Viva le lenticchie!

8 ottobre 2013 marco esposito

Ci risiamo, sempre allo stesso punto. Il governo sta pensando a come "salvare Alitalia", ma soprattutto a come garantire i soldi agli attuali azionisti, visto che Air France offre per Alitalia "un piatto di lenticchie", magari facendola comprare a prezzi non proprio d'affezione da Trenitalia, o comunque garantendo l'intervento pubblico in qualche modo, che a spendere i soldi dei contribuenti un modo si trova sempre.

In un mondo normale Alitalia dovrebbe fallire o essere venduta ad Air France (best option). Tutto il resto è il tentativo di salvare il sedere a chi, dietro sicure promesse di un noto pifferaio magico, ha rilevato Alitalia rifilandoci 4 miliardi di debiti, convinto che il monopolio su alcune lucrose tratte nazionali gli avrebbe fatto fare soldi a palate senza far niente. Vogliamo ricordare che dentro Alitalia c'era AirOne con circa 500 milioni di debiti verso le banche ? E che i debiti di AirOne ce li siamo presi noi (dove non ve lo dico nemmeno sotto tortura) ?

Cioè, abbiamo già cacciato dalle nostre tasche 4 miliardi di euro per salvare il sedere agli amici loro, mentre la lista dei piccoli imprenditori che si ammazzano per la crisi si allunga sempre di più (quelli non li salva nessuno), e adesso che il "gioiello Alitalia" si è rilevato il bidone che è, noi dovremmo cacciare altri soldi? Per cosa? Per "volare italiano?" Io sono vent'anni che uso British Airways, pago meno ed ho di più (per tacere di Ryan Air e Easy Jet).

E allora, "not in my name" [o meglio, "not with my money", ndr]: Alitalia ad Air France subito, e fa niente che i "capitani coraggiosi con la nave assicurata dagli altri" ci rimettano i soldi, capita agli imprenditori. Se loro fossero imprenditori, e non amici degli amici. A tal proposito, parafrasando una canzone di De Gregori (giocando con il nero perdi sempre) devo dire che chi ha vinto è un noto gruppo di Ponzano Veneto, che è socio in Aereoporti di Roma, Nuovi Treni Veloci e Autostrade, oltre che di Alitalia, praticamente come ti muovi in Italia paghi loro.

E giusto per rimarcare le differenze vi avviso che sto compatendo gli svizzeri. Veramente, chi vive in Svizzera è proprio sfortunato. Pensate, nel 2001 è fallita la loro "compagnia di bandiera". FALLITA. Gli aerei a terra, i passeggeri con carta straccia, 6000 persone in mezzo a una strada. Poi (abominio!!!) quel che restava di SwissAir è stato comprato da Lufthansa, che aveva nei piani sicuramente (perfidi tedeschi) di dirottare i banchieri diretti a Zurigo su Francoforte (è notorio che se vuoi avere a che fare con le banche svizzere e ti ritrovi a Francoforte ti adegui e lavori con le banche di Francoforte; un fatto ovvio, lapalissiano direi). Difatti oggi gli svizzeri senza compagnia di bandiera, e con quel che resta comprata dai perfidi tedeschi non volano più: si vedono folle di banchieri svizzeri con le valige di cartone che partono da Francoforte, Parigi, perfino Milano, visto che senza compagnia di bandiera non si vola, che i voli son dirottati altrove anche senza preavviso, e al massimo volano con relitti della II guerra mondiale. O no? Nel 2001, al momento del fallimento Swissair aveva una flotta di 47 Airbus. Oggi ne ha 55 e ne ha comprati altri 6. Li faranno girare in tondo sopra Basilea i perfidi tedeschi.

I dipendenti sono adesso oltre 7000: saranno pagati dai perfidi tedeschi per girarsi i pollici. Adesso ripetete con me: "dobbiamo dare altri soldi ad Alitalia perchè se fallisce o finisce ai francesi gli italiani non volano più, oppure i francesi dirottano i turisti che vogliono vedere Pompei o il Colosseo sui castelli della Loira o a Metz."

Insomma, come tanti, avrei tanto voluto non occuparmi più del capitolo "Alitalia", speravo che dopo l'ultimo, salatissimo conto, ce ne fossimo sbarazzati, "ma è come quei videogame, che dopo aver ammazzato un mostro ne esce un altro più grosso e potente", diceva uno (ricordate?) che il capitolo Alitalia l'ha scritto per un bel pezzetto.

