Io invece voterei SI'

24 giugno 2006 antonio mele (rabbi)

Ma non perche' ritenga questa la migliore delle riforme possibili. Anzi. Pero' cerchiamo di essere realisti. Qua ci stanno raccontando una valanga di balle.

Prima balla: le riforme costituzionali si fanno con grandi intese, le regole devono essere condivise da tutte le forze politiche. Non e' vero. Se cosi' fosse, all'articolo 138 dell'attuale costituzione vigente ci sarebbe scritto "Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione." Punto. Articolo 139.

Invece c'e' anche un altro pezzo: "Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi." C'e' scritto proprio cosi'. Quindi si puo' approvare a maggioranza semplice, e poi, se alcuni parlamentari o gli elettori o alcune Regioni lo ritengono necessario, sottoporre la riforma a referendum. In caso il referendum la bocci, viene buttata al cesso. Altrimenti e' promulgata, e modifica la Costituzione. La riforma deve essere condivisa, certo, ma dai cittadini ("Articolo 1: ...La sovranita' appartiene al popolo"). La ratio della norma e' che se i due terzi del Parlamento la approvano, si presume che i cittadini la condividano. Altrimenti l'ultima parola spetta a loro, i cittadini.Ovviamente se si puo' fare con una maggioranza molto larga, la riforma costituzionale ne beneficia in termini di legittimazione e di consenso, ma come tentero' di argomentare, oggi non ci sono le condizioni, e non ci sono da 10 anni almeno.

Seconda balla: se passa il NO, poi ci sara' tutto il tempo di discutere una riforma costituzionale condivisa e razionale, la maggioranza di centrosinistra lo continua a ripetere. Beh, cito il programma dell'Unione: "Non proponiamo quindi una 'grande riforma costituzionale', semplicemente perché non ce n'è bisogno, e perché ogni modifica della Carta Fondamentale deve essere frutto del coinvolgimento di tutte le parti politiche e sociali. Vogliamo invece tutelare i valori e diritti fondamentali e il migliore funzionamento delle istituzioni. Queste proposte si possono realizzare in larga parte con legge ordinaria, e la modifica di alcune disposizioni costituzionali solo con riferimento ad innovazioni specifiche." Vado avanti? Siete curiosi di sapere come va a finire? Ecco qua: "Non vogliamo riscrivere la Costituzione ma tutelarla, anche elevando il quorum necessario per modificarla, così da scongiurare future riforme a colpi di maggioranza. Puntiamo soprattutto a svilupparne i valori di fondo, arricchendo la partecipazione dei cittadini, migliorando la trasparenza dell'azione di governo, assicurando il pluralismo sociale e istituzionale." Ecco. Non solo non vogliono cambiarla sostanzialmente, ma vogliono anche blindarla da possibili riforme a maggioranza future. Dopodiche elencano una serie di inutili e minime riforme istituzionali che non modificano la sostanza dell'impianto costituzionale. Non so, alcuni poteri in piu' al presidente del consiglio (per esempio: diritto di proporre, dicasi proporre, la revoca di un ministro... ma santoddio) , qualche cosa da fare anche alla Corte costituzionale, il federalismo fiscale (che fa sempre molto chic, ma che nessuno vuole seriamente: voi ci credete che RC e PdCI accetterebbero un federalismo fiscale serio, dove il 95% almeno delle risorse regionali provengono da imposte regionali?). C'e' addirittura un paragrafetto sul 'Ridurre i costi della politica', che, oggi, dopo il record (credo mondiale, ma mi informero') di sottosegretari nel governo Prodi, fa davvero sganasciare dalle risate. E ovviamente il problema dei problemi, il conflitto d'interessi. Voglio vedere come fanno a fare quest'ultima riforma costituzionale con il consenso dell'opposizione. Voglio davvero vederli.

