Le donne in televisione

27 maggio 2009 andrea moro

Ieri notte in una fase di momentanea insonnia ho scoperto un interessante blog, "Il corpo delle donne", che si accompagna ad un documentario di una trentina di minuti, rintracciabile dalla homepage. L'iniziativa nasce dalla "constatazione che le donne, le donne vere, stiano scomparendo dalla tv e che siano state sostituite da una rappresentazione grottesca, volgare e umiliante." Il tema è forse ritrito, ma vale la pena riprenderlo, perché l'iniziativa fa un passo in più rispetto alle critiche un po' generiche che ogni tanto si leggono sui giornali.

Il documentario ci ripropone, a raffica, le immagini della donna valletta-velina o, nel migliore dei casi, soprammobile-decorazione che la televisione italiana ci rifila, unica al mondo, io credo. La ripetitività delle sequenze ha un impatto smorzato solo dall'assuefazione cui siamo oramai soggetti. Il blog, abbinato ad un canale di youtube, illustra alcune scene televisive indicative del fenomeno, analizzandole sequenza per sequenza. Mi sembra un'iniziativa meritevole.

Gli autori sembrano chiedersi perché non ci sia una reazione più attiva ed energica da parte del pubblico femminile, che conta il 60 per cento dell'audience televisiva. Il mio cruccio invece, come notai in un passaparola di due anni fa sullo stesso tema, è che non siano i maschi a ribellarsi. Di riflesso infatti è proprio l'immagine del maschio italico ad uscirne svilita, più di quella delle donne.

 

55 commenti (espandi tutti)

Non é solo un problema di immagine, del maschio o della donna italiana, é un problema di sostanza e di role models. Ma attenzione perché qui si entra in unchartered territory e qualcuno subito la butterà in vacca dicendo che é di destra o di sinistra, appunto un problema di sostanza, dell'italiano.

non direi. basta per iniziare con Dalla parte delle bambine e il recente, anche se diverso e superficiale nell'impostazione, Ancora dalla parte delle bambine.

mi pare che il maschilismo in italia sia sempre stato bene e per moltissime ragioni. adesso va ancora meglio presentando le donne o come puttane o come sante (la mamma non si tocca, la donna angelicata ecc). non ci si discosta molto dai vecchi modelli se non nel fatto che oggi le figlie devono passare necessariamente per la fase puttana prima di passare per quella santa.

"constatazione che le donne, le donne vere, stiano scomparendo dalla tv e che siano state sostituite da una rappresentazione grottesca, volgare e umiliante."

dubito sia solo rappresentazione. è un modello che usa la tv e la pubblicità per veicolarsi ovunque e quindi per cambiare le donne "vere".

 

Dacia Maraini Risponde qui. Mi pare evidente che certi uomini di governo, e non, abbiano toccato il fondo. Peccato che non sono ancora molti ad accorgersene.

Ho letto recentemente articoli dove si attribuisce la crisi finanziaria a troppo testosterone in giro soprattutto nelle sale operative. In Italia dette sale operative sono anche al governo....

http://www.corriere.it/cronache/09_maggio_27/solidarieta_a_Veronica_daci...

Ho letto recentemente articoli dove si attribuisce la crisi finanziaria a troppo testosterone

Come battuta va bene, ma la tesi del testosterone è completamente risibile: non si chiede come mai il testosterone ci è arrivato, nelle sale operative

Legga tutti gli articoli scientifici di riferimento e la tesi non é cosi risibile visto che il testosterone avrebbe effetti sulla propensione al rischio. E' ovvio che bisogna vedere perché il testosterone arriva nelle sale operative, ma diciamo che é un modello di business funzionale all'obiettivo e alla struttura della società. Se sei un capo uomo e la pensi in una certa maniera e vuoi i tuoi bonuses in sala operativa secondo la ricerca tendi a non metterci una donna. Quindi c'é anche già un problema che il capo é uomo e non farebbe altro che perpetuare il proprio modello al testosterone...

Interessante questa cosa del testosterone. La tirano fuori anche per i pedofili e per una loro castrazione chimica.

Già me la immagino una legge Tremonti-Calderoli che prevede una castrazione chimica per pedofili e finanzieri in crack.

Che il testosterone abbia effetti sul comportamento non posso discuterlo, ti credo sulla parola; il problema principale pero' e' che esistono vincoli istituzionali ed incentivi che lo rendono determinante. Se il testone e' cosi' importante, anche le donne che dovessero emergere in quel settore saranno quelle che posseggono una quantita' maggiore di quella sostanza.

Se cosi' fosse occorre cambiare vincoli e ed incentivi. L'idea che e' colpa del testosterone, che porta a pensare che basti aggiungere donne nel settore, e' abbastanza fuorviante. 

Se così fosse occorre cambiare vincoli e ed incentivi.

Perché?

Nel basket c'è un vantaggio sostanziale per gli alti ed agili, infatti le squadre di pallacanestro discriminano mostruosamente verso bassetti e goffi ...

Nella ricerca scientifica, ed anche nell'insegnamento, c'è un vantaggio sostanziale per gli intelligenti, curiosi e pazienti; infatti le università discriminano mostruosamente contro i tonti, gli ignavi e gli impazienti ...

Nella guida dei camions per trasporti di lunga distanza ...

Che occorra cambiare vincoli ed incentivi anche in questi casi?

Quale strana ideologia sottende affermazioni del genere?

P.S. Per quanto riguarda il testosterone nelle sale operative, chiedere ad Aldo Rustichini e, nel frattempo, misurarsi attentamente la differenza in lunghezza fra dito anulare e dito indice.

Perche'

Partivo dall'assunzione che il testosterone portasse ad eccessi di assunzione di rischio che sono dannosi collettivamente. Se cosi' non fosse non so nemmeno di cosa stiamo discutendo: va tutto bene. Non sono stato io a tirar fuori il testosterone. 