Tanto diranno che "stavolta è diverso". A me sembra che le tasche che pagano son sempre le stesse, ma mi sbaglio di sicuro. Un piatto di lenticchie? Mai, noi italiani siamo abituati all'aragosta, paga Pantalone.

22 commenti (espandi tutti)

Se parli con gli stranieri (Crucchi, Amerikani, Britannici, etc.), l'Italia sta andando a fondo per colpa degli evasori. Insomma, l'imprenditore o il lavoratore massacrato di tasse non viene compatito da nessuno. Anzi, in quanto Italiano, e' un evasore e, viene da piangere, un mafioso e un corrotto.

 

mai sentito da una straniero. Magari conosco gli stranieri sbagliati, che si informano piuttosto che dare giudizi. In ogni caso, leggo regolarmente l'Economist ed il Times e non mi sembra mettano al primo posto dei mali italiani l'evasione, a differenza della mafia e della corruzione. Parlano di inefficienza della burocrazia, di troppe tasse, di rigidità del mercato del lavoro etc.

E poi vedi. Poi, sono aneddoti. Per dire, in teutonia,  da quel poco che ho discorso con loro, sono convinti che il problema sono mafia, evasori, lavoratori pigri e che si passa col rosso.

Ma insomma, per capire che i popoli europei non sono proprio cosi' wise basta vedere cosa hanno combinato col solare sempre in Deutscheland. Non e' che li' han seguito il senso dell'Economist o del Times.

Però basarsi sugli anedotti della "gente in giro" è decisamente fuorviante. Dipende molto da chi conosci e non fa certo "testo". Ad esempio la mia esperienza con i tedeschi (coi quali lavoro quotidianamente) è decisamente diversa. Quelli che conosco io mediamente: non capiscono cosa abbiamo sempre da lamentarci, a loro non sembra che in Italia si stia male,  sono sconvolti e terrorizzati dal nostro apparato burocratico e credono che quando ci libereremo di BS tutto andrà bene. Avrò sentito da almeno 10 persone diverse:  "perchè non avete votato quell'altro, quello coi capelli grigi? A me sembrava in gamba" (intendevano Monti). Della mafia hanno un'idea totalmente naive.

 

Concordo

Francesco Forti 10/10/2013 - 05:59

sarà che io non parlo con la "gggente" ma con le persone, quello che raccolgo all'estero orbita quasi sempre sulla domanda "ma come fanno gli italiani a tirare avanti così?". 

Per quanto riguarda le lenticchie per me sono ottime, con uno zampone, un cotechino o un cappello di prete. Meglio dell'aragosta. Ma gli effetti collaterali possono essere importanti, soprattutto se dopo averle mangiate vi aspetta (a propostito di aerei) un volo transoceanico.

sono convinti che il problema sono mafia, evasori, lavoratori pigri e che si passa col rosso.

Se misuri i paesi del mondo per il "rule of law index" (indice di legalità) vedrai una correlazione quasi perfetta con lo sviluppo economico e la qualità della vita:
http://worldjusticeproject.org/rule-law-index-map

(in particolare, seleziona dal menu a destra "absence of corruption", "order and security" e "regulatory enforcement")

Troppo divertente!
Chiaro e limpido.
Auspico altri articoli di Marco Esposito . . .

Lupi

Andrea Grenti 8/10/2013 - 16:33

Rendiamoci conto che esiste ancora oggi un ministero dei trasporti, e che soprattutto vi è stato insediato Lupi! Non c'è barzelletta più divertente di questa, peccato sia reale per gli italiani.

Sul serio, non so se ridere o piangere. Penso che riderò, fa meglio alla salute.

E il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi esprime soddisfazione per l’accordo : «Ce l’abbiamo fatta - sottolinea Lupi - Abbiamo lavorato intensamente in queste settimane per ottenere questo risultato».

Io mi chiedo, perché Berlusconi non ha fatto l'unica cosa sensata ed onesta che avrebbe potuto fare in tutta la sua vita ovvero far cadere questo ridicolo governo di omuncoli?

Forse è davvero finita. Devo rettificare il mio commento qui sopra, perché (forse) Silvio c'è! Prima dei domiciliari un bel regalo di natale. E forza Italia (con ironia, s'intende; meglio specificarlo prima che partano gli insulti)!

