Letture per il fine settimana, 26-11-2011

26 novembre 2011 andrea moro e sandro brusco

Questa settimana: ¡Que viva Visco!; paura di guidare; come ti scelgo gli elettori; la lettera al PD di Pietro Ichino; e le dimissioni di Fini?; Jeffrey Sachs e Guido Rossi: una comparazionevisualizzazione dei soldi

Buona lettura e buon fine settimana.

  • In una intervista all'Unità Vincenzo Visco (proprio lui) dice un sacco di cose ragionevoli sulla patrimoniale: meglio farla ordinaria e solo sugli immobili, ossia rimettere l'ICI, e usarla per il finanziamento degli enti locali. La patrimoniale sulle società non va messa perché ''spinge le imprese a non capitalizzarsi e a non investire''. Per farmi contento del tutto doveva suggerire di tassare le fondazioni bancarie ed essere più esplicito sul fatto che le decisioni sull'ICI vanno fortemente decentralizzate. Sarà per la prossima volta.
  • Nell'ultimo decennio in Amerika sono morte in media 40 mila persone l'anno in incidenti stradali. È l'equivalente di due Boeing 747 caduti per settimana. Lo so, non è una gran novità, ma ogni tanto fa bene ripeterselo.
  • Se avrà successo il referendum elettorale e si tornerà al mattarellum, il 75% dei seggi della Camera verrà scelto in collegi uninominali. Un potenziale problema dei collegi uninominali è che i risultato è influenzato da come vengono disegnati i confini dei collegi. Viene definita gerrymandering la pratica di tracciare collegi dai confini astrusi per assicurare una maggioranza a un candidato, tipicamente l'incumbent. Su Roll Call, rivista politica specializzata americana è apparso un interessante articolo sui collegi elettorali più ''puzzolenti''.
  • La caduta del governo Berlusconi sembra aver mandato in particolare fibrillazione il dibattito interno al PD, specialmente quello relativo alla politica economica. Tra le cose più serie, segnaliamo la lettera di Pietro Ichino in tema di politica del lavoro. Negli ultimi giorni invece ha tenuto banco la richiesta di dimissioni di Fassina avanzata da Enzo Bianco e da alcuni parlamentari a lui vicini. Al di là della personalizzazione del dibattito, è chiaro che questi sono temi fondamentali su cui il PD dovrebbe fare chiarezza. Bersani invece non sembra voler scegliere nulla; appoggia Monti ma poi trova normali gli strali di Fassina contro la BCE: la richiesta di dimissioni lui ''non l'ha proprio capita''. Possiamo solo rispondere con le parole del Sommo Poeta: è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già.
  • Questa cosa è già girata parecchio in rete ma vale la pena riproporla di nuovo: Fini, in una intervista dello scorso febbraio, ha detto che si sarebbe dimesso da Presidente della Camera non appena Berlusconi si sarebbe dimesso da Presidente del Consiglio. Non che nessuno se lo aspetti, ma certe cose è bene ricordarle.
  • In un articolo sulla rivista domenicale del New York Times, l'economista di Columbia Jeffrey Sachs canta le lodi del nuovo movimento progressista. L'articolo non è particolarmente interessante, dice cose abbastanza scontate per chi conosce un po' Sachs, ma voglio attirare l'attenzione su un particolare, che è la mancanza di errori grossolani. Ovvio, direte voi, ci mancherebbe altro. Però c'è una bella differenza tra lo scrivere ''Only the military and a few big transfer programs like Social Security, Medicare, Medicaid and veterans’ benefits were exempted from the squeeze'', e scrivere invece che lo stato sociale negli USA è stato ''smantellato'', come ha detto Guido Rossi. La differenza, alla fine, è questa: in Italia uno può usare la sua fama per dire cose false senza che nessuno (a parte i soliti blogger malmostosi che non legge nessuno) apra becco. Questo in Amerika non accade, se dici cose false ti massacrano. Per cui, anche in un articolo ''liberal'' in cui lamenti che non c'è abbastanza spesa pubblica hai cura di specificare che la spesa per pensioni e per sanità è invece cresciuta. Si chiama ''effetto degli incentivi'', ed è la ragione per cui noi, che non contiamo nulla, meniamo mazzate quando la gente dice cose false e illogiche. Nella speranza che capiscano che a dire cose false e illogiche si finisce presi a mazzate.
  • xkcd.com, un fumetto specializzato in vignette per nerd,  ci offre un'impressionante ma tutto sommato informativa visualizzazione di varie grandezze monetarie. Obbligatorio cliccare sull'immagine per vederne la versione ingrandita. Nella sezione "billions" c'è  pure la famiglia Berlusconi

