Aspettando Superman

28 settembre 2010 aldo rustichini

Aspettando Superman ("Waiting for Superman") è un film documentario che sta uscendo in questi giorni negli USA. È girato da Davis Guggenheim: il regista di  "An Inconvenient Truth" e di un tributo a Obama. Quindi un uomo con credenziali di sinistra impeccabili. Con questo film diventa il mio eroe. Ha girato il film per un senso di colpa: manda i figli alle scuole private e, ogni giorno che passa davanti alle scuole pubbliche, sente di tradire con la sua scelta i ragazzi che non hanno altra scelta. Il film è il suo modo di rimediare. Ed è una mazzata sui sindacati scuola americani.

Il film

Il trailer lo potete vedere qui. Raccomando, in particolare, i venti secondi dopo lo 0:50, che contengono in una sola immagine un'analisi spietata delle ragioni della crisi delle scuole americane. Un'intervista a Guggenheim la vedete qui.

Il film racconta la storia di cinque ragazzi (di quartieri poveri come Harlem o Bronx) che cercano disperatamente di entrare in una delle scuole "charter" americane. Le scuole charter sono scuole con una limitata autonomia e flessibilità operativa e sono le uniche capaci di fornire un'educazione di qualità decente nei quartieri più poveri. Le scuole charter sono anche il nemico giurato dei sindacati scuola americani, perché in quelle scuole le garanzie sindacali sono minori. Un allargamento delle scuole charter significa una riduzione di potere che i sindacati non possono accettare.

Siccome le scuole charter hanno molti nemici, i posti disponibili sono pochi e vengono assegnati con lotterie. Il tema era già stato trattato in un altro film-documentario, The Lottery, che aveva la United Federation of Teachers (sezione di New York della American Federation of Teachers) nel mirino. La scena della estrazione dei pochi posti è una dei momenti chiave del film, dove i bambini aspettano di vedere se avranno un posto e una educazione decente o no.

Episodi memorabili

"La danza dei limoni" (una fregatura negli USA è chiamata "limone"): gli insegnanti che non sanno insegnare, e non possono essere licenziati, sono come le patate bollenti che i direttori di scuola cercano di passarsi.

"La stanza di gomma": la stanza dove gli insegnanti incapaci se ne stanno a giocare a carte, per passare la giornata,

Anthony: il bambino nero che si porta, all'estrazione del posto per la scuola, la foto del padre morto di droga perché non vuol fare la stessa fine.

Fra gli eroi del film, Michelle Rhee, direttrice delle scuole del Distretto di Columbia (DC), che è in favore della riforma delle scuole pubbliche e l'allargamento di quelle charter. Fra i suoi provvedimenti c'è stato un aumento degli stipendi, già per gli insegnanti di primo anno, da 42mila a 70mila dollari sulla base delle prestazioni.

Nota finale

Adrian Malik Fenty, ex-sindaco del distretto di Columbia e sostenitore delle scuole charter, ha perso la corsa alla nomina per una ri-elezione del Partito Democratico due settimane fa. Michelle Rhee se ne sta per andare. La Rhee aveva licenziato 200 insegnanti due mesi prima della corsa per la nomina. Indovinate chi si sta fregando le mani perché Fenty se ne va, dopo aver speso un milione di dollari nella campagna contro Fenty.

Commento finale, più vicino a casa (vostra)

Scuole charter: come è che in Italia non se ne parla? Funzionano meglio e costano quanto quelle pubbliche tradizionali. Introducono elementi di valutazione del rendimento degli insegnati e delle scuole stesse, possono licenziare insegnati inefficienti e pagare di piu’ quelli migliori. Insomma, fanno le cose che tutti sanno che funzionerebbero se si facessero.

47 commenti (espandi tutti)

Aldo, avevo perso il conto dei commenti sulla scuola in cui chiedevo di parlare delle charter school, fin da quando Alberto Bisin me ne parlò a Firenze, dicendomi che Obama intendeva potenziarle.

Semplicemente grazie per aver introdotto il discorso!

Ciao,

ma come fanno a convivere charter schools e public schools? Cioè, mi chiedo, com'è che ci sono 2 diversi regimi? Non è un sistema unico la scuola pubblica? Le leggi per il licenziamento non sono sempre le stesse?

