La crisi dei treni a vapore

22 agosto 2013 Massimo Famularo

Anche quest'anno ho deciso di trascorrere parte delle mie vacanze in un universo parallelo. Durante il mio breve soggiorno ho avuto modo di visitare uno stato chiamato Pirlonia  e di venire a conoscenza di quella che è stata chiamata la crisi dei treni a vapore.

L'industria dei treni a vapore era il fiore all'occhiello di quel paese e rappresentava uno dei suoi principali motivi di vanto e di notorietà nel resto del mondo. A partire da un brutto giorno, tuttavia, per motivi oscuri,che forse hanno a che fare con qualche bieco complotto, ordito sicuramente da spregevoli affossatori di popoli, nel mondo hanno iniziato a diffondersi i treni elettrici. 

Inutile dire che la reazione degli intellettuali e dei politici di Pirlonia è stata di ferma difesa dell'industria nazionale e di forte condanna nei confronti della nuova tecnologia sovversiva. Con mirabolante dissonanza cognitiva, gli stessi Pirlonii (abitanti di Pirlonia) che apprezzavano nella pratica i treni elettrici come utilizzatori (in Pirlonia i treni a vapore li producevano ancora, ma li usavano sempre meno) condannavano come un odioso attacco alla loro libertà economica e di conseguenza politica il fatto che il resto del mondo comprasse un numero sempre minore dei suoi meravigliosi treni a vapore.

Come osservatore esterno ho trovato rilevante che i Pirlonii cercavano numerose e fantasiose cause alle proprie disgrazie, ma mai prendevano in considerazione che il problema potesse essere produrre qualcosa che gli altri non volevano.

Tra le cause più ricorrenti:

  • L'adozione del Neuro, una valuta comune con i paesi circostanti
  • La concorrenza sleale dovute alle prestazioni eccessive dei treni elettrici
  • La volontà dei paesi circostanti di conquistare/impoverire Pirlonia e/o acquistare le sue preziose industrie per un tozzo di pane

di conseguenza le soluzioni proposte per la crisi erano

  • Chiedere alla vicina Furbonia di ristabilire l'equilibrio producendo treni meno veloci ed efficienti
  • Sussidiare il settore dei treni a vapore per tutelare l'occupazione e difendere la nazionalità delle imprese Pirlonie
  • Minacciare l'abbandono del Neuro e l'adozione delle vecchia gloriosa valuta chiamata quisquilia (una quisquilia=100 pinzellacchere)
  • Invitare alla creazione di nuova moneta per sostenere il calo temporaneo di domanda per i treni a vapore

Tornato a casa ho tirato un sospiro di sollievo pensando che nessuno nel mio universo è talmente miope da cercare di difendere l'industria dei treni a vapore... Oppure no?

@massimofamularo

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49 commenti (espandi tutti)

La stessa storia, purtroppo, la vedo nell'agricoltura con gli OGM. Ma la libertà di impresa nello Stato di Pirlonia è scritta anche in costituzione?

Nell' ipotetico caso descritto almeno i costruttori di treni a vapore avevano un vantaggio, il divieto di coltivazione degli OGM non porta vantaggio assolutamente a nessuno.
Insomma mi sembra la nota differenza tra criminali e stupidi descritta da Cipolla, gli stupidi fanno danni senza averne nessun vantaggio.

Perchè si impedisce anche di fare ricerca. Il caro Carlo M. Cipolla Santo subito!

Pirla?

Fabrizio Bercelli 22/8/2013 - 12:40

Chiamando Pirlonia l'Italia, Famularo suggerisce che la ragione per cui l'Italia va come va, è che gli italiani sono in prevalenza stupidi (nel senso di Cipolla, come ricordato da Puricelli). 

Forse è vero, almeno in parte. Ma il tema è troppo importante per liquidarlo con qualche battuta o impressione sommaria. Ha poi un'importanza pratica decisiva per un movimento come Fare, cui anche Famularo aderisce (come me e credo molti altri partecipanti a nfa).

Ammesso che il programma di Fare è assai meglio degli altri, e ammesso che ciò è lontanissimo dal garantirne il successo, ci si può chiedere seriamente, da ricercatori empirici, quali fattori determinino il successo di un partito rispetto a un altro, nella particolarissima situazione italiana attuale. Per poi decidere, quelli di noi cui interessa, come muoversi a livello politico, che fare di Fare.

Non essendo in grado di dire niente di fondato al riguardo, cerco di provocare chi ne sappia più di me e possa  avviare una discussione costruttiva al riguardo. Mi limito a due ipotesi sommarie, l'una non esclude l'altra.

