Uk versus Italy

18 dicembre 2009 marco esposito

Perchè chi può scappa. E nemmeno fisicamente...

Il dibattito (?) politico sembra aver perso assolutamente di vista  il fatto che l'Italia sta scivolando pericolosamente verso il basso in molti, troppi, indicatori economici.

Uno dei mali del BelPaese è sicuramente la burocrazia che letteralmente affligge le imprese, dalle grandi alle infinitesime, senza che nessuno voglia fare quello che Andrea Moro chiamò “Starve the beast”. [Nota degli Editori: con tutto il rispetto per il nostro, l'espressione "starve the beast" ebbe origine negli anni Ottanta]

Analizzo quindi, quali potrebbero essere le differenze fra l'Italia e la Gran Bretagna nell'aprire e organizzare un'impresa, con l'avviso che quest'ultima è presa a riferimento del mondo anglo-sassone in generale.

Ancor più nello specifico analizzerò le differenze fra la costituzione di una s.r.l. , ed una Ltd, poiché questo tipo di società maggiormente riflette un'organizzazione societaria, e non il piccolo artigiano o lo studio professionale, che hanno necessità diverse.

Partiamo dal costo di costituzione: per la s.r.l., il range e' abbastanza ampio: il costo va da € 1.500,00 (notaio Maddalena in Napoli dopo lunga e faticosa trattativa) a € 4.500,00; invece per una Ltd. abbiamo costi a partire da € 32,00, con una evidente disparità di partenza a parità di servizio reso.

Procediamo quindi con ordine: abbiamo fatto il primo passo, abbiamo la nostra ltd, se abbiamo costituito una società a scopo commerciale possiamo senz'altro procedere ad acquistare prodotti e venderli; pensiamo, ad esempio, ad una ditta di import-export, importa prodotti dalla Cina e li rivende sul mercato italiano.

Se la ditta in questione ha un proprio deposito in Italia deve registrarsi all'Ufficio delle Imposte e da quel momento opera come “società con rappresentante fiscale in Italia”, può assumere personale, paga tutte le tasse che esistono in Italia, tranne la CCIAA, quindi paga Tarsu, Inps, Inail, versa l'IVA, etc., comprese le tasse sul reddito societario, a meno che non sia... una multinazionale.

Ad esempio l'American Express (se siete residenti in Italia e girate la vostra carta lo leggete subito) in Italia non esiste più: si chiama American Express ltd con rappresentante fiscale in Italia e non paga un centesimo sul reddito in Italia (ma paga i bolli, che versiamo noi..).

Sempre partendo dal primo passo, la costituzione della società, abbiamo l'altra possibilità: non abbiamo né un ufficio, né un deposito in Italia, ma abbiamo solo un “virtual office” a Londra, ad esempio facciamo fare magazzino allo spedizioniere, che potrebbe curare anche le consegne e l'emissione del foglio di consegna (non è un D.D.T.!). In tal caso per lo Stato Italiano non esistiamo e non paghiamo un centesimo, emettiamo le nostra fatture e le inviamo via mail, il conto corrente può essere un transit account su una filiale italiana, o, molto meglio, direttamente un conto in Inghilterra.

Gli stessi identici passi li compio se sono una società finanziaria (ad esempio una società di leasing auto, diciamo Toyota Financial Services PLC), anche qui, poiché l'oggetto del bene è in Italia la società emette fattura con I.v.a., ma non paga le tasse sul reddito in Italia. E via cantando..

Vediamo cosa succede sul versante inglese: se fatturo solo verso l'estero non ho particolari obblighi I.v.a.; trattandosi di merce in transito, l'I.v.a., per regolamento UE deve essere assolta nel paese in cui il bene è consumato. Sarà quindi l'acquirente finale del bene, nel momento in cui paga il bene stesso, a pagare l' I.v.a.; in mezzo ci sarebbero solo partite di giro, ma trattandosi di stati UE non c'è alcuna I.v.a da versare.

Il destinatario della merce in Italia, invece, è tenuto all'autofatturazione ai fini I.v.a., a meno che non si tratti di beni destinati alla produzione, e non direttamente alla vendita (gas e acciaio dalla Russia, ad esempio...).

Continuiamo con gli obblighi inglesi: dobbiamo presentare il bilancio, invece delle 72 pagine italiane, con righe, rimandi, etc., abbiamo un simpatico form di quattro pagine, facile, facile.

Sì, va bene, ma quanto paghiamo di tasse ? E di Irap? Semplice. Ah, no l'Irap nella perfida Albione non esiste...

E tutti gli altri adempimenti societari ? CCIAA, bolli su e/c, etc., etc. ? Niente di niente...

Forse per questo alcune aziende italiane hanno trasferito a Londra la sede operativa. Forse per questo, anziché domandarci come attrarre investimenti dovremmo domandarci come fare per evitare che se ne vadano tutti. Forse per questo siamo immobili. In attesa che ci caschi il Duomo addosso.

39 commenti (espandi tutti)

Memo: Renato Brunetta, invece di andare in TV, perché non ti occupi di questo? Trattasi di produttività della P.A. e tu, lo dici sempre, non sei forse un grande economista? Qualcosa dovresti capirne, no?

Brunetta: la persona più sopravvalutata del secolo.

Ma la sua campagna mediatica ha funzionato a meraviglia, in tanti parenti-amici-colleghi sono convinti che stia risolvendo i problemi della pubblica amministrazione.

Io rispondo sempre (anche un po stizzito ultimamente): "andate negli uffici pubblici a farvi fare 4 carte e vediamo se é veramente cambiato qualcosa", la risposta é sempre quella: "ma per cambiare le cose in Italia ce ne vuole... lasciamolo fare e vedrai che... " poi ci aggiungono un paio di mirabolanti cambiamenti. Mah... disperazione...

PS. L'iter per ottenere la social card é l'esempio di quanto stia lavorando per semplificarci la vita. Da ricordare che la trafila la devono fare pensionati non più svegli come un tempo.

Andiamoci piano! L'insigne personaggio ebbe a dichiarare che o sarebbe diventato ministro o avrebbe meritato e ricevuto il Noble per l'economia. E' divenuto ministro. E non c'è bisogno di aggiungere altro.

Non metto bocca sui costi fiscali ed amministrativi per mantenere in vita una srl in Italia e per lavorare qui da noi.

Un piccolo chiarimento, invece, posso darlo sui costi per costituire una srl.

I 1.500 euro del notaio napoletano (che corrispondono anche ai costi maceratesi) comprendono imposte per circa €. 700,00 (bolli, tassa registro, diritti per la prima iscrizione al Registro Imprese e poche frattaglie minori) e onorario notarile per la differenza.

In ogni caso, €. 800,00 contro £. 32 sono una enormità, cosa mai può giustificare i costi in più di un notaio rispetto alla rapidità ed efficienza della costituzione on-line ?

