Ma perché le donne non ci guardano?

30 ottobre 2008 sandro brusco
No, no, non in quel senso. Il titolo è goliardico, in realtà avrebbe dovuto essere ''Ma perché le donne non ci leggono''? Prendiamo spunto da un sondaggio fatto su un altro sito per porre alcune domande ai lettori.

Non abbiamo dati precisi sulla composizione per sesso dei nostri lettori. Però, se è in qualche modo correlata con la composizione per sesso di chi invia commenti, dovrebbe esserci un chiaro sbilanciamento a favore dei maschi. In effetti, a giudicare dai commenti la proporzione sembra essere qualcosa come 90% maschi, forse più, il che è abbastanza mostruoso.

La cosa ci molesta alquanto e ci siamo più volte chiesti cosa facciamo di sbagliato. D'accordo, i redattori sono tutti maschi, e questo non aiuta. Ma esattamente cosa c'è che sembra repellere il mondo femminile? Sono i temi che trattiamo? È l'eccessiva aggressività? Qualcos'altro ancora?

Riprendiamo oggi questo tema perché il sito http://www.electoral-vote.com/ ha fatto un sondaggio tra i lettori e ha pubblicato i primi risultati il 29 ottobre. Si tratta di un sito con molti più lettori del nostro, soprattutto in questo periodo pre-elettorale. Anche il focus è un po' diverso; electoral vote ovviamente è più incentrato su temi politici (anche se qualche commento di tipo economico lo fa, soprattutto quando ha un impatto politico; si veda la vicenda del bailout). Però, insomma, il tipo di target non sembra essere molto diverso dal nostro. Comunque questo è il risultato: i lettori di electoral vote sono per l'80% maschi.

Ora, d'accordo, non si può concludere gran che da un unico data point, però questa sembra indicare un problema più diffuso e non solo italiano. Se il fenomeno è vero la cosa è un po' curiosa. Le donne votano in percentuale più o meno simile a quella degli uomini. Perché non dovrebbero leggere in simili proporzioni l'informazione politica ed economica?

Non abbiamo risposte, come detto è una cosa in cui non ci raccapezziamo bene. Questo post è stato messo più che altro per stimolare il dibattito. Qualcuno ne sa qualcosa di più sulla partecipazione femminile al dibattito politico-economico? Altri blog hanno notato quello che notiamo noi? E come sono i lettori dei giornali tradizionali, anche lì c'è una prevalenza maschile? Oppure è proprio nFA che fa scappare le fanciulle? Attendiamo i commenti dei lettori.

135 commenti (espandi tutti)

Rispondo alla domanda, o almeno ci provo, in quanto donna.

Io vi leggo, spessissimo e da un po' (circa un anno), e ho consigliato la lettura del vostro sito a numerose altre persone (tra cui una discreta percentuale di donne). Solitamente non ho avuto riscontri.

Perche' non vi si legge? Non lo so, effettivamente, posso fare delle speculazioni, che con ogni probabilita' saranno retoriche, ma ci provo.

Le donne dovrebbero (da quel che mi ricordo) costituire una minoranza della popolazione dei naviganti e gia' questo le pone in svantaggio. Di queste, buona parte e' in una fascia di eta' che non e' interessata all'argomento trattato (a.k.a. adolescenti/giovani donne). L'altra parte non ha tempo per trovarvi o non ha le conoscenze per leggervi. 

Aggiungete che commentare e' difficile, specialmente in un ambiente frequentato da uomini competenti in materia: spesso io stessa sono frenata dal commentare (in altri luoghi, ovviamente, piu' vicini alla sfera delle mie, di competenze) proprio in quanto donna in ambiente dove la presenza maschile e' preponderante. Il timore di non essere prese sul serio o di non essere considerate e' un bel freno.

 My two cents.

a dire il vero, l'unica cosa che si può evincere è che chi commenta (o in generale interagisce attivamente) è per lo più di sesso maschile, o comunque afferma di esserlo (quindici-vent'anni fa non era affatto raro che le poche donne presenti in rete usassero nick maschili per evitare rompimenti vari)

quindici-vent'anni fa non era affatto raro che le poche donne presenti
in rete usassero nick maschili per evitare rompimenti vari

Nel periodo pionieristico di soc.culture.italian negli anni '90, eh Maurizio? :-) Ciao e ben risentito!

LOL lo ricordo anche io. :)

Ciao Maurizio, ci siamo sentiti un paio di volte - non prentendo tu ti ricordi di me :) 

 

 

(quindici-vent'anni fa non era affatto raro che le poche donne presenti
in rete usassero nick maschili per evitare rompimenti vari)

Su Fidonet non era neanche raro il contrario, non so se ricordi la "Giusy del palo 27" e la sua testa pelatissima...

Pero' allora, dalle nostre parti, le ragazze si contavano sulle dita di una mano a fronte di decine di (brutti) uomini.

 

 

(quindici-vent'anni fa non era affatto raro che le poche donne presenti
in rete usassero nick maschili per evitare rompimenti vari)

Ragazzi, perché qui sembra che di ragazze neanche l'ombra, l'età e la nostalgia vi fanno stravedere un po' .... vent'anni fa (1988) in rete c'erano solo i 4 gatti fortunati che potevano usare Bitnet e cosine altolocate tipo, appunto, Fidonet. Ossia, scienziati naturali e computer fanatici della prima ora. Niente da stupirsi che di donne ve ne fossero ben poche, vista la composizione sessuale di quelle professioni negli anni '80.

Anche solo 15 anni, ai tempi dei discussion groups in cui alcuni dei più vecchietti fra di noi si sono conosciuti, la rete era una cosa molto d'elite. Però, a dire il vero, il quello sull'Italia dove ho conosciuto Enzo, Alberto Lusiani ed altri, di donne che partecipavano ce n'erano parecchie. È vero che, ora come allora, le discussioni infuocate e pallosissime erano specialmente fra uomini, ma io ricordo valanghe di donne che scrivevano ... o stravedo per effetto dell'età anche io?

È vero che, ora come allora, le discussioni infuocate e pallosissime
erano specialmente fra uomini, ma io ricordo valanghe di donne che
scrivevano ... o stravedo per effetto dell'età anche io?

No, e' cosi' e dipende dagli effetti del testosterone, che spinge i maschi a mettersi in mostra sfidando altri maschi per cercare lo status di "dominante". Tra cervi si prendono a cornate, mente noi umani tendiamo a preferire armi dialettiche :-)

ricordo valanghe di donne che scrivevano

Spero di non far torto a qualcuna ma non le ricordo ... Ricordo colleghi che passavano ore a chattare con una ragazza su bitnet, ma era chat interattivo.  Le donne apparentemente non amano le discussioni sui forum, almeno su politica e materie tecnico- scientifiche.

Sandro il campione a cui fai la domanda è pesantemente distorto, quindi non aspettarti risposte valide! Per me la domanda più generale è, "perché le donne hanno un tasso di "geekery" più basso degli uomini?" La cosa me la fece notare un giorno mia madre, allorché disse una cosa del tipo "se sale il prezzo delle zucchine, un uomo passa ore a chiedersi il perché, una donna compra le melanzane". Per me è una cosa biologica, probabilmente gli ormoni femminili spingono a badare a cose più inerenti alla sopravvivenza della specie :-)

TL; DR

La dotazione di tempo è data e quando impieghi il tempo libero per capelli, unghie e vestiti tempo per NfA ne rimane poco :-)

"La dotazione di tempo è data e quando impieghi il tempo libero per capelli, unghie e vestiti tempo per NfA ne rimane poco :-)"

 

Cvd.

La dotazione di tempo è data e quando impieghi il tempo libero per capelli, unghie e vestiti tempo per NfA ne rimane poco

ah, ecco spiegato tutto!! ai ragazzi i capelli, dopo un po ,cadono, e quindi niente parrucchiere; le unghie ce le mangiamo dal nervoso, da cui l'aggressività dei commenti; quanto ai vestiti ci pensa la lavatrice a stingere e a fare gli abbinamenti... meno male che non usiamo web-cam

Concordo, le donne sono interessate a problemi più pratici mentre a noi uomini piace filosofeggiare, come si vede anche in questo sito

Filosofeggiare??!!!

Se lo sanno i redattori che veniamo qui con quell'intenzione chiudono baracca e burattini :-)

Suvvia ragazzi, non crederete mica che Sandro non sappia perche' le donne commentano poco su internet? Il suo era solo un trucco da stratega sottile per invitarle a venire allo scoperto (e sta funzionando!).

Come mai i redattori di nfa son tutti uomini? Se ci fosse una vostra collega tra di voi che vi pigli a scappelloti sulla nuca quando serve magari aiuterebbe.

Come mai i redattori di nfa son tutti uomini?

Perché nFA (che si scrive "n minuscola, F maiuscola, A maiuscola": così volle il GT il giorno del parto doppio, e così sarà in secula seculorum) è nata il giorno che ci siam detti: ma una supercazzora brematurata via internet, riusciamo a montarla? Quel giorno, a bere le birre virtuali, non c'era nessuna signora, e così sia.

Poi, dato che una supercazzora tira l'altra, ci siam lasciati prendere la mano ...

A questo commento ha gia' risposto anticipatamente l'appena nominato Secretary of the Internet: http://xkcd.com/322/

Ho la vaga impressione che il Secretary of the Interwebs sarà sommerso da un mare di DDoS, rickrolling, goatse e requests for rule 34. :)

A former /b/tard

trovo un attimo di tempo, tanto che asciuga lo smalto rosso brillante, per ricordarti che, secondo una vecchia teoria, siete voi che vi occupate della sopravvivenza della specie :-)

la domandA dovrebbe essere "perchè le donne non ci scrivono?"

perchè vi leggono, ed avendo poco tempo anche per quello scelgono la cosa più importante, ci sono già tanto tuttologi in giro :-)

ma han tutto il tempo di veder bambineschi filmetti, mentre asciugano il vernmiglio brillante smalto?

Non vi sembra sia un problema della scienza economica in generale? Non ho nessun dato sugli economisti nelle università, ma guardando i vincitori del Nobel vedo che non c'è mai stata una donna...

Vero, ma le cose sono cambiate enormemente negli ultimi 15 anni, e cioe' proprio da quando ho iniziato il PhD. Allora le donne erano rarissime. Oramai la composizione femminile dei corsi di PhD arriva quasi al 50%. 

Non vedo che correlazione dovrebbe esserci tra il numero di donne che intervengono e quelle che vi leggono...

Mi vengono in mente due ragioni per la scarsa presenza di pensiero femminile in questo sito: 1) oggettivamente, le donne hanno meno tempo, a maggior ragione se lavorano sia in casa che fuori, e occupano il loro 'tempo libero' in attività più triviali (a parte le donne che conosce Astaroth, ovviamente...) che raccogliere le idee e postarle su un sito di economisti migrati in Amerika... limitandosi a scorrere gli articoli. 2) le donne scrivono e pubblicano meno, perchè lo fanno quando pensano di avere qualcosa di veramente significativo da dire, non si accontentano di 'pensieri parziali': lo diceva una esimia ricercatrice ospite domenica del festival della scienza a Genova. Peccato che ci freghiamo con le nostre mani, perchè la completezza implica più tempo, e nel frattempo lasciamo che altri 'producano' molto di più e soprattutto esprimano con più frequenza il loro punto di vista

Per chi ha tempo di approfondire a questo link qualche dato Eurostat sull'uso di Internet anche per genere:

http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_OFFPUB/KS-QA-07-023/EN/KS-QA-...

 

In realta' io vi leggo quasi tutti i giorni. Anche se non sono un'economista e ammetto di sapere poco, trovo alcuni dei vostri articoli estremamente interessanti. 

Il motivo per cui non commento gli articoli e' che, come giustamente diceva Franci, io, come tante altre, ho la tendenza a dire quello che penso solo quando ne sono sicura al 100%. Quando penso di "avere qualcosa di veramente significativo da dire". Non mi piace dire la mia e basta. Ed ha ragione Franci, ci freghiamo con le nostre mani. Secondo me non e' natura, ma cultura. Per quanto le societa' stiano facendo enormi passi avanti a proposito, noi donne ci portiamo ancora appresso un bagaglio di inadeguatezza enorme. E molto spesso la colpa e' solo nostra. Si fa presto ad accusare i maschietti, ma tante volte ho visto fare dell'autovittimismo (colpevole anche io di questo). Fino a che non saremo noi stesse a pretendere gli stessi diritti ma anche gli stessi doveri degli uomini, finiremo sempre per passare o per delle ignoranti che passano il tempo a fare capelli e unghie (come qualcuno ci ha tanto gentilmente ricordato) o come delle donne troppo aggressive che perdono la loro femminilita' e si "comportano come uomini".  

Quindi, non e' che le donne non vi leggono, credo piuttosto che non si sentano all'altezza di commentare. Forse per il tono molto aggressivo a volte. O forse per gli argomenti molto specifici. Non e' - ripeto perche' questa cosa scusate ma mi fa proprio ridere - mancanza di tempo dovuta al fatto di passare troppo tempo dal parrucchiere. 

 

Mah, io direi che l'argomento nietzscheano della mediocrità della mandria qui tenga. Oppure la possiamo definire praticità.

Direi che noi uomini facciamo meno le cose per averne un'affermazione sociale che le donne. Anche perchè (almeno questo sostengono le femministe), il potere è nelle mani degli uomini e quindi non abbiamo il complesso di emergere nella proporzione che ce l'hanno loro.

