Ma porca miseria, anche qua?

30 marzo 2009 sandro brusco

Non è possibile. Anche qui in amerika mi tocca pagar le tasse per sussidiare la Fiat!

Quando si abbandona il paese in cui si è cresciuti ci sono tante cose che si lasciano dietro e si rimpiangono. Ma, siccome lo si è lasciato, evidentemente ci sono altrettante cose che ben volentieri si abbandonano. Prima di decidere uno si fa le sue due belle colonnine con i più e i meno della decisione, e poi tira le somme.

In mia opinione, il non essere più obbligato a pagar le tasse per sussidiare la Fiat era da mettere vistosamente nella colonna ''più''. È sempre stata una cosa che mi ha violentemente grattato i nervi. Un po' per la pervicacia e continuità con cui gli Agnelli si sono fatti dare soldi dai contribuenti per decenni, e non sembrano affatto intenzionati a smettere. Un po' perché la richiesta di soldi si accompagnava invariabilmente a richieste di protezionismo e quindi prezzi più alti per i consumatori. Un po' per quel ridicolo tentativo di presentarci la Fiat come simbolo dell'orgoglio nazionale italiano, attuato comprandosi direttamente o indirettamente il mondo giornalistico e politico. Un po' (perché non ammetterlo?) perché maggiore ricchezza della famiglia Agnelli significava maggiori risorse per la Juventus. Insomma, per tante ragioni, alcune razionali altre forse no.

E adesso? Adesso sono qui, a pagar le tasse in amerika, e mi sento dire dal presidente che i soldi della mie tasse verrano dati a Chrysler purché si accordi con la Fiat. Questo è quello che dice il pezzo:

Speaking a day after the White House pushed out the chairman of G.M., Mr. Obama said Chrysler has been instructed to form a partnership with the Italian automaker Fiat within 30 days as conditions for receiving more government aid.

Traduzione: Parlando il giorno successivo a quello in cui la Casa Bianca ha costretto al licenziamento il presidente di General Motors, Mr. Obama ha detto che alla Chrysler è stato indicato di formare una partnership con il produttore di auto italiano Fiat entro trenta giorni, come condizione per ricevere ulteriori aiuti governativi.

Vedremo come sono i dettagli dell'operazione, ma dal quel che si capisce da questo servizio l'amministrazione sta programmando di dare soldi alla nuova azienda che dovrebbe scaturire dalla partnership tra Chrysler e Fiat. Ossia, direttamente o indirettamente i soldi verranno dati alla Fiat. Ossia, uguale a quello che mi succedeva prima di andar via dall'Italia. Ossia, uguale a quello che succedeva e succede a mio padre e mia madre. Come ''change we can believe in'' non c'è male.

Update. Per gli amici e colleghi che sono andati in Canada: nenche voi siete al sicuro.

66 commenti (espandi tutti)

Penso le tue tasse contribuiscano anche a finanziare il Manchester United, se per questo. Costa di meno, pero'.

Manchester United's four-year 56.5 million agreement with American International Group, Inc. (AIG) is the biggest shirt sponsorship deal in English football.

Si, lo avevo già notato e mi era venuta la dovuta incazzatura. Per fortuna sembra che la cosa sia finita. Troppo tardi per la Champions, però....

Ma io avevo capito che Obama fosse stato abbastanza attento a che Fiat non avesse accesso ai finanziamenti Chrysler. Piu' in generale, si parla di procedura di fallimento sia per GM che per Chrysler - per quanto veloce e guidata. L'idea e' che 2/3 delle obbligazioni siano trasformate in azioni, cosi' come 1/2 dei fondi per assicurazione sanitaria e pensioni sotto il controllo sindacale. 

Visto cosa stanno facendo sulle banche non mi fido molto. Non mi fido soprattutto che siano capaci di picchiare su United Auto Workers nemmeno in sede di procedura fallimentare. Ma da quello che si legge oggi, mi pare che questa sia operazione meno "fasulla" di quella sulle banche. Staremo a vedere. 

Certo che Marchionne e' una volpe. Non so come abbia fatto, ma questo pare proprio un colpaccio, anche se non prendesse una lira da Obama. Il fatto e' che Obama ha condizionato la sopravvivenza di Chrysler all'accordo con Fiat - e adesso Fiat ha tutto il potere contrattuale nell'accordo. Mah... che ci vuoi fare. 

Il fatto è che Obama ha condizionato la sopravvivenza di Chrysler all'accordo con Fiat - e adesso Fiat ha tutto il potere contrattuale nell'accordo. Mah... che ci vuoi fare.

Esatto. Se ne discuteva oggi a pranzo. Abbiamo oramai dato per scontato che Geithner, Summers e compagnia siano "in the pocket" dei board of directors delle grandi banche americane, sembra ovvio. Ma che siano anche debitori di favori a Marchionne ed agli Agnelli, tali per cui gliene fanno in cambio uno così enorme, quello ci sembrava impossibile (almeno, sembrava impossibile ai miei colleghi USA-doc). Questo però lascia una sola alternativa, la quale non è particolarmente entusiasmante per l'intelligenza collettiva di Obama e dei suoi consiglieri economici ...

La Chrysler è un basket-case. Fanno orrendi mostri che consumano enormi quantità di benzina e nessuno vuole. La Mercedes ci ha perso un sacco di soldi e l'ha rivenduta ad un fondo privato. Ora, se ho capito bene, la FIAT si compra un 20-30% della Chrysler (con opzione di arrivare al 51%) in cambio di una serie di lezioni su come si fanno le macchine. Se funziona, Marchionne è un genio e la Chrysler è salva. Se non funziona, la FIAT ci perde poco (il costo-opportunità di alcune decine di ingegneri) ed è colpa comunque della Chrysler. Se poi Obama faccia bene a provare a salvare la Chrysler (ed il fondo che la possiede), è un problema che lascio a chi paga le tasse in USA.

Da quanto ho capito la FIAT mette un piede pesante anche nella rete di vendita americana della Chrysler, probabilmente per vendere delle Alfa Romeo.

Vorrei capire cosa succede se la Chryslerdi qui a poco fallisce: la FIAT potrebbe rimetterci dei soldi oppure il regalo che le stanno facendo non le accolla nessun rischio?

 

Embè che volevate, che solo noi pagassimo la genialità di Marchionne ?

Allora, giusto per rendervi edotti, sappiate che io, e come me molti altri imprenditori, la genialità torinese la paghiamo due volte: con le nostre tasse e con la sospensione dei pagamenti ai fornitori (avete letto proprio bene: sospensione).

Tutti i pagamenti FIAT sono sospesi fino a nuovo ordine (che nessuno sa quando arriverà), FIAT Finance (la "banca" della FIAT) non paga un centesimo da quattro mesi (qualcuno avanza soldi anche da un anno, dipende dalle cifre in gioco). In questo momento la FIAT, grazie ai fessi che la forniscono, ha una liquidità che non oso nemmeno immaginare.

Il tutto perchè (secondo fonti "confidenziali") Marchionne ha preso 'sta fissa della Chrysler e trattiene la liquidità per poterla investire in America. Al di là del mega-prestito stand-by da 3 miliardi di euro che Banca Intesa gli ha dato.

E allora sono contento: mal comune mezzo gaudio (non è vero, mi dispiace...).

Tutti i pagamenti FIAT sono sospesi fino a nuovo ordine (che nessuno sa quando arriverà), FIAT Finance (la "banca" della FIAT) non paga un centesimo da quattro mesi

Ma i tribunali fallimentari in Italia non esistono? Quando un'azienda non paga, la si porta in tribunale ...

Cosa mi sto scordando?

Ma i tribunali fallimentari in Italia non esistono? Quando un'azienda non paga, la si porta in tribunale ...

Cosa mi sto scordando?

Tribunali fallimentari ? In Italia ? Ma dai, Michele, basta chiedere a Franco Bocchini..

Ti stai scordando che siamo in Italia !

P.s.

Ovviamente lo sapevi già, e la tua era una domanda retorica, ma onestamente il malcontento monta in molti: stiamo pagando le banche (altrui, e che poi ci bastonano pure), poi lo Stato che non paga ( e i soldi "veri" sono come l'uccello padulo), adesso anche le grandi aziende che approfittano del loro potere ricattatorio, insomma ci stiamo rompendo.

 

adesso anche le grandi aziende che approfittano del loro potere ricattatorio

Questo, infatti, è tema sul quale c'è parecchia maretta anche all'interno di Confindustria. Non pochi - piccoli, s'intende - lamentano vivacemente che tali comportamenti siano tutt'altro che rari e, soprattutto, che se ne parli poco.