Certo, il notaio di turno può rispondere che da parte sua ci mette una consulenza legale, la verifica delle condizioni di legalità dello statuto, l'accertamento dell'identità dei soci e degli amministratori, l'iscrizione della società nel Registro Imprese con attribuzione della partita IVA, conserva l'originale dell'atto costitutivo e rilascia tutte le copie necessarie, ma diciamocelo: 800 contro 32, non c'è storia.

Ed allora ho deciso, l'ho fatto.

Ho investito dieci minuti del mio tempo e seguito passo dopo passo quanto mi chiedeva il sito linkato da Marco e posso dire di essere il fiero fondatore della "Noisefromamerika ltd"

Ho scelto di avere lo statuto standard fornito dal sito, una iscrizione in tempi rapidi, la registrazione della partita iva, il capitale minimo necessario, la ricevuta della iscrizione presso la Companies House, una sola copia dell'atto costitutivo, di avere la Coddan (ossia la società inglese che gestisce il sito) come mio socio ed amministratore iniziali "di facciata", di avere conferma per e-mail e di pagare il tutto a mezzo bonifico bancario.

Il costo finale per la costituzione della "Noisefromamerika ltd" è risultato essere di £. 672,85, che è un po' di più delle originali 32. Ho anche dovuto accettare il seguente disclaimer

" I certify that neither CODDAN nor any of its employees or agents have provided me with any personal counsel, legal or financial advice. If I have provided credit card details, I authorise that my credit card be charged for this service. Note: If you do not agree to these terms, CODDAN cannot file on your behalf.

In sostanza, come ovvio, non ho ricevuto nessuna consulenza legale, ma in compenso, ho potuto costituire la società in maniera totalmente anonima e senza che nessuno possa essere in grado di sapere chi si nasconde dietro la "Noisefromamerika ltd".

By using our nominee service, Coddan will become the registered nominee director, secretary and/or shareholder of your company, and no public record of the active beneficiary will exist.

Il che forse è un bene, perchè per costituirla ho usato i dati anagrafici di Marco Esposito (mai mettere troppe informazioni su Facebook) e l'indirizzo della sua società di Giugliano.

Spero che Marco non si offenda, anche perchè, per evitargli grane contabili, ho dato la mia mail per confermare l'ordine, cosa che ovviamente non ho fatto. Se avessi voluto, però, oggi Marco avrebbe una società in più senza neanche saperlo.

In aggiuta a quanto scritto da Sabino, va anche sengalato quanto riportato nella sezione “disclaimer” della Companies House inglese (http://www.companieshouse.gov.uk/legal/disclaimer.shtml)

“The information available on this site is not intended to be comprehensive, and many details which may be relevant to particular circumstances have been omitted. Accordingly it should not be regarded as being a complete source of company law and information, and readers are advised to seek independent professional advice before acting on anything contained herein. Companies House cannot take any responsibility for the consequences of errors or omissions.“

Come si vede, un paese in cui vi è il massimo della semplificazione, in cui i registri pubblici possono essere “alimentati” da chiunque, si preoccupa di segnalare i rischi di inaffidabilità dell’informazione.

Ciò significa che per la verifica di tali informazioni ci si dovrà rivolgere ad un professionista del luogo che ne attesti la veridicità, e tale professionista, ovviamente, dovrà (ogni volta) essere pagato, molto probabilmente ben più del costo di costituzione della società in Italia dove, invece, è sufficiente, a costi contenutissimi, consultare il registro delle imprese per ricavare tutti i dati rilevanti della società (nome, sede, amministratori, loro poteri, bilanci, delibere etc.).

Ciò significa che per la verifica di tali informazioni ci si dovrà rivolgere ad un professionista del luogo che ne attesti la veridicità, e tale professionista, ovviamente, dovrà (ogni volta) essere pagato, molto probabilmente ben più del costo di costituzione della società in Italia dove, invece, è sufficiente, a costi contenutissimi, consultare il registro delle imprese per ricavare tutti i dati rilevanti della società (nome, sede, amministratori, loro poteri, bilanci, delibere etc.).

Vabbe' che difendi il tuo business di notaio italico ;-) pero' su quali basi ipotizzi che dovrai rivolgerti a un professionista e che "molto probabilmente" dovrai spendere un sacco di soldi? Basta una sterlina per documento: http://www.companieshouse.gov.uk/toolsToHelp/WCInfo.shtml

 

La necessità di rivolgersi a un professionista, pagandone i relativi costi, che non saranno certo di una sterlina, si ricava dalla lettura del disclaimer: "... readers are advised to seek independent professional advice before acting on anything contained herein. Companies House cannot take any responsibility for the consequences of errors or omissions.“

Ciò che costa una sterlina è quindi la certificazione che si ricava dalla Companies House, che però, consapevole della sua inaffidabilità, si esonera da responsabilità per eventuali errori e/o omissioni.

Una recente esperienza diretta ha dato conferma di quanto dico, perchè dall'esame del Companies Registry inglese, una Ltd (che avrebbe dovuto sottoscrivere l'aumento di capitale di una s.r.l. italiana) risulta sciolta e in liquidazione mentre in realtà pare non lo sia e a tutt'oggi la situazione (sono trascorsi tre mesi) non si è ancora chiarita (non si sa bene neanche chi ne sia l'amministratore). Probabilmente l'affare salterà proprio perchè non è chiaro "chi c'è dietro"...

In Italia, il costo dell'intero "fascicolo" di una società (contenente tutta la storia di essa, fin dalla sua costituzione) mi pare sia di 10 euro. E non c'è nessun "disclaimer".

La trasparenza dell'informazione societaria mi pare un valore non trascurabile.

 

 

Ciò che costa una sterlina è quindi la certificazione che si ricava dalla Companies House, che però, consapevole della sua inaffidabilità, si esonera da responsabilità per eventuali errori e/o omissioni.

La presenza del disclaimer mi sembra un po' poco per dedurre l'inaffidabilita' dei contenuti. Tra l'altro disclaimer del genere sono molto piu' diffusi in paesi, come l'Inghilterra, in cui e' facilissimo far causa per qualsiasi motivo (anche per aver ricevuto informazioni poco accurate), mentre in Italia solo un masochista si rivolgerebbe ad un tribunale per una cosa del genere.

In Italia, il costo dell'intero "fascicolo" di una società (contenente tutta la storia di essa, fin dalla sua costituzione) mi pare sia di 10 euro. E non c'è nessun "disclaimer".

Come si fa ad ottenere questo fascicolo? Chi controlla che le informazioni contenute siano esatte?

Rispondo qui al thread per chiarire costi e competenze.

In effetti Sabino, come gli ho anche detto per e-mail personalmente, ha inserito in quella richiesta una serie di costi ampiamente evitabili, poichè il richiamo di Sabino alla fattura pro-forma non si legge, domani la riedito qui su Nfa, a meno che non riesca a farlo lui prima di me. Comunque € 32,00 è il punto di partenza, con le opzioni necessarie si arriva a € 200,00.

Il punto vero sollevato da Sabino è un altro: la Company House registra tutto quello che uno gli invia: non compie alcun controllo, in Italia questo controllo è teoricamente compiuto dai notai, per cui si può arrivare all'assurdo in UK che una società risulti sciolta o con Amministratori diversi da quelli veri.