Mi racconta un mio amico fisico, che, tutte le ragazze che studiavano fisica con lui erano capaci di imparare a memoria un intero libro di dimostrazioni ed essere brillanti agli esami, ma che erano assolutamente disinteressate alla materia, quello che contava era il 30!!!

Vista la mia passione per la statistica, mi viene da pensare che mentre il 99% delle donne è affetto da " acute herd mentality" forse per gli uomini si tratta di solo il 95% pertanto questo spiegherebbe la differenza.

Mi piacerebbe un giorno fare una ricerca di mercato su questa cosa, magari piacerebbe a Frederich Nietzsche, eheheh. 

 

 

ecco, c'é un'altra ilaria e mi sono decisa a commentare per darle assolutamente ragione.

Vi leggo sempre, siete nei miei feeds e siete anzi direi la mia fonte preferita di analisi della situazione italiana. Decisamente non mi faccio le unghie (le mangio da quando ho i denti), e il parrucchiere non lo vedo da mesi (anche perché mi fido solo del parruchiere italiano, e in italia ci vado non cosí spesso).Inoltre rispetto a molte donne ma anche a molti maschietti sono una appassionata di rete...

A parte le baggianate (che rivelano un latente ironico maschiilismo, ma va benone cosí) appoggio molto ció che dicono franci e ilaria prima di me: fin'ora ho sempre pensato che la mia opinione non fosse autorevole abbastanza, e infatti al primo post a cui aveva senso commentassi, ecco il commento. Poi sul fatto che io aspetto di aver qualcosa di sensato da dire prima di dirlo, mi é difficile giudicare se sia perché sono donna, o se sia perché a me sembra una cosa sensata da fare in genere. La questione che ci sono più uomini che donne in giro per la rete sicuramente c'é, difficile dire se la ripartizione tra sessi dei vostri lettori sia estremamente diversa da quella di siti simili a voi.

Last but not meast, io credo non potrebbe far male al paese e a tutti noi una riflessione seria sul ruolo della donna, sugli stereotipi che ci accompagnano e sul fatto che noi donne sentiamo il bisogno di affermarci,sul " bagaglio di inadeguatezza enorme"di cui parla ilaria.

piccolo divertissment vagamente correlato: http://www.mikeonads.com/2008/07/13/using-your-browser-url-history-estimate-gender/   indovina il vostro sesso a seconda dei siti che avete visitato: NfA rientrerebbe quindi nei siti maschili....

Avevo due browser aperti, da circa 6 ore. Per entrambi ho fatto l'indovinello. Ecco i risultati:

Likelihood of you being FEMALE is 54%

Likelihood of you being MALE is 46%

Site Male-Female Ratio
yahoo.com 0.9
facebook.com 0.83
nytimes.com 1.13

============

Likelihood of you being FEMALE is 40%

Likelihood of you being MALE is 60%

Site Male-Female Ratio
google.com 0.98
nytimes.com 1.13
huffingtonpost.com 1.35

================

Che abbiano ragione gli americani, che quando sentono "michele boldrin" pensano subito ad una signora francese?

quindi noi abbiamo:

un bagaglio di inadeguatezza quindi una bassa opinione di noi e delle nostre idee,  navighiamo poco in rete, abbiamo il bisogno di affermarci... ma consigliamo una seria riflessione sugli stereotipi che ci accompagnano? questo già mi sembra un bell'esempio di stereotipi  :-)

sono donna, ho una buona opinione di me, non sento il bisogno di affermarmi (anche perchè non capisco dove, come e in che senso?) discuto volentieri di cose che conosco e tralascio le cose delle quali non so un piffero... in quest'ultimo caso  mi limito a leggere, semplicemente

ma semplice ... le donne parlano solo se hanno qualcosa da dire!!!!

:D

beh, che noi donne navighiamo meno in internet lo dicono i dati. E direi che in genere le donne sono meno geek degli uomini (basta guardare un primo anno di informatica).

Sul fatto che abbiamo bisogno di affermarci, il senso di inadeguatezza e cosí via, io ci credo che in maniera latente queste componenti siano presenti in molte donne, poi ci vorrebbe qualcuno un po' esperto di gender studies, che qui si parla di cose di cui io non so un piffero se tolgo la mia personale esperienza. Qualcuno che sappia qualcosa di rapporti di genere da queste parti?

La mia percezione é che ci sia ancora molta strada da fare nel rapporto tra uomo e donna, ma questa é una percezione mia. Ció non toglie che io abbia una buona opinione di me: di certi argomenti posso parlare con cognizione, solo che non ne parlate mai...

di certi argomenti posso parlare con cognizione, solo che non ne parlate mai...

    Non so quali siano questi argomenti, ma sono curioso. Parlane tu. Per davvero. 

temo nFA non sia il posto giusto per discutere di statistica non parametrica...

La mia pigrizia purtroppo mi porta ad applicare solo raramente le mie competenze statistiche al di fuori di ció che faccio per lavoro. E dato che per ora mi occupo molto di teoria e poco di pratica statistica, il mio contributo non sarebbe interessante... Ma sarei ben felice di fare consulenze statistiche qui e li, e apprezzo molto l'approcio quantitativo che a volte si vede da queste parti...

Ultima cosa sulle differenze di genere: ricordo dai tempi in cui studiai sociologia una simpatica storiella. Un sociologo fece un esperimento: un uomo e una donna entravano in un caffé chiedendo un caffé e un cappuccino. La maggior parte delle volte il/la barista tendeva a servire all'uomo il caffé e alla donna il capuccino. Sono piccole cose, che evidenziano come il mondo si relazioni in maniera diversa a uomini e donne. 

Confermo quanto detto dalle altre: vi leggo, ma sento sempre di saperne troppo poco - o di avere poco da aggiungere - per commentare.

Ma forse adesso che mi sono registrata mi farò più viva...

Ci ho perso solo due minuti su eurostat scusate se sono incompleti, magari ci ritorno  

INDIC_IS: I_ICOM - Percentage of individuals who used Internet, in the last 3 months, for communicationUNIT: PC_IND - Percentage of individuals

time  2006 	  2007
females 16-74yo
EU27 41.00	47.00
IE 	43.00	47.00
ES 	36.00	41.00
FR 	34.00	49.00
IT 	25.00	28.00
males 16-74yo
EU27 48.00	53.00
IE 	47.00	51.00
ES 	43.00	48.00
FR 	39.00	54.00
IT 	35.00	37.00

Da cui si evince che la differenza fra l'Italia ed il resto d'Europa è ben maggiore della differenza fra uomini e donne! Non male, per due o tre minuti di search ...

 

Rivonfermo quanto detto dalle altre:vi leggo quasi giornalmente. Non mi sento di intervenire su argomenti che non conosco bene ed inoltre il mio tempo è limitato (anche se non mi dipingo le unghie....). Infatti per la prima volta vi scrivo ma avevo già intenzione di farlo ieri riguardo alla riforma della scuola primaria, perchè avevo " veramente qualcosa di significativo da dire".

per la prima volta vi scrivo ma avevo già intenzione di farlo ieri riguardo alla riforma della scuola primaria, perchè avevo " veramente qualcosa di significativo da dire". 

Ma non lo hai detto. Dai, aspettiamo. 

benchè non sia mai intervenuta, da un anno e mezzo -quasi due- leggo il sito quasi quotidianamente. una fedelissima che sempre torna a cercare stimoli intellettuali ma pure, difficile ammetterlo senza sentirsi ingenui, anche formativi. già questo inizio in parte risponde al perchè la mia partecipazione sia a zero, confermando il pettegolezzo sulle studentesse di fisica di cui sopra: anch'io resto passiva di fronte a saperi che pure mi appassionerebbero, anch'io fuggo il confronto maschio. come l'autrice di un commento precedente, anch'io ritengo che tale atteggiamento sia culturale e duro a morire.

Sono circa 2 anni che vi leggo, anche se non quotidianamente, oggi mi sono iscritta.

Le donne non vi guardano?

Io direi le donne non commentano.

Forse perchè quelle che vi leggono si sentono inadeguate? e piuttosto di dire stupidaggini leggono, elaborano e si formano o confermano la propria opinione.

 

Per cominciare, devo deludere Giorgio Gilestro. Io veramente non so bene perché ci sia una minore presenza femminile nei commenti o fra i lettori. Ossia, sapevo che in generale internet è più usato dagli uomini (grazie ad Andrea per i dati), ma le ragioni esatte continuano a non essermi interamente chiare. By the way, la ragione per cui i redattori di nFA sono tutti uomini è che noi, come tutti, siamo schiavi della demografia e della storia. Quanto eravamo giovani e socializzavamo i dottorati di economia erano in modo predominante maschili. Ora per fortuna le cose stanno cambiando, ma noi ormai siamo condannati.

Vediamo prima di tutto di cercare di rispondere alla domanda: il fenomeno è reale o meno? Ossia, è vero che le donne leggono meno? Giustamente è stato fatto notare che leggere e commentare non è la stessa cosa (anche se, qualora fosse vero che le donne leggono ma non commentano, questo sarebbe comunque un fenomeno interessante). Come ho detto il mio post era stato stimolato da un'indagine fatta su electoral-vote, un sito di informazione politica americano, che segnalava una presenza maschile tra i lettori dell'80%. Notare che in quel sito non ci sono commenti. 

Oltre ai dati segnalati da Andrea ho cercato dati sulla lettura dei giornali, e ho trovato questa indagine Istat. Un po' datata, ma non solo si conferma il gender gap nell'uso di internet, mostra anche che le donne leggono meno i giornali degli uomini: 64,5% gli uomini contro 51% le donne. Molto interessante il fatto che questo disinteresse per la lettura è limitato ai giornali: le donne che hanno letto almeno un libro nell'anno dell'indagine sono 47,3%, contro il 35,2% degli uomini. Direi quindi che il fenomeno è reale. In effetti il problema chiaramente non è solo di nFA, sembra essere un problema generale dell'informazione politica ed economica.

Anche così, mi piacerebbe sapere se noi come redattori possiamo fare qualcosa per rendere il sito meno inospitale per le donne. Nirnaeth e Barbara hanno segnalato come a volte può essere difficile per una donna confrontarsi in un ambiente predominantemente maschile. Ci sono anche alcuni risultati in economia sperimentale che segnalano questo fenomeno. Per esempio questo paper (uno degli autori ha la dubbia distinzione di essere un collaboratore di nFA) riporta risultati sperimentali che segnalano come le donne si sentano a minor agio in ambienti competitivi, specialmente se la competizione è con persone di sesso maschile. La minore propensione alla competizione delle donne è anche riportata in questo paper più recente. Riassumo brevemente l'esperimento. Ai partecipanti viene chiesto di fare un po' di addizioni nello spazio di 5 minuti. Quante più addizioni giuste sono fatte, tanti più soldi ricevono. Poi si chiede: volete essere pagati ''a cottimo'', un tot per operazione giusta, oppure volete essere pagati ''a premio'', ossia i soldi vengono pagati solo se si fa meglio degli altri? Risulta che a) non c'è differenza di abilità tra uomini e donne ma b) le donne preferiscono molto di più il cottimo, ossia la forma non competitiva, degli uomini.

Se le cose stanno così, e se il sito è percepito (tra le altre cose) come una palestra competitiva in cui si cerca di dimostrare continuamente di essere più intelligenti degli altri allora questo può creare un disincentivo alla partecipazione femminile. 

Ora, fortunatamente non tutti gli scambi di commenti sono scontri a cornate in cui cerchiamo di provare la nostra mascolinità, ci sono anche semplici scambi di opinione e segnalazioni di materiale interessante, ma non c'è dubbio che questo a volte succede. Che fare?

Credo che aiuterebbe avere più articoli da parte di donne. Onestamente credo che sia molto complicato allargare il gruppo dei redattori. Come ho detto la demografia e la storia sono tiranne. Ci siamo cercati e selezionati perché ci capiamo bene, abbiamo una cultura e valori simili e ragioniamo bene assieme; il sito è interamente volontario, funziona solo perché ci divertiamo e abbiamo un po' di riluttanza a rompere l'equilibrio attuale. È quindi difficile allargare il cerchio.

Però credo abbiate tutti notato che, con la crescita del sito, ospitiamo sempre più frequentemente contributi da tante altre persone, non necessariamente economisti. A un certo punto per esempio abbiamo discusso, assieme alle amiche di PariMerito, la questione delle ''quote rosa'', o ''liste cerniera''. Vorremmo vedere tanti più contributi così. Io personalmente sono convinto che la scarsa partecipazione delle donne al dibattito pubblico sia una vera iattura e che una maggiore partecipazione femminile sarebbe un grosso vantaggio per tutti, uomini e donne. Proviamo a cominciare da questo sito.

Aspetta, aspetta: prima di buttarci nelle differenze di genere facciamo un passo indietro.
Nei forum blog o comunita' virtuali (comunque vogliate chiamare nFA), ci sono due tipi di lettori: quelli che commentano e quelli che non commentano (i lurkers). Perche' i lurkers lurkano, magari anche per anni, seguendo la comunita' giornalmente? Ci sono ovviamente diversi motivi ma il piu' comune e' che non ne sentono il vantaggio: perche' son timidi, han paura di sbagliare, non vogliono essere al centro dell'attenzione, insomma tutte le ragioni sentite in questo thread nei commenti.

