunque: per ovvi motivi nel calcio il fisicamente o mentalmente menomato non c'è, l'omosessuale non si appalesa e quindi ci si aggrappa a quel che resta. E penso anche che il fenomeno sia inestirpabile: non si urlerà più "negro" ai giocatori di pelle scura solo quando questo non sarà più ritenuto un insulto dalla società tutta, o quando i tifosi ritorneranno a essere gente normale pure durante quei 90 minuti. E non sono ottimista che accada né l'una né l'altra cosa.

 

 

Concordo con Leonaltro: si martellano, tendenzialmente, i giocatori più forti. Che poi in questo caso specifico si sia utilizzato l'argomento "colore della pelle" e non "mestiere della madre" o "frequentazioni della moglie" è odioso. Anzi, più che odioso proprio ignorante. Credo (immagino: non ne so proprio nulla) che la differenza di trattamento tra cori e striscioni sia nella premeditazione dei secondi rispetto ai primi. Lo striscione razzista è preparato e programmato, il "negro di merda" (cito da fonte poco oggettiva ma sicura) forse è la prima cosa che viene in mente. Io darei le partite perse a tavolino. Punto.

Ma poichè in premessa si evidenziava la vena di cazzeggio dell'articolo, mi ci faccio coinvolgere in pieno:

1. Mi aspetto uguale trattamento in tutti i casi simili, in tutti gli stadi d'Italia. E pari indignazione: quello di Moratti sul ritiro della squadra mi è sembrato proprio cheap talk: potrei scommettere, ma qui Sandro, Alberto e Giorgio Topa ne sanno più di me, che perfino a san Siro, sponda Inter, questi cori si sono sentiti, anche sotto la gestione Moratti. Non scrivo questo per scusare i tifosi juventini. Solo perchè Moratti mi sta sulle cose.

2. Chi di voi ha mai giocato a calcio, più o meno seriamente? I giocatori se ne dicono di tutti i colori. Magari non tutti i giocatori. Ma sicuramente di tutti i colori. I calci si usano per regolare i conti e farlo nella maniera meno vistosa e più dolorosa possibile. Gli sprovveduti usano altro (qui).

3. Proposta: squalificare Palazzo Chigi per una o più giornate (1, 2)?

Inter - Napoli: striscioni del tipo "Napoli tubercolosi", "siete la fogna d'Italia" e altri che non ricordo. Mi sembrano molto più gravi degli insulti a Balotelli.

la Gazzetta ricorda proprio oggi gli insulti della curva interista a Zoro (ex-giocatore del Messina)

Super Mario

Pasky 21/4/2009 - 10:54

"Premesso che siamo tifosi dell'inter.." "Premesso che Balotelli ci piace proprio".. etc. Ecco anche Voi, che siete capaci di lucide analisi e considerazioni acute molto spesso e su quasi tutto, sul calcio dimostrate la Vostra ipocrisia e faziosità alla stregua dei giornalisti lecchini del potere.

I cori razzisti non sono giustificati, vanno condannati, lo sappiamo e lo si ripete come un mantra ogni volta che se ne ha occasione, ma il punto qui è un altro. Balotelli è un giocatore molto bravo tecnicamente, con grandi margini di miglioramento. Epperò. Qualcuno dovrebbe insegnargli (i genitori?la Società?) il rispetto per gli avversari, l'educazione in campo, lealtà e correttezza. Perchè se non giustifico i cori idioti di gente idiota, non tollero neanche che un moccioso di 18 anni si permetta di scalciare, insultare, irridere durante le partite (vedi Roma-Inter, vedi Juve-Inter, vedi Milan-Inter e tante altre) gli avversari. E non è vero che "sto' ragazzo" non ha fatto nè piu nè meno di Ibra, Chiellini o Legrottaglie.Questi non si permettono di irridere gli avversari o colpirli quando gli fanno un tunnel. E non mi risulta che neanche Fuoriclasse come Pato, Messi, Zarate, si permettano di prendere per il culo le tifoserie avversarie. Rispettare gli avversari non è nonnismo, deferenza, o sottomissione, ma buona educazione, come succede in Inghilterra, miei cari sapientoni con il ditino alzato! Legrottaglie sarà anche ipocrita, ma cosa c'entra che mangia preti e si mantiene casto?! Saranno cazzi suoi. L'anno scorso in coppa italia il Vostro Balotelli gli ha rifilato due gomitate assolutamente volontarie. Se un calciatore con i suoi comportamenti scriteriati e imbecilli, aizza le tifoserie, andrebbe ripreso e cazziato prima dalla società e poi dalla famiglia. Dentro gli stadi gli animi si surriscaldano, si sfoga  lo stress accumulato, si liberano gli istinti più incredibili,  e una miccia, accesa da chi invece dovrebbe spegnerla, potrebbe far esplodere questa miscela. Quindi condanniamo pure la Juve, chiudiamo gli stadi, ripetiamo come litania che i buuu sono incivili, ma per favore, spiegate anche al Vostro Balotelli che in campo si sta in un certo modo e che pensasse a giocare non a fare a pugli con gli avversari. 

I cori razzisti non sono giustificati, vanno condannati, lo sappiamo e lo si ripete come un mantra ogni volta che se ne ha occasione, ma il punto qui è un altro.

Perche' "il punto qui è un altro"?  Cosa significa? Semmai ci sono due punti che non sono separati al 100% ma secondo me sono comunque sostanzialmente disgiunti: il primo punto - che mi sembra piu' serio - riguarda l'ignoranza e l'incivilta' di chi usa cori razzisti in un contesto sportivo, il secondo punto - che mi sembra relativamente meno serio anche se ha certamente un suo rilievo - riguarda le scorrettezze di Balotelli che non vengono sanzionate dalla sua societa' e dai suoi tifosi, fatto tipico e abbastanza scontato in una societa' come quella italiana poco incline al rispetto delle regole e ai principi del fair play, in tutti i contesti.

Caro Pasky, controllati che il sangue ti va alla testa e ti offusca. Io non so se tu sappia cosa siano la faziosita' e l'ipocrisia. Credo di no. Ma ti faccio notare che proprio dichiarare esplicitamente la propria posizione di parte (cosa che apparentemente a te ha disturbato) e' esattamente l'opposto della faziosita' e dell'ipocrisia. 

Io ce l'ho coi cori razzisti - e non mi importa che nel calcio queste cose si fanno; lo so - ma una societa' civile dovrebbe esserne "non ipocritamente" disturbata. 

Ma ce l'ho ancora di piu' con le voci, come la tua, che se la prendono con la presunta maleducazione di Balotelli. Questo e' inaccettabile, a mio parere. La sua maleducazione (che ripeto a me non pare peggio di molti altri, da quelli che si tuffano a ogni soffio di vento a quelli che sputano in faccia agli avversari - qualcuno nota che il moralista Totti e' stato squalificato per questo all'Europeo e che allora stavano tutti a giustificarlo, poverino, che lo fanno tutti e poi lui e' un martire che ha tutte le telecamere addosso) e' questione di irrilevante gravita' etica rispetto ai cori razzisti.  E il fatto che venga ricordata, continuamente, come fai tu e' argomento specioso, peloso, e anche ipocrita. 

