La verità sui PIL dell'Italia, la Gran Bretagna e l'Europa

11 novembre 2009 andrea moro

A complemento del bel post di Sandro sulla "baggianata del sorpasso", riporto dei grafici che illustrano l'andamento del PIL pro capite di alcuni paesi europei misurato tenendo conto dei poteri di acquisto (e cioé PPP-adjusted), anziché usando i tassi di cambio nominali.

La fonte dei dati è Eurostat, che riprende ed omogenizza i dati rilevati dagli istituti statistici dei paesi membri.

Qualcuno, a commento dell'articolo di Sandro, ha chiesto come, concretamente, viene fatta la correzione per i poteri d'acquisto. I dettagli si possono trovare agevolmente in rete; comunque, dopo i grafici, riassumo come funziona la PPP (ossia la PPA: Parità dei Poteri d'Acquisto). Prima, le figure.

Il primo grafico confronta solamente Italia e Regno Unito. La scala sull'asse verticale è commisurata alla media del PIL dei 27 paesi dell'unione europea, standardizzata e posta uguale a 100 anno ogni anno. Ci rivela che dal 1997 al 2008, il PIL pro capite del Regno Unito è rimasto circa il 18 per cento, o più, al di sopra del valore medio dei paesi europei. Il PIL pro capite italiano era circa il 19 per cento più alto della media dei paesi europei nel 1998, ed è progressivamente sceso fino ad arrivare nel 2008 ad un valore uguale, all'incirca, alla media europea. Ovviamente, questo non significa che il PIL italiano pro capite sia sceso in termini assoluti: in realtà è aumentato leggermente (vedi terzo grafico) ma molto meno che nel resto d'Europa.

Confronto fra Italia e Regno Unito: Pil, ppp adjusted

Nella seconda figura confronto l'andamento del PIL italiano con il PIL di altri paesi europei. Qui il declino della posizione Italiana è evidente anche nel confronto, per esempio, con gli altri paesi mediterranei: il "sorpasso" della Spagna, e l'avvicinamento della Grecia.

Confronto fra Italia ed altri paesi europei, PIL, PPP adjusted

Aggiungo, per completezza, l'andamento del PIL reale pro capite in Italia nello stesso periodo, commisurato al valore dell'euro nell'anno 2000.

 

Calcolo PIL reale a Parità Potere Acquisto.

1. Si sceglie un paniere di beni e si calcola quanto esso costi, in un dato anno, nella moneta locale di ogni paese. Il paniere deve essere rappresentativo del PIL nazionale. In teoria non è necessario che sia lo stesso in ogni paese, almeno se si è interessati a comparazioni relative (di crescita) e non assolute.

2. Si divide il PIL nominale di ogni paese per il prezzo, nella moneta nazionale, del proprio paniere, ottenendo il numero di panieri prodotti in quel paese nell'anno base.

3. Negli anni successivi se nel paese A l'inflazione (misurata dal costo del paniere nel paese A) è del 5% mentre nel paese B è del 3% (misurata dal costo del paniere nel paese B), si riduce il PIL nominale di A (espresso nella moneta di A) del 5% e quello nominale di B del 3%. Alternativamente, che è la stessa cosa, ogni anno si calcolano separatamente i prezzi del paniere e si dividono i PIL nominali di ogni paese per i relativi prezzi. Questo permette di tenere conto delle variazioni nei poteri d'acquisto.

4. Si può usare il prezzo del paniere, rispettivamente nel paese A e nel paese B, per calcolare un "tasso di cambio PPP" fra la moneta del bene A e quella del bene B, in ogni dato anno. Se un burger con patatine e soda costa 8 Euro a Milano e 6 Pounds a Londra, allora il cambio Euro/Pound PPP è uguale a 4/3=1.333. Se il tasso d'inflazione del paniere è diverso fra un paese e l'altro il tasso di cambio PPP va ricalcolato ogni anno.

Implicazioni:

- Il tasso di cambio nominale e quello PPP possono andare, e vanno, ognuno per gli affari propri.

- SE, che non succede mai, tutti i beni del paniere fossero commerciabili ed i loro prezzi, espressi nelle rispettive monete nazionali, riflettessero sempre ed esattamente, le variazioni del tasso di cambio nominale, ALLORA comparare i PIL dei due paesi al tasso di cambio nominale ed a quello PPP darebbe lo stesso risultato. In altre parole, se quando l'inflazione del paniere nel paese A è del 10% e nel paese B è dello 0% il tasso di cambio fra A e B si svaluta del 10%, allora PIL nominale e PIL PPP si muovono in tandem. Altrimenti no.

- Questo dovrebbe far intendere perché sia ragionevole dire: se quello del pianerottolo di fronte guadagna il doppio di euro, allora è due volte più benestante di me. Fare lo stesso ragionamento per un milanese ed un signore che vive a Belluno è meno giustificabile, perché si confrontano probabilmente con prezzi differenti per i medesimi beni. Ancor più difficile è il confronto fra uno che vive a Milano ed uno che vive a Salerno, ed altamente improbabile quello fra i redditi nominali di uno che vive a Queens ed uno che vive a Buenos Aires.

66 commenti (espandi tutti)

Come curiosita', ecco una stima della sopravvalutazione/sottovalutazione di varie valute rispetto al dollaro in base a recenti dati su cambi spot e PPP, ricavata dal prospetto di un ETF:

Sembrerebbe che dopo il recente scivolone la sterlina sia ora abbastanza sottovalutata rispetto all'euro, dopo molti anni di sopravvalutazione.

Un metodo piu' semplicistico di calcolare la parita' dei prezzi d'acquisto, basato su un paniere di un solo prodotto (un Big Mac di McDonalds) fu introdotto alcuni anni fa in modo semiserio dalla rivista The Economist. Valori relativamente aggiornati sono disponibili per esempio qui; almeno qualitativamente tendono a concordare con quelli sopra elencati.

Ricordo che, per quanto strano e assurdo possa sembrare, l'indice Big Mac (dicono quelli dell'Economist) funziona benissimo, in effetti è un bene assolutamente comparabile in tutti i paesi del mondo, perchè il bene è sempre lo stesso.

Ricordo che, credo dieci annifa, quei buontemponi dell'Ecomunist, scrissero un articolo sul fatto che avessero deciso di sostituire l'indice Big Mac con l'indice Kentucky Fried Kitchen, scrivendo che KFK gli dava dei soldi per sostituire l'indice, o qualcosa del genere e ci fu una "rivolta" in seno agli accademici.

Era puro umorismo anglosassone, oltre a farsi un pò di pubblicità accademica al loro indice (ci furono professori che fecero il lavoro di dimostrare che l'indice Big Mac funzionava, a gratis).

Non so adesso (è un pò che non lo leggo (-), ma prima l'indice era in ultima pagina ad ogni settimana. Lì la "bufala" del sorpasso è evidente, come sa chiunque abbia mangiato un Big Mac in Inghilterra.

Non so quanto sia serio o accurato misurare in big macs ma una cosa e' sicura: e' encomiabile lo sforzo dell'economist di cercare di spiegare cosa vuol dire potere di acquisto comparato. Il big mac index lo rende intuitivo e quanto pare ce ne e' molto bisogno, soprattutto tra i giornalisti.

