Letture per il fine settimana 6-12-2014

6 dicembre 2014 andrea moro e sandro brusco

Questa settimana: le dinamiche dei gruppi parlamentari; l'incredibile comunicato del Ministero del Lavoro; una domanda sulla ''mafia capitale''; dualismo del mercato del lavoro e addestramento sul lavoro.

Buona lettura e buon fine settimana.

  • L'ottimo openpolis ci racconta che in questa legislatura 155 deputati e senatori hanno cambiato gruppo parlamentare 187 volte. Anche escludendo i 57 parlamentari del Nuovo Centro Destra, gruppo formatosi durante la legislatura, si tratta di un fenomeno piuttosto rilevante. A beneficiarne soprattutto il PD, con un aumento di 18 parlamentari. I Grillini invece, dominano (escludendo Forza Italia, che ha avuto una scissione) il saldo negativo, perdendo 14 senatori e 5 deputati.
  • EDIT: Ho cancellato il pezzo originale che conteneva una diatriba contro l'Istat, mentre invece il problema è del Ministero del Lavoro; i commenti di Giovanni e Alberto sotto si riferiscono al pezzo precedente; scusate per la cappellata -- sandro.
  • Non è che realmente ci sia molto di interessante da dire sull'inchiesta ''mafia capitale''. I dettagli erano (e probabilmente in buona parte ancora sono) ignoti, ma che la politica locale romana sia un'enorme cloaca a cielo aperto era difficilmente dubitabile. Una questione forse un po' più interessante da porre è la seguente: in moltissimi aspetti sia della politica locale sia di quella nazionale le aziende del settore no profit vengono trattate con un occhio di riguardo, sia formalmente (trattamento fiscale) sia informalmente (sono viste spesso come moralmente superiori alle bieche aziende ''for profit''). Non è il caso di ripensarci un po'? Non è che le aziende del settore privato non facciano la loro parte di attività corruttive, quando è il caso, ma l'intreccio tra politica e aziende no profit ha raggiunto livelli tali che forse alcune priorità vanno ripensate. 
  • I mercati del lavoro duali, in cui una parte dei lavoratori gode di estese protezioni contro i licenziamenti mentra un'altra parte è soggetta a molta più incertezza, tendono a creare problemi alla crescita della produttività, sia perché rendono più lenta la riallocazione dei lavoratori alle attività in cui sono più produttivi sia perché disincentivano gli sforzi diretti alla crescita professionale dei lavoratori temporanei. Un paper di Cabrales, Dolado e Mora (qui un riassunto degli autori) cerca di quantificare gli effetti del dualismo guardando specificamente all'addestramento fornito sul lavoro, usando i risultati del PIACC, un esame per adulti disegnato dal'OECD. Come ci si può attendere i lavoratori temporanei ricevono meno addestramento, in una misura che varia dall'8% al 16% rispetto ai lavoratori con contratto a tempo indeterminato. 

11 commenti (espandi tutti)

ISTAT

giovanni federico 7/12/2014 - 09:40

non si capisce bene.  Quale è la fonte deii dati (provvisori) sui nuovi contratti - l'ISTAT o il ministero del lavoro stesso? 

ISTAT

alberto bisin 7/12/2014 - 17:25

No dai, l'Istat non c'entra stavolta, e' il Ministero che ha fatto un comunicato "falso" per coprire mediaticamente  quello "vero" dell'Istat.

.... con una pressione fiscale come la nostra ( inestimabile tanto è alta, attorno al 50% di sicuro), con i gentili colleghi della pubblica amministrazione che quando tornano dal fare la spesa al mercato ti degnano di attenzione per 5 mn, come fa una economia a crescere? come è possibile? quali INCENTIVI ha un imprenditore ad investire sapendo tutto questo? i vostri colleghi economisti keynesiani o quello che sono, i quali dicono che bisogna aumentare la spesa pubblica perchè in italia non è alta ( e quindi le tasse l'anno dopo....), ma hanno una vaga idea della realtà? poi alla fine vedi che sono tutti sfamati e dissetati dallo stato, gira e rigira..
a questi toglierei ogni forma di insegnamento.
sono cattivi maestri. con il c..o parato, sempre.

domanda: a parte i modelli con le derivate, tremila parentesi ecc..., ne esiste uno semplice e indiscutibile, in cui si dice che se ti crepano di tasse ( per fregarsi i soldi), nessuno investe, rischia, ecc..? se non con il doppio di stress ( uno per il bilancio ufficiale e uno per quello non ufficiale...).

vanno bombardati, insieme.

