Il superenalotto e la febbre da class action

23 ottobre 2008 andrea moro
Il montepremi del superenalotto ha raggiunto i 100 milioni e qualcuno comincia a sudare freddo... No, non gli scommettitori, il Codacons, che sta studiando la possibilità di "intentare una class action a favore dei giocatori rovinati dal Superenalotto". Ma c'è di più, il Codacons ha persino presentato un esposto alla procura di Roma in cui si chiede il sequestro del jackpot, divenuto oramai eccessivamente "pericoloso''. Le virgolette sono loro, non mie... non ci credono neanche loro in quello che scrivono. Il pericolo consisterebbe nel rovinare "tutti coloro che, nella speranza di vincite stratosferiche, hanno già speso tutto lo stipendio o la pensione di ottobre puntando cifre elevate, e si ritrovano ora con il portafogli vuoto e bollette, rate e mutui da pagare". Secondo il presidente Carlo Rienzi, conservando le ricevute di tali giocate i cittadini "rovinati" (virgolette sempre a cura del Codacons) dal Superenalotto potranno adire all'azione legale attualmente in fase di studio.  Sorvoliamo sul concetto di responsabilità individuale, altrimenti questo post diventa noioso. Il Codacons, dunque, è in vena di studiare: consiglio perciò due studi alternativi a quello della possibilità di intentare la class action: 1. Un primo studio, urgente, è quello del concetto di moral hazard, o azzardo morale, che oramai si insegna alle elementari: ha mai pensato il sig. Rienzi che la possibilità di essere rimborsati per le mancate vincite potrebbe indurre più giocatori a spendere somme sempre più ingenti, e, quindi, a "rovinarli" (con o senza virgolette, a piacere)? 2. Un secondo studio, un po' più serio e che richiederebbe un po' di lavoro, riguarda la distribuzione del reddito dei giocatori, sulla quale mi piacerebbe vedere un po' di dati. Ho infatti il sospetto che i giocatori del superenalotto si concentrino sulle fasce di basso reddito della popolazione. Se così fosse dunque, il superenalotto, essendo gestito dallo stato, costituirebbe in pratica una tassa sui poveri. Non sarebbe quindi compito del codacons informare i consumatori ed il legislatore della vera natura di questa entrata dello stato? Non si sa mai, il neo-poverista Tremonti potrebbe esserne interessato.

40 commenti (espandi tutti)

piu' che una tassa sui poveri, e' una tassa su chi e' somaro in statistica

Beh, un po' di correlazione c'è. Più che ''somaro'' direi ''ignorante'' in statistica, nel senso tecnico che ignora fatti elementari di decision making under uncertainty (ossia: se sei avverso al rischio è meglio non fare scommesse con valore atteso negativo). Chi ha reddito più basso tendenzialmente va meno a scuola (credo sia così, non ho controllato i dati), ed è quindi più probabile che sia ignorante. Ovviamente può tranquillamente essere ignorante anche il señorito cresciuto in centro a Roma che si laurea in lettere.

Se le associazioni dei consumatori avessero un minimo di senno farebbero un gran casino per obbligare lo stato a scrivere sui biglietti di gratta e vinci, enalotto o quant'altro la seguente avvertenza: ''ATTENZIONE: CHI COMPRA I BIGLIETTI DI QUESTA LOTTERIA PUÒ ASPETTARSI DI RICEVERE IN MEDIA MENO DI QUANTO SPENDE''. Si tratta di un messaggio chiaro e abbastanza accurato. In sostanza, la cosa giusta da fare è trattare le lotterie come le sigarette. Spieghi chiaramente che fanno male e poi lasci al consumatore la libertà di farsi del male. Invece il Codacons pensa prima di tutto a far causa. Mah. 

