Viaggio in treno

4 giugno 2009 michele boldrin

Oggi dovevo andare da Madrid a Barcelona per una conferenza. La conferenza probabilmente non interessa a molti, mentre son convinto che il viaggio sia d'interesse più generale. Invito i frequentatori della tratta Roma-Milano a contribuire le loro esperienze.

7:40, Madrid, Puerta de Atocha, binario 4. L’AVE 3081 per Barcelona Sants, delle 8:00 (sono in anticipo: meno traffico del previsto tra casa e stazione) è già al binario. Controllo di sicurezza dei bagagli effettuato con grande efficienza, idem per biglietto, salgo a bordo: carrozza 3, sedile 13C. Treno pulitissimo e perfetto, niente di rotto, tutto sembra nuovo oltre che elegante, a cominciare dalle porte a vetro che si aprono davvero quando arrivi e non dopo 5 secondi di sosta. La stazione che mi lascio alle spalle era pulita, aveva negozi, bar ed edicole aperti e, cosa incredibile in Spagna, non era rumorosa. Non era nemmeno popolata da torme più o meno assortite di non viaggiatori ivi stazionanti, nessuno mi ha offerto questo o quello, chiesto l’elemosina, proposto l’acquisto di accendini multicolori. Nonostante la svegliataccia (ieri sera ho fatto tardino in buona compagnia) la cosa mi mette di buon umore.

Il mio sedile è di classe “preferente”, il biglietto costa 310 euro andata e ritorno; include l’uso dei “trenes de cercanias” sia nell’area di Madrid che in quella di Barcelona. Ovvero, se venissi da Parla (circa 40 Km al sud di Madrid) ed invece di andare alla Casa de la Pedrera, in Carrer de Provenca nel centro di Barcellona, dovessi andare all’UAB in Bellaterra, le andate e i ritorni sui treni locali sarebbero incluse. In turistica il biglietto mi sarebbe costato la metà o meno. Se invece di attendere l'ultimo momento avessi acquistato il biglietto in anticipo il prezzo sarebbe stato di molto inferiore, sotto ai 100 euro per l'andata e ritorno in turistica.

Sedile ottimo, spazio per le gambe e presa elettrica individuale, per cui posso accendere il laptop senza timore di trovarmi senza batteria all’arrivo alla conferenza. È quest’ultimo fatto che mi spinge a prendere queste note.

La distanza ferroviaria fra Madrid e Barcelona è di Km 660 circa. Teoricamente dovremmo essere a Sants alle 10:43. Il sito di Renfe dove ieri ho acquistato il biglietto (sito mediocre, relativamente al resto; software chiaramente difettoso e sequenza di acquisto inutilmente complicata) riporta i dati sulla puntualità: 99,14 % in orario. Se un AVE arriva con 16-30 minuti di ritardo si ha diritto al rimborso del 50% del prezzo del biglietto che diventa del 100% per ritardi maggiori; sulla Madrid-Sevilla, è il 100% per ritardi superiori ai 5 minuti, quella di Barcellona è ancora una linea in rodaggio!

8:23 Partiti in orario viaggiamo tranquilli a 300 Km/h (così almeno dice la lavagna luminosa, che indica anche temperatura interna, ed altri dati del treno), alla TV interna danno un film e, piacevole sorpresa, una signorina mi ha appena consegnato il menù della colazione. Posso scegliere fra dolce e salato ed una notevole varietà di bibite. Andrò dolce che c’è lo yogurt, le marmellate ...

8:42 Una volta di più mi rendo conto che la campagna spagnola è molto più vuota, ed ai miei occhi più bella per i suoi colori e le sue ondulazioni, dell’italiana. Non che quest'ultima sia brutta, sia chiaro! Sapevo che avevano scelto di costruire la linea per Barcelona cercando di evitare al massimo le zone abitate (è una linea completamente nuova, con protezioni laterali abbastanza impressionanti) ma rimango sorpreso dal paesaggio che - se non fosse per i fili elettrici della linea del treno e le nuove foreste "ecologiche" dei mulini a vento per la generazione dell’energia elettrica – sarebbe quasi medievale. Quasi, perché i campi sono arati troppo bene, le linee di demarcazione sono troppo rette, i filari di viti pure e gli olivi troppi e troppo ben allineati. I marroni, che variano in tonalità dallo scuro dell’appena arato al quasi rosso delle zone rocciose, i gialli, del grano e delle erbe secche, ed i molti verdi di tutto il resto, si combinano in un patchwork che non può non ricordarmi le immagini di Machado in Campos de Castilla. Ma tralasciamo la poesia, anche se ne raccomando la lettura.

8:47 Prima sequenza di gallerie. Niente dolore alle orecchie, per quanto si senta un po’ di effetto quando il treno si inclina in curva (esperti: perché?). Velocità 292 Km/h, temperatura 19 C.

8:54 Noto che, di tanto in tanto, vi sono piazzole di cemento nuove di zecca accanto alla linea: per elicottero, in caso di emergenza.

9:24 Nel frattempo mi è stata servita la colazione, che ho consumato. Gli addetti non gridavano, né giravano con carellini dotati di rumorosi campanelli. In compenso sono passati più volte offrendo repliche di questo e di quello, senza chiacchierare ad alta voce tra di loro ma occupandosi, invece, di servire i passeggeri con notevole premura.

9:58 Noto che la connessione del cellulare non cade quando si entra in galleria. In compenso, quello davanti a me si agita troppo e parla troppo forte al telefono. Che sia italiano? No, risulta essere catalano. Mi sovviene che, mi raccontava mio figlio, van dos hijos de putas por la calle y le dice el ...

10:27 In stazione. Con 16 miunuti d’anticipo. La stazione di Sants è ancora più moderna, pulita, efficiente, confortevole di quella di Atocha. E la fila dei taxi che mi attendono mi permette di prenderne uno istantaneamente. Costo del taxi: 7 euro a Madrid, per circa 12 minuti, e 9 a Barcelona, per circa 18 minuti.

Niente da dire, però il Nozumi è un po' più veloce ed abbastanza più stabile ...

60 commenti (espandi tutti)

Premessa. A me leggere queste cose fa un po' male. E' un po' come quando guardo Report...sempre questi paragoni che vedono l'Italia...beh, si, si è capito: le cose sono esattamente come le leggiamo e però mi dispiace lo stesso.

Io ho viaggiato per oltre un anno in treno, per andare al lavoro. Era un buon proposito: evitare la macchina, il traffico e così via.

La tratta era regionale, e quindi non certo commensurabile alla linea e ai servizi descritti da Michele...ma ho viaggiato sull'Eurostar diverse volte, e anche lì non ho visto quello che descrive M.

Ovviamente ho rinunciato a proseguire in treno. Brevemente e con riferimento ai treni regionali.

1) Ritardi a non finire per le ragioni più svariate. In Sardegna, appena c'è qualcosa che non va, la gente si sdraia sui binari...solo che poi interrompono la circolazione dei treni. Minatori, metalmeccanici...alle volte, le stazioni sembrano sempre uno scorcio di qualche tela di Pellizza da Volpedo: c'è sempre qualcuno, in massa, che rivendica qualche suo diritto, a spese di quelli dei viaggiatori.