Ipotesi "Pirla". In Italia, giornalisti e cittadini non sono quasi in grado di distinguere le favole dai fatti (cito Bisin). Lo sforzo di spiegare razionalmente come stanno le cose, per quanto grande e organizzato e diffuso, sarà insufficiente. Anche quando sia rivolto a chi avrebbe tutto da guadagnare dal capire come stanno effettivamente le cose. Bisogna quindi aggiungere al lavoro di spiegazione e divulgazione razionale qualcosa di diverso. Che cosa?

Non ho una risposta precisa, ma credo che la risposta abbia a che vedere con la credibilità personale di chi propone diagnosi e terapie. Credibilità, beninteso, per gli italiani e le italiane così come sono ora. Perché, ad esempio, Grillo è apparso credibile a tanti? Forse è stato reso credibile dalla carica emotiva, verosimilmente autentica, che ha saputo mettere nelle sue esternazioni (http://giovannacosenza.wordpress.com/2012/10/29/come-comunica-grillo-1-il-corpo/). Analogamente si tratta di capire perché Berlusconi o Renzi siano apparsi o appaiano credibili. Non sono le proposte demagogiche di Berlusconi (abolizione dell'ICI e dell'IMU) o di Grillo (reddito di cittadinanza) a essere di per sé convincenti, è che l'uno e l'altro sono riusciti nel difficilissimo compito di venderle come credibili. Non dico che si debba fare come loro. Dico che bisogna inventarsi qualcosa sul piano della credibilità per le masse italiane. Nella misura in cui vale l'ipotesi suggerita dal post di Famularo.

Ipotesi "Boldrin". Il programma di Fare comporta (butto lì delle cifre spannometriche) che 5 milioni di famiglie italiane staranno subito alquanto peggio e 20 milioni staranno nettamente meglio, ma non subito. Come mobilitare almeno una parte consistente di quella maggioranza potenzialmente avvantaggiata? Mobilitarla così tanto da piegare la resistenza fortissima della minoranza danneggiata, sostenuta da sindacati e partiti tuttora prevalenti. E' un problema enorme, anche a prescindere dall'eventuale alto grado di "pirlaggine" degli elettori italiani. Ad esempio, io -- professore universitario in pensione, straordinariamente onesto, competente e lungimirante, con tre figli e due nipotini -- sarei ben disposto a sacrificare 1000 dei miei 3500 euro di pensione netta se ciò davvero servisse a garantire un futuro migliore ai miei figli e nipoti. Ma sono probabilmente una trascurabile eccezione. Come convincere e mobilitare quelli come me? E convincere e mobilitare quelli come i miei figli, che possono preferire di contare sulla mia attuale pensione (che pure gli offre un sostegno parziale e un po' mortificante, ma certo) piuttosto che sui prevedibili ma non certissimi vantaggi di una possibile crescita economica favorita dai tagli di tasse consentiti dal taglio di pensioni come la mia? E' già complicato da dire, figurarsi da crederci. Magari, la butto lì, potrebbe servire un appello e un impegno militante dei "nonni del Fare" che la pensano come me.  E' solo un esempio, per dare un'idea di ciò che si potrebbe intraprendere per affrontare un problema, ripeto, enorme. Che non può essere sottovalutato con sterili atteggiamenti illuministi, né esorcizzato con simpatici e intelligenti apologhi su Pirlonia.

Chiamando Pirlonia l'Italia, Famularo suggerisce che la ragione per cui l'Italia va come va, è che gli italiani sono in prevalenza stupidi nel senso di Cipolla,

In realtà il "caso Italia" non è stato previsto dal professor Cipolla. Difatti in Italia, per tutta una serie di cause storiche, una scarsa mobilità sociale si è combinata con un sistema scarsamente meritocratico. Questo ha creato una situazione singolare con un elevato numero di "cretini" in posti di responsabilità. Quindi il problema non è tanto quantitativo quanto qualitativo. Un cretino comandante fa più danni di un cretino soldato semplice.

Sulla questione "come costruirsi una credibilità" i miei 2 cent: c'è poco da inventarsi.

La credibilità popolare dei "personaggi" che tu citi si è creata con interviste su mezzi di comunicazione simpatizzanti (se non di proprietà degli stessi) fatte da giornalisti compiacenti, con codazzi di pseudo intellettuali e opinion maker (più o meno direttamente prezzolati) che incensavano gli stessi. In questo modo anche i vaniloqui di un Vendola venivano presentati, all'elettore più distratto, come lungimiranti analisi politiche. Si aggiunga il supporto per motivi di interesse delle lobby (a seconda dei casi: DeBenedetti/Repubblica, Gruppo Fiat, CGIL, l'incredibile CL).

