L'accordo greco: i titoli e i contenuti

21 febbraio 2015 sandro brusco

In luogo dei consigli per le letture, questo sabato proponiamo una veloce rassegna del trattamento riservato dai giornali italiani all'accordo provvisorio tra istituzioni internazionali e nuovo governo greco.

Occorrerà aspettare lunedì per capire meglio i contenuti dell'accordo che ha permesso la proroga di 4 mesi dei finanziamenti alla Grecia. Questa mattina, dando un'occhiata ai giornali internazionali (qui un breve riassunto), l'impressione che ho avuto è stata di una capitolazione della Grecia. Il taglio del debito, punto centrale del programma di Syriza, è completamente uscito di scena. Il governo greco ha accettato di evitare di imporre unilateralmente manovre scassabilancio. Futuri finanziamenti sono condizionati al rispetto del programma di riforme. Naturalmente il governo greco può decidere in autonomia come raggiungere gli obiettivi di bilancio (ossia quali spese tagliare e quali tasse aumentare), come era vero nel passato.

Poi ho letto i i titoli dei principali giornali italiani, e ho avuto la netta sensazione di vivere in un mondo alternativo. L'eroico Tsipras aveva strappato a mani nude la fine dell'austerità ai cattivi teutoni, valorosamente spalleggiato dal fido pard Renzi. Poi ho letto gli articoli sotto i titoli. E improvvisamente il mondo è tornato a essere uno solo.

Andiamo per ordine.

  • La Repubblica. Il titolo che appare in prima pagina è ''Stop austerity'',  Tsipras esulta e chiama Renzi: grazie per l'aiuto. Cliccando sull'articolo, il titolo ribadisce il concetto.  Solo il lettore che si avventura fino alla fine dell'articolo può leggere una realtà un po' diversa: ''Per il momento, la Grecia ha rinunciato a parlare di taglio del debito impegnandosi, inoltre a non introdurre unilateralmente misure umanitarie e a non far marcia indietro sulle misure imposte dalla Troika (specie su pensioni, licenziamenti e contratti collettivi) senza l'ok dei creditori. Gli 11,5 miliardi rimasti nel fondo salva-banche torneranno al Fondo salvastati e non potranno essere usati (come sperava Tsipras) per finanziare parte del programma di Syriza''. Come questo significhi la fine dell'austerità è un mistero che forse può risolvere solo Barbara Spinelli. E chiamare ''misure umanitarie'' le manovre scassabilancio è veramente da distopia orwelliana, così come quel ''per il momento'' riguardo al taglio del debito. Segnalo anche, perché mi ha fatto ridere di gusto, il seguente pezzo: ''Secondo quanto riportano fonti ufficiali dell'esecutivo nella lista di impegni c'è anche la lotta all'evasione fiscale e alla corruzione e la riforma della pubblica amministrazione''. Devo averla già sentita da qualche altra parte.
  • Il Corriere.  Il titolo che appare in prima pagina è Tsipras esulta dopo l'accordo salva-Grecia: ''Cancella gli  impegni sull'austerità''. Cliccando sull'articolo, il titolo ribadisce il cancellamento dell'austerità e nel sottotitolo appare pure il ringraziamento a Renzi e Padoan. L'articolo è abbastanza coerente con il titolo. Riporta unicamente le dichiarazioni entusiastiche di Tsipras senza fare alcun tentativo di spiegare al lettore i contenuti dell'accordo. L'unico pezzo che lascia capire cosa è successo sul serio è questo: Le misure previste dal precedente governo, guidato da Antonis Samaras, prevedevano entro la fine di febbraio l’aumento dell’Iva e nuovi tagli per 2,5 miliardi. Il memorandum offre a Tsipras la possibilità di sostituirle con nuove misure entro lunedì. Ossia, Tsipras dovrà sostituire l'aumento IVA con un'altra tassa. Proverà a raccontare che le entrate le vuole aumentare con la lotta all'evasione e ''le istituzioni'' (non si dice più troika) faranno finta di credergli se decidono di lasciargli abbassare un po' l'avanzo primario,  e lo spernacchieranno altrimenti.

