Alcune letture su High Frequency Trading

5 aprile 2014 andrea moro

È uscito da pochissimi giorni il nuovo libro di Michael Lewis Flash Boys: A Wall Street Revolt sul mondo dell'High Frequency Trading (HFT). Lewis ha abbandonato Wall Street qualche decennio fa per diventare uno scrittore di successo, raccontando il mondo della finanza con uno stile competente e accattivante. Qualche tempo fa, ho consigliato su questo sito il suo libro sulla crisi dei sub-primes, The Big Short che ho trovato pieno di storie personali avvincenti. Mi scuso in anticipo: tutte le letture che consiglierò in questo post sono in inglese. 

Non è, questa, una recensione, perché il libro non l'ho ancora letto tutto, ma ho ascoltato Lewis in un intervista e del libro sono uscite in questi giorni numerose recensioni, oltre ad un lungo sommario dell'autore sul NYT Magazine. Mi limiterò dunque a suggerire alcune letture e a porre una domanda ai lettori più esperti di me sul tema.

HFT è la pratica, comparsa da pochissimi anni, di sfruttare i vantaggi derivanti dalla la velocità della formulazione degli ordini di compra-vendita per ricavare piccoli vantaggi sui prezzi di scambio che, se moltiplicati per migliaia di scambi quotidiani, consentono guadagni milionari. La "gara" fra i traders "high frequency" è così agguerrita che la vicinanza fisica ai computers che regolano gli scambi è cruciale per guadagnare millisecondi di vantaggio. Un'impresa, Spread Technologies, ha in completa segretezza investito 300 milioni per deporre cavi ad alta velocità fra Chicago e New York (sedi dei maggiori mercati borsistici) lungo una linea il più retta possibile per risparmiare i chilometri sprecati dalle linee a forma di spezzata dove scorrono i cavi delle telcos tradizionali. Il tempo di percorrenza del segnale? Ridotto da 16 a 13 millisecondi, per un guadagno che, in questo campo, fa tutta la differenza. Altri operatori invece si sono ribellati, fondando un nuovo mercato borsistico (IEX) per livellare il terreno di gioco rallentando il ritmo degli scambi. Partito alla fine del 2013, già viaggia a ritmi di crescita sostenutissimi. I suoi fondatori sono gli eroi del libro di Lewis.

Come funziona HFT? Confesso che non sono completamente sicuro, avendo cercato cercato un po' in giro senza trovare nessuna spiegazione esauriente. L'idea che mi sono fatto è questa: è come se un fruttivendolo annunciasse il prezzo delle banane con un altoparlante, e il cliente più veloce potesse correre al negozio prima degli altri, acquistare le banane, e rivenderle ai clienti più lenti ad un prezzo leggermente maggiorato ricavandone un guadagno. Ma non sono del tutto sicuro che l'analogia del fruttivendolo sia adeguata. La domanda che pongo ai lettori esperti è di provare a spiegare in dettaglio, anche tecnico, come HFT funzioni.

Nei termini in cui l'ho spiegata sopra, non è chiaro dove stia lo scandalo, perché descritta come ho fatto io sopra, la pratica è perfettamente legale, e neanche tanto scorretta dal punto di vista etico. Lewis spinge invece la retorica dell'indignazione, affermando a più riprese che i mercati sono manipolati (è la traduzione migliore che mi è venuta in mente di di "rigged") da questi operatori, e che a pagare sono i soliti piccoli investitori, quelli che investono i propri risparmi nei fondi pensione. 

Gli operatori però cominciano a difendersi. Anche Craig Pirrong, un professore di finanza, solleva critiche interessanti all'autore del libro. La sostanza della difesa è che HFT ha svantaggiato più i grossi operatori che i piccoli investitori che, attraverso scambi computerizzati, grazie anche ad HFT, possono accedere ad un mercato più liquido ed efficiente di quanto fosse possibile in precedenza. A naso, non sembra implausibile che in un mondo "lento" sia più facile per pochi eletti avvantaggiarsi dei propri vantaggi monopolistici. Secondo questi commentatori, la computerizzazione ha reso il mercato enormemente più efficiente soprattutto per i piccoli investitori. Rimando comunque agli esperti un approfondimento del tema: anche i fondi pensione sono, spesso, grandi operatori, e la maggioranza dei risparmi dei cittadini viene investita tramite grossi fondi piuttosto che individualmente.

Chiudo con altri consigli di lettura più specialistici. In questo post, John Cochrane descrive un paper di Budish, Cramton e Shim che analizza come siano variati nel tempo le opportunità di arbitraggio derivanti dalle differenze fra prezzi a cui un titolo viene richiesto e messo in vendita (bid-ask spread). Nel 2005, variazioni di prezzo nelle borse di Chicago e New York avevano correlazione vicina a zero dopo 100 millisecondi, ora la correlazione è superiore a 0.5 nello stesso intervallo di tempo. Il dato interessante però è che il profitto per opportunità è rimasto costante, si è solo ridotto il tempo per potersene avvantaggiare. Che il guadagno di efficienza, nell'ordine delle decine di millisecondi, valga il costo sociale, è certamente oggetto di dibattito. Malinova, Park e Riordan (2013) usano una aumento della tassa sugli scambi imposta dal governo canadese (che ha avuto un impatto significativo su HFT) per analizzarne le conseguenze sui mercati. Concludono che la riduzione dell'attività di HFT ha soprattutto svantaggiato gli investitori al dettaglio, avvantaggiando gli investitori istituzionali. Anche la survey di Charles Jones (2013) pone l'accento sui vantaggi di HFT in termini di maggiore liquidità ed efficienza dei mercati, pur rimarcando alcune esigenze di regolamentazione necessarie ad evitare alcuni fenomeni perversi causati, come i "flash crashes", causati dall'automazione degli ordini.

63 commenti (espandi tutti)

M. Spence pensa che questi scambi andrebbero eliminati senza particolari rimpianti (punto 4).

segnalo soltanto questo paper in italiano della Banca d'Italia sull'HFT:
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/qef198

Segnalo anche questo discussion paper

Bagarinaggio

NV 8/4/2014 - 16:35

Quello che tu descrivi nella tua analogia, nella realtà si fa non con le banane ma con biglietti di spettacoli o eventi sportivi e si chiama bagarinaggio, ed è illegale.

Perché?

Perché distrugge valore:

  • Il guadagno del bagarino è la perdità di chi compra il biglietto da lui poiché i biglietti erano finiti dal venditore ufficiale, meno i costi aggiuntivi che il bagarino sostiene, quindi tra il bagarino e i suoi clienti c'è un gioco a somma negativa
  • Chi non vuole avere a che fare col bagarino deve correre a comprare i biglietti prima di lui. Questo comporta un costo che non produce alcuna utilità rispetto al caso senza bagarino. Si tratta quindi di un'esternalità negativa.

Tornando agli HFT, tra le varie strategie che usano, c'è appunto quella di fare "bagarinaggio" ai fondi indice, che scambiano azioni in blocco in modo prevedibile. Dirai, la speculazione finanziaria è sempre tendenzialmente un gioco a somma negativa, peggio per chi investe nei fondi indice.