55 commenti (espandi tutti)

Massimo rispetto per il Sommo Poeta italico, ma nella fattispecie, almeno per la melodia e il messaggio centrale del testo, si dovrebbe dar credito al menestrello del Minnesota

Grazie dei link e buon fine settimana.

Nell'ultimo decennio in Amerika sono morte in media 40 mila persone l'anno in incidenti stradali. È l'equivalente di due Boeing 747 caduti per settimana. Lo so, non è una gran novità, ma ogni tanto fa bene ripeterselo.

Pero' immagino molti piu' viaggino in auto che in aereo. Il parametro da usare dovrebbe essere la mortalita' per km percorso o per ora di viaggio.

mi pare il messaggio di Sandro

morti in incidenti stradali = 2 Boeing caduti per settimana

poichè due boeing cadono al massimo in due anni ne esce un rapporto minimo 104 a 1 (vittime incidenti stradali/vittime incidenti aerei)

In auto le possibilità di morire saranno 104 a 1 rispetto all' aereo, ma ti risparmi la coda all'imbarco, i sacchettini per i liquidi e di vedere le anziene signore  costrette a gettare il pericoloso deodorante. Quindi vale sempre la pena andare in auto :-)

In automobile --mia in ogni caso-- ho il vantaggio di fumare quanto mi pare aumentando le probabilita' che il cancro mi porti via da, speriam presto

Aldo, il punto di Alberto rimane senza risposta. Se il numero di ore per settimana passate in aereo fosse uguale al numero di ore per settimana passate in aereo, il rapporto 104 a 1 avrebbe un senso, ma visto che il numero di ore passate in macchina eccede di gran lunga il numero di ore passate in aereo, le cose cambiano. Non credo che Sandro e Andrea volessero con queste cifre dimostrare che le macchine sono meno sicure degli aerei (cosa peraltro vera, se non ricordo male), ma solo che le macchine non sono affatto sicure. Un'analisi comparativa sarebbe interessante e tempo fa mi ricordo di aver letto qualcosa a riguardo, ma non so dove. Qualcuno e' in grado di soddisfare la curiosita' mia e di Alberto?

è chiaro che il confronto dipende dall'indice che si considera: vittime/km percorso, vittime/tempo di esposizione al rischio

104 è grosso modo (non so se di boeing ne cade l'uno l'anno e se il numero medio di vittime per incidente aereo sia esattamente 385) gli anni in cui le vittime di incidenti aerei eguagliano le vittime di incidenti automobilistici di un anno.

La sensazione molto diversa dalla realtà sta nel fatto che in auto si ha l'impressione di avere in mano la situazione e che gli incidenti hanno diversa gradazione di effetti. 

Una tabella si puó trovare qui ; non riesco a trovare i dati delle astronavi che, in termini di morti per miliardi di chilometri risultano il mezzo di trasporo più sicuro, mente in termini di morti per numero di viaggi naturalmente il più rischioso.

xkcd.com

federico de vita 26/11/2011 - 11:26

E' per geek, non per nerd :-)

 

Re: xkcd.com

andrea moro 26/11/2011 - 14:04

sure, ok :)

http://www.bloomberg.com/video/80871094/

 

homework, spot the errors, in English. no kidding allowed

(I found six)

Ci ho provato, ma mi sono addormentato prima.

mi sembra una saggia reazione

Perlomeno il povero Prodi ci prova...

perchè il magnifico Berlusconi no? Comunista!