  • La Stampa. Il titolo che appare in prima pagina è Accordo tra Grecia e Europa. Tsipras: cancellati gli impegni. E chiama Renzi per ringraziarlo.  Cliccando sull'articolo, il titolo ribadisce il cancellamento dell'austerità, ma poi nel sottotitolo aggiunge un sibillino ''Ma in realtà non motivo per esultare''. Bisogna leggere l'articolo, nella sezione ''Chi ha vinto e chi ha perso'' per capire cosa questo significhi. ''In realtà Atene non ha troppe ragioni per esultare. Infatti il pesante programma di salvataggio oggi in vigore dovrà essere completato sotto il controllo della Troika, e non ci sono evidenti sconti di consolidamento, né novità quantitative per il calendario di riforme già definito. La verità è che ieri i negoziatori di Alexis Tsipras hanno dovuto cedere. Non poco.'' In una sezione successiva, dal signficativo titolo ''Il contentino a Tsipras'' si chiarisce cosa è la ''cancellazione dell'austerità'': ''Vero che l’avanzo primario del 2015 sarà inferiore al 3 per cento concordato tre anni fa, tuttavia l’obiettivo per Atene resta al 4,5 nel 2016. Mentre ogni eventuale misura che impatti sul programma dovrà essere discussa con «le istituzioni», nuovo nome della Troika, il club dei controllori formato da Ue, Fmi e Bce. Un contentino semantico per Atene. I greci pagano una diplomazia troppo muscolare che ha irritato i partner di Eurolandia.'' Sempre sul sito de La Stampa c'è il link a un articolo dell'ottima Tonia Mastrobuoni che racconta una storia ben diversa da quella dell'esultante Tsipras.

Sembra quasi che ci sia stata una disperata congiura del consenso dei titolisti, abbastanza indipendente dal contenuto degli articoli. In effetti, sembra quasi che chi ha fatto i titoli non abbia proprio letto gli articoli.

Tecnicamente, chi ha fatto i titoli non ha nemmeno detto una balla. Ha solo ripetuto le balle di Tsipras, che nei prossimi mesi avrà il suo da fare a spiegare al proprio elettorato che tutte le sue promesse di cancellazione del debito, aumento delle pensioni e così via erano sciocchezze incoerenti costruite su premesse false. È più grave raccontare balle o ripetere balle raccontate da altri senza dire che sono balle? Ai posteri l'ardua sentenza.

22 commenti (espandi tutti)

"Le misure umanitarie" è bellissima!

Credo che esistano anche in altri paesi, ma in Italia sono sicuro che ci sia la categoria dei titolisti, che non sempre concidono con gli autori degli articoli, che "sparano" frasi sensazionalistiche per invogliare la lettura del testo degli articoli.

Per questo motivo troppo spesso l'articolo descrive fatti e situazioni che nell'articolo vengono smentite. Siccome in tanti leggono solo i titoli, poi nascono leggende metropolitane su quanto sia avvenuto.

Potrebbe essere che Tsipras rappresenti la sinistra che io chiamo "utile" perché è quella che riesce a far digerire i sacrifici ai suoi elettori, addirittura presentandoli (e facendosi credere !) come "regno prossimo venturo dell' abbondanza in faccia ai cattivoni teutonici" ? La sinistra i cui elettori applicano Tertulliano: "credo quia absurdum" ?

È più grave raccontare balle o ripetere balle raccontate da altri senza dire che sono balle?

Se il proprio mestiere è quello di giornalista non vedo cosa ci sia di più grave che riportare balle senza dire che lo sono.
Si chiama propaganda, spesso usata dai politici di ogni latitudine.
Ma solo nelle dittature la stampa si adegua senza il minimo spirito critico (per non parlare di etica professionale).
Una pessima informazione forma una pessima opinione pubblica, facendo eleggere regolarmente i peggiori; il governo dei mediocri sarà sempre fallimentare.
Regards

Il Sole

Enrico Ponzone 22/2/2015 - 13:26

Qualche motivo per aver omesso Ilsole24Ore da questa analisi?

Il fatto che i tre giornali generalisti ''storici'' esibissero lo stesso modello di comportamento mi è parso sufficiente per scrivere l'articolo.

Non so veramente quale fosse il titolo del Sole 24 Ore di ieri. Per fortuna, già hanno segnalato nella discussione, vedi il commento sotto di Marco Ardemagni,  che il comportamento della ''troika'' (nel senso di repubblica, corriere, stampa) non è stato universale. 

Il punto è questo.

Si parla di compromesso. In un compromesso c'è una situazione win-win in cui, malgrado diverse sconfitte rispetto alle richieste di partenza (spesso esagerate per necessità di contrattazione) ognuno riesce a portare a casa qualche cosa di vantaggioso. Il che non vuol dire che i vantaggi tra le parti siano 50-50. Possono essere anche 70-30 ma è chiaro che se fossero 99-1 siamo piu' vicini alla capitolazione che al compromesso. Ma non bisogna dirlo. Bisogna dare anche a chi ha preso 1 la possibilità di sbandierare vittorie epocali.  Credo faccia parte del gioco.

Piuttosto bisogna capire perché quel gioco è ... "giocato" dai titolisti italiani. Per i greci è ovvio. Ma per i maggiori quotidiani italiani?

