L' America sfiducia Obama

3 novembre 2010 aldo rustichini

Giudizio sintetico: Una mazzata (prevista) per i democratici. Gli americani decidono di provare, senza convinzione completa, con i repubblicani.

 

Che è successo?

I repubblicani vincono la maggioranza al Congresso. Guadagnano intorno a 60 seggi. Ne avevano vinti 56 nel 1946, e 52 nel 1994, le più grandi vittorie nel dopoguerra. I repubblicani vincono un gruppo importante di elezioni per governatore, come quella dell'Ohio. Vincono fra 7 e 9 posizioni di governatore, per un totale fra 31 e 33 su 50. Il senato resta, di poco, ai democratici. Ma anche lì ci sono degli schiaffi: il seggio che era di Obama passa a Kirk, repubblicano. Giudizio sintetico: Una mazzata per i democratici, gli americani decidono di provare, senza convinzione completa, con i repubblicani.

Che significa?

Due interpretazioni erano possibili del fatto (scontato, e infatti avvenuto) che i democratici avrebbero perso, e di molto. La prima, che questo è solo un riallineamento dopo due elezioni eccezionali: quella del 2006, e quella del 2008 che aveva portato Obama alla presidenza. La seconda è che questo è il rifiuto della politica messa in atto dai democratici nei due anni passati.

È vero che il partito del presidente (i democratici, oggi) nelle elezioni intermedie (quelle, come la attuale, che avvengono fra due elezioni presidenziali) perde sempre terreno. Le ragioni sono quasi fisiologiche: il calo rispetto alle aspettative create nella campagna presidenziale, il fatto che il partito vincitore delle presidenziali ha dovuto per forza conquistare voti che sono invece tradizionalmente dell'altro fronte, e che quindi tendono a tornare a casa.

Un modo per vedere che la sconfitta di oggi è molto di più che un normale aggiustamento è farsi due conti. Per esempio, Hibbs, uno scienziato politico, ha stimato cosa determini l'esito delle elezioni intermedie al Congresso. Da uno studio quantitativo di quelle avvenute nel dopoguerra, lui conclude che ci sono tre fattori che predicono quasi interamente l'esito. Il primo è il numero dei seggi che il partito del presidente aveva nelle precedenti elezioni: il partito tende a mantenerne due terzi circa; i democratici ne avevano 256. Il secondo fattore è  il margine di vittoria nel voto popolare: Obama ebbe il 53.7%, McCain il 46.3%, quindi il margine era di 7.4%. Quanto più grande questo margine, tanto più il partito presidenziale aveva preso voti in "terreno avversario", e tanto più perde nelle intermedie. L' ultimo fattore, la crescita media del reddito pro-capite. Il modello è semplice, ma funziona bene per gli anni passati. Fatti i conti, il normale aggiustamento doveva essere di circa 38 seggi persi dai democratici (da 256 a 218, se si considera una crescita nel terzo quadrimestre del 2%). I democratici hanno perso invece intorno ai 60 seggi, molti di più di quanti avevano perso nel 1994. Tutta la differenza è un voto di sfiducia sul programma estremista della amministrazione Obama.

Gli exit polls rivelano una sfiducia verso l'amministrazione vasta e profonda. Il 75 per cento disapprova l'operato di Congresso e Senato; il 54 per cento disapprova il presidente. Il mito delle elezioni del 2008 è finito; il programma di espansione dell'intervento statale in economia si ferma. Comincia per Obama la difesa, se ci riuscirà, di quello che è riuscito a fare nei primi due anni. Dovrà difendere anche la riforma sanitaria, con un partito repubblicano che ha come primo elemento il repeal, l'annullamento della riforma. Difficile pensare che si parli della riforma dell'immigrazione, o delle emissioni inquinanti (Cap and Trade). Il sogno di Obama è fermo. I democratici hanno perso, e molto. Questo non significa che i Repubblicani abbiano convinto. Loro vengono da una presidenza Bush che aveva inaugurato, dopo l'era Clintoniana del bilancio in pareggio, una spesa pubblica fuori controllo. Il fatto che non siano riusciti a vincere alcune delle elezioni che fino a qualche giorno fa erano contese viene dalla mancanza di un programma chiaro.

Bisogna tener conto del fatto che la svolta a destra è più grande di quanto i numeri indichino. L'esempio più chiaro è la vittoria al senato (in West Virginia) del democratico Manchin, dopo una combattuta battaglia. Manchin era stato per sei anni il governatore dello stato. Attaccato da destra in uno stato sostanzialmente conservatore, ha corso a destra quanto era dignitosamente possibile, e anche più, attaccando esplicitamente, apertamente, la amministrazione Obama su tutte le riforme, in particolare quella della sanità e quella di riduzione delle emissioni (Cap and Trade). In un video leggendario si è presentato in tenuta da cacciatore, promettendo che avrebbe chiesto all'amministrazione conto della spesa incontrollata. Alla fine del video, imbraccia il fucile e spara al programma di Cap and Trade attaccato a un paletto, facendo centro perfetto. E questo è il candidato democratico vincitore.

Un altro elemento è che il partito repubblicano cambia, acquistando molti dei rappresentanti ragionevoli dei Tea Party. Fra questi il più prestigioso è Marc Rubio, Florida, giovane, di bell'aspetto, figlio di emigrati cubani. È l'incubo dei democratici, che lo vedono come la voce di una minoranza (latinos) che preferisce fare da sola invece che chiedere assistenza statale. Voi capite da soli a quale altra minoranza i latinos si contrappongano e quale sia quella demograficamente vincente nel futuro, sia immediato che non. Gli exit polls dimostrano che il fenomeno Tea Party non è passeggero: il 40 per cento approva il Tea Party, il 35 lo disapprova. I rappresentanti estremi del movimento Tea Party perdono (per esempio Christine O'Donnell, e Sharron Angle). Una lezione importante, e un brutto segno per personaggi  "pittoreschi" come Sarah Palin: ci vuole sostanza politica, non bastano le invocazioni.

I casi senza speranza

La California è un caso a sé. È uno stato sull'orlo della bancarotta. Si sono eletti come governatore (a sostituire l'attore austriaco Arnold Alois Schwarzenegger che si erano scelti nel 2003 per sostituire il bancarottiere Davis) l'ex-governatore Jerry Brown. Questo era stato eletto la prima volta (come governatore) nel 1974! In quegli anni il governo in Italia era Moro IV. Uno stato in cui i polls dicono che circa l'otto per cento dei votanti crede che lo stato stia andando nella direzione giusta (non fate i Brunetta o le giornaliste di Studio Aperto: questo vuol dire che X% = 100% - 8% ... pensa stia andando nella direzione sbagliata) e poi si elegge un personaggio degli anni '70 come Brown (e Barbara Boxer al senato) è perduto alla ragione.

I prossimi due anni

Obama può difendere la riforma sanitaria con un veto, e ha i voti per farlo. Quanto gli costerà, e quanti dei nuovi eletti lo seguiranno, visto il bagno di sangue che c'è stato? Ci sono più di venti senatori che devono affrontare le elezioni di nuovo fra due anni. Molti di loro sono in stati conservatori. Quanti saranno disposti a sacrificarsi in una difesa a oltranza del programma di riforme di Obama? Obama ha spinto per un programma che gli americani oggi hanno rifiutato. Io sono convinto che sia così ideologico che non si sposterà al centro come fece Clinton dopo la sconfitta del 1994. La paralisi è l'ipotesi più probabile. Il rendiconto sarà nel 2012.

129 commenti (espandi tutti)

anche se do tasse a B.O. e ai suoi accoliti, non voto.

se fossi li avrei votato chiunque non fosse un sicofante del premio Nobel.

ha due (o tre) guerre in corso (Yemen, Iraq, Afghanistan) e ha il premio Nobel per la pace (????)

Non strombetto' tanto la chiusura di Guantanamo? e allora?

Sulle cosidette riforme, mi attengo ai fatti, a tutti stanno sui cosidetti....

il paese si trova di fronte alla gallina zoppa della tradizione Gingrich/Clinton.

Non e' detto che suia male, il sistena si basa su contrappesi.

Io credo molto di più al fatto che chi vota nel mid-term è significativamente meno di chi vota alle presidenziali, per cui va a votare soprattutto chi è contro l'amministrazione in carica.

Sulle guerre e la "riforma sanitaria" si era giocato la sua campagna, le guerre sta continuando a farle (e le guerre costano, e quanto costano!) la "riforma sanitaria" non è stata tale, ma solo un aumento dei costi dell'assicurazione sanitaria statale, senza alcun risparmio di spesa, a Wall Street continuano a galleggiare personaggi di dubbia fama, direi che ci sono tutti i motivi per votargli contro.

E, secondo me, al Senato l'hanno salvato i Tea Parties, e il Senato è il luogo più ostico dove far votare qualcosa, la Camera dei rappresentanti è più "malleabile", per cui non prevedo grandi scossoni, tempo tre mesi e tutto tornerà come prima. Non ho parole sulla California..

Memo to commander

RE: Dr. Ayman Muhammad Rabaie al-Zawahiri أيمن محمد ربيع الظواهري‎, Ayman Muḥammad Rabayaḥ aẓ-Ẓawāhirī

Osama bin Mohammed bin Awad bin Laden أسامة بن محمد بن عوض بن لادن‎, Usāmah bin Muḥammad bin ‘Awaḍ bin Lādin;

 

 

Sir, we need prior to 11/o6/2012, heads of subjects above indicated on silverplate, detached from related bodies, recognizable. Icing will be provided. in lieu of paid-for services we provide two villas in the Keys, free diving for life, congressional medal of honors. If need be immigration requirements shall be waived as per executive order. 

We remain sincerely yours.

CINC POTUS


LOL

Sir, we need prior to 11/o6/2012, heads of subjects above indicated on silverplate, detached from related bodies, recognizable. Icing will be provided

ma, 11/06/2012, "a silver plate", sennò è il materiale per i vassoi che piace tanto a mia moglie e "icing" non è la glassa della torta, "ice" non basta? (le teste comunque si conservano bene anche sotto sale nei climi caldi... :-)

nitpicking...

 

A parte il Nobel preventivo e dimostratosi neppure meritato neppure dopo, alcune riforme tra cui quella sanitaria non era parte del programma alle presidenziali?

Due interpretazioni erano possibili del fatto (scontato, e infatti avvenuto) che i democratici avrebbero perso, e di molto. La prima, che questo è solo un riallineamento dopo due elezioni eccezionali: quella del 2006, e quella del 2008 che aveva portato Obama alla presidenza.

 

 

Io vado hands down con questa e col resto dell’analisi di Aldo. Estremizzando, BHO mi pare l’omologo italiano di BS, bravissimo nel preparare campagne elettorali senza dire sostanzialmente nulla di concreto (We are the change we were waiting for? Geez man, are you serious?), in difficoltà quando si tratta di governare. Prova schiacciante: la gestione della riforma sanitaria. Come fa notare l’Economist, BHO ha (1) puntato forte su una riforma che risolve problematiche che (piaccia o meno) sono tali piu’ per l’opinione pubblica europea che per quella americana; devo ancora trovare un americano non “liberal/European wannabe” che sostenga che la riforma sanitaria intesa come estensione universale della copertura fosse fondamentale. (2) ha lasciato la stesura della legge nelle mani del Congresso e dei suoi special interests, e i risultati si sono visti. Vista la congiuntura del 2008, la maggioranza degli americani ha scelto di votare per un messia; se poi il messia non divide le acque (questa mi sa che l’ho rubata a Michele...) e non fa cadere la manna, beh, tempi duri lo aspettano. La Obama bubble è scoppiata, plain and simple. Unico punto di dissenso: sull’immigrazione non sarei cosi categorico, il progetto di riforma presentato al Senato (Schumer/Graham) è a firma congiunta e sostenuta da una parte della destra per la parte relative agli skilled workers. Non mi pare impossibile che si cerchi una mediazione sul tema degli illegali per arrivare ad una riforma generale.

Sì davvero un po' troppo "hands down" e un po' troppo "estremizzando", infatti non vedo che cappero c'entri BO con BS, se non per le indubbie capacità mediatica di entrambe ma mi fermerei prudentemente lì.

A differenza di BS, Obama le cose che ha promesso nel suo programma ha anche provato a farle, dalla riforma sanitaria alla chiusura del conflitto in Iraq. Possono esserci piaciute o no, gli saranno venute più o meno bene, avrà la gente più o meno dalla sua parte, i risultati li vedremo comunque nel futuro ma il paragone con BS mi pare totalmente sballato (scusami ma mi sento di essere altrettanto "hands down"). 