Certo che si puo' fare leggi diverse, basta volerlo. Le charter schools sono esenti dai contratti collettivi. Inoltre, le charter schools sono piu' facili da chiudere se fanno male. 

E perchè bisognerebbe volerlo?

Non conosco troppo bene il sistema scolastico americano e le charter school, tuttavia vi sono un paio di questioni che vengono in rilievo da questa situazione, per come la comprendo.

La prima è che, fra i vari compiti assegnati all'istruzione scolastica c'è - e non ultimo - quello di realizzare, dare corpo, al concetto di pari opportunità. Non penso che questo concetto, o ideale, sia desueto, o che la gente non si lamenterebbe se percepisse sensibilmente il suo venir meno. Naturalmente sto parlando in generale - se poi in Italia uno dice che ci sono altri motivi per cui il concetto di pari opportunità non si realizza (pienamente) dico che non per questo bisognerebbe "tornare indietro" sul principio dove ciò sta abbastanza funzionando [insomma al di là dei giri di parola, sto dicendo che i problemi e le disfunzioni sulla realtà delle pari opportunità cominciano quando esci da scuola, non durante]. Quindi, per dare la conclusione generale, dico che un sistema di istruzione e formazione che segmenti la popolazione scolastica - attenzione! non per direzione fra diversi indirizzi scolastici, o per valutazione del merito individuale, ma addirittura come "secessione" giuridico-pedagogica dentro la stessa scuola di proprietà pubblica - non è la risposta corretta a problemi esistenti.

La seconda osservazione riguarda le "fantascientifiche" pretese di efficientismo delle scuole "secessionate". Dico solo che circolano molte idee avariate sull'istruzione, anche negli Stati Uniti, e in particolare nella valutazione delle prestazioni. Prestazioni di chi? Temo che che ci siano timori anche giustificati, anche se non tutti, o non tutti quelli di cui possono lamentarsi i sindacati americani (che non conosco).

RR

 

da Wikipedia, che non è la voce di Dio dall'alto del Sinai, però...

The most authoritative study of charter schools was conducted by the Center for Research on Education Outcomes (CREDO) at Stanford University in 2009. The report is the first detailed national assessment of charter schools. It analyzed 70% of the nation's students attending charter schools and compared the academic progress of those students with that of demographically matched students in nearby public schools. The report found that 17% of charter schools reported academic gains that were significantly better than traditional public schools; 46% showed no difference from public schools; and 37% were significantly worse than their traditional public school counterparts. The authors of the report considering this a "sobering" finding about the quality of charter schools in the U.S. Charter schools showed a significantly greater variation in quality as compared with the more standardized public schools with many falling below public school performances and a few exceeding them significantly. Results vary for various demographics with Black and Hispanic children not doing as well as they would in public schools, but with children from poverty backgrounds, students learning English, and brighter students doing better; average students do poorer. While the obvious solution to the widely varying quality of charter schools would be to close those who perform below the level of public schools, this is hard to accomplish in practice as even a poor school has its supporters.[55]

edit]

<em>

 

non facciamoci prendere dall'entusiasmo... con una applicazione sensata dell'autonomia e con presidi che fanno il loro lavoro le scuole italiane potrebbero ottenere gli stessi fini delle charter school, vedi il blog di Marco Campione. Oddio, si potrebbe fare una sperimentazione e vedere se autorizzando la chiamata diretta e stabilendo nel POF dei parametri vincolanti per la valutazione dei risultati  migliora la qualità dell'istruzione o no.

Le scuole charter NON sono sempre un successo, questo e’ il punto. Se non sono un successo pero’ chiudono.

Il risultato e’ che riescono a fare la differenza proprio in quartieri poveri, dove l’alternativa della scuola pubblica e’ pessima. In citta’ difficili come New Orleans, Washington DC, e Detroit le scuole charter contano per meta’ degli studenti iscritti totali. Uno studio della RAND dimostra che la probabilita’ di accesso ai college di studenti che sono stati alle charter schools e’ sostanzialmente piu’ alto che per quelli che sono stati nelle scuole pubbliche. Alcune charter schools (tutte con studenti di minoranze nere o latino, come KIPP Houston, Animo Leadership, e Preuss) sono al top della lista delle migliori scuole americane. C’e’ una ragione per cui quegli studenti di minoranze vogliono diperatamente entrarci in quelle scuole.