Grillo sembra fare eccezione***. Grillo ha costruito la sua credibilità sulla base del suo successo come comico. Comico che ha pagato con la censura e l'allontanamento la sua satira contro i politici (adesso che ci penso: Luttazzi ha copiato pure questo) e con le sue battaglie solitarie alle compagnie telefoniche, alla Parmalat ecc, ecc, cioè contro i "potenti" nell' immaginario popolare (e obiettivamente potenti anche nella realtà).

In questo momento Fare non può permettersi nessuna di queste cose. L'unica strada percorribile è quella seguita dalla Lega Lombarda (poi Lega Nord) agli albori. Purtroppo è una strada più lenta. Rispetto a quel movimento, Fare ha lo svantaggio di avere un programma più complesso da far capire ma ha il vantaggio, proprio in virtù del programma, di poter attirare strati di popolazione che alla Lega erano preclusi e la possibilità di usare i social network che, ai tempi, non esistevano.

PS

***dico "sembra" perchè io ritengo che alla credibilità di Grillo abbia contribuito, almeno inizialmente, una certa sinistra che voleva usarlo in chiave anti-Berlusconi e anti capitalismo. Questo prima di accorgersi delle sue intenzioni. Allo stesso modo credo che alla credibilità di Renzi abbia contribuito anche la stampa di destra, per usarlo in chiave anti Bersani e per creare zizzania nel PD (come se ce ne fosse bisogno). 

"Fare ha lo svantaggio di avere un programma più complesso da far capire" (Corrado Ruggeri)

Questo è un punto importante, sottovalutato da promotori e aderenti a Fare, che non trovano difficile ciò che invece è quasi inaccessibile ai più, anche istruiti. O almeno oggetto di forte scetticismo e diffidenza.

Rimedi? Uno potrebbe essere una schiera di testimonial abbastanza popolari, che inducano la gente a fidarsi di ciò di cui vorrebbero fidarsi, ma da soli non si fidano. Persone come Umberto Veronesi, per dire. O perfino qualche divo mediatico, al di là di Bocelli. Per dire, la svizzera Hunziger, reclutabile da qualcuno dei nostri specialisti elvetici. Scusate, scherzo, ma cerco di rendere l'idea.

Punta in questa direzione la mia mezza proposta sui "nonni del Fare": se un gruppo rispettabile di anziani fa una proposta che va contro ai suoi interessi immediati, ma a favore di figli e nipoti, può essere forse abbastanza credibile. E notiziabile.

Anche la lista degli economisti a sostegno di Fare  potrebbe forse essere valorizzata in questo senso, ammesso e non concesso che gli economisti siano più credibili dei semplici nonni ;-)

originali primi firmatari del manifesto dei dieci punti ci sta anche tale Enrico Montesano: non occorre scomodare la bella lato B di roberta slip...

Un altro rimedio è crearsi un'immagine riconoscibile, caratterizzante. Questo è per me un punto fondamentale.

La gente che non segue la politica attivamente quando sente parlare di Fare deve riuscire ad identificare immediatamente il movimento: "ah sì, quelli che vogliono ....". 

Sia chiaro che non sto dicendo di diventare delle macchiette o far demagogia (stile: "fermiamo i comunisti"; "meno tasse per tutti") sto dicendo di crearsi un'immagine che "attiri" i distratti e servono anche gli slogan e le dichiarazioni ad effetto, quelle che fanno guadagnare le prime pagine dei giornali.

Purtroppo è più facile coniare slogan da prima pagina se il messaggio è un basilare: "no ai negri" o "diritto di cittadinanza per tutti" che non con una posizione più articolata. Dire pirlate è sempre più semplice. 

Però ci si potrebbe buttare di traverso, con cose come: "Proposta di Fare: togliamo la cittadinanza italiana ai dirigenti pubblici che hanno creato ammanchi".

E' una pirlata (sempre meno delle due citate sopra) ma attira i media e fa capire chi sei.

Oppure creare, per gli articoli e le analisi di Fare, dei titoli "media setting", tipo: "Uscire dall'Euro ? Ogni famiglia italiana perderà 4000€, secondo le previsioni degli economisti di Fare".

I giornalisti delle agenzie leggono il titolo mica l'articolo, altrimenti la CGIA di Mestre avrebbe chiuso da tempo ;-)

Sono sicuro che tra i simpatizzanti di Fare ci sia gente in grado di elaborare una strategia per l'immagine del partito, si tratta di considerare la cosa prioritaria e decidersi a farlo.

PS

Da istrione qual è Giannino qualcosa aveva tentato, in modo estemporaneo, tipo le manette per sottolineare l'opposizione all' oppressione fiscale.