Pur non facendo nomi per evitare di aver a che fare con stuoli di avvocati - ma si capisce benissimo - un amico piccolo imprenditore vanta un credito di alcune decine di migliaia di euro: il suo debitore è una media azienda che non paga per il banale motivo che che una grossa azienda ex-statale privatizzata (il che, com'è noto, nel Belpaese significa fatta oggetto di un favore agli amici ......) non onora le fatture relative alla modica somma di € 3,000,000 (diconsi tremilioni). Il particolare istruttivo, tutt'altro che trascurabile, riguarda la chiusura del bilancio positiva della suddetta grande azienda, con distribuzione di ricco dividendo .......

Ah, Michele ....... ti stai scordando, ad esempio, la durata dei procedimenti fallimentari da queste parti (non è vero, lo sai bene ....)

Io non ho peli sulla lingua, e aggiungo: questo comportamento è di tutto il parastatale, finto privatizzato, e che talvolta funziona anche bene: ad esempio ELSAG S.p.a.

L'ELSAG S.p.a. appartiene a Finmeccanica, la quale l'anno scorso ha creato (sull'esempio FIAT) una società finanziaria che paga per tutto il gruppo FINMECCANICA, con un solo numero di telefono ( a cui non rispondono mai), poi ha "prestato" su richiesta del mezzemaniche della Valtellina allo stato italiano 2 miliardi di euro. Sono a bilancio, è pubblico. Quei 2 miliardi sono nostri due volte: come cittadini italiani e come fornitori.

E poi ci parlano di crisi, di mancati investimenti, di mancata ricerca, ma andassero ...

 

Opinione

chemist 31/3/2009 - 10:09

Se ne potrebbe trarre un lezioncina relativamente al ruolo che lo stato DOVREBBE avere… tutte le aziende cercano sempre di ricattarsi a vicenda. Di solito è l’acquirente che ricatta il fornitore, perché è più comune il caso di acquirenti che possono rifornirsi da fornitori diversi. Alle volte avviene il contrario, un fornitore monopolista o facente parte di un cartello riesce a ricattare l’acquirente. In ogni caso faccio notare che NON ESISTE NESSUNA AUTOIMMUNIZZAZIONE contro questa patologia, anzi è la DIREZIONE NATURALE verso cui il sistema si muove ossia LA PREVALENZA DEL PIÙ FORTE E DEL PIÙ SPREGIUDICATO ed il degrado generale delle relazioni economiche a legge della giungla. Un caso estremo è quello del rapporto tra lavoratore (fornitore di lavoro) ed azienda.

È solo quando dal piano delle relazioni finanziarie si passa a quello delle relazioni sociali, ossia quando le aziende o gli individui sono chiamati a rispondere della correttezza del proprio operato di fronte alla comunità entro la quale operano, che si possono introdurre delle limitazioni alla legge della giungla. Sta allo Stato intervenire per mantenere salubri le relazioni tra i vari soggetti economici , da un lato con misure anti-trust, dall’altro sanzionando chi non paga. Ovviamente questo non avviene se lo Stato, a sua volta, è nelle mani di gruppi di interesse oppure se è imbevuto di cultura mafiosa... e allora meglio emigrare su Marte.

 

 

 

 

se lavori con fiat vuol dire che già hai mezzo piede nella fossa. Nel nord italia ci sono moltissimi fornitori che lavorano per bmw e mercedes ma non per fiat ... Qualcosa vorrà dire. Prima di arrivare al fallimento devi fare una ingiunzione di pagamento . Appena apri una azione legale contro fiat hai smesso di lavorare con tutto il gruppo. Se lavori con Fiat non hai certo un prodotto che può interessare i tedeschi, forse i francesi . Io non compro macchine italiane ( ormai da più di 20 anni ) perchè fiat taglieggia i fornitori.

L'accordo Fiat-Chrysler è perfetto . La Chrysler non è altro che la Fiat americana .Unendosi possono raggiungere una massa critica per poter ambire a diventare la Fiat mondiale. Il prossimo passo è quello di inglobare la peugeot. Per altro Marchionne non ha mai fatto segreto di questo piano , ha dichiarato pochi mesi fa che resteranno solo 2 o 3 gruppi a livello mondiale

Quanto scrivi mostra una volta di piu' che le grandi imprese private, a partire dalla Fiat, hanno comportamenti simili allo Stato italiano con il quale sono variamente colluse. Questo e' uno dei motivi per cui lo Stato italiano e' cosi' corrotto, inefficiente, forte con i deboli e calabraghe con i forti: perche' i forti sono collusi con esso, sono omogenei ad esso come comportamento, ottengono protezione materiale e di fatto e restituiscono protezione mediatica al malaffare di Stato attraverso i mezzi di informazione privati, Corriere Stampa e Repubblica (proprieta di imprenditori che non sono editori puri) in testa.

Ecco, lo state dicendo. Il sistema Italia è colluso e corrotto. Non ci sono leggi che si applicano in questo Paese. esistono solo leggi scritte. ANTI TRUST - CONFLITTO D'INTERESSI - TRIBUNALI FALLIMENTARI - GIUSTIZIA UGUALE PER TUTTI - OPPORTUNITA' PER TUTTI - Miraggio. Solo miraggio e promesse false. E sono così ramificati gli interessi economici dei soggetti politici che non possono darsi la zappa sui piedi. E "cane non mangia cane". Siamo imprigionati in un sistema corrotto all'ennesima potenza. Sommersi da intrallazzi di potenti di turno. Dirigismo e caudillismo all'italiana. Anarchia. Siamo in piena anarchia.

"L'onestà è la miglior politica" - diceva Kant. Ma cosa vuol dire onestà in questo paese e in questa epoca?

Ciò che mi lascia sgomento, dico sgomento, è che da anarco-liberale come più o meno mi immagino di essere avevo sempre ritenuto che in America ci fosse una decente approssimazione del liberismo economico, incarnata innanzitutto nel sacrosanto principio che chi sbaglia, paga.

Adesso scopro che in realtà gli USA sono governati da una casta (come noi), che il giochetto dei controllori/controllati funziona bene anche lì (come da noi) che la politica di privatizzare gli utili e socializzare le perdite non la fa solo FIAT e che l’unica legge di mercato che sembra valere per davvero è che chi sta sopra cade sempre in piedi e chi sta sotto paga, non una ma anche due o tre volte esattamente come da noi.

Anche il liberalismo mi pare oggi un altro libro dei sogni la cui implementazione è da rimandarsi a un altro mondo magari possibile, ma mai visto da nessuno.

Mi chiedo, che differenza c’è tra essere un liberale oggi o un comunista nell’89 ?

Io sono riuscito a essere tutte e due le cose e vedo sconcertanti (raccapriccianti ?) analogie, non so voi.

Riassumendo: Dio è morto, Marx è morto, Adam Smith è morto e anch'io non mi sento troppo bene.

 

 

 

 

Mi chiedo, che differenza c’è tra essere un liberale oggi o un comunista nell’89?

La differenza consiste in questo:

  • un comunista nel 1989 poteva con una valutazione obiettiva rendersi conto che il sistema comunista aveva definitivamente perso il confronto col sistema democratico - liberale nell'assicurare benessere, nel garantire sufficiente consenso, e nel sostenere economicamente un apparato militatare competitivo
  • un liberale nel 2009 puo' solo rendersi conto che il sistema democratico - liberale include problemi e incognite irrisolte ma non ha a disposizione un sistema alternativo che empiricamente si sia dimostrato superiore o plausibilmente prometta di esserlo.

Scusate se ritorno brutalmente  al topic, ma volevo chiarirmi un dubbio che mi arrovella si da quando venne annunciato che Fiat e Chrysler avevano iniziato ad "annusarsi".

Dato che in economia vale, o dovrebbe valere, la regola secondo cui nessun pasto è gratuito, mi dite dove sta l'inghippo ?

Allora, da una parte c'è un'impresa USA cotta e decotta, che ha un disperato bisogno di liquidi "veri" adesso e non tra qualche mese. Arriva mr. President e gli dice vi apro il rubinetto della bombola dell'ossigeno se vi accoppiate con questi strani italiani, che già ci hanno gabbato una volta con GM, ricavandone 500 milioni per lasciarsi senza alimenti, e che ci potrebbero provare anche adesso con voi.

Io dico, vabbè, da un lato, essere alla canna del gas e vabbè, dall'altro, l'orgoglio italiota, ma 'sta cosa puzza assai, molto di più del suddetto gas.