Fra l’altro, le scuole charter sono nate nel democraticissimo stato del Minnesota, e il programma Race to the Top della amministrazione Obama le vuole rafforzare, quindi questa non e’ una battaglia conservatori contro democratici.

Nella situazione italiana, le scuole charter sarebbero utili proprio in citta’ e regioni dove le scuole pubbliche tradizionali funzionano peggio. Non vedo perche’ nel Sud non vengano proposte.

Spero che questo film sia meglio di "An Unconvenient Truth" che se ben ricordo era un documentario piuttosto brutto e un po' in malafede. Non entro nel merito dell'idea, intendiamoci, ma mi riferisco alle doti filmiche/documentaristiche di Guggenheim, a mio avviso molto scarse.

Provo a scrivere una sintesi personale dell'oggetto di questo argomento, per rendere più chiari ed espliciti alcuni passaggi fondamentali del ragionamento.

Le charter school sono delle scuole con una maggiore autonomia e flessibilità rispetto alle public school, mi permetto di correggere una frase del prof. Rustichini usando i termini autonomia e flessibilità secondo il significato corrente, infatti, dal sito delle charter school:

Chartering allows schools to run independently of the traditional public school system and to tailor their programs to community needs.

Un'importante conseguenza di questa impostazione riguarda, suppongo, la libertà di reclutamento del personale, il suo ruolo, la sua valutazione. Se mi proponi un'obiettivo ambizioso e poi valuti se lo raggiungo o meno mi devi dare la possibilità di gestire in autonomia il personale e anche chi lo dirige, aggiungo. Ecco il motivo per cui queste scuole sono osteggiate dai potenti sindacati degli insegnanti, qui chi non è bravo e non consegue gli obiettivi prefissati può essere licenziato.

Mi pare uno scenario interessante per chiarire il problema dell'autonomia e della valutazione della scuola italiana: l'autonomia c'è - in molte scuole superiori non se ne sono ancora accorti a dire il vero - ma rimane sulla carta (DPR. 275/1999) perché la gestione amministrativa, finanziaria e soprattutto del personale rimane centralizzata e assolutamente bloccata (graduatorie pazzesche, non licenziabilità, ecc.).

E la valutazione degli insegnanti e delle scuole stesse? Per carità - dicono - noi siamo nati per valutare mica per essere valutati! Con argomentazioni meno rozze potete immaginare cosa ne pensino i sindacati (e gli insegnanti che rappresentano)

In realtà dal punto di vista teorico la valutazione delle scuole è matura e chiara anche dal punto di vista operativo, manca con tutta evidenza la volontà politica per imporla, anche se forse è veramente l'ultima spiaggia per salvare un sistema scolastico destinato a un inevitabile declino.

Fornisco due articoli utili che mostrano come un sistema di valutazione delle scuole italiane sia già stato sviluppato e potrebbe velocemente essere realizzato: qui, in modo approfondito e qui un articolo

Il sistema di valutazione INVALSI e' una grazia del cielo.

Ma non e' la soluzione, anche se si fa, e anche se si fa bene.

Il problema e' di cosa fare una volta visti i risultati. Per esempio Andrea Ichino, che ne e' ovviamente un sostenitore entusiasta delle valutazioni, sa benissimo che questo e' il problema, e lo dice anche. Cioe', una volta che si trova che la scuola non funziona che si fa? Oppure, se i dati sono accurati abbastanza, se si trova che un insegnante e' carente, che si fa?

Le scuole charter hanno questo vantaggio, che appunto se non funzionano si chiudono.

non per fare il grammar nazi ma non dovrebbe essere "An Inconvenient Truth"?

e' che proprio li' sul titolo stona.

lo so che e' un commento un po' inutile, pero' non mi sono potuto trattenere... a mio avviso dovreste anche licenziare il correttore delle bozze :)

Shut, e che ho anche aggiunto io il link alla pagina di quella cazzata di film, finché editavo  (mai visto il film, ovviamente :-)) e non ho notato che il titolo era diverso da quello messo da Aldo ...

