Goldman Sachs sotto accusa

27 aprile 2010 federico de vita

La SEC accusa Goldman Sachs di mancanza di trasparenza nei confronti di alcuni investitori nell'ambito di un trade di CDO. Qualora il procedimento legale desse ragione alla SEC, per la grande banca d'affari sarebbero guai seri. Goldman risponde con un comunicato stampa frettoloso, vantando la propria onestà ed integrità nei confronti dei clienti. La mia esperienza di cliente mi induce a pensarla in modo diverso.

È notizia di questi giorni che la SEC sta indagando su un possibile misfatto da parte della grande, meravigliosa, ricchissima Goldman Sachs. Quello che si vuole imputare è l’aver celato a dei clienti la reale natura del rischio di un trade con il quale i clienti hanno successivamente perso parecchi soldi. Lo stimolo a scrivere viene da una dichiarazione che GS ha rilasciato il 18 aprile e che contiene una frase sulla quale prima ho ridacchiato, poi mi ha creato una certa irritazione:

Goldman Sachs would never condone one of its employees misleading anyone, certainly not investors, counterparties or clients. We take our responsibilities as a financial intermediary very seriously and believe that integrity is at the heart of everything that we do.

Lavoro nel mondo della finanza da vari anni come risk manager. Ho avuto a che fare parecchio con GS e ho alcune obiezioni da sollevare. Sono obiezioni dettate dalla mia esperienza in qualità di cliente di GS, non dissimile, se non per dimensioni, al misfatto in questione. Ma andiamo per ordine e raccontiamo un po’ meglio che cosa la SEC contesta a GS. Poco più di un anno e mezzo fa, un quasi ignoto gestore di hedge fund, tal Paulson, ha avuto un’idea brillante per fare soldi: scommettere che i debitori di mutui subprime non sarebbero stati in grado di ripagare quanto contratto. A quel punto è andato da vari brokers per proporre il trade che aveva in mente: aveva individuato, nome per nome, una lunga serie di nomi di Mortgage Backed Securities (MBS) e voleva un’assicurazione su di essi, convinto che sarebbero crollati (per le definizioni di MBS, CDO etc. rimando all'articolo di Andrea). Per avere l’assicurazione, bisognava che qualcuno comprasse le MBS in un apposito pacchetto, un CDO (Collateralized Debt Obligation). Si è sentito rifiutare l’idea da parte di Bear Sterns in quanto “immorale” (!), ma una volta da GS, ha trovato le porte aperte. GS ha messo insieme il CDO e lo ha venduto a terzi, omettendo di raccontare chi e perché avesse messo insieme il pacchetto (anzi, il pacco), vendendolo come struttura sicura (in fondo si investiva in mutui americani...) e scelta da professionisti per il bene degli investitori. Morale della favola, Paulson ha fatto una valanga di soldi ed oggi è ritenuto uno dei grandi della finanza (che lo sia o meno è marginale, stupisce solo che l’opinione si sia formata nell’industria sulla base di un solo trade...) e gli altri investitori ci hanno rimesso abbondantemente. GS, da intermediario, ha preso soldi a destra e manca, ma non essendo riucita a vendere l’intero pacchetto ci ha anche rimesso qualche milioncino. Usano questa perdita come (parte della) linea difensiva, come se la disonestà del perdente fosse lecita.

La mia esperienza di cliente GS non è, come menzionavo, dissimile. Nel post-Lehman, GS ha cercato di venderci una serie infinita di strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, obbligazioni convertibili in azioni, derivati vari,...) cercando di farci credere che il rischio fosse minimo. In realtà, ci giungeva voce da amici che lavoravano a GS in altri desk, che lo scopo unico fosse di liberare le prop desk di GS (squadre interne che gestiscono fondi interni) da assets scottanti. Il nostro perenne rifiuto a comprare ci è valso velate (anzi, mica tanto velate) minacce del tipo “non ci pagate abbastanza commissioni, per cui potremmo tagliare il vostro accesso ai mercati”, ma per lo meno non abbiamo perso soldi: da bravo pignolo quale sono, al tempo tenni una lista dei trade proposti e dopo sei mesi avevano tutti perso, in media, il 40%. Più di recente ci hanno venduto un’opzione strutturata sul mercato dei cambi in cui hanno “sottinteso”, poiché noi siamo “investitori sofisticati” e quindi in grado di capirlo da soli, certe peculiarità del contratto per cui abbiamo perso il 3% - nulla di tremendo, ma quantomeno fastidioso nel modo. Suppongo che tutto ciò che è stato fatto sia legale. Però che la cosa sia il massimo dell'integrità morale io non lo direi. Peraltro la linea difensiva nel caso di Paulson e SEC contiene pure la scusa che gli investitori che compravano il prodotto erano “investitori sofisticati”.

Viene da chiedersi se GS non sia in realtà un’istituzione sana dentro la quale ci siano semplicemente delle mele marce. Sicuramente è così, ma l’impressione che si va rafforzando negli anni è che GS sia composta da gente brava che non è brava gente. Il modello di business è molto semplice: far girare quanti più soldi possibile stando ai margini a guadagnare qualche centesimo di punto percentuale su ogni transazione. Il tutto basato sul meccanismo della leva finanziaria: se ho 100 da investire (e sono GS oppure un fondo che utilizza GS per accesso al mercato), investo 700 o 1800. I numeri non sono irrealistici, sono parte integrante dello scoppio nel 2008 della bolla del credito.

In realtà GS era stata scottata dalla troppa leva finanziaria per prima. Il suo meraviglioso fondo Global Alpha riuscì a perdere qualcosa come il 60% tra l’estate del 2006 e l’agosto 2007. E se si eccettua l’ultimo mese che fu quello che segnò l’inizio della crisi dei mutui subprime (in realtà neanche tutto il mese, ma solo la prima metà), il tutto accadde in un bull market con pochi precedenti. Forse avrebbero potuto imparare la lezione. Ma no, ancora nei mesi subito dopo Lehman, dato che non generavamo profitti, ci dicevano che avrebbero potuto darci un servizio ancora migliore (!) qualora avessimo voluto prendere soldi in prestito per fare un po’ di leva (suggerivano sei o sette volte l’ammontare che gestivamo). Eppure era passato un anno e più dal loro -60%. Se poi si pensa che abbiano imparato la lezione dopo, ci si sbaglia. È notizia della scorsa settimana che un loro fondo immobiliare usava una leva finanziaria del 1700% (cioè per ogni 100 dollari in gestione ne investiva 1800). Questo fondo ha perso il 96% (novantasei), con poca gioia da parte degli investitori, le cui attese, oso immaginare, probabilmente erano diverse visto che in fondo investivano sul mattone.

A me sembra che qui si giochi un tantino sul confine tra il lecito e l’illecito. Lavoro in finanza da dieci anni e so che la finanza, come qualsiasi altra cosa, si può fare in modo pulito (e quasi tutti, per fortuna, la fanno in modo pulito). Viene naturale porsi alcune domande: perché a GS viene permesso di fare ciò (GS non è l’unica, ma è quella che mostra la strada agli altri, che spesso e volentieri prendono esempio)? C’è pane per i denti dei dietrologi, ma forse si può parlare semplicemente di una SEC profondamente incompetente (si veda il caso Madoff...)? E i modelli di rischio dove stanno? Forse GS non investe in modelli di rischio?

La SEC (e come la SEC gli altri regolatori, a partire dalla FSA nel Regno Unito che il giorno prima che fallisse Lehman ha permesso che Lehman UK prestasse tutte le azioni che teneva per conto dei clienti a Lehman US, facendo sì che i clienti non avessero più diritto alle azioni stesse ed ora si trovano nel mezzo di una causa che durerà almeno dieci anni alla fine della quale non riavranno tutto indietro) non brilla per competenza, o per lo meno questa è l’impressione che si ha dall’esterno. Le regole ci sono ma è quantomeno difficile farle rispettare, visto poi che di fronte alla scelta se lavorare nell’industria o per il regolatore (con prospettive di guadagno ben più basse), in media la persona smart andrà a lavorare nell’industria. Vero è che stavolta la SEC ha trovato il misfatto e lo ha trovato fatto dal più grosso ed influente giocatore. Ed ha messo il caso in mano a quello che è ritenuto il loro miglior uomo. L’avviso di garanzia è stato mandato di venerdì sera, mettendo GS in una posizione non comoda, tanto che la linea difensiva intrapresa attraverso un comunicato stampa, pare possa risultare controproducente. Staremo a vedere, per ora mi godo la vista dell’orco in affanno.

110 commenti (espandi tutti)

Il modello di business è molto semplice: far girare quanti più soldi possibile stando ai margini a guadagnare qualche centesimo di punto percentuale su ogni transazione.

 

Sarebbe interessante (per me!) sapere quanta parte delle revenues/profitti di un grosso broker/dealer come GS provenga da fees e quanto dal trading proprietario... ancora meglio avere una serie storica degli ultimi 10 anni.   Qualcuno ha i numeri?

 

E i modelli di rischio dove stanno? Forse GS non investe in modelli di rischio?

 

Io non sono un insider ma fino a 10 giorni fa l'eccellenza di GS nel risk management sembrava un dato di fatto riconosciuto e sbandierato da chiunque o giù di lì... anzi, è una carta che ancora si stanno giocando  (nonostante con ogni probabilità saranno costretti a fare marcia indietro e far mea culpa, più o meno sinceramente, man mano che l'inchiesta della SEC avanzerà)

Qui trovi il testo che il CEO di GS ha preparato per la deposizione di domani davanti al Permanent Senate Subcommittee on Investigations.  Nel testo si legge:

We believe that strong, conservative risk management is fundamental and helps define Goldman Sachs.

...e via cantando.....

 

Nota tecnica: con Explorer, blockquote sembra avere difficoltà!

 

EDIT: qui l'altra quote che andavo cercando:

They will undoubtedly pursue the “we did not know” defense – which of course debunks entirely the position taken by Gerry Corrigan (of Goldman and formerly head of the NY Fed) when I pressed him before the Senate Banking Committee in February.  Corrigan claimed that Goldman’s risk management system is the best in the business and simply superb; the former may be true, but the latter claim will be blown up by Lloyd Blankfein’s own lawyers – they must, in order to keep him out of jail. 

 

Da risk manager, posso dire che se un fondo perde il 60% e dopo tre anni un altro perde il 96%, qualcosa nel risk management non ha funzionato. Con un po' di malizia posso suggerire l'idea che il risk management di GS funziona molto bene nel proteggere GS stessa, non gli investitori? Se qualcuno riesce a trovare notizia online del fondo immobiliare di GS che ha perso il 96%, me lo dica, io non ho trovato nulla online, quello che so lo so per altri motivi (un nostro investitore aveva soldi investiti nel fondo e ci ha mostrato tutti i documenti che GS gli ha mandato).

Se qualcuno riesce a trovare notizia online del fondo immobiliare di GS che ha perso il 96%, me lo dica, io non ho trovato nulla online, quello che so lo so per altri motivi (un nostro investitore aveva soldi investiti nel fondo e ci ha mostrato tutti i documenti che GS gli ha mandato).

Non il 96%, il 98% :-)

http://www.ft.com/cms/s/0/9ca7d968-48d2-11df-8af4-00144feab49a.html

Whitehall Street International, Goldman Sachs’ international real estate investment fund, has lost almost all of its $1.8bn of equity following soured property investments in the US, Germany and Japan, according to the fund’s estimates.

By the end of 2009, the fund was down to its last $30m, a paper loss of about 98 cents on the dollar, an annual report sent to investors last month said. The report said that Goldman was Whitehall’s largest investor, with a commitment of $436m. Last year, Goldman took a loss of $1.76bn from all its real estate principal investments.

[...]

 

 

Da risk manager, posso dire che se un fondo perde il 60% e dopo tre anni un altro perde il 96%, qualcosa nel risk management non ha funzionato

Mi permetto una semplice osservazione: parlare della perdita in senso assoluto non è, non dico semplicistico, ma quantomento parziale?

Perdere anche il 100% su determinati investimenti credo faccia parte del gioco, in genere uno li fa perchè stima che il rendimento atteso giustifica quel livello di rischio. Su come si possa perdere investendo nel mattone dico qualcosa in commento più giù.

Certo che e' semplicistico e parziale e chiedo scusa. In realta' ho avuto occasione di parlare con investitori del fondo immobiliare in questione, e posso assicurarti che questa eventualita' non era proprio tenuta in conto.

Piu' in generale, perdere il 100% in determinati investimenti e' una cosa, ma che un intero fondo perda il 100% (o giu' di li') e' ben altra cosa. Un fondo ha dei costi, una struttura non banale, fatta di montagne di carta, decine di conti bancari, una o piu' squadre dedicate. Ogni fondo che fallisce o perde moltissimi soldi, fa notizia nel mondo della finanza, e non sono notizie di cui vantarsi

Per avere l’assicurazione, bisognava che qualcuno comprasse le MBS in un apposito pacchetto, un CDO (Collateralized Debt Obligation). Si è sentito rifiutare l’idea da parte di Bear Sterns in quanto “immorale” (!), ma una volta da GS, ha trovato le porte aperte.

Scusa Federico, ma hai riferimenti su questo aneddoto? A me pare impensabile che chiunque in finanza possa definire "immorale" un'operazione di short sale, soprattutto qualcuno in una banca d'investimento come la defunta Bear Sterns...