Terza balla, che si collega direttamente a quanto appena detto: faremo un accordo tra maggioranza e opposizione per riformare la costituzione. Questa e' davvero la balla piu' grossa di tutte. Spiegatemelo. Dovete davvero essere convincenti pero'. Perche' dopo che avete messo sotto indagini mezza AN, un po' di gente di FI e dell'UDC, piazzando gente dei loro nel sistema calcistico, nella RAI, con tutte le cariche istituzionali in mano, rischiando denuncie penali da parte dei vostri stessi candidati per brogli nelle elezioni all'estero (ecco perche vi suggerisco di chiamare in consolato, perche' ne ho sentite di cotte e di crude sulle elezioni all'estero e non solo dal Silvio), e ancora oggi Berlusconi ripete che il risultato delle elezioni e' stato falsato, davvero, dovete fare un enorme sforzo per farmi credere che, se io domenica o lunedi voto NO, martedi mattina voi vi sedete ad un tavolo e vi mettete a riformare la costituzione. Attenzione: riformare nella stessa direzione di questa riforma, ma meglio di questa riforma. Mica le riformette patacca che avete elencato nel vostro programma. Io non ci credo. Mi spingo un passo piu' avanti: sono un sostenitore delle riforme costituzionali a maggioranza. Altrimenti non c'e' modo di farle. Facciamo un esempio che piace tanto. Volete fare una riforma che regola il conflitto d'interessi? Fatela. Non passera' mai, dico mai, coi due terzi dei voti, ergo si andra' al referendum. Io voterei a favore di una norma costituzionale che sia simile a quella americana, per dirne una che funziona bene. Fatela, questa riforma, uguale pari pari al Code of Conduct americano, tradotta letteralmente. Ma la dovrete fare a maggioranza. Non c'e' altro modo. Non c'e' nessuna buona volonta' che tenga su questo. C'e' anche un altro motivo per fare queste riforme a maggioranza: si chiama history dependence. E' lo stesso motivo per cui in tutta Europa, non potendo ridurre i regimi di protezione dell'impiego sui contratti a tempo determinato, si sono fatte delle riforme parziali e marginali, soprattutto su contratti atipici. In tal modo (lo spiega Saint-Paul in svariati papers e in due suoi libri) si e' messa l'economia e il sistema politico in un path che dovrebbe essere piu' favorevole a ulteriori riforme.

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11 commenti (espandi tutti)

Ho l'abitudine di votare presto la mattina e ho già votato NO. Non avevo ancora letto, vi confesso, l'articolo di rabbi. Le sue tre osservazioni sono più o meno condivisibili. Ma anche se fossero assolutamente condivisibili, non mi sembra ovvio che da esse derivi un SI' alla riforma costituzionale della CdL. Mi sfugge qualcosa?

Spiego il senso: se votate NO perche ritenete che dopo la bocciatura di questa riforma, ci si siede attorno ad un tavolo per fare una bella costituzione federalista, unicamerale e con un potere esecutivo separato dal legislativo, siete in errore; se votate NO perche ritenete che questa riforma sia pessima, state sbagliando prospettiva: dovete confrontarla con lo status quo. Se voti NO, voti a favore dello status quo, se voti SI, voti a favore della riforma. Queste sono le alternative in ballo. Dal mio punto di vista (che in effetti sopra non si capisce granche'), questa riforma migliora marginalmente lo status quo. Non e' una riforma perfetta, ma ne avete mai visto nel mondo reale? Avete mai visto una privatizzatione perfetta, o una riforma dei contratti di lavoro perfetta, o una regolamentazione dei flussi migratori perfetta? Io personalmente no. E' una riforma che secondo me nel complesso va nella direzione giusta, con tutti i problemi. Ne risolve alcuni, ne crea altri. Ancora: se votate NO perche ritenete scorretto fare riforme della costituzione a maggioranza, siete in errore, la stessa costituzione lo prevede. Inoltre, le riforme a maggioranza oggi sono l'unica forma possibile di cambiare la costituzione. PErche' non c'e' modo di mettere d'accordo Calderoli e Rizzo (per la cronaca: ieri il PdCI ha dichiarato che loro aborrono il federalismo fiscale, in quanto espressione dell'egoismo di classe, o qualcosa del genere...). Inoltre, sicuramente le larghe intese non favoriscono le riforme chiare e efficienti, ma i compromessi pasticciati. Se gia' con una riforma scritta da leghisti, forzitalioti, uddicini e aennini e' venuto fuori sto pasticcio, immaginate mettendo dentro il processo altri dieci partiti. Ripeto: votando il NO, ci teniamo la costituzione vigente (a meno di minori e inutili riformette) per un bel po'. E anche temi cari all'attuale maggioranza (come il conflitto di interessi) si possono implementare solo con riforme a maggioranza.

Grazie a Rabbi per l'ottimo intervento, finalmente un argomento chiaro e sensato a favore del Si.

Io ho votato No perché ritengo che la proposta di riforma sia marginalmente peggio dello status quo. Sulla questione centrale del federalismo genera enorme confusione e rischio di paralisi. Non ho illusioni che se vince il No (o il Si) si rimetta poi mano alla costituzione per farne una migliore (questo, tra parentesi, è uno degli argomenti più ridicoli che ho sentito: 'votare si perché così poi si rimette mano alla riforma'; lo ha detto e.g. Sergio Romano sul corriere).

In tutti i casi resterà quello che vince, o la costituzione vigente o la riforma, a meno di ulteriori riforme a colpi di maggioranza. Personalmente spero che non si riparli più di riforma costituzionale. Non è che non ce ne sia bisogno, ma è evidente che nessuno dei due schieramenti è in grado di produrre qualcosa che sia un concreto ed effettivo miglioramento dello status quo. Mi piacerebbe che perdessero meno tempo a baloccarsi sui grandi sistemi e si dedicassero invece a fare modeste leggi ordinarie. Per esempio, l'articolo 119 introdotto dalla riforma del centrosinistra mi sembra dia ampio mandato per un decentramento effettivo delle entrate. Se il centrodestra negli ultimi 5 anni avesse seguito il lead e implementato le prescrizioni del 119, anziché farsi i segoni con deliri di riforma costituzionale, adesso saremmo molto più vicino a un federalismo effettivo.

Visto che non ho votato e non votero', perche' non m'hanno proprio fatto sapere come, per oggi me la prendo leggera e non entro nel dibattito. Mi dedico quindi a facezie sottolineando che i duei argomenti piu' ridicoli, uno a favore del NO e l'altro del SI, sembra se li siano aggiudicati i due commentaristi piu' ridicoli d'Italia: Romano e Sartori. Ovvero, l'esperto di vantaggi comparati ed il teorizzatore di tutto ed il contrario di tutto. Il che mi sembra giusto. Ed entrambi su Novella 2000 versione quotidiano, il Corriere della Sera.
P.S. Se il riferimento a Novella 2000 vi sembra oscuro, ecco la spiegazione. Circa l'80% del Corriere stampato e' pettegolezzo politico-mondano, cronaca piu' o meno rosa/nera, programmi televisivi e relative "stars" (quelle, per capirsi, che i provini li fanno alla Farnesina o a Palazzo Chigi), sport, e notizie d'economia che servono a chi lo possiede. Il sito web del Corriere espone, su base mensile, piu' tette e culi che non quello di Playboy.

Voto per corrispondenza degli italiani residenti all'estero
I cittadini italiani residenti all'estero ricevono a casa un plico con la scheda, salvo che abbiano esercitato l'opzione per votare in Italia oppure risiedano in stati con i cui governi non sia stato possibile raggiungere le necessarie intese o la cui situazione politica o sociale non garantisca l'esercizio del diritto di voto per corrispondenza.
In occasione di questo referendum costituzionale, votano per corrispondenza anche determinate categorie di cittadini temporaneamente all'estero per motivi di servizio o missioni internazionali, salvo che abbiano esercitato l'opzione per votare in Italia.
Il voto postale sarà scrutinato in Italia da appositi seggi costituiti dall'Ufficio Centrale per la Circoscrizione Estero della Corte d'Appello di Roma; lo spoglio avrà inizio, come per le schede votate nel territorio nazionale, alle ore 15 del lunedì.

trovato qui: http://www.repubblica.it/speciale/2006/referendum/vademecum_referendum.html

Mi sto domandando dove sia finita la scheda del Boldrin ;-)

Ma il Boldrin se l'è fatta la sua bella mattinata in coda al consolato per registrarsi all'Aire, fornendo corretto indirizzo a cui mandare la scheda? Se no ciccia, la scheda non te la mandano.

Beh a me non puo` arrivare niente, sono sicuro.

Sono ancora registrato all`AIRE di New York con un indirizzo in cui ho vissuto solo per un anno.

Quando ho cambiato indirizzo la pigrizia e il workload mi hanno impedito la passeggiata al consolato.

Sono a Champaign da un anno e ancora la pigrizia non mi ha permesso di farmi un viaggetto a Chicago a registrarmi all`AIRE.

Credo di essere un fuorilegge a questo punto. Ma tanto in Italia i colpevoli non pagano mai, per cui sono a posto.

Rabbi finiscila di fare il funzionario del consolato e rimettiti a risolvere recursive contracts!

Giusto perche' chi sta in Italia non si faccia idee strane, in consolato non occorre andarci per nessuna pratica, basta mandare tutto per posta; persino il passaporto ti rinnovano per posta. All'estero i servizi pubblici (italiani) funzionano meglio che in Italia. Per quanto riguarda il voto, per le politiche ad una settimana dalla scadenza ho telefonato al consolato dicendo che non mi era arrivata la scheda. Il motivo era che dopo il mio trasloco (avvenuto mesi prima) il mio comune di provenienza non aveva ancora registrato il cambiamento di consolato di riferimento. Hanno chiesto il giorno stesso il nulla osta allo stesso comune, il quale era obbligato a rispondere entro 24 ore. Dopo 2 giorni ho ricevuto le schede per posta.

Stessa esperienza per me riguardo alla facilità di votare dall'estero. molta efficienza anche nel gestire le pratiche per avere il mio matrimonio riconosciuto in Italia, giusto per dire che i consolati almeno per queste cose sembrano funzionare bene...

sul referendum. Nessuna delle "tre balle" confutate sembrano toccare la questione fondamentale riguardo alla decisione se votare sì o no al referendum. La questione fondamentale è se la riforma piace o no. Alla maggioranza dei votanti questa riforma non piaceva, e hanno votato NO.

sulla prima balla: gli "ostacoli" posti alla revisione costituzionale (piu' di una lettura in parlamento, referendum confermativo richiedibile se non ci sono maggioranze larghe, etc.) sembrano indicare chiarmante una volontà del legislatore di avere larghe intese.

sulla seconda balla: se almeno alcune delle riforme si possono fare per via ordinaria, perché prendersela, visto che sarebbe più semplice e veloce?

sulla terza balla: mi pare, dai giornali di oggi, che diversi esponenti del controdestra, inclusi i leghisti meno focosi, stiano aprendo al dialogo con la maggioranza. Se poi è vero che i cattolicissimi e tradizionalissimi esponenti di AN si sollazzavano con le starlette televisive e/o spiavano possibili candidati alla presidenza della regione Lazio per scoprire con chi, a loro volta, questi si sollazzavano, beh questo non è certo colpa di nessuno, no?

Spiego a Nicola perche' lui non sa che il mio era inizialmente un commento lungo al post di Boldrin sul federalismo. Ho gia' precisato in una risposta a Fausto il fatto che a mio parere (beh, il parere concedetemelo) la riforma migliora marginalmente la situazione esistente. Ma l'oggetto del mio ragionamento e' diverso. Come gia' detto in replica a Fausto:
il NO non favorisce una intesa per fare una bella costituzione federalista, unicamerale e con un potere esecutivo separato dal legislativo. Il NO non e' un rifiuto della riforma, e' un'accettazione dello status quo. Si vota su due alternative: riforma e status quo. Se ritieni che la riforma sia peggio dello status quo, voti NO. Il ragionamento per cui dovrei votare NO in quanto la riforma non e' perfetta mi pare povero, perche' allora mi chiedo: ma la riforma del 2001 era perfetta? Io non vedo nessuna nuova aggregazione regionale come indicato nel paper di Boldrin.
Per la questione della maggioranza o delle larghe intese: e' evidente a tutti che le larghe intese sulle regole sono meglio delle costituzioni modificate a maggioranza. Ma per le larghe intese ci deve essere un clima e una condivisione delle riforme da fare. Altrimenti, meglio maggioranze semplici seguite da referendum. Il clima mi pare non ci sia, e la condivisione delle riforme da fare nemmeno. Inoltre, piu' si allarga il numero dei players con diritto di veto, piu' il risultato sara' un papocchio che andra' bene a tutti, ma non risolvera' i problemi istituzionali. Le leggi ordinarie non vanno bene, perche' un nuovo governo le puo' cancellare facilmente, mentre il processo di revisione costituzionale anche a maggioranza e' lungo e complicato. E si e' visto ieri che non sempre tuttto fila liscio.

"Inoltre, piu' si allarga il numero dei players con diritto di veto, piu' il risultato sara' un papocchio che andra' bene a tutti, ma non risolvera' i problemi istituzionali."

Rabbi, mi pare che questo fosse uno dei problemi di questa rifoma costituzionale -- un bundling di cose varie per far contenti lega, an, etc. No? Per inciso, la (brutta!!) riforma del 2001 almeno non aveva questo problema, o almeno non in modo cosi evidente

Giustissimo precisare che il confronto va fatto tra lo status quo e la riforma. ma, di nuovo, gli italiani lo hanno fatto domenica e lunedì scorso.

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