Quando alla volatilità dei mercati, c'è chi dice che gli HFT la aumentino, e chi dice che la riducano.

Non so se l'analogia sia giusta, comunque ti sbagli sul bagarino, il bagarino generalmente aumenta il surplus del consumatore. Chi compra i biglietti da lui lo fa perche' il valore del biglietto supera il prezzo applicato dal bagarino; quindi ci guadagna in termini di utilita'; il bagarino vende perche' gli conviene farlo,quindi anche lui ne ricava una utilita' maggiore che dal tenersi il biglietto (o dal non averlo comprato fin dall'inizio) quindi il gioco fra i due non e' a somma negativa. 
Ti sfido a trovare un economista che possa trovare una spiegazione razionale dell'efficienza del divieto di rivendita dei biglietti.  In genere, questi divieti servono a mantenere monopoli ingiustificati. 

Ok, diciamo che il prezzo nominale del biglietto è 10 euro, io provo ad acquistarlo dal venditore ufficiale ma ahimè, tutto esaurito, perché in un giorno i bagarini hanno comprato il 90% dei biglietti. Ora posso perdermi lo spettacolo oppure comprare il biglietto a 15 euro da loro.
Quel 10% di "fortunati" che hanno potuto comprare il biglietto sul sito hanno passato la notte a fare refresh sul sito o sono stati ore in coda all'apertura del botteghino.
Ma secondo il professore di economia questo "aumenta il surplus del consumatore"....
Non mi stupisce che Giannino sia riuscito a farsi passare per economista con master. Salutami "Bob" Arrow.

eccerto

dragonfly 8/4/2014 - 22:47

se non ci fossero stati i bagarini, avrei sicuramente speso molto tempo in fila senza nemmeno avere la certezza del biglietto, sia pure a prezzo inferiore.

scommetto che sembrerebbe invece  perfettamente accettabile  pagare qualcuno che faccia la fila per noi, quando invece è la stessa cosa, solo parecchio più costosa.

se non ci fossero stati i bagarini, avrei sicuramente speso molto tempo in fila senza nemmeno avere la certezza del biglietto, sia pure a prezzo inferiore.

perché invece dai bagarini ho la certezza del biglietto? Non devo comunque sbrigarmi a comprarlo prima degli altri clienti?

scommetto che sembrerebbe invece  perfettamente accettabile  pagare qualcuno che faccia la fila per noi, quando invece è la stessa cosa, solo parecchio più costosa.

non è la stessa cosa. Il tizio che fa la fila al posto di qualcun altro se non lo paga nessuno non crea una scarsità artificiale di biglietti, nel caso del bagarino lui obbliga tutti quelli che vogliono il biglietto a correre prima di lui oppure comprare da lui.

Usare il cervello mai? La scarsita' dei biglietti non dipende dai bagarini. Dipende dalla capacita' dello stadio. 

cervello

Sig.Ernesto 9/4/2014 - 09:06

O dal numero di bagarini?

Tutto è opinabile..

No, la logica non e' opinabile. Indipendentemente dal numero dei bagarini, la capacita' dello stadio non cambia. 

logica

Sig.Ernesto 9/4/2014 - 11:41

ma la scarsità di biglietti sì. Di quello si parla.

Un saluto,

Appunto

Lun 9/4/2014 - 20:22

Questi ragionamenti ultra-semplificati prevedono che al bagarino convenga, alla fine, vendere tutti i biglietti che ha a disposizione. Ma e' semplicemente falso: Se il sovrapprezzo e' abbastanza alto, il bagarino puo' benissimo tirare su i prezzi e fregarsene del fatto che riesce a vendere solo metta' dei suoi biglietti, anche se significa che lo stadio e' mezzo vuoto. Un'esempio lampante di questo, un pochino piu' serio dei bagarini, e' che in Europa oggi ci sono piu case vuote che senzatetto.

http://www.theguardian.com/society/2014/feb/23/europe-11m-empty-properti...

 

Alla faccia di "equilibri ottimali" e menate simili.

che sono i suoi, ovviamente.
infatti, se il sovrapprezzo applicato dal bagarino gli rendesse conveniente riempire solo mezzo stadio, anche per il venditore ufficiale sarebbe conveniente applicare lo stesso sovrapprezzo e riempire solo mezzo stadio.
incredibile, eh.

Il problema degli economisti, se ne hanno uno (senza polemica né) è che rifuggono i temi filosofici ed in particolare quelli morali, mentre cercano continuamente rifugio nella logica, forse sedotti dall'idea che la logica sia "oggettiva" e quindi possa sollevarci dal bisticciare. Ma la logica sta agli antipodi della loro disciplina, nella pila della Conoscenza, mentre la filosofia morale è lì accanto, anzi, spesso sovrapposta.

Questa interessante discussione è emblematica. Si parte da un tema iper-tecnico, come gli HFT, dopo due passaggi si è arrivati a discutere il problema del valore, che è un problema filosofico. Restiamo nell'esempio dei bagarini. Lasciamo perdere se sia legale e domandiamo: è etico il bagarinaggio? Crea utilità, o distrugge valore? Cos'è l'utilità? e cos'è il valore?  Il bagarinaggio è reso possibile dalla scarsità dei biglietti. Ma la scarsità dei biglietti è conseguenza della capienza troppo limitata dello stadio, come dice Andrea Moro, o dall'ammanco operato dai bagarini stessi, come dice il Sig. Ernesto? O entrambe le cose? L'ammanco speculativo, cioè la creazione volontaria di scarsità di una merce, fatta con lo scopo di farne levitare il prezzo, è una operazione moralmente lecita? Di quale merce parliamo? Assets finanziari? I biglietti della partita? O altro? Nei secoli passati, si faceva col grano. E' ancora lecito?

Il bagarinaggio è reso possibile dalla circostanza che ci sono dei compratori disposti a pagare il biglietto di più del prezzo di vendita. Perché mai, allora, i venditori ufficiali non aumentano il prezzo di vendita, fino al limite che i compratori possono accettare? Il prezzo non è determinato dalla legge della domanda e dell'offerta?

Evidentemente no, o non solo. Se il prezzo si lascia fluttuare come una variabile indipendente, forse esso si regolerà così, e così forse avviene nei mercati finanziari (anche se l'esempio degli HFT dimostra che non è perfettamente vero). Ma nel mondo reale, nella vita di tutti i giorni, il prezzo non è mai una variabile indipendente: esso è, o tenta di essere, una misura del Valore. E il Valore non è una trivialità: la sua definizione è un problema filosofico.

Senza tirare in ballo la filosofia etica, nella teoria delle decisioni razionali il valore viene modellizzato con l'utilità di Von Neumann–Morgenstern: una misura che  esprime l'ordine tra le preferenze di un agente razionale.

Nel caso dei bagarini, facendo assunzioni abbastanza realistiche sulle preferenze dei consumatori: che il denaro abbia per loro utilità positiva, mentre correre a prendere i biglietti prima dei bagarini abbia utilità negativa, è evidente che i consumatori sono danneggiati dal bagarinaggio.

