Svalutazione che passione

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Abbandonare l'Euro e svalutare. Chi ci guadagna?

Il ritornello sull’uscita dall’Euro si fa sempre piu' insistente. Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle ne hanno fatto un cavallo di battaglia in campagna elettorale e il loro consenso pare essere in aumento. Il motivo è molto chiaro, mi pare: riprendiamoci la sovranità monetaria e... svalutiamo. Sì, perché la sottile promessa dell’uscita dall’Euro è tutta qui: libertà di svalutazione.

Ricordo agli smemorati le centinaia di miliardi che l’Euro ci ha fatto risparmiare negli ultimi 10 anni in termini di minore spesa per interessi e che aleggiano come spada di Damocle su un eventuale bilancio redatto nella rediviva Lira. Inoltre una svalutazione, per chi detetiene debito pubblico nella divisa che si sta svalutando, equivale a un ripudio parziale del debito: chi ha prestato 100 euro quando il carrello della spesa costava 50 euro e viene ripagato con 200mila lire quando il carrello della spesa costa anch'esso 200mila lire si ritrova ora con un valore reale inferiore a quanto atteso, come se una parte del debito (la meta', in questo esempio) gli fosse stata restituita alle condizioni reali attese e il restante fosse stato cestinato. Dal momento che si può supporre che gli investitori non siano fessi, se vedono che alla promessa di 100 corrisponde un valore reale inferiore iniziano a chiedere che gli venga promesso non 100 ma 180 o 200 (ovvero maggiori interessi), in modo che alla fine il valore reale che gli verrà restituito sia in linea con le loro aspettative. Il costo della spesa pubblica in disavanzo salirà rapidamente, gravando sul bilancio dello Stato. Poi ci sarebbe da considerare il mercato secondario, dove i detentori di titoli di stato acquistati a "prezzo pieno" cercheranno di venderli per limitare le perdite: si creerà un eccesso di offerta, il valore dei titoli nei portafogli cadrà e i bilanci di molte banche si deteriorerebbero ancora di piu'. Ma tanto poi Grillo va al governo e le nazionalizza tutte, no? Con quali soldi, visto che dice basta tasse e che a quel punto i mercati non presteranno piu'? Ah, gia' potremo stampare lire. Ma poi cosa succede al prezzo del carrello della spesa di cui sopra? Mannaggia alle coperte troppo corte!

Non a caso c'è una forte correlazione fra il sostenere che bisogna uscire dall'Euro e il sostenere che le banche di Stato siano un bene. Ah, e naturalmente stiamo trascurando possibili "effetti contagio": ad esempio le banche danneggiate possono benissimo essere straniere. Ma che ci importa? Saranno barbari, gli stranieri, nell'avvenire sciovinista che albeggia nella campagna di Grillo.

In tutto questo chi guadagna nel breve e chi nel lungo termine? Chi percepisce redditi fissi (lavoratori dipedenti e pensionati) ci perde in maniera secca: il valore reale dei loro redditi diminuirà con la svalutazione. Beh, poco male, mi si risponde: sarete costretti a comprare merce italiana e a far girare l’economia di questo paese. Ora, a parte che non capisco perché devo pagare di più per le stesse cose di cui usufruisco oggi (né perché dovrei cambiare) mi piacerebbe sapere dove, nella nostra economia, si trova un prodotto interamente autarchico che non vedrà i propri costi di produzione aumentati dal cambio sfavorevole. In pratica, aumenterà tutto. E questo senza dover disturbare l’imprenditore avido che si permette di voler mantenere il proprio standard di vita (quale sfrontatezza!) mantenendo intatte le proprie entrate reali. No, in questo scenario anche l’imprenditore "onesto" (come se alzare i prezzi per non produrre in perdita fosse disonesto, ma passi) alzerà i prezzi. Ma allora, chi ci guadagna in questo breve periodo? Sicuramente chi esporta, che potrà praticare prezzi reali inferiori perché sta risparmiando... sul costo del lavoro! Non efficienza, non innovazione, non competenza. Semplicemente ridurre gli stipendi a quei bolscevichi avidi. Tutto questo nel breve.

E nel lungo periodo? Alla lunga i salari verranno rinegoziati, saliranno di nuovo, mentre nel frattempo l’economia avrà ripreso a girare e scorrerà latte e miele. Non sono stato convincente? Forse perché non è vero. Mi sembra che i rischi siano principalmente due, anche perché la volontà politica di uscire dall’Euro è incompatibile con la volontà di evitare tutto questo (ovvero perché uscire dall'Euro per poi comportarmi cose se ci fossi ancora dentro?): lo Stato potrà prendere a prestito quanto vuole (da chi, in questo scenario? Ah gia', dettagli da tecnocrati), tanto male che va svaluta; questo renderà lo Stato un ottimo committente per le imprese nazionali (che ne diventeranno sempre più dipendenti con simpaticissimi e divertentissimi effetti collaterali) e genererà un’inflazione che tarperà le ali alla crescita reale dei salari. Fra l'altro, chi invoca l'uscita dall'Euro mi sembra plauda anche alle mega-aliquote per i redditi alti: sarà interessante vedere a cosa porterà il fiscal drag.

I manager e gli imprenditori avranno nella svalutazione l’arma di "fine di mondo" per esportare (ché tanto il mercato interno è fatto da persone con stipendi reali da fame, paragonati con quello che succede fuori) e non avranno alcun incentivo a competere su innovazione (sia essa di processo o di prodotto) o sulla costruzione di una cultura gestionale/manageriale di livello internazione; questo manterrà i prodotti italiani a bassissimo valore aggiunto e la produttività reale dei lavoratori italiani a livelli infimi (e con essa la possibilità di far crescere i salari). E sapete cosa c'è, anche? Ricordate la spesa per interessi di cui parlavamo all'inizio, che grava ora sul bilancio dello stato? Questo vorrà dire meno risorse o necessità di maggiori imposte. Meno risorse si tradurranno in meno servizi (indovinello: quali fasce di popolazione sono colpite maggiormente da un'erogazione di servizi inferiore per quantità o qualità?), mentre le tasse graveranno sull'economia affossando ulteriormente la situazione. Certo, possiamo scegliere se affossarla tassando le imprese (magari quelle che esportano, annullando così pure il finto beneficio della svalutazione, perché al danno non vogliamo far mancare la beffa), le persone fisiche (che non hanno ancora redditi disponibili abbastanza bassi, evidentemente) o le rendite da capitale (ma solo i pochi capitali che sono rimasti, perché già con la storia della svalutazione era chiaro che da queste parti non sono i benvenuti e quelli che hanno annusato bene l'aria li hanno gia' esportati prima che col ritorno alla lira tornasse il controllo sui movimenti di capitale).

Insomma, chi ci rimetterà dall’uscita dall’Euro? Siamo sicuri che una politica di serietà fiscale e monetaria sia così contro "la gente"? E chi e' che diceva che se la svalutazione fosse la via della prosperita' allora lo Zimbabwe sarebbe il paese piu' ricco del mondo? Studia Beppe, studia di piu' e spara fregnacce di meno. Si, anche in campagna elettorale.

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Commenti

Ci sono 137 commenti

  A parte le urla di Grillo, sarebbe opportuno valutare un po' più attentamente di quanto non si faccia la politica monetaria europea, anche per capire se i vantaggi della moneta unica superano gli svantaggi. In questo senso vorrei che qualcuno che sa di economia leggesse e commentasse l'articolo reperibile su:

www.libreidee.org/2013/02/debito-e-banche-pubbliche-la-germania-ci-rovina-barando/

  Ho sempre avuto l'impressione che nell'UE e nella moneta unica svolgiamo il ruolo dei cretini, così come accade nei rapporti internazionali in genere. Grazie naturalmente al branco di stupidi e disonesti che ci governa da tempo. Qualcuno può levarmi dalla testa questa idea? 