  Per amore di verità vorrei ricordare che il compianto Cipolla afferma che in ogni categoria (professori universitari od operatori ecologici) esiste una percentuale fissa (intorno al 10%) di cretini. Quindi, il caso di Pirlonia non può essere riferito alle idee di Cipolla. Io trovo invece che tali idee si adattano molto bene ai militanti di FARE (tra i quali il sottoscritto); leggendo lo statuto approvato, mi sono convinto che è stato preparato da quel 10% indicato da Cipolla, e che spero la Direzione abbia approvato senza leggere.  

ah, no.

dragonfly 23/8/2013 - 19:26

Per amore di verità vorrei ricordare che il compianto Cipolla afferma che in ogni categoria (professori universitari od operatori ecologici) esiste una percentuale fissa (intorno al 10%) di cretini.

 


cipolla afferma nella prima legge, che la percentuale dei cretini è invariante al sottoinsieme di umani considerato.

ma la ben più pregnante seconda legge, recita che la percentuale reale risulta essere inconoscibile ma sempre più alta della miglior stima che si possa azzardare a priori dopo esperimenti, test ectc. se stimo dunque sia il 10%, tutto andrà a catafascio perchè poi è il 12%. avessi stimato il 12%, il risultato non sarebbe cambiato e così via.

E convincere e mobilitare quelli come i miei figli, che possono preferire di contare sulla mia attuale pensione (che pure gli offre un sostegno parziale e un po' mortificante, ma certo) piuttosto che sui prevedibili ma non certissimi vantaggi di una possibile crescita economica favorita dai tagli di tasse consentiti dal taglio di pensioni come la mia?

 

il problema è la mancanza di credibilità, come nella time inconsistency. ridurre le pensioni alte non conseguite col contributivo (quasi tutte) è sicuramente equo e trasparente, ma potrebbe aprire abissi di sfiducia e timore nell'opinione pubblica tutta (anche quella non toccata dal provvedimento) che già non saltella in gioiose danze primaverili. "se non son sicure le pensioni, non lo saranno nemmeno la casa e i risparmi! ".

devo elencare i motivi per cui questa sfiducia nelle classi dirigenti si è formata? aesso però c'è, avviluppa tutto e tutti e ci tira a fondo.

La mia molto umile opinione è che quelli che ancora votano in Italia lo facciano in base a 2 presupposti:

1-che il voto vada a uno schieramento che ha qualche possibilità di contare qualcosa (voto utile)

2-che lo schieramento appaia il meno lontano possibile dal proprio sistema di valori

questo modello, per quanto rozzo spiega abbastanza bene perchè  

a-personaggi come  Berlusconi possano prendere ancora un certo numero di voti nonostante siano assolutamente inaffidabili e non abbiano fatto quasi niente di quello che avevano promesso

b-personalità come di Pietro possano agevolmente mettere su nuovi ppartitica

c-partiti come la Lega possano ancora essere considerati il male minore da un certo eelettorato 

In sintesi Ai fini del risultato elettorale conta poco se hai il programma più valido o se è quanto sei un persona per bene o affidabile: conta se hai ex ante chances entrare in Parlamento e a quale sistema di valori vieni accomunato (i dettagli del programma non lo legge nessuno)

non so cosa tu intenda come "sistema di valori", se solamente ideali o anche qualche cosa che si lega all'interesse economico ma io aggiungerei anche un

3-che il politico che voto faccia qualche cosa per me (pensione di invalidità, anzianità, contratti con lo stato, non esageri con la lotta alll'evasione anzi faccia un condono in ogni anno pari e dispari, anche edilizio e cose del genere). 

Insomma in un paese clientelare in cui l'evasione arriva a circa 180 miliardi, le malversazioni contro lo stato forse a 60 ed il tutto coinvolge un esercito tra 6 ed 11 milioni di persone, anche il punto 3 conta.

In effetti con sistema di valori sono stato vago. Intendevo esattamente quello che dici tu solo in un accezione più vaga: credo che l'elettore non legga i programmi specifici ma che abbia una percezione vaga (che ho cercato di esprimere nel concetto di sistema di valori) di quanto utile/dannoso possa essere un partito e che voti in base a quello.

Ad Es alcuni elettori avranno paura della sinistra che mette le tasse e dunque voteranno tutto quello che vagamente può essere contrapposto ad essa, etc

...complimenti.

Semplice, conciso, lineare. Avrei voluto scriverlo io.

ma approvo anche il commento di chi non accumunerebbe i "pirla" che amministrano "Pirlonia" agli incolpevoli amministrati.

Che, ribadisco, non hanno colpe. Tranne quella di essere soggetti ad un sistema politico e giuridico in cui non contano nulla.

