Svalutazione che passione
Abbandonare l'Euro e svalutare. Chi ci guadagna?
Il ritornello sull’uscita dall’Euro si fa sempre piu' insistente. Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle ne hanno fatto un cavallo di battaglia in campagna elettorale e il loro consenso pare essere in aumento. Il motivo è molto chiaro, mi pare: riprendiamoci la sovranità monetaria e... svalutiamo. Sì, perché la sottile promessa dell’uscita dall’Euro è tutta qui: libertà di svalutazione.
Ricordo agli smemorati le centinaia di miliardi che l’Euro ci ha fatto risparmiare negli ultimi 10 anni in termini di minore spesa per interessi e che aleggiano come spada di Damocle su un eventuale bilancio redatto nella rediviva Lira. Inoltre una svalutazione, per chi detetiene debito pubblico nella divisa che si sta svalutando, equivale a un ripudio parziale del debito: chi ha prestato 100 euro quando il carrello della spesa costava 50 euro e viene ripagato con 200mila lire quando il carrello della spesa costa anch'esso 200mila lire si ritrova ora con un valore reale inferiore a quanto atteso, come se una parte del debito (la meta', in questo esempio) gli fosse stata restituita alle condizioni reali attese e il restante fosse stato cestinato. Dal momento che si può supporre che gli investitori non siano fessi, se vedono che alla promessa di 100 corrisponde un valore reale inferiore iniziano a chiedere che gli venga promesso non 100 ma 180 o 200 (ovvero maggiori interessi), in modo che alla fine il valore reale che gli verrà restituito sia in linea con le loro aspettative. Il costo della spesa pubblica in disavanzo salirà rapidamente, gravando sul bilancio dello Stato. Poi ci sarebbe da considerare il mercato secondario, dove i detentori di titoli di stato acquistati a "prezzo pieno" cercheranno di venderli per limitare le perdite: si creerà un eccesso di offerta, il valore dei titoli nei portafogli cadrà e i bilanci di molte banche si deteriorerebbero ancora di piu'. Ma tanto poi Grillo va al governo e le nazionalizza tutte, no? Con quali soldi, visto che dice basta tasse e che a quel punto i mercati non presteranno piu'? Ah, gia' potremo stampare lire. Ma poi cosa succede al prezzo del carrello della spesa di cui sopra? Mannaggia alle coperte troppo corte!
Non a caso c'è una forte correlazione fra il sostenere che bisogna uscire dall'Euro e il sostenere che le banche di Stato siano un bene. Ah, e naturalmente stiamo trascurando possibili "effetti contagio": ad esempio le banche danneggiate possono benissimo essere straniere. Ma che ci importa? Saranno barbari, gli stranieri, nell'avvenire sciovinista che albeggia nella campagna di Grillo.
In tutto questo chi guadagna nel breve e chi nel lungo termine? Chi percepisce redditi fissi (lavoratori dipedenti e pensionati) ci perde in maniera secca: il valore reale dei loro redditi diminuirà con la svalutazione. Beh, poco male, mi si risponde: sarete costretti a comprare merce italiana e a far girare l’economia di questo paese. Ora, a parte che non capisco perché devo pagare di più per le stesse cose di cui usufruisco oggi (né perché dovrei cambiare) mi piacerebbe sapere dove, nella nostra economia, si trova un prodotto interamente autarchico che non vedrà i propri costi di produzione aumentati dal cambio sfavorevole. In pratica, aumenterà tutto. E questo senza dover disturbare l’imprenditore avido che si permette di voler mantenere il proprio standard di vita (quale sfrontatezza!) mantenendo intatte le proprie entrate reali. No, in questo scenario anche l’imprenditore "onesto" (come se alzare i prezzi per non produrre in perdita fosse disonesto, ma passi) alzerà i prezzi. Ma allora, chi ci guadagna in questo breve periodo? Sicuramente chi esporta, che potrà praticare prezzi reali inferiori perché sta risparmiando... sul costo del lavoro! Non efficienza, non innovazione, non competenza. Semplicemente ridurre gli stipendi a quei bolscevichi avidi. Tutto questo nel breve.
E nel lungo periodo? Alla lunga i salari verranno rinegoziati, saliranno di nuovo, mentre nel frattempo l’economia avrà ripreso a girare e scorrerà latte e miele. Non sono stato convincente? Forse perché non è vero. Mi sembra che i rischi siano principalmente due, anche perché la volontà politica di uscire dall’Euro è incompatibile con la volontà di evitare tutto questo (ovvero perché uscire dall'Euro per poi comportarmi cose se ci fossi ancora dentro?): lo Stato potrà prendere a prestito quanto vuole (da chi, in questo scenario? Ah gia', dettagli da tecnocrati), tanto male che va svaluta; questo renderà lo Stato un ottimo committente per le imprese nazionali (che ne diventeranno sempre più dipendenti con simpaticissimi e divertentissimi effetti collaterali) e genererà un’inflazione che tarperà le ali alla crescita reale dei salari. Fra l'altro, chi invoca l'uscita dall'Euro mi sembra plauda anche alle mega-aliquote per i redditi alti: sarà interessante vedere a cosa porterà il fiscal drag.
I manager e gli imprenditori avranno nella svalutazione l’arma di "fine di mondo" per esportare (ché tanto il mercato interno è fatto da persone con stipendi reali da fame, paragonati con quello che succede fuori) e non avranno alcun incentivo a competere su innovazione (sia essa di processo o di prodotto) o sulla costruzione di una cultura gestionale/manageriale di livello internazione; questo manterrà i prodotti italiani a bassissimo valore aggiunto e la produttività reale dei lavoratori italiani a livelli infimi (e con essa la possibilità di far crescere i salari). E sapete cosa c'è, anche? Ricordate la spesa per interessi di cui parlavamo all'inizio, che grava ora sul bilancio dello stato? Questo vorrà dire meno risorse o necessità di maggiori imposte. Meno risorse si tradurranno in meno servizi (indovinello: quali fasce di popolazione sono colpite maggiormente da un'erogazione di servizi inferiore per quantità o qualità?), mentre le tasse graveranno sull'economia affossando ulteriormente la situazione. Certo, possiamo scegliere se affossarla tassando le imprese (magari quelle che esportano, annullando così pure il finto beneficio della svalutazione, perché al danno non vogliamo far mancare la beffa), le persone fisiche (che non hanno ancora redditi disponibili abbastanza bassi, evidentemente) o le rendite da capitale (ma solo i pochi capitali che sono rimasti, perché già con la storia della svalutazione era chiaro che da queste parti non sono i benvenuti e quelli che hanno annusato bene l'aria li hanno gia' esportati prima che col ritorno alla lira tornasse il controllo sui movimenti di capitale).
Insomma, chi ci rimetterà dall’uscita dall’Euro? Siamo sicuri che una politica di serietà fiscale e monetaria sia così contro "la gente"? E chi e' che diceva che se la svalutazione fosse la via della prosperita' allora lo Zimbabwe sarebbe il paese piu' ricco del mondo? Studia Beppe, studia di piu' e spara fregnacce di meno. Si, anche in campagna elettorale.