Vorrei anche far notare,  a te come ad altri tra i commenti, che io e giorgio non ci sognamo nemmeno lontanamente di pensare che ci sia qualcosa di speciale tra i tifosi della Juve (cioe' che siano piu' razzisti di altri) ne' tra i tifosi dell'Inter (che lo siano meno di altri). Ma il "lo fanno tutti, anche i nostri" non giustifica. 

Concordo in pieno con Alberto. E certamente, gli insulti a Zoro sono altrettanto gravi di quelli a Balotelli.

Alcuni dei commenti a questo post confermano in pieno la mia impressione iniziale, cioe' che (a) si tende a giustificare i cori razzisti con la presunta maleducazione di Balotelli (il si pero'); (b) c'e' ormai assuefazione all'incivilta' e violenza (verbale ma anche fisica) delle tifoserie - che allontanano i tifosi normali, le famiglie, etc dagli stadi, rendendo le societa' ostaggio di questi elementi; (c) si tende a dare molto peso (troppo) al presunto comportamento irriverente (o irridente) del giovanotto.

Ripeto, come alberto, i cori razzisti NON hanno lo stesso peso della presunta maleducazione di Balotelli. E la "maleducazione", o il comportamento "irriverente" sono stati presi a pretesto (e gonfiati anche dai media) per giustificare cose ben piu' gravi.

Rispetto invece ai commenti che equiparano super Mario a Cassano o Adriano, certo, e' possibile che finisca cosi', e mi auguro vivamente che non succeda - sarebbe davvero un peccato. Direi pero' che finora Mourinho lo ha gestito bene, mettendolo in panchina o rispendendolo nella Primavera quando non lavorava sodo in allenamento, o quando non aveva il giusto atteggiamento mentale. O riprendendolo pubblicamente come l'altro ieri per aver risposto all'arbitro durante Juve-Inter. Questo punto pero' e' distinto dalla nostra osservazione principale, come ha fatto notare anche alberto lusiani.

 

Premettiamo che siamo tifosi dell'Inter. Premettiamo che Balotelli ci piace proprio. Premettiamo che i nostri figli sono tifosi dell'Inter, di Ibra e di super-Mario.

Capisco che qualcuno possa avere problemi simili a turbe mentali non chiaramente definite, ma perchè coinvolgere i figli ? Propongo, per questi poveri pargoli, sicuramente mal informati e orientati da dei pessimi genitori un campo di rieducazione sul tipo di quelli cambogiani, in modo che gli si possa svelare il vero Verbo.

Dicevano gli ebrei (a proposito di razzismo, un pò peggiore di quello becero nostrano): "chi salva un uomo dal diventare interista, salva il mondo". -) Fine del cazzeggio.

 

Marco, non funziona il link. Sara' l'anti-spam.

Dobbiamo avere anti-spam differenti. Il mio mi blocca qui, e se ci riprovo va in crash il PC...

 

Il Presidente dell"inter sembra invece aver cambiato idea sul razzismo (qui).

La scusa ("ero assente") che ha impedito al Presidente di ritirare la squadra non mi sembra credibile. Cosa gli ha impedito di fare una telefonata al cellulare di Oriali? O a chi era presente allo stadio? Gli insulti si sentivano bene anche da casa.

 

Lungi da me (e credo anche da alberto) pensare che il presidente dell'Inter sia una persona particolarmente intelligente. Com'era quella storiella, che la famiglia Moratti gli aveva dato l'Inter da gestire perche' non facesse danni piu' seri alle altre societa' del gruppo?

Super Mario

lorenzo 21/4/2009 - 14:32

Personalmente, frequentando lo stadio con regolarità da anni (sono un abbonato della Roma, o come direste voi RRRoma :)), non credo che i cori contro Balotelli c'entrino granché con il razzismo. Intendiamoci, che l'italica arrestratezza culturale si sublimi sugli spalti è indubbio, però che io ricordi, per lo meno a Roma, di fischi e cori razzisti contro Seedorf, Thuram, Appiah, Adriano, Julio Cesar (stopper brasiliano della Juve di Maifredi), Winter (olandese prima dell'inter e poi della lazio), Joao Paulo e Gerson (mitica coppia di brasiliani del Bari primi anni 90) non mi pare di ricordarne.

Potrei sbagliare, ma credo che Balotelli - che calcisticamente mi fa letteralmente impazzire - sia fischiato ed insultato in tutti i modi possibili per il semplice fatto che è un giocatore detestabile: falloso, irascibile, irriverente e molto maleducato.

Odio la stampa sportiva, ma non mi pare di aver sentito sue particolari lamentele in proposito. Questo me lo rende più simpatico.

D'altro canto non si può negare al calcio la sua dote di puerile cazzeggio. Provocazioni ed insulti sono un'esasperazione ma non si può fingere che non facciano parte del gioco.

 

Concordo incondizionatamente con Giorgio e Alberto, per tutte le buone ragioni che hanno esposto, nel post e nelle repliche. E, per mettere le cose in chiaro, non sono interista.

L’argomento più subdolo è quello di Simoni, ma usato anche da altri, ovvero

 "Nel corso della partita di sabato sera non ho sentito un solo coro razzista nei confronti di Muntari. Per questo non credo che i fischi a Balotelli riguardino il colore della pelle”

Vorrei ricordare in proposito la losca figura del sindaco di Vienna a inizio del secolo scorso, Karl Lueger, antisemita dichiarato e fonte di ispirazione di Hitler. A chi gli domandava come conciliasse il fatto di essere antisemita e di avere amci ebrei rispondeva “Decido io chi è ebreo”. I razzisti di oggi fanno la stessa cosa e dicono “Decido io chi è negro”.

Mi sembra però che lei il pensiero di simoni lo stia forzando.

Quella frase le suona incompatibile con "Gli stadi e l'Italia intera danno frequente prova di cieco razzismo e di invicibile stupidità"?

A occhio io direi di no.

 

Stasera due partite veramente epiche: Liverpool - Arsenal 4 - 4 (4 gol di Arshavin!). Ma soprattutto un incredibile secondo tempo di Real Madrid -Getafe. Pazzesco. La partita più ricca di colpi di scena che io abbia mai visto. E che spiega la leggenda del Berbabeu. Lasciate perdere le miserie calcistiche nostrane. Il calcio vero è altrove.

Io ho capito che il calcio italiano è in profonda crisi quando ho visto che gli scudetti ha cominciato a vincerli l'Inter***.

I cori sono razzisti.

Che Balotelli sia capace di tirare fuori il razzista che è in certa gente mentre Muntari no, può  dare luogo, e da luogo, a tante discussioni interessanti ma il punto rimane.

Un altro punto è:

perchè "negro di merda" scatena questo polverone mentre i cori "terroni terroni" o "Milano in fiamme" no ? Per non parlare di quello che devono sentire i calciatori slavi (ergo zingari).