Il problema di Andrea Moro e dei suoi colleghi economisti "turboliberisti" è che considerano l'economia come un insieme di transazioni indipendenti, ciascuna tra due agenti: se una transazione è volontaria allora (assumendo razionalità perfetta, informazione simmetrica, ecc.) porta beneficio ad entrambi gli agenti, quindi se lo stato la vieta elimina questo beneficio. Se sto per comprare un biglietto dal bagarino e in quel momento arriva il carabiniere e gli sequestra tutti i biglietti, perdo io lo spettacolo e il bagarino il guadagno e l'investimento. Quindi stato ladro difensore di monopoli, ecc. ecc.

Qual'è il problema di questo ragionamento?

Il problema è che anche assumendo che tutti gli agenti siano razionali, abbiano informazione simmetrica, ecc., le transazioni economiche non sono indipendenti l'una dall'altra. Il bagarino compra i biglietti in blocco perché si aspetta di rivenderli ad un prezzo maggiore. Il suo acquisto aumenta la scarsità di biglietti dal venditore originale, producendo quindi un danno a me anche se non ho preso parte a questa transazione. E' quello che si chiama esternalità negativa. Posso mitigare il danno di questa esternalità negativa comprando il biglietto dal bagarino, oppure provando a comprarlo prima di lui, ma in entrambi i casi la mia utilità sarà inferiore rispetto al mondo ipotetico dove i bagarini non esistono.


Veramente se voglio mitigare il danno e quello sport mi piace un sacco, mi faccio un abbonamento, che se vuoi è la situazione economicamente piu' vantaggiosa per la squadra e per il tifoso. Se poi di tanto in tanto non vado, perché malato o in gita fuori porta con la famiglia, amen. Ma l'abbonamento risolve il problema. Anche quello della coda.

Mi pare che il problema dei bagarini emerga solo perché c'è chi di tanto in tanto decide all'ultimo momento di voler vedere una partita ed è disposto a pagare una cifra pur di avere il posto (ma non di fare un abbonamento). Per queste persone e non per altre, il prezzo del biglietto puo' essere piu' alto, nel senso che sono disposti  a spendere di piu' (se non lo fossero non ci sarebbero bagarini).

Tuttavia mi sto chiedendo cosa c'entri il bagarinaggio con HFT. Mi pare che si stia discutendo (anzi si è quasi innescato un flame) su qualche cosa che ha attinenza prossima a zero con tema. Il trading ad alta frequenza non è (se ho capito bene) un accappamento di una risorsa limitata per rivenderla ad un prezzo piu' alto (dove il prezzo piu' alto è stato causato dall'accaparramento) ma una frenetica compravendita a livello di millisecondi, dove il guadagno è minuscolo ma ripetuto  nel tempo. Guadagno che è originato dalla rapidità con cui sistemi informatici automatici possono prendere decisioni di compravendita "osservando" il mercato e prendendo decisioni rapidissime ed automatiche.

Il problema è vedere se HFT distorce il mercato. Mi pare nel 99% dei casi no ma che in caso di grossa crisi (un classico venerdi' nero) i sistemi automatici di vendita possano causare un'amplificazione delle vendite in tempi ultrarapidi e mettere in difficoltà chi reagisce in tempi "umani", magari leggendo il giornale il giorno dopo.

A questo già oggi mi pare si reagisce bloccando i sistemi automatici in caso di forte ribasso (o anche forte rialzo) ma non so se è come cercare di chiudere la stalla dopo che i buoi (quelli piu' veloci) sono scappati. Occorrerebbe infatti che chi decide la chiusura sia ancora piu' veloce di chi fa HFT. Tasse sulle transazioni ed altre cose simili sarebbero ancora piu' distorsive, come abbiamo già discusso in tema di TT.

Come ci viene fatto notare sotto. Il tema qui erano gli HFT, che anche a me paiono essere qualcosa di diverso da un accaparramento di merci per farne lievitare il prezzo. Qui l'equivoco però era stato innescato dalo stesso autore del thread col suo esempio delle banane, che aveva richiamato l'esempio dei bagarini, a quello affine. Mi sono inserito perché mi era parso divertente notare come in due soli passaggi si fosse passati dal più tecnico degli argomenti al problema del Valore, un tema classico della filosofia morale, che non attiene solo al pensiero economico, attiene al pensiero in generale.

La teoria dell'utilità marginale non è la teoria del valore, è una teoria del valore. Ce ne sono molte altre, tutte possibili. Tra le molte, è quella più di moda, e forse è la migliore perché semplifica l'analisi dei processi decisionali. Ma mentre lo scrivo, sorrido, perché mi pare evidente in modo disarmante che fa acqua da tutte le parti. E credo che possa essere usata come esempio per mostrare quello che intendevo dire, sull'attitudine mentale di fondo di chi mastica economia: con quelle belle derivate parziali, quei bei limiti e quei bei funzionali, gli profuma di scientifico, di intelligente, di "razionale", di logico, e per questo gli garba; mentre nella sostanza è qualcosa di tanto scientifico ed esatto quanto la transustansazione. Perché è ovvia la soggettività dell'utilità (e qualcuno se ne è accorto), come la sua variabilità nel tempo e nello spazio; perché è evidente che dell'utilità non esiste una misura, perché non è quantificabile; perché utilità, piacere e dolore non sono marginalizzabili rispetto ad altre condizioni. Quell'essere "razionale" che sceglierebbe sempre nello stesso modo, se posto nelle stesse condizioni, non esiste, e non è questa una difficoltà che si supera con una media, perché quelle citate sono essenze il cui significato è relativo al soggetto. Sul tavolo ci sono una mela e una pera, e devi scegliere un frutto. Quale scegli, tu essere razionale? E' più razionale quello che sceglie la mela, o quello che sceglie la pera? E' quell'aggettivo, razionale, che fa ridere, perché maschera maldestramente la pretestuosità di chi lo pronunzia: le scelte, tutte le scelte ma in particolare le scelte morali, non si possono fare dicendo "calcoliamo!"; con buona pace di quel parruccone di Leibniz che pure ci aveva creduto.

Nel merito del tuo intervento, hai ovviamente ragione: è evidente che il bagarino crea un danno e che è un farabutto. Se una qualche teoria non riesce ad evidenziare questo danno, o addirittura lo tramuta in utiltà (sto ridendo di nuovo) forse è il caso di riconsiderare quella teoria.

Mirror climbing

NV 10/4/2014 - 01:50

Se i bagarini comprano i biglietti in blocco prima degli altri, la scarsità di biglietti dal venditore ufficiale aumenta.

mi dispiace, ma quanto hai detto non funziona minimamente. infatti, se i bagarini avessero comprato il 90% dei biglietti per poi rivenderli a 15 euro, potremmo avere due casi:
1) vengono venduti tutti a 15 euro. in questo caso, vuol dire che il precedente prezzo di 10 euro era stato deciso incorrettamente dal venditore ufficiale: evidentemente il prezzo "giusto" era maggiore. e perchè mai lo stesso venditore ufficiale non lo avrebbe dovuto alzare?
2) molti biglietti rimangono invenduti: i bagarini subiscono perdite, e son costretti loro stessi ad abbassare i prezzi.

in realtà il bagarinaggio non funziona con percentuali così grandi, ma molto inferiori: ed è appunto l'equivalente di pagare qualcuno per far la fila. chi arriva tardi al concerto, paga un sovrapprezzo. nulla di sbagliato, di illegale, nessun gioco a somma negativa.