“Mentre le rappresentazioni correnti attribuiscono comportamenti auto-interessati o di pura convenienza a cadute o deviazioni di carattere morale, la mia convinzione è che questi comportamenti, stridenti con un senso comune che attribuisce al «terzo settore» virtù intrinseche, siano invece impliciti nella stessa concettualizzazione del non profit, oppure ne siano una conseguenza logica e materiale”

“Con questa espressione [terzo settore o non profit – ndr] si intende una categoria del pensiero economico diventata prima teoria sociale, poi provvedimento legislativo di carattere tributario e quindi spazio protetto di azione in cui un po' tutto è possibile (...) con tutto ciò che ne consegue in termini di dubbia utilità sociale, possibili arricchimenti personali, conflitti di interesse, elusione fiscale, rapporti di lavoro insani, concorrenza sleale con le imprese private, ricchi che diventano più ricchi e poveri più poveri, 'buoni' che legittimano vantaggi per i 'cattivi'”

è giovanni moro, nel recente "contro il non profit". me lo sono leggiucchiato, magari ci fosse una recensione estesa da parte di un competente.

SPQR & SPQS

massimo 7/12/2014 - 22:00

1) Il presidente dell'Autorità anticorruzione Raffaele Cantone spiega oggi sul Messaggero che il malaffare di Roma è mafia perchè c'è corruzione e intimidazione; e allora nel "groviglio armonioso" di Siena, dove c'è stato pure il morto, archiviato forse troppo frettolosamente come suicidio c'è mafia oppure no? Finora si è vista soltanto una condanna a tre anni e sei mesi, meno di un idraulico che ha fatto una fattura falsa. Il tutto mentre la stampa si trastulla con una scema che si è fatta rimborsare abusivamente un vibratore.

2) È chiaro a tutti che gonfiare la spesa pubblica e l'intervento statale nell'economia serve a creare la "provvista" che poi qualche compare possa agevolmente rubare, beninteso in accordo con un ampio assortimento di forze democatiche o quasi? E se no, come si può fare a spiegarglielo? In Amerika Public Choice lo spiega da una quarantina d'anni, in Italia nello stesso periodo c'erano Ugo La Malfa e Giovanni Malagodi. Inveca a noi ci spiegano che "le tasse sono bellissime".

Oggi sono incappato nella seguente osservazione, fatta da uno svizzero che ha scritto un libro sul perchè la Svizzera funziona meglio di altri paesi a lei vicini.

Mi è capitato essere io stesso oggetto di osservazioni simili dai parenti svizzeri di mia moglie. In sostanza, "come potete lasciar fare certe cose ai vostri politici?" era la domanda.

La Svizzera appare come un paese ben gestito, ma lo stesso non può dirsi per molti altri paesi europei come l’Italia, la Grecia, la Spagna, il Portogallo o la Francia, che hanno accumulato dei debiti pubblici drammatici. Questi bilanci statali disastrati non meritano nessuna compassione. Secondo il professor François Garçon, autore del libro “Conoscere la Svizzera. Il segreto del suo successo” (Dadò editore), gli sperperi enormi che hanno generato questi debiti sono rivelatori della mancanza di civismo della massa di cittadini, per la loro rinuncia al dovere di vigilanza sui propri eletti. Il popolo che scambia i propri eletti per Babbo Natale, ironizza Garçon, viene sempre gabbato. La crisi del debito riflette la noncuranza del popolo sovrano, incapace di prevedere le inevitabili derive cleptomani dei propri dirigenti, e di impedirle. La spiegazione della passività di tanti popoli europei di fronte allo sperpero pubblico e della facilità con la quale gli eletti di qualsivoglia colore politico li hanno raggirati risiede nel fatto che in questo debito, in questa gigantesca depredazione, molti hanno trovato il proprio sporco tornaconto: finti impieghi nell’amministrazione statale, pensioni senza aver versato contributi, e così via. L’accumulo di burocrazia parassitaria e costosa, scrive Garçon, non è la causa, bensì il sintomo del generale putridume.

Mentre gli italiani, i greci, gli spagnoli o i francesi hanno concesso ogni libertà ai loro eletti trasformatisi in predatori, gli svizzeri sono stati vigilanti. Lo sono stati a maggior ragione poiché le istituzioni di cui si sono dotati permettono loro di sorvegliare i propri eletti e di tenerli al guinzaglio. Gli svizzeri in effetti si sono muniti di istituzioni che consentono ai cittadini di far valere in maniera pacifica e civile la loro voce, senza passare dalle violenze di piazza, dai cortei che bloccano le strade, dagli scioperi continui o dalle risse televisive. Da oltre un secolo e mezzo gli svizzeri hanno forgiato degli strumenti politici la cui utilità specifica è quella di ricordare agli eletti che, a differenza di quanto avviene nella pratica di molti paesi a “democrazia rappresentativa” come l’Italia, il mandato di cui dispongono non è assimilabile a un permesso di saccheggio concesso per un periodo di quattro o cinque anni.