Siamo razzisti e facciamo anche fatica a rendercene conto.

***Avete cominciato voi con il cazzeggio del Lunedi

Casquero, il giocatore del Getafe che all'88 ha potuto calciare un rigore contro il Madrid e ha fatto il cucchiaio a Casillas il quale è rimasto in piedi e l'ha parato. Due minuti dopo gol del Real. Che immenso idiota! Farebbe un figurone tra i nostri ultras.

Mah ...

michele boldrin 22/4/2009 - 06:48

Pur nel mio interismo viscerale, tendo a concordare con gli scettici per le ragioni da loro esposte.

Non mi sembra l'abbiano offeso per razzismo, mi sembra l'abbiano offeso perché sta loro sul culo. Son due cose diverse. Che poi provochi o meno non lo so e non mi interessa, non fa differenza. Quando vuoi offendere uno che ti sta antipatico cerchi di identificarlo in un modo spregiativo e loro l'han fatto usando il colore della sua pelle. Credo che questo sia il ragionamento di A&G: l'uso della parola "negro" per identificarlo in modo spregiativo rivela "razzismo". Penso a me stesso e non son certo di arrivare alla medesima conclusione.

Metti che - invece di "negro di merda" or whatever hanno cantato - avessero usato "Palermitano di merda", avremmo concluso che i tifosi della Juve ce l'hanno con i palermitani? O se avessero usato la sua passata militanza nel Lumezzane per identificarlo ed offenderlo, avremmo concluso qualcosa riguardo agli abitanti di Lumezzane, che credo sia un villaggio dalle parti di Brescia? Io credo d'aver detto tante volte "tedesco di merda" a qualche tedesco che si saltava la coda dello skilift in montagna, ma non per questo credo di avere un'avversione razziale con i tedeschi. E qualche volta l'avrò fatto anche con i romani, i fiorentini e persino i triestini ... provo razzismo per tutti? No, credo semplicemente che quando vuoi offendere hai bisogno di differenziare l'offeso da te, sottolineandone una caratteristica che tu non hai. Frequentemente si cerca una caratteristica con connotazioni negative, ma se dico "magretto del cazzo" ad uno alto un metro ed ottanta che pesa 60 kili non intendo, per questo, affermare un odio atavico per i magri in quanto magri. In un paese in cui la stragrande maggioranza è bianca identificare uno come "negro" è troppo facile ed ovvio per implicare, necessariamente, che lo disprezzi qua negro.

Credo occorra saper e poter distinguere fra la sottolineatura del fatto che uno è "diverso", quindi non del gruppo, non con i crismi dell'identità, dal fatto che uno è "inferiore in quanto diverso". Non sto spaccando il capello in quattro, sto parlando seriamente. L'identità culturale, di cui tutti si riempiono la bocca, alla fine ha bisogno della sottolineatura del diverso per definirsi, altrimenti svanisce. Che si usi la diversità per insultare non implica che si misuri l'inferiorità umana per gradi di diversità. Quanti di noi han detto, almeno una volta nella vita, "finocchio del whatever" eppure non si sono mai sognati di considerari gli omosessuali inferiori? Io credo parecchi, decisamente parecchi.

A mio avviso state trasportando in Italia un codice censorio tipico degli USA (non si identifica mai nessuna minoranza usando il nome della caratteristica che la rende minoranza, salvo che si tratti di italiani o di maschi bianchi etero e non-pc nel qual caso va bene definire i primi mafiosi ed i secondi un aggettivo offensivo a scelta ...) per applicarlo ad un contesto nel quale tale codice non è nemmeno compreso o sotteso. L'inferenza che ne derivate sugli stati mentali degli insultatori di Balottelli mi sembra quindi dubbia.

Questo ovviamente non implica che alcuni italiani, e forse parecchi fra i tifosi, non siano razzisti. Suggerisce solo che l'episodio in questione non lo prova. Ad alimentare ulteriormente il dubbio viene codesto fatto recente: gli spettatori del Grande Fratello e quelli degli stadi hanno un insieme intersezione non vuoto ed alquanto affollato, credo. Zingari sì e negri no?

Re: Mah ...

Marcks 22/4/2009 - 09:12

Michele,

io non ti seguo proprio. E per due ragioni, una empirica, e una "logica".

Premesso che non considero il calcio come la sentina di tutti i vizi italici, come certuni sostengono (certo non Alberto e Giorgio), ci sono però alcune puntualizzazioni.

Intanto, nelle curve noi non sentiamo solo gli epiteti razzisti, ma vediamo anche croci celtiche, saluti romani, striscioni orrendi: se il punto fosse solo intimidire psicologicamente l'avversario, allora si userebbero solo i cori, non gli striscioni e le svatistiche nelle sedi dei tifosi di una certa squadra, dove presumibilmente, gli avversari di quella non entreranno mai. La Digos trova frequentemente, in alcune sedi di certe squadre, mazze, bandiere naziste e quant'altro: nessuna sottile tattica di sottomissione psicologica, ma solo apologia di nazismo. Ovviamente queste cose ti fanno schifo e non le condividi, però sapere che nei settori di alcune tifoserie si grida "nero di m..." e poi ci si appende anche la svastica, secondo me dice qualcosa di profondo su quelle persone che lo fanno.

Insomma, il primo punto è che ci sono taluni atteggiamenti che sono collegati ad altri, che non sono manifestati allo stadio, e che rendono quei primi assai sospetti: fosse solo un ritornello fastidioso ogni tanto, potrei capire, ma non è così.

Il secondo punto è un po' più sottile perchè uso un argomento che tu hai usato "contro" di me una volta. I tifosi insultano spesso con insulti razzisti? Se si, perchè? Perchè, invece di dire "magretto del cazzo", dicono proprio negro di merda? Perchè non una, due, ma tante volte? Che preferenze rivelano, se potendo scegliere anche altri insulti, scelgono proprio quell'insulto? Voglio dire, perchè ricorrono proprio all'insulto razzista? Se per rimarcare la propria diversità, si sceglie qualcosa che è universalmente considerato un insulto ("negro di m..") non si sta solo rimarcando la propria diversità, si sta offendendo quella altrui.

E' certo vero che io non potrei liquidare come razzista un tedesco che dicesse che i sardi sono dei zozzoni e degli incivili perchè non raccolgono le cartacce dalla spiaggia (mi è capitato), perchè presumo me lo dica in buona fede....se però lo stesso tedesco comincia ad appendersi svastiche nel camper; a gridarmi le stesse cose incapucciato; a fare il saluto romano; a muoversi sempre in gruppo con altri 100 tedeschi; a darsi a episodici ma frequenti atti di teppismo e così via...beh, io allora comincio a fare generalizzazioni sui suoi  stati mentali. 

Anche se capisco il tuo sforzo di fare distinzioni, secondo me la situazione che c'è in certi contesti non ci consente di andare troppo per il sottile.