Oh well, appena abbiamo soldi a sufficienza assumiamo, appunto, il correttore di bozze. Nel frattempo contiamo sull'intelligenza collettiva e diffusa ... correggete impietosamente ogni errore, ringraziamo in anticipo.

 

Oh well, appena abbiamo soldi a sufficienza assumiamo, appunto, il correttore di bozze.

Ma non abbiamo finito di arricchirvi, strappando il pane dalla  bocca dei nostri figli? Che ci avete fatto con i soldi? Vi siete comprati una casa a Montecarlo con lo schermo di quattro finanziarie a Santa Lucia (due, si è visto, non bastano)

si legge ancora "An Unconvenient Truth", li' in alto, nella parte scritta su sfondo blu chiaro, sotto il titolo...

L'altra campana(gli insegnanti)

IAmA HS teacher. This is a list of "suggestions" we got in our mailboxes today on how to dumb-down our classes even more than they already are. I'm so angry I can hardly see straight.

Of course, as in most workplaces, "suggestions" are requirements-in-waiting. I'm sure if I don't adopt these "new methods" I'll get a bad review come June.

They talk and talk about improving our state test grades, but once the news cameras are gone this is how they really want us to run our classes -make them so easy everyone can pass without doing any work at all. Then they blame the low test scores on "lazy teachers" and the Union. It's beyond sick.

 

Here's the list:

Multiple Choice<em>

Consider open book tests using page references

Limit to one word or short phrases

Provide only one choice per letter (eliminate: A and B & All of the Above)

Eliminate: None of the Above

Offer a maximum of 3 choices

Avoid using negatives in questions (Which of these is not...)

True-False<em>

Avoid negative or comparative wording (which is NOT, etc.)

Avoid the use of specific determiners (always, never, and no)

Balance the number of true answers to the number of false (Ex: tell the students "there are 5 true and 5 false")

If this is impractical, at least tell the student how many of each (5 true, 7 false)

Eliminate the need to rephrase false statements to make them true

Fill-in & Completion<em>

one word answers or short phrases only

Provide a word bank and/or page number clues

Give the first letter of the answer

Limit the number of fill-in-the-blank responses to 1 per question (Ex: President [blank] was the 1st President of America, his vice president was [blank] is not recommended.)

Essays<em>

Weigh the merit of using any essay questions at all

If you must use essay questions:

Allow students to list answers without complete sentences

Provide "answer starters" (provide the first sentence or paragraph from a well-written essay)

Consider providing open book or notebook time

There were several other references to "consider giving open book tests with page references" that I eliminated as redundant. Geez, I wonder what they want all our tests to be from now on, but can't come right out and say it? I could never guess...

 

ho seguito il link e ho trovato questa aggiunta del docente che aveva ricevuto questi "suggerimenti"

Oh, and I forgot the kicker: At the bottom it says "these were originally developed for special ed and learning disabled students, but we are now recommending them for regular classrooms."

 

come ha commentato qualcuno su quel sito, hanno messo l'asticella così in basso che tocca scavare...

Non e' cosi' che gli studenti passano i test standardizzati, quindi attenzione, anche perche' la fonte non e' autorevolissima

Appunto. Voglio vedere cosa prendono al SAT, test essenziale per andare all'università - e quindi dove riescono ad inscriversi. Più in generale, dumbing down può far piacere agli studenti ed ai genitori più stupidi, ma nei sistemi dove esiste un test di uscita uniforme a livello nazionale (il GSCE in UK,il SAT in USA) è da suicidi. Può funzionare in Italia, dove la maturità è locale

Non di solo SAT vive lo studente (e la società). La formazione che interessa - indipendentemente dal SAT - è quella che si deve fare e valutare a scuola, in questo caso.

Diffiderei dalle idee avariate che circolano negli States e che purtroppo contagiano, con il loro semplicismo e produttivismo, anche da noi (ne ho scritto qui).

RR 

Non ho capito. Se questi tutto l'anno fanno test da deficienti imparano poco o nulla. Come poi facciano il SAT non ha nulla a che vedere con come si sono preparati a scuola.

