La mente è come l'acqua

Ripartiamo con una poesia. Buon 2011 a redattori e lettori di nFA.

Doveva essere una vecchia cartolina
l'angolo destro mancava insieme ad un piedino
lei aveva un vestitino bianco, ma poteva anche essere rosa antico,
la pellicola in bianco e nero e il tempo dismisurano le intensità dei colori
ne sbiadiscono il suono della voce.
Sembra tutto un mormorio, un sussurro di vecchie canzonette.
Pensavo al tempo delle storie, all'intreccio delle parole,
al rovistare del vento nell'impossibilità di arrestarlo.
- sorrido -
la felicità di uno specchio d'acqua è vuota come un momento,
un'apnea prima del respiro.
In sostanza l'acqua riflette nella sottrazione
nell'assenza di vento e movimento
nella staticità dell'espressione
così.

Tornando a quella vecchia cartolina,
reggeva un parasole che le ritagliava l'ombra al margine del sorriso,
le labbra erano piccole, carnose.
Il rossetto si legge nero, ma doveva essere di un rosso vivo,
frizzantino, appena stappato.
- chissà che fine avrà fatto


In un portagioie ho ritrovato quella lunga collana,
quella che sfiorava appena i seni piccoli:
le scivolava giù che era una meraviglia,
un dolce precipizio tra adolescenza e forma.

L'ho indossata e sono corsa allo specchio
ma i miei seni sono grossi e l'effetto tristemente diverso.

[dicono che la mente sia come l'acqua
riflette come uno specchio nella sottrazione]

*

foto: Francesca Woodman - Denver 3 aprile 1958 - New York 19 gennaio 1981

22 commenti (espandi tutti)

Grazie, Natalia. Buon anno anche a te.

:) faremo in modo che sia. grazie Michele.

Poesia molto bella (è la mia ignoranza o, diversamente dalle altre, ha un che di "gozzaniano"?), però contesto le foto della Woodman, mi mettono una tristezza infinita (acuita dal ripensare al suo suicidio cosi giovane) sensazione che, ad inizio anno, preferirei evitare :-).

Tanti auguri di buon anno!

Sapessi quanto lavoro (e con quanto amore) sulle fotografie della Woodman!! ;) A me non mettono tristezza, mi restituiscono il mio lato d'ombra con una logica nuda e nitida, che contrasta nella scala dei grigi, nell'assenza dei volti sfocati come per pudore, pudore che al contrario sembra mancare al corpo, che appare collocato in uno scenario povero e fatiscente come fosse un oggetto marginale, un vuoto contenitore inanimato. Ti confesso, poi, che non ho mai amato Gozzano e mi ha dunque davvero sorpresa che tu abbia colto delle sfumature gozzaniane in questo testo, il che mi fa pensare che ciò che arriva non è mai quello che si crede... e tutto sommato questo mi piace; ci rifletterò sopra.

ti ringrazio di cuore e ricambio gli auguri con un abbraccio.

a presto, natàlia.

che non ho mai amato Gozzano

L'avevo colto (a differenza di Gozzano: "io colsi" :-) ) per quello domandavo quanto fosse dovuto solo ad un'impressione mia (magari completamente sbagliata).

il che mi fa pensare che ciò che arriva non è mai quello che si crede... e tutto sommato questo mi piace; ci rifletterò sopra.

qualcuno (scusa non ricordo chi ma credo fosse un cantautore italiano) sosteneva che poesie e canzoni non andrebbero mai spiegate proprio perchè si perderebbe "l'interpretazione" del ricevente, ma forse era una scusa perchè non sapeva spiegare le sue stesse opere ;-).

A proposito di "interpretazione" io nelle foto della Woodman ci vedo "cose" simili alle tue solo che queste mi mettono tristezza.

PS

Comunque non c'è nulla di sbagliato o di sminuente quando un'opera trasmette tristezza o malinconia (se lo fa volutamente), soltanto non sono io nel mood adesso.