 

Un metodo piu' semplicistico di calcolare la parita' dei prezzi d'acquisto, basato su un paniere di un solo prodotto (un Big Mac di McDonalds)

qualcuno, non ricordo chi, ora come nuovo paniere ad unico prodotto globale propone la libreria Billy di Ikea. Ma mi sembra ci siano delle differenze

qualcuno, non ricordo chi, ora come nuovo paniere ad unico prodotto globale propone la libreria Billy di Ikea. Ma mi sembra ci siano delle differenze

Il vantaggio del Big Mac e' che ha componenti diversificati (carne, verdura, pane, formaggio, ketchup, manodopera, affitto del locale) e quasi tutti sono comprati localmente, riflettendo i costi locali. Infatti recentemente McDonalds ha terminato le operazioni in Islanda, dato che li' questo non e' possibile e parecchi materiali dovevano essere importati dalla Germania, rendendo i panini eccessivamente costosi, soprattutto nello stato di semi-bancarotta in cui si trova attualmente l'Islanda.

Per motivi biecamente utilitaristici, mi piacerebbe sapere se sono disponibili e dove titoli espressi in rupie indiane, bath thailandesi, dollari di Taiwan etc.

Per motivi biecamente utilitaristici, mi piacerebbe sapere se sono disponibili e dove titoli espressi in rupie indiane, bath thailandesi, dollari di Taiwan etc.

Titoli di che tipo? Azioni, obbligazioni, ETF, ETN...? E a che scopo, semplicemente informativo o ci vuoi investire?

Sarebbe interessante espandere la scala del terzo grafico.

E' chiaro che ogni governo mostra i dati che più gli fanno comodo, ma di qui a dire che il sorpasso del PIL italiano su quello britannico è una baggianata ce ne corre.
L'affermazione di Berlusconi in sé "Da noi il sesto Pil mondiale, abbiamo superato la Gran Bretagna" è corretta.
Che poi si voglia controbattere le professioni di ottimismo del governo è un altro discorso.
E allo stesso tempo l'argomentazione di Sandro Brusco, per cui è la "solita storia del tasso di cambio ballerino", è viziata da un postulato potenzialmente errato: chi è infatti in grado di dire che il calo della Sterlina è temporaneo piuttosto che duraturo?
La risposta sulla quale tutti saranno d'accordo è che nessuno è in grado di affermare che il cambio euro/sterlina tornerà a valori di qualche anno fa, come invece l'aggettivo "ballerino" fa intendere.
E il tasso di cambio è in ultima analisi il valore che il mercato attribuisce all'economia di un paese.

Direi di no. Quello che conta per un'economia è quanti beni/servizi produce, la moneta è solo un numerario utilizzato per sommare beni diversi in un indice sintetico.

Ma quel numerario è necessario per misurarla. E quel numerario deve a sua volta essere convertito secondo il tasso di cambio di mercato.

Once again: direi di no. Un numerario vale l'altro, l'unità di base puo' anche essere il Big Mac. PIL nominale / prezzo di un big mac = prodotto dell'economia misurato in Big Mac. Quello che si sta dicendo è che nei confronti tra paesi prendere una valuta comune (come il dollaro) ti "sporca" la valutazione a causa dell'effetto del tasso di cambio relativo (EUR/USD e GBP/USD); siccome il tasso di cambio è componente del prezzo di un bene e siccome stiamo facendo valutazioni riguardanti l'economia reale, capisci bene che devi sterilizzarne se vuoi sapere quanti beni produca per unità di tempo la tua economia.

siccome stiamo facendo valutazioni riguardanti l'economia reale

Sarà che non ci intendiamo, sarà che non ci vogliamo intendere, ma le dichiarazioni di Berlusconi si riferivano ad altro.

 

 

 

Ok, adesso ho capito il tuo punto. Pero' non ho capito - secondo te - perche' Berlusconi avrebbe citato quel dato. Tipo, se avesse dichiarato che a Roma ieri la temperatura ha superato quella di Londra, tu cosa avresti pensato? Io che intendesse che a Roma il clima è migliore di quello di Londra. Cosi' come nel caso del PIL ho pensato intendesse che l'economia italiana produce piu' di quella britannica, cosa che - guardando a tutti gli indicatori rilevanti - non mi risulta.

Ok, adesso ho capito il tuo punto. Pero' non ho capito - secondo te - perche' Berlusconi avrebbe citato quel dato.

Semplice: tu sei al governo in un momento di crisi; dopo mesi di indicatori negativi te ne capita uno positivo (anche se poco significativo), ovviamente lo sbandieri ai quattro venti. Oppure: tu sei all'opposizione; di certo non ti lascerai sfuggire l'occasione di sottolineare ogni indicatore negativo (anche se poco significativo) che possa mettere in cattiva luce il governo.
Alberto Lusiani ha infatti segnalato che di questo "sorpasso" ha parlato sia il governo italiano che l'opposizione britannica.

E il tasso di cambio è in ultima analisi il valore che il mercato attribuisce all'economia di un paese.

In realta' no. Il tasso di cambio dipende da parecchi fattori: bilancia di conto corrente, tipo e volume di import e export, politica monetaria, politica fiscale... Prendi ad esempio Singapore: nonostante la sua economia sia molto piu' robusta di quella della zona Euro, nel grafico che ho accluso piu' sopra la sua valuta risulta sottovalutata di circa il 23% rispetto al dollaro, mentre l'euro e' sopravvalutato del 25%...

Soprattutto nel breve termine, i tassi d'interesse e le aspettative su di essi hanno un peso importante, a causa del carry trade. E' questo che teneva alta la sterlina rispetto all'euro fino alla crisi finanziaria, e che adesso tiene alto il dollaro australiano (tasso di sconto al 3.5%, e in salita, mentre per l'euro e' l'1%, per la sterlina 0.5% e per il dollaro quasi zero).

Lo so che dipende da parecchi fattori, e infatti avevo scritto "in ultima analisi".

E' chiaro che ogni governo mostra i dati che più gli fanno comodo, ma di qui a dire che il sorpasso del PIL italiano su quello britannico è una baggianata ce ne corre.

 

E' vero, ma è anche vero che, come la metterebbe un professore dell'MIT, gli intellettuali hanno una grossa responsabilità. Quando i governi scelgono i dati che fa comodo a loro, la classe dei "pensatori", e magari dei giornalisti, dovrebbe parlare anche dei dati scomodi. Ciò si fa qui su NfA, ancora una volta, e non altrove.

Il Giornale non accenna a questioni di tassi di cambio. Ma nemmeno Corriere e Repubblica pensano sia rilevante.

Repubblica ricorda anche festeggiamenti per le strade avvenuti nel 1987 quando ci fu il primo sorpasso dell'Italia sull'Inghilterra. Io non li ricordo, ma ero piccolo.

Onestamente la prima votla che ho sentito di questo sorpasso mi sono stupito. Davo infatti per scontato che si riferisse al GDP in PPP. Poi leggendo ho capito che non era così e lo stupore è svanito.

Credo che l'articolo di Sandro Brusco fosse più interessante dal punto di vista della mancanza da parte dell'informazione che sul contenuto in se, per il quale bastava un po' di tempo per la ricerca di due dati e un corso di macroeconomia del primo anno. Senza nulla togliere al Brusco.

anche perché credo che 10 milioni di abitanti in meno dovranno pur fare qualche differenza, o no?

--

pardon, avevo cercato inghilterra :(

Il Giornale non accenna a questioni di tassi di cambio. Ma nemmeno Corriere e Repubblica pensano sia rilevante.

Perché (a mio avviso) si può propriamente parlare di tasso di cambio e definire la dichiarazione una baggianata se considerassimo la svalutazione della Sterlina un fenomeno temporaneo e se ci aspettassimo una rivalutazione a breve.

E oltre a ciò, non è che la svalutazione della Sterlina sia piovuta dal cielo: essa è probabilmente un effetto della crisi che ha colpito la Gran Bretagna.