GUARDA

e il giornalista si è forse congratulato con Prodi? Vedi invece Bush!

 

 

chiedo scusa per l'ot.

vorrei segnalare un problema col sito. 

ieri vedevo i commenti al post di giuliana allen, ma del post nessuna traccia. per accedervi dovevo cliccare sui commenti prima.

oggi il post appare, ma in compenso è scomparso quello di lodovico pizzati.

problemi al sito o è il mio browser?

No, anche io ho lo stesso problema

Evidentemente per qualche motivo (o accidentalmente) alcuni articoli vengono messi in modalità "provvisoria" o "di bozza" o comunque in una modalità tale per cui non compaiono sulla home page. Solo che... compaiono altrove :-) e anche i commenti non sono tolti dalla home page :-)

Quale articolo di Pizzati? Io "altrove" vedo un articolo di Palma :-)

Comunque aspettiamo quello che ci dicono i tecnici.

Siamo stati noi che abbiamo fatto casino, non ci dovrebbe essere nessun problema tecnico.

In proposito mi ero imbattuto in questo abbozzo di proposta, qualche settimana fa, che ne pensate?

 

mi pare che per raggiungere l'obiettivo della proposta bisognerebbe fare collegi con sottocollegi disgiunti.

Che so parte della provincia di Como con parte delle provincia di Reggio Emilia il che oltre che ad essere assurdo in sè minerebbe l'uniformità del territorio che l'eletto dovrà rappresentare.

Non esageriamo. Il problema che pongono Galasso e Nannicini è di evitare che le decisioni sui distretti elettorali vengano prese dai politici. Non è difficile, basta dare l'incarico a qualcun altro (per esempio i TAR). La concorrenza può essere accresciuta dalle primarie, anche nei distretti ''sicuri'' per la destra o la sinistra. Immaginate per esempio un canddato del PdL (PD) che deve decidere di votare per l'amnistia, come è accaduto nel luglio 2006, con la prospettiva di essere sfidato alle primarie da un candidato della Lega (IdV) che dice ''il deputato XY ha votato l'amnistia, io non lo avrei mai fatto''.

 

la cartina dei collegi uninominali per la camera attuali non pare mostrare anomalie

bisogna tenere conto che i collegi uninominali devono appartenere a una sola circoscrizione (evidenziata) e che le circoscrizioni devono appartenere a una sola regione 

 

qui le furbate cercano di farle con le regioni: dividere Emilia da Romagna, Lunezia

Non è difficile, basta dare l'incarico a qualcun altro (per esempio i TAR).

Sandro stai scherzando, spero.

Non esageriamo. Il problema che pongono Galasso e Nannicini è di evitare che le decisioni sui distretti elettorali vengano prese dai politici. 

Mah, quasi quasi sarebbe meglio affidare la parte secondaria delle decisioni elettorali alla sorte. Una bella lotteria di Natale ristretta. C'e' un abuona probabilita' che si migliori...

Qui, se provi a sostenere che Guido Rossi - nella sua ansia di porsi a difesa dell'intervento pubblico e di minimizzare le colpe della politica - ha detto (scritto) una castroneria, ti guardano come un marziano.

E c'è pure chi si offende per la critica alla scelta di pubblicarne le elucubrazioni - tra l'altro in prima pagina - e chi ti considera un personaggio inaffidabile perché troppo indipendente nei giudizi (e, probabilmente, irrispettoso) .....

Ciò avviene non ostante la tua argomentazione poggi sulla lettura di alcune righe, che ti viene rimproverato di aver soggettivamente estrapolato dal tutto, sebbene tu sostenga che proprio queste righe costituiscono la perfetta sintesi dei concetti espressi dall'autore.