E forse, anche chiamare "Pirla" chi, armato solo di solenne ignoranza e faccia di bronzo, li tosa come pecore, forse non è del tutto appropriato.

Che di "pirla" sia piena solo la classe intellettuale?

 

Che, ribadisco, non hanno colpe.

Son d'accordo con tanti punti sollevati da Fabrizio Bercelli, ma non su questa affermazione di Guido Cacciari. Le classi politiche e dirigenti avranno un grado di colpa ben più grande, ma sono veramente in pochi quelli che "non hanno colpe".

Quanti italiani sono laureati, rispetto a tanti paesi che vi hanno sorpassato negli ultimi anni in diversi indici economici o meno? Quanti italiani parlamo fluentemente l'Inglese? Quanti italiani credono fideisticamente nelle congetture propalate dai Bagnai, Borghi, Napoleoni, Barnard o Auriti? O nelle boiate propalate per tanti anni dai Bossi, dai Berlusconi, dai Fassina o dai Veltroni? Chi sono gli elettori dei Mastella o dei Casini, dei Rotondi o dei Vendola?

Si, prova un po'.

Che devo fare, io, per non avere colpe?

E tu? Cosa hai fatto tu?

Agitati finché vuoi, anche in inglese se vuoi, non serve a nulla.

Non sei tu, né io, né nessuno di questo blog, che decide chi va in parlamento, chi ministro, chi alla corte costituzionale, chi in cassazione, chi al CSM. A meno che non vi sia qualche infiltrato della segreteria di un partito.

Votiamo al 90% il referendum per l'abolizione del finanizamento dei partiti? Ecchissenefrega.

Votiamo al 90% per l'abolizione delle liste elettorali chiuse? Idem.

La responsabilità civile dei magistrati, l'hai vista?

No. Però ho visto l'abolizione dei referendum. Non vengono più ammessi. E tu, questo, l'hai visto?

I Radicali ne stanno proponendo una dozzina; che si fa? Vale la pena di firmare per tutti? Solo per alcuni? Per nessuno?

Ma sono daccordo con Cacciari.
E' difficile che passeranno la consulta,
ed anche se passassero e venissero votati,
la classe politica non li esaudirebbe.

Ma la loro funzione è per lo più di tipo intellettuale.

Senza idee, e senza la loro divulgazione, non si può riformare nulla.

Massimo ma perchè ? Perchè reiterare comportamenti inutili? I referendum italiani son solo abrogativi, possono essere utili per stabilire la volontà popolare su questioni etiche come aborto, divorzio et similia. Utilizzarli in altro modo è inutile, perchè sono facilmente aggirabili. Fatti così servon solo a sprecare denaro pubblico e tempo. Ormai dovrebbe esser chiaro a tutti che non è una strada percorribile, forse persino Pannella dovrebbe esserci arrivato ma lui qualcosa, per dare un senso alla sua esistenza, lo deve pur fare. Però senza il mio aiuto. Sarò cattivo ma: basta con Pannella e gli attuali radicali, fanno parte del teatrino della partitocrazia che fan finta di attaccare. E' solo il loro personaggio. C'è il partito che fa finta di esser di sinistra, il partito che fa finta di essere "anti comunista" e loro son quelli che fan finta di esser contro la partitocrazia. Le firme per i referendum le raccolgono solo perchè fa parte del personaggio, per giustificare la loro presenza, dato che voti alle elezioni praticamente non ne prendono.

Mi pesa dirlo ma: è stato bello, hanno portato avanti alcune battaglie importanti però ne hanno sputtanate altrettante (se non di più) con i loro comportamenti da circo, è ora che Pannella si ritiri e che i Radicali pensino seriamente a cosa fare.

Il motivo l'ha già spiegato Mingozzi.

Ma si può spiegare anche rifacendosi alla "teoria delle classi politiche" di Gaetano Mosca.

I sistemi politici cambiano solo quando il consenso cade. Al contrario, se le "formule politiche" (le idee ed i sistemi) su cui si basa il potere della classe politica non vengono contestate, non vi è possibilità di riforma.

Quindi, ancora più importante della riuscita del referendum, è la diffusione dei concetti che esprimono.

Sperare dopo tutti questi anni che i Radicali e le loro raccolte firme referendarie siano di una qualche utilità alla diffusione di concetti e proposte politiche non so se sia cecità o inguaribile ottimismo.

E' vero esattamente il contrario! Se si vuole far si che un'idea venga vista come "strampalata" dal grosso della popolazione italiana ormai basta farla propagandare da Pannella & Co. o farla in qualche modo associare nell'immaginario collettivo al loro movimento.

Firmate pure se credete, secondo me son tempo ed inchiostro buttati.

E tu, cosa hai fatto tu?

