Letture per il fine settimana 5-7-2014

5 luglio 2014 sandro brusco

Questa settimana: Boeri su flessibilità e regole di bilancio; Perotti e Teoldi sull'uso dei fondo strutturali europei; ancora sulle partecipate e la concorrenza; spunti per un dibattito sulla disuguaglianza; l'occupazione negli Stati Uniti.

Buona lettura e buon fine settimana.

  • Su lavoce.info Tito Boeri cerca di fare un po' di chiarezza sulla situazione attuale relativa alle regole di bilancio. La verità è che non sembra stia poi succedendo molto, nonostante ci sia un po' un clima da battaglia finale contro il cattivo teutone. Mah.
  • Sempre su lavoce.info questa settimana è comparso un interessante articolo (più e-book) di Perotti e Teoldi sull'uso dei fondi strutturali europei. Il ''disastro'', come loro lo chiamano, dovrebbe consigliare una certa prudenza a chi sostiene che una politica di massicci investimenti pubblici sia il toccasana di cui il paese ha bisogno. Prima di lanciarsi in ampi programmi di spesa pubblica occorre sempre interrogarsi su quale è lo stato della governance pubblica per il controllo di tali programmi.
  • Si può stare assolutamente certi che nessun cambiamnto sostanziale di politica seguirà all'allarme lanciato dalla Corte dei Conti su costi delle società partecipate da enti pubblici, specialmente gli enti locali. Su Leoniblog Massimiliano Trovato torna sul tema, analizzando specificamente la situazione della raccolta rifiuti. Sarebbe interessante verificare da un punto di vista quantitativo qual è il contributo della mancanza di concorrenza nel settore dei servizi pubblici locali alla scarsa produttività totale dei fattori.
  • Chris Dillow, da persona di sinistra, si chiede se non ci siano buoni argomenti per difendere la disuguaglianza. L'elenco che fa è interessante e offre, come si dice da queste parti, food for thought.
  • Menzie Chinn sul blog Econobrowser analizza l'andamento dell'occupazione negli Stati Uniti alla luce dell'ultimo rapporto del Bureau of Labor Statistics, relativo al mese di giugno. Le notizie appaiono buone, e certamente tali da destare invidia dall'Italia.

11 commenti (espandi tutti)

http://www.nytimes.com/2014/07/04/upshot/what-about-the-jobless-who-aren...

But hold the celebrations. Another 3 percent of the adult population reported that they are working part-time because they cannot find full-time jobs. This figure remains far above the December 2007 level of about 1.8 percent. In fact, part-time jobs accounted for two-thirds of all new jobs in June. Some economists expect employers to draw on this pool of partially employed workers as the economy continues to expand. Others, however, argue that at least some of these workers will not be able to find full-time work because of their shortcomings or because the economy is shifting toward part-time jobs.

Finally, we have the people who are not counted as unemployed because they are not actively seeking work. We don’t know how many of these people might return to the labor market as the economy improves. One simple measure: In June, the government reported that 2.7 percent of American adults said they were not actively looking for work, but they would still like a job now. About 2 percent of adults were in that category in December 2007.

Edit: Al secondo ci è rimasto attaccato altro, per cui non è funzionante, ma basta andare su quello del sommario per risolvere.

A fronte del 2.9% in meno di PIL che fanno i gloriosi giornalisti di Repubblica? Incuranti del fatto che il grosso del calo sia imputabile a fattori climatici (inverno rigido) ed altri che magari gli amici qui sapranno indicare, ne approfittano per la solita filippica sul PIL. Il popolo americano è piu' felice a causa della riforma sanitaria ma questa ha fatto calare il costo delle polize, quindi anche per questo è calato il PIL. Strano, io che ho sempre pensato che se risparmi su un costo (poliza) hai piu' soldi da spendere per altri beni e servizi o eventualmente risparmiare. :-)
Poi mi era stato detto che ilPIL non è solo un aggregato di tutte le spese. Questo è solo 1/3 dei modi di vederel il PIL. L'altro è l'aggregato di tutti i redditi (perché per spendere bisogna guadagnare) ed lil terzo è l'aggregato del valore aggiunto prodotto (perché per avere reddito e poter spendere bisogna produrre). Le tre visioni devono quadrare. Se il PIL quindi ha perso il 2.9% lo ha fatto a tutti i livelli. Valore aggiunto, reddito e consumi.