A me l'articolo in questione sembra il solito piagnisteo di chi pretende che l'arretratezza e il declino dell'Italia non dipendano da una produttività stagnante, da un sistema pubblico che dà come servizi molto meno di ciò che prende come tasse e che pretende come adempimenti e da una difesa di ogni forma di privilegio e rendita, ma da trucchetti e furbizie, o da fantomatici complotti.

A me i cretini sembrano quelli che si illudono che la soluzione possa essere nell'uscita dall'Euro, nella svalutazione o nella possibilità di far miracolosamente sparire il debito pubblico con trucchetti da Vanna Marchi, se chi, come la Germania ha PRIMA fatto il possibile per risolvere i problemi VERI , si è potuta POI permettere di usare anche qualche trucchetto è stupido pensare che siano stati i trucchetti a fare il miracolo e che noi, ritenendoci particolarmente furbi possiamo fregare tutti con una riappropriazione della sovranità monetaria e magari con dazi e protezionismo, il tutto mi suona come una ridicola caricatura dell' autarchia dei tempi del crapone.

Non saprei bene come altro commentare.

La germania si finanzia a poco perchè i creditori si aspettano di rivedere tutti i soldi che gli prestano, fosse vero che acquistano i nostri titoli ci aiuterebbero a contenere lo spread assumendosi parte del nostro rischio di insolvenza,...

L'unica cosa corretta è quella sulla CDP tedesca, ma pure qui spara cazzate: anche la nostra è fuori dal bilancio dello stato e non contribuisce alla totale ufficiale del debito pubblico.

Su una cosa forse ha ragione: col ritorno alla sovranità monetaria (in inglese monopoly money) lo spread potrebbe andare a 0 nei monitor dei computer, ma solo se non hanno abbastanza cifre per il valore effettivo :)

 

nell'UE e nella moneta unica svolgiamo il ruolo dei cretini

 

Come diceva Gump, Stupido è chi lo stupido fa.Non sono stati i tedeschi ad eleggere certi buffoni

Quoto tutto. Ma vorrei far notare che anche un altro personaggio spingeva in tal senso...

 

www.youtube.com/watch

 

A Porta a Porta era stato ancora più esplicito, poi forse è tornato un po' sui suoi passi (non ho seguito l'evoluzione dei suoi discorsi, me ne importa meno di nulla).

vi invito a riflettere sulle seguenti contraddizioni insite nel pensiero di quelli che "extra euro nulla salus": La teoria economica giudica insostenibile l'adozione di una moneta unica in paesi non omogenei, questo è anche stato recentemente ammesso da autorevoli economisti che scrivono su nfa (zingales e boldrin), in particolare Zingales ha recentemente affermato il carattere criminale dell'adozione della moneta unica, che tutti sapevano che avrebbe generato gravi crisi economiche per via degli squilibri che sono da essa stati generati. Ora gli stessi economisti che giudicano criminale l'adozione dell'euro, dicono, in modo confuso e terroristico, che l'abbandono del sistema criminale euro sarebbe esso stesso criminale. questo perché è lecito attendersi che una moneta nazionale italiana si svaluterebbe rispetto ad un eventuale standard tedesco (non credo che l'euro sopravviverebbe ad una eventuale uscita dell'italia). la svalutazione della lira rispetto al marco dovrebbe essere circa pari al differenziale di inflazione accumulato da italia e germania, dell'ordine del 20%. ma rispetto al dollaro dovrebbe essere più basso. come tutti sanno la moneta con cui si paga il petrolio e le principali materie prime è il dollaro e non il marco. allora mi spiegate con esempi magari storici e dati di fatto come una svalutazione del 20% rispetto al marco e del 10-15 rispetto al dollaro sarebbe in grado di mandare in default il sistema italia? esempi please tipo, nel 19ecc il paese x ha subito una svalutazione del tot perc (10.massimo 30 per favore) e in seguito tutte le banche di quel paese sono fallite. ricordo a tutti quelli che "la svalutazione della lira ucciderebbe gli investitori internazionali per via della svalutazione", che i titoli di debito italiani già oggi prezzano un possibile evento uscita dall'euro e ridenominazione, attraverso il famoso spread, quindi questo evento è già scontato dagli investitori. riassumendo, dato che l'euro è un cappio al collo, per svariati motivi che Zingales ha ben descritto in una intervista recente che credo tutti abbiano letto, non si capisce perché chi ha un cappio al collo subisce una catastrofe se se lo toglie. a questo link trovate un articolo che descrive con dati di fatto questa problematica goofynomics.blogspot.it/2013/02/la-prevalenza-del-declino.html saluti m.

Con le mie conoscenze una risposta circostanziata richiederebbe tempo che non ho.

Ma la posizione di Boldrin e Zingales è chiara e coerente:

-fare l'euro senza unione politica e' stato per lo meno avventato

-per l' Italia è stato un affarone per via dei risparmi sugli interessi

-uscirne ora è una follia

Nota per l' ultimo punto: discutere se sia o meno una buona idea rompere le uova per farne una frittata è una cosa, discutere che fare della frittata è un'altra.

Stare fuori dall' euro era un' opzione costosa ma praticabile, uscirne ora è molto più costoso.

Non è vero che " i titoli di debito italiani già oggi prezzano un possibile evento uscita dall'euro e ridenominazione, attraverso il famoso spread" a meno che il sig Maresp non sia vissuto su marte nell'ultimo anno è EVIDENTE che lo spread è salito in modo vertiginoso nel momento in cui una possibilità di uscita dal'Euro sembrava meno remota per diminuire appena il pericolo sembrava allontanarsi, e dato che comunque il riscihio è SEMPRE stato molto ipotetico, se dovesse ritornare è perfettamente possibile un ritorno ai tassi pagati nel glorioso periodo della svalutazione "competitiva" tassi del 13% sul btp decennale con un inflazione del 5%.

ottimo articolo, peccato per una grave lacuna: non spiega le differenze tra la situazione attuale e quella del '93 quando l'Italia è uscita per la prima volta dall'"euro". Non mi sembra che dopo l'uscita dal primo "euro" l'Italia abbia sperimentato nessuno degli eventi da Lei prospettati, cosa è cambiato?

nel '93 non c'era, i nostri debiti erano denominati in lire, pagavano interessi coerenti con la denominazione, le lire le emetteva la BDI.

In una parola: tutto

lo Stato italiano ha dovuto iniziare una serie di dismissioni di beni ed immobili pubblici, privatizzare e vendere imprese, prelevare forzatamente dai conti correnti degli italiani il 6x1000, introdurre nuove tasse tra cui l'ICI, iniziare ad avere degli avanzi primari consecutivi (da allora fino ad oggi) per garantire ai mercati la propria solvibilità nel pagamento degli interessi e dei debiti.

20 anni fa non c'erano i BRICS, inoltre i conti correnti erano negativi anche durante la lira, alla faccia della svalutazione e le politiche austere li riportavano in positivo.

I conti correnti comprendono non solo la bilanciacommerciale, ma anche dividendi dagli stati esteri e poi anche investimenti esteri.

http://www.tradingeconomics.com/italy/current-account

 

Basta vedere l'attivo per capire che è microscopico: meno di mezzo punto di PIL.