 

 

Ah rieccolo! Ma tu ripeti le cose sbagliate anche quando t'hanno spiegato sette volte che tali sono?

Che cos'è, la malattia dell'uomo qualunque quella di insistere sulle baggianate perché è la linea di partito?

Ma cosa ti ci vuole a capire che se uno produce 100 e perde il 10% produce comunque 90, mentre quello che prima produceva 80, anche solo a perdere il 5%, sta comunque sotto a 76 < 90?

 

Il tasso di cambio se ci fosse ancora la lira forse non sarebbe questo, e in quel caso l'affermazione che rappresenta il valore che il mercato attribuisce all'economia del paese sarebbe un poco più credibile.

Mi sembra ridicolo che chi ha fatto una campagna elettorale basata anche sull'argomento che il rapporto di cambio euro/lira corretto doveva essere al massimo 1500 lire per euro adesso approfitti di questo tasso di cambio per argomentare una presunta superiorità dell'economia italiana.

Se aveva ragione l'economia italiana è sopravvalutata di un 30% rispetto a quella UK. 

Giusto. Infatti anche seguendo la logica del "qualunque" il confronto andrebbe fatto tra Area Euro e UK, non tra Italia e UK. E l'Italia, all'interno dell'Area Euro peserà si e no il 10% (o giù di lì).

Da noi il sesto Pil mondiale, abbiamo superato la Gran Bretagna

Berlusconi forse intendeva con questa frase il PIL totale, non pro capite. In questo caso siamo messi ancora peggio, perche' l'UK ha 2 milioni di abitanti in piu'

Da noi il sesto Pil mondiale, abbiamo superato la Gran Bretagna

Berlusconi forse intendeva con questa frase il PIL totale, non pro capite. In questo caso siamo messi ancora peggio, perche' l'UK ha 2 milioni di abitanti in piu'.

Credo da quanto letto sui giornali che in termini nominali il PIL totale dell'UK sia (di poco) inferiore al PIL italiano, nonostante i 2 milioni di abitanti in piu'.

In termini nominali col tasso di cambio di mercato, intendi. 

Infatti Berlusconi parlava di PIL totale e non del confronto di quanti Big Mac Italiani e Britannici si possono permettere.

E' vero che il PPP è più indicativo dell'effettiva ricchezza o del benessere della gente del mero PIL nominale, ma anche quest'ultimo è un indicatore. Ed è un fatto incontestabile che i paesi che hanno visto la loro moneta svalutarsi siano oggettivamente più poveri.

L'affermazione di Berlusconi in sé "Da noi il sesto Pil mondiale, abbiamo superato la Gran Bretagna" è corretta.

Ho gia' scritto che le affermazioni di SB sono piu' difendibili delle fregnacce di Repubblica e del Corriere, ma quanto ha detto SB e' solo formalmente corretto, da un punto di vista sostanziale e' omissivo e tendenzioso perche' omette il fatto che il confronto viene fatto in termini nominali e omette il fatto che il sorpasso non e' avvenuto grazie ad una migliore dinamica italiana del PIL reale ma solo grazie all'evoluzione del cambio Euro-sterlina.  Detto questo, aggiungo e' difficile trovare un politico che non approfitti, come Berlusconi, della correttezza formale delle sue affermazioni per fare propaganda e informazione tendenziosa a suo vantaggio: ha fatto esattamente come SB anche il ministro ombra conservatore in Inghilterra.

nessuno è in grado di affermare che il cambio euro/sterlina tornerà a valori di qualche anno fa, come invece l'aggettivo "ballerino" fa intendere.

Il termine "ballerino" e' in buona misura giustificato dall'oscillazione molto grande in basso fatta recentemente dal cambio, ovviamente correlata con l'oscillazione molto grande in basso fatta dai PIL delle economie di quasi tutto il mondo.  Nessuno puo' prevedere il futuro, ma guardando ai dati storici (in cui UK abbassa i tassi piu' della BCE nei periodi di crisi, e li alza piu' della BCE altrimenti) e' plausibile prevedere che il cambio ritornera ai livelli storici recenti una volta conclusa la recessione.

E il tasso di cambio è in ultima analisi il valore che il mercato attribuisce all'economia di un paese.

Il tasso di cambio e' determinato piu' da ragioni finanziarie indipendenti dall'interscambio di prodotti e servizi economici e piu' legato a decisioni politiche come il tasso di sconto delle Banche nazionali, l'inflazione e cosi' via.  Ai tempi di Craxi il cambio della lira (vincolata al serpente monetario UE) andava bene mentre l'economia era in rovina e i disoccupati aumentavano, mentre dopo la mega- svalutazione quando Ciampi era ministro del tesoro l'economia italiana, alimentata dal maggiore export, ha avuto il suo ultimo significativo periodo di crescita.

uanto ha detto SB e' solo formalmente corretto, da un punto di vista sostanziale e' omissivo e tendenzioso

Spesso le affermazioni dei politici, che sono uomini di parte che vivono di consenso, e quindi di propaganda, sono omissive e tendenziose.

Mi pare però che se a comportarsi così è Berlusconi in molti siano portati a indignarsi più facilmente che se lo fanno altri. E si grida subito al peronismo, al regime, alla campagna mediatica, all'instupidimento del popolo anestetizzato da Emilio Fede...

Il tasso di cambio e' determinato piu' da ragioni finanziarie indipendenti (...) mentre dopo la mega- svalutazione

Infatti avevo scritto "in ultima analisi": alla fine il mercato ritenne troppo alto il prezzo della lira, e questa si svalutò.

Classico caso di chi o non legge o, se legge, non capisce.

0. Perché un'affermazione sia una baggianata non deve essere strettamente falsa: può essere formalmente vera ma sostanzialmente "stupida", "irrilevante", "fatua" ... va bene così?

1. L'espressione "cambio ballerino" era ironica. È IRRILEVANTE, per se, cosa fa il cambio nominale! Anche se rimanesse là dove è ora per i prossimi cento anni, o i prezzi INTERNI si aggiustano (se lo faranno, vedremo, i dati PPP verranno rifatti ed il risultato si dovrebbe vedere) o non CAMBIA NULLA!!

2. Che quindi torni o NON torni non vuol dire NULLA! Ciò che conta è: chi produce più panieri equivalenti di beni e servizi? Risposta: al momento, e da circa 13 anni a questa parte, il Regno Unito ne produce di più sia per capita che in totale (puramente perché la popolazione è più o meno la stessa, il totale di per se è un'altra BAGGIANATA di BS).

3. Finalmente, evitiamo di aggiungere "baggianate a baggianate"

E il tasso di cambio è in ultima analisi il valore che il mercato attribuisce all'economia di un paese.

Ma cosa dici? L'espressione che usi non ha neanche un significato coerente! Cosa è il "valore di un'economia di un paese"? Il totale della ricchezza accumulata? Cosa?

Il tasso di cambio è il prezzo a cui titoli denominati in X acquistano titoli denominati in Y! Fine.

0. Perché un'affermazione sia una baggianata non deve essere strettamente falsa: può essere formalmente vera ma sostanzialmente "stupida", "irrilevante", "fatua" ... va bene così?

No, non va bene. Puoi metterti a giocare con le sfumature delle parole quanto vuoi, ma "stupida" può esserlo o meno per ragioni oggettive, mentre "irrilevante" può esserlo per un mero punto di vista soggettivo.

"Baggianata" significa "sciocchezza". Oppure "affermazione stupida", ma non, a mio avviso, "affermazione irrilevante".