Dopodichè mi pare che si dimentichi una cosa fondamentale: il disastro economico e politico in cui si trovano oggi gli USA e a cui nessuno al mondo - messia inclusi - avrebbe potuto porre rimedio in un paio d'anni sono opera pressoché integrale dell'amministrazione precedente, espressione dello stesso partito... che oggi ha vinto le elezioni di mid-term!

Preferisco non trarre altre conclusioni.

Io avevo in mente il BS vintage 1994 (come dice Mourinho ‘bisogna fare confronto onesto: primo anno di Manscini con primo anno di Mourinho’), quello della calza sulla telecamera. Vai con il momento nostalgia e trattenete le lacrime:

L'Italia è il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. Qui ho imparato, da mio padre e dalla vita, il mio mestiere di imprenditore. Qui ho appreso la passione per la libertà. Ho scelto di scendere in campo e di occuparmi della cosa pubblica perché non voglio vivere in un Paese illiberale, governato da forze immature e da uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare. […] Per questo siamo costretti a contrapporci a loro. Perché noi crediamo nell'individuo, nella famiglia, nell'impresa, nella competizione, nello sviluppo, nell'efficienza, nel mercato libero e nella solidarietà, figlia della giustizia e della libertà. Se ho deciso di scendere in campo con un nuovo movimento, e se ora chiedo di scendere in campo anche a voi, a tutti voi - ora, subito, prima che sia troppo tardi - è perché sogno, a occhi bene aperti, una società libera, di donne e di uomini, dove non ci sia la paura, dove al posto dell'invidia sociale e dell'odio di classe stiano la generosità, la dedizione, la solidarietà, l'amore per il lavoro, la tolleranza e il rispetto per la vita.

Per poi concludere:

Vi dico che possiamo, vi dico che dobbiamo costruire insieme per noi e per i nostri figli, un nuovo miracolo italiano.

Che in inglese suona come “I’m telling you that WE CAN, I’m telling you that we need to build together a new miracle for us and for our children”. Curioso no? Quanto al merito di fare le cose, un Lupi di passaggio potrebbe ricordarti che anche BS di cose ne ha fatte un gozzilione, e citando il suo imperdibile libretto del 2006 ti sciorinerebbe la riforma dell’irpef, l’abolizione della tassa di successione, la riforma delle pensioni, la riforma della scuola, il fumo nei locali, la patente a punti, il codice nautico (no kidding!) e tante altre imprescindibili riforme che adesso mi sfuggono. Al che fossi in te gli risponderei con una pedata nelle terga, visti gli effetti della maggior parte dei suddetti provvedimenti…

Giusto un paio di puntualizzazioni: la chiusura del conflitto in Iraq era già cominciata ben prima che Obama giurasse come Presidente, al punto che (vado a memoria ma mi pare di ricordare bene) già a fine 2008 l'Afghanistan aveva superato l'Iraq nella lista dei major concerns dell'elettorato americano. Quanto alle colpe dell'amministrazione precedente, io credo ne abbia parecchie, ma faccio fatica a far dipendere da Bush&co. il disastro economico e politico in cui si trovano oggi gli USA (ad esempio, sul ruolo delle GSE sto ancora cercando di capire da dove comincino i problemi): beato te che hai tutte queste certezze!

Oddio ma perchè finisco sempre su sto blog di interisti ? Mo' pure Mourinho.....

Comunque partiamo da lì: appunto, il "gozzillione di cose fatte da BS" sono poi quattro menate specie se allarghiamo lo sguardo a tutti i sedici brillanti anni di carriera (OK, non tutti al governo, va bene). Comparativamente, direi che ha fatto di più Obama in due anni che Berlusca dal '94 (non sto adesso valutando il merito, ragiono in modo rozzamente quantitativo).

Cioè Obama ha fatto proclami in campagna elettorale, ma poi oltre a far proclami ha governato, non si è limitato a fare campagne pubblicitarie per tutto il tempo. Essere un leader carismatico in una democrazia non è un difetto, è un pregio, bisogna poi vedere se quel carisma è messo al servizio di un disegno politico o dei propri interessi personali.

Riguardo alle mie "supposte certezze" per dirla alla Totò, ti garantisco che ne ho ben poche. Ma che l'esplosione del debito pubblico, la bolla dei mutui subprime, il pessimo controllo dei mercati dei derivati, la guerra in Iraq, la pessima gestione della guerra in Afganistan siano tutte cose che Obama ha ereditato da Bush... beh, scusa...

 

Riguardo alle mie "supposte certezze" per dirla alla Totò, ti garantisco che ne ho ben poche. Ma che l'esplosione del debito pubblico, la bolla dei mutui subprime, il pessimo controllo dei mercati dei derivati, [...] siano tutte cose che Obama ha ereditato da Bush... beh, scusa...

La mia simpatia per GWB è nota, però è nota anche la mia simpatia per i fatti.

Hai mai sentito parlare di Bill Clinton, Larry Summers, Robert Rubin e Alan Greenspan, just to name a few characters?

Beh, le cosine che elenchi GWB le ha ereditate da quei signori, fra gli altri.

Non so quale sia la "truth condition" delle tue altre poche certezze, ma se è come quella di codeste, andiamo malino forte.

 

Beh, le cosine che elenchi GWB le ha ereditate da quei signori, fra gli altri.

per quanto concerne gli aspetti economici è assolutamente vero ed assodato. rispetto al problema afghanistan lo è solo parzialmente e per l'iraq direi per nulla.

e questi due tem hanno pesato molto(e giustamente) sulla valutazione da parte degli elettori del 2008 dell'operato di Bush j.

Oops, mi son dimenticato di cancellare parte dell'elenco ovviamente, come pianificato. Ora lo faccio, se non ti dispiace ... consideralo un typo!

Sul fatto che quelle due guerre siano state così importanti per l'elezione di Obama, ho ragione di dubitare. Senza BS, LBs e Sarah, non so chi avrebbe finto fra Obama e McCain, davvero non lo so. Gli USA sono un pelo più ampi di downtown Manhattan e gli stati chiave per eleggere Obama erano TUTTI driven dall'economia, non dalle guerre di GWB.

si, è vero. ritenevo solamente che un certo peso, in alcune parti dell'elettorato, le questioni belliche lo abbiano avuto. concordo però che è sempre l'economia in ultima analisi a guidare le sceltedegli elettori.

 

Ps a tal proposito: so qual'è la vostra opinione rispeto alla figura di Stigliz, ma come lo giudicate il lavoro da lui svolto assieme alla bilmes, nel valutare l'effetto esiziale sull'economia americana della guerra in iraq, esposto nel libro "la guerra da 3K miliardi d dollari"?

With all due respect professor, ma anch'io nel mio piccolo credo di nutrire una grande simpatia per i fatti. E cerco di onorarla, quindi:

http://www.wolframalpha.com/input/?i=(federal+debt/+gdp+usa)

In che senso GWB avrebbe ereditato da Clinton l'esplosione del debito pubblico ? A me pare che in termini relativi il debito federale sia sceso durante la sua amministrazione e sia esploso in quella di GWB. Cosa sbaglio ?

http://www.wolframalpha.com/input/?i=(USA+average+home+sale+price/+USA+gdp+per+capita)

In che senso GWB avrebbe ereditato dall'amministrazione precedente la bolla immobiliare ? A me pare che in termini di GDP pro capita i prezzi durante l'amministrazione Clinton siano stati stabili e siano esplosi con GWB. Di nuovo, sbaglierò io ma mi spieghi dove ?

In quanto a Greenspan, GWB lo ha confermato per la quinta volta a capo della FED quindi direi che godeva della sua fiducia, no ?

In quanto a Rubin e Summers.... GWB li ha segati, ma non mi sembra che dopo l'economia USA marciasse meglio....

 

 

Ho visto che Michele ha già risposto, ma siccome lui è kattivo e molto tranchant ti do' la mia opinione: hai sicuramente ragione sulla guerra in Iraq e su un pezzo delle finanze pubbliche (grazie alla politica del taglia le tasse & spendi); per quanto riguarda l'Afghanistan credo fosse una variabile indipendente: mettici Martin Luther King alla presidenza e la reazione non sarebbe stata troppo diversa; sulla crisi dei subprime e il controllo del mercato dei derivati, si tratta di desiderata ex-post. Chiaro che col senno di oggi il non aver fatto nulla diventa una responsabilità politica, ma come ha fatto notare Michele utilizzando questo principio è una responsabilità da dividere tra MOLTE amministrazioni (credo si cominci da LBJ con la Great Society, piu' o meno).

Guarda che io non contesto il fatto che Bush abbia invaso l'Afghanistan, ma il modo in cui la guerra è stata condotta e che ha poi portato alla deriva irachena, invece che a concentrarsi sui territori tribali del Pakistan etc.

Se poi per analizzare la crisi dei subprime dobbiamo cominciare da LBJ, (ma perchè già che ci siamo non da FDR o magari direttamente da A&E ?) ... alzo le mani e applico l'undicesimo comandamento:

Mai discutere con degli interisti, razza perniciosa dalla memoria troppo lunga. E selettiva.

Signor gmack, whatever that means, di ritorno dal viaggio ero venuto qui proprio per rispondere al suo commento precedente, quello in cui invocava i fatti. Avevo pensato anche, per una volta, di essere gentile e paziente e di illustrarle tutti i (banali) fatti e meccanismi con cura nonostante siano facilmente rintracciabili sia su questo blog che altrove.

Ora leggo questo e me ne passa la voglia.

Lei sa già tutto, compreso come non capire i grafichetti del debito e dei prezzi delle case costruiti su Wolfram Alpha.

E vedo che lei sa che i mortgages che vanno in malora si devono a LBJ ed FDR. E che, grande stratega internazionale qual'è, sa anche come risolvere la questione degli "stan": basta "concentrarsi" sui territori che dice lei, quelli "tribali". Deep. Espresso o Foreign Affairs?

Contento lei, contenti tutti.

Io, dopo un tot di trolls anonimi che sparano cazzate a raffica solo perché la mamma non mozzò loro le dita all'età appropriata, mi annoio e volto pagina. La libertà di parola non implica l'obbligo di lettura e risposta altrui.

Si diverta.

Peccato, l'avrei letta volentieri la sua risposta invece di questa nonrisposta inutilmente sarcastica.

In quanto all'uso di un nickname, non pensavo che questa fosse cosa non gradita su questo blog.

Se è così potreste almeno avvisare gli utenti al momento della registrazione.

Si diverta pure lei.

Andando a ritroso.

- Ognuno è libero di usare il segnale che vuole per commentare. Io ho una politica semplice e che pratico sistematicamente: con gli anonimi ho bassa tolleranza. Appena ciurlano per il manico smetto di investire nella discussione con loro. La ragione è banale: discutere seriamente costa tempo e, visto che mi firmo con nome e cognome, mi costa anche reputazione. All'altro non costa reputazione, perché anonimo, né tempo, perché ciurla per il manico e fa battutine. È uno scambio che non trovo attraente e mi nego a parteciparci.

- Sul sarcasmo: se non le piace quello degli altri eviti il suo per primo. Io ho solo risposto con sarcasmo dovuto a sarcasmo non motivato. Ed anche questo fatto, che lei protesti per il sarcasmo altrui quando è stato il primo ad usarlo, mi convince che ho fatto la scelta giusta.

Chiariti i dubbi metodologici, la saluto e chiudo. 

Sono anche io in disaccordo, Obama e' all'opposto di BS perche' e' in buona fede. Gli hanno solo riempito la testa di libri di sociologia antiquata e lui ci crede e non riesce a pensare altrimenti.

Oh, vedo ora che Camille Paglia dice la stessa cosa:

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-19976.htm

 

 

Camille - che sa come attirare l'attenzione su se stessa sempre e comunque ma solo in Europa e soprattutto in Italia che qui non se la fila nessuno, dice le stesse cose che dici tu fuorché una: che Obama sia in buona fede.

Io sono d'accordo con Camille (che non lo dice ma lo pensa) e non con te (che pensi e dici il contrario): Obama non è in buona fede.

Obama è il figlio più giovane, ed abbronzato, di Richard J. Daley ...

GWB, quando parlava di "compassionate conservatism", non s'era comprato l'esclusiva d'essere uno spudorato mentitore ... non si capisce perché quelli "de sinistra" devono essere in buona fede e quelli "de destra" invece no. Mentono entrambi e non sanno neanche di mentolo. Tanto, le masse adorano i messiah e li aspettano comunque.

Morto un messiah se ne fa un altro, l'unica domanda interessante è: quale sarà il prossimo?

