Una domanda per Tremonti

7 aprile 2011 giulio zanella

Ad uso e consumo dei giornalisti che ci leggono: fategliela, al Ministro, se ne avete l'occasione.

Sig. Ministro, Lei ha più volte descritto l'Irlanda come una "portaerei per la finanza" e questa particolare strategia del governo irlandese -- cioé attrarre istituzioni finanziarie con regimi fiscali di favore -- Lei ha più volte indicato come la radice del collasso irlandese, compiacendosi del fatto che l'economia italiana stesse persistendo nella propria tradizione manifatturiera mentre tutti additavano la "tigre celtica" a modello.

Perché, Sig. Ministro, oggi lei pensa che l'Irlanda sia invece un buon modello, talmente buono che vale la pena importarlo a Milano?

Grazie.

33 commenti (espandi tutti)

 

Tremonti ha descritto l'Irlanda come «una specie di portaerei su cui alcuni hanno messo i propri computer, collegandoli al sistema bancario», e creando un problema di «finanza ombra».

ma come fa?

benny tremonti hill...può fare ciò che vuole.

hahahahahaha beh voltagabbana in puro italian style...certo che tra lui e SB non so chi più abbia cambiato idea più volte...

Se ve la siete persa, su Linkiesta hanno pubblicato la fantastica storia delle inversioni di rotta del "più potente ministro dell’Economia che si ricordi". Qui l'articolo.

sìsì vero l'ho letto ieri :) un gran bel riassunto!

bellissimo post! phastidio assolutamente superiore e con un giorno di anticipo.

(Infatti mi chiedo come faccia! Quel tizio scrive su phastidio, su libertiamo, su epistemes, interviene su vari giornali, sul suo blog fa in media 2-3 post al giorno, è sempre sul pezzo ed è bravissimo nel ripescare notizie e riferimenti che risalgono addietro anche di anni... )

facile: c'ha telento mario :-)

Parafrasando Montanelli:

Seminerio non uccide nessuno. Col coltello. Usa un'arma molto più raffinata e non perseguibile penalmente: l'archivio.

Vede, pevché in fondo con il fedevalismo fiscale si vevvebbe a cvevave una situazione di squilibvio tva Milano e le altve vealtà italiane pev cui si vende necessavio compensave sfvuttando abilmente le cavattivistiche di ciascun vegime fivcale.

Domanda seria invece, a parte l'inversione a U fatta da Tremonti, mi chiedo una cosa. Questi regimi agevolati per alcune aree italiane, in una situazione di federalismo fiscale, non dovrebbero essere decise dalle singole amministrazioni locali? Voglio dire, perché un regime agevolato per Milano e non per Torino o per Roma o per Napoli etc etc? Sarebbe più sensato invece che la scelta la facessero le singole amministrazioni locali incidendo solo sul loro bilancio in funzione anche delle preferenze della loro base elettorale. Ha senso quello che sto dicendo oppure è un dubbio solo mio?

Cercando di trovare la ratio di questo voltafaccia tremontiano mi e' venuta in mente una interpretazione (non so quanto benevola):

GT cerca di mettere sotto pressione la posizione irlandese in tema di tassazione sulle imprese cercando di dimostrare come sia necessario un coordinamento delle politiche fiscali pena una guerra al ribasso delle aliquote fiscali. Immagino sia una minaccia rivolta soprattutto verso i propri colleghi ministri europei visto che una tale guerra potrebbe anche essere vista di buon occhio da altri settori europei (soprattutto se accompagnata da tagli di spese).

Notare che la stessa diabolica strategia e' stata applicata dal nostro super ministro nel caso Parmalat annunciando di copiare di sana pianta la legge francese e rivoltandola contro gli stessi.

Della serie: si usa la politica industriale per rafforzare le proprie posizioni negoziali...non male!

 

Mah, fuori dall'Italia non ho notato nessuno che abbia riportato la boutade di Voltremont. In assenza di altra evidenza applicherei il rasoio di Occam e andrei per la spiegazione semplice e banale: sta facendo campagna elettorale per la Moratti e se ne sbatte di tutto il resto. E tutta la faccenda farà la fine che fanno le promesse elettorali bislacche, ossia tra un paio di mesi non ne parlerà più nessuno.