Fiat ci mette il suo know hown in fatto di motori e vetture, relativamente, poco inquinanti ed in cambio si "prende" circa 1/3 di Chrysler.

Tutto questo con uno scambio alla pari ?

Ovvero, alcune migliaia di ore uomo, facciamo pure 10 o 20 mila, di engineering ed una manciata di brevetti valgono 1/3 della Chrysler ?

Mettiamo pure nel corredo nunziale l'accessibilità alla rete di vendita USA ed i già annunciati nuovi stabilimenti, forse in Messico, che però vanno costruiti e pagati e mica sono già lì, pronti da mettere sulla bilancia.

Il conto continua a non tornare.

Secondo me il Marchionne sta facendo questo gioco: tutto si fa grazie al contributo rilevante e decisivo del maxiprestito dato a Fiat da Unicr. & BancInt. Poi quando, magari tra un paio di annetti, magari a crisi se non risolta almeno scollinata, le banche batteranno cassa per sedersi anche loro al tavolo del banchetto, il "nostro" ti lancia un bell'aumento di capitale, di quelli tipo "proposta che non si può rifiutare" e che verrà finanziato dal solito parco buoi della borsa italiana.

Se fosse così, doppio danno: voi ameriKani pagherete adesso le tasse per mantenere l'accoppiata Fiat-Chrysler a casa vostra e poi noi "bovini" italici ci metteremo i nostri averi per non far saltare la Fiat in house.

Cioè, tornando alla regola di cui sopra, il vero rischio è che il conto lo presentino 2 volte per lo stesso pasto.

bella analisi, sono incompetente ma italiana, e ho capito che così si fanno gli affari. Ma i polli, ops i buoi, impareranno mai? Mhm, mi sa che come i tacchini americani, lusingati dal buon cibo che gli viene dato non penseranno mai che serviranno per il Thanksgiving. L'esperienza empirica non insegna...

“anche qui” porca miseria “come là”:

 

avete bond GM? Anche se non ne avete seguitene l’andamento tenendo conto che in caso di chapter 11 finiranno molto male.  Ma se invece lo czar dell’auto guiderà un salvataggio fatto di prestiti, senza che qualche altra impresa-paese ricorra al WTO, forse finirà in altro modo…

 Si dice che per l’auto si va verso un “murky protectionism”, che sarà oggi un po’ diverso da quello del 1981 quando quel bel pezzo di liberista di Reagan firmò l’accordo con il Giappone per una “restrizione volontaria del commercio”, che ha consentito ai tre grandi di Detroit (ma in particolare a due di essi), vedi: Berry, Levinsohn, Pakes. 1999. Voluntary Export Restraints on Automobiles: Evaluating a Trade Policy. American Economic Review 89(3): 400-30, di “tirare a campare” per (solo) altri trent’anni, con effetti sui consumatori americani che hanno finito col finanziare squadre rivali…(e non solo di calcio)…

 

Le cose non sembrano oggi andare meglio perché lo zar dell’auto (ma quali sono i suoi compiti?, esistono “anche lì” i faccendieri tipo Letta?) Rattner  pare che “tiri anche lui a campare”… 

 

Sul rapporto tra il fondo Cerberus (azionista sia di GM che di Chrysler) e Steve Rattner già di Quadrangle vedi:

 

http://www.nypost.com/seven/01092009/business/rattner_blowout_149304.htm?dbk

e

http://michiganmessenger.com/11507/car-czar-chatter-muted-after-rattners-quadrangle-relationship-to-cerberus-revealed

 

la crisi della carta stampata c’è  sia “qui” che “là”, e il  “social climber” Steve ha fatto l’inusuale percorso dalla carta stampata alla finanza…

occhio alle porte girevoli...

 

a presto

gigi

 

e con tutte le rottamazioni che hanno favorito la Fiat la si sarebbe potuto costruire ex novo.

inoltre sembra che solo Maradona sia al sicuro dalle tasse italiane.

In Italia eravamo avanti se ne accorto anche Obama .

Governo Usa e Fiat decideranno il ceo della nuova Chrysler<em>

A me ricorda molto l'IRI.  dopo l'interesse sull'alta velocità aspetto con ansia i dettagli della good/bad company per risolvere il dilemma GM  

si chiede il commissario europeo all'industria. Forse un politico non dovrebbe porsi queste domande (nel senso che non dovrebbe interferire in "legittime" operazioni di M&A private), però ha colto nel segno, e la risposta di marchionne è un esempio favoloso di come non si faccia problemi a saltare dalla versione ecumenica "io amo la corporate social responsibility, i giapponesi e voglio fare grande il sistema italia", per cui è incensato dalla nostra stampa, alla versione "duro", a cui non piacciono le domande scomode. Tra l'altro la domanda non è per niente fuori luogo (anche se immagino che il commissario l'abbia fatta più per cercare di ostacolare un compratore "non tedesco", che non per altro); sganciare la liquidità che sta racimolando Fiat senza pagare i fornitori e lavoratori (visto che a periodi alterni fa pagare gli stipendi allo stato italiano tramite la CIG) per comprarsi non solo Chrysler ma anche la parte di GM "europea" la potrebbe trasformare in un gigantesco lebbroso, potenziale "claimant" di sussidi in mezza europa (e oltre oceano), a quel punto difficilmente negabili, visto il danno sociale "internazionale". Marchionne è proprio un manager della stessa scuola di quelli bancari: ha capito che il modo migliore per ricevere sussidi anticoncorrenziali illegali è rendersi il più in fretta possibile "too big to fail".

http://www.corriere.it/economia/09_aprile_24/marchionne_ue_adb0f754-30c7-11de-ac52-00144f02aabc.shtml BOTTA E RISPOSTA Fiat, lite Marchionne-Bruxelles «Da commissario Ue sentenza di morte» Il commissario Verheugen: «Troppi debiti, dove trova i soldi per comprare Chrysler e Opel?» TORINO - Alta tensione tra Bruxelles e Torino. In mattinata il commissario Ue all'industria, Guenter Verheugen, ha espresso forte scetticismo rispetto alle indiscrezioni sul possibile interesse di Fiat per la tedesca Opel: «Dove trovano i soldi?», si è chiesto il commissario europeo. Stizzita la replica di Sergio Marchionne, ad della Fiat: «Dal commissario responsabile per l'impresa e l'industria mi sarei aspettato un dialogo costruttivo con i produttori europei per risolvere i problemi che stanno impattando negativamente sull'industria invece di sentenze di morte, scegliendo unilateralmente chi debba sopravvivere».

Ottime osservazioni Filippo. Fammi aggiungere che, come sempre, la stampa italiana è molto reticente quando si parla di Fiat. Gli articoli di Repubblica, Corriere e Stampa sembrano tutti copiati dalla stessa agenzia, e probabilmente lo sono. Si riportano le dichiarazioni di Marchionne che sono straordinariamente evasive e inopportune. Bacchettare il commissario perché, in un momento di crisi del settore dell'auto, prevede che ci possa essere qualche impresa che non  ce la fa rasenta il comico; anche Marchionne, come alla banda che sta al governo, piacciono solo le previsioni rosee. Non si fornisce alcuna informazione sullo stato finanziario di Fiat, e in particolare sul suo livello di indebitamento. Non si fa alcun riferimento ai continui sussidi che il gruppo, direttamente o indirettamente, riceve dai contribuenti. Non si fa alcun riferimento al problema del ''too big to fail''. Magari i giornalisti andavano di fretta e non avevano voglia di gugolare ''bilancio fiat'', ma qua mi sembra che il servizio per i lettori sia veramente a livelli infimi. Veramente c'è bisogno di un Ordine per assumere gente che copia i lanci d'agenzia?

Il Sole 24, per quel che ho potuto vedere,  non ha la notizia, almeno nell'edizione elettronica che è l'unica che risco a leggere. C'è solo un articolo di ieri con le dichiarazioni di Marchionne.

Tra l'altro sono l'unico a pensare che questa affermazione di Marchionne

E' la seconda volta nel giro di pochi mesi - ha concluso l'a.d. Fiat - che il commissario Verheugen ha espresso opinioni che non sono costruttive per l'industria dell'auto, affermando a un certo punto che non tutti i costruttori europei sopravviveranno.

sia un po' in contraddizione con l'interesse manifestato verso Opel? (in verità Marchionne ha usato le solite frasi,''non c'è niente di stabilito'',  ''non c'è colloquio diretto'', ma l'arrabbiatura con Verheugen la dice lunga) Voglio dire, se Opel se la compra Fiat sarà un produttore in meno, no? Si, d'accordo, magari si conserva il marchio, ma proprio non verrebe chiuso alcun impianto? Proprio nessuna razionalizzazione, nessuna riduzione di capacità? E allora perché prendersela cone Verheugen dicendo che non è ''costruttivo''?