Ovviamente c'è un "ma, però" grosso come una casa, che riporto sotto per punti.

1. In UK il certificato della Company House non ha alcun valore, nei paesi anglosassoni non si deve dimostrare con certificati, nonni, zii, nipoti al completo e di persona, oltre ai 24.000 bolli etc. di chiamarsi Marco Esposito, lo si dichiara e basta. E se mento ? In Italia è un'ammenda, in UK è la galera per tre anni (senza passare dal via, aggiungo io). Comunque il problema de "l'identity theft" esiste, volendo, con una procedura, si puo "lucchettare" il regsitro della Company House, in modo che ogni richiesta di cambio di "stato" sia modificabie a certe condizioni.

2. Io non dico che si risparmia solo sulla costituzione della società (di cui, in Italia, ben € 700,00 sono bolli e diritti, come ben dice Sabino), io dico che si risparmia anche nel prosieguo in burocrazia e costi connessi. L'esempio, per assurdo, è proprio qullo del Certificato della Company House da 1 Sterlina: in Italia costa 10 euro una visura semplice, che molte volte non ha alcun valore, per cui si deve produrre quelle con le note del Tribunale e l'Antimafia. 40 Euro. Inoltre la CCIAA mi costa, da sola € 200,00 più una frazione del fatturato, in UK è gratis. Il commercialista (che non è solo un fiscalista, ma ti segue veramente su tutto) a Londra costa £130 al mese. In italia non ti rispondono nemmeno al telefono per una cifra del genere, e se sbagliano tu paghi. In Uk pagano loro, il caso Mills, nato dal commercialista dello stesso ci dovrebbe far capire come ragionano.

3. Sui disclaimer: non solo sono figli di quella cultura per cui tu puoi far causa per vari motivi, compresi quelli che non mi hai spiegato bene cosa stavo comprando (e sabino ha comprato un paio di cose che non servivano proprio-)), ma anche perchè l'oggetto sociale in UK è libero, purchè non sia illecito (non esiste l'omologa del Tribunale che dice: ah, ma l'oggetto sociale è eterogeneo o non pertinente e te lo rigettano..), ma chi registra l'atto non può, e non deve sapere, se quello che tu vuoi fare è lecito o meno, per cui se ne lava le mani. E' meglio un disclaimer che dice:"io non sono responsabile", o 30 pagine di clausole e cluasolette in corpo 4 ?

4. Infine l'elenco di aziende che hanno spostato la loro sede sociale in Inghilterra (elenco non completo, come dichiara la stessa Chamber of Commerce), e che io ho riportato ci deve far riflettere: perchè se ne vanno ? E' solo una questione di tasse, o c'è dell'altro?

Quindi è una questione di enforcement circa il rispetto delle norme. In UK, se non si rispettano le norme si va in galera, in Italia no. Forse è tutto qui il problema?

Per quanto riguarda i costi mi piacerebbe sapere (perchè davvero non lo so) se per £ 130 mensili il commercialista dà anche legal opinions sui poteri degli amministratori, sulla situazione della società, sulla sua esistenza, etc., assumendosene la relativa responsabilità.

Alcune precisazioni, inoltre:

- a seguito della riforma della legge fallimentare la situazione societaria, per quanto riguarda le procedure concorsuali è praticamente conoscibile in tempo reale, perchè anch'esse oggetto di pubblicità al registro delle imprese in via telematica (va eseguita nelle 24 ore successive);

- in Italia l'omologa del tribunale non esiste ormai da quasi 10 anni (fa tutto il notaio - in pochi giorni - sotto la sua responsabilità, tra l'altro a pena di sospensione da 6 mesi a 1 anno e sanzione pecuniaria fino a 15.439 euro);

- quanto all'oggetto sociale, anche in Italia si discute se sia il caso o meno di passare al sistema di common law, molto più liberale, tanto più che dopo la riforma societaria del 2003, le limitazioni ai poteri degli amministratori delle società di capitali non sono opponibili ai terzi anche se pubblicate; esistono comunque società, regolarmente iscritte, che hanno oggetti sociali così ampi da poter fare praticamente di tutto...

Aggiungo ancora che, secondo la più recente giurisprudenza della Corte di Giustizia UE (casi Centros, Uberseering, Inspire Art, Cartesio) in materia di diritto di stabilimento (art. 43 del Trattatto UE), è possibile per una società che intende svolgere la propria attività in un paese membro, avere la propria sede in un qualsiasi altro stato membro, quindi se si vogliono risparmiare i costi di costituzione si può andare nel sottoscala mostrato qualche settimana fa in TV e costituire lì la Ltd (costa £ 130), però la trasparenza va a farsi benedire, come già scritto e, naturalmente, il titolare dell'ufficio pretende una dichiarazione che lo esonera da qualsiasi responsabilità in merito all'attività che la società andrà a svolgere. Nel caso mostrato in TV le società operative (una di queste quotata in borsa...) sono di diritto italiano, le controllanti sono Ltd di diritto inglese, i soci di queste Ltd sono dei prestanome, chi ci sia dietro questi prestanome non si sa, chi è che "risponde" non si sa, da dove vengono i soldi non si sa...

Non posso fare a meno di notare, inoltre, che proprio la mancanza di pubblici registri affidabili sta determinando gravi problemi, in USA, perchè le banche che intendono agire nei confronti dei proprietari degli immobili non riescono a dimostrare di essere titolari del relativo diritto di garanzia, che negli innumerevoli passaggi dei titoli si è praticamente ... perso (sto cercando i dati, quando li trovo li comunico). 

P.S. Non credo proprio che in Italia per 130 euro non ti rispondano al telefono. Se io e Sabino ci provassimo, ad esempio, probabilmente chiuderemmo nel giro di pochi giorni ...

[...] quindi se si vogliono risparmiare i costi di costituzione si può andare nel sottoscala mostrato qualche settimana fa in TV e costituire lì la Ltd (costa £ 130), però la trasparenza va a farsi benedire, come già scritto e, naturalmente, il titolare dell'ufficio pretende una dichiarazione che lo esonera da qualsiasi responsabilità in merito all'attività che la società andrà a svolgere. Nel caso mostrato in TV le società operative (una di queste quotata in borsa...) sono di diritto italiano, le controllanti sono Ltd di diritto inglese, i soci di queste Ltd sono dei prestanome, chi ci sia dietro questi prestanome non si sa, chi è che "risponde" non si sa, da dove vengono i soldi non si sa...

Non conosco i dettagli in UK, ma in Hong Kong (che ha ereditato il sistema legale inglese e ha norme molto simili) il "true beneficiary" e i termini di eventuali accordi con prestanome (nominees) per azionisti e directors sono per legge disponibili se un giudice emette un court order che lo richiede; inoltre, le banche prima di aprire un conto societario richiedono sempre queste informazioni.

lo si dichiara e basta. E se mento ? In Italia è un'ammenda, in UK è la galera per tre anni (senza passare dal via, aggiungo io).