Oltretutto, c'e' una differenza abissale tra un CDO e un CDO sintetico (quello del caso Goldman/Paulson): il secondo per sua natura richiede qualcuno che va short e qualcun altro che va long in egual misura, dato che non ci sono MBS da "comprare" come nella storia che riporti, ma CDS su MBS.

domanda da non specialista del mondo finanziario: intendete dire che investiva 1800 dollari ogni 100 che effettivamente aveva in tasca? se sì sembra tanto una di quelle storielle da film dove gente ridotta sul lastrico gioca sui cavalli somme da capogiro pur non avendole, solo che se si perde in quel caso si viene gambizzati...

So benissimo che si pup vendere allo scoperto e compagnia andante, ma la sproporzione tra quelo che si ha al momento e che si investe è davvero.....paurosa

Si', e' proprio questa la situazione. Per ogni 100 dollari in tasca, ne venivano investiti 1800. In realta' non e' proprio come le "storielle da film", ma un po' a meta' tra quelle e un mutuo: si compra una casa con soldi che non si hanno ma si avranno - o e' ragionevole aspettarsi che si avranno - nel futuro.

Il sistema intero, con GS in testa, ha fatto un uso spropositato di questo strumento (la leva finanziaria) ed e' questa - banalizzando - la maggiore causa della crisi. Non so - e giro la domanda agli economisti - come si possa definire una quota globale di credito da concedere (tra mutui, leva finanziaria e quant'altro), ne' come si possa monitorare il livello totale di credito nei mercati - la domanda ai regolatori neanche la giro!

Beh si, certo, è come nei mutui alla fine, mi prendo un deibto che credo di poter pagare  (anche se a rate) in un tot di anni. Credo che sia un melting tra principi di economia assicurativa (sostanzialmene piu gente assicuro piu è facile che ci guadagni poichè è impossibile che tutti si facciano male lo stesso giorno e comunque quelloi piu a "rischio" gli faccio apagare premi piu alti) e la famigerata Basilea (dai miei ricordi di economia degli intermediari finanziari : equazione che pesa il credito concesso , ovvero il debito dell'impresa verso l'istituto concedente in base alla solidità dell'azienda, al paese di provenienza, e al mercato della stessa - la cara vecchia moltiplicazione di tutti i tassi di interesse "i" per i dati amcro in cui l'azienda opera; inoltre basilea intendeva anche che il coefficente non doveva superare un dato valore percentuale,ipersemplificando ovviamente) spero di non aver fatto errori voltremontiani :)

il monitoraggio sinceramente è arduo, e non mi capacito di come si possa: forse sommando tutti le esposizioni di tutti gli operatori? bah.

In un CDO chi compra protezione va corto il titolo e chi compra la tranche va lungo. Mentre uno pensa che l'attività si svaluti l'altro pensa che si rivaluti. E' quello che accade in un qualsiasi transazione (non mi sovvengono eccezioni ma sono aperto a considerarle).

Ora che investitori professionisti non capiscano questo mi sembra davvero stucchevole. Mi sa che quello che da fastidio è stata la grande capacità di Goldman e Paulson a capire e anticipare gli eventi mentre da IKB per far un esempio continuavano a trastullarsi attendendo l'arrivo dell'età dell'abbondanza in cui le attività finanziarie crescono sempre di valore senza capire a cosa cio' si dovuto.

L'esempio di GS tra l'altro dimostra che la scuola delle aspettative razionali e il mainstream neoclassico sono un mare di assurdità: esistono imprenditori capaci di fare meglio del mercato e sistematicamente cioè non per accidente mentre il "mercato delle informazioni" non è (vedi le assurdità di Stiglitz & Co) un posto dove queste sono lì disponibili a tutti attarverso un meccanismo di minimizzazione e massimizzazione di costi e ricavi. Esistono informazioni di "tempo e spazio" chenon entrano in statistiche, incomunicabili, per le quali il detentore stesso puo' non esserne conscio (vedi la lezione di Hayek sistematicamente fraintesa) 

L'esempio di GS tra l'altro dimostra che la scuola delle aspettative razionali e il mainstream neoclassico sono un mare di assurdità

Cosa pensi questa scuola dica che succeda quando un operatore che fa i prezzi ed e' , di fatto, il mercato, possiede informazioni riservate?

Non c'entra con quello che affermavo circa aspettative razionali e mainstream neoclassico

Ma comunque GS nel caso in questione non ha fatto alcun prezzo: per costituire un CDO (come per concludere una qualsiasi transazione finaziaria) due parti devono avere due aspettative opposte. IKB ha sbagliato e non dovrebbe essere salvata da un governo con i soldi quindi di chi non ha avuto un comportamento così sconsiderato 

La vostra posizione invece non fa altro che aumentare l'azzardo morale: basta provare di essere truffati sull'onda dell'emotività e dell'invidia contro chi sa fare i suoi affari e gli errori li paga qualcun altro

basta provare di essere truffati

In che senso "basta provare"? Suggerisci di togliere la possibilità di dimostrare violazioni delle regole? Mica e' questo il moral hazard. Qualcosa di sbagliato c'è se un po' dei miei soldi sono finiti dalle mie tasche a quelle di Paulson, invece che dalle tasche di AIG & Co. I casi sono due (1) sono state violate delle regole (2) alcune regole che non ci sono vanno create. Bisogna capire quali, ma questo non ci esime dal cercare bene se (1) sussista. 

Comunque non essere ingenuo: GS e tutti gli altri facevano i prezzi eccome (non nel caso in questione, ma non dimentichiamo il loro ruolo e rapporto con le agenzie di rating: se non e' fare il prezzo questo...). Leggiti qualsiasi cosa sul tema. Che IKB abbia sbagliato non ci piove, ma questo e' irrilevante. Occorre capire quanto GS abbia aiutato a sbagliare.

Il senso a cui alludo con "basta provare di essere truffati" è il tuo: non comunicare qualcosa. E ovviamente non si puo' comunicare tutto.

IKB ha sbagliato e doveva sapere quello che stava facendo: stava assumendo un posiziojne lunga sulla rivalutazione di tranches di elevatissimo rischio ed è ridicolo che ora sia salvata con denaro pubblico, con i soldi cioè di chi non si è buttato a fare follie

Per il resto e come dici GS non ha fatto alcun prezzo nel caso in questione e quando fa prezzi non obbliga nessuno a comprare. Quindi non gli si imputare nulla se quello che fai tu: competenza e capacità di anticipare gli eventi

Se GS (o qualunque altro broker) viene a offrirmi un prodotto finanziario e non mi fa presente tutti i rischi connessi (nel caso specifico omette di dirmi che proprio le persone che avevano la posizione short avevano messo insieme i titoli nel prodotto), io da investitore, per quanto sofisticato, non ho gli strumenti per gestire questi rischi. Il punto che faccio nell'articolo e' che questa e' una pratica cui GS ricorre spesso (dico GS perche' nella mia esperienza l'ho visto fare piu' spesso da GS che ad altri).

Questo non e' "invidia contro chi sa fare i suoi affari", e' far presente che la societa' in questione ha agito al limite della truffa - e secondo la SEC oltre quel limite.

Ma cosa dici?????
Acquistare una tranches se ho capito equity (cioè a elevatissimo rischio al punto da non essere vendibile e trattenuta dall'originator) di un CDO equivale ad andare lunghi. Cioè sperare in una sua rivalutazione. Un CDO sta in peidi solo se ovviamente qualcuno assume la posizione opposta (acquisat protezione cioè va corto il CDO)

Ma questa è finanzia non Zelig!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

E' probabibile che quelli di IKB avessero l'anello al naso, ma è altrettanto probabile che GS ne abbia approfittato oltre il lecito.

Comunque:

IKB ha sbagliato e doveva sapere quello che stava facendo: stava assumendo un posiziojne lunga sulla rivalutazione di tranches di elevatissimo rischio ed è ridicolo che ora sia salvata con denaro pubblico, con i soldi cioè di chi non si è buttato a fare follie

non mi sembra che IKB abbia sottoscritto delle tranches a rischio elevatissimo ma soltanto quelle "AAA".

ehhh, no, per un CDO sintetico non c'e la parte equity. per altro GS nel suo prospetto definiva la parte Equity "not offered", il che e strano, visto che non esisteva proprio.

poi, secondo me bisogna scindere la sovvenzione e salvataggio di IKB dal caso GS. non c'entrano l uno con l altro.

ehhh, no, per un CDO sintetico non c'e la parte equity.

Perche' no? Nei CDO il termine "equity" e' riferito alla tranche di rating piu' basso (la piu' junior o subordinata, quella che smette per prima di pagare interesse quando le cose vanno male ed e' l'ultima a essere considerata in un processo di fallimento), non alla presenza o meno di MBS anziche' CDS (che distingue i CDO "veri" da quelli sintetici). Tipicamente le equity tranches erano cosi' tossiche che le banche d'investimento finivano per tenersele a bilancio, dato che nessuno le voleva comprare anche se pagavano i piu' alti interessi.

giusto, colpa mia. ho controllato - io personalmente non ne avevo mai viste in quelli sintetici.

Non c'entra con quello che affermavo circa aspettative razionali e mainstream neoclassico

Con questa, e quella precedente, ti sei iscritto ufficialmente al gruppo di quelli che, dopo aver detto una cazzata truculenta ed essere stati beccati in castagna, non hanno neanche l'onestà intellettuale di dire "Ok, ho preso una cantonata". Invece tirano innanzi perché loro sanno che hanno ragione comunque.

Muy bien, un sapientone ignorante ed incoerente in meno da leggere, tutto tempo risparmiato.

D'altro canto - data la qualità logica, economica e financo sintattico-grammaticale di quanto scrivi - v'è evidenza sufficiente per stimare che mi perdo ben poco.

Che cosa insulti a fare lo sai solo tu...e a parte che il mio interlocutore ha ammesso di essersi sbagliato e riconosca l'esistenza di tranche equity

Il mainstream neoclassico fraintende totalmente la lezion di Hayek: informazioni, conoscenza e dati sono concetti totalmente diversi e non sono diponibili In altre parole la critica di Stiglitz non è hayekiana. Semplicemente non l'ha capita: l'economia non è ottimizzazione ma un processo di scoperta.

In secondo luogo è ridicolo che chi ritiene l'economia una scienza empirica di fronte a aziende come GS che fanno un mare di soldi sistematicamente rispetto alla concorrenza andata in bancarotta non ne accetti la lezione

Articolo molto interessante. Ho solo un dubbio. A leggerlo, sembra che GS abbia un'unica cultura aziendale imperante che domina tutti i suoi uffici in tutte le sue sezioni, paese per paese. Possibile.

C'è un però. Dal poco che capisco di finanza, anche gli altri si comportano come GS. Bear Stern è citata nel pezzo, e difatti è fallita. Lehman... appunto. Possibile che le altre merchant banks agiscano diversamente... mah... non credo.

Dunque, più che dire che GS ha una condotta discutibile, non è più verosimile pensare che in finanza il sistema di incentivi è sballato e dunque porta a questi eccessi. Non lo so, ma o pensiamo che tutti quelli che lavorano in finanza hanno venduto l'anima al diavolo. Oppure, più verosimilmente, pensiamo che ci sia un problema di incentivi. Il sistema è portato a premiare comportamenti poco virtuosi.

 

Parlo di GS perche' GS e', per queste cose, la banca numero 1: gli altri essenzialmente copiano (sminuisco un po', d'accordo, ma il mio e' un argomento puramente retorico). E' un po' come il mondo degli smartphone con tecnologia touch: Apple e' indubbiamente quella che mostra la strada.

Che gli incentivi in GS e simili (Morgan Stanley, JP Morgan, UBS, ...) possano essere sbagliati, e' opinabile, ma per quel che mi riguarda assolutamente vero. Tuttavia la finanza non e' solo grandi banche. Tanto per fare un esempio, noi (che siamo piu' o meno un hedge fund, piccolo e marginale) stiamo cercando di convincere gli investitori che una parte corposa del nostro bonus, magari due terzi, non andrebbe pagata in cash, ma reinvestita nel fondo in modo da avere interessi allineati agli investitori stessi. Non siamo gli unici a pensarla in modo simile, per fortuna.

Il sistema e', in generale, portato a premiare guadagni a breve termine. Guadagni annuali, in genere negli hedge funds; spesso, guadagni trimestrali (!) nelle grosse banche. Questo, appunto, mi pare un problema serio.

Attraverso il CDO sintetico (Abacus) che GS ha venduto ad alcuni investitori gli stessi hanno acquistato indirettamente la performance di un portafoglio di prestiti Mortgage Backed, mentre il fondo hedge di Paulson ha venduto tale performance. Si tratta di una situazione che si verifica per tutte le strutture sintetiche di questo tipo che, non essendo collegate direttamente al portafoglio di assets sottostanti, ha bisogno di una controparte che si assuma il rischio della performance ovvero la venda assumendo una posizione contraria (short) rispetto all'investitore. Evidentemente la SEC non ha sollevato obiezioni su questi prodotti, ma sul fatto che nel caso in questione sembra che il portafoglio sottostante fosse stato selezionato direttamente da Paulson che aveva interesse a cercare gli assets peggiori (e fino a qui niente di strano) facendo credere agli investitori che la selezione del portafoglio fosse stata affidata ad un advisor indipendente.