Ma non era stato proprio Marchionne a dire qualche mese fa che entro pochi anni, causa economie di scala e crisi, i produttori mondiali di auto sarebbero stati non più di 6/7 ? E non si stava ipotizzando un assorbimento di Fiat Auto dentro PSA ?

Voglio dire, se Opel se la compra Fiat sarà un produttore in meno, no? Si, d'accordo, magari si conserva il marchio, ma proprio non verrebe chiuso alcun impianto? Proprio nessuna razionalizzazione, nessuna riduzione di capacità?

Figurati se non verrebbe fatta nessuna razionalizzazione. La gamma della Fiat e quella della Opel sono perfettamente overlapped, negli stessi segmenti di mercato; sono proprio dirette concorrenti. Che si faccia qualche economia di scala a seguito di un'acquisizione è una cosa praticamente automatica. Difatti una prospettiva del genere atterrisce i politici e i sindacati tedeschi.

Perfettamente d'accordo. Comunque non c'è bisogno di fare chissà quale analisi di bilancio (io ci ho messo 1 minuto) per vedere che Fiat ha chiuso i conti del 2008 con un ratio EBIT/OF di poco superiore a 2 (2.16?), che, a spanne, è la soglia che separa un'azienda a rischio insolvenza da una fuori pericolo, non da una che è pronta a papparsi in un boccone 2 concorrenti. Che a nessuno sia venuto in mente fino ad ora di chiedere a marchionne con quali soldi (di sicuro non con il flusso di cassa della gestione corrente) spera di finanziare l'obiettivo (dichiarato) di triplicare la produzione annuale è davvero singolare.

 

Tra l'altro sono l'unico a pensare che questa affermazione di Marchionne sia un po' in contraddizione con l'interesse manifestato verso Opel?

Non sei l'unico; si vede che non siamo in grado di capire il Genio :-) (che nel frattempo è stato soccorso dal governo e vari editorialisti, quelli della stampa indipendente, super partes e informata che paolo mieli difende).

Scusatemi, ma dissento dalla maggior parte di questi commenti e, per il momento, sto con Marchionne.

Mi spiego:

1) Marchionne fa il suo lavoro, che è quello di fare gli interessi dell'azionariato FIAT. Se i governi danno a Marchionne incentivi erronei (tipo la CIG a go-go) prendiamocela con i governi, non con Marchionne. Al più prendiamocela con Marchionne se predica bene e razzola male, ma in questa vicenda mi sembra altamente coerente: ha una teoria su cosa deve succedere e si comporta di conseguenza.

2) Fra i vari AD Fiat, Mar (ha un cognome troppo lungo costui!) mi sembra quello che ha preso meno sussidi pubblici ed ha fatto meglio. La Fiat è tornata a sembrare una impresa tecnologicamente avanzata grazie a lui. Fuoco di paglia? Magari, questo si vedrà, ma non mi sembra il caso di paragonarlo o vederlo come chi lo ha preceduto, o come gli imbelli pargoli-ereditieri della dinastia.

3) Il deal Chrysler, se andasse in porto il che non è ovvio, glielo stanno offrendo Obama, Summers e l'amministrazione USA. Se gli danno soldi, una quota di mercato e l'eliminazione di un concorrente senza contropartita, cosa deve fare Mar? Dire "No, grazie, dateli alla Honda!"? Prendersela con Obama ed i democratici nel Congresso USA, please, non con Mar!

4) Idem per Opel (su cui, poi, ci sono solo rumors). Che abbiano o meno i soldi per comprarsela, saran ben cazzi della FIAT e, al più, delle banche disposte a far loro credito. Il Commissario tedesco, ovviamente, parla per difendere gli interessi di bottega e, magari, la speranza che Opel se la mangi una compagnia d'auto tedesca. Una volta ancora, l'unica cosa che commissari e politici dovrebbero fare è farsi i cavoli propri possibilmente vigilando che alle imprese di questo o quel paese i governi nazionali non facciano regali e regalucci con trucchi sottobanco. Facessero i cani da guardia di se stessi e dei loro simili negil altri paesi, invece che delle imprese, sarebbe tutto molto meglio.

5) Ha ragione Mar a dire che non è "costruttivo" il germanico: anche in una logica di "tifo per l'Europa" (che è quella ufficiale in Europa ed altrove) dovrebbe favorire che due imprese europee resistano integrandosi e razionalizzandosi, piuttosto che essere spazzate via dalla concorrenza da fuori dell'Europa, o no? Ripeto, il signor commissario dovrebbe occuparsi dei suoi simili e, se proprio vuole occuparsi dell'Italia, perché non si occupa di Alitalia-CAI e delle concessioni pubbliche?

6) Ovviamente FIAT vuole rimanere uno dei giocatori in piedi dopo lo shake out, so what? Cosa dovrebbe fare Mar? Ha fatto un'analisi del settore, giusta o sbagliata che sia, e ci si gioca la camicia. È il suo lavoro, ripeto. Ristrutturare implica chiudere degli impianti? Certo: i guadagni di produttività così si fanno, chiudendo i plants improduttivi e lasciando aperti/espandendo quelli produttivi. Non capisco proprio cosa vorreste facesse di diverso. Se di FIAT+Chrysler+Opel fa una grande impresa mondiale efficiente e profittevole, magari riduncendo del 30% l'occupazione totale, ha fatto il lavoro per cui lo pagano.

Ragazzi, che gli Agnelli siano i capitalisti più parassiti che l'Italia abbia mai visto non ho dubbio alcuno. Ma l'AD della FIAT è un tecnico di notevoli capacità che fa il lavoro per cui è pagato, e sembra farlo bene. Non attribuiamogli colpe che non ha e, soprattutto, non facciamo finta che il germanico commissario non parli per puro spirito di protezionismo nazionale!

 

I disagree. Mi spiego in relazione ai punti che sollevi.

1) Certo che il mestiere di Marchionne è fare gli interessi dell'azionariato Fiat. Nulla da eccepire quando lo fa cercando di produrre auto migliori che la gente si vuole comprare. Risulta però che tale interesse lo fa anche facendo pressione sui governi perché sussidino i consumi delle sue auto o più in generale perché producano un quadro normativo più favorevole alla sua azienda. A questo punto, se permetti, mi impiccio pure io che non sono azionista Fiat ma un umile contribuente amerikano e cittadino italiano. Qui c'è un punto molto importante riguardo a questa crisi che come economisti dobbiamo imparare a valutare meglio. La diffidenza verso le grandi imprese è tradizionalmente basata sul timore che esercitino un eccessivo potere di mercato. Mi sembra che dalla crisi risulti in modo trasparente che imprese troppo grandi, le banche negli USA, Fiat in Italia, hanno anche un separato e perniciosissimo effetto di corruzione delle decisioni politiche. Questo è un effetto diverso da quello dell'esercizio del potere di mercato. È un effetto che si traduce in legislazione eccessivamente favorevole alle concentrazioni industriali, regalo di soldi pubblici etc. Quando una banca americana o la Fiat convincono i propri governi a fare i propri (delle banche e di fiat) interessi a scapito dei contribuenti e dei conusumatori, non va bene limitarsi a dire che fanno gli interessi dei propri azionisti. Bisogna chiedersi se è giusto permettere loro di farlo in questo modo. Non ho soluzione perfette, non ne esistono. Ma il problema c'è e non si può far finta di nulla.

2) Bravo Marchionne che ha rimesso in piedi la Fiat e d'accordo che sia, come tu dici un bravo tecnico varie spanne sopra tanti suoi predecessori. Ma la mia preoccupazione per l'eccessiva influenza politica resta. Vedere il governo italiano che segue immediatamente, a distanza di poche ore, le indicazioni dell'AD Fiat a me fa paura, anche se l'AD Fiat è un bravo tecnico.

3) Certo che sono incazzato con Obama, Summers e chi altri per il deal Chrysler. Il post originario se la prendeva proprio con loro, non con Fiat. Ma veramente sei convinto che questa sia semplicemente manna dal cielo che casca casualmente nel cortile Fiat, e che Marchionne accetta in modo magnanimo? Nessuno ha fatto lobbying, il governo italiano non ha manifestato (riservatamente, per carità) la propria opinione? Anche qui, notare il parallelo con le banche americane. Anche a loro i soldi li ha dati il governo, e con il governo ci siamo incazzati, ma chi è disposto a credere che non ci siano stati pressioni e manipolazione?

