Il decreto-legge n. 185/2008: abile presa in giro o banale sciatteria?

1 dicembre 2008 ne'elam

Dove, andando a leggere il testo dell'ultimo decreto-legge del governo nella parte che riguarda le agevolazioni sui mutui, si scopre che Giulio prima afferma una cosa e tre righe dopo sostiene l'esatto contrario.

Nella stesura del decreto-legge n. 185 dello scorso 29 Novembre si scorge l'inconfondibile mano di Giulio Tremonti. Solo il genio, infatti, poteva battezzarlo “Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale”. A parte l'etichetta, anche il contenuto possiede gli inimitabili tratti della proverbiale acribia dell'estensore.

Un esempio? Basta dare un'occhiata all'articolo 2 del decreto, che riguarda i sottoscrittori di mutui a tasso variabile. Il testo dell'articolo é preceduto da uno spot pubblicitario di indubbia abilità comunicativa

Mutui prima casa: per i mutui in corso le rate variabili 2009 non possono superare il 4 per cento grazie all'accollo da parte dello Stato dell'eventuale eccedenza

Chiaro. Chi ha stipulato un mutuo a tasso variabile, nel 2009, pagherà una rata calcolata al tasso del 4%. Fidandosi di questo proclama Il Sole ha elaborato la seguente tabella

 

Il risparmio annuo, per ogni 100000 euro di mutuo, sarà di 144 euro nel caso di un tasso effettivo del 4,27% (prima riga della tabella)

Tuttavia, il comma 1 dello stesso articolo stabilisce che:

L'importo delle rate, a carico del mutuatario, dei mutui a tasso non fisso da corrispondere nel corso del 2009 e' calcolato con riferimento al maggiore tra il 4 per cento senza spread, spese varie o altro tipo di maggiorazione e il tasso contrattuale alla data di sottoscrizione del contratto. Tale criterio di calcolo non si applica nel caso in cui le condizioni contrattuali determinano una rata di importo inferiore.

Chiaro. Il tasso da applicare per determinare la rata a carico del mutuatario é il maggiore fra “il 4 per cento senza spread, spese varie o altro tipo di maggiorazione” e “il tasso contrattuale alla data di sottoscrizione del contratto”. Se, quando si é stipulato il mutuo, il tasso effettivo era maggiore del 4%, si continuerà tranquillamente a pagare la rata prevista dal contratto. Se invece risultasse essere stato inferiore, Giulio - bontà sua - non aumenterà la rata al mutuatario. Grazie ad un raffinato e complesso procedimento matematico - si forniscono ragguagli su richiesta - si può sostenere che il tasso da applicare all'esempio di prima è il 4,27% e non il 4%. L'ipotetico sottoscrittore di quel mutuo di 100000 euro pagherà, per la sua rata mensile, 623 e non 611 euro. Una banca che pubblicizzasse una proposta fuorviante come quella del proclama di Giulio, spacciandola come vantaggiosa, verrebbe giustamente condannata, in quattro e quattr’otto, per pubblicità ingannevole. Va però detto, per amor di verità, che le illuminanti creazioni di Giulio, - che i detrattori si ostinano a chiamare sotterfugi - non possono non deliziare le persone di cultura. La pratica quotidiana di Giulio e' debitrice, nelle sue più geniali intuizioni, del programma dadaista di Tristan Tzara. Sommo artista del '900, si interrogò sulla centrale questione "Si può ancora credere alle parole?", raggiungendo l'immortale conclusione, "il pensiero nasce in bocca".

Si può supporre che, in fase di conversione del decreto, l’improvvido aggettivo "maggiore" venga sostituito dal più sensato "minore". Secondo la tabella de Il Sole, il beneficio annuale per l'acquirente di una casa del valore di 600000 euro, che ha stipulato un mutuo a tasso variabile di 500000 euro (l’esempio è tratto dal recente articolo di Sabino sui notai), é compreso fra 720 e 2940 euro, a seconda dello spread. Per i mutui più recenti lo spread si attesta attorno all’1,8%; qui è possibile avere un’idea dei tassi e degli spread correnti. In questo caso il beneficio supererebbe i 3800 euro. Niente male: il triplo dei mille euro che otterrà una famiglia con handicappato a carico e reddito non superiore a 35000 euro (vedi l’articolo 1 dello stesso decreto). D’altra parte Giulio vuole “ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale”. Diamogliene atto: che c'entrano con quest'ambizioso progetto quei pezzenti che guadagnano meno di 35000 euro e sono così sfigati da avere anche un handicappato dentro casa?