Quello che voglio dire e' che le donne che sono intervenute in questo thread spiegando perche' non partecipassero non lo hanno fatto da donne, ma da lurkers. Se oggi apriamo un post ponendo la stessa domanda agli uomini che non intervengono, questi risponderanno esattamente alla stessa maniera. Ergo, nessuna delle risposte personali date qui ci autorizza ad andare verso una differenza di genere.

A mio avviso il numero piu' interessante lo ha trovato letizia (che ha portato il dato che era sotto il sole ma nessuno vedeva e per questo si becca 50 dei miei punti stima) con la ministatistichina di facebook che dice che le donne sarebbero una netta minoranza (circa il 20%). Dice Andrea Moro attraverso le indagini eurostat: ma il gender digital divide in Italia non e' mica cosi' alto (25 vs 28 and 35 vs 37)! In realta' quei i eurostat mostrati riguardano quanti hanno usato internet negli ultimi 3 mesi per la comunicazione, il che include anche quelli che hanno mandato una email all'amica o da lavoro. E poi sono nella fascia 16-74 (fig 3), quando le differenze piu' grosse si vedono proprio nella fascia che probabilmente e' quella a cui nFA punta (25-54, tabella 1). In particolare nella fascia 25-54 gli uomini che usano internet spesso sono piu' del doppio delle donne (28 vs 13)

Secondo me il gender digital divide basta a spiegare la grandissima parte della differenza che si nota su nFA.

Un'ultima cosa. Come voi mi insegnate, le differenze di performance tra sessi (cosi' come le minoranze) sono apparentemente una conseguenza non solo dell'esposizione sociale cronica ma anche quella acuta. Un esperimento molto illuminante al riguardo e' il seguente: prendi due classi miste e fai fare loro lo stesso compito di matematica. PEro' ad una classe fai precedere il compito da una lezione in cui mostri i dati secondo i quali le donne fanno peggio in matematica. All'altra no. Viene fuori che la profezia diventa self-fullfilling e nella classe in cui hai detto che le donne vanno peggio, le donne fanno effettivamente peggio! Quindi, lettrici che leggono i commenti delle donne in questro thread, sappiate che vi state autoconvincendo di avere meno cose da dire!

 

Quello che voglio dire è che le donne che sono intervenute in questo
thread spiegando perché non partecipassero non lo hanno fatto da
donne, ma da lurkers. Se oggi apriamo un post ponendo la stessa domanda
agli uomini che non intervengono, questi risponderanno esattamente alla
stessa maniera. Ergo, nessuna delle risposte personali date qui ci
autorizza ad andare verso una differenza di genere.

Secondo me il gender digital divide basta a spiegare la grandissima parte della differenza che si nota su nFA.

Una delle due, GG, ma non entrambe. Scegli tu quale ...

Per non sembrare troppo ermetico:

- la prima citazione dice: le donne lurker sono come gli uomini lurker, ciò che conta è "lurker" non "uomo/donna". Questo potrebbe essere una spiegazione corretta se il campione di donne che abbiamo fosse piccolo abbastanza da far pensare che applicando ad esso la percentuale di lurkers che calcoliamo sul campione di uomini (say85%) ne uscirebbe un numero minore di uno. Anche solo sulla base del dato da Facebook è facile vedere che così non è. Il fatto che, poi, così molte donne hanno commentato il post di Sandro suggerisce che, di per se, lurkers they are not.

- se c'è un "sex digital divide" (ci sono tre genders e due sessi che io sappia, almeno in inglese) nell'iscriversi e leggere, perché non dovrebbe essercene un altro nel commentare? Quale ragionamento logico o pezzo di evidenza empirica suggerisce che la differenza di sesso si applica al "fare abbonamento provider e collegarsi alla rete" ma non a "scrivere commenti" una volta che si è in rete?

 

 

 

Il fatto che, poi, così molte donne hanno commentato il post di Sandro suggerisce che, di per se, lurkers they are not.

Accipicchia non mi far entrare nel principio di indeterminazione di heisenberg che poi mi gira la testa.

(ci sono tre genders e due sessi che io sappia, almeno in inglese)

In grammatica, si', per tutto il resto credo sia giusto gender.

Ad ogni modo: mi sono abilmente parato le spalle con quel "grandissima parte" che e' soggettivo. Non lo se spiega il 70%, l'80%, il 90%. Senza vedere numeri e' impossibile fare previsioni serie. Sinceramente non sono sicuro di sapere stimare nemmeno quanti siano i commentatori donna perche' dai nicknames non si capisce. Son d'accordo che un fattore intrinseco legato al sesso di chi legge c'e' ma quanto influisca e quanto sia specifico a nFA, non so. Ho frequentato alcune mailing lists alcuni anni fa e piu' o meno e' sempre stata la stessa cosa. 

Comunque un modo per testare se la presenza di una redattrice donna potrebbe cambiare le cose ci sarebbe...

 

Concordo con quanto dice Giorgio:

Non mi sembra di essere donna, ma anch'io commento gran poco (ultimo mio commento e' datato Nov 07) per le stesse ragioni che molte rappresentanti del gentil sesso hanno fin qui espresso: non sentirsi conoscitore dei temi trattati per apportare qualche punto positivo alla discussione.

Quindi mi limito a leggervi giornalmente, vedo quanto gli altri dicono, cerco di chiarirmi le idee. E, di solito, stop.

Ce ne sono altri che fanno cosi', o devo iniziare preoccuparmi?  :-)

perche' son timidi, han paura di sbagliare, non vogliono essere al centro dell'attenzione, insomma tutte le ragioni sentite in questo thread nei commenti

 

hai dimenticato la spiegazione più semplice: non conoscono l'argomento.

esempio: questo sito si occupa principalmente di economia, magari, e di questo non ho dati statistici, cosa che ho imparato essere molto importante :-), magari, dicevo, chi frequenta questo sito un po' ne capisce.

Bene, io sono laureata in filosofia indirizzo estetico (quindi di economia, statistica e  varie nemmeno l'ombra sul banco), spesso fatico ad arrivare al termine di alcuni post e di alcuni commenti, mi perdo prima... molto prima.... ma non mi sento inadeguata e non ho complessi di inferiorità, vorrei solo imparare cose che non so.

tutto questo per dire che, lo confesso, io sono una luker (che pare pure una parolaccia), ma un po' ne vado fiera perchè qualcosa già mi pare di avere imparato :-)

 

Quanto eravamo giovani e socializzavamo i dottorati di economia erano in modo predominante maschili. Ora per fortuna le cose stanno cambiando, ma noi ormai siamo condannati.

Forse la percentuale di donne nei dottorati e' piu' alta che in passato, ma il numero di donne che entrano poi in accademia rimane ancora bassissima. Nel mio dipartimento solo una degli 8 nuovi lecturers assunti negli ultimi 4 anni e' una donna (e' la mia esperienza sembra la stessa di molti altri dipartimenti, almeno in UK) Che ci sia un legame tra le ragioni che tengono lontane le donne dai dipartimenti di economia e i motivi per cui poche donne vi guardano?

Dunque, nonostante gli sforzi di Sandro ed altri la discussione finisce sempre da un'altra parte. Non che la parte in questione sia vietata, solo che è un altro tema (prossimo a quello che fece perdere il bel posto di presidente a Larry Summers ...); il tema che Sandro ha originalmente posto è ancora più "puzzling" ...

Per confermare che siamo prolissi, puntigliosi e spacchiamo il capello in 4 (almeno, lo sono io che come dice PietroX scrivo solo (pallolissimi: non l'ha detto, ma è come se) Ex-Kathedra) noto che

- il puzzle che affascina Sandro (ed anche me) NON È che poche donne ci leggono! Lo sa anche mio nonno che la percentuale di donne che si interessa di questioni economico-politiche-statistiche è relativamente bassa rispetto agli uomini. Questo NON dipende certo da nFA, è così ovunque, in tutto il mondo, e non ci possiamo fare nulla! A causa di questo fatto ben noto, siamo consapevoli che la percentuale di lettrici, sul totale, sarà si e no del 15-20%. Questo è dato acquisito.

Il puzzle viene ora:

- poiché i contatori dicono che si gira sui 4000 lettori al giorno e circa 25000 lettori "unici" al mese, questo implica che ci sono circa 3-5000 donne che ci leggono. Bene, sino a quando Sandro non si è inventato questo post provocatore, c'erano stati forse 5 commenti 5 di donne che si identificavano come tali. Ora, 5 su 30-40mila commenti è uguale a 0%, non al 15-20%! OK? THAT'S the puzzle.

Non che le donne sembrano avere meno interesse per l'economia degli uomini, questo lo diamo per scontato.

Ma che, condizionando sul fatto che qualche interesse per l'economia ce l'abbiano (altrimenti perché leggere nFA? perché ogni tanto ci scappa la poesia o la critica cinematografica o la biblioteka? Dubito: e' vero che anche in quei settori siamo meglio del Corriere, ma non credo sia il nostro vantaggio comparato ...) commentano infinitamente meno dei loro analoghi maschi.

 

 

Forse il mio commento era troppo ermetico ... quello che volevo far notare era che la proporzione di donne nei programmi di dottorato e' il 20-30 % (la stessa piu' o meno che legge nFA) ma poi questa percentuale scende al 5% nel mondo dell'accademia (una percentuale effettivamente piu' alta del 0% che poi scrive su nFA).

Che i motivi per cui non entrano in accademia dopo (la fatica di) aver fatto un dottorato siano gli stessi per cui poi non scrivono dopo (la fatica di) avervi letto? Sandro per esempio parla di ambiente competitivo, qualcun'altro ha menzionato che le donne possono aver altri interssi o impegni (soprattutto per la famiglia). Credo che tutti questi fattori siano importanti ...

Nel mio link precedente si menzionava anche il fatto che la mancanza di modelli sembra una ragione che allontani le donne dall'accademia. Magari aver un redattore femmina potrebbe aiutare.

Concordo. In verità mi piacerebbe capire un po' meglio anche il fatto che meno donne in generale leggono siti di economia-politica-statistica-whatever, ma questo sembra essere un fenomeno più o meno mondiale, quindi nFA non pare avere nulla di specifico.

Però per tornare a noi: ho guardato sul ''chi siamo'' la lista di chi ha scritto almeno una volta su nFA. Se ho contato giusto la lista ''hanno scritto su nFA'' contiene 62 nomi. Le donne sono 5, poco più dell'8%. Di questi 5 contributi 2 sono recentissimi, quello di Paola Potestio e di Natascia Farsura. Se avessimo fatto il conto solo 10 giorni fa la percentuale di autrici donne sarebbe stata sotto il 5%.

Assumiamo pure che l'80% dei lettori o giù di li sia di sesso maschile. Resta il fatto che queste percentuali non si spiegano semplicemente con il fatto che ci sono meno donne che leggono; sembra esserci qualche fattore addizionale che fa sì che le donne sono più riluttanti a esprimersi, e questo vale tanto per i commenti quanto per gli articoli.

Si tratta probabilmente di problemi generali nella comunicazione politica ed economica, ed è possibile che ci sia poco che possiamo fare come nFA. Però se anche c'è poco che si può fare mi piacerebbe capirlo, e almeno fare quel poco.

mah personalmente credo di non avere nessuna voglia di commentare se non riesco ad avere una posizione articolata. e siccome di economia ne capisco davvero poco, leggo con grande interesse e non commento.

a cio' si aggiunga che alcuni dei commentatori sostengono che le donne incinta lo fanno apposta per mettere in crisi il datore di lavoro (post "le ragioni dei maestri", esegesi mia) e che le scuole al sud abbassano la media eccellente del nord. ecco, diciamo che queste posizioni non ho alcun interesse a controbatterle, mi incazzo nel mio piccolo e taccio. 

fjo

(nata a TA, buon liceo, astenersi economia e commercio)

Perchè rinunci a controbattere? Essendo in maggioranza maschi del nord italia abbiamo sicuramente una visione di parte su certi argomenti, ma non siamo dei troll e gradiamo essere  messi in discussione quando diciamo delle corbellerie.

La prima mi è sfuggita, se parli del commento che penso io (di Baron Litron), si lamentava solo che di gravidanze ne eran capitate troppe nella classe della figlia.

Lamentela legittima visto che non metteva in discussione la gestione delle maternità quanto le conseguenze che questa ha avuto nella classe della figlia.

Quanto al discorso sulle scuole del sud si tratta di un' opinione supportata dai fatti, in particolare l' indagine PISA dell' OECD, di cui si è parlato tra gli altri sia qui che su LaVoce.Mai avuto dubbi sull' esistenza discuole ottime al sud, e di pessime al nord ne conosco più di una, ma se statistiche indipendenti dicono che la media è molto peggiore al sud confutare l' argomentosolo sulla base di esperienze personali è un po' debole.