Magari mi sbaglio (anzi, sicuramente mi sbaglio, che di politica - americana in particolare - non ne capisco), ma tra Bush e Obama quello in buona fede mi sembrerebbe più Bush, che sembrava sempre non capire nemmeno quello che lui stesso diceva. IMHO.

Grazie del post: ormai, anche grazie a voi, non frequento troppo gli italici quotidiani ed avevo bisogno di capirci qualcosa.

C'erano due referendum (li trovate in fondo alla pagina linkata), uno dei quali teso ad abolire l'assurda regola che richiede la maggioranza dei 2/3 per passare il bilancio nel parlamento dello stato. Si tratta di una regola che sostanzialmente garantisce la paralisi fiscale. Il lume di speranza è che il referendum sembra essere passato.

Purtroppo invece non è passato il referendum sulla liberalizzazione della marijuana.

peccato, ma comunque Washington aveva già fatto sapere che non l'avrebbe consentito o sbaglio ?

Ma una curiosità: in California hanno vinto praticamente tutti gli incumbent ? Sono io che non capisco o c'è un bug nel sito della CNN ?

Credo che i Dems abbiano perso CA 11 e CA 20. Sulla marijuana, la legge sarebbe sicuramente stata impugnata dai feds e la cosa sarebbe stata litigata all the way fino alla corte suprema. Sarebbe stato molto interessante da vedere.

Almeno Scipio-Ventroni-d'Africa e d'Alema-di-lotta-e-di-governo-e-di-copasir sono piu' giovani del governatore, j Brown nacque nel 1938

Quindi la necessita' di una maggioranza allargata per il bilancio rimane?

No, ora è sufficiente una maggioranza semplice per passare il bilancio dello stato, rimane però il requisito di una maggioranza di due terzi per l'imposizione di nuove tasse.

Esatto, ora è possibile tagliare le spese a maggioranza semplice anziché a 2/3. La California resta un casino, dato che gli elettori possono mediante referendum imporre nuove spese allo stato. Ma è un piccolo passo nella giusta direzione.

what fell off the cart is the 2/3 mandated majority (w.r.t budgeting at state level)

Che infausta notizia.

Per quanto riguarda le elezioni sarebbe interessante vedere il tasso di partecipazione al voto, ho come il sentore che gli astenuti (tra i democratici) siano stati in molti... Oggi ho sentito un prof. (Maurizio Viroli) da Augias che commentando i risultati delle elezioni attribuiva la batosta dei democratici all' "impazienza" dell'elettorato democratico che si aspettava grandi cose e invece si ritrova con poco o niente di fatto... Mi chiedo anche cosa abbia impedito all'amministrazione Obama di chiudere Guantanamo... mah...

Gli americani decidono di provare, senza convinzione completa, con i repubblicani.

Gli americani devono ancora trovare qualcuno che dica loro che devono far funzionare l'economia senza caricare debiti sulle carte di credito, o senza nasconderli dentro l'ingegneria finanziaria.

Se non riescono a far funzionare di nuovo le cose, e il lavoro (soprattutto), nemmeno con lo stimulus - che pure ha evitato guai peggiori sull'immediato - e con una crescita del 2%, vuol dire che non funziona il loro modello di retribuzione dei fattori produttivi, pur essendo gente efficace ed efficiente nelle singole attività.

RR

Due congetture e una previsione.

1) La retorica dei repubblicani non avrebbe fatto presa se il tasso di disoccupazione fosse stato il 7%. E nonostante sia molto critico della politica economica dei democratici, dubito che il mercato del lavoro sarebbe stato in condizioni diverse senza tale politica.

2) La macchina organizzativa del partito democratico non e' riuscita a portare alle urne molti elettori che tendono a non votare ma si mossero per Obama.

3) Le primarie repubblicane del 2012 saranno un bagno di sangue e vedranno vincere un tea-party type che perdera' contro Obama.

Gianluca scusa ma la 2 è una non-risposta, perché la vera domanda è "perché quegli elettori che tendono a disertare le urne si mossero per Obama? cosa si aspettavano? come possono fare i dems a mobilitarli di nuovo (possibilmente nel 2012?)?".

Sul (3), per me i Tea Parties sono (in media) una delle cose migliori che potessero capitare agli USA dal punto di vista politico, soprattutto considerando che l'elettorato si è mostrato in grado di cacciare gli impresentabili (leggi Christine O'Donnel); sarei molto cauto a dire che un candidato dei TP sarebbe spacciato contro Obama tra 2 anni!

Non era mia intenzione dare risposte. Volevo solo offrire uno spunto per sottolineare che si vogliono leggere troppe cose in questo risultato elettorale. Il fattore numero 1 e' la situazione economica. In recessione, gli incumbents perdono.

A me Rubio e compagnia bella fanno paura -- non per le loro idee di politica economica -- ma per le posizioni che la maggiorparte di essi ha in materia di diritti civili. 

Ieri Rubio ha iniziato il suo discorso esattamente come avrebbe fatto un Ayatollah in Iran. Per questi la separazione tra Church e State non esiste.

Gianluca, sulla retorica di cui parli: c'è un tipo che anche oggi è stato intervistato sul Corriere sulle elezioni americane, e che propone una descrizione dell'america "profonda" che è esattamente come certa cultura europea se l'immagina. Ecco volevo sapere se i suoi libri sono conosciuti/discussi/ in US. HA scritto questo libro, tradotto in italiano. 

Ps: c'era un post del paleozoico di nfa dove discutevate queste cose: quanto è ignorante/fondamentalista la provincia americana? Era uno scambio di battute e commenti interessanti, ma non lo trovo. 

Direi non molto piu' ignorante e fondamentalista dell'italia di Berlusconi. Anzi, direi che e' facilissimo parafrasare il sommario del libro che hai linkato sostituendo Italia ad Amerika. Davvero vogliamo fare a gara a chi vota a favore dei propri interessi nel paese di Berluska?

Poi, davvero, questa cosa trita e ritrita della geografia fa davvero sorridere... come se gli italiani sapessero dov'e' il Paraguay. Non lo sanno neanche gli americani, certo, per ovvi e giustificabilissimi motivi. Poi dai, tutto questo scibile di geografia a che serve agli italiani? E che dire della frase su cibo e caccia? Sorvoliamo sul cibo, che per gli italiani e' una religione, che male c'e' ad andare a caccia se non si e' animalisti?

Ps: c'era un post del paleozoico di nfa dove discutevate queste cose: quanto è ignorante/fondamentalista la provincia americana? Era uno scambio di battute e commenti interessanti, ma non lo trovo

Forse erano questi due.

Io non ho mai sentito parlare del tipo in questione, ma questo ovviamente non prova nulla.

Non ricordo del post, ma in piu' di un'occasione ebbi a riscontrare che ho una percezione diversa da alcuni redattori NFA, della cultura popolare che prevale in larghe sacche all'interno del Paese. Nel senso che io non apprezzo affatto tale cultura.

Io vivo a New York da 7 anni e quindi sono sicuramente condizionato dal disdegno che la citta' nutre per i "fly-over states." Pero' viaggio, leggo, e ho abitato per 5 anni a Rochester, NY e 3 anni a Pittsburgh, PA.

Ci sono tematiche come l'immigrazione, i diritti civili degli omosessuali, la separazione tra chiesa e stato, la pena di morte, il diritto alle armi, su cui il sentire medio delle zone rurali del Paese e' lontanissimo dal mio e da quello dei miei concittadini di NY.

Aldo nel suo post si chiedeva come in California abbiano potuto eleggere ancora una volta Barbara Boxer al Senato.  A New York, e' stato eletto governatore il figlio di Cuomo, il che e' tutto dire... Io ho una spiegazione semplice del perche' in California abbiano votato Boxer... perche' hanno paura che in un futuro prossimo un Senato repubblicano metta un altro Alito nella Corte Suprema.

L'assoluta cagata che si chiama second amendment (il diritto a portare armi) costa al Paese un'enormita' in termini di cadaveri... e non ce lo possiamo togliere dai piedi esattamente perche' e' considerato sacro negli Stati di mezzo...

mi scuso per lo sfogo

 

Non intendo sostenere la legislazione degli Stati Uniti in fatto di armi ma ho letto che il Canada ha una legislazione simile con molto meno morti. Forse i motivi sono anche altri?

La risposta di GL sopra mi offre lo spunto per offrire un altro paio di dettagli in commento al riassunto del libro linkato: sui diritti civili, in particolare degli omosessuali e sulla separazione chiesa e stato siamo anni luce dall'Italia, anche qui a Nasvhille, che non sara' profondo Sud ma e' Sud, senza dubbio alcuno. Certo, ogni tanto c'e' qualcuno che vuole mettere una scultura dei 10 comandamenti davanti al palazzo di giustizia, ma ogni volta succede una gran cagnara. In Italia il crocefisso c'e' in ogni aula e ufficio pubblico, e non si sognano di protestare neanche persone non sospette. Non parliamo neanche dell'insegnamento della religione che qui in una scuola pubblica sarebbe peggio di una bestemmia. 

Sul 2nd amendment in effetti ha ragione GL. E' un bel dilemma, anche perche' l'emendamento afferma tutt'altro che il diritto di avere armi per chiunque. Anzi, per come io lo leggo, afferma il contrario. E non mi pare nemmeno una questione nord-sud visto che supporters ne ha ovunque. L'unico spunto che ho e' che la lobby delle armi e' particolarmente efficace, ma non capisco perche' lo sia piu' di altre industrie piu' potenti e danarose. O forse lo e', danarosa, o forse le altre sono altrettanto potenti ma in modi meno visibili. 

Ma no, quella delle guns è diventata semplicemente un simbolo. Un simbolo su cui la destra reazionaria ci marcia per portare a casa risultati concreti su altri temi e sul quale, invece, i radical chic ci cascano rompendosi il naso ogni due per due.

E mentre sono convinto che con un controllo più stretto delle armi ci sarebbero meno morti, non c'è nulla nell'evidenza disponibile che giustifichi l'affermazione di GLC secondo cui è il 2nd amendment che costa al paese una "enormità" in termini di cadaveri.

Detto altrimenti, ci sono temi ben più importanti su cui scontrarsi e su cui lavorare ... eppoi, le Colt 45 son proprio belle!

In compenso in Tennessee overwhelming majority per il referendum sul constitutional right to hunt and fish!!!

Non sia mai detto che qualche activist judge con la scusa dei diritti degli animali ci tolga le armi nei parchi!

We're gonna get y'all !!!

 

Ma no, quella delle guns è diventata semplicemente un simbolo

 

già: "guns, gays, God and dead babies": diritto di portare armi. gay, religione nella sfera pubblica e aborto, i quattro cardini della destra americana.

il grosso problema politico del 2nd Am., dalle mie discussioni con amici americani GOP voting in rete, è che loro realmente credono che il possesso delle armi (a parte le ovvie questioni su caccia e autodifesa) permetta ai cittadini di opporsi a un governo tirannico (o a una invasione, vedi Red Dawn), nonostante tutta l'evidenza storica in contrario: la guerra d'indipendenza e la guerra civile furono combattute da eserciti regolari, mentre chi aveva preso sul serio l'idea del diritto dei cittadini alla resistenza armata, a destra e a sinistra, ha fatto una brutta fine, dalle Pantere Nere a McVeigh. Il paradosso è che uno di loro mi ha citato come esempio in positivo gli insurgents irakeni, IEDs inclusi.

Ovviamente, un esercito moderno ha dei vantaggi stratosferici in termini non solo di firepower, ma di logistica, comunicazioni e catena di comando...ma niente, è un articolo di fede. Loro ti dicono che il gun control era una politica dei nazisti e che le prime leggi sul controllo delle armi le avevano fatte per disarmare i neri appena liberati.

 

Non e' che i tuoi amici ci credano davvero. Quel che conta e' il valore simbolico di potersi opporre al governo, in uno Stato che e' nato liberandosi da un altro governo. 

Ovviamente, un esercito moderno ha dei vantaggi stratosferici in termini non solo di firepower, ma di logistica, comunicazioni e catena di comando...

