Sull'utilità ed il danno dell'istinto in politica

3 giugno 2014 michele boldrin

Provo a riflettere su quel che è andato storto nell'esperienza di Fare per Fermare il Declino durante quest'ultimo anno circa. Lo faccio qui da un punto di vista del tutto personale, perché le mie responsabilità in questa vicenda sono, nel bene e nel male, maggiori di quelle di chiunque altro. Le controversie su cosa si sarebbe potuto fare altrimenti e cosa fare in futuro le rimandiamo alle puntate seguenti. Per oggi basta questo, poi dal personale passeremo al politico.

Ho la reputazione di essere persona inflessibile, poco prona alle concessioni tattiche e con tendenze "savonaroliane". Un "caratteraccio", nella versione amichevole, un "arrogante insopportabile" in quella più diffusa.

Quando si prova a fare politica - come ho provato durante l'ultimo anno e mezzo - detto "caratteraccio" implica una certa tendenza a far di testa propria, rifuggendo dai compromessi e favorendo le prese di posizione nette che lasciano poco spazio al dubbio e che la maggioranza delle persone tende a classificare come "estremiste" o "velleitarie". Insomma: che io sia un velleitario arrogante, poco propenso ai compromessi ed alle pragmatiche mediazioni, credo sia oramai parte della vulgata e non proverò a convincere nessuno del contrario, non è questo il punto del post.

Al contrario: il punto del post è che, ad oggi, l'errore che maggiormente mi rode, fra i molti compiuti durante gli ultimi dodici mesi (infatti, durante gli ultimi ventiquattro ma, volendo evitare di riaccendere polemiche oramai utili solo alle pantegane, mi asterrò qui dal ritornare sui mesi precedenti), è di non essere stato a sufficienza me stesso, ossia un velleitario arrogante poco propenso ai compromessi ed alle pragmatiche mediazioni. E vi posso garantire che questo errore, perdippiù ripetuto nel tempo, mi rode assai e forse non smetterà mai di rodermi.

Vado per sommi capi, al fine di far intendere quali siano, concretamente, i fatti che m'hanno condotto a questa spiacevole confusione. Spiacevole perché, se vera come credo sia, essa suggerisce sia molto meglio io mi dedichi a fare cose altra dalla politica attiva. Ma a questa conclusione vorrei arrivare solo alla fine, lasciatemi che ora racconti alcuni fatti. Tutti documentabili assai anche se mi prenderò qui la licenza di omettere i documenti per brevità.

Tenetevi forte che comincio dal lato forse più sorprendente: ho sbagliato a fidarmi di Guy Verhofstadt (GV, da ora in poi). Uomo simpatico, di ottima cultura e gradevolmente poliglotta oltre che capace di performances eccezionali nei pubblici dibattiti; ma incapace di far altro che mediare ed assolutamente alieno alle realtà della situazione italiana odierna. Quando abbiamo cominciato a lavorare con GV per costruire una lista ALDE italiana (ALDE era, di fatto, l'unico "partito europeo" a cui ci sembrava non irragionevole aderire, spero che questo possa apparire ovvio al lettore senza ulteriori argomentazioni mie) egli aveva idee piuttosto "ecumeniche" su chi doveva farci parte. A suo avviso dovevamo stare tutti assieme da (in ordine alfabetico) Altissimo a Bonino, da Di Pietro a La Malfa, da Monti a Rutelli oltre, ovviamente, a quelli che hanno poi fatto per davvero Scelta Europea. Il mio istinto mi fece dire, sin dal giugno 2013, che questa insalata russa sarebbe risultata in un suicidio collettivo ma non ebbi, allora quando era il momento di averla, la lungimiranza ed il coraggio di dire "Arrivederci, noi andremo da soli o non andremo". Accettai di lavorare per convincere che si poteva fare una lista unitaria lasciando fuori tutti quelli che poi fuori rimasero (e non son pochi) e che tale lista unitaria avrebbe avuto senso se e solo se avesse avuto davvero le caratteristiche dell'embrione di quel "partito che non c'e'" e che, alla data di oggi, credo non ci sarà per un lungo tempo. Ed ovviamente sbagliai a non ascoltare l'istinto perché così facendo mi infilai nel classico slippery slope dove una mediazione tira l'altra, come le ciliegie che (come ben sa ogni persona che ne abbia abusato) provocano alla fine effetti intestinali sgradevoli alquanto. 

Qui comincia il secondo errore, che durò sino a febbraio 2014. Illudermi di lavorare per una lista unitaria, con un unico simbolo, raccolta di firme e primarie d'area fu come fumarsi dell'oppio nella consapevolezza che, al risveglio, la realtà sarà ben diversa da quella sognata nel frattempo. Ma quell'oppio mi fumai per circa sei mesi, andando a cercare a destra e a manca i possibili partner di un'aggregazione liberal-popolare che esisteva, con il senno di poi, solo nella mia testa piena d'oppiacei. Non v'era alcun dubbio, all'interno di Fare, che non essere presenti alle elezioni europee sarebbe stato equivalente alla sparizione istantanea; ragione per cui era obbligatorio trovare una maniera per esserci. Ed altrettanto ovviamente, questo l'ho già detto, era inconcepibile appoggiare qualsiasi altro raggruppamento europeo che non fosse ALDE. Ma l'errore mio fu di pensare che saremmo riusciti a convincere tutti gli altri a fare una cosa unitaria con una chiara identità programmatica e politica alternativa sia al PD che al "PdL". Perché era ovvio che così non poteva essere, sia per l'atteggiamento della maggioranza dei gruppi e movimenti seduti attorno al tavolo sia perché GV non aveva alcuna intenzione di rompere con alcuno convinto, erroneamente, che la sommatoria di tanti piccoli gruppi implicasse un aumento di voti e non una diminuzione.

Nel mezzo di questo secondo errore divenne palese il vero e principale terzo errore in fieri, ossia il ruolo che Scelta Civica (SC) avrebbe dovuto giocare in questo rassemblement. Fin da ottobre i responsabili di questo gruppo parlamentare (che già si era diviso in due tronconi) resero palese la loro posizione, che era quella di essere l'aggregatore di tutti attraverso l'assorbimento degli altri. Nelle semplici e testuali, oltre che pubbliche, parole di uno dei loro leader più nefasti (pronunciate in ottobre a Torino) la soluzione prospettata era semplice: iscrivetevi tutti a SC che diventa il partito di tutti a conduzione nostra [leggi: loro] e così il problema è risolto. A questa proposta riuscimmo a dire di no ma non riuscii (che gli errori meglio attribuirseli in toto) a spiegare a GV ed agli altri che SC era meglio lasciarla andare per gli affari propri. I quali erano, da un lato, la continua identificazione con Mario Monti, il suo governare e la coalizione elettorale da lui costruita e, dall'altro, la presenza incondizionata in qualsiasi governo a guida PD il Parlamento avesse prodotto. Quello di Letta al tempo e quello di Renzi pochi mesi dopo. Errore grave ed errore mio, solo moralmente, ma non politicamente, compensato dal fatto che GV non era nemmeno in grado di considerare l'idea di costruire una lista ALDE italiana senza SC. E su questa erronea ossessione lavorammo come vacche dirette al macello per sei mesi.

Arrivati a febbraio e rifiutata da tutti (sottolineo: TUTTI, inclusi i tordi alati che oggi si ergono a maestrini del proprio nulla dopo aver svolto per mesi il ruolo di "guappi' di SC) la mia/nostra proposta di un simbolo comune e nuovo, la raccolta di firme e le primarie d'area, si lavorò a botte di mediazioni per aver dentro SC ed il Centro Democratico (CD) guidato da Bruno Tabacci i cui due simboli soli garantivano di poter presentare una lista senza dover raccogliere le famose 150mila firme. Sul ruolo di CD tornerò per certo in un secondo post, maggiormente analitico. So benissimo che tutti lo considerano il male in persona e non intendo sottrarmi a considerare anche questo errore ma, credetemi, quello di cercare una collaborazione con SC è stato di gran lunga l'errore peggiore, nessun confronto è possibile. Fu a questo punto che gli errori fatali vennero commessi, dal sottoscritto, tralasciando quello iniziale di non scegliere d'andar da soli nel giugno 2013. 

Perché fu nei tre mesi intercorsi fra metà gennaio e metà aprile (il giorno 16/4, per l'esattezza) 2014 che io acconsentii, accecato da furore compromissorio e desiderio di mediazione "pragmatica", ai peggiori compromessi della mia (graziaddio breve) "carrierasifaperdire" politica. Accettai di perdere una lite furibonda con GV che insisteva nell'adottare il nome "Scelta Europea" (SE) invece che semplicemente ALDE (o Italiani per RiFare l'Europa, come alcuni di noi proposero inascoltati) ed il nome rimase. Rimase anche durante il lungo mese e mezzo durante il quale SC (con l'attiva collaborazione, che certe cose vanno ricordate agli smemorati, di PLI, ALI e qualche altro gruppetto composto dai medesimi sotto nomi diversi) si dedicò a smerdare SE come lista di "neo-grillini e paleo-democristiani" alla quale intendeva contrapporre la lista dei veri liberali (!!) la quale avrebbe avuto - e come no! - il simbolo di SC a rappresentarla. Siccome qualche sassolino occorre toglierselo ogni tanto, credo valga la pena ricordare (che di materiali in rete per verificare il tutto ne trovate in abbondanza) i nomi dei principali protagonisti di questa sgradevole battaglia: da Pietro Ichino ad Andrea Romano sino all'avvocato Silvia Enrico, fu tutto un proclamarsi meglio degli altri. Alcuni ricorderanno che in quei mesi circolava un logo di SE con i simboli visibili di Fare e di CD e, nel centro, il simbolo ALDE. 

In zona cesarini SC, ovviamente, si rimangiò il bluff e corse ai ripari (vi ometto gli aspetti comici dell'intera storia, quelli meritano ben altra penna che la mia per essere narrati) aderendo ad SE. E qui l'ennesimo mio errore: non aver avuto il coraggio di dire "too little, too late, andate pure da soli e buona fortuna". E poi l'altro errore: accettare che candidassero i loro parlamentari. Sino all'ultimo: la candidatura nefasta di un ministro del governo Renzi (Stefani Giannini) come capolista nella circoscrizione del Centro. Su quest'ultimo episodio posso vantare almeno un tentativo, estremo ma fallito, di resistenza la mattina del 16/4 quando minacciai (ma poi cedetti, coglione di un Boldrin!) di far gettare nel cesso i documenti di lista, mandando tutto all'aria. Non lo feci e le liste si presentarono come le avete poi viste. Un pateracchio senza senso che garantiva, come almeno ebbi la decenza di mettere per iscritto, che saremmo spariti in quanto lista accessoria al PD renziano, priva di identità altra che il "montismo" - la kryptonite verde della politica italiana di oggi. 

E così fu. Ma anche in campagna elettorale mi son comportato come un imbelle subendo la presenza televisiva devastante del gruppo parlamentare di SC che occupò di fatto tutti gli spazi televisivi di maggior visibilità utilizzando i soliti, squallidi, meccanismi del servilismo giornalistico pubblico, e non. Chi per evidenziarsi agli occhi del nuovo cesare a cui portava le divisioni "liberali", chi per spiegare come governava bene le imposte o le università italiane, chi per vendere il proprio nuovo libretto di cattiva qualita', chi semplicemente perché "meglio uno di SC che un estremista di Fare da Vespa", in un modo o nell'altro l'immagine pubblica di SE divenne quella di SC e del montismo in salsa renziana. Sono un coglione? Si', lo sono.

Fine della storia, che i dettagli fanno solo ridere amaro ed il fatto che GV e tutto il resto della compagnia abbiano aiutato zero nell'impedire questo scempio è solo magra consolazione che la storia giustamente ignorerà.

Morale, che la morale c'è: qualcuno qualche tempo fa mi suggerì malevolmente che non ero adatto a fare il leader politico perché mi fido troppo degli altri. Affermazione cinica ma vera. E non sto cercando di fare il buono in un mare di cattivi: sto dichiarando in tutta serietà di essere un ingenuo imperdonabile in un gioco in cui non è permesso esserlo. Soprattutto, sto dichiarando che mai mi perdonerò di non essere stato, durante quest'anno, maggiormente me stesso: estremista, velleitario e restio ai compromessi. Perché i compromessi che ho accettato in questi 12 mesi spiegano il 70% della disfatta elettorale di SE, quindi di Fare per Fermare il Declino.

Sarebbe andata molto diversamente? Forse no. Forse nemmeno avremmo avuto la capacità di raccogliere le 150mila firme e, anche se le avessimo raccolte, forse non avremmo preso molti più voti di quei pochissimi che abbiamo raccolto così. Ma sarebbero stati voti nostri e saremmo morti con in mano la bandiera intonsa levata in alto. Ed invece così siamo caduti nel fango coprendoci di ridicolo per la scelta dei compagni di battaglia e per il ruolo di comparse che abbiamo svolto. E questo, mi piaccia o meno, è colpa mia per aver tradito il mio ragionevole ed informato istinto politico, ossia la parte più vera di me stesso. E di questo posso solo vergognarmene da solo.

116 commenti (espandi tutti)

GRAZIE :)

New Deal 3/6/2014 - 10:22

Ho avuto la ''naïveté'' di crederci.

Con sincera stima e riconoscenza.

Bene gli ''Italians'' si attrezzino rapidamente nel campo del turismo. Chiuderei le facolta' di giurisprudenza, giornalismo, scemenze politiche & C. per almeno un quindicennio. Ed un saluto ai ....baby pensionati! (una tra le piu' clamorose)

F.to

Un altro ''velleitario arrogante poco propenso ai compromessi ed alle pragmatiche mediazioni''.

Ma...ho scelto di vivere da u o m o, non da bambino!

Nec te caelestem neque terrenum
                          neque mortalem
                             neque immortalem fecimus,
ut tui ipsius quasi arbitrarius honorariusque plastes et fictor,
in quam malueris,
tute fornam effingas.

Poteris in inferiora quae sunt bruta degenerare;
poteris in superiora quae sunt divina,
ex tui animi sententia, regenerari.

 

Michele, non credo che tu sia in cerca di assoluzioni, ma non capita spesso di leggere una disamina così cruda e realista. Onore al merito Michele e onore per quello che hai fatto, non tutte le colpe sono tue, ma è corretto che tu te ne faccia carico al 100%. Per quanto può valere la mia stima umana e politica cresce dopo questo post... per quello che può valere. Spero di rivederti presto, più "estremista, velleitario e restio ai compromessi" che mai. A presto.

grazie, ho solo una grossa paura: che l'Italia sia irriformabile, un paese dove una cultura liberale non troverà mai posto, il solito paesello di provincia, bigotto e conservatore.
spero di sbagliarmi...

Grazie

Luca 3/6/2014 - 10:49

Partiamo dal fatto che al posto suo me ne sarei rimasto a fare il prof. negli States, decisamente più appagante :D

Scherzi a parte: mi dispiace e ringrazio per questo fiume di parole oneste che fanno capire moltissimo della vicenda.

Aggiungo solo che secondo me sono stati fatti errori dal principio nella stessa Fare, tra cui mantenere lo stesso simbolo che come SC è associata a Monti, Fare è associata a "quello delle lauree".

Nè sinceramente ero convinto del suo ruolo di leader, per come appare. L'ho sempre vista come un ottimo "membro di spicco", ma mai come leader. Dai dibattiti televisivi questo si vedeva. La sua personalità era ottima per fungere da calamita per un certo tipo di segmento elettorale, quello più disposto all'irriverenza e più aggressivo. Come leader serve un comunicatore che sappia essere simpatico a chi non ne può di "professori". E ahimé Giannino in questo era perfetto.

Inoltre: ma perché GV doveva fare scelte politiche per l'Italia? Lui è il candidato per la Commissione e doveva restare tale. Forse da questo bisognerebbe imparare dagli americani, che hanno per ogni cosa uno specialista: chi per la comunicazione, chi per le strategie politiche fra politici, chi per le strategie elettorali...

Concludo riconfermando i ringraziamenti per il suo lavoro, e me ne dispiaccio soprattutto perché lei è una persona in gamba che meritava di meglio.

Su Mr. zero tituli - sic! ' la comunita' online  - e mancanza di radicale 'palingenesi'. Scrivo questa mia, personale, opinione, dopo avere letto il precedente post di 'Luca'.

Spiace, ma sul punto sono assolutamente in linea con il Prof. Zingales. ''Fare'' sconta un peccato originale difficilmente arginabile, anche in un paese dalla memoria cortissima, e conservatore fino al midollo, come l'Italia. Anche di questo, bisogna dare onestamente atto. Ne' ho capito che 'fine' abbiano fatto taluni preclari contributors

Con sincera stima e riconoscenza

Grazie

Grazie

skalda 3/6/2014 - 11:15

Grazie per la disamina molto onesta.

In effetti queste elezioni dovevano servire per far conoscere un po' di più FARE e le idee che tenta faticosamente di portare avanti, e invece il risultato è stato di sparire e perdere voti.

Francamente sono un po' stufo di questi "liberali" che amano litigare tra loro in eterni distinguo, col risultato di essere nulli in politica da almeno vent'anni.  Speravo che questa situazione potesse cambiare, ma vedo che l'abitudine è dura a morire. Resteremo così per altri vent'anni, e mi ridurrò a votare "di protesta" per la Bonino o per qualche suo epigono.

La disfatta alle europee è stata la disfatta di Scelta Civica. FARE si è trovata coinvolta solo perché ha legato il suo destino a quello di Scelta Civica, come scrive anche lei. Che salire sulla barca di Monti, in questa fase storica, fosse come salire sulla Costa Concordia si poteva immaginare, certo. Ma quali alternative? "Andare da soli", dice lei. Di certo sarebbe andata meglio di così, ma non avreste raggiunto mai la soglia del 4%.

Questo sistema spinge verso il bipolarismo, ed ormai anche il sentire degli elettori, "educati" da 20 anni di berlusconismo, è bipolare. Già è anomala la situazione in cui ci sono tre soggetti (apparentemente) incompatibili, figuriamoci se c'è posto per un quarto. Gli ex-elettori di Scelta Civica, spaventati, hanno dato il loro voto a quello che gli appariva meno peggio tra questi tre, e Scelta Civica è scomparsa.

L'unica scelta che consente di sopravvivere, in questo contesto, è avvicinarsi a uno di questi tre soggetti: PD, Berlusconi, M5S. Immagino bene che sia una scelta balorda. Ma in un contesto come il presente, per quanto possa apparire paradossale se fossi al posto di Boldrin io farei la mossa a sorpresa: andrei a fare una chiacchierata con Beppe Grillo.