E io avevo detto: L'affermazione di Berlusconi in sé "Da noi il sesto Pil mondiale, abbiamo superato la Gran Bretagna" è corretta, negando che fosse una sciocchezza o una "stupidaggine".

Avevo poi aggiunto: Che poi si voglia controbattere le professioni di ottimismo del governo è un altro discorso, sottintendendo che -se volete- la potete considerare "irrilevante". Ma in quel caso state obiettando pere a mele.

Ribadisco: non sono d'accordo con la sostanza della critica di Sandro Brusco. Sono invece d'accordo con il giudizio più equilibrato scritto poco sopra da Alberto Lusiani: Ho gia' scritto che le affermazioni di SB sono piu' difendibili delle fregnacce di Repubblica e del Corriere, ma quanto ha detto SB e' solo formalmente corretto, da un punto di vista sostanziale e' omissivo e tendenzioso.

1. L'espressione "cambio ballerino" era ironica. È IRRILEVANTE, per se, cosa fa il cambio nominale! Anche se rimanesse là dove è ora per i prossimi cento anni, o i prezzi INTERNI si aggiustano (se lo faranno, vedremo, i dati PPP verranno rifatti ed il risultato si dovrebbe vedere) o non CAMBIA NULLA!!

Che non cambi nulla dillo ai pensionati inglesi che vivono in Spagna, ai consumatori britannici per i quali i beni importati o le vacanze all'estero costano un 20% in più, agli immigrati lituani le cui rimesse con cui mantengono la famiglia in Lituania costano un 20% in più, e così via...

Ma cosa dici? L'espressione che usi non ha neanche un significato coerente! Cosa è il "valore di un'economia di un paese"? Il totale della ricchezza accumulata? Cosa?

Il tasso di cambio è il prezzo a cui titoli denominati in X acquistano titoli denominati in Y! Fine.

Bravo! E secondo te perché i titoli emessi da certi paesi tendono ad avere un prezzo stabile (o in aumento), mentre quelli emessi da altri paesi tendono invece a svalutarsi? Colpa del destino cinico, baro e "ballerino"?

Spero tu scriva queste cose giusto per il piacere (fine a se stesso) di cavillare sul significato delle parole, perché altrimenti io provo imbarazzo a scrivere la frase precedente per rispondere a una persona con questi titoli.

Che non cambi nulla dillo ai pensionati inglesi che vivono in Spagna, ai consumatori britannici per i quali i beni importati o le vacanze all'estero costano un 20% in più, agli immigrati lituani le cui rimesse con cui mantengono la famiglia in Lituania costano un 20% in più, e così via...

Che le oscillazioni dei tassi di cambio possano avee effetti redistributivi non ci piove, che abbiano anche affetti reali aggregati e' tutta un'altra storia. Credo che la confusione che fai sia dovuta ad un'inversione che hai in mente di causa ed effetto tra reale e monetario. Ti faccio un esempio per cercare di spiegarmi. Diciamo che il governo Inglese abbia cominciato a spendere e spandere e la banca centrale Inglese accomoda le politiche fiscali del governo con tassi molto bassi, soprattutto se confrontati con la BCE. Gli operatori finanziari si aspettano che nel prossimo futuro i prezzi inglesi cresceranno e fuggono dai titoli denominati in sterline. Il prezzo della sterlina dunque si abbassa. Cosa c'entra questo con quante tavoli al giorno riesce a fare il falegname di Birmingham? ne fa forse di meno di prima? piu' di prima? con ogni evidenza ne potra fare quanti ne faceva prima, la sua produttivita' non e' certo diminuita ne cresciuta a causa della svalutazione. Cosi' anche non e' certo resciuta la produttivita' del falegname di Prato. Dicimao che quello Inglese ne fa 10 e quello di Prato 9, e questa e' la misura del PIL di ogni nazione.

Certo pero' che ora i 9 tavoli di Prato valgono 11 tavoli Inglesi al cambio. A questo punto ci sara' un furbo falegname Bulgaro, magari il cugino dell'elettricista, che si accorge della possibilita' di arbitraggio. Va a Birmingham, compra 10,000 tavoli Inglesi in sterline e li rivende a Firenze riscuotendo in Euro. Ovviamente ci vorra' un po' di tempo perche' questo avvenga, il falegname Bulgaro si dovra' organizzare, comprare, spedire, rivendere etc... Comunque, i fatto e' che il falegname Bulgaro fa due cose: 1) aumenta la domanda di tavoli Inglesi per esportazione; 2) aumenta la domanda di sterline e l'offerta di euro in Inghilterra. La prima delle due cose aumenta il prezzo dei tavoli, ovvero realizza le aspettative d'inflazione che gia' gli operatori scontavano, la seconda aumenta il valore della sterlina nei confronti dell'Euro. Risultato: il tasso si muove di nuovo per ristabilire un equilibio di longo periodo piu' prossimo alla ppp, ma anche i valori della ppp cambiano per effetto della maggiore inflazione nell'UK.

In ultim analisi, se non ci sono variazioni nella capacita' di produzione nei de paesi, ovvero nella produttivita' dei sue paesi, non ci saranno variazioni di PIL relativo e il tasso di cambio o i prezzi o tutti e due si riaggiusteranno per riflettere, nel lungo periodo, i rapporti produttivi dei due paesei.

Quindi, anche se la sterlina stesse ai valori crrenti per 10 anni, dovresti comunque usare misure ppp-adjusted per comparare i PIL per tenere conto delle variazioni dei prezzi nei due paesi. Non si scappa!

Se poi hai un amico Inglese, ed al momento ve lo misurate per chi ce l'ha piu' lungo... quelli sono effetti di restribuzione!

 

 

Ti faccio un esempio per cercare di spiegarmi.

Grazie, non avrei mai immaginato che le svalutazioni aiutassero l'export e quindi l'economia locale! :-)

In ultim analisi, se non ci sono variazioni nella capacita' di produzione nei de paesi, ovvero nella produttivita' dei sue paesi, non ci saranno variazioni di PIL relativo e il tasso di cambio o i prezzi o tutti e due si riaggiusteranno per riflettere, nel lungo periodo, i rapporti produttivi dei due paesei

Appunto: la tua frase contiene un "se". E quel "se" è la condizione di un evento futuro e incerto. Che in quanto tale, può accadere come non accadere. E di conseguenza determinare o meno il riaggiustamento.

Esempio: fino al 1992 il cambio Lira/Marco era a 750 lire, poi passò a 1000 lire. Le esportazioni ne beneficiarono come nell'esempio che hai fatto, ma la Lira non tornò più a quota 750.

Può darsi invece che in futuro la sterlina si riapprezzi nei confronti dell'euro. Ma chi lo sa?

Appunto: la tua frase contiene un "se". E quel "se" è la condizione di un evento futuro e incerto. Che in quanto tale, può accadere come non accadere. E di conseguenza determinare o meno il riaggiustamento.

Non credo tu abbia capito. Il se non e' la condizione di un evento futuro, e' un'assunzione che sto facendo e che credo sia autoevidente, ovvero e' un assioma. Dico che la produttivita' Italiana non e' aumentata nei confronti dell'UK, e che non e' per questo che la sterlina si sta deprezzando ma per altre cause. Se siamo d'accordo su questo, ovvero sul fatto che il "sorpasso" e' un fenomeno puramente nominale, allora tutto quello che ho detto segue.

Esempio: fino al 1992 il cambio Lira/Marco era a 750 lire, poi passò a 1000 lire. Le esportazioni ne beneficiarono come nell'esempio che hai fatto, ma la Lira non tornò più a quota 750.