E non si sta parlando di Diabolik, ma del maggiore quotidiano economico del Paese ....

Dati gli strafalcioni grammaticali che continuamente compio non voglio certo mettermi a fare il grammar nazi ma "non ostante" scritto staccato non lo sopporto e sta diventando veramente di moda. Si scrive "nonostante" una parola sola E' in latino che va staccato ("non obstantem"). Scusami Doc è una mia fissa :-)

 

ha detto che si sarebbe dimesso da Presidente della Camera non appena Berlusconi si sarebbe dimesso da Presidente del Consiglio

mi rimetto alla tua autorita' di grammar nazi: quella sopra e' corretta? da lontani ricordi, mi sembra che la costruzione richieda il congiuntivo, non il condizionale ('non appena si fosse').

Quale autorità ? Comunque, io avrei usato "fosse".

Dobbiamo però essere realisti ed accettare il fatto che il congiuntivo sia oramai estinto.

Basta leggere i titoli di SKY TG 24, SKY Sport o dell'ANSA per constatarne il decesso.

Da Grammar Nazi rinsavito ti dico che hai perfettamente ragione. Trattasi di periodo ipotetico del terzo tipo che richiede il congiuntivo trapassato nella protasi e condizionale passato nell'apodosi.

Mi cospargo il capo pelato di cenere, senza neanche farla raffreddare. Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa.

Corrado, abbi pazienza: io son preciso e puntiglioso ...... e l'Accademia della Crusca non pare pensarla come te ...... :-)

Al fatto che si tratti di una scrittura meno comune rispetto all'altra, peraltro, non consegue alcun obbligo né divieto. E pur se un mi dispiace che t'infastidisca - se il motivo è un'avanzante moda posso capirti .... -  temo che continuerò a scrivere come sempre ho fatto.
Del resto - a prescindere da usi e costumi più o meno disdicevoli - continuerò anche ad utilizzare i congiuntivi, ove servano ...... :-D

Non son d'accordo con l' Accademia. La trovo una forma già desuetà, che recentemente è tornata in auge credo per snobbismo (non tuo sia chiaro).

Tuttavia prendo la cenere che ha avanzato Sandro e mi cospargo il capo, il loro parere è sicuramente più autorevole del mio su simili questioni

Del resto - a prescindere da usi e costumi più o meno disdicevoli - continuerò anche ad utilizzare i congiuntivi, ove servano ...... :-D

Mah "disdicevoli"...in realtà la lingua è in continua evoluzione (vale anche per le mie uggie su "non ostante"), e il congiuntivo è destinato a sparire, ci piaccia o no (a me non piace)

il congiuntivo è destinato a sparire, ci piaccia o no (a me non piace)

Speriamo non sia così, pur se questa appare essere la tendenza. Figlia, a mio avviso, della grande possibilità di comunicare di oggi, fatto certamente positivo ma che dà molto spazio anche agli "ignoranti" dell'idioma e delle sue regole. Se aggiungiamo il (per me) fastidiosissimo utilizzo di abbreviazioni "da telefonino", quali "ke" oppure "nn" ...... l'imbarbarimento mi sembra a buon punto. Tuttavia mi oppongo, Vostro Onore ..... :-)

Non sarei tanto contento per l'intervista di Visco. Giusta la contrarietà alla patrimoniale, se non sulla casa, indispensabile per finanziare gli enti locali.

Poi, entrando nel dettaglio, i pregiudizi ideologici della sinistra prevalgono. Forti esenzioni sulla prima casa, il contrario di quello che serve per finanziare i comuni.

Sono le case abitate che costano di più ai comuni, non quelle vuote. Per quelle abitate bisogna prevedere asili, circoscrizioni, trasporti pubblici, scuole, evidentemente poco utili nei comuni a forte vocazione turistica, che invece continueranno a trovare nei loro bilanci tanti soldi da non riuscire a spenderli.