29 commenti (espandi tutti)

Non ho capito il senso dell' articolo : mi sembra che la clausola di Tremonti dica semplicemente che chi ha sottoscritto un mutuo con tasso superiore al 4% già alla partenza, prima del 31/10/2008 ( chissà perchè questa data) se lo tiene.

E' la stessa logica con cui non sono stati toccati i mutui a tasso fisso : chi ha fatto un mutuo a tasso fisso sapeva già a cosa andava incontro e non ha diritto ad aiuti.

E' una logica che non tiene conto di eventuali perdite del posto di lavoro o di riduzione del reddito da lavoro del mutuatario. Naturalmente la norma in questione, come buona parte del decreto non darà grossi risultati, in quanto gli esperti prevedono che i tassi dei mutui nel 2009 saranno comunque sotto il 4% ( Euribor attuale a 1 mese è pari al 3,57% e sta scendendo).

E' la stessa logica con cui non sono stati toccati i mutui a tasso fisso : chi ha fatto un mutuo a tasso fisso sapeva già a cosa andava incontro e non ha diritto ad aiuti.

Ah, chi ha fatto un mutuo a tasso variabile invece NON sapeva a cosa andava incontro? Vuol dire che esiste qualcuno che non conosce il significato della parola "variabile"?

E quelli invece che hanno fatto un mutuo a tasso variabile e sapevano benissimo a cosa andavano incontro? Gli facciamo un bel regalo, perchè no!

E uno che ha fatto il tasso fisso non potrebbe dire "ah, ma io non sapevo cosa stavo facendo, adesso che i tassi scendono al 3% perchè devo continuare a pagare il 6%?" Questi poveretti non li vogliamo aiutare?

Io l'ho letta diversamente, ma potrei sbagliarmi.

Poichè la norma dice che le rate dei mutui a tasso non fisso da pagare nel 2009 sono ricalcolate con riferimento al maggiore tra il tasso del 4% e quello stabilito al momento della stipula del contratto, si deve ritenere che, se il tasso attuale di quel mutuo è - in ipotesi - superiore a quello contrattuale originario, le rate si debbano ricalcolare con riferimento al tasso contrattuale e non a quello attuale.

In sostanza, se ho stipulato un mutuo anni fa al 5% e oggi il tasso è al 6%, le rate devono essere ricalcolate al 5%. Se ho stipulato un mutuo al 3% e oggi il tasso e al 6% le rate devono essere ricalcolate al 4%.

In altri termini si «sterilizzano» gli aumenti dei tassi contrattuali originariamente negoziati. I tassi che in origine erano inferiori al 4% e che ora lo hanno superato, vengono riportati al 4%. I tassi in origine superiori al 4% e oggi ulteriormente aumentati vengono riportati alla misura originaria. In questo modo si evita disparità di trattamento perchè beneficiano dell'intervento governativo anche coloro che in origine avevano stipulato un mutuo a tasso superiore al 4% perchè il loro mutuo viene riportato al tasso originario, che comunque avevano liberamente negoziato in misura maggiore del 4%. Se, invece, costoro avessero dovuto continuare a pagare sulla base del tasso attuale sarebbero stati irragionevolmente penalizzati, con sospetto di incostituzionalità della norma.

Daniele proprio perchè convengo con te sul fatto che per chi ha

"... stipulato un mutuo anni fa al 5% e oggi il tasso è al 6%, le rate devono essere ricalcolate al 5%"

dovrai convenire con me sulla manifesta ingannevolezza dello spot di Giulio, che 3 righe prima ha proclamato

"...per i mutui in corso le rate variabili 2009 non possono superare il 4 per cento"

Che lo spot sia insidioso e tragga facilmente in errore lo dimostra la tabella de il Sole che si basa sull'enunciato dello spot e non sul testo dell'articolo.