Ottimo refrain pubblicitario per render chiaro il perchè non vi possono essere uguali ordinamenti giuridici in Italia e in UK.

[Più o meno come quando si rammenta che in Germania la spazzatura prodotta va pesata, a cura del cittadino che la produce, che indi comprerà e applicherà il bollino corrispondente alla relativa tassa]

RR

A parte che ti sei fatto fregare, perchè io ho linkato Coddan, da cui prendo una percentuale per tutti quelli che leggeranno Nfa e costituiranno una ltd (mai fidarsi di un napoletano...), in effetti il rischio che esemplifichi esiste, anche se ci sono modi per tutelarsi.

Sapevo che mi avresti risposto, domani ti riargomento a favore della ltd, nel frattempo avrai notato che in Inghilterra i bolli non esistono...

Sabino due cose:

1. Stai dicendo che l'azione del notaio in italia protegge sia chi costituisce la societa' (garantendo sulla storia degli altri soci) sia chi ci si affida, assicurandosi che dietro la societa' ci sia un nome responsabile. Ora, mi sembra che le cronache siano pieni di episodi che dimostrano che questa protezione e' facilmente aggirabile se lo si vuole ma, a parte questo, siamo in grado di quantificare che tipo di danni/reati emergerebbero nel momento in cui questa protezione sparisse di modo da confrontare se il nostro tasso di questi danni/reati con quello inglese?

2. La registrazione a 32sterline esiste o no? O la tua e' salita a 800 e rotti solo perche' hai scelto opzioni "consigliate"?

2. La registrazione a 32sterline esiste o no? O la tua è salita a 800 e rotti solo perché hai scelto opzioni "consigliate"?

Esattamente! La qual cosa fa salire il prezzo ...

Comunque, i dettagli esatti li lascio mettere a Marco, che li conosce più dettagliatamente di me.

Ai nostri amici notai chiedo invece: ragazzi, fate sempre così anche con i vostri clienti?

Quanto tu dici vale per tutti i paesi dell'UE? In tal caso, perche' usare una societa' in UK (tasse al 21 - 28%) e non una, che so, in Lettonia (15%)?

Inoltre, sai che regole ci sono per asset holding (p.es. immobili)?

O magari in Olanda: il tax rate è alto, ma se non sbaglio per le multinazionali i profitti generati all' estero sono tax free...

I motivi per cui gli italiani vanno a Londra e non a Tallinn sono: buoni collegamenti con Londra a costi inferiori di un Milano Roma, una giurisdizione efficace e chiara, la possibilità di appoggi in loco dovuta alla comunità italiana, il prestigio che ha Londra, la facilità di qualsiasi tipo di transazione e i costi anche di transazione bassi.

Il tax rate non è l'unico motivo per cui ci si muove, difatti non ho assolutamente parlato di paradiso fiscale, ma di paradiso burocratico. Se vuoi un basso tax rate vai in Irlanda, che è ancora più basso di Tallinn, ed hai molti dei vantaggi dell'UK, ma non è la stessa cosa che dire "ho la sede a Londra". Quindi ci si sobbarca degli extra-cost rispetto all'Irlanda, pur di non aver nulla a che fare con la follia italiana.

Infine la lingua: nella business community l'inglese è abbastanza diffuso e parlato (obviously, vale anche per l'Irlanda).

Sugli asset holding: se l'immobile è in Italia non hai alcun vantaggio, anzi potrebbe essere penalizzante, visto che non ti scampi nemmeno una delle follie burocratiche italiche, diverso è il caso se hai immobili sparsi nel pianeta: in quel caso sei una multinazionale e sottostai alla tassazione inglese, ma in quel caso, a questo punto, meglio Dublino. Dove ha la sede anche la Pirelli Real Estate Holding..

Il conferimento di immobili, peraltro è di una semplicità totale: niente stima, perizie, tribunale: lo inserisci nel patrimonio sociale e basta con un atto scritto privato.

Questo è quel che so.

Esterovestizione

TonyS 18/12/2009 - 13:46

Mi scuso se vado un po' fuori tema, ma come si collega quanto descritto con il reato di esterovestizione? Non conosco bene l'argomento e chiedo lumi, ma sia il trasferimento che la semplice apertura di un'azienda in uk (anche se non interessata al mercato italiano ma orientata al mercato internazionale) mi pare sia reso praticamente impossibile da una norma di quel tipo.

Re: Esterovestizione

18/12/2009 - 14:08

Credo il tuo dubbio si risolva in questo passaggio:

Se la ditta in questione ha un proprio deposito in Italia deve registrarsi all'Ufficio delle Imposte e da quel momento opera come “società con rappresentante fiscale in Italia”, può assumere personale, paga tutte le tasse che esistono in Italia, tranne la CCIAA, quindi paga Tarsu, Inps, Inail, versa l'IVA, etc., comprese le tasse sul reddito societario

Forse per questo alcune aziende italiane hanno trasferito a Londra la sede operativa.

E per lo stesso motivo molte aziende italiane si trasferiscono nella ancor piu' vicina Svizzera (prossimamente sarà chiamata "La Perfida Elvezia?") dove la burocrazia è praticamente inesistente, le imposte sono basse, l'economia è "free" ed in caso di trasferimento nel Ct. Ticino si ha pure il pregio di parlare italiano. Ottimo welfare state per i dipendenti: sanità migliiore di quella inglese (ma ci vuole poco) e scuole di alto livello, in ogni ordine e grado. Incredibile a dirsi, poste e telefoni funzionano e la logistica è ottima, nel centro dell'Europa. Insomma è fuga generale dall'Italia. In Svizzera arrivano non piu' gli operai con la valigia di cartone ma ingegneri, medici, ricercatori, infermieri, tecnici specializzati, artigiani, aziende intere.

Francesco

Piccoli particolare a sostegno. Se un'impresa ha un credito da esigere e deve purtroppo ricorrere alla via giudiziaria? Se un'impresa deve ampliare il proprio capannone? Quand'anche i costi per la cpstituzione di una ltd fossero maggiori, il complesso dei costi di funzionamento di una impresa, esternalità comprese è di gran lunga inferiore.

<!-- BODY,DIV,TABLE,THEAD,TBODY,TFOOT,TR,TH,TD,P { font-family:"Arial"; font-size:x-small } -->


NOISEFROMAMERIKA LTD












1 Registration of a Private Company Limited by Shares in England
£32,00 £32,00
1 Guaranteed Same Day Incorporation (if order received by 13:30 GMT)
£45,00 £45,00
1 Registered Office Address in London W1H
£75,00 £75,00
1 Forwarding of official mail overseas
£30,00 £30,00
1 Laminated Copy of Certificate of Incorporation
£5,95 £5,95
1 VAT Registration
£150,00 £150,00
1 Certified Copy of Certificate of Good Standing (5-7 days)
£35,00 £35,00
1 Apostilled & Notarised Copy of the Articles of Association (3-4 days)
£300,00 £300,00
1 Europe (TNT)






£30,00 £30,00












BENEFITS INCLUDED IN YOUR PACKAGE:


Check on the availability of a business entity name;



The government fee for incorporation (VAT exempt);


The preparation and filing of the memorandum and articles of association.