Questa storia delle tasse differenziate tra prima e seconde case è un tipico frutto della nefasta influenza della sinistra. Nessuno chiede di aumentare il bollo e l'assicurazione se si posseggono due auto. Casomai, per certe case di assicurazione, si potrebbe ottenere un premio più basso.

Aggiungiamo il costo della burocrazia, certamente superiore, dovendo differenziare le aliquote in base alla residenza. Aggiungiamo i trucchi, come intestare le case ai figli al momento dell'acquisto.

Pollice verso per Visco. E' sempre il solito.

 

Sono le case abitate che costano di più ai comuni, non quelle vuote. Per quelle abitate bisogna prevedere asili, circoscrizioni, trasporti pubblici, scuole, evidentemente poco utili nei comuni a forte vocazione turistica, che invece continueranno a trovare nei loro bilanci tanti soldi da non riuscire a spenderli.

D'accordo sul fatto che una casa abitata implica dei costi (seppur ridotti; si tratta di aumenti al margine), ma questo non è un buon motivo per non tassare gli altri immobili.  Personalmente credo che le spese locali debbano essere finanziate con la rendita fondiaria degli immobili, in quanto dipende direttamente dal livello dei servizi pubblici forniti e tassarla non distorce gli incentivi.  Ma in quest'ottica è utile prevedere un sussidio, per permettere anche a chi ha redditi bassi di "pagare l'affitto" al comune senza incidere sulle spese di prima necessità.  E l'esenzione della prima casa può servire allo scopo.

Poi, entrando nel dettaglio, i pregiudizi ideologici della sinistra prevalgono. Forti esenzioni sulla prima casa, il contrario di quello che serve per finanziare i comuni.

Concordo sul fatto che Visco rimane post-comunista.  Tuttavia bisognerebbe distinguere bene tra due tipi di tassazione che si possono fare sulla casa.

La casa viene tassata come reddito di fabbricato nella dichiarazione dei redditi delle persone, e qui tassata progressivamente.  Il presupposto e' che come per i terreni il possesso generi reddito, che e' stimato presuntivamente applicando un tasso fisso moltiplicato il valore del bene posseduto. Si tratta di una tassazione patrimoniale attraverso il reddito presunto del patrimonio. In questo caso ritengo adeguato che vi sia un'esenzione totale per la prima casa, eventualmente entro un limite massimo in cui rientri comunque la maggioranza delle prime case, provincia per provincia.

L'ICI e la tassa dei rifiuti, invece, potrebbero anzi secondo me dovrebbero essere tasse corripondenti a servizi che il Comune garantisce in relazione alla presenza di un immobile. I rifiuti in particolare potrebbero essere pagati secondo la loro produzione o misurata (fantascientifico, in Italia) oppure stimata dal numero di persone residenti (difficile, in Italia). Tenendo conto dei limiti degli apparati pubblici italiani, secondo me e' accettabile una tassazione semplicemente proporzionale valore dell'immobile (via reddito catastale) senza esenzioni per la prima casa e tendenzialmente addebitata a chi abita, eventualmente per il tramite di chi possiede l'alloggio.

La funzione dell'ICI e' meno chiara, almeno a me, secondo me i Comuni ne abusano per fare politica fiscale che invece dovrebbero fare esclusivamente con l'aliquota comunale della dichiarazione dei redditi.

Il suggerimento che darei io per sistemare la tassazione sugli immobili in Italia e' questa:

  • eliminare l'ICI anche per le seconde case, e' una tassa nata male e modificata peggio
  • tassare gli immobili come reddito presunto (reddito catastale) con esenzione tendenzialmente totale della prima casa, la tassazione aumenterebbe per coprire l'abolizione dell'ICI
  • trasformare la tassa dei rifiuti in IMU, aggiungendo al  costo dello smaltimento dei rifiuti il costo degli altri servizi che i comuni garantiscono agli immobili privati. Come la tassa dei rifiuti, l'IMU dovrebbe essere proporzionale al valore dell'immobile senza esenzioni per la prima casa, in questo modo rimarrebbe comunque un elemento di progressivita' sul patrimonio ma ci sarebbe una corrispondenza maggiore con quanto credo accada negli altri Paesi.