2) L'ultimo periodo della mia esperienza ferroviaria è stato lo sciopero delle ditte di pulizia dei treni. Premesso che gli effetti di interruzione sul servizio di pulizia non erano affatto visibili, dal momento che i treni avevano le sembianze di sempre, devo dire che in quell'occasione ho visto veramente di tutto. I lavoratori dell'azienda esterna a FS hanno per oltre due mesi preso possesso della stazione (di Cagliari) e hanno modificato l'arredo interno per le loro finalità di sciopero: hanno spostato le panche, messe a quadrato per dare l'impressione dell'assemblea permanente, e poi hanno appeso bandiere, strisicioni e volantini ovunque. I treni non partivano in orario, oppure erano direttamente soppressi. I funzionari della Polfer, interpellati sul perchè si permettesse una tale evidente interruzione di pubblico servizio, rispondevano: "non saremo certo noi a denunciarli, del resto scioperano per il lavoro". Alla fine i pendolari, esasperati, facevano quello che si fa in questi casi: occupari i binari e la stazione! Come è detto è una strategia consolidata e magari anche divertente. In quel caso, si bloccavano alla partenza i treni che riuscivano a partire. FS non ha mai garantito nessun servizio sostitutivo.

3) La pulizia dei treni lascia molto a desiderare. A parte che, dalla cintola in giù, secondo me, manco li puliscono i treni regionali...prendiamo come livello il portacenere scassato e sverniciato, quello che devi forzare per aprire col rischio che poi ti si rovesci la rumenta addosso. Ecco, da lì in poi le tinte si fanno più scure e la parte bassa del vagone è regolarmente schizzata di macchie derivanti, presumo, dalle maldestre operazioni di pulizia, che si riducono inesorabilmente nell'impastare lo sporco pregresso all'umido dello straccio, provvedendo in seguito ad una sua più omogenea distribuzione. Mi è capitato di assistere alle operazioni della cosiddetta pulizia: uno straccio stile mocio vileda trascinato senza risciacquo nelle zone dove lo sporco è più evidente. Non aggiungo molto sui sedili, la cui tapezzeria fa pensare alla Sindone...

4) Non parliamo dei bagni. Carta inesistente, sapone assente, carta igienica non pervenuta...il cesso regolarmente zebrato con vista sulle traversine, l'acqua del rubinetto alle volte ridotta a un rivolo.

5) Le porte di comunicazione fra vagoni, poi sono fantastiche. In genere consistono di due ante scorrevoli pesantissime, che emettono in continuazione un fischio stile pentola a pressione pronta a saltare, e si richiudono anche al passaggio dei viaggiatori. (Sul treno Leonardo da Vinci che collega Fiumicino a Roma, quello che costa 11 euro e che se lo vedesse Leonardo chiederebbe i danni di immagine, queste porte fanno saltare i nervi a più di un passeggero, anche se non si devono spingere ma si chiudono quando c... va bene  a loro; e in quel treno, i bagni sono esattamente come nei treni regionali della più remota provincia...solo che quello è il primo treno che vedono i turisti appena arrivano in Italia).

PS: una cosa che ho notato alcune volte. Il personale di Trenitalia che indossava la spillina CGIL sulla divisa in orario di lavoro.

In Sardegna, appena c'è qualcosa che non va, la gente si sdraia sui binari...solo che poi interrompono la circolazione dei treni. Minatori, metalmeccanici...alle volte, le stazioni sembrano sempre uno scorcio di qualche tela di Pellizza da Volpedo: c'è sempre qualcuno, in massa, che rivendica qualche suo diritto, a spese di quelli dei viaggiatori.

Anche in Francia occupano e bloccano i trasporti ma i treni sono niente male e puliti. Non c'è correlazione dunque.
Ultimamente ho visto la metro di Torino e mi è piaciuta molto. Almeno una cosa che non sfigura c'è

Anche in Francia occupano e bloccano i trasporti ma i treni sono niente male e puliti. Non c'è correlazione dunque.

Anche a Firenze nevica, ma non ci sono i ghiacciai eterni e nemmeno i nevai. Non c'è correlazione, dunque, fra precipitazione nevosa e presenza di ghiacciai.

Diccelo: ce fai o ce sei?

Paquino non ti capisco. Di solito scrivi in dialetto. Perchè hai smesso?
O forse non eri tu, non mi ricordo davvero. Guarda che poi davvero non c'è correlazione tra  precipitazione nevosa e presenza di ghiacciai.

Guarda che poi davvero non c'è correlazione tra  precipitazione nevosa e presenza di ghiacciai.

Cce sei.

 

5) Le porte di comunicazione fra vagoni, poi sono fantastiche. In genere consistono di due ante scorrevoli pesantissime, che emettono in continuazione un fischio stile pentola a pressione pronta a saltare, e si richiudono anche al passaggio dei viaggiatori. (Sul treno Leonardo da Vinci che collega Fiumicino a Roma, quello che costa 11 euro e che se lo vedesse Leonardo chiederebbe i danni di immagine, queste porte fanno saltare i nervi a più di un passeggero, anche se non si devono spingere ma si chiudono quando c... va bene  a loro; e in quel treno, i bagni sono esattamente come nei treni regionali della più remota provincia...solo che quello è il primo treno che vedono i turisti appena arrivano in Italia).

Una curiosità: il Leonardo da Vinci costa così tanto perchè, che ci crediate o no, è solamente di prima classe.

Essendo un po' più fortunato, io posso prendere il treno anche dalla stazione Tiburtina. Fiumicino-Tiburtina è un semplice regionale che trotterella più lentamente del Leonardo (45 min invece di 30 per raggiungere Roma) ma che costa 5 euro. Con i sei euro di differenza ci faccio pranzo alla pizzeria/tavola calda proprio di fronte alla stazione, compresa birra e caffè.

In realtä i treni regionali che portano a Fiumicino sono gratis, perche´ non trovi mai un controllore.

Posso dirlo? Ho vissuto a Roma per tre mesi, la mia ragazza era a Vienna. Tra quando andavo io a vienna e quando andavo a prenderla all´aeroporto, credo di essermi recato a Fiumicino una 15 di volte.

Provate a dire quanti controllori ho incontrato? Esatto, nessuno. Poiche´ a Roma ho potuto vedere come vengono sprecati spesi i miei soldi. Diciamo che ho fatto anche io il romano... e non me pento.

ps: ovviamente ad ogni stazione saliva il rom, lo zingaro, il palestinese, il rwandese, il colombiano e non so piü chi per racimolare denari...

Ah, allora non sono l'unico ad averlo notato.

Non l'ho scritto prima per non scatenare commenti del genere "Di cosa ti lamenti? Non paghi neppure il biglietto, ovvio che le FS vadano a rotoli." A ciò risponderei "Francamente, non vorrei sprecassero anche i miei, di soldi".

In ogni caso, il biglietto l'ho sempre pagato.

Sui treni dei pendolari, ancora qui.

Da quello che leggo, sembra che lo sfascio dei treni sia abbastanza omogeneo, dalla Sardegna (che ho sperimentato) alla Lombardia (per quello che leggo).

Il link al Nozumi nell'ultima riga del post rimanda a un post di Michele quando a leggere nFA eravamo in meno di 10 - inclusi mogli, parenti e figli. E' "hands down" uno dei piu' bei post mai apparsi su nFA. Leggere, gente, leggere. 

Meraviglioso! Ed il botta-e-risposta sul wc è da scomPisciarsi dalle risate.

Si be quella e' un'esempio delle chicche che vi siete persi a non leggere nfa fin dall'inizio.

Tra quei dieci c'ero anche io. Non lo sapevo.

Io credo che gli italiani nella loro generalità (con eccezioni quindi) preferiscano bloccare le stazioni piuttosto che avere treni puntuali e puliti.

In un posto come l'Italia del 2009 non c'è niente di più sbagliato che credere che basti mostrare dov'è l'errore affinché tutti accorrano a porci rimedio.

E se alla loro generalità va bene così... noi eccezioni ce ne andiamo in Spagna...

Confermo in pieno l'articolo, vivo a Madrid da circa 7 anni e ogni volta che prendo il treno penso allo stato pietoso delle ferrovie italiane, che ho usato come pendolare per più di 10 anni, mi sale la pressione e mi viene voglia di chiedere asilo politico.