Ancora non hai capito il mio discorso, probabilemnete mi spiego male. Non e' solo il cambio nominale che conta, ma anche, ovviamente, l'inflazione relativa. Se engli anni 90 l'inflazione in Italia era maggiore che in Germania e' ovvio che il cambio non torna a 750. Questo c'e' anche nel mio esempio.

Se siamo d'accordo su questo, ovvero sul fatto che il "sorpasso" e' un fenomeno puramente nominale

Siamo sempre stati d'accordo che il sorpasso è sul PIL nominale, e anche Berlusconi lo è (non che io pretenda di fare l'esegesi del suo pensiero, ma la sua dichiarazione parlava di quello).
Tuttavia il sorpasso all'indietro della Gran Bretagna, pur se nominale, non è di per sé, a mio avviso, né un fatto positivo e né un fatto irrilevante per loro, come non lo sarebbe per nessun paese.
Sono ben cosciente che la svalutazione magari li aiuterà a rilanciare l'economia, ma anch'essa, sempre a mio avviso, non è un fatto irrilevante per un paese.

Siamo sempre stati d'accordo che il sorpasso è sul PIL nominale, e anche Berlusconi lo è (non che io pretenda di fare l'esegesi del suo pensiero, ma la sua dichiarazione parlava di quello).

Berlusconi non ha specificato ne' economia nominale ne' economia reale.  In assenza di specificazione io almeno intendo che si parli di economia reale (che in termini condivisi dagli economisti e' PIL a parita' di potere di acquisto). Quindi per me almeno SB si e' espresso in maniera falsa e tendenziosa, come peraltro il politico britannico citato in passati interventi.

Berlusconi non ha specificato ne' economia nominale ne' economia reale.  In assenza di specificazione io almeno intendo che si parli di economia reale (che in termini condivisi dagli economisti e' PIL a parita' di potere di acquisto). Quindi per me almeno SB si e' espresso in maniera falsa e tendenziosa, come peraltro il politico britannico citato in passati interventi.

Il video della conferenza stampa è qui.

Le dichiarazioni sull'economia cominciano a 1:43. A 2:52 parla della Gran Bretagna, dicendo soltanto che la recessione lì è stata più dura in ragione del maggiore peso che lì ha la finanza, e che la recessione "ci ha riportati al terzo posto in europa; noi siamo già i terzi contribuenti per l'unione europea".

Guarda, anonimo signore/a, io ho una regola: con gli anonimi che ciurlano per il manico ci provo per tre volte, poi lascio stare. Questa è la terza.

- Baggianata: vinci tu, l'affermazione di BS era stupida, va bene?

- Sull'economia, invece, continui a non capire un piffero. Non scherzo, continui a non capire. Dovresti perdere qualche ora e studiare la questione prima di rispondere di nuovo. Rapidamente:

1. Stiamo misurando il PIL, ossia la quantità di BENI E SERVIZI PRODOTTI in UK/Italia. Capisci? Che con quei beni e servizi, al cambio attuale, si comprino meno o più vacanze in Spagna o nei Caraibi è irrilevante. Come è irrilevante che il tasso di cambio sia ora più favorevole alle esportazioni inglesi. Cambiano i prezzi relativi, quindi qualcuno (imprese inglesi) ci guadagna ed altri (pensionati che fanno le vacanze in Spagna) ci perdono, vi saranno cambi nei panieri di consumo, eccetera. MA NON C'ENTRA NULLA CON IL FATTO CHE IL NUMERO DI PANIERI DI BENI E SERVIZI PRODOTTI NELLO UK È TUTT'ORA ABBONDANTEMENTE MAGGIORE AL NUMERO PRODOTTO IN ITALIA. FINE.

2. Guarda, se tu per caso hai una "teoria", nel senso di un modello che funzioni e spieghi i movimenti di breve ma anche di lungo periodo dei tassi di cambio, ti candido al Nobel il mese prossimo quando scrivo l'annuale lettera (sempre che tu abbia il coraggio di firmarti). Però prima mi devi dare l'articolo e mostrare che il tuo modello funziona. Nessuno, che io sappia, ha al momento un modello anche solo minimamente decente: we do not have an accepted theory of exchange rates variations or even levels! As far as I am concerned, Neil's may be the best one, i.e. they may be affected by indeterminacy. Hence, an exchange rate is just the relative price of two different securities, denominated in different numeraires. It may move up and down (and it does, repeatedly) in ways that have NOTHING to do with future variations in the GDP growth rate of the relative countries adopting those numeraries as units of accounts. END OF STORY.

Boh, non so perché ma m'è venuta in inglese. Non ho tempo per riscriverla, amen.

Un'ultima cosa: l'arroganza della tua ultima frase sarebbe giustificata se tu palesassi una qualche conoscenza decente dell'economia. Poiché - come le baggianate (oops, vedi che la parola ritorna utile?) che scrivi sui tassi di cambio e la confusione che fai fra PIl e consumi palesano - tale non è il caso, fossi in te eviterei il ridicolo che lo scriverle implica.

Poiché l'anonimato ti serve, appunto, a scrivere cose ridicole senza pagarne il pegno, io passo e chiudo.

IL NUMERO DI PANIERI DI BENI E SERVIZI PRODOTTI NELLO UK È TUTT'ORA ABBONDANTEMENTE MAGGIORE AL NUMERO PRODOTTO IN ITALIA. FINE.

Ma, a meno che i dati OCSE dicano il falso, detto numero, se misurato al cambio attuale, è minore di quello italiano. Che è ciò che Berlusconi ha detto. Altrimenti si dica che Berlusconi ha detto non una baggianata, non una sciocchezza, ma una menzogna.

an exchange rate is just the relative price of two different securities, denominated in different numeraires. It may move up and down (and it does, repeatedly) in ways that have NOTHING to do with future variations in the GDP growth rate

E chi ha detto che le variazioni dei tassi di cambio dipendono dalle variazioni del PIL? Non io. Quindi la tua frase non è pertinente, se rivolta a me.

Non occorre elaborare una teoria per dire che il prezzo di un titolo dipende dallo stato di salute di chi quel titolo lo emette: è semplice buon senso.

Un'ultima cosa: l'arroganza della tua ultima frase

La tua considerazione è irricevibile: per capire il perché ti suggerisco di rileggerti tutti i tuoi post che hai scritto in risposta ai miei. I miei modi, se paragonati ai tuoi, sono stati rispettosi e gentili.

IL NUMERO DI PANIERI DI BENI E SERVIZI PRODOTTI NELLO UK È TUTT'ORA ABBONDANTEMENTE MAGGIORE AL NUMERO PRODOTTO IN ITALIA. FINE.

Ma, a meno che i dati OCSE dicano il falso, detto numero, se misurato al cambio attuale, è minore di quello italiano. Che è ciò che Berlusconi ha detto. Altrimenti si dica che Berlusconi ha detto non una baggianata, non una sciocchezza, ma una menzogna.

Non e' come scrivi. Se UK e Italia producesseso unicamente Big Mac, quanto e' successo e' che UK produceva prima (2007) e produce ora (2009) un numero superiore all'Italia di Big Mac, diciamo 1.2 milioni contro 1.0 milioni, solo che prima i Big Mac inglesi costavano (agli inglesi in UK, usando il cambio sterlina/Euro) 1.1 Euro e ora costano 0.8 Euro, mentre per gli italiani costavano sempre 1 Euro. Per cui in comperare tutti i Big Mac inglesi in UK cambiando Euro in sterline costa meno oggi (1.2M*0.8 = 0.96 Meuro) che comperare tutti i Big Mac italiani in Italia (1.0M*1 = 1M Euro). Ma l'economia PPP inglese, che misura quanto realmente prodotto, rimane maggiore di quella italiana. L'unica perdita degli inglesi e' quando acquistano beni prodotti all'estero, ma questi acquisti sono una parte minoritaria dei loro acquisti che invece sono primariamente soprattutto servizi e poi anche beni prodotti in UK o comunque incorporanti un valore aggiunto in grande parte determinato da lavoro inglese.