Tutto questo dovrebbe essere fatto a parita' di gettito o in ogni caso senza eccedere quanto avviene nei Paesi avanzati e civili, sia per la tassazione degli immobili, sia per il totale della tassazione di redditi e patrimoni. Si dovrebbe seguire l'esempio dei Paesi avanzati anche per quanto riguarda come ripartire la tassazione nella parte progressiva sul reddito con esenzioni e nella parte proporzionale al valore dell'immobile.

 

Tassare il reddito immobiliare nell'IRPEF è molto problematico, perché redditi da lavoro e immobili sono due fonti di reddito del tutto diverse e non è sensato aggregarle e tassarle con la stessa aliquota (si creano distorsioni).  La tassazione sugli immobili dovrebbe essere proporzionale, idealmente alla rendita fondiaria, e pagata da tutti, persone fisiche e imprese.  Se ciò crea problemi a chi ha redditi bassi si possono prevedere soluzioni ad hoc, ad esempio aumentare leggermente la progressività delle altre imposte, e per i pensionati posticipare il pagamento dell'imposta all'atto della successione.

Tassare il reddito immobiliare nell'IRPEF è molto problematico

per carità! Il gioiellire pagherebbe il 23% per la sua villa di 12 vani, 6 servizi giardino e piscina e io pagherei il 43% per il mio appartamento.

Quando si capirà che ogni cosa collegata al reddito "ufficiale" è un moltiplicatore di evasione?

Poi, entrando nel dettaglio, i pregiudizi ideologici della sinistra prevalgono. Forti esenzioni sulla prima casa, il contrario di quello che serve per finanziare i comuni.

 

Mi sa che i pregiudizi ideologici ci sono anche a destra: in fin dei conti l'ICI l'ha abolita il Cav.

 

Alessandro N.

La casa viene tassata come reddito di fabbricato nella dichiarazione dei redditi delle persone, e qui tassata progressivamente.  Il presupposto e' che come per i terreni il possesso generi reddito, che e' stimati presuntivamente applicando un tasso fisso moltiplicato il valore del bene posseduto. Si tratta di una tassazione patrimoniale attraverso il reddito presunto del patrimonio. In questo caso ritengo del tutto adeguato che vi sia un'esenzione totale per la prima casa, eventualmente entro un limite massimo in cui rientri comunque la maggioranza delle prime case, provincia per provincia.

Il problema da sviscerare è se il possesso della casa generi reddito o no. Dire che una casa NON AFFITTATA genera reddito è abbastanza fantasioso, come sanno bene i proprietari. Casomai genera solo costi, dalle bollette, alla manutenzione, alla TARSU.

Supponiamo, invece, con grande sforzo, che generi reddito. Allora non ha senso esentare la prima casa. A parte il fatto che una o più stanze vuote possono essere affittate, questo mette sullo stesso piano chi possiede una casa e chi non ne possiede. E siccome i proprietari della prima casa sono le grande maggioranza, i non proprietari avranno a loro carico anche la quota di reddito eluso dai proprietari.
Questo comunque per assurdo, perché rimango dell'idea che una casa non affittata, che il proprietario tenga a disposizione per le vacanze o per quello che vuole, non generi alcun reddito, come non lo genera un'auto o una barca.

Una volta che la casa paga le tasse comunali, le bollette e il condominio, non dovrebbe pagare altro. Se venisse affittata pagherà le tasse sul reddito prodotto, come dovrebbe fare anche chi ha una barca e l'affitta.

 

 

Una casa non affittata genera un'opportunità di reddito, nel senso che il proprietario potrebbe darla in locazione a qualcuno che la affitti.  Se poi preferisce tenerla sfitta, nulla in contrario ma è giusto che paghi per i vantaggi che ne deriva.