In generale trovo alquanto antipatico trovarmi a fare discorsi che ricordano anche da lontano quelli di un Calderoli o un Borghezio, e se pensassi che il nord è un paradiso non sarei emigrato in Belgio.Cio non toglie che le differenze tra nord e sud siano pesanti, e nasconderle sotto il tappeto come fanno i media ufficiali aiuta a perpetrarle.Credo che urtare la suscettibilità dei tanti meridionali che non meritano certe critiche sia meno grave che dar loro grandi pacche sulle spalle riempiendoli di frottole rassicuranti.

si' il commento e' quello. e sara' per deformazione mia, ma ci leggo ben piu' del fatto personale della figlia.

trascuriamo per carità di patria l'incresciosa situazione di aver
dovuto cambiare ben nove maestre principali (e tre di francese
e religione) in cinque anni per gravidanze, trasferimenti e malattie
varie, e la sorprendente nozione di "specializzazione" ...

mischiare le gravidanze con i trasferimenti e quant'altro non mi sembra corretto. cosa se ne deve dedurre? forse che bisognera' introdurre nei contratti di lavoro una clausola ben chiara tipo "casomai vi trovaste a fare le maestre principali, siete interdette dal procreare per la durata congrua di anni 5"?

quanto ai numeri OECD, non so, li devo guardare. non ho mai pensato di eleggere la mia esperienza personale a caso paradigmatico. tuttavia so per conoscenza diretta che ai numeri si puo' far dire qualunque cosa (per convincersene basta provare a capire quanto costa un KWh prodotto con le diverse tecnologie). della serie "lies, big lies and statistics".

ti ringrazio per la tua ultima frase. io certo non desidero nessuna pacca sulle spalle.

a +

tuttavia so per conoscenza diretta che ai numeri si puo' far dire qualunque cosa (per convincersene basta provare a capire quanto costa un KWh prodotto con le diverse tecnologie). della serie "lies, big lies and statistics"

Questo commento, su questo sito, non si puo' lasciar passare (si vede gia fin troppo spesso su altri siti). Cosa proponi di usare per valutare invece dei numeri? I numeri non sono altro che un modo sintetico di riportare fatti (evidenza empirica) che sono difficili da riportare in altri modi. Non e' vero che gli si puo' far dire qualunque cosa... se sono incompleti o sbagliati, completali o riporta quelli giusti. 

Come proponi di riassumere l'evidenza empirica se non con delle statistiche? Se pensi che le statistiche siano "false" significa che hai altra evidenza (numeri) che e' riassumibile in un messaggio diverso o piu' corretto (statistiche). 

relax! non propongo niente perche' non conosco altri numeri.

io non ho la piu' pallida idea se quei numeri OECD siano verosimili, non ho idea di come siano stati  rilevati, ne' trattati.

per tornare al tema del post, questo e' un motivo addizionale per il non commentare: non c'e' sempre, subito, aggratis, un'altra proposta, un'altra soluzione. esistono anche affermazioni perfettamente ragionevoli del tipo:

1) non so

2) non ho un modello alternativo

3) il tuo modello ad un parametro e' una solenne scemenza

4) non conosco l'origine dei dati

ecc.

rimango dell'idea che i dati si possono aggregare in innumerevoli modi diversi. e a secondo del modello di aggregazione si giunge a conclusioni differenti. dovrebbe essere un'ovvieta'. anche per questo sito.

 

Beh certo che e' un'ovvieta', ma capirai che il passaggio da "le statistiche sono bugie" a ... "percio' meglio non usare statistiche" e' troppo facile. La verita' e' che ci sono buone statistiche e cattive statistiche, o, meglio, statistiche correttamente interpretate, e statistiche interpretate male. Pensare che le statistiche siano bugie non serve ad aumentare la comprensione dei fenomeni. 

tuttavia so per conoscenza diretta che ai numeri si
puo' far dire qualunque cosa (per convincersene basta provare a capire
quanto costa un KWh prodotto con le diverse tecnologie). della serie
"lies, big lies and statistics"

Le statistiche numeriche sono una descrizione superficiale e possibilmente fuorviante della realta', tuttavia non esistono mezzi migliori per efficacia e obiettivita'.  L'attendibilita' e la correttezza della presentazione delle statistiche dipendono dalla reputazione di chi le ha elaborate, ma non c'e' ragione che io conosca per ritenere inattendibili i dati OECD dell'indagine PISA. In ogni caso, anche se i dati PISA fossero discutibili, costituiscono ugualmente un'informazione e un possibile argomento di discussione quando si discute di scuola italiana.  Non a caso in paesi piu' avanzati dell'Italia, come la Germania, ho sentito che sono stati discussi con molto maggiore frequenza e serieta' che nel nostro Paese.

 

ho sentito anch'io numerose discussioni sui test PISA e sono convinta che sarebbe certo utile provare ad intepretare i risultati dei test.

sull'attendibilita' dell'OECD, beh, non mi faccio illusioni. e' lungi dall'essere oro colato, mi spiace. ho occasione di vedere per lavoro parti dell'OECD da dentro. e come in tutti i posti internazionali (generalizzo forse??) ce n'e' per tutti i gusti.

ma devo studiare i numerelli e come sono stati messi assieme per poter esprimere un parere ragionato, il che equivale per me al momento ad una sorta di rinvio alle calende greche.

meglio che taccia dunque. buon proseguio.

@ A. Moro: forse la mia e' stata un battuta infelice. pero' l'avevo letta su un testo di statistica... pensavo fosse chiara l'ironia.

Anche se il numero di commenti e' piuttosto alto, la verita' e' che commentano piu' o meno sempre i soliti: il numero di commentatori settimanali e' stato ben al di sotto di 50 fino a poco tempo fa, e ora oscilla attorno a 75. Di questi, poche donne, certo. 

ctz:Se le cose stanno così, e se il sito è percepito (tra le altre cose)
come una palestra competitiva in cui si cerca di dimostrare
continuamente di essere più intelligenti degli altri allora questo può
creare un disincentivo alla partecipazione femminile.

nike. presente. fedele lettrice. Non è un fatto di competizione è che ci vuole anche del tempo , la passione c'è , gli articoli sono sempre esaurienti e anche i post, quindi come diceva qualcuna più su forse le donne scrivono solo se lo ritengono strettamente necessario. Quando sono palesi gli attacchi all'autore dell'articolo ad esempio, ma le risposte arrivano puntutali quindi a volte anche assistere e basta non è disdicevole e non fa delle donne una statistica che sono meno competitive. Spesso penso "se non ci foste bisognerebbe inventarvi", ma poi se ve lo scrivessi e vi montaste la testa? non scrivereste così bene e in modo abbastanza comprensibile anche per chi non sa nulla della materia. Certo bisogna conoscere l'argomento; detto questo che le donne non seguano l'economia e la finanza e loro risvolti anche politici, questo è un fatto soggettivo non culturale.Ci sono diversi utenti che scrivono senza portare contributi, ma probabilmente agli uomini piace fare anche così.

P.S. aggiungere un po' di rosa alla pagina web potrebbe essere una soluzione? scherzo ovviamente!

non capisco, mi spiace. ci vuole tempo? questo è vero anche per gli uomini. le donne lavorano a casa e fuori casa? ok, magari è vero. ma dove sono le studentesse single di economia? loro hanno lo stesso tempo degli studenti single di economia, eppure...

... ma probabilmente agli uomini piace fare anche così

 sarebbe interessante capirne il perché allora.

 

Stavo pensando alla stessa cosa... e' vero pero' che recenti studi sull'uso del tempo nella giornata dimostrano che le donne lavoratrici spendono poi piu' tempo anche in lavori domestici rispetto ai loro mariti. Se trovo il riferimento ve lo indico. 

l'articolo di Brusco ha avuto un effetto dirompente: oggi mi sono collegato ad nfA dopo parecchi giorni e trovo una marea di interventi di donne. goal achieved, complimenti!

leggendo questi commenti mi sorprende un'altra cosa: pare che molte di queste donne leggessero il sito, ma non si registravano e non scrivevano. io le donne non le capisco (come, credo, molti uomini), e infatti questa cosa non l'ho capita. leggendo i commenti mi è venuta in mente l'immagine di un'arena dove degli uomini si scannano e delle donne se ne stanno nascoste nei corridoi degli spalti ad osservare. ripeto, a me risulta difficile capire perché fosse così. io un approfondimento sul tema lo ritengo più che necessario, magari un bel ex-kathedra scritto proprio da una donna.

molte delle spiegazioni fornite nei commenti non mi convincono affatto. cito a titolo di puro esempio:

e piuttosto di dire stupidaggini leggono, elaborano e si formano o confermano la propria opinione

innanzitutto non mi convince per niente l'argomento delle stupidaggini. a parte qualche raro intervento, tendenzialmente nessuno dice stupidaggini su questo sito. certo, non tutti scrivono ex-kathedra a la Boldrin, ma anche coloro che scrivono 2 righe volanti esprimono un pensiero, fanno dell'ironia, stimolano un punto di discussione, fanno una domanda. un pessimo luogo comune è quello per cui gli uomini parlano a vanvera, mentre le donne aprono bocca solo per dire cose importanti e pratiche. please, suvvia. l'idea sarebbe: le donne non commentano perché non sono stupide? trattasi di argomento biologico-evoluzionista, tipico argomento che le femmiste rigettano (e io con loro).

la seconda parte della frase solleva un altro argomento di discussione: le donne leggono, elaborano e confermano la propria opinione. ma non la condividono? come mai? perché stare a guardare senza intervenire per influenzare la discussione? qui stiamo implicitamente ruling out la stupidità perché parliamo di una donna che leggendo si fa o conferma una opinione che per definizione precedente non può essere stupida. e allora perché ci sarebbe (ci sarebbe stata, nel caso di nfA fino ad oggi) questa scarsa partecipazione al dibattito da parte delle donne?

insomma, l'argomento facilone che le donne non hanno tempo per le stupidaggini non mi convince per niente. sarebbe interessante leggere qualche approfondimento da parte di una donna.

 

 

 

Eccomi, vi leggo anch'io ogni giorno.

Il vostro sito è tra i miei preferiti. Le signore su hanno detto gia tutto. Intimidite-inadeguate e poco propense a manifestare opinioni in un mondo dove tutti balterano e si sentono autorizzati a farlo. Io non sono economista e nemmeno laureata, vi leggo perchè credo che solo da un dibattito tra esperti e competenti (pare) posso imparare qualcosa. Tempo fa, non ero registrata e non sapevo farlo, chiesi via mail al sig. Bisin se non erro, perchè le banche non danno (prestano) più denaro per permettere alle persone di realizzare i loro sogni. Mi sembrava un modo per poter smuovere l'economia, mettere denaro in circolo credevo fosse una ricetta giusta. Dopo poco è scoppiata la crisi e credo di aver capito proprio a causa (anche se non solo)dei tanti, troppi mutui concessi a chi non ha pagato. Insomma, se non si è competenti, meglio tacere. Anche se rtingrazio molto della gentile risposta, breve e di dissenso, ma che mi fece capire che è meglio se a parlare sono gli esperti. Ecco, mi siete simpatici e molto, non sono impedita da parrucchiere-visagista-manicure e nemmeno da letture tipo Vip o non me ne ricordo altre o da noiosi e stupidi programmi televisivi, e vi leggo molto molto volentieri. Continuate così. Cordialità a tutti.

Mi correggo, la mail la inviai al sig Boldrin e si parlava di questioni morali.

"l'argomento facilone che le donne non hanno tempo per le stupidaggini non mi convince per niente"

Ma si Pietro, noi donne per un atavico timore di inferiorità ci preoccupiamo troppo e parliamo solo se supportate da sicura ragione. L'idea di poter dire stupidaggini inibisce molto. Insomma ci spaventa il confronto e non ci mettiamo in gioco facilmente. Stiamo a guardare. Sbagliato lo so e mi mangio le mani quando leggo da più parti che dovrebbero essere donne i capi di stato e donne ai vertici di poteri economici finanziari e pure religiosi. Perchè siamo meno inclini alla corruzione, agli intrallazzi e al fanatismo. O forse lo eravamo...E sappiamo guardare il mondo a due altezze, anche da quella dei bambini, ai quali ci piacerebbe lasciare un futuro da sogno.E non sono le quote rosa a far cambiare le cose, così si riesce solo a portare alla ribalta persone donne che non sono capaci ma che ci provano.

Dovremmo avere meno timore di dire la nostra. Tutto quì.  E il timore di Sandro pare sia stato di incoraggiamento.  

 

Ciao!

mi sono registrata anche io (questo post probabilmente sarà,
nella storia di nFA, quello ad aver generato il maggior numero di nuovi
utenti).

Ho un’interpretazione leggermente diversa, rispetto alle
colleghe più sopra.

Rifacendomi alla mia esperienza, posso dirvi che leggo il
blog da qualche mese (ovvero da quando uno dei redattori di nFA mi ha avvisato
della sua esistenza).

Non ho più smesso di leggervi, trovo che siate un ottimo
esempio di sincera dialettica e di allergia alla superficialità.

Credo che il problema dei pochissimi commenti femminili sia
questo: ci sono effettivamente poche donne che vi leggono. I redattori sono
tutti uomini, l’hanno detto ai loro amici, la maggior parte dei quali uomini,
che l’hanno detto ai loro amici, uomini anch’essi (oppure non l’hanno detto
alle donne…………..?).

È probabile che - nonostante gli ottimi contributi e
nonostante si mormori che vi legga addirittura McCain :-) - il vostro bacino di
utenti sia ancora troppo ristretto perché si possa parlare di “parità”.

Qualcuno (un uomo) ha fondato un gruppo su facebook. Si
chiama “quelli che si leggono noisefronamerika.org”. Ha 128 membri, di cui 24
donne. Più o meno il 19%. Pochine, no?

L’adesione a un gruppo funziona un po’ come la diffusione
della notizia di un bel blog: per passaparola. Non ci sono ancora abbastanza
donne che vi conoscono e vi leggono.