Questioni di definizioni, Michele. Se per "razzista" si intende "che crede che l'altra razza sia inferiore" concordo che molti degli individui che hanno partecipato ai cori forse non lo siano. Ma perche' io, che non sono razzista in questo senso, mi asterrei dai cori? Perche' anche utilizzare coscientemente un linguaggio che riprende toni ed espressioni di chi crede o ha creduto "che l'altra razza sia inferiore" e' razzista (qui la diversa definizione). Ecco perche' "magretto" non e' razzista: perche' non c'e' una tradizione storica in cui i "magretti" siano stati considerati inferiori. Ed ecco perche' "finocchio" lo e' (e anche "zingaro"). Su "tedesco" sono agnostico (anche se lo uso spesso anch'io). Se poi questa definizione e' dovuta a sensibilita' amerikana, possibile. Ma e' l'unica rilevante, secondo me. La tua e' troppo debole. 

Infine, c'e' una differenza tra l'insulto emotivo e quello predeterminato e organizzato. Che Legrottaglie,  dopo aver preso un cazzotto dia a Balotelli gli da del "negro di merda" e' una cosa, che lo faccia il tifo organizzato con striscioni e cori e' un altra cosa - proprio perche' e' piu' "cosciente" l'uso della terminologia razzista.

Concordo con Alberto che ci drovrebbe essere una distinzione tra inuslti prederminati e quelli che nascono come reazione al comportamento dei giocatori in campo. Sfortunatamente (e lo dico da tifoso juventino) i cori a Balotelli rientrano nella prima categoria. Leggo infatti nel corriere che:

"Nel suo referto il giudice sportivo ha sottolineato come i cori razzisti si siano verificati «in molteplici occasioni» (con particolare riferimento ai minuti 4’, 26’, 35’, 41’, 42’ del primo tempo e 11’, 19’ 22’, 25’, 30’ del secondo tempo), e «in vari settori dello stadio» e ha sottolineato «l'assenza di qualsiasi manifestazione dissociativa da parte di altri sostenitori ovvero di interventi dissuasivi da parte della società»".

Se i cori fossero iniziati piu' tardi (magari dopo il gol e i gesti irrisori di Balotelli discussi da altri lettori), magari avrei cercato di difendere la mia Vecchia Signora. Non ho letto invece di nessuno striscione ... tipo "ciao colerosi" esposti dai tifosi interisti in una partita contro il Napoli :-)

 

Ri-Mah

michele boldrin 23/4/2009 - 03:22

Devo dire che non mi avete convinto proprio, anzi ... mi avete convinto che la parola "razzista" oramai si usa come un grimaldello buono per tutte le porte, con l'effetto negativo di depotenziarla.

- Marco: il punto non è se, aggiungendo altri comportamenti, si arriva a concludere in maniera convincente che alcuni o tutti (tutti?) quelli che facevano i cori sono effettivamente dei razzisti. Non ho alcun dubbio che questo possa essere, o sia, il caso. Io sto discutendo del significato che è opportuno attribuire ai cori per se. Che le tifoserie delle squadre di calcio siano covi di minus-habens fascisti l'ho appreso decenni fa, ed ho smesso per questo di frequentare lo stadio. Sulla questione logica, ossia perché decidono di usare "negro" invece di "palermitano", spero ti renda conto che la tua teoria e la mia sono observationally equivalent. La tua dice che lo fanno perché son razzisti, la mia perché scelgono l'attributo dell'oggetto del loro odio che permette di distanziarlo il più possibile da "essi". La tua teoria spiega il caso Balotelli quanto la mia, ma non spiega perché si chiami uno "finocchio" per offenderlo (mica sono di una "razza" diversa gli omosessuali) o "terrone" (idem) o "bergamasco" (idem) o anche solo "ricco" o "pezzente" o "pedone" o "camionista", nelle circostanze che tutti possiamo facilmente immaginare. Tutti casi di razzismo o non, piuttosto, esempi di come il meccanismo mentale dell'offesa all'altro richieda la sottolineatura della suà diversità da noi?

- Alberto, certo che è questione di definizioni! Di questo appunto discuto, ossia del fatto che sia utile definire "razzista" chiunque, per insultare un altro, usa in termini dispregiativi un attributo del medesimo. È utile? A mio avviso no, perché la tua definizione è molto poco usabile, addirittura "in-intendibile", dalla grande maggioranza del popolo, in particolare del popolo degli stadi. È una definizione che riflette, appunto, i sensi di colpa più o meno giustificati di una certa elite intellettuale. Il tifoso medio della Juve, nato e cresciuto in un paesotto della provincia di Torino e di professione tornitore meccanico, non è probabilmente cosciente delle assonanze fra "negro" (parola che, in italiano, se non seguita da un insulto è completamente neutra) e "nigger" (parola che, nell'uso dell'americano post 1960s, è equivalente ad un insulto). A mio avviso si tratta di "atavismo tribale" e non di razzismo: TUTTI i diversi da me sono brutti, non solo quelli di un'altra razza. Il giorno in cui un cinese giocherà nell'Inter, i tifosi della Juve diranno "cinese di merda" come, son certo, quando c'era il giapponese che giocava nel Perugia (credo) i tifosi delle squadre "nemiche" del Perugia avranno di sicuro preso in giro il fatto che era giapponese. Non conosco nessun gruppo che abbia mai teorizzato che i giapponesi, o i cinesi, siano una razza inferiore ...

- Alberto e Carmine: certo, qualcuno ha preparato gli striscioni (cosa dicevano, by the way?). I capi della tifoseria, notoriamente pessima gentaglia, probabilmente fascista (come, per'altro, anche quelli dell'Inter, e da sempre) e dedita a tale attività in modo professionale. Nessun dubbio su questo. Non ho detto che nessuno è razzista. Ho solo detto che non è una buon uso della parola definire "razzista" qualsiasi persona abbia partecipato al cretinoide coro.

Infine, ragazzi, occorre anche chiedersi: state teorizzando che il razzismo in Italia sta spuntando mentre prima non c'era? Lo chiedo perché ai miei tempi nell'Inter giocava Jair e non ricordo nessun coro da nessuna parte ...

Re: Ri-Mah

alberto bisin 23/4/2009 - 23:37

Michele: la tua formulazione della mia definizione di razzismo e' 

 "razzista" e' chiunque, per insultare un altro, usa in termini dispregiativi un attributo del medesimo

In realta' la mia definizione e': 

 "razzista" e' chiunque, per insultare un altro, usa un attributo del medesimo che storicamente e' stato discriminato

Quindi, "negro di merda" e' razzista, cosi' come lo e' qualunque insulto che si riferisca alla religione/etnia ebraica, alla omosessualita', ... Allo stesso modo,  "terrone" e' razzista, mentre "bergamasco", "ricco", "pezzente", "pedone", "camionista", o anche "figlio di puttana" non lo sono. Naturalmente uno puo' sostenere che le prostitute o i bergamaschi siano stati discriminati, e quindi la questione e' una di giudizio, e si puo' dissentire (anche se si concordasse sulla mia definizione). 