Eh calma, dipende da vantaggi per chi. Un paese che non si immischi in affari altrui (come, che so, la Svizzera d'oggi o gli Stati Uniti versione 1.0) non ha bisogno di un esercito superefficiente, che invece rappresenta un'ottima arma per aspiranti dittatori; una "well regulated militia" basta a difendersi da attacchi esterni. Il Secondo Emendamento nasce da una ben giustificata diffidenza da parte dei Founding Fathers nei confronti di "standing armies", cioe' di eserciti permanenti che non si sciolgono in tempo di pace, soprattutto se essi sono controllati dal potere esecutivo. La sezione 8 dell'Articolo 1 della Costituzione americana lista, tra in poteri del Congresso (nota: NON del presidente), la facolta' di "raise and support armies, but no appropriation of money to that use shall be for a longer term than two years". A sua volta, questo era stato ripreso dal Bill of Rights inglese del 1689 successivo alla "Glorious Revolution" liberale dell'anno precedente, che aveva tolto al Re il controllo sull'esercito per darlo al Parlamento, e aveva anche affermato il diritto dei cittadini a portare armi per autodifesa. Io preferisco un'America fondata su questi principi, come appunto era quella di Jefferson, all'autonominatosi poliziotto del mondo che c'e' adesso (che oltretutto fa il suo lavoro maluccio assai, imbarcandosi in guerre che non sa vincere, e spendendo trilioni di dollari che non ha).

Se poi mi dici che ora le cose sono diverse perche' c'e' un esecutivo eletto a suffragio universale e non Re Giacomo, ti ricordo che il cancelliere Adolf Hitler divento' tale in seguito ai suoi successi elettorali.

le considerazioni di Enzo sono (ad avviso del sottoscritto) perfettamente centrate.

E' un problema consistente per le costituzioni liberali come spargere/distribuire il potere di usare la violenza/forza.

la soluzione costituzionale e' appunto nel 2ndo amendamento.

Il resto e' propaganda.

Sui fatti non ho dubbi. E' gia' stato osservato che la popolazione Israeliana -TUTTA-- tiene a casa un'arma da guerra vera sempre carica , M16 m24, Galil.

Il tasso di omicidio e' molto piu' basso che in USA. Perche'? Si noti che la chiacchera sulla "differenza" non ha effetto alcuno, se si intende che si sia stabilito un nesso causale tra la disponibilita' di armi da fuoco e gli omicidi. 

 

Un antisemita direbbe "Perchè i proiettili costano", battutacce a parte, evidentemente altri popoli (Finlandesi, Israeliani) hanno, per motivi vari, una "maturità" maggiore del popolo usa.

Proprio per questo motivo non sarebbe il caso di limitare l'accesso alle armi da fuoco in USA? In fondo anche la patente di guida non viene rilasciata ai bambini di 6 anni perchè irresponsabili.

PS

Non è una mia tesi, chiedo soltanto.

Per una volta, non chiamo in ballo il sapere e esprimo esclusivamente la mia opinione.

Son affatto d'accordo (con Ruggeri): vi sono delle differenze ("razziali"? "culturali"? "genetiche"? NON ho la piu' pallida idea e nemmeno la nebbiosa visuale per dire come si studia una cosa simile) e queste hanno per effetto che gli americani (si' in media etc.) sono piu' violenti, ad esempio degli israeliani, degli svizzeri, meno dei sudafricani e dei colombiani. Non ho una spiegazione, suggerisco soltanto un inizio di un approccio. Uno dei compiti del governo dal popolo, del popolo, per il popolo (A. Lincoln, Gettysburg, non io) non e' affatto quello di creare uomini nuovi, di cambiar la testa alla gente, di farli diventare tutti Gandhi, Dalai Lama. 

Dal legno storto dell'umanita'.. diceva un crucco tanti anni fa....

Concordo sul compito dei governi del popolo. ma qui non di raddrizzare legni storti io parlo ma di impedire che mi vengano picchiati in testa: il mio approccio è diverso.

Non si tratterebbe di creare nuovi Ghandi, ma di tutelare le parti sane della società da potenziali danni, con un esempio: non impedire ai gangsta rapper di uccidersi tra loro (anzi), ma impedirgli di uccidere per errore economisti di passaggio.

Questo risultato sarebbe raggiungibile limitando il porto d'armi ? 

, ma impedirgli di uccidere per errore economisti di passaggio.

 

e quale sarebbe il beneficio per la società? 

 

(è una battuta...)

 

Dai Corrado, da quando in qua i gangsta rapper chiedono il porto d'armi?

Giusta osservazione.

 

E' un problema consistente per le costituzioni liberali come spargere/distribuire il potere di usare la violenza/forza.

ma scherzi? quello è l'unico potere di cui lo stato ha e deve avere il monopolio, insieme alla giurisdizione. fa parte della definizione stessa di sovranità.

Hobbes è vivo e lotta insieme a noi: se quel monopolio lo spezzi il risultato è la Somalia o l'ex Jugoslavia.

Certo, non metti il potere coercitivo tutto nelle stesse strutture, per cui hai una polizia nazionale o federale e una locale (o PS e Carabinieri) , l'esercito che dipende dal capo di stato, ma la dichiarazione di guerra è rimessa al legislativo, e la Guardia nazionale che dipende dagli stati, la polizia giudiziaria dipendente dalla magistratura...me si tratta sempre di organi e poteri dello stato

Incidentalmente, la stessa Corte Suprema ha interpretato il secondo emendamento nel senso che comunque le milizie private sono vietate, Presser v. Illinois, per cui l'uso della forza rimane monopolio statale.

la soluzione costituzionale e' appunto nel 2ndo amendamento.

il 2. Am. è probabilmente il peggior esempio di legislazione costituzionale che si sia mai visto: a prescindere sull'opportunità o meno del possesso di armi, la fonte normativa è ambigua e mal formulata. 

Era partito come:

A well regulated militia, composed of the body of the people, being the best security of a free state, the right of the people to keep and bear arms, shall not be infringed, but no one religiously scrupulous of bearing arms shall be compelled to render military service in person.

cioè sul servizio militare nella milizia (distinta dall'esercito permanente regolato da un altro articolo della Costituzione) inclusivo del diritto all'obiezione di coscienza

e negli Articoli di Confederazione il discorso della milizia era compreso in un articolo sulle forze armate degli stati, non sui diritti costituzionali individuali; "bearing arms" di solito, teste Shakespeare si riferisce l'impiego militare

Da lì sono arrivati a un diritto individuale (o collettivo? i giuristi ci si sono scazzati per decenni) di portare armi col caso Heller due anni fa. Ci hanno messo duecentocinquant'anni per decidere il " vero" significato...per ora.

Per non menzionare tutta la questione se "keep and bear" implica il diritto di portarle in pubblico in vista o nascoste ("concealed carry"). Insomma, un casino, altro che soluzione.

 

 

 

Ovviamente, un esercito moderno ha dei vantaggi stratosferici in termini non solo di firepower, ma di logistica, comunicazioni e catena di comando...

Eh calma, dipende da vantaggi per chi

 

 

per il governo nei confronti dei cittadini, per quanto armati.

Ripeto: i miei conoscenti americani di destra sono convinti che la miglior ragione per essere armati è che questo costituisca un freno al governo. Banalmente, ammesso che il governo diventi tirannico, magari per prima cosa federalizza la Guardia Nazionale, che a quel punto si ribella, ma parliamo comunque di unità regolari e di "normale" guerra civile.

Ma io col cal. 12., il vicino Joe Redneck con la .357 e Bubba con l'AK-47 che s'è portato dal 'nam... intanto se uno finisce le munizioni non può usare quelle dell'altro, per comunicare abbiamo i cellulari o i walkie talkie (intercettabili e interrompibili) e non le comunicazioni protette, e poi magari Joe non si fida di me perché sono un liberal senza Dio... quanto ci mette un plotone di fanteria (munizioni standardizzate, addestramento, sanno che devi rivolgerti al caporale o al sergente per gli ordini e si fidano) a farci fuori tutti, visto che in caso può far venire un autoblindo o un elicottero in supporto?

E il mio ragionamento si applica a qualunque esercito moderno di qualunque nazione mediamente avanzata, Italia, Svezia, whatever.  Gli USA 1.0 sono finiti sicuramente dopo Pearl Harbor, quindi, moot point. Hanno un esercito permanente professionale, non è concepibile che lo smantellino, here and now qualunque discorso sui cittadini con le armi proprie contro the Big Evil Government è aria fritta allucinata.

quanto ci mette un plotone di fanteria (munizioni standardizzate, addestramento, sanno che devi rivolgerti al caporale o al sergente per gli ordini e si fidano) a farci fuori tutti, visto che in caso può far venire un autoblindo o un elicottero in supporto?

Quanto ci mise a sterminare i Vietcong? Quanto ci sta mettendo a far fuori i taliban?

In campo aperto tu, Joe e Bubba non avete chances, ma se fate imboscate e la gente vi copre finisce con l' esercito tappato in caserma, uscendo solo per plotoni in assetto da guerra e senza manco la possibilità di andare a casa in licenza, visto che corporal john abita di fronte a Bubba.

Ti pare una soluzione sostenibile sul lungo periodo?

Non dico che finirebbe per forza così, ma mi pare una possibilità.

 

I vietcong erano appoggiati da un esercito regolare, i talebani hanno il controllo del territorio e l'appoggio più o meno di un esercito regolare, quello pakistano, e di uno Stato, tale Arabia Saudita.

In campo aperto tu, Joe e Bubba non avete chances, ma se fate imboscate e la gente vi copre finisce con l' esercito tappato in caserma,

se l'esercito del governo tirannico (se devi essere bastardo lo sei fino in fondo) decide di usare regole d'ingaggio da SS sul fronte orientale o anche semplicemente da Sherman in Georgia, o da Fallujah, Willy Pete incluso, la gente non ti copre più tanto. Vedi come Petraeus ha disarticolato gli insorti sunniti tra surge e manovre politiche.

 

 

 

 

i talebani hanno il controllo del territorio e l'appoggio più o meno di un esercito regolare, quello pakistano, e di uno Stato, tale Arabia Saudita.

Da quando?

Da che mi risulta hanno l'appoggio dei servizi segreti (e nemmeno tutti, visto che giocano su più tavoli) pakistani e di qualche svalvolato saudita, che è ben diverso.Ed il controllo del territorio, dove ce l'hanno, se lo sono conquistato a cannonate.

Vedrai poi che poi Hugo, Fidel & Ahmadinejad qualche regalino lo faranno pure a te e Bubba.

In ogni caso credo anche io che con l'esercito regolare americano e regole di ingaggio da SS non ci sarebbe storia, ma dubito siano attuabili con soldati americani contro civili americani.

No, wait a moment (infilo anch'io un frase inglese che pare faccia figo qui :) ), davvero c'è qualcuno qui in Europa che concorda con la baggianata USA del diritto inalienabile all'arma da fuoco?

Austria ha legislazione assai simile.

ma a prescindere dalle differenti legisazioni in materia, ritenete che il possesso da aprte di privati cittadini di armi da fuoco possa avere la benchè minima utilità? (intendo all'infuori di quella che otterranno i signori Bereta e Benelli)

contro gli eserciti regolari degli stati la loro utilità mi pare pittosto dubbia, come sottolineava Marino bib.

come disincentivo per la microcriminalità, mi pare proprio che non funzioni.

più in generale la diffusione e l'uso di armitra i privati cittadini si hanno dove lo stato fallisce nella sua opera di lotat alla criminalità: si va dalle sacche interne a paesi come USA o al sud italia fino ad interi stati collasati come, somalia, sudan, afganistan, jugoslavia (ricordate le milizie di Arkan?)

 

la mia non è una provacazione, mi chiedo veramente se pensiate che il diritto ad avere un arma possa avere una qualche utilità sociale

come disincentivo per la microcriminalità, mi pare proprio che non funzioni.

Mica lo scopo di rendere piu' facile il possesso di armi e' il debellare la microcriminalita', a quello di devono pensare le forze di polizia, che e' il loro mestiere. Quello che interessa a chi e' favorevole alla liberalizzazione al possesso di armi e' che il piccolo delinquente eviti di agire contro di lui, in quanto sa che ci potrebbe essere una risposta armata, e rivolga le sue attenzioni al suo vicino politicamente corretto che non prenderebbe mai in mano un'arma per motivi etici, perche' e' una preda piu' facile.

 

 

Quello che interessa a chi e' favorevole alla liberalizzazione al possesso di armi e' che il piccolo delinquente eviti di agire contro di lui, in quanto sa che ci potrebbe essere una risposta armata, 

 

funziona col delinquente "razionale". Il tossico a rota che non ha niente da perdere, o la banda che calcola "razionalmente" di avere il vantaggio del numero e/o della sorpresa non direi.