4) No, se la Fiat si compra Opel indebitandosi non sono solo cazzi della Fiat. Questo è vero in un first best scenario, in cui Fiat rischia solo i soldi dei suoi azionisti e dei suoi creditori. Questo non è lo scenario reale, che è invece uno scenario in cui Fiat è too big to fail e ha già dimostrato una capacità impressionante di manipolare le decisioni politiche a suo favore. Sono quindi anche cazzi miei, che sarò chiamato a contribuire al riscatto di Fiat e del mercato dell'auto se le cose vanno male.

5) Non ho nessuna voglia di difendere il germanico, ma noto che l'unica cosa che ha fatto è stata chiedere dove la Fiat piglia i soldi. Inopportuno? Certo, vista la sua posizione. Lo ha fatto solo per sciovinismo nazionalista? Indubbiamente. Avrebbe dovuto intervenire in Alitalia? Sfondi una porta aperta. Ma non ha prefigurato alcun intervento, ha posto una domanda che avrebbero dovuto porre altri. Veramente il nostro ministro degli esteri deve intervenire? Per un deal che la Fiat continua a dire di non considerare? Mi lascia perplesso.

6) Cosa doveva fare Marchionne? Nel caso specifico poteva rispondere alla domanda. Dove pensa di pigliarli i soldi per espandersi? Poi, tornando agli argomenti di cui sopra, poteva evitare di chiedere (e ottenere) gli incentivi alla rottamazione. Ha fatto meno danni dei suoi predecessori? Magari è vero, dovrei fare i conti, ma adesso c'è lui ed è con lui che me la piglio.

alla fatidica domanda dove prende i soldi marchionne la risposta è semplice dai fornitori. Marchionne sta seguendo il suo piano strategico peraltro annunciato e ricordato da me in un post precedente prorpio in questo articolo. Io prevedevo la peugeot, mi sono sbagliato di qualche centinaio di kilometri Fiat + Chrysler + Opel . E' la Fiat mondiale caratterizzata da basso contenuto tecnologico , basso prezzo per un pubblico di basse esigenze .

La Chrysler e la opel sono alla canna del gas (ormai hanno finito pure quello )  se non concludono con Fiat non vedo questo sciame di pretendenti .L'alternativa è chiudere

Riguardo alle pressioni politiche  mi sembra che siano questi ultimi a fare pressione su Mar e non il contrario.

che il commissario tedesco parli per motivi diversi l'ho scritto anche io. La domanda che pone però è quella che dovrebbe farsi ogni persona di buon senso: con che soldi la fiat finanzia la sua crescita? Due anni fa gli analisti finanziari di Merryl Lynch e compagnia credevano ai piani del Mar e davano Fiat a 27 euro "target"; il titolo è andato sotto i 4 a Marzo (circa il livello di quando il Mar è arrivato; anzi, di meno), con più di una persona che si è chiesta se fiat ce l'avrebbe fatta senza il solito ricorso alla cassa integrazione facile, incentivi ad hoc e così via. Il buon Mar, 3 annetti e mezzo fa, non si vergognava neanche di parlare dell'equity swap di ifil su fiat (storia carina di come una famiglia possa prendersi gioco all'infinito di un paese) come di una cosa "necessaria" per il futuro (grazie a cui lui e pochi informati si saranno anche comprati qualche "modesto" isolotto nel pacifico, tra l'altro). Quindi: io non so se il Mar sia un grande capitano d'industria come lo descrivi te. Io vedo che finché si è trattato di promesse e profitti finti, ha ammaliato tutti (contribuendo senz'altro a risollevare la reputazione del nostro campioncino nazionale sul newsweek); quando si tratta di guardare ai "soldi veri", va un po' diversamente. Assomiglia vagamente (anche se più in piccolo, lo ammetto) a certi manager bancari cattivi produttori di banche rotte, salvati dai governi, dopo che avevano dichiarato falsi profitti da capogiro per anni, costruendosi la reputazione di semi-dei.

Ultima roba: sospetto sempre un pochino degli amministratori delegati che tengono lectio magistralis sulla corporate social responsibility.

Edit: non avevo visto che Sandro aveva già risposto molto meglio di me a tutti i punti!

Non condivido ma, visto che sembriamo avere opinioni ortogonali, rispondo con poche speranze di convinzione.

- Vorrei anzitutto farvi notare che stiamo parlando di un fatto specifico, questo. Se volete discutere delle colpe storiche della FIAT, del ruolo che la famiglia Agnelli ed i suoi managers hanno giocato nella storia italiana da Mussolini in poi, delle porcherie che (grazie alla compiacente CONSOB ed altre autorità pubbliche) la famiglia medesima ha compiuto e compie nel connubio IFIL-IFI-FIAT possiamo anche farlo, ma è un altro argomento.

- Idem per le performances borsistiche del titolo (che, Filippo, ti invito comunque a confrontare con quelle degli altri titoli di case automobilistiche per scoprire che non fa poi così male ...) o per il fatto che sia un "grande capitano d'industria" (mai sostenuto, sostenuto solo che sembra saper fare il proprio lavoro meglio della media di quanti l'hanno preceduto o competono con lui) e, infine, per i raffronti con i nostri sempre amati ed imprudenti bancari (non credo sia necessario fare una piccola lezione di economia per spiegare come la differenza nel costo sociale tra gli uni e gli altri sia abissale).

- Sui punti specifici: 6) no, non aveva l'obbligo. Son affari suoi ed esistono anche i segreti tattici. Comunque, se lo sa Business Week che FIAT ha più di 6 miliardi di cash, magari potrebbe scoprirlo anche un Comissario Europeo (raf, there's the answer). 5) Concordiamo: domanda inopportuna. Altri avrebbero dovuto? Forse, non lui comunque. 4) Sandro, io credo tu possa convenire che vale l'opposto proprio a seguito di quanto osservi. La "lotta" va fatta perché i governi lascino fallire le imprese, non per impedire alle imprese di prendere rischi dando per scontato che poi, se falliscono, ce le cucchiamo noi le loro perdite! Questo vuol dire ammettere di aver già perso la partita prima di giocarla. 3) Non so, magari è vero, magari BS ha lavorato con Obama (di cui è amicissimo ...) on behalf of FIAT ... tutto è possibile. Secondo te quale favore abbiamo dato in cambio al Larry Summers? Vacanza in Sardegna in una delle ville di BS? OK, scherzo, ma non capisco il punto della critica. 2) Per una volta che fanno il loro lavoro in Europa dicendo ad un comissario intrusivo di starsi zitto? 1) Condivido, condivido, e totalmente. Ma se è quello il tema di cui vogliamo discutere partirei dalle banche, o da MS o da Telecom ... partire da Mar che vuole salvare la FIAT facendola mondiale, non mi pare il punto di partenza giusto.

Soprattutto questo ultimo punto mi sembra lo ignoriate, che invece è quello chiave. Mar ha una teoria: fra qualche anno rimarranno 6 o 7 case automobilistiche. Lui conta: VW, Daimler, Toyota, Honda forse, una Coreana, una Francese, forse una USA, e forse FIAT se diventa grande abbastanza. Ci prova con le armi che ha. Perché non dovrebbe? Che altro dovrebbe fare? Lasciar stare perché è l'AD di un'azienda che ha i fratellini Elkan come azionisti di controllo e si vergogna dei medesimi? Pensare: meglio che FIAT fallisca, così si laveranno le colpe di Valletta e del (primo, ma anche del secondo) senatore Agnelli, oltre che tutti i trucchi finanziari fatti per gabbare i gonzi italiani che han comprato titoli FIAT per decenni? Suvvia ...

Tenete conto che SE ci riesce, all'improvviso FIAT non è più una potenziale liability solo per il contribuente italiano, lo è anche per i tedeschi e per gli americani, quindi rischiamo di meno ... non scherzo ragazzi: speriamo ci riesca, alla faccia del germanico protezionista!