THE FOLLOWING DOCUMENTS WILL BE E-MAILED TO YOU UPON FORMATION OF YOUR COMPANY:



A certificate of incorporation (Requires Adobe Acrobat);









The memorandum & articles of association (Requires MS Word);


The first meeting of the board of directors (Requires MS Word);


The membership certificates and a company register (Requires MS Word).


 

Ho già detto a Sabino che la sua fattura conteneva degli elementi non necessari: in particolare il "certificate with apostilles" (€ 300,00) e la VAT registration (€ 150,00), oltre al "same day incorporation" (€ 45,00), e vari ammennicoli non indispensabili. Diciamo che, al massimo, si dovrebbero spendere € 200,00, compresa la domiciliazione annuale in Londra (alcuni la offrono lifetime).

Anche dai commenti di Daniele Muritano deduco che c'è un forte spirito (corporativo?) al mantenimento di uno status quo, in cui il "pubblico ufficiale" ha prerogative, privilegi e prebende.

Da parte loro mi fanno notare che "le prebende" sono quasi poca cosa rispetto al rischio che corrono. Quindi io domando loro: ma non sarebbe meglio che si eliminasse questa prerogative "notarile" e si possa fare come nei paesi in cui liberismo non è una parola vuota ? Anche loro mi fanno notare (ma lo so bene) che se chiedo pareri, note, e quant'altro in UK pago, loro mi dicono che in Italia è praticamente gratis (mmm, dubito, un parere per iscritto si paga e come!). Allora lasciamo liberi gli imprenditori di fare come gli pare, se hanno bisogno si rivolgono agli specialisti (notaio? avvocato? commercialista? in Italia esistono queste figure in un unico studio ?) e pagano. Altrimenti il tutto è quasi gratis, come è giusto.

Un'ultima postilla su questa discussione con i notai: secondo me, se voglio imbrogliare e truffare fare società in Italia è molto meglio: niente falso in bilancio, pratica impossibilità di riuscire a concludere un processo con illeciti amministrativi e finanziari (Callisto Tanzi vi dice qualcosa? Geronzi, Cragnotti e gli altri ? Eutelia ?), mentre in UK se sgarri ti processano e ti mettono dentro. E talvolta buttano via la chiave...

Riprendo adesso il tema della discussione: se anche in Italia non si incominciano a introdurre elementi di vero liberismo (compreso quello di scegliere che strada adottare per formare una società) le imprese semplicemente se ne vanno. E come ho detto non c'è nemmeno bisogno di andersene fisicamente, puoi continuare a svolgere le tue attività di impresa (anche avere stabilimenti, se vuoi), senza però essere costretto alla asfissiante burocrazia italica su una serie di questioni. L'esempio più lampante che mi viene in mente è la fusione di società , o l'incorporazione : nel mondo anglo-sassone questo tipo di operazioni è relativamente semplice (anche se vi concorrono fior di professionisti con parcelle notevoli) e fiscalmente conveniente. In Italia (attualmente) no.

Ancora: sui compensi agli amministratori non si calcola l'INPS, in Italia sì, ed è una forma di contribuzione su cui il presunto beneficiario non vedrà mai un centesimo, è solo l'ennesimo tributo.

In mancanza di dati convincenti sulla convenienza a mantenere l'azienda, in senso strettamente giuridico e fiscale, in Italia, semplicemente le aziende se ne vanno. E non vi dico cosa potete avere se lo stabilimento anzichè, poniamo, a Termini Imerese, decidete di farlo in Romania o in Slovenia.

 

 

 

 

Ciao Marco!

Sono d'accordo con te. Quello che dici sarebbe un incentivo a investire nel nostro paese. Tu che sei in Confindustria, mi dici perché loro non si battono per questi temi? Voglio dire, mi sembrano cosa che farebbero bene in ogni caso, quindi perché non si impuntano e non chiedono che uno possa aprire un'azienda in un giorno, facilmente e pagando 300 euro?

Marco, della fattura ne parliamo più avanti, ma ora fammi dire che a me la ltd piace.

Piace l'idea di poter costituire una società con pochi clic, senza troppe formalità e a costi contenuti. Detto questo, nel confrontare i costi  dobbiamo però intenderci su cosa questi i diversi costi comportino in relazione alla affidabilità che il risultato (la nuova società) ha per i terzi che entrano in contatto con la ltd o la srl e per gli stessi soci che quella società hanno costituito.

Ancora una volta, i differenti costi risiedono nelle differenti stutture giuridiche di common law e civil law, che richiedono  diverse procedure e controlli e, di conseguenza, costi.

In common law, semplicemente, non c'è controllo preventivo di legalità e il tutto è rinviato ai giudici e a consulenti di parte, in civil law si preferisce avere un controllo preventivo di legalità che comporta ovviamente costi diversi.

I costi inziali sono quindi a vantaggio della tua ltd. Le  200,00 sterline che tu stesso ritieni indispensabili per la sua costituzione (comunque più delle 35 inizialmente affermate) sono sicuramente meno degli 800 euro per la srl.

Che "prodotto" ottengo però con questa cifra ? Ottengo quello che potremmo definire un "modello base", ossia una società per la quale non ricevo alcuna consulenza legale (che altrimenti dovrei pagare, come tu stesso riconosci) tant'è che nel caso della nostra neocostituita  "Noisefromamerika ltd" non ho la minima idea di quali siano le sue regole di governance, di ripartizione utili, di regolamento assembleare e così via:  nessuno me le ha esposte o spiegate, nè ho avuto la possibilità di sceglire tra varie alternative, semplicemente le ignoro, nel senso letterale del termine ed in fondo per quella cifra cosa mai potevo pretendere.

Tutto ciò può forse andare bene se la ltd ha un solo socio, che in fondo se la suona e se la canta da solo, ma se i soci sono più di uno, tutte quelle questioni diventano importanti, dato che sono le prime domande che ci si pone quando si costituisce una società, ossia come questa deve essere amministrata, se gli amministratori devono avere dei limiti ai loro poteri, se è opportuno inserire nello statuto clausole di prelazione o di gradimento nel caso di cessione delle quote, se gli utili vanno ripartiti o meno in maniera proporzionale, se alcuni soci devono avere particolari diritti, se le maggioranze assembleari devono essere quelle di legge o vice versa essere differenti e così via.

Non sto dicendo che si tratta di questioni insormontabili o difficilissime- Si tratta, banalmente,  della ordinaria indagine sulla volontà delle parti che qui da noi viene compiuta al momento della costituzione della srl e che anche in UK se affrontata, comporta il pagamento di consulenti legali con ciò facendo lievitare il costo ben oltre le £. 200,00 del "modello base".