Questa definizione non ha nulla a che fare col senso di colpa, ma ha a che fare con la "political correctness". A mio modo di vedere, "political correctness" utilizza la stessa definizione mia ma la estende a tutti, donne, bambini, albini, ciccioni, magrolini,.... nel senso che tutti in qualche modo e tempo sono stati discriminati. Per questo "political correctness"  e' cosa orribile. Ma il punto di partenza concettuale della cosa io lo condivido. 

E' vero che nei paesi del torinese la sensibilita' a "political correctness" non e' quella di NY, ma avranno ben sentito parlare della schiavitu', etc.

Infine, si', il razzismo (come io lo definisco) e' aumentato, io credo. Mi pare che una possibile spiegazione sia il fatto che l'Italia sia diventata un paese inter-razziale, recentemente. 


Alberto: la tua definizione e la mia sono equivalenti, e lo provi tu stesso (vedi sotto). Comunque, a me interessava evidenziare lo "slippery slope" della political correctness, non discutere se gli italiani siano ora più o meno razzisti di quando io ero ragazzino e nell'Inter giocava Jair, perché su quest'ultimo problema vorrei evidenza empirica che non ho. Quindi rimaniamo allo slippery slope.

Tu scrivi

Allo stesso modo, "terrone" è razzista, mentre "bergamasco", "ricco", "pezzente", "pedone", "camionista", o anche "figlio di puttana" non lo sono. Naturalmente uno può sostenere che le prostitute o i bergamaschi siano stati discriminati, e quindi la questione è una di giudizio, e si può dissentire (anche se si concordasse sulla mia definizione).

Questa definizione non ha nulla a che fare col senso di colpa, ma ha a che fare con la "political correctness". A mio modo di vedere, "political correctness" utilizza la stessa definizione mia ma la estende a tutti, donne, bambini, albini, ciccioni, magrolini,.... nel senso che tutti in qualche modo e tempo sono stati discriminati. Per questo "political correctness" è cosa orribile. Ma il punto di partenza concettuale della cosa io lo condivido.

Ammetti che uno possa sostenere che le prostitute o i bergamaschi (o i pezzenti, altrimenti noti come poveri) siano stati discriminati in passato perché così uno ritiene. Non solo questo rende le due definizioni equivalenti (cosa sia dispregiativo o meno lo giudica l'attribuito sulla base della sua opinione della storia) ma crea un mondo di facili, ed inappropriate, equivalenze. Per pezzenti e prostitute, è facile argomentare d'essere stati storicamente maltrattati (quindi vanno aggiunti all'elenco degli insulti proibiti) ma, con un po' di sforzo, è possibile farlo anche per i cristiani ed i cattolici (meno degli ebrei, certo, ma anche loro hanno avuto ed hanno la loro sacra dose di martiri), i chioggiotti ed i bergamaschi (sotto la Serenissima) e financo per i ricchi (che, si sa, sono discriminati dall'accedere al paradiso fino a che qualcuno non fa i cammelli mignon) e senz'altro per i camionisti (a cui i poliziotti rompono le balle continuamente per impedire loro che ci massacrino sulle strade ed autostrade del mondo ...). Dove ci fermiamo?

Infatti, coerentemente con la political correctness, che un termine sia o non sia carico di significati discriminatori/razzisti/sessisti/qualcosisti lo decide colui che alla categoria in questione appartiene. Ognuno di noi, al riguardo, può raccontare storie alquanto ilari (io, per esempio, scoprii nel 1991 a Kellogg che menzionare che una donna si tinge i capelli è sessista e discriminatorio ...) ed esse confermano il punto che volevo fare: se tutto diventa discriminazione quasi più nulla lo è.

Siamo al pareto-worst equilibrium: ognuno ha diritti speciali di protezione, basta che gridi "mi hanno discriminato perché ..."

Comunque, ci stiamo solo confermando che tu sei pc ed io no, cosa che entrambi sapevamo da tempo.

Eh si, michele. Ma ci sono casi che "stand out": posso accettare che uno che se la prenda con le prostitute non sia razzista - perche' non e' common knowledge che le prostitute siano (state) discriminate  e che cuiononostante non sia razzista - ma a neri ed ebrei tiro la linea. 

Concordo naturalmente che ci sia una slippery slope - ma reagire al fatto che gli americani tirano la linea oltre all'arrivo tirandola prima dell'inizio mi pare un errore. Che dici di accordarci a tirarla sotto neri, ebrei, omosessuali, e latri 3 o 4. E' arbitrario tanto quanto, ma piu' civile. Un po' di senso di colpa come genere umano non e' poi cosi' male. 

Evito di rispondere agli insulti (il fatto che consideri pc un insulto potrebbe farti cambiare idea sulla mia visione del mondo - ma non lo fara' - dopotutto sono un "intellettuale alla rucola" - beato chi ha categorie limpide e mai un dubbio). 

il fatto che consideri pc un insulto [...]

No, no, Alberto! Guarda che era una battuta! Fatta male evidentemente. Non considero PC un insulto, semplicemente un attributo. Ribadivo solo quando avevi detto tu nel tuo commento: ossia che a te l'approccio pc va bene ed a me no.

Sul "limpide e mai un dubbio" non so: a me sembrava proprio di avere espresso dei dubbi sul fatto che sia possibile tirare tanto facilmente la linea fra chi è razzista e chi non lo è sulla base d'un coro allo stadio. Immaginati che quando ho letto l'articolo la prima volta mi son trovato perfettamente d'accordo, poi mi son venuti i dubbi pensando a quanti razzisti conosco che mai direbbero una parola negativa su un negro (infatti: nemmeno usano la parola, ma cercano ossessivamente di vivere in un quartiere dove non ce ne sia mezzo ...) e quanta gente conosco che dice "recion" ogni due per due e poi con i recioni è amico da tutta la vita, o che dice "sti cassi de ebrei" e poi se ne è tenuti un paio in casa tra il '43 ed il '45, nascosti in granaio ... mah ...

Non ci siamo capiti michele.  Lo diceva la mia insegnante di latino: tu mettilo sempre il soggetto, e' piu' chiaro. Intendevo che sono io a considerare pc un insulto. Non tu. 

ah be, si beh ... se è così va benissimo: mica colpa mia se quando ti faccio un complimento tu lo prendi come un insulto :-)

Io ho scoperto recentemente che non si può più dire housewife, il termine appropriato è homemaker. Che tempi...

Re(2): Ri-Mah

Marcks 24/4/2009 - 16:36

Michele, qui non stiamo discutendo quanti anni di carcere sarebbe opportuno minacciare quando qualcuno insulta l'altro...quindi qui non stiamo parlando della solita storia del politically correct legally enforced, che vieterebbe l'uso di certi termini perchè offensivi...qui la legge, nel senso di insieme di enunciati collegati a sanzione, non c'entra un bel niente, quindi non dobbiamo porci il problema: "ma se consideriamo quella certa parola un insulto, dove mai ci fermeremo? Dove arriveremo se lasceremo che ciascuno si senta insultato a suo piacere?