Eppure il 'genio' - façon de parler - Itaglioto ventila ancora l'ipotesi di fusione con Treni-taglia (altro 'paladino' al ribasso, o anti.eroe: fare comparison con SNCF o compagnie tedesche, per credere). Si vedranno i primi treni a reazioni sulla Torino-Milano, la tratta internazionale di vocazione di Ali-taglia.

Surreale ineptocracy. (at the taxpayer's expense....)

Mistral è il nome della compagnia aerea di proprietà di Poste Italiane S.p.a. e non ha mai chiuso un bilancio in utile. Quindi le nozze saranno sembrate ovvie.

Leggo sul corrierone (qui) che "Sono le Poste Italiane il soggetto pubblico individuato dal governo per correre in aiuto ad Alitalia".

Le poste sono un soggetto pubblico? Sembrerebbe di si'.
È una società per azioni controllata al 100% dallo Stato italiano tramite il Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Ma allora si tratta di aiuti di stato (vietati) ed il commissario alla concorrenza UE Almunia avrà sicuramente qualche cosa da dire.

Tra l'altro sul tema Alitalia segnalo il contributodi carlo Stagnaro, qui

... l’operazione Poste configura, a nostro avviso, una forma di aiuto di Stato incompatibile con la disciplina comunitaria, per il quale l’Istituto Bruno Leoni provvederà nei prossimi giorni a inoltrare formale segnalazione alla Commissione Europea.

Articolo completo qui

L'UE considera la Cassa Depositi e Prestiti una società di diritto privato, nonostante le quote siano possedute da enti statali e pubblici. Quindi presumo che anche le Poste le considerino sullo stesso piano giuridico.
Dopo ci stupiamo se la Grecia dichiara falsi bilanci e altri Paesi fanno il bello e il cattivo tempo. Un'Europa così non può essere credibile, serve solo da mangiatoia ai soliti noti.

Una cosa è stabilire che il bilancio di una partecipata, anche al 100%,  sia fuori dal perimetro del bilancio dello stato, altro è considerare che quando una partecipata al 100%  interviene nel mercato a sostegno di un'azienda privata (ed Alitalia lo è, perché nessuna quota è posseduta dal Tesoro) effettua un aiuto di stato.

Stagnaro nell'articolo linkato indica sei diversi indizi a sostegno della tesi "aiuti di stato".

Poste

Andrea Grenti 14/10/2013 - 16:03

Ho capito, ma considerando che la CDP è ritenuta una società di diritto privato dall'UE e così quindi pure le Poste Italiane, seguendo la stessa logica UE, allora l'operazione su Alitalia è normale partecipazione azionaria di una società in un'altra. 

Si sono inventati un bel giochetto su a Bruxelles...

Intanto anche le altre compagnie (per prima British Airways) si stanno agitando.
Vediamo cosa risponde la commissione, visto che la richiesta di intervento è esplicita.

salvare chi?

orazio 15/10/2013 - 15:08

 Le "lingue di legno" non prendono mai fuoco, come i nostri boschi d'estate.Per esse, i piromani sono tutti morti. Sicché tale Lupi Maurizio, sedicente ministro dei trasporti, può raccontare nei telegiornali che lo Stato non sborsa un euro, come se i quattrini delle Poste li sborsasse Babbo Natale. E i babbei davanti ai teleschermi stanno lì a farsi prendere per i fondelli, come già accadde con Berlusconi nel 2008. Salvare  l 'Alitalia? E chi salverà i contribuenti italiani ?

 La trattativa tra Alitalia ed Etihad è “tra privati”. Lo puntualizza in una nota il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, dopo la protesta di Lufthansa alla Commissione Ue. “Aggiramento mascherato delle regole della concorrenza? Sembra piuttosto Lufthansa quella che teme la concorrenza”, dichiara Lupi. (…) Non permetteremo che si continui a usare l’Unione europea come alibi per bloccare, in questo caso sì, la concorrenza nel comparto aereo”.


‘No comment’ dalla Commissione Ue alla critica di Lufthansa ad Alitalia ed Etihad: al momento “esaminiamo l’aumento di capitale e seguiamo ogni sviluppo”, ha detto un portavoce oggi. Per quanto riguarda la critica di Lufthansa, secondo cui l’intervento di Etihad sarebbe un aiuto di Stato mascherato, fonti europee fanno notare che l’articolo 107 del Trattato, che è la base del controllo sugli aiuti di Stato da parte della Commissione, parla di “aiuti di Stato da parte di uno Stato membro della Ue”, quindi non Paesi terzi.

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