Le corporazioni, i giornalisti

2 agosto 2010 alberto bisin

Le corporazioni si lamentano (per chieder soldi), che è il loro lavoro, più o meno. I giornalisti invece pubblicano comunicati stampa delle corporazioni, e questo decisamente non è il loro lavoro. Quante volte abbiamo raccontato questa storia. Quante volte ancora dovremo farlo?  Lo facciamo ancora oggi per amor di patria, che siamo stanchi.

Titoli uguali e drammatici sui giornali a riguardo del mercato dell'auto:

Auto, il Mercato Crolla a Luglio: -26% "A Rischio 650 Mila Posti di Lavoro"

Questo era il Corriere.  Ma anche La Stampa non scherza:

Luglio nero per il mercato dell'auto

Più o meno lo stesso su Libero, e si potrebbe continuare.

I dati riportano la variazione percentuale delle nuove immatricolazioni a luglio 2010 in Italia rispetto a luglio 2009 e provengono dal Ministero delle Infrastrutture e dei  Trasporti (che tiene un archivio delle immatricolazioni; il website è qui ma i nuovi dati non sembrano esserci ancora).

In realtà i giornali citano il comunicato dell'Unrae e/o l'Anfia - Unione Nazionale Rappresentanti Veicoli Esteri e Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica. Ne riportano i lamenti, anche quelli assurdi o comunque non argomentati (come la previsione di 650 mila posti di lavoro a perdersi) e quelli un po' ridicoli (come gli effetti sulle finanze pubbliche - ma non vogliono sussidi? non li hanno appena avuti? - e soprattutto sulle emissioni di C02 - che le macchine nuove sporcano meno).

Ma non riportano l'ovvia constatazione che il crollo viene dopo un aumento di immatricolazioni nel 2009 drogato dagli incentivi alla rottamazione. Come sempre avviene in questi casi, i consumatori anticipano la domanda, che poi cade.

Ma allora perché spargere il terrore? Perché non concludere che gli incentivi alla rottamazione non servono a nulla? Perché? Eppure il comunicato Unrae accenna agli incentivi, anche se ovviamente tirando acqua al proprio mulino:

solo grazie ad un primo trimestre caratterizzato dalle immatricolazioni delle vetture ordinate sul finire del 2009 con il favore degli incentivi, il bilancio dell’intero periodo del 2010 manteneva un saldo attivo, quando già immatricolazioni e ordini del secondo trimestre evidenziavano, invece, una situazione di vera e propria crisi di mercato

Non se ne puo' più. Davvero.

Ah, dimenticavo un bel grafico con le variazioni rispetto allo stesso mese dell'anno precedente (dati tratti dal sito Anfia):

Giusto per convincersi che il calo di questi mesi oggi arriva dopo un bel salto da incentivi.

22 commenti (espandi tutti)

Dall'articolo su Libero:

Per il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, si deve fare di tutto per "cercare di mettere a riparo questo importante settore. Il mercato presenta ancora grandi incognite, siamo ben lontani da una ripresa stabile". Contribuisce alla discesa delle vendite il termine degli incentivi statali, ma il sindacalista è contrario a ulteriori interventi di questo genere perché “portano a un sistema drogato”.

Dello stesso avviso Enzo Masini, segretario nazionale della Fiom, che dice: "ora bisogna investire in innovazione e ricerca, facendo scelte industriali precise. I primi mesi dell’anno sono stati falsati dalla coda della rottamazione. Era evidente che poi ci sarebbe stato un crollo delle vendite ed era prevedibile che la Fiat non avendo modelli innovativi avrebbe pagato un prezzo maggiore dei concorrenti". Anche i metalmeccanici della Cgil dicono no a nuovi incentivi: "Occorrerebbe fare quello che fin dall’anno scorso avevamo richiesto, cioè una scelta da parte della politica in termini di industria, assumendo il tema dell’innovazione e mobilità ecocompatibile come scelta prioritaria del Paese".

Sembra che almeno i sindacalisti questa storia degli incentivi che non servono a nulla l'abbiano capita. Gli altri no. L'Italia è veramente un paese curioso.

OOps, non li avevo visti questi. Vorrei vedere se fosse stato Prodi a dargli gli incentivi... Stanno solo sputando sul governo.

Per chi è ansioso di trovare capacità predittiva nell'analisi economica segnalo il pezzo scritto da Giulio lo scorso aprile, in un'altra tornata di ''incentivi'' demenziali. Tra i risultati degli incentivi Giulio ricordava:

Un aumento della domanda oggi, di cui il governo si prenderà il merito, e una corrispondente riduzione nei prossimi 12-24 mesi, della quale si accuseranno i cinesi, gli indiani e il mercatismo.