A parte la questione costi, però, c'è un'altra conseguenza non secondaria ed è quella della affidabilità del registro societario. In UK semplicemente non c'è e non c'è non perchè sono io a dirlo, ma perchè lo dice la Companies House

Companies House is a registry of corporate information. We carry out basic checks to make sure that documents have been fully completed and signed, but we do not have the statutory power or capability to verify the accuracy of the information that corporate entities send to us. We accept all information that such entities deliver to us in good faith and place it on the public record. The fact that the information has been placed on the public record should not be taken to indicate that Companies House has verified or validated it in any way.

Companies House è un registro di informazione societaria. Noi conduciamo controlli di base per essere sicuri che i documenti siano stati pienamente completati e firmati, ma non abbiamo il potere legale o la capacità per verificare l'accuratezza dell'informazione che  le entità societarie ci inviano. Noi accettiamo tutte le informazioni che tali entità ci spediscono in buona fede e le pubblichiamo sul pubblico registro. Il fatto che l'informazione sia stata collocata sul pubblico registro, non vale ad indicare che la Companies House l'abbia verificata o convalidata in alcun modo

.

In sostanza, la Companies House inglese si limita ad "affiggere i messaggi in bacheca", ma non controlla, nè ha i poteri per farlo, che quei messaggi siano veritieri, ossia che provengano dai soggetti che dichiarano di esserne gli autori, nè che siano state rispettate le norme relative alla produzione dei medesimi messaggi.

The information available on this site is not intended to be comprehensive, and many details which may be relevant to particular circumstances have been omitted. Accordingly it should not be regarded as being a complete source of company law and information, and readers are advised to seek independent professional advice before acting on anything contained herein. Companies House cannot take any responsibility for the consequences of errors or omissions.

L'informazione disponibile su questo sito non intende essere completa e molti dettagli che possono essere rilevanti per particolari circostanze sono stati omessi. Di conseguenza, il sito non deve essere considerato come una fonte completa di diritto e informazione societaria e i lettori sono avvertiti di ricercare consulenza professionale indipendente prima di agire in relazione a qualcosa contenuta qui. Companies House non assume nessuna responsabilità per le conseguenze di errori o omissioni.

Una simile impostazione genera "costi di affissione" bassi, mentre se si vuole avere un ragionevole grado di ceretezza sui dati pubblicati, ci si deve rivolegere, a posteriori, a professionisti che, attraverso il rilascio di una "legal opinion", attestino i fatti pubblicati presso la Companies House.

In Italia  invece il Registro Imprese non è solo una semplice bacheca, ma un "produttore di certificazioni", dato che contiene dati verificati e certificati, non certo in relazione alla affidabilità delle singole società o al fatto che non abbiano fatto trucchi contabili, ma rispetto ai loro elementi costitutivi (soci, amministratori, poteri ad essi relativi, clausole statutarie, esistenza di protesti, capitale sociale, procedure concorsuali e così via).

Si tratta di dati non certo secondari, perchè consentono, in tempo reale, di verificare, per esempio, se il soggetto che mi sta vendendo un immobile o chiedendo un mutuo o ordinando merce per due milioni di euro è realmente l'amministratore di quella società o se quella stessa società risulta protestata o in liquidazione o magari cancellata.

Questi dati la Companies House non li può dare, non certo perchè non vuole, ma perchè per poterli fornire avrebbe bisogno di un "sistema" capace  di verificarli a monte, cosa che la common law non prevede.

Bada bene, non si tratta di mantenere le prebende notarili. In altri paesi di civil law il controllo preventivo lo fanno i giudici, in altri direttamente l'equivalente italiano del Registro Imprese, quindi elimina pure i notai e sostituisciili con un altro sistema di controlli di pari o maggiore efficienza e anch'esso ovviamente senza costi per lo stato  e ti darò ragione senza problemi, ma non limitare il tutto a dire

Allora lasciamo liberi gli imprenditori di fare come gli pare, se hanno bisogno si rivolgono agli specialisti (notaio? avvocato? commercialista? in Italia esistono queste figure in un unico studio ?) e pagano. Altrimenti il tutto è quasi gratis

perchè c'è una esternalità positiva nell'avere certezze (ossia pubblici registri affidabili) che ripaga i (neanche tanto) maggiori costi iniziali, in quanto consente al sistema imprenditoriale di lavorare rapidamente e con sicurezza rispetto ai dati societari. Ci sono moltissime cose da invidiare alla common law (i trust e la rapidità delle sentenze per esempio), ma l'inefficienza dei registri societari non è una di queste.

Per chiarire cosa intendo, consideria cosa accade con questo blog.

Tutti possono scrivere un articolo per "Noisefromamerika", ma non tutti possono pubblicarlo.

Ogni articolo deve infatti passare al controllo preventivo del componente di una "casta oligarchica" che ha il potere, delegatogli dagli altri fondatori del blog, non certo di entrare ne merito dell'articolo, ma di verificarne la logicità, di chiedere riscontri oggettivi, correzioni, esattezza nei congiuntivi e così via.

Questo controllo preventivo di "legalità" svolto dai redattori del blog (per loro faticoso) comporta però che gli articoli pubblicatri siano mediamente molto affidabili, motivati e logicamente coerenti e la qualità del blog ne trae eneorme vantaggio tanto che NfA è così diventato il bel giocattolo di cui tutti noi oggi godiamo.

Al contrario, non avviene sempre lo stesso con i commenti, dato che qui non c'è nessun controllo preventivo e chiunque può affiggere i suoi messaggi sulla bacheca di di NfA. Certo,  nella maggior parte dei casi i commenti sono pregevoli, ma talvolta si ritrovano commenti anonimi o sconclusionati o apparentemente ineccepibili, sino a quando   non arriva il  Michele Boldrin di turno a smascherarli e a sputtanarli.

Ecco, il sistema di civil law con i notai (o loro equivalenti) corrisponde agli articoli di NfA, ossia  dati affidabili e certificati, il sistema di common law corrisponde ai commenti liberi dei lettori, per i quali occorre un Michele sempre all'erta per mantenere la barra dritta.

Due postille poi per quanto riguarda i costi della fattura che hai pubblicato.

Non vedo proprio come tu possa stralciare la VAT registration (ossia la partita IVA che da noi corrisponde al numero di iscrizione al registro imprese) dato che non mi pare che una società  possa vivere senza vat registration. Ammetto che la copia dello statuto possa non essere indispensabile, ma normalmente è la prima cosa che una banca chiede se si vuole aprire un conto e di regola chiede copie con un qualche valore di certificazione, non bastano dei fogli stampati da internet.

A parte questo, però, della fattura  hai omesso di pubblicare la cosa fondamentale:

la fattura è a TUO nome, sei TU che appari come fondatore di Noisefromamerika ltd, è il TUO indirizzo che è stato comunicato, se avessi voluto, avrei potuto farti risultare come unico azionista e se avessi avuto tempo mi sarebbe bastato creare un indirizzo e-mail a tuo nome per completare il quadro.

E' questo aspetto che bisogna tenere presente, non solo i costi: la verità è che tu ti saresti potuto ritrovare socio senza neanche saperlo.