Tuttavia, come ho sottolineato in un post precedente, c'è un ulteriore, e forse più rilevante, questione legata alle agenzie di rating. Infatti, come illustrato nel post in questione, è piuttosto difficile che gli investitori abbiano acquistato questi prodotti solo perchè sono stati confezionati da GS. Il punto è che questi prodotti hanno ottenuto una valutazione "indipendente" (?) da parte delle agenzie di rating e si è trattato di una valutazione piuttosto favorevole che ha convinto (o ha contribuito a convincere) gli investitori. Le agenzie di rating erano al corrente del particolare di cui sopra oppure anche loro sono state fuorviate da GS ? Come noto anche le agenzie di rating hanno guadagnato delle commissioni per la preziosa opera svolta, al pari di GS, che sicuramente avrà guadagnato molto di più e ne avrà spinto la vendita attraverso incentivi "appropriati". Tuttavia gli incentivi che spingono GS sono noti ai mercati (anche se qualcuno potrebbe chiedersi come mai trovino sempre delle controparti disposte a lavorare con loro), mentre le agenzie si presentavano come entità indipendenti, proprio come l'advisor che avrebbe dovuto selezionare il portafoglio sottostante...

E' impossibile pensare ad un mondo in cui gli intermediari facciano solo gli intermediari, cioe' non prendano posizioni su titoli che scambiano, banche d'affari comprese?

Ma le "vittime" di GS non sapevano che qualcuno prendeva una posizione opposta alla loro? Essu'!

Non nel caso in questione. C'erano posizioni opposte nei titoli sottostanti il synthetic CDO, ma non necessariamente nel suo complesso. Ho spiegato la mia posizione nel mio post di sabato scorso. 

Il CDO sta in piedi solo se qualcuno acquista la protezione che offre. E come dovresti sapere comprare protezione equivale a shortare il titolo.

 

Re(1): Domanda banale

nr 27/4/2010 - 13:18

il problema difatti non e questo, e la SEC non fa un processo alla moralita della GS. come illustrato da federico (forse andava citata la SEC per chiarire) la SEC indaga se informazioni che erano pertinenti ("material") alla transazione siano state nascoste a IKB.

Re: Domanda banale

nr 27/4/2010 - 13:09

in genere funziona cosi, perche le banche d affari non hanno interesse a mantenere il capitale legato a posizioni "fisse". difatti, dopo la crisi si parlava proprio dell opposto della tua domanda, obbligare i creatori di prodotti strutturati a tenersi il 10-15%, affinche siano allineati al cliente. non e facile da risolvere questo problema.

Questo e' comprensibile, ma un creatore di prodotti non e' un intermediario. Un intermediario intermedia, non crea :). Capisco che una banca d'affari faccia entrambe le cose, ma e' tecnicamente possibile separare le due figure? Io lo auspicherei, ma non sono sicuro sia possibile distinguere facilmente le due cose.

Re(2): Domanda banale

nr 27/4/2010 - 18:10

tecnicamente mi sembra fattibile, e difatti il dipartimento che gestisce le posizioni porprietarie della banca lavora separatamente dalle unita che intermediano per evitare conflitti di interessi. ovviamente chi vuole ci crede... io personalmente andrei a monte del problema e domanderei se questi prodotti debbano essere intermediati o se non sia meglio portarli in borsa. proposta fatta gia piu di 10 anni fa e opposta dai nostri eroi summers e rubin - eravamo ai tempi di clinton, se non sbaglio 1996.

Qualche mese fa la Rivista "Rolling Stone" dipingeva GS come i più pericolosi criminali nella storia dell'umanità (The Great American Bubble Machine) : http://www.rollingstone.com/politics/news/;kw=[3351,11459]

Comune populismo oppure dopotutto non si sono allontanati molto dalla realtà?

Segnalo quest'articolo: pare che Goldman, in quel periodo, sul prop desk, avesse diverse posizioni short sul mercato di riferimento.

A Detailed Look At Goldman's Mortgage Trading Strategy In Late 2006 And 2007; The Goldman "Directive" | zero hedge http://bit.ly/c4QlIk

Non sono un esperto, ma provo ancora una volta, con una metafora, a spiegare le mie opinioni sul caso GS-SEC. Mi pare che la recente discussione svicoli su un punto fondamentale.

Il punto è che in qualsiasi transazione c'è una long ed una short position, non solo in uno scambio di derivati o di assicurazioni. Una banana può marcire fra mezzora, oppure domani, a seconda di quanto suscettibile sia al caldo. Se la compro dal fruttivendolo Mario pensando di mangiarla stasera, vado "long" e il fruttivendolo "short". Se fa caldo e la banana marcisce ci rimetto.

Si supponga che io abbia bisogno di 5 banane per fare una macedonia. Il fruttivendolo Mario le sceglie da 5 fornitori diversi per assicurarsi che una buona percentuale di esse rimanga buona. Anche se una o due degradano, la macedonia rimarrà decente. Poi marciscono tutte perché fa un gran caldo, pazienza.

Oppure Mario le ha prese dal suo fornitore Gino che sa riconoscere le banane suscettibili al caldo. Gino le ha scelte da diverse cassette pigliando quelle che pensa marciranno fra mezzora. Mario non mi dice come Gino le ha scelte, mi dice solo che sono prese da cassette diverse e io penso che la macedonia risulterà almeno accettabile.

Nel mondo della frutta, il comportamento di Mario è fraudolento. O no?

Qualcuno rispondera: si', ma IKB non ha comprato banane, ha comprato titoli assicurativi. Ciascuna di quelle banane, insomma, e' stata scelta dal proprio fornitore perche' pensava marcisse presto. [A parte che questo non e' vero. Quando compro assicurazione sulla vita non spero di morire presto. Vado short su un evento proprio perche' voglio assicurarmi, insomma, anche se la transazione finanziariamente ha somma zero, esistono stati del mondo in cui, economicamente, ci guadagnano tutte le parti. Questo un punto che mi sembra sia ignorato dalla discussione in questo e nel post precedente] Ma assumiamo anche che il fornitore pensi veramente che le banane stiano per marcire. Questo IKB lo sapeva, e questa e' una linea difensiva possibile per GS. Certo, rispondo io, ma il punto di mettere assieme banane diverse e' proprio quello di diversificare il rischio: IKB pensa che almeno qualcuno di questi fornitori si sbagli sulla sorte delle proprie banane. Il fatto che invece le banane siano tutte state scelte dalla stessa persona fa tutta la differenza.

 

Andrea, l'analogia mi pare incompleta (ma magari sbaglio). Il tutto comincia con il fornitore Gino che va dal fruttivendolo e dice: "prepari una macedonia con questi cinque pezzi di frutta che secondo me stanno per marcire, e mi trovi un compratore". Mario prepara la macedonia e te la offre, ma si 'dimentica' di dirti che la macedonia e' stata fatta con frutta scelta da Gino to begin with. Da come io comprendo il caso, l'accusa e' che la descrizione della macedonia fornita da GS fosse incompleta. La difesa di GS e', per ora, non pertinente perche' dice "i compratori dovevano sapere che qualcuno stava vendendo dall'altro lato", ma questo non e' il punto.

Piu' o meno e' cosi, con una correzione: la difesa di GS e' "i compratori sapevano che ciascuna di queste mele poteva marcire (perche' erano state scelte ciascuna con questa aspettativa)". Cio' non toglie, secondo me, il fatto che il synthetic cdo e' costituito di norma per fare una macedonia che risulti alla fine accettabile, cosa non possibile se tutte le mele sono scelte dalla stessa persona. 

Non sono sicuro che la macedonia debba essere accettabile per costruzione. IKB avebbre dovuto sapere che c'era qualcuno che prendeva il lato opposto della transazione, e che quindi giudicava la macedonia una porcheria (in valore atteso, ovviamente). Il punto e' che GS non ha rivelato una caratteristica della macedonia che e' fondamentale nello stabilirne il valore.

i compratori sapevano che ciascuna di queste mele poteva marcire [...]

Ma non erano banane?

Trovo affascinante, so to speak, questa discussione in cui svariati tough and shrewd big men of the financial world - ognuno un piccolo master del suo immaginario universo fatto di fantastiliardi di dollari ed operazioni che a lui sembrano sofisticatissime - non fanno altro che rimbeccarsi, correggersi, confondersi, contraddirsi e polemizzare ... facendo finta di ragionare ma in realtà straparlando inordinatamente - ed in pessimo italiano: ma dove siete andati a scuola? - di cose che sembrano, alla fin fine, capire ben poco ...

I believe we are learning something here, don't you think Andrea?

P.S. Poiché l'acutezza sembra qui più millantata che esercitata, mi sento obbligato a ricordare che Andrea non si occupa di finanza e sembra anche saper scrivere in ottimo italiano. Che le due cose siano correlate tra di loro?

Secondo me il cattivo italiano è correlato con le idee confuse più che con la finanza (c'è differenza? ;) e di sicuro con le argomentazioni infondate e poco solide.

PS non intendo accusare nessuno, dico solo che è lecito dubitare di quello che non è chiaro

 

 

 

Ma i sottostanti del CDO erano tranches equity di cartolarizzazioni di vari originators!! Sapete cosa sono? A IKB sapevano benissimo cosa stavano comprando a meno che non fossero fessi totali

ma nessuno dice che IKB non sapesse che comprava CDO. il problema eun altro: http://www.sec.gov/news/press/2010/2010-59.htm

Ma i sottostanti del CDO erano tranches equity di cartolarizzazioni di vari originators!! Sapete cosa sono? A IKB sapevano benissimo cosa stavano comprando a meno che non fossero fessi totali

No, state entrambi sbagliando. Quello era un CDO sintetico, e non c'era dentro alcun ABS o MBS: era composto da CDS su altri ABS/MBS (magari venduti ad altri, chissa'). Pero' e' vero che solo un fesso totale avrebbe ignorato che accettando di agire da parte short di tali CDS giocava il ruolo dell'assicuratore, e rischiava l'intero capitale versato (che agiva da collateral per i CDS).

Se poi gli MBS sottostanti fossero stati veramente scelti tutti da Paulson come ipotizza Andrea si dovra' pronunciare la corte: Goldman dice invece che alla scelta ha partecipato ACA (una delle parti long assieme a IKB).

Da non dimenticare come (per la SEC) parte della truffa sia da imputare alla (falsa) comunicazione inerente la posizione lunga di Paulson su ABACUS. Riprendendo la metafora delle banane suscettibili al caldo: se mi viene detto che il grossista tiene in magazzino una grossa scorta delle stesse banane vendutemi dal dettagliante, posso supporre che non stiano per marcire (se il grossista non è scemo). Goldman Sachs continua a negare di aver fatto tutto ciò, dunque staremo a vedere l'opinione di giudici e giuria...

Da non dimenticare come (per la SEC) parte della truffa sia da imputare alla (falsa) comunicazione inerente la posizione lunga di Paulson su ABACUS.

Certamente. Ma anche questo e' un addebito che Goldman nega esplicitamente:

• Goldman Sachs Never Represented to ACA That Paulson Was Going To Be A Long Investor.

Anche li', si tratta di questioni fattuali che dovranno essere accertate sulla base di prove e testimonianze.

Da notare la terminologia utilizzata: negano di aver detto che Paulson fosse lungo del portafoglio ABS, lasciando aperte le altre due strade. In realtà non hanno nemmeno detto ad ACA che Paulson era "short", semplicemente hanno detto niente.

probabilmente era un tentativo di abbozzare difese che ai non attenti  e non sofisticati sembrano reggere (i.e. le arringhe di silvio e ghedini in tv) ma che a seconde e terze letture "mostrano la corda". il tutto senza mentire 

Da notare la terminologia utilizzata: negano di aver detto che Paulson fosse lungo del portafoglio ABS, lasciando aperte le altre due strade.

Negano di aver detto che Paulson sarebbe andato lungo ("was going to be a long investor") quindi non parlano degli ABS ma dei CDS (su tali ABS) del CDO sintetico Abacus in corso di creazione.

In realtà non hanno nemmeno detto ad ACA che Paulson era "short", semplicemente hanno detto niente.

Ma non avevano nessun obbligo legale di farlo, e neppure si tratta di "best practice" in questi casi (e Goldman lo fa notare: "As normal business practice, market makers do not disclose the identities of a buyer to a seller and vice versa").

A me pare che nei commenti di questi giorni, qui e altrove, si confondano due aspetti radicalmente diversi: quello che leggi e regolamenti impongono, e quello che sarebbe suggerito o richiesto da un comportamento etico. Magari sarebbe anche utile che le due cose fossero portate a corrispondere maggiormente con apposite riforme, ma lo stato attuale delle cose e' quello che e', e processare Goldman per comportamenti che sono solo poco cristallini non riuscirebbe mai ad arrivare a una condanna. Vedi anche questo articolo su FT di Martin Wolf, col quale per una volta mi trovo completamente d'accordo.

I CDO sintetici vendono protezione su sottostanti nel caso tranches equity o giu' di lì di MBS di vari originators. Cioè la parte piu' rischiosa delle notes il cui rischio di credito è ampiamente migliorato tramite vari strumenti

Un CDO non puo' esistere (come qualsiasi transazione finanziaria) se una parte non va lungo e l'altra non va corta. Notoriamente chi compra protezione va corta. IKB è andata lunga sperava cioè in una rivalutazione

sempre in vena di spiegazioni, sarò legato al passato remoto della finanza, ma quando si parla di "lungo" ho in mente i cassettisti, che comprano buoni e titoli e li lasciano nel cassetto per lungo tempo. la domanda necessiterà forse di una risposta lunga ma: perchè dite "chi compra protezione va corta" ? nel senso che chi vuole proteggersi vende subito i titoli? cosi?

perchè dite "chi compra protezione va corta" ? nel senso che chi vuole proteggersi vende subito i titoli? cosi?