Sono perfettamente d'accordo e credo che nel caso di specie la sciatteria del legislatore abbia raggiunto vette altissime (ma vi sono esempi peggiori, ben indicati nel volume di M. Ainis, La legge oscura, uscito da Laterza qualche anno fa).

Le "tre righe prima" di cui parli costituiscono però la "rubrica" dell'art. 2 (il titolo dell'articolo, insomma), che di regola serve ad individuare di che cosa si parla e a fini interpretativi non rileva.

Certo è che tale "rubrica" assomiglia proprio a uno "spot". Il linguaggio usato non è certo quello di un avveduto legislatore ma è molto vicino a quello della pubblicità o del comunicato stampa.

Nel merito, infine, può osservarsi che di fatto la norma avrà un minimo impatto visto che l'Euribor è in netta discesa, che la Bce sta per abbassare ancora una volta i tassi e che i mutui prima casa indicizzati all'Euribor (stipulati quando l'Euribor era sotto il 4%) prevedevano spreads medi dell'1,20 e quindi fra un pò torneranno sotto il 4%.

Aggiungo pure, che sempre più spesso la sostanza della legge è nascosta dietro l'effetto annuncio, per cui si costruisce una novità legislativa basandola sul comunicato stampa e quando poi si va a verificare cosa dice in concreto la legge si scopre spesso che (i) la novità annunciata riguarda casi molto più marginali di quelli annunciati (come nel nostro caso) (ii) la legge riguarda tutt'altra ipotesi concreta rispetto a quella comunicata.

Tra l'altro, e sempre più spesso, queste nuove misure annunciate sono contenute in decreti legge, che sono, per l'appunto, immediatamente in vigore. Senonchè tra la loro emanazione formale con tanto di conferenza stampa e la effettiva conoscibilità, quanto meno sul sito della gazzetta ufficiale, è capitato che passassero dei giorni, durante i quali gli operatori sono costretti in una sorta di limbo giuridico in cui ci sono nuove leggi in vigore che nessuno conosce.

 

Credo che la norma sia chiara: se hai stipulato un mutuo a tasso variabile con Euribor superiore al 4% (è il tasso di riferimento dei mutui) fatti tuoi.

Se lo hai stipulato a meno del 4%, e l'Euribor è sopra il 4%, non ti preoccupare, ghe pensi mì.  Peccato che l'Euribor stia facendo questo, e le previsioni della BCE siano queste.  Ovvero il provvedimento, al momento, è inefficace, non serve a niente. Poi, certo, il 2009 è lungo..., ma basta vedere le decisioni sugli sgravi per il risparmio energetico per capire dove GT andrà a finire se vede la mala parata.

La solita presa in giro di un popolo bue, guarda e non capisce.

Grazie, bell'articolo.

Leggendolo mi è venuta la curiosità di capire chi realmente potrebbe aspirare a vedere il proprio interesse ridotto al 4% (nell' ipotesi che i tassi variabili non scendano autonomamente sotto tale valore nel 2009).

Dato che in genere il tasso variabile è calcolato dalle banche con uno spread sull'Euribor a 3 mesi, assumendo uno spread medio dell' 1%, ne deduco che per poter beneficiare della potenziale riduzione, il mutuo dovrebbe essere stato contratto in periodi nei quali l'Euribor 3M era sotto il 3% (altrimenti la rata iniziale risulterebbe maggiore del 4%). Bene negli ultimi 10 anni circa (dal 1-1-99 al 30-11-2008) l'Euribor a 3 mesi è stato sotto il 3% per circa 4 anni (dal 25-3-99 al 28-9-99 e dal 4-12-2002 al 23-6-2006, questi dati li ho presi qui e qui). Per cui a naso si può dire che il limite del 4% sarà applicabile solo a circa il 40% dei mutui a tasso variabile contratti negli ultimi 10 anni. Ulteriore prova che GT è un genio della reclame.

Ho trovato questa agenzia di stampa, apparentemente della Reuters, che riporta una non meglio precisata "relazione tecnica" e che un po' chiarisce ed un po' oscura la discussione.