Fermo restando aperto il dibattito sull’opportunità o meno di abbandonare l’Euro, e fermo restando che ogni scelta comporta costi e benefici che vanno valutati in modo rigoroso facendo ricorso ai dati e ai modelli disponibili, trovo che diverse affermazioni di questo articolo siano esagerate.

1. «una svalutazione, per chi detetiene debito pubblico nella divisa che si sta svalutando, equivale a un ripudio parziale del debito». Svalutazioni e rivalutazioni sono un fenomeno che avviene quotidianamente sui mercati valutari. Chi compra un titolo nella sua valutazione del rischio prende in considerazione il rischio svalutazione ed il premio-rivalutazione.

2. «se vedono che alla promessa di 100 corrisponde un valore reale inferiore iniziano a chiedere che gli venga promesso non 100 ma 180 o 200 (ovvero maggiori interessi)» Tale rischio è già presente nel tasso d’interesse dei titoli italiani. Non a caso il tasso d’interesse è diminuito da quando Draghi ha dato garanzie sul fatto che ffarà tutto il possibile per difendere la moneta unica. Ma rimane piú alto di quello tedesco proprio perché il rischio di deflagrazione della zona Euro non è nullo, e in caso di deflagrazione la valuta tedesca si rivaluterebbe, e quella italiana si svaluterebbe.

3. Che i tassi d’interesse aumenti a seguito della svalutazione mi sembra discutibile. Semmai aumentano quando ci si aspetta una svalutazione (quindi prima di essa), mentre se c’è appena stata una svalutazione non c’è motivo per aspettarsene un’altra. Nel 1992, quando uscimmo dallo SME, fu proprio cosí.

4. «il valore reale dei loro redditi diminuirà con la svalutazione» Ma in quale misura? La svalutazione non si converte 1:1 in inflazione, semmai è il contrario (quando il valore di una moneta è regolato dal mercato senza interventismo delle banche centrali). Certo aumentano i prezzi dell’energia, e quindi nel medio termine i costi della produzione industriale, ma l’aumento non è immediato, perché ciò che è già stato prodotto ha pagato l’energia coi prezzi ‘vecchi’. Certo aumentano le merci importate, ma fino a un certo punto: bisogna anche tener conto della curva dell’offerta, il venditore non può fare prezzi fuori mercati. Volkswagen per competere con Fiat faceva anni fa dei prezzi ben piú bassi di quelli che faceva in Germania, e la differenza di prezzo era tale da aver incentivato un commercio di reimportazione di auto tedesche vendute in Italia. Se i redditi in parte perdono valore reale, rimane il fatto che la maggior vendita di merci permette di evitare la chiusura di fabbriche e l’aumento di disoccupati. Nel 1992 la svalutazione non comportò un’aumento dell’inflazione, che anzi nel 1993 fu piú bassa che nel 1992. La nostra economia dipende ora piú di allora dal terziario, perché mai ora dovrebbe esserci un’aumento spropositato?

5. Quella su «l’arma di "fine di mondo" per esportare» non l’ho proprio capita. Se cominciassimo ad avere un surplus commerciale la nostra valuta si rivaluterebbe, e quindi si tornerebbe alla situazione di equilibrio inport/export, a meno di non credere che la Banca d’Italia comincerà ad accumulare valuta estera per mantenere una valuta svalutata per mantenere costante surplus commerciale. Che però non è una logica conseguenza dell’uscita dall’Euro bensí una scelta politica discutibile, dalla quale i competitori dell’Italia avrebbero modo di difendersi, e che quindi mi sembra del tutto improbabile.

6. Paragonare l’Italia allo Zimbabwe mi sembra veramente fuori luogo.

Questo articolo è un'"avvelenata"  e non un "ex cathedra", e sono d'accordo che i tassi si alzeranno in via preventiva contestualmente all'uscita dall'Euro, senza che gli investitori si scottino prima; prendila come una licenza narrativa.

Sono però convinto che il "premio al rischio default" scontato ora dai titoli italiani sia molto inferiore al "premio al rischio svalutazione" di titoli emessi in una rediviva lira.

Sei poi così sicuro che il mercato non si aspetti ulteriori svalutazioni, dato il particolare stato dell'economia italiana in questo frangente?  Se ci pensi, avremmo fatto un macello assurdo per uscire dall'Euro per svalutare solo una volta?

Il '92, che citi come un precedente, aveva condizioni strutturali e al contorno troppo diverse per poter essere considerato un precedente.

Sull'aumento di costo delle merci importate, beh, vorrà dire che VW e gli altri venderanno altrove le merci a prezzo pieno e qua esporteranno quelle di minore qualità.  Certo non mi aspetto (solo in base al crollo della capacità di acquisto italiana) che ci vengano a fare degli sconti.  Di nuovo, il mondo è molto cambiato, e ci sono nuovi potenziali acquirenti.  Se non possiamo pagare sarà qualcun altro a farlo.

In questa discussione mi sembre che sfugga un punto esseziale: l'adozione dell'Euro non è un atto simmetrico al suo abbandono. Quando è stato creato l'Euro le monete nazionali dei paesi che lo hanno adottato hanno cessato di esistere: per questo preciso motivo tutto lo stock del debito pubblico esistente è stato convertito necessariamente nella nuova moneta. Se un giorno l'Italia dovesse abbandonare l'Euro, questo continuerebbe ad esistere e pertanto i detentori (italiani e stranieri, risparmiatori e fondi pensione, banche e governi) ne chiederebbero il rimborso logicamente in Euro, e non in lire o in qualsivoglia moneta si decida di adottare. In altre parole se come sembra all'abbandono dell'Euro dovesse seguire una sostanziosa svalutazione, questo si tradurrebbe in un' analoga espansione del debito pubblico. A questo punto è ragionevole aspettarsi un'insolvenza (default) su grande scala che seguirebbe a breve distanza.

Capisco che chi auspica l'abbandono dell'Euro sia disposto a mettere in conto anche un default, ma sarebbe meglio che lo si dicesse chiaramente. Si può perfino immaginare che la sequenza di eventi abbandono dell'Euro => svalutazione = > default dia l'avvio ad un processo che in un tempo più o meno lungo porti ad un nuovo equilibrio migliore dello stato attuale. Sinceramente non so se sia possibile, ma direi che la transizione non sarebbe nè breve nè piacevole.

 

Comunque tanto per tirarvi su di morale, vi informo che Grillo non ha il monopolio delle idee bislacche: http://www.regioni.it/it/show-rossi_prepensionare_per_offrire_90mila_posti/news.php?id=286273

http://www.cgil.it/RassegnaStampa/articolo.aspx?ID=9978

Nel programma televisivo Piazza Pulita, Michele a participato ad un dibattito di 14 minuti con Loretta Napoleoni, che difendeva le tesi di Grillo e in particolare la svalutazione. Efficace e divertente l'argomentazione di Boldrin, sopratutto all fine quando mette l' "economista" Napoleoni al suo posto. Il Link.

Non riesco proprio a comprendere come qualcuno che si professa liberista possa lanciarsi in una appassionata difesa dell'euro, che è la sintesi delle politiche burocratico-centraliste, piuttosto che essere favorevole alla competizione tra monete

è liberista, mica pazzo.

PIL Usa 2012 +3.5%, PIL Giappone 2012 + 2.0%. Svalutatori. PIL Cina + tantissimo (è come se svalutasse tutti i giorni). Unico PIL Europeo in crescita (bassa) con Euro bloccato Germania.  Prima di capirci qualcosa Cappuccetto Rosso ha chiesto alla nonnna delle orecchie grandi, degli occhi grandi e della bocca grande .... non è che a noi basterebbe chiedere all'Europa del PIL?