 

avevo capito che non intendevi sminuire la Woodman, mi piaceva solo dirti perché la sento così vicina, e comprendo che il mood possa essere determinante nella scelta di fruire o meno di un lavoro.

grazie Corrado :)

Buon Anno a tutti, grazie Natalia,

 

La melancolia che si percepisce è un invito a vedere la speranza nella vita!

Anche se l'autore della foto non c'è l'ha fatta, noi dobbiamo senz'altro prendere spunto sul senso della ns vita per accompagnare gli eventi negativi a scivolare su di noi e quelli positivi a farci emergere dal bianco e nero del ns ambiente.

Quale augurio migliore per i frequententi del sito?

PS: il tuo nome sembra indicare una cultura slava (russa, ukraina ecc...) e questi paesi sono propensi alla melancolia . (attenzione, non è un affermazione statistica! è un commento spassionato riportato da commenti culturali fatti da autori franco-russi)...

 

è vero, vuole essere un invito a cogliere il bello, anche dal ricordo e dalla malinconia, con la consapevolezza che della memoria, sia privata che storica, bisogna fare tesoro per imparare a vivere il futuro.

quanto alla cultura slava, che amo, non mi appartiene come origine e provenienza; sono una siculoterrona con marcate radici normanne ;)

sono felice ti sia piaciuta, Olivier, e ti faccio i miei più cari auguri di Buon Anno!!

I normanni erano, in origine, vichinghi. Vichinghi erano anche i primi sovrani della Russia, prima ancora che si chiamasse così. Tout se tiens (?).

beh... ma poi si sono imbastarditi con arabi, spagnoli, francesi, greci... e sono nati i terroni.

ça va sans dire...

:)

Ottima precisazione, è vero che il sud, e in particolar modo la Puglia, con il suo San Vito Dei Normanni, è stato terra di conquista da parte dei capelli biondi e occhi azzurri...

Mi piace la dolcezza della tua smentita e mi sorprendo a sghignazzare sul mio temporaneo  scivolone... aggiunge un tocco burlesque in puro stile Buster Keaton, quindi sempre in bianco e nero!

 

Tout se tient (donc), cela va sans dire!!!

se la mente e' acqua il mio cervello e' un fosso

una logica tagliente ti appartiene. non so se sia un fosso o un enorme lago, salato.

Ciao Adriano.

n.

tagliente quanto i coltelli che porto in giro (all'umido sono semopre inutili)

schtaz.. ti stavo prendendo dop avermi detto che le anime son "neuroni" "neutrini".. higgs' bosons.. buon anno

Buon Anno, caro. Spero tu faccia un salto da queste desolate parti quest'anno. :) a presto.

 

                                                                                  In un portagioie ho ritrovato quella lunga collana,

                                                                                  quella che sfiorava appena i seni piccoli (...).

 

                                                                                  L'ho indossata e sono corsa allo specchio

                                                                                  ma i miei seni sono grossi e l'effetto tristemente diverso (...). 

 

Non avendo, come lei, natàlia, il dono di un uso felicemente aggraziato, delle parole, perdoni questa mia prosa.

Io direi che, dello specchio, non c'è  - troppo - da fidarsi. Meglio, di taluni specchi, non c'è da fidarsi. 

Non è forse vero che, alcuni, ci deformano?

Non ci burlano, forse, ingrossandoci e ingrassandoci?

E poi, a parer mio, un po' supponenti lo sono. Perché? Perché, in fondo, ci affidiamo a loro per farci dire come siamo fatti. Per farci dire com'è fatto il nostro naso. La nostra bocca. I nostri occhi. E, tutto questo, credo non sia affatto secondario nella costruzione dell'immagine che, ciascuno di noi, ha di sé. E non è, tutto ciò, detenere un Potere, o, perlomeno, un Poterino?

 

                                                                                          Effetto tristemente diverso (...). 