Certamente abbiamo cominciato collegando la riflessione sugli insulti proferiti in una partita con le possibili sanzioni calcistiche...ma ora siamo arrivati addirittura a discutere se esistono gli insulti, che mi sembra assai strano come punto da discutere. Noto poi che tu e uno politically correct arrivate a conclusioni eguali e contrarie: o tutto è insulto e dunque da trattare potenzialmente con mille cautele (l'elenco ridicolo è noto) o al contrario, come tu sembri suggerire, niente è insulto (perchè ci sono le attenuanti di tempo, luogo e circostanza; perchè c'è un piano inclinato pericoloso; i reali stati mentali da attribuire al soggetto e così via).

Per quanto mi riguarda, questo solo so dirti. In mezzo ai due estremi, che sfociano entrambi in conclusioni irragionevoli, ci sta l'esperienza e la sensibilità che maturiamo col tempo, che ci aiuta a definire caso per caso cosa è semplicemente ridicolo o cosa è rispettoso. Non è un argomento eccellente, ma gli insulti esistono e quando ne ho preso...

E la rucola, Alberto, a me non piace neppure... :-) 

Poi, magari gli insulti danno anche la carica, o la motivazione...

 

 Michele, concordo quando dici che molte delle persone che hanno partecipato ai cori non sono razzisti e che la parola viene spesse utilizzata a sproposito. Anch'io allo stadio mi scopro capace di urlari insulti e cantari cori che sono ben lontani dall'essere politically correct. Il mio unico punto era capire se la squalifica fosse giusta o no. Per quanto ne so, non ci sono stati scriscioni ma i cori sono stati cantati fin dal primo minuto e per tutta la durata della gara. La squalifica del campo mi sembra (aime') una giusta punizione perche' deve mandare un messaggio forte a quel nocciolo duro di tifosi che razzisti lo sono o, meglio detto, alle societa' che sicuramente hanno strumenti per controllare tale gentaglia. Per questo ritengo che dovrebbero anche squalificare il campo dell'inter per gli striscioni apparsi durante la partita con la Samp. Sfortunatamente non c'e' una volonta' di ripulire gli stadi da tappisti e razzisti ... anche se l'esperienza inglese insegna che sarebbe nell'interesse di societa', tifosi e sportivi.

Mi sorprende leggere persino qui su NfA commenti del tipo "non l'hanno fischiato perchè nero ma perchè sta antipatico". Ok, ammesso che offendere i giocatori antipatici nel mondo del calcio è la normalità e rientra quasi nello spirito del gioco per innervosirli, penso siamo tutti d'accordo che se Balotelli fosse stato bianco sarebbe stato ugualmente sonoramente fischiato e insultato. Ma non è bianco, e quindi se viene usato l'epiteto "negro" è per sottolineare quella sua caratteristica fisica giudicata dai fischiatori non solo come come negativa, non solo come elemento che lo differenzia dalla maggioranza, bensì come tratto indicativo di (presunta) inferiorità. Per non dire poi del fatto che certe parole (negro, zingaro, napoletano) hanno di per sè un significato che comporta discriminazione: se non è razzismo questo, fatemi voi un esempio. 

Sulla difesa del giocatore: mi sta antipatico per certi suoi atteggiamenti, come a molti si intende. Non è vero che in fin dei conti non fa nulla di che: amici interisti di NfA, confrontatelo con l'altro giovane virgulto nerazzurro (per me potenzialmente ancor più forte di Balotelli, seppure in ruolo diverso e meno appariscente), cioè Santon. Santon ha irriso Cristiano Ronaldo marcandolo stretto in modo duro ma leale, quello è il tipo di scontro che più sarebbe da apprezzare.

Sul razzismo negli stadi: gli stadi sono da sempre espressione degli istinti della società. La società italiana per me è profondamente e istintivamente razzista in maggioranza, quindi direi che è normale che ci siano sfoghi razzisti pure lì. Però dobbiamo per forza rassegnarci all'impunità? Auspico per il futuro che passi la linea di Platini, cioè partite sospese o addirittura annullate (con pesanti sanzioni, non solo il 3-0 a tavolino) in casi come questo.

Concordo che Santon sia bravo e buono. Anche Pato se per questo. E forse anche Giovinco. Mi rendo conto che Balotelli ha ben altro carattere. Io non sostenevo fosse comparabile ai "migliori", ai santi, ma ai peggiori. Voglio dire, non e' un outlier. 

Pongo una domanda che finora è andata elusa. Quanto sono efficaci le sanzioni contro una squadra a seguito del comportamento dei tifosi? Se l'idea è che una sanzione mira a scoraggiare un comportamento, allora deve essere indirizzata a chi di quel comportamento è responsabile. Per esempio, se io sporco la strada non ha senso che le autorità multino (oltre a me) il mio vicino di casa. A meno che il vicino non sia in grado di influenzare i miei comportamenti e di impedirmi di sporcare la strada.

Io non ho idea di quanto le società siano in grado di controllare il comportamento dei tifosi, è una questione empirica. In qualche misura si, le società hanno rapporti con i club e possono quindi esercitare influenza. Ma quanto? Qualcuno ha idee più precise?

Ottima domanda. In teoria si', le sanzioni dovrebbero fornire alle societa' l'incentivo a controllare meglio i propri tifosi. E' il principio della responsabilita' oggettiva: come al militare, quando da caporale maggiore comandi la guardia; se succede qualcosa, l'idiota si spara nel piede o ammazza il vicino per sbaglio, la responsabilita' e' comunque del caporal maggiore. Il che fa si' che il caporal maggiore praticamente non dorma la notte e controlli i "Garand" dei commilitoni ogni 5 minuti (yes, parlo per esperienza personale).

A naso, le sanzioni sarebbero ancora piu' efficaci se la societa' fosse proprietaria dello stadio, e potesse quindi punire i tifosi incivili/razzisti/violenti con l'esclusione dallo stadio etc.

Come dici tu, e' una domanda empirica, guardero' piu' tardi se si trova qualcosa.

In teoria si', le sanzioni dovrebbero fornire alle societa' l'incentivo a controllare meglio i propri tifosi. E' il principio della responsabilita' oggettiva

che è il principio cardine di qualsiasi manifestazione sportiva agonistica (altrimenti sarebbe troppo facile barare).

In generale, non è comunque detto che le società siano in grado di controllare o anche solo educare i propri tifosi. Anche perchè questi ultimi non sono per definizione facilmente controllabili, essendoci tanti capi e tanti gruppuscoli in genere slegati e sovente in guerra tra di sè. Senza contare il tifoso non inquadrato in alcun gruppo. E senza contare che talvolta certe società sono in aperta ostilità (tifosi della Lazio vs. Lotito) o sotto ricatto da parte di certi gruppi ultras che pretendono favori (trasferte gratis, biglietti omaggio, gadget)

Invece può funzionare come deterrente direttamente sul tifoso stesso: in questi casi se un gruppo comincia a usare insulti razzisti e il resto dello stadio li zittisce con fischi non viene inflitta nessuna punizione. Il caso di sabato ha portato a una sanzione per l'unanimità degli insulti razzisti tra tutti i settori dello stadio, è proprio scritto così nella sentenza.