Sicuramente non è da escludere che una redazione composta
interamente da maschi e in buona parte accademici possa intimorire MA, se fossi
in voi, non mi preoccuperei: le donne arriveranno (arrivano sempre).

Voi, intanto, continuate così!

Qualcuno (un uomo) ha fondato un gruppo su facebook. Si chiama “quelli che si leggono noisefronamerika.org”. Ha 128 membri, di cui 24 donne. Più o meno il 19%

Non ci posso credere !!!!

Ciao a tutti, anche io sono donna e vi leggo giornalmente da ormai quasi 2 anni. Ho mandato link di vostri articoli ormai a quasi tutti quelli che conosco.

Vi leggo perche' spesso trattate questioni di cui io so poco o nulla (sono fisica, priva di background culturale in campo economico). Vi leggo perche' imparo cose che non so anche su argomenti che almeno parzialmente conosco. Vi leggo perche' non siete politicizzati come invece sono sostanzialmente tutti i giornali italiani.

Non vi scrivo semplicemente perche' non ho l'abitudine a farlo. Questa e' la prima volta per me che scrivo un commento pubblico in un sito internet, a qualcuno sembrera' assurdo ma e' cosi'.

Sarebbe interessante sapere quante donne si sono iscritte dopo questo articolo.

 

Anch'io mi sono iscritta da poco, dopo aver conosciuto l'esistenza del sito ascoltando Caterpillar.

Leggo con estremo interesse gli articoli pubblicati...  alcuni sono decisamente ostici per la mia capacità/possibilità di apportare un contributo, ma leggerli mi permette di aumentare la conoscenza, soprattutto sulle questioni cui sono meno avvezza.

E, poichè sono donna, non si può dire che non vi guardi... e ho anche iniziato il "passaparola" fra conoscenti ed amici (uomini e donne!)

 

 

E' probabile che le donne siano più timide nel commentare, visto che anche dal vivo è più frequente che vengano criticate, ma la stessa cosa succede ai pochi amici maschi che ho trascinato qui.Difficile dire se la differenza sia davveroconsistente.

E' un peccato, perchè non di rado i commenti ( magari sballati ) dei poco esperti stimolano risposte che aiutano a schiarire le idee a chi fatica a seguire, mentre le discussioni tra addetti ai lavori tendono a scivolare nel linguaggio tecnico.E' il motivo principale per cui mi azzardo a commentare anche quando non si parla di informatica.

Un' ultima cosa: credo che le donne abbiano meno tempo libero perchè ne occupano di più per lavori in casa, cura dei figli e cura della persona.Per la moglie/madre lavoratrice media la terza è certamente la meno rilevante, ma non vedo perchè non si dovrebbe aggiungere alla lista.

Pietro X scrive:

"innanzitutto non mi convince per niente l'argomento delle stupidaggini. a
parte qualche raro intervento, tendenzialmente nessuno dice stupidaggini su
questo sito. certo, non tutti scrivono ex-kathedra a la Boldrin, ma anche coloro
che scrivono 2 righe volanti esprimono un pensiero, fanno dell'ironia,
stimolano un punto di discussione, fanno una domanda. un pessimo luogo comune è
quello per cui gli uomini parlano a vanvera, mentre le donne aprono bocca solo
per dire cose importanti e pratiche. please, suvvia. l'idea sarebbe: le donne
non commentano perché non sono stupide? trattasi di argomento
biologico-evoluzionista, tipico argomento che le femmiste rigettano (e io con
loro). "

Non intendevo assolutamente dire che gli uomini parlano a vanvera e le donne  aprono bocca solo
per dire cose importanti. Intendevo dire che, vista la competenza di chi scrive,  nel momento in cui si vorrebbe dire qualcosa si ha timore di dire stupidaggini. Ma questo penso riguardi anche molti maschi.

"la seconda parte della frase solleva un altro argomento di discussione: le
donne leggono, elaborano e confermano la propria opinione. ma non la
condividono? come mai? perché stare a guardare senza intervenire per
influenzare la discussione? qui stiamo implicitamente ruling out la stupidità
perché parliamo di una donna che leggendo si fa o conferma una opinione che per
definizione precedente non può essere stupida. e allora perché ci sarebbe (ci
sarebbe stata, nel caso di nfA fino ad oggi) questa scarsa partecipazione al dibattito
da parte delle donne? "

Io faccio la commercialista e mi intendo più di tasse che di economia. Se non sono totalmente d'accordo mi informo ma non mi sento in grado di confutare alcunchè.

Perciò il mio intervento voleva solo dire che forse le donne che vi leggono non si reputano in grado di intervenire perchè, pur essendo in grado di capire quanto scrivete, pur essendo interessate agli argomenti trattati, non si ritengono sufficientemente competenti per scrivere.

Questo è almeno la ragione per cui io vi leggo ma non ho mai sentito la necessità, prima d'ora, di registrarmi. 

(A proposito di competenze non so nemmeno come fare a quotare una parte di un intervento.)

 

 

(A proposito di competenze non so nemmeno come fare a quotare una parte di un intervento.)

Fai il solito Ctrl+c del pezzo che vuoi citare nel commento o testo originale.

Incolla (Ctrl+V) nel commento tuo.

Evidenzialo di nuovo, con cursore e mouse, nel commento tuo

Clicca il quarto bottoncino contando da destra, per chi guarda, nella prima fila in alto dell'editor (punto di domanda, omega maiuscolo, ix al quadrato, ix con subscript 2, freccia con righe: ecco freccia con righe).

Grazie Michele, stavo uscendo pazzo su come si facesse, ma poi pensavo "non ho il tempo per andarmi a cercare anche queste cose".

Outing completo (grazie alle signore che hanno meno problemi di noi maschietti a confessare il proprio non sapere): come si fa a linkare omettendo il link, ma solo il riferimento sottolineato ?

Da StarOffice mi ricordavo che si poteva fare con l'anchor, ma non ci sono mai riuscito.

come si fa a linkare omettendo il link, ma solo il riferimento sottolineato

(ammesso che io abbia compreso la richiesta)

  1. si scrive una parola o una frase
  2. tenendo premuto il bottone sinistro del mouse (mswindows, linux) si seleziona la parola o frase
  3. col bottone sinistro del mouse (mswindows, linux) si seleziona il simbolo con l'anello di una catena, in alto a sinistra, che quando c'e' testo selezionato diventa attivo e "cliccabile"
  4. compare una finestra dove e' possibile scrivere il link (nel formato http://www.sito.suff/aaa/bbb)
  5. si seleziona "OK" o qualcosa del genere in questa ultima finestra e l'operazione e' completa

Grazie, era quello che volevo sapere. Lo ho usato agli inizi che usavo StarOffice, ma poi non lo ho più usato (il comando, non StarOffice che uso ancora).

Grazie! Neanch'io lo sapevo...

Io vi leggo volentieri, anche se non da molto tempo. Prima del mio articolo sulla scuola non mi ero mai permessa di intervenire perchè non mi sento adeguatamente... preparata! Onestamente non capisco nulla di economia e poco di politica, perciò leggo e poi rifletto tra me e me, finendo spesso col dirmi: MAH! Forse noi donne (fatte le dovute e ammirevoli eccezioni) siamo più ... pratiche. Rende molto bene l'idea di come siamo quell'intervento sul costo delle zucchine! Ciò non toglie che vi si possa leggere in tante, magari rimanendo nell'ombra e apprezzandovi. 

perchè le discussioni che si fanno qui dentro assomigliano tanto al vecchio giochino strategico per pc
Command & Conquer. Anche quel giochino aveva, se non erro, una bassa percentuale di acquirenti di sesso femminile. Non voglio invece proporre la strada degli incentivi, altrimenti si degenera :)

Le donne leggono e "vi" leggono, molto. Poi riflettono, si appassionano, metabolizzano, forse anche in "silenzio", ma partecipano.

io vi leggo spesso, tempo permettendo. Almeno in alcune parti, meno tecniche.
E credo di  non avere mai commentato perchè:

a.  di economia non capisco quasi nulla. Vi leggo anche per capire qualcosa su temi che mi sembrano rilevanti.  E' vero che vi occupate anche di altro, ma in fondo il taglio è un po' quello. Ed è un po' "accademico". Che nella vita reale per me non è fonte di terrore, ma non è un registro a cui sono abituata el web, invece.
b.  la registrazione un po' ... rompe. E' vero che in fondo a registrarsi ci vogliono 5 secondi, ma tendi a non farlo se pensi che poi metterai quasi solo "quel" commento e che magari non avrai tempo per ripassare nei giorni immediatamente successivi.
c.  la vostra formula  ...strana (una cosa di mezzo tra un forum -- che io un po' detesto -- e i blog -- che amo molto di più, sia come lettrice che come produttrice) sembra invitare a commenti molto "pensati" e conclusi. Così una/o (suppongo anche i maschietti) che magari legge un po' frettolosamente, o trasversalmente, e che magari avrebbe giusto un commentino veloce da fare, giusto una battuta,  le (gli) sembra "fuori posto", in un posto così fatto. Si tiene il commentino veloce e semmai sguarda quelli altrui...
c bis. la grafica (collegata alla formula, forse), non è troppo invitante. A volte è faticoso anche solo leggere i commenti già arrivati.
Ma in fondo una pensa che il tutto è anche voluto:  chi fa questo "posto" ci mette parecchio impegno, cerca di far "depositare" un discorso (o forse più discorsi), dunque sarebbe anche normale che non volesse commenti troppo volatili (però... la donna è mobile, insomma... almeno un po').

Poi, se però viene fuori una domanda così esplicita, una cade nella ... provocazione, si registra e prova a delurkarsi...

Infine, non sono certa che queste ragioni siano poi solo e del tutto femminili.

 

Riguardo al cbis, e' vero che non ci piacciono i commenti "volatili" guarda pero' che mia mamma, ricordo ancora, quando ero molto piccolo, se qualcuno canticchiava l'aria di "la donna e' mobile", si premurava sempre (un po' arrabbiata) di dirmi che quelle parole non erano vere. 

Riguardo alla grafica... mi interesserebbe sapere cos'e' che non e' invitante. Io sono convinto (me l'hanno confermato un paio di persone) che sia stata proprio la grafica dei commenti a facilitare il successo di questo aspetto del sito ( e cioe' la qualita' media dei commenti rispetto a quella che si vede in altri blog). 

e sì l'albero è ordinato e invita all'ordine.  però è bruttino, e ti impedisce di sapere al volo se i commenti già fatti ti interessano o  no.  Per cui o hai tempo, o salti il tutto.

 

Hai provato ad cliccare le iconcine che aprono/chiudono "tutti i commenti", o anche solo la sub-discussione? Inoltre, se accedi ad un commento dal blocco "ultimi commenti" sulla homepage, si aprono anche tutti i commenti inviati successivamente.

"Infine, non sono certa che queste ragioni siano poi solo e del tutto femminili."

Infatti, anch'io ho lo stesso approccio con il sito che hai tu e molte delle donne che hanno risposto.

Per quanto riguarda la grafica non sarà attraente ma è piuttosto chiara per via dell' "albero" delle risposte che è intuitivo.

Secondo me siete piuttosto spocchiosi. Non è un blog solo competitivo, come ho letto in qualche post, ma anche molto valutativo. Le opinioni personali sono pressochè bandite, a meno che non siano surrogate da dati statistici ufficiali. Se questo, da un lato, dà garanzia di serietà, apprezzabilissima qualità, visti i tempi, dall'altro, in qualche modo, limita la possibilità e, perchè no?, il piacere di poter esprimere il proprio punto di vista, a meno che uno non abbia il tempo e la competenza di ricercare fonti e dati.

Salve, anch'io vi leggo molto spesso se non quotidianamente.

Non sono un genio in economia. Sono altresì convinta che tutto si possa imparare nonostante i vostri  interventi siano, a volte, molto specialistici.

La politica mi interessa da sempre. E da sempre cerco voci diverse che facciano riflettere partendo da altri punti di vista.

Per tentare di rispondere alla domanda... parto da me. Non ho una preparazione tale da potermi infilare in qualsiasi dibattito ma è un vostro merito che siano molte le donne che si affacciano a questo sito per avere informazioni e capire partendo da altri punti di vista.

Conoscere pochissimo lalingua inglese non aiuta......!

Se non ci fosse stato un posto così provocatorio con molta probabilità non mi sarei iscritta.

 

Quella di Sandro Brusco mi è sembrata una "provocazione" intelligente. Guarda un po' cosa ha provocato... Molti interventi femminili... Insomma perché mai occorre sentirci chiamate in causa
direttamente per intervenire numerose in qualsivogla dibattito? Me compresa?
Tra le varie spiegazioni leggo quelle che seguono.