Oltretutto, qui non è solo questione di possesso, è se vada permesso di portare liberamente l'arma in giro, che è un'altra storia

e rivolga le sue attenzioni al suo vicino politicamente corretto che non prenderebbe mai in mano un'arma per motivi etici, perche' e' una preda piu' facile.

e io delinquente come faccio a saperlo che il vicino è PC? Magari ti sembra un hippy mollaccione,  ti sbagli e quello è Eric S. Raymond di Ethics from the barrel of a gun

http://en.wikipedia.org/wiki/Eric_S._Raymond

http://www.catb.org/~esr/guns/gun-ethics.html

 

 

 

 

 

Mica lo scopo di rendere piu' facile il possesso di armi e' il debellare la microcriminalita', a quello di devono pensare le forze di polizia, che e' il loro mestiere.

infatti io ho parlato di DISINCENTIVARE, non debellare la criminalità. se il possesso dia armi da fuoco è inefficace nella seconda funzione, penso lo sia anche nella prima.

mettiamo che un commerciante possieda un'arma che tiene in negozio, al fine di preservarsi da eventuali crimini. certo non la espone in bella vista sul bancone. l'unico modo perchè un malintenzionato ne venga a conoscenza, quindi, è che il commerciante ne abbia già fatto uso. ma  il criminale dovrebbe risiedere nel quartiere e avere una buona conoscenza delle vicende del luogo, oppure dovrebbe avere informazioni di seconda mano (non credo esista un archivio dei criminali o un "web del delinquere" facilmente consultabile).

ma anche in questo caso la minaccia potrebbe essere del tutto inutile. porto la mia esperienza personale: nella mia città di provincia sono state assaltate più volte, ed in pieno giorno, delle banche presidiate da guardie giurate ben armate. i criminali son più temerari ed attrezzati alla bisogna di quel che pensiamo, e la deterrenza non pare essere una buona arma.

inoltre quando si presentano dati nei quali risulta che anche uno stato in cui la legislazione sulle armi è piuttosto restrittiva, come il messico, occorre tenere conto anche di altri fattori spesso non calcolati

A dispetto dei fatti, il Messico ha una delle più restrittive leggi sul possesso di armi da fuoco. L'Unire Nations Office on Drugs and Crime (UNODC) ha calcolato che attualmente in Messico ci sono abbastanza armi per i cartelli da armare un adulto su tre. La causa è l'eccessiva liberalità della legge per il porto d'armi negli Stati Uniti e per la lunga e permeabile frontiera dove la United States Border Control sembra più occupata a bloccare i migranti che a impedire il flusso di armi ad alto potenziale che lasciano il paese.

Per quanto mi riguarda non concordo, ma non son sicuro sia una baggianata.

In Finland there are 32 privately owned firearms per 100 civilians according to the Finnish Ministry of the Interior[1]. By the end of 2006 there were more than 1.6 million licensed firearms.[1] Averaged among Finland's population of 5.3 million it comes to 30.5 per 100 people. Another study puts the number of firearms per capita as high as 0.55 [2]

Unlicensed firearms are estimated at around 1.5 per 100. There are some 650,000 firearms permit holders in Finland. 60% of firearm permits are issued for hunting weapons[3]. There are an estimated 290,000 handguns, which comes to 5.5 per 100 civilians http://bits.wikimedia.org/skins-1.5/vector/images/external-link-ltr-icon...); background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 13px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; background-position: 100% 50%; background-repeat: no-repeat no-repeat;" rel="nofollow" href="http://www.eralehti.fi/erablogit/ps-pekka-suuronen/suomessa-paljon-kasiaseita.aspx">[4]. Permits are not required for muzzle-loaded black powder guns made before 1890 as long as they are not used. Captured guns from World War II are thought to constitute the largest share of illegal firearms.

The widely cited Small Arms Survey 2007 by Graduate Institute of International Studies in Geneva Switzerland[4]claims there are some 3 million firearms in Finland, or 56 per 100 civilians.

 

 

 

 

Come mai I suomi non si massacrano tutti i giorni?

però sembra che lo sparatore (e i suoi wannabe imitatori in Svezia) si fossero ispirati a Columbine

 Finland (excluding attempts) [45][47][48][60] 2.86 3.01 2.54 1.97 2.75 2.17         2.17

 

 

 

 United States [64] 5.5 5.6 5.6 5.7 5.5 5.6 5.7 5.6 5.4 5.0 5.0

Murder Rate:

Norway, Denmark 1.1 per 100,000 abitanti

Finland 2.8

Riporto anch'io due dati veloci dando per veri questi dati da wikipedia, che danno da pensare: nel 2008 negli usa ci sono stati 14180 vittime e 16277 offenders. Il 32.8% degli offenders erano bianchi, il 36.5% blacks, 29% unknown e briciole gli altri. Negli USA ci sono circa 310 milioni di persone. Il murder rate totale e' dunque circa 4.6 per 100mila. Stando ai dati su cui si sa qualcosa, dunque, il murder rate verrebbe dimezzato a livelli finlandesi se si escludessero i neri.

 

 

 

E a quanto se si escludessero gli assassini?

Purtroppo è un dato scomodo (come dimostra anche il sarcastico commento di Chemist).

Scomodo perchè sembra avvallare un pregiudizio razzista, purtroppo ai giorni nostri, se un dato ha queste caratteristiche, invece di trovare una spiegazione (che non sia quella razzista of course) ed una soluzione si preferisce negarlo. Esemplare al riguardo, se avete tempo e voglia, "Bowling a Columbine" dove, quando Moore arrivava alla stessa conclusione statistica, automaticamente la escludeva e cercava una spiegazione alternativa.

Prego di scusare il sarcasmo, sono sicuro che il commento non voleva essere razzista.

Salve non ho mai postato ma vi seguo con interesse, data la mia professione e le mie passioni mi permetto di dare alcuni spunti:

1- le leggi americane in generale sono diverse da stato a stato ma spesso somigliano alle nostre solo con meno burocrazia, in moltistati si acquista un arma dal negozio presentando documenti e venendo registrati dal negoziante su un sistema informatico che in diretta dice se l'acquirente può o meno  (in base ai criminal record) essere eligible. in Italia si deve prima passare dalla questura ma alla fine è lo stesso c'è in più il certificato medico ma è solo una spesa in più (lo dico per esperienza). L adifferenza c'è solo su un aspetto del "porto per difesa" che è simile solo che in Italia viene rilasciato a discrezione del prefetto (cioè solo se sei inciuciato) in Usa di solito solo dopo aver passato un corso presso il police dept.

2- le statistiche lasciano il tempo che trovano, potrei citare Kenneshaw Georgia dove per legge il capofamiglia deve avere un arma in casa e questa città è nella top 10 di miglior qualità della vita e il crime rate, specie per le home invasion è bassissimo (in tutta la contea) mentre più alto nella contea vicina....Poremmo poi parlare di Washington DC dove nonostante la recente sentenza Heller è vietato anche solo possedere armi ai privati ma il tasso di omicidi è in vetta alla classifica Usa---sarà che i criminali non richiedono il porto d'armi?

3- come qualcuno ha già detto in svizzera non solo molti hanno armi in casa ma tutti gli abili al servizio militare hanno a casa uno Sig 550 (fucile d'assalto automatico....) se una persona sclera come successo ieri al Carabiniere l'arma da fuoco cambia poco, anzi il potere invalidante di un coltellaccio da carne è maggiore di quello di una 9mm e chi è talmente fuori di senno da aggredire una figlia non ssi ferma davanti a niente lo dico per esperienza.

4 per tornare alla questione razziale, i neri in Usa sono la categoria più violenta in senso criminale, responsabile della maggior parte degli omicidi, che sono maturati spesso nelle lotte tra gang. i bianchi invece specie di etnia nord europea sono i responsabili delle uccisioni famigliari o di colleghi di lavoro o nelle università. a questo ultimo proposito, le università sono spesso gun free zone ma uno uscito di senno non rispetta certo un cartello ne gli mancano le possibilità di procurarsi  anche un arma automatica al mercato nero (appunto gestito dal gang nere di cui sopra). Comunque un nesso di etnia ci deve essere sul discorso pazzia dato che è quasi inesistente tra i neri (che ammazzano ma "solo" per motivi criminali)

purtroppo spesso il discorso sulle armi è viziato da motivi ideologici, ma in realtà le armi non uccidono, sono gli uomini ad uccidere e come sempre l'arma più pericolosa sta sopra il nostro collo...

I'll give you my gun when you take it from my cold dead hands.<em>

Non conosco la letteratura empirica sulle determinanti del tasso di omicidi. Mi impegno a fare una search appena ho tempo.

Nel frattempo, questi sono i dati sul tasso di omicidi:

USA: 4.28 per 100mila abitanti 

Yemen: 3.36

CAN: 1.48

ITA: 1.28

http://www.nationmaster.com/graph/cri_mur_percap-crime-murders-per-capita

eppoi, le Colt 45 son proprio belle!

 

infatti poi si sono comprati le nostre Beretta :-)

 

anche perche' l'emendamento afferma tutt'altro che il diritto di avere armi per chiunque. Anzi, per come io lo leggo, afferma il contrario.

ti riferisci alla "militia clause"?

A well regulated Militia, being necessary to the security of a free State, the right of the people to keep and bear Arms, shall not be infringed.

certo, nei lavori preparatori era intesa come diritto collettivo : A well regulated militia, composed of the body of the people, being the best security of a free State, the right of the people to keep and bear arms shall not be infringed; but no person religiously scrupulous shall be compelled to bear arms (che implica una chiamata alle armi, non il possesso personale), ma poi la formulazione è diventata questa

Però la Corte Suprema ha deciso che il diritto di portare armi è un diritto individuale in District of Columbia v. Heller

Io questa storia di Obama estremista non la capisco, le  politiche dell'amministrazione di Obama mi sembrano in linea con quelle del suo predecessore: la guerra in medio oriente, il sostegno solo proforma alla causa della pace in Palestina, Guantanamo che è ancora lì, la sudditanza alle grandi lobbies finanziarie, la riforma sanitaria che è un regalo alle grandi compagnie di assicurazione sanitaria. Di "sinistra" c'è stato solo lo stimolo economico, che si è tradotto in gran parte in aiuti alle finanze disastrate delle amministraioni degli stati. Si può non essere d'accordo sull'efficacia o la desidrabilità dello stimolo, ma da qui a definirlo "estremista" ce ne corre.

L'estremismo non c'e', e' retorica, spesso piu' fumosa del necessario.

Quello che c'e' e' consapevolezza, ad avviso del sottoscritto non spregevole, delle vere impotenze dell'amministrazione imperiale. Il confronto non va eseguito con le amministrazioni Bush (per et fils) ma con l'amministrazione di J. Carter.

Sono completamente d'accordo con AA.

Per questo ha perso, infatti. E per questo ora ha un problema complicato da risolvere.

Ha vinto promettendo due cose: (i) i miracoli, (ii) una politica molto di "sinistra" e contro i potenti.

Ha violato (ii) e continuerà a violarla: quelli che si entusiasmarono per essa ed uscirono dall'apatia del "non voto perché il sistema è in mano ai padroni" li ha persi, io credo, per sempre. Non so quali balle possa inventarsi per farli ritornare alle urne in due anni.

I miracoli, ovviamente, non li può fare e non li farà e questo gli ha fatto perdere una % forte di elettorato "mediano" che guarda solo alla bottom line (quelli di "It's the economy, stupid!"). Alcuni di questi forse torneranno, altri si stancheranno del GOP perché non mantiene le promesse MA, notate, GOP e TP NON hanno promesso miracoli! Hanno solo promesso d'impedirgli di spendere, d'impedirgli di tosarci ancora con ulteriori tasse, d'impedirgli di mettere in moto la follia che lui chiama riforma sanitaria. Credo che controllare il Congresso sia sufficiente per fare questo. Quindi, non è detto che fra due anni il GOP debba pagare per gli stessi errori. Dipende da loro, diciamo.

Dipende anche da BB, che continua con la follia di comprarsi l'economia USA in cambio della carta moneta che lui stampa ... vedremo come va la cosa fra un anno. La chiave, comunque, è GNP growth, taxes and public debt.

It's always the economy, stupid, so you should not promise miracles: there is no free lunch!

Magari gli elettori italiani avessero la saggezza e l'agilità mentale e politica del votante fluttuante USA!

Sono completamente in disaccordo. Confondete la poltica estera con la politica economica.

Sulla politica estera certo che non e' stato estremista. Ha seguito la linea Bush, ma con tanta timidezza che rischia di trovarsi punto e a capo. In Iraq la coalizione che era stata messa in piedi si sta rompendo. I sunniti dell' Awakening stanno tornando alla insurrezione. Per Afganistan ha impiegato sei mesi di riflessione per trovare un compromesso su una mezza surge. Spero che non si sia, fra due anni, dove eravamo nel 2007.

MA, MA: se avete seguito il dibattito politico negli Stati Uniti, della politica estera non si e' parlato. E' stata una campagna completamente diversa da quella del 2008.