Il giornalista della Reuters non capisce a cosa esattamente l'art. 2 del decreto in oggetto si riferisca quando parla di 4% netto (senza spread ecc.) e gli sembra in contrasto con la successiva relazione tecnica. A me pare che il testo del decreto sia un po' confuso, ma comprensibile con un po' di logica (che forse non e' quella che verra' poi usata nell'emendarlo/applicarlo): se in un mese del 2009 la rata di un mutuo a tasso variabile e' composta di, mettiamo,in euro

int. da Euribor 380 (3,8%) + int. da spread 120 (1,2%) + quota capitale 200 + spese 10 = 610

allora se si e' contratto tale mutuo quando il tasso totale (eur di riferimento + spread) era < 4% si pagano 400 + 200 euro e lo stato si fa carico di 110 euro.

E mi pare che anche la relazione tecnica adotti questo calcolo. Mi sbaglio?

Detto ciò, dal resto della relazione tecnica si vede bene lo "spread" tra quanto pubblicizzato e quanto effettivamente assegnato sulla base del decreto: se i tassi varieranno come previsto dal mercato la misura dà la percezione di costare e distribuire 1 miliardo (e questo e' chiaramente l'effetto percepito perche' ognuno fa i conti con quello che sta pagando ora e si vede questo bel contributo statale a compensare i tagli con cui ha dovuto fare i conti) e poi costa 250-300 milioni e se andasse bene addirittura 55 milioni, come ampiamente anticipato da molti interventi precedenti. Anzi, mi sembra che la relazione tecnica non tenga conto dell'ulteriore vincolo relativo al tasso al momento del contratto, che come evidenzia Giuseppe di Vincenzo riduce l'importo ad un ulteriore 40%. Quindi siamo su un importo che varia da 30 a 120 milioni.

 

 

Fissare un tetto massimo sul tasso di un mutuo oltre il quale paga lo Stato è molto pericoloso per due motivi:

1) annulla la concorrenza fra banche sul prezzo (il tasso di interesse) e disincentiva la ricerca di efficienza ed economicità nella gestione bancaria (dato un prezzo di mercato sui mutui, la banca dovrebbe cercare di ridurre i propri costi operativi e il costo del capitale proprio);

2) spinge i tassi ben oltre la soglia, tanto fino alla soglia paga il Cliente, oltre lo Stato! La banca consegue extra profitti, fuori dalla libera concorrenza del mercato, senza dover gestire Clienti insoddisfatti.

Ancora una volta la solita questione di fondo: benefici privati alle banche, costi a carico dello Stato.

Sempre a proposito di effetti annuncio, mi dice un deputato dell'opposizione che su 2 milioni di mutui prima casa, solo in 3.000 hanno chiesto la rinegoziazione.

Credo che tu ti riferisca alle rinegoziazioni "Tremonti", quelle cioè che prevedevano l'allungamento dell'ammortamento a rata costante.

In realtà di rinegoziazioni se ne sono fatte moltissime, senza aspettare Tremonti, dato che le banche, salvo sistuazioni realmente compromesse, hanno dato una mano ai clienti accettando di rinegoziare i mutui in essere, per esempio  riducendo lo spread oppure attraverso un ammortamento prolungato o ancora concedendo il passaggio al tasso fisso (cosa questa per cui molti ora si staranno mangiando le mani). Naturalmente le banche non lo hanno fatto per bontà, ma un po' per evitare la procedura esecutiva che comunque è sempre una perdita ed un po' perchè pressate dalla concorrenza, dato che oggi ogni debitore ha un'arma che in passato non aveva, ossia la surroga.

Dopo un primo periodo in cui l'istituto stentava, oggi le surroghe sono a regime e quindi ogni banca pur di non perdere il cliente che minaccia di surrogarla, accetta spesso di rinegoziare il mutuo in essere.

anche se non sembra, quello dei mutui è uno dei settori in cui si è effettivamente sviluppata una effettiva concorrenza, con effetti benefici per i debitori. Tra l'altro, questa concorrenza oggi rischia di venire sterilizzata dal tasso garantito del 4%

Ti è mai capitato di leggere una delle lettere che le banche mandano ai clienti per informarli della possibilità di rinegoziare? Ho visto una di queste lettere che spiegava al cliente che, a fronte della durata originaria di 30 anni e un importo originario di 130.000 euro, si ritrovava dopo i 30 anni un mutuo da pagare quasi pari all'importo originario.