Io sapevo che c'e' una crisi europea in corso, magari ho sentito male. Altrimenti quando nella prima meta' del 2000 l'Europa cresceva in media piu' del Giappone e degli US dovevamo dire grazie Euro? Tesi curiosa.

Un paio di numeri a supporto della tua teoria?  A me non risulta.

Penso però che siamo d'accordo, per esempio nel caso della Cina, che il mettere in piedi misure per il controllo del cambio nei confronti degli Stati Uniti non è la stessa cosa che svalutare per tornare a essere competitivi.  Al di là dei numeri (evidentemente noiosi) che ci dicono che i trend e i livelli di produttività, stock del debito, etc... sono completamente diversi, c'è anche il dettaglio concettuale che nel caso della Cina il tenere sotto controllo il cambio (o, come lo chiami tu, lo "svalutare") è un modo di tenere sotto controllo la crescita economica, nel caso dell'Italia (o come alludi tu, dell'Europa) sarebbe l'extrema ratio per cercare di grattare un po' di competitività internazionale.

Le variazioni del Pil per gli anni 1992->1996, in cui l'Italia è uscita dallo SME, sono:

  • 0,83
  • -0,85
  • 2,15
  • 2,89
  • 1,13 che fa +1.2% medio per l'intero periodo

 

se consideriamo i cinque anni precedenti 1987->1991

  • 3,19
  • 4,19
  • 3,39
  • 2,05
  • 1,43 che fa +2.8% medio

 

se consideriamo i cinque anni successivi 1997->2001

  • 1,87
  • 1,45
  • 1,45
  • 3,65
  • 1,86 che fa +2% medio

 

Non mi sembra che l'esperimento sia stato positivo

Il problema secondo me è un altro.

E' quello della sovranità monetaria.

E' troppo importante perché sia sottratta:

- al controllo pubblico;

- a vincoli costituzionali.

E' ovvio che su quest'ultimo punto il dibattito tra gli economisti sia feroce.

Mentre per i monetaristi l'espansione monetaria deve seguire quella economica (+PIL=>+moneta), per i keinesiani (e per la BCE) è il contrario (-PIL=>+moneta).

 

Relativamente alle modalità di aumento della base monetaria, per quel che ne ho capito (accolgo  smentite) le ipotesi sarebbero:

- metodo americano (acquisto-vendita titoli OMO)

- metodo keynesiano (aumento della spesa pubblica in deficit, finanziata direttamente dalla zecca)

 

Se guardiamo al sistema di maggior successo (quello svizzero), notiamo che la nuova Costituzione praticamente abolisce il disavanzo (con anche la compensazione obbligatoria l'anno successivo nei casi di sforo).

Ma non conosco le modalità elvetiche di aumento della base monetaria. Forse è possibile legare l'aumento di PIL (magari netto dalle voci improduttive), l'aumento di moneta ed il valore del tasso di sconto. Chiave di volta potrebbe essere la proibizione alle banche di acquistare titoli di stato, in modo da rilanciare il capitalismo (inteso come investimento in mezzi di produzione). Altrimenti, la correlazione di cui sopra sarebbe completamente falsata.

 

Relativamente al ritorno alla lira, sarebbe ben poca cosa  se prima non si risolve istituzionalmente quanto sopra e non si trova un modo (anch'esso istituzionale) di controllare la spesa pubblica.

Condivido pienamente il titolo di questo commento, il resto mi sembra alquanto confuso e non si capisce quale tesi vuole sostenere; provo comunque a dare qualche spunto che forse potrà suscitare il suo interesse.  Che occorrano vincoli certi sull'emissione di moneta è un'osservazione molto giusta e corretta.  L'idea che "l'espansione monetaria deve seguire quella economica", o viceversa, mi è piuttosto oscura, e può intendersi in diversi modi - più o meno interessanti e corretti - tutto a seconda di cosa si intenda per "espansione economica".

La "spesa pubblica in deficit, finanziata direttamente dalla zecca", non è particolarmente "keynesiana" in sé: in genere viene proposta sotto forma della cosiddetta "finanza funzionale".  Occorre fare attenzione: l'idea che questo possa creare un "free lunch" che ordinariamente non viene sfruttato, è assolutamente errata e priva di fondamento.  Anzi, al contrario, questo modo di procedere renderebbe meno nitidi i vincoli di bilancio esistenti, creando seri problemi istituzionali.

La Svizzera di recente ha messo in atto una limitazione alla rivalutazione del franco svizzero rispetto all'Euro, manovra che ha avuto discreto successo.  Però non è (per quanto ne so) una fonte di particolari innovazioni in tema di regole "costituzionali" per la politica monetaria.  Da questo punto di vista, invece, le idee più interessanti sono il targeting del livello dei prezzi (price level targeting), e quello del PIL nominale (nominal GDP targeting), o altre forme di targeting dei redditi nominali (nominal income targeting).

Circa l'idea di vietare alle banche l'acquisto di titoli di stato, per la verità c'è in genere il sospetto che accada il contrario, cioè che le banche siano più o meno apertamente indotte ad acquistarli.  Al di là delle motivazioni relative al rischio (a protezione di depositanti e investitori), questo può avere anche l'effetto di tassare in modo occulto i risparmi: tale fenomeno è detto "repressione finanziaria".

Abbandonare l'Euro e svalutare. Chi ci guadagna? Ma l'alternativa è: Restare nell'Euro e svalutare i salari. Chi ci guadagna?

 

Perché (e qui siccome semplifico dico delle inesattezze) se il salario medio dell'Italiano è di 1000 EUR e se l'Italia uscisse dall'Euro creando la Lira con cambio 1:1 e questa si svalutasse del 20%, il salario medio diverrebbe inizialmente di 1000 ITL.

 

Solo che ci sarebbe forse una perdita di potere di acquisto. E ammettiamo pure che fosse del 20%, quindi 1000 ITL = 800 EUR.

 

Però quello che i fautori della permanenza nell'Euro non dicono è che questo -20% avverrà comunque, anche restando nell'Euro: perché se il 20% è la misura dell'eventuale svalutazione esso è anche la misura del ritorno del paese alla competitività.

 

Ovvio, in Italia, paese dalle strutture economiche rigide, avverrà non nominalmente ma mediante blocchi degli aumenti degli stipendi e mediante nuove assunzioni a stipendi più bassi.

 

Ed è infatti un fenomeno che già sta avvenendo: quante volte leggete sui giornali che stipendi e pensioni da qualche anno hanno perso potere d'acquisto?

 

C'è poi un'altra cosa: i fautori della permanenza nell'Euro denigrano l'eventuale ritorno alla moneta nazionale paventando svalutazioni competitive, ovvero a una situazione in cui lo stato manipola attivamente il tasso di cambio al ribasso.

 

Può darsi che ciò avvenga e certamente la linea che distingue una svalutazione "competitiva" rispetto a una svalutazione "naturale" (quella cioè in cui è solo il mercato a determinarla) non è netta. Ma chi invece è per il ritorno alla Lira lo è perché la moneta che abbiamo è sopravvalutata.

 

Infine è vero che l'Euro ci ha fatto risparmiare in tassi d'interesse, ma allo stesso tempo ci siamo obbligati a ripagare il debito in moneta forte e -soprattutto- danneggiando le nostre esportazioni l'erario ne ha avuto un danno in termini di minori introiti fiscali e maggiori spese per ammortizzatori sociali.