In politica economica e sociale, definisco estremista: spostare la frazione della spesa dal 21 per cento (dove e' stata nei decenni passati) al 25; mettere il debito pubblico dal 40 a qualcosa che sembra il 90 per cento. A me basta, cosa deve fare uno per meritarsi il titolo?

AA: dire che la riforma sanitaria e' solo un regalo alle grandi imprese assicuratrici e' complottisomo. Senza offesa.

 

AA: dire che la riforma sanitaria è solo un regalo alle grandi imprese assicuratrici è complottisomo. Senza offesa.

No. È il frutto di un'analisi economica, che io considero anche piuttosto seria visto che in parte l'ho fatta anche io, della riforma. Una versione la trovi su questo sito, in due parti, a firma mia e di un certo Brighella. Ma forse scherzi ed io non me ne sono accorto!

Sul debito: non esagerare, i numeri non sono quelli. Anche GWB ha dato una sostanziale mano.

Idem, sulla spesa. 

I fatti quelli sono, Aldo. L'UNICA riforma sostanziale che ha fatto è quella sanitaria, ed ha le caratteristiche che ha. Non è estremista, è una riforma italiana.

Che poi sia estremista a parole ed anche parolaio, condivido. Ma lo fai meno politico chicaghiano e più invasato cubano di quanto sia. È un uomo astuto, che è andato al potere invocando la rivoluzione e poi, poi ha chiamato Bob Rubin e Larry Summers e ha loro chiesto "Che cosa suggeriscono i vostri amici di fare? Vi dispiace passare due anni a Washington per farlo?".

Rubin ha detto "Grazie, ma sono ricco abbastanza ed ho di meglio da fare." Larry ha fatto due conti e si è detto che no, non era ancora ricco abbastanza. Ora ha finito il lavoro e farà il cashing in.

Sulla politica estera la cosa è forse un pelino più complicata, ma ti vedo ancora convinto (contro tutta l'evidenza ed il buon senso) che in Afghanistan si possa "esportare la democrazia" ... Aldo, è da 35 anni circa che cercano di esportargli la democrazia a questi. Prima era quella popolare e socialista, ora è quella liberale e buonista, ma non fa alcuna fottuta differenza dal loro punto di vista. La storia, qualche volta, ci dà torto. E dico "ci", perché sai benissimo come la pensavo dieci anni fa. Ora basta, però. 


ma fare una riforma sanitaria "italiana" in America significa esattamente essere estremisti in quel contesto, così come in Italia sarebbe "estremista" una riforma all'americana (e io lo vorrei un estremismo così, peraltro). Quanto alla spesa pubblica e ai salvataggi, è vero che ha iniziato Bush, ma Obama ha continuato su una dimensiona quantitativa e "qualitativa" (nel senso che si inquadra in una visione politico-ideologica di fondo ben più "spinta" del "conservatorismo compassionevole" di Bush) ben più grande, su un'altra scala.

Per quanto riguarda la politica estera invece Obama non è altro che un cinico che nasconde dietro una cortina fumogena di retorica progressista un realismo metternicchiano, che del resto si adatta molto bene al pacifismo isolazionaista di sinistra post '68.

Mi hanno detto che il commento mi riguardava.

In effetti, vedo confermato che i filtri ideologici fanno, come sempre, brutti scherzi.

Chiarisco, per il lettori in buona fede, cosa intendeva dire il mio commento sulla riforma sanitaria.

La qualificazione "italiana" vicino alla riforma di Obama si riferisce al metodo della riforma, che è il medesimo usato da BS e soci: tante chiacchere, niente sostanza e gli unici cambi servono per fare un favore agli amici; le compagnie d'assicurazione e le lobbies mediche nel caso di Obama. Se invece di leggere quello che si vuole legggere si leggesse quello che c'è scritto, e quello che con Brighella ho scritto sul tema, si capirebbero le cose.

Se poi si desidera anche per l'Italia un sistema sanitario come quello USA vuol dire che si è per DAVVERO parte del partito di BS: viva i monopoli, le rendite di posizione e le consorterie. Abbasso il mercato e la concorrenza: chi non è del giro buono, si fotta. Non ho mai avuto dubbi che così fosse ma è gradevole veder confermato che gli ex-seguaci di Craxi, ora servi di BS, continuano coerentemente ad essere nemici del mercato, della concorrenza e del merito.

Il resto, come al solito, sono le ciancie di un'altro dei tanti che scrivono perché la mamma non mozzò loro le dita in tempi dovuti. Kissinger, notoriamente, era uno che nel '68 faceva i sit in a Berkeley: ma si può essere più ridicolmente ciarlatani di così? Penoso, sembra una combinazione convessa fra Gasparri, Bondi e Cicchitto.

Il tuo articolo del 7 aprile l'avevo letto allora e l'ho riletto adesso, e fra le cose che dici c'è anche che "peggiora la già insostenibile dinamica del bilancio federale", e poi, nelle conclusioni, che è "sotto sotto, parte dello stimolo fiscale utilizzato per uscire dalla crisi". Dunque c'è anche un aspetto "statalistico" che tu stesso rilevi, non io. Quello che ho detto io, quando ho affermato che vorrei un po' di "estremismo" all'americana in Italia, è evidentemente l'auspicio generale di una maggiore vocazione alla liberalizzazione anche nel nostro paese, questo è talmente evidente che non ti fa molto onore attaccarti a questa affermazione come mezzo di polemica spicciola.

Anche per quanto riguarda la politica estera, è chiaro che non dico che ai sessantottini stesse simpatico Kissinger. Dico, come è del resto noto, che dagli anni 60 c'è stato uno scivolamento dell'"idealismo democratico" dalla sinistra alla destra (i neoconservatori iniziarono come kennediani e sono diventati reaganiani), mentre la sinistra si è orientata a una forma di isolazionismo pacifista che DI FATTO, negli esiti concreti, produce effetti non molto diversi dal tradizionale realismo conservatore, e Obama ne è la personificazione direi emblematica. (Questo è uno dei motivi, ad esempio, per cui non apprezzo al 100% neppure i libertarians, anche perché in una situazione come quella americana è realismo vero quello di rendersi conto che, se non sei tu a occuparti del mondo, è il mondo che prima poi si occupa di te).

Per il resto non so cosa c'entrino stavolta Berlusconi e Craxi (del quale fra l'altro non sono mai stato un sostenitore, e difficilmente avrei potuto esserelo più di tanto anche per motivi generazionali), e continuo a restare leggermente basito da questo malvezzo di mettere la polemica sul piano personale, peraltro senza conoscermi affatto. E dire che in realtà sono d'accordo quasi sempre con quello che si dice si questo blog, la situazione è quasi pirandelliana....!

Rispondo solo all'ultimo quesito, le altre affermazioni le ho già commentate prima e sono, comunque, un arrampicarsi sugli specchi pieno di contraddizioni e manifesta non conoscenza dei fatti e delle teorie. Oltre che, appunto, l'ennesima conferma dell'ideologismo con i paraocchi praticato da chiunque si celi dietro a tanto sopranome (che a me, poi, ricorda un hotel di Madrid, en calle Velasquez, al quale è associato un ottimo ristorante basco e dove vado spesso).

Ed il punto è quello, appunto. Non c'è nulla di personale, perché non so chi sei. Sei, per tua scelta, una "macchietta", uno stereotipo, un carattere artificiale da te costruito e che tu chiami Wellignton. Per quanto mi riguarda potreste essere in 17 dietro a quell'affare. Non mi interessa. Io noto solo tre cose

1) Hai paura della tua identità personale, se ne hai una, perché temi di manifestarla.

2) I tuoi commenti sono monotematicamente ossessionati con i comunisti, la sinistra, la guerra di religione, quanto è bello e santo BS, eccetera. Mai un contributo analitico positiivo, mai un'osservazione critica su quelli che sono, evidentemente, i tuoi referenti ideal-politici.

3) Non serve essere un contemporaneo di Craxi per averlo come punto di riferimento anche perché colui che ne tirava i fili è vivo e vegeto e gode, chiaramente, delle tue più intense simpatie.

Che tu possa essere poi d'accordo con alcune delle cose che si scrivono su questo blog (se ne scrivono tante) non cambia d'un millimetro i fatti precedenti. Io trovo semplicemente stucchevoli le persone che parlano solo per ripetere le proprie litanie religiose e manifestare i loro pregiudizi ideologici. Non ci vedo proprio nulla di pirandelliano, nel mio comportamento, che è assolutamente lineare. Comunque, non leggo i tuoi commenti da tempo e l'ho fatto questa volta perché un lettore mi ha segnalato il commento. Saluti.

Vorrei solo precisare che il termine "pirandelliano" era riferito a me stesso, e non a te. Di solito, in quanto "liberale", mi trovo a battagliare in minoranza, e praticamente mai riesco a far capire alle persone (che poi magari, quando usano il buonsenso, fanno ragionamenti "liberisti" senza rendersene conto), che il liberalismo politico e culturale non può prescindere da quello economico. Ebbene qui, dove credevo di avere trovato gente con la quale ci si potesse intendere, vengo preso più a pesciate in faccia che di là!

Per il resto davvero non so cosa dire, come al solito rifuggi a una discussione sul merito quando vieni messo alle strette e affermi di sapere tutto sulle idee politiche di una persona due righe dopo avere scritto di non conoscerla e di non avere preclusioni personali: cosa fra l'altro tanto più singolare perché di questo avevamo già parlato non più di qualche settimana fa (ricordi quando ti scrissi che non sono né berlusconiano né antiberlusconiano? nell'Italia di oggi ci sono perfino persone come me, pensa un po').

Potrei tranquillamente rispondere a tutte le domande personali che mi fai, a partire dal mio nome e cognome fino a quelle più interessanti (biografia intellettuale e orientamenti politici), e certamente l'avrei fatto se ti fossi posto diversamente. Ma così mi sembrerebbe solo di cedere a una prepotenza, e sarebbe quasi come giustificarmi di qualcosa di cui peraltro non ci sarebbe alcun motivo. Se non vuoi leggere e rispondere ai mei post non c'è problema, del resto se il risultato è questo la discussione non ci perde molto. Però rivendico il diritto di leggere i tuoi e di rispondervi (come quelli di tutti gli altri membri di questo blog), perché al diritto di parola non ci rinuncio, e perché, spero, la lettura delle sciocchezze che ho da dire potrà forse, talvolta, interessare qualche lettore terzo.

ciao

 

AA: dire che la riforma sanitaria e' solo un regalo alle grandi imprese assicuratrici e' complottisomo. Senza offesa.

Nessuna offesa. Io pero` non ho detto che e` "solo" un regalo. Se mi si vuole criticare, si dovrebbe almeno leggere attentamente.

 

Non sono molto d'accordo con la tua analisi. Diciamo che Obama ha tenuto atteggiamenti diversi nei diversi contesti in cui si è esplicata l'azione di governo, ma non mi pare proprio che si possa parlare di una sostanziale continuità con il passato.

L'ambito in cui la continuità si è parzialmente verificata è stato soprattutto quello della sicurezza nazionale. Qui Obama ha perseverato nello sforzo contro il terrorismo, non ha chiuso Guantanamo, non ha abolito il Patriot act. Ma attenzione, questo la ha fatto in una cornice del tutto diversa da quella di Bush. Obama ha rigettato la visione politica di fondo, di "idealismo democratico", che aveva ispirato l'azione di Bush e dei neoconservatori. Nel momento in cui bombarda il Pakistan, taglia gli aiuti all'opposizione iraniana. In Afghanistan aumenta le truppe, ma lo fa in maniera riluttante e comunque con fini palesemente e puramente "stabilizzatori", calcando assai meno la mano sull'aspetto della "democratizzazione" del paese. Insomma, la straegia di Bush vedeva la promozione della democrazia del mondo come la base su cui fondare la politica di sicurezza, Obama è interessato alla sicurezza in quanto tale, in senso tecnico per così dire: più da realpolitiker paleoconservatore che da "idealista" neocon.

Per quanto riguarda la politica interna, poi, mi è sembrata invece assolutamente ideologica in senso "liberal". La politica di spesa pubblica e la riforma sanitaria come le definiresti? (che poi la riforma sanitaria vada a vantaggio anche di grosse compagnie private non vuol dire nulla, una sacco di cose "di sinistra" sono così).

Personalmente, mi sembra che Obama sia stato troppo pragmatico dove avrebbe dovuto essere idealista, e troppo idealista (tanto più ch le sue idee non mi piacciono) dove avrebbe dovuto essere pragmatico.

Ma attenzione, questo la ha fatto in una cornice del tutto diversa da quella di Bush. Obama ha rigettato la visione politica di fondo, di "idealismo democratico", che aveva ispirato l'azione di Bush e dei neoconservatori.