:-)

ma capovolgere la difesa di una politica razionale, pro-europea per divenire in futuro la mosca cocchiera del M5S sarebbe davvero diabolico.

e controcorrente, che proprio per questo io credo si dovrebbe provare a considerare con calma. Senza capolvolgere la linea, solo cercando convergenza sulla comune volontà di rinnovare completamente il sistema, e dietro le quinte cercando di "temperare" i 5S, che ne hanno certo bisogno, ma che hanno l'energia che FARE non ha.

Se mai fosse possibile, perché poi è pure probabile che non lo sia. Ché lo so bene che le linee sono diverse, su molti punti cruciali divergenti, ma un'osservazione un po' distaccata della faccenda potrebbe portare a concludere che forse non si ha poi molto da perdere. Sicuramente si aveva più da perdere nell'abbraccio con Scelta Civica, timido, banale e incomprensibile; o almeno incomprensibile per l'elettorato, che infatti lo ha punito. E sicuramente sarebbe peggiore la convergenza con uno degli altri due soggetti della triade. 

La fase storica che attraversa questo paese, da vent'anni ormai, è così tanto anomala da giustificare sicuramente anche un azzardo come questo.

A quanto pare, l'elettorato non ha punito tanto Fare quanto SC: secondo istituti di ricerca, i voti di questa sono affluiti massicciamente sul PD.

E dicevo anche che era prevedibile, quindi "salire sul carro" di Scelta Civica era come salire sulla Costa Concordia. Questo l'errore tattico che si riconosce qui. Andando alle europee da soli come dice Boldrin, però, non sarebbe stato tanto meglio. FARE non sarebbe stata coinvolta nel naufragio di SC, ma di certo non avrebbe mai raggiunto la soglia del 4%.

Quindi, tirando le somme, nell'ottica di una strategia futura, ci sono queste possibilità. Fare un accordo, di qualche tipo, con una delle tre forze politiche che si dividono ora la scena: PD, Berlusconi, M5S; oppure andare da soli, cercando di essere il quarto incomodo. Facevo notare che vista la tendenza al bipolarismo degli ultimi lustri (e trascuriamo di discuterne cause e conseguenze) e vista una futura legge elettorale che sicuramente porrà uno sbarramento, forse addirittura all'8%, andare da soli vuol dire giocare a perdere. Già è dura la vita per il terzo soggetto, figuriamoci per il quarto.

Ma se si deve scegliere con quale forza politica discutere, tra le tre che ci sono, non per convergere sui programmi ma per entrare in parlamento ed esistere, io credo che l'opzione da considerare sia il M5S, anche se le linee programmatiche sono antitetiche. Questo per esclusione (dialogare con una delle altre due, questo sì, sarebbe suicidio) e anche in base a una considerazione generale, che si fatica a far passare. E' questa: prima di parlare di programmi, riforme, euro, spesa, debito, trasporti, formaggi e zuppa di cipolle, questo paese ha bisogno di un ricambio generazionale totale, nelle sue classi dirigenti. Concentrati solo su questo, e osserva il panorama.

non è insensato -- anche se concordo col commento di dragonfly qui sotto.

Se si fa un progetto serio di entrata in uno dei partiti esistenti, lo si fa per conquistarlo e cambiarlo radicalmente. In questa prospettiva, ciò che quel partito è ora, conta meno della sua scalabilità. Nel senso che un partito che non sia scalabile -- e probabilmente né quello di Grillo né quello di Berlusconi lo sono -- va escluso in partenza.

Per cominciare, bisognerebbe progettare come diventare una minoranza agguerrita nell'uno o nell'altro dei partiti scalabili, mantenendo però i connotati programmatici di Fare.

E' stato giusto tentare di fare un partito a sè, e non sopravvaluterei gli errori del primo e del secondo tentativo. Ma, al di là degli errori, considererei seriamente la possibilità che l'obiettivo non sia realizzabile né a breve né a medio termine.

Perciò considererei, in alternativa, una seria strategia entrista, valutando i vantaggi (sostanzialmente risparmio di risorse) e valutando come minimizzare i costi (perdita d'identità e annacquamento programmatico). La scelta di quale partito provare a scalare è, ripeto, secondaria, anche se ovviamente importante, e andrebbe fatta in base a un calcolo realistico che tenga conto dei molti aspetti rilevanti.

Poi l'integrità personale e di gruppo ce la si giocherebbe nelle singole mosse politiche. Certo, tutto questo richiederebbe un'estrema compattezza di gruppo, che può essere assicurata solo grazie a un leader forte e capace -- Boldrin stesso, grazie all'esperienza acquisita, errori inclusi, sarebbe ora un buon candidato. E, lui o altri, potrebbe farlo con molto meno impegno di tempo, se sostenuto da una buona squadra.   

Oppure, come immagino si deciderà, forse più saggiamente, aspettare il prossimo treno.

un corno!

ok, tutti devono avere il bastone di maresciallo nella giberna, però qua si esagera con la strategite da strapazzo.

anche per questo non si riesce ad uscirne. Vale per FARE ma vale ancora di più per i 5S, che si sono andati a cacciare nel ginepraio delle proposte. Si sono lasciati convincere che "oltre alla pars destruens serve la pars construens" a altre simili baggianate, e per questo perdono consensi.

Non ci sono dubbi che la linea programmatica di FARE sia antitetica a quella dei 5S, almeno per quel che riguarda le politiche economiche, l'Euro, e i rapporti con l'Europa. Su altre questioni non so. Ma si da troppa importanza a queste circostanze, secondo me. Perché è certo che dopo la pars destruens serve pure la pars costruens, ma dopo, per dio, non durante, ne tampoco prima.
Nella situazione attuale l'unica strategia sensata è unire le forze di tutti quelli che vogliono rimuovere questa classe dirigente corrotta, e in odore di criminalità, per sostituirla con una completamente nuova. Fatto questo, ognuno tornerà nelle posizioni sue.

Settanta anni fa, quando la priorità era combattere il nazifascismo, tutti gli antifascisti si unirono e combatterono fianco a fianco. Anche se le loro posizioni erano antitetiche. I liberali di allora si allearono coi socialisti, e pure coi comunisti, che nel 1945 era comunisti perdavvero, non per darsi una posa come quelli di adesso. E coi democristiani di Don Sturzo, e con Monarchici come Edgardo Sogno. Forse le posizioni non erano antitetiche? Embè? Dopo piazzale Loreto, dalla Costituente in poi, tornarono a bisticciare. Ma dopo.

Allora la forza accentratrice di questo bisogno primario fu il Partito d'Azione, quello di Leo Valiani e Ferruccio Parri. Che si chiamava così perché era, appunto, un partito d'Azione: fatto soprattutto da uomini d'Azione, prima che di intelletto, dal programma vago e difficilmente inquadrabile, quel partito conteneva le energie più potenti e veicolava le istanze morali in quel momento prioritarie su ogni altra cosa. Aveva le caratteristiche che servivano per tenere insieme quella combriccola così eterogenea. Dopo la Costituente il partito confluì nel Partito Repubblicano, ma dopo l'esito del referendum che trasformava l'Italia in una Repubblica, anche questo aveva ovviamente esaurito la sua funzione storica. E quindi, piano piano, scomparve; mentre liberali, comunisti, socialisti, democristiani rimanevano sulla scena. Il PRI rimase in vita per altri tre decenni, ma solo come "casa" di quegli uomini politici di Valori, e non di ideologia, che ancora erano rimasti, ed ebbe un peso elettorale sempre minore.

Finché una nuova cisrcostanza storica ha reso di nuovo prioriotaria l'esigenza morale. Allora è tornato; con un nuovo nome, una nuova forma e nuovi uomini, è comparso sulla scena un nuovo partito d'Azione. Solo che questa volta, in questo bailamme, sembra non avere capito - lui per primo - quale sia la sua funzione storica. Pare non avere capito quali siano i motivi veri del consenso che ha raccolto, e si perde dietro ai "programmi" e a mille altre sciocchezze. Ma le energie sono lì: si potrebbe provare a dargli una svegliata.

siccome la sera non ascolto radio londra, non ci vedo però nulla di interessante per l'odierno momento.

i grillini si stanno accorgendo adesso che il loro dettagliatissimo programma è una boiata dietro l'altra, e allora dicono che tutti i programmi non valgono nulla, "sciocchezze" per far divertire.

Allora:

1) non sono "grillino".
2) non so cosa sia "radio londra"
3) non capisco che c'entra
4) non ascolto la radio
5) non guardo la televisione

6) il "programma" del M5S è più dettagliato di quello di altri
7) non è per nulla il "mio" programma, ma è un programma rispettabile
8) un pochinino "interessante" potrebbe essere, magari, aggiungere allo 0,7% delle ultime elezioni un altro 21.

9,10,11) stavo parlando di ALTRO. Prova a rileggere e forse capirai cosa dicevo.

per lei è una fumosa questione morale. Per me sono le riforme economiche, compresa - anzi in primis- la riforma dell'apparato statale (quelle istituzionali servono solo per rendere più facili le riforme).  Da questo punto di vista, Grillo è dannoso perchè ha poche idee e molto confuse. E questo è solo il suo terzo peggior difetto.  Più grave è l'incitamento all'odio generico contro i suoi avversari politici (la 'casta', ma non solo) ed ancora più grave è lo stalinismo del movimento

lo so che per voi l'unica emergenza sono sempre e solo le riforme economiche. Stavo per scrivere "fumose". Me ne astengo, perché non voglio innsescare inutili polemiche e nemmeno misconoscere l'importanza delle questioni economiche, che però nella mia idea non solo non esauriscono le questioni politiche, ma non sono nemmeno la parte più importante.
Sorvolo anche sullo "stalinismo" del movimento, mi pare una boiata, ma lasciamo perdere. Sull'"odio generico verso gli avversari politici" Le dico che questo è frutto di un grave malinteso: si tratta di disprezzo. Chiamiamolo col suo nome, perdiana: Disprezzo, disprezzo, disprezzo. Disprezzo provocato da una stra-giustificata indignazione diffusa, a sua volta conseguenza logica di questo sconcio ventennio. Sorvolo pure sulle "poche idee  molto confuse", diciamo pure che questo è vero. Aggiungo anche che molte di queste idee non mi risuonano, non sono le mie (altrimenti non sarei lettore di nFA).
In alcuni casi credo che meriterebbero un approfondimento, perlomeno perché contengono elementi di una critica sistemica che nelle vostre analisi manca del tutto: qui si assume apoditticamente che molti stati di cose siano ineluttabili. Ma tralasciamo anche questo ora; quello che cercavo di dire qui è che la questione morale viene prima di tutto.

E come settanta anni fa una questione morale, diversa dalla presente, poté mettere insieme liberali e comunisti, monarchici e repubblicani, democristiani e  socialisti, nonostante le divergenze programmatiche enormi, così oggi la presente crisi morale potrebbbe mettere insieme tutte le energie opposte ai gruppi clientelari (se "casta" son ci piace) che hanno in pugno potere politico e informazione.

Bisognerebbe riconoscere che esiste, però. Per questo mi dispiace leggere l'aggettivo "fumosa" (!?) nel suo intervento, dunque mi chiedo e Vi chiedo se vi rendiate conto di cosa è successo, e cosa sta ancora succedendo, in questo paese negli ultimi venti anni.
Vi chiedo se vi pare che il livello di corruzione attuale sia accettabile, che gli uomini e donne che popolano ora il parlamento ne siano degni. Se secondo voi non ci sia nulla di moralmente riprovevole in un ex-presidente del consiglio che a settantadue anni fa festini con minorenni, o se secondo voi si possano liquidare queste scicchezzuole come "faccende private". Se non sia degno di nota il fatto che uno dei magiori partiti, che ha governato per metà degli ultimi venti anni, sia stato fondato da un mafioso, oggi latitante a  Beirut. Se sia accettabile che ministri (dico: ministri) vengano nominati per aver fornito favori sessuali. Se secondo voi un tizio possa avere televisioni di sua proprietà, e propinare tramite queste ogni tre mesi un videomessaggio, come faceva Gheddafi, in un paese occidentale. Se sia tollerabile che il parlamento conti centinaia di condannati per crimini di valenza penale. Che senatori cambino casacca dopo essersi fatti estinguere un mutuo, ed aver negoziato la propria ri-elezione (nomina). E così via.
Non so, forse lei era in America fino a ieri, e non se ne è accorto, o non glie lo hanno raccontato. O forse glie lo hanno raccontato, ma non ci ha creduto. Ma tutte queste cose non sono mica barzellette, è la realtà.

"Fumosa" la questione morale??

A me, come presumo a Lei e a molti altri, piacerebbe vivere in un paese normale, dove ci siano una destra normale una sinistra normale, composte da uomini puliti e disinteressati, senza interessi personali (e piuomeno leciti) da proteggere, né clientele da servire, distinti solo dalle posizioni politiche differenti. Gruppi che si confrontano sui programmi e sulle proposte, lasciando gli elettori di scegliere caso per caso in base all'indirizzo che si desidera dare al sistema paese, senza ammettere al loro interno alcuna deviazione e senza accettare alcun compromesso morale. Ma questo risultato non si raggiunge facendo finta di nulla, non viene da sé. Il repulisti va fatto prima, e va fatto combattendo. Per questo io credo che sarebbe auspicabile unire tutte le forze "sane" attorno a questo obiettivo, e conto anche FARE tra le forze sane. E per questo, nella mia opinione, si potrebbe cercare un dialogo col M5S, che di questo ensemble "resistenziale" sarebbe la logica testa d'ariete, con quel ruolo che settanta anni fa fu del Partito d'Azione. Perché al M5S si deve almeno riconoscere il merito di aver raccolto le energie più determinate a vedere la fine di tutto ciò, se anche non si condivide una virgola dei suoi programmi. Per lo stesso motivo io credo che sarebbe lecito perfino un dialogo con le liste di sinistra, Tsipras e compagnia. Cioè con quella parte della sinistra che non ha ceduto al collaborazionismo, anche se tra i programmi c'è una distanza abissale.

Forse voi credete che si possa passare direttamente alle "riforme", con questi signori ancora seduti nelle loro poltrone, e SORVOLANDO su tutto il resto. Io credo di no.
Credo che sia impossibile, e inaccettabile.
Inaccettabile, perché se la ricerca del compromesso nelle questioni politiche è sempre la strada più saggia, nelle questioni morali è IMMORALE.
Impossibile, perché sono profondamente convinto che nessuna "riforma" sia utile, con le persone sbagliate. Sono strasicuro che se si potesse, con una bacchetta magica, sostituire di colpo l'attuale cricca di impresentabili con una classe dirigente decente, anche senza "riformare" nulla, pure l'economia riceverebbe magicamente un impulso improvviso. Un impulso di cui nessun economista di quelli che vedono solo numeri, grafici e pallottoliere saprebbe capire la ragione.

Spero che voi non siate fra questi.

mi dispiace. E' il tipico ragionamento 'grillino' auto-assolutorio. Basta cambiare i politici, prendere quelli onesti (cioè i miei) e tutto si aggiusta. Il problema morale esiste, ma i) è comune ad una parte consistente dell'elettorato (mai sentito parlare del clientelismo?) ii) non è il problema principale dell'Italia. Il problema è la resistenza degli insider alle riforme. Le faccio un esempio: come tutti sanno, ritengo la legge Gelmini un'ottima riforma universitaria, purtroppo sabotata dalla lobby dei professori, appoggiata dal PD e da parte del centro-destra. Eppure la Gelmini non è certo un'aquila e, si dice che sia divenuto ministro per ragioni non del tutto limpide.  Lei preferisce avere un'università efficiente o un ministro di specchiata onestà? 

Clive, il conquistatore dell'India, rispose a chi lo accusava di essersi arricchito con le sue conquiste: 'rispetto a quello che ho dato alla Corona (o meglio alla EIC) ho preso troppo poco'

Qua sembra che sotto inchiesta, o sotto osservazione, ci sia il M5S. Ma signori, quelli che sono stati al potere nel ventennio, e che ci sono ancora adesso, sono quegli altri.
Non c'è nessuna ragione per presumere che i nuovi "politici" portati sulla scena dai 5S siano tutti onesti, anche se per ora di casi eclatanti di corruzione all'interno del M5S non se ne sono visti, e questo già è notevole. Ma nemmeno l'altra volta, quando si liquidava il nazifascismo, si poteva avere la certezza che la nuova classe dirigente uscita dalla Resistenza non contenesse delle mele marce, e non potesse avere cento o mille altri difetti. Questa considerazione, ovvia, sarebbe stata allora una ragione accettabile, secondo lei, per fare delle "intese" con Grandi, Bonomi, e i "meno peggio" tra i fascisti? Noi adesso non sappiamo se tizio caio sempronio del M5S siano onesti oppure no. Ma sappiamo per certo che Dell'Utri, Scajola e quegli altri della cricca presente NON lo sono. Abbiamo assistito, per vent'anni, a un continuo scempio della decenza, a un crescendo di oscenità culminati nel grottesco, con un parlamento che dichiara essere Ruby la nipote di Mubarak, ed altri episodi che saranno ricordati dagli storici fra duemila anni come oggi si ricorda l'episodio del cavallo di Caligola. Facciamo finta di nulla? Ma sì, passiamo oltre, come se niente fosse. Il primo videomessaggio di berlusconi, dalle televisioni di sua proprietà, fu del 1993, me lo ricordo bene. Da allora ce ne sono stati 2-3 all'anno, in media, per venti anni. Me li sono sorbiti tutti, non sono andato in America come voi, io. Ancora nel 2013, ne abbiamo avuti due, e già due nel 2014. Ora li chiamano "interviste", perché gli strateghi della comunicazione devono avergli fatto notare che "videomessaggio" suona male, fa stato libero di bananas. Ma confido nella sua intelligenza, lei saprà cos'è un intervista, e cos'è un videomessaggio, ne sono sicuro. Secondo voi questo fatto è tollerabile? Si può SORVOLARE??

