Tutti a scuola a...

17 giugno 2012 giovanni prarolo

Quando ti capita tra le mani un paper sulla performance degli studenti e ti viene il sangue alla testa a pensare alle sterili polemiche nostrane sui test INVALSI, PISA, e quant'altro.

Da anni assistiamo al dibattito su come cambiare la scuola italiana. Ci sono quelli che va bene così, quelli che vogliono rivoluzionare di sana pianta tutto il sistema con molta fantasia e azzeccagarbuglismi, e poi ci sono quelli che vogliono guardare all'estero, scegliere la best practice disponibile e implementarla così com'è. Concentriamoci su quest'ultimo gruppo: quelli che ci si riconoscono sono ovviamente tacciati di filo-amerikanismo, filo-inglesismo o filo-qualchepaesetrooooppoliberistapertrovarspazioacasanostra-ismo.

Mi è capitato fra le mani un paper su students achievement (online per ora non c'è, ma potete chiederlo al suo autore). Guardate che signor meccanismo per gli esami di maturità viene descritto:

"At the end of the academic year (in June) all students enrolled in the 12th grade take the final exam. The final exam is taken on the same day under exactly the same conditions in all schools of the same type [...]. The exam is graded by an external commission nominated by the Minister of Education (there is a clear and strong incentive mechanism for the teacher to prepare the students at their best: The teacher whose students had a particularly poor performance in a specific subject compared with other subjects in the same school will be transferred or turned back to lower grade. It follows that a negative exam result for the student is against the interest of the teacher). The result at the final exam is particularly important since it is the main determinant of the possibility to access the university." 

Traduzione: Alla fine dell'anno accademico (a giugno) tutti gli studenti del dodicesimo anno [tipicamente l'ultimo del percorso elementari-medie-superiori] fanno un esame finale. L'esame finale viene somministrato lo stesso giorno nelle stesse condizioni in tutte le scuole dello stesso tipo [...]. L'esame viene valutato da una commissione esterna nominata dal ministero dell'educazione (c'è un chiaro e forte meccanismo di incentivo per indurre li insegnanti a prepare gli studenti al meglio: l'insegnante i cui studenti fanno particolarmente male in una determinata materia comparati agli altri soggetti della stessa scuola vengono trasferiti o mandati a un grado inferiore. Ne segue che un risultato negativo dello studente agli esami  è contro l'interesse dell'insegnante). Il risultato dell'esame finale è particolarmente importante perché è la principale determinante della possibilità di accesso all'università.

Certamente perfettibile come sistema, ma almeno gli incentivi per i professori sono chiari e la commissione unica esterna dovrebbe aiutare. Ma dove siamo? US? UK? Canada? Non proprio. Signore e signori (e Ministro Profumo) siamo a Nablus, Ramallah, e Al-Bireh. Siamo in Palestina.

18 commenti (espandi tutti)

The final exam is taken on the same day under exactly the same conditions in all schools of the same type [...]. The exam is graded by an external commission nominated by the Minister of Education.

Forse non se n'è accorto, ma l'autore sta descrivendo anche il caso italiano: non a caso si chiama "Esame di Stato", e coloro che lo vollero immaginavano proprio una valutazione sommativa uniforme per tutti.

Certo, si dimenticarono qualcosina: fissare i criteri di valutazione, e la connessa metodologia, centralmente, per tutti gli esami previsti, con il caveat che per certe prove (es. elaborato d'Italiano, prove orali) non può esistere una valutazione oggettiva [ossimoro], ma si possono comunque fissare standard congrui, apprezzabili da docenti ben istruiti.

Ma l'idea è quella.

Poi, lasciamo perdere l'irragionevole e illiberale associazione meccanicistica del profitto degli studenti con le prestazioni degli insegnanti: robaccia post-modernista che non a caso nella buona scuola di una volta sarebbe stata impensabile.

 

40 anni dopo

 

RR

The teacher whose students had a particularly poor performance in a specific subject compared with other subjects in the same school will be transferred or turned back to lower grade. It follows that a negative exam result for the student is against the interest of the teacher).