E' gergo tecnico, la mia interpretazione da non esperto e' questa: chi ritiene che un titolo calera' di prezzo puo' guadagnare vendendo allo scoperto (short selling in inglese).  Per simmetria verbale "long" diventa chi ritiene che un titolo aumentera' di prezzo e "short" chi ritiene calera' di prezzo. Chi compera protezione rispetto al default di un'obbligazione fa dal punto di vista delle transazioni finanziarie operazione equivalente a chi vende allo scoperto ritenendo probabile un calo di valore, quindi "short selling" quindi "short".

E' un po' piu' complesso ma la storia è simile.

Chi compra protezione (cioè paga il premio del CDS che il veicolo ha venduto) guadagna se il rischio aumenta nel tempo. Infatti si è obbligato a pagare meno di quello che pagherebbe stipulando succesivamente un nuovo CDS. Probailmente GS non ha fatto altro che "vendere" l'originario CDS a Paulson dopo qualche tempo, lucrado la differenza mentre Paulson ha incamerato l'ulteriore rivalutazione fino all'ammortamento/default completo dei sottostanti

Invece chi compra le tranches (funded) del CDO (nel caso IKB) pensa che il flusso dei pagamenti del premi assicurativi pagati dalla controparte sia piu' che sufficiente a compensare i rischi assunti dal veicolo. Quindi la tranches crescono di valore nel tempo perchè incorporano il valore attuale netto di quegli extra flussi di cassa che finiscono agli investitori nel caso i default siano inferiori alle attese

 

 

Non sono un esperto di fianza, tantomeno di banane, ma il punto che solleva Andrea sarebbe degno di approfondimenti, ovvero GS (o il commissionario al mercato ortofrutticolo, non il fruttivendolo) devono dire all'acquirente: guarda che la cassa di banane che tu vuoi le ha scelte Gino (Paulsen) ad una ad una, ed il mio banco ha avuto l'incarico di vendere le banane proprio da Gino, che tu non conosci.

Ovvero, se vai al mercato all'ingrosso troverai tanti "banchi" che cercano di venderti casse di banane, a prezzi variabili, tu ti fermi al banco di Mario (che ha il banco più grosso) e Mario ti dice: perchè non ti compri queste belle banane a € 1 la cassa? Però non puoi toccare le banane per vedere quanto siano mature, ma a tua "garanzia" c'è il consorzio fruttivendoli che dice che secondo lui le banane hanno un buon aspetto. Guardi la cassa di banane, ma non c'è il marchio di origine (potrebbero essere banane ecuadoregne o del bangladesh, ma tu non lo sai, mentre Mario lo sa), ma tu ti fidi del giudizio del consorzio fruttivendoli.

La truffa sta nel fatto che tu, pur essendo un fruttivendolo esperto, non puoi sapere che quelle banane vengono dal Bangladesh e sono contaminate, mentre Mario, che ha la bolla di consegna di "Gino del Bangladesh" lo sa. E hai voglia di dire che non sapevi che erano contaminate, comunque avresti dovuto mettere sulla cassa "country of origin: Bangladesh", poi magari il fruttivendolo le comprava lo stesso, ma forse ad un prezzo diverso, o non le comprava affatto.

P.s.

Mi piace l'analogia fra "mercato della frutta" e finanza, rende esattamente l'idea di cos'è oggi la finanza: un suk arabo in cui tutti cercano di fregare l'acquirente e tentano di salvarsi le parti nobili.... proprio come sui mercati all'ingrosso.

 

L'esempio delle banane che fate invece non calza per nulla.

IKB ha perso perche' L"INTERO MERCATO DELLE BANANE e' andato a cambe all'aria! Sono tutte marcite! Quelle del Bangladesh come quelle algerine! Poco importa se il fruttivendolo non gli ha detto la provenienza.

IKB ha investito in un CDO rappresentativo del mercato subprime US in generale ed ha perso soldi come chiunque altro fosse stato LONG su quel mercato a quel tempo.

Il vero vincente di tutta questa storia sara' IKB che puo' sperare di ricevere parte dei soldi indietro pur avendo commesso errori nell'investirli. Pensate che pacchia: compro azioni FIAT, poi FIAT scende e io mi faccio ridare i soldi da Marchionne! Ah!

Ma perche' quanto si parla di finanza anche i piu liberisti diventano d'un tratto catto-comunisti della peggior specie? Dev'essere l'idea di prestare denaro ad interesse che suscita ancora indignazione...

 

IKB ha perso perche' L"INTERO MERCATO DELLE BANANE e' andato a cambe all'aria! Sono tutte marcite! Quelle del Bangladesh come quelle algerine! Poco importa se il fruttivendolo non gli ha detto la provenienza.

Questo ovviamente non si sapeva. C'era gente che si assicurava sulle tranches peggiori e comprava quelle intermedie... in realta' le performance dei vari CDO sono state diverse a seconda di vari fattori. Una tipa di harvard ci ha fatto la tesi. Non tutti erano uguali, alcuni hanno fatto peggio di altri

IKB ha investito in un CDO rappresentativo del mercato subprime US in generale ed ha perso soldi come chiunque altro fosse stato LONG su quel mercato a quel tempo.

Non era rappresentativo in generale. Dove l'hai sentita questa storia. Non e' nemmeno vero che chi era long ha perso soldi. Ci sono mercati in cui le case non sono diminuite di valore. 

Il vero vincente di tutta questa storia sara' IKB che puo' sperare di ricevere parte dei soldi indietro pur avendo commesso errori nell'investirli. Pensate che pacchia: compro azioni FIAT, poi FIAT scende e io mi faccio ridare i soldi da Marchionne! Ah!

Ma perche' quanto si parla di finanza anche i piu liberisti diventano d'un tratto catto-comunisti della peggior specie? Dev'essere l'idea di prestare denaro ad interesse che suscita ancora indignazione...

???

 

Certo che alcuni CDO hanno fatto peggio di altri. Pero' un dato appare chiaro: il mercato subprime US e' andato male e i prezzi delle case sono scesi IN MEDIA negli USA. I CDO su mutui subprime hanno performato diversamente ma tutti male!

Sotto queste circostanze mi sarei sorpreso se IKB avesse registrato profitti!!

Mia opinione (solo una congettura): non credo un investitore tedesco volesse "exposure" a certe regioni e non ad altre. E' molto piu plausibile che IKB, volendo diversificare i suoi investimenti, sia andata da GS a chiedere un prodotto LONG in generale sul mercato USA. Magari anche con un po' di leverage. E ora piange giustamente le sue sbagliate scelte di investimento.

Rimanendo sul ragionamento delle banane

Mario le ha prese dal suo fornitore Gino che sa riconoscere le banane suscettibili al caldo. Gino le ha scelte da diverse cassette pigliando quelle che pensa marciranno fra mezzora. Mario non mi dice come Gino le ha scelte, mi dice solo che sono prese da cassette diverse e io penso che la macedonia risulterà almeno accettabile.

Anche se Gino potesse individuare con certezza il momento in cui le banane marciranno (e così non è e neppure sappiamo a priori chi ha la stima migliore sulla probabilità che l'evento si verifichi) non è detto che non possa venderle nè che sia obbligato a fare disclosure su questa sua particolare preveggenza. Se 10 minuti dopo averle comprate ci faccio il gelato mi va bene anche che restino mature solo per mezz'ora. Purchè non le venda già marce, non è un problema di Gino cosa fa un acquirente con la sua merce: tutti sappiamo che prima o poi le banane marciranno ma nessuno sa esattamente in quale istante.

Provo a spiegarmi: il valore che ha per un soggetto prendere una posizione, dipende dalle altre posizioni che quel soggetto ha in essere. Per me andare long su un'azione google ha un valore diverso in base al fatto che io abbia già o meno una posizione simmetrica. In un caso sto coprendo un rischio che avevo, nell'altro mi sto prendendo un rischio che non avevo. Finchè è chiaro quello che mi vende, non è un problema del veditore quello che io farò con la merce che mi vende.

Il profilo temporale ovviamente complica tutto, se un opzione è deep out of the money quando manca ancora un pò alla scadenza, vale comunque qualcosa perchè esiste una certa probabilità che il sottostante si muova in direzione da farla tornare in the money.

ma il punto di mettere assieme banane diverse e' proprio quello di diversificare il rischio: IKB pensa che almeno qualcuno di questi fornitori si sbagli sulla sorte delle proprie banane. Il fatto che invece le banane siano tutte state scelte dalla stessa persona fa tutta la differenza.

Se IKB intendeva prendere n oggetti inversamente correlati tra loro e poi si accorge che erano tutti strettamente correlati mi pare che il punto sia quanto la correlazione fosse conosciuta e conoscibile al momento della chiusura del deal. Se IKB era talmente male informata da credere di aver comprato pere mentre comprava mele ha ragione, se però ha giocato a passarsi di mano il cerino e si è scottata allora non si può dare la colpa al penultimo passaggio di mano.

ma c'e pure un altro problema aperto - cioe che GS ha ricevuto la Wells Notice 6 mesi fa ma non ha dichiarato agli azionisit che era in corso un accertamento da parte della SEC. a questo punto gli azionisti potrebbero rivoltarsi contro GS per non averli avvisati, indipendentemente dall esito dell'accusa del SEC. son rogne...

Buongiorno a tutti.

Ho letto i vostri post qua' e la' ma la discussione mi pare che rischi di perdere qualita' e di sfociare in moralismi della peggior specie. Se me lo permetterete, mi piacerebbe di seguito difendere l'operato di Goldman Sachs.

Il business di GS e' quello di fornire "exposure" ai suoi clienti sul maggior numero di asset classes possibili. Per questo compra materia prima (mutui, derivati base,etc.) li ristruttura e li rivende ai suoi clienti. Ed e' questo che Paulson e IKB volevano: un'opposta exposure al mercato residenziale US. Uno voleva andare LONG, l'altro SHORT.

Capita che GS ritenga strategicamente dell'exposure a certe asset class e che poi se ne voglia disfare. Non credo che questo sia un reato. Molte volte GS si e' disfatta di asset che avrebbero performato bene o s'e' tenuta asset che avrebbero poi performato male.

Il punto centrale comunque e' che nessuno obbliga a trattare con GS. Il gentile scrittore dell'articolo, Federico, ammette di NON aver comprato titoli propostigli da GS. Nessuno ha obbligato IKB ad acquistare exposure al mercato residenziale statunitense. Se lo fai, lo fai a tuo rischio.

Inutile quindi lamentarsi se GS aveva una posizione opposta alla tua. La cosa e' irrilevante. C'e' sempre qualcuno con una posizione opposta alla tua. Considerato che l'OGGETTO del CDO era conosciuto da entrambe le parti (ovvero mutui subrime USA), le parti vanno ritenute pienamente responsabili delle loro scelte di investimento. IKB ha sbagliato ad investire $900MLN nel mercato USA e ora ne subisce le conseguenze. Paulson e' invece stato lungimirante e ci ha guadagnato tanti soldi. (che siano 1miliardo, 20 miliardi o 200 miliardi non fa differenza, non esistono cifre "scandalose" o "immorali" secondo me).

PS. Il mercato e' pieno di intermediari. Sono sicuro che i clienti insoddisfatti di GS sono liberissimi di rivolgersi ad altre investment banks. Ma il fatto che GS sia rimasta negli anni "er mejo der mejo" in quanto a qualita' del servizio offerto e in quanto a redditivita' complessiva del business mi fa credere che la maggior parte dei clienti di Goldman sia piu che soddisfatta dal servizio ricevuto.

Quello che la SEC contesta a GS e' di non aver rispettato la Rule 10b-5 che proibisce alle societa' e ai loro dipendenti di fare

...any untrue statement of a material fact or to omit to state a material fact necessary in order to make the statements made, in the light of the circumstances under which they were made, not misleading, or to engage in any act, practice, or course of business which operates or would operate as a fraud or deceit upon any person....

(scusatemi ma Blockquote non mi funziona da IE8) che e' esattamente quello che GS ha fatto, sia nel caso specifico, sia nella mia esperienza personale. E' chiaro che c'e' molta opinabilita' nel dichiarare infranta o meno questa legge, ed e' proprio qui che sta nocciolo del caso giudiziario. Staremo a vedere.

Riguardo al fatto che GS sia considerata "er mejo der mejo", non sono d'accordo. GS viene considerata la piu' aggressiva delle banche d'affari, disposta a tutto pur di avere business. Per cui puo' capitare che sia (tanto per usare il mio caso come esempio) l'unica a dare accesso al mercato in certi momenti. Ma il detto "there's no free lunch" e' vero per i clienti GS in modo incredibile. Se per qualche motivo fai affari con loro, paghi il servizio, e parecchio. Ma senza una differenza tangibile nella qualita' del medesimo. Anzi, spesso il livello qualitativo e' peggiore, perche' il focus e gli sforzi di GS generalmente sono spostati sulla vendita del prodotto, non sulla qualita' (di nuovo, esperienza personale e generico feeling all'interno dell'industria).