Lei fa l'esempio della riforma Gelmini, non entro nel merito (perché a me non piace, ma si uscirebbe dal tema che mi interessa), dico che in generale non ci credo che si possano avere "riforme" utili prodotte da uomini o donne impresentabili. Una volta potrà forse accadere che il cavallo di Caligola faccia un nitrito azzeccato, che produce un effetto positivo, ma mettere cavalli in Senato non è una buona idea.
All'esempio della riforma Gelmini io rispondo con un altro tema caro a voi di nFA, che si interseca con questo discorso: la privatizzazione per 2/3 della RAI. C'è, in testa su nFA, il post di Andrea Moro sul tema, che io condivido quasi completamente. Solo che manca una premessa fondamentale: e MEDIASET? Che ne facciamo? L'attuale sistema radiotelevisivo, lottizzato, corrotto, incancrenito, che ha ostracizzato e messo alla porta uno per uno, nel ventennio, tutti quei pochi giornalisti liberi che osavano dire la Verità, a partire dal compianto Enzo Biagi, è degno di una dittatura mediorientale. Ma ha un suo minimo e putridissimo equilibrio grazie alla presenza di una RAI vergognosamente faziosa, che "bilancia" le televisioni di berlusconi: se si privatizzasse solo la RAI trasformandola in un network decente, senza nulla modificare le TV di berlusconi, la situazione generale peggiorerebbe. La privatizzazione della RAI è cosa buona, ma va fatta contestualmente ad una legge sul "conflitto di interessi" (quale ipocrita espressione) che TOLGA dalle mani di berlusconi l'intollerabile potere di fare videomessaggi con le televisioni di sua proprietà. Bisogna levargliele, prima. Quando sento parlare di privatizzazioni della RAI soltanto, senza accenni al resto del problema, al suo complementare (che è la parte più consistente) mi viene il dubbio che si sia vittime di quel pregiudizio della sacralità della proprietà privata che fa chiamare in causa Stalin anche al mercato della frutta. Lo stesso su cui ravanò berlusconi.

Non siamo d'accordo su questo punto, che però è decisivo. Per me la questione morale presente è più importante di tutto il resto. Le dico anche (non se ne offenda) che se anche non lo fosse tecnicamente, cioè se fosse possibile fare buone riforme con un Senato di Cavalli - e non mi ha convinto, con l'esempio della Gelmini - lo sarebbe comunque, moralmente: la questione morale, una volta che si sia riconosciuta, e Lei l'ha riconosciuta, assume immediatamente la precedenza su tutto il resto, in ogni caso, per ragioni di principio. Peccato, perché io sono uno dei possibili elettori di FARE, che vota invece M5S, per questo motivo.

 

 

Nel merito della RAI, io e Giulio abbiamo scritto, e su questo sito e' sempre stato detto, che la rai va venduta "garantendo la concorrenza nel settore dell'informazione con gli strumenti antitrust". 

Nella prima stesura, poteva sembrare che questo vostro riferimento alla normativa antitrust fosse da applicarsi solo alla auspicata privatizzazione della RAI, di cui trattava il post, senza coinvolgere le televisioni di Berlusconi, di cui non si parlava per nulla. Ma è ovvio che se si adottasse una severa normativa antitrust, finalizzata a vietare le concentrazioni nel settore dell'informazione, questa si applicherebbe poi alla nuova RAI privatizzata, alle reti mediaset, ed a ogni altro network televisivo presente e futuro.
Qui però non posso non fare una ovvia osservazione, a Lei, e a Giovanni Federico che parlava sopra di "resistenza alle riforme".
Lei nel suo post si rivolge idealmente a Renzi, suggerendogli di privatizzare la RAI per 2/3.
Secondo Voi, se questa riforma contenesse al suo interno anche una severa legge antitrust, come abbiamo qui precisato, che come effetto collaterale annientasse per sempre la proprietà di mediaset da parte di Berlusconi, non incontrerebbe forse alcuna "resistenza"?
Sarebbe praticabile, visto l'attuale patto Berlusconi-Renzi su cui si regge la presente maggioranza di governo? Federico sostiene che buone riforme si possono fare anche con ministri indecenti. Si può fare, realisticamente, una simile riforma, col parlamento delle Gelmini che abbiamo adesso? Pensate che Renzi potrebbe recepire questo vostro appello, se anche l'idea gli garbasse?

E subito dopo, le pongo anche un'altra domanda. Questa discussione nasce dal mio "suggerimento paradossale", rivolto a Boldrin, di cercare in futuro una intesa da battaglia col M5S, nonostante le divergenze programmatiche.
Come era prevedibile sono stato aggredito, perché ma Grillo, irrazionale, autoritario, pagliacci, Stalin, Hitler, l'Euro, l'antieuropeismo, eccetera.
Allora la seconda domanda è: voi pensate che se questa stessa proposta di riforma del suo post, corretta con questa precisazione (ossia: privatizzare la RAI per 2/3, ma contestualmente fare una severa legge antitrust che cancelli tutti i monopoli dell'informazione, a partire da quello di Berlusconi) voi andaste a proporla, anziché a Renzi, a Grillo, non potrebbe più facilmente trovare una convergenza programmatica?

Raramente su nfa ci siamo preoccupati molto di praticabilita' politica. Noi la proposta non la facciamo solo a Grillo, la facciamo a tutti. Ci sembra una proposta "di sinistra" e quindi la facciamo a Renzi e ci sembra una proposta anti-casta, quindi la facciamo anche a Grillo. Hanno la maggioranza, che la facciano. 

Notiamo invece che da parte del M5s si levano voci contrarie ai tagli alla RAI, mentre da parte PD  si parla di modulare il canone a seconda del reddito, cioe' praticamente di alimentare le aliquote sul lavoro. 

mi sembra più uno slogan che una rilevazione corretta. In presenza di almeno tre operatori nazionali si dovrebbe parlare, semmai, di oligopolio. Ma il punto non è questo: anche nella carta stampata, verosimilmente, siamo in presenza di oligopolio posto che i quotidiani nazionali sono relativamente pochi.

Il sistema dell'informazione, dunque, è concentrato: ma è realistico parlare di eliminazione delle concentrazioni eccessive? vendere una o due reti RAI e una o due reti Mediaset ridurrebbe la quota di mercato dei maggiori ologopolisti ma garantirebbe la concorrenzialità del sistema?

Ancora: capisco l'ostilità verso SB, ma siamo sicuri che privarlo di Mediaset - come qualcuno suggerisce - sia operazione del tutto legittima? non ne andrebbe di mezzo la libertà d'impresa?    

...privarlo di Mediaset - come qualcuno suggerisce - sia operazione del tutto legittima? non ne andrebbe di mezzo la libertà d'impresa?   

 

sì, è legittima. o meglio, andrebbe ridotta la dimensione di mediaset.

penso che la questione sia da porre in questi termini: se le dimensioni di mediaset, o di qualunque altra azienda sono tali da essere predominanti, questo costituisce di per sè una limitazione alla libertà di impresa di altri operatori che vorrebbero entrare in quel mercato. dove collocare i limiti, è poi questione del tutto empirica.

non posso fare a meno di notare che SB sia riuscito ad ostacolare, ritardare, incasinare anche questa questione; un vero tocco di re mida, alla rovescia.

potrebbe essere indotta a dismettere alcune reti se l'AGCM ravvisasse una violazione della disciplina antitrust, ma sinora ciò non è avvenuto. Peraltro, non sono sicuro neppure che le dimensioni delle imprese maggiori costituiscano davvero una limitazione dell'accesso al mercato: la legge vigente - che non ho sottomano in questo momento - pone limiti sia alla concentrazione sia all'abuso di posizione dominante ma non impone lo scioglimento di concentrazioni legittimamente realizzate.

In ogni caso, la legge è uguale per tutti: perciò sarebbe singolare idea quella di punire SB perché controlla tre reti che ha, verosimilmente, costituito in maniera legittima e lasciare indenne la RAI o altri che raggiungessero dimensioni rilevanti. 

credo che la interpretazione che si è fatta strada negli ultimi anni sia di considerare illegittimo non solo l'abuso di posizione dominante, tramite pratiche esplicite di limitazione della concorrenza, ma anche la mera  esistenza di tale posizione. però qua ci sono fior di esperti di quella che è una questione economica cruciale e potranno dire meglio.

dal punto di vista della legislazione vigente, io 'un zo, valgono le sue conoscenze. ovviamente, questi sono discorsi del tutto impersonali, che si tratti di SB o di pincopallino non importa . SB, con la sua estrema "disinvoltura" in tanti campi,  ha però ricacciato indietro un dibattito che in Italia partiva già in ritardo. questa è una sua colpa, mica di altri.

C'era una forte autocritica dopo il pessimo risultato elettorale di Scelta Europea, e Boldrin si rammaricava della scelta di entrare in colalizione con Scelta Civica. La coalizione con Scelta Civica era stata fatta, immagino, nella speranza di superare la soglia di sbarramento del 4%.
Era quindi una scelta dettata da praticabilità politica. Scelta che non critico per questa ragione, poteva apparire logica e razionale, era lecita negli scopi, e posso anche capire che dovendo convergere in coalizione con qualcuno dell'attuale disastrato panorama politico nazionale, FARE scegliesse Scelta Civica. In fondo qua siete tutti economisti, e Mario Monti è uno che parla il vostro linguaggio, anche se magari non sarà della stessa scuola.

Solo che il disastro di Scelta Civica in questa fase era prevedibile, tanto prevedibile che fare questa coalizione in questo momento era un po' come salire sulla Costa Concordia dopo che si è incagliata sullo scoglio. Io suggerivo a Boldrin per il futuro di tentare di fare piuttosto una chiacchierata con Grillo, nonostante le enormi divergenze programmatiche. Le ragioni sono quelle spiegate sopra, e sotto nella risposta a Giovanni Federico.
In questo momento non sappiamo ancora con quale legge elettorale si voterà alle prossime elezioni politiche, ma è sicuro che ci sarà una soglia di sbarramento, forse addirittura all' 8%.  Se sarà così, se non si vuole scomparire non si ha altra scelta che entrare in una coalizione che abbia delle probabilità di superare l'8%. Beh, non è che ci siano molte possibilità, ora che il loden di Mario Monti non c'è più. Sono tre: Berlusconi, Renzi, Grillo. Ho enumerato, nei miei interventi, alcuni motivi per cui avendo queste tre sole opzioni, al posto di Boldrin tenterei di fare una chiacchierata con Grillo. Potrebbe anche non riuscire, ma almeno potrai dire "io ho osato", come ha fatto scrivere sulla sua pietra Rudolf Hess.

bromuro

dragonfly 7/6/2014 - 16:33

ma almeno potrai dire "io ho osato", come ha fatto scrivere sulla sua pietra Rudolf Hess.

ricordo la legge di Godwin, ove non bastasse il comune senso del ridicolo. un estratto:

...quando si invoca il nazismo in una discussione Usenet, questo significa che tale discussione è sul punto di estinguersi, e quindi la probabilità che altre tematiche siano affrontate si annulla (fatto che rende unica la Legge di Godwin). Pertanto, tradizionalmente, la prima persona che faccia un riferimento ai nazisti o Hitler ha "perso" la discussione.

Completamente incapace di leggere.
Quello che legge solo l'ultima farola, vede "Rudolf Hess", si rammenta vagamente che costui era un nazista, e dice la sua boiata delle cinque e mezzo.

Il mio riferimento era un po' dotto, se vogliamo, ma non era mica un riferimento al nazismo. Faceva riferimento alla storia di un uomo che saltò su un aereo, volò fino in Scozia, si paracadutò e ci provò. Il suo tentativo fallì: fu arrestato e rimase in carcere fino alla fine dei suoi giorni. Ma anche così, pur nel fallimento, poté scrivere nella sua tomba "io ho osato".

Significava, per darti un aiutino, che qualche volta bisogna avere coraggio, e tentare anche l'impossibile; perché il tentativo coraggioso anche quando fallisce non ti lascia mai rimpianti. La timidezza sì.

Ah, ti faccio notare anche che si "vince" e si "perde" quando si gioca a rubamazzo, a bollini, o quando si fa "un due tre - caco io e puzzi te" come fanno i bambini.
Quando ci si confronta, da adulti, con onestà intellettuale e con lo scopo di capire, allora si vince sempre. Purché si ascolti.

io non voterò MAI Grillo non solo perchè i suoi programmi sono fumosi contraddittori ed economicamente disastrosi ma anche, se non soprattutto, perchè ha convinto gente in buonafede come Lei che

la questione morale, una volta che si sia riconosciuta, e Lei l'ha riconosciuta, assume immediatamente la precedenza su tutto il resto, in ogni caso, per ragioni di principio.

E naturalmente Grillo stesso si arroga il diritto di decidere chi è morale (lui) e chi è immorale (tutti gli altri).

Un ultimo punto: 'immorale' è diverso da 'penalmente perseguibile'.  Nei paesi civili, i reati devono essere perseguiti dalla magistratura, secondo procedure e regole precise e rispettose dei diritti di imputati e parti civili (possibilmente da migliorare e rendere più rapide ed efficienti). La gogna pubblica è medioevale

lo giudico io.

Immorale è un vecchio di settantadue anni che fa festini con minorenni.
Immorale è un giovane di quarant'anni, che va a cena a casa di quel vecchio.

Grillo per ora non ha partecipato di questo bunga bunga generale, non si è sporcato le mani strigendole a questi signori, almeno per quanto se ne sappia. Come non hanno partecipato di questo bunga bunga Boldrin e i fondatori di FARE, sempre per quanto se ne sappia. Per questo motivo io considero questi due "movimenti" entrambi moralmente accettabili, mentre mi sono assolutamente inaccettabili quelli di cui sopra. Per questo sono qui su nFA e discuto con voi. Con quegli altri non discuto, non ho niente da dirgli. Le posizioni politiche poi sono opposte, lo so. Almeno su alcuni temi come l'euro e i rapporti con l'Europa, forse lo sono di meno su altri temi, come privatizzazione della RAI e legge antitrust. Ma delle questioni politiche si può discutere. Le si possono trattare, si può trovare un compromesso, e alla fine si può portare rispetto anche a chi rimanga su posizioni diverse dalle nostre.
Le posizioni morali, invece, NO: NON si possono discutere, NON si possono trattare, NON si possono accettare compromessi. E al vecchio che fa festini con minorenni NON si può portare rispetto, in nessuna maniera. Si può solo disprezzarlo.

Immorale è diverso da penalmente perseguibile, Lei dice. E' certo. Il vecchio di cui sopra è anche penalmente perseguito, da più parti, e sta scontando una pena per crimini di valenza penale in un ospizio di Milano. Ma non ho bisogno di questo, io non sono un giudice, non pronuncio sentenze. Sono un uomo, e un cittadino, e in quanto tale fornisco il mio Giudizio, morale e civile. Dopo tutto quello cui mi è toccato di assistere in questi ultimi venti anni, il mio Giudizio, morale e civile, è definitivo e abbondantemente consolidato. Non ho bisogno certo di Grillo, o di qulcun altro, che me lo spieghi, per essere nauseato dalla feccia che si è impadronita di questo paese.

A voi non stavo suggerendo di votare Grillo. Sarebbe pretendere troppo, me ne rendo conto, già faccio fatica io. Avevo suggerito a Boldrin, che in questo post faceva una forte autocritica dopo il pessimo risultato della lista "Scelta Europea", di provare magari, in futuro, a fare una chiacchierata con Grillo. Non per fare un' "alleanza" che vista la divergenza dei programmi sarebbe complicata, ma per proporre una coalizione di scopo, che consenta (a FARE, il M5S non ne ha bisogno) di superare la soglia di sbarramento, e continuare ad esistere. Sarebbe un azzardo, me ne rendo conto. Ma dopo l'esito disastroso della scelta di entrare in coalizione con la lista di Mario Monti, forse si può provare a giocare un poco d'azzardo. Secondo me di questa  coalizione si potrebbero giovare sia il M5S, che ne sarebbe.. "razionalizzato", diciamo così; sia FARE, che ne ricaverebbe.. una dose di "energia", sempre diciamo così.

Buona la legge 240 (Gelmini)??

Affermazioni come queste hanno precluso il voto a SE da parte del mondo universitario. La legge Gelmini, frutto di elucubrazioni di funzionari ministeriali, di un po’ di liberismo male interpretato e di un ministro incompetente, ha alcuni punti positivi, ma non è una buona legge.

Quello che adesso c’è da fare non è un’altra riforma epocale, che bloccherebbe tutto per altri tre anni, ma una serie di provvedimenti snelli e intelligenti che modifichino alcune storture della legge e salvino la nostra università e la gente che ci lavora. Come, ad esempio, i rimedi suggeriti dalla conferenza dei rettori (CRUI). Quello più importante è dare alle università piena autonomia su reclutamento e ricerche all’interno di vincoli di bilancio.

A parte questo, l’Università cesserà di esistere, per colpa delle norme transitorie successive alla Gelmini, più o meno intorno al 2018, quando, in assenza di rimedi, il personale sarà a questi livelli:

                                    2000                    2008                2014                            2018

Docenti                  31.000                  35.500             28.200                       22.000

Ricercatori             18.000                 24.500             22.600                       20.000

TOTALE                 49.000                 60.000            50.800                      42.000

E questo in un momento in cui tutti i paesi con cui ci confrontiamo stanno puntando sulla ricerca fondamentale (prevalentemente statale ovunque) per uscire dalla crisi economica.

Anche i fisici italiani  stanno (stavano) dando il loro contributo. In Italia ogni unità d PIL che riguarda direttamente la fisica genera un ulteriore indotto del  60% (da 1 a 1 .6).

Boldrin mi ha mandato molti mail chiedendomi di aderire a Fare, ma purtroppo non ha mai toccato questi temi. Ma Boldrin si rende conto che il suo capolista, Ministro dell’Università, invece di parlare di queste cose ha detto, tra un comizio e l’altro, una serie impressionante di scemenze, tra le quali quella più grossa è probabilmente questa?

Con la situazione denunciata dai rettori, con le 10 proposte dei rettori lì che aspettano, con l’università che sta collassando, invece di ascoltare la voce del mondo migliore universitario un ministro capolista dice queste cose (abolisco le abilitazioni, anzi no, abolisco i concorsi, però prima abolisco i test di ingresso)? Abbiamo veramente toccato il fondo e il ridicolo.

Mi spiace per Boldrin, che ha molte idee che non condivido ma che mi sembra una persona seria, ma i suoi compagni di strada erano desolanti.

Caro Rotondi

forse lei non è molto ben informato: la legge Gelmini (se la rilegga) stabilisce le regole per il reclutamento ma non il numero di posti.  Anzi stanzia fondi aggiuntivi per i posti di associato (una mancia per soddisfare le richieste del movimento dei ricercatori).  Il numero di posti dipende dal finanziamento ed in particolare il calo del numero dei professori dipende dai limiti al turn-over stabilite dalle varie leggi finanziarie.