La butto giù dura: perché la competitività italiana è così disastrata?  Perché il valore aggiunto dato da un lavoratore pagato 1000 è 800.  A queste condizioni mi sembra naturale che il mercato del lavoro tenda a riallineare (attraverso blocchi degli stipendi e altro) questi due valori.

D'altra parte, perché dovrei pagare 1000 un lavoratore che rende 800?

Guarda, nessuno dei "fautori della permanenza nell'Euro" nega questo fatto che STA GIA' avvenendo.

Quello che ti sfugge però è che parte di quei 1000 non va al lavoratore, ma va allo Stato.  Restare nell'Euro permette (anzi, avrebbe già permesso) di riallineare costo del lavoro e valore aggiunto fornito all'azienda attraverso la rimodulazione (taglio) del famigerato cuneo fiscale (indovinello: quale partito parla con dei numeri seri di come ridurre questo cuneo?).

 

Il ragionamento diventa quindi questo:

- esco dall'Euro; prima il datore di lavoro pagava 1000€ e il dipendente percepiva 500€, dopo il datore di lavoro paga 1000ITL (800€) e il dipendente percepisce 50oITL (400€)

- rimango nell'Euro e non riformo nulla; il datore di lavoro paga 1000€ e il dipendente percepisce 500€, tutto è bloccato fino a quando aumenti di produttività o inflazione portano il valore aggiunto fornito a 1000€

- rimango nell'Euro e riformo la fiscalità; il datore di lavoro ora paga 800€ e il dipendente continua a percepire 500€, lo stato (grazie anche alla minore spesa per interessi a cui ha contribuito l'Euro) può permettersi di gravare per 200€ in meno sul mercato del lavoro e non si assiste a blocchi degli stipendi

 

Ok, l'ho fatta facile, ma non ti sembra che la terza opzione sia la cosa migliore, che non tira in ballo teorie astruse, ma solo un po' di buona volontà da parte di cittadini e governanti di questo Paese?

complimenti all'autore.

 

Vedo che chi auspica l'abbandono dell'euro si rifà sempre alle stesse fonti. Almeno chi scrive qui lo fa in maniera pacata e cercando di contribuire al dibatto. a Paolo Manasse nel suo blog non è andata così bene.

 

Tornando al tema, voglio solo ricordare ai fautori della fuoriuscita dall'euro, che nel 92 il mondo si apprestava ad entrare in una forte fase di crescita, oggi anche il PIL dei BRIC è in forte frenata. Sempre all'epoca abbiamo avuto un 20% di svalutazione verso il marco in 4 anni . Oggi il 20%, e sono ottimista, sarebbe one shot e nel mondo post lehman.

L'autore del post ha già brillantemente spiegato perchè il ritorno alla lira sarebbe dannosissimo per il cittadino medio, e per la tenuta del paese aggiungo. Mi sfugge il  motivo per cui invece di impegnarsi per riformare veramente il paese, si rincorrano illusioni, ma capisco che per l'elettore poco informato possa essere rassicurante, e che per alcuni l'ideologia e il ritrovarsi ad essere un riferimento per tanti, venga prima di tutto realtà compresa. 

inoltre,la disoccupazione passò dall'8%all'11%e il debito schizzò dal 104 al 120%.dati,questi,che non sento mai nominare quando si parla dell'uscita dall'euro mettendola in relazione a quanto accadde nel 92.come se allora ,una volta usciti dallo sme,avessimo cominciato a galoppare

del tipo Grillo vada a studiare ecc...? frase abbastanza retorica. chi conosce la VERITA'? lei, gentile autore, la conosce..... nn sia ridicolo. la invito, per esempio, a leggere un bellissimo e utile libro di ALBERTO BAGNAI, su questo argomento. e vedrà come, razionalmente, è difficile dargli torto. un pò di umiltà, prego.

Razionalmente chi dice che in fondo l'inflazione non è un gran male, e che prendeva l' Argentina come un esempio da seguire mi sembra poco credibile. Un ideologo della "sinistra antagonista" che scriveva cose del genere: www.sinistrainrete.info/politica-economica/2028-alberto-bagnai-cose-che-capitano-alla-spagna.html  difendendo le porcate della "presidenta".

Considerando il baratro in cui sta finendo adesso l' Argenitina penso che Bagnai dovrebbe andare a nascondersi.

La svalutazione del cambio sta alla politica monetaria come il condono sta alla politica fiscale.

 

Entrambi possono essere utili nel b/t, ma non sono la soluzione dei problemi, bensì la rinuncia a risolverli.

Senza ombra di dubbio un problema è, come dice l'articolo, lo scarso valore riconosciuto ai nostri prodotti, conseguenza della mancata Ricerca&Sviluppo fatta dalle imprese: dal punto di vista tecnologico, la maggioranza delle nostre aziende (PMI) è ferma ai primi 2000 (forse anni '90), trovandosi quindi allineate alla Cina sul piano tecnologico ma non su quello dei salari.

 

Come se non bastasse, lo scarso guadagno conseguenza dello scarso valore aggiunto è tagliato ulteriormente dal fisco.

 

Quindi, se vogliamo tornare ad esportare profittevolmente, è fondamentale che le nostre imprese inizino a fare R&S.

 

Per questo però servono soldi. La soluzione proposta, visto che lo Stato non può dare direttamente soldi alle imprese, è tagliare sulle tasse: avendo più soldi in tasca, le aziende potranno usarli per studiare nuovi prodotti e reingegnerizzare i processi di business. Ovviamente, sempre per lasciare più soldi alle aziende, i salari non dovranno sostanzialmente aumentare.

 

Ora mi domando: perché un imprenditore che paga meno tasse, e quindi guadagna di più, dovrebbe scegliere di non tenersi i soldi per sè e di investirli, soprattutto in Italia? Perché dovrebbe scegliere di restare in questo paese quando l'est europeo gli sarebbe più conveniente?

Altra questione. Una proposta per far fare cassa allo Stato è vendere pacchetti di controllo di nostre grandi aziende partecipate che macinano profitti. Queste aziende partecipate ad alto profitto sono, però, anche tecnologicamente avanzate. In sostanza hanno già strumenti per creare prodotti/servizi ad alto valore aggiunto.
Nel caso il pacchetto di controllo venga acquistato da un'azienda non italiana è evidente l'accesso (cessione) di know-how strategico alla concorrenza. Questo è così vero che Obama ha detto a Marchionne che gli dava la Chrysler (e il suo know-how) a patto che  si continuasse a fare R&S in USA e inoltre arrivasse il know-how italiano. E in Italia la situazione della FIAT è sotto gli occhi di tutti.

Credo che questo paese non abbia futuro perché la classe imprenditoriale italiana non è credibile: il Paese è già morto.

 

Non è una questione di lira vs. Euro: l'euro ha solo accelerato il declino ed è ovvio che uscendone, con un sistema produttivo così inefficiente ed inefficace, ci chiederebbero interessi folli.

 

I prossimi 10 anni saranno gli anni degli imprenditori. E temo anche gli anni dell'Eurogendfor.

do not feed the trolls!

no? you do not like trolls.....?                                                     

 

 

www.youtube.com/watch

Parto da una citazione..

 

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

 

il Pendolo di Foucault di Umberto Eco..