Grazie a Sandro per avere, una volta di più, messo il dito nella piaga del "titolismo italiano" che poi, in ultima analisi, è un metodo di disinformazione particolarmente perverso, utilizzato quasi sempre per ribadire una linea politica del giornale aprioristica e svincolata dai fatti auspicabilmente descritti negli articoli (poi ci sono i casi in cui anche i pezzi sono scritti con gli stessi criteri dei titoli, ma lì si sconfina nella malafede pura).

In questo panorama spesso desolante mi permetto di segnalare, oltre a quello di Tonia Mastrobuoni, l'ottimo articolo di Stefano Feltri sul Fatto Quotidiano di ieri, sabato 21 febbraio 2015, intitolato: TSIPRAS CAPITOLA: L'AUSTERITÀ CONTINUA, ELEZIONI INUTILI.

Tra l'ESULTA (del Corriere e di Repubblica) e il CAPITOLA (del Fatto) passa tutto un mondo.

Spiace dover linkare un blog che lo copia, (anche perché ilfattoquotidiano.it è una testa distinta rispetto al quotidiano e non ospita tutti i pezzi del cartaceo) ma l'articolo di Feltri è reperibile qui

ps: Vedo tra i commenti al lancio di questo intervento sulla pagina facebook di Michele Boldrin che anche l'Avvenire ha titolato diversamente: Tsipras cede. L'Europa gli dà altri 4 mesi.

 

"Tsipras: I fought the law (and the law won)"
Per provare ci hanno provato...

...ma le politiche di "rientro" greche rimarranno sostanzialmente quelle del governo precedente. Il nome è quindi un altro, ma non la fotografia che immortala di fatto la natura degli impegni. Sono poi cambiati direttore e orchestra (premier e governo), ma la musica da suonare rimane quella. C'è da chiedersi piuttosto come, quella stessa musica, verrà interpretata e quindi suonata.
Non ci vuol nulla ad irretire il pubblico (ovvero l'elettorato).

Segnalano dalla regia che alcuni tra i true believers di Syriza non ci stanno a farsi prendere in giro. Credo che in Grecia come in Italia ci sia veramente tanta gente che crede sinceramente che i problemi della Grecia (e dell'Italia) derivino solo dalla cattiveria dei tedeschi che impediscono le ''misure umanitarie'' (do you remember ''è stata la culona''?); è inevitabile quando i media sparano tante cazzate.

Per questa gente è semplicemente impossibile capire cosa sta succedendo. Se le miserie del popolo greco non sono il risultato di anni di mismanagement ma il frutto di un complotto tra oligarchie esterne e interne, perché il nuovo governo, che è contro le oligarchie, non dovrebbe porre fine con un tratto di penna a tali miserie? Tsipras non può spiegarlo, dovrebbe ammettere che le storielle che ha raccontato in campagna elettorale erano appunto storielle. Quindi deve cercare di far credere che sì, lui ha ottenuto cose che i governi precedenti non hanno ottenuto. E forse qualcuno ci crederà pure. Ma è difficile  che la cosa continui quando la realtà è ben diversa. You can fool some people all the time, or you can fool all the people sometimes, but ......

E' che la neolingua ha un potere enorme.

Qui un articolo a cui oggi tutti i supporter di Tsipras rimandavano con giubilo e trepida attesa.

"Vittoriosa sconfitta", l'apoteosi dell'ossimoro. :-).

Una delle "vittorie di Tsipras" è che non si parlerà più di "Troyka", ma di "istituzioni ufficiali". Peccato che nei documenti ufficiali la parola "Troyka" non ci sia mai,proprio mai, poichè è un'invenzione giornalistica.
Quindi la vittoria di Tsipras è che i giornali non potranno più usare la parola Troyka. Questo per dire di chi inneggiava "alla vittoria della democrazia e della libertà".
Questo è il testo dell'accordo del 2011, quello incriminato, trovate la parola troyka, forza....

la sinistra utile

palma 22/2/2015 - 21:01

e' e fu quel misto di sangue, eroismo, e incredibile durezza che diede l'aborto alle contadine russe, elimino' lo zar, fece vietare lo sfruttamento dei bambini nelle filiere dei tempi di Engels. in tempi meno remoti la sinistra utile e' quella che fece morire di fame Leninngrad invece di cedere alla merda nazifascista. a me piu' cari i tecnici del petrolchimico che han salvato poveri contadini dall'inferno di fosgene (chiedete a Boldrin cosa fa il fosgene, lo sa perfettamente.) detto alla memoria di augusto finzi

questi son dei cialtroni che hanno letto, a darla buona,  travaglio e zizek. mi spiace, ma una, dieci, cento valentina vladirovma terekova. che Varoufakis torni in essex a far i videogames

Piano Tsipras

ottoking 23/2/2015 - 12:46

Il piano di tsipras mi ricorda il passato italiano: 7 miliardi di nuove entrate di cui 2,5 miliardi lotta all' evasione 2,3 miliardi lotta al contrabbando... senza parole... praticamente un buco nel bilancio annunciato...

che uscire dall'euro(pa)

La Stampa

Rick 23/2/2015 - 17:20

Insomma a me sembra la conferma che ultimamente La Stampa è il miglior giornale italiano (o il meno peggio fate voi). Quantomeno tra quelli generalisti e non schierati che i fogli di partito (padania, il giornale, libero, fatto quotidiano ecc...) mi rifiuto di aprirli.