Michele, ammetto che su questo argomento tendo molto a farmi prendere dall'ira (non volevo metterti in bocca una cosa che non hai scritto), perché detesto lo "stile" di Mar. Ripeto che la domanda non spettava al commissario, ma secondo me è razionale che qualcuno se la ponga. Secondo me sono le premesse ai fatti a determinare l'ortogonalità delle opinioni:

1) La cassa della Fiat è 5.1 e non 6 miliardi di euro (o forse intendi in dollari?), ma l'aumento è avvenuto a fronte di aumenti più che proporzionali del debito, che è a 6.6 miliardi di euro (http://it.biz.yahoo.com/23042009/57/fiat-indebitamento-sale-6-6-mld-liqu...). Fiat non produce free cash flow. E' molto difficile fare il predatore in queste circostanze.

2) Fiat, in particolare negli indicatori di efficienza "industriale" (tipo revenue per dipendente) e indebitamento, fa peggio degli altri (http://www.reuters.com/finance/stocks/ratios?symbol=FIA.MI). Tu auspichi giustamente che Mar proceda con le acquisizioni, trovi le sinergie, ristrutturi e licenzi il 30% dei dipendenti; dai dati attuali sembra essere uno che ha ancora parecchio da lavorare "in casa".

3)Mi do ai confronti: Toyota, dal massimo di 127 dollari di due anni fa ai 58 di minimo di inizio 2009 (che è anche un numero credibile del valore prima che venisse condizionato dagli interventi pubblici), ha fatto -0.543. Procedendo analogamente: BMW -0.36, Renault -0.42, Honda -0.498, Hyundai -0.50; Daimler -0.81, Volvo -0.82, Fiat -0.843, Ford -0.86, GM -0.96. Fiat mi pare di capire abbia registrato gli stessi risultati di quelli che chiudono la baracca, proprio perché con quei numeri di debito e produttività, è del tutto normale che soffra più della media (ma non che si mangi due concorrenti in un colpo solo).

Quindi, imho, Mar sta proprio azzeccando il colpo in questo senso (cioè quello del primo post): trasformare un malato in un enorme malato, in una fase in cui l'intervento pubblico è molto ben tollerato (e lui, e chi gli sta dietro, hanno ottime credenziali di negoziazione con il potere politico), per passare eventualmente alla storia come l'uomo che, nella crisi, ha trasformato la Fiat in uno dei fantastici 7/8 sopravvissuti. Se non ha alternativa (e il motivo è che non ha realmente - o perlomeno non ancora - risanato la Fiat da quando è in sella), sta effettivamente facendo l'interesse dei suoi azionisti, ma ugualmente, credo sia giusto e legittimo che qualcuno gli chieda dove trova i soldi per farlo.

 

sta effettivamente facendo l'interesse dei suoi azionisti, ma ugualmente, credo sia giusto e legittimo che qualcuno gli chieda dove li trova i soldi.

La Fiat è quotata in borsa e gli unici leggittimati a chiedere dove prende i soldi sono gli azionisti o gli organi competenti/incompetenti come la consob. Inoltre lui è un contabile non un tecnico e quindi si muove nel suo habitat naturale quando opera con i fondi dei gorverni

Trasformare un malato in un enorme malato, in una fase in cui l'intervento pubblico è molto ben tollerato

Questo vale per lui ma anche per gli altri

 

 

?

legittimati a chiedere dove prende i soldi per finanziare un piano industriale lo siamo tutti. Lui poi ha il dovere di rispondere solo alle autorità di vigilanza; ma se va a fare un roadshow a londra per raccogliere capitali, chi glieli deve prestare fa tutte le domande che ritiene opportune, così come chi glieli ha già prestati e anche chi non ha troppa intenzione di prestarglieli, e il Mar risponde, sforzandosi di risultare credibile. La cosa strana è che, nel mercato dell'auto, i roadshow passano (anche) per la casa bianca, la presidenza del consiglio italiano e così via (il cui personale fino a prova contraria è pagato con le tasse dei cittadini per gestirle). Non è né strano né "non legittimo" che chi si trovi nell'eventualità di sganciare i quattrini faccia le domande. Meglio se a farle non è uno in palese conflitto di interesse come il commissario europeo all'industria, ma magari un giornalista qualunque (non uno scribacchino copia-agenzie), che dovrebbe puntare a vendere copie a quelle persone che potrebbero essere chiamate a pagare quei sussidi per decisione dei loro inefficienti e collusi "executives" (i politici di cui sopra), che tra l'altro fanno una faticaccia a rimuovere. Il fatto che il Mar tiri in ballo cose brutte come la morte quando qualcuno gli chieda di parlare di soldi in pubblico, mentre probabilmente usa tutti i modi del caso quando la stessa domanda gliela fa un fondo che gli sottoscrive un'obbligazione, a me piace proprio poco.

Lungo articolo del NYT di oggi. I numeri esatti del contributo pubblico ancora non si sanno bene, ma l'articolo dice questo

Assuming that fractious lenders, labor leaders, Chrysler executives and Fiat itself agree on concessions and strike a deal with the government by Thursday, the White House will pour an additional $6 billion into Chrysler, bringing the Treasury’s total contribution to $10 billion. Even if Chrysler ends up in bankruptcy, as seems increasingly likely, Fiat could still be in a position to acquire some of its assets.

C'è un articolo anche sul WSJ (subscription required--il commento di Megan McArdle invece è ungated).

mi ricorda qualcosa

raf 30/4/2009 - 22:40

ho letto l'accordo fiat crhysler sul sole 24ore

in particolare sono rimasto colpito da questo passaggio

"L'alleanza strategica globale tra Fiat e Chrysler sarà fatta attraverso «la cessione accelerata di sostanzialmente tutti i beni di Chrysler a una Newco in base a determinate previsioni della legge fallimentare statunitense (Us Bankruptcy Code)». Lo spiegano in una nota le due case automobilistiche, aggiungendo che «al momento del closing dell'operazione, la Newco assumerà la ragione sociale di Chrysler e diventerà proprietaria di sostanzialmente tutti i beni di Chrysler con l'esclusione di determinati debiti e altre passività»."

una newco ( good company ) ed una bad company da lasciare a quei "cattivoni" degli hedge funds. Mi ricorda molto l'operazione alitalia , mi piacerebbe che qualcuno mi facesse notare le differenze fra le 2 operazioni che io magari dall'italia non conosco .Per esempio gli esuberi, i debiti verso i fornitori , l'impatto sull'indotto . Se le differenze dovessero essere minime dovremmo prendere atto che Obama è un collega di BS.Solo  che recita in un'alra compagnia

oggi sul sole 24 ore OBAMA: TORINO AIUTERA' DETROIT A PRODURRE AUTO ECOLOGICHE

30 settembre 2008    Auto, Marchionne contro il piano Ue sulla CO2: «Un bluff»

si sono messi in buone mani

Interessante approfondimento da lakeside capital:

La lettura delle pagine da 79 ad 83 della domanda di ammissione al Chapter 11 è illuminante: nel 2008 Chrysler ha provato a vendere la propria azienda a qualsiasi produttore di auto mondiale, a produttori di componenti e chiunque potesse essere interessato. Al tavolo è rimasta solo Fiat, l’ultima spiaggia.

...

In definitiva, Fiat riuscirà nell’impresa di vendere Chrysler a General Motors, scaricando nella confezione pure Fiat Auto, adeguatamente impacchettata ed infiocchettata, in cambio di una partecipazione di minoranza al nuovo gruppo, beneficiando di aiuti di stato in Italia, Germania, Stati Uniti e magari Svezia. E chi può dirlo, magari pure i governi sudamericani si sentiranno in obbligo di mostrare la propria riconoscenza.

Mi ha quasi convinto ... vedremo se poi funziona, che i piani sono una cosa e le realtà un'altra.

P.S. Simpatico questo che fa Lakeside Capital. Idea di chi sia?

Credo un'amico di Seminerio, ci sono arrivato da Phastidio.

Ah, e prima aveva un'altro nome, mi pare lamiadestra.

Sono senza parole, ho appena finito di parlare con un mio collega (anche lui "invischiato" in FIAT, lui nei motori, io nei cambi) e trascrivo le riflessioni.

Marchione riuscì a vendere (nel 2005) la crisi FIAT alla GM (che aveva un'opzione put sul 35% del capitale FIAT), tanto che GM paga alla FIAT 1,55 MLD di dollari per non comprarsela.

Nell'aprile 2009 il governo USA paga la FIAT per fargli comprare la Chrysler.

Nel Maggio 2009 Marchionne propone alla GM (sì, proprio lei) di rilevare la OPEL a costo zero (FIAT non caccia un cent) e chiede contemporaneamente 5 miliardi di euro al governo tedesco per non chiudere almeno uno dei quattro stabilimenti tedeschi di OPEL.