Lungi da me prendere le difese di Trenitalia. Ho una mia diatriba personale con Ritarditalia fatta da anni di richieste di rimborso (molte volte negate pretestuosamente).

Prendo il Roma Milano ogni settimana degli ultimi tre anni. Bisogna riconoscere che da quando hanno paerto la AV e messo il freccia rossa le cose sono molto migliorate.

Da gennaio ad oggi ho speso quasi 2.000 euro di biglietti. Però i ritardi non hanno mai superato il quarto d'ora (cmq  poche volte) ed in molti casi il treno é arrivato 15 min in anticipo (segno questo che gli orari potranno migliorare sensibilmente quando aprono la AV bologna-firenze e gli snodi cittadini).

I frecciarossa sono puliti ed impeccabili. niente a che vedere con gli eurostar di prima con i bagni sempre intasati (anche se é sempre lo stesso treno ETR500).

Per ora l'offerta é molto usperiore alal domanda per cui spesso viaggio da solo o in compagnia di non piu di 5 persone su vagoni con 100 posti.

In prima classe vengono offerte le cosette di rinfresco ed i giornali e a dire la verità mi sembra che Roma Termini sia una stazione dignitosa e tuttosommato piacevole. Milano Centrale (ora in ristrutturazione) sta tornando molto bella e monumentale.

I costi poi sono piu bassi di quelli del Barcellona/Madrid. con 150 euro si fal'andata e ritorno in seconda (ma si puo comperare lo stesso biglietto un mese prima a 60 euro)

Insomma, vi giuro che sono un utente esigente e spesso critico di Trenitalia. Possiamo poi chiederci quanto ci é costato tutto ci;. Però è ingeneroso negare che finalmente la AV italiana è all'altezza degli standard internazionale. Certo il resto rimane da terzo mondo....

 

Sono in buona parte d'accordo.

Non so fare una comparazione di prezzi e tariffe con l'estero. Neanche so comparare esattamente i servizi - è plausibile che il treno e i binari di cui parla Michele siano effettivamente molte volte meglio dell'AV italica.

La mia esperienza si basa sul Roma-Milano che, soprattutto, sul Roma-Lecce. E' innegabile che le nuove frecce rosse argento oro e simili siano un enorme miglioramnto rispetto ai vecchi eurostar... migliori i treni, più comodi, migliori servizi, minori tempi di percorrenza, minori ritardi, frequenti anticipi sia a destinazione che alle fermate intermedie (dunque con maggiore probabilità di riuscire a fumarsi una sigaretta prima che il treno riparta... mica cosa da poco!). Certo, lo "snack bar" è caro e di pessima qualità (e far pagare 1,50€ mezzo litro d'acqua per me è immorale). Certo, tariffe notevolmente aumentate. Interessante però notare come anche la gente sembri più civile rispetto ai vecchi eurostar... effetto psicologico del treno migliore e più pulito o effetto della selezione fatta dalle tariffe più alte?

Anche sulle stazioni sottoscrivo... di Termini non ci si può lamentare.

E' poi vero che la maggior parte dei regionali sono pietosi da ogni punto di vista, per non parlare degli espressi e intercity notte che (soprattutto quelli che vanno a sud!) sono davvero vergognosi, al limite della lesione dei diritti umani...

Su Termini, la stazione dico, qualcuno ha mai lasciato i bagagli nel deposito bagagli? A nessuno è mai capitato di aspettare un'ora per lasciare la borsa? A me spesso.

Spesso ho lasciato, e lascio tutt'ora, bagaglio al deposito della Termini eppure non avrò fatto mai più di 10/15 minuti di fila. In genere, però, non più di 3/5 minuti.
Non so... magari è fortuna... per cui, Marco, la prossima volta che devi depositare avvisami prima che andiamo assieme :)

Ma, cosa dirti, Claudio. A me è successo spesso (la mattina, dalle 9:30 in poi, quello era l'orario) e a qualcun'altro pure.

Vabbè sarà che non sarò fortunato...

 

a dire la verità mi sembra che Roma Termini sia una stazione dignitosa e tuttosommato piacevole.

Non sono d'accordo, se consideriamo le condizioni al contorno.  Di tanto in tanto passo per Termini e noto regolarmente tassisti abusivi e altri probabili truffatori alla ricerca attiva di polli da turlupinare.  Son ostato recentemente a Valencia in Spagna e mi sembra che da questo punto di vista siano 15-20 anni piu' avanti rispetto alle condizioni nordafricane di Termini. Sottolineo che per trattare civilmente i numerosi turisti che sciaguratamente per loro scelgono di venire in Italia sarebbe necessario avere tassisti onesti, economici e numerosi, e maggiori controlli contro abusivi e truffatori. Si tratta di obiettivi facilmente raggiungibili in presenza di uno Stato minimamente funzionante.

Alberto, anche tu hai ragione; dubito però che la gestione degli spazi adiacenti alla stazione sia di pertinenza di Trenitalia, anzi credo proprio di no.

Però siccome hai citato il contorno, fornisco qualche dettaglio.

Sempre con riguardo a Termini è imperdibile, nei mesi invernali, la concentrazione di storni, che dopo aver eseguito le loro geometrie esistenziali, si posano leggiadri nelle piante del piazzale antistante Termini e altrettanto leggiadramente a migliaia scagazzano tutto, ma proprio tutto: turisti, autobus, macchine...e in più quando piove il guano rilascia quest'odore ambiguo di ammoniaca misto a vero e proprio odore di m...una roba tipo l'odore delle gabbiette col canarino dentro, che alcuni tengono in appartamento, solo ovviamente tutto più esasperato; quasi sembra di essere davanti a una gabbia dello zoo in estate, anche se per inciso, nella gabbia ci siamo noi.

Poi, verso piazza Repubblica, c'è tutto il contorno serale di prostituzione maschile e femminile, anche se, come apprendiamo dai giornali di questi giorni, la prostituzione a Roma è ormai ovunque, si dice addirittura fin verso piazza Colonna.

Ovviamente a questo si aggiungano i tassisti abusivi, che ormai li riconosco dal tono e dallo sguardo...e se ce l'ho fatta io in pochi anni di vita a Roma, non capisco com'è che siano ancora tollerati.

Alla parte opposta di Termini, oltre la piazza del forzato Birdwatching, c'è poi la zona dove le diverse comunità etniche si danno raduno la domenica, improvvisando cucine da campo con enormi pentoloni, dove cucinano zupponi e brodo e dove vendono e scaricano da improbabili pulmini tutto il merchandising che arriva dalle loro terre; di fronte a Termini, in genere ci sono gli immigrati latino-americani.

Insomma, io quando sono andato a Roma per la prima volta a vivere, ho capito l'impressione che fece a Martin Lutero, e mi immagino che sensazione potrà mai comunicare ad un turista che arrivi di notte.

A Roma sono anni luce avanti: se parcheggi in divieto di sosta ti mandano gli storni invece della municipale.

 

NB riferito alla foto di sopra

Forse la mia opinione risulterà ai più fuori dal coro, però è semplicemente una mia opionione, appunto.

Il costo dei biglietti ferroviari (mediamente per tutti i treni) in Italia è inferiore rispetto a Spagna, Germania e Gran Bretagna (tanto per fare degli esempi). Anche il "nuovo" Freccia Rossa ha dei costi mediamente più bassi (anche se offre meno servizi). Per quanto riguarda i servizi, la comodità, la puntualità (siamo sicuri che in Spagna gli orari di arrivo non siano "gonfiati", ad hoc, per evitare i famosi ritardi-rimborso?) non c'è paragone, lo ammetto; effettivamente siamo arretrati, sembra che ci sia una differenza di 20 anni, però sarebbe sbagliato paragonare questa Italia alla Spagna. I costi per Km sono molto più elevati (forse forse qualcosa in più ce l'abbiamo: la Mafia? la Camorra?...boh...), dunque risulta più dispendioso costruire ferrovie e stazioni adeguate allo standard europeo (o spagnolo).