Giorgio

ho fatto uno sforzo per prendere il commento che hai linkato sul serio, ma chi sono questi?? Non capisco nemmeno chi gli ha detto di fare una classe da rimbecilliti..

ho fatto uno sforzo per prendere il commento che hai linkato sul serio, ma chi sono questi?? Non capisco nemmeno chi gli ha detto di fare una classe da rimbecilliti..

 

dal contesto, la direzione del distretto scolastico

sono un insegnante di scuola primaria e ho elaborato una bozza di riforma della scuola primaria che mi piacerebbe discutere con chiunque abbia a cuore la scuola italiana.

pertanto anche con lei, signor rustichini. la troverà al link sottostante. un punto della riforma riguarda proprio la valutazione dei docenti ai fini della retribuzione e della carriera.

grazie per l'attenzione

http://www.facebook.com/notes.php?id=1682062119¬es_tab=app_2347471856#!/note.php?note_id=421361354361

Le spiacerebbe mettere il testo in un sito che non richiede registrazione ed iscrizione?

Caro Gabrius

per me va bene cominciare anche subito. Ho letto la bozza una prima volta, iniziamo da un punto. Lei propone:

valutazione di docenti e scuole sulla base del successo scolastico degli alunni

Sono d'accordo sulla parte valutazione. L'idea di tener conto del solo successo scolastico degli alunni mi pare meno efficace, e anche meno giusta. Non si dovrebbe tener conto della differenza, dicamo cosi', fra gli alunni quando vengono assegnati alla cura dell' insegnante e quando escono? L' insegnante non puo' essere responsabile per la qualita' iniziale dello studente.

A proposito delle scuole charter: non sarebbero il modo ideale per realizzare alcune delle cose che dice lei?

grazie per la preziosa replica.

ho copiato sotto la mia nota, il suo commento. spero di avere il suo consenso.

riguardo alle scuole charter: mi manda qualche link dove posso edurmi?

a presto

gabriele alfano

spero che nonostante il notevole ritardo questa mia risposta la possa ancora interessare all'argomento.

in effetti non avevo tenuto in considerazione il problema della valutazione inziale del livello di apprendimento raggiunto dagli alunni e studenti. grazie alla sua sollecitazione, ci ho riflettuto e, potenza della critica, mi sono accorto che la soluzione è già contenuta nella mia stessa "riforma" e precisamente ai punti 1 e 2.

alcuni hanno criticato questi due punti perchè adatti solo alle "evolute" scuole anglosassoni e nord-europee dove ci sono le strutture necessarie ai flussi di alunni da un'aula all'altra durante l'orario di lezione. concettualmente la critica c'entra poco perchè sposta solo il problema a monte: facciamo edifici scolastici funzionali allo spostamento degli studenti (invece di spostare i docenti) ed i problema è risolto.

la titolarità fissa di classe e disciplina (fin dalla scuola primaria) invece risponde proprio alla sua giustissima critica. chi deve valutare gli alunni in ingresso? gli stessi docenti che li istruiranno per il semestre successivo! magari con strumenti standardizzati ed oggettivi riferiti a campioni statistici sicuri (non come quelli attuali dell'invalsi). i docenti del semestre precedente potrebbero fare da contrappeso come istanza di appello da parte della famiglia dell'alunno o dello studente. questo sistema nelle scuole medie e superiori risulterebbe molto simile agli esami di riparazione, ma con il vantaggio di sciogliere il discente dalla classe anagrafica (che non conta con i semestri), di socializzare la valutazione, rendendola più trasparente ed oggettiva. immagino che difficilmente un docente accetterebbe di sopravvalutare un discente visto che nei semestri successivi dovrebbe rispondere lui del "calo" di rendimento consequenziale: se ti dai un 8 ad un alunno in ingresso devi spiegare tu come mai poi gli affibbi un 6 alla fine del tuo semestre. nè sarebbe interesse dei docenti sottovalutare il discente perchè sarebbero sotto la sorveglianza "interessata" di famiglie e colleghi: se l'alunno vale 8 e tu in entrata gli affibbi un 6, la famiglia presenta un ricorso e il dirigente scolastico tramite i docenti del semestre precedente potrebbe vagliare la decisione attuale.

resto in attesa di un suo riscontro. per le scuole charter mi sto istruendo e le farò sapere presto, spero. intanto le lascio anche la mia mail perchè il sito nfa non avverte degli aggiornamenti e quindi potrei ancora perdermi le sue repliche.