Uhmm...anche qui la cosa è meno intuitiva in questi funambolici tempi moderni.

Concerto degli U2, inizio vendita online (ora si fa tutto online, che fico..) alle 8.00 sul sito "ticketspertutti"

il prezzo (bid) è 50euro; i bagarini, casualmente pare, riescono ad accaprrarsi un ingente numero di biglietti in un tempo ridottissimo costringendo "ticketspertutti" alla sospensione della vendita (sottrazione liquidità) dopo appena 2 ore. Contemporaneamente, su ebay, compaiono in offerta (offer) biglietti per gli U2 a 150euro.

Questione di "arrivare tardi" o questione di "arrivare prima"??
(con modalità poco trasparenti aggiungo..)

Ah! A saperlo..:)

ps: provate a vedere se quanto esposto accade veramente al prossimo concerto di vs. interesse. O alla prima della Scala per i più raffinati..:)

di nuovo, questo è possibile solo se il venditore ufficiale sta svendendo i biglietti. se non lo stesse facendo, l'aumento di prezzo dei bagarini causerebbe enorme diminuzione di domanda, e i bagarini ci perderebbero.
è davvero semplice, eh!

Posso anche ammettere che quello che descrivi e un massimo "locale" di utilita:
Bagarini soddisfatti che guadagnano, chi ha soldi e soddisfatto perche ha il biglietto, stadio pieno, gente il cui desiderio di comprare il biglietto e minore dei soldi rassegnata.
Ma, per quanto "utilita" sia una quantita misurabile quantitativamente, e un massimo locale palesemente "impopolare": La maggior parte del pubblico e incavolata con i bagarini e le leggi che li proibiscono sono popolari.

Un "massimo" dove i bagarini sono tutti in galera, il prezzo del biglietto e minore, e l'accessibilita e decisa da criteri dove tutti hanno uguale possibilita di accesso (lotterie, file ecc) e ugualmente un massimo "locale", che e' anche globalmente piu popolare e apprezzato.

Il problema e' che a decidere quale degli equilibri e giusto e la distribuzione di potere nella societa': Lo stadio ha il potere piu alto, ma quando funziona bene, e "democratico", nel senso che alla fine tiene conto del parere dei tifosi quando fa i prezzi.

I bagarini, di solito, aldila dei divieti o meno di rivendita, prendono il loro potere extra da corruzione: Hanno accesso e informazioni riservate, e per questo che riescono a comprare i biglietti prima.
E visto che gli ultimi anni hanno dimostrato che il mercato in borsa e molto piu simile a un'inciucio dominato da insider trading clientelare che a un "mercato", l'esempio dei bagarini calza proprio bene.

I bagarini, di solito, aldila dei divieti o meno di rivendita, prendono il loro potere extra da corruzione: Hanno accesso e informazioni riservate, e per questo che riescono a comprare i biglietti prima.

mi sembra molto poco plausibile. il bagarino, come l'allibratore, campa sulla bontà della propria previsione; deve decidere in anticipo se il biglietto sarà richiesto o no, e se il sovrapprezzo accettato dal cliente ripagherà i costi di commercializzazione: tempo perso, rimanenze, percosse degli altri bagarini, concorrenza di chi vende biglietti falsi... il tifoso quasi lo sa, è una bella comodità attendere ad esempio se piove o meno per decidere se andare allo stadio. se compro subito la trasferta a barcellona e al pupo viene la febbre? oppure la moglie cade in nervosismi sospetti? la logica dei viaggi aerei è identica, del resto.

Un "massimo" dove i bagarini sono tutti in galera, il prezzo del biglietto e minore, e l'accessibilita e decisa da criteri dove tutti hanno uguale possibilita di accesso (lotterie, file ecc) e ugualmente un massimo "locale", che e' anche globalmente piu popolare e apprezzato.

mah, anche la categoria delle amabili vecchie signore, qualche volta invoca i prezzi uguali dappertutto per legge e la galera per gli speculatori. le voglio però vedere rimanere in fila per ore, oppure essere sorteggiate per il wrestling, quando volevano il quartetto d'archi.

...Dove il sistema e abbastanza semplice che gli equilibri relativi possono essere misurati empiricamente: Chiedi ai tifosi se preferiscono un sistema dove il bagarinaggio e' legale o no. Vedrai che ti rispondono.

il bagarino, come

NV 14/4/2014 - 22:09

il bagarino, come l'allibratore, campa sulla bontà della propria previsione; deve decidere in anticipo se il biglietto sarà richiesto o no, e se il sovrapprezzo accettato dal cliente ripagherà i costi di commercializzazione

Questo si chiama rischio d'impresa e vale per chiunque vende qualcosa per mestiere, inclusi spacciatori, ecc...

Credo che l'unico criterio valido per stabilire la legittimità di un comportamento siano la quantità delle informazioni in possesso dagli agenti in gioco riguardo alla loro relazione in una data situazione, e la possibilità oggettiva che questi agenti hanno di ottenere quelle informazioni (o cose). Se una persona è costretta o limitata nelle sue scelte nonostante abbia tutte le informazioni necessarie per salvaguardarsi, allora è giusto imporre delle regole per salvaguardare quella persona, se quella persona è impossibilitata a scegliere. Le regole dovrebbero basarsi sul rapporto tra quantità di informazioni e libertà di scelta o azione. Se quella persona non può o è limitata nelle sue funzioni nella possibilità di informarsi o di condizionare il proprio agire, allora è giusto imporre delle regole per salvaguardare quella persona.
Lo so che questa impostazione apre ad un sacco di problemi sulla possibilità di stabilire oggettivamente questi valori, però penso che la direzione possa essere questa.

Premetto che non ho letto il libro di Lewis, ma da vari estratti, non sono sicuro che la sua critica agli HFT sia giustificata. Ho messo sotto dei links al blog di Felix Salmon, che critica gli HFT da una posizione diversa e ha fatto un paio di commenti sul libro di Lewis.

http://blogs.reuters.com/felix-salmon/2012/10/06/the-problem-with-high-f...

http://blogs.reuters.com/felix-salmon/2014/04/07/michael-lewiss-high-spe...

http://blogs.reuters.com/felix-salmon/2014/03/31/michael-lewiss-flawed-n...

che sembrano tutti piuttosto ponderati.

provo a ritoccare l'analogia di andrea moro, consapevole dei gravi rischi impliciti. l'operato dei trader ad alta frequenza, sorta di demoni devoti a mammona, ha come primo effetto di garantire a chi ha difficoltà di deambulazione di potersi servire al primo di tanti banchi di banane al mercato, certo di avere un buon prezzo.

il guadagno di alcuni (non tutti, solo quelli coi galoppini più veloci) di questi demoni ci sarà fino a che i banchi in posizione vantaggiosa, cioè più vicina al flusso di clienti, vorranno approfittarne con prezzi più alti. il galoppino corre velocissimo a rifornirsi dai banchi più nascosti e si piazza con la cassetta a tracolla giusto in prima fila e a un centesimo di meno.