Dai su, questa "cornice" l'aveva già rottamata Bush stesso quando aveva licenziato Rumsfeld e altri falchi del suo staff. Era una cosa molto charming e lo dico perché sono stato uno dei primi a cascarci dentro con tutte le scarpe, ma mancava totalmente di contesto, come se imporre la democrazia nel Giappone del 1945 e nell'Iraq del 2004 fosse la stessa cosa. Lezione imparata, never let idealism drive your policies.

Per fortuna non tutti seguono la tua massima, altrimenti Vaclav Havel sarebbe stato un ottimo commediografo del realismo socialista al soldo dello Stato cecoslovacco e Sacharov avrebbe continuato a studiare bombe atomiche per il governo sovietico.

Riguardo a Bush, è vero che la sua politica ha avuto oscillazioni, ma nel caso specifico non hai scelto proprio l'esempio giusto, perché Rumsfeld era in disaccordo con i neocon riguardo alla tattica da tenere in Iraq, che lui voleva militarmente "leggera" e che invece i neocon volevano "pesante", come poi ha fatto nel 2007 risolvendo (tardivamente) la questione.

E in ogni ogni caso la differenza di impostazione fra Bush e Obama è palese. Bush ha dato al Dalai Lama la medaglia d'oro, Obama lo ha ricevuto in privato e lo ha fatto uscire dal retro fra i sacchi della spazzatura. Bush organizzava meeting con i dissidenti di ieri e di oggi, Obama al massimo può farlo con i dittatori di ogni parte del mondo.

Insomma, la straegia di Bush vedeva la promozione della democrazia del mondo come la base su cui fondare la politica di sicurezza, Obama è interessato alla sicurezza in quanto tale, in senso tecnico per così dire: più da realpolitiker paleoconservatore che da "idealista" neocon.

La promozione della democrazia a suon di bombe e guerre illegali.... o forse gli elicotteri sparavano sui civili copie di L'esprit des lois

Wellington;

scusa ti leggo ora, ho appena finito di dire le cose che tu dici, con minore chiarezza.

A proposito, appena oggi 600 billions di quantitative easing.

grazie, ho ripreso il discorso sopra

Obama, mi pare, aveva puntato molto sulla green economy che, come ribadito anche su questo sito, non può permettere grandi crescite occupazionali o salti in avanti dell'economia.

Può essere che anche questo sia stato un cavallo perdente di Obama?

Fino a che punto?

Obama the Weak

chemist 3/11/2010 - 16:31

Boh, da buon senso e da quello che leggo sui blog americani più o meno filo-democratici, il problema è che Obama non ha fatto l’unica cosa che avrebbe potuto conservargli la popolarità: essere fortemente intransigente, evitare i compromessi, far cadere un adeguato numero di teste. Non importa se giusto o sbagliato, nelle crisi il people vuole un uomo forte. Invece si è mostrato un debole.

P.S.

Definire Obama un estremista è veramente curioso... visto che è chiaramente un moderato conservatore che tuttalpiù ha capito che qualcosa deve cambiare affinché tutto resti com’è.

Certo, negli USA viene definito un socialista, un comunista o addirittura un fascista, ma questo testimonia solo che i deliri collettivi non sono prerogativa di questa sponda dell’Atlantico. 

 

Definire Obama un estremista è veramente curioso... visto che è chiaramente un moderato conservatore che tuttalpiù ha capito che qualcosa deve cambiare affinché tutto resti com’è.

Certo, negli USA viene definito un socialista, un comunista o addirittura un fascista,

(e anche un agente di Al Qaeda sotto copertura, tutto in una botta sola NdR)

ma questo testimonia solo che i deliri collettivi non sono prerogativa di questa sponda dell’Atlantico. 

Deliri?  I blog della destra avevano diffuso notizie a proposito dei giovani sostenitori di Obama che avrebbero costituito una Obama-Jugend sul modello della Hitler-Jugend, inquadrata militarmente da "consiglieri" palestinesi (sic!), e paventavano un modello "Madrid 1936" con una insurrezione armata dei Red States dopo l'elezione, non appena gli scagnozzi federali sarebbero andati casa per casa a confiscare le armi... altro che Tea Parties, si sono fatti di roba pesantissima...

 

Questa è proprio bella. Non sono state Enron e la bolla delle dot.com a trascinare a fondo la California ma il "bancarottiere Davis" (amato perchè finchè i soldi c'erano li ha spesi per l'istruzione, sbagliando solo a tagliare le tasse).

Meravigliosa poi la parte sui candidati.

Il candidato democratico al Senato per il West Virginia (terzultimo stato per annual income, 37th population) ha vinto assomigliando più ad un bovaro che ad un broker e criticando l'amministrazione Obama; nel più popoloso stato dell'unione (nono per annual income) un politico di lungo corso vince contro un'ex-presidente di E-bay con laurea economica ad Harvard; conclusione: i californiani si son bevuti il cervello, i bovari vincono sempre, il paese svolta a destra, addirittura molto più di quello che i numeri dicono.

comiKnoise, subito.

P.S.

Mi perdoni l'autore dell'articolo, il mio tono vuole essere scherzoso senza offenderLa, se possibile. Seriamente il commento di Gian Luca Clementi, in cinque righe, racconta a mio modo di vedere la realtà politica statunitense per quello che è: "L'economia non tira? Si cambia!". Han sempre fatto così, e magari non sbagliano.

Se non mi sbaglio Jerry Brown è il figlio di Pat Brown, più volte governatore della California, l'uomo che sconfisse Richard Nixon nelle elezioni per il governatorato della California (1962?). Mi sembra anche di ricordare che fu Jerry Brown a disporre (dopo un referendum che lo chiedeva) che le impose sulla proprietà immobiliare non fossero più adeguate anno per anno al valore di mercato della proprietà. Jerry Brown cioè dovette misurarsi con una frenata delle entrate dello stato. [Può essere che su questo i miei ricordi non siano precisi, mi sembra però che non sia stato il governatore  Ronald Reagan, che governò tra Brown padre e Brown figlio, a gestire i primi tagli alle università che furono la conseguenza della frenata nelle entrate] Dico questo per suggerire che la scelta del settantaduenne Jerry Brown come governatore potrebbe essere basata su una non malvagia esperienza di molti anni fa.

Tutto vero. Brown è stato il più giovane governatore della California, e ora il più vecchio. Da queste parti lo chiamano Raggio di Luna per la sua proposta negli anni '70 di dotare la California di un proprio programma spaziale. A suo tempo sposato (o forse solo fidanzato?) con Linda Ronstadt, subì gli effetti del referendum che congelava le tasse sulla proprietà (e che è all'origine delle alte tasse sul reddito in CA), poi sindaco di Oakland ecc. Brown è un hippie degli anni 70 che è comunque apparso più autentico del candidato repubblicano, Meg Whitman. Certo, aiuta anche il fatto che quando fu governatore per l'ultima volta scorrevano ancora i fiumi di dollari delle commissioni militari, che furono gran parte del benessere dello stato, prima che esplodesse la Sylicon Valley (e i californiani, si sa, sono nostalgici)

Al contrario, Whitman ha fatto una campagna elettorale dura e aggressiva, spendendo 140 milioni di dollari suoi. Non è stata aiutata dalle accuse di insider trading a Goldman Sachs, e dal modo in cui ha licenziato la collaboratrice domestica messicana risultata immigrata illegalmente (in uno stato in cui una grossa fetta dell'elettorato è di origine messicana). Whitman ha fatto campagna elettorale ininterrottamente dalla primavera scorsa, mentre Brown se ne stava tranquillo tutta l'estate. Alla fine la saturazione degli annunci politici alla televisione le è stata più dannosa che utile.

Tutto vero per la parte degli anni 70, quando si presentava ed era un fiscal conservative. Poi cominciano, permettete, le stranezze.

Nel 1980 si presenta come sostenitore della economia Small is Beautiful, di Schumacher, nella versione ``Economia Buddista''. E' convinto dei ``limiti alla cerscita'', e si propone con lo slogan ``Preteggere la Terra, Servire il Popolo, Esplorare l' universo''. Fa alleanza con Jane, e Tom Hayden. Nella corsa del 1992 annuncia  New York, ai potenziali elettori ebrei, che avrebbe preso in considerazione JJackson come VP, subito dopo che JJ era stato pescato con la Hymietown gaffe.

E' una space cadet, come minimo...

"California Uber Alles"

I am Governor Jerry Brown
My aura smiles
And never frowns
Soon I will be president...

Carter Power will soon go away
I will be Fuhrer one day
I will command all of you
Your kids will meditate in school
Your kids will meditate in school!

[Chorus:]
California Uber Alles
California Uber Alles
Uber Alles California
Uber Alles California

Zen fascists will control you
100% natural
You will jog for the master race
And always wear the happy face

Close your eyes, can't happen here
Big Bro' on white horse is near
The hippies won't come back you say
Mellow out or you will pay
Mellow out or you will pay!

... che nel 2008 l'America avesse votato Obama per il suo programma, invece lo aveva votato per la sua faccia.

is really going on here?

Sono un lettore di NfA e ho dato il mio contributo per la Fondazione NfA.

Sono uno scienziato tipico, studio il sistema uditivo, vivo e lavoro in Germania.

Non capisco abbastanza di economia per estrarre informazione dal rumore degli interventi in questo post.

Però io vi leggo e vi sostengo per capire per tramite vostro. Quindi, datemi una mano, per favore.

Che cosa vuol dire esattamente la parola "estremista" applicata alla politica economica di Obama?

Vuol dire la stessa cosa che intendete quando dite "di sinistra"? E cosa intendete di preciso?

Che cosa vuol dire esattamente che la questione delle armi è solo un simbolo?

In quale misura l'elezione di Governatore e Senatore Democratici in California è dovuta all'economia e in quale misura all'ideologia?

Chi è Marc Rubio, quale componente ispano-americana lo sostiene, e perché?

Basta che qualcuno mi aiuti a capire anche una sola delle questioni: ma in modo preciso.

Danke.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Negli Stati Uniti sembra ormai presente una vasta diseducazione di massa, simile a quella dell'Italia degli anni settanta, quella uscita dal famoso '68: pretendere di consumare più di quanto si produce, pubblico o privato non conta.
In quegli anni in Italia furono prodotte leggi di spesa che furono la causa dell'esplosione del debito pubblico: riforma sanitaria e leggi per la pensione ai giovani. In quegli anni si poteva andare in farmacia con la busta della spesa, si poteva andare in pensione con quindici anni di servizio, a neanche quarant'anni, e generalmente l'età era tra cinquanta e cinquantacinque anni.
Mentre per la sanità fu possibile ricondurre la spesa nei limiti fisiologici, per le pensioni la gente fu fuorviata dai cattivi maestri, quelli della sinistra, a pretendere l'impossibile: andare in pensione a cinquant'anni e rimanere venticinque-trenta a carico della collettività, infischiandosene dei conti.
Questo sembra si sta verificando anche ora negli Stati Uniti: gli anni dei guadagni facili di massa, delle case comprate a cento e vendute a centocinquanta, ha lasciato qualche arricchito con tanti morti e feriti, ma loro sperano sempre il ritorno a qualche altro bonanza. In questo trovano facile ascolto in coloro che poi sono quelli che sono stati i loro cattivi maestri: i liberisti ideologici, gli economisti degli strampalati modelli matematici, sordi al conto della serva che dice che una nazione non può consumare più di quanto produce per molto tempo.
Questa diseducazione di massa ha prodotto il risultato elettorale che vediamo. Quanto ci vorrà agli americani per capire che dovranno mettersi a produrre e lavorare seriamente, pagando in tasse quanto viene speso dallo stato, oppure dobbiamo temere uno scoppio di irrazionalità in quel paese, che sarebbe veramente catastrofico?

quella che disse

palma 4/11/2010 - 13:59

Il problema della legislazione sulle armi da fuoco e' una assoluta corbelleria.

Vi sono zero ragioni per sostenere che la legislazione repressiva che impedisca l'uso e il possesso legale di armi da fuoco faccia diminuire gli omicidi. Il paese in cui vivo ha un alegislazione iper repressiva e la gente si spara quotidianmente addosso (se le interessano i numeri glieli posso fornire quando vuole.)

La destra ha (a mio avviso) perfettamente ragione: la costituzione dice che i cittadini hanno sia il diritto di aver armi che di formare un esercito ben organizzato. 

Se le sta sui cosidetti la Costituzione, ne ha certamente il diritto, si impegni a modificarla, venne fatto (per la legislazione sulla produzione ed il consumo di alcol) o nel caso del 27 (la modifica impedisce ad un aumento del salario di un parlamentare di esser legale prima della scadenza del suo mandato.)