Io mi sono laureato, ho imparato a parlare fluentemente l'Inglese, non credo fideisticamente a nessuno, e meno che mai alle congetture propalate dai Bagnai, Borghi, Napoleoni, Barnard o dagli Auriti, o alle boiate propalate per tanti anni dai Bossi, dai Berlusconi, dai Fassina o dai Veltroni, e non ho mai votato per i Mastella, i Casini, i Rotondi o i Vendola.

E fino a qua è il minimo indispensabile, che se lo avessero fatto tutti, oggi non avreste tanti di quei problemi che non sapete nemmeno come affrontarli.

Egregio, se anche gli elettori italiani fossero tutti degli einstein, non servirebbe a nulla.

Ti dirò di più: se anche il prossimo premier fosse Gesù Cristo, non cambierebbe nulla.

L'importante non sono i giocatori, ma le regole del gioco. Che ormai sono milioni. E sono tutte sbagliate.

Sono quelle che non potranno che condurre alla rovina dei giocatori. Indipendentemente dalla loro cultura (che, peraltro, non coincide con l'intelligenza).

se anche gli elettori italiani fossero tutti degli einstein, non servirebbe a nulla.

Quindi è del tutto casuale che in buona parte dei paesi con un maggior tasso di laureati abbiano problemi meno gravi che nel Bel Paese? Tu non ci vedi nè correlazione nè causalità? Tanto varrebbe fermare il 99% della popolazione alla 3a elementare?

Indipendentemente dalla loro cultura (che, peraltro, non coincide con l'intelligenza).

 Tu puoi essere la persona più intelligente della storia dell'umanità, ma se non puoi salire sulle spalle dei giganti che ti hanno preceduto, la vedo dura a inventare la ruota o ad addomesticare il fuoco.

sotto vari profili, per rimanere nel medesimo campo semantico.

In termini di comunicazione, personalmente, eviterei un certo gusto per la sprezzatura che talvolta traspare, e privilegerei una comunicazione efficace e veloce: benchmarking, vantaggi/benefici/next steps (stile master integrated plan).

Soprattutto, in quanto, se, astrattamente parlando, le cose da fare sono STRA-NOTE, da un lato, non bisogna trascurare quanto segue1) http://www.youtube.com/watch?v=Yk2g3njIqwc.
e, dall'altro lato, confutare teorie, o, per converso, evidenziarne la correttezza formale, non equivale ancora ad implementarle, ne' a superare crisi strutturali (economia mondiale), eccessi di capacita' (automotive), o aequare quadrata rotundis, oppure a costruire treni a reazione.
E ricordo che, con la scampata fusion treni-alitalia, il rischio di vedere treni a reazione sulla tratta Milano_Roma in codesto Paese e' stato solo scongiurato.

Sei contrario al gusto per la "sprezzatura"  poi ci raccomandi di tenere presente che gli elettori di altri partiti sono analfabeti di ritorno ? Interessante contrasto :-)

PS

Detto tra noi: sono convinto che se questi intellettuali ex PCI avessero messo un po' più impegno a capire perchè molti italiani voterebbero qualsiasi cosa  piuttosto che il loro schieramento, invece di bollarli semplicemente e aprioristicamente come "ignoranti", evasori e/o fascisti (Umberto Eco dixit) forse una elezione, una volta o l'altra, l'avrebbero vinta.

Poi, anche avessero ragione al 100%, a che gli giova dirlo ? Dare dell'imbecille a chi non li ha votati in che modo li aiuterebbe a conquistare quei voti ?

touché

New Deal 23/8/2013 - 09:37

Hai/ha ragione; il mio stesso post sconta un certo 'piccato snobismo'

Soprattutto, mi pare, ci sono troppi (pluriennali) azzardi morali, troppi cuscini foderati di denaro pubblico, e troppi 'reservoirs of political consensus'...ex utroque latere: e' sicuramente strategicamente stupido (v. Grillo), urlare in faccia ai bivaccatori 'bivaccatori', e pretendere di sollecitare riforme. E Grillo non e' Cromwell..

Non sono esperto di comunicazione. Forse sarebbe utile puntare su una comunicazione agile e veloce (es. slides) con benefici e next steps, in codice binario.

Le cose da fare sono arci-note. Speriamo di trovare un 'driver' per suonare la carica..prima del più che il dolor, poté il digiuno..

Scrivo qui, e mi scuso molto con l'Autore, per COMPLIMENTARMI sinceramente PER L'INCISIVO editorial, che apprezzo molto. I toni un po' accesi dei miei post, immagino ne forniscano conferma :)
Un saluto.
Forza e coraggio. Bisogna rivoltare il Paese come un calzino

Ovviamente il pezzo è contro chi difende i treni a vapore, non contro il resto della popolazione, tuttavia non ho resistito alla tentazione di  chiamare il paese pirlonia.