 

 

 

Non e' come scrivi. Se UK e Italia producesseso unicamente Big Mac, quanto e' successo e' che UK produceva prima (2007) e produce ora (2009) un numero superiore all'Italia di Big Mac, diciamo 1.2 milioni contro 1.0 milioni, solo che prima i Big Mac inglesi costavano (agli inglesi in UK, usando il cambio sterlina/Euro) 1.1 Euro e ora costano 0.8 Euro, mentre per gli italiani costavano sempre 1 Euro. Per cui in comperare tutti i Big Mac inglesi in UK cambiando Euro in sterline costa meno oggi (1.2M*0.8 = 0.96 Meuro) che comperare tutti i Big Mac italiani in Italia (1.0M*1 = 1M Euro). Ma l'economia PPP inglese, che misura quanto realmente prodotto, rimane maggiore di quella italiana.

Che, toni polemici a parte (non tuoi, parlo in generale), non è in contraddizione con ciò che io ho scritto.

L'unica perdita degli inglesi e' quando acquistano beni prodotti all'estero, ma questi acquisti sono una parte minoritaria dei loro acquisti che invece sono primariamente soprattutto servizi e poi anche beni prodotti in UK o comunque incorporanti un valore aggiunto in grande parte determinato da lavoro inglese.

Vero, sono acquisti minoritari. Ma sono acquisti che ci sono.

 

Aggiungerei il commento di Prodi all'epoca del sorpasso della Spagna sull'Italia calcolato seguendo la stessa metodologia dell'articolo qui presentato (ed evidenziato dal primo grafico)

"Anche se questo annuncio ha alimentato un corposo e per molti aspetti utile dibattito, il sorpasso non è avvenuto. Si è infatti sostenuto che la Spagna abbia superato l'Italia in termine di Pil pro capite calcolato a parità di potere d'acquisto, cioè tenendo conto del livello generale dei prezzi che prevale in ciascuna delle economie. Questo tipo di analisi è, a conoscenza di tutti, del tutto aleatorio, dato che non esiste una metodologia standard con cui si calcola il reale potere d'acquisto nelle diverse economie.  (Romano Prodi)

http://www.corriere.it/politica/08_gennaio_01/prodi_italia_spagna_9fd49852-b89b-11dc-bd8b-0003ba99c667.shtml

 

 

 

 

 

Aggiungerei il commento di Prodi all'epoca del sorpasso della Spagna sull'Italia calcolato seguendo la stessa metodologia dell'articolo qui presentato (ed evidenziato dal primo grafico)

"Anche se questo annuncio ha alimentato un corposo e per molti aspetti utile dibattito, il sorpasso non è avvenuto. Si è infatti sostenuto che la Spagna abbia superato l'Italia in termine di Pil pro capite calcolato a parità di potere d'acquisto, cioè tenendo conto del livello generale dei prezzi che prevale in ciascuna delle economie. Questo tipo di analisi è, a conoscenza di tutti, del tutto aleatorio, dato che non esiste una metodologia standard con cui si calcola il reale potere d'acquisto nelle diverse economie.  (Romano Prodi)

http://www.corriere.it/politica/08_gennaio_01/prodi_italia_spagna_9fd49852-b89b-11dc-bd8b-0003ba99c667.shtml

Prodi fa affermazioni discutibili e tendenziose.  Ovviamente ogni misura e stima umana include un'incertezza, e cio' vale anche per le misure del PIL e dei prezzi medi di beni e servizi comparabili, ma esistono criteri e raccomandazioni accettati e condivisi che vengono applicate per esempio alle stime Eurostat e OECD. L'espressione "a conoscenza di tutti, del tutto aleatorio" riferita al livello dei prezzi delle statistiche pubblicate (da Eurostat e OECD) e' pertanto falsa e tendenziosa.

Non se veramente si possa dire che 

L'espressione "a conoscenza di tutti, del tutto aleatorio" riferita al livello dei prezzi delle statistiche pubblicate (da Eurostat e OECD) e' pertanto falsa e tendenziosa.

Il fatto che si concordi su una metodologia non rende la metodologia stessa priva di apsetti aleatori, anzi, la necessita' di trovare un accordo su una metodologia da adottare implica di per se che ce ne siano diverse a disposizione che possono fornire risultati contrastanti.

Io trovo piuttosto che Prodi abbia mentito dicendo la seguente frase

il sorpasso non è avvenuto

Se la metodologia e' aleatoria, non si puo' dire che la Spagna abbia sicuramente sorpassato l'Italia, ma neanche si puo' affermare con certezza il contrario.

 

Non se veramente si possa dire che 

L'espressione "a conoscenza di tutti, del tutto aleatorio" riferita al livello dei prezzi delle statistiche pubblicate (da Eurostat e OECD) e' pertanto falsa e tendenziosa.

Il fatto che si concordi su una metodologia non rende la metodologia stessa priva di apsetti aleatori, anzi, la necessita' di trovare un accordo su una metodologia da adottare implica di per se che ce ne siano diverse a disposizione che possono fornire risultati contrastanti.

Scusa se insisto ma:

  • sono d'accordo che si possa affermare "pur essendoci procedure condivise, la determinazione di PIL e PPP contiene alcuni aspetti aleatori" o meglio "e' soggetta ad un certo margine di incertezza".
  • non sono d'accordo che si possa affermare con atteggiamente tranchant che la stima dei prezzi e' "a conoscenza di tutti, del tutto aleatoria". Questa ultima affermazione e' inaccettabile.

del tutto aleatoria". Questa ultima affermazione e' inaccettabile.

In realta' non so neanche cosa significhi "del tutto aleatoria".

Ad ogni modo una variabile qualsiasi come lo stimatore del PIL o e' aleatoria o non lo e', non e' che ci siano gradi di aleatorieta' (almeno che non ci si riferisca alla varianza dello stimatore), quindi il "del tutto" non ha alcun significato aggiuntivo rispetto a "aleatorio".

Del resto, nessuno si deve stupire di approcci così scopertamente comuni a chiunque si trovi a governare, compito solitamente conferito da quella apparentemente (?) sempre cospicua maggioranza di elettori tanto adatti a scegliere, che già è stata amaramente evidenziata .....

E, comunque, mi pare sia proprio compito da portare avanti in questo sito insistere - senza sconti e con l'indispensabile ausilio di dati e spiegazioni - sulla mendacità di affermazioni come tutte quelle riportate, provenienti da più parti, nel tentativo di scavar la roccia dell'incultura, sulla quale fan leva i cosiddetti "reggitori delle sorti comuni" per conservare il potere.

Il fatto e' che il senso di questo dibattito mi sembra un po' surreale.

Ho postato il commento di Prodi per l'ovvio fatto che ogni politico metta in luce (od ometta) gli aspetti che piu' gli fanno comodo di un dato. Detto cio' qui si cerca di smontare un dato incontestabile.

Cerco di usare un parallelismo maschile visto il consueto maschilismo degli ambienti accademici sperando di farmi capire.

Italia e UK fanno a gara a chi ce l'ha più lungo. Quello uk e' probabilmente più lungo di suo e oltretutto in perenne erezione mentre quello italiano e' probabilmente piu' corto e pure "a riposo".