Sono completamente d'accordo con l'osservazione di Luca Albertalli. Questo tipo di interventi, insieme alla estemporanea promessa di creare una ''zona franca'' a Lampedusa, sono la spia di una mentalità rigidamente dirigista e centralista. Le tasse in un determinato territorio non le decidono gli enti locali sulla spinta dei desideri delle popolazioni locali, ma vengono aumentate o diminuite per graziosa concessione del Principe, che decide, se e quando gli aggrada e in base a criteri imperscrutabili, che a Milano si devono pagare meno tasse che a Bergamo o a Brescia per metter su una banca. Direi che è una conferma in più del fatto che questo governo non può mettere in atto una riforma federalista seria.

sta facendo campagna elettorale per la Moratti e se ne sbatte di tutto il resto

Sì è tutto qui.

E' l'equivalente tremontiano della promessa di BS di bloccare l'ingresso ai rumeni (come se Schengen non esistesse). Promesse non possibili tecnicamente (a meno di profonde riforme legislative), Tremonti lo sa benissimo ma, dato che i giornalisti non contestano mai niente, e alcuni elettori ci credono...

Il problema è che, ogni tanto, finiscono col crederci anche loro che le dicono.

come sempre, giustissimo Sandro.

Andrei anche oltre: secondo me, non c'era neanche bisogno di aspettare le prime mosse "post" legge federalista per sapere come la pensano nel loro intimo i ns guru della politica e della comunicazione (per non dire comiques troupiers, come evocato ieri da Casini...).

Dal momento in cui un partito decide che la composizione del suo parlamento bi-camerale viene decisa a suo insindacabile giudizio e sopratutto con decisioni centralizzate fino all'isterismo (decide il capo chi mettere e dove, in base alle votazioni CENTRALI NAZIONALI, mica in base alle scelte dell'elettorato per i singoli parlamentari, che siamo l'unico paese europeo cosi detto democratico a fare cosi...), non può andare diversamente che una legge di DECENTRALIZAZZIONE, cosi com'è il federalismo,  diventi un miraggio, essendo per definizione la negazione della struttura costruita dal capo dei capi e della sua sovranità CENTRALE.

Chi glielo spiega, al Senatur, che si è fatto incapponare le ciappets di nuovo, dal suo fanfarone alleato?

Se c'è qualcuno con la pochette verde che ne capisce, prego si accomodi e spieghi al capo quanto divertente è vedere che i più  ciulati non sono quelli che si crede: peggio!

 

 

Non confondere il senatur coi suoi elettori: in primis il porcellum non glie l'hanno imposto ma l'ha scritto il suo compare Calderoli, ed a lui va benone perche' consolida il suo controllo del partito, permettendo di eleggere pure il trota.

Bossi quando ha un po' di soldi e di troie e' contento.Magari ora che non sta bene gli bastano i primi.

Penso che queste parole rientrino nel progetto di costruzione della propria ragnatela di potere.

comincerà a dire che i giornalisti "lo fraintendono", come il suo compare di merende.. se mai i giornalisti solleveranno la questione.

CHI TOCCA TREMONTI, MUORE!

QUI


Visto, allucinante.

A quelli che da tempo ci scrivono chiedendosi perché a nessuno di noi viene mai chiesto di dibattere Tremonti, o uno dei suoi tanti e demenziali leccaculo, in un dibattito pubblico, sia esso radiofonico o televisivo, la risposta l'ha fornita Corrado Calabrò (sì, quello lì, quello che si considera poeta ...).

Perché, vedete, Giulio Tremonti non è solo ignorante di economia ed altamente incapace quale ministro dell'economia. È anche un fifone pauroso e tremebondo che agisce nell'ombra ed ha un timore fottuto d'un pubblico contraddittorio su basi paritarie. Venisse a dibattere faccia a faccia con uno qualsiasi di noi le sue ignobili cazzate verrebbero smascherate, ed il Signore Oscuro non se lo può permettere. Quindi censura di nascosto ed ordina ai suoi scherani di censurare e far mandare in onda trasmissioni di elogio. Siamo al culto della personalità sulla televisione di regime.