Non credo che chi si spende la pensione in gratta e vinci si fermerebbe davanti a qualsiasi scrittina. C'e' un livello di investimento che e' semplicemente patologico e che non si fermerebbe davanti ad una sprangata, figuriamoci l'avvertimento politically correct; poi c'e' un livello di investimento piu' fisiologico che e' quello che "tenta la fortuna". Si puo' discutere se sia morale o no per lo stato finanziarsi in questo modo ma ci porterebbe lontano; le lotterie sono vecchie come il mondo: gia' i romani ne facevano largo uso, gia' ne parla la bibbia e la leggenda (?) vuole che la grande muraglia cinese sia stata finanziata con lotterie. La gente vuole panem et circenses e lo Stato occupa una nicchia di mercato che altrimenti andrebbe facilmente alla malavita.

Una cosa che io trovo pero' assolutamente inaccettabile e' che lo Stato stesso non faccia nulla per combattere la diffusione delle credenze paranormali che vanno dai numeri ritardatari (vedi sito ufficiale lottomatica) alla Mago Scroto che ti vende il pacchetto personalizzato in televisione. Ecco quella e' truffa bella e buona ma legalizzata da anni.

 

Che si tratti di truffe è indubbio, ma il Mago Scroto mi pare difficile da perseguire senza violare la libertà di culto.Quella di lottomatica meriterebbe una causa molto più del jackpot

La legislatura italiana non e' molto all'avanguardia riguardo la tutela dalle fregature del Mago Scroto e dei suoi colleghi: anzi, da quel punto di vista siamo abbastanza indietro. In linea generale la cassazione ha deliberato che qualsiasi mestiere che non sia espressamente vietato e' di conseguenza consentito (era una sentenza che riguardava la "chiropratica", la trovi qui).

Che io sappia il reato che piu' si avvicina a queste cose risale ancora al codice penale del regno d'italia (quindi siamo a fine 1800) nell'articolo 72 che poi entra nel TULPS durante il fascismo. Li' l'articolo 121 recita:

È vietato il mestiere di ciarlatano.

Tutto li': una riga. Al momento l'unica accusa che si puo' muovere a cartomanti, veggenti, venditori di numeri al lotto eccetera sta in quella riga. Ovviamente con un vuoto legislativo di questo tipo sta alla bonta' del giudice (leggi: quanto il giudice tende a credere alle minchiate paranormali) definire se fare la cartomante e' ciarlatana o no, ed esistono sentenze che vanno da una parte e dall'altra.

Un po' di tempo fa si era fatta proposta per una modifica al codice penale che fosse un pelino piu' esplicita con questa proposta di legge (che pero' come si puo' vedere e' tutto ma definitiva).

Sinceramente penso che il vuoto legislativo esista perche' e' troppo difficile per il legislatore mettere per iscritto quale sia la differenza tra il Mago Scroto e un suo collega appartenente ad una religione maggiore: il confine tra truffa (o abuso della credulita' popolare) e
liberta' di culto (e religione in genere) e' ovviamente una linea arbitraria difficile da tirare.

 

Quando ho letto la notizia sull'ansa ho subito pensato che c'era un post da fare... Bravi.

L'unica ipotesi che giustificherebbe la posizione del codacons e' che le persone non traggano niente dal gioco di per se'. Questo tra l'altro spiegherebbe la loro preoccupazione per 

"la presenza di cartelli pubblicitari posti nelle rivendite, che 'incantano' i cittadini richiamando il maxi-jackpot, inducendoli così
ad effettuare giocate"

(sempre preso dal link di sopra). Cittadini, non vi fate incantare, il codacons sa meglio di voi quello che volete.

Ovviamente non condivido, ed e' per questo che credo non si tratti neppure di una tassa sui somari in statistica, o sui poveri (ma penso che la vostra fosse una mezza battuta). Se non mi piace giocare, non c'e' nessuno che mi obbliga: non si tratta di un trasferimento di ricchezza con l'inganno, si tratta di consumo.

Il moral hazard mi pare il problema principale. Aggiungerei che mi pare diseducativo ed iniquo. Diseducativo, perche' insegnerebbe che le conseguenze negative di scelte personali verranno mitigate se ci sono abbastanza persone che le compiono: se siamo molti a metterci nei guai, qualcuno ci toglie dai guai (oops, bail them out). Iniquo, perche' chi si e' giocato lo stipendio con altro, o in altri periodi, non e' mai stato salvato.