Dire che i pirlonii sono un sottoimsieme non sarebbe stato lo stesso. 

Su Fare il discorso è complicato e necessita discussione approfondita.

complimentoni

maresp 30/8/2013 - 14:41

complimenti per il pezzo, dimostra tutto il disprezzo che mostrate per questo paese e la vostra inutilità e irrilevanza politica e sociale. complimenti anche per la profonda analisi socio politica, vedo che state raschiando il fondo dei già scarsi argomenti utilizzati finora. ps tempo fa ho sostenuto che questo sito pareva dimostrare sentimenti antropologicamente anti-italiani. questo pezzo conferma la mia impressione m.

Venuto su il discorso su Fare vorrei testimoniare che passo ancora una certa parte del mio tempo a ricevere ramanzine da persone che mi dicono cose tipo:

-ma come, i politici veccchi sono talmente compromessi e impresentabili e la gente è così incazzata che basta dire 2 cose di buon senso per apparire molto meglio di loro: com'è che non siete ancora al governo?

Oppure 

Avete tutti questi cervelloni e un programma super perchè non vi fare aiutare da qualche esperto che vi renda più compressibili e non sbaragliate la concorrenza? Perché rimanete elitari?

e altre cose simili. Chi ragiona in questo modo sottovaluta alcuni aspetti:

1-costruire e tenere in vita un soggetto politico è cosa molto più difficile, costosa, complicata di quanto non si creda da fuori

2-i comptitor esistenti hanno fondi, visibilità mediatica e possibilità di influenzare l'elettorato che rendono difficilissimo l'accesso per nuovi entranti

3-la maggioranza di coloro che non si astengono antepongono al programma e alla credibilità dei candidati  presupposti quali voto utile e sistema di valori percepito (per questo ad es il PD sopravvive come partito di centrosinistra anche se non fa nulla per il proprio elettorato)

Dai Massimo non ci far sentire in colpa! Qui di ramanzine non ne abbiamo mica fatte. Solo tentativi di dare "suggerimenti", magari poco validi, forse ingenui, ma che sicuramente volevano essere solo costruttivi e con il massimo rispetto per voi che vi impegnate in prima persona, sapendo che Roma non fu costruita in un giorno.

A proposito oggi, avendo un po' di tempo libero, mi sono letto alcuni dei commenti su Il Fatto e mi sono sentito un telefono aperto su Radio Padania***. 

Se penso che spendete energie e tempo anche per aiutare gente del genere, (addirittura Boldrin si è giocato un sabatico a Maiorca a mangiare sobrasada e Pata Negra de Bellota. Pazzo!) la mia stima per chi lavora attivamente in Fare non può che essere assoluta.

*** Ascolto che consiglio. Come in un racconto di Lovecraft vi si aprirà una finestra su un'altra dimensione, piena di creature che non pensavate potessero esistere ancora in questo universo.

 

Solo evidenziare alcuni aspetti che io per primo e tanti altri abbiamo sottovalutato in passato. Aggiungerei anche questo: tanta gente che va a votare divide in mondo in bianco/nero oppure fascisti/comunisti etc

E' tragico rendersi conto che per queste persone o non esisti, perchè non sei nessuna delle alternative che loro contemplano oppure vieni sbrigativamente etichettato con una delle due (generalmente a destra)

Mi pare sia la prima cosa che serve. Scrivo fuor di polemica
Mi rendo conto che posso risultare aggressivo- come evidentemente sono- ed e' molto facile sputare sentenze, per salire sul.. treno in corsa..Ma tant'e',mi pare.
Fuori anche di captatio benevolentiae, direi che occorrerebbe
1-un'idea caratteristica forte (facilmente vendibile/riconoscibile. i.e. brand) in chiave 'marketing'
2-puntare su VANTAGGI (anti.rent-seekers, pro-market) collettivi) e benefici/idea positiva (:brand). Es. l''abbattimento' - sono almeno 40bn pa, credo, sempre nel tentativo di ricerca della obiettivita'... - della spesa pubblica, potrebbe, e sarà 'boffamente' inquadrato come 'macelleria sociale', con la solita aggettivazione impressionistica dei venditori di padelle.), pur ignorandosi che andra' proprio a beneficio di cittadini/imprese (i.e. taglio tasse, cuneo fiscal)
3. Basti considerare il caso Renzi. Spaccato il capello al suo programma (peraltro condivisibile in vari punti) e ai suoi finanziatori, nonostante un canvassing door-to-door durato mesi...(facile, certo, con il posto a sedere assicurato...ma tant'e'), a fronte di 8 punti del 'povero' (metaforicamente) figlio del benzinaio semplicemente risibili (inqualificabili).
4. si fa benissimo a sottolineare le surreali barriere all'ingresso. Bisognerebbe scriverlo a caratteri cubitali, considerato anche solo l'eccellente grado di liberalizzazione della stampa...Grillo (Un Savonarola che urla 'crucifige', ormai) ci e' riuscito con blog 'liquido', via FB, social..etc., oltre che puntando su vis polemica....Serve, forse, una comunicazione (sempre 'formalizzata') piu' 'customizzata'.