Per fortuna sono solo 3000 i clienti si sono fatti imbrogliare.

La grande novità l'ha fatta Bersani con la surroga gratuita. Un cliente che ha il mutuo al tasso fisso del 6% lo può far surrogare a una banca diversa con tassi abbondantemente sotto il 5%

E qui chiedo a tutti voi che ne capite molto più di me. Dopo la legge Bersani che consente la surroga gratuita:

che senso ha fare un mutuo a tasso variabile? Non dovrebbe essere logico fare solo mutui a tasso fisso? Se i tassi si alzano il cliente è protetto dal contratto che ha stipulato; se i tassi si abbassano, il cliente può surrogare con i nuovi tassi fissi più bassi con un'altra banca.

grazie a chi mi può illuminare

Non sono un esperto ma un semplice consumatore mutuatario : in un dato momento i mutui a tasso fisso costano sempre di più dei mutui a tasso variabile ( ossia hanno uno spread maggiore rispetto al tasso di riferimento, euribor o BCE che sia). Quindi se fai un mutuo a tasso fisso e i tassi scendono, puoi anche  surrogare il tuo mutuo con un nuovo mutuo a tasso fisso minore ma sarà sempre più costoso del corrispondente mutuo a tasso variabile. In definitiva il mutuo a tasso fisso è vincente solo nel caso  di tassi crescenti.

forse non sono stato chiaro: facciamo un esempio concreto

oggi L'Eurirs a 30 anni è pari al 3,21. Una Banca presente sul mercato propone oggi lo spread sul tasso eurirs a 30 anni pari allo 0,79. Quindi si può sottoscrivere o surrogare un mutuo con una durata residua a 30 anni al tasso fisso del 4% (3,21+0,79) A questo punto il cliente può surrogare il suo vecchio mutuo senza costi e avere queste condizioni.

Se si vuole sottoscrivere (o surrogare) un mutuo a tasso variabile, lo spread è sempre dello 0,79 e la base è il tasso euribor a 3 mesi è pari al 3,74 Quindi il tasso finale è pari al 4,53.

Anche supponendo che il tasso variabile scenda e quindi nel giro di meno di 6 mesi scenda a un tasso inferiore all'eurirs, per quale motivo un cliente deve sottoscrivere un mutuo a tasso variabile quando può scaricare sulle banche il rischio di tassi crescenti, dato che con la surroga può approfittare di eventuali tassi fissi calanti?

Io continuo a non capire e di conseguenza continuo a chiedervelo. Grazie

Mi sembra banale: le banche non sono enti di beneficienza, se una è disposta a concederti un mutuo al 4% assumendosi il rischio di tassi crescenti, è anche disposta a dartelo ad un tasso inferiore se i rischi te li accolli tu.

Qualunque ragionamento su indici e spread è del tutto irrilevante (per il confronto fisso/variabile, non per il livello del tasso).

Effettivamente, a leggere questa robaccia viene davvero paura. Se questa e' la competenza di chi governa e si permette di dichiarare il fallimento dei mercati e della concorrenza fra privati, state davvero freschi laggiu'.

Il commercialista da Sondrio non solo e' altamente incompetente in materie economiche - le centinaia di altisonanti pagine pubblicate presso Rizzoli notwithstanding - ma sembra anche circondato da incompetenti. I testi dei decreti dubito li scriva di proprio pugno, anche il peggior delirio d'onnipotenza e' limitato dal time constraint. Mi domando, quindi, cosa sia rimasto a via XX Settembre dei "Draghi boys" che, almeno, la differenza fra un tasso ed un sasso la sapevano. Chi scrive roba del genere?

Vorrei anche far notare che, oltre alle giustissime ed apprezzabili osservazioni fatte sin qui al contenuto del decreto, vale la pena aggiungerne un'altra; molto banale ma, evidentemente, non abbastanza banale perche' la colgano a via XX Settembre.