Nella ricerca scientifica, ed anche nell'insegnamento, c'è un vantaggio sostanziale per gli intelligenti, curiosi e pazienti; infatti le università discriminano mostruosamente contro i tonti, gli ignavi e gli impazienti ...

Ho dei dubbi sul vantaggio sostanziale e sono convinto che non discriminano i tonti, anzi...Il problema é che chi vi lavora si convince "automaticamente" che sia cosi' e tende a non fidarsi degli studi degli altri, incluso quello sul testosterone citato (vedasi link).

?

 

battuta; forse hai in mente le università italiane ... :-)

 

il resto del tuo ragionamento non lo capisco ... i lavori sul testosterone sono di accademici, no?

cosa succede al dito anulare e indice?

credo michele alludesse a questo

Ecco, ho finalmente capito perché sono competitivo ..... :-)

Credo si riferisse ad un tipo di correlazione più intimamente maschile.

http://en.wikipedia.org/wiki/Digit_ratio

Si', mi riferivo a quello. Ma credo abbia niente a che fare con la ricchezza, solo con cose più primitive. Credo che Aldo possa dirci di più, visto che ci ha lavorato, credo.

Il lavoro in questione.

Update. Pare che il testosterone aumenti i ritorni dei traders ma anche il rischio, lasciando costante lo Sharpe ratio (che invece cresce con l'esperienza): http://www.ft.com/cms/s/0/59610ec2-d933-11de-b2d5-00144feabdc0.html . Chi ha avversione al rischio ma vuole anche risultati decenti fara' bene ad affidare i propri sudati risparmi a signore di mezza eta'.

Ma io non capisco...ma siete seri o state scherzando?

Ho capito che non è Chiromanzia, ma esiste questa Chirologia?

Allora mi faccio leggere la mano a Firenze :-)

 

non ho capito quale sia esattamente la tesi e quali siano gli articoli di riferimento.
comunque, come per ogni cosa, questa è solo una prospettiva sul fenomeno del maschilismo in tv (stiamo parlando di quello? bisognerebbe definire bene il soggetto della discussione) e, tra tutte, penso sia la meno utile per analizzare il fenomeno e per proporre possibile soluzioni che vadano al là di pillole o farmaci vari (o castrazioni come dicono altri).

Il mio cruccio invece, come notai in un passaparola di due anni fa sullo stesso tema, è che non siano i maschi a ribellarsi. Di riflesso infatti è proprio l'immagine del maschio italico ad uscirne svilita, più di quella delle donne.

 

Andrea,

con tutto il rispetto, mi stupisco della tua proposta, fatti un giro nel paese reale e scoprirai che il modello televisivo è nel paese...ora non so sia nato prima l'uovo o la gallina, o l'oca...ma questo è.

Capita di vederne spesso, di cose a tema. L'altra settimana, a Fiumicino, mentre aspettavo l'aereo ho assistito a questa scena. Un gruppo di ragazzi sui 25 anni, saranno stati in tre. L'estetica e l'abbigliamento era quella che va molto di moda ora fra i giovani: occhiali da sole a mascherina (benchè fossimo nell'aereoporto), colata di gel con crestina, orecchini e molto altro repertorio di bigiotteria metrosexual alla Beckam.

(Ovviamento accenno all'abbigliamento non tanto per fare il moralista rompicoglioni, ma perchè davvero in Italia alle volte, in certe persone, è frequente notare questa attenzione esagerata al vestiario coniugata con un rozzume pauroso. Passeggiando nel sud italia, alle volte vedi tutto messo male: facciate delle case sgarrupate; il verde pubblico inesistente; il traffico incasinato...però la gente, mediamente, è sempre molto ben vestita, con degli eleganti occhiali da sole e così via. Ho perfettamente in mente la città che mi ha dato quest'impressione ma non lo dico per non offendere nessuno. L'impressione, ripeto al sud, è che gli indigeni siano in realtà dei turisti benestanti in visita in un posto in cui non vivono,  e rispetto al quale si sentono estranei...forse aveva ragione Flaiano che diceva che l'Italia è quel posto in cui gli italiani vivono accampati).

Tornando all'aereoporto. Io stavo giusto camminando quando lo "sveglio" del gruppo ferma una ragazza, che era bella si, ma in fondo poteva essere una noemi qualunque, e le dice: "scusa, ma io devo farti i complimenti per la tua bellezza e per il tuo corpo" e la squadrava dalla testa ai piedi ...una cosa da maniaco, fermare una così...e quella era pure tutta contenta. Vabbè quelli erano ragazzi si dirà, può anche starci. Ma io sento gli autisti degli autobus che fanno commenti sulle passanti a voce alta; in un locale sulla spiaggia, tre giorni fa, gli avventori, ragazzi (non in senso anagrafico ma nell'accezione felliniana, cioè vitelloni)  anch'essi, facevano battutacce alla cameriera, che peraltro sorrideva divertita, contenta degli "apprezzamenti".

Certi atteggiamenti sono semplicemente considerati normali...e ti assicuro che non appena si solleva un critica, anche magari alla televisione e a come impostano il ruolo femminile, partono subito le accuse di moralismo, paternalismo e così via.

 

E questi giovani votano Berlusconi, modello di maschio italico proposto dalle sue televisioni?

Mah, potrebbero votare chiunque altro, per quello che ne so.

Il problema è culturale, di educazione, non credo possa essere imputato/ascritto ad una parte politica in via esclusiva.

E' indubbio che le sue tv siano il veicolo principale di quel modello e che la rai si sia in parte adeguata. o no? Al massimo bisognerebbe capire quanto quel modello sia sempre esistito, magari in alcuni momenti sottotraccia, e perchè e come si sia sviluppato ed evoluto negli ultimi tempi. Ovviamente il testosterone non c'entra molto in questo.