Una domanda agli avvocati: Il "principio di legalità secondo cui un concorso a premi legato
esclusivamente all'alea non può mettere in palio un premio in denaro
così sproporzionato"
esiste davvero?

 

Non so se quella della tassa sui poveri sia una mezza battuta o no, resta il fatto che il ministero ha istituito questi giochi esplicitamente allo scopo di raccogliere entrate, che provengono asimmetricamente da diversi gruppi di cittadini. Chiamarla una tassa su chi rivela di avere preferenze maggiori per svolgere questi giochi non mi sembra troppo ardito. 

Andrea, grazie per la risposta. Per essere chiaro, io la chiamerei tassa per la parte in cui:

- il prezzo che paghi per una colonna e' superiore a quello attuarialmente equo;

- e per la parte di questo eccesso che arriva dal fatto che lo Stato sia monopolista su concorsi con montepremi che possano raggiungere queste cifre (non so se le sale bingo possono offrirti tanto).

Comunque, sono d'accordo con te. Il ministero "tassa" ciascuna persona nella misura in cui gioca, e non tutti giocano allo stesso modo. Peraltro accade lo stesso a chi rivela di avere preferenze per le sigarette, se fumare non e' un comportamento omogeneo tra la popolazione. 

piu' che una tassa sui poveri, e' una tassa su chi e' somaro in statistica

allora e' una buona tassa. Purche' lo Stato non la promuove propagandando sui TG RAI la baggianata che se i numeri sono ritardatari aumenta la probabilita' che escano ... come ha fatto!  Mi ricordo che avevo preso nota del giorno e dell'ora, ho mandato un'email all'indirizzo di posta elettronica dell'autorita' che si occupa di concorrenza trasparenza e correttezza della pubblicita'. Siccome siamo in Italia mi ha risposto un burocrate in burocratese spiegandomi che dovevo compilare un modulo se ricordo bene cartaceo. Come notizia di reato il mio messaggio di posta elettronica, sia pur debitamente firmato, non valeva. 

Un primo studio, urgente, è quello del concetto di moral hazard, o azzardo morale, che oramai si insegna alle elementari

Scusa Andrea, ma alle scuole elementari di quale paese? Forse nell'era post-Gelmini?? Guarda che io mi trovo spesso ad insegnare L&E a studenti di giurisprudenza a fine corso di studi (che hanno cioè già superato Economia al primo anno) ai quali nessuno ha mai parlato prima di queste "schifezze" neoclassiche! Tanto per non rivangare quello che si diceva qui... 

Scusa Andrea, ma alle scuole elementari di quale paese? Forse nell'era post-Gelmini?

Certo, al maestro unico e' previsto un corso di formazione di 50 ore su moral hazard e adverse selection, non sapevi? Da blog siamo diventati lobby :-) 

Caspita Andrea, non ci avevo pensato! Hai per caso idea di quanto paghino per fare i corsi di formazione su MH/AS?

(Anche se, detto tra noi, mi sa che, almeno su MH, il corpo docente italiano, a tutti i livelli, abbia ben poco da imparare...;-)

costituirebbe in pratica una tassa sui poveri.

Effettivamente il lotto è tradizionalmente conosciuto come "tassa sui fessi" o "tassa sui poveri" o, meglio ancora sui "poveri fessi". Tra l'altro, tra tutti i giochi d'azzardo legali è quello con le minori probabilità di vincita

Effettivamente il lotto è tradizionalmente conosciuto come "tassa sui
fessi" o "tassa sui poveri" o, meglio ancora sui "poveri fessi". Tra
l'altro, tra tutti i giochi d'azzardo legali è quello con le minori
probabilità di vincita

Sei sicuro di questo? Un mio professore delle medie sosteneva che la vincita media in rapporto alla puntata a quei tempi fosse nettamente migliore al Lotto rispetto al Totocalcio. Non ho mai verificato.