Come, in buona sostanza, dite voi il confronto ci vede perdenti senza possibilità di appello, però come dico io la sfida è impari purtroppo.

 

PS Michele, please, la campagna italiana è più bella e variegata! Sarò troppo patriottico, forse... :-)

Scusa Federico, ma stai commettendo lo stesso errore dicendo la stessa cosa che declama Moretti, solo che lui lo fa in malafede. ;)

È vero che il costo del biglietto singolo in Italia è inferiore. Però c'è da fare qualche considerazione al contorno.

Primo. I vertici di Trenitalia, sempre in malafede, paragonano continuamente con l'estero la tariffa base nazionale, bloccata per legge dal 2004, che sulla lunga percorrenza non vale quasi più se non su un paio di espressi notturni per il Sud, perché nel frattempo Trenitalia si è inventata una dozzina tra supplementi e nuove categorie tariffarie (ICplus, EScity, EScity extra plus e vattelapesca) aggirando il blocco tariffario. Allo stesso tempo, sistematicamente sostituisce nell'orario i treni regionali o (ex) diretti con categorie superiori (IC, ICplus e ES), e cerca di rendere il meno appetibile possibile i treni regionali (per esempio scassando le coincidenze nei nodi, cioè nelle stazioni importanti: esempio se arrivo con un certo regionale a Mestre, l'altro regionale er proseguire nella mia direzione è giá partito da orario 10 minuti prima del mio arrivo).

Secondo. Qual è l'incidenza di biglietti singoli nel totale dei viaggiatori? Perché non si fanno mai paragoni sulle varie agevolazioni tariffarie fruibili all'estero? I biglietti last minute? I biglietti di andata e ritorno a tariffa agevolata: Trenitalia mi fa lo sconto del 50%, o addirittura offerte a 19-29-39-49 €, se prenoto per tempo un'andata e ritorno in AV a cavallo di un weekend, come fanno le ferrovie tedesche? Io dico di no. ;) I biglietti per gruppi: in Germania nel weekend 5 persone possono viaggiare ovunque sui regionali e sul trasporto pubblico locale per un giorno intero a 25-30 € totali all'interno di un Land oppure a 37 € totali in tutto il territorio nazionale. Nel peggiore dei casi fa poco più di 7 euro a testa. Con Trenitalia quanto costa farsi una gita domenicale? 5 biglietti singoli di andata, biglietti dell'autobus nella città meta della gita, e altrettanti biglietti di ritorno. E ancora, le tariffe integrate con il trasporto locale che ha rilevato Boldrin: su quest'ultimo punto in Italia si va invece in direzione opposta. Chi ha un abbonamento IC dall'anno scorso non può più prendere i treni regionali (non poter prendere un treno di categoria inferiore è un'evidente idiozia); e parimenti, chi ha un abbonamento regionale non può più fare un supplemento apposito per accedere agli IC. In seguito alle proteste dei pendolari, Trenitalia ha reintrodotto questo supplemento, ma a prezzo maggiorato del 300%; la regione Lombardia ha deciso che finanzierà lei l'aumento rispetto al costo precedente. E allora, con questi veri e propri sussidi, la lunga percorrenza è davvero solo governata dal mercato?...

Per chi ha interesse e tempo di approfondire segnalo questo articolo (eccellente come il resto del sito) scritto da un signore con le mani in pasta nell'argomento.

Fabrizio

EDIT: Ah, e a proposito di tariffe e liberalizzazione del mercato mi son dimenticato di citare l'ultimo recente regaletto di BS a Trenitalia: fondi girati dal governo alle Regioni per la messa a gara dei trasporti ferroviari regionali, subordinati però all'obbligo di stipulare contratti solo con Trenitalia SpA della durata di 6 anni rinnovabili per altri 6! Alla facciaccia della libera concorrenza!

Per favore no, il paragone con Moretti (Nanni immagino) no! Please... :-)

Sul discorso che fai tu, concordo pienamente; ci mancherebbe altro!

Volevo solo mettere in evidenza quello che, probabilmente, tutti e sanno e che, puntualmente, dimenticano quando fanno dei confronti con l'estero. E' un dato di fatto che in Italia, oltre ai costi normali di costruzione, ci sono dei costi della serie "Varie ed Eventuali" (diciamo così) da sostenere. Tali spese aggiuntive (da coprire, in un modo o nell'altro) "favoriscono" il degrado delle nostre linee ferroviarie. Minore qualità, ritardi per problemi tecnici e aumento delle tariffe, etc... ne deduco che il confronto con l'europa è semplicemente impari.  

Sui vertici Trenitalia non posso esprimermi, non avendo sufficienti informazioni. Ti credo, anzi non sono per niente sorpreso.

Per favore no, il paragone con Moretti (Nanni immagino) no! Please... :-)

 

Per carità, lungi da me :) Dicevo l'ing. Mauro Moretti, AD di Trenitalia SpA ;)

Niente dolore alle orecchie, per quanto si senta un po’ di effetto quando il treno si inclina in curva

Non sono sicuro di capire al 100% la descrizione del fenomeno. In mancanza di informazioni migliori posso solo supporre che tu stessi sperimentando la forza di Coriolis.

scusa ma non resisto. A meno che i binari non si mettano a girare vorticosamente su se stessi, l'accelerazione di coriolis non c'entra niente. Si tratta di buona vecchia accelerazione centrifuga.

Se i binari sono leggermente inclinati a seguire la curva, come mi pare di desumere dal post, l'effetto percepito della curva è un leggero schiacciamento verso il basso oltre che lateralmente. E' come se si 'aumentasse di peso'. Ci sta che a 300kmh e magari in tunnel questo 'aumento di peso', che riguarda anche l'aria, provochi un certo aumento della pressione dell'aria, ma secondo me quello che viene percepito non è tanto l'aumento in se, quanto il fatto che in un treno più o meno sigillato l'aria fatica ad entrare, quindi si crea un gradiente di pressione. Così a occhio eh.

D'accordissimo.

La forza di Coriolis non c'entra nulla (cioè, la forza apparente c'è ed è dovuta alla rotazione della terra, per cui credo vari quando si è in curva, ma insomma, è assolutamente trascurabile e certamente non percepibile - salvo, ovviamente, il caso in cui i binari davvero ruotassero su se stessi, fenomeno fortunatamente a oggi inosservato, persino in Italia).

Se c'è un effetto sulle orecchie è sicuramente una questione di pressione, nel qual caso l'ipotesi di mdf è assolutamente plausibile.

Mi viene, a proposito, un dubbio: quando si avverte "nelle orecchie" una variazione di pressione percorrendo a velocità sufficiente una salita o una discesa... quell'effetto è dovuto a una effettiva variazione della pressione atmosferica (in conseguenza dunque alla variazione di altitudine) oppure anche in quel caso è una questione di gradiente interno al treno/auto/ascensore? Nel qual caso - non riesco a far mente locale - l'effetto dovrebbe esere molto più lieve, che so, con i finestrini aperti... è così?

Scusate, non vorrei interrompere questa discussione sulle forze fisiche che determinano il fenomeno, che presumo saranno comunque le stesse in tutta la superficie terrestre. Il punto è perchè le gallerie in Italia perforano i timpani (benchè i treni siano un po' più lenti) e in Giappone, a quanto dicono, no.

Massimi sistemi a parte, magari è un problema di isolamento dei finestrini...

Penso che siate tutti fuori pista, quello di cui state parlando è un fenomeno dovuto alla diversa pressione dell'aria, che è spinta dal treno. Semplicemente all'aperto la massa d'aria spostata si disperde sui lati, all'imbocco dei tunnel la massa d'aria non ha questa possibilità e aumenta la pressione dell'aria stessa intorno al treno.