L'autore sta descrivendo il caso italiano anche qui? Poi dottor Rubele, la vignetta riportata è molto divertente ma sarà la 5a volta che la mette, direi che l'abbiamo capita. Sentiti ringraziamenti.

Poi dottor Rubele, la vignetta riportata è molto divertente ma sarà la 5a volta che la mette, direi che l'abbiamo capita.

Non ne sono sicuro.

RR

come scrive vincenzo qua sotto, ero infatti più interessato alla parte di incentivo ai professori (parte comunque perfettibile, come scrivo nel post) che alla "meccanica" dell'esame.

il fatto di avere una commissione totalmente esterna comunque differenzia dal caso italiano in cui ci sono gli "interni" e gli "esterni": come nei concorsi da ricercatore, as long as ai secondi non interessa nulla dell'estito del concorso (leggi: non gli viene in tasca niente, mentre è vero che ad alcuni commissari, per illuminazione personale, sono davvero interessati a "far vincere il migliore"), saranno i primi ad avere ampio potere decisionale sull'esito.

Quando ho fatto l'Esame di Maturità io, la commissione era tutta esterna con solo un "interno", il cui ruolo era più che altro quello di "aiutare a leggere le situazioni, le storie personali", ove servisse.

La degradazione della Commissione a "quasi tutta interna" è figlia della cultura dei "tagli" e dei "risparmi", che nei fatti hanno portato poi a un degrado qualitativo ben maggiore dei guadagni materiali che si sono ottenuti.

Più fortunati ancora, dal punto di vista qualitativo, coloro che facevano la maturità su tutte le materie previste dal curriculum (quindi versione pre-68'). Ancora meglio, quelli che facevano analoghi esami per tutti gli ultimi 3 anni di Liceo. Senza contare che quando si rimandava a settembre le cose andavamo molto meglio di adesso (per il tono di serietà generale, come praticamente tutti dicono).

RR

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Beh, però l'OCSE-PISA mette in testa un Paese che è all'opposto di questo modello, la Finlandia, ed è da vedere se i risultati scolastici palestinesi, date anche le condizioni di partenza, siano buoni (dal titolo del paper mi sembra che il focus sia un altro).

 

L'idea poi che un insegnante mediocre, anziché licenziato, debba essere sbolognato ad un livello inferiore di istruzione è curiosa: ci sono classi o fasce di età che richiedono una selezione negativa del personale docente?

... e tra i risultati buoni, della parte alta della graduatoria PISA, troviamo la Svizzera in cui manco esiste un ministero della "pubblica educazione", che tutto muove e dispone.  Anche qui un modello assolutamente a-centralista, fatto da 26 ministeri cantonali che si coordinano orizzontalmente tra loro. 

 

Naturalmente bisogna anche chiedersi che genere di domande facciano in Palestina, per superare l'esame.  Se questi sono i requisiti capisco che un insegnante che non riesce ad indottrinare un ragazzo possa vedersela brutta.

come ho scritto sotto in risposta a francesco rocchi, manca totalmente materiale per fare un'analisi seria su quale sia "il" modello migliore e quindi il mio era solo un piccolo post per aprire gli occhi. 

sul secondo paragrafo sorvolo, semplicemente copio e incollo dal paper in questione il meccanismo di grading: 