Tanto ovvio non é: laddove il modello é a predominanza maschile e la visione dominante é quella del maschio é scientifco che potrebbe essere un problema di testosterone in quanto ormone prevalentemente maschile... Ed é per questo che si tende anche a fare una discriminazione positiva nei confronti delle donne per riequilibrare il modello. Insomma correggere quello che forse in natura o in uno sviluppo naturale non accadrebbe. Quanto alla televisione c'é da capire anche perché un certo numero di donne si prestino facilmente a quel gioco e a dare quella immagine. Certo che se tutte le TV sono dirette e possedute da chi la pensa cosi' é quasi superfluo andare a cercare se il modello é sempre esistito o evoluto in peggio negli ultimi tempi. Tendo a pensare che queste due ultime affermazioni siano entrambe veritiere.

Quindi la tua tesi è che gli italiani abbiano più testosterone del resto dell' umanità?

 

Non lo so e non é questo il punto. Sicuramente non hanno molti meccanismi di bilanciamento nella società e pochi nella legislazione (discriminazione positiva delle donne). Il che equivale ha dire che il testosterone che già si produce nell'uomo in quantità molto superiore che nella donna non é mai controbilanciato ne vari ambienti di lavoro e non e quindi nel modello societario. Il risultato sarebbe quindi equivalente a dire quello che dici ma che non so se sia provato scientificamente....

Quindi la tua tesi è che gli italiani abbiano più testosterone del resto dell' umanità?

Chissa'? forse e' cosi'. In Giappone vengono commercializzati profumi per uomo contenenti feromoni da sudore di Italiano, non scherzo e' vero, piu' tardi vi trovo qulache riferimento. Sembrerebbe che ci sia una relazione tra produzione di feromoni e testosterone, quindi... (spero si colga l'ironia)

La relazione tra feromoni e testosterone la conosce bene Berlusconi....

Oh, non c'è una donna che dica la sua.. è come un trattato sulla Santa Inquisizione scritto dalla Chiesa..-).

Per Michele: a basket giocano anche i bassetti...-).

Troppo testosterone...ma non é detto che dietro un nickname o un post non ci sia una donna....

Comunque si rifletta anche su questo:

http://economix.blogs.nytimes.com/2009/05/27/race-gender-and-decisions/

Resisto a tutto tranne che ad una provocazione.

Forse non siamo intervenute finora perché il testosterone fra le altre cose può provocare anche la calvizie.

Forse perché non riusciamo più a vedere alcunché di femminile in quel tipo di immagini e ormai ci fanno l'effetto dei cartoni animati.

Forse perché pare che la maggioranza dei casi di mobbing sia di donne versus donne, il che porterebbe a pensare che ottenere una qualche quota di potere renda le donne più simili agli uomini, magari addirittura far loro produrre più testosterone, cosi si torna al primo punto.

Forse perché non è proprio chiarissimo l'oggetto del contendere: esattamente di cosa state parlando, voialtri uomini impegnati in codesta discussione?

Forse non siamo intervenute finora perché il testosterone fra le altre cose può provocare anche la calvizie.

Mi devo preoccupare se ho ancora i capelli ?

Forse perché non è proprio chiarissimo l'oggetto del contendere: esattamente di cosa state parlando, voialtri uomini impegnati in codesta discussione?

Grazie, è proprio questo il punto: di che stiamo parlando ? Di donne in pubblicità e sui media, normalmente spogliate e/o discinte, e questo tende anche a falsare la società in cui si vive, o comunque la sua rappresentazione, ed il fatto che anche i maschi non si ribellino a questa immagine.

Il testosterone c'entra come i cavoli a merenda: è una rappresentazione, mica è la realtà. Mica sono tutte ansiose di compiacere il maschio (?) italico. Il problema è qui: se questa raprresentazione funziona è perchè i pubblicitari ci vedono come eterni adolescenti pruriginosi, il dramma è che se vendono è proprio così. Questo da un punto di vista maschile, adesso qualcuna (senza nick, per cortesia) ci dice cosa pensa di questa rappresentazione ? Ok, le vedete come cartoni animati, e poi ?

Il problema non e' l'esibizione di cosce e chiappe in se'. E' che le cosce e le chiappe sono usate proprio come tappezzeria, come sottofondo che non significa niente. Insomma il sesso e' pure un argomento interessante, e si potrebbero dire tante cose un pochino challenging o insolite. Per dire, in UK su Channel 4 ci sono documentari a tema sessuale in contnuazione - alcuni fanno schifo, altri qualcosa di interessante la dicono. Ma tutti sarebbero impensabili nella TV italiana, che aborre l'insolito, specie in questioni delicate e vaticano-sensitive come il sesso.

Quindi la stessa TV che ci invita a guardare un tanga interdentale, ci ripete anche quanto sono belli i valori tradizionali, e le tettone in questione poi fanno interviste a Oggi in cui mostrano la medaglietta di Padre Pio che hanno sempre con se'. Insomma il contrario di qualunque forma di liberazione sessuale.

Nailed it.

Ipocrisia da oratorio mista all'impotenza dei "voria ma no poso": si sognano Casanova guardando la TV, e poi tutti a farsi seghe con la carta vetrata perché la morosa non glielo succhia, let alone dargliela che deve sposarsi in chiesa con l'abito bianco. Unica soluzione: le signorine che gliela affittano a minuti, più o meno esplicitamente dedite al meretricio (che nella maggior parte dei casi trattasi di segretaria, apprendista, contrattista, part-time, aspirante questo o quello ...).

Per questo invidiano BS: a botte di milioni gettati al vento riesce a farsi fare qualche mezzo pompino dalle minus habens che il fido fedele gli procaccia in agenzie per modelline di quarta categoria. Magari qualche volta al BS ci scappa pure l'orgetta, che per la partita IVA media della valpadana è il sogno di una vita, la realizzazione dei più grandi ideali, il segno che sei finalmente qualcuno ...