non c'è poi nessuna novità ontologica, i filmati di repertorio dei tg mostrano sempre i parterre o floor dai mercati finanziari tradizionali, ancora affollati di omini nervosi con giacchette colorate, per nulla desiderosi di cenare con le banane che comprano e vendono continuamente. nemmeno sanno cos'è una banana, sono specialisti di prezzi, non botanici.

gli hft fanno solo questo? boh...molte delle malefatte reali o temute, elencate  nel link a banca d'italia, come ad esempio il quote stuffing, cioè il fare cagnara  del trader con più galoppini, per impedire agli altri di sentire i prezzi, rientrano nell'abuso di posizione dominante e dovrebbero essere facili da individuare e sanzionare. del resto,  dalle memorie di Victor Niederhoffer, pare che ai bei tempi queste questioni venissero regolate a pugni sul momento.

più seriamente, la questione sullo sfondo è la volatilità, che non dovrebbe essere indotta ma anzi mitigata da scambi veloci. qua ci vogliono però esperti, anni di dati, molta prudenza prima di apri bocca;  troppe cose impossibili sono successe e anche spesso.

molto interessante è anche la diversa diffusione degli hft nei vari mercati, massima nell'azionario americano e quasi nulla nelle valute. avrei delle idee ma le racconto al bar.


ha tentato di dire qualcosa di suo. Complimenti. Mi ci provo anche io se mi permettete: da ingegnere e quindi da incompetente totale, provo a dire quello che credo di avere capito.

Secondo me il vantaggio non sta nella vicinanza al banco delle banane, ma dalla possibilità di prevedere l'andamento dei prezzi nell'unità temporale infinitesimale. Se è come penso, questo tipo di trading è praticamente a rischio zero, e già solo per questo è gravemente scorretto.
Provo a spiegare con parole mie. Il prezzo di un qualcosa sta crescendo, poniamo linearmente. Il trader guadagna comprando e poi rivendendo. Poniamo che il prezzo continui a salire per un'ora, a ritmo costante, e che il trader faccia una transazione ogni dieci minuti. Questi realizza nell'ora sei guadagni, tutti uguali, proporzionali al coefficiente angolare della retta. Poniamo che ora il trader raddoppi la frequenza delle sue transazioni: una ogni cinque minuti. Adesso realizza nell'ora dodici profitti, tutti uguali e proporzionali al coefficiente angolare, ciascuno dei quali vale però la metà. Ha realizzato lo stesso indentico profitto di prima. Nessun vantaggio.

Osserviamo che il discorso vale anche, simmetricamente, se il prezzo della merce scende, poniamo sempre linearmente. Basta vendere prima e comprare dopo, nei mercati azionari si può fare. Anche qui, nessun vantaggio nel raddoppiare la frequenza.

Vediamo che succede, se il prezzo sale per un'ora, e poi scende per un'ora, formando un triangolo isoscele. E' tutto come prima, non c'è nessun vantaggio a raddoppiare la frequenza. Questo però è vero perché nell'esempio il delta tra due transazioni successive è sottomultiplo dei periodi a crescita e decrescita costante. Se non è così, c'è una perdita, o un mancato guadagno, in prossimità del vertice del triangolo, e questo mancato guadagno diminuisce al crescere della frequenza.

Al limite per delta che tende a zero si massimizza il profitto per qualsiasi andamento dei prezzi.

Ma c'è dell'altro. L'esempio sopra conteneva un errore grossolano: assumeva implicitamente che l'andamento dei prezzi fosse conosciuto a priori dall'allibratore. Il trader dell'esempio infatti azzeccava tutte le "scommesse": comprava quando il prezzo aumentava e vendeva quando scendeva. Nella realtà deve fare previsioni, e c'è ovviamente il rischio di fallarne una e rimettere. Questo è ciò che rende "sportivo" e quindi eticamente accettabile il gioco finanziario. Il prezzo della merce però non è indipendente dalle operazioni di compravendita, anzi, dipende proprio da quelle. Nel breve almeno, il prezzo è scorrelato dal valore della merce, e dipende solo dal volume degli acquisti e dalle vendite. Ora poniamo che un trader sia in grado di operare ad una frequenza maggiore di quella di tutti gli altri. In questo caso il Delta fra due transazioni successive di questo trader è ridotto rispetto al raggio di curvatura della curva dei prezzi, che ha un'inerzia intrinseca proporzionale alla velocità media delle transazioni. In pratica, nel suo brevissimo orizzonte temporale, questi è in grado di prevedere il futuro. Se non è barare questo..

Questo però vale solo finché egli conserva il suo vantaggio tecnologico sulla massa degli altri. Quando sono diventati tutti veloci come lui, il vantaggio sfuma nel niente. Ora il velocista insegue se stesso, e complessivamente la differenza è solo nella reattività del sistema: i pezzi possono precipitare in un minuto, ma anche crescere con la stessa rapidità. Quello shock finanziario che durava dei mesi ora dura pochi minuti.

Quello shock finanziario che durava dei mesi ora dura pochi minuti.

Non è un bene questo? Chiedo perché non sono esperto/mi interesso di mercati. Per quello anche ho linkato invece di rispondere.

Diciamo che tu, da non esperto, affidi ad una gestione generica i tuoi risparmi con alta propensione al rischio. Diciamo che investi buona parte di essi sul mercato più liquido del mondo perchè credi in un apprezzamento. Diciamo che il responsabile della gestione del rischio del tuo portafoglio metta sugli strumenti prescelti per replicare l'indice (ETF) una sorta di protezione "Doom Day", se i prezzi scendo del 50% in una giornata vendi..(perchè hanno sganciato l'atomica..). Diciamo che accada qualcosa di simile ("sganciano " una vendita di derivati asslutamente imprevedibile e imponente e i softwares di trading ad alta frequenza si girano immediatamente tutti in vendita..rincorrendosi sul filo dei millisecondi) a mercato il giorno "x"

 

Diciamo che il gestore del rischio del tuo portafoglio , che ha la vendita d'emergenza sempre impostata in automatico, si trovi a vendere qualcosa che valeva pochi secondi fa 60dollari a 30dollari ma si trovi "eseguito" a 1 dollaro.

E' un bene? Sicuro? :)

 

http://etfdb.com/wp-content/uploads/2010/05/IVW.png

C'è un modo per evitare questo scenario? Tipo assicurazioni etc.? E se invece i prezzi scendono diciamo in una settimana, cosa cambierebbe? Venderebbe/non venderebbe?