Il fastidio ai timpani è dovuto al fatto che sono molto sensibili agli sbalzi di presione atmosferica (o sottomarina, se preferite..), ergo i treni spagnoli o nipponici sono pressurizzati (la pressione interna è superiore a quella interna, nessun problema se è fatto in modo graduale, come ogni buon sub conosce, o anche gli alpinisti), i treni italiani o non sono pressurizzati del tutto, o lo sono all'italiana.

la pressurizzazione (di cui non ero effettivamente al corrente) spiega perché il sig. boldrin non avverta fastidio in galleria, non perché avverta fastidio in curva.

Niente dolore alle orecchie, per quanto si senta un po’ di effetto quando il treno si inclina in curva

Intanto sarebbe da capire a quale effetto si riferisca l'autore... alle orecchie?

Ad ogni modo, in curva non c'entra la pressione dell'aria. L'inclinazione modificata repentinamente reca un fastidio di equilibrio come lo spostamento delle teste dei piloti di formula uno o quando si va sulle montagne russe (ottovolante)... si parla di forza G (non del punto g) che semmai va ad influire sulla circolazione sanguigna: aviatori e astronauti indossano tute anti-G per evitare che il sangue venga spinto in basso privando il cervello di ossigenazione e causando oscuramento della visione o perdita di coscienza (nel loro caso c'è una accelerazione verso l'alto). Nel caso delle curve la sensazione è diversa e non così forte come nel caso degli astronauti, ma sicuramente avvertibile.

x marcosp: credo che quella sia una reazione alle brusche accelerazioni del liquido della coclea (organo dell'equilibrio) e percepita come 'fastidio alle orecchie'. Mi sa che aprire il finestrino non aiuta, anzi peggiora la situazione (vedi sotto)

x marco b.: boldrin parlava del fastidio in curva, e ho risposto a quello. Quanto agli ingressi in galleria, entrano in gioco altri fenomeni dovuti alla penetrazione dell'aria. E' il principio della spinta areodinamica (bernoulli), quella che tiene in aria gli aerei.

Il principio è che dove il filetto d'aria è più veloce si genera una depressione. Quando l'aria ferma e rinchiusa della galleria incontra l'aria in movimento che accompagna il treno si crea uno squilibrio di pressioni percepito dal passeggero.

Non conosco il fenomeno nello specifico, ma so che il problema della pressione in galleria è critico per i TAV, infatti si adottano accorgimenti particolari, tipo realizzare gallerie separate per sensi di marcia per evitare che i flussi di 2 treni si combinino. Addirittura dove questo non è possibile si ottimizza l'orario perché solo un treno per volta entri in galleria.

Non so come mai in giappone questo effetto non si avverta: suppongo sia un effetto combinato di areodinamica del treno (forma del muso, etc) e dimensione ottimizzata della galleria, sia come larghezza che come forma dell'imbocco, ma non so essere più preciso di così.

Non so, ma ho letto che al momento gli shinkansen non superano i 300 (forse 330 su qualche linea) appunto per il problema delgli ingressi in galleria.Comunque mi pare progettino di portare a 360 quello per Hokkaido di prossima apertura.

P.S. sulla Tokyo-Kyoto van più lenti dei nostri: 270 o 240 a seconda del treno. Però ha 40 anni!

Solo per precisare: il liquido della coclea non c'entra nulla; come organo d'equilibrio è sensibile solo alla posizione nelle 3 dimensioni spaziali. Il fenomeno è dovuto solo alla differenza di pressione dell'aria sulla membrana del timpano salendo o scendendo e la situazione non cambia affatto aprendo o chiudendo i finestrini (nè auto nè treni sono ermetici)

Più che alla posizione ma all' orientamento, desunto dalla gravità aparente che in presenza di forza centrifuga non coincide con la verticale.Poi magari col fastidio non c'entra nulla, non saprei :)

In ogni caso credo che i treni veloci compensino inclinando il vagone in curva, come le moto.

P.S. se i treni sono pressurizzati sono anche praticamente ermetici, e comunque se non ci sono grosse aperture o cavità deformabili gli sbalzi di pressione non si trasmettono istantaneamente all' interno.E se lo fanno lentamente per i timpani non c'è problema.

da appassionato dei mezzi pubblici, sono abbastanza d'accordo con il tono generale dell'articolo. In realtà il TAV è un mezzo un po' particolare, visto che la maggior parte degli spostamenti in treno sono quelli pendolari, che sono conciati ancora peggio e meriterebbero maggiore impegno e attenzione. Resta però che l'AV è il fiore all'occhiello e un sollievo per il viaggiatore business.

Lei parla del servizio percepito: quello che a me fa più scandalo è che la rete AV italiana sia costata più di tre volte quella spagnola o francese. I primi dati che trovo:

Costi medi per chilometro alta velocità

Spagna: 9 milioni di euro
Francia: 10 milioni di euro
Italia: 32 milioni di euro

come dire che a pari costo potremmo avere una rete tre volte più estesa di oggi.

Ad oggi non ho trovato ancora un razionale per questo livello di spesa.

Edit: mi permetto un commento sull'articolo del treno in giappone, perché ho letto quest'affermazione, che è palesemente falsa:

Il qual fatto, ovviamente, mette una pesante e definitiva pietra sui cretinismi del tipo "sviluppare l'alta velocità vuol dire trascurare il pendolarismo ed i cittadini meno privilegiati"

falsa purtroppo e almeno in italia.

i motivi sono di due ordini: il primo è di tipo economico. in italia sono distinte tratte sovvenzionate (da stato e regione) e tratte redditizie. La politica di TI è concentrarsi sulle tratte redditizie, di cui ha senso cercare di sviluppare il traffico, garantendo a quelle sussidiate il minimo indispensabile per ottenere il sussidio. Inutile dire che quelle sussidiate sono quelle pendolari.

Il secondo è dovuto ai vincoli fisici dell'infrastruttura, e soprattutto di come viene realizzata. Il principio in italia è di mettere i binari 'dove ci stanno' e non 'dove servono'. Stendere binari in piena pianura è facile, più difficile aggiungere binari ai nodi ovvero nelle stazioni in centro città. PEr intenderci, siamo arrivati al paradosso che una milano rogoredo - bologna (200 km) impiega 40 minuti, una milano centrale - milano rogoredo (20 km) ne impiega 20.

In mancanza di nuovi binari, si sfruttano quelli vecchi e affollati, gravati in più dal problema di dover gestire nuove destinazioni e nuovi differenziali di velocità.

L'effetto del nuovo orario 2009 è stato spostare treni pendolari in stazioni marginali: a meno di nuove e costose realizzazioni, con intensificarsi del traffico sulla tratta AV causerà nuove marginalizzazioni dei treni locali e pendolari.

Qeusto perché i nodi sono risorse limitate: in mancanza di un loro potenziamento (giudicato non redditizio) non c'è nessun effetto di traino da parte dell'AV, anzi c'è uno spiazzamento da parte dei nuovi treni.

PS: uno scenario in cui l'AV potrebbe essere utile al traffico pendolare è p.e. la piacenza milano, tratta trafficatissima, con pendolari tra i più arrabbiati d'italia, e con la difficoltà di essere divisa tra 2 regioni. I piacentini sarebbero ben felici di prendere la TAV, ma non mi risulta che siano ad oggi previste stazioni nella loro città.

PPS: per non parlare di un ipotetico viaggiatore di bergamo diretto a roma: questi si troverebbe a dover prendere pure la metropolitana, perché i suoi treni arrivano ora a porta garibaldi, in quanto spostati da centrale per far posto alla TAV!

Intendiamoci, tutti problemi gestibili, ma vorrei smentire questa sua affermazione che TAV e trasporto locale non sono in competizione per le stesse risorse, con beneficio del primo.