 

Aggiungo che abbiamo fatto un post collettivo contro l'abolizione dei test di ingresso

Caro Federico,

la sua risposta è imbarazzante, veramente imbarazzante..

Rispondo, anche se so che è inutile: in quello che ho scritto si legge:

A parte questo, l’Università cesserà di esistere, per colpa delle norme transitorie successive alla Gelmini,......

So bene cosa c'è nelle legge Gelmini.

 non esistono 'leggi transitorie successive alla Gelmini' nell'ordinamento italiano. Si chiamano finanziarie  e non hanno rapporti con la legge Gelmini e quindi col titolo del  suo commento. A fortiori non hanno rapporti con il mio commento originario, che portava la legge ad esempio della possibilità che un ministro mediocre scelto per motivi 'oscuri' possa fare una buona legge.

 

 

 

Federico, scusi la franchezza, ma lei ci fa o ci è?

Non ho scritto "leggi transitorie successive alla Gelmini", ho scritto "norme transitorie successive alla Gelmini", le stesse mezionate dal drammatico comunicato dei rettori (che  Lei continua a fare finta di ignorare), dove si dice:

"Inoltre, il D. lgs. 49/2012 ha ridotto quasi per intero i margini di autonomia degli Atenei italiani, indipendentemente dallo stato dei singoli bilanci."

Evidentemente anche i rettori sono disinformati.

Per fortuna ho finito (sprecato) i miei tre commenti.  Non l'ho fatto per Lei, ma  per correttezza verso chi legge e, dai suoi commenti, può essere portato a pensare che io affronti qui degli argomenti senza essermi prima documentato.

Ma sei davvero convinto che una volta cambiata la classe dirigente il paese vivrà come per miracolo una rinascita? La pensava cosi mia madre quando è caduto Berlusconi ed è salito al governo Monti. Ma mia madre ha superato i 70, ha solo la licenza elementare, ha poca dimestichezza con i libri e nessuna con internet.

Francamente se pensi che l'elettore italiano medio sia molto diverso da chi elegge sei tu che sei stato in un altro paese o in un altro pianeta. In questo paese circa il 5% della popolazione in età da lavoro risulta aver diritto alla pensione d'invalidità, ma le percentuali sia aggirano intorno al 2% nelle province Lombarde e Venete dove il tasso d'occupazione è più alto mentre in certe province del Sud supera il 10%. Si può stimare che oltre la metà degli invalidi italiani siano falsi.

Tutti questi falsi invalidi sono politici?

Si è scoperto che in Italia nel giro di un decennio sono state costruite oltre 200.000 case abusive.

Tutti questi costruttori abusivi sono politici?

L'evasione fiscale in Italia risulta essere la più alta dell'Europa occidentale superando abbondantemente il 10% del P.I.L..

Tutti questi evasori sono politici?

Quello che sembra sfuggire agli elettori e simpatizzanti M5S è che un popolo che ha scarso rispetto della legge e delle regole è portato quasi fisiologicamente a votare per persone che hanno scarso rispetto per la legge e per le regole e che una volta mandata a casa i ladri che ci governano il popolo probabilmente sceglierà altri ladri.

Abbiamo anche la controprova quando si sono mandati a casa i ladri di D.C. e P.S.I. sono stati eletti al loro posto altri ancora più ladri e che per di più erano anche peggiori come governati.

L'M5S si propone come movimento di onesti puri e duri ma in passato anche il P.C.I., l'M.S.I. e la Lega Nord si sono proposti sotto questa veste. Finché furono esclusi dal potere la sostanza era abbastanza simile alle dichiarazioni ma una volta entrati nelle camere, nei salotti buoni si sono fatti corrompere anche loro e io penso che l'M5S farà un percorso simile.

Se si vuole davvero cambiare non basta mandare via i ladri bisogna anche che ci sia un cambiamento culturale del paese, un cambiamento che non può avvenire se si continua con le vecchie abitudini, se si vogliono cambiare le abitudini bisogna cambiare alcuni aspetti della legislazione e dell'amministrazione di questo paese che favoriscono la mentalità da furbetti.

Bisogna ridurre le tasse e le scappatoie per non pagarle, bisogna tagliare la spesa clientelare in maniera che chi si è abituato a vivere di sussidi e di espedienti ritorni a cercare lavori veri, ma tutto ciò è impopolare tra gli elettori italiani che pure si lamentano dei politici e che sono orientati a votare per chi gli darà altro assistenzialismo.

La stessa famosa proposta del reddito di cittadinanza è stato il più grande voto di scambio della storia della repubblica.

P.S. riguardo la storia dei numeri se non si da importanza ai numeri a cosa la si deve dare? Ai bei discorsi? Ai sogni? Alle pose esteriori? Alle intenzioni? Piaccia o non piaccia i numeri nella loro aridità sono e resteranno l'unico modo di analizzare le questioni in maniera oggettiva!

1) non sono "grillino". 2) non so cosa sia "radio londra" 3) non capisco che c'entra 4) non ascolto la radio 5) non guardo la televisione

6) però hai un pc, con la tastiera e la connessione.

se tu avessi cercato ("googlato" mi fa schifo) "radio londra", trovavi al primo posto la voce di wikipedia, più che sufficente per capire. da come ci hai descritto i drammatici eventi bellici, pensavo ne avessi una conoscenza migliore, chessò: come  reduce, o da cultore degli annali di famiglia. cose così.

cos'è radio londra, ma il dove vai? son cipolle! è presuntuoso ed irritante.
Tu sai cos'è l'apocatastasi? Lo sai? Eh? Così, tanto per vedere se sei 'gnurante.

Mi ero impegnato in una lunga tirata, che mi aveva impegnato mezzora, perché mi premeva esprimere un concetto. Riferendomi al ruolo del Partito d'Azione e dei suoi Uomini nella Resistenza di settanta anni fa, io sostenevo la priorità delle questioni morali sulle questioni politiche; ed alla luce di ciò l'idea che le divergenze programmatiche, anche profonde (pensi alla distanza gra liberali e comunisti, o fra monarchici e socialisti, quale era nel 1945) si possono accantonare o rinviare al dopo, quando sussista l'esigenza di ripulire un sistema di potere in qualche modo incancrenito. Anzi non solo si può, ma si deve, perché è impensabile condurre in porto una qualche utile "riforma" andando a braccetto con la classe dirigente in odore di criminalità venuta fuori da questo ventennio; tanto quanto sarebbe stato impensabile, settanta anni fa, uscire dal ventennio fascista andando a braccetto con Grandi, Bonomi e i "meno peggio" tra i fascisti.

 Se quello che dico non ti interessa non me ne adonto, lascia pure perdere, e non rispondere nulla. Se scegli di rispondere, beh, allora sei più rispettoso se leggi prima con attenzione, e poi dici quello che vuoi, ma nel merito di quanto avevo sostenuto, e senza spocchiosa e ingiustificata aria di superiorità.

 Buon appetito.

anche se dubito che ce ne sia qualcuno arrivato fin qua.

programma

marcodivice 5/6/2014 - 13:20

di quale programma si parla? quello dei 7 punti che prevedevano in contemporanea gli eurobond e l'uscita, pardon il referendum, sull'euro? quello che prevedeva la rinegoziazione del F.C. che è un trattato intergovernativo? per capire.

Questi sono i motivi che secondo me dimostrano l'erroneità della sua proposta:

1 l'M5S non fa alleanza a livello nazionale;

2 l'M5S è un partito verticista totalmente dominato da due individui a dir poco inaffidabili;

3 uno di questi due individui è una persona autoritaria, istrionica e probabilmente emotivamente disturbata, ovviamente mi riferisco a Grillo;

4 l'altro soggetto è invece poco decifrabile ma sembra essere ugualmente verticista;

5 gli adepti di questa setta tendono ad approcciarsi ai vari problemi in maniera irrazionale, impulsiva e fideistica, tale tipo d'approccio molto difficilmente si può associare alla razionalità, è molto difficile far convivere il loro dilagante moralismo con un ragionevole laize faire;

6 l'M5S ha attirato dentro di se esponenti delle aree di estrema sinistra e di estrema destra, aree politiche che in Italia sono fortemente stataliste quindi incompatibili con la razionalità economica, a meno che l'Italia non si trasformi dalla sera alla mattina da una repubblichetta di cialtroni in un paese di coscienziosi e scrupolosi servitori del bene comune, per la serie è più facile far passare un cammello per la cruna di un ago.

7 l'M5S più che al partito d'azione assomiglia ad altri partiti, qui è stato definito stalinista, in luoghi frequentati dagli esponenti della sinistra viene definito fascista o nazista, io preferisco chiamarlo con il più generico termine totalitario;

8 in ultimo vorrei sottolineare che di questo sito/partito/movimento fanno parte molti docenti universitari che se dovessero avvicinarsi alla banda di Grillo e ai loro deliri rischierebbero di rovinarsi la reputazione accademica per tutta la vita.

Francamente io sarei dell'idea di "marciare divisi, colpire uniti", copyright Helmuth Karl Bernhard von Moltke, ossia di dividersi in un gruppo che si infiltri nel centro destra approfittando dal declino di Berlusconi e di un possibile ricambio della classe dirigente e un altro gruppo che faccia lo stesso nel centro sinistra approfittando della crisi della sinistra PD e del predominio in quell'area di Renzi, che non sarà perfetto ma al momento è tra i tre principali protagonisti della politica italiana è il meno peggio.

Sarebbe consigliabile che altri ricoprano il ruolo di opinionisti indipendenti, in maniera tale che se anche coloro che sono schierati nei due poli non possano dire tutto ciò che pensano ci sia qualcuno che possa sempre dire all'opinione pubblica la verità, tra questi opinionisti neutrali ci dovrebbero essere coloro che si sono esposti più degli altri con Fare e con Scelta Europea, per evitare le accuse di essere degli opportunisti volta gabbana.

e veramente, non c'è altro da dire.

Gli elettori SC del 2013 erano tutt'altra cosa (proprio un altro mondo; scomparso da mesi-luce), ed erano già Renziani ante-litteram. Che avrebbero dovuto votare?
Il problema più prossimo è che metà degli elettori Fare 2013 si siano astenuti nel 2014: http://sondaggibidimedia.com/2014/05/30/analisi-dei-flussi-lorien-il-m5s...

Faccio copia e incolla da Facebook, dove Ti ho già scritto a febbraio,
sia in privato che in pubblico, il mio personalissimo, piccolissimo
ed insignificante parere.
Con qualche impercettibile modifica.


È per l'immensa stima che provo nei Tuoi confronti,
seppur non conoscendoci, che Ti scrivo e che mi permetto
di darTi del Tu.
Amo la politica nello stesso senso in cui la intendi Tu.
Ma ho sempre avuto il terrore di farla e infatti
non l'ho mai fatta, perché ho sempre visto le istituzioni
così lontane e diverse da quello che dovrebbero essere,
da non avere la forza di avvicinarmi ad esse per cambiarle,
soprattutto per il fatto di sentirmi solo a pensare queste cose.
Da quando Ti ho "conosciuto" e mi sono innamorato, politicamente,
di Te, della Tua storia e del Tuo straordinario pragmatismo,
quella paura è diminuita.
È diminuita perché grazie a Te non mi sono sentito più solo,
ho scoperto qualcosa di nuovo, che sentivo simile a me come
nient'altro prima. Non parlo in termini di competenze, nelle
quali sono un'inutile formica al Tuo fianco, parlo di passione
e razionalità e umiltà di pensiero, di prevalenza dei dati reali
rispetto ai sentimenti personali, per quanto essi nobili.
Come ho sempre detto ad amici e conoscenti, ritengo di aver
imparato più Economia da Te che duranti i miei anonimi percorsi
di studio universitari.
Ti ringrazio a prescindere perché grazie a Te ho ritrovato
la speranza nella politica.

Questa speranza però sta pian piano morendo.
Forse è già morta.
Purtroppo mi sto rendendo conto di come forse l'Italia non Ti
meriti, non meriti di cambiare in meglio come Tu hai provato a fare.
Tutti noi abbiamo le nostre colpe in questo, me compreso.
Penso che Tu sia troppo avanti per far si che gli italiani
Ti capiscano, e lo penso davvero.
Non sono pronti per capire.
Lo dico perché, estremamente proporzionato alla mia piccola
esistenza, noto questo anche in me.
La gente non ci capisce, non è pronta e matura per farlo.

In TV vedo e sento delle cose gravissime nella loro disonestà,
che ottengono applausi a scena aperta, mentre la barca sta
imbarcare gli ultimi litri di acqua prima di affondare.
I voti sono proporzionali alle balle che si dicono.
I politici captano il sentimento che sta nella pancia della gente,
e lo cavalcano.
Se quel sentimento ci può portare alla rovina non importa,
l'importante è cavalcarlo per avere consenso ed utilizzarlo per
i propri scopi personali, aiutare se stessi e gli amici in primis.

Mi chiedo allora se valga la pena Fermare il Declino.
Perché, parliamoci chiaro Michele, dopo la puttanata di Giannino,
la festa è finita prima ancora di iniziare, e ricominciarla è impossibile.
Negli errori che hai citato, manca a mio avviso il più importante,
il peccato originale della tua avventura da pioniere degli invisibile
(parlo dei liberal-democratici italiani): essersi intestarditi
su un marchio, quello di Fare, già etichettato come "Quelli della
Laurea di Giannino, ah ah ah che sfigati!!!".
E una volta che hai un'etichetta, è praticamente impossibile togliersela.
Questo è l'errore!

Nella mia vita alterno momenti di ottimismo a momenti di
tragica rassegnazione nell'osservare un'Italia che sembra
meritare il proprio declino.

Stai combattendo (hai combattuto) una guerra persa che non meriti
di perdere.
"Noi" siamo l'esempio di un paese strano.
Ancora in molti osannano Giannino, e non ne capisco il motivo.

L'Italia è forse questa?
Temo di si.

Grazie comunque per quello che mi hai dato, tantissimo,
che sarebbe ora provare a mettere in campo per davvero.
Sei una risorsa immensa per l'Italia, purtroppo ad oggi
ancora sprecata.
La mia ultima speranza, da ingenuo sognatore, è che almeno Renzi
Ti coinvolga seriamente in un processo davvero riformatore.

Sei un grande

Come più volte ho scritto, spesso in politica fare molte cose è meno di farne una e spesso non fare nulla (su certe questioni) è più che fare "qualcosa".

Con questo sappiamo tutti che la partita delle libertà in Italia non è finita, forse deve ancora cominciare.

Non puoi sostenere che sia "colpa" tua. A meno che non si voglia sostenere che Fare è un partito di plastica in mano ad un padre padrone stile Grillo o Berlusconi, in 12 mesi hai avuto l'appoggio del partito. Al congresso la mozione che sosteneva il presentarsi alle europee con SE è stata approvata con maggioranze semibulgare. E c'erano alternative, che sono state ritenute non credibili. Se errore c'è (e col senno di poi è piu' facile dirlo) è generale.

Ma agli errori si rimedia. Ci sono le lesson learned. Tu giustamente hai le tue ed ora Fare si dedicherà alle sue. Ma non è al primo errore che ci si deve fermare. Quanti anni ci sono voluti perché la Lega Nord diventasse, dalla fondazione, un partito di livello nazionale? Idem per il M5S. In Italia c'è spazio come in europa per un soggetto liberale democratico che abbia il 7~12%? E in caso positivo, come costruirlo? Le domande rimangono.

Caro Michele,
Bella e sincera autocritica la tua, in linea col tuo carattere ruvido anche con te stesso.
I tuoi errori tuttavia non nascono con la campagna elettorale per le europee, ma molto prima. Per le europee non mi sento di dire che hai commessi veri e propri errori, perchè non avevi e NON AVEVAMO altra scelta.
Correre da soli non era una scelta praticabile, e qui sta il punto :  se non eravamo in grado di raccogliere 150'000 firme, ed è vero, è certo, come avremmo mai potuto raccogliere oltre un milione di voti ? Non potevamo.
Il partito non c'era già più quando abbiamo deciso di correre. 3000 iscritti in tutta Italia, di cui solo 2000 votano al Congresso (???) con 700 iscritti nella sola Lombardia, di cui 300 a Milano e su questi 300 soltanto il 10..15% risponde alle sollecitazioni della sua Direzione Regionale ? Ho cercato di dirtelo e comunque era tardi : già in corsa.
Ho corso con te sino alla fine, sino all'ultimo giorno. Ho fatto a Milano quello che potevo con i pochi volontari, consapevole della fine annunciata, come quei soldati che partono all'assalto sotto il tiro delle mitragliatrici, sapendo in cuor loro che è finita.
Non essendo per fortuna una guerra fisica, sono ancora vivo.
E torniamo agli errori, quelli veri. FARE era già in agonia PRIMA delle elezioni, già prima del Congresso. Come è potuto accadere ? Sono queste le domande a cui devi dare risposte, solo per te stesso, non per altri. Io le conosco queste risposte, e ti ho lanciato in più occasioni degli allarmi, ma non li hai ascoltati. Pazienza. Nulla è perduto, sino a che c'è vita. Torna al tuo lavoro, per ora. Curati le ferite dello spirito.
Altri proseguiranno da dove tu hai iniziato.  Il germe del grano impiega tempo a germogliare.  Con immutato affetto. Franco

D'accordo con Francesco Forti. Anche sul fatto che ex-post, dopo un fallimento, si tende a sopravvalutare il pregio delle alternative a suo tempo scartate.

A me sembra che l'unica alternativa sostanziale, in passato e ora, fosse e sia un entrismo ben progettato, ben organizzato, e agguerrito. Entrismo o nel PD o nel centro-destra in formazione (Passera?). Un po' come Craxi nel vecchio PSI e Renzi nel PD.

Io personalmente, per la mia storia, preferirei il PD, ma mi sembra che tutto suggerisca di puntare invece dall'altra parte.

La domanda che allora mi porrei, al posto di Boldrin, è: come meglio contribuire alla formazione e alla crescita di un serio partito liberal-democratico, rinunciando a pretese di paternità anche parziale, rivelatesi poco realistiche?

(Ammesso che Boldrin non sia rimasto, come me sotto sotto, un "sinistro radicale", con una viscerale avversione a molti aspetti della "destra", anche "moderata" -- virgolette interpretabili a piacere. Comunque, se questa riserva valesse per Boldrin, probabilmente non vale per la maggioranza degli aderenti a Fare.)

(Ho votato comunque Boldrin e SE, pur convinto dell'inutilità del voto, per infantile impulso emotivo, senza pentirmene.)