E' ovvio che c'è "opiniabilità"! Con quella norma chiunque chiuda una transazione puo' essere accusato di qualsiasi cosa a seconda di come vada a finire

E cosa avrebbe nascosto GS? Che c'era qualcuno che scommetteva il contrario di quello su cui scommetteva IKB? Ma il CDO esiste solo perchè due parti hanno due aspettative opposte

Cosa significa poi "dare accesso al mercato in certi momenti" resta un bel mistero. E' una violazione di qualcosa non voler stipulare una transazione con qualcuno "in certi momenti" o in altri momenti?

La qualità poi è soggettiva: se non ti piace quella di GS perchè vuoi "accedere al mercato" tramite loro

Appunto secondo me chi sceglie i prodotti non e' un "material fact", a condizione che poi il prodotto venga compreso. Cioe' non e' importante chi sceglie il sottostante se poi io sono pienamente a conoscenza di quale sia questo sottostante.

Di certo tu, Federico, conosci GS meglio di me. Ma allora mi sorge spontanea una domanda: perche' cosi tanta gente continua a fare affari con Goldman Sachs?

Beh, in realtà il nodo della questione non e' che GS abbia venduto un CDO a IKB e che IKB fosse tanto sprovveduta da aver calcolato male il rischio.  In quel caso caveat emptor e nessuno, credo, avrebbe qualcosa da dire.

Il punto è che il CDO venduto da GS era costruito apposta per fare una fine orrenda e questo non era stato detto.

In termini più matematici (correggetemi se sbaglio) è legittimo aspettarsi una correlazione bassa fra i profili di rischio degli asset contenuti nel CDO.  GS ne ha confezionato uno con una correlazione alta (che lo abbia fatto per conto di Paulson o meno è indifferente) senza dire niente a nessuno.  IKB, a questo punto, non aveva gli strumenti per prendere una decisione consapevole.

La domanda non è quindi se sia legittimo per GS vendere cose rischiose; è evidente che la risposta è "sì".  E' piuttosto se GS abbia mentito o peccato di omissione.  Ancora meglio, e ancora più interessante [per gli effetti che] che avrà sul mercato in futuro, la domanda vera a cui si risponderà sarà: qual'è il livello di correlazione del rischio all'interno di un CDO che posso dare per scontato?

 

PS.: sorry, ho aggiunto il pezzo fra parentesi quadre che era rimasto nella tastiera

 

Beh, in realtà il nodo della questione non e' che GS abbia venduto un CDO a IKB e che IKB fosse tanto sprovveduta da aver calcolato male il rischio.  In quel caso caveat emptor e nessuno, credo, avrebbe qualcosa da dire.

Il punto è che il CDO venduto da GS era costruito apposta per fare una fine orrenda e questo non era stato detto.

Ma di nuovo, questa e' l'accusa (negata da Goldman), non un dato di fatto.

 

Ancora meglio, e ancora più interessante che avrà sul mercato in futuro, la domanda vera a cui si risponderà sarà: qual'è il livello di correlazione del rischio all'interno di un CDO che posso dare per scontato?

 

Eh, fosse cosi' facile. Anche per un CDO normale basato su ABS (e Abacus era invece sintetico, quindi basato su CDS su ABS, piu' variazioni sul tema come da articolo linkato da Andrea che lo rendevano ancora piu' complicato), i calcoli necessari richiedono la conoscenza della distribuzione multivariata della probabilita' di default degli ABS componenti il CDO. Purtroppo non ci sono dati storici sufficienti per stimare tale distribuzione da quella campionaria: fino alla grande crisi, ben pochi ABS eranno diventati insolventi. Nel 2000 il matematico David X. Li, che all'epoca lavorava per JP Morgan Chase, suggeri' in un suo articolo di stimare le probabilita' di default partendo dalle distribuzioni dei CDS su di essi (i CDS assicurano contro i default e quindi i loro prezzi sono legati alla percezione che il mercato ha della probabilita' di tale evento). Ma anche qui ci sono al piu' solo le distribuzioni marginali, che non determinano univocamente la distribuzione congiunta. Li fece l'ulteriore assunzione che quest'ultima fosse multivariata gaussiana, quindi con una copula particolarmente semplice e stimabile dalla sola matrice delle correlazioni (nota tecnica per i non addetti ai lavori: esiste un teorema del 1959 dovuto a Sklar che permette di ricostruire una distribuzione multivariata partendo da quelle marginali e da una particolare distribuzione chiamata "copula" la cui forma funzionale cattura la "congiuntezza" delle variabili). 

Purtroppo, le molte assunzioni fatte si sono rivelate eccessivamente ottimistiche, ed e' diventato luogo comune incolpare del disastro i matematici che avevano proposto i modelli, anche se essi spesso avevano messo in guardia contro il loro abuso (vedi per esempio quest'articolo apparso sul WSJ nel 2005, cioe' ben prima della crisi finanziaria; o questo paper del 2002 dove si nota che con distribuzioni multivariate non-gaussiane, p.es. con una copula t di Student, i co-movimenti estremi sono frequenti anche quando il coefficiente di correlazione di Pearson e' basso o persino zero).

La verita' e che sottovalutare il rischio conveniva a tutti gli operatori di mercato, non solo agli intermediari come Goldman ma anche e soprattutto alle banche commerciali come IKB, che da un lato a parita' di capitale potevano espandere il bilancio e percio' gli utili (e i bonus a chi ci lavorava) e dall'altro in caso di guai potevano contare su salvataggi pubblici (e niente restituzione dei bonus passati). Senza risolvere questo problema, limiti regolatorii alla correlazione accettabile servono a ben poco; e che il problema sia questo e non la natura astrusa dei modelli e' provato da casi come quelli dell'Irlanda, dove il sistema bancario (e in particolare Anglo Irish Bank, la stella degli anni a cavallo dell'inizio di questo secolo) ha accumulato perdite gigantesche tramite normali mutui e prestiti a costruttori immobiliari, senza particolari marchingegni di finanza strutturata.

 

A parte l'interessante questione matematica sull'evidente incapacita' di stimare adeguatamente la correlazione ex-ante, anche solo con un ragionamento intuitivo: quanto puo' essere diversificato un CDO che ha come sottostante titoli a reddito fisso, in particolare mutui, in particolare mutui subprime, in particolare mutui suprime di un solo paese? Cioe' a me pare evidente che si tratta di un settore ristretto (se pensate a tutti gli asset del mondo!) all'interno del quale la correlazione non potra' per forza di cose essere bassa.

La diversificazione va fatta a livello di banca, non a livello di singolo prodotto!

Inoltre, la lista di mutui sottostanti il CDO era trasparente, era assolutamente disponibile. Volendo, IKB avrebbe potuto procedere a calcolare lei stessa la correlazione e il livello di rischio del prodotto.

La verita' e' che IKB voleva exposure al mercato subprime americano e poco le interessava il grado di correlazione NEL SINGOLO PRODOTTO.

quanto puo' essere diversificato un CDO che ha come sottostante titoli a reddito fisso, in particolare mutui, in particolare mutui subprime, in particolare mutui suprime di un solo paese

Puo' essere diversificato eccome. Storicamente, non succede quasi mai che il mercato di un paese cala nel suo complesso. In questo caso i danni sono stati fatti perche' sono stati concessi mutui a gente che non poteva pagarli. 

Questo non significa, ovviamente, che non ci sia un mercato per i CDO (o CDS, o synthetic CDO, etc...) quando le cose sono fatte come si deve: la cosa che tu e altri vi ostinate a non capire e' che questi strumenti non sono economicamente a somma zero. Io sono ben felice di assicurarmi sulla vita, e pagare magari un premio statisticamente non equo e non desiderare che si verifichi il payout.

La verita' e' che IKB voleva exposure al mercato subprime americano e poco le interessava il grado di correlazione NEL SINGOLO PRODOTTO

IKB voleva exposure diversificata nel mercato subprime, e aver saputo che il prodotto era stato creato per evitare la diversificazione avrebbe fatto differenza

1. Evidentemente abbiamo idee diverse su cosa significhi "diversificare".

Per me un portafogli investito in azioni bancarie, petrolio, riso e bond e' diversificato. Un portafogli costituito solo da titoli a reddito fisso in un solo paese in un mercato residenziale e per di piu solo midprime o subprime NON e' diversificato.

Ma credo che queste siano solo divergenze di opinione perche' non esiste una soglia di correlazione al di sotto della quale si puo' parlare di diversificazione.

L'importante per questa vicenda e' riconoscere che per IKB il portafogli era adeguatamente diversificato. La lista di mutui sottostanti era perfettamente disponibile quindi deduco che il livello di diversificazione del CDO andava bene a IKB.

2. Non ho mai detto che questi prodotti siano economicamente a somma zero. A somma zero e' solo la relazione compratore-venditore.

3. Come punto 1.

 

Ti rispondo da matematico che lavora nell'industria e che si occupa di creazione, implementazione ed applicazione di modelli (sono quel che si indica col nome di "quant")

Il modello di Li, che, come giustamente fai presente, a livello di aggregazione delle variabili tiene conto unicamente della correlazione, e' qualcosa di cui Li va tenuto responsabile. Se a un quant viene richiesto un modello con lo scopo unico di applicarlo, il quant ha il dovere di creare qualcosa che possa essere applicato nel mondo reale. Non bastano paper in giornali scientifici che dicono "quella e' un'ipotesi irrealistica, usiamo questa". E lo dico per esperienza.

Se il modello e' insufficiente, bisogna crearne uno diverso.

Peraltro, Li fa il suo modello due anni dopo il fallimento miserrimo dei modelli (di nuovo assai irrealistici) dei fantastici matematici di LTCM (non sto usando l'ironia) che hanno o avrebbero dovuto suonare un campanello d'allarme. E lo fa piu' di dieci anni dopo le esperienze tragiche di Leland-O'Brien-Rubinstein, altri ottimi matematici che contribuirono non poco alla crisi dell'ottobre 87 tramite le loro enormi strategie di portfolio insurance.

Oggi i quant sono una parte minoritaria ma integrante dell'industria. Chi fa pricing di derivati (come il caso di Li), ha la possibilita' di migliorare il mercato. Tanto per fare un esempio, se il modello di pricing del derivato in questione fosse stato un buon modello, il suo premio sarebbe stato molto ma molto piu' alto e sarebbe stato ben piu' difficile per GS venderlo (la domanda "come mai e' cosi' caro?" sarebbe stata all'ordine del giorno...)

Ho molte cose da dire sui modelli matematici che si usano in finanza, magari scrivo un bel post argomentando il tutto per bene. In un commento che risponde ad un altro commento inevitabilmente non riesco a dire tutto in modo chiaro, chiedo venia!

Se il modello e' insufficiente, bisogna crearne uno diverso.

OK, pero' vai avanti tu che a me mi vien da ridere...

In realta' parecchia gente sapeva benissimo che certe assunzioni in merito alla correlazione erano restrittive, non ultima quella che il tasso di default si mantenesse sufficientemente basso da evitare reazioni a catena, e internamente discuteva pure queste preoccupazioni: con poche eccezioni (JP Morgan fu una) ricevendo dal senior management scarsa attenzione. Vedi p.es. quest'articolo di Gillian Tett, e annessa intervista video (particolarmente dal minuto 4:10).

Oggi i quant sono una parte minoritaria ma integrante dell'industria. Chi fa pricing di derivati (come il caso di Li), ha la possibilita' di migliorare il mercato. Tanto per fare un esempio, se il modello di pricing del derivato in questione fosse stato un buon modello, il suo premio sarebbe stato molto ma molto piu' alto e sarebbe stato ben piu' difficile per GS venderlo (la domanda "come mai e' cosi' caro?" sarebbe stata all'ordine del giorno...)

Eh appunto: quindi non sarebbe mai stato usato. Dai, su: tutta l'enfasi che e' stata data in questi ultimi decenni al risk management era consistente con un solo obiettivo: permettere alle banche di espandere il loro bilancio come multiplo del capitale (vedi Basilea II, chiacchiere sullo slicing and dicing del rischio, smantellamento di Glass-Steagall etc.). Questo e' quello che interessava alle banche commerciali prima ancora che a quelle d'affari, e per ovvie ragioni: aumentare gli utili assumendo tail risk che nel peggior caso e' assorbito dal contribuente e' una tentazione irresistibile per chi le dirige.

Quanto ai modelli, la mia impressione e' che diversi quants abbiano messo in guardia contro la loro idolatria ancora in tempi non sospetti: vedi ad esempio Emanuel Derman, gia' nel lontano 2001. I modelli vanno presi con beneficio d'inventario in tutte le scienze, ma in economia e finanza c'e' il problema aggiuntivo che i mercati si evolvono e certe assunzioni cessano di essere valide quando diventano patrimonio comune (come dice John Bogle, "there's no guarantee that what worked in the past will work in the future. And if it does continue to work, investors will pile into that strategy until it no longer works"), o vengono usate a fini di controllo (vedi p.es. la velocita' della moneta divenuta instabile tra il '79 e l'82) o dopo eventi traumatici (il "volatility smile", cioe' la volatilita' piu' alta del previsto per opzioni out-of-the-money, ha cominciato ad apparire dopo il crash dell'ottobre 1987).

Se il modello e' insufficiente, bisogna crearne uno diverso.

OK, pero' vai avanti tu che a me mi vien da ridere...

Scusami, ma qui mi vien quasi da prendermela :-). Ti assicuro che mi faccio in quattro non solo per cercare di creare modelli migliori (possibilmente con risultati da poco, ma solo perche' magari non sono all'altezza io!), ma anche nel parlare coi membri della comunita' dei quant facendo presente quali sono i limiti dei modelli che in genere usiamo.