 

spulciando in internet per cercare le prove a quello che era solo un ricordo, ho trovato molti siti interessanti. Il più tecnico è questo: http://freestatistics.altervista.org/it/prob.php

che dà, tra gli altri, questi dati

Ecco infine le probabilità di vincita del premio di massima categoria relative a questi giochi in ordine di difficoltà crescente e supponendo di giocare una singola colonna:

TOTOCALCIO

0,00000020908

TOTOGOL

0,00000000373

SUPERENALOTTO

0,00000000161

anche quest'altro sito è abbastanza completo

 

quindi se mi gioco un cavallo ho 1/#cavalli probabilita' di vincere? lol

Questo e' ancora piu' informativo: (dall'art. 5) il montepremi e' costituito dal 50% della posta (l'importo pagato dai giocanti), piu' le vincite non ritirate entro la scadenza.

Per il superenalotto invece (art.8) il montepremi e' il 38% della posta di gioco piu' il 35% del diritto fisso che si paga ad ogni giocata. Insomma, molto peggio che per il totocalcio. 

   

Il problema pare superato: è stato centrato il 6 a Catania. Speriamo che il vincitore sia stato il Comune, così risana le proprie finanze ...

Cialtroni

ne'elam 23/10/2008 - 23:46

Nel comunicato del codacons si dice testualmente

 

Il nostro ufficio legale sta studiando
la possibilità di intentare una class action in favore dei giocatori
rovinati dal Superenalotto, non appena entrerà in vigore la legge
sulle azioni collettive

In altri termini studiano su come fare una azione legale sulla base di una norma che non possono conoscere perché non esiste. E' surreale che una fregnaccia del genere la si possa impunemente scrivere senza essere presi a pernacchie.

Per favore, niente moralismi sul lotto. La tasse non c'entrano nulla, perché non c'è coercizione da parte dello Stato. Esistono persone che non capiscono la probabilità - convinte come sono che convenga giocare sui ritardi - e che desiderano pagare per acquistare un'illusione. E allora? Il mondo è pieno di cose stupide, ma il tempo umano è troppo limitato per censurarle tutte. Mica siamo il CODACONS: siamo economisti amerikani, perbacco! ;-)

Puoi chiamarla come vuoi, tassa o non tassa, il moralismo non c'entra nulla. Rimane comunque una fonte di entrate di natura regressiva. Il fatto che lo stato voglia avere un monopolio sullo sfruttamento dell'ignoranza  mi pare un pelino rilevante. A me i monopoli piacciono poco, quelli di stato ancora meno.

Aggiungi a questo che, fatto che ho appreso in questa discussione e che non conoscevo, lo stato promuove attivamente l'ignoranza in materia segnalando i numeri ritardatari e altre amenità.

Questa dei numeri ritardatari e' proprio buona, non la sapevo neanche io. Perche' il codacons non si occupa di questo?

Fra l'altro nella misura in cui grosse vincite aumentano le vendite di biglietti, la segnalazione di questi numeri nuoce allo stato perche' quando i ritardatari escono il montepremi viene diviso fra molti vincitori. 

Non ti seguo.

Da che ricordo le grandi vincite le fanno col 6 al superenalotto, e la probabilità di un 6 fatto da ritardatari sono inferiori a quelle che ho io di essere stuprato da un' orda di cheerleader nell' uscire di casa.

Segnalare i ritardatari fa aumentare le vendite, quindi il montepremi, il jackpot e la vincita.Non ho guardato i dati, ma mi stupirei molto se fosse frequente il caso di due o più sei al superenalotto.

Rimane comunque una fonte di entrate di natura regressiva.