Un popolo di segaioli e baciapile frustrati. Appunto.

Mitico post! La verità, alle volte, non ha bisogno di lunghi trattati, ma si risolve in due densi paragrafi!

Impagabile Michele...

Una storiella che mi è tornata in mente a proposito di baciapile. Anni fa la Gardini ebbe la sventurata idea di invitare al suo lugubre talk-show filocattolico ("Caffé Italiano") un fanatico altoatesino che era finito sui giornali perché andava in giro a censurare i manifesti di Madonna. Lo scopo - immagino - era la solita predica sui tempora, i mores e la donna oggetto, naturalmente circondati dalle camerierine/tappezzeria che giravano tra i tavolini dello studio in uniforme scosciata. Se non che il tipo (a modo suo, anche coerente) se la prese con le suddette, dicendo senza mezzi termini che erano vestite come prostitute. Fu scortato fuori dalla Gardini infuriata - "non le permetto!" ecc. Mitico.

Giuro che ho riso veramente troppo!!

dopo 15 mesi...

ROTOLO!!

:-)

Se ho capito bene i segaioli sono quelli che votano Berlusconi perché lo invidiano e vorrebbero fare altrettanto? Insomma il Partito di Forza Gnocca che viaggia gnoccatravel.com...

Is he Papi chulo?

Se ho capito bene i segaioli sono quelli che votano Berlusconi perché lo invidiano e vorrebbero fare altrettanto?

Francamente, va al di là dei suoi elettori, anche se il fenomeno è vasto e profondo (oltre che semi-conscio e, in ogni caso, attivamente e sdegnatamente negato) fra i medesimi. Voi conoscete, per caso, anche solo un uomo italiano che ammetta di andare a puttane? Eppure, da quanto osservo, l'Italia è il paese europeo dove le puttane sono maggiormente disponibili, oltre che benestanti e di notevole ascendente sociale ... ma, stranamente, nessuno le frequenta né nessuna lo è!

Il fenomeno coinvolge un tipo molto diffuso di maschio italiano che non necessariamente vota per BS, anche se forse la percentuale di costoro che votano BS è superiore alla media nazionale. Da quanto mi è dato sapere, questo tipo umano si estende, in forma speculare, anche al sesso femminile, nel senso che esiste una fascia ampia di signore e signorine italiane che si sposano in chiesa con l'abito bianco dopo essersi prostituite, molto razionalmente, al miglior offerente per una quindicina d'anni. Infatti, lo sposo in frac che s'inginocchia accanto a loro presso l'altare, tutto impomatato e felice, altro non è che il miglior offerente, o solo l'ultimo gonzo.

Secondo me confondete due piani che non sono necessariamente correlati, cioè il dilagare di tette e culi in tv, da un lato, e il maschilismo imperante nella nostra società, dall'altro.

La motivazione principale per esibire tette e culi a volontà in televisione è che - malgrado il "core" del pubblico della televisione generalista sia femminile - una bella figliola mezza nuda (in qualunque circostanza essa sia esibita) ti fa guadagnare all'istante qualche punto di share. Cioè lo spettatore, scanalando, si ferma sul tuo programma. E questa è una legge della televisione che conosce davvero poche eccezioni, in Italia o nel mondo. Vale la pena ricordare che per chi lavora in televisione (autori, conduttori, registi, etc..) più share vuol dire vita più lunga per il tuo programma e - in ultima analisi - per il tuo posto di lavoro. È evidente che si tratta di un modo drogato di inflazionare gli ascolti, perché se lo fanno tutti allora bisogna osare sempre di più, in una gara irreversibile al vestito più scollacciato o al ballo più osè.

Che poi sia il contesto ad essere terrificante, è un riflesso della povertà generale di contenuti della televisione italiana. Così come i telegiornali fanno schifo, e sono confezionati spesso da un branco di subumani, lo stesso vale per i programmi di intrattenimento.

Secondo me è molto più grave il maschilismo sostanziale riflesso nell'assenza pressochè totale di donne nei posti di comando della politica e - ancora più lampante - dei media. Su decine di quotidiani, mi risulta che ci sia un solo direttore donna (de gregorio). Tutti i canali televisivi free e i relativi telegiornali sono diretti da uomini. Statistiche simili si potrebbero fare sui posti di vertice delle società quotate in borsa, delle istituzioni pubbliche, dei partiti politici, etc.. In quest'ottica, paradossalmente, la televisione di intrattenimento è più "paritaria". Esistono cioè conduttrici che sono pagate fior di quattrini e che fanno il bello e il cattivo tempo, quanto e più dei loro colleghi maschi (vedi le varie simona ventura, maria de filippi, irene bignardi, mara venier, ilaria d'amico, ilary blasi, marcuzzi), e che - soprattutto - partecipano allegramente e da front runners alla rincorsa al trash di cui sopra.  

ps. In tutto ciò trovo triste il fatto che l'unico attacco efficace a Re Silvio provenga dalla contestazione delle sue abitudini sessuali, piuttosto - chessò - dal fatto che abbia corrotto il testimone di un procedimento a sua carico.. Sono tra quelli che - tra tante belle cose - non vorrebbe importare in italia proprio l'ossessione puritana inglese o americana per la vita privata dei propri leader. Per me - se governi bene e sei una persona onesta - puoi trastullarti anche con le giraffe.

ps. In tutto ciò trovo triste il fatto che l'unico attacco efficace a Re Silvio provenga dalla contestazione delle sue abitudini sessuali, piuttosto - chessò - dal fatto che abbia corrotto il testimone di un procedimento a sua carico.. Sono tra quelli che - tra tante belle cose - non vorrebbe importare in italia proprio l'ossessione puritana inglese o americana per la vita privata dei propri leader. Per me - se governi bene e sei una persona onesta - puoi trastullarti anche con le giraffe.