Francesco, premettendo che io non sono un esperto ma solo un appassionato di econometria, l'unica cosa che mi viene in mente è limitare la velocità (esempio imponendo microtasse che ridurrebbero gli ordini poichè costringerebbero i fondi HF ad operazioni con "attesa di profitto" maggiore o aumentando il periodo di latenza obbligatorio di un ordine a mercato, il tempo nel quale esso è visibile per intenderci). Cosa cambierebbe se i prezzi scendessero in una settimana? Immagino che si avrebbe il tempo di limitare l'annientamento del capitale e si darebbe tempo al mercato di incorprare tutte le informazioni necessarie alle formazione di un "prezzo equo". Perchè il punto è questo (o anche questo): a dispetto della teoria che abbiamo bene o male imparato (efficienza del "mercato" più o meno debole e formazione del fair price cheesprime tutte le informazioni sul sottostante disponibili al momento), l'esplosione degli HFT ha corrotto tale assunto e il prezzo che vedi non è la media pesata di quello che si aspetta la totalità degli investitori\operatori (pesata sui soldi che ognuno di loro investe..) ma la risultanza della presenza e direzione operativa assunta dai "soggetti in oggetto". Poichè in alcuni mercati è imputabile a questi l' 80% delle transazioni totali eseguite, puoi immaginare.

Possiamo vederla in un modo diverso; riprendiamo la figura che ho allegato in altro post

http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user5/imageroot/2014...

guardiamo la distribuzione dei trades e vediamo che questo fondo HFT ha perso soldi 1 giorno su 1238 (da gennaio 2009 a dicembre 2013); guardiamo le date e vediamo che l'unica perdita è nel 2012.

Well, vuol dire che dal 1/1/2009 al 31/12/2011 questo operatore ad alta frequenza ha guadagnato TUTTI i giorni di borsa aperta. Un anno di borsa sono circa 252 giorni.

L'operatore cui sopra ha infilato ALMENO 500 successi consecutivi.

In borsa si riesce a prevedere con buona approsimazione il rendimento percentuale di domani,  stimando la volatilità sui rendimenti passati ma..il segno di domani è un pizzico più complicato. Senza dilungarsi in fenomeni come l'autocorrelazione dei rendmenti (che escludiamo assumendo un mercato efficiente), azzeccare il segno di domani è come azzeccare testa o croce lanciando una moneta equa.

E' evdente che il fondo al link sopra riportato ha azzeccato il segno(e quindi la direzione) ALMENO 500 volte su 500.

Le probabilità di avere 500 teste su 500 lanci sono, spannometricamente, 0.5^500

3,0549363634996046820519793932136e-151

che se ricordo bene la matematica del liceo vuol dire  zero, 151zeri e poi arriva quel "3 abbondante.

In gamba e fortunati questi fondi HFT; avevano UNA chance su un numero superiore alle particelle osservabili nell'intero universo. E l'hanno colta.

In effetti hanno fatto ancora di meglio..poichè lo hanno fatto più volte in un giorno e, se non fosse stato per quell'infausto venerdì 13 del 2012(tiro a caso) avrebbero messo a segno l'en plein.

In gamba e fortunati...o semplicemente barano? :)

Un saluto, avrò scritto un sacco di strafalcioni numerici..abbiate pietà...mi scuso fin d'ora. Rifate i conti :)

 

E' tutto come prima, solo più accelerato. Il fatto che questi traders azzecchino il 100% delle previsioni sembrerebbe dimostrare quello che credo di aver capito.

Ma attenzione, se la mia ricostruzione è corretta, questo scenario - ove tutto è esattamente come prima solo più accelerato - è lo scenario finale, cui si arriva quando tutti gli agenti hanno raggiunto la stessa velocità. Fintantoché che ne sono alcuni più veloci di altri; e ancora di più fintantoché questi sono una netta minoranza, e quindi la velocità media di trading è determinata in massima misura dalla velocità dei "lenti"; questi soggetti godono dei vantaggi descritti sopra. Che mi paiono gravemente scorretti.

La funzione diluitiva degli Hft è funzionale al profitto che essi possono ricavare fornendo al mercato liquidità virtuale. Perchè "virtuale"? Perchè quando viene meno il profitto e l'automazione  genera un loop di front running (corrono dietro se stessi alla fine) la liquidità non solo sparisce ma si crea illiquidità n volte superiore a quella fornità pochi istanti prima.

E' accettabile? Imho, no. Andrebbero regolamentati e controllati in maniera severa.

Qualcuno saprebbe spiegarmi questi  punti?

1.

Anche la survey di Charles Jones (2013) pone l'accento sui vantaggi di HFT in termini di maggiore liquidità ed efficienza dei mercati, pur rimarcando alcune esigenze di regolamentazione necessarie ad evitare alcuni fenomeni perversi causati, come i "flash crashes", causati dall'automazione degli ordini.

Non riesco a capirlo. Come si potrebbero fermare questi "effetti perversi"?

I "flash crashes" non sono in fondo insiti nel HFT? Cosa cambia? E' sempre un'applicazione dell' HFT solo che ti causa una grossa perdita. A me sembra lo stesso che dire: "lo sci va bene ma bisogna evitare l'effetto perverso degli sciatori che cadono."

2.

mi sembra che il dibattito sia "qualitativo" invece che "quantitativo". Cioè: i "contro" parlano di mercati manipolati, i "pro" di vantaggi per i piccoli investitori.

Io continuo a non capire quanto pesano i pro rispetto i contro, e viceversa, guardando all'impatto sociale, che è la sola cosa che mi interessi non essendo nè trader, nè moralista. Mi rendo conto perfettamente che è la stessa domanda posta nell'articolo ma io continuo a brancolare nel buio, nonostante tutti i link postati. Aiutini?

Il problema non e' degli sciatori che cadono, ma quelli che rotolano sulla gente che portava i bambini a giocare con lo slittino

Ottimo esempio!

Quindi semplificando la domanda: ma i mezzi per impedire la deriva che porta ai flash crashes esistono?

Modificando la metafora: può essere che l'HFT sia come sciare fuori pista? Il rischio slavina (flash crashes) non sarebbe mai evitabile completamente, l'unica è non sciare fuori pista.

Sia chiaro: non è una affermazione la mia ma una domanda.

non sono un esperto ma credo si tratti di limitare certi automatismi degli algoritmi che investono automaticamente solo perche' il prezzo sale, fino a raggiungere un culmine dal quale tutti, automaticamente, vendono

non è necessariamente HFT, teniamoli distinti. gli algoritmi furono chiamati in causa già nel padre di tutti i crash "tecnici", quello dell'87:  la vulgata recita cheallora  furono gli ordini di stop loss latenti  a certi livelli a causare il disastro; io rilevo  che oggi anche la casalinga di voghera li inserisce nel trading domestico, e le cause dei crash devono essere ben più complesse.

peggio ancora i flash crash...posso solo puntualizzare che le vittime dirette di quella oretta di mercato fuori controllo sono stati principalmente gli operatori in derivati, che si sono visti convalidare contratti a casaccio.  non è stato cioè il retail, la signora del pubblico che tira lo slittino, ad essere investito da una "tavola" fuori controllo ma dei robustissimi e voloci sciatori tradizionali.

 

http://money.cnn.com/2013/06/18/investing/high-speed-trading/index.html?iid=EL

New York State Attorney General Eric Schneiderman (a proposito di Thomson Reuters) 

Cosa succede in caso di delivery del 'Consumer Confidence data' (bazzecole, si dra') soli 2 SECONDI prima che il resto dei sottoscrittori/pianeta lo riceva? Ad esempio alle 9:54:58 a.m.? Ditemelo voi...