Il resto son bubbole e caricature di un problema. Se le sta sulle scatole John Wayne o Heston, e' spiacevole ma le consiglio di guardar altri films. 

 (se le interessano i numeri glieli posso fornire quando vuole.)

YES, PLEASE.

Magari anche non ora, senza fare le cose alla svelta, ma YES, PLEASE.

Perche' siccome il problema qui e' GROSSO, ma grosso nel senso che e' proprio grottesco - quanti sono i morti per sparatorie tra gang negli stati uniti in confronto ai morti per mafia in Italia? - ci si aspetterebbe delle spiegazioni e queste spiegazioni (che spaziano dal culturale, al razziale, ahime') lasciano sempre e molto a desiderare.

In Italia i rappresentanti della parte violenta della societa' - gli Ultras - considerano usare le lame come una roba da infami, mentre in America per provarsi uomini bisogna almeno gambizzare: e' proprio solo una cosa culturale, o ci sono motivi ambientali piu' profondi? 


http://www.nationmaster.com/graph/cri_mur_percap-crime-murders-per-capita

 

Guardi non so bene a che cosa Lei si riferisca.

Seychelles islands hanno tassi di omicidi piu' alti e di molto (w.r.t USA), l'Italia piu' bassi.

Il resto son le chiacchere della pseudo scienza da operetta, detta sociologia. Non so a cosa si riferisca, ma

la citazione seguente mi risulta... assai sciocca

 

 in America per provarsi uomini bisogna almeno gambizzare:

io ritengo che sia sbagliato l'approccio.Il diffuso posseso di armi da parte di privati cittadini, anzi la sua promozione, non costituisce la RAGIONE della violenza in uno stato ma ne è un LUBRIFICANTE.

trasportando il ragionamento in ambito stradale si può concordare che viaggiare in strada a 250 km/h aumenta la probabilità di incorrere in un incidente rispetto al viaggiare intorno ai limiti. se si guida da ubriachi si è più soggetti al rischio di infortuni. OVVIAMENTE se si è degli ottimi piloti o si possiedono degli enzimi efficientisimi che elaborano l'alcol in un amen,  il rischio non si concretizzerà forse mai.ma dato che la media degli autisti non è costituita da hamilton e che la gente non è consapevole dei limiti fisiologici del proprio corpo, QUANTO DETTO SOPRA NON è UNA BUONA RAGIONE PER ELIMINARE I LIMITI.

Fuor di metafora: la società americana è in molte sue parti violenta (ovviamente lo è maggiormente in coincidenza dei ghetti) quella scandinava no. come non lo è quella svizzera, quella degli emirati o quella canadese. la diffusione delle armi è un valore aggiunto al "capitale" di violenza che per molteplici (e radicate) ragioni possiede un paese

Grazie,

Anche se questi dati non provano che

Vi sono zero ragioni per sostenere che la legislazione repressiva che impedisca l'uso e il possesso legale di armi da fuoco faccia diminuire gli omicidi.

Se in Sud Africa ci sono molti omicidi nonostante la legislazione non significa che negli Stati Uniti le cose andrebbero egualmente male. Per esempio, quanto e' efficace il controllo di polizia in Sud Africa? Qual e' la facilita' reale con la quale si acquistano armi in Colombia, o Sud Africa o Jamaica? Qual e' l'interazione tra poverta', armi in circolazione ed omicidi?

QED, appunto in "analisi" cosidette come queste, su un soggetto di cui si capisce nulla (la violenza) i dati non contano. Lei sostenne che una legislazione piu' liberale rispetto al possesso delle armi da fuco si correla con un tasso di omicidi elevato. Proposto un controesempio, sostiene che "interagiscono" la poverta', le armi in circolazione e gli omicidi. 

Come, .. dire, I rest my case.

Ah mi scusi la dimenticanza,

Le mie "scioccherie" si riferiscono solo al fatto che sono stato ripetutamente esposto a delle notizie che riportano tra le possibili modalità di iniziazione a una gang i seguenti:

Armed robbery - inductee(s) commit the crime of armed robbery and frequently shoot the victim(s) for no reason.

Drive-by shooting

Murder - The inductee is required to kill an innocent victim, a rival gang member, or even a police officer.

(trovato in uno dei siti dedicati al tema delle gang)

Oltre a constatare che la grande quantità di vitte innocenti della violenza da gang pare siano determinate da una decisione cosciente. Poi, quando leggo cose del genere:

In the 1970’s and 1980’s, because of increased mobility and access to more lethal weapons, many gangs became more dangerous (Klein, 1995; Klein and Maxson, 1989; Miller, 1974, 1992; Spergel, 1995). Gang fights previously involving fists or brass knuckles increasingly involved guns.

(da qui)

...Si, è tutto un pò sull'orlo del "sentito dire", ma proprio sicuro che questa controcultura non si sia sviluppata anche a causa della facilità estrema di reperire armi io non lo sono, e ci andrei piano a propagandare il contrario.

No, sicuro e' che moriamo tutti. 

Quel che mi sembra autoevidente e' che se uno ha come controllo gruppi di individui come i membri delle gangs, ho seri dubbi che la legislazione che controllo, che ne so, i 50 bmg, avra' effetti.

 

Scusate se mi intrometto, oltretutto sul tema non ho un' opinione precisa. Credo però sia fuorviante calcolare le gang nel discorso.

I criminali le armi le trovano sempre e comunque. In Italia la legislazione è diversa da quella americana, ma non è che i criminali vadano in giro con la fionda.

La differenza andrebbe valutata con le persone " normali ", in quei casi dove agisce l'ira del momento, il raptus . Ad esempio se il carabiniere che ha sparato alla figlia ieri dopo un banale litigio, invece di una pistola sottomano avesse avuto un battipanni le cose sarebbero andate diversamente ?

Secondo me avrebbe preso un coltello, o l'avrebbe buttata dalla finestra, o una qualunque del milione di azioni che uno può fare in quella situazione.

Io penso che se c'è il "raptus", con tutte le virgolette del caso, si riesce a farci scappare il morto in qualunque modo. Corde, sassi, coltelli da cucina, ferri da stiro, automobili...siamo pieni di armi perfettamente efficaci per l'omicidio da "raptus".

Se vuoi la strage, il fertilizzante va molto meglio delle pistole. E puoi anche scegliere in che forma usarlo.

Se invece parliamo di omicidi funzionali a un reato (rapina finita male, ecc.), allora dubito che un tizio che si sta preparando a rapinare una banca vada in armeria a comprare una pistola registrata per non commettere il reato aggiuntivo di possesso illegale d'arma.

Il controllo delle armi è efficace solo sulle persone che si sottopongono volontariamente a tale controllo, dato che la polizia non ha modo di sapere se uno si procura un'arma illegale finché non la tira fuori per farci qualcosa. A questo punto a che serve? Privi tutte le persone normali - che sentono di dover rispettare la legge - della possibilità di praticare uno sport, coltivare un hobby, sentirsi più protette in casa propria, di qualunque ragione si possa avere per comprare un'arma, mentre lasci comunque liberi i criminali di farlo, dato che canali clandestini ci saranno sempre. Cui prodest?

Nel District of Columbia sono state bandite le armi per i residenti dal 1975 al 2008. Il periodo con più omicidi fra il 1960 e l'anno scorso è stato il 1988-1997. Grossomodo al centro dei 33 anni di ban.

 

Secondo me avrebbe preso un coltello, o l'avrebbe buttata dalla finestra, o una qualunque del milione di azioni che uno può fare in quella situazione.

Io penso che se c'è il "raptus", con tutte le virgolette del caso, si riesce a farci scappare il morto in qualunque modo. Corde, sassi, coltelli da cucina, ferri da stiro, automobili...siamo pieni di armi perfettamente efficaci per l'omicidio da "raptus".

intanto, puoi scappare o lottare in modo più efficace, e quelle armi improvvisate son anche a disposizione dell'aggredito (che di solito è una aggredita); poi certi delitti li puoi fare solo con le armi da fuoco. Vedi Marta Russo, di cui sono un parente acquisito, o il mio conoscente online del Colorado, a cui ho portato in giro per Roma la madre e la figlia, che a un certo punto sparisce dalla lista che frequentiamo, alla fine gli scriviamo privatamente e viene fuori che il nipote è andato a casa con un fucile ha ammazzato il padre, cioè suo fratello, e si è suicidato. Guns don't kill people, come dice l'NRA, ma te lo rendono tanto più facile. Columbine o Virginia Tech o Fort Hood non ce li vedo fatti col ferro da stiro o il coltello da cucina

 

mi spiace, ma state confondendo i termini, vedi mio post sopra, l'alto tasso di omicidi in Usa non è dovuto alla legislazione delle armi, tanto che a Kenneshaw ha portato nella top 10 la città dove vige l'obbligo di fìdetenzione al capo famiglia..., è dovuto alla criminalità con le gang, specie neri ma anche sud americani e latinos, che si sparano e non disdegnano di aggredire per rapina con poco rispetto per la vita. Questi le armi non le comprano al sipermercato come qualche facilone (o forse disonesto intellettualmente) vuol farci credere, le comprano al mercato nero, dove altro che colt 45 ti danno Uzi, Mp7, e Kala......

Dove la legislazione vieta le armi, tipo Washington DC e la Gran Bretagna, il tasso di omicidi è alto, il problema di chi esce di melone non si risolve coi divieti, anzi la storia è ricca di casi di università Usa soggetti a stragi e teoricamente gun free zone e di casi di non gun free dove qualcuno ha reagito e se non ha soppresso l'aggressore lo ha almeno fatto fuggire. La privazione del possesso di armi (che teoricamente ma molto teoricamente potrebbe aver senso in un mondo perfetto...) è tipica dei regimi dittatoriali. Poi come ho già detto la legislazione di molti stati Usa non è dissimile dall'italica in generale, differisce per la burocrazia e la mancanza di inciucio (tipica della nostra)

Io penso che se c'è il "raptus", con tutte le virgolette del caso, si riesce a farci scappare il morto in qualunque modo

Vero, però quando si tratta di uno sfogo di rabbia momentaneo tra lanciarti un ferro da stiro e spararti le possibilità di ucciderti prima che il raptus passi sono molto più elevate. Quanto questo p statisticamente vero ?
Ripeto lo chiedo perchè per ambo le tesi è, a mio avviso, il punto cruciale. Personalmente noto, come diceva Palma, che in Israele (ed in Svizzera aggiungo io) la percentuale di persone con armi in casa è molto elevata non così la percentuale di omicidi "da raptus".

Invece dei casi in cui si vuole deliberatamente uccidere è inutile discutere, come il mite Maso insegna si può uccidere anche a padellate.

e vomito' una sequenza sconvolgente di idiozie. Per dirne una: mi si dice dove e' il mutamento della politica estera USA? USA e' in guerra in tre paesi (due durante l'amministrazione precedente)

 

Cito il piu' grande esperto di geopolitca:

 

Roma, 3 nov. (Apcom) - "Non ho chiaramente consigli da dare ad Obama. Lui in due anni, mentre qui da noi ci occupavamo di Lodo Alfano e di legittimo impedimento, ha varato la riforma sanitaria, ha cambiato la politica estera, ha preso iniziative importanti su ambiente e armamenti". Lo ha detto il democratico Walter Veltroni commentando, intervistato dal Tg3, la sconfitta di Barack Obama e dei democratici alla Camera alle elezioni di metà mandato in Usa.

Facendo tutte queste riforme Obama "ha sfidato resistenze conservatrici che si sono manifestate con il fenomeno del Tea Party" ma "è giusto" che i democratici perseguano queste politiche. Ce la farà Obama ad essere rieletto? "Clinton nel '96 rivinse, penso - conclude Veltroni - che i democratici abbiano le soluzioni giuste per garantire agli Usa ripresa economica e giustizia sociale".

 

http://www.slate.com/BLOGS/blogs/weigel/archive/2010/11/03/ron-paul-to-chair-monetary-policy-subcommittee.

 

tra questo (Ron Paul, quello che vuole abolire la FED) e le voci di un blocco dell'innalzamento del tetto sul debito pubblico, devo preoccuparmi, nel senso "my broker advised me to buy canned goods and ammo"? Ho letto commenti sul fatto che le velleità dei Tea Parties potrebbero addirittura portare a un default

http://www.squarestate.net/diary/976/us-debt-default-a-tea-party-promise

...magari saranno scemenze, come le percentuali del TG4, ma "when the dollar dies" non sarebbe così bello come "

http://www.youtube.com/watch?v=nPmrWwNeuKE 

e i rasta si fumavano tanta ganja, altro che thè...

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