Non è questo il punto, come non lo era con Clinton. Il punto è un altro, anzi sono due.

1. Il politico non può mentire, su nulla. Se mente (come platealmente BS ha fatto e come fece Clinton) va cacciato. Questa è una regola fondamentale dei sistemi democratico-rappresentativi, regola fondamentale che in Italia non viene rispettata, escludendo l'Italia dal consesso dei paesi "normali".

2. Vi deve essere coerenza fra quanto un politico predica alla società, fra quanto pensa i cittadini debbano fare e le leggi debbano invitare o costringere i cittadini a fare, e ciò che il politico poi fa. Chi predica i valori della famiglia non ha diritto di affittare decine di giovani minorenni scelte dai cataloghi di modelline che il fedele fido gli raccoglie in giro per il paese per portarsele alle festicciole in villa. Se fa così vuol dire che mente, quindi ritorniamo al punto 1. e deve andarsene. Non è "fit" to rule. Io potrei farlo (e magari lo faccio, chissà ...) perché non predico tali ridicoli valori e non faccio il politico. BS tale diritto non ce l'ha, ha rinunciato ad esso entrando in politica. Punto.

I galoppini di BS (fra cui non ti annovero, sia chiaro) non sembrano "capire" questi banali ma fondamentali assiomi dell'etica politica nelle democrazie rappresentative (concentti che invece capivano perfettamente bene quando applicati a Clinton) provando sia la loro malafede (o crassa ignoranza, se preferiscono) che il "voria ma no poso" evidenziato nel mio commento iniziale.

mah,

Il politico non può mentire, su nulla

mi sembra un'affermazione un po' troppo idealistica: il politico mente per mestiere, rileggiti il capitolo XVIII del Principe, fatti due conti e vedrai che in 500 anni non è cambiato proprio niente (come non lo era cambiato nei 2500 precedenti, peraltro). 

i politici mentono per mestiere, e riescono meglio quelli che mentono meglio, che non significa quelli che le sparano più grosse, ma quelli che sanno - conoscendo i propri polli - quali sono gli argomenti nei quali essere smentiti non gli conviene. Clinton in quell'occasione non lo sapeva (o aveva comunque sbagliato i conti), BS in quello è decisamente più astuto. Clinton d'altra parte fu salvato dalla moglie (sicuramente per spassionato e altruistico disinteresse e spirito di cristiano perdono), mentre la moglie di BS rischia di dargli un colpo micidiale (anche perché dalla sua carriera politica non ha mai ricavato nulla, gli ha fatto molto più comodo il marito impresario)

quanto all'argomento del post, sono d'accordissimo con la tua analisi: mostrare la ciccia senza mai farla assaggiare è il modo tipico di fare di moltissime italiane, ben prima che se ne accorgessero gli autori TV. così facendo si possono permettere di vivere a credito per un bel pezzo, con pochissimi contentini distribuiti sapientemente nel corso della carriera. 

oltretutto, non mi pare che le "merci" esposte in vetrina siano colà deportate e costrette alla fame in cupi laogai in attesa del fischietto del regista che le costringa al loro quarto d'ora di scosciata celebrità. in fondo sono ben più fortunate di tanti loro colleghi maschi che devono faticare non poco per sembrare brillanti e intelligenti per ore filate, rischiando sempre di dimenticarsi la battuta. in fondo, se non tradite da improvvisi mutamenti delle leggi fisiche, l'affermazione perentoria di una curva gluteica o la fermezza tremolante di una tetta ben manovrata farà sempre più colpo nella psiche degli spettatori (maschi e femmine per opposti motivi) di qualunque battuta del Mughini, del Fazio o del Mentana di turno.

mi sembra un'affermazione un po' troppo idealistica: il politico mente per mestiere, rileggiti il capitolo XVIII del Principe, fatti due conti e vedrai che in 500 anni non è cambiato proprio niente (come non lo era cambiato nei 2500 precedenti, peraltro).

E perchè devo leggere quello?

Perchè non leggere Kant? Il punto non è cosa ordiniamo su Amazon per edificarci. Il punto è quali condotte prevedibili potrebbero derivare dall'enunciazione di principio, come sembri fare tu, che il politico dovrebbe mentire per professione.

Niente lascia pensare che sia così. La coerenza fra quanto un politico afferma e quanto effettivamente fa dovrebbe essere un indicatore abbastanza fedele di quali modelli di comportamento segua più in generale per affrontare questioni sulle quali noi elettori medi non abbiamo competenze. E il punto è tutt'altro che moralistico. Mi spiego meglio. Io non capisco un accidente di molte delle cose su cui il governo decide: non ho proprio nè il tempo nè le risorse per capirle tutte; pensioni, debito pubblico, crisi finanziaria...ho voglia di leggere i maestri Manzi di nfa!

Rimane che ci sono delle scorciatoie (in questo caso la trasparenza delle sue giustificazioni rispetto alle accuse rivoltegli) dalle quali posso, in maniera sempre rivedibile, ricavare impressioni o veri e propri giudizi su come si comporta un politico al governo, finendo per estendere quel giudizio da ambiti che riesco a controllare, parzialmente, a quelli che mi sono del tutto estranei. La generalizzazione potrà essere indebita, forzosa e tutto quello che vogliamo, però in certa misura potrebbe essere legittima.

Tutto questo "metodo" di controllo del politico salta se ci mettiamo a teorizzare l'opportunità della menzogna in politica...e davvero rimarrebbe ben poco. Privi di tutte le conoscenze tecniche implicate in un giudizio non sommario del governo e consci del fatto che il politico comunuqe mente, cosa rimarrebbe? Insomma, oltre ad altre importanti qualità, coerenza e onestà sono aspetti necessari del politico.