Mi scuso per papiro.Forza e coraggio.
Cordiali saluti

Mi scuso per il papiro.

aggregati

Guido Iodice 23/8/2013 - 21:35

Quando leggo queste cose mi sembra di tornare indietro di 100 anni. Ma è davvero così difficile capire il concetto di domanda aggregata ? Che cavolo c'entrano i treni elettrici contro i treni a vapore? Qualcuno ha mai sostenuto che bisogna evitare il progresso tecnico? I soliti straw man.

I treni a vapore rappresentano una visione del mondo che aveva un senso in una certa epoca e ora non lo ha più. In particolare la metafora intendeva stigmatizzare la difesa di qualcosa che non ha più senso.

Per metterla un po' più pratica un certo numero di anni fa poteva funzionare assumere gente in enti pubblici o aziende controllate dallo stato, monetizzare subito il consenso elettorale e spedire il conto ai posteri via debito oppure farlo pagare a chi non era ancora tassato a sangue.

Oggi spazio per nuovo debito o nuove tasse non ce n'è e chi difende ancora questo approccio secondo me non è tanto diverso da un immaginario difensore dei treni a vapore.

Spero che così sia più chiaro

Ma è davvero così difficile capire il concetto di domanda aggregata ?

la cd domanda aggregata di treni a vapore.

"Inutile dire che la reazione degli intellettuali e dei politici di Pirlonia è stata di ferma difesa dell'industria nazionale e di forte condanna nei confronti della nuova tecnologia sovversiva."

Magari gli intellettuali ed i politici di Pirlonia avevano ricevuto donazioni da parte dei politici di Furbonia...A pensar male si fa peccato ma ci si azzecca. Sempre.

il tuo "pensar male" forse ti ha fatto peccare, però ti ha fatto vincere il primo premio per il commento.

la categoria mettetecela voi, io mi limito a dire che il secondo è molto distanziato.

Furboni

Francesco Forti 24/8/2013 - 18:32

Piu' facili che i furboni abbondino anche in Pirlonia, come ipotizzato qui e siano loro a reclamare difese di posizioni di rendita. Che poi i furboni siano cosi' tali da riuscire ad avere l'appoggio anche dei "Pirlonii", non mi meraviglierei. Sottovalutano il rischi, quelli descritto da Cipolla e da Livraghi,  ma intanto goverano.

credo che gli intellettuali siano più stupidi (superficiali e ignoranti) che interessati, mentre vale il viceversa per i politici.

Ma questa è congettura

Articolo veramente superficiale!!

Perchè l'articolo non sembra conoscere la realtà di questo paese. Neanche lontanamente. Tutta teoria. La realtà è tutt'altra cosa. Provi lei ad innovare quando i crediti sono pagati a 700 giorni, un sistema fiscale folle, personale inamovibile, nessun mercato finanziario se non banche ecc.ecc.ecc. Io, quando lo ho fatto (veda www.spirusmed.com) lo ho fatto negli USA.

il treno a vapore di cui si parla è la competività complessiva del paese, compresi quindi i fattori negativi da te ricordati, non certo l'innovazione di prodotto.  se massimo famularo fosse un trombone che rilascia fondamentali dichiarazioni alle agenzie di stampa, avrebbe detto "sistema italia eccecc",  non vaporiere.

innovare la vaporiera vuol dire allora riformare, i prodotti non son certo competenza del governo. il tuo equivoco è però insidioso perchè c'è chi ci conta: le riforme danneggiano privilegi e pigrizie, niente di meglio di chiamare alla resistenza contro l'attacco esterno per rinsaldare il sistema attuale. gli argentini si sono inventati le malvinas, noi non potendo rispolverare nizza e savoia, ce la prendiamo con l'euro

La difesa delle attività economicamente insostenibile è uno dei motivi per cui l'innovazione è poco conveniente in Italia, Per esempio la difesa a spese del contribuente di attività per esempio agricole scarsamente competitive viene fatta torchiando quelle profittevoli, col risultato di tenere in piedi imprese decotte e impedire la crescita di quelle innovative.

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