1) Nel bilancio TAV finiscono tutte le opere di compensazione per gli enti locali coinvolti ("comune, io tiro l'AV sul tuo territorio e per farti star bravo ti costruisco l'asilo/il depuratore/3 rotonde e un semaforo/il centro anziani)

2) La TAV all'italiana ha delle caratteristiche tecniche dettate da un'idea distorta e patologica di sicurezza. Un esempio dei più eclatanti: ogni nuova linea AV deve essere affiancata per tutto il suo percorso da una strada di servizio pavimentata, chiusa al traffico normale. Probabilmente da usarsi in caso di incidente, non so.

3) Per la stessa concezione di cui al punto 2, tutte le opere ferroviarie italiane recenti in genere hanno un costo maggiore perché prevedono un maggior volume di opere edili (per esempio, confrontare le nuove stazioni locali aperte tra Milano e Treviglio: muraglioni e autentiche dighe di calcestruzzo, staccionate e cancelli che manco a Fort Knox; oppure in piena linea ora c'è la smania di mettere i pannelli fonoassorbenti anche in mezzo alla campagna, tutta roba che costa)

ottima risposta, anche se chiaramente il mio 'non capisco' era in parte retorico.

quello che non si capisce (o almeno non si vorrebbe capire) è perché

1. i costi di opere non legate alla tav debbano essere affogati nel progetto tav. o meglio, perché sia consentito ai comuni la richiesta di opere compensative a questo titolo. Ricordo un servizio di Report su comuni del mugello che si sono completamente rinnovati a spese della tav, e se il regolamento glielo permette han fatto solo bene. perché il regolamento glielo permette?

2,3. è chiaro che certi eccessi sono utili solo a gonfiare i conti delle imprese appaltanti, a costo di un impatto assurdamente eccessivo sul territorio.

a costo di passare per qualunquista (e qui riprendo anche il post del sig. alberto), perché il sistema è fatto per favorire gli 'amici'?

PS: sei per caso un utente di milanotrasporti? vedo che in un altro post linki il buon stagni

Costi medi per chilometro alta velocità

Spagna: 9 milioni di euro
Francia: 10 milioni di euro
Italia: 32 milioni di euro

come dire che a pari costo potremmo avere una rete tre volte più estesa di oggi.

Ad oggi non ho trovato ancora un razionale per questo livello di spesa.

Ho letto anche io questi costi scandalosi, dovuti evidentemente alla disonesta' e incompetenza dei politici combinata con la naturale propensione delle grandi imprese italiane a sfruttare le "opportunita'" che lo Stato offre loro.  Oltre a questi fattori indiscutibili, c'e' secondo me un fattore oggettivo che innanza i costi italiani: la densita' di popolazione italiana e' circa il doppio rispetto a Spagna e Francia, e il territorio abitabile e' ridotto dalla presenza di grandi estensioni montuose e collinari.  La pressione sul territorio rende gli italiani piu' litigiosi, peggio organizzati, rende gli espropri piu' complicati, costosi e lenti, rende insomma molte cose piu' difficili.

 

Peccato che dal PDF linkato in Giappone costi ancora meno che in Spagna, e li hanno densità ben maggiore della nostra, specie se consideri che Hokkaido è semideserta e gli shinkansen passano per lo più nelle zone più popolate.

Sto cercando di prenotare un viaggio in treno in Italia ai primi di luglio, online. Niente alta velocità, solo un treno regionale che mi porti da un paesino all'aeroporto più vicino.

Non esistono treni, mi dice il sito.A nessun orario, in nessun giorno, su nessuna tratta che ho digitato (dopo un po' mi sono incuriosito e ho cercato di capire se il sistema informatico fosse crashato o chissa che cosa).

oggi ho capito perchè non potevo prenotare il mio viaggio. Devo dire che questa roba dell'orario estivo succede ogni anno, quindi avrei dovuto capire quale era il problema. Devo anche dire che questa cosa non mi è mai capitata in altri Paesi europei.

Recentemente ho dovuto viaggiare parecchio in treno. Da vienna fino a Roma (avevo troppo bagagli, e alla fine rimango sempre un povero disperato), da vienna a firenze (troppo tardi per un biglietto a prezzi decenti) da milano a vienna, e poi altri viaggi qua e lä (da roma a torino, da firenze a forli, roma-napoli, napoli-romaetc.).

Ho viaggiato in classi differenti. In generale io prediligo il prezzo sulla qualitä eccessiva.

La mia esperienza e´che la seconda classe su regionale o intercity non la puoi prendere perche´ rischi il contagio. Si dirä che i prezzi sono bassi. Ho capito, ma se vado nel ristorante a prezzi stracciati, e scoprono che il cuoco fa le sue flautolenze su risotto, i NAS gli abbassano coercitivamente le sarracinesche. La seconda classe e´ davvero una roba indecente. Ti fa schifo appoggiare la testa sullo schienale, i bagni addirittura li trovi chiusi (e qualcuno si lamentava sopra della cartigienica che manca). Io venivo da un viaggio di 8 ore, stavo scoppiando... e tutti i cessi sono chiusi. A memoria, l´unico treno che offriva questi "comfort" era il diretto per Auschwitz.

I treni ad alta velocitä mi sembrano invece non avere quasi nulla da invidiare a quelli descritti da michele. Non hanno gli stessi comfort (film, tv, colazione, biglietto inclusivo per i viaggi nell´area metropolitana, etc.), ma i prezzi sono anche sensibilmente inferiori. Anche qui c´e´ il rimborso. Nel 2007 in effetti mi mandarono a casa un coupon da spendere con le FFSS entro un mese. Ovviamente vivendo all´estero, buona notte coupon. Ad ottobre ebbi un ritardo sulla Roma-Napoli, e il coupon lo sto ancora aspettando...

In un commento sopra ho ricordato i treni ad alta percorrenza di Roma. Sono fantastici. Poiche´ scoppiano di gente, nessuno fa il bilietto. Anche perche´ in moltissime stazioni non c´e´ la macchinetta. La logica di Trenitalia e´ questa: poiche non si puo controllare il biglietto a tutta questa baraonda di gente, allora facciamo che non controllarlo a nessuno.

saluti, aa.

 

Oggi El Pais (almeno l'edizione web) ha pubblicato 5 foto di Villa Certosa. Le stesse foto sono state poi riprese dalla stampa italiana (che, non potendo pubblicarle direttamente, le pubblica come riprese da El Pais). In realtà c'è una piccola differenza tra le foto di El Pais e quelle di Repubblica e Corriere. La differenza è nella foto 3 e mostra come i bacchettoni siamo noi.

"El Pais" continua ad andarci giù come un fabbro: oltre a 2 nuove foto, sta pubblicando tutta una serie di editoriali e commenti molto duri (compresa una nota di Travaglio, qui).

Berlusconi, ovviamente, strepita  (qui e qui).

Siam tornati, tutto come all'andata (per fare l'esperimento abbiamo preso il treno che ferma a Zaragoza e che, invece di 2h27' ci mette 2h44').

Chiarificazioni e commenti ai commenti, nell'ordine in cui sono apparsi.

- Controllori: giusta l'osservazione di Andrea Gilli. Infatti, la mia impressione è che a pagare sul treno che da Termini va a Fiumicino (preso due settimane orsono) siano solo gli stranieri ed i gonzi come me. Anche qui, ecco la semplice soluzione spagnola: si mettono le porte di accesso ai binari, con dei signori che fanno accedere solo chi ha il biglietto. Questo permette sia di arrestare i nipoti violenti e puzzolenti dei criminali fascisti defunti troppo tardi, sia di risparmiare in stipendi. Le persone che controllano i biglietti all'entrata, da un lato non sono personale "viaggiante" (quindi non cumulano le varie indennità del caso) e, dall'altro, si fanno probabilmente venti treni di lungo percorso al giorno, anziché due o tre. E, ovviamente, zero furbetti a bordo. Domanda: il sindacato che direbbe di questo semplice aggiustamento?