 

"Non è che l’incredulo, non debba credere a nulla. Non crede a tutto. Crede ad una cosa per volta, e ad una seconda solo se in qualke modo discende dalla prima. Procede in modo miope metodico non azzarda orizzonti[…] L’incredulità non esclude la curiosità, la conforta[…] Tu vivi di superfici. Quando sembri profondo è perché ne incastri molte, e combini l’apparenza di un solido – un solido che se fosse solido non potrebbe stare in piedi – quello che altri chiamano profondità è solo un tesseract… un cubo tetradimensionale. Entri in un lato esci dall’altro, e ti trovi in un universo che non può coesistere col tuo…"

 

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Ciò premesso..,

 

a leggerVi sembrate dei genii.. invece se si va a fondo si scopre ke tutto quello ke avete scritto è un cubo tetradimensionale.. cioè se andiamo a fondo.. scopriamo per caso ke - PER FATTI CONCLUDENTI - non sapete cosa state dicendo quando parlate di fenomenologie come l'economia.. la finanza.. etc.. e un sintomo sta già nel fatto ke con grosse difficoltà - FORSE - arrivate a capire perckè la moneta è un oggetto di scambio.. e le mani sono un mezzo di scambio.. e quindi che la moneta non è un oggetto utilizzato come mezzo di scambio.. (definizione ke trovate ancora su qualke vocabolario di lingua italiana..

 

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

 

Ciò premesso..

 

partiamo con l'azzardare qualke ragionamento un po' più faticoso.. (non voglio spaventarVi..) ke esuli dai "secondo me.." - ke esulino dalle opinioni.. solo qualke assaggio .. X (per) farVi riflettere..

 

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

 

Qualke Nota sullo STATUTO S.E.B.C.

 

[Sistema Europeo Banche Centrali]

 

*_,;;*|<\_.,**§

 

[...]Una delle poche norme di diritto positivo rinvenibili sul fenomeno del c.d. Reddito Monetario è contenuta nello statuto del Sistema Europeo Banche Centrali [S.E.B.C.] all'art. 32 [DISTRIBUZIONE DEL REDDITO MONETARIO DELLE BANCHE CENTRALI NAZIONALI] -- " 32.1. Il reddito ottenuto dalle banche centrali nazionali nell'esercizio delle funzioni di politica monetaria del SEBC (qui di seguito denominato reddito monetario) viene distribuito alla fine di ciascun esercizio in conformità delle disposizioni del presente articolo. 32.2. Fatto salvo l'articolo 32.3, l'importo del reddito monetario di ciascuna banca centrale nazionale è pari al reddito annuo che essa ottiene dagli attivi detenuti in contropartita delle banconote in circolazione e dei depositi costituiti dagli enti creditizi. Questi attivi sono accantonati dalle banche centrali nazionali in conformità degli indirizzi determinati dal consiglio direttivo."

 

Ebbene, ex art. 2 [OBIETTIVI] dello statuto SEBC -- "Conformemente all'articolo 105, paragrafo 1, del trattato, l'obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi."

 

Per raggiungere l'obiettivo sistema si doveva far "aiutare".. da..

ex art. Articolo 5 [RACCOLTA DI INFORMAZIONI STATISTICHE] -- "5.1. Al fine di assolvere i compiti del SEBC, la BCE, assistita dalle banche centrali nazionali, raccoglie le necessarie informazioni statistiche dalle competenti autorità nazionali o direttamente dagli operatori economici. A questo fine essa coopera con le istituzioni o gli organi comunitari e con le competenti autorità degli Stati membri o dei paesi terzi e con le organizzazioni internazionali."

 

Tuttavia, vi è una contraddizione interna nella ragione d'essere del sistema e si rinviene nell'articolo.. sempre nell'articolo 2 [Obiettivi] -- "Il SEBC agisce in conformità del principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un'efficace allocazione delle risorse, e rispettando i principi di cui all'articolo 4 del trattato."

 

Ebbene, in un'economia aperta e in libera concorrenza.. non si devono controllare i prezzi.. se vuoi favorire l'apertura e la "libera" concorrenza".. ognuno pratica il prezzo che vuole.. insomma se io sono bravo.. più bravo di un altro a dare un servizio.. qualkuno magari ben mi paga di più se ottiene più valore aggiunto.. o se io voglio rompere un cartello ed ammazzare un mercato ben libero sono di ammazzarlo facendo prezzi da cinese..

 

Quindi il nocciolo della "politica monetaria" europea è un po' una pinocchiata di un naso lungo mezzo kilometro..

 

E qui si apre un gioco retorico -- linguistico.. in cui il più virtuoso la spunta..

 

Ma limitiamoci al concetto di reddito monetario.. ke cmq.. è stato legittimato [legittimo da legis..] inserendo una norma nello statuto.. in particolare.. l'art. 32..

 

Ex art. 32.1 statuto SEBC, infatti, - "Il reddito ottenuto dalle banche centrali nazionali nell'esercizio delle funzioni di politica monetaria del SEBC (qui di seguito denominato reddito monetario) viene distribuito alla fine di ciascun esercizio in conformità delle disposizioni del presente articolo."

 

Il reddito ottenuto dalle banche centrali nell'esercizio delle loro funzioni..?

 

Ma ke vuol dire..?

 

Qui si potrebbe aprire un gioco sulle premesse come un domino cinese in cui il più virtuoso -- di nuovo -- la spunta..

 

Cmq..

Limitandoci a essere NON originali, quindi, limitandosi ad argomentare cioè a giocare con le premesse usandole a proprio vantaggio, traendole da quanto è stato prodotto dalla debole coerenza logica/potenza mentale.. del mondo umano intellettuale fino ad oggi generato sul fenomeno del c.d. Reddito..

 

Il Reddito -- in altri termini -- in economia può essere definito come un flusso di ricchezza durante un periodo di tempo..

 

Ebbene, per quale motivo le banche centrali nazionali nell'esercizio delle loro funzioni di politica monetaria dovrebbero ottenere un reddito.. cioè arricchirsi.. cioè generare un flusso di ricchezza durante un periodo di tempo e dividerselo..?

 

Cos'è una Ricchezza..?

 

Ebbene, limitandoci a essere NON originali, quindi, limitandosi ad argomentare cioè a giocare con le premesse usandole a proprio vantaggio, traendole da quanto è stato prodotto dalla debole coerenza logica/potenza mentale.. del mondo umano intellettuale fino ad oggi generato sul fenomeno della c.d. Ricchezza..

 

La Ricchezza -- in altri termini -- in economia può essere definita come la condizione di agio economico, tipicamente connessa alla larga disponibilità di beni materiali e denaro. ..

 

?

??

???

 

Vi anticipo ke sono delle società segrete.. di natura esoterica.. giokano parecchio sul condizionamento mentale.. in particolare.. hanno sviluppato una notevole cultura sul fenomeno della c.d. Evidenza..

 

..tendenzialmente le considerazione troppo evidenti sfuggono all'intelletto proprio perkè esageratamente OVVIE.. EVIDENTI..

 

Ad esempio..

nel caso di specie..

 

Si fa grossa confusione fra Signoraggio & Reddito Monetario.. cioè si accentua parecchio.. si riduce ad un solo concetto.. ad un'identità il concetto di Signoraggio & Reddito Monetario.. la stessa Banca d'Italia congiunge accentuatamente il Signoraggio con il Reddito Monetario.. se andrete sul sito lo vedrete..

 

Ebbene..

la situazione è ANKORA PIU' GRAVE.. ed è talmente SFACCIATAMENTE detta in faccia.. buttata in evidenza.. ke sfugge..

 

La possibilità prevista nello statuto del SEBC.. ke il sistema delle banche centrali possa OTTENERE REDDITO.. può permettere a tale istituto "indipendente" dagli STATI NAZIONALI.. cioè questo ente "sovra" NAZIONALE.. di poter..