1. Le donne avrebbero meno tempo degli uomini?
Non sono del tutto d'accordo. I figli e la casa si gestiscono in coppia e/o con l'aiuto di terzi.
Le donne che si accollano tutte le faccende domestiche senza batter ciglio, pur lavorando, di solito non leggono cose del tipo noiseFromAmerika e spesso portano avanti un modello sociale sbagliato dando ai loro figli l'esempio di una donna che DEVE per forza lavorare, fare da sguattera, da amante e da madre (N.B. non solo dei prorpi figli (come è giusto che sia) ma anche del padre degli stessi)
(Nota per le donne suscettibili: ho scritto "di solito" non vuol dire "tutte").
2. Le donne ci pensano due volte prima di parlare/scrivere.
Penso sia vero per la maggior parte delle donne. Ma la ragione non mi è del tutto chiara. Non so se sia un problema socio-culturale, dove per socio-culturale intendo il fatto che dopo secoli e secoli di sottommissione ai maschi le donne abbiano imparato, loro malgrado,  che è meglio per loro parlare quando si è certe di ciò che dice perché in caso di errore il giudizio nei loro confronti può essere spietato. Al contario agli uomini sarebbe (è di fatto lo è ancora!) concesso di dire sempre la loro
e di sparare sentenze dato che la sanzione sociale e morale in caso di errore è minore o comunque più sopportabile. Potrebbe però trattarsi anche di un problema ormonale. Gli uomini per loro natura si metterebbero in mostra e darebbero fiato alle trombe senza pensarci troppo seplicemente perché questo impone la biologia.  Ne dubito. Ritengo che quest'ultima spiegazione sia pericolosa perché tenderebbe ad avvalorare un modello sociale del tutto sbilanciato.
3. Il senso inadeguatezza di cui parla qualcuno è secondo me riconducibile al problema socio-culturale di cui sopra.  Il primo passo per superarlo è rendersi conto che esso esiste ancora per molte donne (di nuovo: ho scritto "molte" non "tutte"!).

Per concludere. Invito tutte le donne a mettere in discussione il ruolo della donna in maniera oggettiva e non soggettiva  (ovvero non pensate solo a ciò che siete voi o cosa sentite!). Insomma guardetevi intorno e fate caso a quali sono i tipi di modelli (meglio stereotipi!) femminili dominanti che vengono proposti e rendetevi conto di quanto sia difficile discostarsi da questi modelli e del tipo di personalità che bisogna avere per farlo!
Interrogatevi sul perché la maggior parte delle donne si tingano (o meglio si sentano obbligate a tingersi) i capelli non appena ne vedano uno bianco?  Chiedetevi perché le donne siano pronte a buttare all'aria anni di istruzione per "seguire" il loro mariti (sì ma dove?) e crescere la prole?
Senso materno? Il senso materno non è innato e dovremmo parlare anche di senso paterno.
Chiedetevi perché per molte donne (di nuovo non per tutte per fortuna)  avere il diritto di indossare una gonna molto corta e sentirsi "sexy" (ma sexy per chi??? chi lo decide se un pezzo di stoffa sia sexy o meno???) sia più importante che ribadire la propria opinione ed esprimere una propria idea su qualcosa che non sia legato alla casa/figli/scuola/maternità?

Vi saluto e ringrazio Sandro per aver introdotto il tema.

Ecco una donna che legge e commenta (seppur saltuariamente, ma più per mancanza di tempo).

Io ho una teoria sul perché commento (seppur saltuariamente). Mi sono fatta diversi anni di partecipazione attiva su Usenet, che secondo me è stata la miglior scuola di dialettica digitale. Mi spiego: in quanto donna ho dovuto sviluppare un'"Internet persona" un po' più tagliente e abrasiva di quanto non sia in realtà per essere presa sul serio in contesti tradizionalmente maschili. La mia esperienza darebbe ragione a chi parlava di digital divide di genere come causa principale della "defezione" femminile nell'agone dei commenti.

Ci sono altre lettrici che vengono da Usenet che possono smentire o confermare la mia impressione?

Riprendo il tono del titolo per spiegare come mi sono sentito vicino al commento di nirnaeth e di altre donne che vi hanno risposto, nel senso che pur visitando spesso il sito trovo difficile intervenire.

Il motivo? Il modo con il quale sono scritti gli altri commenti mi intimidisce, sia per la competenza di che interviene sia per la complessità degli argomenti trattati.

La butto lì: sarà per il modo di interloquire tipicamente maschile? Quando io e un mio caro amico parliamo di "filosofia" e di "politica" noto che le donne presenti ci seguono per un po', fanno qualche intervento, poi si distolgono per discutere di qualcos'altro.

Non succede la stessa cosa quando parlo con donne di argomenti "importanti". La discussione si sviluppa con partecipazione reciproca. Spesso preferisco parlare con loro piuttosto che con persone del mio sesso, mi rendo conto comunque che una differenza c'è.

Ma allora, quando gli uomini parlano tra loro dei massimi sistemi usano un linguaggio e una dialettica così "antipatica" per una donna? O saccente? O poco femminile? Non saprei. Certo che la mancanza di un contributo femminile è sempre una grossa mancanza.

 

il puzzle che affascina Sandro (ed anche me) NON È che poche donne ci
leggono! Lo sa anche mio nonno che la percentuale di donne che si
interessa di questioni economico-politiche-statistiche è relativamente
bassa rispetto agli uomini

Questo è vero se si considera l'intera popolazione femminile nella
fascia target di nFA (25-54yo), ma le donne che si interessano di
economia stanno sicuramente crescendo.

Secondo Istat, nel 2005/2006, nelle facoltà del gruppo
economico-statistico (laurea triennale), il 46,4% degli immatricolati
erano ragazze. Nello stesso anno accademico il 47,1% degli iscritti era
donna ed era donna il 49,3% delle laureate.

Addirittura, se guardiamo le donne iscritte alla specialistica,
sempre nell'a.a. 2005/2006, spunta un simpatico 50,2% del totale.

Una
generazione più su, dall'altra parte della cattedra, troviamo che le
donne sono il 16,6% degli ordinari, il 32,4% degli associati e il 45,4%
dei ricercatori.

Quelli citati sono tutti dati italiani.

sino a quando Sandro non si è inventato questo post provocatore,
c'erano stati forse 5 commenti 5 di donne che si identificavano come
tali. Ora, 5 su 30-40mila commenti è uguale a 0%, non al 15-20%! OK?
THAT'S the puzzle

il numero di commentatori settimanali e' stato ben al di sotto di 50
fino a poco tempo fa, e ora oscilla attorno a 75. Di questi, poche
donne, certo

50-70 commentatori è un numero comunque molto piccolo! Probabilmente
vi conoscete quasi tutti e fate parte di un iniziale passaparola
partito dai redattori (tutti uomini). Il nocciolo di questo blog è
maschile. E altamente preparato sulle materie trattate. La percentuale
di commenti femminili pari allo 0% è strutturale: come potrebbe essere
altrimenti?

Credo che col tempo il blog diventerà più conosciuto
e il gruppo di lettori più omogeneo. Quando ci saranno un buon numero
di donne preparate in materie economiche/politiche che leggono nFA,
avrete i vostri commenti. Solo a quel punto sarà davvero interessante
confrontare percentuali e struttura degli stessi.

Mi raccomando: non pensate che una donna che sa di poter dare un
contributo ad una discussione taccia per senso di inferiorità o per
scelta o per timidezza più di quanto non farebbe un uomo nelle sue
condizioni.

 

 

 

 

 

 

 

Sinceramente mi ha stupito leggere tante donne che si dicono inadeguate agli argomenti del sito. Se mi guardo attorno, ne vedo molte che saprebbero giocare alla pari con gli autori del sito. In effetti però non so se vi leggono!

Per quel che mi riguarda trovo a volte i post molto "accademici" (non faccio parte di questo mondo) e un po' verbosi. Riguardo invece ai commenti, ne faccio quando ho qualcosa da dire. E poi scrivendo di professione, nel tempo libero preferisco leggere gli altri!

sono forse fuori tempo massimo, ma a differenza di molte delle vostre lettrici non vi conosco che da qualche giorno, quando qualcuno sul mio blog vi ha segnalato. ho letto un articolo (La speranza senza la paura), ho commentato. e da lì inizia la mia esperienza. non so se limitabile al mio essere donna.

mi viene in mente uno scambio di battute avute stamattina con mio figlio. mamma, ti racconto la leggenda vera del lupo. e io che di parole, e non di economia, mi occupo, ho subito dovuto precisare. per definizione una leggenda non può essere vera. ecco, questa precisazione è stata sicuramente puntuale, ma di certo non è servita alla comunicazione.

mutatis mutandis, quando arrivo e commento, ingenuamente, non sapendo che prestigioso club di economisti mi trovo di fronte, e vengo sommersa da statistiche e percentuali e scusa, ma tu su cosa basi i tuoi dati, l'effetto è esattamente lo stesso.

ora, questo non penso dipenda dal mio essere donna, ma di certo mi ha fatto chiarire che se non ho cifre alla mano posso anche starmene zitta e ho capito di non rientrare nel vostro target.

per il resto, l'effetto club per soli uomini, con tanto di sigaro e poltrone in pelle un po' lo date, con tutti questi grazie aldo prego andrea scusa sandro non mi dire michele. anche in questo caso, in realtà non so se è un a questione di gender. forse lo è il fatto che per scrivere queste quattro righe mi ci siano voluti venti minuti, perché sono stata chiamata un'infinità di volte da chiunque giri per questa casa.

ad ogni modo, buon lavoro a voi. a ciascuno il suo, giusto?

ora, questo non penso dipenda dal mio essere donna, ma di certo mi ha
fatto chiarire che se non ho cifre alla mano posso anche starmene zitta
e ho capito di non rientrare nel vostro target.

E' legittimo fondare le proprie convinzioni su altri elementi che non numeri e statistiche. Peraltro mi sembra che per es. A.Moro abbia detto di non condividere certe tue affermazioni anche solamente in base alla sua esperienza di vita concreta in diverse parti degli USA, non mi pare che abbia voluto zittirti perche' non hai dati statistici a supporto delle tue tesi.

Personalmente mi dispiace che la tua percezione sia quella di essere stata zittita perche' non hai cifre alla mano per sostenere le tue idee, ma credo che lo sforzo debba essere fatto da entrambe le parti: chi da' importanza decisiva ai numeri deve prendere atto che di fatto direi la maggioranza delle persone non agisce e non pensa con gli stessi criteri, chi non ha o no ama le cifre dovrebbe capire che altri, direi una minoranza, possono legittimamente dare invece importanza decisiva a questi elementi (secondo me con ragione).

 

non ho ancora imparato a citare quindi rispondo genericamente.

grazie della risposta, alberto. raccolgo con piacere la sfida di un duello ad armi non pari ma paritarie se l'idea doveva essere questa (non lo capisco dal tono del messaggio), e sorrido alla MINORANZA che LEGITTIMAMENTE dà importanza DECISIVA alle cifre e per di più CON RAGIONE, che già mi fa capire che sarà una bella sfida. l'abitudine è dura a morire, vero?

 

Sembra quasi che tu voglia presentare la cosa come una "guerra fra scuole", Alberto... Io non la vedo cosi'. Il problema non sono "i dati", scherziamo? Una persona che rispondesse "mostrami i numeri" a qualunque domanda/provocazione/punto di vista diverso sarebbe un idiota punto e basta (se non altro perche' e' molto facile, e puo' anche essere un modo per zittire l'interlocutore). 

Quello che a me sembra piu' importante e' la predisposizione al confronto ed una generale "educazione" al dibattito. Nessuno pretende che ogni singolo commento esprima una posizione articolata e documentata (meta' dei miei commenti sono minchiate da una riga o "consigli di lettura", credo :o). Perfettamente legittimo "buttarla li'" ed esprimere un punto di vista parziale ed incompleto. Quello che importa e' la buona volonta' e la voglia di discutere. Se scrivo qualcosa pretendendo di essere preso sul serio devo cercare di essere convincente. Questo vorra' dire passare lo scrutinio di chi, in prima battuta, non la pensa come me (o cmq pensa che alcune delle mie affermazioni non siano cosi' immediate e self-explanatory). I numeri possono essere utili, a questo punto, soprattutto quando si parla di policy: aiutano a circoscrivere la questione e permettono di creare una "cornice" condivisa fra i vari interlocutori.

Anche in questa fase, pero', puo' essere legittimo non presentare numeri o rifiutarsi di discutere in termini di statistiche. Bisognerebbe pero' argomentare perche' si decide di seguire una strada piuttosto che un'altra (non esistono dati sulla questione; i dati che l'interlocutore ha messo sul tavolo riguardano altre cose e sono fuorvianti; preferisco affrontare il discorso su un altro piano; etc.). Ed anche questa spiegazione dovrebbe essere convincente...

Piu' in generale, mi sembra importante che tutti riconoscano che "perche' si'" e "io lo so" non sono argomentazioni valide.

l'ultimo commento di cristina mi sollecita a dire la mia. forse i redattori (non) si stanno rendendo conto che hanno avuto fortuna, qui in italia. anche io approfitto sempre per segnalare ad amici ed amiche i loro articoli, molto interessanti. però le discussioni ed i commenti a volte sono fastidiosi, soprattutto nei toni, e ci fanno capire che noi poveri mortali, persone comuni desiderose di capire e conoscere punti di vista diversi, possiamo solo stare zitti, il nostro posto non è proprio qui. 

la discussione sulla scuola è esemplare. io mi sforzo di conoscere e tenere presente il punto di vista degli economisti. voi non vi preoccupate minimamente di tenere presente il punto di vista degli altri. va tutto bene sino a quando si fa solo accademia. ed ovviamente sul vostro sito avete tutto il dirito di fare solo accademia. ma spero siate convinti, fuori da NfA, che le cose sono un poco più complesse e non sempre possono essere ridotte soltanto a numeri.

comunque penso abbia ragione cristina. ognuno a posto suo.