 

La questione della cosiddetta "responsabilità oggettiva" è stata sempre dibattuta e non è chiaro quanto le sanzioni alle società sportive siano efficaci. Personalmente ho sempre ritenuto quest'approccio "un filino" aberrante, proprio partendo da una riflessione simile alla tua, Sandro:

se io sporco la strada non ha senso che le autorità multino (oltre a me) il mio vicino di casa. A meno che il vicino non sia in grado di influenzare i miei comportamenti e di impedirmi di sporcare la strada.

A me pare quasi incredibile che non si consideri ciò che, per il mio modo di vedere il mondo, dovrebbe essere di tutta evidenza: la responsabilità delle proprie azioni non può che essere strettamente personale.

Non è, però, solamente un fatto di carattere etico. Anche da un punto di vista dei corretti incentivi, la strada della responsabilità individuale darebbe l'occasione per limitare il potere di ricatto che le frange imbecilli, presenti in ogni tifoseria, esercitano sui clubs, contando sulla convenienza a "tenerle buone" per evitare sanzioni.

Tra l'altro, chi frequenta uno stadio di football - anche solo saltuariamente, ormai, come il sottoscritto - si rende facilmente conto di come sarebbe estremamente facile utilizzare i moderni mezzi tecnologici per individuare gli autori di gesti penalmente perseguibili e, quindi, davvero non capisco perché ci si ostini a voler proporre i più fantasiosi ed inefficaci rimedi.

Vedo solo due possibilità: o i signori reggitori delle sorti pallonare non capiscono una beata fava del mondo che li circonda e vivono ignari sulla loro nuvoletta, oppure non si vuole risolvere il problema perché fa parte in qualche modo di quel mondo ed offre ghiotte occasioni per terrificanti (questi sì ...) cazzeggi televisivi. Pur non definendo impossibile la prima ipotesi, io voterei per la seconda .....

Non e' solo questione di far in modo che la societa' agisca sui tifosi. ma e' anche deterrenza diretta: danneggiare una squadra danneggia quei tifosi che per la squadra vivono (quelli della curva). Giocare a porte chiuse lo fa doppiamente. I tifosi della curva questo lo capiscono, sono parecchio strategici: qualche anno fa, se ricordo bene - ma mi correggera' Fausto, i tifosi dell'Inter avevano pianificato di buttare petardi durante una partita di coppa con l'obiettivo di far squalificare il campo e far perdere tanti soldi a Moratti ed incentivarlo quindi a vendere la squadra. 

Naturalmente, in questo modo si punisce anche la famiglia che vuole solo andare allo stadio la domenica e gli azionisti della societa',....

Super Mario

23/4/2009 - 11:33

Chiedo scusa anticipatamente ma leggo tardi il post e non ho tempo di rileggere tutti i commenti; sorry se sto ripetendo qualche concetto.

D'accordo che e' cazzeggio del lunedi', ma rimanete pur sempre degli studiosi: qualcuno ha provato a rispondere al perche' Balotelli si' e Muntari no? Faccio presente che Muntari e' nerissimo, musulmano e ringrazia Allah dopo ogni gol. Non seguo piu' il campionato italiano ma non mi pare di aver sentito di cori razzisti nei confronti di Muntari. E Maicon sara' mica bianco? La stessa curva juventina tutte le domeniche inneggia al maliano Sissoko. Saran mica daltonici?

A me tutta questa indignazione per il coro razzista a Balotelli da' molto fastidio; per anni allo stadio ho sentito cantare "Materazzi figlio di ..." ad un giocatore che aveva perso la mamma da ragazzino; a Cassano fecero uno striscione "chi e' il padre di Cassano?" e durante la partita in curva apparivano tanti piccoli cartelli con scritto "IO"; e per cambiare paese, vogliamo parlare di come veniva accolto negli stadi l'omosessuale dichiarato Fashanu? Li' tutto va bene perche' non si fanno distinzioni di razza?

Balotelli non è fischiato perché è nero, ma perché sta sulle palle a mezza Italia; e non sta sulle palle perché è nero, ma perché ha degli atteggiamenti decisamente antipatici pur avendo dimostrato fino ad oggi meno di zero. Uno che falcia Cristiano Ronaldo (non esattamente Mr. Simpatia) che gli è andato via con una finta e dopo lo insulta pure sarà mica un esempio di sportività? Su un campo da calcio certe cose sono molto poco tollerate, sia dai tifosi che dai giocatori. Allo scorso europeo Deco (un altro che non è proprio un beniamino dei tifosi) si becco' 2 minuti di applausi perche' insegui' per 30 metri e falcio' un giocatore olandese che non aveva messo il pallone fuori mentre un portoghese era a terra, prendendosi una delle ammonizioni piu' scontate della storia.

Bisognera' dire ai tifosi di mezz'Italia di dare a Balotelli del "Bresciano di merda", cosi' almeno non rischieranno squalifiche?

Balotelli non è fischiato perché è nero, ma perché sta sulle palle a mezza Italia

e infatti il "limitarsi" ai fischi o all'insulto verso la sua genitrice come accaduto iersera durante Juve-Lazio non è certo razzismo. E' invece razzismo quando per insultare qualcuno si usano termini che hanno un significato razzista, come appunto ha da qualche anno la parola "negro" in italiano. Usando quella parola è sottinteso un razzismo di fondo. Il fatto di non usarla nei confronti di Sissoko o Muntari non vuol dire non essere razzisti: ma puoi esser certo che la volta che si vorrà insultare pesantemente questi ultimi due si userà il medesimo insulto rivolto a Balotelli.

Comunque continuiamo così, a nascondere la testa nella sabbia e a negare che un razzismo strisciante, e profondo ci sia in questo paese...

 

Re(1): Super Mario

23/4/2009 - 18:24

Comunque continuiamo così, a nascondere la testa nella sabbia e a negare che un razzismo strisciante, e profondo ci sia in questo paese...

Per la serie "mi faccio una domanda e mi do' una risposta" :) Non mi pare di aver negato che ci sia del razzismo in Italia, ho solo scritto che gli insulti a Balotelli non sono un indicatore di razzismo piu' di quanto gli agghiaccianti striscioni degli ultra' del Verona contro il Bologna (inneggiavano alla strage della Stazione) fossero indicatori di propositi stragisti. Cmq grazie per aver chiarito i limiti, se non ho capito male la mamma e' ok, la carnagione no. Ci sono altre cose che dovrei tenere presente per esprimermi in perfetto politically correct o basta cosi'? Perche' ad esempio ho dei dubbi amletici su "terrone" e "zingaro".