A parte questo, però, della fattura  hai omesso di pubblicare la cosa fondamentale:

la fattura è a TUO nome, sei TU che appari come fondatore di Noisefromamerika ltd, è il TUO indirizzo che è stato comunicato, se avessi voluto, avrei potuto farti risultare come unico azionista e se avessi avuto tempo mi sarebbe bastato creare un indirizzo e-mail a tuo nome per completare il quadro.

E' questo aspetto che bisogna tenere presente, non solo i costi: la verità è che tu ti saresti potuto ritrovare socio senza neanche saperlo.

Perche' questo dovrebbe essere preoccupante? In caso di azioni legali la cosa dovrebbe essere prima provata alla corte, e comunque la responsabilita' di un socio e' limitata alla quota di capitale sociale da lui versata per comprare le azioni.

 

Vedo che a entrambi piace l'idea della ltd, quindi no matters of opinion su questo.

Sulle questioni societarie complesse: in quel caso pagheresti i 300 € per un parere preventivo, se la questione è molto più complessa i costi salgono. Fammi però dire una cosa: nell'infinito mondo di studi legali inglesi Coddan è, secondo me, uno dei peggiori, quasi ai livelli del truffaldino, l'ho linkato perchè è quello con il dato di partenza più basso (se hai tutto pronto: Memorandum of Association, il nostro statuto, se hai un indirizzo legale a Londra, se non hai fretta totale) parte da € 32,00. Ma, come tu fai notare, non fa alcun controllo identitario dei soci, intasca i soldi e mette il post-it in bacheca (Company House). Questo è un modo molto scorretto di procedere, per cifre di pochissimo superiori hai un servizio decisamente migliore, compresa la "ricognizione della volontà".

Inoltre Coddan è al Top dei link sponsorizzati di Google e Google Ads, ma lì basta pagare.

Sgombrato questo campo devo dire che sono d'accordo con te che se ci fossero situazioni complesse mi rivolgerei a uno studio legale con i fiocchi per essere sicuro di non sbagliare, il punto è: perchè non devo deciderlo io? Perchè in Italia, con questa premessa del piffero di dover controllare tutto e tutti, senza che poi i truffatori non esistano, anzi siamo la patria della truffa, mettiamo una rete stretta che rompe a chi vuol fare impresa seriamente, ma che non riesce a  impedire ai truffatori di truffare.

perchè c'è una esternalità positiva nell'avere certezze (ossia pubblici registri affidabili) che ripaga i (neanche tanto) maggiori costi iniziali, in quanto consente al sistema imprenditoriale di lavorare rapidamente e con sicurezza rispetto ai dati societari. Ci sono moltissime cose da invidiare alla common law (i trust e la rapidità delle sentenze per esempio), ma l'inefficienza dei registri societari non è una di queste.

Credo che nessuno abbia mai fatto un certificato CCIAA da inviare a un fornitore, affichè quest'ultimo sia edotto sulla solvibilità. E nemmeno per sapere se Tizio o Caio sia l'Amministratore della società. Se esiste un imprenditore che fa questo fammelo sapere (a meno che non stiamo parlando di affari per milioni di euro, ma anche qui non vedo il problema..).

E ti posso anche portare esempi di società con dati completamente errati, anche nei registri CCIAA.

la fattura è a TUO nome, sei TU che appari come fondatore di Noisefromamerika ltd, è il TUO indirizzo che è stato comunicato, se avessi voluto, avrei potuto farti risultare come unico azionista e se avessi avuto tempo mi sarebbe bastato creare un indirizzo e-mail a tuo nome per completare il quadro.

Poniamo il caso che sia vero e che la Nfa ltd fosse usata per scopi poco chiari, o faccia truffe in giro, sia pure senza un conto corrente, poichè anche in UK per aprire un c.c. devi presentare un documento, scatta cosa ? Una ltd è responsabile solo per il capitale versato (come ti ha fatto notare Enzo Michelangeli più sotto), se invece la cosa fosse penale sappi che Coddan per legge inglese è tenuto a identificare gli IP da cui provengono le richieste come la tua (è una legge anti-terrorismo..) e a conservarne il record, per cui le indagini arriverebbero a te. Tre anni ospite di Sua Maestà gratis... e non contare sul processo breve, la prescrizione, l'essere incensurato, le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti, etc., in UK tre anni sono tre anni.

 

Uk versus Italy

Tommaso 21/12/2009 - 06:00

La discussione si e' concentrata sui vantaggi e gli svantaggi dell'aprire un'attivita' in UK rispetto all'Italia. Ma mi sembra che l'informazione piu' notevole nel post sia che in UK si compila un modulo di quattro pagine per il bilancio invece che uno di settantadue: coi soldi che uno risparmia di commercialista tutti gli anni si puo' permettere anche un avvocato al momento della costituzione dell'azienda.

Inoltre, nel determinare quale paese sia piu' business-friendly, conta non solo la media dei costi dell'avere un'impresa ma anche la loro varianza e cioe' l'incertezza che l'imprenditore ha riguardo alle varie tasse e balzelli che dovra' pagare negli anni. Non conosco l'Inghilterra ma il sistema italiano e' caratterizzato da una notevole incertezza: leggi complesse che lasciano adito ad un ampio margine di discrezionalita' nella loro attuazione, attuazione che comunque varia nel tempo e fra regioni, leggi retroattive, condoni, sussidi se si protesta abbastanza ecc.

Da una parte questa incertezza scoraggia il potenziale imprenditore che sarebbe pronto a fronteggiare il rischio di impresa ma non quello aggiuntivo di natura istituzionale. Dall'altra, questa incertezza incentiva gli imprenditori esistenti a preoccuparsi piu' di come fare ad evadere le tasse, ottenere sussidi e imbonirsi l'ufficiale di turno che a migliorare il loro prodotto. Insomma, i costi di fare impresa sono in media troppo alti in Italia e questo e' un grosso problema. Ma questi costi sono anche troppo incerti e questo e' un altro grosso problema.

A proposito di leggi complesse, allego il link al Corporation Tax Act 2009 

http://www.opsi.gov.uk/acts/acts2009/pdf/ukpga_20090004_en.pdf

1330 articoli!

Poi ci sono le note esplicative, il file PDF è di 582 pagine...

Maggiori informazioni qui http://www.opsi.gov.uk/acts.htm

 

Daniele, ma quella è la loro riforma ! Diciamo che è come se in Italia riscrivessero la Visentini ! Inoltre gli inglesi non hanno il pessimo gusto di cambiare legge, regolamento, formulari, ogni anno.

In Italia ogni anno c'è una novità (di X elevato ad n articoli..), per cui, ad esempio, il mio commercialista ogni anno compra un libro sulle "novità fiscali anno XXXX !!!" E ogni anno il suo software riceve aggiornamenti per "le novità". Ma via, siamo seri, sono sempre 4 pagine di dichiarazione contro le 72, compresi gli studi di settore, per cui ogni anno se ne va via un sacco di tempo per verificare coerenza e congruità, e si fa il gioco delle tre tavolette per uscire a posto...