Per quanto riguarda le case estive, che d'inverno restano vuote per forza di cose, in questo caso effettivamente si spalma l'imposta di pochi mesi su tutto l'anno.  Ma anche in questo caso, il proprietario potrebbe affittare la casa ad un residente e generare reddito tutto l'anno:  di nuovo, se vuole tenerla come casa estiva può pagare un contributo.

Un'auto e una barca sono beni diversi dalle case, che durano molto di più, anche in perpetuo per quanto riguarda il terreno sottostante.  E comunque, se io noleggio un'auto o una barca e poi le tengo in garage o al porto, ciò non mi esime dal pagare il noleggio e se del caso la concessione del porto.  Perché per gli immobili dovrebbe essere diverso?

non ha senso esentare la prima casa

se si esenta la prima casa bisognerebbe dare una cifra equivalente a chi è in affitto.

se si esenta la prima casa bisognerebbe dare una cifra equivalente a chi è in affitto.

Esatto.  Ma è più semplice tassare anche la prima casa e se del caso introdurre un reddito base per tutti, magari integrato con l'IRPEF (cioè una negative income tax): sostituisce egregiamente i provvedimenti assistenziali e in più la combinazione reddito di base + tassazione locale incentiva i redditi più bassi a trasferirsi in zone dove il costo della vita è minore, cosa che introduce di fatto una perequazione della qualità della vita senza oneri per il contribuente.

 

non ha senso esentare la prima casa

se si esenta la prima casa bisognerebbe dare una cifra equivalente a chi è in affitto.

Tutto cio' si potrebbe allora fare con le deduzioni, dal reddito (inclusivo di reddito potenziale degli immobili) si potrebbe dare una deduzione pari al costo minimo dignitoso della vita, inclusivo di alloggio, che secondo me dovrebbe essere calcolato per provincia o regione, e poi le tasse agiscono sulla parte eccedente. Gia' ora l'aliquota fiscale omnicomprensiva di fatto e' piu' o meno cosi', con una flat tax al ~46% a partire da 20-25k di reddito annuo lordo, che il legislatore italiano evidentemente ritiene sufficiente. In aggiunta a questo comunque lo Stato italiano chiede un'aliquota progressivamente minore fino al 23% e fino a 8-10k di reddito annuo lordo, con una condotta alquanto disdicevole che va comunque a braccetto con l'esistenza di evasione fiscale dffusa.  Col sistema delle deduzioni rimarrebbero pero' colpiti i percettori di redditi modesti, che possiedono possibilmente per eredita' immobili di elevato valore, nonche' chi e' temporaneamente disoccupato. Per questo secondo me sarebbe preferibile esentare dalla tassazione progressiva la prima casa completamente, o entro margini ampi.

si potrebbe dare una deduzione pari al costo minimo dignitoso della vita, inclusivo di alloggio, che secondo me dovrebbe essere calcolato per provincia o regione

Perché mai?  Come ho scritto sopra, chi vive in una regione o provincia dal costo elevato può trasferirsi.

Col sistema delle deduzioni rimarrebbero pero' colpiti i percettori di redditi modesti, che possiedono possibilmente per eredita' immobili di elevato valore, nonche' chi e' temporaneamente disoccupato.

I primi potrebbero trasferire l'immobile a familiari che ne facciano un uso più completo, oppure affittarlo o venderlo a chicchessia; i secondi percepire un'indennità per la disoccupazione o accedere ai propri risparmi.  Ritengo comunque che la deduzione dovrebbe essere sostituita con un reddito di base, erogabile a tutti gli effetti e tassato con una combinazione di IVA ed IRPEF sui redditi da lavoro.  Personalmente considero poi il fatto che tanti immobili di pregio restino vacanti o sottoutilizzati un'anomalia, che per quanto possibile dovrebbe essere evitata.

si potrebbe dare una deduzione pari al costo minimo dignitoso della vita, inclusivo di alloggio, che secondo me dovrebbe essere calcolato per provincia o regione

Perché mai?  Come ho scritto sopra, chi vive in una regione o provincia dal costo elevato può trasferirsi.