 

FARE BUSINESS..

 

ad esempio..

FARE business PRESTANDO DENARO.. cioè ottenere reddito.. fare business come una banca privata.. erogando prestiti e CHIEDENDOLI INDIETRO ad un tasso d'interesse..

 

il prestito presuppone che un oggetto TUO.. lo dai a qualkun altro con PATTO DI RESTITUZIONE..

 

Ebbene..

diamo per buono ke possano generare DAL NULLA denaro.. potrebbero prestarlo senza tassi.. oppure donarlo.. ma potrebbero prestare l'ente di specie [la banconota..] chiedendo oltre la sua restituzione un interesse..

 

insomma..

la considerazione evidente ke sfugge.. è ke gli stati europei hanno permesso ad ENTE SOVRANAZIONALE.. di stampare moneta E PRESTARLA..

 

lasciando perdere il Signoraggio.. perkè di per sè.. non è stato codificato il fenomeno..

 

Ciò premesso..

Visto ke un ente sovranazionale svolge delle funzioni per gli stati nazionali.. esso dovrebbe MAI prestare dei soldi.. ma farli volare giù con un aeroplano in testa ai cittadini [es.. reddito di cittadinanza..] semplicemente perkè sono oggetti [le banconote..] ke a tale ente sovranazionale NON appartengono.. e di cui hanno solo il diritto di emissione.. così come stabilito dallo Statuto SEBC..

 

Guardate un po' di notizie.. e cerkate in quest'ottica di cogliere le notizie sui fondi europei; vedrai notizie su fondi europei a fondo perduto.. non a fondo perduto.. prestiti.. etc..

 

MA SOPRATTUTTO..

prestiti ALLE BANCHE..

 

ebbene..

la banca.. di per sè.. nasce dal vecchio fenomeno del c.d. BANCO.. cioè è un luogo di accantonamento di oggetti.. in cui sulla fiducia nei confronti del banchiere, alcune persone decidono di depositare oggetti per lo più fungibili.. di loro appartenenza [come il denaro..] per motivi solitamente di sicurezza.. prima ankora di tutte le burle sull'investimento..

 

ebbene..

il concetto di prestito bancario.. HA SENSO solo in questa vecchia storia.. ormai superata .. nel senso la Banca "prestava" del denaro ALTRUI.. cioè di cittadini.. ke ivi avevano depositato dei soldi.. ad ALTRI.. se questi fornivano le giuste garanzie per restituire il denaro prestato.. e questo perché quel denaro non era del Banchiere.. MA dei suoi clienti..

 

ecco..

quest'OVVIO ormai è superato.. sfuggito..

 

gli Istituti di Emissione [cioè le Banche Centrali..] prestano soldi ke non sono di loro proprietà ai banchi/banche degli Stati nazionali..

 

ma non solo..

le banchette.. per una legge bizzarra sulla riserva c.d. frazionaria.. possono con UN EFFETTO MOLTIPLICATORE.. prestare PIU' DENARO di quello in loro possesso..

 

quindi segue..

generano DENARO DAL NULLA anke loro.. MA SOPRATTUTTO.. l'inciucio di diritto .. roba da essere bocciati all'esame di Diritto Privato all'Università..

 

FANNO I MUTUI.. fenomeno giuridico.. ke PRESUPPONE la disponibilità di provviste da parte di chi mutua

 

su delle promesse di pagamento.. !!!

 

Ex art. 1813 - "Il mutuo è il contratto col quale una parte consegna all'altra una determinanta quantità di denaro o di altre cose fungibili, e l'altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità.."

 

mentre il mututo fenomeno giuridico.. ke PRESUPPONE la disponibilità di provviste da parte di chi mutua..

 

cioè loro NN HANNO MANKO I SOLDI.. e LI PRESTANO.. cioè PRESTANO L'ARIA.. ma tu le rate del MUTUO le paghi.. anche se loro TI HANNO MAI CONSEGNATO del denaro..

 

[ma hanno semplicemente battuto due cifre elettroniche su un PC.. Personal Computerss..]

 

§§§§§§§§§§§§§§§§

 

Sulla Favola della Riserva Aurea..

avrete sentito dire in giro.. ke una volta l'emissione del denaro era proporzionale al numero di lingotti d'oro ke ogni stato aveva con sè.. e ke Voi.. con una banconota da 100 mila lire potevate andare alla banca centrale italiana e chiedere l'oro..

 

Beh..

Voi avete mai posseduto.. dell'oro.. come altre persone per arrogarVi il diritto - con una banconota da 100 mila lire - di andare a ritirare dell'oro.. ke mai è stato Vostro.. E NON SI SA DA DOVE ARRIVA..

 

quindi segue..

anke con un Avvocato del Diavolo avreste perso la causa sostenendo ke Voi oltre alla prole [il proletariato..] avreste altre ricchezze [lingotti d'oro da ritirare in cambio di banconote da 100 mila lire..]

 

*****§§§§§§§§§§§§§§*******

 

Vi informo che l'attività bancaria è regolata dal Decreto Legislativo n.° 385 del 1° settembre 1993 [Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia] - detto anche TUB.. Testo Unico Bancario..

 

[come esiste il TUI.. il Testo Unico Immigrazione.. Vi informo anche ke potete trovare tutte le Leggi dello Stato Italiano a questo sito www.normattiva.it con tutti i relativi aggiornamenti in tempo reale..]

 

Ex art. 10 [attività bancaria] - D.l.vo 385/93 - co. 1° - 2° - 3° - "1. La raccolta di risparmio tra il pubblico e l'esercizio del credito costituiscono l'attivita' bancaria. Essa ha carattere d'impresa. 2. L'esercizio dell'attivita' bancaria e' riservato alle banche. 3. Le banche esercitano, oltre all'attivita' bancaria, ogni altra attivita' finanziaria, secondo la disciplina propria di ciascuna, nonche' attivita' connesse o strumentali. Sono salve le riserve di attivita' previste dalla legge."

 

Vi ricordi quello ke Ti dicevo sul fenomeno del Banco..? ke c'è un banchiere da un parte.. dei clienti da un'altra.. etc..?

 

PEr ottenere liquidità le banche possono emettere anche titoli.. obbligazioni..

 

infatti..

ex art. Art. 12 [Obbligazioni e titoli di deposito emessi dalle banche] D.l.vo 385/93 - "Le banche, in qualunque forma costituite, possono emettere obbligazioni, anche convertibili, nominative o al portatore"

 

quindi segue..

nn parlate a vanvera di Titoli di Stato quando nn sapete ke state dicendo..

 

Inoltre.. le banche - tecnicamente - nn sono soggette a fallimento [ke è una species di procedura concorsuale..] MA solo alla liquidazione COATTA [altra species di procedura concorsuale..]

 

infatti..

ex art. Art. 80 [provvedimento] D.l.vo 385/93 - co. 6° - "6. Le banche non sono soggette a procedure concorsuali diverse dalla liquidazione coatta prevista dalle norme della presente sezione; per quanto non espressamente previsto si applicano, se compatibili, le disposizioni della legge fallimentare."

 

Ciò premesso..

 

premesso che..

In finanza i titoli di debito sono dei titoli che vengono emessi da soggetti (detti debitori) che hanno bisogno di finanziamenti ovvero liquidità di denaro..

 

premesso che..

avere un titolo di debito equivale ad avere un credito nei confronti di qualcuno..

 

premesso che..

classico esempio di titolo di debito è l'obbligazione di una banca privata: in questo caso l'emittente è la banca privata che riceve dei soldi da qualche cittadino che in cambio ottiene un riconoscimento di debito [titolo di credito/bond.. etc..]