The subjects, the maximum grade and the weight given to each subject in the final exam score differ by school type and by region. In the WB in ADABI schools the subjects and their maximum grade are as follows: Islamic education (maximum grade 100), Arabic (300), English (280), History (120), Mathematics (100), Geography (100), and Scientific culture (100). The total student score is calculated by sum of the grades for the following subjects: Arabic, English, History, Mathematics and the highest two grades between two of the remaining subjects (Geography, Islam education and Scientific education). In ELMI schools, the subjects  and the maximum grade are as follows: Islamic education (100), Arabic (200), English (200), Mathematics (240), Physics (160), Chemistry (100) and Biology (100). The total student score is calculated by sum of the grades for the following subjects: Arabic, English, Mathematics, Physics, and the highest score of any other two subjects (Islamic education, Chemistry, Biology). While only two of the optional subjects are considered in the student score all subjects must be passed. In the GS, ADABI schools the subjects and maximum grade are as follows: Religious education (20), Arabic (60), English (50), Geography (50), History (50), Philosophy and Logic (50), Psychology and Sociology (50), Economics (30). In ELMI schools the score and maximum grade are as follows: Religious education (20), Arabic (60), English (50), Mathematics (80), Physics (50), Chemistry (50), Biology (50), Statistics (30). In both schools, the total student score is calculated by sum of the grades for all the subjects taught.

 

A mio avviso non esiste "il migliore" ma esistono modelli validi in determinati contesti ed altri meno, in quello stesso contesto, ma che possono andare meglio in altri. Poi si può sorvolare finché si vuole ma i contenuti educativi in quella zona penso li conosciamo, o per lo meno chi vuole interessarsi li conosce. Non comprendo poi per quale motivo un docente che ha risultati scarsi al liceo debba essere spedito a far disastri alle medie inferiori o alle elementari.

 

Sono favorevolissimo agli incentivi economici e l'unico disincentivo che ammetto è che chi non è all'altezza del ruolo deve lasciare il posto ad un nuovo assunto.

 

...quindi l'intento era semplicemente di far notare che meccanismi incentivanti (seppur ampiamente migliorabili, anche se credo che in equilibrio i "declassamenti" dei professori siano davvero pochi, ma non ho dati per verificare) non sono presenti solo nei paesi che tutti abbiamo in mente: mi manca del tutto un esperimento controllato, ma sarei ben lieto di mostrare che, date anche le condizioni di partenza, il sistema palestinese è meglio di, ad esempio, quello italiano. 

Il sistema palestinese non mi sembra poi troppo lontano, come filosofia, dal sistema italiano e dagli altri sistemi di derivazione napoleonica (centralisti, rigidi, cadenzati e uniformanti -ovviamente sto semplificando).

Se la sintesi in inglese è corretta, c'è anche una vistosa fallacia logica che mina la credibilità di questo sistema, che vorrebbe essere incentivante:

 

The teacher whose students had a particularly poor performance in a specific subject compared with other subjects in the same school will be transferred or turned back to lower grade.


In altre parole:  la valutazione di un insegnante, chessò, di lettere, avviene con un confronto con i risultati in matematica. Si sommano le mele con le pere, e si può arrivare all'assurdo che un professore tema il talento dei suoi studenti in altre materie.

Potrebbe trattarsi di un problema di eccessiva sintesi, ma nella mia esperienza di scrutini in Italia mi sembra si ragioni in maniera simile. Spesso si tende a rimanere perplessi ad uno studente con 9 in italiano e 4 in matematica o scienze: la logica è che se uno è bravo e studia, va bene in tutto -ovviamente anche questa è un'approssimazione.

A me pare che l'introduzione di incentivi vada sempre auspicata se non ovviamente in malafede quantomeno con un'analisi seria di costi/benefici.
Nello specifico, mi pare una massima piuttosto condivisibile quella per cui "l'interesse di una società è quello di EROGARE BUONA FORMAZIONE"; già più controverso mi pare il nesso che si traccia tra "BUONA FORMAZIONE" e "BUONI RISULTATI ALL'ESAME", giacché esistono mille ragioni per cui un esame è una proxy molto- troppo- vaga della formazione.
Senza ricorrere ad abusati argomenti à la "siamo il paese delle truffe", che rischierebbero di innescare una logica immobilizzante ("tanto qualsiasi cosa fai l'italiano trova la fregatura"), banalmente un professore desideroso di far carriera potrebbe focalizzare molta parte delle sue forze preparare i propri studenti ad affrontare l'esame, garantendo a parità di condizioni un vantaggio competitivo a chi magari è solo più avvezzo a un test a crocette.
In generale forse sarebbe prudente non legare con troppa leggerezza dei processi di valutazione particolarmente (one-shot) ad effetti particolarmente rilevanti (es. promozione/declassamento di un insegnante - possibilità di accesso o no ad un corso universitario (sarà un po' retorico, ma pensiamo ad Einstein...)).