Veramente un paese di cui vergognarsi.

Nooooooo! Quel Martusciello lì? Proprio lui, uno dei fondatori di Forza Italia e fervente berlusconiano! All'Agcom! 

Stando all'estero ogni tanto qualche notizia di nomine sfugge. Ma questa è clamorosa. Sempre meno voglia di tornare in Italia.

DEF: TESORO ABBASSA STIME PIL, PAREGGIO IN 2014 MA RISALE IL DEBITO...
Radiocor
- Il Tesoro abbassa ancora le stime di crescita: il Documento di economia e finanza (Def), al vaglio del Governo oggi, prevede un rialzo de l Pil dell'1,1% nel 2011 (stima di settembre: 1,3%), dell'1,3% nel 2012 (2%), mentre nel 2013 arrivera' all'1,5%. Confermate le stime per il deficit: al 3,9% del Pil quest'anno, al 2,7% il prossimo, all'1,5% nel 2013, con un sostanziale pareggio nel 2014. Rivisto al rialzo il rapporto debito/Pil: al 120% nel 2011 (a settembre 119,2%), al 119,4% nel 2012 (117,5%), al 116,9% nel 2013.

qualcuno ricorda?

Vede ancora il miracolo del pareggio 11 anni dopo.

Fusse che fusse la vorta bbona!

Almeno 10 anni fa i suoi grafici mi erano comprensibili!Devo essere rincoglionito!

 

mi piaciono i paradossi latini: Def..., ci sono un sacco di parole che cominciano allo stesso modo, con un tutt'altro significato però!!! altro che documento di economia e finanza!!!

 

volendo speculare (...) si può pensare che il ministro sia in realtà poco interessato a portare realmente società estere di gestione di investimenti, quanto in realtà a riportare a casa realtà emigrate in irlanda (Pioneer Investments, Mediolanum altre branches di case di investimento ....). questo a sostegno della domanda per btp, infatti chi vive questa realtà sa che le case di gestione in italia sono molto sovrappessate di debito italiano perche' non e' percepito come rischio e cmq e' facile da giustificare ...

 

 

ES, non ti seguo. In che modo

riportare a casa realtà emigrate in irlanda

potrebbe aumentare la domanda di titoli pubblici italiani? Chi li vuole se li puo' comprare da qualunque posto nel mondo. Il fatto che le istituzioni finanziarie basate in Italia investano pesantemente in questi titoli non implica che facendo ponti d'oro a qualuno per venire a fare finanza Italia questo poi inizia a preferire i titoli italiani.

In ogni caso, credo sia inutile cercare di dare un senso alle sgangherate affermazioni di Tremonti su questa cosa.

Non fa una grinza Giulio, la finanza, a livello geografico, ha senz'altro meno problemi per affrancarsi delle frontiere rispetto a tutte le altre attività umane.

La guerra imperversa in Libia, non per questo le nazioni si sono impossessate degli averi gestiti per conto degli avversari in Europa (GB, FR ed IT) dalle banche. Invece, se gli stessi proprietari dei conti in questione, i Ghedaffi, dovessero sbarcare nei paesi a cui mi riferisco, si troverebbero a dover affrontare l'arresto (fino a quando non si metteranno d'accordo  per il cessato il fuoco definitivo e uscita di scena  dalla Libia naturalmente).

Quindi, limitare la questione Irlandese al fatto che gli investimenti Italiani devono essere "reindirizzati" in italia (si suppone in modo coatto?) è certamente una visione sfasata rispetto a come si evolvono effettivamente le attività finanziarie a livello planetario.

 

ES, non ti seguo. In che modo

riportare a casa realtà emigrate in irlanda

potrebbe aumentare la domanda di titoli pubblici italiani?