      Partendo dalla constatazione che  <morto un papa se ne fa sempre un altro> per favore

quando vi riunite per le giornate di nFA datevi da fare e trovatevi un'altra voce femminile.

Natalia Castaldi aveva uno stile tutto suo e  sara' difficile sostituirla;ma non potete fare a meno di una voce femminile:

non basta che le signore vi leggano

ce ne vuole anche una inquadrata (nel senso che sia una con la firma racchiusa dentro un rettangolo luminoso,  come i relatori o "padroni" degli articoli).

Me lo avete spiegato con tutti i numeri possibili che le donne non si espongono ,ma visto che le donzelle bisogna conquistarle:

mettetevi in marcia...suvvia eroi del nFA una, almeno una 

vi fa bene, e sicuramente tra tutti i vostri ciber-link una valkiria saltera' fuori!..

non deludetemi!

ga

Insomma tu vorresti i nostri 5 in giro a conquistare universitarie stile happy days? ;-)

Scherzo, (mi piaceva l'idea). Hai perfettamente ragione!

 

 

Il dato apparente della mancanza di donne scrittrici in questo blog mi "perseguita" da sempre e allora, avendo tempo da investire, ho analizzato pedantemente il vostro archivio alla ricerca dei seguenti numeri: articoli firmati da donne; commenti firmati da donne; numero di donne che interagiscono scrivendovi.

Per il momento sono riuscita a annotare i nomi e cognomi in ordine alfabetico comparsi dal 2005 (solo due articoli postati che non si aprono) al dicembre 2008.

Non intendo imitare Boldrin che almeno una volta l'anno esamina il server per capire chi arriva a visionare nFA da quali motori di ricerca e con quali parole chiave. (non ne ho i mezzi ne e' il centro della mia ricerca)

Allora, sempre che vi interessi, questo e' quello che ho scoperto/imparato su chi interagisce scrivendo a nFA. 

Il 2006 e' l'anno della sperimentazione: il blog nasce nel febbraio e la fase sperimentale termina a fine settembre e dall'ottobre 2006 il blog e' strutturato come lo conosciamo oggi (sempre con piccole variazioni per renderlo piu' user friendly). In questa prima fase la maggioranza degli articoli sono di Boldrin. Molti articoli di questo primo anno ricevono zero commenti, (data la natura sperimentale del tutto);molti ricevono commenti che si contano sulle dita di una mano, e ci sono interi articoli dove le battute di commento sono tra i membri della redazione.

In ogni caso il 2006 vede 297 articoli pubblicati(compresi i due solitari del 2005) e persone che scrivono per commentare sono 154, delle quali 12 sono dichiaratamente donne. La palma della prima scrittrice donna spetta a Monika Pizzesi (luglio 06) la seconda: Antonella Tutino (ottobre 06). Molti sono i nomi di fantasia che pero' non mi sembrano femminili. Pedantemente ho cercato di capire, dagli aggettivi dei post, il genere di chi scrive e ho scoperto che per meta' i nomi di fantasia sono da attribuire a maschi percio' ho arbitrariamente deciso che il numero totale di pseudonimi o nomi di fantasia per una meta' siano da attribuire a donne.

Nel 2006 la proporzione tra donne/maschi nelle firme dei commenti e' 25/154.

L'8 febbraio 2007 il blog compie un anno, mentre il numero degli articoli pubblicati nel 2007 rimane simile all'anno sperimentale (275 articoli) ci sono grosse novita': Eleonora Patacchini firma il primo articolo di autore donna (4 maggio 2007). assistiamo ad un vero boom di pseudonimi che il piu' delle volte celano maschi e non donne. Il numero dele nuove firme tra i partecipanti scriventi sale a 162 delle quali 12 sono dichiaratamente donne, rimangono incerti come genere di appartenenza 36 nuovi nomi a cui attribuisco la meta' a donne portando il rapporto donne/uomini per il 2007 a 30/162. clima del blog: sotto i nomi di fantasia si celano spesso ciarlatani litigiosi che non vengono zittiti dalla strategia di Boldrin, anzi aumentano nella loro trollaggine. Nota super positiva: vengono introdotte le giornate nFA e si svolgono a Firenze il 5-6 luglio, ma non vi e' traccia di after action report nell'archivio.

 

Anno 2008: in febbraio nFA arriva sul Sole24ore! vengono pubblicati 308 articoli e compaiono 378 nuove firme; in questo anno compaiono ben tre articoli scritti da donne e due di loro commentano le risposte alla stessa maniera dei relatori (hanno il loro bel rettangolo bianco o arancione). I commenti agli articoli raggiungono quote significative: cinquanta-cento per articolo; compaiono le firme di gruppi; Boldrin fa un recap sui lettori; le giornate nFA sono sempre a Firenze ma ora compare la recensione alle stesse sul blog. nFA viene linkato dal blog elettorale di Repubblica;  primo articolo in cui si dichiara di aver preso una cantonata (dieci maggio);si incendia il server a Houston, TX e il trenta ottobre ci si interroga sulla apparente mancanza di donne in questo blog.

2008: rapporto donne/uomini= 85/378.Le nuove donne scrittrici oltre ad essere laureate e a volte prof. universitarie, si definiscono anche come: mamma, contadina, studentessa, vicecaporedattore del Messaggero (Angela Padrone), giornalista autrice di blog,ricercatrice diritto privato, appassionata di economia, maestra elementare. Quest'anno passiamo da una coautrice (Paola Diana in febbraio) a veri pezzi prodotti da autrici donne = Paola Potestio (21 ottobre) Clara Graziono (25 nov) Natascia Farsura (29 ottobre)

Il mio commento:Il relatore piu' proficuo rimane Boldrin che ha il dono di saper scegliere titoli invitanti e che usa uno stile sempre interessante; comunque appare evidente che il suo stile focoso genera fiammate di ritorno proprio dai troll che vorrebbe scorticare.

Mi manca di analizzare le firme del 2009-2010 e 2011, ma ora intendo lavorare come i gamberi a ritroso: quante delle firme dei commentatori storici compaiono anche oggi, dopo che nFA ha compiuto il suo primo lustro? Sorprendetevi quanto me:sono moltissime le firme comparse nel 2006 ed attive tutt'ora...buon segno?

Postilla: ci vuole un autore donna, se ne sente la mancanza. Alle giornate nFA di quest'anno l'unica relatrice donna era straniera ..possibile che non ci sia una candidata che vi piaccia o che vi guardi?

giuliana allen

 

Grande analisi Giuliana!!

My two cents:

1 una relatrice (Natalia Castaldi) ,i commentatori sono riusciti a farla andar via. Purtroppo ,anche se in misura molto minore rispetto a blog che trattano argomenti simili, pure nei commenti a nfA il testosterone e l'aggressività prendono il posto del dialogo costruttivo, questo sembra non piacere alle commentatrici ( e fa loro onore)

2 Franca Rame contestava a Dario Fo che le commedie fossero scritte da uomini e per uomini al che Fo rispose : tu sei una donna perchè non te le scrivi. Intendo dire : perchè non provi tu a scrivere qualcosa? Scrivere sai scrivere bene e ti occupi di un settore interessante come l'educazione

una relatrice (Natalia Castaldi) ,i commentatori sono riusciti a farla andar via. Purtroppo ,anche se in misura molto minore rispetto a blog che trattano argomenti simili, pure nei commenti a nfA il testosterone e l'aggressività prendono il posto del dialogo costruttivo, questo sembra non piacere alle commentatrici ( e fa loro onore)

Anche a me dispiacque quando Natalia decise di non scrivere piu' qui. Per me il suo angolo rendeva questo blog ancora piu' unico. Lo fece con le seguenti parole

è troppa l'aggressività nell'offesa e nella sua volontà di mortificazione. Senza problemi, vi lascio tra voi, non sono una professoressa universitaria e non voglio esserlo, né posso, né lo pretendo. Con buona pace di tutti, statemi buone.

che non erano rivolte esclusivamente a uomini testosteronici ma a maestrine e maestrini tutti, accomunati dal ditino alzato e la delicatezza di un carro armato; o assolutamente incapaci di capire la fragilita' di un poeta o deliberatamente intenti a ferire, per chissa' quali motivi.

(per chi volesse rinfrescarsi la memoria, qui).

Alle giornate nFA di quest'anno l'unica relatrice donna era straniera ..possibile che non ci sia una candidata che vi piaccia o che vi guardi?

Per la verità c'era anche Chiara Rapallini (Università di Firenze), che ha fatto un'ottima relazione su "Debito pubblico e fiscalità".

GD

Ho ricordato a memoria Elisabeth Wood e dimenticato Chiara Rapallini, mi dispiace che la memoria mi abbia tradito favorendo una straniera sopra una connazionale, perdonatemi e' stata una svista.

g

La svista era perdonabile, le scuse per aver ricordato "favorendo"la una straniera "sopra" una tua connazionale, IMVHO no, spero stessi scherzando ...

Il dato apparente della mancanza di donne scrittrici in questo blog mi "perseguita" da sempre e allora, avendo tempo da investire, ho analizzato pedantemente il vostro archivio alla ricerca dei seguenti numeri: articoli firmati da donne; commenti firmati da donne; numero di donne che interagiscono scrivendovi. [...]

Complimenti per il lavoro certosino (il prossimo passo e' l'analisi con gli strumenti della linguistica computazionale :)

In effetti alcune delle considerazioni che fai le avevo pensate anche io, ma non sapevo se fossero solo impressioni o ci fosse un riscontro oggettivo.

In particolare mi incuriosiva un  fenomeno che ti limiti a sfiorare, ovvero quello dei trolls (categoria non ben definita, che va da chi posta interventi con l'esplicito intento di far incazzare gli altri, fino a chi -rassicurato da un sostanziale anonimato- semplicemente posta un intervento sciatto e scontato come scambiando il blog per il muro di una latrina.

Mi sembra che, per limitare l'attaccabilita' da parte dei trolls ci siano ormai strategie abbastanza valide (e sicuramente molto piu' efficienti del cazziare i presunti troll uno ad uno):

(1) eliminare l'anonimato obbligando l'utente nFA a collegarsi ad un qualche profilo (pagina personale, facebook, etc.)
(2) implementare un meccanismo di voti che contribuisce a costruire la reputazione dell'utente (tipo ebay o, piu' simile al blog, mathoverflow).

Entrambi questi meccanismi hanno qualche inconveniente: nel caso (1) e' sempre  possibile creare un profilo fittizio, nel caso (2) il meccanismo della reputazione puo' generare addiction. Pero' forse sono inconvenienti meno dannosi del deterioramento della discussione.

No! Facebook, no! Tutto, ma non Facebook! Anche perchè non avrebbe nessuna efficacia contro l'anonimato.

In realtà di troll su nfA ne girano tutto sommato pochi e non credo (vista l'esperienza di altri blog) che un sistema di votazioni migliorerebbe la cosa, anche se probabilmente migliorerebbe altri aspetti.

Invece sono favorevole all'abolizione dell'anonimato, per le ragioni che Michele Boldrin ha più volte spiegato. Tuttavia ritengo che l'identità dei commentatori dovrebbe essere nota ai gestori del sito, ma non necessariamente a tutti.

Questo consentirebbe a commentatori con situazioni tipo quella di n'elam*** di partecipare al dibattito senza troppi problemi.

PS

***che, se ho capito bene, vuole restare anonimo...in quanto tifoso del Toro!

Scherzo! Tornate in A al più presto! ;-)

My 2 cents:

L'unico modo efficace per limitare (non è mai possibile eliminarli) i troll è quello di ignorarli.

Non esiste altro sistema, il troll entra per far casino, dal puro e semplice esibizionismo, alla masturbazione mentale per arrivare anche ad attacchi organizzati per far "chiudere" un forum/discussione il troll si nutre e trae forza dall'attenzione.

Ignorandoli si neutralizzano, quelli più tenaci magari sbraiteranno prima, ma poi "molleranno la pezza";

Almeno per un po'.

Altri sistemi realmente efficaci e con costi/benefici accettabili per me non eistono.

Domani potrei sostituire il mio nick "anonimo" con un nome e cognome, questo non dà alcuna garanzia, anche se mettessi i miei reali non sono così famoso e "diffuso" da permettere di riconoscermi.

Tutto sommato la situazione "troll" qui è ancora assai vivibile, non sono molti, quelli "cronici" sono ancora meno ed alcuni più che troll sono solo utenti polemici.

Questo consentirebbe a commentatori con situazioni tipo quella di n'elam*** di partecipare al dibattito senza troppi problemi.

Ne'elam, con due "e". Che, tra l'altro, una ricerca statistica con google-images mi suggerisce essere un nome femminile. Chissa' Giuliana come lo aveva censito :)

No, ne'elam non è femmina.

Ne'elam

Carlo Carminati 30/8/2011 - 11:06

No, ne'elam non è femmina.

Lo so, ci ero arrivato anche io: dopo un'attenta analisi semantica ho concluso che la ricerca con google-images era decisamente fuorviante. Per questo mi chiedevo come l'avesse classificato Giuliana :)

Confesso che mi ha sempre incuriosito il motivo di un nickname cosi' bizzarro.

Confesso che mi ha sempre incuriosito il motivo di un nickname cosi' bizzarro.