In Inghilterra il massimo a cui arrivi è la postilla "questo risulta dai libri contabili", giusto se ci sono dubbi. Poi, ripeto, se sgarri, Sua Maestà sa essere molto incisiva, gli ispettori del Fisco sono persone serie e preparate, e anche ben pagate. No, ripeto, non c'è paragone.

Mi pare che, alla fine, si confermi quanto avevo scritto.

Si tratta di una questione puramente culturale: in UK si rispettano le leggi e chi sgarra paga, in Italia no, tutto qua.

E in UK chi va in giudizio (se ha i soldi per farlo, perchè i costi sono altissimi) ottiene soddisfazione in tempi brevi, in Italia no.

Importare dall'estero tecniche, istituti, strumenti e procedure non può quindi prescindere, a mio avviso, dal mutamento dell'assetto istituzionale sottostante.

Ad esempio il trust, istituto del quale mi occupo attivamente per ragioni professionali-scientifiche, trova difficoltà di "ambientazione" in Italia anche per questo motivo. In UK i poteri dei giudici sono molto ampi, perchè essi svolgono il ruolo di "supervisori" del trust; in Italia tutto questo è ancora oggetto di discussione (e sorvolo sulla diversa considerazione di cui godono i giudici in UK e in Italia...).

No, Daniele, proprio questo e' il punto, non e' una questione puramente culturale. Secondo la tua logica, se gli italiani domani si mettessero a rispettare le leggi, allora il sistema italiano inizierebbe a funzionare o si potrebbe trapiantare in Italia quello inglese. Messa cosi' sembra che, a meno di conversioni di massa, praticamente non se ne possa uscire. Ma non e' cosi', il sistema di leggi italiano troppo spesso incentiva al non rispetto delle stesse: non sono gli italiani che sono "cattivi", gli inglesi davanti allo stesso sistema dopo poco probabilmente si comporterebbero allo stesso modo. A questo proposito, si vedra' se la virtuosita' del sistema americano reggera' i colpi delle varie leggi retroattive (non ce la fai a pagare il mutuo? Nessun problema, ti aiuta lo Stato!) e dei numerosi sussidi (macchina vecchia? Uncle Sam ti da' una mano!) a industrie e famiglie visti di recente.

Come nota sopra Marco, in Italia le leggi cambiano tutti gli anni. Ogni governo da' al sistema la sua sterzata, larga o piccola che sia. In questo modo le aspettative dei cittadini non si stabilizzano mai e infatti essi passano buona parte del tempo a provare ad indovinare, e a prepararsi a, la prossima mossa dello Stato: la metafora delle tre carte di Marco e' perfettamente calzante. Come dicevo nel post sopra, le aspettative non stabili provocano danni: spesso e' meglio avere leggi non perfettamente giuste ma certe piuttosto che leggi magari piu' giuste ma con maggiore incertezza. Qui stiamo parlando di imprenditori ma gli stessi argomenti si applicano anche a dipendenti statali come gli insegnanti a cui viene chiesto tutti gli anni di dover attenersi a nuove circolari ministeriali.

Ripeto, il sistema inglese non lo conosco e non mi stupirei se avesse anch'esso un'infinita' di leggi (il tax code in USA e' piuttosto complicato). Ma l'infinita' delle leggi, pur non aiutando, non e' necessariamente il problema: nella misura in cui le linee guida della legislazione sono abbastanza chiare e si ha un'aspettativa che i prossimi governi non cambino tutto radicalmente, uno puo' concentrarsi sulla sua azienda e delegare al suo legale il mantenere tutto in ordine. Tra l'altro, per quel che mi e' dato di capire, il fisco, almeno negli USA, e' duro se si accorge che lo vuoi fregare ma non se dimostri che hai fatto un errore in buona fede. Non credo si possa dire lo stesso dell'Italia.

Uk versus Italy

Milady 2/1/2010 - 13:17

Caro Esposito,

Ho letto con molto interesse questo suo articolo. Nonostante l'economia non sia la mia materia e nonostante in genere non mi cimenti nell'impresa di leggere un intero articolo di carattere economico, ho trovato illuminante il suo testo. Mi era giunta voce che la nostra (o, forse, mia) Italietta avesse diverse cose da imparare dall'Inghilterra e dal mondo anglosassone in generale ma non credevo dovessimo partire proprio dalle basi.

Le faccio, perciò, i miei complimenti per l'articolo.

P.s. Lo prenda come un appunto benevolo: lei non è proprio più abituato a scrivere in italiano, vero? 

:D (non è una bestemmia esimi professori, è una faccina sorridente)

Alice.

P.s. Lo prenda come un appunto benevolo: lei non è proprio più abituato a scrivere in italiano, vero?

Lei, Milady, ha fatto il Liceo Classico?

Che nome, Milady! Mi viene in mente Lady Oscar...

Grazie per l'articolo, molto interessante.

Una nota di colore dal sito Coddan

Compriamo anche societá vecchie: 

Se avete societá vecchie che non avete mai usato possiamo essere interessati ad aquistarla o a venderla per voi. Piú é vecchia meglio é!Se avete registrato semplicemente una societá e poi cambiato idea possiamo togliervela dalle mani e offrirvi un pagamento in cambio.Quindi se state vendendo una societá, perfavore, non esitate a contattarci

 

Callisto Tanzi vi dice qualcosa?

Beh, mi dice che oggi stava piagnucolando perché non lo fanno uscire dal carcere nonostante l'età.

A parte le battute, bell'articolo. Bella discussione...

 

Ritiro fuori questo vecchio articolo perché mi pare il momento giusto.

Se la ditta in questione ha un proprio deposito in Italia deve registrarsi all'Ufficio delle Imposte e da quel momento opera come “società con rappresentante fiscale in Italia”, può assumere personale, paga tutte le tasse che esistono in Italia, tranne la CCIAA, quindi paga Tarsu, Inps, Inail, versa l'IVA, etc., comprese le tasse sul reddito societario, a meno che non sia... una multinazionale.

Ad esempio l'American Express (se siete residenti in Italia e girate la vostra carta lo leggete subito) in Italia non esiste più: si chiama American Express ltd con rappresentante fiscale in Italia e non paga un centesimo sul reddito in Italia (ma paga i bolli, che versiamo noi..).

Qualcuno (Marco?) può spiegare meglio questo aspetto?

Aziende produttive come la mia, hanno fornitori, rete logistica e personale che non sono facilmente e rapidamente riproducibili altrove, senza contare che...cosa gli racconto ai dipendenti se sposto tutto a Londra o in un altro posto.

Oltretutto, per certe cose, poter scrivere Made in Italy ha ancora un valore...forse.

Com'è 'sta faccenda della multinazionale?

Giuseppe se già esisti è complicato, dovresti formare la Ltd, e fare una cessione di ramo d'azienda, poi tutto quello che è export lo fai transitare per la sede londinese (o dublinese...), il resto (tutto quello che fatturi in Italia), ci continui a pagare le tasse in Italia come prima. Vieni a Siena che ne parliamo, a 1.000 km di distanza è complesso.

Ottimo. Ci vediamo a Siena!

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