La vicenda di cui qui parliamo è rivelatrice: visite improvvise che erano note da tempo e con bonifica dei locali da parte dei servizi segreti; incontri sporadici che diventano fitti e frequenti; autisti di Craxi che diventano consulenti per le liste europee, e così via. Questo solo per rimanere alle questioni relative alle frequentazioni di una giovane ragazza. E quando parla di Mills e Mediaset, cosa dobbiamo aspettarci?

sarò forse troppo amaramente cinico, ma

Tutto questo "metodo" di controllo del politico salta se ci mettiamo a teorizzare l'opportunità della menzogna in politica...e davvero rimarrebbe ben poco. Privi di tutte le conoscenze tecniche implicate in un giudizio non sommario del governo e consci del fatto che il politico comunuqe mente, cosa rimarrebbe? Insomma, oltre ad altre importanti qualità, coerenza e onestà sono aspetti necessari del politico.

pensi cha davvero ci sia qualcosa, oltre alle chiacchiere e alle manovre pro domo sua di CIASCUN politichetto che s'è avvicendato in Italia dopo Depretis? il principe di Machiavelli mentiva ai principi suoi pari, perché non aveva bisogno di mentire al popolo, per questi, visto il maggior peso che ha ora il popolo (o che pensa di avere, ma comunque il voto lo usa), il popolo stesso è diventato degno target delle menzogne. chiaro che non mentono sempre e non mentono a tutti, ma a un politico sincero e onesto ho smesso di credere da parecchio.

alcuni mentono per incapacità (s'illudono, e illudono gli elettori di poter tener fede a ciò che promettono), altri per mero opportunismo, altri per non dispiacere a chi tira loro i fili, e ha il potere di tagliarli.

e allora per scegliere chi mandare in parlamento o sulla sediola del sindaco userò soltanto il metro dell'opportunità: se il politico Xy mi promette di tenere una certa linea che si avvicina ai mei interessi, posso considerare la possibilità di votarlo, pur sapendo che 

- seguirà la linea se converrà a lui e alla maggioranza dei suoi elettori

- la abbandonerà non appena non gli sarà più conveniente (tanto quanto lo abbandonerei io se ne trovassi uno che funziona meglio).

non conoscendone, ho smesso di votarli, e anche di interessarmi della maggior parte delle cose che fanno e dicono. si limitassero ad amministrare lo stato e a farlo funzionare, sarebbero e costerebbero molto meno, produrrebbero meno chiacchiere, fuffa e menzogne, potrebbero iniziare a trovare il mio apprezzamento. purtroppo, l'unico che proponeva il progressivo ritirarsi della politica dallo stato (Giannini) è stato impallinato alla prima occasione, chiaro monito a qualsiasi suo eventuale emulo....

Il dualismo di Machiavelli distingue azioni finali, che hanno un valore intrinseco, e azioni strumentali, che hanno valore soltanto in quanto consentono di raggiungere un fine che è valore intrinseco. Queste ultime vengono valutate in rapporto alla loro capacità di raggiungere il fine.

 

I casi personali (non affari di stato) Mills e Noemi sono biasimevoli in sé, e non strumentali al conseguimento del fine superiore che è il bene della collettività, che, nell’ottica di Machiavelli - visto che è stato chiamato in causa -, è essenzialmente consolidamento e ampliamento dello stato, ottenuti anche (se è necessario) attraverso azioni moralmente riprovevoli (come l’uccisione di Vitellozzo Vitelli e tutti gli altri da parte del Valentino,  o la simulazione e la dissimulazione), ma strumentalmente efficaci.

Al massimo si potrà dire: malgrado tali vicende private, Berlusconi riesce a conservare il potere (se ci riuscirà). Le azioni  e le menzogne non sono votate all'efficienza e al successo dello stato.

La menzogna in questo caso non copre un’azione biasimevole in sé, ma ispirata dall’intento di realizzare un fine politicamente apprezzabile (e sottratta per questo alla morale comune), bensì copre un’azione biasimevole in sé, e ispirata esclusivamente da un tornaconto personale.

La distinzione non è di poco momento in sede politica.

 

Insomma, in questi casi non c’è alcuna attenuante “politica”: non si tratta di menzogna per ragione di stato (che questa sia ammissibile resta comunque discutibile).

Esulando dai due casi particolari, in generale sembra addirittura che la ragion di stato, anziché essere salvaguardata attraverso scelte moralmente riprovevoli, ma politicamente produttive, sia stata impiegata strumentalmente per assicurare immunità/impunità ad un singolo "d'eccezione", reo di azioni moralmente riprovevoli, politicamente improduttive, personalmente produttive. Da fine a mezzo.

 

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Nutro seri dubbi sul fatto che che la vicenda pruriginosa in cui si è impantanato Berlusconi abbia realmente a che fare con il sesso e non si risolva invece  in quel suo surrogato che è l’esercizio del potere, declinato in una delle molte possibili varianti.

Berlusconi manifesta seri problemi con l’altra metà del cielo a cui sa applicare soltanto due miserabili categorie ("gnocca" e "in menopausa"): peggio per lui, non è sensibile alle sfumature di un amplissimo spettro cromatico.

 

Meritano considerazione le parole con cui la moglie, che lo conosce bene, ha rotto il suo riserbo: non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni; ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. È stato tutto inutile.

 

Ma certo Veronica Lario si è lasciata irretire dai complotti orditi dalla sinistra. Accade nella realtà e nella letteratura che le donne che “osano” protestare per fondati motivi  contro uomini potenti siano spacciate per donnette fragili, isteriche e squilibrate e debbano subire campagne denigratorie e intimidatorie. Non soltanto a livelli così in alti e così in vista.