Nella scelta fra fisso e variabile il creditore sa di fronteggiare un trade off: con il variabile magari pago meno oggi, ma rischio nel futuro, mentre con il fisso il rischio viene eliminato a costo di un maggior pagamento odierno. Ora, se attraverso l'intervento statale garantiamo ex-post che il variabile non arrivera' mai al di sopra del 4%, questo tradeoff e' eliminato e si determina un grande incentivo a prendere sempre tassi variabili, visto che c'e' comunque Pantalone che ci assicura contro il rischio d'una crescita dei tassi!

Risultato abbastanza incredibile, vista la conclamata convinzione che i mutui a tassi variabili siano come la peste e che andrebbero evitati perche' i poveretti che prendono a prestito non sanno cosa fanno, vengono truffati, eccetera. Il risultato che si ottiene e' l'opposto del desiderato: si crea un ulteriore incentivo all'uso di mutui a tasso variabile. Come incompetenza, mica male!

Hai colto quello che secondo me è l'aspetto fondamentale.La sensazione di incompetenza che viene trasmessa dalle scelte del governo.E' qualcosa che mi spaventa.

Spaventa sia per l'incompetenza in se sia perchè, non sembrando possibile, crea la sensazione del "c'è sotto qualcosa che non capisco. Mi stanno fregando".

Non sono esperto di economia e non so giudicare il "merito" delle scelte di Tremonti ma il "metodo" sì, perchè appartiene al campo della logica, e qui mi spaventa la mancanza di strategia, di pianificazione in una parola: l'improvvisazione.

Si intende aiutare le famiglie bisognose che non arrivano a fine mese? Blocchiamo i mutui variabili troppo alti.

Quelli fissi no. Perchè l'investitore aveva fatto la sua scelta.Ora... ANCHE chi ha stipulato un mutuo variabile ha fatto la sua scelta !

L'aiuto porterà (come tu prevedi) all'incentivare i mutui variabili.Se il tasso scende bene, se sale ..tanto paga Pantalone.Che strategia è mai questa?

A questo punto perchè non aiutano quelli che anni fa hanno stipulato il mutuo in Yen?

O quelli che hanno perso i soldi in borsa?

Poveri italiani, volevamo solo approfittare della situazione poi la situazione ci è sfuggita di mano.Ora lo stato deve aiutarci coi soldi delle tasse di tutti.

Inoltre la logica è "sfuggente ".

Ad esempio:

un mio caro amico ha comprato una villa ad Ischia, mutuo tasso variabile, quindi (se ho capito bene) verrà aiutato in quanto bisognoso, mentre il mio vicino di casa, che è in affitto...se tàca al tram.Niente aiuti per lui.

Due esempi OT :

1.Non ci sono atti concreti rivolti ad incentivare gli acquisti.

Quel poco fatto, cioè la social-card, è una soluzione una tantum. Che incentivo può essere ?

2.si aumenta l'IVA a SKY, seguono proteste. Segue giustificazione:"era un privilegio elargito dalla sinistra".Dimostrazione che il privilegio era stato elargito dal governo Dini a Tele +. Bon, cambio! "Possiamo toglierla se la sinistra protesta non è un problema" (ore 16:40).

Alle ore 18:40 circa , cambio ancora, "è la UE che lo vuole non possiamo farci niente" con accuse di essere pagliacci ai maggiori quotidiani italiani.

Il punto non è se sia giusto o meno alzare l'iva il punto è :

è questo il modo di procedere di un governo serio?

Personalmente che il Governo curi interessi privati o faccia finta di aiutare le famiglie quando in realtà non fa nulla non mi piace ma posso accettarlo o arrabbiarmi.

Invece che il governo non abbia una strategia è proceda a tentoni mi fa paura molta paura.

 

Michele, lo so che è come usare una Ferrari per andare a fare la spesa, ma potresti rispondere alla domanda che ho fatto qui sopra? Se la surroga è gratuita, perchè un cittadino qualsiasi dovrebbe sottoscrivere un mutuo a tasso variabile?

Gratuita? Ricordiamo alcuni fatti.