C'e', purtroppo, molta resistenza nel mondo quant ad ammettere la necessita' di cambiamento. Il mestiere del quant e' piu' simile a quello dell'ingegnere (cioe' di utilizzo della matematica) che a quello dello scienziato (cioe' di creazione della matematica necessaria). E' evidente che la matematica usata al momento non basta - tanto per dire non esiste neanche una teoria matematica vera e propria che sia nata da esigenze della finanza - per cui credo fortemente nella necessita' di ripensare al mestiere di quant. Ripeto che questo sarebbe un buon argomento per un articolo a se', qui si parla d'altro. Lo scrivo quanto prima!

Scusami, ma qui mi vien quasi da prendermela :-). Ti assicuro che mi faccio in quattro non solo per cercare di creare modelli migliori (possibilmente con risultati da poco, ma solo perche' magari non sono all'altezza io!), ma anche nel parlare coi membri della comunita' dei quant facendo presente quali sono i limiti dei modelli che in genere usiamo.

Non lo metto in dubbio: la mia frase voleva significare appunto che non e' impresa facile, proprio perche nel management ci sono forti interessi, di natura non tecnica ma di personale vantaggio economico, a sottovalutare il rischio e quindi a selezionare i modelli in base a quanto essi permettono tale sottovalutazione. Comunque, il "Financial Modelers' Manifesto" del citato Derman e Paul Wilmott e' un utile punto di partenza.

Non conoscevo il "Manifesto" e ti ringrazio per la segnalazione. Non sono d'accordo con tutto quello che dicono, ma e' davvero un ottimo punto di partenza

La questione mi affascina molto anche se non ho competenze matematiche sufficienti per approfondire. Offro come spunto un brano che mi ha colpito:

After Wall Street bailed LTCM out, Mr Meriwether quoted his colleague, Victor Haghani, on how other firms had traded against it: “The hurricane is not more or less likely to hit because more hurricane insurance has been written. In the financial markets this is not true. The more people write financial insurance, the more likely it is that a disaster will happen, because the people who know you have sold the insurance can make it happen1.”

(Ho messso io il grassetto).Mi pare che sia un aspetto importate su cui lavorare.

 1Economist,When markets turn,A parable of how modern finance can go wrong,Jan 22nd 2009

 

È evidente che la matematica usata al momento non basta -[...]

Mi sembra plateale che il problema non sia la matematica o la statistica utilizzata, ma la teoria economica (o finanziaria: si usa ben poca, troppo poca infatti, teoria economica nei cosidetti modelli di pricing) sottostante.

Ridurre il tutto a correlazioni che sono meno stabili e più alte o time-varying di quanto si "pensasse" o a code delle distribuzioni che sono questo e quello mi sembra francamente una perdita di tempo.

Il problema non è tanto che usavate una "matematica" inadeguata, quanto il fatto che usavate (e quasi certamente usate) sia voi che i banchieri centrali una teoria economica erronea.

Oltre al fatto, banale ma fondamentale, che chi vi regolava non faceva il proprio lavoro, certamente guardava da un altra parte e, in qualche caso, era pure corrotto.

Michele, questo e' esattamente il mio punto quando dico che il quant deve essere piu' scienziato che ingegnere. OK, lo dico male (le parole non sono il mio forte, chiaramente; per fortuna sui numeri ci prendo un po' meglio!).

Per "scienziato" non intendo dire che uno debba trovare una formula che spieghi tutto, ma che si debba avere un atteggiamento culturale alla Newton - nel senso che se si ha un fenomeno (la gravitazione universale nel suo caso, alcuni aspetti della finanza nel caso dei quant), allora si puo' pensare di formulare una teoria che lo modelli (la teoria fisica nel caso di Newton, quella economica di cui parli nel caso quant), passando per la creazione della matematica necessaria (il calcolo differenziale nel caso di Newton, chi lo sa cosa nel caso quant).

Il quant dovrebbe essere piu' scienziato - e visto che la "scienza" in questione e' l'economia (o un ramo di essa), allora il quant dovrebbe essere piu' economista nel suo modo di modellare.

L'utilizzo di una matematica inadeguata e' solo una conseguenza, e non si puo' risolvere questo problema senza risolvere quello a monte.

Qualcuno ha avuto il fegato di leggersi il prospetto. Ci spiega che Abacus non era nemmeno un synthetic CDO, ma qualcosa di ancora piu' complesso

Qualcuno ha avuto il fegato di leggersi il prospetto. Ci spiega che Abacus non era nemmeno un synthetic CDO, ma qualcosa di ancora piu' complesso

Urgh! Lo credo che Fabulous Fab le definiva "monstr(u)osities"... Non vedo come si possa permettere a banche commerciali e altre entita' di importanza sufficiente a giustificare un bailout di comprare questa roba, che sicuramente va al di la' della comprensione dei loro funzionari. Aridatece Glass-Steagall! (e fatela adottare anche in Europa). Lasciamo le monstruosities a hedge funds con investitori che amano il rischio.

Sono “un muratore che ha studiato un po' di latino”, per dirla con Adolf Loos, quindi non ne capisco. L'argomento, però, mi interessa perché pare proprio che dentro ci stiamo tutti, chi più chi meno. Alcune domande mi pare giusto porsele indipendentemente dal fatto che ammettano o no delle risposte.

1. se compro un'auto usata e il rivenditore, pur sapendolo, non mi dice che il pianale è storto a seguito di un grave incidente, o che beve come un cammello non perché quel modello è così ma perché è stato mal rifatto il motore, non c'è necessariamente frode, ma vizio occulto si. Vizio non immediatamente rilevabile pur con tutta la diligenza che io acquirente ho l'obbligo di esercitare. In tutti i contratti è così, che riguardino beni materiali o no. E' vero che IKB è un acquirente esperto; anche un meccanico lo è, ma non si può, evidentemente, pensare di smontare pezzo a pezzo un'auto prima di comperarla: c'è un rapporto di fiducia verso il venditore che però, se disatteso, comporta l'annullamento del contratto e sanzioni per chi ha venduto il bene difettoso facendo finta che non lo fosse. Idem per chi ha eventualmente offerto "garanzie". Per Moody's &c. non vale? Se vendo delle CDO fra le quali ci sono certamente obbligazioni deboli, e l'acquirente in genere lo sa, bene; ma se dichiaro che è così mentre so che sono tutte deboli o tutte ad altissimo rischio, mi pare proprio un altro paio di maniche. O no?

2. rischio: e certo, tutti scommettiamo e rischiamo almeno 10 volte al giorno. Ma i rischi, entro certi limiti, si calcolano, si quantificano. Qual è il confine tra rischio e azzardo? E, se c'è, io che intendo rischiare ma non commettere un azzardo, se ben informato posso cautelarmi. Nel senso che, a grandi linee, non sono disposto a rischiare più di tanto. Poi, certo, tutto può succedere e anche l'acquisto più “sicuro” può trasformarsi in una disfatta. Proprio per questo, nell'incertezza si cerca di avere un'idea del rischio. Il libero mercato mi pare che abbia come presupposto anche una corretta informazione. O sbaglio?

Per stare sul mio terreno, insomma, sia chiaro: non esiste “l'edificio antisismico”. Esiste, al più, l'edificio che, compatibilmente con le condizioni date e con la probabilità che si verifichino eventi eccezionali, pur danneggiandosi, se tutto va bene consente alle persone di mettersi in salvo. Ma c'è sempre, almeno in linea teorica, l'evento capace di demolire anche il più solido e ben fatto degli edifici. Dunque, certezze non ce ne sono. Il mio compito è cercare di ridurre i rischi in termini statistico-probabilistici. Poi capita come in Irpinia nel 1980, dove proprio gli edifici teoricamente più sicuri, stando alle norme, quella volta sono stati i primi ad andare in crisi perché gli accelerogrammi attestano che fu un andamento qualitativamente anomalo. E' un argomento noioso e non mi dilungo.

Ma se realizzo una struttura “azzardata” senza ragione o necessità e quella casca anche in parte e fa non morti ma solo feriti e danni, io vado dritto dritto “al gabbio”, come dicono a Roma: non per il rischio ma per temerarietà professionale. E' antiliberale il fatto che io non possa fare tutto ciò che mi frulla per la testa o che la fantasia mi suggerisce, ma che ho delle responsabilità personali che sono la stessa, identica cosa della mia libertà individuale? E' una domanda.

Ora: GS ha probabilmente mollato la “sola” (quella romanesca: fregatura o “bufala”) ai tedeschi. Bene: in sede giudiziale si accerteranno le cose, spero. Quello che affascina in queste situazioni è proprio che sono “al limite” e i limiti si spostano: fa parte della vita e alla fine, se impariamo qualcosa, lo dobbiamo a satanassi come Paulson e GS, non certo a degli angioletti innocenti: la santità è sterile.

3. però (ultima domanda) se faccio una cazzata e c'è gente che finisce solo al pronto soccorso, io vado in galera e probabilmente sono finito professionalmente. I danni, certo, si spera li paghi un'assicurazione. Perché, quando l'azzardo lo fanno certi signori, i contribuenti e le economie di tutto il mondo, o quasi, pagano il conto? Insomma: contribuiamo a pagare il conto salato, ma non per questo Paulson divide gli utili con terzi. O sbaglio? A un “muratore che ha studiato un po' di latino” resta un po' ostico da far capire :)

Grazie a chi vorrà dire la sua,

G.C.

Giannino le tue sono domande pertinenti. Lasciamo perdere Loos, pero', altrimenti mi sento obbligato a sentirmi un latinista che prende in mano la cazzuola. Sono cresciuto pensando che latino e calce sono allo stesso piano, con un cugino, tanto per fare un esempio, che per lungo tempo fu incerto se "da grande" voleva fare l'italianista o l'idraulico :-)

1. Questo e' esattamente il punto. Con l'aggiunta che GS era tenuta per legge a non celare informazioni rilevanti.

2. In realta' e' la stessa domanda del punto 1, solo piu' articolata, o sbaglio? Solo un piccolissimo appunto: Paulson non lo definirei satanasso (ne' come hanno fatto alcuni, un mago della finanza). E' solo una persona che ha capito, al momento giusto, che i mutui che venivano dati a destra e manca venivano dati senza criterio, ed ha fatto una scommessa. Questa, peraltro, e' l'unica scommessa davvero vincente della sua vita. Prima era un buon gestore di fondi, ora e' pieno di soldi (ma veramente pieno) proprio grazie a quella singola scommessa. Per trovare qualcuno che prendesse l'altro lato della scommessa, GS ha di fatto intorpidito le acque.

3. Qui mi sembra tu stia confondendo due diversi piani: quello specifico del caso (e chissa' che i manager di GS imputati non finiscano al gabbio!) e quello ben piu' generale degli aiuti statali per uscire (?!) dalla crisi. Se gli aiuti non ci fossero stati, il conto che avremmo pagato sarebbe stato ben piu' salato. Un paragone puo' essere pensare ai postumi della crisi del 29, che vanno dalla morte della sterlina (prima del 29 era la moneta di scambio internazionale, come il dollaro oggi), alla seconda guerra mondiale (forse esagero, cerco solo di essere un po' iperbolico).

Loos lo cito perché la definizione è sua e mi piace, ma non è mia.

"Satanasso" a Paulson lo dicevo con un sorriso di simpatia, non in senso moralistico-demonizzante. Anche tra i figli, in genere amiamo più i "diavoletti" dei paciocconi che si lasciano fare di tutto. Forse non era chiaro,  ma non vedo affatto in Paulson il "colpevole" dell'accaduto.

Si: i punti 1. e 2. hanno tratti comuni, ma il primo riguarda il "consenso informato" (per mutuare un termine alla medicina) e il vizio occulto, che non necessariamente postula "azzardo". Il secondo voleva più specificamente domandarsi quanto labile è il confine tra "rischio" e "azzardo", ergo → 3 chi azzarda può far danni a tutti proprio perché -non so se è così- probabilmente è vero che i salvataggi con danaro pubblico servono ad evitare danni peggiori. Per questo esistono organismi come SEC e CONSOB, mi pare: per prevenire, nei limiti del possibile, azzardi che pagheremmo inevitabilmente tutti per limitare i danni. O sbaglio?

Sullla crisi del '29, per il poco che posso capirne, la letteratura è sconfinata circa quanto quella sulla "questione meridionale", ma mi pare proprio che da allora una serie di operazioni borsistiche siano interdette in tutto il mondo.

Domanda: non so della morte della sterlina; cmq, dopo la crisi del '29 a una a una mi pare che le monete internazionali si sganciarono dalla parità aurea, tranne il dollaro. Fu questo che rese possibile, per es., la ricostruzione post-bellica avendo come moneta di riferimento l'US-$ e il debito americano come supporto? E anche il costosissimo e debitosissimo "welfare" di Harold Wilson, che mi pare fosse già allora contrario al MEC, fu possibile grazie a questo? 