 

Sarebbe senza dubbio una faccenda privata se Berlusconi avesse tradito la moglie per una trentenne (la differenza d’età sarebbe comunque di quarantatré anni, la liaison non sarebbe sgorgata dal fascino irresistibile del brachitipico e cantilenante silvio, ma si tratterebbe di una donna adulta) o per due o per tre o per dieci o per un maschio adulto. Per come la vedo io, ognuno ha diritto a preservare gelosamente da sguardi indiscreti e da giudizi inopportuni la propria sfera intima; sempre che, da personaggio pubblico, non abbia scelto di rinunciarvi, in tal caso la rinuncia non può essere intermittente e revocabile.

Ma si trattò di diciassettenne implume e di torbido giro di teneri boccioli.  Incorrerebbe nel biasimo sociale un qualsiasi geometra in pensione settantatreenne che tampinasse liceali; che lo faccia il presidente del consiglio abusando del potere, dei soldi e della trama di relazioni che la posizione gli mette a disposizione è ripugnante (non mi importa di apparire bacchettona, non lo sono).

eheh a che cosa porta l’andropausa…

ps. In tutto ciò trovo triste il fatto che l'unico attacco efficace a Re Silvio provenga dalla contestazione delle sue abitudini sessuali, piuttosto - chessò - dal fatto che abbia corrotto il testimone di un procedimento a sua carico.. Sono tra quelli che - tra tante belle cose - non vorrebbe importare in italia proprio l'ossessione puritana inglese o americana per la vita privata dei propri leader. Per me - se governi bene e sei una persona onesta - puoi trastullarti anche con le giraffe.

Vado un pò out of topic.

Qui si ritorna al discorso del vittismo di BS. BS ha interesse a far girare le voci sulla sua presunta vita sessuale e pseudo-matrimoniale per un motivo molto semplice: rendersi, davanti al pubblico di italioti, vittima di un complotto, creato ad arte, dalla sinistra (in particolare dei "comunisti", prima capeggiati da Prodi, poi da Veltroni, infine da Franceschini...). Lui lo può fare perchè controlla una grande fetta della pseudo-stampa italiana, inoltre riesce ad ottenere maggiori consensi (anche perchè una parte del pubblico è in trans nel vedere la tv...ritornando al discorso sui gingillamenti virtual-televisivi...). Ormai siamo arrivati ad un punto in cui BS ha sempre la possibilità di intervenire, come e dove vuole lui, per chiudere le questioni più delicate che gli possono fare comodo. Le altre, con molta probabilità quelle più serie e pericolose (caso Mills è l'ultimo di una lunga serie), vengono lasciate da parte e archiviate senza lasciare traccia nei cyber-cerveli degli italioti.

Per cui non lo riterrei un attacco tanto efficace, bensì masochista.

 

 

A questo punto dobbiamo cambiare il titolo di questo post in: Berlusconi in televisione...e altrove.

Ma cosa hanno fatto gli italiani per meritarsi Papi chulo?

chardon, dici delle cose interessanti ma ti rispondo solo sull'ultimo paragrafo.

Semplicemente, il puritanesimo in Italia ce l'abbiamo già. Leggi restrittive sulla droga / prostituzione / fecondazione eterologa / cellule staminali, per non parlare di coppie g e unioni di fatto - tutte cose che in Italia non vogliamo perché fanno piangere la madonna. Il fondamentalismo non mi piace mai, ma se devo scegliere preferisco un sistema in cui le leggi sono liberali e poi ai personaggi pubblici si applicano criteri più stretti, anziché quello italiano con leggi restrittive per le plebe, votate da parlamentari che poi pippano coca con le squillo.

Se fossimo in Francia o in Svezia, troverei la tua obiezione più valida, ma siamo in Italia, e in questo contesto non mi sembra irrilevante se il capo del governo che promuove queste politiche, poi nel tempo libero se la fa con le giraffe - o con le ragazzine. È vero che abbiamo tanti altri problemi, ma non darei per scontato che questo sia l'ultimo della lista.

Michele, secondo me un politico - se e solo se l'argomento è la propria vita sentimentale o sessuale - dovrebbe essere libero di mentire come tutti gli altri. L'argomento, mi rendo conto, è spinoso. Ma mi sembra che la regola del "non mentire", negli Stati Uniti, venga applicata un po' a senso unico nelle vicende di sesso e/o corna.

Mi spiego meglio. Non credo che il paese - nel suo complesso - abbia tratto beneficio dalla crocefissione di Clinton, o - per citare casi più recenti - dalla defenstrazione di Edwards dalla corsa per la Casa Bianca. Casi che hanno entrambi avuto l'effetto di spostare l'agenda dei media e dell'opinione pubblica (già di per se abbastanza distorta) da problemi reali del paese a un'orgia di dettagli e pettegolezzi frivoli.

Passano invece sostanzialmente impunite balle ben più pesanti, come il sistematico occultamento dei motivi che hanno spinto l'amministrazione Bush a invadere l'iraq, o l'affermazione "we don't torture", detta a chiare lettere dal presidente e smentita oltre ogni ragionevole dubbio. Puoi argomentare che quando collin powell sventolava fialette di presunte armi di distruzione di massa al consiglio di sicurezza dell'Onu, fosse stato "male informato" dai suoi sottoposti (il che è quasi peggio), ma non puoi non concordare sul fatto che l'isteria dei media americani si scatena contro uno Spitzer qualsiasi, distruggendogli la carriera politica, e perdona fatti ben più gravi.

In Italia, a partire dal caso Montesi, c'è stata una tregua non dichiarata ma rigidamente rispettata almeno fino agli anni novanta: la lotta politica non si fa utilizzando le storie di corna o le prefernze sessuali degli avversari. Sarà pure una convenzione ipocrita, ma secondo me è una buona regola per evitare che il dibattito politico - già molto misero nel nostro paese - degeneri ulteriormente.

Ci sono mille motivi per ritenere Berlusconi "unfit to rule", e forse addirittura degno di albergare in un carcere. Motivi che dovrebbero essere oggetto di battaglia politica e sui quali andrebbe sensibilizzata l'opinione pubblica. Invece sono tutti qui che pendono dalle labbra di ex fidanzati, zie e cugini di noemi, compreso il leader ad interim dell'opposizione. Tra una settimana ci sono le elezioni e non si è sentita una parola sulle politiche economiche e monetarie dell'unione europea (per dirne una).