Si scrive politica, ma in italiano si legge "partitica".
Questo è l'argomento di tutto il discorso.
E non è un bell'argomento.

Se l'obiettivo non è una "carriera politica" (partitica), bensì una "rivoluzione politica" (classe e sistema), l'unica strategia è quella indicata da Gaetano Mosca un secolo fa (vedere la voce su wikipedia da me curata).

Ovvero, puntare prima sulla vittoria intellettuale, spazzando via le "formule politiche" su cui si basa l'attuale consenso al sistema, e poi raccogliere il successo quando è già maturo.

Se, al contrario, non si ha interesse ad una completa modifica del sistema istituzionale e giuridico (io auspicherei in senso liberale), oppure non si dispone dei mezzi culturali (cultura = capacità di comunicare) per proporla, allora conviene accettare la strategia attuale della "carriera" individuale o di gruppo, inserendosi in formazioni più o meno consolidate.

Auspicherei la prima scelta.

Non 'sfonda'. Senza trascurare l'assoluta......del merito di talune boutades.Inconsistenza/incoerenza cerebrale preludio della 'dissoluzione politica'?

Senza trascurare Figlio-Leggio, ossia la nobil (meritocratica) progenie di Casa-digitale-Leggio (o leggìo?) .

Una precisazione: condivido purche' vero driver siano numeri e benchmark con altri Paesi (best practice). Basta blablablologie ottocentesche di Cartesiana - astratta, vertiginosa e non falsificabile - perfezione.

<<Grillo e il partito liquido dove uno vale l’altro>>, M. Feltri, La Stampa di oggi

Non ci si fermerebbe mai. Una sentenza chiama sempre una controsentenza e poi una sentenza successiva con immediato ribaltamento. In questi giorni il presidente della commissione di Vigilanza della Rai, il grillino Roberto Fico, esprime perplessità sui 150 milioni di euro chiesti dal governo alla tv pubblica: «Non rappresentano purtroppo una revisione di spesa ma sono la maschera per svendere parte di Raiway, la società che detiene l’infrastruttura pubblica di trasmissione». Alla presidenza della commissione Fico ci era arrivato perché, disse Grillo un anno fa, la Rai offre «propaganda gratis a spese di tutti i contribuenti italiani che hanno ripianato la perdita di 200 milioni di euro del 2012».  

Renzi taglia? Non è così che si taglia. Si propone la cancellazione delle province? Non è così che si cancellano le province. Fine del bicameralismo paritario? Non è così che se ne decreta la fine. A un anno e qualche mese dall’inizio della legislatura, il Movimento non ha trovato un punto di incontro su alcun argomento con alcun partito, a costo di sembrare incoerente e prevenuto. Del resto Grillo non voleva nemmeno incontrare Renzi nei giorni precedenti alla formazione del governo; interpellò la rete che diede indicazione opposta: vai a sentire che ha da dirti. Grillo partì da Sanremo, giunse a Roma dopo sei o sette ore di automobile, si presentò da Renzi e gli disse: con te non ci parlo. Fine. Addio. 

È stata l’ultima volta che abbiamo visto Grillo in streaming. Eccolo, streming: uno dei termini fondamentali del vocabolario grillino. Manderemo tutto in streaming. Trasparenza. La casa di vetro. Già alle prime riunioni dei parlamentari grillini negli hotel romani la diretta streaming funzionava forse che sì forse che no, ma più probabilmente no. Oggi non interessa più a nessuno: Grillo vola a Londra a incontrare l’ultraconservatore Nigel Farage, e non se ne sa niente, impossibile vedere, vietato ascoltare. Si installano le basi di un’alleanza imprevedibile («non ci alleiamo con nessuno, la demolizione è cominciata», diceva Grillo un anno fa e lo ha ripetuto per l’anno successivo) e stordente, visto che l’Ukip ha accenti xenofobi e, per stare su questioni più centrali della politica a cinque stelle, sostiene l’energia nucleare.  

Ho votato Boldrin pur conscio che non sarebbe servito a nulla (i sondaggi sbagliano, ma non del 400%): siamo stati in due nel mio seggio a Bologna. L'ho fatto perchè lo dovevo all'autore dal quale ho imparato tanto negli ultimi anni; di Fare m'interessa meno, ma questo è un altro discorso. Secondo me, le idee c'erano e la capacità di trasmetterle pure. Serve solo un testimonial (così vanno le cose ...), un uomo/donna di/dello spettacolo/politica con una bella faccia e che "sparli bene", per rompere il ghiaccio, per arrivare al 4%, per mettersi in posizione. Poi, una volta che si entra, sono sicuro che la maggior intelligenza prima o poi paga. Anche nelle alleanze. Anche nel consigliare il Re.

PS: ovviamente anche le idee forti funzionerebbero (fuori dall'euro, spariamo sui barconi, barolo a tutti, ....), ma per questo c'è già Grillo e poi io non voterei più, sia chiaro.

Potrei dire tante cose, avendole vissute dall'interno, invece dico semplicemente che "mai dire mai" e tempi migliori arriveranno.

E infine una nota: sarà il PD, ma io per la prima volta sento parlare di "risparmi nella spesa pubblica" e di "diminuzione delle tasse", e senza di noi non se ne sarebbe mai parlato, e l'iniziativa "non più alto del colle" è stato un successo politico, tanto che è entrata nell'agenda di Governo.

Ovviamente, non finisce qua.

P.s.
Per Franco Puglia: ma solo un illuso poteva pensare che 3.000 iscritti siano 3.000 volontari per strada, 100 in tutta Italia era già un successo clamoroso, qui si tratta di confondere gli attivisti con i tesserati.

Se sbaglio esisto. Sant'Agostino

«Ho provato, ho fallito. Non importa, riproverò. Fallirò meglio».
Samuel Beckett, “Peggio tutta”

100 in tutta Italia era già un successo clamoroso

Vi ho visti cercare di spiegare politica in maniera articolata a gente abituata a slogan.

Vi ho visti farlo sulla rete e nelle piazze

Vi ho visti sopportare le battute su "come sta Giannino?"

Vi ho visti dibattere di energia ed economia con "decrescisti" e no euro.

Soprattutto vi ho ammirati.

Mi dispiace non aver avuto tempo o forse coraggio di passare da tesserato ad attivo. Adesso sarei arrabbiato per il risultato ma con la coscienza più a posto.

Condivido quello che scrivi, diversi argomenti non sarebbero "nati" senza il programma di Fare. Purtroppo come movimento politico sono stati fatti grossi sbagli che hanno portato alla disfatta. Ovviamente di "sbagli" parlo con il senno di poi.

Mi ha fatto molto, ma molto, piacere leggere l'autocritica di Michele, non perchè mi dovesse qualcosa anzi ci ha messo la faccia, ci ha messo il tempo (io me ne stavo a Maiorca), sono io che gli devo qualcosa. Mi ha fatto piacere perchè ho capito che la persona è rimasta integra, che è quello che mi "sembra" di aver conosciuto leggendolo su nfA, perchè quelle cose che non sono piaciute a me , vedendole da fuori, non sono piaciute nemmeno a lui.

Non finisce qua ? Grazie, non sai che piacere mi fa sentirlo.

Boh, io nel proporre la scalata solitaria, magari lenta, magari impervia, sono stato messo a tacere...forse difendevi la tua scelta, in quanto scelta, ma sta di fatto che è quella l'unica arroganza che non si sopporta, e non quella che appartiene alla parte meritevole di te.

muriel spark

ne'elam 3/6/2014 - 18:41

come saggiamente ci ricorda m. spark

il prezzo da pagare per tollerare opinioni fasulle è la perdita graduale della capacità di formarsene di autentiche.

michele dopo aver corso un serio rischio, si è salvato. sono molto contento.

Egr. prof Boldrin: la sua è un' intransigenza piena di contenuti; a lei si possono rimproverare 2 difetti, quello di essere adamantinamente rigido e quello, ben più grave, di avere ragione. Qualcun altro è molto più pericoloso: qualcuno che, forse perché lavora a Chicago, si crede in missione per conto di dio, solo che non è Dan Aykroyd.

Premessa 1
Da molto non scrivo qui, pur se questo luogo virtuale mi è molto caro e considero amici carissimi gli attori principali che si muovono sul palcoscenico.
Non lo faccio da tempo, un po' - forse - anche per pigrizia, ma molto per stanchezza .... quella stanchezza che mi ha invaso soprattutto, pur se non solo, con l'avventura politica alla quale ho partecipato con entusiasmo e passione, per la prima volta nella mia vita, dedicando ad essa in esclusiva un certo numero di mesi della mia vita .... peraltro mai essendomi pentito di ciò, perché mi parve scelta ineludibile accompagnare Michele in un percorso che scaturiva dalle discussioni e dai mal di pancia qui avviati, che a tutti noi appartenevano.

Premessa 2
Come molti di voi sanno - Michele in primis, che talvolta me lo ha rimproverato - e come testimonia la mia storia personale in altri ambiti, io sono ancor più restio ai compromessi e incapace di fingere posizioni non mie e stima per coloro che mal considero. E m'incazzo molto - pardon my French - se ritengo ingiusto un comportamento o, meglio, se mi pare che passi sopra valori per me fondamentali.
Non sono affatto adatto alla politica, dunque, lo sapevo e ne ho avuta conferma .... perché, ricordando la definizione di Rino Formica, io sono disponibile a versare il sangue ma non a mettere le mani nella merda.

E allora.
Ciò detto, per chiarire la base del discorso, debbo dire di non essere felice che anche Michele sia giunto alla conclusione alla quale io ero giunto un anno fa e che, prima di me, anche altri amici protagonisti con noi della prima ora iniziavano a proporre: non riesco a dire se abbia fatto bene a provarci ancora, è una scelta personale e come tale legittima.
Soprattutto, è triste aver toccato con mano la pochezza umana, la presunzione senz'alcuna base, il prevalere di ambizioni personali e la scarsa trasparenza di troppi individui, non solo nel consueto agone politico ma anche in un ambito che avrebbe dovuto, per valori posti a bandiera, essere assai differente.
In ogni caso, Michele, questa tua riflessione ha un grande pregio .... che rararamente si riscontra in politica e che, infatti, scaturisce solo da chi politico non è: l'onestà, checché ne dica chi fa prevalere astio e rancori personali.

Forse gli errori che Michele Boldrin si imputa di aver fatto sono tali, non lo so. Forse, come lui stesso dice, se fosse stato più fermo sul suo vero "io" le cose non sarebbero andate diversamente. In tal caso ci troveremmo a discutere su una sconfitta conseguente al suo "eccessivo estremismo, velleitario e restio ai compromessi". In politica serve "mettere le mani nella merda", la difficoltà è saperlo fare senza sporcarsi, senza confondersi con essa. Delle scelte andavano fatte, si sa il risultato di quelle prese, ma non si conoscerà mai dove avrebbe condotto la strada alternativa.

Alla luce del risultato Michele Boldrin pùò affermare che il ruolo del politico non è quello che gli si cuce meglio addosso, ma le parole che ha lasciato in questo post, ciò che ha espresso ed il modo con cui l'ha fatto, riportano l'UOMO al di sopra del leader, il ruolo che egli ha svolto in questi mesi. Parole che toccano la mente, ma anche il cuore. Grazie

Per agire politicamente nel Parlamento Eueopeo occorre:

a) raccogliere 150000 firme per presentare le liste

b) superare la soglia di sbarramento del 4% (quest'anno era un poco di più di un milione di voti

c) entrare a far parte di un gruppo parlamentare.

Comicio dalla fine per quelli che non sono edotti del funzionamento del PE; il regolamento funziona in base a gruppi parlamentari, i "non iscritti" hanno un'agibilità limitatissima. Per costituire un gruppo ci vogliono almeno 25 deputati di almeno sette paesi diversi che sottoscrivano un documento politico; non è ammesso il "gruppo misto".

Ed ora andiamo per ordine: o si ha la capacità di mobilitazione per raccogliere le firme oppure non si parte nemmeno: niente morte con la bandiera intonsa, non ci sarebbe neanche la bandiera. Per aggirare questo ostacolo, sul quale occorrerebbe una riflessione più approfondita, bisogna allearsi con qualcuno che abbia già parlamentari, vuoi SC, vuoi altri. E L'ALLEATO, chiunque esso sia, cosciente della sua posizione di forza ci tiene sotto schiaffo.

Passiamo a b), prendere un milione e passa di voti. Non è impossibile ma per esempio i Fratelli d'Italia con ex ministri e sottosegretario non ci sono riusciti come pure i Verdi, che sono andati solo marginalmente meglio di SC e Syriza c'è riuscito a stento nonostante gli indignados, il 99% e compagnia bella.

È ingiusto il giudizio su GV: non è solo "uomo simpatico, di ottima cultura e gradevolmente poliglotta oltre che capace di performances eccezionali nei pubblici dibattiti"; è stato Primo Ministro in Belgio per quasi 9 anni e non ha fatto male. Il suo obiettivo era di avere una lista ALDE nella maggior parte dei paesi, e il giochetto gli è riuscito per esempio in Grecia: To Potami ha avuto un discreto successo. Il suo errore è stato casomai di credere che quelli di SC fossero liberali, mentre invece non c'è nulla di più lontano...

Per le prossime elezioni che si fa? Si raccolgono 150.000 firme oppure ci si apparenta con SC oppure con qualcun altro, con tutte le conseguenze del caso?

didattica

dragonfly 3/6/2014 - 23:15

mi è sembrato che nel corso del tempo, e in particolare nell'ultimo anno, i tuoi interventi pubblici siano stati sempre più orientati a spiegare argomenti basici, quelli che con esibita ignoranza i veri demagoghi trascurano bellamente. nel calcio sono i fondamentali: stop, tiro, dribbling...

sarà stata la tua una dura necessità oppure la conseguenza di  un animo caritatevole, però qui la pazienza infinita, la tenacia e la moderazione, anche il piccolo compromesso a favore dell'intellegibilità, sono virtù da mantenere e prima o poi daranno frutti, magari imperscrutabili.

sugli uomini in malafede, bisogna invece troncare presto. da esterno, fatico a conoscere fatti e retroscena, purtroppo ho visto gli esiti.

( non resisto: la cosa più spassosa, in questa valle di lacrime pre e post elettorale, sono gli "esperti di comunicazione". ma quanti sono ? :-) )

Via solitaria o via congiunta SE/ALDE con dentro tutto o quasi tutto credo che forse non sarebbe cambiato nulla, come ammette Michele nel finale del suo testo. Ma almeno abbiamo inparato (e non è cosa da poco) come si fa a costruiire un percorso comune con altri compagni di viaggio.

Ma perché non sarebbe cambiato nulla? Perchè l'elettorato, ha ritenuto piu' credibile  dare affidamento (fiducia e speranza) ad un Renzi che già viaggiava su un carro quotato 30~35% piuttosto che scommettere su un neo-partito-assembramento da zerovirgola che forse non avrebbe nemmeno superato la soglia.

L'incipit del manifesto di Fare inizia con "La classe politica emersa dalla crisi del 1992-94 - tranne poche eccezioni individuali - ha fallito: deve essere sostituita perché è parte e causa di quel declino sociale che vogliamo fermare. L’Italia può e vuole crescere nuovamente.". Gli italiani hanno voluto pero' dar credito - per ora - a Renzi. Si tratta di una scommessa, naturalmente. Ed in una fase di conflitto con Grillo e Berlusconi, Renzi è stato bravo a dragare tutti  voti che poteva. Renzi in parte ha fatto suoi concetti come il merito, far ripartire l'Italia, crescita. Ha saputo coniugare questo con un po' di populismo (80 euro) con i toni da ultima spiaggia (il pericolo grillino). L'astensione ha fatto il resto.

Ma l'elettorato oggi è sempre più mobile e cambia rapidamente idea. Soprattutto, come sappiamo, le illusioni e le speranze possono trasformarsi velocemente in delusioni (c'è un legame stretto tra illuso e deluso) e prima o poi si smette di inseguire illusioni e si approda a progetti piu' solidi. Se sapremo prepararli.

Ora che succederà a FARE? Io spero che resti (e chi mai in Italia porterà avanti il tema del federalismo?) ma ho i miei dubbi. Ma di questo magari sarebbe meglio parlare sul forum di Fare, dove (e questa si' è una critica che ti faccio volentieri) non ti sei mai affacciato. Piu' di 100'000 interventi, mai uno tuo. Eppure (seconda critica) il tempo per ciacolare su twitter e faccialibro (a volte litigando e mostrando il carattere che ammetti di avere) lo trovavi.

...io l'ho trovato ostico, anche quando ho postato io qualcosa, è troppo dispersivo, secondo me. Ma non saprei dire come organizzarlo, o meglio un'idea la ho, solo che non conto un piffero.

Ma quel forum va assolutamente rielaborato e riaperto, perchè così come è non funziona. Così, per parlare d'altro.

ot, forum

dragonfly 4/6/2014 - 09:02

anch'io non sono mai riuscito a leggere nulla nel forum di fare, sin dall'inizio, sono però l'ultimo che potrebbe dare indicazioni su come migliorarlo. forse andrebbe chiuso, è un bar dove non ci si va volentieri.

giusto

Francesco Forti 4/6/2014 - 11:43

Ma certo, hai ragione. Ed infatti una maggiore "cura" della dirigenza avrebbe potuto migliorare molti aspetti deficitari. Se lasci un luogo di discussione incustodito, non puoi meravigliarti se col tempo diventa invivibile, i migliori se na vanno ed alla fine ... è come negli stadi: rimangono solo gli ultras e le famiglie non ci vanno. 

Oggi va assolutamente rielaborato come dici, e in qualche modo in questo sono direttamente coinvolto, e lo saro' ancora se Fare va avanti.

Di chi il forum lo ha e lo frequenta!

se Michele Boldrin invece di fare lo gnorri lo avesse usato sarebbe stato tanto di guadagnato. Avrebbe potuto dimostrare si suoi 2500 tesserati di credere al contatto con la base.

potrebbe essere stato il vero mezzo di comunicazione dal basso verso l alto. Inutile incolparne la difficile fruibilita' quella e' una mancanza da poco.

mi pare che nessuno dei membri della direzione o degli autori di comunicati vari abbia mai risposto alle critiche, almeno quando partecipavo al forum. Rimproverare solo Boldrin, oggi, non è elegante.

In rarissime occasioni una signora della DN ha interagito e poi dopo il congresso nazionale uno dei papaveri anche

non mi chiedere nomi perché non li so e se l elegaza si basasse su questo! Stiamo freschi!