Conclusione: che cosa usa Marchionne sui suoi interlocutori per prendere sempre e comunque soldi in cambio di aria fritta ? Quale è il segreto ? (lo vogliamo anche noi-)).

Una volta si diceva che chiedere "cumpà, ma rai 'na vacca" era il modo migliore per riconoscere i fessi, ma adesso basta ! Voi che siete in USA potete chiedere alla Boeing se si vogliono vendere a un'aziendina campana ? Senza soldi, ovviamente, ma se tanto mi dà tanto a furia di chiedere in giro il fesso lo troviamo.

Molto bella poi la posizione del Governo Italiano (che è usualmente  a 90°), ha detto Scajola: "la FIAT ci deve dire che vuole fare e non deve chiudere nemmeno uno stabilimento in Italia, perchè questi erano i patti per gli incentivi alla rottamazione" . Ora forse Scajola non sa che gli incentivi FIAT li prende per il 35 % (quota di mercato in Italia), ma che in Germania gliene danno molti di più, inoltre il potere "ricattatorio" del governo è inferiore allo 0, se il governo fà la voce grossa FIAT il giorno dopo chiude Termini Imerese e forse pure Pomigliano, scommetto che il giorno dopo i politici sono tutti fuori la porta di Marchionne con il cappello in mano. Anzi, sono già con il cappello in mano, il problema è che Marchionne non li riceve.

Conclusione: che cosa usa Marchionne sui suoi interlocutori per prendere sempre e comunque soldi in cambio di aria fritta ? Quale è il segreto ?

già, quale sarà mai? :-) 

"German officials said they had prepared €1.5bn ($2bn) worth of bridge financing to tide Opel through a takeover process"

Qualunque cosa fosse sembra funzionare meno...

Però sono sorpreso, al di là delle considerazioni di merito a me sembra solo una partita di poker, in cui anzichè al rilancio si gioca a chi bluffa di più.

Vero!

Comunque le dichiarazioni del Mar mi lasciano sempre un po' così...sono proprio male interpretabili in my humble opinion.

"Ora basta. La nostra offerta è sul tavolo, non chiedeteci di più. Fiat non vuole rinunciare a Opel e crede ancora nella potenziale fusione e «riafferma il suo interesse alla ricerca di un possibile accordo». Ma non avendo avuto il tempo necessario per una valutazione della situazione finanziaria dell'azienda tedesca non può prendersi «rischi inusuali». Ricorda le proposte fatte e aggiunge: «di più non ci può essere richiesto». Spiega cosi in una nota che non parteciperà alle riunioni che il governo tedesco sta cercando di organizzare a Berlino per oggi «che hanno come unico argomento all'ordine del giorno il supporto finanziario di urgenza ad Opel».(...) «Le richieste dell'ultima ora costringerebbero, fra l'altro, Fiat a sostenere finanziariamente Opel nell'immediato - spiega il comunicato della casa torinese - mentre il governo tedesco determina i tempi e le altre condizioni del finanziamento ponte, esponendo così Fiat a rischi non necessari e irragionevoli»."

(vedi qui)

Evidentemente è abituato che i tempi e i modi del sussidio li consegna in busta chiusa al ministero dell'economia e guai a chi glieli tocca :-) (sarebbe "divertente" se questa richiesta di anticipo di 300 milioni di soldi subito fosse un bluff* per vedere se i giocatori arrivano allo show down anche dopo un raise...o, per dirla da fighetto, un meccanismo di rivelazione che renda incentive compatible il contratto e dia luogo a separating equilibrium...**).

*vedi paragrafo 4 e 5 di questo articoletto della stampa

** visto che anche magna sta rinunciando, direi che la mia uscitina potevo tenermela per me.

La mia sensazione è che, in realtà, l'offerta FIAT sia l'unica credibile in un mercato nel quale rimarranno solo competitors dimensionalmente rilevanti e che il mantenimento in essere di una gara con Magna sia solo lo strumento che il governo tedesco utilizza per ottenere il massimo, soprattutto in termini politici.

Le dichiarazioni di Marchionne, imho, rispecchiano questa consapevolezza e la mettono sul piatto.

Rischiando la classica figura di cacca (in un mondo liquido come quello dell'auto il tuo nemico di ieri è l'alleato di oggi e viceversa) dico la mia su quanto accaduto e lo esporrò per punti.

1. L'Opel da sola non andrà da nessuna parte (5.000.000 di auto ? ma via, pensavo che solo in Italia si sparassero simili cazzate), già adesso i motori glieli danno Fiat e il gruppo PSA, teconologicamente le Opel sono molto arretrate, non hanno (e a questo punto difficilmente avranno) motori TSI, dovranno per forza allearsi con qualcuno. Vedremo chi.

2. FIAT (secondo me) esce molto bene, l'OPEL poteva rivelarsi un boccone indigesto, i conti sembrano un pò quelli di Alitalia, il "salvataggio" di Opel mi ricorda un film già visto, Alitalia appunto.

3. Il prossimo giornale tedesco che parlerà male dell'Italia e dell'ingerenza della politica italiana nella vita economica italiana sarà da me personalmente utilizzato come carta igienica, visto quello che ha fatto la politica tedesca; non c'è niente da fare per rivalutare i pessimi governanti italiani non c'è niente di meglio che vedere cosa riescono a fare all'estero.

4. Se fossi Marchionne mi focalizzerei su Chrysler, gli USA e il Sud America, è lì che si guadagnerà nel prossimo futuro, inoltre non dimenticherei che FIAT ha un accordo con Tata (secondo me anche quote azionarie, ma di questo non se ne parla).

5. Avevo già scritto che Opel era solo una fissa per i famigerati 6 milioni di auto, se proprio dovessi guardare a quel traguardo guarderei a quel produttore giapponese che già ha un accordo con FIAT e che non vede l'ora di essere acquistato..

6. Giusto per rendere pan per focaccia teutonico calcolerei quanto costerà al contribuente tedesco il "salvataggio" di OPEL, e lo paragonerei a quanto ci costerà tenere aperto (ahimè) Termini Imerese.

7. Infine noto, in tutto questo baillamme, la totale assenza del governo italiano (meglio, così non hanno fatto danni).

Non ti voglio lasciare solo nella figura di cacca e concordo con la tua analisi.

Non escludo che, nella liquidazione GM, la FIAT riesca a prendersi SAAB e le attività in Sud America, con ciò ottenendo comunque un buon risultato, dato che si porterebbe a casa un buon  marchio per il nord Europa e un mercato profittevole dove è già molto ben posizionata.

Sulla assenza del governo c'è poco da aggiungere: è vero che così facendo non hanno fatto danni, ma questo vuol dire che diamo tutti per scontato che siano incapaci di fare bene.

D'altra parte, nel giorno in cui Draghi ha letto le sue considerazioni sulla economia italiana e sul suo futuro diciamo così non proprio brillante e la principale industria nazionale è stata comunque al centro di una trattativa internazionale, con condimento di governi ed accessori, Berlusconi ha ritenuto di focalizzare la sua e la nostra attenzione sulla magistratura.

Rischiando la classica figura di cacca

Io l'ho appena fatta, dichiarando unicamente credibile l'offerta FIAT ...... :-)

Il bello è che non ho cambiato idea: Opel ha bisogno di un partner industriale tecnologicamente aggiornato ed, inoltre, l'opzione russa mi appare un tantinello rischiosa: è vero che quel mercato ha dimensioni potenzialmente interessanti - peraltro, al momento, non proprio in grandissimo spolvero - ma occorre chiedersi come si strutturerà una governance che debba fare i conti con quella realtà. Da ciò discende anche che, presumibilmente, i 2600 esuberi attualmente previsti in Germania potrebbero aumentare nel tempo, data la convenienza a produrre in Russia negli stabilimenti Gaz, cosa che annullerebbe il motivo ufficialmente addotto dalla poltica per la scelta effettuata. In alternativa, definirei lecito pensare a tale prospettiva come ad una spada di Damocle posta dagli spegiudicati amici di Putin sulla testa del governo tedesco, al fine di spillare ulteriori quattrini od ottenere altre contropartite.

Non mi pare credibile che un ragionamento così banale non sia stato affrontato, perciò sarei propenso a ritenere che si sia preferito privilegiare il tornaconto elettorale di breve periodo: come qui, insomma, il fumo negli occhi ha lo scopo di conquistare (o di non perdere) voti alle imminenti elezioni. Tanto paga il contribuente e tutti possiamo agevolmente veder confermato il fatto che "la politica non può salvare il mondo".