Segnalo l'eco di cronaca su Repubblica a cura di Federico Rampini.

RR

grazie per la pagina

in due pagine di report pero' Rampini, che parla spesso di scuole di qualita', non menziona cosa c'e' di speciale in queste poche fra le scuole pubbliche che riescono ad essere di qualita'

grazie per la pagina

Concorso per il lettori: di quale altro articolo sarà anche questo traduzione/riassunto/variazione?

Segnalo un altro documentario di un regista di sinistra, Charles Ferguson, che e' uscito ieri e mi e' piaciuto (come mi era piaciuto Waiting for Superman).

Si chiama Inside Job, e racconta la storia della crisi finanziaria del 2008, con interviste a vari osservatori.  Si puo non essere a proprio agio con il tono un po' spreggiante del film, e le interviste "cattive" fatte apposta per mettere in imbarazzo l'interlocutore (Frederic Mishkin, un economista serio, viene solennemente canzonato  [video] e ora si pente  di aver partecipato). Ma e' un film fatto bene, che presenta una spiegazione coerente dell'accaduto, comprensibile al publico, ne troppo tecnica ne troppo semplicistica.

In sostanza, secondo Ferguson, c'e stata (negli ultimi quindici anni) una "regulatory capture" dei regolatori (Treasury, Fed, compresi anche gli economisti academici che li consigliano) da parte del settore bancario/finanziario. Con le loro grosse spese di lobbying le banche riescono ad influenzare il congresso e si sono fatte fare una deregolamentazione su misura (Gramm-Leachey) perche potessero fare il commodo loro. Si stabilisce un circuito chiuso per cui il segretario de tesoro e' spesso un ex investment banker, o se no lo e' (come Summers) quando lascia il posto si mette a fare consulenze per imprese finanziarie. Un groviglio di conflitti d'interesse si forma. C'e una rapida espansione tra il 2001 e il 2006 della quantita du mutui e della fattore di leva utilizzato dalle banche, ed un'ipertrofia del settore (per cui i profitti delle banche sono quasi la meta dei profitti di tutte le grosse aziende), etc. etc. Quando le cose vanno male scatta l'intervento dello stato, teoricamente per salvare il sistema, ma che aihme salva anche molte delle persone coinvolte nel pasticcio. Le riforme messe in cantiere da Obama son all'acqua di rose per la strenua opposizione delle banche che continuano ad avere un peso eccessivo nelle decisioni del governo. Questa la tesi centrale, con dettagli aggiuntivi sulle colpe specifiche di Greenspan, Summers, Rubin, etc.

Molto efficace Nouriel Roubini, con la sua voce lugubre. Nel film compare anche Rajan, considerato come un eroe per il suo paper  del 2005 a Jackson Hole in cui sollevava dubbi sulla stabilta del sistema.

Un bel film, lo consigliero ad amici e parenti.

ieri sera era ospite al d.letterman show, geoffrey canada, un protagonista appunto di "aspettando superman". ha trasmesso una grande passione per lo scopo delle charter school senza, mi pare, calcare troppo su accenti antisindacali.

sono lontano le mille miglia dall'argomento e quindi sono ancora più curioso quando vengo a conoscenza, stavolta tramite l'eterogeneo nfa, di personaggi di tale spessore.

 

perbacco, quanto poco durano gli eroi al giorno d'oggi! :-)

adesso me lo leggo meglio per capire le choppy waters che sta attraversando.

grazie per la segnalazione pronta e precisa.

Un'altro dei personaggi piu interessanti del film e' Michelle Rhee, una donna di origine koreana molto attiva e dinamica che era diventata capo delle scuole pubbliche di Washington D.C. (tra le peggiori del paese). Aveva intrappreso una riforma del sistema, proponendo un aumento degli stipendi degli insegnanti in cambio di maggior flessibilita, compresi licenziamenti per gli insegnanti con scarso redimento.