 

premesso che..

Alla scadenza del titolo, la banca deve rimborsare, oltre al capitale ricevuto, anche un interesse..

 

**********§§§§§

 

CIO' PREMESSO..

arriviamo alla logica sfuggente del fenomeno dei Titoli di Stato..

 

premesso che..

In finanza i titoli di debito sono dei titoli che vengono emessi da soggetti (detti debitori) che hanno bisogno di finanziamenti ovvero liquidità di denaro..

 

premesso che..

avere un titolo di debito equivale ad avere un credito nei confronti di qualcuno..

 

premesso che..

Classico esempio di titolo di debito è il titolo di stato: in questo caso l'emittente è lo Stato che riceve un prestito da chi acquista il titolo (il sottoscrittore).

 

premesso che..

Alla scadenza del titolo, lo Stato deve rimborsare, oltre al capitale ricevuto, anche un interesse..

 

premesso che..

un buono (ordinario) del Tesoro (BOT) è un titolo di debito..

 

premesso che..

avere un buono del tesoro equivale a vantare un credito nei confronti di uno Stato che ha bisogno di liquidità..

 

premesso che..

le banche hanno bisogno di liquidità per fare prestiti..

 

premesso che..

le banche che hanno bisogno di liquidità per fare prestiti vendono a [..????..] titoli di debito di uno Stato..

 

premesso che..

le banche vendendo a [..????..] titoli di debito di uno Stato acquisiscono liquidità..

 

Vi pongo la domanda ingenua del giro dell'Oca..

 

di ki sono le banconote..?

 

ovvero..

 

Chi è ke dal nulla si appropria di una banconota ke nasce dal nulla PRIMA di uno Stato Nazionale.. per poi usarla per comprare dei titoli di debito di uno Stato Nazionale.. quando uno Stato sovrano.. dovrebbe senza emettere alcun titoli di debito.. poter disporre di tutta la liquidità ke vuole..?

 

Secondo alcune norme di diritto italiano.. un oggetto ke è di nessuno.. nel momento in cui entra in possesso di qualcuno.. diventa anke proprietà di quel qualcuno a meno ke non si provi il contrario..

 

[la c.d. presunzione del possesso.. e le conseguenti azioni legali a tutela del possesso..]

 

Ciò premesso..

nel momento in cui un Istituto di Emissione.. chiamiamola Zekka.. chiamiamola Tipografia.. stampa un oggetto.. come una banconota.. chi ne diviene il primo possessore..?

 

Esiste una norma di diritto in un vecchio regio decreto ke dichiara la natura della Banca d'Italia quale istituzione di diritto pubblico.. e come tale soggiace al controllo dell'autorità statale.. sempre per via di altre norme.. e orientamenti giurisprudenziali e di dottrina giuridica..

 

tuttavia..

Vi ho richiamato anke altra norma di diritto positivo.. contenuta nello Statuto SEBC.. ke è il protocollo ke disciplina il Sistema Europeo delle Banche Centrali.. sull'INDIPENDENZA dell'Ente dagli Stati Nazionali..

 

Dovete sapere..

ke il mondo è fatto..

 

da chi l'economia la insegna..

 

[gli economisti..]

 

e..

 

da ki l'economia la fa..

 

[i venditori..]..

 

dei primi si può fare a meno.. dei secondi no.. anke perkè per vendere delle teorie economiche.. devi essere necessariamente un abile VENDITORE di nuovo..

 

[altrimenti non se le bevono.. non li convinci..]

 

tipo..

il concetto di moneta forte e moneta debole.. aveva senso solo quando DAVVERO venivano usati dei metalli preziosi per coniare le monete.. e nn l'ho inventata io questa teoria.. Vi riporto semplicemente delle logiche del passato..

 

quali la teoria della moneta cattiva ke scaccia quella buona..

 

Vi riporto una citazione da Wikipedia.. [personalmente.. nn lo ritengo un sito affidabilissimo a livello culturale.. ma.. in esso nn vi Trovi teorie originali.. è un grande secchio.. in cui ci trovi di tutto..]

 

"..Poiché in generale la moneta cattiva (usata come mezzo di pagamento) scaccia quella buona (usata come bene rifugio), governi, banche private e altri emittenti di moneta hanno sostituito la valuta forte con quella debole ogni volta che ne hanno avuta la possibilità. Tale comportamento è comunemente noto come legge di Gresham (...)In un sistema monetario nel quale il valore nominale delle monete era pari al loro contenuto in oro o in metalli preziosi, era piuttosto comune che le monete in circolazione perdessero parte del metallo prezioso di cui erano composte per effetto dell'uso o per la pratica illegale consistente nel grattare, raschiare, tagliuzzare i bordi delle monete (non per nulla nacque l'uso della zigrinatura del bordo). Accadeva così che alcune monete, solitamente quelle in circolazione da più tempo, avessero un valore intrinseco decisamente inferiore al valore nominale. In altri termini tali monete, considerate "cattive", continuavano ad avere ufficialmente un valore determinato dal tipo di moneta (oggi diremmo il valore su di esse stampato), mentre il loro valore intrinseco, determinato dal contenuto in oro, argento o altri metalli preziosi, era decisamente inferiore. Poiché le monete, passando da uno stato ad un altro, venivano fuse e riconiate, le monete cattive potevano dare vita, in virtù della minore quantità di metallo prezioso contenutovi, a nuove monete di valore nominale (e intrinseco) inferiore al valore delle monete dalla cui fusione derivavano. Pertanto nessuno era disposto ad accettare in pagamento la moneta cattiva, preferendo quella buona, vale a dire monete di solito nuove di zecca con un contenuto di metallo prezioso pari al valore della moneta. Gresham fu tra i primi a osservare e descrivere la tendenza della moneta cattiva a scacciare la moneta buona, ovvero la tendenza degli operatori economici a disfarsi delle monete cattive, rifiutandole per essere pagati ma cercando di usarle per pagare(...)"

 

Ciò premesso..

il concetto di moneta forte e di moneta debole.. e tali attributi da dare ad una valuta erano legate al c.d. potere intrinseco di accettazione ke aveva - di volta in volta - una valuta/moneta di specie..

 

e il primo "apriori" di questo fenomeno stava nella valorizzazione del METALLO.. in particolare.. di un metallo come l'oro.. o come l'argento..

 

ma oggi..

ovviamente non è più così.. il c.d. potere intrinseco di accettazione di una moneta/di una valuta.. è saltato.. perkè è saltato da tempo.. il già discutibile meccanismo del "gold standard" del sistema aureo.. della storia (o meglio della favola..) dei lingotti d'oro a Fort Knox.. ed altro..

 

una valuta è buona semplicemente perkè VIENE ACCETTATA..

 

Ciò premesso..

 

tutti i Vostri discorsi sulla svalutazione delle banconote.. sono INFONDATI..

 

cioè - PER FATTI CONCLUDENTI - avete ankora capito un c***zo..!!

 

Siete quelli ke tecnicamente (..noi filosofi..) chiamiamo i c.d Storditi..

 

saluti..

 

da BACCAMBA'RUS

 

...oggi gira roba cattiva. Cambiala, prima che ti riduca peggio. Ah, gentilmente, il ke non si usa in italiano dai primi tempi  "Sao co kelle terre per kelle fini...", poi ci siamo evoluti, tu no.
Ah, grazie per i cinque minuti di sano intrattenimento comico, Crozza non saprebbe fare di meglio