 

Per trovare la risposta devi cercare nella Cabala (o Cabbala o Kabbalah a seconda delle grafie), ma ricorda che i significati sono spesso nascosti

Sono disposto a postarlo io ma solo in cambio della spiegazione della biografia numerica di Andrea Moro (almeno un indizio!!)

eh dai che non e' cosi' difficile poi

Invece sono favorevole all'abolizione dell'anonimato, per le ragioni che Michele Boldrin ha più volte spiegato. Tuttavia ritengo che l'identità dei commentatori dovrebbe essere nota ai gestori del sito, ma non necessariamente a tutti.

Non solo sono d'accordo, ne avevo scritto a Boldrin anche tempo fa. Ho l'esperienza di un forum settoriale, che funziona impeccabilmente da una dozzina d'anni su poche chiare regole:

1) Iscrizione con nome cognome indirizzo età condizione professionale e due righe (due!) di autopresentazione. Il tutto resta riservato ai gestori/moderatori che danno una credenziale di intervento.

2) Viene pubblicato solo nome e cognome, altri dati solo col consenso dell'interessato.

3) i gestori/moderatori possono autorizzare pseudonimi solo per motivate ragioni di riservatezza (es. ruoli professionali delicati), che restano confidenziali.

4) Per disturbatori, troll, rompiballe etc. due successive ammonizioni (pubbliche) alla terza infrazione si ritirano le credenziali di intervento.

Posso assicurare che, come dicevo a Boldrin, sarà reazionario ma funziona. 

Non ho invece nessuna fiducia in Facebook e robe del genere, nè su meccanismi di consenso etc., il caso Grillo dovrebbe essere istruttivo.

GD

Sull'abolizione dell'anonimato, son perfettamente d'accordo: l'idea di rimpolpare la presentazione aggiungendo altri campi obbligatori mi sembra ottima.

Della soluzione mediante l'utilizzo di facebook, ne avevo letto qui.

I meccanismi di consenso mi sembrano funzionare bene in alcuni casi (p.es. http://mathoverflow.net/), ma non so come vadano su un blog d'opinione.

 

PS: cos'e' il caso Grillo?

Questo IMHO può funzionare in un forum settoriale;

Qui dipende da che "rotta" si vuol dare a nFa (o meglio ai commenti agli articoli).

Lo scrittore occasionale ne verrebbe sicuramente scoraggiato e non è detto che i suoi interventi siano sempre da buttare.

Anche perché l'ammonizione in che caso dovrebbe partire? Se uno viola il regolamento (magari offendendo o usando un linguaggio scurrile) spamma o se scrive corbellerie?

Perché molti dei troll intervenuti su questo forum sono notevolmente educati, eruditi e sfoggiano anche una discreta retorica, in quel caso dovrebbero essere richiamati per "corbelleria" ma capite che ci si avventura su un sentiero pericoloso, che presta il fianco a polemiche senza fine, accuse di censura ecc... ecc... il tutto traducibile in perdita di tempo e forse di lettori, pensate che bello decine di commenti su altri blog che additano quei fascio-comunisti di nFa che censuarano chi non segue il pensiero imperialfasciocomunistamercatista ammerikano (ok non frega nulla di questo ultimo punto :D );

In fondo se uno viene qui e scrive delle minchiate una volta sbugiardato e messo in ignore (questa è una funzionalità che si potrebbe implementare) si è risolto no?

Alla fine comunque IMHO prima di prendere provvedimenti bisognerebbe chiedersi cosa deve diventare nFa (anche a spanne) e quanto i troll siano adesso (e si prevede in futuro) un problema.

Discussione interessante, comunque l'anonimato rimarra' per il semplice fatto che e' troppo complicato e oneroso eliminarlo, oltre al fatto che scoraggia la pubblicazione di post interessanti (un sacco di bravi commentatori ora non anonimi hanno iniziato a postare anonimamente, anche fra i collaboratori piu' frequenti). Quindi io saro' sempre contrario.

Per quanto riguarda i trolls, a me pare che il fenomeno si presenti ad ondate, e che sia gestibile, e che lo sara' di piu' se implementeremo un software appropriato. Comunque, faremo un brainstorming a tempo debito, per ora ci limiteremo ad implementare il nuovo design, che e' pronto da un paio di mesi. 

Posso assicurare che, come dicevo a Boldrin, sarà reazionario ma funziona. 

Beh, io direi "saggiamente conservatore", più che reazionario :-)

Ed ha tutta la mia simpatia, credimi. Soprattutto perché funziona!

Non tutti i tifosi del Toro sono anonimi, Corrado. 

Massimo rispetto per i granata, è solo una battuta che mi venne in mente quando lessi il profilo di Ne'elam per la prima volta.

Poi, da quando ho scoperto che Mister X è Aquilani, la mia passione per il calcio si è notevolmente raffreddata :-(

Scambiare Pirlo per Aquilani mi ricorda quando riuscii a scambaire con le figurine Panini Cuccureddu con Pizzaballa (1973)....

Complimenti!

Però, credevo che fossero meno...

Giuseppe, in effetti il mio lavoro pedante mi ha almeno rassicurata sul numero che ,come noti tu, non e' poi cosi' basso. Certo mi fa meraviglia che non sia piu' vicino al 50%.

 Ancora non ho completato il censimento opposto (quanti scrittori sono ancora attivi dal primo post inviato) ma i miei dati parziali sono sorprendenti: esaminando uno qualsiasi degli argomenti trattati in luglio agosto 2011(quelli che hanno ricevuto minimo 100 post) quasi tutte le firme comparse nel 2006-2007 sono ancora interattive . Al momento non ho tempo libero da dedicare a questo esercizio "futile", pero' trovo sorpendente che ci siano cosi' tanti scrittori fedeli. Sorprendente non per la validita' del blog ,che e' innegabile, ma data la differenza tra un blog e un giornale cartaceo o una rivista. Mi sarei aspettata un risultato diverso. Si vede che siamo veramente esseri abitudinari.

 

Cari Commentatori di oggi (ormai ieri),

desidero sottolineare :-) che il titolo (argomento principale) dell'articolo è ”Ma perché le donne non ci guardano?”, quindi gli interventi sui trolls sono tutti fuori tema anche se “divertenti”. A questo punto si pone il seguente problema: si censurano i commenti OT o si lascia la possibilità ad altri di fare lo stesso? A me piace la seconda ipotesi e ne approfitterò: scriverò altrettanti interventi fuori tema, anzi una valanga di interventi, finalizzati ad approfondire argomenti che a me interessano e dei quali non trovo adeguato riscontro su nFA! Bene, bene.

Quanto sopra dimostra forse il fatto che magari le donne non vi “guardano” poiché non le sapete “leggere” con attenzione e interesse? :-)

Per Corrado Ruggeri: il 28 agosto citi Dario Fo e a me, con tutto il rispetto possibile, sorge spontanea una domanda: “E collaborare proprio no?”.

Giuliana perchè non provi tu a scrivere? Non credo che i Redattori abbiano problemi a visionare qualche bozza e poi Natàlia può sempre tornare ...

P.S. Problema bibliografia:

Per “risparmiare le forze” dei Redattori si potrebbe creare una specie di contenitore, suddiviso in settori, in cui collocare bibliografia di diverso genere (dai manuali di base a cose più specialistiche). Al fine di assicurare una certa democraticità e varietà di pensiero, sarebbe anche bello offrire la possibilità ai lettori (tutti) di votare i testi (qui sì che sarebbe utile il gradimento) e di avanzare nuove proposte da inserire nell'elenco.

Nonostante software di protezione, norme restrittive varie, oblio ecc. spero di continuare a leggere nFA e talvolta anche a scrivere, ma mai in forma anonima.

Buona notte a tutti. Orsola :-)

il 28 agosto citi Dario Fo e a me, con tutto il rispetto possibile, sorge spontanea una domanda: “E collaborare proprio no?”.

Orsola, sai che non capisco che appunto mi stai muovendo. Non lo dico polemicamente, proprio non ci arrivo: spiegami meglio.

Io citavo Fo come autorità (e pur sempre un Nobel :-) ) solo per esortare Giuliana a scrivere articoli, cosa che fai anche tu (quindi non è questo che mi contesti).

Quanto sopra dimostra forse il fatto che magari le donne non vi “guardano” poiché non le sapete “leggere” con attenzione e interesse? :-)

Bhe, si fa anche coi commenti maschili di andare OT. Può essere che quest'attegiamento dia maggiormente fastidio alle commentatrici, ma non credo sia mancanza di attenzione. A mio avviso è proprio il commento interessante che, offrendo molteplici spunti, viene sviluppato (finendo anche OT).

PS

A proposito: forse potresti scrivere qualcosa anche tu. 

Io sono una donna!!

ME 31/8/2011 - 09:46

Giuliana, come mi avevi censita?

Cara donna ME, come avrai visto dal mio post originale sono arrivata a visionare l'archivio di nFA fino al dicembre 2008, tu hai iniziato a scrivere dal 2009 quindi a te non ero ancora arrivata, ma sul mio censimento alfabetico sarai messa sotto la m con tra parentesi (f) per censirti come donna.

In effetti, la mia personale statistica di partecipazione a due edizioni (2009 e 2011) è che sono state piuttosto sbilanciate non solo lato relatori ma anche in platea...

Che dire poi momenti conviviali e le discussioni a cena (e dopocena) durante i quali le uniche signore con cui ho avuto il piacere di confrontarmi erano "al seguito" dei redattori *?

Io l'ho interpretato come una conferma empirica che, anche in questo caso, giochi a sfavore la tipica mentalità italiana della donna in grado di/legittimata ad esprimersi pubblicamente solo in affiancamento ad un uomo.

 

 

*** E questa conoscenza mi ha dato modo di comprendere, una volta di più, la profonda verità di quanto raccontato da Isabella Marchiolo nel suo libro.

Che dire poi momenti conviviali e le discussioni a cena (e dopocena) durante i quali le uniche signore con cui ho avuto il piacere di confrontarmi erano "al seguito" dei redattori *?
Io l'ho interpretato come una conferma empirica che, anche in questo caso, giochi a sfavore la tipica mentalità italiana della donna in grado di/legittimata ad esprimersi pubblicamente solo in affiancamento ad un uomo.

Sarà. Per quanto so non mi sembra che gli organizzatori delle giornate (che erano poi i redattori/moderatori di nFA) abbiano riflessi da "tipica mentalità italiana" nè che abbiano in qualche modo scoraggiato la partecipazione femminile.

E personalmente ricordo, a Siena, di aver chiacchierato nelle pause e durante il lunch (alle cene non mi sono fermato) allo stesso tavolo con una signora che non era nè parente nè accompagnatrice di nessuno, ma cane sciolto mosso da interesse non professionale come il sottoscritto. E ce n'erano anche altre, anche se non moltissime.

Non farei generalizzazioni del genere, almeno nel caso di nFA, che mi sembra anzi, come forum, del tutto esente dalle impostazioni che lamenti.

GD

E personalmente ricordo, a Siena, di aver chiacchierato nelle pause e durante il lunch (alle cene non mi sono fermato) allo stesso tavolo con una signora che non era nè parente nè accompagnatrice di nessuno, ma cane sciolto mosso da interesse non professionale come il sottoscritto

Magari stavi parlando proprio con lei (intendo ME)

PS

Cane sciolto !? Poi ci si domanda perchè ci sono poche signore sul forum :-) 

 

Corrado, non comprendi il presunto “appunto” perché non esiste :-)

Il mio: “E collaborare proprio no?” voleva solo essere un modo per esortare la Redazione e gli altri Collaboratori e Commentatori ad agevolare la partecipazione attiva delle Signore, mediante interventi ed elaborazione di articoli, fornendo spunti, argomenti e/o collaborazione (ad es. scrittura a quattro mani) per coinvolgere quelle magari un po' restie ma dotate delle competenze, tempo e determinazione necessari per sopravvivere in questo sito (fermo restando, con rare eccezioni, il no all'anonimato poiché inscindibile dalla responsabilità).

Probabilmente non dico nulla di nuovo, la redazione forse ha già provato anche questa strada.

E poi ogni tanto, ma proprio ogni tanto, risultate francamente un tantino noiosi … :-)

Anche sulla seconda obiezione sei fuori strada: sugli OT stavo in larga misura scherzando, volevo soprattutto strapparvi un tacito assenso per poter avanzare qualche richiesta di approfondimento/chiarimento in merito a un paio di cose, che mi interessano, senza essere ignorata o tacciata di “fuori tema” dal momento che già diversi commentatori/Redattori vanno spesso in OT …

P.S. Ho sbagliato a posizionare il commento, scusate.

E poi ogni tanto, ma proprio ogni tanto, risultate francamente un tantino noiosi … :-)

eh, ognuno di noi ha ormai  i suoi noiosi di riferimento, i leader che ti fanno penzolare la mascella in un paio di mosse. secondo me sono sempre quelli, solo che non sta bene dirlo, siamo tutti ragazzi educati. tanto è impossibile liberarsene, come degli anonimi del resto :-)

Dragonfly, data la replica quasi immediata mi fai pensare che ti senti pure tu tra i possibili "noiosi" (oltre che anonimo), beh sicuramente dopo la simpatica risposta probabilmente non lo sei :-). Tuttavia avrei preferito una maggiore attenzione/interesse agli altri contenuti del mio intervento anche se vecchi o banali. Capisci Corrado?

Ciao, Orsola

Chiaro! Però non ti stupirai mica perchè degli uomini non capiscono :-)

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