- WC: la mia signora, che è abituata troppo bene, sostiene che i WC dei treni AVE sono sub-par rispetto al resto del treno. Effettivamente, i servizi che quelli giapponesi offrono qui non vi sono ...

- Garamond, e chiunque altro abbia letto nFA PRIMA delle elezioni del 2006: dovete assolutamente venire a FI che ci conosciamo. È un po' come ritrovare i familiari scomparsi quando eravamo piccoli!

- Qui in prima classe viene offerta colazione, pranzo e cena, a seconda dell'ora in cui si viaggia. In seconda il prezzo è uguale (chiesto oggi: circa 120 euro per quello che si ferma a Zaragoza, 130-140 per quello diretto, che calano con pre-acquisto). Per quanto riguarda le stazioni, Matteo, davvero non c'è confronto. Vedremo cosa sarà Milano-Centrale dopo i lavori, ma so cos'era durante gli ultimi 40 anni, idem per Termini dove son passato due settimane fa.

- Qualità della campagna: la campagna italiana è bellissima. Ho i gusti selvaggi, e mi piacciono di più i colori della spagnola, ma era una pura scusa per raccomandarvi la lettura, nell'estate che s'avvicina, di Antonio Machado.

- I prezzi, ripeto, mi sembrano alquanto comparabili se si tiene conto che i tempi di viaggio sono DIMEZZATI (660 Km in 2 ore e 20 verso 590 Km in 4 ore ...).

- Ringrazio per i chiarimenti relativi agli effetti sui miei timpani. Al ritorno, devo dire, è andato peggio ed ho sentito parecchio le gallerie. Non proprio Freccia Rossa, ma quasi. Suppongo sia dovuto alla pressurizzazione, determinata dalla qualità variabile, da treno a treno, dell'ermeticità dei finestrini.

- Giappone: non ci vado da tre anni e la memoria invecchia, ma il Nozomi viaggia regolarmente a 270 Km/h di media. Ha ragione Marcello che il top speed, in condizioni normali, sembra essere lo stesso, ossia 300 Km/h. Gli Shinkansen ci sono, però, da più di 40 anni: questa è la differenza importante.

- Pendolari: ho usato poco i treni pendolari spagnoli, ma li ho usati. In rapporto a quelli italiani sono ancor meglio, molto meglio, di quanto l'AVE sia rispetto all'analogo italiano.

- Le differenze nei costi di costruzione non possono essere certo spiegate dal territorio, che tra Madrid e Barcelona è altamento collinare, con mesetas ed altre amenità. Non solo: qui non hanno costruito i binari AVE accanto a quelli vecchi; come nel caso della linea per Sevilla (e per Valladolid, per Valencia, eccetera) hanno fatto una linea completamente nuova, più dritta possibile, isolata, eccetera. Ed han speso poco più di un quarto - un quarto: ovvero un'A6 che costa come la 600! - per chilometro. Allucinante.

- Puntualità. A mio avviso la puntualità, oltre al comfort, è la cosa più importante. Per un servizio del genere 15 minuti di ritardo è una mancanza grave, specialmente se il viaggo è di 4 ore e non di 2 e mezza. Qui arrivano regolarmente in anticipo di 20 minuti o, sulla Sevilla, spaccano il minuto. Credo anche io che si stiano tenendo larghi con l'orario ufficiale per non incorrere in troppe penalità nel periodo di rodaggio. Mi mangio il cappello se, fra un anno, non riducono i tempi di 15-20 minuti ed introducono la regola di Sevilla: 100% rimborsato dai 5 minuti di ritardo in su.

- Infine, la concorrenza inutile. Sino a quest'anno per andare da Madrid a Barcelona e viceversa si usava il Puente Aereo (non c'è solo quello di Iberia, c'è anche quello di Spanair, Vueling, Air Europa ... mica ci sono i "capitani coraggiosi" da queste parti). Per effetto slots, in realtà, la concorrenza ad Iberia c'era ma era limitata, quindi l'andata e ritorno costava spesso più di 400 euro ed i ritardi erano diventati frequenti ed a volte bestiali. Ho perso la pazienza più di qualche volta. Bene, da qualche mese è cambiato tutto. Ora anche il puente aereo vola puntuale e rende pubbliche le sue performances, il personale di bordo è diventato gentile ed i prezzi sono calati di un centinaio di euro almeno. Tutto per caso, ovviamente, tutto per caso. La concorrenza, si sa, non funziona.

- Sto toccando legno. Domani devo andare da Madrid a Venezia. Con Iberia, ma non si sa mai :-) buona notte.

Giappone: non ci vado da tre anni, e la memoria invecchia, ma il Nozomi viaggia regolarmente a 300  Km/h di media. E ci sono, appunto, da più di 40 anni: questa è la differenza importante.

Non sono sicurissimo, l' informazione potrebbe essere obsoleta, ma secondo questo documento JR:

The maximum speed is 270 km/h for the Tokaido Shinkansen and 300 km/h for the Sanyo Shinkansen.

Tra l'altro il Nozomi si distingue dagli Hikari più per il numero di fermate, la velocità dipende più dal modello di treno usato: usano gli stessi, anche se il mix è migliore sui nozomi.La differenza tra l' N700 e l' N500 sulla Tokyo-Osaka è che il primo come sospettavo sopra si inclina in curva e non ha bisogno di rallentare, il secondo no.

In ogni caso sono stato su un' Hikari in ritardo che faceva i 295, ce ne siamo accorti perchè un filo di vibrazione c'era :)

Comunque concordo sul fatto che la cosa importante è che ci sono da più di 40 anni:

Il treno Hikari impiegava 4 ore tra Tokyo e Osaka nel 1964; già l'anno successivo il tempo fu ridotto a 3 hr. e 10 min. Con l'introduzione del Nozomi nel 1992 un viaggiatore può percorrere il tragitto in 2 hr. 30 min. L'introduzione della serie N700 nel 2007 ha ulteriormente ridotto il tempo di percorrenza a 2 hr. e 25 min.

E trovo molto importante anche l'aspetto industriale: all' ora di punta sulla Tokaido passa un treno ogni 8 minuti, per lo più con 10-16 carrozze, alcuni addirittura a due piani.

P.S. una nota riguardo le interferenze tra alta velocità e servizi normali: in Giappone è nulla per il semplice motivo che i due sistemi hanno scartamenti diversi.

P.S.2: altra cosa impressionante è la sicurezza:nessun ferito nell' unico deragliamento (dovuto ad un terremoto di 6,8 gradi), gli unici incidenti riportati in 44 anni riguardano persone incastrate tra delle porte automatiche e cose simili.

Puntualizzazione su Fiumicino. Dall´aeroporto ci sono due treni per Roma cittä. Il Leonardo Express, diretto per Termini, 10 euro, e se non erro circa 25 minuti di percorrenza. E poi l´altro treno che fa le altre stazioni romane (Ostiense, Trastevere, Tiburtina, etc.). Costo 5 euro e circa 40 minuti per arrivare ad Ostiense.

Sul Leonardo Express i controllori a volte li trovi: tre volte su tre nel mio caso. Sull´altro, yero volte su 30 corse.

Il Leonardo Express e´ fatto per chi non conosce Roma (gonzi e turisti, come dici giustamente). Chi conosce Roma, invece, e non ha particolari urgenze di tempo, sale dunque su quello per Ostiense. Non paga il biglietto e poi si prende la metro a 1 euro per Termini o per dove deve andare.

Paragone:

Leonardo Express-Termini, 10 euro, 25 minuti.

Regionale per Roma stazioni ferroviarie, 1 euro, 40 minuti circa.