Il 7 agosto di quest’anno l’AGCM ha condannato 14 banche perché hanno impedito o ostacolato il ricorso alla surroga e, quando vi hanno acconsentito, richiedevano al cliente il pagamento di costi non dovuti. Un esempio del loro comportamento è il seguente

"la banca [Intesa San Paolo ndr.], fino al 18 febbraio 2008, ha stipulato, piuttosto che operazioni di portabilità gratuita (nessuna), operazioni di sostituzione del mutuo (in numero pari a 1389 dal 1° ottobre 2007 al 31 dicembre 2007 e pari a 382 dal 1° gennaio 2008 al 18 febbraio 2008) …. dopo il 18 febbraio 2008, data in cui la banca ha formalmente consentito ai consumatori di effettuare senza oneri la portabilità del mutuo, il numero delle sostituzioni di mutuo è rimasto incomprensibilmente superiore al numero delle surrogazioni attive (1522 mutui in sostituzione a fronte di 1439 operazioni di surroga attiva gratuita dopo il 1° febbraio 2008). Tale dato fa presumere che il professionista, proseguendo una pratica preesistente, abbia continuato a rispondere all’esigenza della clientela proponendo prevalentemente mutui in sostituzione e omettendo di segnalare al cliente la possibilità meno onerosa della surrogazione, prevista dalla legge." In questo link puoi trovare il provvedimento. Sul sito AGCM puoi trovare gli altri 13.  Si spera che la situazione sia migliorata. Ma non mi meraviglierebbe scoprire che ancor'oggi le banche siano in grado di "guidare" il processo decisionale di molti clienti.

Scusa, non avevo visto. In questo mese sono stato piuttosto assente ...

Nella situazione che descrivi, ovviamente, non conviene. In generale i tassi variabili sono inferiori a quelli fissi, da cui il vantaggio. Quando vale il rovescio (ma vale il rovescio oggi in Italia? Davvero? Mi sembra strano perché implica una curva a termine invertita, evento alquanto raro e certo non corrispondente alla curva dei rendimenti che io vedo!) ovviamente non vale la pena perché, giustamente, l'eventuale tasso a breve inferiore può essere sempre preso in futuro, se e quando appare.

Ma, ripeto, la situazione che descrivi mi sembra anomala ...

In effetti, negli ultimi mesi si assiste a questa anomalia: l'IRS su scadenze superiori a 10 anni sono a tassi più bassi delle scadenze più brevi. L'Euribor a 3 mesi è più alto dell'IRS a 2/3 anni.

Insomma, una curva sali e scendi...

Il nuovo corso della politica di BS: meno tassi per tutti (quasi tutti...)

Giulio ha chiesto ai suoi: quanto ci costa fare in modo che nel 2009 le rate dei mutui a tasso variabile non superino il 4%? Così, quegli spacamaroni delle associazioni dei consumatori, la piantano di menarmela con questa storia dei poveretti che non ce la fanno più a pagare le rate del mutuo. La relazione tecnica risponde al quesito: se i tassi vanno come si prevede, due spiccioli. Giulio la vede, gli piace, dice OK. Come gli ha insegnato il suo principale quando il costo-contatto è basso, la pubblicità si vende a meraviglia. E vai con lo spot.

Nel frattempo ha dato incarico al suo ufficio legislativo di provvedere alla stesura dell’articolo della legge. I disgraziati scrivono l’obbrobrio del comma 1.

Ma che gli costava scrivere

"L'importo delle rate, a carico del mutuatario, dei mutui a tasso non fisso da corrispondere nel corso del 2009 e' calcolato utilizzando il tasso del 4 per cento. Tale criterio di calcolo non si applica nel caso in cui le condizioni contrattuali determinano una rata di importo inferiore."

Confusione mentale condita da una perversa attitudine al contorsionismo giuridico, o sabotaggio? Mistero.

E lo spot funziona, infatti. Gli eterni incompetenti che scrivono di economia sul Corriere della Sera, e che non leggono nFA chiaramente, si prendono i calcoli del Sole e le dichiarazioni pubblicitarie di via XX Settembre come oro colato e pubblicano amenità come questa.

 

 

Nel link indicato che porta alla Relazione tecnica ho trovato questo passaggio che merita un commento:

5. A partire dal 1° gennaio 2009, le banche che offrono alla
clientela mutui garantiti da ipoteca per l'acquisto
dell'abitazione principale devono assicurare ai medesimi clienti
la possibilità di stipulare tali contratti a tasso variabile
indicizzato al tasso sulle operazioni di rifinanziamento
principale della Banca centrale europea. Il tasso complessivo
applicato in tali contratti è in linea con quello praticato per
le altre forme di indicizzazione offerte
.