 

A me piace pensare che, l'avverbio tristemente, nasconda anche una bellezza portata dagli anni che passano. Una quercia secolare, è forse brutta solo perché reca, con sé, i segni degli anni?

Confesso di invidiare, il modo in cui lei maneggia le parole. Come direbbe una mia amica, le sue parole hanno tutte la taglia giusta.

 

Salvatore, mi scuso per il ritardo nel risponderle, ma mi accorgo del suo bellissimo commento solo adesso. Dice benissimo, la specchio ci restituisce un'immagine, più o meno esatta, più o meno distorta, che condiziona la nostra idea di noi stessi. Il "tristemente" è usato in contrapposizione al ricordo, insomma un impatto tra reale e memoria; ma sono come lei convinta che la bellezza risieda in ogni piega di tempo ed età, nel bagaglio, nella dolcezza di un tratto e di un gesto.

grazie infinite.

n.

la felicità di uno specchio di acqua è anche nella sua divisione,nella semplicità di due eserciti in lotta che possono confondersi. aria e qualche cosa di materia,tu dici acqua come le tue lacrime

sono due pianure che posso solcare con le mani frante divise come sassi nel fiume,con i pensieri puri e precisi e anche con tutte le giustizie divine che posso inventare. possibile che sia davvero questa l'aria che non ti vede più stella vicina a me?

Questa fiamma senza più scosse e senza materia che illumina solo e che non pesa.
possibile che questa fisica mi sia così ostile?

Possibile che i numeri siano cosi fermi nel loro silenzio?

si,non ha lacrime,come in autunno le foglie cadono come i bambini che smettono di giocare.
il verde è anche una strana onda che rimane negli schermi e poi scende nelle auto,quando sei solo ad ascoltare la strada e le gomme che rotolano.
sono colori in lotta,sono così terribili e lontani.
e che dire della stessa acqua?essa porge le sue onde ai relitti di navi e desideri,che stupidi gli uomini che immaginano qualche forma di dio che li ascolti la delle acque,e in fondo,quelle falde finiscono in cielo,sono solo qualche equazione strana e numeri e poi spare numbers,cose così,segreti per filosofi,e tu che guardi il tramonto pensando che lei potrebbe anche tornare.

 

io so solo che adoro questa linea di orizzonte.di qui un colore e anche una materia stabile adesso,lassù un qualcosa di vago,qualche ambiente che contiene quella altra materia che chiami voce,rumore,rotolamento di frigoriferi,abbaini che si chiudono e dietro tutte queste magie ci sono fili di argento e altre storie che non saprai mai.
in fondo stiamo sempre sui confini a godere.
come nel letto,sotto le stelle e tu sembravi così sulla superficie,in bilico sempre ed era solo la fisica che ti portava qui e li,oscillando,facendo magie con un caffè,con delle mani,con i capelli,il vento delle tue parole.
la bellezza de laghi è nella loro crudele semplicità.
per qualche attimo poi dividere il buono dal cattivo,il bene dal male anche se sai che è solo una questione di prospettiva.
vai veloce,molto veloce e neppure senti o desideri ascoltare la persone che amavi.vedi?
sistemi di riferimento,e non dare sempre la colpa alla tv.

 

 

da qualche verso hai buttato giù un testo "altro". Una riflessione nella sottrazione? O una somma di pensieri? Devo dire che questo tuo testo è davvero intenso, una bellissima pagina di prosa poetica, che lasciato riposare mi farà "riflettere" ancora.

grazie Umberto.

mi è venuta così.non medio quasi mai,non credo sia neppure importante che serie di grafi uso,ma il ritmo e le energie che possono trasportare.anche se preferisco la scabrosità ermetica nella poesia.sempre che abbiano senso,questi grafi,e non so se ne hanno per gli altri, e forse neppure per me adesso.ma questa è altra storia.

un minuto dopo è sempre un'altra storia. hanno senso.

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