Bisogna prima vedere che genere di "piano di riforme" sarebbe approvato dalla troika. Se passassero un piano non credibile, come quello che sembra uscire dalle indiscrezioni, allora tutte le conclusioni sarebbero da ribaltare. Il "mantenimento degli obbiettivi di bilancio" sarebbe di fatto stracciato, facendo scendere di un paio di punti l'avanzo primario, che era proprio la richiesta più controversa di syriza in questa fase della trattativa. E' possibile che si verifichi una messa in scena di questo genere? Forse. Tutto dipenderebbe dalla troika, ma è chiaro che nonostante gli slogan di syriza proprio la troika è oggi molto più accomodante verso la grecia rispetto ai governi. E tutti i governi otterrebbero di salvare la faccia verso gli elettori, che è più o meno quello che gli interessa di più.

erano quelli del "programma di salonicco" cioè di ripudio di gran parte del debito. secondo la repubblica del settembre 2014:

Il debito Tsipras ha detto che uno dei primi atti di un suo governo sarebbe la richiesta di convocare una conferenza europea sulla Grecia in cui chiederebbe la cancellazione di buona parte del debito. Atene ha oggi circa 330 miliardi di debiti, la grande maggioranza dei quali nei confronti di Ue, Bce e Fmi. Syriza vuole anche indicizzare il resto dei debiti che rimarrebbe in capo al paese alla sua crescita economica.

opinione ribadita durante le trattative dal varoufakis, che ha dichiarato più volte essere già la grecia in default e che bisogna innanzitutto prenderne atto.

a me sembra che  adesso saranno loro ad essere in difficoltà coi connazionali, la strategia ha pagato poco e non credo a quelli del "era già tutto preordinato dietro le quinte".

La conclusione della vicenda Greca,con l'accordo al ribasso di Tsipras che contraddice quasi completamente i suoi obiettivi iniziali sbandierati in campagna elettorale,induce 3 riflessioni che si riverberano anche sulla politica italiana. 1) la Grecia,nonostante fosse superindebitata e "vessata" da questa Europa "sporca,brutta e cattiva", come sostengono i populisti Meloni/Salvini,perche'non esce dall'lEuro? Chissa come mai! Forse,perche',anche i Greci hanno capito che,nonostante tutti i loro guai,uscire dall'Eurox loro sarebbe peggio! 2) Sriza,durante le elezioni,prometteva ai loro elettori di fare sfracelli in Europa qualora fossero stati eletti: cancellazioni del debito,abolizione della Troika,cancellazioni degli impegni con la Troika,assunzioni di migliaia di dipendenti pubblici,etc! Nulla di tutto questo e'avvenuto,come mai? Perche'quelli di Tsipras sono cattivi,incapaci,traditori del popolo come ora sostengono i loro elettori e i populisti in Italia che hanno esultato quando Tsipras ha vinto un mese fa? Ovviamente non e'cosi! Semplicemente perche'le cose che Tsipras prometteva non erano economicamente fattibili considerando sia i rapporti di forza Grecia-Europa,e lo stato economico-finanziario in cui versa la Grecia, che e'iperindebitata, e dipende dai finanziamenti europei x la sua sopravvivenza! I creduloni che credono alle balle spaziali populiste di Salvini,Meloni,e Grillo ( dicono più o meno le stesse cose che diceva Tsipras!)prendano nota! 4) quando si e'all'opposizione e' comodo e facile sostenere che va tutto male,e che chi e'al governo e'un incapace,un incompetente a tutti i livelli,specie in Europa! Evidentemente non e'sempre cosi! una cosa e'la propaganda populista,una cosa e'quando si governa,sia in Italia,siain Europa:le cose cambiano completamente e spesso ci si rompe il muso con la Realpolitick! 5) Conclusione personale che ripeto a tutti quelli con cui parlo che mi criticano perche'difendo Renzi! Renzi mi sta antipatico personalmente,non e'il massimo,ma e'il meno peggiohe passa il convento attualmente Italia! Ci fosse uno meglio,lo sosterrei,x ora non c'e'! Grillo,Salvini ( non so se avete sentito la sua incredibile affermazione per la quale vorrebbe aumentare le pensioni,e contemporaneamente tagliarela spesa: Le Pensioni rappresentano più di 1/3 della Spesa Pubblica Primaria in Italia!) e Meloni al governo mi farebbero rabbrividire! 

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