Se ad un certo punto quello UK si "smoscia" perche' il cambio scende e per la prima volta quello italiano lo supera in (momentanea) lunghezza, quella e' una notizia, punto e fine. Non e' una "baggianata".

Chi se ne frega del pil pro capite e PPP o PPS, si parte da un'altra notizia che riguarda il valore assoluto del Pil. Se volessimo andare a cercare i metodi preferiti faremmo notte... il PPS e' certamente uno dei tremila indicatori riconosciuti, mi pare pero' che sia altrettanto riconosciuto che il metodo sovrastimi largamente le economie emergenti e le monete deboli. Diciamo che il nostro modello a cui tendere visto il grafico era il 1996? O l'Irlanda di oggi? Ma su. Si dava conto semplicemente del sorpasso del pil in valore assoluto al tasso attuale di cambio. Se poi la sterlina va a picco per il destino cinico e baro o per le botte spaziali che si sono prese RBS e compagnia è un'altro discorso. Secondo me se il cambio di uno stato precipita quello stato qualche responsabilità ce l'ha e non si può considerarla come variabile casuale... fatto sta che questa discesa ha comportato il sorpasso del pil Italiano su quello Uk al cambio corrente, cosa che non avveniva da anni. Fine della notizia. Ancora non capisco dove stia la "baggianata"... Il fatto di non aver detto chiaro che il cambio ha avuto un peso essenziale? Cicero etc. etc. ma la notizia ci stava tutta.

Del resto se volessimo considerare un parallelo fra Italia e UK direi che in questo momento non c'e' gara sui tendenziali di svariati indicatori... questo e' solo uno dei tanti.

Chi se ne frega del pil pro capite e PPP o PPS, si parte da un'altra notizia che riguarda il valore assoluto del Pil.

Ma se si desidera comunicare la notizia, reale, che il PIL totale nominale, o semplificando un po' indebitamente "l'economia" di UK e' oggi piu' piccola di quella italiana, perche' distorcere e manipolare ulteriormente titolando che l'Italia "e' piu' ricca" di UK?  Passi una semplificazione superficiale (e tendenziosa) ma almeno per me la seconda manipolazione non deve passare, perche' proprio disinforma.

Se ad un certo punto quello UK si "smoscia" perche' il cambio scende e per la prima volta quello italiano lo supera in (momentanea) lunghezza, quella e' una notizia, punto e fine. Non e' una "baggianata".

Il problema e' nei pantaloni. Sia UK che IT si vestono, perche' e' indecente andare coll'u.....o all'aria. Poiche' si vestono e' difficile misurare la relativa lunghezza. Quello che e' successo e' che in entrambi i casi ce l'hanno piu' moscio, ma hanno anche pantaloni diversi ora. Sappiamo per certo, perche' se individualmente se lo misurano al bagno senza pantalini, che UK ce l'ha piu' moscio del circa 5%, cosi' come anche IT. Quindi, possimao concludere, senza ombra di dubbio, che se UK ce l'aveva piu' lungo prima continua ad avercelo piu' lungo anche ora. Cos'e' successo allora? si sono cambiati i pantaloni! Ora IT ha dei pantaloni piu' attillati e sembra piu' lungo. In realta', anche se IT potra' fare piu' colpo su qualche donna piu' incline a vedere l'apparenza che la sostanza, ce l'ha sempre piu moscio di UK. Il problema e' che i pantaloni non hanno molto a che fare con la sostanza del loro... (di che cosa stiamo parlando, anyway), come il tasso di cambio di due monete non ce l'ha con la sostanza del PIL (con il PIL reale, appunto). Il tasso di cambio NON E' il prezzo relativo delle due economie, ma delle due monete e basta, e, almeno nel breve periodo, non si muove secondo la forza relativa delle due economie.

Ma su. Si dava conto semplicemente del sorpasso del pil in valore assoluto al tasso attuale di cambio. Se poi la sterlina va a picco per il destino cinico e baro o per le botte spaziali che si sono prese RBS e compagnia è un'altro discorso. Secondo me se il cambio di uno stato precipita quello stato qualche responsabilità ce l'ha e non si può considerarla come variabile casuale... fatto sta che questa discesa ha comportato il sorpasso del pil Italiano su quello Uk al cambio corrente, cosa che non avveniva da anni. Fine della notizia. Ancora non capisco dove stia la "baggianata"... Il fatto di non aver detto chiaro che il cambio ha avuto un peso essenziale? Cicero etc. etc. ma la notizia ci stava tutta.

Bingo!

L'impressione che io ho ricavato dalla serie di questi tre articoli (e relativi commenti) dedicati al tema è che si è voluto mischiare polemica politica e scienza accademica, facendo passare la prima per la seconda.

Mi dovrai scusare, ma visto che l'analogia l'hai scelta tu, io la uso.

Si sono smosciati entrambi, e l'italiano di PIU' dell'inglese.

Solo che ques'ultimo s'è pure infilato dei pantaloni molto larghi e non si vede più il pacco, insomma sembra privo. All'italiano, invece, i cugini ricchi di Francoforte hanno regalato dei jeans strettissimi ed ora sembra che abbia un piccolo pacchetto, che lui sbandiera fierissimo ai quattro venti.

E tu ci caschi, senza capire che si tratta solamente di illusione ottica creata dal cambio di pantaloni.

Insomma, sempre per restare con l'analogia di tua scelta, non hai capito un ....

Ma va bene così, alla gente dispiace cambiare priors. Costa fatica.

ottimo, pero' solo due aggiunte di precisazione nella parte didattica:

2. Si divide il PIL nominale di ogni paese per il prezzo, nella moneta nazionale, del proprio paniere, ottenendo il numero di panieri prodotti in quel paese nell'anno base.

Il pil nominale e’ P*Q (P e Q possono essere vettori), quindi stai facendo solo P*Q/P=Q? In realta’ devi fare un passaggio in piu’. Facciamo il caso che tutti  i paesi abbiano un cambio pari a 1 (vero per i paesi area euro, ma non per gli altri) e che siano noti i prezzi relativi per i paesi che servono(quindi niete complicazioni per stime). Dal P*Q, togli P e lo sostituisci con il P che utilizzi come riferimento, cioe’ nel caso piu’ comune: i prezzi relativi degli USA; nel caso eurostat: i prezzi medi nella EU27 (chiamiamolo P27) per le diverse categorie. Ti trovi quindi con il PIL= P27*Q. Se l’Italia produce il paniere Qit, e UK produce Quk, abbiamo P27*Qit vs P27*Quk, e quindi confronti due valori di PIL con prezzi relativi uguali. Poi li converti in una valuta comune, PPS o dollari.

3. Negli anni successivi se nel paese A l'inflazione (misurata dal costo del paniere nel paese A) è del 5% mentre nel paese B è del 3% (misurata dal costo del paniere nel paese B), si riduce il PIL nominale di A (espresso nella moneta di A) del 5% e quello nominale di B del 3%. Alternativamente, che è la stessa cosa, ogni anno si calcolano separatamente i prezzi del paniere e si dividono i PIL nominali di ogni paese per i relativi prezzi. Questo permette di tenere conto delle variazioni nei poteri d'acquisto.

questa mi pare una svista: Se l’inflazione e’ del 5% il PIL nominale di A aumenta del 5%, oppure il PIL reale si reduce del 5% se il PIL nominale rimane costante. Idem per paese B.

questa mi pare una svista: Se l’inflazione e’ del 5% il PIL nominale di A aumenta del 5%, oppure il PIL reale si reduce del 5% se il PIL nominale rimane costante. Idem per paese B.