Trasferirsi per chi ha reddito medio-basso rappresenta un costo ingente, secondo me. Io ho visto trasferimenti per ottimizzare costo della vita piu' che altro da percettori di redditi medio-alti, e nella stesa provincia, o comunque su distanze di max 30km.  Probabilmente abbiamo anche idee diverse sul valore delle relazioni che un individuo sviluppa dove abita, sia con le persone sia coi luoghi.

Poi, uscendo dal tema, secondo me uno dei maggiori problemi dell'Italia e' l'idea non fondata sulla realta' che il territorio italiano sia indifferenziato, o debba essere considerato tale dallo Stato, o comunque debba diventare indifferenziato. Io preferirei molto di piu' uno Stato che si limitasse ad essere una federazione, idealmente come quella Svizzera, che funziona bene, quindi con tutta la tassazione eccetto eventualmente l'IVA di pertinenza locale.

Pongo un caso di scuola. Nel 2011 Paperino vive a Paperopoli in una bella casa di proprietà, prima e unica, e lavora percependo un buono stipendio; paga le tasse del caso. Nel 2012 quell'avaraccio di zio Paperone lo licenzia per taglaire i costi. Per fortuna Paperino trova un nuovo lavoro a Topolinia, del tutto equivalente per salario e condizioni e si trasferisce. Prende in affitto una casa altrettanto bella, per la quale paga € 1000 mensili, e trova da affittare la sua casa di Paperopoli appunto per € 1000 mensili. La condizione reddituale e sociale di Paperino non è cambiata, e cosí la sua "capacità contributiva" che secondo la Costituzione dovrebbe ispirare la tassazione, ma ora Paperino paga € 430 mensili di Irpef sul reddito della casa di Paperopoli.

430  € sono comunque troppi perchè ci sono gli abbattimenti

ora poi con l'aliquota secca farebbero 210 €

ma il ragionamento non cambia a meno che sia tassata anche la prima abitazione o che, se non tassata la prima, chi vive in affitto godesse di una "imposta negativa".

 

Una casa non affittata genera un'opportunità di reddito, nel senso che il proprietario potrebbe darla in locazione a qualcuno che la affitti.  Se poi preferisce tenerla sfitta, nulla in contrario ma è giusto che paghi per i vantaggi che ne deriva.

questa francamente non l'ho capita. Quindi se una donna rimane a casa, magari dimettendosi dal lavoro, faccia pure, ma dovrebbe pagare lo stesso le imposte, come se avesse quel lavoro.

Perché cercare spiegazioni in quella che è soltanto una delle tante assurdità del nostro sistema fiscale? E' più facile dire: è così e basta.

 

questa francamente non l'ho capita. Quindi se una donna rimane a casa, magari dimettendosi dal lavoro, faccia pure, ma dovrebbe pagare lo stesso le imposte, come se avesse quel lavoro.

Se la cosa fosse gestibile si farebbe proprio così, con il vantaggio che la gente non sarebbe più incentivata a non lavorare.  Si chiama imposta capitaria.  L'imposta capitaria sulle persone non si può usare, perché la produttività è molto variabile e per di più chi non lavora in genere è perché produrrebbe poco.  Per le case queste considerazioni non valgono:  se una casa non è produttiva nel lungo termine viene messa in vendita e al limite ristrutturata o demolita, e le variazioni di "produttività" si riflettono nel valore dei terreni.

john muellbauer propone i conditional eurobonds: http://www.voxeu.org/index.php?q=node%2F7332

any comment?

Anche tabellini si schiera a favore di massicci qe e Bice come prestatore in un'ultima istanza:

 

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-11-23/nudo-215310....

via ftalphaville  la descrizione di un meccanismo potenzialmente esplosivo che si è venuto a creare.

Direi che non abbiamo finito di ballare

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