"La curva Nord dell'Inter si è schierata contro la chiusura dell'Olimpico di Torino per i cori razzisti contro Mario Balotelli e ha a sua volta mostrato uno striscione offensivo contro l'ex giocatore di colore del Messina Marc Zoro. «Juve-Lecce a porte aperte» recita uno striscione appeso dagli ultras nerazzurri durante la semifinale di ritorno di Coppa Italia con la Sampdoria Poco distante ne è stato appeso un altro con scritto «Non è una questione di pelle: Balotelli uno di noi, Zoro uomo di merda».

Visto che stiamo cazzeggiando e visto che parliamo di striscioni, come dimenticare i tifosi del Livorno?

Vincenzo:

se non ho capito male la mamma e' ok, la carnagione no. Ci sono altre cose che dovrei tenere presente per esprimermi in perfetto politically correct o basta cosi'? Perche' ad esempio ho dei dubbi amletici su "terrone" e "zingaro"

Beh, il fatto che è frequentissimo trovare esempi di insulti verso i "terroni" (i tifosi napoletani ne sono oggetto in molte parti d'Italia) o gli "zingari" (Ibra e Mutu ne sono vittima ogni domenica più o meno) non fa che avvalorare la tesi che esista un razzismo di fondo molto molto diffuso nella società italiana, che poi nello stadio, specie di fronte a Balotelli, trova facile modo di sfogarsi (se poi lo sfogo si limita al "figlio di *** " non credo davvero si tratti di razzismo visto che ne sono vittima praticamente tutti gli avversari di turno; e su questo penso che siamo tutti più o meno d'accordo).

Sicuramente molti di quelli che urlano insulti come "negro di ***" poi non saranno veramente razzisti, ma come esserne certi? E, di grazia, come si potrebbe pensare di distinguerli e contarli (odo già la frase "non sono razzista ma di questi negri non ne possiamo più")? Per me è chi, come te, sostiene che non è razzismo che dovrebbe avvalorare meglio la sua tesi.

 

Super Mario

tullio 4/5/2009 - 02:00

vorrei solo far notare come balotelli qui a napoli non e' stato fischiato tuttavia non ha perso occasione per comportarsi da  testa di cazzo ( pretendendo - a spintoni - che lavezzi uscisse dal campo di corsa dopo un - vero - infortunio).

 

 

non ha perso occasione per comportarsi da testa di cazzo

È bello non essere i soli a chiamare le cose con il loro nome di battesimo ... :-)

Dai il ragazzo è "competitivo", si dice così, no?

P.S. Però un congiuntivo lì all'inizio dei quella frase io, seppur interista, ce l'avrei messo ... o no? :-)

Super Mario

tullio 4/5/2009 - 11:51

:-) chiedo scusa per la pedestre consecutio temporum dovuta a motivi che non posso rivelare pubblicamente

 

il thread , a mio avviso , parte da una premessa sbagliata : ovvero che i cori contro Bal debbano per forza essere razzisti in quanto lui persona di colore.

Di qui l'attenuante della provocazione e del corollario del si pero',

Bal e' un grande talento ma ha ancora tanto da imparare  (come dice Mou) magari proprio da quei grandi figli di ... citati a capo thread .

Nessuna premessa sbagliata: Balotelli e' ancora nero, e il tuo "testa di cazzo" e' in insulto. Ma non e' razzista. Negro di m... lo e'. Semplice, no?

Re(1): Super Mario

4/5/2009 - 18:09

Mi pare non ci siano dubbi sul fatto che il termine "negro" abbia assunto una connotazione razzista. Io continuo ad avere molti dubbi che sia indice di una mentalita' razzista, tutto qua. Anche perche' se sono razzista di sicuro dopo aver chiamato "scimmia" Balotelli non posso inneggiare a Sissoko. Al massimo dovrei limitarmi a non fischiarlo.

Aneddoto: un amico ultra' bresciano mi raccontava di quando cantavano ai bergamaschi "siete come gli ebrei" salvo accorgersi poco tempo dopo che a Brescia giocava Banin, centrocampista israeliano ed ebreo. Il coro scomparve per tutto l'arco della stagione (almeno cosi' mi han detto) salvo poi ricomparire alla cessione dello stesso! Questi cori sono indice di idiozia? Sicuro. Ignoranza? Sicuro. Razzismo? Mah, non ci scommetterei. Considerarli piu' gravi perche' razzisti puo' essere un'opinione personale, se e' un'opinione maggioritaria possono anche diventare reato, ma pretendere che questa diventi opinione comune e condivisa mi pare assurdo. Se mi danno di terrone me la prendo molto meno che se mi toccano la mamma (sara' perche' son terone?).

Super Mario

Marcks 4/5/2009 - 15:08

Leggete qui, come si trasfigurano gli insulti.

DA QUI.

Sulle mailing list dei magistrati circola una notizia che completa il quadro a proposito di certa avvocatura. Udienza in Cassazione sul ricorso contro l’arresto di due balordi padani che, fingendosi carabinieri, han picchiato e rapinato un viado brasiliano urlandogli «straniero di merda». Chiedendo la scarcerazione di uno dei due, l’avvocato cassazionista scrive che l’espressione «straniera di merda», lungi dal provare un intento ostile contro il viado, «conferma la volontà del D.G. di svolgere una funzione surrogatoria della Pubblica autorità di controllo dei flussi migratori», indagando sul possesso delle «necessarie autorizzazioni amministrative in capo allo straniero». Dal che si deduce che anche le forze dell’ordine si comporterebbero così. E che ogni bravo cittadino dovrebbe fare altrettanto. Una volta il tizio sarebbe passato per razzista. Ora, alla peggio, per un rondista padano. Pardon, per un «surrogatore della pubblica autorità».

Super Mario

tullio 5/5/2009 - 11:13

mi pare nomale che nell'esercizio del diritto di difesa , nell' intento di difendere le ragioni del proprio assistito, si possa  dire anche qualche "esagerazione", ma certamente non si può portare un arringa difensiva quale esempio della una ideologia dominante nel paese .

quanto a balotelli , mi sembra evidente che il ragazzo abbia degli atteggiamenti inutilmente arroganti ed aggressivi che alla lunga non possono che danneggiargli la carriera.

si intuisce piuttosto la mancanza di buoni educatori che al momento opportuno  avrebbero dovuto riprenderlo con un  bel "testa di K" quando lo meritava.

 

 

e non dico altro

Scusate il continuo riesumare post datati,

Ma il senno di poi aiuta e i recenti episodi con protagonista Balotelli offrono un forte supporto al diffuso "si, pero'..." che l'opinione pubblica nutriva nei suoi confronti alla vigilia delle sue intemperanze. Sono anzi flebilmente preoccupato per la sua salute mentale.

Saro' un inguaribile ottimista, ma non credo che in Italia il razzismo abbia gia' fatto cosi' presa come alcuni dei commenti nella discussione tendono a sostenere. E a prescindere, personalmente credo che le incursioni nel "politically correct" d'importazione anglosassone potrebbero avere effetti piu' negativi che positivi.

 

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