E di oggi la notizia che

*MICHELLE RHEE RESIGNS AS DC SCHOOLS CHANCELLOR
 Oct/13/2010 14:49 GMT

Si opponeva a lei la signora Weingarten, capo del potente sindacato degli insegnanti AFT. Una forte opposizione degli insegnanti ha impedito la rielezione del sindaco Fenty (che aveva nominato Rhee), e favorito un nuovo sindaco, Gray, che non vuole scomodare gli insegnanti.

E' una cattiva notizia perche ancora una volta il sindacato riesce a bloccare un cambiamento promettente, una delle tesi del film.

(Non metto link, di sicuro verrano articoli sul NYT etc. sulla faccenda).

Berlusconi spara la prima stronzata che gli viene in mente sulla scuola pubblica, tutti a firmare appelli per difendere la scuola pubblica.... non ci sono speranze per questo paese!

Mimesis ha di recente ripubblicato "descolarizzare la società" di Ivan Illich, scritto nel 1971. Sono passati 40 anni, possibile che nessun politico, o difensore senza macchia della scuola pubblica, prenda in considerazione lo stato fallimentare di tale istituzione?

va bene prendiamolo in esame questo stato e cosa si è fatto per evitarlo:

Governi Berlusconi: 2001 -2006,  2008 ad oggi, cioè quasi 10 anni di governo sugli ultimi 11. Quindi chi ha la responsabilità dello stato della scuola pubblica? Questo si è svegliato ieri ???

La scuola pubblica fa schifo? allora riformala ...Ops a gia lo ha fatto! allora dimissiona il ministro che tu stesso hai messo li! Il numero di parlamentari è troppo alto? E allora riducilo, in 11 anni avrai ben trovato il tempo!

Quando incidentalmente, nel suo giocare a far la vittima e nel cercare il supporto della Chiesa, ne azzecca una (pur con le intenzioni ed i motivi sbagliati) stiamo pure a dargli ragione??? Governa il paese da 10 anni, con maggioranza e supporto mediatico mai visti prima sarà responsabile di qualcosa o è sempre colpa degli altri ???

Aspetta, non è mia intenzione dar ragione a Berlusconi, dico solo che ogni sua dichiarazione, da vent'anni a oggi, innesca il solito giochino a somma 0, o meglio a somma negativa, per il Paese: buoni contro cattivi e tutto rimane come prima se non peggio. Dico soltanto che lo schema di Berlusconi mi pare chiaro, qualcuno (opposizione ci sei?) vuole rompere questo schema o no? Hanno capito? Sono in grado?

Mi domando: santificando oggi la scuola pubblica (strizzando l'occhio ai sindacati), ti potrai presentare un domani come forza di governo credibile e capace di ripensare nei suoi fondamenti la medesima scuola pubblica?

Scusa ti avevo frainteso. Addirittura avevo capito che, anche tu, fossi caduto nel gioco.

BS è molto abile nel presentarsi come vittima (aiutata in questo dai vari lacchè e dai suoi media)

Mi domando: santificando oggi la scuola pubblica (strizzando l'occhio ai sindacati), ti potrai presentare un domani come forza di governo credibile e capace di ripensare nei suoi fondamenti la medesima scuola pubblica?

In linea teorica, secondo me, è possibile. Basta presentarsi scaricando la colpa del mancato funzionamento della scuola pubblica sul mancato utilizzo delle sue "risorse", dovuto ad una miope gestione politica che ha cercato di danneggiarla per favorire la scuola privata, ecc ecc

Dico in linea teorica perchè in realtà l'opposizione non è interessata, ne parla adesso solo perchè BS ha tirato fuori la questione. Che io mi ricordi non esiste una argomento di dibattito, negli ultimi anni, che sia stato proposto dall' opposizione (tranne, forse, la patrimoniale) hanno solo giocato a rimpiattino.

capace di ripensare nei suoi fondamenti la medesima scuola pubblica?

Mi chiedo pero' cosa (e come) si dovrebbe ripensare nel concetto di scuola pubblica...

da Lavoce.info un grafico con i risultati PISA 2006

QUI

 

Ma anche all'estero le scuole private sono mediamente peggiori delle pubbliche?

Sarebbe come andare in una clinica, pagare per farsi operare prima invece che meglio.

Direi che è sintomatico del peso dato all'istruzione nel nostro paese no?

Direi che è sintomatico del peso dato all'istruzione nel nostro paese no?