Grazie :)

 

 

La sterlina morì e la Gran Bretagna ando' in default nel settembre 1931 quando fu costretta a riunciare alla parità aurea dell'ante guerra. Nota che la crisi del 1929 fu proprio dovuta al tentativo di Stati Uniti e Gran Bretagna di consentire quella inostsenibile parità. Visto che per la Gran Bretagna la deflazione non era politicamente sostenibile, gli USA si impegnarono a inflazionare il dollaro per evitare che l'oro arrivasse a casa loro

Se poi credi che è spossibile fare "welfare" stampando moneta dal nulla allora ti faccio i miei migliori auguri ....

phileas scrive:

Se poi credi che è spossibile fare "welfare" stampando moneta dal nulla allora ti faccio i miei migliori auguri ....

No, non credo nulla. Ho fatto una domanda su chi e come pagava il costoso (per quanto ne so) welfare di Harold Wilson, non un'affermazione :)

Capisco benissimo che gli addetti ai lavori leggano molte implicazioni "tra" le righe, ma, ripeto, questo non è il mio terreno. Cosa che può comportare qualche disguido comunicativo, me ne rendo conto. Ma cerco solo di farmi un'idea molto sommaria, se mai fosse possibile, del perché siamo un po' tutti col sedere più vicino all'asfalto di un paio di anni fa :)

Grazie, cmq.: auguri inclusi :)

 

3. però (ultima domanda) se faccio una cazzata e c'è gente che finisce solo al pronto soccorso, io vado in galera e probabilmente sono finito professionalmente. I danni, certo, si spera li paghi un'assicurazione. Perché, quando l'azzardo lo fanno certi signori, i contribuenti e le economie di tutto il mondo, o quasi, pagano il conto? Insomma: contribuiamo a pagare il conto salato, ma non per questo Paulson divide gli utili con terzi. O sbaglio? A un “muratore che ha studiato un po' di latino” resta un po' ostico da far capire :)

Chi detiene il potere gode sempre di una "put option". Forse l'idea della spada di Damocle non era poi così malvagia... 

Amadeus, scrivi:

Chi detiene il potere gode sempre di una "put option". Forse l'idea della spada di Damocle non era poi così malvagia...

aprendo un tema immenso. Direi quasi un gorgo ... :)

1. Lei dice "Se vendo delle CDO fra le quali ci sono certamente obbligazioni deboli, e l'acquirente in genere lo sa, bene; ma se dichiaro che è così mentre so che sono tutte deboli o tutte ad altissimo rischio, mi pare proprio un altro paio di maniche."

Infatti IKB sapeva che c'erano obbligazioni deboli. L'intero mercato subprime e' un mercato ad alto rischio.

2. In finanza vale un principio facile facile: piu rischio = piu rendimento. Il CDO aveva un elevato livello di rischio grazie al quale IKB sperava di ottenere un elevato rendimento. Il concetto di "azzardo" andrebbe meglio specificato perche' altrimenti e' assolutamente fuori luogo.

3. Le operazioni di Goldman Sachs hanno avuto effetti solo tra le parti. Le cause della recessione economica non sono nemmeno lontanamente collegate con l'attivita' di securitization di GS o del resto di Wall St.

Gabriele scrive:

IKB sapeva che c'erano obbligazioni deboli. L'intero mercato subprime e' un mercato ad alto rischio.

dunque, mi pare di capire, ci sono due scuole di pensiero: 1. GS ha mollato la "sola" al pollo IKB (più o meno); 2. IKB sapeva perfettamente di candidarsi a pollo e l'ha fatto consapevolmente (non comprendo la convenienza del pollo: s.v.v. [se va, va] o altro? va be': è solo un inciso); ora che la candidatura è andata a buon fine, il neo-eletto pollo afferma comunque di essere la vittima inconsapevolmente prescelta. Sulle 2 scuole, ovviamente, sospendo il giudizio.

Poi:

In finanza vale un principio facile facile: piu rischio = piu rendimento.

fin qui ci arrivo persino io. Del resto, mi pare che il Totocalcio paghi cifre da tombolata natalizia in famiglia, rispetto a quelle del Superenalotto, per il semplice motivo che nel primo ci sono poco meno di 5 milioni di combinazioni possibili, nel secondo circa 623 milioni, quindi (sempre a spanne) 125 volte quelle del Totocalcio. Quindi diciamo che se un Euro "investito" nel primo modo è perso, nel secondo è perso al cubo :)

3. ho capito bene? La crisi economica globale a.) non ha nulla da spartire con la crisi GS o, b.),  non ha nulla a che fare con la crisi finanziaria tout court ? Se la risposta è b., da un certo punto di vista la cosa mi consola :)

Grazie :)

 

PS: ovviamente, con "combinazioni vincenti" intendevo quelle per il 1° premio in ambo i casi.

dunque, mi pare di capire, ci sono due scuole di pensiero: 1. GS ha mollato la "sola" al pollo IKB (più o meno); 2. IKB sapeva perfettamente di candidarsi a pollo e l'ha fatto consapevolmente (non comprendo la convenienza del pollo: s.v.v. [se va, va] o altro? va be': è solo un inciso);

La convenienza, o almeno l'irresponsabile spensieratezza, esiste perche': A) se va, ci si intasca i bonus, e B) se non va, il salvataggio e' pagato dal contribuente! Infatti la mia opinione e' un po' diversa dalle due che hai citato: per me e' OK se Cappuccetto Rosso vuole andare nel bosco; basta pero' poi che i cacciatori che la estraggono dalle viscere del lupo cattivo non vengano a presentare a me la loro parcella... Se si pensa che questo e' inevitabile perche' Cappuccetto Rosso e' di importanza sistemica, be', allora che se ne stia ben rinchiusa in casa.

Scrive Enzo Michelangeli:

La convenienza, o almeno l'irresponsabile spensieratezza, esiste perche': A) se va, ci si intasca i bonus, e B) se non va, il salvataggio e' pagato dal contribuente!

si, a pelle questa è anche la mia impressione. Che tra Lupo, Cappuccetto Rosso e Cacciatore, il conto lo sta pagando la Nonna; vale a dire, il contribuente.

1) Si io riscriverei la seconda teria cosi:

"2. IKB sapeva perfettamente A QUALI RISCHI ANDAVA IN CONTRO e l'ha fatto consapevolmente"

IKB afferma di essere stata vittima perche' gli conviene. Se le cose vanno come sembrano andare, IKB potrebbe addirittura essere risarcita. Quindi ha tutti gli interessi a dire di essere stata fregata.

2) L'esempio del Totocalcio puo' essere utile per capire la logica ma nasconde un insidia: i mercati finanziari NON SONO scommesse. Investire non significa piazzare delle scommesse e pregare che vada bene. Questo e' un concetto molto ingenuo della finanza.

3) Scusami, mi sono espresso male. La crisi economica ha radici nell'eccesso di credito e di liquidita' generato da politiche monetarie troppo lasse. La crisi finanziaria e' una conseguenza. L'attivita' di GS e' tra le vittime della crisi non la causa!!

molto chiaro, Gabriele. L'esempio (decisamente rudimentale, non ho difficoltà ad ammetterlo) di Totocalcio e Superenalotto non voleva certo far apparire banale la finanza, ma solo evidenziare che sembra naturale, in linea di massima, che maggior remuneratività postuli maggior rischio. Scrivi:

La crisi economica ha radici nell'eccesso di credito e di liquidita' generato da politiche monetarie troppo lasse. La crisi finanziaria e' una conseguenza. L'attivita' di GS e' tra le vittime della crisi non la causa!!

Dunque tassi troppo bassi, prestiti e mutui facili ? Confesso, però,  che quando sento il termine "eccesso" mi aspetto che sia seguito da uno tipo  "rispetto a ...". Ma forse è una mia deformazione. Che so: "6 cm di isolante sono eccessivi: in questa parete, 4 bastano e avanzano" o "la spesa prevista per queste decorazioni è alta, mentre andiamo troppo al pelo con le strutture" ecc. :)

 

Hai perfettamente ragione.

Il mio "troppo" credito e' riferito al livello di credito che ci sarebbe stato senza le distorsioni della FED con le sue politiche di tassi bassi, ovvero rispetto al credito offerto dal mercato in equlibrio.

Sparo numeri: se i tassi di mercato in equilibrio sarebbero dovuti essere 3% con un livello di credito di $200B, le politiche della FED hanno distorto il mercato e hanno imposto tassi all'1% con un credito quindi gonfiato a $600B (se una cosa costa meno ne compro di piu!!). L'eccesso di credito 600-200=400 e' finito tutto a gonfiare i prezzi delle case.

Quando il mercato si e' accorto della stortura, la gente ha smesso di comprare case e i prezzi sono crollati. Il resto e' storia. Ma sono fermamente convinto che sia stato l'effetto distorsivo della FED a generare la crisi.

Si, certo, Gabriele: sono stato frettoloso a non averci pensato.

Se il danaro costa troppo poco, tutti corrono a farsene prestare per usarlo dove promette di rendere di più. O, anche, semplicemente pensano "ho bisogno di una casa: questo è il momento giusto per acquistarne una". Se tutti chiedono immobili, la domanda crescente ne fa salire il prezzo. E naturalmente molti sono invogliati a comprare prima che i prezzi salgano ancora.

Le banche, mi par di capire,  hanno nel frattempo emesso MBS, CDO & affini per avere altro "cache" disponibile (?).

I mutui erano garantiti da ipoteche su beni  che in prospettiva promettevano di dare garanzie più sostanziose di quelle presenti (come evidenzia l'articolo di Andrea Moro "Il caso SEC-GS spiegato al pubblico") e  di qui la previsione, per molti, di poterli rinegoziare a breve. Il presupposto, dunque,  mi sembra che fosse: l'aumento del valore degli immobili proseguirà nel tempo. L'inverso è stato, mi pare,  il calcolo di Paulson: se la spinta cessa di aumentare (senza nemmeno diventare negativa) i prezzi delle case smettono di crescere, i mutui non si rinegoziano e il castello crolla.

Mi pare di capire che, per il crollo, sarebbe bastata anche solo l'ipotesi che se prima c'erano X richieste a fronte di Y alloggi disponibili, ora le richiesta avrebbero anche potuto continuare ad esserci, ma per il crollo sarebbe bastato un livello di "pressione" insufficiente. Penso, intuitivamente, a uno che gonfia un grosso pallone con la bocca: non basta che soffi aria, ma  occorre che eserciti una pressione sempre leggermente superiore a quella (crescente) interna al pallone, altrimenti o il pallonaio a un certo punto continuerà a soffiare invano, ma il pallone non si gonfierà ulteriormente, o, peggio, l'aria di ritorno dal pallone gonfierà lui :)

Molto affascinante, devo dire. Anche perché, paradossalmente, mi pare che chi per caso avesse avuto bisogno di una casa, avrebbe potuto ottenerla alle condizioni migliori possibili dopo il tonfo generale.

Bye,

G.

PS: mi si passino, cortesemente, metafore così figurate, ma la visualizzazione è il "vizio" che mi dà da vivere :)

La risposta è semplice

1. Se GS sarà condannata tutti saparanno che possono andare in giro a fare qualsaisi scemenza e saranno comunque indennizzati

2. Se GS sarà condannata ovviamente il management di IKB passerà pure per vittima nonostante o non abbia capito nulla di quello che sottoscriveva o abbia esattamemte scommesso su quello che non si è avverato (Il CDO esisteperchè due parti hanno aspettative opposte). In entrambi i casi essendo nel torto. Non a caso IKB è pubblica

3. Anche in questo caso GS ha dimostrato che c'è gente che sa fare meglio del mercato e una legislazione a uso e consumo degli stolti contribuisce a incentivarne i comportamenti

ah: IKB rischia solo danaro non suo e pubblico, quindi.

Scrivi, poi: "GS ha dimostrato che c'è gente che sa fare meglio del mercato". Intendi dire ironicamente che hanno forzato la mano al mercato per spremerne più di quanto non possa dare?

 

IKB rischia denaro di altri senza che quegli "altri" possano non partecipare. Mentre GS rischi denari chi ci investe o fa depositi con lei su base volontaria. C'è una bella differenza

GS sa fare meglio del mercato perchè i suoi conti lo dimostrano ogni trimestre: la su redditività è superiore a quelli dell'industria. E questo dà ovviamente fastidio

phileas scrive

IKB rischia denaro di altri senza che quegli "altri" possano non partecipare

già: mi pare sia poprio così.

L'articolo mi sembra interessante, tuttavia mi pare che sia un pò di parte. Non metto in dubbio che qualcuno di Bear Stern possa possa aver definito "immorale" un deal, tuttavia non vedo quanto possa rilevare, personalmente conosco persone per le quali è immorale il sesso prima del matrimonio, parlare di etica in certi contesti credo sia solo fuorviante.

Fuorviante è pure dire ad esempio

Questo fondo ha perso il 96% (novantasei), con poca gioia da parte degli investitori, le cui attese, oso immaginare, probabilmente erano diverse visto che in fondo investivano sul mattone.

A me ricorda Totò che vende la fontana di Trevi. Enzo Michelangeli ha approfondito più su che il famigerato fondo è uno dei whitehall. Io ho lavorato per un precedente fondo whitehall che investiva anche in NPL in Italia. Un modo alternativo per far rendere di più un investimento immobiliare è comprare invece di immobili, sofferenze bancarie garantite da immobili. Chiaro che la possibilità di guadagnare di più si porta dietro un rischio maggiore. Se vanti un credito di 100 garantito da immobile che si vende a 50 incassi 40 (ci sono le spese). Se il credito lo hai pagato 50 perchè valutavi l'immobile 150 e contavi di incassare 100 registri una perdita.