Hai letto male. Il testo indica una procedura, la procedura che "si" usa per calcolare il PIL PPP da quello nominale. Quindi, se il livello dei prezzi aumenta del 5%, per passare dal PIL nominale a quello reale (o PPP, assumendo che non vi siano stati cambi di prezzi relativi eccetera ... è ben detto che la descrizione è sommaria!!)

si riduce il PIL nominale di A (espresso nella moneta di A) del 5%

ottenendo così quello reale. Idem per B. Se poi leggi quanto segue la frase seguente, che questo sia il significato dell'operazione descritta dovrebbe essere palese.

Idem per quanto riguarda la questione dei vettori: se ho già il vettore delle quantità prodotte, sono a metà del lavoro. La procedura, come spiegato, descrive come si va dal PIL nominale a quello PPP.

Hai letto male. Il testo indica una procedura, la procedura che "si" usa per calcolare il PIL PPP da quello nominale.

allora se e' la procedura che si usa per estrapolare nel tempo il valore del cambio ppp, bene non e' una svista dell'autore...ma mia.

 

Una cosa che non ho capito: se il pil nominale di UK e IT è pressappoco uguale, e quello calcolato in base al costo della vita è significativamente maggiore in UK, vuol dire che il costo della vita in UK è minore di quello in IT?

Oppure che il costo della vita è uguale o addirittura maggiore, ma il tasso di cambio che usi per confrontare il pil nominale è "sbagliato"

Una cosa che non ho capito: se il pil nominale di UK e IT è pressappoco uguale, e quello calcolato in base al costo della vita è significativamente maggiore in UK, vuol dire che il costo della vita in UK è minore di quello in IT?

Certo: con la sterlina a 1.1 Euro la vita costa meno in UK rispetto all'Italia.  Un giornale inglese per esempio faceva il caso di come, con questo cambio, lo stesso coltellino Victorinox costava meno a Londra che a Roma. Col cambio a 1.5 era l'opposto.

vuol dire che il costo della vita in UK è minore di quello in IT?

Se definisci cosa voglia dire "costo della vita" una risposta è possibile, altrimenti no ... :-)

Comunque, in pratica la cosa è banale:

una volta che moltiplichi il loro prezzo in sterline per 1.11180542, che è il tasso di cambio Euro/Pound odierno, i beni ed i servizi sono, in media, meno costosi in UK che in Italia.

Come gli esempi riportati nei commenti anteriori (burger e mobile IKEA) mostrano.

una volta che moltiplichi il loro prezzo in sterline per 1.11180542, che è il tasso di cambio Euro/Pound odierno, i beni ed i servizi sono, in media, meno costosi in UK che in Italia.

Ma sempre in rapporto allo stipendio medio inglese, no?

Capisco per un italiano che e' stato in vacanza a Londra sia difficile crederlo. I mezzi di trasporto costano uno sproposito (sembra che la buona Margaret Tatcher una volta disse che se a trent'anni non ti puoi permettere una macchina, c'e' qualcosa che non va in te) e gli hotel altrettanto. Qui in UK pero' elettricita', gas, vestiti, .... costano molto meno che in Italia. Proprio ieri, un collega mi raccontava che il muratore bulgaro che sta lavorando in sua casa aveva comprato 10,000 lampadine a basso consumo e le aveva spedite in Bulgaria, guadagnandoci piu di 10,000 euro. Sfortunatamente per me, un'operazione simile non e' piu' fattibile. Visto che il muratore ha fatto fuori tutte le scorte di lampadine di Hampshire e Berkshire, sembra che i rivenditori abbiano adesso limitato la vendita ad un paio di unita'. 

Proprio ieri, un collega mi raccontava che il muratore bulgaro che sta lavorando in sua casa aveva comprato 10,000 lampadine a basso consumo e le aveva spedite in Bulgaria, guadagnandoci piu di 10,000 euro. Sfortunatamente per me, un'operazione simile non è più fattibile. Visto che il muratore ha fatto fuori tutte le scorte di lampadine di Hampshire e Berkshire, sembra che i rivenditori abbiano adesso limitato la vendita ad un paio di unità.

Bellissima questa!

Poi qualche mona va in giro a straparlare su the basic principles of economics are flawed!

Bisognerebbe fargli prendere delle ripetizioni dal muratore bulgaro di Carmine!

Capisco per un italiano che e' stato in vacanza a Londra sia difficile crederlo. I mezzi di trasporto costano uno sproposito (sembra che la buona Margaret Tatcher una volta disse che se a trent'anni non ti puoi permettere una macchina, c'e' qualcosa che non va in te) e gli hotel altrettanto.

Il prezzo dei mezzi di trasporto pubblici e' una quantita' non adatta ad indicare il costo della vita perche' non e' in praticamente nessuna economia avanzata, anche sostanzialmente liberista come USA e UK, un prezzo di mercato a causa dei rilevanti contributi pubblici.  Anche in UK i mezzi pubblici vengono sussidiati, ma presumibilmente specie dopo la Thatcher significativamente meno che in Italia, quindi presumo costino di piu' anche con la sterlina svalutata.

Inoltre l'economia dell'Inghilterra e' molto disomogenea: la ricchezza e' molto concentrata a Londra e li' i prezzi sono particolarmente alti, particolarmente quelli che sono in relazione coi prezzi degli immobili e con i costi del personale (es. alberghi...) L'unico territorio italiano comparabile con Londra e' probabilmente il comune di Milano.

Anche in UK i mezzi pubblici vengono sussidiati, ma presumibilmente specie dopo la Thatcher significativamente meno che in Italia, quindi presumo costino di piu' anche con la sterlina svalutata.

OT: vado a max Londra 3-4 volte l'anno per leisure e mi sono fatto cmq la Oyster Card: down payment di 5£ e pago i biglietti 1.5£ (contro i 4£ abituali). Vivamente consigliata anche per un solo week-end lungo con molti spostamenti previsti.

Anche in UK i mezzi pubblici vengono sussidiati, ma presumibilmente specie dopo la Thatcher significativamente meno che in Italia, quindi presumo costino di piu' anche con la sterlina svalutata.

La realta' inglese e' abbastanza complessa. Da quello che ho letto, i conservatori privatizzarono il sistema dei trasporti, creando una compagnia privata che si occupava dell'infrastruttura (i.e. manutenzione e costruzione) e che vendeva le diverse tratte (monopoli locali) ai vari operatori privati dietro pagamento di una licenza. In realta', molte cose sono poi cambiate. Per esempio, la societa' che si occupa della struttura (Network Rail) e' adesso semi-pubblica. Rimane pero' il principio per cui Network Rail attribuisce ogni cinque/dieci anni dei monopoli locali alle differenti compagnie facendosi pagare una licenza che serve per coprire i costi dell'infrastruttura. Anche per cio' che concerne le compagnie che poi gestiscono le varie tratte le cose sono cambiate. Mentre molte riuscivano e riescono ad operare con numeri neri, altre hanno deciso di terminare la loro attivita' ancor prima che scadesse la licenza, a causa delle pesanti perdite. Il governo e' quindi dovuto intervenire per garantire i servizi, rendendo di fatto il sistema uno strano mix di privato, pubblico, sussidiado e no.

In genere, le tratte che portano a Londra sono le piu' redditizie. I prezzi che si pagano sono quelli di un monopolista (ie. sono molto superiori al costo del servizio) ma servono per coprire le perdite sulle tratte meno importanti. Per esempio, l'ultima volta che ho preso il treno Reading-Londra (circa 60Km coperti in 30minuti) ho pagato quasi 40pounds. Se non ricordo male, mio fratello paga quella cifra per il suo abbonamento mensile (circa 20-30Km) dalla Brianza a Milano!

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