Non molto altro da aggiungere, direi. Prepariamoci per le urla, tra qualche mese, dei produttori di motorini e motori fuoribordo.

Visto che la Fiat controlla La Stampa e ha il 10% di RCS, non penso ci si dovrebbe aspettare altro. 

A dire il vero oggi su La Repubblica riportavano paro paro il tuo grafico delle variazioni rispetto allo stesso mese dell'anno precedente con sovraimposto il periodo di validita' degli incentivi alla rottamazione.

L'articolo non l'ho letto tutto che non ne avevo il tempo, ma mi pare che il messaggio fosse chiaro.

Allora e' davvero solo Corriere e Stampa, come dice Gian Luca?

Ho guardato online e il grafico non l'ho visto.  Ecco cosa appare a una ricerca "immatricolazione" sul sito di Repubblica. Il primo articolo e' come quelli del Corriere e di Stampa. Il secondo riporta le dichiarazioni dei sindacati, come quelle di Libero.

Questo è il grafico:

Grafico repubblica incentivi immatricolazioni

E qui c'è l'aricolo:

http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/pdf/rad5970C.tmp.pdf

Piccola dritta: quando cercate un articolo uscito su un giornale cartaceo, soprarattuto politica ed economia, le rassegne stampa di Camera, Senato e Governo sono ottimi punti di partenza.

Piccola dritta: quando cercate un articolo uscito su un giornale cartaceo, soprarattuto politica ed economia, le rassegne stampa di Camera, Senato e Governo sono ottimi punti di partenza.

A proposito: ma queste non sono violazioni del sacro copyright? Oppure per Camera, Senato e Governo e' OK, perche' tanto coi sussidi che pagano all'editoria (coi soldi del contribuente, ovviamente) le notizie se le sono comprate in anticipo?

Perche' copyright? A parte il fatto che quando un giornale pubblica una notizia, se qualcuno scansiona o ripubblica l'articolo citando la fonte c'e' IMHO poco da lamentarsi, se ci fosse di mezzo il copy i telegiornali del mattino presto dovrebbero pagare miliardi di danni.

Il link che hai postato prima non funzionava, questo dovrebbe essere il link corretto:

 

http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/pdf/rad898DB.tmp.pdf

Ho ripreso in mano l'articolo che e' a firma di Griseri. Sottolinea che la FIAT e' soprattutto colpita dalla fine degli incentivi 

Cessato il sostegno di stato, a soffrirne di piu' sono stati i marchi che maggiormente si erano avvantaggiati un anno fa.

e riporta le richieste di nuovi incentivi da parte dei concessionari ed il parere contrario dei sindacati (perche' gli incentivi drogano il mercato, meglio una politica industriale a sostegno della ricerca e dell'industria italiana). 

In conclusione, mi sembra che il problema non siano tanto i giornalisti ma la scarsita' di editori puri nel panorama italiano. E' ovvio che i giornali piu' o meno controllati della FIAT siano in conflitto di interessi sull'argomento.

Aggiungo infine che strumenti quali l'ordine dei giornalisti dovrebbero proprio servire a fornire una maggior indipendenza ai giornalisti medesimi se confrontati con un editore in conflitto d'interessi. Poi, anche per altri motivi, non sono cosi' sicuro che nel complesso l'ordine sia uno strumento utile, ma se discutiamo di liberta' di stampa certe consideraziooni andrebbero sempre fatte.

 

Siccome c'entra sempre il mercatismo ed il capitalismo finanziario anglosassone, entrambi cattivi e causa di ogni male, voglio segnalare l'editoriale di PG Battista su CorSera La maggiorana evanescente nel quale trova il modo di ritenere il capitalismo finanziario anglo sassone, lo strumento padre della corruzione italiota.

La cosa che io trovo più divertente, in questi dati, è che sono spudoratamente favorevoli alla teoria economica più elementare e "neoclassica". Quella, tanto per capirsi, che le lobbies baronali italiane autoproclamatesi "economisti critici" non possono sopportare e dileggiano senza averla né intesa né testata mai.

Una previsione semplice ed immediata di quella classe di modelli è che la gente fa sostituzione intertemporale nell'acquisto di beni durevoli per avvantaggiarsi di prezzi relativi favorevoli. Gli incentivi, ovviamente, rendono conveniente comprare oggi quello che si pensava di comprare domani (forse anche dopodomani, tutto dipende dal tasso d'impazienza e da quanto grandi sono gli incentivi). Insomma, la teoria più elementare e più "neoclassica" predice ESATTAMENTE quanto sta accadendo in tutta Europa. E dice, quindi, che i fottuti incentivi sono solo soldi sprecati, punto.