Scheiderman, nei seguenti termini:

"that two-second advantage is more than enough time for these traders to take unfair advantage of their early access to this information as they execute enormous volumes of trades in the blink of an eye."

“The securities markets should be a level playing field for all investors and the early release of market-moving survey data undermines fair play in the markets,” Schneiderman said Monday.

Ma non mi sembrava molto difficile da......vedere.

Per rimanere in campo semantico della 'metafora', il tema e' che ci sono 'sciatori' con scii a reazione...che sanno in anticipo tutto sulla neve, ecc., perche' gli stessi gestori dell'impianto (i.e. dei Mercati) lo consentono, ossia, come scritto  oltre 6 mesi fa da CNN...'

'High speed trading: Paying for an edge''

http://money.cnn.com/2013/06/18/investing/high-speed-trading/index.html?iid=EL

in the milliseconds before the survey is released to other paying clients at 9:55 a.m. ET, trading volumes can soar up to 20 times their normal levels. By 9:54:59 a.m. ET, long after computers have acted on the number, volumes have already returned to normal.

Parlerei, semmai, di corsa di cavalli, e di...head start..con gli smart...(omissis) in anticipo e gli altri utenti (pronuncia: suckers) ....dietro..Anzi, corsa agli armamenti nucleari...

Non e' neppure uno ''sport''...E' altro...E' fare skimming, e fare la cresta..

.Ma, again, i CDO? E le altre forme, o products,  di  ''pure intellectual masturbation'' (ipse dixit!)?

esempio

"Hershey pays $4 mn fine for chocolate price-fixing"

http://www.foxnews.com/world/2013/06/21/hershey-pays-4-mn-fine-for-chocolate-price-fixing/

Front running, azzardi morali, et tout le reste, ovviamente a ...pagamento (tanto vale metterci una bella tassa sopra, per 'eutanizzarli' almeno un po'....)

 Con l'ulteriore aberrazione, (azzardo morale) che ..the more you pay (ai medesimi gestori/stock exchange) the faster you can go.....

Ma non capisco se vi sia un interesse scientifico su come funzioni concretamente, oppure non si abbia chiarezza di quali siano le issues....

 1) Alti  (anomali, rectius), anzi giganti) livelli di negoziazione possono creare un eccessivo 'rumore' impedendo ai  prezzi di riflettere il vero valore di un asset, in ultima analisi, portando ad una perdita di fiducia in alcuni mercati e scoraggiando gli investimenti, ma anche  b)aumentando la volatilita' a dismisura .

2) l'HFT potrebbe danneggiare il processo di accumulazione del capitale a lungo termine e di asset allocation. 

3) grosso come una casa. e' una corsa agli armamenti (gioco a somma negativa), e come in ogni corsa al riarmo... trenta millisecondi anziche' quaranta millisecondi per ridurre la latenza e stare ancora piu' vicini alle fonti di dati (i.e. front running)

esito: Gas naturale, crollo dell'otto per cento in 15 secondi nel 2012

Knight Capital Group trading error di $460 million..

NB

Ma i CDO? e le altre grandi come una casa? (soprattutto in casa domestica, per chi ci sia rimasto ancora a vivere...)

(ecchissenefrega ce lo metto da me :-),  risparmiatevelo.)

1) lo HFT sembra declinante, ha già  compiuto il massimo degli effetti e dei profitti possibili.

2) tali effetti sono  positivi, se si considerano gli investitori piccoli "buoni" e quelli grandi, anzi ciclopici, "cattivi". cattivissimi poi quelli che sono intermediari ed operatori in proprio.

3)l'argomento diventerà invece ancora più popolare, troppo seducente il richiamo della meraviglia/mistero tecnologico, con  pochi sacerdoti depositari di saperi iniziatici...cosa c'è di meglio per imbastirci su una campagna elettorale al prossimo crollo di borsa?

il cable, cioè il primo cavo telegrafico sottomarino fra l'europa e  gli stati uniti, serviva appunto ad arbitraggiare sterlina/dollaro, e prima ci volevano dieci giorni di viaggio in nave. la crisi del '29 fu attribuita anche agli ordini telefonici e alla loro irresponsabile emotività,  nell'87  alle prime macchinette con ordini automatici...insomma ci sono degli elementi comuni su cui conviene riflettere.

 

torniamo ai segnali di fumo ed ai piccioni viaggiatori.

e per rispondere implicitamente al quesito posto da Corrado Ruggeri, leggete

http://www.zerohedge.com/news/2014-03-10/holy-grail-trading-has-been-fou...

Osservate la distribuzione dei trades e poi, anche senza matematica ma solo con il buon senso chiedetevi: è possibile o c'è qualche forma di doping(illegale) in questo tipo di trading.? Senza polemica..ma afferrare il punto è meno immediato di quel che sembra o può sembrare. :)

Ad integrazione delle ottime letture segnalate, considerato che il mondo dell'HTF è un campo dove finanza e tecnologia si fondono in un tutt'uno indissolubile, vi propongo un contenuto più tecnico dove un addetto ai lavori spiega fin nei minimi dettagli le tecnologie impiegate e la loro folle corsa contro il tempo.

High-frequency Trading and Exchange Technology

Secondo me, la domanda che la gente normale che non capisce nulla di finanza (io, ad esempio) si pone è la seguente: "Io studio X per poi andare a lavorare e produrre qualcosa (macchine, ricerca, salute, etc), mi faccio un mazzo tanto con le mie 8/10/12 ore di lavoro al giorno e a fine mese mi porto a casa uno stipendio commisurato alla difficoltà, importanza e responsabilità di quel che faccio.
Questi si fanno fare un software che gestisce gli scambi finanziari in frazioni di secondo, poi si mettono seduti, premono Enter e fanno soldi dal nulla: che hanno prodotto di concreto?"

Ecco, finché non si spiega in parole povere a che serve questa roba, anche eventuali movimenti politici tipo Fare sono destinati ad avere poco successo.
Io capisco che la borsa serva a mettere in contatto gente che ha soldi (investitori) con gente che ha bisogno di soldi per produrre qualcosa (aziende, start up, etc), ma, come detto in qualche intervento più sopra, nel breve termine gli scambi non riflettono il valore reale dei beni su cui basano i vari prodotti finanziari: e allora su che si basano questi scambi? Cosa producono? Che senso hanno?
E non mi rispondete "liquidità del mercato", perché sarebbe come se io rispondessi all'uomo della strada che la supersimmetria risolve il problema del fine tuning della massa del bosone di Higgs :D Che è una frase vera, ma non ha nessun senso per chi non ci capisce assolutamente nulla.

magari sbaglio, ma la tua domanda è di tipo più generale: "a che servono 'sti benedetti mercati finanziari?", che da sempre hanno un parte di operatività basata sulla velocità degli scambi e che  da ancor prima! :-) hanno volumi di contrattazione molto superiori ai sottostanti fisici. anche a osaka nel XVI secolo si scambiavano molte più staia di riso di quanto  ce ne fossero nei magazzini. l' HFT con le sue specificità, alcune vere e molte altre solo presunte, non è allora la questione.