Si badi che non c'è bisogno di bolle o di crisi o di frodi per rendere verosimile l'esempio, basta che il collateral sia uno stabilimento industriale ubicato in un distretto industriale fiorente alla data dell'erogazione del finanziamento e in crisi alla data del realizzo della garanzia (un asset industriale è un oggetto il cui valore nel tempo può variare da milioni di euro a meno di zero perchè se il distretto è morto e la produzione precedente causava inquinamento ambientale per cavarne qualcosa devi sostenere costi di bonifica).

L'articolo mi sembra di parte perchè guarda ad una sola faccia della medaglia, il rischio. Io direi che le facce sono due e c'è anche il rendimento. Anche un rischio molto elevato può essere accettabile per chi conta di poter fare un guadagno in proporzione più elevato ancora. Se è questo il caso è sbagliato salvarlo dopo che le cose sono andate male. Se invece non c'è stata sufficiente trasparenza sia condannato chi non è stato trasparente.

Nel caso di specie mi pare che la questione sia complicata e vedremo cosa decideranno i giudici preferisco ragionare su questioni più generali

A me sembra che qui si giochi un tantino sul confine tra il lecito e l’illecito. Lavoro in finanza da dieci anni e so che la finanza, come qualsiasi altra cosa, si può fare in modo pulito (e quasi tutti, per fortuna, la fanno in modo pulito). Viene naturale porsi alcune domande: perché a GS viene permesso di fare ciò (GS non è l’unica, ma è quella che mostra la strada agli altri, che spesso e volentieri prendono esempio)? C’è pane per i denti dei dietrologi, ma forse si può parlare semplicemente di una SEC profondamente incompetente (si veda il caso Madoff...)? E i modelli di rischio dove stanno? Forse GS non investe in modelli di rischio?

Io credo che cercare di regolamentare troppo sia una battaglia persa in partenza, un pò perchè si faranno sempre più soldi ad agirare le regole (e di conseguenza i più capaci sceglieranno questa strada) un pò perchè la complessità di certi strumenti rende semplicemente impraticabile se non impossibile un controllo troppo dettagliato.

Felicissimo di ricredermi, ma penso che la strada preferibile sia regolamentazione semplice e minima possibile e trasparenza massima: quello che tu compri è A+B,a me intermediario X l'ha venduto l'emittente Y e nell'acquisto mi ha assistito l'advisor Z. Se non ti prendi la briga di capire bene cosa è A+B, se non sai come  stimare ragionevolmente la probabilità che domani A+B valga qualcosa e poi perdi  soldi allora sono cazzi tuoi. Se puoi provare che ho detto il falso oppure ho omesso qualcosa di rilevante (ma rilevante al punto che A+B ti è sembrata una cosa diversa da quella che realmente è) allora ne rispondo io.

 

 

L'articolo mi sembra di parte perchè guarda ad una sola faccia della medaglia, il rischio.

Hai totalmente ragione, ma io di quello mi occupo. Ho scritto un articolo da risk manager. L'ho anche scritto da (ex) cliente di Goldman Sachs, per cui se qualcuno dicesse che l'articolo ha un bias negativo nei confronti di GS, non potrei dargli torto.

Non sono d'accordo invece quando dici che sia fuorviante far notare il comportamento di Bear Stern, ma credo che il problema sia nel modo in cui ho scritto piu' che in quello che intendevo. Hai ragione che tirare in ballo l'etica sia inutile: BS si e' rifiutata di fare un deal per rivendere il quale a terzi avrebbe dovuto comportarsi in maniera legalmente dubbia; la parola che possano aver usato ha poca importanza.

Io credo che cercare di regolamentare troppo sia una battaglia persa in partenza

E su questo ti do pienamente ragione. Mi chiedo solo se il tuo fosse un pensiero in qualche modo nato da qualcosa che ho scritto? Non vedo come, ma di nuovo puo' essere benissimo che io abbia espresso male un'idea. Sono anch'io per una regolamentazione minima.

Se Bs ha rifiutato il deal perchè potenzialmente illegale (non immorale) allora sono totalmente d'accordo che questo aspetto sia  rilevante e anche parecchio: il giudizio di un competitor di GS, quindi di un soggetto qualificato, avvalorerebbe la tesi dell'accusa (la moralità lasciamola altrove,io per esempio faccio tante cose che altri chiamerebbero immorali, tipo mangiare carne di maiale ;)

La storia della regolamentazione mi era venuta in seguito a questo passaggio

perché a GS viene permesso di fare ciò (GS non è l’unica, ma è quella che mostra la strada agli altri, che spesso e volentieri prendono esempio)? C’è pane per i denti dei dietrologi, ma forse si può parlare semplicemente di una SEC profondamente incompetente (si veda il caso Madoff...)? E i modelli di rischio dove stanno?

Mi sembrava che indirettamente si invocasse una maggiore regolamentazione, ma da quello che scrivi dopo probabilmente ho frainteso.

Un'interessante lettera di tal Greg Smith. Fa effetto leggerla accanto a quanto dichiarato da GS e citato qui sopra...

Mi hai battuto sul tempo.   Lettera che centra il punto, in particolare quando parla della trasformazione della banca  in un vero e proprio trading shop.

interessante

andrea moro 14/3/2012 - 17:35

mi chiedo pero' come faccia a sopravvivere con la reputazione che si sta creando. Non avra' mica il monopolio. Se quella e' la cultura, quanto ci mettera' a scomparire? 

Andrea, e' un problema  grave.  Tant'e' che molti clienti storici (ad esempio KKR,  ricordo che  il legame era tale che quest'ultimi si erano ritrovati ad assorbire il desk di trading proprietario della banca) si  sarebbero gia' allontanati. Goldman non e' sola,  la concorrenza non e' certamente immacolata,  cosi' su due piedi,  cito J.P. Morgan che avrebbe molto  da chiarire  in merito alla vicenda MF Global.

Chiedo a Federico e a chiunque lavori nel settore (sono solo uno studente): cosa ne pensate del Dodd-Frank e soprattutto della Volcker, credete sia la strada da seguire? 

 

Una nota a margine, Citi non ha superato lo stress test.  

non so

federico de vita 14/3/2012 - 21:34

Arthur non so. Non capisco bene Dodd-Frank (ed in particolare Volcker) e non so quanto impatto possano avere. Per cui, invece di rischiare di dire stupidaggini mi astengo dal giudizio.

Quel che ti dico e' che a me piacerebbe un mondo in cui le banche fossero molto piu' piccole e ce ne fossero di piu. In questo modo di fronte a un comportamento del genere i clienti si allontanerebbero immediatamente per una concorrenza maggiore. Dove sta oggi la concorrenza? Se un cliente si allontana da GS dove va a parare? JPM? BAML? Citi? DB? UBS? HSBC? Ne riesci a vedere una che sia decisamente affidabile e che non faccia porcate ai clienti? Io in tutta onesta' non ci riesco (e lo dico lavorando dentro una delle piu' grandi banche d'investimento). L'unica soluzione che vedo sarebbe quella di un mercato concorrenziale vero (non oligopolistico/lobbystico come e' oggi), ma questa e' decisamente una posizione utopica.

Scusa la risposta generica (e vaga), ma nella mia esperienza gli unici che capiscono bene D-F sono i suoi nemici, che fatta la legge, cercano (e trovano) l'inganno.

quelle di Federico.

 

Il problema del sistema finanziario e bancario, negli USA ed altrove, e' la sua struttura molto accentrata. La tecnologia del settore e' tale che dovrebbero esserci centinaia di banche. Non c'e' alcun rendimento crescente passata una certa dimensione. Invece abbiamo permesso la creazione di una dozzina circa di giganti mondiali fra i quali GS spicca ma non e' certo la peggiore. Non credo che la legislazione nuova cambi questa situazione perche' introduce controlli, controlli e controlli, non forza concorrenza ne' riduzioni di dimensione. E questa e' la chiave.

Francamente, tutto il casino moralistico attorno alla lettera del VP che si dimette scornato mi sembra la solita aria fresca propagandistica che serve solo a NON vedere i problemi veri, men che meno affrontarli. Se fai l'investment banker l'unica cosa che deve interessarti e' far soldi. Con dovuto rispetto ad uno intelligente e simpatico come Federico (ed i molti che conosco in quell'ambiente) se non ti interessa far soldi investment banking e' una scelta assurda perche' altrimenti, in se e per se, e' una vita abbastanza di merda. Se ti interessa far soldi, invece, metti la tua intelligenza a frutto. Le regole che usi, sono endogene: se il sistema permette e premia il moral hazard lo usi. Se lo punisce no. Se il sistema ti forza a rivelare tutte le informazioni perche' altrimenti perdi il cliente lo fai, altrimenti no. Come nel caso del normalissimo commercialista, avvocato, medico, idraulico o agente immobiliare. Cerchiamo di non fare i finti ingenui, almeno qui.

Ltd

amadeus 15/3/2012 - 16:08

La tecnologia del settore e' tale che dovrebbero esserci centinaia di banche. Non c'e' alcun rendimento crescente passata una certa dimensione. Invece abbiamo permesso la creazione di una dozzina circa di giganti mondiali fra i quali GS spicca ma non e' certo la peggiore. Non credo che la legislazione nuova cambi questa situazione perche' introduce controlli, controlli e controlli, non forza concorrenza ne' riduzioni di dimensione. E questa e' la chiave.

Nel commercial banking probabilmente le economie di scala e le dimensioni minime  sono più basse rispetto all'investment banking. Tuttavia non c'è dubbio che le dimensioni attuali sono tutt'altro che necessarie. Qualcuno sostiene che le grandi banche sono la necessaria controparte delle grandi società multinazionali. Tout se tien: le une sono l'utile sostegno delle altre.

Per quanto riguarda il ruolo dei regulator direi che in astratto se le banche centrali sono i prestatori di ultima istanza non è privo di senso concedergli la possibilità di ficcare il naso negli affari delle banche commerciali. E' fuori di dubbio che il sistema attuale così come è congegnato crea evidenti e rilevanti incentivi perversi e 'cattura' dei regulators. Moltiplicare i controlli non risolve i problemi.

 

Tra le cause dell'attuale situazione io metterei anche la struttura e le modalità di funzionamento del mercato azionario (di cui, guarda caso, le banche d'investimento sono i dominus incontrastati). Mi sembra chiaro che la possibilità di finanziare una acquisizione 'pagando' con azioni proprie abbia ridotto e riduca enormemente l'accountability dei manager che non sono costretti a trovare i soldi per pagare attraverso aumenti di capitale a pagamento oppure chiedendoli alle banche commerciali. Naturalmente questo deriva dal fatto che nessuno dispone di informazione 'completa' e i prezzi che si formano sui mercati borsistici sono il frutto di valutazioni sommarie e parziali, anche perchè i bilanci delle società diventano sempre più complessi (complessità e dimensioni vanno a braccetto). In un simile contesto non può sorprendere che le investment banks possano avere una influenza non trascurabile sui mercati e che cerchino di sfruttare tale influenza a proprio vantaggio.

Il problema di fondo comunque mi sembra sempre quello: tanto più 'il sistema' consente di fare affari con i soldi altrui tanto più il sistema rischia di degenerare. Lo avevano capito qualche secolo fa quelli che mettevano in guardia dai rischi della 'responsabilità limitata' (Adam Smith in testa). Alla fine anche i LLoyds si sono adeguati e GS non è più una partnership (che però non è la stessa cosa): viviamo in una società a responsabilità limitata. 

viviamo in una società a responsabilità limitata.

Non è proprio esatto. Alcuni godono del diritto di non ripagare in toto i prorpi debiti e qualcun altro non si vede restituiti i propri risparmi.  La società nel suo complesso è a responsabilità illimitata: c'è sempre qualcuno che deve pagare il pranzo; non sempre chi paga ha mangiato.

Precisazione

amadeus 15/3/2012 - 18:29

Viviamo in una società fondata sull'istituto economico e politico della responsabilità limitata, cioè su una finzione, perchè qualcuno alla fine deve pagare il conto.

Con dovuto rispetto ad uno intelligente e simpatico come Federico (ed i molti che conosco in quell'ambiente) se non ti interessa far soldi investment banking e' una scelta assurda perche' altrimenti, in se e per se, e' una vita abbastanza di merda.

Non per fare una excusatio non petita, ma questo non e' un punto di vista completo (lo e' quasi, sia chiaro). Perche' lavoro in una IB? Non certo per i soldi - lo stipendio e' buono, ma lavorando in un hedge fund avrei stipendio simile e bonus potenzialmente illimitato (in banca il bonus di un risk manager e' molto limitato). Sono qui perche' e' un'esperienza che mi serve per capire a fondo il mondo della finanza. Appena posso (spero presto...) torno nel mondo dei fondi hedge, che e' piu' interessante, vibrante, stimolante (e persino piu' etico, strange as it may sound). Ma ora, nella IB, imparo tantissimo. Vedo quali sono i veri problemi endogeni del mondo della finanza. In particolare vedo i problemi (mastodontici) del risk management di una IB, le incongruenze (tecniche e concettuali) dei regolatori, i conflitti di interesse difficilmente risolvibili. E' un'esperienza illuminante e deprimente al tempo stesso, ma le cose obiettivamente interessanti sono innumerevoli. E poi ci sono vantaggi obiettivi che per un periodo limitato di tempo non e' male avere (una buona assicurazione medica, praticamente il posto fisso... OK mi vergogno un po', ma appena e ragionevole farlo cambio lavoro, promesso).

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