Non ho tempo per entrare nei dettagli (ho appena recuperato la connessione e tonnellate di lavoro da fare) ma, quello STESSO ARGOMENTO IMPLICA CHE IL MOLTIPLICATORE PROBABILMENTE NON ESISTE!

Poi leggi, vedi commento precedente, che l'articolista riporta addirittura che

Cessato il sostegno di stato, a soffrirne di più sono stati i marchi che maggiormente si erano avvantaggiati un anno fa.

ossia una conferma al quadrato del modellino banale banale!

Allora pensi a 3Monti ed alle sue menate sul mercatismo, o ai baroncelli italiani che fanno la critica della teoria economica, e non sai più se piangere o se ridere ...

Oltre al modello che illustra benissimo il variare della domanda a fronte dei sussidi si possono fare delle altre considerazioni (che ovviamente i giornalisti evitano di fare), correggetemi se sbaglio:

a) l’industria dell’automobile ha segnalato da tempo che questi livelli di produzione non sono sostenibili a lungo e che sia necessaria una ristrutturazione del mercato. Quale? Non si sa, perché il continuo intervento dello stato non ha mai permesso di scoprirlo. L’industria dell’automobile è come un drogato che ha bisogno di dosi sempre più massicce per sballare e risente di crisi sempre peggiori dopo che è finito l’effetto dell’ultima dose.

b) L’uso della massiccio cassa integrazione permette all’azienda di usare gli operai durante il boom e poi metterli in stand by quando le cose vanno male. Questo disincentiva gli operai a cercarsi un lavoro in un altro settore e permette all’azienda di perseguire un comportamento di moral hazard

 

c) Infatti nella fase “high” paghiamo i sussidi e nella fase “down” la cassa integrazione degli operai. Ho sentito però commentatori sostenere che “gli incentivi si pagano da soli perché ogni automobile immatricolata aumenta le entrate statali” per cui è una situazione win,win mentre a me pare più They win or we lose.

d) gli incentivi alla rottamazione distruggono ricchezza. E’ la storia della finestra rotta di Bastiat: il sistema economico ha indirizzato risorse scarse per la produzione di un bene in sostituzione di uno che poi viene distrutto non perché abbiamo deciso di cambiarlo ma perché la legge (regolamentazione del traffico in città) o un sussidio mi spingono a modificare le mie preferenze. Qui non c’è il teppista che ci distrugge la finestra ma lo facciamo da soli, facendoci pagare parte della riparazione dal contribuente.

e) Falso ideologico. Spacciano gli incentivi come “a tutela dell’ambiente”. Butta via l’auto vecchia e compra questa nuova a GPL che emette lo 0.02% di CO2 in meno, farai del bene all’ambiente. Facendo i conti si scopre che in realtà per far bene all’ambiente dovevi tenerti l’auto che avevi in garage

f) Questo è keynesismo allo stato più puro. Mettere sussidi per far lavorare l’industria dell’automobile a piena capacità è o non è il sogno di ogni keynesiano? Si aumenta la domanda aggregata andando a targettare proprio l’industria con idle capacity, si aumenta l’occupazione proprio nel settore in crisi e si trasferisce reddito proprio a quelle categorie che hanno la maggiore propensità al consumo. Dovrebbe esserci un fantastico moltiplicatore keynesiano mentre ciò a cui si assiste è solo che tolto lo stimolo la situazione diventa peggiore che in partenza.

Thank you lord Keynes!

 

Marco

 

Una previsione semplice ed immediata di quella classe di modelli è che la gente fa sostituzione intertemporale nell'acquisto di beni durevoli per avvantaggiarsi di prezzi relativi favorevoli. Gli incentivi, ovviamente, rendono conveniente comprare oggi quello che si pensava di comprare domani (forse anche dopodomani, tutto dipende dal tasso d'impazienza e da quanto grandi sono gli incentivi). Insomma, la teoria più elementare e più "neoclassica" predice ESATTAMENTE quanto sta accadendo in tutta Europa. E dice, quindi, che i fottuti incentivi sono solo soldi sprecati, punto.