"quando partecipavo al forum".

Come già detto da giuliana, qualcuno è intervenuto. Complessivamente hai tuttavia ragione, qui la critica è generale perché in tanti della DN non si sono mai affacciati in quel Forum. Ma non è poi tanto un problema di "rispondere a critiche", perché questo farebbe sembrare il luogo una sorta di tribunale. Il problema è che una comunità in cammino verso la costruzione di una "cosa che non c'è" si fa tante domande ma ha anche tante cose da dire (diverse anche interessanti, anche se come in tutte le comunità poi c'è segnale ma anche tanto rumore) e qui l'assenza di Michele si è notata piu' di altre, dopo che è diventato il Coordinatore Nazionale.

Ha messo di aver

Jo 5/6/2014 - 09:50

Ha ammesso di aver sbagliato...di aver sbagliato a dare ragione agli altri. Mi sembra che il forum sia l'ultimo dei suoi interessi :)

Che fare?

massimo 5/6/2014 - 18:23

Scusate la mia petulanza ma vorrei riflettere sul futuro: alle prossime elezioni europee (ed alle regionali, ed alle politiche etc) Fare si presenterà oppure no? E se la risposta è sì si raccolgono le 150.000 firme oppure si chiede un passaggio ad un gruppo che ha già parlamentari? In questo secondo caso il gruppo/movimento/partito, qualunque esso sia, verosimilmente chiederà di essere lui "l'azionista di maggioranza"; va bene così o no?

Trovo questo post dopo averti mandato ieri alcune riflessioni, e quanto là detto mi appare ancora più vero.
Il tuo errore, e quello di molti di noi, è stato quello di non esser stati abbastanza "liberi".
Vedi, Michele, tu sei abituato a vivere e lavorare da anni negli Stati Uniti, e sei abituato a comportarti da uomo libero. Lo sappiamo, i compromessi si fanno ovunque e il paradiso non esiste, ma quello è un paese dove è possibile intraprendere una strada con le proprie nuove, libere, idee e convinzioni, giuste o sbagliate che siano. Io negli Stati Uniti ci sono stato solo pochi anni ma mi è bastato per rendermi indigesto il modus vivendi (e lavorandi) mediterraneo.

Nel dettaglio, ha ragione il commentatore che più sopra ci ricora che "scontiamo sempre il peccato originale", e quello è stato un treno perso. Molto colpevolmente perso, e non per colpa tua. Punto. Ciò che è avvenuto dopo è stata una encomiabile e faticosissima nuotata al galleggiamento in un mare di mille correnti contrarie (e quindi di compromessi).

Ora si vedrà come andrà a finire la "scommessa" renziana, e state tutti tranquilli perchè presto si capirà: io credo che adesso, umilmente, occorra lavorare alacremente ognuno nel proprio campo secondo principi di libertà, senza rinunciare a sognare la rivoluzione e a tratti provare a realizzarla. Magari un altro treno passerà e magari lo condurremo noi...

un saluto, a presto!

Mi pare sia questa l'unica, sconfortante, forse auto-consolatoria, constatazione da cui partire.

Fuor di gusto per la sprezzatura, l'Italia ha una competitivita' da emerging (cfr. GCI World Economic Forum). Scuola, istruzione, formazione, riforma fiscale, federalismo/regionalismo, giustizia, illegalita' e via dicendo. La gente vota con la pancia (T. De Mauro) -personalmente, avrei fornito anche altra...indicazione anatomica.. - per ignoranza.

Un paese da rifare from scratch,  come diceva un Marchese nato nel 1798. Sara' anche ora di educare/fare gli Italiani? O no?

Istruzione, formazione, M A T E M A T I C A, analisi logica, codice binario (0/1) sono le basi di partenza da cui ripartire. Sad but true. Trascurando (preterizione ) kafkiani fenomeni da 'Oscar' che mi fanno cambiare 'canale' alla sola vista.  E voglio rimarcarlo, anche perche' non ho mai visto alcuna analoga presa di posizione in tal senso, o repentir sincère, dopo avere sostanzialmente ....azzoppato un movimento che stava prendendo piede.

Chiudiamo sempre ''ecumenicamente''/balena bianca: Mose' divise le acque, MOSE divide  i flussi di cassa....

(notazione ...'lexikalische' : singolare che, conoscendo i ''fondamentali'' Italiani  siano stati soltanto in 35 a cercare di approfittare della .....Möse......)

Forza e coraggio

Michele, diciamo la verità, ti sei messo alla testa di un'impresa titanica. Un insuccesso va sempre contestualizzato. Però dopo quello che è successo con la vicenda Giannino, ci voleva soltanto uno molto, ma molto ostinato per non capire la lezione. Per me la vicenda Giannino ha solo rafforzato la convinzione che l'Italia sia un caso disperato. Andiamo con ordine. Perchè la gente non ci ha votati dopo la vicenda Giannino? Eravamo meno liberali del giorno prima? Era cambiato qualcosa nelle nostre idee? No. Si è detto che siamo risultati incoerenti. Già, invece i partiti dominati dai soliti figuri che ci ritroviamo da 20 anni almeno, quelli sono coerenti? Berlusconi, Bossi e poi Maroni, Renzi, Grillo, Fini? Per citare i più noti. Vogliamo parlare della coerenza di queste persone? Non credo che la coerenza faccia parte dei valori più tenuti in considerazione dagli italiani altrimenti non avremmo la classe politica che ci ritroviamo. Avere successo elettorale in Italia da anni ha poco a che fare con l'avere un bel programma o delle buone idee. Pensiamo al successo di Grillo. Spara cazzate ai quattro venti, ma risulta simpatico e comunicativo. M5S contiene nel programma cose inenarrabili, più volte esaminate su NoiseFromAmerika, eppure ha preso percentuali di voti tra il 20 e il 30%! C'è da piangere! Berlusconi voleva fare la rivoluzione liberale, ma non ha perso i voti dopo che si è capito che non l'avrebbe fatta, altrimenti non avrebbe preso ancora percentuali a due cifre alle ultime elezioni. L'Italia ha enormi problemi culturali e hai detto tu stesso che gli italiani hanno votato Renzi perchè pensano di uscirne con operazioni cosmetiche, mentre secondo noi servono riforme radicali. Ti ho sempre votato per la coerenza delle idee, così come ho votato Giannino anche dopo il fattaccio. Non mi è mai importato della vicenda laurea, ma mi è sempre piaciuto quello che diceva sullo Stato Ladro. Quanta gente c'è che vota così in Italia? Quanta gente vorrebbe come diceva la Thatcher "the State as servant and not as master!". Quanti si rendono conto di chi è il nemico? (Non l'euro, non l'europa, non le banche, ecc) Pochi, troppo pochi. Ed è per questo che le cose vanno sempre peggio. Non è un caso se in Olanda ALDE ha vinto e da noi, anche se tu non avessi sbagliato niente (vedi alleanze assurde con Tabacci), SE non avrebbe preso più del 2/3%. Cosa sarebbe cambiato? Per me nulla. Fossi in te non mi biasimerei troppo. Un contributo positivo l'hai comunque dato. Alcune delle idee di Fare sono state prese da Renzi ad esempio. Siediti e goditi lo spettacolo, che il paese non ha finito di farsi del male. Adesso c'è un nuovo pifferaio. Io non credo farà le riforme necessarie, anche se spero di sbagliarmi. Le cose andranno ancora molto peggio prima di migliorare, ammesso che migliorino, e io che ho già vissuto anni in UK prima di rientrare in Italia (come vedi non sei l'unico a fare grossi sbagli) forse me ne dovrò andare di nuovo. Così va il mondo e a pochi è dato il privilegio di cambiarlo. Hai fatto la tua parte, almeno ci hai provato e di questo ti ringrazio di cuore.

Caro Boldrin, è strano leggere una riflessione come questa in un sito che riunisce persone che vivono e lavorano negli USA. Non conosco politico americano che sarebbe in grado di scrivere così. Sopratutto di fare politica cosí. Neanche i Repubblicani. Non sarebbe immaginabile perseguire il voto con tanto poco coordinamento, con così pochi obiettivi condivisi, con i ruoli delle persone così poco definiti, con la comunicazione incluso questo tuo sfogo come un optional, e questo livello di faziosità generale, very Italian!

Mah, forse in ameriKa il problema manco si propone. Poi su NfA scrivono italiani che stanno - o stavano - un po' da tutto il mondo (non solo USA, io scrivo dalla sGuizzera) ma chi ascolta e poi dibatte sta in Italia. Il From, implica un To, caro pierluigi.

Michele, se errori sono stati commessi (e oggi possiamo solo ragionare col senno di poi), questi devono essere condivisi con tutti coloro che - come il sottoscritto - hanno partecipato alle decisioni di cui parli e non in ultimo con chi, come me, aveva già sperimentato come in politica possa essere pericoloso rinunciare al rigore delle proprie opinioni per non contraddire quelle di alcuni occasionali compagni di viaggio.

Un paio di punti da un simpatizzante esterno.

Se Fare deve essere il partito "Europeo", bisogna andare a spiegare alla gente come e perché quello é importante. Ci sono molti siti e blog anti-euro, molti commentatori che producono argomentazioni con tanto di grafici per giustificare l'uscita dall'euro. Sempre piú non addetti ai lavori si stanno convincendo. Voi dove siete? Se non andate a discutere contro i Bagnai, contro i  Paolo Savona, i Rinaldi, i Borghi, i Guarino, chi lo fa? Questi stanno attirando consensi. C'é bisogno di un partito pro-Europa che abbia voglia di sporcarsi le mani. 

Due. Mettersi assieme a Monti (perché quella é la percezione) é stato un grosso sbaglio, ma in un certo senso vi ha anche salvato. Molti elettori non sapevano neanche che Fare fosse dentro SE. Quindi la sconfitta non é stata cosí dannosa secondo me per il general public. Fare può benissimo ri-iniziare da capo senza paure. 

Spero che continuerete, e che la prossima volta vada meglio.

r.

marcodivice 5/6/2014 - 13:17

Voi dove siete? Se non andate a discutere contro i Bagnai, contro i  Paolo Savona, i Rinaldi, i Borghi, i Guarino, chi lo fa?

lo hanno fatto più di una volta. loro ed altri. 

quanto a monti, che ha fatto moltissimi errori, almeno qui per fare un bilancio equilibrato bisognerebbe ricordarsi dell'autunno 2011 e delle mega aste di febbraio 2012 da affrontare con  assenza di compratori e liquidità evaporata, per non parlare delle obbligazioni bancarie da piazzare (se non ricordo male gli impieghi erano il 180% della raccolta) . Questo senza nulla togliere agli errori che pure ha fatto.

Come dice Paolo, Michele non e' che abbia sbagliato da solo. A me sembrava un'ottima idea aggregare i movimenti interessati (ho deciso che la parola "liberale" non la uso piu') e ho votato a favore di quella linea (come la maggioranza dei Delegati). Quello che francamente ignoravo: (1) che il panorama dei movimenti liberali in Italia fosse cosi' sconsolante. Da quando ho avuto esperienza di prima mano coi "libbberali" italiani non me la sento piu' di criticare grillini, komunisti, fasci... Gente piu' interessata a fare a gara a chi ha letto piu' volte Locke con un senso pratico pari a zero (2) che partiti di cui mai avevo sentito parlare (federalisti europei, tabacciani, cespugli assortiti) avessero pure la pretesa di imporre i propri desiderata. Ok, FARE non portava in dotazione milionate di voti ma doveva essere quanto meno l'azionista di maggioranza. E pensavo che anche GV capisse quanto meno che il nuovo vende meglio del vecchio riverniciato. Leggere che l'infelicissimo nome e' stato imposto dall'alto fa un po' incazzare.

Certo non te lo ricorderai, ma ti scrissi piu' d'una volta che cercare di illuminare la mente degli Italiani era destinato a magre risultanze, considerata la sparuta minoranza di votanti sani rimasti nel Paese. Eccolo, il tuo vero, unico errore. Tutti quelli che ti sei attribuito nel post, anche se non li avessi commessi, non avrebbero fatto grande differenza.

Edison si vantava di aver commesso 10000 errori prima di trovare il modo giusto per fare la lampada. E non mi risulta che a qualcuno (compreso se medesimo) sia mai passato per la mente di definirlo un coglione.

Il coglione commette una valanga di errori, ma non e' vero il contrario; anzi, sappiamo benissimo che errare e' l'unica via per imparare.

E di certo questa esperienza ti avra' insegnato molte cose. Delle quali, come sempre accade, ti renderai conto piu' avanti, dopo aver metabolizzato la delusione.

L'Italia e' ormai troppo dentro al vortice, resta solo da vedere cosa ci sara' all'uscita dalla cloaca.

Cari tutti,

cominciamo con una riflessione di pancia: quanti di noi (e quanti italiani) vorrebbero avere un leader politico, un ministro o anche solo un sindaco capace di venire fuori con una analisi così lucida e franca?

Penso molti. Perché saremo anche dei cialtroni, che non disdegnano persino di farsi governare da cialtroni, ma quando le cose si mettono male e serve mettercela tutta per venirne fuori ci si guarda intorno e si cerca della gente così.

Noi (e dico Noi, che ci troviamo qui a discuterne) ne abbiamo di gente così. Sicuramente anche più di uno. Il primo obiettivo di Fare deve essere proprio raccogliere, valorizzare e fare conoscere a tutti il meglio delle risorse umane a disposizione di questo Paese.

Forse il problema delle ultime elezioni è stato anche che erano perse in partenza. Molti piuttosto che perdersi in un voto “di bandiera”, e metterci ancora una volta la faccia dopo la scottata dell'ultima volta, hanno preferito non votare (vedi analisi sui flussi). Ma non è detto che la cosa debba per forza ripetersi. A patto che il voto sia percepito come utile ed in grado di contribuire a fare qualcosa. Come?

 

Guardiamo avanti.

Analisi e Strategia.

  • 1) Il bipolarismo, o meglio lo schema maggioritario, sembra ormai un fenomeno consolidato. Si devono ancora fare i conti con il M5S Un anomalia quasi tutta italiana, anche per la sua difficile collocazione nell'arco costituzionale.
  • 2) Per un medio-lungo periodo il centrodestra potrebbe trovare difficoltà nel costruire il consenso che gli permetta di tornare ad essere competitivo con il PD di Renzi.
  • 3) Il PD e Renzi, passata la fola elettorale, si troveranno ad avere a che fare con i soliti e ben noti problemi dell'Italia. Dall'economia alla riforma dello Stato. Al momento il programma genericamente presentato, e mai vagliato da un voto diretto, non sembra all'altezza delle ambizioni riformiste vantate.

E se il Partito che non c'è per ora non avesse ragione di esserci? Mi spiego, affinché si possano affermare le idee del Manifesto è necessario avere un veicolo elettorale?

Le risorse necessarie per mantenere una macchina che possa solo ambire ad avere una rappresentanza stabile entro un sistema maggioritario, è a dir poco proibitivo per un partito di nicchia. Diciamocelo una volta per tutte: portare il Liberalismo alle masse forse è possibile, ma probabilmente è anzitutto inutile. Pensare di cambiare le cose raccogliendo direttamente il consenso è quantomai complicato, oggi più di un anno fa. Qualcuno sopra diceva che ormai Boldrin nei dibattiti si trova a dare ripetizioni di fondamentali dell'economia ai sui interlocutori. Credere che con i loro elettori si possa fare di meglio è velleitario. Pensare invece di informare ed educare la popolazione sui temi fondamentali (economia, statistica, matematica, fisica, tecnologia...) richiede tempi e risorse proibitive, che forse solo un serio programma di governo potrebbe mettere in atto.

È la trappola della Democrazia: il potere è in mano al popolo che però non possiede le conoscenza per poterlo esercitare correttamente.

Di qui non si passa, e allora?

Come altri ricordavano, alcune idee del manifesto cominciano a circolare, altre come Non più alto del Colle sono state saccheggiate tout court.

E se questa fosse la strada? Produrre nuove idee, vagliarle, discuterle, diffonderle e vigilare sulla correttezza della loro attuazione.

Questo per dei professori dovrebbe essere più abbordabile che non gestire un partito o la campagna elettorale.

Già, ma come evitare di rimanere marginali in un Paese dove i think tank e le fondazioni sono solo il rifugio per politici trombati?

Tattica

Anzitutto continuare ad esserci, a comunicare, a farsi sentire. Non diventare un pensatoio chiuso nelle vellutate stanze di un antico palazzo romano. Ne rincorrere il consenso della rete in stile M5S. Non abbiamo bisogno di migliaia di sfegatati che copiano da wikipedia le definizioni che incollano nei post, se abbiamo i 10 che quelle definizioni le scrivono nei loro libri di testo!

Affrontare le battaglie che si ha possibilità di vincere in proporzione alle forze di cui si dispone. Se non si dispone di un esercito di milioni di uomini e di forze aeree, non ci si impegna in una guerra di trincea o su vasta scala. Si costringe l'avversario (nemico e' troppo) ad affrontare una guerriglia su un terreno a lui ostico e che metta in luce le proprie doti.

Si mantengano per quanto possibile i comitati sul territorio, per raccogliere le istanze e per diffondere le idee. Se si presenterà l'occasione propizia, si potrà tentare il colpo di mano. Come avvenne per Pizzarotti a Parma per il M5S. Ma a quel punto non si facciano gli stessi errori: serve una classe dirigente preparata (e leale) che dimostri il valore della idee applicate alla realtà. Solo così si potrà accarezzare l'idea del salto di scala.

Dove e come cominciamo?

Da qui e ora. Come già osservato nel post, il forum di FARE risulta ostico e, a mio avviso, pieno di inutili discussioni e critiche povere di costruttività. Molto meglio uno stile come NFA da cui solo leggendo e' gia' possibile imparare, chiarirsi idee e discuterne.E dove comunque non e' proibito all'ultimo bischero, come il sottoscritto, di provare a lanciare il proprio sasso nello stagno.

Here's my 2 cents.

 

Serve però anche un canale di comunicazione di massa. Come a suo tempo il programma di Giannino su Radio 24. O un blog di successo come quello di Grillo. O apparizioni in TV come quelle di Boldrin, anche senza essere un partito in corsa. Problema di difficile soluzione, ma non impossibile, con tutta l'intelligenza che c'è qui.

Secondo me, pur dicendo cose condivisibili, commettete entrambi un errore di fondo. Bello grosso.