Sembrerebbe proprio di sì. Il famoso "pezzo di carta" è più importante di tutto, tanto poi il lavoro si trova principalmente in base a conoscenze e parentele o si fa il lavoro del papà.

l'esempio della clinica per poter scegliere tra prima o meglio non è molto adatto, dato che si tratta dello stesso personale in moltissimi casi. Nel caso delle cliniche, è solo per poter anticipare i tempi, il che è ancora più assurdo per i comuni mortali che accettano di pagare il privato quando hanno già pagato il pubblico. La presa per i fondelli è totale quando la stessa equipe usa il materiale pubblico, la salla operatoria pubblica, la segreteria per le prenotazioni dell'intervento pubblica ecc...

Ovviamente non so darti una risposta, ma diciamo che non essendomi trovato mai a mio agio a scuola ho trovato molti spunti nel libro di Illich "Descolarizzare la società".

Ho trovato anche interessante: http://www.ted.com/talks/lang/eng/ken_robinson_says_schools_kill_creativ...

Per di più con tutti gli strumenti che oggi, grazie a internet, abbiamo a disposizione (tra gli altri anche www.khanacademy.org già discusso su nFA, oppure tutti i podcast presenti su iTunes U) si può continuare a pensare la scuola come nel primo dopoguerra, o meglio si può far finta di niente come accade nel dibattito pubblico attuale pro/contro scuola pubblica?  

Ovviamente non so darti una risposta.

Pero' e' un po' curioso certificare il fallimento di un istituto che nel mondo occidentale ha portato perlomeno ad un'alfabetizzazione minima di massa senza avere un'idea seppur vaga di come rimpiazzarla.

Di Ilich conosco poco, quando ho tempo provero' a leggere integralmente la sua descolarizzazione, ma dalla sua biografia mi sembra emergere una figura mirandoliana, polilinguista, proveniente da un milieu culturale abbastanza particolare. Il tipo di persona in grado di avvantaggiarsi di percorsi educativi non standard. Pero' il testo a cui ti riferisci e' del 1971, e l'esperienza diretta di Ilich deve riferirsi alle scuole della prima meta' del '900.

Molta acqua e' passata sotto i ponti, e ad esempio la mia personale esperienza nelle scuole pubbliche di Milano e' stata estremamente positiva. Con qualche eccezione (in particolare un'anziana professoressa di geometria che non amava le mie dimostrazioni di geometria euclidea alternative a quelle del testo) e molti scontri professore-studente, non ho il ricordo di una scuola tesa a soffocare la creativita' o lo spirito critico. Anzi. Senza contare che la scuola e' anche la palestra nella quale impariamo a gestire le relazioni sociali.

Naturalmente alcuni correttivi sono terribilmente necessari, penso soprattutto all'abolizione del valore legale dei titoli di studio e all'aumento della qualita' del corpo docente, tramite una maggior selezione all'ingresso e nel corso della carriera ma anche e soprattutto l'adeguamento degli stipendi ai migliori livelli europei per attrarre i migliori candidati).

Pero' io ci andrei molto cauto prima di pensare di eliminare il modello di scuola universale dei paesi occidentali per sostituirlo (e non per integrarlo) con modelli di istruzione online o altrimenti decentralizzata. Quello che temo e' che ci sia un grande gap nella capacita' di orientamento degli studenti e delle loro famglie in una situazione formativa decentralizzata. Da un lato le famiglie in possesso di maggiori mezzi culturali, capaci di scegliere i percorsi formativi piu' adeguati e di integrare eventuali lacune, dall'altro chi questi mezzi non ce li ha. Intendiamoci, e' un problema che esiste anche oggi, ma che penso la scuola pubblica contribuisca a correggere almeno in parte (e che nell'ottica di una riforma costruttiva penso dovrebbe diventare uno degli obbiettivi primari dell'istituzione scolastica).

Accountability and Flexibility in Public Schools: Evidence from Boston's Charters and Pilots

di Atila Abdulkadiroğlu, Joshua D. Angrist, Susan M. Dynarski, Parag Pathak e Thomas J. Kane

 

O anche, di più immediata lettura:

"Student Achievement in MA's Charter Schools"

 

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti