Letture per il fine settimana 21-6-14

21 giugno 2014 sandro brusco

Questa settimana: l'Italia dei saltacarristi; il gender gap nel voto in Italia e negli USA; sta Renzi spostando a sinistra il PD?; matrimoni gay e pensioni di reversibilità; dalla tragedia alla farsa.

Buona lettura e buon fine settimana.

Dopo un periodo di alcuni mesi di assenza dovuti a impegni di lavoro, torno alla partecipazione attiva al blog. Riparte quindi la serie delle letture per il fine settimana, che cercherò di mantenere regolarmente. A seguito i contenuti di questa settimana.

  • La nomina di Matteo Orfini alla presidenza del PD è probabilmente uno dei più vistosi casi di salita sul carro del vincitore degli ultimi mesi, e di casi ce ne sono stati tanti; i meno giovani ricorderanno l'Orfini come esponente di punta dei giovani eunuchi turchi (l'altro era Fassina), i peshmerga delle truppe bersaniane. È abbastanza facile irridere questi ridicoli cacciatori di poltrone, quindi saremmo tentati di lasciar perdere a causa della banalità dell'esercizio, ma irridere è anche giusto e necessario. Segnaliamo quindi volentieri questo ottimo commento di di Dario Cafiero su Termometro Politico.
  • Una tendenza che si è sviluppata negli USA negli ultimi 20 anni è la marcata differenza nelle preferenze elettorali tra donne e uomini; le prime tendono a votare per i candidati democratici molto più frequentemente dei secondi (questi i dati per le presidenziali del 2012, si tratta di dati tipici). In Italia, per quel che ne so, non esisteva nulla del genere. Tipicamente le donne mostravano una preferenza per il centrodestra, ma il fenomeno era guidato unicamente dalle casalinghe, che davano a Berlusconi livelli di consenso bulgari. Una delle tante novità delle ultime elezioni europee è stata la comparsa di un forte gender gap anche in Italia. Le donne italiane hanno particolarmente premiato il PD e penalizzato il M5S. Ora, una domanda ovvia da porsi è se un partito può accrescere la quota di voto femminile candidando più donne. Se, per esempio, questa era l'idea di Renzi quando ha messo 5 capolista donne alle europee la cosa sembra aver funzionato, e anche molto bene. Questo articolo di John Sides, del dipartimento di political science di George Washington University e animatore del blog Monkey Cage, racconta alcuni risultati di ricerca recente negli USA. Non sembra esserci forte evidenza che le candidature femminili per i repubblicani attraggano i voti delle donne.
  • Francesco Nicodemo, responsabile comunicazione del PD, cerca di spiegare perché il PD di Renzi sta diventando un vero partito di sinistra. Se l'interpretazione di Nicodemo fosse corretta, Renzi rappresenterebbe sostanzialmente un ''Nixon goes to China'', ossia il fenomeno per cui solo un politico con accreditate credenziali di destra (o sinistra) riesce a imprimere una svolta politica di segno contrario. Per esempio, solo un democratico proveniente dalla DC in Italia avrebbe potuto compiere il traghettamento del PD nel Partito del Socialismo Europeo; un tentativo del genere da parte di un ex PCI/PDS/DS sarebbe stato invece fieramente resistito. È una tesi interessante e che spiega in parte l'attrattiva che Renzi esercita anche a sinistra del PD. Purtroppo significa (e la cosa è citata anche nell'articolo di Nicodemo) che siamo destinati a vedere altre policy ''di sinistra'' come la tassazione delle cattivissime rendite finanziarie.
  • Maurizio Sacconi ha sfoderato l'arma finedumonno contro i matrimoni gay: non ce li possiamo permettere perché aumenterebbero il costo delle pensioni di reversibilità! Il buon Mario Seminerio ha già avuto la sua parte di divertimento nel commentare la cosa. Si tratta in effetti di un argomento contro tutti i matrimoni, non solo quelli gay. Comunque, giusto per divertirci, ci siamo messi a guardare qualche numero approssimativo. La prima domanda da fare è: ma quanti sono poi questi matrimoni gay scassabilanci? In Massachusetts, dove sono legali ormai da 10 anni, sembrano essersi stabilizzati sul 4% del totale dei matrimoni. In Spagna, dove sono legali dal 2005, il numero è invece inferiore al 2,5%. Prendendo per buono il dato più alto del 4% possiamo quindi fare il seguente calcolo approssimativo. Se le pensioni di reversibilità in Italia rappresentano 41 miliardi di euro, il 2,6% del PIL, permettere il matrimonio gay dovrebbe aumentare tale cifra del 4%. Stiamo parlando di circa 1,64 miliardi, circa lo 0,1% del PIL. Cifre che si ridurrebbero della metà se risultassimo essere più vicini alla Spagna che al Massachusetts. E, ovviamente si tratta di una spesa che si manifesterà tra un bel po' di tempo, anche se i matrimoni gay venissero legalizzati oggi. Diciamo che la sensibilità ai problemi di bilancio che Sacconi manifesta sul tema non è la stessa che manifestava pochi anni fa proprio sulla spesa pensionistica. Si noti peraltro che l'ipotesi che sottostà a questo calcolo è che i matrimoni gay siano simili a quelli eterosessuali nel generare spesa per pensioni di reversibilità. Per le coppie eterosessuali tale spesa è in particolare guidata dal fatto che a) sia frequente che un coniuge lavori e l'altro no b) il coniuge che non lavora sia di sesso femminile e quindi destinato in media a vivere più a lungo di quello che lavora. Non ho dati al riguardo ma sospetto fortemente che nei matrimoni gay la percentuale di coppie con un solo percettore di reddito sia più bassa che tra le coppie eterosessuali. E, ovviamente, la speranza di vita dei due coniugi è la stessa. Se queste congetture fossero corrette, la spesa per pensioni di reversibilità dovuta ai matrimoni gay sarebbe ancora inferiore.
  • Come dice la famosa frase, la storia si propone prima come tragedia e poi come farsa. La prima ondata delle rivelazioni di Wikileaks fu, se non una tragedia, senz'altro una cosa di notevole importanza, e la pubblicarono il New York Times e il Guardian. Ora siamo più o meno alle comiche, con il gruppo Repubblica che cerca di vincere il premio del titolo più idiota mai visto. Quello che è successo è che è stata rivelata una prima bozza dell'accordo per la liberalizzazione dei servizi finanziari (l'articolista ci ha aggiunto pure sanità e istruzione, che veramente non c'entrano nulla con il documento). Ovviamente era noto da tempo che fossero in atto le trattative al riguardo, e come sempre accade nei negoziati internazionali le fasi intermedie vengono mantenute segrete. Poi naturalmente, una volta perfezionati gli accordi i parlamenti nazionali votano se accettarli o meno. Ma, hey, perché perdere un'occasione per raccontare una bella storiella complottista?

23 commenti (espandi tutti)

Ed ecco la frase incriminata, quella che fa ribollire il sangue dei "sinceri giornalisti democratici" «Dobbiamo supportare la capacità delle aziende di competere in modo giusto e secondo fattori basati sul mercato, non sui governi».  Veramente non c'è piu' pudore. Ci credo che l'accordo deve rimanere segreto per cinque anni, anche dopo la sua approvazione. Come faranno a mantener esegreto un accordo approvato internazionalmente non si sa ma all'espresso qualche cosa inventeranno.

ieri e oggi

dragonfly 21/6/2014 - 17:23

g.paietta (chi era costui?) amava ricordare che il già allora venerato  e.berlinguer (questo, è più facile) "si era iscritto giovanissimo alla direzione del pci".

non male anche pippo civati l'altro giorno, che ha evocato la caotica migrazione degli gnu, quella del national geographic. comunque il bandwagoning non è recente e interessa svariati paesi e ambiti.

il "nixon-goes-to-china" riferito a renzi, in attesa di provvedimenti concreti da esaminare, sembra molto un wishful-tihnking da parte del "responsabile comunicazione" e può essere agevolmente letto al contrario, cioè renzi crede di essere di sinistra e prenderà impopolari provvedimenti di destra.

la cosa è oziosa come poche, aspettiamo, vediamo e scacciamo per ora la sentenza di g.marx che allude a come è facile essere ingannati dalle apparenze degli individui :-).

sempre di marxismo si parla in codesto sito! Avvertire Renzi!

magari ci finanzia? :-)

A Dragonfly: ma Pajetta G. era Giuliano o Giancarlo?

giancarlo

dragonfly 22/6/2014 - 13:18

anche una prudenziale ricerchina lo conferma.  il "ragazzo rosso",  famoso per le battute e per l'agilità nel salto degli scranni parlamentari era lui. poi vedo che c'era anche un fratello giuliano, un cugino pietro ecc. la polizia politica con un unico e grosso faldone sbrigava metà del lavoro.

se Renzi finanzierebbe il sito, dipenderà dalle sue convenienze. In prima approssimazione, direi di no: credo che il marxismo lo attragga ben poco: ma potrebbe dovere qualcosa ai supporters in arrivo da SEL,vi conviene contattarli prima di SC o di quel che ne resta ...

eh, ma noi rifiuteremmo sdegnosamente qualunque finanziamento renziano, come Marlon Brando con l'Oscar. Certo mi rendo conto che la nobiltà del proponimento è leggermente diminuita dal fatto che un finanziamento sia pressoché impossibile, e temo anche che il paragone con Marlon Brando possa generare giustificata ilarità. Ma, hey, lo scopo del blog è di divertirsi :-)

gc

palma 24/6/2014 - 09:26

giancarlo e' la risposta, aka nullo.

en passant Berlinguer junior non si iscrisse mai alla direzione del partito, venne iscritto dal padre che era amico di togliatti.

IL concetto di reversibilità è da modificare in reddito di sopravvivenza in base alla situazione economico patrimoniale. Assurdo che un soggetto percepisca la pensione maturata da un altro anche se in quota parte. Ci sono vedove con rendite mostruose che non hanno mai lavorato un giorno ed hanno una mega pensione ed altre che non hanno lavorato ed hanno la minima! Anzichè buttarla sui gay concentratevi sul problema reale.........

E secondo te io devo essere tassato di un terzo del mio reddito a fini pensionistici per poi perdere tutto se vado al creatore? La cosa ragionevole sarebbe contribuire poco (per garantire un reddito di sopravvivenza) e niente reversibilita', ma per come le cose sono messe adesso, e' un risparmio forzato a tasso praticamente nullo che spererei rimanesse almeno in parte ai miei eredi. 

dipende

Francesco Forti 24/6/2014 - 17:13

In un sistema a compartizione (quindi non a capitalizzazione, dove le cifre accumulate sono un tuo capitale, che deve in qualche modo essere ereditabile) la rendita cessa con la morte del percettore.  Il discorso delle reversibilità a mio avviso in questo caso è da prevedere solo verso persone ("superstiti") prive di pensione, perché non hanno mai lavorato e sono state pero' a sostegno del reddito del coniuge anche solo stando a casa come casalinghe. Qui vale (auspico) la tecnica dello splitting.

Nel sistema a capitalizzazione (privato) di solito si dovrebbe poter optare, prima di andare in pensione, tra versamento del capitale o rendita. Nel caso di capitale, in caso di decesso non c'è problema, perché segue l'asse ereditario, in caso di rendita tutto è da vedere nelle clausole contrattuali, essendo un contratto privato. Alcuni fondi pensione prevedono la rendita al superstite. 

Che poi si possano estendere le rendite di "vedovanza" anche alle unioni civili, per me va bene, se si prevede lo splitting.

Mica troppo d'accordo, stai comprando un'assicurazione obbligatoria, e' nella natura di un contratto assicurativo che se non si verifica l'evento coperto perdi i soldi. Come dire che lo Stato ti ruba i soldi della RC Auto perche' non hai mai fatto un incidente. Poi e' insito in ogni sistema basato su calcolo attuariale che chi muore prima di aver esaurito i benefici della propria polizza vita finanzi chi muore dopo, altrimenti il sistema e' in perenne squilibrio.

Non sto comprando proprio niente, mi stanno rubando dei soldi che io volentieri investirei per farne quel che mi pare a 70 anni. L'auto nessuno mi obbliga ad acquistarla. 

se vuoi circolare, devi assicurarti, se non vuoi accantonare contributi, non lavorare.

i paesi in cui non vige la rc auto e la previdenza obbligatoria, se mai esisistessero, a occhio non dovrebbero essere un gran che e  forse  da evitare anche per una breve gitarella.

difficile aggiungere altro a quanto indicato da vincenzo pinto: io scambio un montante con un vitalizio; certo l'assicurazione si augura il mio decesso e io spero di mungergli più di quanto versato, è una scommessa come un'altra e finora l'inps non ha mandato in giro sicari o ha interrotto le prestazioni agli ultra novantenni che hanno esaurito il loro montante e sono nell' evidente impossibilità di accantonarne un altro.

poi, nella pratica possono esserci sistemi molto diversi, magari concorrenziali, con mille specifici punti deboli e vincitori e vinti, ingiustizie, clientelismo e malcostume normativo, ricordati anche recentemente da marco esposito, ma cominciare una discussione dicendo che i contributi previdenziali toutcourt sono una tassa oppure una ruberia, mi fa pensare "le peggio cose". 

Andrea posso dire che dal tono della risposta si vede che hai preso le prime buste paga in Italia e hai guardato la differenza lordo-netto :)

Battute a parte, mi pareva dai miei confusi ricordi universitari che una certa evidenza favorevole ad un sistema pensionistico universale e obbligatorio ci fosse, causa principale la "miopia" degli agenti ed evitare il freeriding (possiamo raccontarcela finche' vogliamo ma in democrazia si avra' sempre un incentivo a dare una bella pensione minima a carico della fiscalita' generale). Chiaro che in Italia si paghi troppo, ma a prescindere da quanto si paga il punto rimane: un sistema assicurativo funziona perche' in media la gente campa il numero di anni previsto attuarialmente. Se inizi a rimborsare soldi a chi muore troppo presto ti trovi in deficit per finanziare quelli che muoiono troppo tardi. Non si scappa!

Il problema non è il tipo di contratto obbligatorio o il calcolo attuariale, ma il concetto di reversibilità al coniuge. In sostanza si passa a chi non ha lavorato un diritto che non ha acquisito, ma ereditato. Togliamo la reversibilità e semmai diamo al coniuge superstite un reddito minimo in base al patrimonio e al reddito complessivo che dichiara. In questo modo non fregherebbe a nessuno se il Gay o l'etero di turno ultraottantenne si sposa un giovanotto o una giovanotta che poi ereditano la pensione.....Aggiungo poi che le rendite dei parlamentari concedono la reversibilità perfino ai conviventi il che è di una volgarità incredibile, ma su questo c'è omertà!

Per evitare troppi contenziosi si può stabilire che la reversibilità non si applichi per tutti i matrimoni celebrati da ora in poi (gay e etero -  senza differenze); rimanga per le pensioni già in corso, "means tested" per i matrimoni già in essere ma con titolare ancora vivente. 

È anche assurdo che una coppia rimanga spostata per 35 anni e che poi all'ultimo divorzino. Lui si risposa con la segretaria piu' giovane, muore due anni dopo la pensione e lei. giovanissima, si becca tutta la reversibilità. È un caso estremo ma solo per capirci.

Ho trovato brillante la soluzione dello splitting, che suddivide la reversibilità in base al tempo in cui si è stati assieme e si percepisce solo al momento di andare in pensione.

Nel caso delle badanti che si sposavano il vecchietto decrepito hanno messo una pezza quindi se Parsi Hilton si sposa un vecchietto italiano e quello muore poco dopo non becca un centesimo

http://immigrazioneoggi.it/daily_news/notizia.php?id=003248#.U6ncAvl_v84

Pezze

Francesco Forti 26/6/2014 - 08:02

Carina l'idea che si mettano "pezze" su casi particolari (immigrati) o si vogliano metterle sul praticamente inesitente problema della reversiblità per le coppie dello stesso sesso, quando in realtà il problema di fondo è ben altro ed è  sistemico. Mettere le pezze su casi particolari serve solo a cercare di evitare di riformare a fondo il sistema.

Perfettamente d'accordo che ci sarebbero parecchie cose da cambiare sulle pensioni di reversibilità.

Non sono stato io a legare matrimoni gay e pensioni di reversibilità, il collegamento lo ha fatto Sacconi. Mi sono limitato a osservare che dal punto di vista quantitativo la preoccupazione che i matrimoni gay farebbero esplodere la spesa per pensioni di reversibilità non sembra essere supportata in alcun modo dai dati che abbiamo.

Veramente è stato il progetto di legge di Renzi: queste "unioni civili" sono materia di diritti civili oppure una questione di vile denaro? Per zittire Sacconi basterebbe stabilire che la normativa sulle pensioni di reversibilità non si applica ai gay. In effetti le pensioni di reversibilità sono il riflesso si una società in via di scomparsa, quelle delle "mille lire al mese", dove il "breadwinner" generalmente maschio lavorava e versava contributi e la moglie rimaneva a casa a crescere i figli; queste coppie sono oggi sempre meno numerose e comunque siamo in una fase socioeconomica dove si riducono diritti a chi prima ne godeva (vedi esodati) e non dove ne vengono attribuiti di nuovi. Si tratterebbe di un'intollerabile discriminazione? Non c'è problema: si stabilisce the per tutti i matrimoni celebrati dal giorno dell'entrata in vigore della legge, tanto gay quanto etero, la normativa sulla reversibilità non si applica. Per i matrimoni già in corso, "means testing": se Paris Hilton sposa domani un Italiano e rimane vedova non c'è motivo di pagarle una pensione di reversibilità.
Con l'occasione sollevo anche il problema dell'eredità: se un/una gay non ha figli, e muore dopo i genitori, può fare testamento a favore del compagno/a e lasciargli tutti i suoi averi.

dei genitori, questi non sono legittimari.

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