E' vero che Boldrin non può spiegare l'ABC dell'economia ai suoi interlocutori ogni volta, è vero che servirebbero radio/tv/blog a supporta, ma il problema è del partito non dell'elettorato o dei mezzi di comunicazione. E' sempre stato così per tutti e sempre sarà così.

FARE non è stato in grado di rendersi immediatamente riconoscibile, l'elettore potenziale deve essere in grado di capire subito:

1.Chi sei

2.Cosa vuoi fare

3.Che ci guadagno io elettore votandoti ("guadagno" in senso lato)

Se tu hai il miglior prodotto sul mercato e non riesci a venderlo è un tuo problema non dei clienti. Forse non sai spiegare i vantaggi dal punto di vista del cliente, forse non ti rivolgi al giusto "target", forse non hai creato il giusto packaging. Sono comunque tuoi problemi di comunicazione.

Non puoi spiegare le basi dell'economia ad ogni comparsata televisiva? Certo che non puoi e nessuno lo fa, anzi nessuno lo ha fatto mai.

Secondo voi Togliatti leggeva il "Capitale" a tutti i contadini dell'Emilia Romagna? Oppure questi hanno sentito lo slogan "la terra ai contadini" "basta sfruttamento dei lavoratori" e ne sono stati attirati?

Se non sei riuscito a "sedurre" nessun proprietario di radio, tv o giornale o nessun importante personaggio pubblico (industriali, opinion leader) ti supporta nonostante il tuo programma migliorerebbe la sua vita e quella del suo paese, qualche domanda su chi sei e come lo stai comunicando te la devi fare.

So che scritto così sembra durissimo, e mi scuso, ma Fare ha preso lo 0,75% pur avendo un programma valido e non avendo precedenti di malgoverno, quindi per me è chiaro che il problema nasce quando questo programma si vuole farlo conoscere: tutto quello che è strategi adi comunicazione va rivisto.

PS

L'obiezione che i liberali in Italia non sono tanti non regge. Saranno pochi ma non lo è la gente di buon senso.

Gente che ti può votare anche se non condivide completamente tutto (ad esempio non credo che tutti quelli che hanno votato Salvini , credano nella Lega perchè un 7% di cerebrolesi è parecchio. Lo hanno votato perchè si son detti "almeno capiscono che siamo contro l'Euro") Oppure penso che se una persona "sgradevole mediaticamente" come Monti, che si è distanta solo per aver tassato gli italiani tanto e male, è riuscita a portare a casa un 8% alle politiche perchè esisteva un potenziale elettorato di FARE che deluso dai partiti di destra, liberali solo a parole, vedeva in lui una controaltare credibile in un futuro governo con un PD Bersaniano (percepito come statalista) che veniva dato per vincente.

Non mi sfugge il fatto che esista un grosso problema di comunicazione. Semplicemente non avendo ne' idee, ne' esperienza in proposito, e volendo dare un contributo costruttivo, mi sono tenuto alla larga dalla faccenda.

Mi sembra che con l'esempio di Togliatti hai centrato bene il problema. Pero', putroppo a mio avviso, non si tratta di un problema di packaging che non esalta il prodotto. "la terra ai contadini" funziona come slogan perche' e quello che la gente voleva sentirsi dire. "Usciamo dall'Euro e vedrete che tutto si sistema" e' quello che molti vogliono sentire. O secondo voi vende meglio:

L'euro c'entra poco con la crisi dell'Italia e, più in generale dell'Europa del Mediterraneo. Il problema vero è la resistenza al cambiamento

Ricorro anche io ad un esempio.

Tutti sappiamo che se da stasera mangiamo il 20-25% in meno e se facciamo attivita' fisica, anche blanda ma continua, per un ora almeno tre volte la settimana, avremo eccellenti possibilita' di perdere peso.

Perche' allora tanto successo nelle librerie di nuove e mirabolanti diete che in alcuni casi addirittura consigliano di mangiare di piu'? Soprattutto prima delle vacanze?

Forse perche' alcune cose preferiamo non sentircele dire. Sappiamo che avere un certo tenore alimentare ci fara' sicuramente bene... ma costa fatica. Quello che vogliamo comprare non e' la ricetta per dimagrire, ma il sogno di poterlo fare senza sforzi.

Seguendo questo filo, sbattere in faccia la brutalita' dei numeri e della attuale situazione forse non fa prendere voti, ma illudere la gente migliora le cose? Farle credere che senza Euro e svalutando risolveranno i loro problemi?

Io ricette non ne ho, per questo sono qui ad ascoltare quale puo' essere la dieta giusta per me.

Astenersi pataccari!

sì, non è un problema di packaging o di leader carismatico, il problema è trovare una linea che convinca una parte consistente degli italiani così come sono. Certo, è importante istruirli ed educarli, ma questo è un altro discorso, pure cruciale, ma di lungo periodo.

Berlusconi l'aveva trovata e ha fallito miseramente, anche perché non ci credeva veramente. Grillo pure l'ha trovata, ma è una linea sbagliata e senza sbocco. Renzi l'ha trovata, qualche speranza ce la dà, staremo a vedere.

Fare non l'ha trovata, per ora. Forse non è possibile trovarla, forse bisogna cercarla ancora, come suggerisce Corrado Ruggeri.

E' chiaro che se ti limiti a cercare il minimo comun denominatore e a dire quel che la gente vuole sentirsi dire sei agevolato nel comunicare. La Lega ci campa da anni e così vari partiti "demagogici" all'estero ma questo non toglie che tutti gli altri partiti esistano ed utilizzino le stesse tecniche di comunicazione pur veicolando messaggi più complessi (e quindi con maggior difficoltà).

Il tuo programma se applicato darà dei vantaggi agli elettori ? Allora gli slogan devono evidenziare questi vantaggi, devono puntare a chi godrà di questi vantaggi  e devono essere didascalici e diretti. L'approfondimento sarà una fase successiva adesso serve attirare l'attenzione e soprattutto rendersi riconoscibili.

Lo slogan deve colpire a livello emotivo e non deve vergognarsi di farlo. Per intenderci "abbiamo grandi progetti per cambiare il futuro" non fa nessuna di queste cose, mentre Giannino che si presenta incatenato per simboleggiare la pressione fiscale, che lega le mani alle aziende italiane, sì.

"Più meritocrazia" è più una dichiarazione di intenti che uno slogan. Così come"siamo contrari ad un fisco centrale, difficile da controllare, e fonte di sprechi" è una dichiarazione di intenti mentre "basta tasse a Roma ladrona" è uno slogan (contro la la Lega si può dire di  tutto ma a slogan sono i numeri uno).

Non sono un esperto di marketing e comunicazione, quindi ho fatto più esempi di quel che potrei permettermi (e mi scuso) ma sono certo che la semplificazione burocratica e i risparmi fiscali cui punta il programma di Fare creino dei vantaggi all'elettorato che possono e devono essere resi in maniera più immediata.

La fase successiva (e qui mi ricollego a quel che dice Bercelli) è trovare veri alleati, vere simpatie. Alcune battaglie radicali sono state appoggiate anche da altri movimenti o da personalità pubbliche non radicali, questo sarebbe auspicabile (ed in parte è successo con "Non più alto del colle", questo sì un bello slogan) anche se è decisamente più difficile. Penso a cose come CGIA di Mestre, uno Squinzi, possibile che non si riesca a coinvolgerli ?

Per usare il tuo esempio: i libri per chi vuole dimagrire "senza fatica" si vendono bene, senza dubbio, ma esiste anche un mercato per i libri per chi vuole sapere come dimagrire "veramente". Magari si vendono meno ma si  vendono ad un pubblico che quegli altri non li vuole comprare più :-)

E mettendo titoli accattivanti (senza svaccare) si può vendere qualche copia in più, chessò "E' facile smettere di pagare tante tasse (se sai come farlo)".

5 TASSE INVECE DI 50

o qualcosa del genere verificando bene i numeri che ho buttato lì a caso -- includerei diabolici balzelli perditempo  come le marche da bollo. Quindi anche qualcosa come:

ABOLIRE LE MARCHE DA BOLLO E TUTTE GLI ALTRI BALZELLI CHE FANNO SOLO PERDERE TEMPO

Mentre gli slogan sull'oppressione fiscale, per quanto sacrosanti, sono purtroppo usurati da decenni di sterile propaganda berlusconiana e leghista, quelli sull'oppressione burocratica sono una prateria aperta.

my two cents

 

Quando gli italiani perdono le battaglie si ricorda loro, pena la depressione, che non bisogna confondere l’obiettivo bellico con l’obiettivo politico.

 

Non v'era alcun dubbio, all'interno di Fare, che non essere presenti alle elezioni europee sarebbe stato equivalente alla sparizione istantanea; ragione per cui era obbligatorio trovare una maniera per esserci.

 

Se l’obiettivo era evitare la sparizione istantanea, mi sembra che l’obiettivo sia stato raggiunto quasi con il minimo sforzo. A me pare che tutti gli errori lamentati nell’articolo in fin dei conti hanno permesso a Fare di rimanere sulla mappa politica. Certo l’onda di Renzi ha creato un risucchio per tutti gli altri. Se gli obiettivi di Fare in questa tornata invece erano più ambiziosi allora è un altro paio di maniche.

 

Dai commenti vedo che ci sono quelli che si concentrano sulla scarsa capacià operativa degli alleati, chi invece preferisce concentrarsi sullo tsutsumi della proposta politica di Fare e sulla dabbenaggine degli elettori. Come se quelli non fossero vincoli esistenti da sempre anche per tutti gli altri.

 

- Come si fa a convincere i pensionati del fatto che in Italia la spesa pensionistica e' troppo alta?

- Come si fa a convincere gli evasori a votare per chi l'evasione la vuole combattere davvero?

- Come si fa a convincere gli statali a farsi licenziare perche' in esubero?

- Come si fa a convincere i dirigenti statali e bancari ad accettare drastiche riduzioni di salari e prebende?

- Come si fa a convincere tutti i trombati della politica che e' tempo che si trovino un lavoro vero?

- Come si fa a convincere mafiosi e camorristi e corrotti di ogni genere con relativo indotto che e' tempo di dire addio all'illegalita'?

- Come si fa a convincere gli insegnanti che sono fuori tempo?

- Come si fa a convincere gli anti Euro che l'Euro non e' la causa dei problemi?

- Come si fa a convincere milioni di indefinibili che Berlusconi non e' affatto una specie di Dio?

- Come si fa a convincere i giornalisti e indotto a rinunciare ai fondi statali?

- Come si fa a convincere l'oceano di paraculati a misurarsi con la meritocrazia?

Mi fermo qui per decenza.

Qualcuno ha mai fatto la somma di tutti? Beh, io credo fermamente che tolta questa somma al totale non si vada molto oltre 1 o 2 punti percentuali, che e' quello che Fare avrebbe preso se tutto fosse stato fatto alla perfezione.

C'e' qualcuno capace di convincermi che c'e' il modo di far capire a costoro che e' nel loro interesse votare per Fare, senza far ricorso alle solite lusinghe (leggi balle) gia' strabattute dai politici di vecchio corso e prima che lo capiscano forzatamente dal fatto che si ritrovano tutti in mutande?

Altrimenti a mio parere non c'e' altro da fare che attendere che l'incendio bruci tutto quello che c'e' da bruciare. Poi dalle ceneri si potra' (ma ahime' direi i posteri potranno) ricostruire qualcosa di sano.

Tralascio che il M5S ha preso il 20% più o meno dicendo quel che tu affermi sia impossibile dire (toglici pensionati ed euro e aggiungici un po’ di balle ecologiste/protezioniste)
In realtà tutti i tuoi punti sono impostati in maniera negativa, punitiva e rivolti al target sbagliato.
Il PCI mica cercava di convincere gli Agnelli e i Falck a votarli dicendogli che  dovevano lasciare tutto agli operai, puntava a convincere gli operai.

Poi è il partito del Fare non del Disfare, quindi:
- Come si fa a convincere i pensionati del fatto che in Italia la spesa pensionistica e' troppo alta?
Devi convincere chi non è pensionato (e sono la maggioranza)  che senza una riforma i contributi che versa sono soldi buttati e lui farà la fame a breve (vedi post di Esposito)
- Come si fa a convincere gli evasori a votare per chi l'evasione la vuole combattere davvero?
Devi convincere chi paga mille balzelli (cioè la maggioranza) che ristrutturando la pressione fiscale tutti pagheremmo di meno
- Come si fa a convincere gli statali a farsi licenziare perche' in esubero?
Devi convincere chi statale non è (cioè la maggioranza) che così avremmo servizi migliori quindi più crescita e reimpiego
- Come si fa a convincere gli insegnanti che sono fuori tempo?
Devi convincere i genitori che si possono avere scuole migliori.

Certo senza demagogia e capri espiatori è molto più difficile ma, mi ripeto, il 9 % degli italiani non più di 18 mesi fa ha votato Mario “simpatia e carisma” Monti credendo di votare per cose simili.

Più dell' 1% è decisamente possibile con il programma di Fare (che infatti è stato, almeno a parole anche saccheggiato in alcuni punti ).

Devi convincere chi non è pensionato (e sono la maggioranza)...

La maggioranza dei non pensionati comunque rientra in una delle altre categorie (evasori, statali, paraculati...)

Devi convincere chi paga mille balzelli (cioè la maggioranza)...

La maggioranza di chi paga mille balzelli comunque rientra nelle altre categorie (pensionati, statali, paraculati...)

E cosi' via con le altre categorie.

Altra illusione e' quella che chi ha votato Monti possa confluire su Fare. Monti e' espressione di un elite economico-finanziaria-bancaria-imprenditoriale bocconiana alla Montezemolo, che non votera' mai per un partito minoritario. Infatti, una volta che si sono resi conto che Monti era lontano dalla maggioranza, tutto e' crollato e quel partito e' quasi scomparso, mentre il suo elettorato se n'e' andato a gambe levate al PD.

Fare si rivolge principalmente alla base dell'elettorato, con un programma che mira a scuotere (giustamente) l'assetto istituzionale, cosa che quella elite teme profondamente.

E' vero, l'ottimismo aiuta molto di piu' del pessimismo, Einstein diceva "i pessimisti hanno spesso ragione, ma sono gli ottimisti a mandare avanti il mondo".

Io auguro tanto a Fare di realizzare i suoi sogni, ma voglio anche portare la mia testimonianza, quella di uno che dopo 20 anni di ottimismo e calci sui denti, ha deciso di emigrare e ricominciare da un'altra parte, e che oggi e' pentito di non averlo fatto prima e si vergogna di essere Italiano.

E lo dico per quelli (e sono tanti) che stanno pensando se continuare a combattere o andarsene: andatevene se potete.

Due punti.

Uno mi chiedo (incuriosito) perché citi il grande PW (di cui ho letto praticamente tutto il leggibile che ho potuto rintracciare in libreria e sul cui pensiero ho discusso anche con chi, del mestiere, lo ha conosciuto personalmente e professionalmente). Se non capisco il tuo aggancio, mi sorge il dubbio che le mie letture siano state infruttuose. 

Due, mi pare che il problema dell'Italia sia che la coalizione di tante piccole minoranze (quelle  che NfAu cita) riesca a bloccare le varie maggioranze a cui ti riferisci, che apparentemente non riescono a costituire un blocco piu' grande. 

 

uno:  Il commento di nfAustralia mi aveva fatto pensare a PW, al fatto che non si possa "non comunicare" e che la negazione non viene spesso percepita e che quindi bisognerebbe volgere sempre la comunicazione in forma positiva. Cose che ho imparato leggendolo. E, pensando a PW,  mi era venuta in mente questa sua frase: the suicide arrives at the conclusion that what he is seeking does not exist; the seeker concludes that he has not yet looked in the right place. Che calzava a pennello con quel che volevo dire a nfAustralia ma, dopo aver messo il titolo e scritto il commento, mi son dimenticato di mettere la frase!

Comunque non farti sorgere dubbi perchè, devo confessare, mia moglie spesso mi minaccia: "Io tutti quei libri di PW te li butto via, tanto li hai letti e non hai imparato niente!". Credo che voglia comunicarmi che non sono molto bravo a comunicare :-)

due: credo anch'io sia così.  Per quel poco che ne capisco io: a parole son tutti contro le ingiustizie ed i privilegi ma la situazione italiana è tale che ogni minoranza crede di avere un qualche "privilegio" a scapito delle altre e, quando si tratta di riformare veramente, la paura di perdere il presunto privilegio frena il desiderio di cambiamento. Una specie di divide et impera. Però è un problema per tutti i partiti non solo di Fare. Problema che, credo, si possa aggirare in fase di propaganda o inventandosi un capro espiatorio come fa la Lega (soluzione che io schifo ma nondimeno esiste) o concentrandosi su uno specifico target ed ergendosi a suo referente politico.

Non sono un esperto di comunicazione, ma a fronte di un tema sistemico - tanto che agli investimenti pubblici - in Italia - non crederebbe neppure Keynes. E di barriere all'ingresso (e voti comprati - avrei privilegiato una comunicazione veloce in 'codice binario' 0/1, Y/N, insieme a benchmark sui paesi 'virtuosi.

 La gente, a sentire ulteriori BLA BLA BLA si addormenta.

Esempio al volo:

  •  SFIDE Italia: sistema fiscale inefficiente; elevata (ed inefficiente) spesa pubblica; elevatissima spesa pensionistica (e pensionati a 55 anni); total tax rate (% profit) 60.3
  • OPPORTUNITA': bassissima competitivita' (cfr. GCI lontano dai pasti), risibili quote di mercato in settori chiave (pare, se non mi inganno, che viviamo nella ICT!) , bassa produttivita' (labour productivity); elevati costi energia; sistemalegale inefficiente; R&D risibile.
  • Troppi avvocati, caxxari e giornalisti, pochissimi INGEGNERI ecc.

 Illustrare gli scostamenti o 'varianze al CAF', a buon intenditore, rispetto alle maggiori economie.

C'e' gente che ancora crede alla 'favoletta del belpaese' o di congiure intergalattiche. Ma fuggono anche i pensionati.

E un serio, rapido, ritorno alla legalita'. Non ho visto nessuna proposta di legge sul conflitto di interesse: 80 euro a te, qualcuno che 'Guidi' a me, una 'Mance' gaglia a te, concessioni 'lasche', fondi a perdere, ma che roba e'?

L'Italia va considerata e trattata come un paese emergente: regole chiare da riscrivere da zero, chiare, semplici, processi univoci, disboscare la selva di norme, discrezionalita' amminisrativa, compravendita di voti ecc.

Un problema di incentivi e moral hazard.

sono iscritto a fare e non ti ho votato proprio per i motivi che hai elencato.

Visto che hai capito dove stà l'errore, non lo ripetere e vai avanti.

mi fido di te.

Non ho letto tutti i commenti ma di mio posso dire: mi sono fatto il cu.. con Fare alle politiche, ho donato e ci ho creduto. Dopo la disfatta ho compreso che l'occasione era andata. Il continuare, specie da parte tua, Boldrin, mi ha infastidito (e te lo dice chi in un commento documentabile di ANNI fa scriveva "Boldrini for president"). Questo tuo post mi fa solo pensare di aver ritrovato una persona che, pur non conoscendoti personalmente, (la stretta di mano elettorale non vale:-)) mi ha dato molto negli anni di NFA. Per me tutto il resto è noia

   Devo dire che leggendo le confessioni di Boldrin, ho apprezzato la persona molto  più di quanto non abbia apprezzato il politico.  Sono pienamente d'accordo con Franco Puglia: iscritto a FARE sin da prima delle sfortunate elezioni "nazionali", ho seguito in diretta la "crisi" innescata da Gannino-Zingales ed il successivo tentativo di ricostruire il partito, che si è rivelato così maldestro, da accompagnarlo alla dissoluzione.   Dopo l'allontanamento di Giannino - che andava ragionevolmente messo da parte temporaneamente, ma non ostracizzato - era logico cercare di riunire le forze che erano ancora presenti: al contrario, vi è stata una scissione (cito il nome di Silvia Errico) che devo ritenere basata su personalismi, visto che non sono apparse palesi a noi della "base", le divergenze politiche.  La Direzione che in base allo statuto provvisorio era di sei od otto membri (se non ricordo male) è stata allargata a ventiquattro, imbarcando persone di varia provenienza.  Da qui in poi la Direzione è risultata sempre più scollegata dalla "base", che si impoveriva continuamente nel numero, e nell'entusiasmo di chi resisteva.  E' stato redatto da questa direzione uno statuto faraonico, degno, per numero di poltrone, concezione centralista e burocratica, del trascorso PCUS. Nel frattempo, quasi mai un comunicato stampa od uno scritto della Direzione illustrava la posizione del partito su fatti ed episodi della quotidianità politica. Cito tra tutti i referendum proposti dai Radicali, passato sotto il più assoluto silenzio di Fare. Il sito WEB d'altra parte, che avrebbe potuto rappresentare un luogo dove confrontare le idee, ospita un Forum, frequentato da un ristrettissimo numero di persone, più propense a scrivere battute piuttosto che ragionamenti. Pochissime le iniziative "locali", e quasi sempre scarsissimamente frequentate.  Arriviamo così al Congresso, indetto ai sensi dello Statuto "central-democratico".  La perla consiste nell'idea che i delegati sono incatenati alle mozioni; il grande capo presenta la sua - votata poi plebiscitariamente - pochissimi giorni  prima della chiusura dei termini. E' una mozione più simile alle confessioni da fare all'analista (paragonabili a quelle del post qui sopra) che ad un documento creato per tracciare una linea politica.  In effetti, l'idea di fare scomparire Fare è stata vincente.   Ora, io penso che scrivere proposte sensate ed immaginare che la gente corra a votare un gruppo di sconosciuti, sia quanto di più "impolitico" si possa immaginare. E' necessario lavorare, farsi conoscere, avvicinare persone ed associazioni, essere presenti sul territorio di appartenenza; sposare cause comprensibili ai più, disporre di strumenti di comunicazione. Un lavoro lungo, che richiede entusiasmo e dedizione da parte di tutti. 

...molti commenti e tutti esatti, almeno secondo me, o meglio di commenti sbagliati non ne ho letti. Come prima: stay tuned, Fare è morto, lunga vita a fare. Di più non so e non dico.

SEguo NfA da tanto e FARE sembrava cosa promettente. E' stato, a quanto sembra, un suicidio dietro l'altro, a cominciare dal caso Giannino. E questo post di Boldrin non mi sembra per niente un'autocritica, lui dice semplicemente, se non avessi dato retta agli altri e avessi fatto come dico io sarebbe andata diversamente.  Beh, è l'"autocritica" tipica dell'aristocratico accademico. Io credo, modestamente, che FARE doveva farsi conoscere di più, diffondere il suo programma (il migliore in giro, ma chi l'ha visto?), discutere dei problemi economici in tutte le sedi possibili. E cercare gli alleati possibili. Forse si può ancora fare, ma con troppi protagonismi in giro sembra arduo. A FARE serve una guida politica che ancora non c'è.

Concordo in pieno, Boldrin a capo del movimento produce più danni che risultati. Il movimento FARE è per forza eterogeneo quindi ci vuole una guida capace di riunire le varie sensibilità dei singoli elettori e non un integralista buono solo a litigare anche con la propria immagine allo specchio.
Avere le idee giuste non significa essere capace di portarle a termine.

attendiamo con ansia l'indicazione della nuova guida/leader/fuhrer/duce o come la si voglia chiamare. Poi i proci potranno gozzovigliare finché saranno scannati.

Oggi i liberali votano Renzi. Bisogna aspettarlo al varco e vedere i risultati: se attuera' un programma liberale in grado di rilianciare l'Italia (ahime' ci credo poco...) dovremo rallegrarcene tutti; altrimenti sara' il momento in cui un movimento come Fare, ben organizzato e ben pubblicizzato, potra' raccogliere parecchi voti. Questo non e' tempo di raccolto, e' tempo di lavorare per non farsi trovare impreparati domani.

Leggo solo adesso tutto, ed ho l'impressione che l'errore sia stato a monte, ossia nella direzione in cui ci si è mossi. La partenza è stata top-down, ossia è stato contatttato Verhofstadt, e da lì si è partiti a costruire liste ed alleanze. E GV, investito del problema prima delle elezioni, senza certezza dei rapporti di forza (che si sanno solo dopo le elezioni), che poteva fare se non mediare?

Se invece, senza dire niente a nesuno a Bruxelles, veniva fatta in Italia una lista ed una campagna elettorale, poi, il giorno dopo le elezioni:

1. se non era stato preso alcun seggio, ci si strappava le vesti, come adesso;

2. se se ne era preso anche uno solo, si andava da GV e si diceva "Caro Guy, pensavamo di confluire con voi, peccato che SC abbia fatta la fine che ha fatta", e lui rispondeva "Ma che bella idea, prego accomodatevi, faccio venire un tè coi pasticcini, od è meglio della birra fresca con qualcosa di salato?"

A causa delle perverse norme italiane per "fare una lista" bisogna raccogliere 150.000 firme, debitamente autenticate, altrimenti "no Party" ("Non parti" come direbbe Monica Vitti). Io credo sia questo il motivo principale per gli improbabili apparentamenti di "Fare".

Boldrin tra l'altro si rammarica (nono capoverso, e cenni precedenti) esattamente di non aver proceduto sulla via della raccolta delle firme, cedendo alla comodità di poter presentare la lista grazie alla presenza di SC e CD.

Non se ne è discusso molto, forse perchè ci si può fare ben poco, ma 150.000 firme solo per presentare le liste è un ostacolo quasi insormontabile per un partito nuovo. A pensar male sembrerebbe fatto apposta per assicurare una confortevole sicurezza ai partiti già presenti in Parlamento. E già che ci siamo, se Dio non voglia alle prossime politiche si dovesse votare con il famigerato "italicum" per eleggere parlamentari una forza non apparentata in qualche coalizione dovrebbe raggiungere l'8% dei voti validi; scusate se è poco...

Piuttosto che si fa per il futuro? Ci buttiamo a testa bassa a raccoglere firme, oppure elemosiniamo l'appoggio di qualche parlamentare? Potrebbero andar bene anche un paio di deputati che avessero abbandonato il partito di origine...

Erano gia' trascorsi 40 anni di 'sistema' quando K. arrivo'. Il Paese era sprofondato nella nebbia del feudalesimo...

K. stava consultando il manuale standard di 'change management' business transformation and all the epistemological  summae pipparum elaborate dai Σοφoi quando si imbatte' casualmente in una cronaca di giornale. Vita reale.

Vi si narrava di talune insospettabili e pericolosissimissime  relazioni e strani meccanismi di induction / "me ne ha parlato Mr X"......lo ha nominato lui....ecceccecc....

Fuor di metafora. Il sistema e' talmente autoreferenziale e cristallizzato che solo il sentire parlare di ''entrare come una ruspa sulla P.A.'' (Renzi ) suscita.. ''ilarita''' . E' tutto su base politica, o per nomina politica, con barriere all'ingresso e resistenze al cambiamento fortissime.

 Esiti?  ne e' scaturita una classe dirigente - che priva di competenza e onesta' ha come visto in quarant'anni di governo DISTRUTTO IL PAESE. E, nonostante 40 anni di inchieste giudiziarie, nulla si muove. Colloco la...omissis...negli anni '70 (anche qualche annetto prima)
SI arriva gia' al 1980 con una situazione tanto clientelare ed involuta e di pervasiva presenza della politica che Taluni posero la ''questione morale''. Poi 2...o n tangentopoli.

Adesso gli stessi di sempre si stanno arrampicando sugli specchi - perche' per risolvere i problemi dovrebbero fare  auto-Seppuku  - essendo loro stessi il primo problema del Paese.
Esiti:. le responsabilita' di aver fallito assieme a tutti gli altri nel ruolo di amministrare il bene pubblico - e di aver inoltre distrutto una societa', creando uno Stato che di fatto toglie ai poveri per TRASLARE ai ricchi  (mi pare che la Robin tax 2008, sia emblematica), senza alcuna- premessa per una rivolta o rivoluzione ..

Infine, si cerca rifugio dietro lo schermo, o veil del 'populismo/anti-populismo nell'estremo tentativo di giustificare le proprie INCAPACITA', in questo assecondati da certi organi d'informazione.

Tutto questo lungo pippotto, per dire che a mio avviso l'approccio va completamente rivisto. TAV, Expo, o MOSE(') in piedi da anni  30, a chi recano utilita', valore aggiunto?  Populismo? o ha ragione chi ne contesta la realizzazione? L'Autostrada Salerno-reggio Calabria ha senso? Come si vive in Italia? Quanto si guadagna? Perche'?

Mai visto nulla. ..

Aut si cambia la comunicazione in termini di: vantaggi/svantaggi/next steps Aut non se ne viene fuori.

Bisognerebbe raccontare alla gente come vive il Mr. Schmidt con grafici, numeri, , quante tasse paga, come vive il ceto medio ecc.Che e' poi quello che sta facendo il Prof. Perotti su 'Lavoce'. Il MIT sceso in campo a fare... i conti della serva!

La riduzione di costi/efficienza tramite benchmarking mi pare l'unico driver per il cambiamento. Inutile, in un sistema cosi' ...compromesso, utilizzare approcci, ancorche' formalizzati. Bisogna dire alla gente cosa si fa per farla vivere meglio!

Ecco, per intenderci, eviterei di parlare di.... slippery pavements.

Italy is on the slippery slope to self-vaporization, so....  how can I save against a rainy day?

benchmarking all the way! Basta BLA BL BLA. e via gli Oscar!

(titolo provocatorio, per...scolpire la distanza tra l'hyper uranio e la piazza )

 un 'leoncino', non molto alto....spesso, chissa' come mai, 'evocato' ad ogni sua ''epifanìa'',  o 'appellato', con l'affisso di cortesia DON, di nome Sirviuzzu....

Don Sirviuzzu, arto (romanesco..) un metro ed un'oliva.., in realta', era asceso miracolosamente al potere, pare, (sempre presunzione ex art. 27 Cost., cosi' i capponi sono salvi)  avvalendosi di flussi di cassa provenienti da misteriosi investitori, ugualmente, e solitamente,riconoscibili dall'identico affisso DON....(sempre con il beneficio dell'art. 27...blablabla), quali, ad esempio, Don Matteuzzu....Don Cicciu....ecceccecc.

Don Sirviuzzu, ancorche' non molto piu' alto di Pipino il Breve,  aveva fama di leone,e combatteva sempre contro i bràdipi, so-called  tutori della legge, perche' temeva che ficcassero il naso nei suoi affari..(art. 27 blablabla)
Gli altri animali scorazzavano impuniti nella foresta proprio perche' c'era sempre quel leoncino nei paraggi che faceva la guardia al suo zoo (crucifige! colpa di....blablabla).

Oggi che il leoncino assomiglia piu' ad un dudu' (mimetico....da una famosa canzone di gemelle Teteschissime  medioevali... 'dadaumpa', o 'duduumpa') - azzoppato, ed il massimo che puo' fare è guairti dietro, si puo' andare a prenderli tutti, uno per uno. Prima il vitello marcello, dopo la jena scajolx, poi il maiax galan, e avanti cosi' nel bestiario, sperando che prima o poi tocchi anche al por... formigxxx. affettuosamente chiamato forminxxx
Piaciuta la storiella?

Siete completamente fuori scala (out of scale, e cosi' ci infiliamo il latinorum del  tertium millennium.) e ve lo dico in ...Italiano, con la speranza che San Lavazza SPA da torino colmi il gap tra nebbia e palazzo.

(ma sempre Giuanin, da ''bostonne'' for......). Togliersi le lenti di Kant...dagli occhi.

It is I t a l y, what we are talking about.

s v e g l i a!

 

"Come dimezzare l’evasione in tre anni ", Lavoce.info...

11.06.14 di udite udite .
Ministro delle finanze nel governo Ciampi (1993), Ministro delle Finanze nel Governo Prodi (1996) e nei governi D'Alema (1998 e 1999) . E' stato Ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica nel Governo Amato (2000); E' stato anche viceministro dell'Economia con delega alle Finanze dal 2006 al 2008 (governo Prodi II).
  Pensare che qualcuno avrebbe detto: Corruptissima re publica plurimae leges ...2 mila anni fa..Ma di semplificare, disboscare norme, procedimenti, cash removal ed accordi con note ..Ortschaft....non troppo distanti non si parla. Ovviamente, 20 anni fa le soluzioni tempestivamente proposte, solo ora, da Visco, non erano ancora accessibili al pensiero... Cartesiano.... Da ridere per non piangere..

vantaggi; next steps. Sulla strategia gia' Altri prima e meglio.

Non molliamo, grazie

  • Per quello che mi riguarda ho votato Boldrin, lo rifarei perchè lo considero persona degnissima e atipica (in senso positivo) nel panorama politico italiano. Adesso che ho letto il suo post lo stimo ancora di più, perchè (da persona poco informata dei fatti), non avevo ben compreso il senso delle alleanze con GV e SC, ma mi fidavo.

Dopo le ultime giravolte e uscite sorprendenti di Grillo, ..Patty Smith e...Salvini che vogliono sgambettare l'abate Faria di Arcore per parlare in esclusiva con Renzi, lasciamo per un attimo il pallone.

Negli ultimi venti anni ci sono stati sconvolgimenti elettorali tali da far pensare ad una rivoluzione epocale, permanente per decenni, di dimensione tale da far cambiare il paese radicalmente: una palingenesi. L’allora Cavoliere parlava di rivoluzione liberale che avrebbe arricchito tutti, tele-abbonati inclusi, mutando ...ex albo nigrum, ex nigro album, ex curvo rectum :ndr Res judicata. riferimento causale, piu' che casuale..)

aremmo diventati tutti un popolo delle liberta' contro il popolo delle illiberta', che schifa le libertà, anzi, vive meglio in cella. Dopo venti anni lo sconvolgimento del quadro politico continua ma il popolo delle liberta' e dell’andate e abbuffatevi sta quasi con le pezze al sedere.

Ogni tanto esce fuori un rivoluzionario che urla strilla contro tutto e tutti, raccoglie con la rete a strascico il malcontento del paese, razzola milioni di voti, tolti anche al penultimo rivoluzionario ormai circondato da badanti, badante e batante che lo imboccano e gli cambiano il pannolone, promette sfaceli, esagera, spaventa, sembra andare a sinistra, anzi no, meglio a destra, destra-sinistra, non si sa che ... fifre (fr. piffero...) siano o che vogliano La gente . soprattutto in un paese conservatore fino al midollo- si e' rotta.

Aggravando i problemi del paese. . Sono l’impoverimento e il < potered’acquisto di lavori autonomi e dipendenti, la disoccupazione giovanile, l’impoverimento del ceto medio in generale. E che dire della corruzione delle classi dirigenti, l’evasione fiscale colossale, la penetrazione delle mafie in tutti gli anfratti dell’economia, della politica e della finanza del paese, l’intangibilità di una burocrazia fattasi metastasi, il sistema criminoso e famelico del capitalismo italiano, il degrado ambientale e vergognoso del sistema scolastico, il mantenimento dei privilegi economici allo Stato straniero del Vaticano, confermati anche in presenza di papi progressisti e francescani.

Ecco perche 'non appassionano  Grillo-Casaleggio: non parliamo con nessuno, contrordine, anzi no, ci parliamo senza diretta streaming, anzi no ci parliamo, fuori quelli che parlano con i giornalisti, anzi no, ci parliamo, e che ci facciamo con quelli che abbiamo cacciato per aver provato a fare proprio questo…..gli diciamo come non detto, abbiamo scherzato? Quanto prima si sentiranno le sirene per strada accese dalle ambulanze con infermieri dotati da camicie di forza
Fortunatamente ce n’e' per tutti

Ogni paese ha la classe politica che si merita. Individualismo assurdo: prendi, se riesci scappa, e magari fai studiare figli, ecc. all'estero..Sad but true.

Serve un approccio strutturato: in un simile contesto paese, impensabile, per tutti i motivi suddetti, l'ennesima 'teorìa' di maghetti e suonatori di piffero.

Menzione d'onore- noblesse oblige - anche a Montezuma, su cui gia' Romiti, ma anche ManCegalia S.P.a. in ENI, 'Guidi', amici fiorentini del 'Veltro' che pero' qualcosa sta cercando di smuovere..e via dicendo

A mio avviso, come gia' scritto, l'unico driver sono i numeri. Sempre piu' poveri, senza trascurare i vari Brunello di Montebaffino arricchitisi con la politica.

  • Ogni Paese ha la classe politica che si merita. ma allora educare, ed informare il Paese, in modo oggettivo ed univoco: numeri e codice binario.
  • Fuggono anche i pensionati...Su come pagare le pensioni di domani nulla si sa: stampa 3D...robotica....droni....pressioni demografiche. Ancora pochi anni...e poi si ride davvero..
  • non molliamo. Ma senza Oscar. Offriamo contributo di idee, proposte, programmi. Facciamoci sentire

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti