Letture per il fine settimana, 12-2-2011

12 febbraio 2011 michele boldrin e sandro brusco

Questa settimana: non è solo nFA ad avere un pubblico maschile; le radici economiche della rivolta egiziana; andamento storico della distribuzione del reddito negli USA; discriminazione politically correct; Financial Crisis Inquiry Commission report; banchieri sussidiati, la lista completa.

Buona lettura e buon fine settimana.

 

  • Da una recente indagine è risultato che l'87% di coloro che scrivono su Wikipedia (edizione in inglese; ma non credo sia molto differente per quella in italiano) sono uomini. Questa inchiesta del New York Times di chiede qual è la ragione della scarsa partecipazione femminile. È un problema di cui soffriamo, e discutiamo, da sempre anche su nFA. Vedere che è un problema diffuso aiuta a capire ma non consola.
  • L'Egitto ha fatto relativamente bene in termini di crescita negli ultimi anni, ma non per la parte di popolazione più giovane ed educata. Laura Bottazzi e Rony Hamaui discutono su lavoce.info le radici economiche della rivolta egiziana. Considerazioni simili sono svolte da Barry Eichengreen, che vede un parallelo tra la situazione delle autocrazie arabe e quella cinese.
  • Un grafico interattivo per valutare l'evoluzione della distribuzione del reddito negli USA dal 1917 a oggi. Posizionando le freccette potete vedere l'andamento in ciascun sottoperiodo.
  • Negli USA qualsiasi azienda, persino la più piccola, pubblica manualini ed applica regole interne per non discriminare verso donne, negri, vecchi, whatever. Discriminare verso chi fuma è invece perfettamente accettabile, ci informa, senza scandalizzarsi troppo, il New York Times.
  • Il Congresso degli Stati Uniti ha da sempre una grande passione per le commissioni che stabiliscono la "verità" (ufficiale) su avvenimenti che sconvolgono il paese. In anni recenti è successo con l'attacco dell'11 settembre, con la guerra in Irak e non poteva non esserci una commissione ad hoc che definisse la verità ufficiale sulla crisi finanziaria. Il report della Financial Crisis Inquiry Commission è stato reso pubblico da pochi giorni ed è disponibile on line gratuitamente. Per chi si interessa di copyright, questo è l'ennesimo "esperimento naturale" che proverà, come i precedenti due, l'inutilità del copyright per permettere agli autori di guadagnare soldi vendendo libri. Infatti, non solo è disponibile gratuitamente al sito indicato sopra ma è anche pubblicato, e venduto da Pubblic Affairs!
  • Cortesia di MedioBanca (e di un cortese lettore esperto del ramo) è disponibile in rete, ed in italiano, la lista completa dei sussidi pubblici alle istituzioni finanziarie colpite dalla crisi. L'elenco, molto dettagliato, viene aggiornato con una certa regolarità. L'ultima versione è del 15 novembre 2010.

9 commenti (espandi tutti)

Interessante il confronto (alcuni tratti in comune, ma una prospettiva piuttosto diversa...) tra il post de La Voce e questo pezzo (da Our Finite World), segnalato e riassunto giorni fa da Phastidio. Che, alla base dell'analisi, pone questo grafico:

 

Se è vero, da da pensare... il picco arriva per tutti prima o poi.

Più che alla Cina, mi sembri somigli all'Italia. C'è un folto gruppo di giovani che hanno preso un diploma e non vuole fare lavori manuali, ma il settore statale non puó assorbirli tutti, e allora si inc...

Mi piacerebbe che intervenisse anche Aris Accornero

Se nel grafico interattivo sulla distribuzione del reddito US fissate come estremi della finestra 1969-2008, ottenete queste tre sentence

1) Average income grew by $11,684

2) All growth went to the richest 10%

3) Income for the bottom 90% declined.

Sono io l'unico a trovare sorprendente che negli ultimi 40 anni il 90% della popolazione US si sia impoverito? Please, se ho frainteso il grafico correggetemi.

Se il 90% si è impoverito è preoccupante. Spero anch'io di avere frainteso.

Il grafico dice (quasi) così. A essere precisi dice che il reddito medio del bottomo 90% e cresciuto, ma di poco. Vedi. Ora, i problemi sono molteplici, ecco una lista far from complete.

- La fonte sono i dati rielaborati da Emmanuel Saez, come li abbia lavorati non lo so. Diciamo che ho delle priors forti.

- Le persone nel 90% di oggi non sono quelle di 40 anni fa, alcune di quelle di allora sono nel top 10% ora. Ma non solo.

- Il 90% è una categoria troppo vasta: quelli del bottomo dieci di 40 anni magari erano nel middle decile (45-55%) dopo vent'anni ed ora sono nel decile fra 80 e 90%, quindi il loro income è aumentato. Magari solo quello del bottom 10% è diminuito in termini reali (arrivo di emigranti poveri, eccetera).

Insomma, può essere successo di tutto. Ma il grafico l'avete letto (quasi) correttamente: il reddito MEDIO del bottom 90% è cresciuto molto poco fra 1968 e 2008

Insomma, può essere successo di tutto. Ma il grafico l'avete letto (quasi) correttamente: il reddito MEDIO del bottom 90% è cresciuto molto poco fra 1968 e 2008

Vero ma se, al posto dell'intervallo '68-'08, scegliamo '69-'08 il testo dice testualmente "Income for the bottom 90% declined". Anche al netto della sensibilità del risultato all'intervallo, e delle altre osservazioni, continuo a trovare un po' sorprendente che il bottom 90% degli americani abbia oggi (in media) redditi reali più bassi che nel 1969. Certo il bottom 90% è diverso, la popolazione US è aumentata, and so on, ma mi piacerebbe capire esattamente da dove salta fuori questo risultato. Se avete reference da suggerire sono benvenute ;-).

Per inciso (se può essere di un qualche interesse) osservo che se selezioniamo l'intervallo '17-'29 otteniamo di nuovo che "Income for the bottom 90% declined".

 

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