Forse che a Repubblica hanno informazioni diverse?

Forse che a Repubblica hanno informazioni diverse?

A Repubblica hanno spacciatori diversi.

Fosse almeno un articolo originale e non una copia dal FT: https://twitter.com/masaraht/status/486026381634314240

"Ogni euro di fondi strutturali che riceviamo ci viene dunque a costare due euro: un euro che dobbiamo versare all’Unione Europea, e un euro che dobbiamo mettere come cofinanziamento. Quindi, contrariamente a quanta si crede, i fondi strutturali sono tutti pagati, e due volte,  dal contribuente italiano."

Saranno decenni che mi tocca difendere il punto in questione, i fondi europei non esistono, almeno nella Repubblica Italiana, sono sempre pagati oltre il 100% dai contribuenti italiani.

Sai che non capisco il punto ? Dici: i fondi europei non esistono. No, esistono. Il fatto che li paghiamo noi due volte non cambia questo fatto e che sarebbe meglio non buttarli dalla finestra. Se intendi che il sistema è paradossale, ok (penso che sia anche la tesi dell'articolo) ma dire che "non esistono" cosa significa?

I fondi Europei non esistono é una frase multidimensionale. Non esistono intanto perché li pagano i contribuenti italiani, in toto, anzi in surplus, almeno da quando il Sig. Craxi decise che per dimostrare quanto era spacasi, avrebbe fatto pagare a generazioni di Italiani una cinquantina di miliardi di Sterline alle bisognose casse del governo britannico (vedi http://en.wikipedia.org/wiki/UK_rebate).

Ma non esistono anche come panacea. Il bilancio della UE é meno dell'1% del PIL Europeo. Se si pensa che si possa risollevare con la spesa pubblica una economia come quella italiana, i fondi "europei" spesi nel Bel Paese valgono lo 0.6%-0.7% del PIL italiano, per quanto miliardi di Euro, stiamo parlando di una minuscola parte della spesa pubblica italiana. Se il 50% del PIL di spesa pubblica non basta a far sviluppare con quelle politiche regioni come la Sardegna, la Sicilia, la Campania, la Calabria e via dicendo, cosa otterrá uno 0.6% in piú?

Nel caso italiano, sarebbe opportuno che il governo, un governo qualsiasi, imponesse ai partner europei l'uso esclusivo di tutti i contributi italiani per l'abbattimento del debito publico italiano, almeno finché non si raggiunga il 60% del PIL.

Ci sono i macchianera awards 2014. Io vi ho già votato ma vi consiglio di farvi un articolo a riguardo per provare a vincere il premio

LINK

http://www.macchianera.net/2014/06/19/mia14-macchianera-italian-awards-2...

Mah onestamente mi pare che il loro target sia diverso dal nostro. Grazie a chi ci vota in ogni caso

mi permetterei, anche in chiave pro-positiva (o pro-vocatoria) di suggerire la lettura di:

° Kreditanstalt für Wiederaufbau:

https://www.kfw.de/kfw.de.html

° Bpifrance investira 8 milliards d'euros d'ici à 2017 dans les entreprises françaises.
Serez-vous la prochaine ?

http://www.bpifrance.fr/

° Funding for Lending Scheme

http://www.bankofengland.co.uk/markets/Pages/FLS/default.aspx

Vedo, ahime', che sulle testate domestiche (non oso immaginare le vendite) si disquisisce di ''sesso degli angeli'', riforme che mancano da anni 20, ma non di capitale per investimenti e riavviare la massa (inerziale)

Grazie

KR

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