Letture per il fine settimana 26-3-2011

26 marzo 2011 sandro brusco

Questa settimana:  il non-taglio dei costi della politica; lo studio di Termometro Politico sui deputati; gli effetti di Basilea III; il punto sulle recenti acquisizioni di imprese; la finanza locale in Italia: un esempio paradigmatico; una sigla curiosa per un centro studi; il costo di un posto di lavoro.

Buona lettura e buon fine settimana.

  • Riprendiamo questa notizia già segnalata in un commento da Paolo Balduzzi: il governo ha eliminato di soppiatto la riduzione del numero dei consiglieri comunali di Roma e Milano, adottando al contempo altri provvedimenti pro-casta. Fa impressione la miseria umana di questi signori. Un'informazione per i nostri politici che dicono che se non ci sono 60 cadreghe in consiglio comunale a Roma e Milano non riescono a lavorare: a New York City, che è un pelino più grande sia di Roma sia di Milano, il numero dei consiglieri è 51.
  • Seconda puntata dello studio di Termometro Politico sui nostri parlamentari. Dopo l'analisi del Senato, è la volta della Camera dei Deputati.
  • La Banca d'Italia ha prodotto due studi che cercano di valutare l'impatto economico delle regole di Basilea III. Alberto Locarno valuta l'impatto macroeconomico più immediato, mentre un gruppo nutrito di autori valuta l'effetto sulla volatilità del ciclo economico e sulla crescita di lungo periodo.
  • Su Il Post, Francesco Maggio fa un utile riassunto delle recenti vicende di compravendita di imprese italiane. Una cosa che non sapevo: ''in Italia, la quota di aziende a controllo estero è di appena il 4,1 per cento a fronte del 10,3 per cento della Francia e del 12,2 per cento della Gran Bretagna''. La fonte dei dati la trovate qui.
  • Sono solo poche righe, ma questo comunicato del Ministero dell'Interno (una spiegazione più chiara è fornita dal Centro Sintesi) spiega meglio di tanti studi come funziona il Italia la finanza locale. Allora, nel 2008 arriva il nuovo governo che con provvedimento demagogico cancella quel che era rimasto dell'ICI sulla prima casa. E i fondi per i comuni? O tagliano le spese o questi fondi vanno reintegrati; ovviamente la seconda soluzione rende solo spudoratamente chiaro che stiamo sostituendo tassazione locale con tassazione centrale. Gli enti locali le spese cercano di non tagliarle, al massimo ritardano i pagamenti ai fornitori. Il governo farfuglia che tanto tutto troverà soluzione nella grande e meravigliosa riforma federale. E alla fine, dopo tre anni, getta la maschera e dà ai comuni i soldi che aveva fatto loro perdere. Ora chiedetevi: avendo previsto tutto questo, dati causa e pretesto e le attuali conclusioni, cosa doveva fare un amministratore locale razionale tra il 2008 e il 2011? Tagliare le spese o tener duro e chiedere il reintegro dei fondi?
  • Auguriamo lunga e prospera vita al Laboratorio dell'Inchiesta Economica e Sociale (LIES), però un appunto sul nome dobbiamo farlo. Va bene che è in Italia, va bene che l'inglese è una lingua straniera, ma, insomma, come lingua è abbastanza nota, soprattutto per chi fa ricerca in campo economico-sociale. Ecco, visto che in inglese lies vuol dire bugie, non era meglio scegliere un'altra sigla?
  • La Fiat cesserà presto la produzione di auto a Termini Imerese. Un articolo di Daniele Grasselli su lavoce.info fa il punto sulla situazione. In sostanza si parla di sussidiare la De Tomaso Automobili (la quale già si appresta a ricevere in Toscana) per creare 1.500 posti di lavoro. I sussidi arriveranno dalla regione Sicilia, per 350 milioni, e dallo stato centrale per altri 100 milioni. Fanno un totale di 450 milioni, il ché significa che per creare ogni posto di lavoro si spendono 300.000 (trecentomila) euro. Oppure la si può vedere così. Secondo l'articolo, lavorano al momento alla Fiat 1.400 persone, più altre 2.000 nell'indotto, per un totale di 3.400 lavoratori coinvolti. Se i 450 millioni li distribuissimo tra questi signori, ciascuno si metterebbe in tasca 132.350 euro. Non so, io ci penserei.

16 commenti (espandi tutti)

In sostanza si parla di sussidiare la De Tomaso Automobili ................