Focalizzare molta parte delle sue forze nella lettura della gazzetta in classe.

 

Scherzi a parte, come dico sempre a un mio amico in università, quali sono effettivamente i meccanismi da usare possiamo considerarlo un dettaglio, per ora. Il punto chiave e': pensiamo che sia opportuno premiare il merito o no? Se la risposta per te e' SI, qui troverai sicuramente molti disposti a discutere di come farlo nel modo migliore.

Possiamo considerare il COME incentivare il merito un dettaglio solo se non pensiamo agli effetti specifici in un tessuto socioeconomico; ma ho il sospetto che in molti casi introdurre policy di "incentivo cieco" possa fare più danno che altro.

A riguardo del "premiare il merito", no, non mi interessa così tanto, in questo senso: ritengo che uno studente non debba impegnarsi "perché è bello e giusto essere meritevoli " (ragione "etica") o "perché poi gli diamo un premio", ma perché dall'impegno derivano competenze, e le competenze sono un valore in se. Dovremmo semmai far sì che le aziende e le PA abbiano modo di SAPERE che tipo di competenze hanno i potenziali lavoratori, questo sì; ma che lo Stato debba sostituirsi alla mamma nel "premiare il merito" mi pare una concezione fuorviante, di cui davvero non riesco a cogliere la ratio.
Se poteste spiegarmela ve ne sarei molto grato.

anche se tutti hanno capito bene:

The teacher whose students had a particularly poor performance in a specific subject compared with other subjects in the same school will be transferred or turned back to lower grade.

non va tradotto 

l'insegnante i cui studenti fanno particolarmente male in una determinata materia comparati agli altri soggetti della stessa scuola vengono trasferiti o mandati a un grado inferiore.

quello che viene trasferito è l'insegnante, singolare, non gli studenti, con cui è accordato il verbo al plurale. Si vede che tutti hanno letto direttamente in inglese

Solito vecchio problema dei criteri di valutazione degli insegnanti. Per applicare criteri di merito, dotati di qualche validità, basati sull'andamento degli studenti, sarebbe necessario capire quanto il demerito di un risultato negativo sia da attribuire alle capacità dello studente e quanto alle capacità dell'insegnante. Il numero di alunni di una classe non è abbastanza grande e la distribuzione tra le classi sociali non abbastanza uniforme da ritenere che ogni classe abbia capacità scolastiche uniformi né in senso assoluto, né a livello di potenzialità. Questo vuol dire che: né una valutazionene assoluta né una valutazione relativa (andamento degli studenti a finale vs andamento degli studenti all'inizio del corso di studi) può aiutarci ad individuare il docente  migliore.
Il fatto che le aziende tendano ancora a basare la valutazione del proprio personale su valutazioni soggettive di un responsabile e non su criteri di calcolo oggettivi mi fa pensare che cercare criteri oggettivi nel pubblico continui ad essere illusorio. Temo purtroppo che se vogliamo introdurre criteri meritocratici nella scuola dovremo far riferimento ancora a valutazioni soggettive, che purtroppo costano di più e sono corruttibili, ma continuano ad essere l'unica soluzione affidabile.

Una volta finita la scuola (diciamo le elementari), devi affrontare dei test d'ammissione per le medie.
Ed è quello che determina il ranking delle elementari, e così via.
E' chiaro che una scuola dove non si fa nulla, non avrà studenti che passano i test quindi scenderà nel ranking, e allora fallirà o cambierà personale.
Non serviranno valutazioni soggettive, ci penserà il mercato a questo.
Questo in un'ipotetica situazione di istruzione liberalizzata.

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