Come notava due giorni fa Tim Harford, la recente crisi e' stata largamente causata non da comportamento irrazionale degli investitori, ma da risposte perfettamente razionali a incentivi perversi. In genere gli anti-mercatisti compongono il falso fattuale di negare cio' con quello piu' sottile di natura logica secondo cui razionalita' implicherebbe predicibilita' dei prezzi, e l'evidente assenza della seconda implicherebbe l'inesistenza della prima. Da qui la presunta necessita' dell'intervento della mano visibile dello stato, i cui rappresentanti, per ragioni misteriose, sono supposti sfuggire alla maledizione dell'irrazionalita', oltre a essere per definizione benevoli: e ci si domanda come mai allora i regolatori abbiano messo in atto, o almeno tollerato, gli incentivi perversi di cui sopra.

Per avere un termine di paragone tra giornalismo italico e altrove: http://www.bbc.co.uk/news/business-10878313

L'argomento lo stesso, ma l'articolo della BBC propone un incipit ben diverso:

New car sales fell in July, the first drop in a year, the Society of Motor Manufacturers and Traders has said.

New car registrations were 136,446 last month, down 13.2% from a year ago, the trade body said, with the end of the car scrappage scheme and the fragility in the economy blamed.

Che non si dica "tutto il mondo è paese"!

Per avere un termine di paragone tra giornalismo italico e altrove:

Scusate se mi ripeto, ma gli unici giornali a non avere evidenziato la correlazione con la fine degli incentivi di rottamazione sono quelli in conflitto di interessi, ovvero quelli in qualche modo legati alla FIAT.

Il problema non sono i giornalisti italiani, ma la mancanza di editori puri in Italia. La differenza e' importante.

Ho dato uno sguardo agli altri giornali (Sole24Ore, MF, Repubblica), e mi sa che hai ragione.

Precisazione accolta, grazie. :)

 

P.S. tuttavia ricordo chiaramente quando avvenne il fattaccio che coinvolse il rampollo di famiglia, Lapo Elkann, in un mix di sesso&coca nel 2005. Quando già sulle agenzie circolava la notizia esatta, alcune testate televisive (TG2 e TG3 sicuramente, le altre non so/non ricordo. NOTA: era in carica un governo Berlusconi, quindi il TG2 non era controllato da "quegli altri là") continuavano ad affermare si fosse trattato di un coma farmacologico di sconosciute origini (niente menzione per le trans che l'accompagnavano, ovviamente). Forse per cortesia o forse per cautela, ma ebbi la forte impressione che certi comportamenti giornalistici "di favore" straripano oltre i rapporti di controllo proprietario.

Precisazione accolta, grazie. :)

Ma grazie a te...

(...) Lapo Elkann (...)

Sull'occhio di riguardo hai sicuramente ragione (che puo' sempre tornare utile). Pero' c'e' da dire che Lapo Elkann non ha incarichi pubblici, che andare a trans non e' fortunatamente reato e che l'assunzione di cocaina e' perlopiu' questione amministrativa (seppur con qualche zona grigia). Quindi non mi sembra che informarci che Lapo va a coca & trans sia poi questa gran battaglia giornalistica...

 

Sull'occhio di riguardo hai sicuramente ragione (che puo' sempre tornare utile). Pero' c'e' da dire che Lapo Elkann non ha incarichi pubblici, che andare a trans non e' fortunatamente reato e che l'assunzione di cocaina e' perlopiu' questione amministrativa (seppur con qualche zona grigia). Quindi non mi sembra che informarci che Lapo va a coca & trans sia poi questa gran battaglia giornalistica...

La notizia in sé è totalmente inutile, certamente a me non importa nulla né delle abitudini sessuali di Lapo, né tantomeno se privatamente fa uso di droghe (a meno che lo faccia mentre guida il ferrari a 200 kmh su strade pubbliche, ma non è questo il caso).

Però, il fatto che le testate citate abbiano scelto, piuttosto di non dare la notizia (sarebbe stata una decisione legittima), di propinarne una falsa (e cioè che il coma fosse indotto da farmaci), secondo me segnala una propensione alla violazione della deontologia giornalistica non di poco conto.

"Sul piano delle vendite, la Fiat sta recuperando sui principali mercati europei e va bene su quello italiano grazie agli incentivi governativi alla rottamazione, che tuttavia celano un incubo per il costruttore: cosa succederà dopo il 31 dicembre, nel caso il governo Berlusconi (per altro non amico né della Famiglia, né del top management torinese) non li rinnovasse?  La sorte dei cinque stabilimenti italiani di automobili è appesa a questo interrogativo, anzi la sorte di Termini Imerese in Sicilia appare già segnata". 13 agosto 2009.

 


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