Modestamente Rossignolo, presidente di De Tomaso, è andato a fare del bene ai contribuenti in Piemonte (http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200912articoli/50843girata.asp ) ed in Toscana dove ha rilevato un altro impianto con metodologie siciliane.

L'inizitiva toscana di Rossignolo era già stata segnalata su NfA (http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/2237). Qui non si dorme

Piuttosto, credo che l'ironia di Sandro sull'acrononimo  del LIES non sia corretta. La scelta sembra deliberata. Si propongono (da sinistra) di smascherare le falsità della comunicazione in tema economico-sociale (si presume di stampo liberista). Che poi ci riescano è altra faccenda. I promotori sono giornalisti, sociologi e laureati in lettere.

Diablo, sto perdendo completamente il senso dell'ironia allora.

L'inizitiva toscana di Rossignolo era già stata segnalata su NfA (http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/2237). Qui non si dorme

Come fedelmente riportato nel post

(la quale già si appresta a ricevere in Toscana)

 

I promotori sono giornalisti, sociologi e laureati in lettere

Perché non riesco a stupirmi? E va bene, allora: io che sono ingegnere, e di mestiere faccio l'imprenditore manifatturiero, probabilmente farei bene ad occuparmi di smascherare le frottole che il mainstream racconta sulla produzione artistica dell'America precolombiana ......

L'inizitiva toscana di Rossignolo era già stata segnalata su NfA (http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/2237). Qui non si dorme

So perfettamente che qui i ragazzi soo ben più che svegli. Slo per fare un richiami in modo da avere il panorama completo delle mirabili p0olitiche italiote nel caso di Rossignolo/De Tomaso.

Roma vs NY

andrea moro 26/3/2011 - 14:30

Per la precisione, visto che il pezzo sui costi della politica riguardava i tagli ai compensi dei consiglieri circoscrizionali, New York ha un city council, ma anche 5 boroughs, con i loro consigli, anch'essi divisi in una dozzina di community boards ciascuno. Quali siano i costi di questi consigli non l'ho trovato. 

Il pezzo sui costi della politica riguardava sia i compensi dei consiglieri circoscrizionali sia il numero dei consiglieri comunali a Roma e Milano, mi son concentrato su questo secondo aspetto. Si programmava di ridurli da 60 a 48, e si è deciso che 48 era troppo poco. Da qui la comparazione con i 51 di NYC. È chiaro che, in termini di riduzione della spesa pubblica, un simile provvedimento è praticamente irrilevante. Ma fa impressione la casta rifiuti di fare il minimo sacrificio, e lo faccia agendo di nascosto.  

E' sopratutto un regalo a Letizia Moratti

Il Consiglio Comunale di Milano infatti ha faticato e sta faticando ad approvare il Piano del Governo del Territorio ed il Bilancio perchè molti consiglieri della maggioranza , sicuri di non essere rieletti a causa della riduzione del numero , disertavano il Consiglio offrendo all'opposizione buon gioco a fare mancare il numero legale.

Anche a Gianni Alemanno, che a Roma ha i suoi problemi. Ma il problema è quello di fondo, cioè l'arroganza di un folto gruppo di parassiti che vive di politica e che non può indietreggiare un solo metro, perche altro non saprebbe fare nella vita.

Questo aspetto andrebbe approfondito: alcuni parlamentari fanno o hanno fatto altro nella vita, altri non conoscono altro mestiere che la politica.

A Zurigo il consiglio comunale è composto da 125 consiglieri...

La riduzione dei consiglieri comunali verrà attuata in tutti gli altri Comuni delle Regioni a Statuto Ordinario. Più che altro quel che ci si domanda (retoricamente) è perché invece di ridurre il numero di consiglieri non si riducano le indennità. E magari perché il Parlamento non si riduca le propria careghe invece che quelle degli altri.

Se si considera l'alto numero di doppie e triple careghe in Italia, tale provvedimento non fa altro che concentrare la rappresentanza nelle mani di sempre meno persone che guadagnano sempre di più con la politica. Non so in America quanto il careghismo multiplo sia diffuso.

Quanto a nomi infelici, anche da noi si scherza pochissimo: abbiamo rischiato di vedere cambiare il nome del nostro laboratorio in "LAboratorio di Geomatica E Rilevamento", poi si e' visto l'acronimo risultante e si e' scelto "LAoratorio di Rilevamento E Geomatica", come quello francese.

Beh, potevate sempre provare a farvi passare per una birra :-)

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