Ho una possibile ipotesi. In linea di principio, Giulio, hai ragione. L'unica possibilità che mi viene in mente è che si sposti un intermediario sottoposto agli accordi di Basilea. Per questi intermediari sono cruciali i coefficienti di rischio dei diversi titoli che hanno in pancia perché determinano quanta leva l'intermediario può fare. Da quel che capisco (ad esempio leggendo qui) ogni regolatore nazionale i criteri di Basilea li applica un po' come gli pare (nel senso che può prendere o meno per buoni i modelli che la singola "banca" usa per stimare i rischi). Assumiamo (1) che un intermediario si sposti dall'Irlanda all'Italia, passando quindi dalla giursidizione del regolatore irlandese a quella di bankitalia. Assumiamo per ipotesi (2) che i treasury bond irlandesi abbiano lo stesso rendimento dei bot. Assumi che (3) il regolatore irlandese consideri i treasury bond irlandesi a rischio zero e quelli italiani a rischio medio mentre il regolatore italiano abbia valutazioni opposte (considera i bot a rischio zero e i tb irlandesi a rischio medio), magari perché a ciascuno sta simpatico il proprio di governo. In questo scenario il semplice fatto che l'intermediario sposti la propria sede operativa da Dublino a Milano lo induce simultaneamente a vendere treasury bond irlandesi e a comprare bot perché questa operazione gli consente di aumentare la leva molto più di quanto potrebbe fare se continuasse a tenersi in pancia i titoli irlandesi. E la leva piace. Un dubbio mi rimane... ma un operatore che decide di lasciare Dublino, perché mai dovrebbe andare a Milano e non alle Cayman?

my 2 cents.

In ogni caso, credo sia inutile cercare di dare un senso alle sgangherate affermazioni di Tremonti su questa cosa.

l agree.

In questo scenario il semplice fatto che l'intermediario sposti la propria sede operativa da Dublino a Milano lo induce simultaneamente a vendere treasury bond irlandesi e a comprare bot perché questa operazione gli consente di aumentare la leva molto più di quanto potrebbe fare se continuasse a tenersi in pancia i titoli irlandesi

Oppure, nell'esempio che descrivi, se ne resta in Irlanda, vende i titoli italiani e compra quelli irlandesi. Non cambia niente, anzi e' meglio perche' risparmia sui costi di trasloco.

 

Oppure, nell'esempio che descrivi, se ne resta in Irlanda, vende i titoli italiani e compra quelli irlandesi. Non cambia niente, anzi e' meglio perche' risparmia sui costi di trasloco.

EDIT: Avevo frainteso il tuo commento. Sì, esatto, oppure fa esattamente quello che tu suggerisci. Non ho mai sostenuto che "Tremonti ci prenda", ragionavo su una possibile razio. Risparmia sui costi di trasloco ma non ottiene l'incentivo fiscale, nell'ipotesi che davvero si possa stabilire per la sola Milano un regime fiscale così conveniente da convincere un operatore a lasciare l'Irlanda per trasferirsi a Milano.

Giulio, scusa non ho avuto molto modo di seguire il dibattito. ti rispondo a mesi di distanza. la mia era solo una constatazione dello stato delle cose nelle SGR italiane: il capo del fixed income ha i suoi bonus pagati non sull'outperformance vs il benchmark, ma sull'outperformance vs la concorrenza, cioè ha i bonus legati alla posizione dei fondi che gestisce nelle classifiche.

questo, per quanto riguarda le classifiche italiane, si traduce in un SOVRAppeso di italia enorme, sempre, anche quando la view sull'italia è negativa, per i fondi di diritto italiano. perché la concorrenza è strutturalmente lunga di italia. il perché è forse da chiedere ad un esperto di behavioural finance, ma è così. per gli stessi fondi con diritto lussemburghese o quelli irlandesi non è invece così, perché la concorrenza è "internazionale" quindi se il capo del fixed income è negativo su italia sarà underweight di btp.

comunque, a mesi di distanza, si vede come le boutade di tremonti fossero molto sgangherate e senza senso.

 

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