Se,

a) l'offerta di mutui indicizzati al tasso BCE è aggiuntiva all'offerta tradizionale (indicizzata all'Euribor);

b) il tasso complessivo delle due opzioni deve essere allineato;

allora, dato che il tasso Euribor è maggiore del tasso BCE (argomento se richiestomi), ne deriva che lo spread applicato ai mutui indicizzati al tasso BCE risulterà maggiore dello spread applicato ai "mutui Euribor". Insomma, per la banca è un'opzione a somma zero: il tasso di interesse comprensivo delle due componenti è il medesimo. Quindi anche al cliente non cambia niente: le due alternative avranno il medesimo tasso (iniziale). Insomma, un altro spot di pubblicita ingannevole!

Tuttavia lo spread tra tasso BCE e tasso Euribor e' variabile nel tempo, e sembra che la condizione di allineamento debba valere solo all'inizio del contratto.  Il vantaggio apparentemente sta nella possibilita' di scegliere a quale dei due tassi rimanere agganciati nel futuro. In presenza di mercato funzionante con asimmetria di informazione a vantaggio delle banche presumo che i clienti non ne deriveranno alcun vantaggio, comunque.

Mi sembra che qualcuno abbia già scritto che le banche non svolgono la loro attività gratuitamente. La scelta di un tasso di indicizzazione è principalmente segnaletica e pratica. La curva dei tassi Euribor ( 15 tassi sulle scadenze tra 1 settimana e 12 mesi) rappresenta il costo marginale della raccolta interbancaria. L'indicizzazione all'Euribor è quindi piuttosto semplice e pratica per la banca e per il cliente. Di solito viene scelto il tasso in linea con la periodicità della rata concordata. In passato esistevano anche altri meccanismi di indicizzazione che sono stati soppiantati. E' ovvio che spostando l'indicizzazione su un tasso che non riflette il costo della raccolta marginale (è vero che le banche si finanziano con la BCE ma solo marginalmente, per scadenze brevi e solo se danno un collaterale) richiede l'applicazione di uno spread diverso. Attualmente la BCE contribuisce molto più del solito a finanziare le banche, ma si tratta di una situazione eccezionale. Le banche quindi applicheranno spread più elevati sul tasso BCE rispetto all'Euribor (a meno che qualcuno non le voglia costringere a lavorare in perdita). Oggi la differenza tra tassi Euribor e tasso BCE è assai superiore che in passato. Se la situazione sui mercati migliorerà questa differenza dovrebbe progressivamente ridursi. Se ciò avviene, coloro che avranno contratto un mututo indicizzato al tasso BCE si troveranno a pagare un tasso più elevato di coloro che sono indicizzati all'Euribor.

Riprendo questo vecchio articolo di dicembre per raccontare il seguito. Io ho un mutuo e sono nelle condizioni di applicazione del decreto-legge n. 185/2008 che limita le rate mensili al 4% annuo di interesse imputando l'eccedenza ad un contributo statale.

Allora comincio a gennaio a chiedere lumi alla mia banca, che pero' dice che non ci sono ancora i regolamenti attuativi. Nel frattempo i tassi crollano e tutta la questione riguarda quindi solo i primi mesi del 2009. In ogni caso insisto; anche oggi, 11 giugno, ho richiamato e mancano sempre i regolamenti attuativi.

Avevamo gia' svelato che tutta l'operazione era propaganda, perche' era previsto che i tassi sarebbero scesi sotto il 3% (che con l'usuale spread porta il totale sotto alla soglia del decreto), ed alla fine la misura si sarebbe applicata solo nella fase transitoria che i tassi dei mutui richiedono per adeguarsi all'Euribor, ma ora credo che il ministero stia sperando che, esasperati dalla mancata emanazione dei regolamenti e comunque soddisfatti dei tassi ormai molto bassi, i possibili beneficiari del provvedimento se ne dimentichino del tutto

Io per curiosita' continuo a provare.

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