Pero' e' piu' regressiva rispetto all'intelligenza che al reddito, e questo consente di compensare gli aspetti negativi della redistribuzione fiscale, che e' completamente cieca nei confronti della prima.

direi più regressiva rispetto all'istruzione (in genere correlata al reddito) che all'intelligenza

direi più regressiva rispetto all'istruzione (in genere correlata al reddito) che all'intelligenza

La correlazione col reddito e' debole, almeno se si parla di reddito presente e non futuro (certamente chi spende soldi a scommettere invece che a comprarsi libri ha scarse probabilita' di migliorare le proprie condizioni economiche). 

la correlazione è debole in una società con una normale mobilità sociale, in una società ingessata come quella italiana, penso che la correlazione sia relativamente forte.

Caro Andrea, la critica sul moralismo non era diretta a te, ma ai fini della tua argomentazione non puoi minimizzare la differenza radicale tra una tassa e uno scambio volontario. Sono perfettamente d'accordo che la proposta del CODACONS è del tutto risibile proprio perché le lotterie sono uno (dei rari esempi di) scambio consensuale tra Stato e cittadini.

OK ok, sono d'accordo. Mi spiace di avere causato questa diatriba lessicale, il punto dell'articolo, come hai capito, era un altro. 

Scusa ma la circonvenzione d'incapace non è reato in Italia?

Sì, ma per l'appunto bisogna trovarsi in stato d'incapacità, ovvero essere un minore o un infermo mentale. L'ignoranza della probabilità condizionata non è sufficiente! ;-)

Gli studi si possono fare sul reddito, sulle città, sul nord e sud, sulle professioni...ecc...non è quello da indagare secondo me; più che a degli economisti e statistici, chiederei a dei sociologi perchè le persone cercano sempre più di arricchirsi in maniera veloce e relativamente poco costosa.

Non credo serva un sociologo: forse e' perche' se ti arricchisci in maniera costosa ti restano in tasca meno soldi, e se ti arricchischi in maniera lenta ti resta meno tempo per goderti quei soldi?

Per lanciare un o tempora, o mores credo che non sia necessario conoscere Weber o Simmel, ma concordo che esistano aspetti curiosi della questione. Per esempio, sui network televisivi nazionali, terrestri e satellitari, durante la mattinata, vanno in onda trasmissioni di ore in cui strane coppie o improbabili biondini ossigenati pubblicizzano numeri a pagamento che forniscono previsioni dei numeri del lotto basati su metodi cervellotico-esoterici. Questa offerta di servizi incontra una domanda sufficiente a coprirne i costi di fornitura, i quali non devono essere trascurabili. La mia ipotesi è che coloro che coltivano questa particolare forma di ignoranza affrontino individualmente bassi costi monetari e alti benefici psichici e che quindi non abbiano particolari incentivi a imparare, anche superficialmente, che tali metodi di previsione sono fuffa pura. E' un caso di ignoranza compiaciuta e vantaggiosa, che a me ricorda molto quella dell'elettore mediano, nonostante molti si ostinino ancora a pensare che anche questo disponga degli incentivi corretti a comportarsi razionalmente.

http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_05/lotteria-italia-male_69d74db2-fa07-11de-ad79-00144f02aabe.shtml

"era dall'edizione 1978-1979 che non si vendevano così pochi tagliandi: solo 11,6 milioni nel 2009-2010, ben il 37% in meno rispetto allo scorso anno quando ne vennero acquistati 18,5 milioni."

E' profonda crisi quando non ci sono nemmeno i soldi per comprarsi un inferior good come il biglietto della lotteria...

Non la vedo così. La crisi della lotteria Italia credo sia dovuta alle estrazioni bisettimanali del Superenalotto (che quando ha 5 milioni di montepremi, come la Lotteria, è considerato "basso") ed a Win for life, cioè a prodotti concorrenti di maggior "appeal"e frequenza. Mi sembra che si ricorra sempre più a queste lotterie "alternative", cosi come al Lotto (le estrazioni sono diventate da settimanali a quasi giornaliere ormai) questi sì sono sintomi di crisi.

PS

Poi quale crisi ? Se non si fa nemmeno la fatica di ritirare il primo premio...

Concordo, senza contare che l'estrazione è trisettimanale (martedi', giovedi', sabato). Pare che la tassa sull'ignoranza renda molto bene.

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