Come giustamente rilevi, mettendo le porte automatiche si risolverebbe il problema. Temo perö che i romani di nascita e di adozione perö troverebbero la cosa lesiva dei loro diritti costituzionali relativi alla libertä di movimento...

1. Rotterdam - L'aja - Amsterdam: per 10e si sale sul corrispettivo del nostro regionale. Il prezzo non è dei più abbordabili, contando che si percorrono circa 200km in circa 1h e 20m. Il treno è pulito, il personale cortese e soprattutto capace di esprimersi in Inglese: nella stazione di partenza e in quella d'arrivo nemmeno l'ombra di un balordo che cerca spicci, le porte del treno solo larghe e a livello del marciapiede, si può salire carichi di bagagli senza prendersi un'ernia. Nei bagni potresti anche rinfrescarti senza pigliarti la tubercolosi, c'è acqua (non è un rivolo giallo), sapone e tanta tanta carta. Di odore di piscio neanche l'ombra.

2. Ankara - Haydar Paşa (Istanbul): l'Alta Velocità tra le due città è in fase di ultimazione. Dato che  in Turchia è molto comune spostarsi con gli autobus, l'offerta di treni non è delle migliori. Viaggio su un treno lento, lentissimo. 7h per arrivare a Istanbul (sono circa 600km), 30try (ai tempi circa 17e) per una posto in una cuccetta da 4. Il treno dovrebbe essere l'equivalente del nostro Espresso. Tantissime fermate, velocità di punta da mettersi a ridere. Tuttavia il treno, sebbene vecchio, è pulito, i bagni piccoli ma utilizzabili, c'è la possibilità di lavarsi sommariamente in mattinata senza grossi problemi. Ma il treno, come ho già detto, è tanto pulito che si potrebbe andare scalzi. Il personale non parla inglese, ma i turchi mediamente sono molto più ospitali di noi, e trovare un passeggero che conosca l'inglese e sia disposto a tradurre non è un grosso problema. Haydar Paşa ad Istanbul è una stazione del dopoguerra (il primo), è piccola, caotica, tenuta male, con scarso personale, senza punti informazione per gli stranieri, e il personale è mediamente molto più cafone di quello incontrato ad Ankara. Raggiungere il lato europeo è un'impresa. Non ci sono mezzi pubblici e bisogna affidarsi alla combinazione Taxi - Deniz Otobus (un piccolo aliscafo) - Havaş (la navetta per l'aereoporto). In qualche mese sarò in grado di fornire un piccolo report sui TAV turchi, se riusciranno a renderli operativi tra le due città nei tempi previsti.

tanto per non sbagliarsi, basterebbe, volendo, fare come in Giappone, dove in TUTTE le stazioni di tutte le linee si accede ai binari infilando il biglietto in una macchinetta, che apre la barriera, timbra i l biglietto e lo restituisce al dilà della barriera.

stessa cosa (e questo è molto importante) per USCIRE dai binari: si infila di nuovo il biglietto, che viene questa volta trattenuto nella macchinetta. se per caso ci si è sbagliati di stazione, o comunque la tariffa non corrisponde a quella giusta, di fianco alla barriera c'è un'altra macchinetta dove si infila il biglietto, e in tempo zero si ottiene la differenza, da pagare o i contanti se a nostro favore.

risultato? nessun biglietto in giro (tra l'altro, sono piccoli, poco meno di un biglietto del bus italiano, magnetici e probabilmente riciclabili), nessun personaggio strano sui binari o nei dintorni, nessun bisogno di controlli e controllori umani (e dire che il personale delle ferrovie è abbondantissimo, ma sollevato dal compiere lavori inutili, ripetitivi e noiosi, e quindi più pronto ad accorrere in caso di necessità).

sul resto del servizio ferroviario giapponese, nulla da aggiungere al post di Boldrin riportato: ci sono astato a dicembre e corrisponde tutto, compresa un'ulteriore diminuzione dei prezzi rispetto all'Italia (o forse è semplicemente un aumento nostro?)

Michele, era un' eurostar normale, non una freccia rossa.

E gli eurostar Brescia-Milano li ho presi ogni settimana per tre anni senza episodi simili.

Il servizio è criticabile: 10' di ritardo sono la norma, 20' frequenti, un paio di voltecredo di aver superato la mezz' ora; ci sono i tavolinetti che fan cozzare le gambe con quelle dei vicini, spesso la pulizia lascia a desiderare e/o i bagni sono inagibili, ma quello descritto è un caso limite.

I guasti sono scusabili, il modo indecoroso in cui vengono generalmente gestite queste situazioni no.In particolare, mi sconcerta il fatto che ogni volta il personale FS dichiara di non saper nulla (e gli credo!), di dipendere da una società diversa da quella responsabile (e come lo sa? perchè dovrebbe importarmi qualcosa?) e maledice la privatizzazione delle ferrovie (sono riusciti a convincere una buona fetta dei pendolari che ce ne sia stata una!).

http://www.corriere.it/cronache/09_dicembre_20/milena_gabanelli_pendolare_frecciarossa_lettera_8b143774-ed41-11de-9ea5-00144f02aabc.shtml

"Chiacchiero con il capotreno che mi dice «è stato fatto un gran can can per andare sui giornali e in televisione a dire che si accor ciano i tempi, ma la Firenze Bologna non si riesce a fare in mezz’ora, in pratica ci vuole ancora lo stesso tempo di prima e il rimbor so del 50% del biglietto te lo danno solo con 2 ore di ritardo». E in effetti quando scendo a Bologna il tempo di percorrenza è sempre di 2 ore e 40. Il capotreno mi saluta e sussur ra «i 37 chilometri di tunnel, sa, sono un problema». Quel tunnel lo percorrerò tutte le settimane, penso, mentre vado verso casa con in mano un gianduiotto gentilmente of ferto dal personale di bordo, è in carta argen tata con scritto «frecciarossa». "

 

Rimborso del 25% dopo i 60 minuti di ritardo.

Il 9556 ci ha messo 4 ore anziché 2 per fare Roma-Bologna ieri. La scusa? Il gelo che bloccava gli scambi.

Penso: il gelo?! Quale evento straordinario, il gelo, a dicembre.

All'andata un altro frecciarossaltavelocità ha portato i famosissimi, ormai, 59' minuti di ritardo. Chi doveva andare fino a Napoli ha perso la coincidenza e si è goduto la magia notturna della capitale. Volente o nolente.

Ma andassero a fanculo.

Venerdì scorso ho preso per la prima volta il Frecciarossa perchè obbligato ad arrivare a Roma nella prima mattinata. Partenza da Napoli, ore 06:50, arrivo previsto a Roma, ore 08:00, costo totale del biglietto in seconda classe (si può fare i signori fino ad un certo punto... :-)) 44€. 

Il treno è partito con 5 minuti di ritardo da Napoli, ma è arrivato a Roma con ben 10 minuti di anticipo. Tempo di viaggio 55 minuti, rispetto ai 70 previsti. 

All'inizio ho pensato "Questo è un treno coi fiocchi!", poi ripensando ho dovuto riflettere su alcune questioni importanti.

1. Credo che l'arrivo in anticipo sia molto molto raro, di fatti durante il viaggio alcuni pendolari, con tanto di abbonamento Frecciarossa per la tratta Napoli - Roma, si lamentavano dei ritardi accumulati nelle ultime settimane;

2. I riscaldamenti all'interno della carrozza 6 (la mia ovviamente) non funzionavano adeguatamente;

3. Per chiudere, riferendomi ad un articolo scritto da Michele Boldrin riguardante un viaggio in giappone, devo dire che l'"effetto stabilità" all'interno del Frecciarossa sia nullo, praticamente niente a che vedere con l'Hikari nipponico, scrivere qualcosa a mano è cosa ardua.  

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