Sulla necessità di coerenza tra posizioni pubbliche e comportamenti privati, invece, concordo. Noto però che se in Italia fosse applicato un "vetting process" all'americana per i candidati a ricoprire incarichi istituzionali, probabilmente il 99% della popolazione sarebbe escluso da cariche pubbliche. Trovare una persona che non ha mai accartocciato una multa, che non ha mai avuto una colf in nero, che non ha mai cornificato la moglie, che non ha mai mentito in pubblico, che non ha mai chiesto o ricevuto una raccomandazione, etc.. sarebbe una vera impresa. È disgustoso, ma è così, ed è qualcosa con cui bisogna fare i conti (o no? non lo so..).

 

Conoscevo il documentario, ma grazie Andrea per averlo segnalato al grande pubblico. Credo farebbe bene alle donne riflettere sul ruolo che vogliono avere nella società.

Il femminismo ci ha aiutato a liberarci da un ruolo che non volevamo (moglie chiusa in casa) ma non ha offerto un modello alternativo soddisfacente.

Nel disperato tentativo di equipararci ai maschi abbiamo messo da parte quello che ci piaceva della nostra vita passata. Ci siamo rese ridicole emulando modelli di comportamento maschili che non ci appartengono.

Il documentario sottolinea che oggi esistono in Italia 2 tipologie di donne: bella ma cretina, intelligente ma brutta (=maschile?)

Non sorprende che gli uomini preferiscano la prima tipologia, ma perché noi donne diamo loro retta?

Mi sa che siamo ancora il sesso debole.

 

Andrea si chiede perche' gli uomini non si ribellano all'immagine della donna proposta dalla TV italiana .... io mi chiedo perche' uomini e donne non chiedano le dimissioni dei nostri parlamentari come sta accadendo in Inghilterra dopo che le spese dei politici locali sono pubblicate dal Daily Telegraph. In realta' sembra che il buon Di Pietro stia combattendo contro certi sprechi .... ma come per il libro "La Casta", prevedo che e' solo "molto rumore per nulla". 

La violenza sulle donne in Italia. I dati Istat.

Secondo l'Istat, in Italia, 6 milioni 743 mila donne, di età compresa tra i 16 e i 70, hanno subìto, nel corso della loro vita, almeno un episodio di violenza, fisica o sessuale (cfr., Tavola 1, pag. 4, dell'Indagine Multiscopo).

Le varie forme di violenza fisica, sono dettagliate nella Figura 1, pagina 5. Quelle di violenza sessuale, nella Figura 2, pagina 5.

Le tipologìe degli autori di tali violenze, sono chiarite nella Tavola 4, pagina 7.

L'Indagine è stata svolta con chiamate telefoniche, su tutto il territorio italiano, nel periodo Gennaio - Ottobre 2006 (cfr., pagina 1, dell'Indagine). 

L'Istat avverte che

 

(...) Nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate (...).

(cfr., pagina 4, dell'Indagine).

 

Le donne in televisione.

Lei, Prof. Moro, a commento del video-documentario di Lorella Zanardo, autrice e blogger de "Il corpo delle donne", scrive che

 

Il documentario ci ripropone, a raffica, le immagini della donna valletta-velina o, nel migliore dei casi, soprammobile-decorazione che la televisione italiana ci rifila, unica al mondo, io credo (...).

L'opinione di Lorella Zanardo, e la sua, Prof. Moro, a me sembrano non così distanti dal giudizio che, qualche anno fa, ha espresso Adrian Michaels, autore da lei ripreso, Professore, su nFA  - confesso la mia ignoranza! Ho saputo dell'articolo di Adrian Michaels, solo grazie al suo post! - .

 

Qualche domanda.

A questo punto, due sono le mie domande, non retoriche.

1.  Dalla rappresentazione della Donna italiana che, stando al video-documentario, darebbe una parte della Tv italiana, quale percezione ne ricaveremmo, noi telespettatori ?

Detto diversamente. Se, in alcuni Programmi televisivi, la Donna italiana è raffigurata, prevalentemente, come "soprammobile-decorazione", quest'immagine di accessorio, per dir così, è la stessa che arriva al telespettatore, al di qua dello schermo1 ? Il telespettatore, cioè, recepisce proprio l'immagine di "Donna-soprammobile" ?

2.  Con quest'ultima domanda, intendo chiarire anche il motivo per cui, ad inizio commento, ho riportato i  - preoccupanti, a mio parere - dati Istat.

Se la rappresentazione della Donna, è quella descritta nel video-documentario, e ripresa da lei, Prof. Moro, sia in questo post, che in "Le donne in Italia", è possibile immaginare una qualche relazione, con le molte, variegate forme di violenza, indagate dall'Istat ?

In altre parole, è ragionevole pensare - sospettare - che, almeno in una parte degli autori di quelle violenze, il concetto di Donna sia, pressappoco, quello assorbito, metabolizzato, dalla visione di quei Programmi Tv, dove la Donna sarebbe presentata, per farla breve, come "valletta-velina" ?

Nella blogosfera, c'è chi, questa relazione, sembra darla per certa.

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1  Il Prof. Aldo Grasso, su Sette, magazine del Corriere della Sera, nella sua rubrìca, Titoli di coda, in un articolo intitolato, "Se la realtà è un format", scrive che

(...) Da almeno trent'anni, molta parte della nostra vita sociale si svolge con l'apporto attivo della Tv, anche se oggi la Tv generalista resta il terreno d'elezione solo per le persone meno attrezzate culturalmente (...).  

(cfr., Sette-Corriere della Sera, 28 Ottobre 2010, pag. 154).

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