Ceratmente, però ho la sensazione che sono proprio su un altro piano rispetto al nostro... intendo proprio culturalmente... l' altro giorno pensavo: Come sarebberò andati in Italia i 3 referendum di novembre fatti in Svizzera ?

Erano interessanti: 

1) ridurre l'immigrazione allo 0,2% della popolazione passando da un saldo migratorio di +73 mila a +16 mila

2)Eliminazione dei forfait fiscali per i super ricchi

3)obbligo della BNS di mantenere il 20% delle riserve in oro

Loro hanno votato con 3 secchi NO intorno al 70%, e da noi ? ipotizzo tre secchi SI al 70%, ci vuole molta maturità nel votare a larga maggioranza NO a referndum del genere, ho paura che noi non ne saremmo neanche lontanamente capaci... per quello dico sarebbe bella la loro forma di democrazia, ma forse non fa per noi al momento...

ci vuole molta maturità nel votare a larga maggioranza NO a referndum del genere, ho paura che noi non ne saremmo neanche lontanamente capaci... per quello dico sarebbe bella la loro forma di democrazia, ma forse non fa per noi al momento...

La Svizzera probabilmente é stata piú povera della Sicilia per gran parte della storia dell'umanitá. Da quando si sono dotati degli strumenti che citava François Garçon, la distanza in tutte le misure economiche tra Svizzeri e Siciliani si é fatta siderale, a vantaggio degli Svizzeri. I Siciliani risponderebbero Sí a quel tipo di referendum? Ne pagherebbero le conseguenze, e prima o poi imparerebbero a dare la risposta giusta. Bisogna votare 4 volte all'anno, come in Svizzera (anzi, per me quello é proprio il minimo sindacale).

beh si se c'è un modo per imparare quello è sbagliare...

Si pensa sempre che gli Svizzeri siano "diversi", per cui da noi gli stessi strumenti che da loro funzionano benissimo non funzionerebbero bene, in quanto non vi siamo abituati. Potrei anche concederlo. Purchè si rilevi altresì che è proprio l'abitudine a votare e decidere che formano quella capacità collettiva di giudizio. Per altro lo riteneva anche Costantino Mortati, che così aveva da esprimersi il 3 settembre del 1946 durante i lavori dell'Assemblea Costituente:

In ogni caso, anche a prescindere dalla considerazione di questi particolari sistemi, e riferendosi in genere al regime parlamentare, crede che l'intervento del popolo possa sempre avere una funzione equilibratrice, nel senso che potrebbe anzitutto avere l'effetto utile di promuovere l'educazione politica del popolo, predisponendolo a queste consultazioni, e quindi di promuovere una certa idoneità vantaggiosa alla progressiva elevazione dell'attitudine politica popolare nell'apprezzamento dei programmi politici. Un altro effetto utile dell'intervento del popolo è quello di influire sui partiti, di costringerli ad un maggiore contatto col popolo per problemi concreti, con un temperamento di quella che si è chiamata l'onnipotenza dei partiti.

Profeta inascoltato sul tema dei partiti, ma come disse Edgardo Lami Starnuti (PSIUP) sempre in Costituente, riguardo al controllo di legittimità degli atti degli enti locali, che lui voleva venisse lasciato al controllo popolare, invece che esercitato dallo stato tramite il prefetto.

Qualche volta il popolo, che scende direttamente alle urne, sbaglia: ma è meglio che paghi i suoi errori, anziché gli errori che commettono i suoi rappresentanti amministrativi o politici.

Non credo vi sia nulla da aggiungere a quanto allora detto, e purtroppo ignorato.

'PIACC'

New Deal 9/12/2014 - 09:16

e dinamica del PIL italiano vs. altri Paesi Ocse: 

si perde terreno sia verso gli USA, sia verso l’Europa, sia versi i Paesi Ocse in generale. Dal 2000 al 2010, il peggior dato di crescita medio nel mondo, escludendo l’Africa sub-sahariana.

 l’anello debole, debolissimo, che impedisce la ripresa sono matematica, R&d, oltre ad un sistema scolastico RIDICOLO.  

Folks say that…si scendera' ancora (per chi ci sia rimasto ancora a vivere, in Italia)...

Manzoni....telemaco...facciamoli... offline....Se ci si specializza in mortadella e mozzarella...

Pro-vocazione:

http://en.wikipedia.org/wiki/Andrew_Wiles

vs.

http://en.wikipedia.org/wiki/Alvaro_Vitali

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