Io capisco che la borsa serva a mettere in contatto gente che ha soldi (investitori) con gente che ha bisogno di soldi per produrre qualcosa (aziende, start up, etc), ma, come detto in qualche intervento più sopra, nel breve termine gli scambi non riflettono il valore reale dei beni su cui basano i vari prodotti finanziari: e allora su che si basano questi scambi? Cosa producono? Che senso hanno?
E non mi rispondete "liquidità del mercato"...

l'esempio italiano ci dice che non è necessariamente vero, da noi le aziende non si finanziano quasi per nulla vendendo azioni, anche le pochissime che sono quotate; a memoria, mi pare che negli ultimo ventennio piazza affari abbia distribuito più di quanto abbia raccolto. per le imprese ci sono il credito bancario, i capitali privati, i fondi equity ecc.

il valore allora delle frenetiche giornate di contrattazione, dei rituali, del gergo, dei magici numerini che scorrono, dei crack e delle impennate, tutto per produrre un miserabile flusso di prezzi, è nell'elevato contenuto informativo di tale flusso, utile a tutti e infatti rilanciato continuamente dai mezzi di comunicazione.

lo si può vedere come un sondaggio continuo che a differenza di altri ha modalità rigorose e affidabili, e a cui  partecipa una moltitudine di pareri diversi, ma tutti guidati dall'interesse economico, non si fa flanella e nemmeno si giocano partite amichevoli. se in origine erano importanti i prezzi delle merci, per decidere se piantare cavoli oppure tulipani, adesso interessano anche i tassi di interesse, oppure indici settoriali oppure di zone geografiche,  e pare che la presenza del  robusto e liquido mercato finaziario relativo sia buona garanzia di attendibilità.

l'importanza della liquidità di un mercato (nell'accezione più discorsiva, non in quella che tira in ballo la profondità del book) si capisce bene quando non c'è...nell'ambito dell'economia domestica, lo stesso patrimonio investito nella casa è ben diverso che depositato in conto: la compravendita di immobili è lenta e penosa, irta di spese per intermediari e tasse, ogni prezzo risulta ben poco attendibile anche per trattative simili ecc. sono le inefficienze del mercato, che sussistono anche nei mercati finanziari, sotto forma di commissioni, oboli da lasciare al market maker, discontinuità dei prezzi .  da sempre la concorrenza per papparsi questa torta sicura (non comporta alcun rischio finanziario) però riduce le inefficenze.

 

 

 

 

Scommesse

NV 14/4/2014 - 10:51

I mercati finanziari servono sostazialmente a fare delle scommesse. Il guadagno di Tizio è la perdita di Caio, meno i costi dell'operazione. Sostanzialmente si tratta di un gioco a somma negativa.

45 post. sic!

New Deal 13/4/2014 - 13:51

Pubblicato da un amico. Utile, e rivolto ad un pubblico giovane.

Minuto 27 onwards....(gonna be learning from the crap......) and race to zero (short-term opportunities) (28:56)

Opportunities=learning how to manage over longer time horizons...

http://www.youtube.com/watch?v=-UG11JzWzMY

Meglio parlare del sesso degli angeli...piu' utile...Continuo a NON capire....Eppure...

Senior VP

Distressed Debt, Fundamental Credit and Private Equity. UK

International New York Times di oggi, p. 9

quelle le issues/next steps.

''in short, we're giving huge sums to the financial industry while receiving little or nothing- maybe less than nothing- in return'' con citazione di mr. Philippon (per il quale si parla di 2% GDP di 'waste').

le idee sono confuse gia' dai tempi di LTCM (Merton/scholes). non a caso.

l'high frequency trading e' front running, ma vi e' Ben altro.

Mi scuso molto con Palma. Pensavo che si esprimesse in modo criptico ma non avevo ancora scoperto i commenti di New Deal.

New... ma due righe in più di spiegazione ?

qua ci sono indizi sconvolgenti: "ma vi è Ben altro!"

e mr. Philippon viene certo da g.simenon e la sua ricerca dei cognomi adatti.

buona pasqua a tutti.

http://www.antonioamorosi.it/2014/09/15/bologna-come-ti-perdo-1-milione-...

ma ho letto bene?! non avete notato niente, oltre al tono becero?

questo grullo si lancia con suprema naturalezza nel panegirico dell'insider-trading, in un modo inaudito, al limite dell'apologia di reato ( eh sì, l'insider-trading è proprio reato anche nell'arretrata Repubblica Italiana).

 

1. È punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro ventimila a euro tre milioni chiunque, essendo in possesso di informazioni privilegiate in ragione della sua qualità di membro di organi di amministrazione, direzione o controllo dell'emittente, della partecipazione al capitale dell'emittente, ovvero dell'esercizio di un' attività lavorativa, di una professione o di una funzione, anche pubblica, o di un ufficio:
a) acquista, vende o compie altre operazioni, direttamente o indirettamente, per conto proprio o per conto di terzi, su strumenti finanziari utilizzando le informazioni medesime;
b) comunica tali informazioni ad altri, al di fuori del normale esercizio del lavoro, della professione, della funzione o dell'ufficio;
c) raccomanda o induce altri, sulla base di esse, al compimento di taluna delle operazioni indicate nella lettera a).

2. La stessa pena di cui al comma 1 si applica a chiunque essendo in possesso di informazioni privilegiate a motivo della preparazione o esecuzione di attività delittuose compie taluna delle azioni di cui al medesimo comma 1.

3. Il giudice può aumentare la multa fino al triplo o fino al maggiore importo di dieci volte il prodotto o il profitto conseguito dal reato quando, per la rilevante offensività del fatto, per le qualità personali del colpevole o per l'entità del prodotto o del profitto conseguito dal reato, essa appare inadeguata anche se applicata nel massimo.

4. Ai fini del presente articolo per strumenti finanziari si intendono anche gli strumenti finanziari di cui all'articolo 1, comma 2, il cui valore dipende da uno strumento finanziario di cui all'articolo 180, comma 1, lettera a.

 

e qua su nFA che si cerca di discutere del nuovo e misterioso HFT, con apporti sofisticati, link in diversi idiomi, ricerca di metafore esplicative...niente, bisogna prendere atto che se qualcuno pubblica le enormità di cui sopra, è perchè l'attuale livello medio di conoscenze finanziarie lo consente.

e poi dicono che uno si butta a sinistra.

Guido, io mi faccio del male leggendo il programma di Passera, ma anche te che ti metti a leggere Libero ... We should definitely get a life.

lo ha rilanciato su FB, evidentemente senza averlo letto, un baffuto felsineo della cui fedeltà alla causa comune non è lecito  dubitare.

silvia giannini, perdonalo. e il bafffuto perdoni anche me che ho fatto la spia.

il baffuto felsineo è sempre stato persona impulsiva :-)

In realtà nel trading il vantaggio non è sui tempi di esecuzione (che al massimo di consente maggiore velocità di accumulo), ma sui tempi di informazione. In questo i broker grossi saranno sempre avvantaggiati dalla possibilità di accesso (più o meno lecito) a certe info prima dei piccoli trader, che a loro volta provano a fare qualcosa di simile con il trading automatico

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