Infine, sarà davvero conclusa la partita?

 

1. L'Opel da sola non andrà da nessuna parte (5.000.000 di auto ? ma via, pensavo che solo in Italia si sparassero simili cazzate), già adesso i motori glieli danno Fiat e il gruppo PSA, teconologicamente le Opel sono molto arretrate, non hanno (e a questo punto difficilmente avranno) motori TSI, dovranno per forza allearsi con qualcuno. Vedremo chi.

A quanto so io, la Magna e' una compagnia di origine canadese (fondata da un emigrato austriaco, ma e' nata in Canada) che ha gia' fatto sparire un marchio storico dell'automobilismo europeo, quando nel 2001 acquisi' l'austriaca Steyr Daimler Puch. La specialita' della Steyr Puch erano auto con trazione integrale (Haflinger, Pinzgauer, Gelandewagen...) oltre a camion e autobus ed a trazioni integrali per altre auto (mi pare la "Delta Integrale", la "Panda" il Ducato 4x4 e la Golf Syncro avessero una trasmissione fatta dalla Steyr Puch). Gli stabilimenti di Graz furono convertiti per l'assemblaggio di piccole serie in conto terzi (BMW X3, Jeep Grand Cherokee e Commander, Chrysler Voyageer e 300C...). Attualmente credo continui col marchio Steyr Puch solo la produzione delle Gelandewagen destinate al mercato austriaco (che non e' poi cosi' esteso).

Visti i risultati della precedente acquisizione e la mancanza di esperienza nella gestione di un marchio a se' stante, cosa ben diverso dalla progettazione di singoli componenti, credo che il marchio Opel non avra' una vita molto lunga in mano alla Magna. Probabilmente sarebbe stato davvero meglio che avesse vinto FIAT, se lo scopo del governo tedesco era quello di mantenere in vita un marchio storico.

Ovvero, United Socialist States of America ? 36 Miliardi di dollari per la General Motors ? quindici giorni fa al Larry King Show ho visto la presentazione della "Volt", un concentrato di non senso, nonostante l'evidente spot commerciale, ed è quello che gli americani stanno pagando.

I liberisti in Amerika che fine hanno fatto ? Tutti sepolti da Karl Marx ?

 

Finance Minister Giulio Tremonti said Fiat may have lost out on Opel because Marchionne played by market rules and didn’t seek government help with the offer. Speaking on state broadcaster RAI SpA on May 30, Tremonti said the CEO would have had more chance of succeeding if he’d been prepared to approach Prime Minister Silvio Berlusconi about the bid.

http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601109&sid=a_tdFPwo1l0U&refer=home

 

Non sapevo se inserire questo post su un articolo riguardo la Fiat o riguardo GT.

Non sapevo se inserire questo post su un articolo riguardo la Fiat o riguardo GT.

Andava qua, facendo attenzione che cadesse esattamente nel mezzo.

Non ho capito se vuole dire "visto? noi ci siamo tenuti in disparte lasciando che decidesse il mercato" oppure "quel pezzente di Marchionne pensava di fare tutto saltando la camera d'attesa al Soglio di Palazzo Chigi e se l'è presa nelle terga: imparasse a stare al mondo".

Chissà dov'era il mezzemaniche della Valtellina quando Fiat ha concluso l'accordo con l'amministrazione Obama per Chrysler...

Mi sa che questa dichiarazione si possa definire "invidia del pene"..

Per chi fosse interessato, questo post descrive sommariamente le motivazioni della richiesta di sospensione della vendita delle azioni Chrisler giunta Sabato sera alla Supreme Court of the United States. 

E la Sotomayor BO che ce l'ha messa a fare ? Poi mi sembra che, eccetto qualche eccezione di lana caprina (ma chi lo ha scritto questo ricorso ? Ghedini ?) non ci siano forti argomenti, eccetto (forse) quello che la Chrysler è stata considerata una finanziaria.

Non conosco bene la legge americana, ma mi sembra di ricordare che ci furono alcuni casi simli durante il salvataggio delle Casse di Risparmio, tutti rigettati dalla Corte Suprema.

Altrimenti, sai che casino ?

Negli anni 30 pero' la SC ha overturned grosse fette del new deal. La Sotomayor ancora non c'e', comunque anche a me pare non ci sia gran merito nell'appello. Le associazioni consumatori sono preoccupate che chi ha una chrysler oggi, o la sta comprando, non  potra' denunciare per difetti di fabbricazione la nuova impresa. Anche questa motivazione non mi pare sostenibile salvo una mezza rivoluzione in bankruptcy law.

 

bum!

filippo rebessi 8/6/2009 - 21:53

http://online.wsj.com/article/SB124447718295294527.html

ho letto solo il titolo: High Court Delays Chrysler Sale

Re: bum!

andrea moro 9/6/2009 - 14:50

Il titolo e' un po' misleading perche' la decisione era del giudice di turno, Ruth Bader Ginsburg, che ha deciso di non decidere ma di consultare gli altri. Forse non se l'è sentita di prendere una decisione così importante da sola. Credo che decideranno collettivamente oggi se analizzare il caso. In caso affermativo, ci vorrà minimo minimo qualche settimana, mettendo a repentaglio l'intero deal. 

già, direi molto fuorviante visto che poi l'autorizzazione è stata concessa

http://online.wsj.com/article/SB124453532783397365.html

Il CIPE nella seduta del 26 giugno ha destinato 300 milioni agli stabilimenti FIAT di Pomigliano e Termini Imerese.

Commenti?

Marchionne in cambio non chiude (subito) Termini Imerese e Pomigliano. Commenti ?

I latini lo chiamavano "do ut des". Io lo chiamo "uccello padulo del contribuente".

Link

L'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne ha chiesto il rinnovo degli incentivi per il settore auto nel 2010, altrimenti "avremo un impatto disastroso".

 

(io non avevo dubbi)

Update:

LA REPLICA DI SCAJOLA - E poco dopo l'intervento di Marchionne arrivava la replica del ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola che, a margine di un'audizione alla Camera, sottolineava che la prosecuzione degli incentivi al settore auto «è una cosa auspicata e auspicabile», anche se «è prematuro parlarne».

A domanda il governo risponde. Io, personalmente, non ho più parole, se qualcuno vuole..

Adesso, se magari sandro o qualcun altro ci dice come stanno messi in america gli incentivi, quanto è andato a Chrysler (Fiat), e come sta andando la Chrysler il quadro diventa perfetto.

P.s. personale: un mio cliente che lavora(va) nell'indotto Fiat ha messo 150 dipendenti in cassa integrazione (altri soldi miei..): Fiat ha spostato la produzione in Canada. Forse il Canada offriva di più.

Nel mezzo dell'uscita del libro su Voltremont direi che occorrerebbe tornare a parlare anche di quel che succede nel "mitico" manifatturiero italiano.

Senza mezzi termini: c'è la follia più totale, aziende che lavorano nel "bianco" (elettrodomestici) che si apprestano a lavorare anche su doppi turni per i mitici "contributi" che lo Stato darà, la Fiat chiuderà per quindici giorni gli stabilimenti italiani, ed è una ripicca perchè il governo tarda a dare altri "contributi", insomma più che il mercato sembra di essere alla corte del Re Sole che dispensa i suoi favori, e a seconda di dove vanno i suoi favori c'è chi scende e c'è chi sale (anche in borsa, se quella italiana è definita borsa..), aziende che esternalizzano talmente tanto che non sanno nemmeno più chi dovrebbe svolgere quel compito (e parlo degli smistamenti di magazzino), aziende che si stanno facendo i conti in tasca e scoprono che il suo socio maggioritario (lo Stato) è diventato talmente preponderante che conviene, in nome della "flessibilità" smettere di produrre e tornare ai "terzisti".

Che c'entra con la Fiat ? c'entra, c'entra nel momento in cui si siedono a un tavolo e gli dicono: ti abbiamo dato una valanga di soldi (vero) e tu ci devi qualcosa (falso, la Fiat ha dato tanto allo stato italiano, diciamo che era uno scambio fra pari) a questo punto si stanno stravolgendo le regole di mercato, e anche gli altri vogliono fare la stessa cosa. Mi domando: non sarebbe meglio mettere una pietra sul passato e guardare al futuro dando una semplice, banale indicazione: mai più i soldi dello Stato per qualunque aiuto alle aziende (diversa cosa per i lavoratori e la Cig), e che da oggi dica il mercato chi è il più bravo ? E soprattutto dove, e cosa produrre ?

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